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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘funzionamento’

Calcio: le regole che ci sono non funzionano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

“La mollezza di un sistema che non comporta alcuna seria conseguenza per chi viola la legge in occasione di incontri sportivi ha mostrato ieri per l’ennesima volta le sue nefaste conseguenze. I drammatici eventi che si sono verificati per la partita Inter-Napoli, e che non rappresentano una novità, sono lo specchio di una delirante violenza mai sopita, tale da aver da tempo trasformato il mondo del calcio in un’enorme macchina che inghiotte i soldi dei contribuenti, mettendo sistematicamente in pericolo la vita e la sicurezza di tutti, provocando ogni volta feriti quando non morti fra le Forze dell’ordine, sottraendo un insostenibile numero di uomini e mezzi al controllo del territorio, e producendo un indecente ammontare di guadagno solo per pochi. Tutto questo non ha nulla a che fare con lo sport e la passione calcistica. Quello che è accaduto ieri è inaccettabile per un paese civile, e come rappresentanti delle Forze di Polizia siamo a un punto di saturazione, perché queste follie gravano in un modo o nell’altro solo sulle spalle di chi fa ordine pubblico, mentre tutto intorno nessuno si interroga seriamente su come comportarsi di fronte all’infimo livello cui si è giunti. Con il passare del tempo le cose non sono migliorate in alcun modo, e questa è la prova che sul tema si sono fatte solo chiacchiere e interventi all’acqua di rose. Le regole che ci sono non funzionano, e nessuno può affermare il contrario di fronte allo scempio vissuto ancora una volta ieri che è costato l’ennesima vita umana”.Duro il commento di Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo i gravissimi fatti accaduti ieri in occasione della partita Inter-Napoli, che fra l’altro sono costati la vita a un tifoso investito prima dell’inizio dell’incontro.“L’incontro di ieri è stato funestato da scontri, accoltellamenti, cori razzisti – insiste Mazzetti – sembra un bollettino di guerra ed è inconcepibile che si arrivi a giocare una partita di calcio in queste condizioni come se leggi e regolamenti non esistessero. Ma l’ordine pubblico è una questione delicatissima da gestire, e non si può fare a scaricabarile lasciando all’autorità di pubblica sicurezza la decisione di far giocare o meno o di interrompere una partita in un contesto di generale lassismo. Le regole che noi dobbiamo far rispettare devono essere severe, chiare e inviolabili: la Federazione deve avere il coraggio di assumersi responsabilità che servono a difendere davvero lo sport, la politica di prevedere reazioni autorevoli per garantire i cittadini, e l’autorità Giudiziaria di dare concretezza a una dura risposta dell’ordinamento. Gli stop alle partite devono essere automatici in precise circostanze, le partite, anche se disputate per arginare ulteriori effetti esplosivi di certa violenza bestiale, devono essere assegnate a tavolino di fronte a ogni violazione di protocolli e regole che si verifichino prima e dopo gli incontri. Le pene per i trasgressori delle leggi devono essere durissime e reali, e parliamo di carcere non di Daspo che in pratica non servono a nulla. Sarebbe doveroso inoltre pensare anche di abolire tutte le trasferte e lasciare gli stadi ai soli tifosi delle squadre che giocano in casa, perché non c’è interesse economico legato ad alcuno sport al mondo che, vissuto in questa maniera assurda e bestiale, possa giustificare le spese, i pericoli e le vite che ancora ci costano le partite in Italia”.

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Come funziona il nostro cervello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

cervelloNon è più un mistero grazie alle nuove metodologie di imaging molecolare. È una delle nuove frontiere della biochimica clinica di cui si parla nel corso dei lavori del 49° Congresso Nazionale della SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) in corso al Palazzo dei Congressi a Firenze, che parte dalla possibilità di vedere il nostro cervello mentre ‘lavora’. “Attraverso sofisticate tecniche siamo ormai in grado di analizzare il funzionamento di ogni organo del corpo umano nella sua interezza – spiega il Presidente della Società Scientifica prof. Marcello Ciaccio – non più basandoci solo su singole matrici biologiche come sangue, urina, tessuti, cellule. La Medicina di Laboratorio si è enormemente evoluta e può contare su strumentazioni di imaging molecolare che rendono possibile monitorare l’organismo nella sua interezza per consentire diagnosi sempre più mirate e verificare l’efficacia delle molecole utilizzate per la terapia. Si tratta di una vera rivoluzione perché il medico di laboratorio è ora in condizioni di studiare l’intero organismo umano e non solo parti di esso, non in vitro ma in vivo”.
“Questo è molto importante specialmente nello studio del sistema nervoso centrale – continua il prof. Ciaccio – siamo in grado di osservare il metabolismo cerebrale in condizioni di normalità e patologia, permettendo di fare una corretta diagnosi differenziale, impossibile con gli strumenti della sola clinica. Ad esempio, si sono fatti enormi passi in avanti nella possibilità di eseguire diagnosi differenziali di forme patologiche come le demenze, la malattia di Parkinson e altri disturbi neurodegenerativi. Oggi con le tecniche di imaging molecolare possiamo distinguere se un paziente è affetto da demenza vascolare o altre forme di deficit cognitivi. Così come è possibile diagnosticare se un paziente è affetto da malattia di Parkinson o da una sindrome parkinsoniana perché, pur provocando sintomi similari, hanno però cause diverse. “Per capire l’origine della malattia utilizziamo oggi la Spettroscopia in risonanza magnetica, metodologia atraumatica, atossica, che non prevede radiazioni, che ci consente di fare una diagnosi e successivamente di monitorare le molecole e di vedere se e come funzionano, eventualmente modificando le dosi o il tipo di farmaco per ottenere la migliore risposta terapeutica possibile. Il nostro paese è all’avanguardia con la biochimica in vivo e non su matrici biologiche e questo approccio si applica per studiare patologie dei muscoli, della prostata, del fegato. Analogo discorso vale per la Farmacogenomica che permette di realizzare la Medicina di Precisione: in una sessione moderata dal genetista prof. Dallapiccola e dal biochimico clinico prof. Salvatore vengono presentate al congresso evidenze e prospettive in oncologia, psichiatria, cardiologia. Con le nuove tecniche di biochimica clinica possiamo oggi prevedere se un ciclo di chemioterapia funzionerà o no in quel particolare paziente, evitando trattamenti inutili”.

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ABI Banche: si capisce perchè non funzionano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2016

bancaDelle difficoltà delle banche, dei crediti deteriorati (360 miliardi), della collocazione dei titoli bancari ai risparmiatori ormai si sa tutto, o quasi, ma per sapere perche’ si e’ arrivati a questa situazione basterebbe un po’ di memoria, qualita’ che difetta nel nostro Bel Paese. Vediamo di rinfrescarla.
A presiedere, per acclamazione l’ABI, l’Associazione bancaria italiana, dal luglio 2010 al gennaio 2013, e’ stato, Giuseppe Mussari, che fu presidente della Fondazione Monte de’ Paschi di Siena (2001-2006) e poi della Banca Monte de’ Paschi di Siena (2006-2012); a causa dello scandalo del Monte de Paschi (MPS), Mussari si dimise dalla presidenza dell’ABI. Ci chiediamo come si possa acclamare presidente dell’ABI una persona che ha contribuito a condurre il Monte nella situazione attuale. Si vede che al sistema bancario italiano sta’ bene cosi’; purtroppo non possiamo dire altrettanto per i risparmiatori.
Ora, alla presidenza dell’Abi, c’e’ Antonio Patuelli, eletto sempre per acclamazione, il quale dichiara che il cosiddetto “bail in” (norme che prescrivono una risoluzione di una situazione di bancarotta colpendo, nell’ordine, azionisti, obbligazionisti subordinati e senior e, infine, i correntisti che hanno depositi superiori ai 100 mila euro) e’ incostituzionale. Insomma, le banche non possono fallire perche’, secondo Patuelli, e’ incostituzionale. Meno male che Patuelli e’ stato esponente e parlamentare del Partito Liberale.Con questi dirigenti come si possa pensare di avere un buon sistema bancario e’ un mistero. I risparmiatori lo tengano a mente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mercato unico europeo: città e regioni vogliono che funzioni meglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

SchengenIl pieno rispetto dell’accordo di Schengen e del principio «pensare anzitutto in piccolo» è di cruciale importanza per il buon funzionamento del mercato unico europeo per portare benefici concreti ai cittadini e alle piccole e medie imprese (PMI). Questi i messaggi principali del parere elaborato dal Presidente della Provincia di Mantova, Alessandro Pastacci, e approvato dai leader locali e regionali nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni dell’8 Aprile.
“Il mercato unico europeo è una delle più grandi conquiste dell’Unione europea, per cui non dovremmo metterlo a repentaglio. Dobbiamo, al contrario, sfruttare appieno le sue potenzialità, e per farlo abbiamo bisogno di riforme economiche e strutturali. Le regioni svolgono un ruolo importante in quanto regolatori e operatori economici e la loro esperienza in fatto di cooperazione transfrontaliera è fondamentale per individuare gli ostacoli, a livello locale ma anche europeo, alla libera circolazione. Mettere in discussione Schengen e la libera circolazione non solo produrrebbe costi amministrativi elevati, ma ostacolerebbe fortemente la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro”, osserva Alessandro Pastacci (IT/PSE), relatore sul parere del CdR “Migliorare il mercato unico” e presidente della provincia di Mantova.Il relatore, inoltre, è favorevole a includere il pilastro del mercato unico nell’ambito del semestre europeo, nonché ad una serie di misure a favore delle PMI e delle start-up. Pastacci esorta ad applicare il principio «pensare anzitutto in piccolo», che in concreto significa tener presenti le imprese più piccole quando si elabora una nuova normativa, ridurre gli oneri in materia di registrazione IVA e d’informazione per le PMI e le start-up, soprattutto se attive a livello transfrontaliero, e applicare la direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L’europarlamentare Lara Comi – la cui relazione sulla strategia per il mercato unico sarà votata il 21 aprile dalla commissione IMCO del PE – ha accolto con favore il parere del CdR in quanto “prezioso contributo per il suo lavoro” e ha sottolineato la necessità di ulteriori misure a sostegno delle PMI: “è necessario”, ha dichiarato, “prevedere forme di compensazione per i ritardi nei pagamenti da parte degli organismi pubblici; inoltre, dovremmo introdurre un regime IVA forfettario per il settore del commercio elettronico e appoggiare la proposta di un passaporto per i servizi che consenta ai fornitori di accedere ai mercati di altri Stati membri mediante un unico documento valido in tutta l’UE”. Per quanto concerne gli appalti pubblici, i leader locali e regionali chiedono di ridurre il massimale di 700 milioni di euro per la valutazione volontaria ex ante in relazione agli appalti per progetti infrastrutturali di grandi dimensioni. Inoltre, prima che l’OMC accordi alla Cina lo status di economia di mercato entro la fine del 2016, i membri del CdR vorrebbero esaminare un’analisi dell’impatto economico, sociale e territoriale che questo avrebbe sul mercato unico. Riguardo poi all’economia sociale, che nell’UE rappresenta 11 milioni di posti di lavoro e 2 milioni di imprese, i membri del CdR esprimono il loro rammarico per il fatto che di essa non si tenga conto nella proposta della Commissione per migliorare il mercato unico. Per quanto riguarda, infine, l’industria siderurgica, il CdR dedicherà un parere specifico alle sfide che essa deve affrontare – parere che sarà presentato da Isolde Ries, prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, nella riunione della commissione ECON del CdR del 22 aprile.
Il 28 ottobre 2015 la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per il mercato unico, che, per realizzare “un mercato unico più equo e approfondito”, si propone di:
ammodernare i sistemi di norme,
rafforzare il mercato unico delle merci,
ridurre gli ostacoli in settori chiave quali i servizi alle imprese, le costruzioni e il commercio al dettaglio,
impedire la discriminazione dei consumatori sulla base della nazionalità o del luogo di residenza,
garantire più a monte il rispetto della normativa europea riformando la procedura di notifica,
consentire lo sviluppo dell’economia collaborativa.
Il semestre europeo è il ciclo annuale di orientamento e monitoraggio, a livello UE, della politica economica degli Stati membri. Esso definisce le priorità economiche e sociali generali per l’anno successivo e fornisce agli Stati membri orientamenti politici allo scopo di favorire la crescita e impedire squilibri macroeconomici eccessivi.

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Brevetto europeo: Come funzionano male le lingue della Comunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2015

brevetti_t1Sembra che l’Italia abbia intenzione di aderire al Brevetto europeo. Dopo che ne era rimasta fuori, con Spagna, perche’ si prevede che le lingue ufficiali siano tre: inglese, francese e tedesco. Sponsor di questo trilinguismo sono Francia e Germania, che hanno ottenuto il consenso di molti Paesi le cui lingue sono state escluse, facendo introdurre fondi per compensare i costi di produzione. Sembra che, per molti, i fondi siano piu’ interessanti che non la propria lingua.
Una scelta economica, si’ da superare il tipico ed oneroso gap comunitario della babele linguistica? In parte si’ e in parte no. Sarebbe stato economicamente logico scegliere una sola lingua, l’inglese ovviamente, che, indipendentemente dall’innegabile vantaggio di Gran Bretagna e Irlanda, e’ comunque la piu’ importante e diffusa lingua veicolare comunitaria e mondiale. Ma questo significava piu’ costi per i due grandi protagonisti comunitari, Francia e Germania. Quindi, invece di far pagare i costi ad ogni singolo Stato, Hollande e Merkel hanno pensato fosse meglio farli pagare a tutti gli altri Stati per loro. E cosi’ si sono fatti belli verso le proprie nazioni tutelando le loro lingue nazionali e fornendo un vantaggio competitivo ai rispettivi Paesi. Volenti o nolenti, europeisti o non-europeisti, e’ questa l’ennesima realta’ della nostra Ue: una entita’ economica dove governano i piu’ forti degli Stati nazionali.
Noi, che non abbiamo interessi economici e di potere specifici in merito, ma siamo sudditi anche di questa Unione, abbiamo maturato un’altra idea in merito. Scartata la possibilita’ della sola lingua inglese -anche un po’ riduttiva considerato il pianeta- proiettando la Comunita’ anche al di fuori del proprio territorio, avremmo scelto: inglese, francese e spagnolo (sicuramente tra le tre lingue piu’ diffuse nel mondo, e comunque facendo pagare un po’ di piu’ per le altrui traduzioni i Paesi avvantaggiati); non solo, ma se fosse consentito anche l’uso di lingue non comunitarie, ci avremmo aggiunto anche l’arabo e il cinese.
Ma questi sono -sembra e al momento- i sogni naufragati al largo dell’isola di Ventotene….
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

Onu palaceEsiste una strana contraddizione tra l’euforia per i cosiddetti partenariati pubblico-privati (PPP) e gli scarsi risultati ottenuti con questi strumenti negli ultimi 30 anni. Molti governi ricorrono ancora ai partenariati pubblico-privati nella speranza che il settore privato finanzi le infrastrutture e i servizi pubblici.Tale speranza permea anche il G20, l’OCSE e i negoziati in corso alle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, che saranno confermati dai capi di stato nel settembre 2015.
La privatizzazione sta per diventare politica ufficiale delle Nazioni Unite. L’esperienza con i PPP dimostra tuttavia che è fondamentalmente fallace.Il rapporto “Why Public-Private-Partnerships don’t work” (Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano) redatto da PSIRU (Public Services International Research Unit) valuta l’esperienza dei PPP nei paesi ricchi come in quelli più poveri.In esso si giunge alla conclusione che i PPP rappresentano un modo costoso e inefficace di finanziare le infrastrutture e i servizi, perché occultano l’indebitamento pubblico e allo stesso tempo offrono a società private garanzie di Stato a lungo termine per i profitti. La ricerca svela le pratiche oscure dei PPP, in gran parte tenuti segreti e nascosti dietro negoziati riservati per proteggere vantaggi commerciali. Non ci sono consultazioni pubbliche, bensì molte false promesse e contratti commerciali estremamente complessi, tutti studiati allo scopo di proteggere gli utili delle imprese.“I governi e le Nazioni Unite sono fortemente influenzati da una potente lobby composta dalle maggiori società di servizi finanziari, di consulenza e legali, che cerca di trarre profitto da servizi pubblici primari come la sanità, l’acqua e l’energia“, sostiene Rosa Pavanelli, Segretario generale di PSI (Public Services International).“Dobbiamo tenere presente che le imprese del settore privato devono massimizzare i profitti se vogliono sopravvivere. Ciò è incompatibile con la necessità di assicurare un accesso universale a servizi pubblici di qualità, soprattutto per chi non è in grado di pagare tali profitti”.

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

autismoRoma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’Istituto di Ortofonologia (IdO). L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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Nei giovani di età compresa tra i 10 e 19 anni aumentano le psicopatologie provocate da abuso di alcol e sostanze stupefacenti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 febbraio 2015

università studi milanoA lanciare l’allarme è la Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) che si riunisce a Milano per il 19° Congresso Nazionale dal 23 al 26 febbraio.“L’assunzione di droghe – spiega il Professor A. Carlo Altamura, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche (solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone), come schizofrenia e disturbo bipolare”. La droga compromette il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Inoltre, come evidenzia l’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella fascia d’età considerata la prima causa di malattia e disabilità è la depressione, a cui seguono gli incidenti stradali. Molte volte esito estremo di una grave depressione è invece il suicidio, terza causa di morte tra gli adolescenti.
“In questi ultimi anni – prosegue il Professor Altamura – tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. Dobbiamo porre un freno a questa pericolosissima deriva e rinforzare le strategie volte a migliorare la salute ed il futuro delle giovani generazioni: questo può avvenire solo grazie ad assistenza e cure mirate”.
Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi, che certificano questa vera e propria piaga sociale. Ad esempio, da una ricerca sull’abuso di sostanze (alcol, caffè ed energy drink) che sarà presentata all’incontro internazionale e condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking (il binge drinking è l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana), nel campione complessivo la percentuale di binge drinkers si attesta al 48,1%. Dunque, dal campione emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore binge.
Un altro studio si sofferma poi sugli effetti dell’uso di cannabis e la loro relazione con sintomi psicotici. Lo studio rileva come, dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati. Dalla ricerca è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. Fondamentale, dunque, il ruolo della prevenzione primaria e secondaria sugli effetti dell’uso di cannabis tra quanti sono a rischio per disturbi psicotici.
Durante il Congresso SOPSI si parlerà poi della crisi economica globale, che ha diffusamente colpito il Paese, in funzione della Salute Mentale, ma anche di stress, vulnerabilità e di capacità di resilienza dell’individuo. La resilienza è il processo o la capacità di esito positivo a seguito dell’esposizione ad eventi traumatici o estremi, capacità di riprendersi e di uscire più forti e pieni di nuove risorse dalle avversità e processo attivo di resistenza, autoriparazione e crescita in risposta alle crisi ed alle difficoltà inevitabili della vita.
A Milano sono numerosi i lavori che si dedicheranno inoltre al tema della paura e, in particolare, al suo apprendimento, basato su un sistema differente da quello dell’imparare a riconoscere persone, oggetti e situazioni. L’acquisizione della paura è implicita e dipende da una specifica struttura del cervello denominata Amigdala. Di fatto, quando siamo spaventati proviamo paura in modo implicito e sappiamo esplicitamente cosa l’abbia provocata. Ma la risposta di paura può essere appresa anche senza coscienza: possiamo infatti sentirci spaventati senza sapere da cosa. Tra le numerose tematiche di cui si discuterà al MiCo Milano Congressi, ampio spazio sarà dato ai disturbi mentali, a quelli del comportamento alimentare, alla farmacogenetica, alla violenza contro le donne e alla dipendenza da Internet. “Il Congresso – conclude il Professor Altamura – è di alta qualità scientifica e riguarda le aree di interessi di tutti i partecipanti. In Plenaria saranno infatti presenti importanti opinion leader ed illustri esperti a livello internazionale: tra questi, Lieberman (Past President dell’American Psychiatric Association), Yehuda, Goodwin, Wittchen, Merikangas, Murray, Le Doux e numerosi altri esperti che operano nelle diverse strutture sparse sul territorio all’estero e italiano e che sono in prima linea nella assistenza e nel trattamento di quanti sono maggiormente esposti alle attuali problematiche socio-ambientali”.

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Toscana, la Regione studia la sanità “low cost”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

E se ora si mettono anche le Regioni a imitare Groupon? È quello che potrebbe accadere in Toscana, dove l’amministrazione ha in cantiere un provvedimento che, in sostanza, mira al convenzionamento della cosiddetta “Sanità low cost”. L’obiettivo è l’erogazione di cure odontoiatriche a prezzi “concordati”, attraverso accordi con poliambulatori privati dalle tariffe calmierate come quelli che, di solito, vanno su Groupon per pubblicizzare i loro servizi. Il progetto toscano mira di fatto a replicare su scala più larga il “modello Empoli”, provincia dove l’Asl ha concluso accordi con tre strutture odontoiatriche private che erogano cure a prezzi calmierati. In questo modo, è riuscita a snellire le liste d’attesa che invece si registrano in altre aziende sanitarie (che erogano direttamente nei loro ambulatori o in un unico centro convenzionato) e a fornire nel 2011 prestazioni a più di novemila assistiti. Di qui, come s’è detto, l’idea della Regione di replicare il modello nelle altre province. A giudicare dalle anticipazioni rilasciate alla stampa locale da alcuni funzionari, l’orientamento sarebbe quello di emanare una direttiva che inviti le altre Asl a stipulare accordi in stile empolese con gli studi e le strutture odontoiatriche private che assicurano tariffari e prezzi “calmierati”. Il provvedimento dovrebbe vedere la luce per maggio e a quanto pare non si limiterà soltanto alle cure dentali, ma dovrebbe ricomprendere anche quelle pediatriche. E se funzionasse, niente vieterebbe ulteriori allargamenti in altre aree della salute. Quali? Basta guardare su Groupon.(fonte: doctornews33)

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Il lavoro non è una merce

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Fra le tante considerazioni che in queste settimane si sono succedute intorno al tema della modifica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori ve n’è una che individua la causa principale della non crescita, nell’impossibilità che hanno le imprese di licenziare. Si tratta di una affermazione che suscita non poche perplessità sia sul piano del merito economico che di quello dell’etica sociale soprattutto se si considera che è una lettura che va per la maggiore negli influenti ambienti politici e economici che condizionano la politica italiana. Infatti, il pensiero espresso, che appare comunque in perfetta sintonia con l’imperante ideologia “liberista” dei “cosiddetti mercati” pretende, tramite una sorta di “apriorismo economico”, di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà. Purtroppo non si può dimenticare che i frutti di questa ideologia, senza regole e controlli, li abbiamo pagati a caro prezzo in questi anni dal momento che è stata proprio questa totale “deregulation” a condurre le economie di mezzo mondo sull’orlo del baratro aprendo una crisi di cui si stenta a trovare una via d’uscita. Per chi ha vissuto e vive da vicino la realtà ed i problemi del mondo delle imprese sono ben altri e più urgenti, rispetto alla “libertà di licenziare” gli ostacoli che impediscono ad un investitore di rischiare in proprio per avviare un’impresa. Il primo ostacolo che pesa come un macigno sulla vita di tutto il Paese quindi anche sulle imprese, è un sistema fiscale che fa acqua da tutte le parti, dove l’elusione e l’evasione sono di proporzioni gigantesche (100 miliardi di euro l’anno) e dove sono i “furbi”a farla da padrone.
Il secondo ostacolo consiste nella presenza di una macchina pubblica e amministrativa complicata, obsoleta, molto costosa (perché spesso vi si annidano gravi inefficienze e privilegi enormi) che rende la vita difficile a chi vuole avviare o condurre una attività economica e che spesso mette in gravi crisi di liquidità specie le piccole medie imprese fornitrici degli Enti Pubblici praticando tempi di pagamento assurdi.
Il terzo ostacolo è costituito dai tempi biblici di una giustizia civile cui compete di assicurare un corretto funzionamento dei contratti e delle cause che possono nascere nel corso della vita economica, che non ha eguali fra i Paesi del mondo sviluppato (siamo agli ultimi posti di tutte le graduatorie).
Il quarto ostacolo nasce dalla perdurante corruzione, che spesso purtroppo coinvolge gli uomini pubblici, e che rappresenta un pesante onere-economico ma anche operativo per le imprese che credono di potersi confrontare con un mercato governato da regole certe di economicità e qualità mentre spesso devono fare i conti con forzature che lo rendono iniquo e poco trasparente. Il quinto ostacolo sono l’inadeguatezza, la carenza ed in certe aree l’arretratezza delle infrastrutture quali strade, ferrovie, reti informatiche che spesso influenzano i costi della gestione o alimentano le inefficienze produttive. La somma combinata di questi fattori è la determinante principale di un costo del lavoro retribuzione lorda + contributi previdenziali e sociali) altissimo, che sta alla base della minor produttività e competitività del fattore lavoro nel nostro Paese. Ma non è tutto. I fattori di cui sopra sono anche quelli che rendono il salario netto che i lavoratori percepiscono (retribuzione lorda – imposte sul reddito), quindi ciò che finisce effettivamente nelle loro tasche per vivere, tra i più bassi d’Europa, con evidenti ripercussioni sulla domanda globale e sull’impoverimento di quel ceto medio il cui benessere molti economisti ritengano sia il principale motore dei consumi (e quindi della crescita).
Alle perplessità di tipo economico che accompagnano una eventuale “liberalizzazione dei licenziamenti” si aggiungono pesanti perplessità di ordine etico-sociale che non possono essere sottovalutate da chi, prima fra tutti la politica, ha il dovere di orientare e guidare le scelte fondanti di una moderna convivenza civile. Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, Giovanni Paolo II (nella enciclica “Centesimus Annus”) aveva messo in guardia nei confronti del rischio di un’idolatria del mercato che ignora l’esistenza di beni (come il lavoro), che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci. Più recentemente Benedetto XVI, nella sua enciclica “Caritas in Veritate” osserva che l’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona.
Credo pertanto che prima (o contestualmente) di por mano ad un giusto ed equilibrato ammodernamento del mercato del lavoro (ed a qualche aggiustamento dell’art. 18) sarebbe essenziale produrre riforme necessarie per rimuovere i pesanti macigni che da decenni gravano sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. (Riccardo Biella) (Fonte: rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.
autore Riccardo Biella)

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La colina mantiene il funzionamento cognitivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2012

English: PET scan of a human brain with Alzhei...

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Un gruppo di ricercatori bostoniani ha valutato l’eventuale esistenza di una relazione tra l’apporto dietetico di colina, le funzioni cognitive e la morfologia cerebrale, in una coorte di persone senza demenza. Il razionale alla base della ricerca risiede nel fatto che la perdita di neuroni colinergici (la colina è il precursore del neurotrasmettitore acetilcolina) si associa a disabilità cognitiva, in particolare perdita di memoria e malattia di Alzheimer (Ad), e gli stessi effetti si osservano anche in presenza di atrofia cerebrale iperintensità della sostanza bianca (Wmh). L’indagine è stata effettuata sulla coorte dei discendenti di Framingham, in particolare su 1391 soggetti (744 donne, 647 uomini; età 36-83 anni) che avevano completato due questionari sulla dieta: il primo somministrato tra il 1991 e il 1995 (introito remoto) e il secondo dal 1998 al 2001 (introito attuale). I partecipanti, dopo il secondo questionario, si sono sottoposti a valutazione neuropsicologica e risonanza magnetica cerebrale (con misurazione del volume delle Wmh) per registrare 4 fattori critici: la memoria verbale, quella visiva, l’apprendimento verbale, il funzionamento esecutivo. È risultato che un consumo corrente di colina si associava a migliori performance di memoria visiva e verbale, mentre un elevato introito remoto era inversamente collegato alla presenza di ampie aree di Wmh. In termini più semplici, chi assumeva più colina con la dieta, o lo aveva fatto in passato, mostrava meno segni di probabile evoluzione verso un quadro di demenza. Un beneficio di grande rilievo. Am J Clin Nutr. 2011 Dec;94(6):1584-91

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Costi dei diritti vs. costi della politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Entrata regale del palazzo del Parlamento a Ro...

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Roma 12 gennaio 2012, presso la Camera dei deputati, Sala delle colonne, palazzo Marini ingresso via Poli 19, dalle ore 16 alle 19 l’on radicale Marco Beltrandi e Radicali Italiani organizzano un dibattito dal titolo: A partire da un recente saggio di Daniele Bertolini ( “La Produzione Efficiente del Diritto” , ed. Rubbettino), l’on Marco Beltrandi organizza un dibattito che intende mettere al centro della propria riflessione l’importanza delle regole e di un efficiente stato di diritto ai fini di un corretto funzionamento dei mercati e delle istituzioni economiche. In particolare, la riflessione si incentrerà sull’adeguatezza degli attuali processi nazionali e transnazionali di produzione del diritto, sia dal punto di vista della tenuta del principio democratico, che da quello della loro efficienza istituzionale ed economica. L’attuale perdurante crisi economica, che ha radici istituzionali e politiche, pone con urgenza la questio ne di quali siano gli assetti ordinamentali e giuridici più idonei a integrare le ragioni della libertà economica, dei diritti sociali e di libertà, nella prospettiva della difesa e promozione di sistemi politici pienamente democratici. Interverranno:
On Marco Beltrandi
Daniele Bertolini, autore del libro, Direzione Nazionale RI
Prof Angelo Panebianco
Prof Lorenzo Infantino
Sen Stefano Ceccanti
Sen Mario Baldassarri
Sen Pietro Ichino
On Giuliano Cazzola
Alessandro Massari, Direzione Nazionale RI
Michele De Lucia, tesoriere RI
Mario Staderini, segretario RI

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Gli auguri del generale Gallitelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Italian carabinieri

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in occasione delle imminenti festività natalizie, il Comandante Generale ha incontrato il COCER Carabinieri per un saluto ed il tradizionale scambio di auguri. Il Generale C.A. Leonardo Gallitelli ha confermato la sua vicinanza a tutti i Carabinieri ed alle loro famiglie sottolineando, ancora una volta, il suo particolare impegno per garantire l’efficienza e le risorse necessarie a tutte le “stazioni carabinieri”. Ancora una volta il delegato App. Sc. Michele Fornicola ha voluto approfittare dell’occasione e della disponibilità del Comandante Generale per ricordare i sacrifici ed i disagi di chi, in particolare, svolge sevizio presso la “Stazione Carabinieri”. Prendendo spunto da quanto è scritto anche nella “sinossi” distribuita agli allievi Marescialli, Fornicola ha quindi rinnovato la richiesta di un intervento affinchè i Carabinieri possano ottenere una “programmazione di massima dei servizi interni di caserma” che, pur suscettibile di variazione in caso di sopravvenute esigenze di servizio, possa meglio contribuire a conciliare le varie esigenze personali e familiari. Il delegato Luogotenente Antonio Rizzo -meglio conosciuto come “l’Ammiraglio”- ha chiesto al Comandante Generale, in questo momento difficile, di valutare con particolare attenzione soprattutto le richieste della “Rappresentanza Militare” che non comportano “costi per l’amministrazione”. Una precisazione che si è resa molto utile per inquadrare meglio anche il contesto generale dell’incontro. Il Comandante Generale, dopo aver illustrato brevemente le Sue considerazioni sugli effetti che tale disposizione comporterebbe sul funzionamento dei reparti, ha voluto comunque confermare il Suo impegno affinchè la problematica sia presto considerata. Le parole del Generale Gallitelli, a nostro avviso, sono state assolutamente convincenti ed noi rimaniamo fiduciosi. (Delegati Antonio Rizzo, Michele Fornicola)

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Melanoma: “via libera dall’Europa per ipilimumab”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Title: Pathology: Patient: Melanoma Descriptio...

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La Commissione europea ha espresso parere favorevole per l’utilizzo di ipilimumab nella terapia dei pazienti adulti con melanoma avanzato precedentemente trattati. Ipilimumab passa ora al vaglio delle Autorità Regolatorie italiane. Ipilimumab, immunoterapia dal funzionamento innovativo, sviluppata da Bristol-Myers Squibb, ha evidenziato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica in uno studio di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, pubblicato sul “New England Journal of Medicine” nel giugno 2010. Basandosi sulle curve di Kaplan-Meier, i tassi di sopravvivenza a un anno e a 24 mesi per i pazienti trattati con ipilimumab erano rispettivamente del 46% e del 24% rispetto al 25% e 14% del braccio di comparazione, con alcuni pazienti vivi a 3 e 4 anni . Ipilimumab rappresenta un nuovo paradigma terapeutico nella immuno-oncologia, una disciplina in continua evoluzione; colpisce indirettamente il tumore stimolando il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule cancerogene. Ipilimumab in particolare blocca l’antigene 4 associato ai linfociti T citotossici (CTLA-4), che gioca un ruolo nel sopprimere la normale risposta immunitaria. Ipilimumab blocca quella soppressione permettendo al sistema immunitario di rispondere alla presenza di corpi esterni come le cellule cancerogene. L’approvazione europea arriva a poco più di tre mesi dal via libera dell’FDA, l’ente regolatorio americano.
Il melanoma è una forma di cancro dell’epidermide caratterizzata dalla crescita incontrollata dei melanociti, cellule pigmentate contenenti melanina localizzate sulla pelle. La fase avanzata si verifica quando il cancro si diffonde oltre la superficie della pelle ad altri organi, come i linfonodi, i polmoni, il cervello o altre parti del corpo. Alcune cellule cancerogene possono evitare la sorveglianza da parte del sistema immunitario, permettendo così al tumore di sopravvivere.
Se individuato nelle fasi iniziali, il melanoma può quasi sempre essere curato. Ciononostante, il melanoma avanzato è una delle forme più aggressive di cancro con il 75% delle persone che muoiono entro un anno. A causa di una prognosi molto infausta e della mancanza di trattamenti efficaci per i pazienti colpiti da melanoma metastatico in Stadio III non operabile e in Stadio IV, il bisogno di cure è ancora insoddisfatto. Rispetto a quanto avviene nella maggior parte degli altri tumori solidi, il melanoma colpisce persone più giovani, con un’età mediana alla diagnosi di 57 anni ed un’età mediana al decesso di 67 anni.

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La cooperazione argentina guarda alle Banche

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

La cooperazione argentina è intenzionata a copiare e adattare il modello delle Banche di Credito Cooperativo nel Paese sudamericano. È questo il senso dell’incontro svoltosi presso la sede della Federazione delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, a Udine, nel corso della quale l’operatività della Federazione regionale, nel contesto economico nazionale, è stata illustrata agli ospiti sudamericani. “Siamo qui per conoscere di persona il funzionamento del Credito Cooperativo friulano e italiano» ha detto Raùl Colombetti, presidente della Casa Cooperativa de Provisiòn Sunchales Ltda e capo delegazione accompagnata, tra gli altri, da Franco Del Medico e Marco Zanolla della Bcc di Staranzano e Villesse. «Il nostro obbiettivo è quello di preparare la rinascita e il rinnovamento del Credito Cooperativo argentino, cercando di trarre ispirazione da quello italiano e, nello specifico, da quello del Fvg. La città di Sunchales nella quale operiamo, nella provincia di Santa Fe, è ricca di cooperative, ma quelle bancarie non esistono: una situazione da modificare, intervenendo concretamente. Il fatto di essere qui rappresenta la nostra volontà di rendere questo rapporto di collaborazione il più stabile e duraturo possibile». «Il settore creditizio argentino – ha concluso il presidente della Federazione delle Bcc del Fvg, Giuseppe Graffi Brunoro – sta vivendo una stagione di profonda riforma messa a punto dalla Banca Centrale Argentina, con l’obiettivo di favorire una maggiore bancarizzazione delle aree rurali dell’immenso Paese, sul modello delle Bcc italiane e questo ci rende particolarmente orgogliosi e responsabili».

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Sanità Sicilia: caso ospedale di Vittoria

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha disposto una richiesta di relazione al Direttore generale della Asp 7 di Ragusa, il dott. Ettore Gilotta, in merito al mancato funzionamento della Tac presso l’ospedale Guzzardi di Vittoria. A far emergere l’anomalia, il decesso di un uomo, morto giovedì dopo tre giorni di ricovero in ben tre nosocomi diversi. In seguito ad un infortunio sul lavoro, l’uomo era stato portato al Pronto Soccorso dell’ospedale Guzzardi di Vittoria, dove era stato ricoverato inchirurgia in seguito alla frattura di sei costole e a una contusione epatica importante. Secondo il racconto del figlio, le sue condizioni si sarebbero aggravate nel corso delle ore, rendendo necessaria una tac, ma essendo guasta l’apparecchiatura dell’ospedale di Vittoria, il paziente è stato trasferito al Civile di Ragusa. L’esame ha messo in evidenza uno pneumomediastino e, su sollecitazione dei familiari, il paziente veniva trasferito all’ospedale Nuovo Garibaldi di Catania,con un’ambulanza con medico a bordo. Sul caso e’ stata presentata denuncia e la Polizia ha sequestrato la cartella clinica. “Chiedremo al DG della Asp di Ragusa i motivi del mancatofunzionamento della Tac, da quando il problema si e’ evidenziato e, soprattutto,solleciteremo l’immediato ripristino del macchinario. Gli elementi acquisiti – ha concluso Orlando – serviranno ai fine della relazione sul sistema sanitario in Sicilia, in corso di elaborazione, che verra’ presentata in Parlamento”.

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La natura della tecnologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Di Brian Arthur racconta l’evoluzione della tecnologia a partire da una definizione basilare: la tecnologia è ogni mezzo per raggiungere uno scopo; e imposta una teoria fondata su quelle che secondo Arthur sono le tre caratteristiche fondamentali della tecnologia: l’inesauribilità, la cumulatività e la non-appropriabilità.
Perché l’evoluzione è vera di Jerry Coyne cerca di arginare lo scetticismo che ancora esiste intorno a questa teoria. Coyne punta l’attenzione sul fascino che può avere essere coscienti del reale funzionamento di ciò che ci circonda, e addirittura avanza tra le righe l’ipotesi che la bellezza abbia un proprio spazio nella biologia.
Quel che vuole la tecnologia di Kevin Kelly definisce la tecnologia come capacità produttiva delle menti umane, che non si limita a quello che siamo correntemente abituati a pensare: la tecnologia è un sistema complesso in continuo movimento su cui l’Autore s’interroga a 360 gradi, dalla relazione con Dio (nel caso ci fosse) a ciò che ci potrebbe riservare il futuro.

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Malattia Parkinson: diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Lo studio – che sarà pubblicato a breve sull’autorevole rivista internazionale “Brain”  e i cui risultati sono già disponibili on line – è stato condotto da ricercatori dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e dell’INSERM-Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale di Tolosa. In Italia il lavoro scientifico ha avuto il supporto del Ministero della Salute e fa parte del più ampio progetto di studio denominato “Tecniche di imaging ed indicatori biologici di progressione di malattia”, relativo alla struttura ed al funzionamento del cervello nelle malattie degenerative. Grazie all’indagine con risonanza magnetica ad alto campo magnetico è stata individuata una combinazione di tre indici della composizione del tessuto cerebrale (quantità di ferro, integrità e orientamento delle componenti microscopiche) che è risultata anomala nel nucleo striato e nella sostanza nera dei soggetti affetti dalla malattia. I risultati aprono nuove e interessanti prospettive nella diagnosi e nell’evoluzione nel tempo di questa patologia, soprattutto in considerazione del costante invecchiamento della popolazione; il Parkinson, infatti, colpisce a un’età media di 55 anni ed è più comune sopra i 60 anni, con un tasso di incidenza che aumenta notevolmente con l’età.
Nel nostro Paese lo studio è stato coordinato dal Dipartimento di Radiologia della Fondazione Santa Lucia, diretto da Umberto Sabatini, e condotto da Patrice Péran, giovane ricercatore francese dell’INSERM, con la supervisione del prof. Carlo Caltagirone, direttore scientifico della Fondazione. In Francia il gruppo di ricerca è stato coordinato dal dott. Pierre Celsis, direttore responsabile del Laboratorio Imagerie Cérébrale et Handicaps Neurologiques dell’Unità di Ricerca INSERM U825.

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Futuro servizio diplomatico U.E.

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Bruxelles Parlamento europeo Dibattito: mercoledì 7 luglio Votazione: giovedì 8 luglio L’accordo raggiunto dai negoziatori del Parlamento sull’organizzazione e il funzionamento del Servizio di azione esterna dell’UE sarà sottoposto a votazione prima nella commissione affari esteri martedì e poi, giovedì, in plenaria. L’accordo pone le basi per un servizio diplomatico forte ed efficace, secondo il team di negoziatori del PE composto da Elmar Brok (PPE, DE), Guy Verhofstadt (ALDE, BE) e l’italiano Roberto Gualtieri (S&D). L’identità comunitaria del servizio sarà cosi rafforzata, come sarà garantito il potere di controllo e di bilancio del Parlamento. I deputati dibatteranno e voteranno gli emendamenti presentati da Brok alla proposta di decisione del Consiglio per la creazione del Servizio di azione esterna dell’UE (SEAE), sulla quale il PE è consultato. Tali emendamenti sono parte di un accordo politico raggiunto all’inizio di giugno con l’Alto rappresentante per la politica estera, il Consiglio e la Commissione. I negoziatori hanno raggiunto l’accordo anche su due dichiarazioni politiche relative alla responsabilità democratica del servizio e alla sua organizzazione amministrativa. Le dichiarazioni saranno presentate all’Aula dall’Alto rappresentante per la politica estera UE, Catherine Asthon. Per quanto riguarda invece i cambiamenti necessari al Regolamento finanziario, allo Statuto dei funzionari dell’Unione europea e al bilancio 2010, sui quali il Parlamento ha poteri di codecisione, essi saranno votati dopo la pausa estiva e dopo che il Consiglio avrà formalmente approvato la posizione del Parlamento sull’organizzazione e il funzionamento del servizio.

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Bilancio del comune di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

L’entità della ‘manovra’ di bilancio 2010 che il Comune presenterà domani alle parti sociali è di circa 210 milioni di euro. Si tratta dell’importo complessivo della ‘correzione’ necessaria a garantire l’equilibrio tra entrate e spese per l’esercizio in corso. La ‘manovra’ è composta, in particolare, per il 43% da interventi per la razionalizzazione della spesa (tagli di varia natura e istituzione della centrale acquisti), per il 32% da maggiori entrate (rimodulazione delle tariffe, lotta all’evasione fiscale e aumento dell’addizionale Ici sulle seconde case stabilmente sfitte) e, per il 25%, da altre entrate di carattere straordinario (avanzi di gestione degli esercizi precedenti da destinare, tra l’altro, al finanziamento dei servizi sociali). Queste risorse serviranno a garantire il funzionamento della macchina amministrativa sia a livello centrale, sia a livello periferico e anche a realizzare interventi di manutenzione non più differibili come quelli per la riparazione delle strade cui saranno destinati, complessivamente, 108 milioni di euro. Il bilancio annuale dell’amministrazione capitolina, su cui incide la manovra correttiva è, invece, di circa 5 miliardi di euro risultanti dalla somma tra spese di parte corrente e spese per investimenti che trovano una copertura finanziaria di identico importo nelle entrate di parte corrente e in quelle di carattere straordinario.

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