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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Fortunato Depero: in mostra a Modena il suo futurismo

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

deperoModena 14 ottobre – 11 novembre 2017 Ingresso: gratuito Studio Marco Bertoli – Art Consulting via Carlo Farini 56,(terzo piano) Orari: al lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Catalogo: a cura di Maurizio Scudiero. E’ una selezione di olii, acquerelli, arazzi e disegni preparatori dell’eclettico artista, uno dei più importanti rappresentanti del Futurismo, sono esposti al pubblico modenese per la prima volta. Oltre venti opere provenienti da importanti collezioni private in una mostra, a ingresso gratuito, a cura di Marco Bertoli, presso lo studio di consulenza Art Consulting in via Carlo Farini 56 a Modena. A realizzare il catalogo è lo storico dell’arte e consulente per il Futurismo alla Yale University Maurizio Scudiero, uno dei massimi esperti di DeperoArazzi, acquerelli, collage e tarsie di stoffe colorate, olii e disegni preparatori, oltre ai celebri manifesti pubblicitari e a copertine di riviste: uno scorcio che va dal 1917 al 1947 sulle opere dell’artista futurista, esposto nell’ambito della mostra “Fortunato Depero”, trent’anni di produzione “eclettica e pirotecnica” come la definisce lo storico dell’arte Maurizio Scudiero che ne ha curato il catalogo.
Un’occasione unica per ammirare, in una panoramica di trent’anni di attività, pezzi che vanno da “Costruzione di gobbo” (1917, matita e acquerello su carta) a “Danza di coni” (1947 circa, matita e inchiostro su carta), dalla serie di collage di carte colorate dedicata ai “Numeri” (del 1926 circa), alle “Donne del tropico” (1945, olio su tavola).
“L’Arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria” scrive Depero nel suo “Manifesto dell’arte pubblicitaria”, sempre del 1931, fino alle copertine di prestigiose riviste, realizzate nel periodo newyorkese come “Vogue” del 1930, o subito dopo come “La Rivista” del 1930-31.
Sia sul versante della grafica pubblicitaria che in quello della realizzazione delle copertine Depero rimane fedele a una continua rivisitazione iconografica: i personaggi delle sue opere sono costituiti da forme piatte e stilizzate provenienti dal mondo del teatro. Per conferire dinamicità alle composizioni ricorre quasi sempre all’espediente di un certo diagonalismo. Figura geometrica utilizzata per eccellenza è il parallelepipedo: luci e colori sono giocati su forti contrasti, con una predilezione nell’uso del bianco, del nero e del rosso, con un approccio aggressivo che ha influenzato una buona parte della grafica pubblicitaria successiva. Così come non si può non notare l’influenza che opere come “I gondolieri (o coleotteri veneziani)” del 1924-25, esposti in mostra, hanno avuto sull’arte seriale di Andy Warhol.
“Depero anticipò di cinquant’anni la Pop art – spiega Maurizio Scudiero – Anche se la sua non era una serialità industriale, bensì artigianale: ogni lavoro era unico pur nella molteplicità delle sue realizzazioni”. http://www.marcobertoli.com (foto: depero)

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“I lasciti del Futurismo”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2015

università cagliariCagliari Venerdì 31 luglio, alle 18.00, presso la sede dell’associazione Caravella in via San Gregorio Magno n. 7 a Cagliari, si terrà la conferenza dal titolo “I lasciti del Futurismo”, a seguire, a partire dalle 19.00, verrà presentato il sito internet dedicato all’arte contemporanea “Artecracy”.Durante il convegno, realizzato dall’associazione studentesca Caravella Youth in Action con la collaborazione dell’associazione culturale Caravella e con il contributo dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Cagliari (E.r.s.u.) e dell’Università degli Studi di Cagliari, si ripercorreranno le dinamiche che portarono alla nascita dell’avanguardia italiana, sottolineando quelli che furono i frutti, le geniali scoperte, ma soprattutto i lasciti ideali ed artistici, concreti ed immateriali.
Il 20 febbraio del 1909 nacque il Futurismo grazie al genio di Filippo Tommaso Marinetti. La dichiarazione d’intenti dell’intellettuale italiano è rilevabile negli undici punti del Manifesto del Futurismo, pubblicato sulle prime pagine del parigino “Le Figaro”: da questi si evince essere insita nel movimento una forte componente antiborghese ed il tentativo, da loro auspicato, di sprovincializzare la cultura italiana e liberarla da un passato considerato scomodo, antiquato, che impediva la modernizzazione culturale del Paese. In questa denuncia, attraverso un linguaggio volutamente provocatorio e dai toni accesi, veniva dichiarato senza indugi di voler «cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità» e ancora: «Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno».Il relatore, Stefano Cariello, giornalista pubblicista e laureato in Beni culturali (curriculum storico-artistico) con tesi sul Futurismo, durante il convegno disquisirà intorno alla lungimiranza di Filippo Tommaso Marinetti, ai prodotti, materiali ed immateriali, che il movimento futurista ha lasciato alla società, all’arte, alla politica.
In seguito, a partire dalle ore 19.00, verrà presentato il nuovo giornale universitario on-line dedicato all’arte contemporanea: “Artecracy”, realizzato con il contributo dell’E.r.s.u. e dell’Università degli Studi di Cagliari. Verranno quindi spiegate le tematiche e la linea editoriale direttamente dal direttore responsabile mentre il web master descriverà la funzionalità del sito internet.«Che si voglia interpretare il titolo del giornale come la volontà di elevarsi a “governo dell’Arte” – spiega Stefano Cariello, direttore responsabile – o al “potere all’Arte”, finanche all'”Arte al potere” a noi, sinceramente, poco importa. Risulta essenziale, invece, dare voce ed anima ad una delle più nobili qualità dello spirito umano in questo “mondo che danza sui piedi del caso”, direbbe Nietzsche. Per farlo ci si avvarrà del presente giornale on-line, un portale “per tutti e per nessuno”».«Dando voce critica ai giovani europei del XXI secolo, spiriti liberi e mai satolli, il giornale – prosegue Cariello – sarà il megafono della nuova energia vitale artistica del Vecchio Continente e non solo. La forza del progetto sarà, infatti, la presenza di collaborazioni internazionali all’interno del portale, fucina inesauribile di articoli e di scambi proficui di idee e culture. Saranno presenti articoli scritti in diverse lingue e il titolo stesso del nostro giornale è volutamente un neologismo inglese che possa veicolare subito il messaggio: l’annuncio della nascita di un nuovo laboratorio di idee intorno all’arte e al suo significato intrinseco».

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I futuristi a Dosso Casina

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Piacenza fino al 21/11/2010 via Chiapponi 39, Biffi Arte Moderna e Contemporanea Futurismo: dipinti, disegni, fotografie, documenti A cura di Luigi Sansone. In occasione di questa mostra sarà presentato al pubblico l’archivio di Ugo Piatti che include numerose fotografie inedite, lettere, documenti e medaglie riguardanti il Battaglione Lombardo dei Volontari Ciclisti Automobilisti, oltre a libri, riviste e cataloghi d’epoca che raccontano la storia del Futurismo. Tra le curiosità conservate nell’archivio spicca la cassetta con gli attrezzi originali con cui Ugo Piatti e Luigi Russolo, quest’ultimo firmatario del manifesto L’Arte dei Rumori (11-3-1913), costruirono i famosi strumenti “intonarumori” che rivoluzionarono profondamente l’estetica musicale futurista. Questo ricco e prezioso archivio, recentemente acquisito da Biffi Arte direttamente dagli eredi di Ugo Piatti, a conclusione della mostra sarà donato dalla Formec Biffi S.p.A, al nuovo Museo del Novecento all’Arengario, a Milano, che inaugura a fine novembre 2010. Nel mese di maggio del 1915, nell’imminenza dell’entrata in guerra dell’Italia a Milano si forma il Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti, un’unità para-militare comandata dal capitano Carlo Monticelli, che si proponeva di preparare alla guerra i suoi “adepti”, addestrandoli alla marcia e al tiro col fucile per poi combattere al fronte contro gli austriaci.
Questa mostra storica-artistica “Il Battaglione Lombardo e i futuristi” vuole rendere omaggio a questo particolarissimo Battaglione con una selezione di dipinti, disegni, fotografie, documenti (con numerose lettere di F. T. Marinetti, Boccioni, Bucci, Erba e lettere inedite di Sant’Elia) che ne raccontano la storia: dai dipinti e disegni di Adriana Bisi Fabbri che documentano i volontari ciclisti, con Umberto Boccioni in testa, mentre attraversano Milano salutati dalla folla, alle famose parolibere di Marinetti dedicate alla battaglia di Dosso Casina, sino ai disegni di Mario Sironi, Carlo Erba e Anselmo Bucci. In mostra anche dipinti e disegni futuristi di Carlo Carrà, Gino Severini, Giacomo Balla, Francesco Cangiullo e Depero. Inoltre saranno esposti bollettini, medaglie, cartoline, riviste e libri futuristi che raccontano la storia del Battaglione e l’entrata in guerra dell’Italia, nonche’ l’album in cui il cuoco del Battaglione Lombardo, Domenico Valsecchi, raccolse i ricordi di quel periodo. Immagine: Adriana Bisi Fabbri, Intervento, 1915 Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta (112 pagine, 80 ill., € 24,00)

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“Sulle tracce del Futurismo”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Roma domenica 28 febbraio alle ore 20.45 Vicolo del Puttarello, 25 Cinema Trevi, documentario ideato e progettato da Marco Rossi Lecce in collaborazione con Enrico Crispolti Il Futurismo è esplorato attraverso un insieme di interviste effettuate nel 1979 all’ex VCA Gino Francioli, lo scultore Marco Bisi, l’aeropittore Tullio Crali, il critico d’arte Giuseppe Sprovieri e alla danzatrice e coreografa Giannina Censi. Le riprese, realizzate nell’intento di ricostruire le vicende del pittore Carlo Erba e la storia dell’Ottavo Plotone Battaglione Volontari Ciclisti e Automobilisti Lombardo (in cui partirono per il fronte i futuristi Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Antonio Sant’Elia, Luigi Russolo, Carlo Erba e Ugo Piatti e il critico Mario Buggelli), sono state girate in video-tape in bianco e nero e, a seguito del restauro effettuato nel 2008, integrate con materiali d’archivio e nuovi filmati e interviste a Marco Rossi Lecce, Enrico Crispolti, Luigi Sansone e Silvana Barbarini. Il documentario è stato prodotto dall’Archivio Carlo Erba, la Galleria Altri Lavori in Corso, con il sostegno del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione. L’evento si colloca, con la rassegna Un mondo agitato: il Futurismo e il cinema, nel progetto del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicato al Futurismo in occasione del centenario. Ingresso libero (bisi rossit)

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Il Futurismo e il cinema

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Roma Via Tuscolana 1520 Cineteca Nazionale-Cinema Trevi Centro Sperimentale di Cinematografia. Per questa rassegna con un unico biglietto è possibile assistere a tutte le proiezioni giornaliere
lunedì 21 ore 16.30 Il cinema: antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero  Una tragedia al cinematografo (1913, 5’); Al cinematografo guardate…ma non toccate (1912, 5’) Copie provenienti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. L’illustre attrice cicala formica di Lucio D’Ambra (1920, 30’) ore 17.20 Futurismo, che passione di Silvana Palumbieri (2009, 38’) Per gentile concessione di Rai Teche Serata cinefuturista ore 18.30  La Conquista delle stelle Un matrimonio interplanetario di Enrico Novelli (1910, 13’ )  Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. Poupées électriques La storia di Lulù di Arrigo Frusta (1909-1910, 7’) Copia proveniente dalla Cineteca del Friuli Guerra sola igiene del mondo… La paura degli aeromobili nemici di André Deed (1915, 16’) Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino Les Dieux s’en vont, D’Annunzio reste Volo su Vienna (192?, 5’) Lo stormo atlantico. Il volo atlantico di S.E. Italo Balbo con 14 idrovolanti (11’) Per gentile concessione di Cinecittà Luce Ritmi di stazione (8’) Milano tradizionale e avanguardista Stramilano presentato da Za Bum di Corrado D’Errico (1929, 15’) Zang Tumb Tumb Velocità di Tina Cordero, Guido Martina, Pippo Oriani (1930, 12’) Un mondo agitato Radiogiornale n. 5 di Giorgio Simonelli (1933, 10’) Copia ritrovata e restaurata dalla Cineteca Nazionale Il paesaggio e l’estetica futurista della macchina  Terra, mare, cielo: Velocità (1934, 5’) Copia proveniente dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea ore 20.30 Marinetti, De Amicis e Majakovskij I poeti e gli scrittori futuristi ed avanguardisti donano a Marinetti un’automobile a Torino (Cinegiornale Luce, maggio 1934, 18”) La signora e il teppista di Evgenij Slavinskij, da La maestrina degli operai di Edmondo De Amicis, con Vladimir Majakovskij (1918, 35’) ore 21.10 Totò, Bonaventura e Petrolini  Il medico per forza di Campogalliani. Petrolini prova il finale del film (Rivista Cines n. 1, 1’40”); Provino di Totò (Rivista Cines n. 4, 1’33”); Il Sig. Bonaventura e Pierino, il fantoccio automatico oltremanica (Rivista Cines n. 18, 3’); Petrolini di Alessandro Blasetti e Carlo Campogalliani (1949, 71’)
Martedì 22 ore 17.00 Documentari sul Futurismo Il futurismo di Emilio Lavagnino (1959, 10’); La pittura di Boccioni di Maria Cristina Gagliardo (1994, 11’); Fantapittura di Prampolini di Carlo Di Carlo (1972, 10’); I pittori con le ali. Dall’aeropittura allo spazialismo di Paolo Scaglietto (1972, 10’) ore 18.00 Più belle della Vittoria di Samotracia Sfilata di vetture Fiat a Ferrara (1909, 1’11”); Gran Premio vetturette di Monza (1922, 4’); La Fiat vince il Gran Premio di Francia (1922, 4’); Circuito di Brescia: la vittoria di Alessandro Cagno su Fiat 803 (1923, 2’46”) Copie provenienti dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea ore 18.20 Futurismo e Fascismo Mussolini agli stabilimenti Fiat (1923, 30’); Mussolinia di Sardegna di Raffaello Matarazzo (1933, 10’); Milizie della civiltà di Corrado D’Errico (1940-41, 14’) ore 19.30 Guerra sola igiene del mondo… La presa di Zuara di Luca Comerio (1912, 10’); La guerra degli animali di Luca Comerio (1912, 17’) Duello allo shrapnel di Enrico Vaser (1913, 11’) Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna
La guerra e il sogno di Momi di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone (1917, 45’) Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino ore 21.30 I due Bragaglia Vele ammainate di Anton Giulio Bragaglia (1931, 62’) ore 22.40 O la borsa o la vita di Carlo Ludovico Bragaglia (1933, 68’)
Mercoledì 23 La civiltà delle macchine ore 16.30 Col ferro e col fuoco  Stabilimenti Fiat di Corso Dante (1911, 8’); Sotto i tuoi occhi (1931, 6’) Copie provenienti dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea ore 17.00 Un mondo agitato Capriccio di miliardario (1914, 58’) Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna Excelsior di Luca Comerio (1913, 12’) ore 18.20 Creature meccaniche e bambole elettriche  Amor pedestre di Marcel Fabre (1914, 10’); Le avventure di Pinocchio di Giulio Antamoro (1911, 54’); L’uomo proiettile (1927, 13’); L’uomo torpedine (1907, 6’); Il risveglio delle marionette (1914, 14’); Gek e Pompon (1921, 5’); La notte insonne di Topolino di Goffredo Alessandrini (1931, 41’); La bambola vivente di Luigi Maggi (1924, 40’) L’uomo meccanico di André Deed (1925, 26’) Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna ore 22.40 Totò, Bonaventura e Petrolini Fermo con le mani di Gero Zambuto (1937, 73’) Per gentile concessione di Ripley’s Film

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Il Futurismo nella fotografia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Pordenone fino al 7/2/2010 Corso Garibaldi 8 Palazzo della Provincia 126 opere per celebrare il centenario del Futurismo   Curata da Giovanni Lista (studioso del Futurismo noto a livello internazionale), la mostra propone 126 opere corredate da una documentazione storica originale, indagando le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento per poi analizzare la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella fotografia italiana, aprendola alla modernità internazionale.  I generi espressivi esplorati sono la fotografia multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la foto-performance, ma anche la fotografia come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.  Le fotografie, tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, rappresentano dunque un excursus fotografico di uno dei movimenti artistici piu’ significativi del Novecento. (Immagine: Fortunato Depero, Autoritratto con pugno, Roma 1915)

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Futurismo inedito: Ritratti nascosti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Ascoli Piceno fino al 23/2/2010 piazza del Popolo, Palazzo Capitani a cura di Stefano Papetti  E’ uno spaccato sorprendentemente e quasi misteriosamente finora rimasto celato ai piu’. In mostra le opere di Cleto Capponi, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Gerardo Dottori e Giacomo Balla.  La mostra, promossa dal Comune di Ascoli Piceno in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Macerata e l’Archivio Sante Monachesi di Roma, e’ curata da Stefano Papetti supportato dalla testimonianza diretta di Maurizio Capponi, figlio dell’artista. Nel Comitato Scientifico, autori anche di saggi in catalogo, nomi come Carlo Melloni, Luigi Tallarico.  Cinquanta opere di cui piu’ di 30 disegni dei primi anni Trenta di Cleto Capponi, artista nato proprio ad Ascoli, che rappresentano il nucleo piu’ intrigante. Una ritrattistica -irriverente- dei -vip- dell’epoca. Tratto tagliente e scolpito (non dimentichiamo che Cleto Capponi e’ anche scultore), forte sintesi plastica, intensità espressiva ed introspettiva.  Galeotta fu la boxe, e’ proprio il caso di dire, per Cleto Capponi. Congiuntura favorevole infatti fu un incontro di pugilato del campione Primo Carnera ad Ascoli: Capponi fece un ritratto del pugile, coniugando una raffinatissima qualità del disegno con i caratteri costitutivi dell’estetica futurista. In mostra quindi sfila una galleria di personaggi della politica, della cultura, della scienza, del cinema, dello sport, italiani e internazionali, immortalati dalle pagine di quello che all’epoca era il quotidiano piu’ potente, il Popolo d’Italia-, presente sul tavolo dell’intero ceto dirigente, politico e accademico. Veri e propri ritratti, talvolta -caricature concettuali-, in molti casi antesignani della -vignetta politica. (carnera)

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Nuovi archivi del futurismo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Roma 4 dicembre 2009, ore 11.00 Villa Carpegna, piazza di Villa Carpegna snc si presenterà la grande opera editoriale “Nuovi Archivi del Futurismo”, diretta da Enrico Crispolti, edizioni De Luca Editori d’Arte. Promossa dalla Quadriennale di Roma per chiudere in bellezza il centenario dell’avanguardia, la collana, composta da sei volumi, è destinata a rimanere nel tempo come riferimento fondamentale per la documentazione sulla produzione futurista in tutti i suoi ambiti di espressione. Ne parleranno il Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Maurizio Fallace, il Direttore Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Luciano Scala, il Direttore Generale per l’Organizzazione, gli Affari Generali, l’Innovazione, il Bilancio e il Personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Antonia Pasqua Recchia, il Presidente della Quadriennale Gino Agnese, il Coordinatore Generale dell’Opera Enrico Crispolti.

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Centenario del Futurismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Sant’Arpino (Ce) 15 novembre 2009 palazzo ducale Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea  “Massimo Stanzione” A cent’anni dalla pubblicazione del celebre “Manifesto” anche la Pro Loco di Sant’Arpino celebrerà, con una mostra, il secolo del “Futurismo”. L’allestimento che sarà ospitato nelle stanze della “rinata” Pinacoteca d’Arte Contemporanea “Massimo Stanzione” sita all’ultimo piano del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” è il primo appuntamento di un ricco carnet d’eventi programmato dal sodalizio guidato dal Presidente Aldo Pezzella e dal direttore artistico della stessa pinacoteca, il professor Rosario Pinto. Nel presentare la mostra, che sarà inaugurata a metà del mese di novembre, il Presidente Pezzella sottolinea “come la celebrazione servirà soprattutto a creare momenti di analisi e riflessione su un movimento artistico che ha avuto un posto per nulla secondario nella storia dell’arte mondiale. È bello rilevare come per l’occasione confluiranno nella nostra millenaria comunità artisti e studiosi non solamente italiani ma anche stranieri. Nell’anno in cui la Pinacoteca ha predisposto un programma che ne rilanci la presenza e la funzione, dunque, l’evento sul Futurismo si pone come una tappa obbligata e soprattutto di particolare pregio culturale. Il tutto caratterizzato da un impegno costante e tenace come quello della Pro Loco che riesce ad essere particolarmente incisivo grazie alla convergenza di idee e di programmi raggiunta con l’amministrazione comunale, soprattutto nelle persone del sindaco Eugenio Di Santo e dell’assessore alla cultura Giuseppe Lettera. Magistrale, mi sia consentito definire, sono l’opera ed il rigore scientifico del critico Rosario Pinto che in questi eventi dimostra con quanta competenza e lungimiranza dirige la Pinacoteca”.

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Expo: Virgilio Marchi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

tisbea peccatriceRoma fino al 5/12/2009 via Giulia, 175  (Inaugurazione Venerdi’, 6 novembre ore 19)  Galleria Andre’ Architetto e scenografo tra futurismo e classicismo Questa mostra, curata da Enrica Torelli Landini e realizzata grazie alla collaborazione degli eredi, presenta per la prima volta la figura di Virgilio Marchi (1895-1960) in tutta la varietà dei suoi interessi.  Architetto, fu uno dei protagonisti del Futurismo, pur con una sua posizione autonoma negli anni’20 progetto’ e realizzo’ la Casa d’Arte Bragaglia e il Teatro degli Indipendenti, ristrutturando antiche terme romane, in Via degli Avignonesi a Roma. Negli anni successivi partecipo’ a importanti concorsi per opere pubbliche, come il Ponte Littorio sul Tevere e il Palazzo Littorio (previsto ma non realizzato in Via dei Fori Imperiali, a Roma).  Progetto’ e realizzo’ infine a Livorno il Cinema Apollo. Scenografo teatrale e cinematografico, collaboro’ con Pirandello e i maggiori registi del primo dopoguerra, curando anche molte scenografie di opere liriche. (Immagine: Tisbea pescatrice, 1940)

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Mario Sironi tra futurismo e metafisica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

futurismoPeccioli, (Pi), dal 3 ottobre 2009 al 7 gennaio 2010 Museo di Icone Russe “F. Bigazzi” Sala Consiliare del Palazzo Pretorio Per la prima volta in Italia, quaranta opere di Mario Sironi provenienti  dalla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra In occasione del centenario del primo Manifesto Futurista la Fondazione Peccioliper rende omaggio ad uno dei più noti protagonisti del ‘900 italiano, con una mostra che attraverso disegni, tempere e oli celebra il ruolo chiave ricoperto dell’artista nella diffusione dei principi fondamentali del Futurismo. I lavori, realizzati da tra il 1914 e il 1920, saranno esposti a partire dal 3 ottobre presso il Museo delle Icone Russe. Il fascino e l’importanza dell’innovazione, della velocità, della tecnologia, del movimento e del dinamismo, i concetti che caratterizzano le opere di Sironi presenti in mostra attraverso la presenza di automobili, motociclette, cavalli, aeroplani, paesaggi industriali e soggetti meccanici, tra cui robot e ingranaggi. Il catalogo della mostra, con testi critici della dott.ssa Roberta Cremoncini, direttrice della Estorick Collection of Modern Italian Art e del prof. Stefano Renzoni, docente presso il Dipartimento di Storia delle Arti dell’Università di Pisa, è edito dalla Fondazione Peccioliper. (futurismo)

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Futurismo, da Boccioni all’Aeropittura

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

FuturismoParma dal 6 settembre all’8 dicembre alla Fondazione Magnani Rocca nella grande mostra “Futurismo, da Boccioni all’Aeropittura”. L’esposizione propone, per la volta tutti insieme in Emilia Romagna, capolavori di Boccioni, Balla, Severini, Sironi, Soffici, Russolo, Depero, Prampolini, sculture, libri futuristi (il libro imbullonato di Depero, il libro di latta di D’Albisola), figurini di abiti futuristi, fino alle opere di aeropittura di Dottori, Crali, Fillia, Tato.  Una sezione di arte pubblicitaria futurista arricchisce la mostra documentando una formidabile inventiva anche in questo ambito creativo, di inalterato impatto comunicativo.  La mostra “FUTURISMO!” riunisce oltre cento opere spiccatamente innovative e sorprendenti che, partendo dagli antefatti divisionisti, offrono del primo e secondo Futurismo una visione estesa e aderente alla sequenza creativa dei manifesti del movimento, dalla teorizzazione della valenza estetica del dinamismo e della simultaneità del primo periodo, alla rappresentazione della meccanizzazione giocosa della figura umana e del suo contesto degli anni venti, fino all’aeropittura degli anni trenta, basata sulla visione emozionale del paesaggio da un aereo in volo.  Collegato al tema dell’aeropittura, la mostra intende celebrare anche un secondo centenario: il 2009, infatti, vede anche i cent’anni dai primi voli aerei in Italia. La morte di Boccioni nel 1916 e il contemporaneo passaggio di Carrà e Severini a soluzioni vicine al cubismo, determinano lo scioglimento del gruppo originario legato a Milano (città dinamica per eccellenza) e il trasferimento a Roma del centro di gravitazione del movimento, con la conseguente nascita del Secondo Futurismo, a sviluppare la teorizzata necessità per l’arte futurista d’una progettazione totale e d’una più concreta interazione col reale. Alla fase iniziale del secondo futurismo (1918-28), legata alla cultura postcubista e costruttivista, succede una nuova fase (1929-38), partecipe degli svolgimenti del surrealismo, con avanzate connotazioni di carattere spazialista e polimaterico, ricche di spunti per l’arte dei decenni successivi.  L’Aeropittura si colloca nell’ambito del secondo futurismo, iniziando tuttavia ad affermarsi negli anni successivi alla prima guerra mondiale e trovando un indubbio precursore nel D’Annunzio eroe-aviatore e nella sublimazione del volo da lui declamata. Espressione avanzata del mito della macchina e della modernità caratteristico del movimento marinettiano, l’aeropittura manifesta l’entusiasmo per il volo e la velocità aerea, con la scansione delle immagini per piani di colore, sottolineando il carattere meccanico e dinamico dell’aviazione. (futurismo)

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Archeovertigo di Cristiano e Patrizio Alviti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

Venezia Campo dei Frari San Polo 3002, Complesso Monumentale di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Archivio  evento collaterale della 53. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia mostra a cura di Philippe Daverio Esaltano la dimensione delle loro radici potenti in modo svergognato, proprio perché le alternative vigorose nell’arte sono sempre prive di vergogne. Sono forse la più vitale fra le testimonianze del futurismo ad un secolo dalla sua nascita in quanto ne rievocano il vero spirito informativo, quello che stimolava  e stimola chi crea a rompere ogni legaccio che l’accademia impone (PhilippeDaverio). La Biennale di Venezia, è organizzata dalla Meet In Art con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale dei Beni Librari, gli Istituti di Cultura e il Diritto d’Autore ; la Direzione Generale degli Archivi e ha il patrocinio del Comune di Venezia,  Provincia di Venezia, Regione del Veneto, della Provincia di Roma e della Regione Lazio. L’esposizione, curata da Philippe Daverio, presenta in anteprima a Venezia i “Giganti” di Cristiano Alviti. Cortecce di tronchi umani, di giganti, esseri mitici vissuti nella fantasia delle origini della nostra storia, consumati dalla natura e dal tempo, lacerati da cicatrici aperte da frane della coscienza. Figure vibranti anche se incatenate alla terra, pesanti ma sottili, ormai immortali perché cristallizzate nel bronzo, ma esauste, pronte a combattere per non rimanere più in vita. Corrose quindi dal fuoco della fusione, come da un incessante impulso vitale, creativo e struggente al contempo, che assorbe il passato e  preme verso il futuro. Accanto ad essi Patrizio Alviti mette in scena la pelle delle donne: il ferro ricoperto di cemento freddo e inerme, sul quale sono adagiate sinuose morbidezze femminili, sfregiate e corrotte nella loro perfezione formale, per evocare luci ed ombre dell’animo umano, in un eterno inquieto oscillare fra i due opposti. Le colature d’acido intaccano la loro purezza estetica rivelandone la parte oscura, l’imperfezione, la macchia, nella quale l’osservatore è invitato ad immergersi per ricercare la profondità dell’essere umano, la sua vera bellezza, la sua spiritualità, che va al di là dell’apparenza e scioglie i limiti della materia In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo (ed. Marsilio) con testi introduttivi di Maurizio Fallace, Direttore Generale per i Beni Librari gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore, Luciano Scala, Direttore generale per gli Archivi del MiBAC, Raffaele Santoro, Direttore dell’ Archivio di Stato di Venezia, Maria Letizia Sebastiani, Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, e saggi critici di Philippe Daverio, curatore della mostra e di Daniela Ciotola e Werner Bortolotti.

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Capolavori futuristi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

guggenheimVenezia Palazzo Venier dei Leoni 701 Dorsoduro – 30123 Philip Rylands incontra la stampa giovedì 19 febbraio, alle 12 per una passeggiata tra i capolavori futuristi. La mostra comprende, tra gli altri, capolavori come Materia e Dinamismo di un ciclista di Boccioni, Mercurio transita davanti al sole di Balla, Manifestazione interventista di Carrà, Ballerina blu di Severini, nonché tre opere futuriste appartenenti alla collezione di Peggy Guggenheim (Mare=Ballerina di Severini, Velocità astratta + rumore di Balla e la scultura di Boccioni Dinamismo di un cavallo in corsa + case), alcuni prestiti da collezioni private di Balla, Boccioni, Carrà e Sironi, e una recentissima donazione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, Il ciclista di Mario Sironi, del 1916, uno dei primi capolavori dell’artista. Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim rappresenta inoltre un’occasione rara per vedere esposte ben tre delle quattro sculture di Boccioni: ad affiancare Dinamismo di un cavallo in corsa + case ci saranno infatti anche Forme uniche di continuità nello spazio e Sviluppo di una Bottiglia. Il catalogo ragionato di Flavio Fergonzi La Collezione Gianni Mattioli pubblicato nel 2003 da Skira, documenta in maniera esaustiva ed approfondita i tesori di questa preziosa collezione di arte del XX secolo. I programmi della Collezione Peggy Guggenheim sono resi possibili grazie al sostegno del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim

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