Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘fumo’

La tassa sulla salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Otto giovani su 10 promuovono la “tassa sulla salute”: un euro in più su ogni pacchetto di sigarette e seduta abbronzante. La proposta, lanciata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal Congresso Europeo ESMO in corso a Milano, piace agli under 25. Su 300 ragazzi intervistati questa mattina nel capoluogo lombardo con un sondaggio estemporaneo, l’80% si dichiara a favore. A sorpresa, anche molti fumatori. “È un segnale incoraggiante, che indica che abbiamo colto nel segno – commenta il prof. Carmelo Iacono, presidente AIOM -. La prevenzione va anticipata all’età scolare, anche perchè fumo e raggi UVB sono tanto più dannosi quanto più l’esposizione è precoce. Per questo la nostra Società scientifica si rivolge ai giovani, anche con i loro strumenti. Chi vuole sostenere la nostra proposta può infatti cliccare il nostro video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=9KJ4SJY62m8   L’incremento di prezzo di un euro, non solo può portare come effetto diretto a un calo di mortalità per tumore del polmone e melanoma, le uniche due neoplasie oggi in crescita nel nostro Paese. Ma si può anche tradurre in un guadagno minimo di 4,5 miliardi l’anno (tanti sono i pacchetti vdi sigarette venduti ogni anno in Italia), da reinvestire per potenziare l’assistenza oncologica. “Ogni malato di cancro al polmone costa al sisema 200 mila euro – aggiunge Iacono – una cifra che si potrebbe ridurre investendo di più in prevenzione. E precedenti esperienze internazionali dimostrano come rincarare il costo del “vizio” sia la maniera più efficace per ridurre il numero di chi vi “cede”.

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Fumo sempre più rosa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

In 50 anni, dal 1957 al 2007, è triplicato il numero di italiane fumatrici, soprattutto nella fascia d’età fra i 25 e i 54 anni. Sono alcuni dati contenuti nel Libro Verde sulla salute della donna, presentato  a Roma e curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in collaborazione con Farmindustria. Un progetto che nasce come continuazione del Libro Bianco 2007, con l’obiettivo di passare all’analisi dei fenomeni legati alla salute di genere alla proposta di soluzioni condivise. Anche il numero di sigarette fumate ogni giorno è progressivamente aumentato: in media le donne italiane ne accendono dalle otto alle 12 mentre il 7,8% fuma dalle 15 alle 24 e l’1% oltre 25. E le conseguenze si fanno sentire: le malattie cardiovascolari sono oggi la prima causa di morte in rosa, con il 46,8% di tutti i decessi registrati fra le italiane nel 2002 e 130 mila casi totali. Non solo. Il fumo abbassa le chance di concepire un figlio, crea danni al feto e aumenta il rischio di parto prematuro. Secondo Onda, “la sfida per il futuro è promuovere nelle donne il raggiungimento di emancipazione, autonomia e sicurezza, obiettivi che non hanno bisogno del fumo per affermarsi. Occorre pertanto continuare a informarle sugli effetti del tabacco aumentando la loro consapevolezza sull’importanza di adottare stili di vita salutari”, anche attraverso i vari programmi di sensibilizzazione promossi da Istituzioni e associazioni.

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Stipendi parlamentari: fumo e arrosto

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Avevamo detto che la questione dello stipendio dei parlamentari era il fumo. L’arrosto e’ altrove A conferma della esattezza della nostra analisi arriva la denuncia dei Radicali sugli affitti e servizi, e loro tipologia, pagati dalla Camera dei Deputati: 586 milioni di euro (piu’ di mille miliardi delle vecchie lire), in 10 anni. Spese consistenti a fronte delle quali la riduzione dello stipendio dei parlamentari e’ ridicola. Serve ad accontentare gli ingenui, diciamo cosi’. Cosi’ come analizzato dai radicali per i locali della Camera si potrebbe fare per tutte le spese pubbliche: si scoprirebbe, per esempio, che per cambiare una lampadina si spendono 17 euro quando al negozio costano 1 euro. Nella sanita’ se venissero applicati i criteri della logistica moderna si potrebbe risparmiare fino al 20% della spesa, vale a dire qualche migliaio di miliardi. Non siamo noi a dimostrarlo ma esperti tedeschi di logistica e pianificazione aziendale. Lo spreco dipenderebbe dai troppi fornitori, dai volumi delle giacenze, da ritardi contabili, ecc. E se lo dicono i tedeschi, che sono maniaci della organizzazione, non possiamo che crederci. Invece, da noi, si fa fumo. Tanto.

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Risparmi in fumo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Gli esperti del Centro antifumo dell’università telematica delle scienze umane (UNISU) hanno calcolato che fumando sigarette per 70 anni, in media 30 al giorno, per un totale di 800mila sigarette, si arriva a totalizzare una spesa di un milione di euro, ipotizzando un incremento del prezzo del pacchetto medio annuo del 3%. “E’ come mandare in fumo due ville con piscina – commenta il responsabile del centro, Franco Ettorre, medico e psicologo, consulente dell’Istituto superiore di sanità – e questo non è il dato più sconvolgente se si considerano invece i danni molto più gravi sul piano della salute”. All’UNISU si organizzano corsi per smettere di fumare.

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Incendi in Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Siamo già a circa 554 incendi 269 dei quali nelle ultime 24 ore e che hanno interessato un totale di oltre 190.000 ettari di aree boschive e per lo più intorno alla capitale. Ne consegue che Mosca è stata avvolta da una nube acre e densa di fumo mentre le temperature si aggira sui 40 gradi. Preoccupazioni vi sono state per il sito nucleare militare di Sarov che si è visto circondato dalle fiamme. Ma anche la seconda città del paese, Pietroburgo, non si è sottratta ai disagi di queste ultime ore. Danni li ha subito pure il traffico aereo sugli aeroporti moscoviti di Vnukovo e Domodedovo dove circa 2.000 passeggeri sono rimasti a terra. Ha funzionato solo l’aeroporto internazionale di Sheremetyevo. Per contenere i danni per la salute sono stati aperti 123 centri “anti-smog” per permettere ai moscoviti, più a disagio, di respirare in un ambiente con sale ad aria condizionata. Per sostenere le obiettive difficoltà registrate dalle autorità per questa emergenza si sono aggiunti gli aiuti internazionali. La Germania ha inviato centomila mascherine per proteggere il naso e la bocca, pompieri sono venuti dalla Polonia e dalla Francia. L’Italia vi ha concorso con l’invio di due canaver.

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Danni causati dal fumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Obbligo, sui pacchetti di sigarette, di un’immagine che occupi almeno il 30 % della superficie più visibile della confezione, per illustrare i danni provocati dal fumo alla salute, direttamente o indirettamente. È quanto prevede una proposta di legge di Guglielmo Vaccaro, deputato del PD, depositata ieri, lunedì 31 maggio, alla Camera dei deputati, proprio in occasione della «Giornata mondiale senza tabacco».  «Secondo i risultati diffusi dall’ultima indagine Doxa – dichiara Vaccaro – in Italia i fumatori sono circa 13 milioni (il 25,4% dell’intera popolazione) di cui 7,1 milioni uomini e 5,9 milioni donne. La percentuale dei fumatori tra i 15 e i 17 anni è del 12%, tra i 18 e i 20 anni è del 34,4% e tra i 21 e i 24 anni è del 38,1%. Si tratta di dati allarmanti, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato, come rimedio utile alla sensibilizzazione su questo problema, la creazione di pacchetti di sigarette con immagini shock». «Le immagini che illustrino in modo inequivocabile i danni e le malattie dovute al fumo – aggiunge Vaccaro – potranno senz’altro costituire un primo, efficace, deterrente contro quella che, ad oggi, è una delle principali cause di morte nel mondo».«Si tratta – conclude Vaccaro – di una procedura che esiste già in numerosi Paesi del mondo e proprio in questi Paesi, stando sempre ai dati dell’indagine Doxa, se ne è rilevata anche la pronta e conseguente efficacia: i fumatori sono più attenti agli effetti del fumo sulla salute e sono più motivati a provare a smettere».

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Il fumo che uccide

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

“Negli ultimi cento anni il fumo di sigaretta ha ucciso 100 milioni di persone, 1  milione l’anno ma da qui al 2100 le vittime del tabacco potrebbero addirittura decuplicare. Secondo alcune stime, ogni anno 5 milioni le persone morirebbero per cause in qualche modo riconducibili al fumo di sigaretta”. Anche monsignor Ernesto Scirpoli, sacerdote piemontese, inviato della Santa Sede all’Onu e all’Oms, lancia l’allarme. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sta monitorando la situazione con viva apprensione. “Gli stati che partecipano all’Oms – ricorda monsignor antifumo – hanno sottoscritto da tempo una convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco, che consente tra l’altro di smerciare grossi quantitativi di sigarette nei paesi più poveri, dove non esistono iniziative di sensibilizzazione come in Occidente e dove, se non fosse per il contrabbando, in pochi potrebbero permettersi di fumare”. Purtroppo, ad oggi, sono ancora pochi i governi che adottano la linea dura contro traffici illeciti e contrabbando, anche se facendo leva sulla legalità e sulla lotta al contrabbando l’Oms è riuscita ad ottenere un primo appoggio dai paesi coinvolti, preoccupati per il danno erariale causato alle casse pubbliche. “Circa il 12% del commercio mondiale di tabacco sfugge ai controlli statali – spiega Scirpoli – si calcola che i governi perdano in media oltre 40 miliardi di dollari americani ogni anno, soldi che finiscono nelle tasche della criminalità organizzata”. I paesi più esposti sono quelli dell’area asiatica, africana e latino-americana, dove il commercio illecito del tabacco è più diffuso. (monsignor scirpoli)

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Giornata mondiale senza tabacco

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2010

Empoli 31 maggio Dalle ore 9.30 alle ore 16.00, al Centro Empoli in via Raffaello Sanzio a Empoli, volontari dell’associazione ex fumatori ed operatori del Centro Antifumo dell’Asl 11 saranno a disposizione dei cittadini per fornire informazioni sui danni da fumo attivo e passivo, per illustrare i benefici di uno stile di vita libero dalla dipendenza da nicotina e dare consigli su come è possibile smettere di fumare.
Dalle ore 15.00 alle ore 16.30, l’aula magna “Elisabetta Chiarugi” nel centro direzionale dell’Asl 11, in via dei Cappuccini a Empoli, ospiterà l’incontro “Fumo e bellezza”, organizzato dall’educazione alla salute e dall’unità operativa di igiene pubblica dell’Asl 11 in collaborazione con le Società della salute di Empoli e Valdarno Inferiore e con la Lilt di Empoli (Lega italiana per la lotta contro i tumori). Nel corso dell’incontro verrà illustrato il progetto “Sfumature di Vita” e verranno descritti i risultati di un’indagine sull’abitudine al fumo condotta dall’Asl 11 sui clienti dei centri di bellezza (parrucchieri, centri estetici e simili) del territorio.  Dai 490 centri bellezza censiti nei 15 comuni del territorio dell’Asl 11 è stato estratto un campione di 44 centri in cui è stato distribuito un questionario incentrato sull’abitudine al fumo a tutti i clienti e ai titolari, nei mesi di marzo e aprile 2009. Dai risultati dell’elaborazione dei 799 questionari compilati, è emerso che i centri di bellezza costituiscono un ambiente importante nel quale sviluppare interventi di prevenzione mirati e campagne per migliorare lo stile di vita, poiché si è stimato che vi confluiscono oltre 21mila presenze a settimana. Si tratta di una popolazione prevalentemente femminile (87% del totale), ad ampio spettro di età (dai 14 a oltre 80 anni), ma con un’età media di 45 anni. Il livello di istruzione è abbastanza elevato e la percentuale delle fumatrici è pari al 23% circa (nei maschi la percentuale rilevata dei fumatori è del 34%).  Tra i fumatori il 25% presenta caratteristiche tipiche della dipendenza media e molto alta dal fumo, rilevate attraverso il test di Fagerstrom. Quasi il 60% ha comunque pensato di smettere.  Nel corso dell’incontro “Fumo e bellezza”, inoltre, verrà presentato il corto cinematografico “Tutto fumo e niente arrosto” prodotto dall’Educazione alla salute dell’Asl 11 e realizzato dai ragazzi e dagli operatori del Ciaf (Centro infanzia adolescenza e famiglia) di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno, con il supporto tecnico di Giallo Mare Minimal Teatro.

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Obesità e fumo fattori di rischio tromboembolici

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2010

Tra i principali fattori di rischio cardiovascolare, soltanto l’obesità e l’abitudine al fumo sono importanti anche come elementi predisponenti al tromboembolismo venoso (Vte). Lo rivelano i risultati di uno studio prospettico di coorte condotto dal 1976 al 2007 su un campione randomizzato di abitanti in una definita area di Copenhagen stratificati per età. La prima diagnosi di trombosi venosa profonda o embolismo polmonare è stata recuperata dai registri nazionali elettronici dalla baseline fino al termine dello studio. Su 18.954 soggetti studiati con un follow-up mediano di 19,5 anni, 969 sono andati incontro ad almeno 1 episodio di Vte, corrispondente a un tasso crudo di incidenza di 2,69 per 1.000 persone/anno. Utilizzando un modello multivariato con correzioni per età e periodo di osservazione, si sono rivelate significativamente associate al Vte le seguenti variabili: indice di massa corporea (Hr per >/=35 vs. <20 = 2,10), fumo (Hr per >/=25 g di tabacco al giorno vs. mai fumatore= 1,52%), genere (Hr per uomini vs. donne = 1,24), reddito familiare (Hr per medio vs. basso = 0,82) e pressione arteriosa diastolica (Hr per > 100 vs. <80 mmHg = 1,34). Altri fattori di rischio cardiovascolare, tra i quali i livelli di colesterolo totale, Hdl e Ldl, dei trigliceridi e il diabete mellito non sono invece apparsi associati al Vte. Circulation, 2010;121:1896-1903 (fonte doctor news)

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Giro di vite sul fumo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2010

A breve la Commissione Igiene e Sanità del Senato, in sede deliberante, dovrebbe dare il via libera a un disegno di legge che nei suoi punti chiave prevede: il divieto di vendita di tabacco in tutte le forme ai minori di 18 anni, l’inserimento di una sorta di foglietto illustrativo all’interno dei pacchetti e l’avvio di campagne informative. Il disegno di legge ‘Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivati dal consumo dei prodotti del tabacco, firmato da Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale, era stato presentato il 29 aprile 2008.  “Il primo giorno di questa legislatura”, sottolinea Marino all’Adnkronos Salute. “Sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti – spiega il senatore – e attualmente il ddl è in Commissione Sanità, dove sarà votato. Diciamo che – prevede – entro giugno dovrebbe arrivare direttamente alla Camera”. La strada dell’approvazione del ddl non dovrebbe presentare troppi ostacoli. “Questo provvedimento – sottolinea Marino – è voluto da tutti i gruppi politici, di destra e di sinistra. Non a caso il secondo firmatario del testo è Antonio Tomassini, senatore del Pdl e presidente della Commissione sanità del Senato. D’altronde – aggiunge il senatore Pd – un’azione di contrasto al fumo è disperatamente urgente”.  I punti chiave del disegno di legge Marino sono soprattutto tre. “Innanzitutto – spiega il senatore Pd – è previsto l’innalzamento del divieto di vendita ai minori di 18 anni. Al momento il limite è a 16 anni. É inoltre prevista la costituzione di un fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni da tabagismo che verrà gestito dal ministero della Salute. Fondo che servirà per finanziare campagne di informazione sui danni da fumo nelle scuole primarie e percorsi di aggiornamento per i medici di famiglia”.   Altro nodo centrale del ddl è la volontà di inserire un bugiardino, un fogliettino come quello che si trova nelle confezioni dei farmaci, all’interno dei pacchetti di sigarette. “Questo perché il consumatore – afferma Marino – deve essere informato sui rischi che corre. E non solo sui più noti, tipo quelli legati al catrame. Nel fumo di sigaretta – precisa il senatore Pd – si sviluppano circa 4 mila sostanze chimiche, di cui 40 cancerogene. E il bugiardino dovrà elencare proprio queste sostanze più pericolose, come ad esempio l’ammoniaca, il mercurio, il cianuro di vinile”. In totale sono stati presentati 74 emendamenti al ddl. Tra questi, tre prevedono l’estensione del divieto di fumo anche nei cortili di scuole, ospedali e università. “L’emendamento presentato dal senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl) prevede l’ampliamento della messa al bando in tutta l’area di questi edifici. Anche nelle zone all’aperto. Quello di Michele Saccomanno (Pdl) è sovrapponibile, con l’aggiunta del divieto anche per chi guida”. “C’è poi un emendamento presentato da Felice Belisario (Idv) che – precisa Marino – proibisce anch’esso il fumo in questi spazi, ma predispone ‘aree ad hoc’. Un po’ come gli ‘smoking shelter’ che esistono negli Stati Uniti. Luoghi chiusi dedicati, adibiti ai fumatori”. Marino ribadisce l’urgenza di questo provvedimento, anche alla luce di alcuni dati allarmanti. “Ogni anno in Italia, Paese in cui ci sono 12 milioni di fumatori ,muoiono 85 mila persone a causa del fumo. Questa legge – conclude – è quindi indispensabile”. (fonte farmacista 33)

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Lazio: il fumo é un fenomeno rosa

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Con una percentuale dei fumatori del 28 percento contro una media nazionale del 25 percento, l’abitudine al fumo nel Lazio è molto più radicata rispetto al dato nazionale e al tempo stesso i cittadini laziali fumano in media un numero di sigarette maggiore di quello degli altri cittadini italiani. Ma non solo: il Lazio oltre ad essere una regione di grandi fumatori è soprattutto una regione di fumatrici, con la più alta percentuale di consumatrici di sigarette in Italia. «Per le donne smettere di fumare è molto difficile. Molte di loro preferiscono non smettere per paura di ingrassare, alte ritengono addirittura che fumare faccia dimagrire. Per molte smettere significa infatti buttarsi sul cibo, che diventa il rimedio per superare ansie e paure prima combattute con il ricorso al tabacco» spiega Stefano Benemeglio, presidente dell’onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche (www.accademianalogica.com). Preoccupanti anche i dati relativi ai minori. L’abitudine alle sigarette nei preadolescenti è trasversale in tutta Italia, ma le percentuali nelle altre regioni sono meno significative. Nel Lazio il 12 percento dei fumatori sono ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni e gli adolescenti arrivano a fumare una media di 14 sigarette al giorno. «Chi riesce a liberarsi dalla schiavitù del fumo si libera anche di una fonte di stress» puntualizza Stefano Benemeglio. Ma il metodo “Ipnosi Attiva” ha molte altre applicazioni che dopo avere frequentato il corso ciascuno sarà in grado di implementare autonomamente: per abbattere la disistima e i sensi di colpa, per risolvere problemi di cefalea, per parlare in pubblico, per superare il complesso del rifiuto, per riuscire nel lavoro e nella vita sentimentale-affettiva.

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Stop al fumo, meglio di colpo o gradualmente?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

È più efficace smettere di fumare all’improvviso o farlo gradatamente? La risposta, contenuta in una recente revisione Cochrane, è che non c’è alcuna differenza tra i due tipi di approccio. Nicola Lindson del Primary care clinical sciences, University of Birmingham e collaboratori, utilizzando il Cochrane tobacco addiction review group specialised register, Medline, Embase e PsycInfo, hanno selezionato dieci trial, riguardanti oltre 3.700 fumatori, in cui si confrontavano gli effetti associati alla rinuncia totale e improvvisa delle sigarette con quelli di una riduzione graduale. In breve, gli autori non hanno riscontrato alcuna differenza nel tasso d’astinenza dal fumo, dopo almeno sei mesi di follow-up, con i due approcci (rr = 0,94). Ciò è risultato vero con vari tipi d’intervento, ossia quando si è fatto ricorso (rr = 0,87) o meno (rr = 0,97) a terapie farmacologiche; nel caso in cui ai partecipanti sono stati offerti materiali per un’autogestione (rr = 0,98) e quando hanno ricevuto supporto comportamentale (rr = 0,87). «La nostra indagine non ci consente di stabilire se i diversi interventi presentino rischi differenti per la salute, tuttavia recenti evidenze suggeriscono che il ricorso a sostitutivi della nicotina non aumenta l’incidenza di eventi avversi» ha sottolineato Lindson. Cochrane Database Syst Rev. 2010 Mar 17;3. (fojnte doctor news)

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Vietare il fumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Solo un divieto totale di fumare in tutti i luoghi di lavoro chiusi e in tutti gli edifici e i mezzi di trasporto pubblici può  garantire la tutela della salute degli impiegati e dei non fumatori e incentivare i fumatori a smettere. E’ quanto afferma il Parlamento chiedendo una particolare attenzione per chi lavora in hotel e ristoranti. Incoraggia poi misure di sensibilizzazione, come le informazioni sui pacchetti, e la lotta contro il traffico e la contraffazione dei prodotti del tabacco.  Approvando una risoluzione con 520 voti favorevoli, 53 voti contrari e 45 astensioni, il Parlamento europeo sottolinea che “soltanto un divieto totale di fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, compreso il settore della ristorazione, e in tutti gli edifici e i mezzi di trasporto pubblici può garantire la tutela della salute degli impiegati e dei non fumatori nonché incentivare considerevolmente i fumatori a smettere di fumare”.   Su proposta del PPE, ha però bocciato l’idea di richiedere una proposta legislativa alla Commissione per introdurre tale divieto entro il 2011. Ma si rammarica che la Presidenza abbia deciso di adottare una raccomandazione del Consiglio su questo tema senza il preventivo parere del Parlamento.  I deputati evidenziano che il tabacco è la singola causa principale di decessi evitabili nell’UE, “essendo responsabile di oltre mezzo milione di morti all’anno”, mentre il 25% dei decessi per tumore e il 15% del totale del morti nell’UE possono essere attribuiti al fumo. Ricordano d’altronde che, secondo uno studio dell’Eurobarometro, il 70% della popolazione dell’UE non fuma, mentre un’ampia maggioranza dei suoi cittadini è favorevole a un divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici luoghi di lavoro, ristoranti, bar e pub.

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Una legge europea contro il fumo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Barcellona, Una legge europea per la prevenzione cardiovascolare entro il 2010 che obblighi tutti gli stati ad abolire il fumo nei luoghi pubblici: i 33.000 cardiologi presenti a Barcellona per  il Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) si danno appuntamento al prossimo anno con questo obiettivo. “Un traguardo ambizioso, ma che rappresenta l’unica via per una vera ed incisiva battaglia a queste malattie, la vera “pandemia” del nostro tempo – afferma il prof. Roberto Ferrari, presidente dell’ESC -. Alla prevenzione abbiamo intitolato l’intero convegno che si conclude stasera, un successo in termini di numeri e qualità delle ricerche presentate, interamente dedicato alla migliore strategia a tutela dei nostri pazienti e della loro qualità di vita. Fra le novità più significative su questo fronte senza dubbio lo studio RE-LY, che ha coinvolto anche 18 centri italiani ed ha dimostrato come un nuovo anticoagulante orale, il dabigatran etexilato, possa cambiare radicalmente la terapia nei malati con fibrillazione atriale, 500.000 oggi in Italia. Questa molecola è risultata più efficace e sicura rispetto alla cura attuale ma anche molto più facile da seguire: una semplice capsula da assumere due volte al giorno rispetto all’attuale regime che prevede di recarsi periodicamente presso i centri di riferimento per monitorare e tarare i dosaggi, con effetti collaterali particolarmente pesanti”. Tra le più interessanti iniziative che hanno catturato l’attenzione degli esperti presenti vi è anche quella che vede per protagonista la città di Ferrara, eletta “capitale europea della prevenzione”, grazie ad un percorso integrato che coinvolge università, amministrazione, commercianti e produttori. E, da quest’anno, l’associazione europea dei cardiologi si arricchisce anche di una fondazione, la European Heart for Children costituitasi per volontà dello stesso presidente e della moglie, la regista Claudia Florio, con l’obiettivo di aiutare i bambini cardiopatici nati in Paesi in cui non viene loro garantita un’assistenza ottimale. “Un Congresso con una forte impronta italiana, poiché sono convinto che il nostro Paese rappresenti un’eccellenza dal punto di vista cardiologico e sono orgoglioso di testimoniarlo – conclude il prof. Ferrari, tracciando il positivo bilancio di questo primo anno alla guida dell’ESC -. Una rete capillare di oltre 20.000 specialisti distribuiti su tutto il territorio nazionale, la dieta mediterranea e l’altissimo profilo dei nostri ricercatori ci rendono infatti un modello da imitare a livello internazionale. Basti ricordare per tutti gli studi GISSI, la serie inaugurata oltre 20 anni fa che ci ha accreditato nel mondo e che ha visto il capofila del progetto, prof. Luigi Tavazzi, premiato con la medaglia d’oro dell’ESC come uno fra i più illustri membri di questa Società”.

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La ripresa dell’economia mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Sembra di trovarci tutti affacciati alle finestre delle nostre case in attesa che sullo stradone passi il tir della ripresa economica. Ogni lontano rumore ci mette sull’avviso e quando appare all’orizzonte la sagoma di una motoretta la delusione è grande ma non ci impedisce di continuare ad attendere nella convinzione che prima o poi in qualche parte a noi remota si dia il via alla partenza di questo colosso della strada. Oggi ci troviamo, quindi, in questa posizione di attesa. Nel frattempo lanciamo segnali di fumo con la fiducia che possano essere recepiti ed ad essi si dia una risposta che è nelle aspettative di tutti noi. E’ logico che il nostro sguardo di là dell’orizzonte cerca quei paesi come gli Usa che non possono permettersi di attendere la ripresa troppo a lungo e che potrebbero fare da locomotiva a tutto il sistema mondiale. E taluni segnali incoraggianti provengono proprio da quel versante. A stimolarli paiono essere la riduzione delle imposte personali sul reddito che dovrebbero sostenere un’ulteriore crescita dei consumi privati, mentre gli investimenti delle imprese private dovrebbero acquistare ulteriore vigore. Ciò non di meno sussistono dei rischi relativi alla sostenibilità della ripresa, soprattutto dato il persistere di alcuni squilibri. Pensiamo all’andamento delle imprese statunitensi che in seguito agli sforzi di ristrutturazione intrapresi negli ultimi due anni hanno determinato minori differenziali di credito e, a questo punto, sugli investimenti potrebbero continuare a pesare l’eccesso di capacità e l’indebitamento delle imprese. Per quanto riguarda i consumi privati tutto nasce dal clima di fiducia che si può istaurare tra i consumatori. Molto dipende, in proposito, dall’andamento del mercato del lavoro. La sua ripresa fornirebbe in prospettiva un ulteriore sostegno alla crescita dei consumi. Ed intanto continuiamo a restare affacciati alla finestra e con l’orecchio teso per percepire la giusta carburazione del mezzo che si avvicina.

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Il killer che si chiama “fumo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2009

Ogni anno, nell’Unione europea 500.000 persone muoiono prematuramente in seguito a malattie causate dal fumo e dai dati dell’Unione europea e dell’OMS emerge che la percentuale di fumatori in giovane età è in aumento. Nell’ultimo sondaggio condotto in tutta l’UE, il 36,8% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ha dichiarato di fumare regolarmente sigarette: la percentuale è del 38,8% tra i maschi e del 34,9% tra le femmine (Eurobarometro 57.2 “Atteggiamenti e opinioni dei giovani nei confronti delle droghe nella UE”, ottobre 2002). Secondo l’OMS, un fumatore adolescente su due è destinato a morire per gli effetti negativi del fumo. Oltre agli spot televisivi, al cinema , alla radio, alla stampa e alla cartellonistica, la campagna di prevenzione del fumo raggiunge i giovani attraverso tutta una serie di manifestazioni e di eventi organizzati in ogni Paese UE. Attraverso il sito internet http://www.fee-free.info, in undici lingue, ci si può collegare alle quit lines, centri di aiuto per smettere di fumare, a ONG, autorità sanitarie nazionali e siti web dell’Unione europea. La campagna è stata affidata all’agenzia Media Consulta e ha un bilancio complessivo di 18 milioni di euro in tre anni. L’adesione di emittenti nazionali e di reti televisive europee come l’Union européenne de radiodiffusion (UER), Eurosport e MTV ha permesso di raddoppiare il valore della campagna, mentre nelle sale cinematografiche si sono ottenuti sconti del 20%, per un valore superiore a 1 milione di euro.

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Ansia, depressione e angina

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

I pazienti con cardiopatia ischemica che soffrono di forme ansiose significative presentano un rischio quasi quintuplicato di andare incontro ad episodi anginosi frequenti, rischio che risulta triplicato anche nei soggetti depressi. Il legame osservato fra sintomi psichiatrici ed angina sottolinea l’importanza di trattare ansia e depressione nei pazienti cardiologici: l’attuale assistenza cardiologica è improntata quasi esclusivamente sulla gestione dell’ischemia con medicinali e rivascolarizzazione, ma ansia e depressione contribuiscono significativamente a questi sintomi. E’ dunque necessario che il medico comunichi attivamente con il paziente per determinare le cause psicologiche di base dei suoi sintomi: seguire uno stile di vita salutare, che comprenda esercizio fisico ed astensione dal fumo, potrebbe rendere il paziente meno prono a questi problemi psicologici, ma la psicoterapia ed altri approcci terapeutici potrebbero comunque aiutare a ridurre lo stress della vita quotidiana. (Circulation online 2009, pubblicato il 29/6)

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Tabagismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

“50.000 persone hanno smesso di fumare dal 1973 grazie alla nostra Associazione”. Lo ha annunciato Ennio Battista, presidente dell’associazione di Volontariato Vita e Salute e direttore del medesimo mensile nel corso del Sanit 2009. Battista ha raccontato che i corsi gestiti dall’Associazione vengono tenuti da due relatori e prevedono una parte medica e una psicologica. “Cerchiamo di agire sulla motivazione di coloro che vogliono smettere di fumare”, ha detto il presidente aggiungendo che il corso dura 5 giorni e prosegue per i due mesi successivi con sedute di una volta alla settimana. “La percentuale delle persone delle persone che smette di fumare grazie a questo corso è tra il 90 e il 98%”, ha assicrato Battista. Quale l’impegno di Vita e Salute al Sanit? “Presentiamo il progetto Salute Expo, ovvero un check up completo che va dalla misura della massa grassa, a quella della glicemia, fino a calcolare l’età biologica oltre a elargire consigli pratici di salute e benessere!  “, ha concluso il presidente di Vita e Salute.

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I fattori di rischio per la mezza età

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Eccesso di peso, fumo, diabete ed ipertensione nella mezza età sono fortemente correlati allo sviluppo di ipertrofia ventricolare sinistra. Questo fenomeno, insieme all’insufficienza cardiaca allo stadio B, precede di diversi anni la comparsa delle cardiopatie conclamate. Si tratta comunque di fattori che possono essere resi direttamente oggetto di strategie preventive, e pertanto limitarli potrebbe potenzialmente tradursi in una riduzione del carico complessivo dell’insufficienza cardiaca, tenendo conto anche del fatto che i soggetti con meno fattori di rischio vanno incontro ad un incremento pressochè nullo della massa ventricolare sinistra con l’invecchiamento. (Circulation online 2009, pubblicato il 10/6)

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Il fumo ha bruciato 6 miliardi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 Maggio 2009

Oltre sei miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria italiana. E’ la cifra che è stato necessario spendere nel 2005 per curare tutte le patologie legate al fumo. Un vizio che provoca sempre più malattie e soprattutto morti in tutto il mondo: il triste numero è infatti destinato ad aumentare dai 5,4 milioni del 2004 agli 8,3 milioni del 2030 (+10%). A tirare le somme sono stati gli esperti riuniti ieri a Trieste per confrontarsi su epidemiologia, prevenzione, impatto clinico-economico delle patologie correlate alla sigaretta e nuove terapie, in occasione del convegno ‘Fumo Salute e Sanità’, patrocinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall’Osservatorio sanità e salute. “La ricerca scientifica – afferma in una nota Americo Cicchetti, della Facoltà di Economia dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – ha messo in chiara evidenza la correlazione tra l’emergenza di alcune patologie e l’abitudine al fumo. Adottando come dati di riferimento i ricoveri ospedalieri durante il 2005, uno studio realizzato dal nostro ateneo ha calcolato che il costo per i ricoveri associati a patologie tabacco-correlate è pari a 3,4 miliardi di euro, un valore che nel 2005 rappresenta il 3,5% della spesa del servizio sanitario nazionale. Proiettando questo dato anche sugli altri livelli di assistenza ne è emerso che nel 2005 la spesa complessiva per il Servizio sanitario nazionale per le patologie fumo-correlate ammonterebbe a oltre sei miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale”. “Il fumo è il principale fattore di rischio di morte della nostra società – sottolinea Marco Confalonieri, direttore della Struttura complessa di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Trieste – e noi specialisti delle malattie dell’apparato respiratorio sappiamo di aver di fronte una vera e propria epidemia di disturbi che negli ultimi anni aumenta come peso sanitario e sociale. Oltre ai tumori polmonari, ci sono la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l’insufficienza respiratoria o le malattie polmonari interstiziali. Occorre aiutare i fumatori a smettere e diagnosticare precocemente le malattie da fumo con esami semplici come la spirometria”.

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