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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘furti’

Polizze casa: +13% nel 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

La preoccupazione degli italiani che possa accadere qualcosa alla propria abitazione durante l’assenza estiva è alta; ecco quindi che aumenta l’offerta di assicurazioni dedicate alla protezione della casa e, parallelamente, l’attenzione generale verso queste coperture tanto che, secondo l’analisi di Facile.it, le richieste di polizze casa raccolta tramite il portale nel corso dei primi 5 mesi del 2018 sono aumentate del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.Ma quali sono le paure più comuni di chi partirà per le vacanze? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, condotta su un campione rappresentativo della popolazione adulta, al primo posto c’è quella di subire un furto in casa (indicata dal 63,5% dei rispondenti, pari a 22,6 milioni di persone); eppure tutelarsi è possibile e oggi sono molte le polizza casa con garanzia furto che, con un premio a partire da circa 5 euro al mese, rimborsano i beni sottratti e gli eventuali danni causati dai ladri.Tra le altre paure più comuni c’è quella di dimenticare porte o finestre (21,7%), gas (14,5%) o rubinetti (7,6%) aperti, ma attenzione alle dimenticanze perché, anche se assicurati, quando il danno all’abitazione è agevolato o causato da un comportamento negligente del contraente, la compagnia potrebbe negare il rimborso.Fa riflettere, inoltre, che ci siano addirittura 5,2 milioni di italiani che temono che qualcuno possa approfittare della lontananza estiva per insediarsi abusivamente in casa.

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Frodi Creditizie e Furti d’Identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

euro-areaLo studio ha messo in evidenza che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100 con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro. Questo dato risulta in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, a conferma di un fenomeno in costante espansione.In particolare, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre l’incidenza delle donne risulta in leggera diminuzione (-0,5%) rispetto alla precedente rilevazione. La fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento è quella degli under 30 (+11,3%) a dimostrazione che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, i giovani spesso si caratterizzano per abitudini poco prudenti.Inoltre, anche nell’anno 2016 il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,3% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica, seppure si registri un notevole calo rispetto all’anno precedente (-13,48%). Nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 39,8% dei casi di frode creditizia rilevati nel corso dell’ultimo anno ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante riguarda anche i comparti auto-moto (12,1%), le spese per la casa immobili e ristrutturazione (10,4%) e l’arredamento (8,9%) e gli articoli di elettronica, informatica e telefonia (6,2%).Infine, relativamente alla distribuzione delle frodi per importo, dallo studio CRIF emerge che nel 2016 il 20,9% dei casi ha riguardato un valore inferiore ai 1.500 Euro (con un peso di questa classe in calo del -36,3% rispetto all’anno precedente) ma il 13,5% dei casi ha visto un importo superiore ai 10.000 Euro.

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Furti: il 40% mentre il proprietario è in vacanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

furti-in-casaOgni giorno in Italia vengono compiuti oltre 640 furti in appartamento e il 40% di essi avviene mentre il proprietario è in vacanza; questo uno dei dati emersi dall’indagine di Facile.it che ha evidenziato anche come nel 38% dei casi i ladri entrino direttamente dalla porta e, il 13% delle volte, lo facciano non curandosi del fatto che i proprietari siano all’interno della proprietà.Chi ha subito un furto è più incline a tutelarsi con una polizza contro questa evenienza; se prima dell’evento solo il 28% del campione era coperto da un’assicurazione, una volta che i ladri entrano in casa la percentuale di chi pensa alla copertura sale al 41%. Fra le contromisure che i derubati mettono in campo una volta subita l’intrusione la più comune è l’installazione di un impianto d’allarme, ma c’è anche chi monta delle telecamere di video sorveglianza…finte.

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Spariscono 2.053 mezzi pesanti l’anno in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

autostradeCampania, Lombardia, Sicilia e Puglia le Regioni più a rischio. Ne vengono ritrovati il 50% di quelli rubati, percentuale che sale se il mezzo è protetto da dispositivi satellitari. Sono questi alcuni dati che emergono dal Dossier Autotrasporto, contenuto nella prossima edizione della Guida alla Sicurezza Stradale, promossa da VIASAT GROUP, azienda leader nella sicurezza satellitare.
Secondo gli ultimi dati disponibili della Polizia di Stato, relativi al 2016, si registrano in Italia 2.053 furti di TIR l’anno (171 al mese, più di 5 al giorno). Statistica in miglioramento, se pensiamo che nel 2015 i mezzi pesanti sottratti al legittimo proprietario erano stati poco più di 2.275, con un decremento del -9,76%.
La Campania è la regione più a rischio d’Italia con i suoi 367 furti consumati, segue la Lombardia con 289 e la Sicilia e la Puglia, entrambe con 247. Altre Regioni a rischio sono il Lazio (193 furti), Piemonte (123) e Emilia Romagna (104). In quasi tutte le Regioni si sono registrati percentuali di furti minori rispetto all’anno precedente. Fanno eccezione, in particolare, il Friuli Venezia Giulia (+133%), il Trentino Alto Adige (+100%), l’Abruzzo (+40,98%), la Campania (+31,54%).
Sul fronte dei recuperi, invece, in Italia vengono restituiti al legittimo proprietario 1.131 TIR, il 55% di quelli rubati (percentuale in linea con quella dell’anno precedente). La Regione più virtuosa è la Liguria dove si ritrovano più mezzi di quanti ne siano stati rubati (207%), segue il Piemonte (85%) e la Lombardia (81%). Male, invece, il Friuli Venezia Giulia con appena il 10% dei mezzi recuperati, l’Umbria (16%) l’Abruzzo (19%) e la Basilicata (21%).
Dai dati ufficiali dell’Unione Europea, si evince che il furto di prodotti di alto valore e ad alto rischio, movimentati nelle catene logistiche di fornitura Europee, incide sull’aggravio dei costi aziendali per ben 8,2 miliardi di Euro all’anno. Oltre la metà dei crimini, riguarda furti sui camion. Le merci che attirano maggiormente i ladri sono smartphone, tablet, valuta, prodotti elettronici, sigarette, farmaci, abbigliamento, metalli, cosmetici e prodotti alimentari. “Le minacce della criminalità organizzata – è il monito di TAPA, l’associazione internazionale per la protezione delle merci destinate al trasporto – stanno aumentando notevolmente e si manifestano in maniera sempre più violenta (abbordaggi, assalti armati, sequestro di autisti). La soluzione a questo annoso problema c’è ed è a portata di tutti: la tecnologia satellitare.
“I dati statistici – si legge in una nota di Viasat Group – confermano l’efficacia dei dispositivi satellitari, rilevando uno scostamento sensibile nei confronti delle medie nazionali, sia in termini assoluti che percentuali: minor rischio furti e maggior numero di veicoli recuperati (il 90% del miglior dispositivo Viasat). Questi dati dovrebbero spingere il legislatore a iniziative più coraggiose e innovative, fino a rendere obbligatorio, per tutti i soggetti nazionali, l’adozione dei sistemi satellitari di gestione delle flotte”. L’utilizzo di questi dispostivi, grazie alla possibilità di geolocalizzare il mezzo sempre e ovunque, consente anche di acquisire informazioni sulla missione, permettendo alle aziende di ottenere risultati importanti in termini di efficienza logistica, di abbattimento dei costi operativi e di miglioramento dei livelli di servizio. “Il punto debole è ora unicamente culturale – commenta Domenico Petrone, Presidente VIASAT GROUP –. Bisogna comunicare e diffondere l’innovazione tecnologica, anche alle piccole aziende del nostro territorio, portando a conoscenza di queste realtà i vantaggi della telematica satellitare, a fronte di modesti investimenti, oltre a insegnare agli operatori del settore che il migliore utilizzo della tecnologia produrrebbe un vantaggio non solo per le aziende di trasporto italiane, ma più in generale per l’intero Paese”.

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Sammarco: “Aumento delle pene per furti in casa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

furti-in-casa“L’aumento delle pene minime per i furti in appartamento e le rapine è uno dei cavalli di battaglia che Area popolare ha portato avanti in Parlamento con il nostro capogruppo Lupi, e per il quale i ministri Alfano e Costa si sono battuti al Governo. Dopo il via libera del Senato al ddl sul processo penale, ora attendiamo il passaggio alla Camera affinché questa norma diventi legge. Si tratta di un reato fortemente avvertito e percepito dai cittadini e per il quale stiamo dando le giuste risposte, a garanzia della sicurezza e della certezza della pena”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Gianni Sammarco. (n.r. Bene, ma non basta. Ciò che molti italiani chiedono è che le autorità preposte alla prevenzione e alle indagini per tali forma di reato siano messe nelle condizioni di poter svolgere indagini approfondite e capaci d’individuare gli autori e fare in modo di neutralizzarli “subito” con pene detentive collegate a processi rapidi e risolutori e non come oggi accade di lasciarli a piede libero in attesa di un iter processuale che può durare degli anni, favorendo in tal modo la reiterazione del reato. Non dimentichiamo, inoltre, che ora il 90% dei furti commessi nelle abitazioni resta impunito mentre per le rapine la percentuale scende ma di poco.)

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I furti in casa sono sempre di più

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

furti-in-casaSecondo gli ultimi rilevamenti Censis nell’ultimo decennio si è registrato un incremento della criminalità in tutta Italia, in particolare per quanto riguarda i furti in appartamento. Insomma, in casa non solo non si può più stare tranquilli, ma pare sia uno dei luoghi meno sicuri dove stare. E i romani lo sanno. Secondo i dati dell’ultima ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, più di un romano su due teme un’intrusione nella propria casa durante la notte, che possa provocare un furto (45%) o, peggio, un’aggressione (79%). La minaccia che i romani temono di più a seguito di un’intrusione in casa non è tanto il danno economico per la perdita di beni o oggetti preziosi (20%) o la perdita di beni affettivi (41%), quanto giustamente il rischio di subire un’aggressione, che mette in allarme ben il 68% degli intervistati. Il dato curioso che emerge dalla ricerca è quanto l’era digitale abbia spostato l’interesse dei romani: contrariamente a quanto si può pensare, infatti, non sono più legati a beni materiali e affettivi, come poteva essere prima dell’arrivo della tecnologia. Se il furto di preziosi angoscia il 35% degli intervistati così come il furto di denaro (44%), per i romani è più sentito il furto di dispositivi tecnologici, come il cellulare o il pc (49%). Come si difendono gli abitanti della città eterna, invasa dai topi d’appartamento? Fortunatamente non con mezzi propri (il 4% ha dichiarato di volersi difendere da solo), ma principalmente rafforzando i dispositivi di sicurezza di porte e finestre (29%), o installando impianti d’allarme (20%). Il 9% crede che il sistema migliore sia stipulare una polizza che risarcisca i danni subiti mentre l’11% ha deciso di affidarsi alla guardia di un cane. Ancora troppo pochi hanno tuttavia deciso di tutelarsi rispetto alla gravità della situazione: addirittura la metà dei romani infatti (50%) ha ammesso di non aver provveduto ad adottare alcun metodo per proteggere la propria casa, lasciandola così in balìa di chi, magari nella notte, potrà intrufolarsi senza troppa fatica.

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La città si svuota, truffe e furti agli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

rapinaE’ uno dei periodi più critici, durante il quale a finire nel mirino sono soprattutto gli anziani, rimasti da soli nei loro appartamenti della città che si svuota. In estate si assiste ad una vera e propria escalation di furti in abitazione, rapine e truffe, un fenomeno sempre più rilevato da Confartigianato Pensionati che già negli scorsi mesi ha avviato una campagna per permettere agli anziani di non finire in trappola. “Quello che emerge dalle ricerche effettuate dalla nostra associazione – spiega Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo – è che le vittime di questi reati spesso provano vergogna e non denunciano quello che accade. A volte non riescono a raccontarlo nemmeno ai figli o ai parenti più stretti. Per questo insieme a Confartigianato Pensionati abbiamo messo a disposizione un team di esperti pronti al sostegno su tutti i fronti delle vittime di truffa, aiutate anche dal punto di vista psicologico”. Ma quali sono le strategie prevalentemente adottate da chi entra in azione e prende di mira gli anziani? “Anzitutto – sottolinea Reina – è bene diffidare da chiunque, telefonicamente, dice di conoscere figli o parenti per conquistare la fiducia della vittima. Per strada, è bene diffidare da chi propone la vendita di gioielli o altri oggetti preziosi. Una volta fuori dal supermercato o dal centro commerciale, mai farsi accompagnare in auto da sconosciuti. Allo stesso modo – sottolinea – mai accettare di farsi aiutare a portare la spesa fino al portone da chi non si è mai visto: potrebbe derubare o truffare l’anziano dopo essere entrato nel palazzo, ma bisogna anche stare in guardia di fronte ad eventuali venditori di profumi che nei pressi di alcuni centri commerciali derubano gli anziani. Inoltre – conclude il presidente di Confartigianato Palermo – quando si è da soli in casa è fondamentale non aprire la porta a nessuno che non si conosca, dal fantomatico venditore porta a porta, fino a colui che dice di lavorare per società di energia elettrica”.

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Osservatorio CRIF sui furti d’identità e le frodi creditizie in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Secondo lo studio, nell’intero anno 2015 i casi di frodi creditizie verificatisi nel nostro Paese sono stati 25.300 e hanno determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro. Inoltre, rispetto al 2014 si è registrata anche una crescita dell’importo medio frodato.L’Osservatorio CRIF mostra infatti come nel 2015 il 32,8% dei casi di frodi abbia avuto un importo inferiore ai 1.500 €, in sensibile contrazione rispetto alla precedente rilevazione. Al contempo, i casi di frode con importo compreso tra 3.000 e 5.000 Euro hanno visto un incremento pari a +32,0% rispetto al 2014. A fronte di un fenomeno criminale che sembra non conoscere crisi, i tempi di scoperta si riducono, tanto che oltre la metà dei casi la frode viene scoperta entro 6 mesi. Rimane comunque un 16% dei casi in cui la scoperta avviene dopo più di 3 anni, con intuibili maggiori disagi per le vittime.
Anche nel 2015 la forma tecnica dei prestiti finalizzati continua a fare la parte del leone, tanto che 74,3% dei casi di frode interessa questa tipologia di prodotto. Complessivamente si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+51% rispetto al 2014). Complessivamente, nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 38,5% dei casi di frode ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche il comparto auto-moto (con il 13,8%), quello l’arredamento (8,1%) e l’elettronica–informatica–telefonia (6,8%). Rispetto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per travel/entertainment, consumi e spese professionali.Infine, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 64,1% del totale, per la precisione) sono uomini, mentre le donne registrano una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-4,7%).

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Rivoluzione furti d’auto

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

furto autoRoma 13 maggio, ore 10, (Scuola Superiore di Polizia – via Pier della Francesca, 3) la Tavola Rotonda “Rivoluzione furti d’auto. Così cambiano le tecniche dei ladri: analisi del fenomeno”, promossa dalla Polizia di Stato e da LoJack Italia, società specializzata nel recupero di beni rubati che da 10 anni collabora attivamente con le Forze dell’Ordine. All’evento interverranno Giuseppina Minucci – Servizio Polizia Stradale, Umberto Guidoni – Segretario Fondazione ANIA, Massimo Nordio – Presidente UNRAE, Massimo Ghenzer – Presidente LoJack Italia e Roberto Sgalla – Direttore Centrale della Specialità della Polizia di Stato.
Sarà l’occasione per fare il punto sulla piaga dei furti d’auto nel nostro Paese, sui trend in atto, su come si stanno affinando le tecniche dei ladri, anche attraverso il supporto delle nuove tecnologie, e sui sistemi più efficaci di recupero dei veicoli rubati.

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Furti nelle spiagge

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

È un fenomeno che si ripete puntualmente ogni anno, ma per le segnalazioni che stanno giungendo dalle mete di vacanza allo “Sportello dei Diritti”, pare che la crisi lo abbia amplificato e di molto: si riempiono le spiagge e arrivano i furti a raffica sull’arenile.
Furti in serie, quindi, solo una piccola parte dei quali denunciati a carabinieri e polizia, che fanno pensare sia alla presenza di vere e proprie organizzazioni specializzate in questo tipo di reato, ma anche a ladri improvvisati che per farsi la giornata, ed a volte anche qualcosina in più, puntano chi si distrae perché magari preso dal meritato relax delle ferie o mentre si bagna in mare per rinfrescarsi un po’.
Le ruberie, peraltro, che riguardano tutte le località balneari, che siano le più rinomate ma anche quelle meno, non lasciano immuni sia le spiagge pubbliche che i lidi privati ed avvengono quasi sempre nelle ore diurne, ma anche nei parcheggi vicini alle spiagge dove per qualche distrazione si lascia un finestrino un po’ aperto dell’auto e qualche oggetto tipo occhiali da sole o qualche moneta abbandonata sulla plancia o sul cruscotto. Certo è che le spiagge più affollate e quelle “vip” sono le più “ambite” dai furfanti e dalle organizzazioni che lo hanno fatto diventare, in questi luoghi nei quali è quasi un gioco da ragazzi, un vero e proprio business criminale. Ci è stato segnalato peraltro, in tal senso, che i residui della refurtiva, tipo borse e borsellini, vengono poi abbandonati in determinati posti dove è possibile scovare un accumulo di queste custodie tanto elevato è il numero di quelle che appaiono come delle vere e proprie “razzie” in questo periodo dell’anno.
Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, consiglia che si deve cercare il più possibile di evitare di portare oggetti di valore sotto l’ombrellone, ma se proprio non se ne può fare a meno, bisogna prestare la massima attenzione non solo ai propri effetti personali, ma anche a quelli dei vicini d’ombrellone quando questi vanno in acqua e abbandonano tutti i propri effetti, portafogli, telefoni, occhiali da sole, chiavi dell’auto in bella vista sulla spiaggia. E non si tratta solo di semplice e puro spirito di cortesia, ma di prevenzione reciproca e per sé stessi. Per la vastità dei litorali e l’enorme numero di bagnanti, infatti, i primi a vigilare dovrebbero essere proprio questi. Avere l’accortezza di lasciare sempre qualcuno sul posto abbatterebbe drasticamente e definitivamente il fenomeno. Inoltre, chiudere perbene l’autovettura, evitando di lasciare oggetti che potrebbero attirare l’attenzione di questi lestofanti, è una prassi che ci dovrebbe riguardare sempre.In ultimo, bisogna essere sempre pronti a contattare il 112 e 113, il che faciliterebbe le forze dell’ordine a pizzicare in flagranza o quasi i malandrini.

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Il fenomeno del furto dei veicoli in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Oltre 310 vetture rubate ogni giorno, circa 13 ogni ora e una ogni 5 minuti; dei complessivi 113.360 veicoli sottratti ai legittimi proprietari, 62.026 sono spariti nel nulla. Scende dal 47% al 45% la percentuale di recuperi e ritrovamenti delle vetture rubate.E’ questo il pesante bilancio che emerge dai dati del “Dossier annuale sui Furti d’Auto 2011”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero dei veicoli rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno.Nel 2011 il furto dell’auto si è confermato dunque un fenomeno criminale di primo piano e ancora preoccupante per il nostro Paese, pur a fronte di un generalizzato calo vissuto negli ultimi anni che lo ha visto passare dalle 131mila autovetture coinvolte del 2009 alle 124mila del 2010, sino alle oltre 113mila dello scorso anno.Il trend in discesa dei furti (-8,73% nel raffronto 2011/2010 e -15,21% 2011/2009) non è certo rassicurante in assoluto, in quanto lo scorso anno si è assistito contestualmente a un preoccupante calo della capacità di recuperare i veicoli sottratti; tale diminuzione si innesta peraltro in una tendenza già registrata negli anni passati, per la quale i recuperi annui sono costantemente scesi dai circa 130mila del 1990, ai 123mila del 2000 fino ai 58mila del 2010 e ai 51mila del 2011 (- 24,48% nel raffronto 2011/2009)Resta elevato il numero dei furti a scopo di cannibalizzazione (per ottenere pezzi di ricambio), per i traffici internazionali di auto e dei cosiddetti “furti d’uso” (perpetrati per commettere altri reati), anche se le attività criminali devono oggi fare i conti con la maggiore diffusione di sofisticati sistemi antifurto, che stanno spingendo i “topi d’auto” verso frontiere di azione sempre più ingegnose e tecnologiche.“Come testimoniano i dati relativi allo scorso anno, il furto dell’auto”, evidenzia Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “resta una piaga sociale per il nostro Paese che nelle classifiche europee mantiene da sempre un primato poco invidiabile. La sottrazione dell’auto e le difficoltà nel recuperarla costituiscono, soprattutto in alcune aree geografiche, un’ansia condivisa da quanti posseggono una vettura o si apprestano ad acquistarla, a prescindere dal modello comprato e dalla somma investita. Grazie all’efficace tecnologia in radio frequenza, abbiamo oggi raggiunto importanti risultati nel contrasto della criminalità, garantendo il recupero del 90% dei veicoli rubati equipaggiati con i nostri dispositivi nelle 48 ore successive al crimine; in Italia il nostro supporto strategico all’attività delle Forze dell’Ordine si è si rivelato spesso prezioso per sgominare traffici internazionali di auto e arrestare pericolosi criminali”.

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Allarme furti di rame

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

92-minerali. Rame

Image via Wikipedia

I furti dei cavi di rame sono in aumento negli ultimi anni a causa del valore crescente di questo e di altri metalli e per tali ragioni il Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” hanno intrapreso una battaglia tesa a contrastare il dilagare di questo fenomeno criminale. Ma i ladri di queste “preziose” materie prime forse non hanno ancora compreso le gravi conseguenze di natura pubblica e sulla sicurezza dei cittadini che possono derivare dai loro crimini. Non è un esercizio di retorica, ma a causa di questi reati possono essere messe a repentaglio le vite umane di ignari cittadini solo per il fatto che il semplice furto dei cavi di rame possa disconnettere la rete telefonica e interrompere il servizio di emergenza radio e i sistemi di controllo del traffico aereo. Solo a guardare le notizie che vengono dai paesi d’Oltre Manica c’è tanto materiale da far accapponare la pelle: nei mesi scorsi Scotland Yard ha segnalato una serie di episodi che avrebbero potuto comportare eventi tragici a partire dalla Guardia costiera della Costa Sud, che ha perso le comunicazioni per trentasei ore dopo uno di questi furti, l’interruzione del sistema radio “Airwave” utilizzato dai servizi d’emergenza, compresi i servizi di ambulanza, dei vigili del fuoco e della polizia metropolitana e persino i cavi del controllo del traffico aereo all’aeroporto di Stansted, Essex. E in Italia? Non per essere menagrami, ma se si continuerà sulla scia di quanto sta accadendo un po’ dappertutto sul territorio nazionale con migliaia di chilometri di cavi che vengono estirpati ogni giorno ed intere località lasciate al buio o senza rete telefonica, probabilità che si verifichino eventi analoghi saranno alla nostra portata se non si prenderanno delle misure quanto più urgentemente possibile. Al di là delle misure che avevamo proposto replicando quanto stanno facendo altri Paesi dell’UE tra i quali per l’appunto la Gran Bretagna che sta valutando di istituire apposite licenze per i concessionari dei rottami di metallo vietando loro di pagare in contanti i fornitori e aumentando i poteri di polizia che consentiranno il ritiro delle licenze e la chiusura delle rivendite che non rispettano la legge, per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” data la rilevanza sociale e pubblica dei furti di cavi della rete telefonica ed elettrica, ritiene improcrastinabile l’introduzione di un’apposita circostanza aggravante all’interno del nostro codice penale non essendo sufficienti quelle previste all’articolo 625.

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Furti di metalli

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2011

Biella-Andorno-Modellino di locomotiva in meta...

Image via Wikipedia

Un indicatore che il costo delle materie prime, ed in particolare dei metalli, non solo preziosi fosse arrivato alle stelle è dato dall’aumento costante e su tutto il territorio nazionale dei furti di qualsiasi cosa in grado di reperirle.
Una vera e propria “epidemia” che ha colpito ogni angolo del Belpaese e gli oggetti più impensabili purché contengano, una volta rubati e ripuliti dai loro involucri plastici o di altri materiali un qualsiasi tipo di metallo rivendibile su un mercato non troppo “trasparente”. Non si parla solo di metalli preziosi, quali oro, platino e argento il cui mercato “nero” è alimentato dai famigerati “compro oro” e che sono già oggetto di indagini in svariate province del nostro Paese, ma la nuova frontiera dei furti dai facili e veloci guadagni sia per la semplicità di reperire acquirenti che per i costi di acquisto divenuti rilevantissimi, riguarda soprattutto rame, bronzo, ferro e ghisa che in quantità industriali vengono ogni giorno sottratti dai tombini stradali, dai cavi elettrici e telefonici, alle rampe per le sedie per disabili, dalle attrezzature dei parchi giochi, sino alle campane delle chiese, alle lampade dei loculi cimiteriali e persino alle statue in metallo dei santi. Per la verità, si tratta di un fenomeno su scala globale che coinvolge un po’ tutti gli altri stati, tant’è che nel Regno Unito, le stesse forze di polizia hanno di recente ammesso di non riuscire a tenere il passo con la miriade di furti che si verificano in tutto il paese, ed anche in conseguenza delle forti pressioni dovute anche ad una serie di ruberie eclatanti, come quello di una statua in bronzo che rappresentava un militare presso un memoriale dedicato alla seconda guerra mondiale, o intere province private della linea telefonica a seguito della sottrazione dei cavi per le telecomunicazioni, il governo ha pensato di riformare una legge del 1964 Scrap Metal Dealers, che regola il mercato della compravendita di metalli per tentare di porvi un argine. Proprio per tali ragioni il paese d’oltre Manica sta valutando di istituire apposite licenze per i concessionari dei rottami di metallo vietando loro di pagare in contanti i fornitori e aumentando i poteri di polizia che consentiranno il ritiro delle licenze e la chiusura delle rivendite che non rispettano la legge Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di quanto accade anche in Italia,è necessario un giro di vite su tale settore sulla falsariga di quanto sta facendo la Gran Bretagna, ritenendo che le misure che si stanno adottando in quel paese possano costituire un deterrente efficace tale da limitare consistentemente il fenomeno.

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Furti distretto orafo Arezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

Il fenomeno dei furti nelle aziende del distretto orafo di Arezzo che ha colpito il nostro territorio negli ultimi mesi è divenuto un elemento di coesione tra gli imprenditori del settore; si è raggiunta la consapevolezza che è venuto il momento di lavorare insieme, collaborare e chiedere alle Istituzioni con una voce sola, in modo forte e chiaro, soluzione alle nostre richieste su credito, sicurezza, tutela e rispetto del nostro lavoro. Siamo arrivati alla unanime condivisione di realizzare il primo grande evento unitario che riunisca in un luogo simbolo della città tutti coloro i quali operano direttamente o indirettamente nel settore orafo o grazie al settore orafo della Provincia di Arezzo; per dare un segnale al mondo delle istituzioni ma anche alla cittadinanza di tutta la Provincia. Vogliamo testimoniare che il settore orafo di Arezzo rappresenta ancor oggi la spina dorsale del nostro sistema economico; che non ci può essere futuro per la città e la provincia senza le oltre 1.300 aziende orafe con i loro diecimila addetti . Mentre molti recitano l’epitaffio del nostro mondo orafo, Arezzo rappresenta in termini percentuali il primo polo in Italia con il 35% dell’export nazionale. In virtù della forte motivazione degli imprenditori e per garantire una adeguata organizzazione abbiamo deciso, dato l’accavallarsi delle elezioni e la concomitanza della fiera di Vicenza, di organizzare l’Evento nel pomeriggio di martedì 7 giugno. Abbiamo già raccolto, grazie soprattutto all’impegno del Comitato Sicurezza, oltre 1200 adesioni in pochissimi giorni. Con queste premesse tutti i membri della Consulta: CNA, Confartigianato, Confindustria e Confapi, invitano tutti gli operatori a cogliere questa opportunità unica di far sentire la loro voce.

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Furti dalla culla

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Scattano le manette per la finta infermiera che “rubò” un bimbo dalla culla.  Più  tutele per i soggetti indifesi quali i neonati con la sentenza n. 6220 del 18 febbraio 2011 della quinta sezione penale della Cassazione che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” porta all’attenzione affinché costituisca da monito e contrasto contro un fenomeno, quale quello dei furti dalla culla, ancora diffuso nel Nostro Paese. Secondo la Suprema Corte sussiste il reato di sequestro di persona di cui all’art. 605 del codice penale anche quando la vittima sia un neonato che per ovvie ragioni non può opporre resistenza o ribellarsi. Inoltre, per gli ermellini tale reato può ben concorrere con quello previsto all’articolo 574 del suddetto codice, la sottrazione di minori, perché diversi sono i beni giuridici protetti dalle norme incriminatrici. Nel motivare la propria decisione la Corte parte dall’assunto secondo cui il bene giuridico che l’articolo 605 del C.p. intende tutelare non è la libertà di movimento in sé, ma la libertà fisica in quanto diritto fondamentale.  Per il minore, e ancor più per il neonato, sono i genitori che decidono per lui: se dunque il bambino è sottratto contro il consenso di mamma e papà, deve ritenersi implicito il dissenso del piccolo. Nell’applicare tali principi al caso de quo i giudici di piazza Cavour hanno, infatti, confermato la custodia cautelare in carcere di una donna che fingendosi infermiera sottrasse un bambino dalla culla del reparto di ostetricia dell’ospedale di Nocera Inferiore (Salerno).Il giudice di legittimità ha ritenuto anche applicabile il reato di sottrazione di minore anche perchè il diverso bene giuridico tutelato dall’articolo 574 del Codice penale è il diritto dell’affidatario dell’incapace a mantenere quest’ultimo sotto la propria custodia.

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Opere d’arte e furti celebri

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

15 gennaio (Rai Tre, ore 16:15),  del magazine di Rai Educational  dedicato all’arte e alla cultura la rubrica “Noir” ripercorre la vicenda della tela scomparsa a Palermo nel 1969 Ai picciotti con il volto coperto bastò spingere le imposte del balcone perché i battenti si aprissero.  Entrarono facilmente nella quiete di una notte tempestosa. Aprirono le cassette dell’elemosina, quelle dei ceri votivi, frugarano ovunque facendo cadere candelabri e paramenti. Poi si concentrarono sulle pareti, su quella tela nata nel 1609 dal pennello e dall’estro del Caravaggio. In pochi minuti la staccarono dal suo posto originario, tagliandola ai bordi e buttando via la cornice. Da quel momento in poi della “Natività coi santi Lorenzo e Francesco”, fino ad allora custodita nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, non si è saputo più nulla. Un mistero che a oltre quarant’anni da quel 18 ottobre 1969 non è ancora stato risolto. Un’opera – l’ultima che il grande pittore lombardo dipinse in Sicilia prima di ritornare a Napoli – che i critici consideravano tra quelle dell’artista meglio conservate del periodo siciliano. Un’attrazione per addetti ai lavori, religiosi e semplici turisti che venivano ad ammirarla da ogni parte del mondo. Quell’olio su tela di due metri e 68 centimetri per un metro e 97, tra le prime dieci opere d’arte rubate nella classifica mondiale stilata dalla Fbi, ha un valore   stimato attualmente in più di 30 milioni di euro. Ma cosa ne è stato di questo capolavoro dell’umanità? Venne bruciato, sotterratto o finì nelle mani della malavita? Le ipotesi sono molte, le speranze di ritrovarlo poche. Di questa storia ancora nebulosa si parla ad Art News nella puntata di sabato 15 gennaio, all’interno della rubrica Noir. La vicenda della “Natività” trafugata rivive nel racconto lucido e avvincente della scrittrice Elisabetta Bucciarelli.
Nato nel 2006, Art News è il magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura in onda il sabato alle ore 16:15 su Rai Tre. Maria Paola Orlandini, autrice del programma con Luigi Ceccarelli e Vincenzo Sferra, conduce la trasmissione coadiuvata da esperti quali Claudio Strinati, Antonio Paolucci, Cristiana Perrella, Demetrio Paparoni.

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Treni e furti. Come farsi rimborsare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

In questo periodo aumenta il numero dei viaggiatori in treno e l’occasione e’ ghiotta per i ladri, che vedono aumentare le possibilità di mettere a segno qualche colpo in piu’. Che fare in caso di furti? L’informazione non e’ molto diffusa ma e’ possibile farsi risarcire il danno derivante dai furti subiti durante un viaggio in treno. Non per tutti i treni ma per gli Eurostar, gli Intercity (gran comfort), i vagoni letto e le cuccette. Nel prezzo del biglietto e’ infatti compresa una quota assicurativa che consente di chiedere un rimborso per il furto. Vediamo in particolare.
Eurostar e Intercity: sono indennizzati i furti solo per le valigie sistemate nell’apposito vano portabagagli, all’estremita’ delle carrozze. Il rimborso e’ di 260 euro per valigia per un massimo di due valigie, il massimale e’ quindi 520 euro. Vagoni letto e cuccette: oltre alle valigie sono previsti risarcimenti per il furto di portafogli, macchine fotografiche, computer, ecc., a condizione che le porte siano state chiuse. Il massimale e’ di 520 euro. Il passeggero dovra’ segnalare il furto al personale del treno, fare la denuncia alle forze di polizia o alla Autorita’ giudiziaria entro 3 giorni e inviare la richiesta entro 15 giorni a: Trenitalia – Assistenza passeggeri Piazza della Croce Rossa 1 – 00161 ROMA. o presso gli Uffici passeggeri della stazione di arrivo. Occorre naturalmente allegare alla richiesta copia della denuncia e il biglietto.

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Furti in casa. Come tutelarsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

La preoccupazione piu’ diffusa fra gli italiani e’ quella di subire un furto in casa.  Il periodo estivo e’ un momento d’oro per i ladri: case vuote, strade deserte, poco traffico e portieri in vacanza favoriscono le visite dei ladri e la successiva disperazione dei cittadini. Come fare per tutelarsi? Molti ricorrono alla corazzatura della porta, cioe’ al rinforzo dell’anta o delle ante esistenti, ma non basta perche’ una porta non “assicurata” all’intelaiatura offre poca resistenza al saccheggiatore. Occorre una porta blindata, corazzata, collegata alla impalcatura e in grado di resistere alle effrazioni.Come scegliere le porte blindate? Innanzi tutto preferire le porte a norma, che sono sottoposte a test di resistenza, e individuare la categoria da scegliere. La suddivisione e’ in quattro classi, in ordine crescente, in relazione al bene da tutelare: nella prima vi e’ il classico appartamento di citta’ (costo medio 1000 euro), nell’ultima le gioiellerie. I prezzi sono ovviamente diversi in relazione al grado di tutela e al valore dei beni da proteggere. Anche le grate per le finestre sono utili, specialmente per chi abita al piano terra; il costo si aggira sui 500/800 euro a finestra. Alcuni accorgimenti, come quello di lasciare la radio, la Tv o una luce accesa (che si attivino ad intermittenza), riescono a  trarre in inganno i ladri, che possono pero’ verificare la presenza degli inquilini con una semplice telefonata, o tornando sul posto in periodi successivi. Si possono lasciare le chiavi a parenti e amici che passino ogni tanto per controllare la situazione e svuotare la cassetta delle lettere (l’accumulo di posta puo’ essere indicativo dell’assenza). In segreteria telefonica e’ bene lasciare un messaggio semplice del tipo “lasciate un messaggio”. Ci sono poi gli allarmi (ai quali pochi danno retta) che raggiungono  cifre da capogiro ed e’ bene che siano collegati con le forze di polizia, pubblica o privata. Se gli oggetti tenuti in casa (gioielli, quadri, ecc.) hanno un elevato valore sarebbe opportuno depositarli in banca, qualcuno ha avuto la bell’idea di portarli al Monte dei Pegni e riscattarli al ritorno dalle vacanze. Esistono anche le assicurazioni contro i furti: consigliamo un’attenta lettura delle condizioni contrattuali, per evitare un’ulteriore amara sorpresa. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Boom di furti in corsia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

E’ quanto emerge da un’analisi sui furti in ospedale nel 2009, elaborata dalla Polizia di Stato. Un vero e proprio boom di “colpi” che, a detta di chi lavora negli ospedali, come gli infermieri, vanno dalle attrezzature sanitarie più sofisticate ai farmaci. Ma soprattutto, a finire nel mirino dei ladri sembrano essere i pazienti, sofferenti e indifesi, a cui vengono sottratti vari oggetti personali, dal portafoglio al telefonino. Dall’analisi, il dato che balza agli occhi è che, in linea generale, il numero delle denunce è più alto nel Nord del Paese. Alla Lombardia e all’Emilia Romagna, regioni in testa, si aggiungono infatti il Veneto, con 820 denunce, e il Piemonte, con 739. Le cose sembrerebbero andare infatti meglio al Sud. In Campania ad esempio, regione spesso nell’occhio del ciclone in materia di sicurezza negli ospedali, il numero delle denunce per furto è pari a 368. Circa una al giorno di media. Più o meno come la Sicilia (390), e poco meno della  Puglia (436). Al Centro sono invece Lazio (569) e Toscana (528) le regioni che contano più denunce per furti in corsia. «I dati emersi – commenta Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Cittadinanzattiva – fanno pensare che al Sud, probabilmente, non si denunciano questi furti in corsia. Non voglio avere pregiudizi nei confronti del Meridione – aggiunge – ma attenzione a leggere questi dati e pensare che ci sia un allarme sicurezza negli ospedali del Nord. Anzi – sottolinea – semmai questa differenza nelle cifre deve spingere chi di dovere a monitorare ancora di più il fenomeno nelle regioni del Sud». Monitoraggio a cui deve far seguito un’azione di vigilanza più serrata. «Esistono procedure, anche elementari – spiega la coordinatrice nazionale del Tdm – che si possono attuare per alzare la soglia di attenzione. Una soglia che, al di là dei furti, al momento è troppo bassa negli ospedali italiani. E i fatti di cronaca degli ultimi tempi lo stanno a testimoniare». Tra le misure da adottare per aumentare la sicurezza, Moccia segnala: «l’aumento del personale di vigilanza, soprattutto all’ingresso delle strutture e nei reparti più sensibili come la maternità e la geriatria». E ancora. «L’installazione di telecamere, ma – sottolinea la coordinatrice nazionale del Tdm – sempre nel rispetto della privacy del paziente però». Inoltre, si possono adottare tutta una serie di accortezze, «anche banali», come ad esempio «la chiusura a chiave dei cassetti», spiega Moccia. (fonte doctor news)

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Furti negli alberghi. Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Tempo di rientri e periodo propizio per i ladri che vogliono alleggerire il portafoglio, od altro, dei turisti che nella confusione dei preparativi per il rientro dimenticano le buone norme di cautela e custodia dei propri valori. Negli alberghi si puo’ trovare un cartello con scritto “La direzione declina qualsiasi responsabilita’ per il furto o il danneggiamento dei beni lasciati incustoditi”. Nella fretta, quindi, si tralascia di chiedere quanto e’ dovuto per legge. Infatti, l’ avviso non ha valore perche’ l’art. 1783 del Codice Civile recita “L’albergatore e’ responsabile del deterioramento, distruzione e sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo”. Se viene sottratto, distrutto o deteriorato qualcosa il consumatore ne dovra’ dare comunicazione scritta all’albergatore e presentare denuncia all’Autorita’ di polizia. Il risarcimento massimo e’ limitato al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata. Se il bene e’ stato invece consegnato in custodia all’albergatore, costui ne risponde per l’intero valore. Qui un modulo ad hoc: http://www.aduc.it/ dyn/sosonline/modulistica/ modu_mostra.php?Scheda=92097

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