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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘futuro’

Il futuro delle inserzioni pubblicitarie secondo Google

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2023

La marketing automation analizzata da Mapp, il content marketing raccontato da Semrush e persino le strategie di seo localizzate sul territorio con Local Strategy. Si è tenuto qualche giorno fa nella sede di Wmr Group, a Campolongo, nel Veneziano, il primo “WMR Digital Summit”, evento formativo dedicato alla digital transformation e alle strategie omnichannel. Di fatto, un happening ritmato da tavole rotonde e speech molto verticali, di settore, che ha portato sotto lo stesso tetto i migliori cervelli che oggi stanno operando a tutti i livelli sul web per realizzare il sogno di ogni imprenditore: trovare clienti nuovi grazie alla comunicazione digital. La giornata si è aperta con una tavola rotonda dedicata al marketing omnichannel moderata da Vittorio Tessari, e-business strategist di Studio Cappello, che ha parlato dei comportamenti di acquisto online. L’evento è proseguito con la “formazione diffusa” che caratterizza il format WMR Digital Summit: speech paralleli nei diversi ambienti dell’headquarter, tra i relatori alcuni sono arrivati persino dalla Spagna. I temi trattati sono stati i più svariati: le buyer personas con Target Research, i chatbot con Oct8ne, la seo local con Local Strategy, Search360 con Making Science, il price watching con NetRivals, i processi di pagamento online con Scalapay e Nexi, la commerce growth con Criteo, le performance e-commerce con PrestaShop, la log analysis con Oncrawl, le recensioni con Trustpilot, la data privacy con DGRS Legal e l’innovation technology con Intergic. L’occasione del summit è stata perfetta anche per presentare agli ospiti la nuova sede di Wmr Group, creata nell’ottica di valorizzare chi lavora al suo interno: 1300 metri quadri su due piani, grandi open space, sale riunioni, uno spazio mensa e varie zone relax al chiuso e all’aperto, una location dedicata agli eventi e un food & drink space. A tal proposito, durante il digital summit si è anche parlato di valori etici e cultura dell’individuo in un contesto win win con l’azienda, che deve saper crescere in modo armonioso sia nel mercato che coi suoi collaboratori. A relazionare, l’azienda Peoplerise. Subito dopo, Gianna Casarin, People & Culture Manager Wmr, ha spiegato le novità relative all’ecosistema relazionale di Wmr Group, all’interno del quale operano professionisti nella gestione dei dati e del web marketing. L’approccio data-driven, l’utilizzo di tecnologie avanzate e di metodologie di lavoro innovative garantiscono la massimizzazione del ritorno sugli investimenti su obiettivi quali lead, nuovi clienti, vendite. Del gruppo fanno parte la digital marketing agency Studio Cappello, la web agency Adviva e la hospitality agency WMRH.

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Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2023

Da anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che la-sciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto. Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Ma spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi ti-mori sul futuro del nascituro e si chiedeva se avesse fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo. Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione su-scita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. È la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

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Il governo Meloni sa guardare al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2022

“Il governo è in carica da appena due mesi e, a tempo di record, siamo riusciti a mettere a punto e approvare una legge di bilancio che ci proietta verso il futuro. Con il voto di oggi del Senato, diamo il via a una serie di misure per imprese e famiglie, per il lavoro, per i giovani, contro il caro energia e contro un sistema indiscriminato di nocivo assistenzialismo. Una manovra seria che anche l’Europa ha apprezzato, contrariamente a tante falsità che abbiamo dovuto ascoltare in queste settimane, e che inizia a disegnare l’Italia che vogliamo e per la quale la gente ci ha dato fiducia. Questo è solo l’inizio, ora ci attendono nuove sfide e ancora tanto, tanto lavoro”.

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Il futuro dell’acqua e il suo impatto sulle economie mondiali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

A cura di Veronique Erb, Portfolio Manager, RBC Global Asset Management.La riduzione delle riserve d’acqua sta emergendo come la prossima questione ambientale oggetto di ampie discussioni. L’opinione pubblica è sempre più preoccupata che le grandi imprese industriali, che utilizzano fino al 30% dell’acqua dolce del pianeta, debbano essere più attente ai loro consumi. L’aumento della domanda, i cambiamenti climatici e l’inquinamento stanno mettendo sotto pressione le risorse idriche globali. Ciò solleva tre importanti questioni: quali problemi idrici dobbiamo affrontare? Quali sono le industrie più colpite? E quali domande sull’utilizzo dell’acqua dovremmo porre alle aziende in cui investiamo? Si parla di “stress idrico” in un Paese o in una regione quando le riserve idriche annuali scendono al di sotto dei 1.700 metri cubi per persona all’anno. A livelli compresi tra 1.700 e 1.000 metri cubi per persona all’anno, si possono prevedere restrizioni idriche periodiche o limitate. I Paesi che si trovano ad affrontare uno stress idrico estremamente elevato utilizzano fino all’80% delle riserve idriche superficiali e sotterranee disponibili in un anno medio. Secondo il World Resources Institute, anche piccoli shock di siccità, destinati ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici, possono avere effetti gravi. L’industria della moda è considerata uno dei più gravi inquinatori d’acqua al mondo e continua ad avere un grave impatto sull’ambiente. La tintura dei tessuti è la seconda causa di inquinamento delle acque. Le famiglie e le industrie di molti Paesi OCSE pagano sempre più spesso un importo che riflette il costo reale dell’acqua che consumano. Prendendo in considerazione l’accessibilità economica in 108 città e 20 Paesi, e ricordando che la soglia raccomandata per la bolletta dell’acqua è pari al 4% del reddito familiare medio, si può notare come in molti Paesi la bolletta dell’acqua sia superiore a questa soglia. I bacini d’acqua contribuiscono a formare i confini naturali dei Paesi e spesso diverse nazioni condividono l’accesso a fiumi o laghi. Data la propensione ai conflitti dell’umanità, è sorprendente che non ci siano state più guerre di natura “idro-politica”. I tre settori più colpiti oggi sono agricoltura e allevamento, attività estrattive e semiconduttori. L’agricoltura è la principale causa di inquinamento delle acque a livello globale. (Abstract by http://www.verinieassociati.com/)

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Nucleare da fusione: Questo è il futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

“La notizia secondo la quale il dipartimento statunitense dell’Energia annuncerebbe domani in una conferenza stampa notizie eccezionali sulla produzione di energia dalla fusione nucleare- avendo registrato negli esperimenti una reazione di fusione che ha generato più energia di quella usata per innescarla- è strabiliante e apre all’intera umanità una prospettiva di futuro fatto di fonti pulite e climaticamente non alteranti. Lo scopo della ricerca sulla fusione è replicare la reazione nucleare attraverso la quale si crea l’energia sul Sole. Pare manchi ancora almeno un decennio all’uso commerciale di tale scoperta, ma la svolta è simile a quella della sfericità della terra. Una rivoluzione che dimostra comunque che sarebbe stato imprudente riavventurarsi sulla strada del nucleare da fissione in Italia, dopo decenni di inattività legata all’esito del referendum del 1987. Sarebbe significato essere la retroguardia della fissione quando invece si può essere l’avanguardia della fusione. La ricerca italiana approfitti di questa notizia e il ministro dell’ambiente la affianchi e sostenga perché il futuro è più vicino di quanto si prevedesse”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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“Il Paese per il suo futuro ha bisogno disperatamente di crescita economica”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2022

E’ soprattutto un Paese che invecchia e che dovrà finanziare moltissime spese. – spiega Lucia Aleotti, Vicepresidente Farmindustria, intervenuta oggi all’evento “pensiero n° 1, evitare il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale. La nuova legge di bilancio” promosso dall’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità – Lasciare che gli investimenti del settore farmaceutico si localizzino in altri Paesi significa bloccare la crescita di questo settore nel nostro Paese. Per questo serve urgentemente una cabina di regia a livello governativo che metta insieme gli aspetti del diritto alla salute, della necessità di finanziamento, ma risulta importantissima anche la necessità vitale di attrarre gli investimenti farmaceutici per creare PIL e futuro del Paese. Il farmaceutico può essere un motore straordinario di crescita, lo ha dimostrato già in questi anni quando a fronte di settori che entravano in recessione ha saputo viceversa crescere e esportare in tutto il mondo. Con i suoi 34 Miliardi di euro di produzione, quasi 70.000 dipendenti e 220.000 nell’indotto, può essere anche in futuro area trainante o meno. E questo dipende dalle politiche sanitarie che l’Italia metterà in atto: le politiche sanitarie sono politiche industriali, perché ogni volta che si tocca il livello dei prezzi di un farmaco si toccano i ricavi delle imprese. Le imprese del farmaco sono come le altre imprese, hanno bisogno di equilibrio tra i ricavi e gli investimenti e i costi, e in questo momento più che mai, con grandi difficoltà sul fronte dell’esplosione dei costi produttivi, le imprese farmaceutiche sono oggetto di politiche di attrazione da parte dei vari Paesi nel mondo, anche in Europa”.

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Conferenza sul futuro dell’Europa: i cittadini chiedono di più all’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2022

Bruxelles. Il 2 dicembre, le istituzioni UE e oltre 500 cittadini hanno discusso il seguito da dare alle proposte della Conferenza sul futuro dell’Europa. Hanno partecipato rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, oltre ai cittadini che sono stati al centro dei lavori della Conferenza. I partecipanti hanno esaminato in che modo le istituzioni europee stiano dando seguito alle proposte della Conferenza. In apertura dell’evento, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha dichiarato: “Il Parlamento europeo è pronto a fare la sua parte per realizzare le proposte della Conferenza sul futuro dell’Europa, nell’interesse dei 450 milioni di europei che rappresenta. La visione richiede coraggio. Quando si tratta di attuare le proposte dei cittadini, nessun suggerimento di cambiamento dovrebbe essere off-limits. La Conferenza sul futuro dell’Europa e le proposte presentate non sono la fine. Non c’è una data di scadenza per il futuro. Non ci sono caselle da spuntare. Il futuro è un lavoro in corso. Così come la nostra Unione”. Guy Verhofstadt, in qualità di ex copresidente della Conferenza, ha commentato: “In tempi di insicurezza, la politica ha bisogno di una visione futura. Con la Conferenza sul futuro dell’Europa, i cittadini hanno indicato la strada da seguire. L’evento di feedback è il momento per discutere ciò che noi politici abbiamo fatto con le conclusioni raggiunte insieme l’anno scorso e per guardare avanti. Perché il nostro impegno non è ancora finito: dobbiamo continuare a realizzare non solo le proposte ma anche lo spirito con cui sono state scritte: una nuova idea di Europa adatta alle sfide future.” In rappresentanza del Consiglio, hanno partecipato il ministro per gli affari europei Mikuláš Bek della Presidenza ceca.. In rappresentanza della Commissione, hanno preso parte all’evento i vicepresidenti Maroš Šefčovič, Dubravka Šuica e Margaritis Schinas. Il dibattito che ne è seguito si è focalizzato sulle sfide principali che l’Unione deve affrontare attualmente, tra cui l’attacco della Russia all’Ucraina e le conseguenze sulla vita quotidiana degli europei, nonché la necessità di accelerare il processo d’indipendenza energetica dell’UE. Molti oratori hanno posto l’accento sulle riforme istituzionali necessarie per attuare le proposte della Conferenza nella loro totalità, comprese quelle sulla tassazione delle multinazionali e sulla cooperazione nella dimensione esterna degli affari UE. I deputati europei hanno sottolineato che il Parlamento continuerà a fare tutto il necessario per garantire l’adempimento della sua missione fondamentale, che è quella di garantire la credibilità dell’UE nei confronti di tutti gli europei, offrendo al contempo, e in linea con le priorità personali e di ciascun gruppo politico, degli esempi concreti di come le proposte della Conferenza siano diventate fattori chiave nel lavoro del PE. Alcuni oratori hanno espresso un parere contrario, mettendo in dubbio l’utilità della Conferenza, denunciando l’uso del denaro dei contribuenti e opponendosi alla direzione dell’UE nel suo complesso. Le 49 proposte della Conferenza includono più di 300 provvedimenti su come realizzarle suddivise in nove temi, e sono basate sulle raccomandazioni formulate dai panel europei e nazionali dei cittadini e sui contributi degli eventi nazionali, della piattaforma digitale multilingue e dalle discussioni della Plenaria e i nove gruppi di lavoro tematici. Le tre istituzioni hanno avviato il processo di attuazione e di verifica delle proposte della Conferenza, secondo le rispettive competenze.

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Another World: Arte in città per immaginare il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Roma giovedì 10 novembre 2022 ore 11.30 presso il TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1 Roma, Via Dina Galli 8. In Fabula Salus è il nome del progetto dedicato alle Favole di Esopo di cui sarà protagonista l’artista romano di fama internazionale Lucamaleonte. L’evento si svolge nell’ambito di “Another World. Arte in città per immaginare il futuro – Un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove a Roma” in corso dal 2020, organizzato dall’’Associazione Eco dell’Arte, curato da Elena Paloscia, realizzato con il TSMREE III – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1, con il patrocino del Terzo Municipio in collaborazione con Ater. In questa primo appuntamento l’artista dipingerà La lepre e la tartaruga una celeberrima favola di Esopo sul muro semicircolare della caldaia nell’area adiacente all’ingresso del TSMREE, spazio di particolare fascino architettonico che si presta per la sua forma anche a diventare una straordinaria quinta scenica. L’intervento è stato concepito in continuità con il concept del progetto Another World: attraverso la narrazione per immagini, Lucamaleonte rappresenterà tre favole antiche di Esopo, dal significato sempre attuale e che possano essere d’ispirazione, oltre che per i giovani utenti del TSMREE, anche per tutta la cittadinanza, per gli abitanti del quartiere e dei palazzi che si affacciano sull’area. La lepre e la tartaruga, La volpe con la pancia piena e Il pavone e la gru sono ancora oggi infatti, di grande efficacia nel suggerirci come trovare una “via d’uscita”. Da qui il titolo In Fabula Salus, non più precetti morali ma un percorso di cura in senso più ampio: la possibilità attraverso la favola dipinta di immaginare secondo schemi differenti e creativi vie non tracciate che ci consentano di affrancarci dal pregiudizio altrui e di superare quei limiti che talvolta poniamo a noi stessi. Ispirandosi liberamente al racconto di Esopo, Lucamaleonte, ha scelto di rappresentare la lepre addormentata ponendo l’accento su una favola tra le cui righe si colgono i risvolti sociali e l’inerzia di coloro che non sono abituati a perseguire con impegno un obiettivo perché hanno già tutto e sottovalutano, o addirittura ignorano, il resto del mondo intorno.

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Focus su “l’agriturismo del futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2022

Roma mercoledì 9 novembre, alle ore 10:30, presso l’Auditorium Giuseppe Avolio, in via Mariano Fortuny. “L’agriturismo del futuro: le proposte di Turismo Verde-Cia. A.A.A. cercasi giovani” il titolo scelto per l’Assemblea, sintesi dei temi sul tavolo, dalle emergenze attuali alle sfide di domani, in un confronto tra esperienze e buone pratiche con le istituzioni e gli operatori di settore. Più in dettaglio, apertura dei lavori con la relazione di Giulio Sparascio, presidente nazionale di Turismo Verde-Cia. A seguire gli interventi di Fabrizio Manca (Ministero dell’Istruzione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione) sullo “Stato dell’arte dei PCTO” (ex Alternanza Scuola Lavoro); di Anna Fratini (direttrice Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Amatrice) su “L’esperienza dell’alberghiero regionale”; di Roberto Furlotti (direttore Cipat Abruzzo) sul “Progetto Ermes”; di Giovanni Maria De Vita (coordinatore per il Turismo delle Radici, le iniziative culturali pluriennali e la comunicazione DGIT Ministero degli Affari esteri) per “Il viaggio delle radici”. Modera la giornalista Barbara Li Donni. Il dibattito chiuderà la sessione pubblica con l’elezione del nuovo presidente da parte dei delegati e le conclusioni affidate al presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini.

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Prevedere il futuro pone problemi esponenziali

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2022

A cura di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale di Columbia Threadneedle Investments. Gli individui hanno sempre sottostimato il ritmo dei progressi tecnologici. Nel corso dei decenni la nostra capacità di adottare/consumare tecnologia è aumentata notevolmente. Tuttavia, come esseri umani, tendiamo a dimenticarcene, ragion per cui spesso non riusciamo a riconoscere fin da subito il potenziale delle tecnologie dirompenti.Un celebre esempio di sottovalutazione del ritmo dei progressi tecnologici risale agli anni ’80, quando l’azienda di telecomunicazioni AT&T commissionò a McKinsey uno studio prospettico sull’adozione della telefonia mobile negli Stati Uniti nel 2000. All’epoca i telefoni cellulari erano ingombranti, le chiamate disturbate da interferenze, i servizi di dati inesistenti e la copertura discontinua; nonostante ciò, i vantaggi pratici della tecnologia mobile erano già evidenti. McKinsey alla fine concluse che nel 2000 negli Stati Uniti gli utenti di telefonia mobile sarebbero stati 900.000; la cifra effettiva è stata di poco superiore a 100.000.000. McKinsey non aveva messo in conto le significative riduzioni dei costi dei principali componenti dei telefoni cellulari e le crescenti capacità delle reti, come l’introduzione dei servizi di dati. Così, un telefono che nel 1984 costava 3.000 euro, nel 2000 ne costava 200. La storia abbonda di esempi di previsori che non vi sono riusciti e con il senno del poi è fin troppo facile biasimarli. Tuttavia, viviamo in un periodo in cui i rischi sociali e ambientali per l’economia globale non sono mai stati così elevati, il che favorirà probabilmente una progressione tecnologica senza precedenti e offrirà opportunità d’investimento allettanti a chi sarà in grado di cavalcare l’onda. Nel 1903, l’anno in cui Henry Ford fondò la Ford Motor Company, furono vendute 11.235 automobili agli americani. Solo dieci anni dopo Ford azionò la prima catena di montaggio, riducendo il tempo necessario per costruire un’auto da 12 ore a 2,5 ore. Quell’anno il numero di vetture prodotte negli Stati Uniti schizzò a 3,6 milioni, ossia un aumento di 300 volte. Nel 1923 il paese produceva 20 milioni di automobili all’anno.Oggi, tutte le forme di energia rinnovabile (compresi l’energia idroelettrica e il nucleare) rappresentano poco meno del 40% dell’elettricità totale prodotta a livello globale. Ciò è ascrivibile ad una riduzione esponenziale dei costi delle energie rinnovabili, ottenuta inizialmente grazie al sostegno politico e alla necessità di ridurre le emissioni.Tuttavia, l’effetto palla di neve e l’entità di questo aumento delle energie rinnovabili non erano stati previsti. Del resto, l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha sistematicamente sottostimato la quantità di elettricità generata dall’energia solare negli ultimi 20 anni. Nel 2009 prevedeva che entro il 2015 sarebbero stati installati 5GW di energia solare a livello globale. Alla fine la capacità effettiva installata entro il 2015 è stata di 56GW. Questa tendenza a sottostimare i dati è proseguita e nel 2019 la previsione di crescita annuale per il 2020 era sbagliata del 100%.A differenza dei grandi modelli energetici, esistono già modelli empirici in grado di prevedere con maggiore accuratezza le flessioni dei costi associate alle nuove tecnologie. Un esempio è la legge di Wright, che dimostra come la produzione cumulativa determini un calo costante dei costi. In altre parole: la conoscenza aumenta con l’uso. Per questo motivo i grafici che mostrano una flessione dei costi vengono spesso definiti “curve di apprendimento”. Un ingegnere aeronautico statunitense di nome Paul Theodore Wright osservò questa relazione mentre costruiva aerei durante la seconda guerra mondiale. Nel 2016 gli accademici J Doyne Farmer e Francois Lafond hanno applicato la legge di Wright e l’analoga legge di Moore a diverse tecnologie, scoprendo che in molti casi il loro utilizzo migliorava l’accuratezza delle previsioni. Per quanto riguarda il solare fotovoltaico, la legge di Wright ha previsto con precisione la diminuzione dei costi dal 2016, nonostante i recenti aumenti dei prezzi del polisilicio.Questo scenario prevede una riduzione delle emissioni dell’80% entro il 2040, senza che sia necessario impiegare tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (a differenza degli scenari IEA). Inoltre, si basa esclusivamente sull’economia della tecnologia e non tiene conto dei benefici derivanti dalla mitigazione dei cambiamenti climatici. Potremmo assistere in qualche misura a questo fenomeno con la transizione energetica. Dal momento che le tecnologie rinnovabili diventano sempre più competitive, è probabile che soddisfino parte della domanda che altrimenti sarebbe soddisfatta dalle fonti fossili. Nelle regioni dei mercati emergenti la nuova domanda viene soddisfatta passando direttamente alle rinnovabili. Infatti, secondo il think tank indipendente Carbon Tracker, nel 2019 l’87% della crescita dell’offerta di energia elettrica proveniva da fonti non fossili nei mercati emergenti (Cina esclusa). Storicamente, questi cicli interagiscono e si amplificano a vicenda, imprimendo slancio all’adozione di nuove tecnologie in un circolo virtuoso e accelerando l’abbandono di quelle vecchie in un circolo vizioso. Il rapporto tra i veicoli elettrici e le energie rinnovabili, evidenziato in precedenza, potrebbe esserne un esempio. (abstract by http://www.columbiathreadneedle.it)

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Verso i “mestieri del futuro”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

Sono sempre di più gli studenti che provano a fare un passo verso il futuro orientandosi verso professioni basate sulle nuove tecnologie.Lo dimostra una ricerca condotta da Skuola.net in collaborazione con l’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, su un campione di 2.650 alunni delle scuole superiori che in questo momento si stanno avvicinando al diploma.Nonostante le scuole parlino ancora troppo poco dei mestieri “digitali”, circa 1 studente su 3 si sta orientando verso i percorsi che prevedono l’applicazione delle tecnologie di ultima generazione.Per 1 su 10 è la prima opzione per il futuro.Tra i mestieri che attraggono di più gli studenti, nell’ordine, quelli legati a Coding, Green, Marketing, Psicotecnologie, Intelligenza Artificiale. La strada più corretta per formarsi correttamente in questi ambiti, per 7 giovani su 10, prevede come minimo una laurea. In questo, le università telematiche potrebbero essere una scelta vantaggiosa per gli stage coerenti, le esperienze estere e l’aggiornamento continuo che offrono.

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Giovani sfiduciati, dare un futuro a loro per dare futuro all’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2022

“E’ un quadro preoccupante, quello fornito dal nuovo rapporto Censis sulla ‘Generazione Post Pandemia’. I nostri giovani sono terribilmente sfiduciati”. Lo ha scritto su Facebook il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, commentando il resoconto. “Chi può fugge all’estero perché manca una promessa di miglioramento e di benessere. Chi resta è in preda a incertezza e ansia. Qualcuno ha smesso di studiare altri hanno perso il lavoro. Tantissimi hanno spostato in avanti i passaggi alla vita adulta. Ma cosa si deve aspettare ancora per mettere i nostri ragazzi al centro dell’agenda? – sottolinea Cavallaro. Dare un futuro ai giovani significa dare un futuro al Paese. Ed il futuro non si costruisce con contratti a termine o intermittenti. Creare le condizioni per aiutare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, agendo anche sul sistema previdenziale, deve essere in cima alle priorità del nuovo Governo. Un lavoro stabile, ben retribuito e contrattualizzato”. By Alessio Bompasso

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Politiche e strategie per il futuro sostenibile delle aree montane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2022

Camigliatello Silano (prov. di Cosenza) dal 25 al 27 ottobre si tiene la manifestazione internazionale che ogni due anni riunisce i più importanti stakeholder delle terre alte. Centinaia di partecipanti, tra cui istituzioni europee e nazionali, tecnici ed esperti del mondo accademico, oltre a tanti imprenditori locali, si incontreranno per costruire insieme soluzioni innovative alle nuove sfide economiche, ambientali e sociali, partendo da settori chiave come l’agricoltura e il turismo, e fornire le basi per la creazione di politiche pubbliche più attive, integrate ed efficaci con al centro le aree montane e la qualità della vita di chi le popola. Obiettivo ultimo: definire una strategia di sviluppo sostenibile per montagne “smart” entro il 2050.Patrocinata dal Mipaaf, la XII Convention Europea della Montagna parte il 25 ottobre con le visite studio nel Parco Nazionale e Riserva della Biosfera della Sila, per poi raggiungere l’Edificio Nave della Sila, location dell’apertura ufficiale dell’evento il 26 ottobre e dei tanti workshop e conferenze ad hoc che si terranno fino al 27, tra sessioni dedicate alle politiche per una montagna più intelligente; ricerca e innovazione per l’aumento di attrattività e resilienza delle zone montane; condivisione di buone pratiche.Tanti gli ospiti autorevoli, tra i quali Elisa Ferreira, commissaria europea per la Coesione e le Riforme; Herbert Dorfmann, europarlamentare e membro dell’Intergruppo per le Aree rurali, montane e i villaggi intelligenti; Pasquale Tridico, presidente dell’INPS. A dare il via ai lavori inaugurali saranno Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani; Juanan Gutiérrez Lazpita, presidente di Euromontana; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Francesco Curcio, presidente del Parco Naturale della Sila.

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Il futuro si avvicina e ci spaventa

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Roma martedì 18 ottobre 2022, ore 17:30 Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana. Con una pandemia ancora in corso, un pianeta guastato dall’incuria ambientale, e una guerra a noi più vicina di altre, serpeggia la tentazione di pensare al fallimento, oppure di mettersi in salvo fuori dal mondo, trincerandosi in zone protette ed esclusive. La crisi del presente tocca anche l’essere Chiesa, e tante possono essere le motivazioni per dare corpo alla propria delusione immaginandone un’altra, oppure uscendone e basta. Come risponde la fede cristiana davanti alle incognite che si addensano sul nostro domani? Per rispondere, il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” ha pensato di offrire il ciclo di incontri pubblici dell’anno accademico 2022-2023 articolando la domanda: «Un altro mondo, fuori dal mondo?». Intorno al futuro che viene, tra minacce e pericoli, si intrecceranno alcuni temi quali Apocalisse /Storia (18 ottobre – P. Jean-Louis Ska, S.J.), Fede (15 novembre – Don Dario Vivian), Pace (13 dicembre – Prof.ssa Isabella Guanzini), Salvezza/Redenzione (10 gennaio 2023 – Prof. Marcello Neri) e Speranza (21 febbraio – Prof. Antonio Nitrola).Ma per guardare al futuro con speranza non si può che rivolgersi ai giovani. Ecco allora che gli ultimi tre incontri dell’anno sono stati pensati in preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù 2023, in collaborazione con l’Ambasciata del Portogallo presso la Santa Sede. Tre incontri con tre cardinali vicini a papa Francesco per prepararsi all’incontro di Lisbona: il Card. José Tolentino de Mendonça (14 marzo – Dalla fine del mondo: 10 anni di Francesco), il Card. Mauro Gambetti (18 aprile – Fratelli tutti) e il Card. Gianfranco Ravasi (9 maggio – Laudato si’).Gli incontri, coordinati da P. Sandro Barlone S.J. e dal Prof. Giuseppe Bonfrate, si rivolgono a giovani laici e laiche che vogliono affiancare alla loro formazione umana e professionale l’intelligenza della fede cristiana per prepararsi alle sfide che affrontano nelle nostre società. Gli incontri, che si svolgeranno in presenza presso l’Aula Magna, sono gratuiti e aperti a tutti, previa registrazione sul sito http://www.unigre.it

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Il futuro della logistica sostenibile a Green Logistics Expo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

Padova dal 5 al 7 ottobre 2022 polo fieristico. Le ingenti risorse che il PNRR destina a logistica e infrastrutture nel nostro Paese sancisce l’importanza di un settore che conta circa 1 milione di lavoratori e un indice della produzione che, nel 2021, ha segnato +11,8% (dati Confetra). Occasione per discutere della direzione da intraprendere nei prossimi anni, per operatori del settore, istituzioni e associazioni di categoria, sarà la seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile. Il più importante appuntamento fieristico B2B italiano e internazionale, dedicato alla logistica a 360 gradi, organizzato da Senaf. La manifestazione, che ad oggi coinvolge più di 170 espositori, tra i maggiori player del settore, come Interporto di Padova, MSC, Fercam, Mercitalia, G.T.S., si svilupperà in incontri e convegni sul futuro della logistica in Italia e in Europa, attraverso approfondimenti specifici delle diverse anime che compongono la filiera: Intermodalità, Intralogistica, City Logistics ed E-commerce. Green Logistics Expo sarà inaugurata dal Ministro delle Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, il 5 ottobre durante il convegno “Investimenti, Infrastrutture, Riforme. La logistica per trasformare l’Italia” a cui, tra gli altri, prenderanno parte Umberto Ruggerone, Presidente Assologistica, Thomas Baumgartner, Presidente Anita e Carlo De Ruvo Presidente Confetra, durante il quale sarà previsto un collegamento video con Interporto Padova per la contemporanea inaugurazione del Nuovo terminal Intermodale per semirimorchi. L’edizione 2022 sarà animata da numerose iniziative speciali per l’intera durata della fiera, a cominciare dal Villaggio della Logistica Sostenibile, coordinato e sostenuto da SOS-LOGistica, associazione nazionale di riferimento in ambito green logistics e mobilità sostenibile, che il 6 ottobre presenterà il primo Osservatorio sul Green washing in Italia. LIUC Università Cattaneo è il partner universitario di Green Logistics Expo. Saranno infatti i ricercatori del Green Transition Hub a presentare le best practices in diversi ambiti (imballaggi, magazzini e trasporti), secondo un percorso guidato (fisico e virtuale). Il team, coordinato dal prof. Fabrizio Dallari, accompagnerà i visitatori all’interno dell’Unità Dimostrativa Green Logistics 360° Tour, l’iniziativa principale dedicata al mondo della logistica industriale e il 6 ottobre presenterà i risultati dell’Osservatorio sull’Immobiliare Logistico (OSIL) nell’ambito della conferenza “Green Warehousing – Come realizzare un magazzino 100% green”. Dedicato al mondo del trasporto delle merci su strada sarà il Villaggio ANITA, coordinato e sostenuto da ANITA, Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, che organizza il 6 ottobre il convegno “Il Fattore Umano, Il Veicolo E La Strada: Le Tre Componenti Chiave Per Una Mobilità Sicura E Sostenibile” a cui interverranno le principali istituzioni del trasporto merci stradale.Immancabile la presenza di Assologistica, la realtà associativa delle imprese di logistica, dei magazzini generali e frigoriferi, dei terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali, con il Villaggio ASSOLOGISTICA, che riunirà le imprese associate attorno alle novità in tema di innovazioni tecnologiche e sostenibilità ambientale. UIR – Unione Interporti Riuniti coordinerà invece il Villaggio UIR, in cui oltre alla collettiva degli interporti associati, l’Associazione ed i propri membri contribuiranno ad eventi e convegni sugli argomenti di maggiore interesse per promuovere e sviluppare l’intermodalità nel trasporto e nella logistica nell’ottica della transizione ecologica. Infine, si terrà il 7 ottobre l’annuale conferenza di CSCMP Italy RoundTable, una giornata interamente dedicata a dibattiti e tavole rotonde per confrontarsi su Trasporti, Magazzino, Acquisti, Pianificazione e Risorse Umane nella supply chain intermodale, sostenibile e digitalizzata. Programma completo degli eventi: http://www.greenlogisticsexpo.it/programma-eventi/

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Siciliani giovani: Uno sguardo al futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

L’Italia ha dato al mondo il fascismo e la mafia, ma anche l’antimafia e la resistenza: Mussolini e Andreotti, ma anche Pertini e Borsellino. Non rimuoviamo la vergogna e non dimentichiamo l’onore.Noi non abbiamo sogni, non lamentele, non critiche da fare – ora – ai politici che ci hanno portato qui: ci sarà tempo per parlarne. Ora bisogna semplicemente guardarci in faccia, decidere – ciascuno – cosa vogliamo fare e agire di conseguenza. Qua ai “Siciliani” la cosa è semplice: noi lotteremo contro il potere mafioso che ha, riammazzando Falcone, riconquistato Palermo.Ai nostri amici antichi, ai vecchi compagni di strada, diciamo che noi siamo sempre qui, e saremmo più forti se ci fossero anche loro. Ai nostri giovani amici, che amano le belle idee ma non hanno tempo per lavorarci, diciamo che oggi è il momento in cui, col rischio e la fatica, possono diventare davvero uomini e donne. Il popolo siciliano, coi suoi acclamati mafiosi e i suoi buffoni, attraversa oggi uno dei momenti più bassi della sua storia. L’Italia, cent’anni dopo, ritrova la sua povera tana nella paura degli altri e nell’egoismo. “Eppure – diranno gli storici – non eravate soli. Fascisti voi, ma fascisti pure paesi civilissimi come gli svedesi”. I russi e i fratelli ucraini, che morirono in massa per fermare il nazismo, hanno svastiche e rune nelle loro file. L’America che combattè per liberare i neri e stroncare Hitler ha molti che rimpiangono la schiavitù e il razzismo. L’ignoranza del povero e l’egoismo del ricco si sposano, a nord a sud, per infelicitare la vita. A questo buio che si allarga per coprire il cielo, opponiamo i nostri semplici corpi e la nostra vita. Vogliamo vivere, studiare, crescere, lavorare, viaggiare, amare, essere amati, fidarci dei nostri padri, sorridere ai nostri figli: tutto qua. E siamo decisi a muoverci per non dover rinunciare a tutto questo.Sicilia buco del mondo, Sicilia dei morti di mafia, Sicilia dei ragazzi di Fava e di Borsellino. Sicilia feroce e povera, Sicilia di dignità e di bandiere. Sicilia con la valigia di cartone, Sicilia con la lupara e le bombe. In questo piccolo mondo, nella disgrazia di oggi e nell’amore di ieri, si concentra tutto. E non servono più parole.

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Andiamo a votare guardando al presente e pensando al futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it ci ha resi partecipi di una sua approfondita riflessione sugli eventi politici odierni che riteniamo interessante per noi elettori che domani andremo a votare ma anche per chi pensa di astenersi per convincersi del contrario: “Questa campagna elettorale non solo è stata pessima nei contenuti e deprimente nella modalità, ma anche molto noiosa per via di pronostici che ne hanno reso prevedibile l’esito, come un libro giallo che svela il nome dell’assassino già alla prima pagina. Mi sbaglierò – e nel caso farò pubblica ammenda – ma ho sempre avuto l’impressione, e a maggior ragione ce l’ho oggi alla vigilia del voto, che invece il romanzaccio della politica italiana sia pronto a riservarci molte sorprese. Che usciranno direttamente dalle urne, ma anche e soprattutto da quel che accadrà subito dopo. E provare ad ipotizzarle, queste sorprese, può indurre chi ha delle certezze su cosa fare domenica (beati loro) a farsi qualche domanda, ma anche aiutare chi è ancora incerto a decidere se andare ai seggi e, nel caso, scegliere chi votare. Provo a schematizzare informazioni e ragionamenti. 1) Da quando nei giorni scorsi è scattata la cosiddetta “tagliola”, cioè la regola (assurda) che vieta la pubblicazione di sondaggi nelle ultime due settimane prima del voto, nella Roma affamata di indiscrezioni su quel che succederà è cominciata a circolare sotto traccia una quantità industriale di ricerche demoscopiche, vere e tarocche, attendibili e fasulle. Al di là del malcostume, che Antonio Polito ha giustamente fustigato sul Corriere della Sera, il fatto che i numeri riportati per ciascun partito siano significativamente diversi l’uno dall’altro, ben oltre la classica forchetta di quattro punti, la dice lunga sulla capacità divinatoria dei sondaggi. Di conseguenza, evitiamo di farcene condizionare al momento del voto. D’altra parte, non sarebbe la prima volta che le urne smentiscono le previsioni della vigilia. 2) Si continua a ragionare sulle percentuali di voto, mentre la cosa più importante è l’attribuzione dei seggi. E per effetto dei complicati marchingegni della legge elettorale, per di più con modalità di conteggio diverse tra Camera e Senato, non è detto che le due cose – percentuali e seggi – vadano di pari passo. Per esempio, un 10% concentrato territorialmente può rendere in termini di numero di parlamentari più di un 15% equamente spalmato su tutto il territorio nazionale. Questo vale soprattutto per i seggi assegnati con il sistema maggioritario (uninominale), che ammontano (escludendo dal calcolo i parlamentari eletti all’estero) a 147 deputati su 392 e a 74 senatori su 196. 3) Finora, l’ipotesi che la maggioranza assoluta dei seggi toccherà alla coalizione di destra-centro (cominciamo a chiamare le cose con il loro vero nome), sondaggi a parte, è derivata da un dato incontrovertibile, e cioè che sul fronte opposto la coalizione non c’è. Anzi, ci sono tre forze in competizione tra loro. E che, di conseguenza, la gran parte dei collegi uninominali, dove basta un voto in più per vincere, non può che andare a chi si presenta unito. 4) Nel concreto, se è vero che i 5stelle stanno recuperando una parte del consenso che sembravano aver perduto, e se è altresì fondata l’ipotesi che tale recupero si stia concentrando al Sud – cosa fondata nella misura in cui per lo più si tratta di un “voto di scambio legalizzato” derivante dai percettori del reddito di cittadinanza, appunto concentrati in alcune zone del Meridione – ne deriva che su una parte di quel 37% di seggi che sarà assegnato con l’uninominale Conte è più competitivo di quanto non si sia fin qui immaginato. A scapito del destra-centro. 5) È difficile dire con esattezza di quanti seggi stiamo parlando, ma una cosa potremmo dare per acquisita: mentre alla Camera lo spostamento non inciderà sul risultato finale, al Senato – la cui base di calcolo è regionale – l’effetto potrebbe essere significativo. Naturalmente molto dipenderà da quanto Giorgia Meloni e alleati prenderanno al proporzionale: più sarà alta la percentuale, meno servirà all’apporto della quota uninominale. Per esempio, se la somma della coalizione con il proporzionale fosse 42%, al maggioritario dovrebbe conquistare almeno il 65% dei seggi (cioè 48 su 74 al Senato) per avere la maggioranza. Ma sarebbe risicata, e quindi fragile. Mentre per essere al riparo dalle transumanze parlamentari sempre in agguato, al Senato la maggioranza deve raggiungere quota 115-120 (su 200, non contando i senatori a vita). Il che significherebbe conquistare oltre l’80% dei 74 seggi uninominali. E al Sud ci sono 31 di quei 74 collegi. Ora, la remontada di Conte, supponendo che sul piano nazionale lo attesti al 17-18% dei voti, ma concentrati da Roma in giù (nel 2018 al Sud prese il 43% dei voti e conquistò l’83% dei seggi), è difficile ma non impossibile che metta in minoranza il destra-centro (sempre di Senato stiamo parlando, ma è lì che si gioca la partita vera). Tuttavia, può anche ridurgli da comoda a ristretta la maggioranza. Con tutto quel che può significare sul piano degli equilibri parlamentari. 6) Il significato politico di una tale circostanza è evidente: Conte potrà dire di aver salvato il Movimento ormai ex grillino, potrà intestarsi il ridimensionamento (parziale o totale) del destra-centro e, consigliato dal suo amico Massimo D’Alema, potrà mettere in difficoltà Enrico Letta. Specie se il risultato del Pd dovesse rivelarsi deludente e comunque non distante da quello dei 5stelle. Questo spingerà le componenti del Pd da sempre in sintonia con Conte e che hanno maldigerito il mancato accordo elettorale con i 5stelle ad aprire un fronte di immediato raccordo politico-parlamentare con l’avvocato del popolo, costringendo Letta a scegliere tra l’abdicazione a favore di una linea politica non sua o la resa, con relative dimissioni. È presto ora per dire cosa accadrà, ma è possibile che tra le sorprese del dopo elezioni ci sia anche una frattura tra le due anime dei Democratici, con una aggregazione a sinistra (butto lì un po’ di nomi: Conte, D’Alema, Bersani, Fratoianni, Bettini, Orlando, forse Zingaretti, ma anche Landini e Santoro) e un’altra riformista che metta insieme la parte più moderata del Pd con il duo Calenda-Renzi e i tanti fuoriusciti (vedrete quanti…) da Forza Italia. Scenario che non si verificherebbe, o comunque avrebbe tempi lunghi e una gestazione molto complessa, se invece i 5stelle stessero ben sotto il 15% e il Pd ben sopra il 20%. 7) La scena del comizio unitario di Meloni, Salvini e Berlusconi nella romana piazza del Popolo non tragga in inganno. Quella del destra-centro è solo una coalizione elettorale che ha retto faticosamente alle forzature della propaganda ma che non potrà trasformarsi in una duratura coalizione politica. Lo rendono impossibile la palese diversità di vedute su quasi tutti i temi dell’agenda politica, l’incompatibilità assoluta dei due leader maggiori e l’ormai evidente inconsistenza del terzo (diciamo per ragioni anagrafiche, giusto per evitare polemiche). Ma soprattutto, a fare da discrimine c’è la posizione su Putin e il sostegno (anche militare) all’Ucraina da parte di Salvini e di Berlusconi (delirante l’ultima uscita sull’argomento), che Meloni, salvo suicidarsi prima ancora di cimentarsi al governo, non potrà avallare e che comunque troverà nel presidente della Repubblica una barriera insormontabile. Così come l’Europa non potrà non chiedere conto alla leader di FdI del suo rapporto con Orban: l’Italia nel contesto comunitario è il terzo lato dell’asse franco-tedesco, o entra nella banda di Visegrád? 8) Ma c’è un altro fattore, fin qui non considerato dagli osservatori, che agiterà le acque nel destra-centro. L’accordo sottoscritto al momento della formazione del cartello elettorale ha previsto una partizione dei seggi “sicuri” (lo so che è brutto da dirsi, ma purtroppo quella schifezza di legge elettorale che abbiamo consente, anzi implica, questa spartizione decisa a tavolino dai capi partito) basata su una previsione di rapporti di forza che probabilmente le urne non confermeranno. Nel senso che FdI avrà più voti del previsto, mentre Lega e Forza Italia meno, o forse anche decisamente meno. Ergo, Meloni risulterà sottorappresentata e gli altri due sovrarappresentati. E questo fatto non potrà che aggiungere fibrillazione a fibrillazioni, favorendo il passaggio da un fronte all’altro dei parlamentari eletti. Senza contare che, se tutto questo si verificasse, significherebbe che Salvini e Berlusconi avrebbero registrato un risultato politico deludente, e che, di conseguenza, potrebbero aprirsi due fronti sanguinosi: la resa dei conti nella Lega e la grande fuga da Forza Italia. Casino nel casino. 9) Ultimo elemento di valutazione riguarda il cosiddetto Terzo Polo. I lettori di TerzaRepubblica sanno da quanto tempo predico la necessità di un polo terzo nel senso non solo di non schierato né a destra né a sinistra, ma anche di radicale contestatore del bipolarismo italico. Dunque, per essere credibile chi si fregia di questo titolo non può diventare tale all’ultimo momento solo perché non è riuscito (poco importa di chi è la colpa) a fare gli accordi giusti con una delle due parti in gioco. Purtroppo, invece, questa è la storia del duo Calenda-Renzi, matrimonio dell’ultima ora tra due che si odiano e che faranno un’enorme fatica a restare insieme anche se avranno, come è probabile, un buon successo. Detto questo, è fallace l’obiezione che si fa comunemente circa il fatto che il consenso dato a loro è un “voto inutile”. Sia perché non essendoci più il bipolarismo viene meno l’assunto. Sia perché, per tutte le ragioni che ho esposto fin qui, è alta la probabilità che il 26 settembre ci si presenti uno scenario a dir poco complicato e che in quel contesto una forza intermedia potrà risultare preziosa. Scrivevo il 2 marzo del 2018, alla viglia delle scorse elezioni politiche: “La campagna elettorale è stata pessima. Anzi, paradossale, con i partiti che hanno fatto a gara a chi promette di più in un clima di assoluto scetticismo e generale indifferenza che ha reso quelle lusinghe inutili se non addirittura controproducenti. Lo spettacolo di liste di candidati piene di mezze figure e di dilettanti allo sbaraglio è stato a dir poco indecoroso. La sensazione più diffusa nel paese è che l’esercizio del voto, complice una legge elettorale maledetta, sia inutile…”. Quattro anni e mezzo dopo non ho da cambiare una virgola, salvo considerare che al peggio non c’è mai fine e che il passare del tempo ha aggravato la crisi del nostro sistema politico e istituzionale. Tema nodale su cui l’imbarazzante silenzio generale è stato rotto solo dalle voci di due Grandi Vecchi, entrambi presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Giuliano Amato e Sabino Cassese: il primo ha definito la nostra “una democrazia malata, che certo non possiamo curare con l’autoritarismo”. Il secondo ha denunciato la perniciosità della legge elettorale con cui voteremo, che “ha introdotto nel nostro ordinamento una formula sbagliata che costringe le forze politiche sia a competere sia a cooperare, con i risultati schizofrenici che sono sotto gli occhi di tutti”. Capisco, cari lettori, che di fronte alla cruda verità di queste parole possiate avere la voglia, domenica, di restare a casa. Ma non risolvereste niente. Il nostro paese è in seria difficoltà, e la guerra e le sue varie conseguenze non potranno che aggravarla nei prossimi mesi. È dunque necessario sforzarsi di fare una scelta. Quale non spetta a me dirlo. Posso solo richiamare alla vostra memoria le analisi che qui vi ho offerto e consigliarvi di evitare estremisti, populisti, sovranisti-nazionalisti, giustizialisti. Si dirà: ma così non ci rimane nessuno. In effetti… Ma forse, applicando la regola del “meno peggio”, qualcosina si trova. Buon voto.”

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Le incognite del futuro sono maggiori di quelle di quando eravamo giovani noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

By Donato Speroni, Nel suo intervento alla Luiss di Roma, sul tema “Una politica economica a misura dei giovani”, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha mostrato piena consapevolezza delle difficoltà che le nuove generazioni devono affrontare e ha esortato ad acquisire pensiero critico e nuove competenze. Prepararsi al futuro è una grande sfida e non a caso, tra le proposte del decalogo presentato dall’ASviS alle forze politiche e discusso nell’incontro di lunedì 12, quella relativa alla creazione di un istituto per il futuro ha avuto grande attenzione. Che significa studiare il futuro? Stiamo uscendo (speriamo) da una crisi totalmente imprevista, la pandemia, che ha segnato tutto il mondo per oltre due anni. Ne viviamo un’altra, anch’essa imprevista, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, che comunque vada cambierà la geopolitica. Ne incombe un’altra ancora, la crisi climatica, che politici e opinione pubblica faticano ad affrontare nella sua ormai sicura gravità. Ci viene detto che il ghiacciaio antartico Thwaites, grande quanto la Florida, potrebbe sciogliersi rapidamente provocando un aumento dei mari da uno a tre metri e noi non facciamo un plissé. Ma è solo un esempio tra i tanti. Sappiamo che le risorse idriche saranno sempre più preziose (ne abbiamo parlato nel focus di futuranetwork di questa settimana), ma sono oggetto di manovre geopolitiche più che di uno sforzo congiunto per utilizzarle al meglio. Forse siamo diventati più resilienti, pronti (o rassegnati?) a sfide che riteniamo inevitabili, ma non si può dire che siamo sereni. Uno studio appena pubblicato dalla Gallup (Blind Spot: The Global Rise of Unhappiness and How Leaders Missed It) ci parla della “crescita globale della infelicità”. Ma attenzione: l’insieme di “rabbia, stress, tristezza, dolore fisico e preoccupazione”, cioè le componenti dell’infelicità, ha cominciato a crescere nell’insieme dei Paesi indagati fin dal 2011, quindi ben prima della pandemia. (abstract)

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Scuola: Voce agli insegnanti per immaginare la mensa del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Gli insegnanti, grazie alle loro conoscenze e competenze, ricoprono un ruolo cruciale per la crescita dei bambini e secondo CIRFOOD sono alleati importanti nel creare un contesto educativo in pausa pranzo, durante la quale apprendere corretti comportamenti nutrizionali e imparare a condividere con i compagni il piacere di stare a tavola. Alcuni dati salienti emersi dall’indagine: Per il 60% degli insegnanti il pasto a scuola rappresenta un momento di relazione e piacere, un’importante occasione di convivialità (55%) e educazione (43%) per i più piccoli. La relazione con gli alunni durante il pasto è considerata uguale (52%) e – per il 40% degli insegnanti migliore – ovvero più felice e positiva, rispetto alle ore di lezione, anche grazie a un confronto ancor più empatico dato dalla libertà di chiacchierare, di muoversi e di socializzare. Per i docenti, la pausa pranzo a scuola costituisce un contesto all’interno del quale i bambini possono socializzare fra loro (96%), accrescere la propria autonomia (91%) e trovare momenti di collaborazione con gli altri (80%). Il pasto a scuola rappresenta anche un’occasione educativa (88%) e un’opportunità di crescita e sviluppo dei bambini (84%). Secondo i docenti la mensa del futuro dovrà valorizzare ulteriormente gli aspetti educativi della pausa pranzo e in particolare quelli legati alla sostenibilità. I docenti, infatti, valutano positivamente le iniziative che prevedono l’introduzione di bag antispreco per dare una seconda vita agli alimenti non consumati a tavola e l’uso di brocche o erogatori di acqua per ridurre l’utilizzo della plastica

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Festival del Futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Verona. Torna nel 2022 con un programma più ampio e interessante, una più potente piattaforma tecnologica e una rinnovata formula ibrida. Giunto alla quarta edizione, l’evento si svolgerà dal 24 al 26 novembre nelle sale del Palazzo della Gran Guardia di Verona, nella centralissima Piazza Bra, e sarà preceduto da due eventi preparatori che avranno luogo a Vicenza e Brescia. Il Festival, promosso dal Gruppo editoriale Athesis, da Harvard Business Review Italia e dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d’Impresa, potrà essere seguito in presenza ma anche in streaming, come negli anni passati in cui oltre mezzo milione di visitatori unici – manager, imprenditori, studenti e ricercatori – ha seguito i lavori. Il programma prevede la partecipazione di oltre 60 esperti di altissimo profilo, che affronteranno i temi più attuali in tutti i principali campi d’indagine: tecnologia, economia, finanza, lavoro, società, sanità, geopolitica, alimentazione, energia e ambiente.Ad anticipare la manifestazione di novembre saranno i due eventi Aspettando il Festival del Futuro. Il primo dei due appuntamenti, dal titolo L’industria che verrà – Dall’AI al 3D: ricerca, automazione, fattore umano, si terrà mercoledì 28 settembre presso LABA, Libera Accademia Belle Arti di Brescia; il secondo, intitolato H/2O Idrogeno & Acqua – Da risorsa da proteggere a risorsa del futuro è in programma invece per mercoledì 26 ottobre a Vicenza.

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