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Teatronecessario “Nuova Barberia Carloni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

Roma 9 gennaio ore 21 e domenica 10 gennaio ore 17 al Teatro Biblioteca Quarticciolo Teatronecessario “Nuova Barberia Carloni” ideazione Mario Gumina – Teatro Necessario  regia Mario Gumina  con Leonardo Adorni, Jacopo M. Bianchini, Alessandro Mori  costumi Patrizia Caggiati  scenotecnica Paolo Romanici  Sul palcoscenico destrezza acrobatica, abilità clownesca e gag musicali di tre barbieri funamboli che attendono i loro clienti per un taglio davvero speciale.   Sciamani e dottori, veri e propri artisti del cuoio capelluto determinati a curare, a suon di lozione, qualunque problema, i barbieri/musicisti ostentano orgogliosi il proprio talento gestuale certi che il cliente uscirà pulito e liscio, rigenerato nel corpo ed elevato nello spirito.  Nelle sparute barberie di provincia oggi rimangono specchi rettangolari appannati dal tempo e ricoperti da una ragnatela di graffi, vecchie sedie cigolanti, arnesi arrugginiti, odore di brillantina e impazienti avventori in silenziosa attesa del proprio turno. Ma soltanto mezzo secolo addietro la barberia era nientemeno che il luogo di ritrovo preferito dai signori. Un posto discreto, dove discutere liberamente dei propri affari e delle proprie idee. E c’era la musica, c’era il caffè e c’erano gli aneddoti balzani del fidato barbiere. La barberia era il punto nevralgico del paese. L’idea portante dello spettacolo è ricreare l’atmosfera di quei tempi non troppo lontani in cui il barbiere cantava, suonava, serviva da bere, consigliava, intratteneva i suoi ospiti. E, naturalmente, faceva barba e capelli. Nel gioco, il palco non è altro che la barberia medesima, animata dai tre aspiranti barbieri, e la platea una grande sala d’attesa. Il pubblico tutt’intorno ne definisce i confini spaziali e assurge infine a parte integrante della sala medesima, cioè dello show.  Lo spettacolo gioca sul tempo dell’attesa. Attesa del cliente da parte dei barbieri che ingannano il tempo cimentandosi in singolari dimostrazioni di abilità. Attesa anche da parte dello spettatore, il quale, a conti fatti, non può che ‘temere il peggio’. Un’attesa che mistifica una più profonda crisi di identità, giacché ‘essere barbieri’ significa ‘avere un cliente’ così come ‘essere attori’ significa ‘avere un pubblico’.

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