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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘funzionari’

Corruzione e pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

corruzione_urloSecondo un’indagine del Censis, piu’ di 4 milioni di italiani sono ricorsi ad una raccomandazione per ottenere un’autorizzazione o accelerare una pratica; e 800 mila di questi avrebbero pagato una mazzetta. Si tratta di dati che riteniamo bassi perche’, per quanto sofisticati e anonimi possano essere stati i metodi del Censis per raccoglierli, si tratta comunque di informazioni che l’utente medio di un servizio della Pubblica Amministrazione sarebbe recalcitrante a fornire, non per disonesta’ congenita’ di questo cittadino ma per disaffezione diffusa nei confronti di tutto cio’ possa avere a che fare con lo Stato: discorso medio: “a che serve, tanto non cambia nulla, anzi, magari peggiora per il mio prossimo certificato…”. Non ce ne vogliano i presunti alfieri della legalita’, ma pur se non ci siamo rassegnati nel sognare e operare per un Paese in cui i numeri del Censis possano essere ancora piu’ microscopici, non siamo in grado di cancellare dalle nostre osservazioni quello che tocchiamo con mano vibrante tutti i giorni, grazie alle centinaia di segnalazioni e testimonianze che i cittadini ci fanno. Abbiamo quindi sviluppato un’analisi, quella della riduzione del danno. Che non e’ solo quella che ogni utente medio fa su stesso facendosi raccomandare o pagando una tangente per avere meno danni dai blocchi e dalla lentezza della Pubblica Amministrazione, ma potrebbe essere anche quella di concepire meccanismi diversi di funzionamento di questa amministrazione: la legalizzazione della mazzetta, che dovrebbe ovviamente chiamarsi in modo diverso; ma che potrebbe entrare nei bilanci di previsione del cittadino medio che ha bisogno di un’autorizzazione o di un certificato senza penare mesi e mesi e code e contro-code. Anche questa legalizzazione rientrerebbe nella riduzione del danno. Quella che uno Stato fa su se stesso: la presa d’atto della propria incapacita’ di essere al totale servizio dei cittadini basandosi solo su principi di lealta’ e fede di servizio, basandosi solo sugli stipendi che da’ ai propri impiegati e funzionari. Uno Stato che, finalmente senza ipocrisia verso se stesso e i propri amministrati, stabilisce che i suoi addetti al funzionamento debbano e possano far pagare il proprio servizio in virtu’ di una loro libera contrattazione con l’utente. Un modo questo (con certi limiti) di poter anche contenere gli stipendi di questi dipendenti.
Non sarebbe una grande novita’, visto che anche oggi se, per esempio, si vuole un qualche certificato con una certa urgenza, si deve pagare di piu’. Solo che, mentre oggi questi soldi delle urgenze vanno nelle casse dello Stato, con la legalizzazione della mazzetta questi importi sarebbero appannaggio dei singoli impiegati/funzionari e della loro capacita’ di contrattazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Funzionari fisco in sciopero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Roma 15 luglio presidio davanti al Ministero dell’Economia, via XX Settembre, ore 12.30 L’USB ha scelto di unificare la mobilitazione dei funzionari della vigilanza con il resto del Pubblico Impiego, proclamando lo sciopero generale dei lavoratori pubblici per le ultime due ore di ciascun turno del 15 luglio prossimo. Il decreto sviluppo, approvato in Parlamento con il voto di fiducia, contiene norme che impediscono agli ispettori di vigilanza e ai funzionari del controllo fiscale di compiere appieno i propri compiti istituzionali, includendo il provvedimento disciplinare per “eccesso di zelo”. Ancora prima dell’approvazione definitiva della norma da parte del Senato, il Ministero del Lavoro si è affrettato ad emanare la circolare N. 16/2011 con le prime indicazioni per l’applicazione dell’Art. 7 del decreto sviluppo, a dimostrazione della fretta da parte del Governo di mettere la sordina all’attività di vigilanza: Contro lo smantellamento delle funzioni pubbliche, in difesa del ruolo sociale dell’attività di vigilanza su sicurezza, salute, contributi e fisco; contro la manovra economica che colpisce i lavoratori dipendenti e quelli pubblici in particolare, tagliando i servizi e peggiorando le condizioni economiche di milioni di famiglie, di pensionati, di precari, gli ispettori di vigilanza ed i funzionari dell’INPS, dell’INAIL, delle ASL, del Ministero del lavoro e delle Agenzie Fiscali sciopereranno il 15 luglio e saranno in piazza nelle manifestazioni territoriali indette da USB in tutta Italia, fra cui il presidio a Roma davanti al Ministero dell’Economia, dalle ore 12.30.

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Berlusconi e i funzionari Usa di “terzo grado”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Silvio Berlusconi da Tripoli l’ha definita “una funzionaria di terzo grado”. In realtà Elizabeth Dibble a Roma era di fatto l’ambasciatore in carica. L’autrice e firmataria dei pesanti rapporti al Dipartimento di Stato, in cui il premier italiano è definito “politicamente debole, inefficace come leader europeo moderno”, incapacitato dai “selvaggi party notturni”, nonché “portavoce di Putin”, oggi è tornata a Washington. Dopo oltre due anni trascorsi alla guida della sede italiana  –  dalla nascita dell’attuale governo Berlusconi fino a ottobre  –  lei è stata promossa. Il suo incarico odierno: Deputy Assistant Secretary di Hillary Clinton. Da un mese la Dibble dirige al Dipartimento di Stato la sezione European and Eurasian Affairs. Ora fanno riferimento alla Dibble tutte le ambasciate Usa nell’Unione europea. Perciò il Dipartimento di Stato, sia pure in una giornata che vede la Clinton sulla difensiva per il ciclone-WikiLeaks, deve confermare che le valutazioni di Berlusconi sono state espresse “dalle fonti diplomatiche di massimo livello”.  C’è di più. Quei giudizi gravi, dai sospetti sulla vera natura dell’amicizia con Putin alla salute fisica del presidente del Consiglio, non sono pensieri personali della Dibble. Proprio come ha precisato l’ambasciatore David Thorne, quelle sono “analisi” (da non confondersi con le “politiche” elaborate a Washington). Ecco come definiscono il metodo seguito nella compilazione delle “analisi” al Dipartimento di Stato: “Informazioni e valutazioni sono state raccolte consultando anche membri del governo italiano, esponenti della coalizione di maggioranza, nonché gli ambienti imprenditoriali”. La Dibble è un personaggio molto noto a chiunque abbia frequentato l’ambasciata di Via Veneto. Nella sua permanenza dal 2008 al 2010 la sua carica ufficiale era Chief of Mission and Chargé d’Affaires. Cioè la più alta diplomatica di carriera a Roma, visto che gli ambasciatori americani sono di nomina politica e vengono scelti fuori dai ranghi del Dipartimento di Stato. Dunque lei era l’ambasciatore-vicario. Come spiega il suo profilo sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato, la Dibble aveva “la direzione operativa di una sede con 800 dipendenti”. (Da repubblica Federico Rampini – 30 novembre 2010)

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La sanità del domani dipende dai burocrati del Miur

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

Sono state rese di dominio pubblico in questi giorni le domande dei test di ammissione alla Facoltà di Medicina che gli aspiranti studenti in medicina hanno dovuto sostenere il 3 settembre scorso. Ad un’attenta lettura delle domande sorprende la disparità dei criteri adottati dai funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione che hanno preparato i test. Mentre la parte relativa alla chimica ed alla matematica contiene domande che presuppongono una conoscenza di base della materia, quella di biologia presuppone una conoscenza ultraspecialistica. Della calcitonina – ad esempio-non si chiede solamente quale sia la ghiandola che la produce, ma si pretende che il candidato sappia se si tratta di un ormone proteico o steorideo, il che implica evidentemente che l’aspirante medico sappia con esattezza la natura chimica di tutti gli ormoni. Sull’anemia falciforme, malattia genetica causata da una mutazione, si chiede di sapere quale amminoacido viene sostituito nella catena beta dell’emoglobina, se è la valina da parte dell’acido glutammico o viceversa, il che presuppone che l’aspirante studente conosca alla perfezione le caratteristiche di tutte le malattie genetiche. Si chiede di sapere che sono le sequenze palindromiche quelle riconosciute dalla maggior parte degli enzimi di restrizione, di sapere che il sistema libico del cervello dell’uomo è coinvolto nelle emozioni, nella memoria e nell’apprendimento e di sapere che é l’ubiquitina la molecola cui si legano le proteine per essere degratate dai proteasomi.  Sono 80 in totale le domande con cui gli aspiranti studenti si devono confrontare. Ogni risposta esatta viene calcolata 1 punto, ogni risposta sbagliata -0,25. Se si esaminano i risultati delle prove degli anni precedenti si vede chiaramente che questi si distribuiscono secondo una curva gaussiana, cioè dalla forma di campana. Per la maggioranza dei candidati avere una domanda o due esatte significa essere ammessi o no, significa poter vedere esaudita o cancellato il sogno di poter fare il medico. E’ giusto che il destino di tanti ragazzi sia nelle mani di un burocrate  del MIUR? Che giudizio danno di questi test il Ministro ed il vice-ministro del Welfare o la Commissione Igiene e Sanità del Senato o l’analoga Commissione della Camera? (Walter Pasini Direttore Centro Global Health)

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Insegnanti in visita alla latteria di Mortegliano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Promuovere sane abitudini alimentari tra i più giovani, la conoscenza della genuinità dei prodotti caseari artigianali, dei loro principi nutritivi e del funzionamento delle latterie sociali e turnarie. È questo l’obiettivo di “Muu…oviamoci, alla scoperta delle latterie cooperative del Fvg”, iniziativa avviata nel 2008 da Confcooperative-Fedagri e Irecoop Fvg (l’ente di Confcooperative che si occupa di educazione cooperativa) e che, in un solo anno, ha coinvolto 450 bambini delle scuole regionali. Numeri e caratteristiche del progetto sono state illustrate, nei locali della latteria sociale di Mortegliano (una delle realtà aderenti all’iniziativa, con altre 8 latterie regionali) a una delegazione di 23 insegnanti delle scuole primarie e secondarie del Trentino accompagnati da funzionari della Federazione Trentina della Cooperazione e della Provincia di Trento. Guidati dai referenti di Irecoop e Fedagri Fvg i docenti trentini, in visita nella nostra regione per studiare altre esperienze di educazione cooperativa, hanno avuto modo di osservare da vicino le modalità educative del progetto. Focus di “Muu…oviamoci” sono le visite nelle latterie, dove le classi possono osservare “in diretta” il lavoro del casaro e comprendere quanto è lungo e articolato il processo per la preparazione del formaggio; il laboratorio del gusto, attività che stimola i giovani studenti a prendere coscienza delle sensazioni offerte dai cibi non industriali e genuini; infine, la lezione in classe, che illustra il significato del lavorare insieme, in cooperativa.

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