Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘funzione’

Ruolo e funzione delle edicole

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

A Cesena la collaborazione tra enti locali, editori ed edicolanti per favorire il rinnovamento del ruolo e della funzione delle edicole e per avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali compie un ulteriore importante passo in avanti.” Ha così commentato Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg, la stipula dell’accordo tra il Comune di Cesena e gli edicolanti per sostenere l’attività delle edicole e, con essa, la diffusione della stampa.Il protocollo d’intesa sottoscritto a Cesena, alla presenza di Andrea Riffeser Monti, si colloca nell’ambito degli accordi tra Fieg a Anci per sensibilizzare le amministrazioni comunali a promuovere iniziative che ripensino la funzione delle edicole rendendole un “centro servizi al cittadino”.Il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, ha sottolineato come “l’accordo evidenzia la necessità di sostenere, in un momento difficile, le edicole, un presidio di informazione e di libertà sul territorio. Oltre che le informazioni turistiche” spiega il sindaco, “ci sarà in futuro la prospettiva di affidare alle edicole anche competenze amministrative, come alcune mansioni svolte oggi dall’anagrafe comunale”.“Un patto che” spiega Graziano Gozi, segretario di Confesercenti/Fenagi, “segue quello avviato nel 2015 con la nascita degli Info Point turistici nei bar cittadini”. Non certo un cambio di radice, anzi un suo potenziamento, perché “farà sì che in edicola, oltre che per l’acquisto dei giornali, si possa andare sempre di più e per molti più motivi”.
“Per la prima volta” ha sottolineato Riffeser Monti “una amministrazione comunale si impegna a riconoscere agli edicolanti il beneficio dell’esenzione totale dal pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche a fronte dell’adesione al progetto comunale di informazione turistica. L’auspicio è che altri comuni seguano questo esempio virtuoso.” Riffeser Monti ha lanciato anche un’altra proposta: quella di “un ulteriore passo avanti che porti istituzioni, edicole e baristi a sedersi a un tavolo per ragionare insieme su come tutelare e difendere la vendita dei giornali a scapito della loro lettura gratuita”.

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La funzione strategica del Cnel nell’architettura costituzionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

“Dopo aver superato il processo di demonizzazione referendaria, oggi il Cnel deve sottrarsi alla nuova furia ideologica che rischia di ricondurlo, come in tutte le epoche rivoluzionarie, in prossimità della ‘ghigliottina. Il Cnel ha nell’architettura costituzionale una funzione strategica, compito delle forze vive della Nazione, Parlamento in testa, è adoperarsi per farlo correre al passo con i tempi, migliorarne l’efficienza, consentirgli il necessario aggiornamento di prospettiva, renderlo funzionale ai bisogni della nostra comunità, fornire gli strumenti per ottenere risultati all’altezza delle delicate funzioni che esercita. Occorre a mio giudizio serietà, non propaganda, né giacobinismo. Ricordo che la nostra Costituzione all’art.46 recita: ‘Alla fine della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende’. È essenziale la ridefinizione e il rilancio delle parti sociali, tutte, nessuna esclusa. L’articolo 99 della nostra Carta attribuisce al Cnel un doppio mandato: quello di rappresentare le categorie produttive; e quello di organo ausiliario di consulenza legislativa delle Camere e del Governo nelle materie di economia e sul lavoro. Si tratta di due aspetti di assoluta centralità soprattutto oggi in cui è evidente il pericolo di disarticolazione del rapporto tra Stato e corpi intermedi, e assistiamo, contestualmente, a una crisi della dell’istituto della legge. Non sono stati efficaci gli appelli degli ultimi venti anni ad accelerare il processo di semplificazione legislativa e delegificazione. La misura della qualità di un Parlamento è spesso conferita, bizzarramente, al numero delle leggi che approva. Non si lavora senza che nessuno abbia più il coraggio e l’ambizione di lavorare sul loro taglio, sui testi unici, sulla chiarezza del dettato normativo”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli nell’indirizzo di saluto alla presentazione del Rapporto sui servizi pubblici, presentato alla Camera, presso la sala della Regina.

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I.C.E. sotto mentite spoglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

In questi mesi imprese e associazioni imprenditoriali hanno chiesto a gran voce che si ponesse rimedio al danno fatto nel luglio scorso con la frettolosa soppressione dell’ICE A seguito di quanto affermato dal Ministro Passera e di quanto contenuto nel decreto firmato dal Presidente Monti, la stampa può oggi titolare “la rinascita dell’ICE”.Niente è più distante dalla realtà! Dalle spoglie di un ente che solo nel 2010 ha organizzato 717 iniziative promozionali in 74 paesi e 80 settori merceologici, 86 corsi di formazione con 8.000 ore di aula, fornito 12.911 servizi di assistenza e consulenza, organizzato 40.382 incontri tra aziende italiane e controparti estere, con il decreto Monti si prevede di far nascere un’agenzia con un ruolo, delle funzioni, delle risorse assolutamente insufficienti a garantire al Sistema Paese un efficiente strumento pubblico di sostegno all’internazionalizzazione.Se è con questo che si pensa di far fronte ai danni prodotti con la legge di soppressione voluta dal governo Berlusconi, si sta per compiere l’ennesimo madornale errore.Si vuole convincere l’opinione pubblica, le imprese, la politica e i media che si sta per costituire un’agenzia snella e flessibile.La verità è che, mentre gli altri paesi rafforzano le loro Trade Promotion Organization, riconoscendo appieno il ruolo anticiclico dell’internazionalizzazione, in un momento economico in cui le poche speranze di aumento del PIL sono quasi esclusivamente collegate alla crescita della componente estera della domanda, in Italia si prevede l’istituzione di una nuova struttura senza funzioni importanti, come formazione e studi, e più che ridotta nel personale e nelle reti.Una struttura che si rivelerà non efficiente e non efficace nella sua azione. A vantaggio di chi? Non certo delle imprese e del Paese.

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Il ruolo delle alterazioni della proteina p53

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2011

Roma, 25 Maggio 2011 ore 12.30 Campidoglio Sala Pietro da Cortona P53 è il gene identificato oltre 30 anni fa e che nel 1989 è stato riconosciuto come molecola che ha il compito di “vincere” e distruggere le cellule tumorali p53 in qualità di gene soppressore dei tumori svolge diverse funzioni di protezione delle cellule contro la trasformazione tumorale: si attiva ogni volta che le nostre cellule subiscono un danno, ferma la divisione delle cellule e consente la riparazione del DNA. Se il danno è grave, p53 viene “super-attivata” e le cellule irreparabilmente danneggiate muoiono per apoptosi, grazie al cosiddetto suicidio cellulare. In pratica il tumore si può sviluppare solo se la proteina p53 viene inattivata o mutata, e non può svolgere il suo ruolo protettivo. L’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena ha riunito per la prima volta a Roma i principali studiosi di p53 provenienti dai più importanti centri di ricerca biomedica come Weitzmann Institute, Karolinska Institute, International Agency for Research of Cancer, MD Anderson e molti altri prestigiosi centri universitari del mondo. I principali temi trattati sono : gli studi sull’intera sequenza della proteina; i recenti test clinici messi a punto dai ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma per ristabilire le funzioni oncosoppressive di p53. Gli atti del Congresso saranno pubblicati sulla rivista “Cancer Research” organo ufficiale dell’American Cancer Association.

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Milano: Tra Pisapia e la Moratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Mag 2011

Il ballottaggio milanese da qualunque punto di vista si osserva sa di allucinante. Lo dobbiamo alla decisione di Silvio Berlusconi di fare “terra bruciata” per difendere la candidatura dedlla Moratti. E’ chiara la sproporzione tra un voto locale e la sua ricaduta sul governo del Paese. E’ chiara l’intenzione di trasformare, inquinandola, la funzione di un sindaco a quella di un capo di governo. E’ chiaro il tentativo di catturare l’attenzione dei milanesi su temi di forte richiamo emotivo: l’omofobia, l’ostilità per il forestiero italiano o extracomunitario che sia. E’ chiaro il proposito di mettere le categorie professionali l’una contro l’altra come i compiti dei vigili urbani e quelli della polizia. E’ chiara, infine, la determinazione di colpire l’avversario cercando di mettere a nudo le sue debolezze, il suo scarso carisma la sua capacità di amministratore e senza escludere la calunnia.
Tutto questo è stato messo in un grosso calderone e offerto ai milanesi come piatto del giorno. E per farlo si scatenano tutti dal presidente del Consiglio ai ministri e ai militanti di partito e di associazioni e di movimenti culturali. E’ un bombardamento a tappeto, assordante, continuo e tenuto a ritmo serrato.
Davvero ci parrà significativo capire come reagiranno i milanesi a questa grande operazione mediatica e di disinformazione sistematica. Se si lasceranno prendere la mano avremo la riedizione della Moratti e da parte nostra considerare con amarezza che più della ragione e del buon senso prevale l’arroganza dei predatori politici. Se non si faranno sedurre dalle innumerevoli sirene allora potremo ben sperare e convincerci che Milano e il suo popolo sanno essere un vero laboratorio politico che sa distinguere e giudicare non per quello che si dice ma per quello che si è e per il futuro che intendiamo costruire. Ma vi è anche un’altra insidia che è quella di chi ne esce disgustato e preferisce non andare a votare. Se è così la domanda che mi pongo sconcertato è che non sia proprio questo il tentativo dei tanti facinorosi che attraversano la politica? La democrazia è fatta di pesi e contrappesi ma se sistematicamente li dissacriamo dove finiremo? Di certo non è esaltante il giudizio che potremmo trarne. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Finanza e tutela consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

Roma 19 maggio 2011 si svolgerà nell’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), dalle ore 9.00, un convegno su “Il settore finanziario tra esigenze di mercato e tutela dei consumatori”, in cui ci si interrogherà sulle ragioni della crisi per poi scandagliare i correttivi normativi e le proposte auto-regolamentari che vanno delineandosi nell’ottica di favorire la ripresa e tutelare i consumatori. Una volta definiti i contorni del contesto economico-giuridico rilevante, ci si soffermerà sul ruolo e la funzione da assegnare all’antitrust, verificando l’opportunità di sospenderne ovvero di rafforzarne l’enforcement. La domanda a cui si intende rispondere nella seconda parte della mattinata è se la promozione della concorrenza in tempo di crisi sia parte del “problema” o piuttosto della “soluzione”. Oltre al Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Pres. Antonio Catricalà, che illustrerà il ruolo delle Authorities in tempo di crisi, interverranno Padre Paolo Scarafoni L.C., Alberto Gambino, Matilde Bini, Vittorio Santoro, Umberto Morera, Antonella Sciarrone Alibrandi, Gustavo Ghidini e Valeria Falce. Presiederà e modererà i lavori Gustavo Visentini.

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Droghe: recepita la direttiva europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Con il termine “precursori di droghe” si intendono alcune sostanze chimiche normalmente utilizzate in numerosi processi industriali e farmaceutici e commercializzate in modo del tutto lecito anche in quantitativi rilevanti, ma che possono avere una funzione cruciale nella produzione, fabbricazione e preparazione illecita di droghe d’abuso, sia di origine naturale che di sintesi o di semisintesi. Per questo è opportuno riconoscere e proteggere il commercio lecito di tali sostanze e prevenirne la diversione a fini illeciti. L’obiettivo è trovare un equilibrio fra le azioni volte a impedire la produzione di droghe illegali e quelle volte ad evitare gli ostacoli al commercio legittimo dei prodotti chimici. Un controllo efficace dei prodotti chimici usati per la fabbricazione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope costituisce un importante strumento per lottare contro il traffico di stupefacenti. D’ora in poi i precursori di droga saranno soggetti ad autorizzazioni e controlli, al di fuori dei quali produzione, commercio e detenzione diventano illegali. La lista delle sostanze – utilizzate dai narcotrafficanti per la produzione di droghe – è stata predisposta dall?Unione europea- ed è ora contenuta nel decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 10 marzo 2011, dopo aver acquisito i pareri favorevoli delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il decreto legislativo dà attuazione alla delega conferita al Governo per il riordino, l’attuazione e l’adeguamento alla normativa europea del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Gli operatori che intendono immettere sul mercato tali sostanze devono nominare un responsabile della commercializzazione le cui generalità devono essere notificate al Ministero della salute, e munirsi di una licenza di validità triennale rilasciata dallo stesso Ministero.

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Nucleare, la sicurezza parla marchigiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Ancona – La Eusebi Group, tramite la società Eusebi Impianti S.r.l.  ha vinto la gara per il contratto per la progettazione, fornitura e installazione degli impianti antincendio presso la centrale nucleare di Mochovce, nel sud della Slovacchia. L’ordine è stato assegnato dalla Slovenske Elektrane joint-stock company slovacca di Enel S.p.A. la quale sta ampliando e potenziando la centrale di Mochovce, oggi in esercizio con 2 reattori nucleari da 880 MW di potenza a cui si aggiungeranno altre due unità in funzione entro il 2013. Questo importante appalto conferma la leadership di Eusebi Group nel campo della protezione antincendio a livello internazionale e continua la fruttuosa e attiva collaborazione fra la società ed Enel S.p.A. per la protezione di centrali elettriche, idroelettriche e termoelettriche sia in Italia che all’estero. (sicurezza)

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Autovie venete: il sistema entra in funzione

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Tutor attivi da martedì 1 febbraio sulla rete autostradale di Autovie Venete. Il sistema, composto da sensori e telecamere in grado di rilevare ora di transito, targa e tipo del veicolo, nonché la velocità media, è in grado di funzionare anche in quelle condizioni atmosferiche (pioggia, nebbia) che normalmente rendono difficoltoso l’uso delle apparecchiature mobili. Sedici le postazioni previste sulla A4, due sulla A 28 e due sulla A23. Il “Safety Tutor”, misura la velocità media dei veicoli in un intervallo di lunghezza variabile, che vanno indicativamente tra 6 e 36 chilometri. Per i veicoli in violazione, il sistema interroga in automatico gli archivi della Motorizzazione per risalire, tramite la targa, all’intestatario del veicolo. Le violazioni vengono poi accertate dalla Polizia Stradale e il sistema provvede alla compilazione e alla stampa del verbale, inoltrando in via informatica i dati per la procedura di notifica al responsabile dell’infrazione. Progettato e realizzato nel rispetto delle più severe norme sulla tutela della privacy e della sicurezza informatica,  il sistema prevede l’immediata eliminazione dei dati relativi ai veicoli che hanno rispettato i limiti di velocità. Le aree d’installazione del sistema sono state individuate dalla Polizia Stradale, d’intesa con la società concessionaria, in base al numero di incidenti registrati negli ultimi anni. Misurando la velocità media, costringe in un certo senso l’utente a scegliere condotte di guida moderate per tempi non brevi, allenandolo così ad una nuova forma di utilizzazione del tracciato autostradale più lineare, costante, tranquilla. In Friuli Venezia Giulia il sistema – ideato, progettato e sviluppato da Autostrade per l’Italia in collaborazione con la Polizia Stradale – grazie anche al notevole impegno di Autovie Venete, copre più di 176 km di rete, aumentando la sicurezza della circolazione sulle principali aree interessate dai traffici turistici e commerciali lungo l’asse est-ovest dalla Slovenia e dall’Austria verso il territorio lombardo. I risultati attesi sono la diminuzione significativa del fenomeno infortunistico grave, dipendente dalle alte velocità, per poter raggiungere i traguardi della rete già monitorata con il Tutor: – 51% del tasso di mortalità da sinistro, – 27% del tasso di sinistri con lesioni alle persone, – 19% del tasso di incidentalità. L’efficacia del Tutor come sistema in grado di incidere in positivo sui comportamenti di guida è già emersa dalla significativa diminuzione del numero delle infrazioni commesse dagli automobilisti sulla maggioranza delle tratte in cui è già stato installato (ad esempio riduzione del 37% sulla A1 tra Roma e Caserta e del 34% sulla A4 tra Milano e Venezia). Il Tutor ha contribuito, inoltre, al raggiungimento di importanti risultati anche in termini di impatto ambientale, considerando la riduzione delle emissioni di CO2, conseguente sia alla diminuzione della velocità media sia ad un più uniforme stile di guida.

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Uniti per un nuovo Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Nella città  di Cosenza negli schieramenti tradizionali non c’è spazio per il cambiamento, si ripropongono vecchi schemi, vecchi metodi, inciuci, trasversalismi che poco hanno a che fare con una moderna città del mezzogiorno d’Italia. Oggi nella logica di una crisi europea senza batter ciglio anzichè, razionalizzare, innovare e programmare riduciamo i livelli occupazionali e i servizi in settori delicati quali la sanità. Come si puo’ pensare di evitare l’emigrazione sanitaria, quando tagliamo i livelli occupazionali a sostegno di alcuni unità operative importanti esistenti nell’ospedale locale? Una sanità  che non funziona nei servizi a tutela delle fasce deboli della società cosentina e calabrese e poi pretenderebbe nel nome di un nuovo modo di fare politica di trasferire somme nel cosiddetto privato a favore dei soliti  inciuci e trasversalismi.
Oggi il PDL è diviso nelle solite lotte interne e incapace di costruire una grande alleanza in vista della prossima competizione elettorale, il centro sinistra è incapace di trovare il bandolo della matassa e poi ci sono diverse posizioni anche autonome con prove di terzo polo a cui aderirebbe anche l’UDC. La lista dell’ADC a questo punto può fare la differenza,. La coalizione del cambiamento deve prefiggersi l’obiettivo di restituire la città  ai cittadini contro la vecchia politica fatta di accordi sottobanco, inciuci e trasversalismi che nulla hanno a che vedere con la politica dei liberi e dei forti. (Avv. Maximiliano Granata, in sintesi)

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BIBF 1120 e funzione polmonare

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Ingelheim, Germania, Nuovi dati presentati in occasione del 16esimo International Colloquium on Lung and Airway Fibrosis (ICLAF) mostrano che il triplice inibitore di chinasi di Boehringer Ingelheim BIBF 1120 in fase di sviluppo può offrire un significativo beneficio clinico in pazienti colpiti da Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI). La Fibrosi Polmonare Idiopatica è una malattia progressiva, gravemente invalidante, che colpisce i polmoni, per la quale non esistono ancora terapie approvate né in Europa né negli Stati Uniti.
Lo studio ha indagato la sicurezza e l’efficacia di quattro dosaggi di BIBF 1120, evidenziando i seguenti risultati sul declino annuale  della funzione respiratoria espressa in termini di Capacità Vitale Forzata (FVC), endpoint primario dello studio: 0,19 L (nel gruppo a placebo); 0,17 L (BIBF 1120 50 mg una volta/die); 0.21 L (BIBF 1120  50 mg due volte/die); 0,16 L (BIBF 1120 100 mg due volte/die); e 0,06 L (BIBF 1120 150 mg due volte/die) con p=0,0136; valore p corretto per la molteplicità in procedure di close testing  p=0.0639.  BIBF 1120 al dosaggio di 150 mg due volte al giorno ha ridotto la velocità di declino della funzionalità respiratoria del 68% rispetto al placebo.
Tomorrow (Acronimo inglese di To Improve Pulmonary Fibrosis With Bibf1120 ovvero Migliorare la Fibrosi Polmonare con BIBF 1120) è uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato verso placebo della durata di 12 mesi, disegnato per valutare l’effetto del farmaco sperimentale orale BIBF1120 sul declino della capacità vitale forzata (FVC) in pazienti con diagnosi di Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI) secondo gli attuali criteri ATS/ERS, ovvero i criteri stabiliti dall’American Thoracic Society (ATS) e dall’European Respiratory Society (ERS). Lo studio ha riguardato un totale di 432 pazienti con FPI in 86 centri di 25 Paesi che sono stati randomizzati per ricevere 1 di 4 dosi di BIBF1120 (50 mg una volta/die, 50 mg due volte/die, 100 mg due volte/die, o 150 mg due volte/die) o placebo, per 12 mesi.
BIBF1120 è una piccola molecola, triplice inibitore di chinasi in fase sperimentale che ha come bersaglio il recettore del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR), il recettore del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR) e il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR). E’ stato dimostrato che questi recettori sono coinvolti nel processo di fibrosi polmonare. Bloccando le vie di passaggio dei segnali che si trovano a valle di questi recettori si ritiene che BIBF1120 inibisca uno dei processi di sviluppo della FPI. BIBF1120 non è ancora stato approvato in nessun Paese per alcuna indicazione.  Oltre che nella FPI, Boehringer Ingelheim sta studiando BIBF 1120 in studi clinici di Fase III anche come terapia per due tipi di carcinoma: il carcinoma ovarico e il tumore polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato.

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Nuovi modelli Back-UPS® Pro

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

I modelli della serie Back-UPS Pro dispongono, così come i modelli meno potenti della stessa serie, di speciali prese a risparmio energetico, che sospendono automaticamente l’alimentazione delle periferiche non utilizzate, eliminando i costi legati a inutili consumi di energia.  Inoltre, i prodotti Back-UPS Pro dispongono di un pannello LCD che fornisce informazioni sul funzionamento e di una funzione bypass di regolazione automatica del voltaggio (AVR) che permette ulteriori risparmi di energia e aumenta la durata del ciclo di vita della batteria.  La linea APC Back-UPS Pro comprende una serie di modelli che offrono da sei a dieci prese e un tempo di runtime che va da 92 a 164 minuti. Tutti i prodotti hanno prese a risparmio energetico, che riducono l’utilizzo di energia da parte delle varie apparecchiature connesse all’UPS. Esse permettono di risparmiare spegnendo l’alimentazione delle periferiche non utilizzate, con un risparmio che può arrivare a 25 euro l’anno per ogni UPS (variabile in funzione delle tariffe elettriche in vigore). Connettendo le periferiche in cui la gestione di dati non è essenziale – quali monitor, stampanti, altoparlanti – alle prese controllate dalla presa principale (master) a cui è collegato il computer, se il PC si spegne, va in modalità sleep o in stand by, le prese controllate si spengono automaticamente.
I Back-UPS Pro hanno un pannello LCD che permette agli utenti di scorrere rapidamente tutte le informazioni utili sul carico, sulla durata stimata del runtime, sul voltaggio in ingresso e su altri dati di sistema e di diagnostica essenziali. Gli utenti non devono più imparare a “decifrare” i vari allarmi emessi dall’unità UPS: semplicemente premendo un bottone il suono d’allarme si blocca e il problema viene evidenziato sul display, senza dover ricorrere a manuali di istruzioni. I prodotti sono dotati anche di un software di facile utlizzo, PowerChute® Personal Edition, che offre funzioni per la gestione avanzata dell’UPS fornendo informazioni quali lo storico del funzionamento dell’unità UPS, opzioni di notifica e lo stato dell’alimentazione. Questo software inoltre salva i file e spegne nel modo corretto il PC in caso di problemi, anche quando l’utente non è al computer. I modelli hanno una garanzia di tre anni standard e una polizza di Protezione per le Apparecchiature Collegate che copre i danni subiti da dispositivi connessi correttamente all’UPS per un valore massimo da 75.000 a 150.000 Euro. I prodotti saranno disponibili in Europa nel secondo trimestre del 2010. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.apc.com/it

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Occhiali da sole

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Il 15% della popolazione italiana tende a usare gli occhiali da sole sempre, il 30% non li indossa quasi mai o mai e il 18% solo raramente. Tuttavia ben l’83% è consapevole che un occhiale da sole contraffatto o mediocre possa causare danni agli occhi. Insomma, al di là dell’estetica e del brand, è essenziale che gli occhiali da sole svolgano al meglio la principale funzione per la quale sono stati ideati e che siano fabbricati “a regola d’arte”. Per assicurarsi che gli occhiali da sole -o le lenti- che acquistiamo siano a “norma” si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni (che possono essere impresse come marchio sulla montatura degli occhiali, stampate sull’etichetta o indicate sull’imballaggio o una combinazione di tutte queste modalità):
• la marcatura CE (obbligatoria)
• il riferimento alla norma europea UNI EN 1836 (o solo EN 1836) che solitamente si trova all’interno del libretto di istruzioni che accompagna il prodotto
• il nome del fabbricante o del fornitore
• il numero della categoria del filtro montato (da 0 a 4, con l’eventuale logo per il divieto di impiego durante la guida nei casi ove previsto)
• le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.
Utilizzare un occhiale da sole con lenti protettive “a norma” significa far assorbire le radiazioni pericolose dalla lente prima che possano colpire l’occhio e produrre danni.

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Epigenetica e lotta al cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Alla base di tutti i processi biologici vi la capacità del DNA di replicarsi e di dirigere la vita di una cellula attraverso la sua sequenza che, come una serie di lettere, vengono lette ed interpretate dagli apparati cellulari. Negli ultimi 10-20 anni si è scoperto che la funzione esplicata dal DNA viene modificata e resa ulteriormente complessa dal fatto che il DNA stesso e le molecole che con esso direttamente interagiscono possono essere modificate chimicamente. Per certi aspetti, queste modifiche possono per essere viste come la punteggiatura che chiarisce e modula il significato della semplice sequenza di lettere.Si tratta della cosiddetta epigenetica: quegli insiemi di processi che, senza alterare la sequenza della basi azotate del DNA, ne alterano la funzione. I processi epigenetici sono i principali responsabile della capacità delle cellule di differenziarsi, ossia di acquisire funzioni tra loro molto diverse. Ma proprio per questo loro ruolo, le alterazioni nei processi epigenetici possono causare e contribuire a causare la trasformazione di una cellula “sana” in una cellula cancerosa. Da questo concetto trae spunto l’idea dei “farmaci epigenetici”, ossia sostanze che alterano e interferiscono con i processi che portano alla deposizione o alla eliminazione delle modifiche chimiche (“epigenetiche”) del DNA e delle proteine ad esso associate.
In questo contesto si inserisce la ricerca svolta presso la nostra università e recentemente pubblicata sul Journal of the American Chemical Society da Andrea Mattevi e Claudia Binda in collaborazione con le Università di Roma (Prof. Antonello Mai) e l’IEO-Istituto Europeo di Oncologia (Prof. Saverio Minucci). Inizialmente (4-5 anni fa) vi è stata la scoperta  – avvenuta a Pavia – di una proteina fondamentale nei processi epigenetici. A questa scoperta è seguito un studio mirato alla individuazione di molecole in grado di interferire con l’attività di questa proteina. Infine, un prima analisi della azione di queste molecole ha rivelato una proprietà certamente interessante: esse, infatti, non uccidono le cellule tumorali (leucemiche) direttamente ma aumentano drasticamente l’azione di farmaci già esistenti. E’ una osservazione assai interessante: la dimostrazione della validità del concetto di “farmaco epigenetico” come potenziale supporto di farmaci già esistenti. In altri termini, l’idea da perseguire è di attaccare la cellula tumorale su più fronti non solo uccidendola ma anche riconducendola ad una stato normale e non canceroso agendo sui processi epigenetici.

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Appello lavoratori fondazioni liriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Mag 2010

La RdB del Teatro dell’Opera di Roma ringrazia il Presidente Napolitano per aver accolto l’appello dei lavoratori delle Fondazioni liriche a non firmare il decreto che avrebbe snaturato la funzione delle fondazioni. “Non avevamo dubbi sulla sensibilità del Presidente della Repubblica verso un settore che da sempre è un vanto del nostro Paese – dichiara Fabio Quaresima, rappresentante RdB al Teatro dell’Opera – tra l’altro Napolitano ha già richiamato l’attenzione sulla decretazione d’urgenza, anche quando si è trattato di materia di lavoro, come già accaduto con il “collegato lavoro”. “Ora ci aspettiamo che il Ministro avvii un disegno di legge di vera riforma coinvolgendo le parti sociali – aggiunge Quaresima – e che questo venga democraticamente discusso in Parlamento. I lavoratori delle Fondazioni, soprattutto i tanti precari che già subiscono quotidianamente i disagi del loro stato di insicurezza, manifestano il loro apprezzamento verso il ruolo di garante della Costituzione svolto dal Presidente”, conclude il rappresentante RdB.

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Priorità lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

«Il lavoro è una priorità che oggi va affrontata con misure certe a sostegno di chi rischia di perderlo e di chi invece si trova in una situazione di precarietà». Lo dichiara Marco Di Maio, segretario dell’Unione territoriale forlivese del Partito Democratico. «Bene ha fatto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a non firmare il ddl del Governo che aggirava le tutele fondamentali disposte dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e dal fondamentale principio costituzionale che fonda la nostra repubblica sul lavoro. Ed è lodevole –  prosegue Di Maio –  che il presidente l’abbia fatto dopo le elezioni, dimostrando per l’ennesima volta la sua capacità di essere perfetto interprete del ruolo di garanzia ed equilibrio proprio della sua funzione». «La prima cosa da fare per intervenire sul mercato del lavoro – propone Di Maio – è estendere la cassa integrazione di altri 6 mesi per consentire a migliaia di lavoratori e di famiglie di poter continuare a contare su un reddito, seppur ridotto. Occorre anche che la Regione confermi il grande sforzo compiuto nel 2009 con il Patto per attraversare la crisi, grazie al quale sono stati attivati gli ammortizzatori sociali anche per quei lavoratori non coperti dalle norme nazionali. Anche gli enti locali devono fare la propria parte, compatibilmente con le scarse disponibilità finanziaria e l’assenza di autonomia derivante dai vincoli imposti dal governo a Comuni e Province. Il Pd forlivese, assieme ai propri amministratori, sarà al fianco delle amministrazioni locali nel fare tutto ciò che sarà possibile per affrontare la crisi sostenendo famiglie e piccole e medie imprese».

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Carceri ad Abano terme

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Una situazione penitenziaria attualmente di estrema criticità che necessita di urgenti interventi da parte delle Istituzioni, Governo e Parlamento in primis: in questi giorni, nelle 206 carceri italiane, si è registrata la cifra record di 67.178 presenze (42.197 gli italiani, 24.981 gli stranieri) a fronte di una ricettività regolamentare pari a circa 43mila posti. Dal Quirinale, in particolare, si è sottolineato come “le criticità e i fattori di rischio connessi al sovraffollamento degli istituti impegnano a una attenta riflessione sul sistema penitenziario nel suo complesso. Occorre infatti individuare forme di collaborazione tra gli operatori del settore idonee ad assicurare nel modo più efficace – nel rispetto delle funzioni proprie di ciascuno – le finalità della detenzione quali delineate dalla Costituzione ed a garantire sia la sicurezza della collettività sia i fondamentali diritti della persona. Nella certezza che dalla discussione emergeranno utili spunti propositivi, il Presidente della Repubblica rinnova alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità con cui svolgono, anche nei più difficili contesti, la loro delicata funzione.”

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La sala operativa romana

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Roma. “E’ facile intuire il motivo che ha indotto il sindaco Alemanno a inaugurare oggi una Sala Sistema Roma della Polizia Municipale ancora in alto mare. La campagna elettorale per Renata Polverini”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci che poi continua: ” “Anche oggi Gianni Alemanno anziché essere il sindaco di tutti i romani, ha dimostrato di esserlo solo di una parte. Ha dismesso gli abiti di primo cittadino per indossare quelli di militante di un Pdl in evidente affanno sia nel Lazio sia, del resto, in tutta Italia. Alemanno ha infatti inaugurato la Sala che, dai dati diffusi dallo stesso Campidoglio, è sicuramente incompleta e funzionante a metà anzi solo per un quarto dato che la sua funzione sarà a regime con 5.400 telecamere e oggi ne vede installate e collegate alla Sala solo 1.300”. “E’ una mossa propagandistica ancor più chiara se si guarda alle cifre investite sulla sicurezza della Capitale: 250 mila euro, solo un quarantesimo dei dieci milioni promessi a inizio del suo mandato Infine – conclude Ranucci – chiedo per quale motivo una unità di crisi per la sicurezza che, per legge,  dovrebbe far capo al Prefetto, risponderà direttamente al sindaco. Su questo, in Senato, chiederò chiarimenti al Ministro dell’Interno Roberto Maroni”.

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Problemi di sesso

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Le italiane si amano: 7 su 10 si considerano attraenti e vedono nel seno e nelle labbra i propri punti di forza mentre bocciano fondoschiena e gambe. Per una su due dolcezza e ironia scatenano la libido. La passione è penalizzata invece non tanto da stress e routine, che incidono rispettivamente solo per l’11% e il 17%, quanto dai disturbi del ciclo. Cefalea (57%), flussi abbondanti o prolungati (45%) e dolori mestruali (41%) sono i principali nemici del desiderio e del benessere femminile: una su 3 li ritiene irrisolvibili perché connaturati all’essere donna, il 20% ha tentato di porvi rimedio ma ancora non c’è riuscita. Eppure oggi esiste Klaira, la prima pillola anticoncezionale a base di estrogeno naturale, capace di risolvere questi problemi oltre a garantire una contraccezione ottimale. Per questo oltre il 70% delle donne vuole saperne di più, con l’obiettivo di migliorare la propria qualità di vita e la sessualità. È quanto risulta dal sondaggio promosso su 600 italiane dalla International Society of Gynecological Endocrinology, che da oggi al 7 marzo tiene a Firenze il suo quattordicesimo Congresso Mondiale, presieduto dal prof. Andrea Genazzani. “I risultati dimostrano che per la maggioranza delle italiane il calo del desiderio è determinato da disturbi biologici più che da motivazioni psicologiche – commenta la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano -. Ecco perché un’adeguata scelta contraccettiva a base di estradiolo e dienogest, specifica per risolvere i disturbi correlati alle fluttuazioni degli estrogeni, può rivelarsi la migliore alleata dell’intesa di coppia”. Il sondaggio “Come vivi il tuo essere donna” è stato condotto in 3 città (Roma, Milano e Firenze) nel febbraio 2010 con l’obiettivo di valutare l’impatto di alcune caratteristiche peculiari della femminilità sulla salute e il benessere. Le donne apprezzano di sé soprattutto il senso materno (82%), la sensibilità (61%) e la dolcezza (54%) ma rinuncerebbero volentieri a cefalea (62%), sbalzi ormonali (55%) e mestruazioni, specie se abbondanti (45%). “I disturbi legati alle variazioni dei livelli ormonali hanno una ricaduta notevole sulla qualità di vita, ostacolano i rapporti sociali e di coppia (per il 55% delle intervistate), rendono stanche ed irritabili (48%) oltre ovviamente al dolore vero e proprio (37%) – spiega la prof.ssa Rossella Nappi, ginecologa alla Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia -. La formulazione di Klaira, con una pausa breve, assicura una stabilità di questi livelli nei giorni del ciclo e una minor probabilità che si verifichi il mal di testa, soprattutto quando si ottiene una concomitante significativa riduzione della quantità di flusso”. Il Congresso di Endocrinologia Ginecologica, che ospita oltre 2.000 delegati da tutto il mondo, è unico proprio perché si caratterizza per una visione a 360° gradi dell’impatto degli ormoni sulla vita della donna e sulla sua funzione riproduttiva.

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Professione di mediatore

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

La Commissione Finanze della Camera ha avviato un’indagine conoscitiva sul credito al consumo nel nostro Paese. Nel corso dell’audizione delle Associazioni Consumatori, Adiconsum ha evidenziato come il fenomeno abbia una funzione economica rilevante: da un lato, infatti, consente il sostegno dei consumi (credito finalizzato); dall’altro può coprire bisogni, anche indispensabili, che altrimenti non potrebbero essere soddisfatti (credito non finalizzato). Il credito al consumo vede due protagonisti assoluti: il consumatore e il professionista intermediario che eroga il credito. Il primo deve avere la possibilità di conoscere al meglio il “prodotto” che vuole acquistare e soprattutto deve essere messo in grado di valutare correttamente la sua capacità di rimborsare regolarmente il finanziamento chiesto.Quindi, per Adiconsum, al consumatore deve essere garantita un’attività di formazione e di informazione da parte di più soggetti, dalle istituzioni alle Associazioni Consumatori. Più lunga la lista delle osservazioni in merito alla figura dell’intermediario. Adiconsum chiede per questi soggetti: l’introduzione di norme più incisive, già a partire dai decreti legislativi di attuazione della Direttiva europea sul credito ai consumatori. Adiconsum auspica in particolare l’emanazione di Regolamenti severi per mediatori e agenti; l’intensificazione dei controlli sulle società finanziarie e un’attività di controllo su tutto il “sottobosco” che opera senza alcun autorizzazione nel settore; l’applicazione integrale e corretta della normativa sui tassi di usura, senza furbizie e senza interpretazioni di “comodo”.

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