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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Presentazione campagna “Rudy=NonSmokers”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma. Dopo una lunga preparazione, giovedì 14 marzo prossimo alle ore 11:00, presso lo “Spazio Europa” del Parlamento europeo e della Commissione europea a Roma, alla Stampa Estera e Italiana verrà presentato il progetto generale, con il piano delle future attività e la campagna contro il fumo dell’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS”, rappresentata dal “Red Papillon”, un papillon rosso divenuto brand dell’associazione dei non fumatori.
In un mondo dove esiste solo chi consuma (“Consumo ergo sum”), l’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS” viene ad essere la prima associazione al mondo di “NonConsumatori”, in realtà molto consumati sia dal fumo passivo che dalle pesanti tasse pagate indirettamente al Servizio Sanitario Nazionale per le tante lunghe cure ai fumatori.La prima strategia che si seguirà sarà quella di indicare finalmente “in positivo” l’80% degli italiani che fanno la cosa giusta, ovvero i non fumatori, e per distinguerli è stato scelto il termine “Rudy” come neologismo indeclinabile, mentre i fumatori (il 20%, Non Colpevoli e Non Viziosi ma vere vittime truffate) diventano negativi e sfortunati, ovvero “NonRudy”.È la prima volta che al marketing miliardario pro-tabacco non viene data una risposta seguendo i tradizionali criteri accademici del mondo scientifico ma utilizzando le idee e le competenze del marketing e della comunicazione.Ma perché il fumo è così tollerato oggi, e chi ci guadagna da tutto questo?Certamente non i cittadini e lo Stato visto che – lutti e sofferenze a parte – i costi ambientali (cicche e aria inquinata), i costi sociali (per famiglie e aziende) e i costi sanitari (per le cure) producono danni finanziari almeno tripli rispetto agli incassi fiscali sulle vendite.Il fumo è un problema immenso, con oltre 6 milioni di morti nel mondo e oltre 80.000 solo in Italia, ogni anno, largamente sottostimato a livello di pubblica percezione e volutamente confinato nell’area del “vizio” e del “piacere”.Invece il NonRudy, ovvero un non fumatore nel gergo dell’associazione, non è affatto un colpevole gaudente che si ammala e muore per colpa delle sue “libere scelte” ma è un malato cronico schiavizzato quasi sempre da ragazzino, una vera vittima consumata da una fortissima tossicodipendenza, seconda solo all’eroina e analoga a quella della cocaina.Tutte le sostanze psicotrope (che modificano lo stato psico-fisico) sono droghe ma vengono ben distinte in tre gruppi: il fumo, l’alcol e gli stupefacenti.
Ogni anno in Italia il fumo (legale, si resta lucidi apparentemente) fa appunto oltre 80.000 morti; l’alcol (legale, e non si resta lucidi) più di 20.000; tutti gli stupefacenti (illegali, e non si resta lucidi) meno di 400.E se l’illegalità è collegata alla pericolosità e ai danni derivanti da un fatto o da una certa situazione, perché 400 morti l’anno sono gravissimi, con leggi e forze dell’ordine costantemente impegnate e con un’altissima riprovazione sociale, mentre per un totale di 100.000 morti ogni anno la sensibilità collettiva è minima?E chi ci guadagna dall’allarmante illegalità degli uni e dalla serena legalità degli altri?“Rudy o Non Rudy (non fumatori o fumatori), siamo tutti vittime del fumo” è l’amara constatazione di Rudy PuntoRudy, presidente dell’associazione.
Occupandosi comunque di una droga legale, l’associazione ha come Mission il voler “cambiare la non cultura del fumo” e come Vision una massima:“Non vogliamo scoprire presto i tumori, vogliamo non farli arrivare affatto”.Quindi l’obiettivo è quello della vera prevenzione, per restare sani e senza dipendenze, non per fare “prevenzione secondaria”, arrivando cioè quando il tumore ormai è partito, oppure per “limitare i danni”, continuando a ben rifornire il malcapitato cliente.In base ad un progetto del tutto innovativo (che sarà un vero format itinerante), verrà dunque avviata per la prima volta in Italia una campagna culturale permanente denominata “Rudy=NonSmokers”, che prevede progressive edizioni annuali operando per dodici mesi in tutte le venti regioni italiane.In 100 gemellate “Città del Benessere” verranno portati sia eventi speciali riservati soltanto ai Rudy Italiani (i “RudyParty”) e sia apposite conferenze (gli “InfoRudy”) dedicate alle scuole secondarie dagli 11 anni in su.Avviando ora il lavoro in Italia, l’associazione già pensa alle edizioni europee delle iniziative.Perché la salute è un bene prezioso, che non dobbiamo mettere in alcun modo in pericolo, e che gli Stati dovrebbero tutelare considerando anche i gravi danni economici che le malattie provocano.

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Il fumo è un fattore di rischio per la salute

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere il fumo quale principale fattore di rischio per l’insorgenza di malattie non trasmissibili. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le vittime del fumo sono oltre 7 milioni l’anno (alle quali si aggiungono altri 600mila morti per fumo passivo). Solo nel nostro Paese i dati del Ministero della Salute evidenziano come tra i 70.000 e gli 83.000 decessi ogni anno siano causati dal consumo di sigarette (circa un migliaio per fumo passivo). Tuttavia, nonostante la consapevolezza sui danni da fumo e le sempre più stringenti politiche di prevenzione e controllo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2025 i fumatori saranno ancora oltre 1 miliardo, un numero uguale a quello attuale.Anche di questo si è discusso al simposio “Fumo e rischio cardiovascolare” tenutosi in occasione del XL Congresso Nazionale SIAPAV, nel quale è emerso come una parte sempre più preponderante della comunità medico-scientifica sostenga l’adozione di politiche anti-fumo basate eventualmente anche sul principio della riduzione del danno, ad integrazione delle altre principali strategie volte a ridurre il danno correlato al fumo di sigaretta (prevenzione e dissuasione).Come spiega il Dottor Guido Arpaia, presidente SIAPAV e Direttore S.C. di Medicina Interna dell’ASST di Vimercate “Nel fumatore il rischio vascolare si manifesta in vari modi: in particolare il danno da fumo vede una lenta ma inesorabile crescita della placca aterosclerotica che sebbene priva di sintomi può determinare un evento acuto a carico di organi vitali come cuore, vasi periferici, cervello e reni.” È infatti il fumo, insieme al diabete, la maggiore minaccia alla salute delle arterie e allo sviluppo di Arteriopatie Periferiche a causa di un meccanismo di infiammazione cronica: il rischio è 2.15 volte maggiore rispetto agli ex fumatori con ricadute come riduzione della circolazione periferica anche sintomatica (malattia delle vetrine).“Un dato oltremodo preoccupante” prosegue Arpaia “è che anche in caso di procedure interventistiche solo il 36% pazienti smette di fumare nel periodo successivo. Gli operati per malattie vascolari periferiche che subiscono interventi di by-pass o endovascolari che non smettono di fumare sviluppano più complicanze e hanno maggior rischio di mortalità”.

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Perché si fuma?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

I motivi per cui le persone iniziano a fumare sono molteplici e quello per cui continuano è l’instaurarsi di una vera e propria dipendenza e il ‘piacere’ che ne deriva: la nicotina infatti si lega a particolari recettori che stimolano una zona del cervello a livello dell’area del tegmento ventrale da cui viene provocato il rilascio di dopamina e altri neurotrasmettitori a livello del nucleo accumbens. Queste stimolazioni producono piacere, eccitazione e modulazione dell’umore. In breve tempo, i recettori dell’acetilcolina vengono saturati dalla nicotina, questo provoca il bisogno di fumare di nuovo e instaura il fenomeno della tolleranza acuta. “Una quota di fumatori, spesso donne, inizia a fumare anche per l’effetto anoressante della nicotina” spiega Vincenzo Zagà, Presidente della SITAB a Congresso a Firenze: “Il fumo di sigaretta ha infatti un blando effetto di soppressione dell’appetito che viene ricercato come strumento di controllo del peso, salvo poi trasformarsi nella dipendenza che conosciamo. La diminuzione dell’appetito è l’effetto combinato di meccanismi fisiologici e psicologici e in questi soggetti, prevalentemente donne, la resistenza alla proposta di cessazione è dettata dal timore di aumentare di peso. In una ricerca le donne che usano il fumo come strumento di controllo dell’introduzione di cibo hanno maggiori probabilità di mostrare i sintomi di un disturbo alimentare”.
Infatti, come conferma la dottoressa Antonella Manfredi ed è il Direttore Area Dipendenze ASL Toscana Centro : “Nell’aiutare una persone affetta da disturbo della condotta alimentare a smettere di fumare bisogna porre molta attenzione al tipo di disturbo di cui soffre. Il ‘Binge Eating’, il comportamento caratterizzato da abbuffate incontrollate di cibo, è più spesso associato al fumo di sigaretta rispetto all’anoressia nervosa di tipo restrittivo. Inoltre soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali.” Comorbidità alta anche per i soggetti con depressione clinica che fumano in misura doppia rispetto a quelli che non hanno disturbi dell’umore e dell’affettività. L’uso di sigarette può essere un tentativo di automedicazione nei confronti di sintomi come ansia, malinconia e tristezza.
“Purtroppo i disturbi mentali, alimentari e le dipendenze sono spesso intrecciate tra loro” spiega il Presidente Zagà “le donne con bulimia nervosa che fumano quotidianamente portano in dote anche sintomi depressivi più marcati rispetto di quelle che non avevano fumato negli ultimi dieci anni, così come altre ricerche su comunità di pazienti hanno evidenziato come il fumo è spesso associato a problemi dell’immagine corporea, il che rende questi soggetti più difficili da avviare e motivare verso un percorso di cessazione”. Rispetto alla quota di popolazione generale che fuma in Italia ( il 22%) i soggetti con disturbi mentali che ricorrono alle sigarette balzano al 30-40% (dati Indagine del Governo USA su uso delle droghe e salute). In questi soggetti più fragili il fumo rappresenta un fattore peggiorativo della salute e contribuisce alla diminuzione dell’aspettativa di vita di 10 anni in media.
Tag: tabaccologia, sigarette, fumo, binge eating, controllo del peso, bulimia, appetito, depressione, disturbi psichici

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Il gas radon è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Roma 26 ottobre 2018 dalle ore 9 alle 17 Convegno Nazionale “Radon rischio geologico dalla terra un pericolo invisibile per la salute: quanti lo conoscono?” presso il CNR (Piazzale Aldo Moro n. 7)organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi.Il radon è un gas nobile radioattivo naturale, incolore, insapore e inodore ed è considerato la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo da sigaretta. A livello mondiale è il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi. In Italia nell’ultimo anno si è registrato un incremento significativo di nuovi casi di tumore ai polmoni: 41.500 del 2018 rispetto ai 41.800 nel 2017. L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il 10 per cento dei circa 31.000 casi di cancro ai polmoni che si segnalano ogni anno è attribuibile a una prolungata esposizione a questo gas: 3200 nuovi casi di tumore dovuti proprio al radon. Durante il convegno sarà presentato il documento finale prodotto nell’aprile 2018 dal tavolo specifico sul problema radon istituito dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Il documento si rifà alla Direttiva 2013/59/Euratom rispetto alla quale l’Italia si trova in condizione di infrazione da febbraio 2018. Tale direttiva prevede l’introduzione di livelli di riferimento di radon inferiori a 300 Bq/m3: se da un lato tali livelli sono più bassi di quelli indicati dalla legge italiana per gli ambienti di lavoro, che stabilisce un limite di 500 Bq/m3, dall’altro, si tratta di un valore superiore a quello proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda un livello medio di riferimento pari a 100 Bq/m3. Per quanto riguarda invece le abitazioni, in Italia fino ad oggi non è stata ancora emanata una normativa specifica di riferimento.Al convegno parteciperanno, oltre a numerosi scienziati ed esperti del settore, anche personalità politiche e istituzionali del panorama nazionale. La giornata di lavori si aprirà con i saluti istituzionali cui seguiranno due sessioni: la prima dal titolo “Origine, natura e aspetti sanitari” coordinata da Gabriele Dossena, giornalista del Corriere della Sera e l’altra “Controllo e soluzioni: scelte operative e proposte tecniche”. Nella tarda mattinata è prevista la tavola rotonda “Compiti della politica, delle istituzioni e dei tecnici” coordinata dalla giornalista del Tg2, Giulia Apollonio.

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Il fumo uccide, e le marchette per la lobby internazionale del tabacco anche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

sigarettedi Laura Castelli e Alessio Villarosa, Commissione Bilancio M5S Camera. Sta succedendo oggi in Italia, e non certo per la prima volta: a fronte di un sistema, la sigaretta elettronica, che sta aiutando moltissimi schiavi del tabacco ad uscire dalla loro dipendenza, da anni ormai sembra che i nostri governi cerchino in ogni modo di rendere impossibile l’abbandono della sigaretta tradizionale. Leggi, tasse, controlli. Ricordiamo tutti la “strage del 2014”, quando l’ennesimo provvedimento di tassazione costrinse alla chiusura centinaia di negozi, aperti con sacrificio da tanti giovani.Oggi la maggioranza ci riprova. Stavolta con un emendamento al Decreto Fiscale: al Senato, la senatrice Vicari (ricordate? Quella dello scandalo del Rolex) ha presentato la sua proposta che in un colpo solo a) aumenta la tassazione sulle sigarette elettroniche, includendo le apparecchiature (è come tassare il volante dell’auto), e anche i liquidi che non contengono nicotina, totalmente innocui, che ora vengono tassati più di nicotina e tabacco; e b) impone la vendita esclusiva delle ecig alle tabaccherie, proibendola ai negozi specifici e agli shop online.Gli effetti di questo provvedimento saranno devastanti, in primis per l’economia del nostro Paese. L’Italia infatti è leader nel mondo per la produzione di liquidi e basi, in particolare per le “zero nicotina”. Le aziende produttrici sono circa 50, e insieme a all’indotto (negozi, produttori, distributori, grossisti, webshops ecc) si arriva a oltre 12mila aziende per un totale di ben 40 mila addetti. E’ uno dei settori emergenti dell’economia italiana: perché lo si vuole distruggere? Gli utilizzatori di sigarette elettroniche poi, nel nostro Paese, sono oltre un milione e mezzo di persone. Non un settore di nicchia, quindi: e si tratta di persone che grazie alla ecig hanno smesso di usare tabacco da combustione. Imponendo costi che superano addirittura quelli dei pacchetti di sigarette, in pratica si inducono gli utilizzatori a tornare al tabacco, e ancora di più si impedisce che tanti altri fumatori abbandonino i pacchetti per una soluzione di sicuro meno dannosa. A tal punto meno dannosa, che il governo inglese addirittura la promuove attraverso la sanità pubblica.In Italia, invece, si spreme il limone con la scusa di aumentare le entrate dello Stato. Una vera sciocchezza: uno studente del primo anno di economia sa che, per l’effetto della “curva di Laffer”, una tassazione troppo alta fa fuggire i consumatori portando quindi gli introiti a zero. Chissà: forse allora lo scopo vero non è aumentare gli introiti dell’Erario, ma proprio riportare i consumatori tra le braccia di Big Tobacco e dei suoi cancerogeni pacchetti.Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato un emendamento abrogativo dell’emendamento Vicari: ci auguriamo che il buonsenso, e l’interesse del Paese, alla fine prevalgano. (fonte: blog5 stelle)

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L’emendamento tassa sul fumo per le cure sul cancro è a rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

sigarette«L’emendamento sottoscritto dalla Commissione Sanità che istituiva una tassa sul fumo di circa 600 milioni per finanziare la classe dei farmaci oncologici innovativi e le cure palliative è a rischio». Così ha dichiarato Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”.Secondo alcune fonti infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrebbe essere contrario a nuove accise sul tabacco o, nella migliore delle ipotesi, quei proventi andrebbero a finanziare altre voci della spesa sanitaria, quali quella sul superticket. «Nello spirito della Commissione Sanità, che ha votato all’unanimità l’emendamento, la tassa sul fumo era una tassa di scopo destinata ai malati di cancro», ha aggiunto Annamaria Mancuso. «Negarla o destinare le risorse ad altri bisogni vorrebbe dire, a questo punto, annullare la sovranità del Parlamento e l’ampio dibattito durato anni su questa soluzione, che è moralmente giusta e che potrà aiutare anche la prevenzione, riducendo il consumo di sigarette. Nel nostro Forum del 29 novembre prossimo a Roma discuteremo di tutto questo. Nel frattempo lanciamo un appello al Ministro Padoan di rispettare la volontà del Parlamento e di non stravolgere lo spirito della norma votata all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato», ha concluso.

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Cancro e la tassa sul fumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

sigarette“Plaudiamo in modo convinto alla decisione della Commissione Sanità del Senato di aumentare la tassazione sul fumo di sigaretta per arrivare così a una cifra complessiva da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative pari a 600 milioni di euro. Queste terapie stanno cambiando la storia di molte neoplasie, garantendo ai pazienti la guarigione o sopravvivenze a lungo termine. Si tratta di una scelta importante nella lotta contro i tumori, per dare risposte immediate e garantire l’acceso ai migliori trattamenti per i tutti nostri pazienti”. Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), esprime profonda soddisfazione per l’emendamento alla legge di bilancio che porta la prima firma della presidente Emilia De Biasi, sottoscritto all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato. Nel 2017 in Italia sono previste 369mila nuove diagnosi di cancro. “Armi efficaci, come la chemioterapia più attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e l’innovazione nel campo dell’immuno-oncologia determinano un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita – continua la presidente Gori -. L’incremento del costo delle ‘bionde’ rappresenta una battaglia di civiltà contro il principale fattore di rischio oncologico e per tutelare la salute dei cittadini. La nostra proposta di aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta ha raccolto consensi trasversali, dai rappresentati delle Istituzioni alle Associazioni dei pazienti, fino al Ministro della Salute, che ringraziamo. Ora ci auguriamo che la decisione della Commissione Sanità del Senato non rimanga solo sulla carta ma diventi operativa a vantaggio di tutti i pazienti e delle loro famiglie”.

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Cancro della vescica

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

tumore vescicaE’ una malattia di cui si parla ancora poco anche se quest’anno colpirà 26.600 italiani, di cui 5.200 donne. Risente molto degli stili di vita scorretti e nel passato è anche stata correlata ad esposizioni professionali. Il fumo di sigaretta per esempio aumenta di cinque volte il rischio di insorgenza. E’ il tumore della vescica, una neoplasia subdola che non presenta sintomi specifici che possano permettere una diagnosi precoce. L’unico segnale che può destare sospetti è la presenza di sangue nelle urine. È quindi fondamentale, in caso di positività, recarsi immediatamente dal medico per svolgere esami più approfonditi. Per incentivare questi comportamenti l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha deciso di lanciare l’iniziativa “Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul Tumore Uroteliale”. Il progetto è il primo mai realizzato nel nostro ed è reso possibile da Roche. Viene presentato nel corso della seconda giornata del XVIII Congresso nazionale della società scientifica a Roma. Nelle prossime settimane sarà distribuito materiale informativo negli stadi di calcio prima delle partite dei campionati di serie A e B. Verranno anche coinvolte le farmacie e organizzati incontri in alcune piazze delle più importanti città italiane. “Il tumore della vescica non gode della stessa notorietà di altre patologie uro-oncologiche come il carcinoma prostatico – afferma il prof. Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM -. L’obiettivo della campagna è favorire la corretta informazione ed aumentare il livello di consapevolezza tra tutta la popolazione. Vogliamo inoltre favorire gli stili di vita sani tra gli over 50 che sono i più esposti al rischio di neoplasia”. “In Italia il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questa forma di cancro è del 78% – aggiunge il prof. Sergio Bracarda, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda USL8 di Arezzo e membro del Direttivo Nazionale AIOM -. Si tratta di un valore del 10% più alto rispetto alla media europea. Questo dato è un’ulteriore conferma dell’ottimo livello ormai raggiunto dalla sanità pubblica e dalla multidisciplinarietà nel nostro Paese. A breve gli specialisti potranno avere un’arma in più a loro disposizione. L’immunoterapia è la nuova frontiera contro i tumori e sta dimostrando di poter essere efficace anche per il carcinoma della vescica in stadio avanzato. E’ in grado di ripristinare la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e aggredire la malattia”. La neoplasia colpisce soprattutto gli uomini ed è la nona più frequente al mondo. Secondo gli ultimi dati provoca, ogni anno in tutti e cinque i continenti, circa 430.000 nuovi casi e 145.000 decessi. “In Italia – sottolinea il prof. Pinto – per il 2020 sono previste oltre 30.300 nuove diagnosi l’anno. E’ arrivato dunque il momento per avviare, anche nel nostro Paese, un’importante iniziativa nazionale di educazione e informazione sanitaria. Il modello vincente è quello già intrapreso in Canada e Regno Unito dove campagne simili hanno portato a risultati interessanti”. “Sette tumori su dieci rimangono superficiali e sono caratterizzati da una prognosi abbastanza favorevole – afferma il prof. Bracarda -. Gli altri invece sono muscolo infiltranti e arrivano ad interessare l’interno della parete vescicale. Sono decisamente più aggressivi e tendono a sviluppare metastasi viscerali, epatiche, polmonari e anche ossee. I pazienti colpiti sono soprattutto anziani e quindi possono presentare altre patologie a livello cardio-vascolare che rendono le cure anti-cancro più difficili. Si tratta quindi di una patologia complessa e pericolosa che però è possibile prevenire in molti casi”. “Se oggi i tumori possono fare un po’ meno paura rispetto a qualche anno fa, è senz’altro grazie ad armi sempre più efficaci e mirate per combatterli, insieme a un costante lavoro di sensibilizzazione sul ruolo chiave della prevenzione. Ma tutto questo sarebbe inutile senza una corretta informazione – conclude il dott. Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato e Presidente di Roche -. Roche, come azienda leader in oncologia, oltre a voler mettere a disposizione nuove terapie in grado di cambiare il corso di numerose neoplasie, sente il dovere di promuovere campagne informative come “Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul Tumore Uroteliale”, mettendoci al fianco dei molti oncologi, ricercatori e pazienti che ogni giorno, con coraggio, lottano per sconfiggere questa malattia. Per questo motivo siamo orgogliosi di essere, ancora una volta, insieme ad AIOM.”

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Fumo, stop da UE ad aromatizzate e pacchetti da 10

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

sigaretteA due anni dalla sua approvazione entra in vigore in tutta l’Unione europea la direttiva sui prodotti del tabacco che porterà a drastici cambiamenti. Immagini espliciti e messaggi sui rischi legati al fumo sul 65% della superficie esterna dei pacchetti, oltre alla scomparsa delle confezioni da dieci e delle sigarette aromatizzate. Sono infatti scaduti i termini concessi agli Stati membri per trasporre la direttiva Ue nel diritto nazionale, ma non tutti sono in linea con i tempi. Solo cinque Paesi hanno implementato la direttiva (Germania, Italia, Malta, Portogallo e Slovenia), mentre altri quattro l’hanno fatto in maniera parziale (Belgio, Estonia, Lituania e Regno Unito).Ecco cosa cambia con la nuova direttiva europea:
AROMATIZZANTI – La direttiva sancisce la graduale scomparsa dal mercato di sigarette e tabacco aromatizzati. Passato un periodo di transizione di 4 anni, sugli scaffali non si troveranno più, ad esempio, le sigarette al mentolo.
CONFEZIONI – Il 65% della parte anteriore e posteriore dei pacchetti di sigarette dovrà essere coperto da immagini e scritte con avvertimenti sanitari sulla pericolosità del fumo. Anche il 50% dei lati sarà occupato da scritte come “il fumo uccide”, che sostituiranno le attuali indicazioni su catrame, nicotina e monossido di carbonio. Regole analoghe saranno valide anche per i pacchetti di tabacco da arrotolare.
PACCHETTI – Saranno vietate confezioni considerate accattivanti per i consumatori, e in particolare per i giovani. Ogni pacchetto dovrà essere di forma parallelepipeda e dovrà contenere minimo 20 sigarette. Scompariranno quindi le confezioni da 10.
SIGARETTE ELETTRONICHE – La direttiva stabilisce un tenore massimo di concentrazione di nicotina, un volume massimo delle cartucce, dei serbatoi e dei contenitori di liquidi, che dovranno anche avere una chiusura a prova di bambino. Sarà obbligatorio l’inserimento di avvertimenti sanitari sulle confezioni, e non saranno ammessi elementi promozionali. I produttori dovranno invece notificare i nuovi prodotti agli Stati membri prima di immetterli sul mercato. Diverse decisioni sulle sigarette elettroniche verranno comunque lasciate nelle mani dei singoli Paesi. Scatta l’offensiva della UE, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, contro il tabagismo, che prevede tra l’altro, la proibizione di vendere confezioni considerate accattivanti come ad esempio i pacchetti da dieci, la graduale scomparsa degli aromatizzanti e norme più severe riguardanti le sigarette elettroniche. Il provvedimento avrà per principale conseguenza la diminuzione del consumo da parte dei giovani, ma anche una, talvolta drastica, riduzione sul piano generale. Il divieto, poi, nei cinque paesi europei, Belgio, Finlandia, Francia, Gran Bretagna e Irlanda, dove la promozione è totalmente proibita, non sembra nuocere più di tanto a stampa, edicole, festival ed eventi sportivi.

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Sabato e domenica la quarta tappa del primo tour nazionale WALCE con test della spirometria gratuiti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2015

sigaretteUna sigaretta gigante campeggerà per tutto il weekend in via VIII febbraio 1848: una struttura alta 3 metri e lunga 14, con all’interno un vero e proprio percorso multimediale di prevenzione e informazione sui danni arrecati dal fumo e test spirometrico gratuito. “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro” approda domani nel centro storico di Padova, quarta tappa (dopo Torino, Bari e Milano) del tour nazionale di sensibilizzazione sul tumore al polmone organizzato da WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe), l’associazione europea dedita ai pazienti affetti dalla neoplasia e ai loro familiari. “Abbiamo lanciato il progetto in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco e dopo aver incontrato i cittadini, i media e le istituzioni di Torino, Bari e Milano, siamo qui a Padova, a fianco delle Istituzioni, per ribadire con forza quanto sia importante la prevenzione e quali sono i gravi danni causati dal fumo, attivo e passivo – spiega la prof.ssa Silvia Novello, presidente di WALCE Onlus e docente nel Dipartimento di Oncologia Polmonare presso l’Università di Torino. L’iniziativa sarà inaugurata sabato mattina alle 10.00 con il taglio del nastro, e proseguirà fino a domenica pomeriggio. Tutte le attività sono gratuite e aperte al pubblico dalle 10 alle 19 nelle due giornate: si parte dal totem posacenere in ingresso, si passa al desk per l’esame spirometrico, si può parlare con lo pneumologo e con l’oncologo e ricevere opuscoli informativi e gadget. “Le malattie respiratorie correlate al tabacco sono in sensibile aumento in tutte le fasce d’età, anche tra i non tabagisti: – spiega il prof. Pierfranco Conte, coordinatore tecnico scientifico della Rete Oncologica Veneta – irritazione a occhi e naso, mal di testa, secchezza della gola, vertigini, nausea, tosse e malattie respiratorie più gravi come la bronchite cronica o la bronco-pneumopatia ostruttiva. Inoltre, respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone, che nel 2014 ha colpito 40mila persone”. La campagna ha il patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Insieme Contro il Cancro, Healthy Foundation, AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari, della Società Italiana di Chirurgia Toracica (SICT), della Rete Oncologica Veneta, dell’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova e del Comune di Padova – Città Sane. “Il fumo fa male è una verità dimostrata e l’assunzione costante e prolungata nel tempo di tabacco incide sulla durata della vita media – sottolinea il vicesindaco di Padova, Eleonora Mosco – E’ necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi connessi al tabagismo. L’invito pertanto che rivolgo a tutti coloro che sono ostaggio di questo brutto e deleterio vizio, è di smettere di fumare, per se stessi e per gli altri. Mi rivolgo in particolare ai tantissimi giovani che negli ultimi anni, secondo i sondaggi, sono accaniti consumatori di tabacco sfuso, più economico delle sigarette. Il compito di tutti noi è dunque quello di tenere alta l’attenzione su questo tema di vitale importanza per la salute, puntando sulla prevenzione universalmente riconosciuta come l’arma più efficace nella lotta a tante patologie. Come Amministrazione sosteniamo con orgoglio il progetto Esci dal tunnel, non bruciarti il futuro, che farà tappa a Padova questo week-end ringraziando gli oncologi e pneumologi che scenderanno in piazza contro i danni del fumo”.

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Contro i danni del fumo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2015

sigaretteRoma Mercoledì 20 maggio alle 11.30, a Roma al Senato (Palazzo Madama, Sala Caduti di Nassyria) WALCE organizza una conferenza stampa per presentare l’iniziativa. E’ promossa dall’associazione “WALCE” (Women Against Lung Cancer in Europe), in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, ha deciso di lanciare il suo primo tour nazionale dal titolo “Esci dal tunnel. Non bruciarti la vita”: una campagna della prevenzione, che toccherà le piazze delle principali città italiane per sensibilizzare la popolazione, in particolare le donne e i giovanissimi, sui danni provocati dal fumo.
Interverranno, tra gli altri, la prof.ssa Silvia Novello (presidente WALCE), il prof. Francesco Cognetti (Presidente Fondazione Insieme Contro il Cancro), il prof. Giuseppe Tonini (Direttivo Nazionale AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica) e il dott. Franco Pasqua (Commissario della Sezione Regionale AIPO Lazio e Componente del Consiglio Direttivo Nazionale AIPO, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri). Verranno presentati dati sul tabagismo in Italia e sul tumore del polmone, che saranno commentati dai vertici istituzionali dell’oncologia e della pneumologia italiana.

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Renzi: predica bene e … razzola male

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

cognetti2I Presidenti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e della Fondazione “Insieme Contro il Cancro”, proff. Stefano Cascinu e Francesco Cognetti, hanno inviato oggi una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in seguito alla sua visita ai futuri stabilimenti della Philip Morris di Zola Predosa (BO). Gli oncologi ricordano come il fumo rappresenti uno dei maggiori nemici per la salute dell’uomo: le sigarette sono infatti responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. Ecco di seguito il testo integrale della lettera.
Sig. Presidente, Le scriviamo in merito alla sua visita al futuro stabilimento della Philip Morris di Zola Predosa, dello scorso venerdì 10 ottobre. Come oncologi e uomini di scienza abbiamo molto apprezzato il Suo discorso sul valore dell’innovazione, unica via per uscire dalla crisi e per provare a costruire il domani di questo Paese. Le scoperte mediche si basano per loro natura sulla ricerca e sull’innovazione, senza le quali non si potrebbero ad esempio sviluppare nuovi farmaci. Ogni giorno dialoghiamo con le aziende farmaceutiche e ci rendiamo conto delle difficoltà per le multinazionali a investire in Italia. Quindi, siamo lieti che venga costruito uno stabilimento in Emilia Romagna, con tutte le positive conseguenze occupazionali che verranno.
Questo, però, non può farci dimenticare che la Philip Morris è una delle principali multinazionali produttrici di sigarette e il fumo rappresenta uno dei più grandi pericoli per la salute dell’uomo, soprattutto per il tumore del polmone. La probabilità di sviluppare la malattia, infatti, è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori. In Italia, i prodotti a base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. A livello mondiale il fumo di sigarette è responsabile di circa un terzo dei tumori, non solo di quelli polmonari. Tralasciando poi gli altri effetti dannosi del fumo sulla salute (malattie respiratorie, cardiovascolari, ecc.). Infine, sono stati espressi da autorevoli organismi nazionali e internazionali (Organizzazione Mondiale di Sanità, Istituto Superiore di Sanità, ecc.) pareri negativi sulla sigaretta elettronica, che verrà prodotta nei nuovi stabilimenti, sull’efficacia a promuovere la disassuefazione al fumo e in particolare sulla sua nocività. Pareri che peraltro in parte non condividiamo. Siamo quindi Sig. Presidente a proporle una riflessione su una o più campagne di sensibilizzazione sul tema, così come ha recentemente fatto anche la Francia del premier Hollande, che ha stanziato 1,5 miliardi di euro per iniziative sugli stili di vita. Come oncologi siamo sempre pronti ad avviare nuove collaborazioni, ai più alti livelli istituzionali, per far capire alle persone e in particolar modo ai giovani l’importanza di uno stile di vita corretto. Siamo da anni in prima linea su questo fronte. Abbiamo già avviato campagne e progetti di awareness su tutto il territorio nazionale, con feedback eccellenti da tutti i nostri interlocutori: Ministero della Salute, ASL, Regioni, istituti scolastici, altre società scientifiche, ecc. Per esempio abbiamo avviato una campagna, dal titolo “Non fare autogol”, rivolta ai giovani studenti delle scuole superiori su questo tema, progetto che ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri già durante il Governo Monti. E stiamo per avviare la campagna “La lotta al Cancro non ha colore”, rivolta agli immigrati e ad altri strati più disagiati della popolazione italiana, colpiti in larga incidenza da questa malattia anche in forme più avanzate. La campagna è fortemente sostenuta anche dal Presidente della Repubblica. Disponiamo quindi di tutto il know-how necessario per fare la nostra parte. Purtroppo, l’Italia è relegata da anni in fondo alle classifiche sulle iniziative di prevenzione: solo lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva viene destinato a questo scopo, contro il 3,2% della Germania o il 4,8% dei Paesi Bassi.

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La nicotina espande la memoria, ma rimangono i rischi del fumo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2012

Nicotina

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La nicotina espande la memoria, ma rimangono i rischi del fumo
(Centro Maderna) La nicotina è in grado di espandere le capacità della “memoria di lavoro” o “working memory”, cioè la memoria a breve termine che permette di agire in maniera controllata in base agli stimoli e alle informazioni provenienti dall’ambiente circostante. Questa analisi emerge da uno studio realizzato dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell’Università di Milano-Bicocca. L’indagine è stata presentata a Washington, al Congresso mondiale della Society for Neuroscience. Il dato emerso dalla ricerca potrebbe avere applicazione nella cura di patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer o quello di Parkinson ma che, non deve rappresentare l’alibi per la dipendenza da sigarette, che continua ad essere dannosa per la salute. Grazie ad una tecnica di tomografia chiamata Loreta (Low resolution electromagnetic tomography) che sfrutta ben 128 sensori bioelettrici, gli scienziati italiani hanno potuto controllare l’attività neuronale delle persone che si sottoponevano al test. In questo modo hanno dimostrato che i neuroni frontali e prefrontali dell’emisfero destro hanno un ruolo fondamentale nella gestione dell’aumento del carico di lavoro sul cervello. E soprattutto che i livelli aumentati di nicotina possono espandere la “working memory”. (News del 12 /01/2012)

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Fumo, per smettere meglio la volontà degli aiuti esterni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: Author - John Henkel, from the Food a...

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Non servono quanto ci si attendeva i sostituti della nicotina, per smettere di fumare, e nemmeno il sostegno psicologico sembra capace di fare una grande differenza. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Tobacco Control condotto dall’Istituto per la salute pubblica dell’università di Harvard su 787 persone. I volontari dello stato del Massachusetts erano sì riusciti a smettere di fumare nel corso della ricerca ma avevano anche avuto delle ricadute nel vizio: due volte più frequenti per coloro che si affidavano ai prodotti a base di nicotina (gomme, cerotti e spray nasali). Secondo l’analisi dei dati della ricerca statunitense, le terapie di sostituzione della nicotina (in inglese Nrt, Nicotine replacement therapies) possono essere d’aiuto per smettere di fumare ma non garantiscono risultati duraturi, nemmeno se affiancati da un opportuno sostegno motivazionale. Insomma per mantenersi alla larga dal vizio del fumo nel lungo periodo occorre buona volontà. Quindi secondo Gregory Connolly, co-autore dello studio «la Food and Drug Administration dovrebbe limitarsi ad approvare solo quei presidi farmaceutici che sono realmente efficaci e che effettivamente aiutano a smettere di fumare sul lungo termine abbassando progressivamente la nicotina in modo da ridurre la dipendenza dalle sigarette».(fonte farmacista33)

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Gravidanza a rischio se il papà fuma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Al congresso Eshre presentato lo studio del centro di medicina della riproduzione ProCrea: la frammentazione del DNA spermatico, determinata anche dalle sigarette, favorisce aborti spontanei.
Il fumo in un uomo danneggia anche il buon esito di una gravidanza. È questo quanto hanno rilevato i biologi del laboratorio di analisi genetiche del centro di medicina per la riproduzione assistita ProCrea di Lugano. Lo studio, che viene presentato a Stoccolma, al congresso annuale Eshre (European Society of Human Reproduction and Embriology), è stato effettuato su 816 pazienti. «Abbiamo studiato gli effetti della frammentazione del DNA spermatico sui trattamenti di fecondazione assistita, andando ad analizzare oltre 1.200 cicli», premette Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica umana ProcreaLab del centro ProCrea. Si tratta di un test già praticato da tempo negli Stati Uniti e che viene fatto normalmente sui pazienti di ProCrea. «Si va ad analizzare il grado di frammentazione del DNA dello sperma per poter comprendere meglio gli effetti che questo valore può avere sulla gravidanza. E come poter intervenire», continua Filippini. Se infatti un’elevata frammentazione del DNA già era sintomo di un probabile problema di infertilità, lo studio condotto da ProCrea è andato oltre. «Siamo riusciti a introdurre un’importante distinzione: dividendo in due il gruppo dei pazienti interessati dallo studio, abbiamo visto che la frammentazione del DNA spermatico non incide sulla percentuale di gravidanze, quanto sugli aborti spontanei. Ovvero, utilizzando per la fecondazione un seme maschile caratterizzato da un’elevata frammentazione del DNA, abbiamo registrato un livello elevato di aborti spontanei. Più facilmente la donna fecondata con un seme di questo tipo va incontro ad un’interruzione di gravidanza». Questo ha permesso ai medici di ProCrea di stabilire delle procedure mirate a seconda dei pazienti. «Sappiamo infatti che tra le cause più diffuse che provocano la frammentazione del DNA c’è, per esempio, il fumo. Quindi, a fronte di un paziente che sappiamo tabagista, prevediamo una cura a base di vitamina E, oltre ad invitare l’uomo a ridurre, se non addirittura sospendere, la cattiva abitudine del fumo», continua Filippini. «In alcuni casi, il problema della frammentazione può essere superato nell’arco di qualche mese (il tempo necessario per una completa spermatogenesi). Come nelle situazioni in cui questa frammentazione del DNA è determinata dall’utilizzo di particolari farmaci: basta la sospensione del farmaco per ristabilire la situazione». Diversi i casi in cui questo problema deriva da una condizione genetica. «In situazioni come queste, possiamo intervenire con un trattamento differente: non basta una Fivet ma occorre optare per la Icsi». Questo test sulla frammentazione del Dna spermatico viene utilizzato dai medici di ProCrea anche per la scelta dei donatori. Il centro della fertilità di Lugano infatti mette a disposizione delle coppie dove i problemi di infertilità riguardano l’uomo, anche la possibilità di ricorrere ad una fecondazione eterologa con seme da donatore. «Scegliamo i donatori migliori che possono anche dare maggiori garanzie di successo», conclude la biologa.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Fumo. Smettendo la vita si allunga

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2010

Oltre 55 anni di osservazione del fenomeno hanno documentato una relazione causale tra il fumo e molti tipi di morte. Quello che invece non è documentato è quanto si riduca il tasso di mortalità da fumo, quando si smette rispetto a chi continua a fumare. O meglio i dati sulla questione sono incerti. Così come resta ambiguo il ruolo causale del fumo di sigaretta in tumori come quello ovarico o quello colorettale. Un nuovo studio, pubblicato su Jama, cerca di ovviare a queste lacune in particolare definendo quanto lo smettere di fumare incida sulla mortalità totale e su quella causa-specifica nelle donne. I risultati riconfermano che smettere di fumare è essenziale per garantirsi una salute migliore. Lo studio prende lo spunto dai dodici anni di follow-up del Nurses Health Study, dodici anni che hanno permesso di definire il grado di mortalità da fumo a confronto con chi non ha mai fumato, per cause come la malattia vascolare o i tumori in una popolazione femminile. Ma anche quanto lo smettere di fumare abbia ridotto il rischio.

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La tassa sulla salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Otto giovani su 10 promuovono la “tassa sulla salute”: un euro in più su ogni pacchetto di sigarette e seduta abbronzante. La proposta, lanciata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal Congresso Europeo ESMO in corso a Milano, piace agli under 25. Su 300 ragazzi intervistati questa mattina nel capoluogo lombardo con un sondaggio estemporaneo, l’80% si dichiara a favore. A sorpresa, anche molti fumatori. “È un segnale incoraggiante, che indica che abbiamo colto nel segno – commenta il prof. Carmelo Iacono, presidente AIOM -. La prevenzione va anticipata all’età scolare, anche perchè fumo e raggi UVB sono tanto più dannosi quanto più l’esposizione è precoce. Per questo la nostra Società scientifica si rivolge ai giovani, anche con i loro strumenti. Chi vuole sostenere la nostra proposta può infatti cliccare il nostro video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=9KJ4SJY62m8   L’incremento di prezzo di un euro, non solo può portare come effetto diretto a un calo di mortalità per tumore del polmone e melanoma, le uniche due neoplasie oggi in crescita nel nostro Paese. Ma si può anche tradurre in un guadagno minimo di 4,5 miliardi l’anno (tanti sono i pacchetti vdi sigarette venduti ogni anno in Italia), da reinvestire per potenziare l’assistenza oncologica. “Ogni malato di cancro al polmone costa al sisema 200 mila euro – aggiunge Iacono – una cifra che si potrebbe ridurre investendo di più in prevenzione. E precedenti esperienze internazionali dimostrano come rincarare il costo del “vizio” sia la maniera più efficace per ridurre il numero di chi vi “cede”.

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Fumo sempre più rosa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

In 50 anni, dal 1957 al 2007, è triplicato il numero di italiane fumatrici, soprattutto nella fascia d’età fra i 25 e i 54 anni. Sono alcuni dati contenuti nel Libro Verde sulla salute della donna, presentato  a Roma e curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in collaborazione con Farmindustria. Un progetto che nasce come continuazione del Libro Bianco 2007, con l’obiettivo di passare all’analisi dei fenomeni legati alla salute di genere alla proposta di soluzioni condivise. Anche il numero di sigarette fumate ogni giorno è progressivamente aumentato: in media le donne italiane ne accendono dalle otto alle 12 mentre il 7,8% fuma dalle 15 alle 24 e l’1% oltre 25. E le conseguenze si fanno sentire: le malattie cardiovascolari sono oggi la prima causa di morte in rosa, con il 46,8% di tutti i decessi registrati fra le italiane nel 2002 e 130 mila casi totali. Non solo. Il fumo abbassa le chance di concepire un figlio, crea danni al feto e aumenta il rischio di parto prematuro. Secondo Onda, “la sfida per il futuro è promuovere nelle donne il raggiungimento di emancipazione, autonomia e sicurezza, obiettivi che non hanno bisogno del fumo per affermarsi. Occorre pertanto continuare a informarle sugli effetti del tabacco aumentando la loro consapevolezza sull’importanza di adottare stili di vita salutari”, anche attraverso i vari programmi di sensibilizzazione promossi da Istituzioni e associazioni.

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Stipendi parlamentari: fumo e arrosto

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Avevamo detto che la questione dello stipendio dei parlamentari era il fumo. L’arrosto e’ altrove A conferma della esattezza della nostra analisi arriva la denuncia dei Radicali sugli affitti e servizi, e loro tipologia, pagati dalla Camera dei Deputati: 586 milioni di euro (piu’ di mille miliardi delle vecchie lire), in 10 anni. Spese consistenti a fronte delle quali la riduzione dello stipendio dei parlamentari e’ ridicola. Serve ad accontentare gli ingenui, diciamo cosi’. Cosi’ come analizzato dai radicali per i locali della Camera si potrebbe fare per tutte le spese pubbliche: si scoprirebbe, per esempio, che per cambiare una lampadina si spendono 17 euro quando al negozio costano 1 euro. Nella sanita’ se venissero applicati i criteri della logistica moderna si potrebbe risparmiare fino al 20% della spesa, vale a dire qualche migliaio di miliardi. Non siamo noi a dimostrarlo ma esperti tedeschi di logistica e pianificazione aziendale. Lo spreco dipenderebbe dai troppi fornitori, dai volumi delle giacenze, da ritardi contabili, ecc. E se lo dicono i tedeschi, che sono maniaci della organizzazione, non possiamo che crederci. Invece, da noi, si fa fumo. Tanto.

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Risparmi in fumo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Gli esperti del Centro antifumo dell’università telematica delle scienze umane (UNISU) hanno calcolato che fumando sigarette per 70 anni, in media 30 al giorno, per un totale di 800mila sigarette, si arriva a totalizzare una spesa di un milione di euro, ipotizzando un incremento del prezzo del pacchetto medio annuo del 3%. “E’ come mandare in fumo due ville con piscina – commenta il responsabile del centro, Franco Ettorre, medico e psicologo, consulente dell’Istituto superiore di sanità – e questo non è il dato più sconvolgente se si considerano invece i danni molto più gravi sul piano della salute”. All’UNISU si organizzano corsi per smettere di fumare.

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