Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘furti’

Treni e furti. Come farsi rimborsare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

In questo periodo aumenta il numero dei viaggiatori in treno e l’occasione e’ ghiotta per i ladri, che vedono aumentare le possibilità di mettere a segno qualche colpo in piu’. Che fare in caso di furti? L’informazione non e’ molto diffusa ma e’ possibile farsi risarcire il danno derivante dai furti subiti durante un viaggio in treno. Non per tutti i treni ma per gli Eurostar, gli Intercity (gran comfort), i vagoni letto e le cuccette. Nel prezzo del biglietto e’ infatti compresa una quota assicurativa che consente di chiedere un rimborso per il furto. Vediamo in particolare.
Eurostar e Intercity: sono indennizzati i furti solo per le valigie sistemate nell’apposito vano portabagagli, all’estremita’ delle carrozze. Il rimborso e’ di 260 euro per valigia per un massimo di due valigie, il massimale e’ quindi 520 euro. Vagoni letto e cuccette: oltre alle valigie sono previsti risarcimenti per il furto di portafogli, macchine fotografiche, computer, ecc., a condizione che le porte siano state chiuse. Il massimale e’ di 520 euro. Il passeggero dovra’ segnalare il furto al personale del treno, fare la denuncia alle forze di polizia o alla Autorita’ giudiziaria entro 3 giorni e inviare la richiesta entro 15 giorni a: Trenitalia – Assistenza passeggeri Piazza della Croce Rossa 1 – 00161 ROMA. o presso gli Uffici passeggeri della stazione di arrivo. Occorre naturalmente allegare alla richiesta copia della denuncia e il biglietto.

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Furti in casa. Come tutelarsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

La preoccupazione piu’ diffusa fra gli italiani e’ quella di subire un furto in casa.  Il periodo estivo e’ un momento d’oro per i ladri: case vuote, strade deserte, poco traffico e portieri in vacanza favoriscono le visite dei ladri e la successiva disperazione dei cittadini. Come fare per tutelarsi? Molti ricorrono alla corazzatura della porta, cioe’ al rinforzo dell’anta o delle ante esistenti, ma non basta perche’ una porta non “assicurata” all’intelaiatura offre poca resistenza al saccheggiatore. Occorre una porta blindata, corazzata, collegata alla impalcatura e in grado di resistere alle effrazioni.Come scegliere le porte blindate? Innanzi tutto preferire le porte a norma, che sono sottoposte a test di resistenza, e individuare la categoria da scegliere. La suddivisione e’ in quattro classi, in ordine crescente, in relazione al bene da tutelare: nella prima vi e’ il classico appartamento di citta’ (costo medio 1000 euro), nell’ultima le gioiellerie. I prezzi sono ovviamente diversi in relazione al grado di tutela e al valore dei beni da proteggere. Anche le grate per le finestre sono utili, specialmente per chi abita al piano terra; il costo si aggira sui 500/800 euro a finestra. Alcuni accorgimenti, come quello di lasciare la radio, la Tv o una luce accesa (che si attivino ad intermittenza), riescono a  trarre in inganno i ladri, che possono pero’ verificare la presenza degli inquilini con una semplice telefonata, o tornando sul posto in periodi successivi. Si possono lasciare le chiavi a parenti e amici che passino ogni tanto per controllare la situazione e svuotare la cassetta delle lettere (l’accumulo di posta puo’ essere indicativo dell’assenza). In segreteria telefonica e’ bene lasciare un messaggio semplice del tipo “lasciate un messaggio”. Ci sono poi gli allarmi (ai quali pochi danno retta) che raggiungono  cifre da capogiro ed e’ bene che siano collegati con le forze di polizia, pubblica o privata. Se gli oggetti tenuti in casa (gioielli, quadri, ecc.) hanno un elevato valore sarebbe opportuno depositarli in banca, qualcuno ha avuto la bell’idea di portarli al Monte dei Pegni e riscattarli al ritorno dalle vacanze. Esistono anche le assicurazioni contro i furti: consigliamo un’attenta lettura delle condizioni contrattuali, per evitare un’ulteriore amara sorpresa. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Boom di furti in corsia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

E’ quanto emerge da un’analisi sui furti in ospedale nel 2009, elaborata dalla Polizia di Stato. Un vero e proprio boom di “colpi” che, a detta di chi lavora negli ospedali, come gli infermieri, vanno dalle attrezzature sanitarie più sofisticate ai farmaci. Ma soprattutto, a finire nel mirino dei ladri sembrano essere i pazienti, sofferenti e indifesi, a cui vengono sottratti vari oggetti personali, dal portafoglio al telefonino. Dall’analisi, il dato che balza agli occhi è che, in linea generale, il numero delle denunce è più alto nel Nord del Paese. Alla Lombardia e all’Emilia Romagna, regioni in testa, si aggiungono infatti il Veneto, con 820 denunce, e il Piemonte, con 739. Le cose sembrerebbero andare infatti meglio al Sud. In Campania ad esempio, regione spesso nell’occhio del ciclone in materia di sicurezza negli ospedali, il numero delle denunce per furto è pari a 368. Circa una al giorno di media. Più o meno come la Sicilia (390), e poco meno della  Puglia (436). Al Centro sono invece Lazio (569) e Toscana (528) le regioni che contano più denunce per furti in corsia. «I dati emersi – commenta Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Cittadinanzattiva – fanno pensare che al Sud, probabilmente, non si denunciano questi furti in corsia. Non voglio avere pregiudizi nei confronti del Meridione – aggiunge – ma attenzione a leggere questi dati e pensare che ci sia un allarme sicurezza negli ospedali del Nord. Anzi – sottolinea – semmai questa differenza nelle cifre deve spingere chi di dovere a monitorare ancora di più il fenomeno nelle regioni del Sud». Monitoraggio a cui deve far seguito un’azione di vigilanza più serrata. «Esistono procedure, anche elementari – spiega la coordinatrice nazionale del Tdm – che si possono attuare per alzare la soglia di attenzione. Una soglia che, al di là dei furti, al momento è troppo bassa negli ospedali italiani. E i fatti di cronaca degli ultimi tempi lo stanno a testimoniare». Tra le misure da adottare per aumentare la sicurezza, Moccia segnala: «l’aumento del personale di vigilanza, soprattutto all’ingresso delle strutture e nei reparti più sensibili come la maternità e la geriatria». E ancora. «L’installazione di telecamere, ma – sottolinea la coordinatrice nazionale del Tdm – sempre nel rispetto della privacy del paziente però». Inoltre, si possono adottare tutta una serie di accortezze, «anche banali», come ad esempio «la chiusura a chiave dei cassetti», spiega Moccia. (fonte doctor news)

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Furti negli alberghi. Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Tempo di rientri e periodo propizio per i ladri che vogliono alleggerire il portafoglio, od altro, dei turisti che nella confusione dei preparativi per il rientro dimenticano le buone norme di cautela e custodia dei propri valori. Negli alberghi si puo’ trovare un cartello con scritto “La direzione declina qualsiasi responsabilita’ per il furto o il danneggiamento dei beni lasciati incustoditi”. Nella fretta, quindi, si tralascia di chiedere quanto e’ dovuto per legge. Infatti, l’ avviso non ha valore perche’ l’art. 1783 del Codice Civile recita “L’albergatore e’ responsabile del deterioramento, distruzione e sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo”. Se viene sottratto, distrutto o deteriorato qualcosa il consumatore ne dovra’ dare comunicazione scritta all’albergatore e presentare denuncia all’Autorita’ di polizia. Il risarcimento massimo e’ limitato al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata. Se il bene e’ stato invece consegnato in custodia all’albergatore, costui ne risponde per l’intero valore. Qui un modulo ad hoc: http://www.aduc.it/ dyn/sosonline/modulistica/ modu_mostra.php?Scheda=92097

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Congresso Internazionale Gruppi in Tempo di Conflitti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Roma, dal 24 al 29 agosto 2009, ore 11.00 presso la Sala Treviri – Ergife Hotel Via Aurelia 619, 17mo Congresso Internazionale Gruppi in Tempo di Conflitti. Gli organizzatori del congresso in attesa dei lavori hanno preannunciato alcuni dati precisando che in Italia nel 2008 da un’elaborazione C.O.I.R.A.G. su dati forniti dal Ministero dell’Interno riferiti all’anno 2008 vi sono stati 2 milioni e 695 mila gli episodi criminosi. La classifica negativa: prima Milano, seguita da Roma e Torino  Milano è la capitale del crimine (280.000 crimini nel 2008) seguita da Roma (235.000) e Torino (154.000). Milano è  prima per i furti con destrezza (se ne contano 24.345), Roma per i furti d’auto (23.134 in un anno).  Prima per numero di rapine è Napoli (11.137).  La provincia che vanta il minor numero di crimini in un anno è Isernia (solo 2.939 crimini in un anno).  L’ondata di crimini, spesso associati alla figura dello straniero, che i recenti fatti di cronaca portano alla ribalta sembra farci dimenticare che è nel silenzio del nostro quotidiano che la violenza si manifesta in tutta la sua ferocia.  La ricerca del capro espiatorio, ben si presta ad intercettare e convogliare le nostre insicurezze sociali: in un gruppo identificare un capro espiatorio serve a difendersi da una qualcosa che fa parte dei membri stessi del gruppo.  In qualche modo è come se trasferendo la colpa su una vittima espiatoria, ci si liberasse delle propria.  Nel frattempo, per far fronte al clima di insicurezza sociale di cui la violenza è  sintomo, nascono iniziative come telecamere di sicurezza nelle nostre città e le ronde dei cittadini.  Come se avessimo bisogno di un supporto supplementare perché le istituzioni non “funzionano” più.  Alla base di questi comportamenti di reazione stanno le dieci caratteristiche comuni di quelli che Vamik Volkan definisce gruppi fondamentalisti “incapsulati” che spesso si comportano come gruppi pseudo o para religiosi: un testo sacro (dove per sacro può stare una direttiva politica sorretta da istanze sociali), un leader assoluto che ne è interprete, una richiesta al gruppo di totale devozione e la delega del gruppo e al suo leader di tutti gli aspetti e le scelte della vita; tangibili benefici per i membri, sentimenti di essere al contempo onnipotenti e vittime, azioni estremamente masochistiche e/o sadiche, modificazioni della moralità condivisa, creazioni di limiti (psicologici e fisici) tra il gruppo e il resto della società, cambiamento all’interno dei propri confini delle norme familiari, di genere o sessuali, sentimenti negativi e di rabbia nei confronti degli esterni. Si tratta di elementi non interamente separabili. Gli aspetti fondamentali di questo modello sono la spiegazione della vita mentale come costruzione della realtà e l’applicazione all’esperienza di realtà del modello sviluppo/regressione – la malattia mentale nella sua descrizione non è solo una riduzione dell’esperienza umana e una patologia della libertà ma anche un disturbo della capacità di esperire il reale.  http://www.coirag.org

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Aumentano i furti nelle abitazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Roma. “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia Rauti per il furto avvenuto nel loro appartamento a Monte Mario, una delle zone della Capitale bersagliata dai furti nelle abitazioni e a tutti i cittadini che in questi ultimi mesi sono stati coinvolti da queste azioni criminose che hanno interessato i quartieri della città Parioli, Prati, Medaglie D’Oro, Casal Lumbroso e Marconi” – lo dichiara il Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori, che proprio ieri ha presieduto una commissione convocata per discutere i diversi furti e rapine in appartamento in più punti della città, in seguito alle numerose segnalazioni pervenuteci e recenti fatti avvenuti a danno di persone note e cittadini comuni. “Questi furti avvengono tutti con le stesse modalità – prosegue Santori: i ladri, quasi sempre in coppia, entrano dalla porta di casa e usano un tubo Innocenti per sfondare il blocchetto della stessa; si apprestano a entrare negli appartamenti durante il giorno; rubano tendenzialmente gioielli e carte di credito; non si curano del fatto che siano presenti persone all’interno che vengono tenute in ostaggio in attesa che uno dei due porti a termine il furto e vengono aiutati da complici che nei giorni precedenti procedono al sopralluogo degli edifici, spacciandosi per funzionari della Asl addetti al controllo di eventuali irregolarità negli stabili e relative vie di fuga degli stessi, o funzionari postali”. La Commissione Sicurezza del Comune di Roma pertanto, dopo aver inviato una nota al Prefetto e alla Questura di Roma, lancia un allarme alle amministrazioni locali e a tutte le forze dell’ordine al fine di tranquillizzare la cittadinanza durante il periodo estivo in cui molti cittadini lasceranno le proprie abitazioni incustodite. “Vogliamo dunque tranquillizzare tutti gli abitanti di Roma – conclude Santori – ed in particolare quelli delle zone ultimamente bersagliate che la Commissione Sicurezza si impegnerà a porre in essere tutte le misure necessarie per far sì che le abitazioni siano al sicuro durante l’estate”.

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Furti opere nelle campagne romane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

La fontanella sparita.“Crediamo sia giusto dare il dovuto risalto ai piccoli continui furti che quotidianamente stanno impoverendo il patrimonio culturale e storico della campagna romana ai confini del Municipio XV con il Comune di Fiumicino, come quello avvenuto qualche giorno fa in Via di Monte Carnevale, piccola strada di campagna che congiunge Via della Muratella con Via di Malagrotta”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “E’ stato rubato l’intero nasone di una fontana che esisteva da tempo nella zona, lasciando solo basamento e tubazione – prosegue la  nota del consigliere – ma soprattutto riteniamo gravissimo il furto della campana della Cappelletta, opera consacrata nel 1955 dagli agricoltori della zona a protezione dei raccolti”. “Voglio quindi esprimere la mia sincera vicinanza a tutta la comunità religiosa di Porto e Santa Rufina, nonché a tutti i residenti di questo quadrante che, già vessato dalle gravi servitù ambientali della discarica di Malagrotta e della Raffineria di Roma, ora subisce l’ennesimo colpo alla propria storia e alla propria identità, riuscendo difficilmente ad accettare che per un kilogrammo di bronzo possa essere stata compiuta tale grave offesa a un’intera comunità”, conclude la nota di Santori. (fontanella sparita)

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Quali attività legali?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Lettera al direttore Stamattina ascoltavo il dibattito tra il conduttore di un importante network radiofonico nazionale ed un giornalista della carta stampata. Tema : 1) situazione campi Roma nella capitale, 2) fotografia del quartiere Esquilino di Roma. Primo argomento i Rom ed i loro campi, ad oggi sicuramente, dopo un anno di giunta Alemanno la sensazione è che la situazione sia sotto controllo; approccio deciso, censimenti, presenza delle autorità locali di polizia (peraltro anche recentemente picchiate dai Rom). Ma: ecco il punto; è possibile che sia pur nel rispetto di qualsivoglia diritto umano, queste persone pratichino costantemente e sotto gli occhi di tutti attività fuori dalla legge? accattonaggio di minori, furti in appartamenti, borseggi etc). Semplifichiamo; qualcuno è in grado di dirmi quali sono le attività legali svolte da queste persone per sostenere le loro numerose famiglie?! Diteme una soltanto. Furti di rame dai depositi delle ferrovie, furti di macchine, per favore, aspetto notizie da chiunque, in coscienza, sappia rispondere alla domanda: quali sono le attività legali svolte da queste persone? Aggiungo che la legge prevede posti presso ciascuna delle sezioni di tutte le scuole statali per i bambini di famiglie rom. Ottimo, giusto!
Ma, è c’è un ma, i loro genitori non li mandano a scuola per far loro espletare altre “attività”.
Secondo argomento: il quartiere Esquilino di Roma. Ho sentito per radio intervenire numerosi residenti di questo storico quartiere della capitale, i quali, hanno testimoniato come negli ultimi 30 anni questo quadrante della città, sia finito nelle mani dei commercianti cinesi. Qualcuno degli ascoltatori, osservava come salta all’occhio la stranezza che il quartiere in questione presenta: decine di negozi vendono le stesse cianfrusaglie. Strano; nessuna concorrenza, nessun apparente interesse a vendere alcunché (alcuni neanche parlano italiano). Morale? Qualcosa non quadra, c’è qualcosa sotto. Nel quartiere non più macellai, artigiani, solo due o tre panifici. A voi le conclusioni. Conclusione generale: 1) si richiede che i nomadi siano nomadi; “stai due mesi poi te ne vai!” 2) si richiede controllo dei proprietari delle mura delle attività commerciali dell’Esquilino, nonché controllo da parte della Guardia di Finanza dei conti dei titolari o prestanome delle attività suddette. (Cristiana Zarneri)

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