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Posts Tagged ‘funzionario’

Formarsi per diventare Funzionario Internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2022

Online il bando SIOI delle Borse di studio per partecipare alla 40a edizione del Master Universitario per le Funzioni Internazionali e per la Cooperazione allo Sviluppo che si svolgerà in modalità blended dal 9 maggio al 18 novembre 2022.Il Master organizzato dalla SIOI, in collaborazione con Unitelma Sapienza, ha l’obiettivo di promuovere la formazione di esperti nella cooperazione internazionale con specifiche competenze nelle relazioni internazionali, nella progettazione di interventi di cooperazione e nella gestione del rischio e nel monitoraggio elettorale. La SIOI, per questa edizione, assegna 3 borse di studio, una a copertura totale e due a copertura del 50% della quota di partecipazione al Master. La domanda di partecipazione dovrà essere inviata entro e non oltre venerdì 8 aprile 2022 all’indirizzo e-mail formazione@sioi.org. Per il Bando e la Domanda di partecipazione, visita la pagina del Master nella sezione “BORSE DI STUDIO”:Il percorso didattico del Master si articola nei seguenti moduli: Diritto e Organizzazione Internazionale; Tutela dei Diritti Umani e Diritto Internazionale Umanitario; Gender, Trade and Emergencies (in lingua inglese); Geopolitica e aree di crisi. Completano il programma i seminari specialistici di carattere multidisciplinare: Progettazione di interventi di cooperazione internazionale; Le missioni internazionali di osservazione elettorale; Fund Raising; Digital Diplomacy; Risk Management: lavorare in Paesi a rischio; il sistema italiano della cooperazione internazionale; Diplomazia Interculturale; La Leadership; La negoziazione; Il Public Speaking. In evidenza – Gli iscritti al Master parteciperanno alla 3a edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali: “Crisi delle Risorse, Conflitti e Disastri Ambientali”, organizzata in collaborazione con Greenpeace Italia, che si svolgerà in modalità web live dal 9 al 13 maggio 2022.

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Strage in ufficio negli Stati Uniti: funzionario ammazza 13 persone e viene ucciso

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Un ingegnere, pubblico funzionario del dipartimento dei lavori pubblici a Virginia Beach, negli Stati Uniti, ha commesso una strage aprendo il fuoco contro i colleghi di lavoro all’interno di un ufficio municipale. L’uomo ha ucciso in tutto 13 persone prima di essere colpito a morte dalla polizia. Altre cinque persone sono rimaste ferite, alcune in grave modo. Erano da poco passate le 16 (le 22 in Italia), quando il 40enne, ha fatto irruzione armato all’interno dell’edificio, che ospita anche il commissariato della polizia, per poi colpire in modo casuale su diversi piani. Nella sparatoria è stato colpito anche un poliziotto ma a salvarlo è stato il giubbotto antiproiettile, ha precisato il capo della polizia. Sul luogo della sparatoria sono stati trovati una pistola semi automatica e un fucile. Le armi sarebbero state acquistate legalmente, secondo le prime informazioni. Negli Stati Uniti ci sono più armi che persone. Secondo le ultime statistiche sono 357 milioni le armi in possesso di civili contro i 317 milioni di popolazione totale. Si tratta di una stima basata su una combinazione di dati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives e del Congresso. La cifra di 357 milioni, però, non tiene inoltre conto delle armi entrate illegalmente oppure di quelle distrutte o andate perse. Sta di fatto poi, che l’industria delle armi ha comunque raddoppiato la sua produzione, passando da 5 milioni e 600mila a quasi 11 milioni. Purtroppo, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’allarme e il dibattito sulle regole per l’accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti si riaccende ogni volta che una nuova strage di massa fa notizia. Questa è la terza in un mese: si tratta della terza sparatoria mortale avvenuta negli Stati Uniti nell’ultimo mese dopo quella alla University of North Carolina (2 vittime) del 30 aprile scorso e quella del liceo Stem School Highlands Ranch in Colorado (1 vittima) del 7 maggio.

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Il watergate italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Riportiamo l’articolo dell’on.le Massimo Donati scritto nel suo portale: “Servizi segreti, ma non tanto. E soprattutto al servizio di Berlusconi, non dello Stato. Una ‘Spectre’ che spiava gli avversari politici. Detta così vengono in mente i servizi segreti dei paesi comunisti, il Kgb, la Stasi, la Securitate di Ceausescu, e invece si tratta di tutta roba nostrana, di cui non si deve parlare troppo peraltro.  Niccolò Pollari e Pio Pompa, l’uno direttore del Sismi dal 2001 al 2006 e l’altro importante funzionario dello stesso servizio segreto che ora si chiama Aise, spiavano i vertici del centrosinistra, e anche poliziotti (addirittura De Gennaro come scrive il Fatto quotidiano), magistrati, giornalisti. Con loro Marco Mancini, allora numero tre del Sismi ed oggi sotto processo per l’attività di spionaggio illecita organizzata da Giuliano Tavaroli, capo della security di Telecom. Anche per Pollari e Pompa la procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per l’archivio riservato scoperto a Roma. Fossimo in una democrazia normale, questa vicenda avrebbe portato alle immediate dimissioni del presidente del consiglio ed al suo ritiro dalla scena politica. Il caso watergate insegna. Nixon si dimise per aver spiato il quartier generale del comitato nazionale democratico. Ma siamo in Italia, Paese a democrazia limitata da quando Berlusconi fa politica per difendere i suoi interessi. E così succede che Niccolò Pollari viene addirittura nominato Consigliere di Stato a Palazzo Chigi e che la presidenza del Consiglio apponga il segreto di Stato sulla vicenda, in riferimento al processo che riguarda Marco Mancini. Gli ‘spioni’ in Italia, però, non sono tutti uguali. Capita, infatti, che un onesto funzionario dello Stato come Gioacchino Genchi, incaricato di compiere intercettazioni per conto delle procure, che ha operato sempre lealmente ed entro i confini della legalità, venga additato dal centrodestra come un pericoloso ricattatore e messo alla berlina. E’ chiara ed evidente la diversità di trattamento tra chi ha operato in una palude di illegalità, ricatti, deviazioni antidemocratiche e chi, invece, ha lavorato per la collettività, contribuendo a scoprire reati e inchiodare criminali. Emerge da questa vicenda un quadro oscuro di illegalità ai limiti dell’eversione, per questo penso che sia necessaria una commissione d’inchiesta sull’archivio segreto di Pollari e Pompa e sulla centrale d’intercettazione di Tavaroli”. (n.r. se non l’avesse scritto un parlamentare che è pronto a chiedere in Parlamento una commissione d’inchiesta non avremmo creduto che si arrivasse a tanto. Ci auguriamo che quanto è stato scritto si dimostri infondato pur riconoscendo al deputato dell’Idv l’incapacità di formulare accuse solo per disorientare l’opinione pubblica).

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La politica salariale in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

Editoriale fidest. Parlare, nel tempo delle “vacche magre”, di una nuova stagione salariale può apparire a taluni fuori dalla realtà, ma in effetti non è così. Lo ha dimostrato il presidente Barrack Obama ponendo un freno alle alte retribuzioni dei manager del suo paese e potremmo farlo noi partendo dal basso. In effetti è questo il punto nodale. Noi dobbiamo riconoscere che non è più possibile negare il “minimo vitale” e un riconoscimento professionale a quelle attività che per essere svolte richiedono più sacrifici, più impegno e più preparazione. Non solo. Non è più pensabile, ad esempio, che lavori analoghi siano compensati in modo totalmente diverso. Pensiamo all’impiegato e al funzionario che presta la sua attività negli uffici parlamentari, della presidenza del consiglio e della repubblica che godono di un trattamento economico di gran lunga superiore al loro omologo ministeriale o in altri settori del pubblico impiego o è in prima linea per la lotta alla criminalità organizzata. Diciamo, per essere più franchi, che è giunto il momento di rivedere tutta la materia ma non partendo da logiche populiste come quelle della Lega con le sue gabbie salariali. Significa, anche, restituire dignità a certe categorie che rappresentano, nel loro agire, lo Stato e meritano, se non altro, d’essere affrancate dall’umiliazione di salari da fame. E’ quanto, ci sembra di capire, sta proponendo il Movimiles, tramite il suo presidente Girolamo Foti rivolgendosi ai rappresentanti istituzionali del Paese e chiedendo ascolto e accesso ai media perché non si tratta di una pura e semplice rivendicazione salariale ma oseremmo dire è una questione “culturale” e di civiltà giuridica. Culturale e giuridica in quanto dovrebbe far parte del nostro profilo etico e civile che i cittadini devono essere trattati con pari dignità e che in una società che si rispetti non ci devono essere figli e figliastri. Senza volerci ingolfare in logiche populistiche potremmo anche dire che non abbiamo nulla d’eccepire che le massime cariche dello stato godano di assegni di tutto rispetto come i grand commis di stato e i grandi manager privati, ma non ci sembra giusto che sul versante opposto si possa giustificare chi ha salari da fame. Il divario è troppo forte, è ingiusto, è incivile. Non si può più tollerare che vi sia chi vive con il superfluo e altri che sono privati del necessario. E’ questa, e non altra, la vera stagione delle rivendicazioni e per ciò, che è dato di capire essa non può essere fatta solo con le parole e gli scritti in termini asettici, occorre risvegliare le coscienze, renderle consapevoli dei loro diritti, perché il dovere lo stanno facendo come lo hanno già fatto in passato, ma ci sono, purtroppo sull’altro versante, ancora troppi sordi tra ,le file di chi, invece, ci sente benissimo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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