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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘furto’

Roma: furto delle pietre di inciampo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

La Comunità di Sant’Egidio esprime sdegno e ferma condanna per il grave atto razzista costituito del furto delle pietre di inciampo che, nel rione Monti, come in altre zone della Capitale, ricordano la persecuzione subita dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione nazista. Manifestando la sua vicinanza alle famiglie Di Castro e Di Consiglio – che hanno perso tanti dei loro cari sia nella deportazione del 16 ottobre 1943 che nella strage delle Fosse Ardeatine – e con loro a tutta la Comunità ebraica romana, Sant’Egidio continuerà a coltivare e a difendere una memoria che qualcuno vorrebbe cancellare, ma che oggi è ancora più preziosa di fronte al preoccupante insorgere di nuovi razzismi e discriminazioni.

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Boeri, l’uomo che si compiace del furto ai migranti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

inpsCuriosa la sortita del presidente INPS Boeri sul contributo economico che i migranti danno al nostro prodotto interno lordo. Boeri ha affermato, in una audizione al Parlamento, quindi nella più alta sede istituzionale, che i contributi dei migranti contribuiscono per l’ 1% al nostro PIL, che questi versano contributi per circa 8 miliardi e che ne ricevono indietro 3. Nessuno dei Parlamentari presenti, e men che meno i giornalisti che alla sortita hanno poi dato ampio spazio, hanno avuto l’ardire di chiedere come mai tale disparità tra versato e ottenuto sotto forma di pensione. Se abbiamo capito bene solo una parte dei migranti rimane nel nostro Paese sufficientemente a lungo per maturare il diritto a pensione, soprattutto probabilmente una quota consistente di chi ha lavorato per anni in Italia torna nel proprio Paese di origine dove i contributi versati in Italia sono carta straccia. Questo ovviamente riguarda in particolare i migranti provenienti da paesi extra Unione Europea. Non esistono infatti, se non in alcuni casi, convenzioni bilaterali internazionali che regolino la materia tra il nostro Paese e i paesi di provenienza dei migranti, perché i contributi versati in Italia siano validi e cumulabili con quelli versati in altri paesi, compreso quello di provenienza. Con la Tunisia questa Convenzione esiste. L’hanno fatta Craxi e Andreotti nel 1987. E’ diventata una Legge dello Stato Italiano e garantisce proprio che i contributi versati dai lavoratori Tunisini in Italia e Italiani in Tunisia non vadano persi. In questo caso non c’è guadagno per le casse dell’INPS e per il nostro PIL, però, se possiamo permetterci di dirlo, c’è maggiore giustizia. Ma cosa osta alla stipula di analoghe convenzioni bilaterali almeno con i maggiori Paesi di provenienza dei nostri lavoratori immigrati? E’ così difficile arrivare ad un accordo tra Stati, oppure c’è l’intenzione di coltivare ancora per molto quella sottrazione di denari dalle tasche dei migranti per aumentare fraudolentemente il nostro PIL e arricchire le casse dell’INPS? Ci sembra che sia più che mai necessario organizzare i migranti e le Comunità e mobilitarsi per costringere l’INPS e il Governo Italiano a prendere seriamente in considerazione il fatto che quello che stanno facendo non è altro che un furto in piena regola ai danni di lavoratrici e lavoratori migranti e che questa pratica deve finire al più presto. A pagare la pensione agli Italiani deve pensarci lo Stato, non i migranti.

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Segreti commerciali: proteggere imprese e salvaguardare diritto all’informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2016

parlamento europeoLe nuove norme UE per aiutare le aziende a ottenere un risarcimento legale contro il furto o l’uso improprio dei loro segreti commerciali sono state approvate dal Parlamento giovedì. I deputati hanno inserito una clausola per proteggere la libertà di espressione e d’informazione.
“Con una società su cinque che ogni anno è vittima di furto di segreti commerciali, questa armonizzazione dovrebbe consentire la creazione di un ambiente sicuro e affidabile per le imprese europee, che vedranno protetti i loro beni immateriali e il know-how”, ha affermato la relatrice Constance Le Grip (PPE, FR). “Mi sono inoltre battuta per assicurare che le garanzie previste dal testo per proteggere il lavoro dei giornalisti e dei whistle-blower siano reali e il meno ambigue possibile”, ha aggiunto.Il testo è stato approvato con 503 voti favorevoli, 131 voti contrari e 18 astensioni.La direttiva, concordata in via informale con i ministri prima del voto, introduce una definizione comunitaria di “segreto commerciale”, ossia tutte quelle informazioni che sono segrete, hanno valore commerciale proprio poiché segrete, e sono state sottoposte a misure per mantenerle tali.Gli Stati Membri dovrebbero assicurare che le vittime dell’utilizzo illecito dei segreti commerciali possano difendere i propri diritti in tribunale e chiedere un risarcimento. Nel testo approvato sono inoltre presenti norme per proteggere le informazioni confidenziali durante il procedimento legale.Nel corso delle negoziazioni con i ministri, i deputati hanno insistito sulla necessità che la nuova direttiva non limitasse la libertà di stampa, il pluralismo dei media e il lavoro dei giornalisti, facendo riferimento in particolare alle loro inchieste e alla tutela delle fonti.

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Ici furto di stato?

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2011

«Chi si ricorda quanto pagava di ICI sulla prima casa prima che fosse cancellata? La reintroduzione dell’Imposta Comunale sugli Immobili (o come verrà chiamata) viene data per certa tra i primi provvedimenti del governo guidato da Mario Monti. Come una clava che già pende sulla testa delle famiglie italiane. La UIL si è presa la briga di andare a spulciare tra i dati catastali in tutti i capoluoghi di provincia e ha calcolato quanto ciascun proprietario dovrà versare al fisco. Ciò che emerge è che a Perugia e a Terni si pagherebbe meno che negli altri capoluoghi.
Secondo l’indagine del Servizio politiche territoriali del sindacato la ‘nuova Ici’, qualora venisse realmente reintrodotta, costerebbe mediamente 136 euro l’anno ad ogni famiglia italiana (185,40 euro per un casa accatastata in A/2 e 86,62 euro per una casa in A/3). L’indagine ha preso a campione il costo annuo dell’imposta riferita alla media di un appartamento di 80 mq., di categoria A/2 (abitazione civile) e A/3 (abitazione economica e popolare) che è il taglio medio delle città capoluogo, analizzandone le rendite catastali rapportate a 5 vani e siti in zona censuaria semiperiferica. Le aliquote e la detrazione sulla prima casa, prese in considerazione, sono quelle deliberate dai Comuni per il 2011» (Monti: ipotesi Ici sulla prima casa, costerà 80 euro a famiglia, a Perugia, e 65 a Terni).Per anni le famiglie italiane sono state costrette a versare questo contributo a dir poco illegittimo. Il governo Prodi, prima, ed il governo Berlusconi, poi, e definitivamente, hanno eliminato l’imposta comunale gravante su terreni ed immobili. Ora, la sua inevitabile reintroduzione. appiamo dai tagli operati che gli Enti pubblici territoriali non avranno le solite sovvenzioni di Stato. Buon modo per recuperare liquidità è pertanto quella di spremere limoni già secchi. L’ICI prima casa costituisce tuttavia un atto immorale – uno dei tanti – dei poteri forti volti a disintegrare sempre più i nuclei famigliari e a penalizzare il fulcro ed il centro della vita.considerazioni sui contenuti delle disposizioni normative facenti parte della costituzione italiana, ci possono aiutare a riflettere sulla portata di tale continua reiterata illegittimità. Il secondo comma dell’articolo 1 della carta costituzionale afferma: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione». Affermazione dal sapore tautologico e beffardo, se si confronta con la realtà attuale della politica e dell’economia globale che ci investe.
Al governo, un tizio da nessuno eletto, ossequiante dei poteri forti che decidono le sorti di popoli e di nazioni, nella disgregazione sociale ed economica funzionale ad intereressi superiori ed oscuri, fautrice di una vera schiavitù, per lo più inconsapevole e mascherata di democrazia ilare ed illusa, di ingenti masse.All’articolo 2 si legge: «La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», da leggersi in combinato disposto con l’articolo 29 e con il 31: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», da cui «La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose».Ebbene, chiunque volesse leggere il dettato normativo disegnato dai costituenti alla luce delle vere e volute necessità e difficoltà economiche che una famiglia ordinaria incontra nel cammino della propria esistenza, soltanto per cercare di ottenere il luogo della propria dimora, si potrebbe facilmente rendere conto della disapplicazione di fatto dei princìpi fondamentali dell’ordinamento giuridico.Non occorre l’atteggiamento del censore per accorgersi come la finanza (italiana ed estera) abbia operato nel dettaglio contro la famiglia a 360 gradi: il costo degli immobili, i relativi mutui per l’acquisto. Frenare le speculazioni finanziarie sull’immobile e sull’usura praticata dalle banche con la veste di legittimo prestito ad interesse, dovrebbe essere il primo còmpito di qualunque governo, se volesse davvero tradurre in realtà il pletorico asserto costituzionale favorevole alla famiglia.Dove risiede invece questa sbandierata tutela?Le necessità primarie dell’essere umano sono quelle di mangiare (e bere), dormire, vestirsi degnamente ed avere un tetto sotto cui stare e nel quale vivere. Un individuo che formi una famiglia abbisogna che quest’ultimo aspetto venga tutelato con ancora maggior vigore, viste le contingenti fragilità della giovane prole. Anche gli uccelli del cielo nidificano per accudire e far crescere i propri piccoli. Dimenticare questo è pura barbarie. Sulla carta, nessuno lo nega; anzi, ci si riempie la bocca di slogan elettorali e promesse di battaglie chimeriche mai intraprese. I fatti smentiscono i proclami. Le banche lucrano su mutui, prestando soldi che effettivamente non hanno (riserva frazionaria, si presta dieci volte l’ammontare del depositato) ottenendo di solito quasi il doppio del prestato, proporzioni di guadagno a dir poco immorali, ma che costituiscono l’unica via possibile (per la comune famiglia, senza redditi berlusconiani o proprietà ereditate) per riuscire a comprare una dimora recente, che dovrebbe costituire un diritto. Lo è per diritto naturale; dovrebbe esserlo per la costituzione.In questo quadro, si incardina l’imposta sull’immobile. L’ICI è un appropriarsi di un bene primario, tassandone la proprietà. Se l’abitazione, la prima casa (ossia quella destinata a dimora abituale) deve essere oggetto di imposta, allora il diritto di proprietà a tutela della famiglia, ne subisce uno svilimento ed un impoverimento concettuale, che va ben al di là dell’importo oggetto di pagamento.

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Crollano richieste assicurazione furto e incendio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Nonostante i furti d’auto non conoscano crisi, sono sempre meno gli italiani che vogliono assicurarsi contro il furto: ormai solo uno su 10. Secondo Facile.it, il comparatore di polizze Rc, mutui, prestiti e conti correnti, se nel luglio 2009 il 32,9% dei preventivi di assicurazione includeva la copertura contro furto e incendio, nel periodo febbraio-aprile 2011 la percentuale è scesa all’11%. Questo dato, emerso dall’analisi di circa ottocentomila richieste di preventivo giunte al sito negli ultimi tre mesi, è probabilmente una risposta degli italiani contro l’aumento dei premi di RC auto e moto, che sta portando sempre più italiani a tagliare, erroneamente, sulle coperture aggiuntive. Eppure è evidente che un euro al giorno, questo il costo aggiuntivo di una copertura furto e incendio, rappresenta una cifra irrisoria, soprattutto se l’auto è nuova o la si sta ancora pagando. (furto auto)

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Rubano da un Santuario la statua della Madonna

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Laino Borgo (CS) – Di furti, ormai, si parla frequentemente: un fenomeno che, pur nella sua gravità, non dovrebbe stupire più nessuno. Eppure, ve ne sono alcuni che possono lasciare addirittura a bocca aperta, come quello che in questi giorni vede, suo malgrado, protagonista la piccola cittadina calabrese di Laino Borgo, in provincia di Cosenza,  centro abitato di poco più di 1500 anime, ai confini con la Basilicata. Qui, nella notte tra il 31 agosto ed il 1 settembre, dal Santuario sito a pochi Km dal centro abitato nonché in prossimità dello svincolo autostradale di Laino Borgo sull’A3 SA-RC, è stata rubata niente poco di meno che la statua della Madonna delle Cappelle, anche detta dello Spasimo. Una statua veneratissima il cui trafugamento ha gettato nel pieno sconforto l’intera cittadinanza del piccolo centro che già si preparava a festeggiare la Vergine in occasione dell’omonima festa in programma ogni terza domenica di settembre. Non avendo la statua alcun valore economico (gli stessi ori che sono soliti cingerla nel corso delle processioni ufficiali, non erano presenti al momento del furto) se non profondamente mistico, si è già gridato al puro sacrilegio oltre al dileggio che il gesto suggerisce. Fiaccolate e appelli accorati dei fedeli così come del Parroco del piccolo abitato calabro, scandiscono, ora, le giornate nella speranza che la Madonna delle Cappelle venga rimessa al suo posto, a coronamento di un Santuario, risalente al 1557, riproduzione miniaturizzata dei Luoghi Sacri di Gerusalemme, già in lizza tra altre aspiranti perle del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.(madonna)

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Le mani nelle tasche altrui

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2010

Di Rosario Amico Roxas Mettere le mani nelle tasche altrui non può essere considerato come una distrazione, poiché contiene, implicitamente, una volontà criminale o, per non esagerare, delinquenziale. Molto spesso si tratta di furto, ma il legislatore ha voluto premiare la professionalità di chi compie tale gesto, nobilitandolo con l’attribuzione “con destrezza”. Riconoscimento di una professionalità conquistata con dedizione, allenamento, anni di esercitazione per riuscire a sottrarre alla sfortunata vittima il portafogli; tranne a quella signora cui venne sottratto, nella calca di un autobus di città, il portamonete che teneva gelosamente conservato nel reggiseno; al carabiniere sbigottito che raccoglieva le denuncia e che chiedeva come mai non si fosse accorta di nulla, rispose beatamente… “me ne sono accorta, ma credevo che…!”. Ora veniamo martellati dall’affermazione che “non saranno messe le mani nelle tasche dei cittadini”,  come se si trattasse di un regalo o del mantenimento di una promessa. Ma leggo nei quotidiani siciliani che verrà imposto il pedaggio sull’autostrada Catania- Palermo e sulla Palemo-Mazzara del Vallo, nonché sulla tangenziale di Catania. Non capisco come si potrà fare a pagare tale balzello, che sarà anche piuttosto oneroso, senza mettere le proprie mani nelle proprie tasche. Così ho capito…! Questo governo promette di non mettere le sue mani nelle nostre tasche, limitandosi a provvedimenti che ci obbligheranno a mettere le nostre mani nelle nostre tasche; così è più chiaro, ma sempre di furto si tratta, che non sarà magari “con destrezza”   ma certamente “con annessa menzogna.” (Rosario Amico Roxas)

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Furto d’identità: Presentazione Report 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Roma 15 aprile 2010 – ore 9.00 c/o Facoltà di Economia “Federico Caffé”, Università Roma Tre Via Silvio D’Amico 77 Furto d’identità: Presentazione Report 2010 quali rischi per adulti e minori Presentazione delle Guide pratiche alla prevenzione del furto d’identità  Programma ore 9.00 Welcome coffee e registrazione ore. 9.30 apertura lavori Coordina: Maria Claudia Lucchetti – Presidente Corso Laurea in economia e gestione delle imprese, Università Roma Tre Paolo Landi – Segretario Generale Adiconsum Paolo Leonardi – A.D. Fellowes-Leonardi Presentazione del Report 2010 “Il furto d’identità nell’esperienza dei consumatori” Silvia Landi – responsabile Ufficio Ricerche Adiconsum Intervengono: “Nuove tecnologie e tutela delle persone” Liliana Rossi Carleo – Prof. Docente Diritto privato e diritto dei consumi, Università Roma Tre “Il giurista di fronte ai rischi derivanti dalle nuove tecnologie” Egidio Marotta – Docente Diritto Pubblico, Università Roma Tre “I mille volti del furto d’identità e rischi per i giovani” Umberto Rapetto – Comandante G.A.T. Nucleo Speciale frodi telematiche, G.d.F. “Social network e uso consapevole della rete” Cosimo Comella – Componente Garante Privacy “La legge e le tutele per chi ha subito un furto d’identità” Giuseppe Corasaniti – Magistrato presso il Tribunale di Roma “Le proposte di legge all’esame del Parlamento” Fabio Picciolini – Segretario nazionale Adiconsum “Scuola, giovani e nuove tecnologie” Rossella Schietroma – Dirigente MIUR Sommario  “Furto d’identità: come sensibilizzare e proteggere i giovani” Mario Rusconi – Vicepresidente Associazione nazionale Presidi Ore 13.30 Conclusioni Paolo Landi – Segretario Generale Adiconsum

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