Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘futuro’

La famiglia ha un futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Per rispondere a questo interrogativo dobbiamo innanzitutto chiederci cosa intendiamo per famiglia. Oggi si formano e si dissolvono per una serie complessa di ragioni che vanno dalle reciproche convenienze di natura logistica che per l’intimo convincimento dello stare insieme con il collante del sentimento, del sesso, dalla voglia di genitorialità e non ultimo per affinità elettive. Ma non tutti pensano che questa unione vada suggellata con un matrimonio civile o religioso che sia. In ogni modo si sta insieme anche se si vive da separati in casa o si raggiunge un compromesso con la propria coscienza dividendosi tra il letto coniugale e quello dell’amante. Nonostante tutti questi scrolloni diciamo che l’istituto familiare a tutt’oggi resiste all’usura del tempo e alla dispersione delle passioni.
Forse lo stare insieme continua ad avere valide ragioni anche di natura sociale per via dei figli e nell’assicurare loro una casa protetta rispetto ad una società sempre più asociale e malevola. Ma nonostante tutte queste premesse di segno positivo resta il dubbio che la famiglia possa ritagliarsi un futuro. Molto dipende dal modello di società che avremo modo di riservare se non negli anni a venire sicuramente tra qualche secolo. Lo dobbiamo, probabilmente allo sviluppo delle tecnologie, all’ingegneria genetica e al “colore delle stelle”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Jackson Hole: il ruolo futuro delle banche centrali

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

A fine agosto si è tenuto il tradizionale simposio economico di Jackson Hole, nello stato americano del Kansas, dove i banchieri centrali regolarmente si incontrano per tracciare la linea sui futuri orientamenti monetari, economici e finanziari globali. Quest’anno, per l’emergenza della pandemia del Covid19, è stato il primo incontro di carattere virtuale.
Solitamente ci si aspetta che sia la Federal Reserve americana a indicare la strada maestra. Invece lo ha fatto la più spregiudicata Bank of England. Il suo nuovo governatore, Andrew Bailey, infatti, ha messo in secondo ordine il “salvifico” target d’inflazione del 2% per “applicare le lezioni degli ultimi mesi e anche quelle dell’ultimo decennio o dalla crisi finanziaria del 2007-09 in poi”.
La novità principale, secondo Bailey, è stata la grande e prolungata espansione dei bilanci delle maggiori banche centrali “in appoggio sia alla politica monetaria sia agli obiettivi di stabilità finanziaria”. Soprattutto per fronteggiare la crisi provocata dal Covid. Di conseguenza, in futuro i bilanci delle banche centrali dovranno sempre più essere considerati come uno strumento per la creazione di stimoli monetari, attraverso l’acquisto di asset, cioè di titoli finanziari di vario tipo.
Al riguardo si ricordi che il bilancio della Banca Centrale Europea è aumentato di 1.700 miliardi di euro: da gennaio a luglio si è passati da 4.664 a 6.360 miliardi. Di questi, non meno di 715 miliardi sono stati immessi nel sistema nel solo mese di luglio.
Il collasso economico attuale ci indicherebbe che la crisi non sarebbe stata generata primariamente nel settore bancario bensì “tra i fondi, i traders e le imprese”. Di conseguenza, la Bank of England propone la strategia del “go Big, go Fast”, cioè di “operazioni aggressive di acquisto di asset”. Se fino ad oggi questi asset sono stati prevalentemente obbligazioni di stato, adesso si propone di allargare i settori di acquisto, in particolare verso quello corporate, il cosiddetto “corporate debt”. Ciò è giustificato con l’intento di affiancare le banche e i mercati finanziari nel sostegno alle attività economiche, anche se, si ammette, “inevitabilmente si aumenta il rischio gestionale per le banche centrali”.
Si propone, quindi, di rendere centrale e generalizzato l’acquisto di asset privati, finora fatto quasi eccezionalmente dalle banche centrali. Il rischio di cui si parla, in verità, è quello che, incamerando nei loro bilanci titoli potenzialmente tossici o di dubbia esigibilità, le banche centrali possano trasformarsi in vere e proprie “bad banks”.
Per Bailey, un obiettivo rimane sempre “il raggiungimento della sostenibilità del target d’inflazione del 2%”, ma con la necessaria flessibilità per non alzare in modo prematuro il tasso d’interesse qualora la ripresa dovesse incominciare. Più importante è la scelta degli strumenti da usare, che potrebbero includere, in modi più sistematici, anche i tassi d’interessi negativi, gli incentivi alle banche per garantire una certa liquidità e persino l’acquisto da parte delle banche centrali di titoli commerciali appena emessi.
Nel suo discorso di apertura del simposio, il governatore della Federal Reserve Jerome Powell è stato molto più blando. Forse per evitare, come già in passato, “gli schiamazzi” di Donald Trump contro di lui nelle ultime settimane di campagna elettorale presidenziale. Powell si è più concentrato a spiegare gli effetti nella politica monetaria dopo la Grande Crisi Finanziaria piuttosto che dare indicazioni più precise sulle politiche attuali e future della Fed.
Di fatto si è limitato ad annunciare un atteggiamento più morbido rispetto alla tradizionale politica monetaria finora ancorata fermamente al target d’inflazione del 2%. In caso di un simile aumento dei prezzi, la Fed farebbe scattare quasi automaticamente una politica monetaria più restrittiva con un aumento dei tassi d’interesse. Powell ha parlato di un target d’inflazione media, “average inflation targeting”, facendo intendere un atteggiamento più “flessibile”, più permissivo anche in caso di un aumento dei prezzi superiore al 2%.
In verità si tratta di qualcosa che era già nei fatti e nei comportamenti della Fed. Non è certo la “rivoluzione copernicana” nella politica monetaria che certa stampa ha voluto dipingere. E’però un messaggio ai mercati e a Wall Street relativo ai tassi d’interesse zero o addirittura negativi che potrebbero restare più a lungo. In ogni caso è chiaro che l’inflation target rimane, insieme alla comunicazione e alla trasparenza, il pilastro della politica monetaria della Fed.
A nostro avviso, la parte più rilevante del discorso di Powell è quella concernente l’eventuale sostegno diretto alla ripresa economica e all’occupazione. Il governatore ha affermato che “quando l’occupazione è inferiore al suo massimo livello, com’è chiaramente oggi, noi opereremo per correggere questa mancanza usando i nostri strumenti di sostegno alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro”. Anche per l’Europa sarà importante vedere come tale politica potrà manifestarsi concretamente dopo le elezioni presidenziali di novembre.
Da parte sua, Philip R. Lane, il membro irlandese del comitato esecutivo della Banca centrale europea, si è concentrato a dare un dettagliato e oggettivo rapporto sui vari interventi di quantitative easing adottati per fronteggiare l’emergenza economica, occupazionale e finanziaria provocata dalla pandemia.
In particolare ha riportato che il programma pandemics emergency purchase program (PEPP), di acquisti da parte della Bce di titoli pubblici e privati in possesso del sistema bancario, originariamente di 750 miliardi di euro, è stato ampliato a 1.350 miliardi. Dovrebbe affiancare il Recovery Fund di 750 miliardi dell’Unione europea per assicurare una forte ripresa delle attività produttive e dell’occupazione. Speriamo che ciò avvenga e, almeno per il nostro paese, non si sprechi questa grande opportunitàCerto, ancora una volta a Jackson Hole non si è affrontata la questione centrale, quella della riforma del sistema finanziario. Mario Lettieri, già deputato e sottosegretario all’Economia Paolo Raimondi, economista e docente universitario.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’oggi e il futuro dei viaggi. Cambiare superando l’overtourism

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Un forte cambiamento sta toccando il mondo del turismo alle prese con la gestione in periodo di pandemia: i primi viaggi che vengono prenotati dopo lo stretto confinamento di questa primavera, in generale abbandonano le logiche di prenotazione e diventano “last second”. Si prenota il mercoledì per partire il sabato, e il tempo tra prenotazione e partenza del viaggio è sempre più ravvicinato.Sembra che questo non accada solo in Italia, dove, più che altrove, i turisti spesso non prenotavano con largo anticipo, ma è un fenomeno che sta investendo tutto il mondo. Complice l’insicurezza sulle misure restrittive che possono essere applicate da un giorno all’altro a questa o quella destinazione, senza preavviso, e il viaggiatore che non ha certezza sul futuro se non su quello immediato. Insomma, viaggi per i quali si parte subito e anche di durata più limitata rispetto alle medie precedenti la pandemia. I primi segnali in questo senso li ha dati Virtuoso, all’interno della sua convention annuale, quest’anno svoltasi online a metà agosto. Secondo i dati del player italiano, le prenotazioni sottodata (fino a due settimane prima della partenza) nel secondo trimestre 2020 hanno raggiunto il 43% del totale, contro il 37% dell’anno precedente. Mentre in Europa Accor segnala che i tempi di prenotazione sono ancora più ristretti. “Il lunedì – dice il ceo Sebastien Bazin – si prenota per il weekend in arrivo”. Secondo Accor, il 60% delle prenotazioni di agosto hanno avuto non più di 5 giorni di anticipo. Le conseguenze per le imprese del turismo sono problematiche: previsioni, programmazioni e gestioni sono molto affidate – almeno per il momento – alla capacità di ogni singolo operatore e/o prestatore di servizi di erogarle all’ultimo momento, con ricaduta su qualità e costi. Problemi che diventano notevoli se si considera che la quasi totalità dei servizi turistici sono sempre stati prenotati con largo anticipo, e le strutture si sono organizzate alla bisogna; organizzazione che ha consentito in questi ultimi decenni di fornire servizi ad un largo numero di turisti ad un prezzo e ad una qualità che, quando decine di anni fa il turismo di massa era più limitato, avevano costi maggiori.Ovviamente gli operatori del settore, con le dita incrociate, sperano che si tratti di un trend temporaneo, legato all’attuale emergenza che – “auspicano” – non dovrebbe durare più di tanto. Auspicio che tutti augurano per ogni settore dell’economia e della vita di ciascuno, ma che a nostro avviso è difficile prendere in considerazione con dati e numeri precisi. Non solo. L’umano è abitudinario, e se ci ha messo decenni per capire che un servizio di qualità a costi più bassi lo poteva ottenere programmando con largo anticipo il proprio viaggio… dovendo scegliere in questi periodi di pandemia usando criteri prioritari (salute) rispetto a quelli precedenti, non è detto che questo tipo di scelta non influisca sui propri comportamenti nei prossimi decenni, indipendentemente da come si evolverà la pandemia, cioè se rimane stabile o va verso il superamento (se la situazione peggiora, ovviamente, esploderanno altre dinamiche, peggiorative di ogni cosa).Questo fa intuire che grandi cambiamenti sono in corso nel nostro modo di viaggiare. Forse si tornerà ai trend precedenti, ma non è detto. Anzi. Alcuni cambiamenti potrebbero essere sintomo di una svolta radicale. Soprattutto se consideriamo che il trend pre-pandemico stava arrecando problemi che abitualmente vengono indicati con la parola overtourism, e che diverse autorità (oltre ai consumatori) erano già indirizzate verso altre forme di viaggio e turismo, più in armonia con l’ambiente e l’umanizzazione di turismo e turista.Speriamo se ne accorgano anche quegli operatori turistici che oggi auspicano – e bramano – solo per un ritorno alla situazione pre-pandemia e, nel frattempo, non hanno trovato di meglio per sopravvivere se non trattenere i soldi di chi, prenotato e pagato un viaggio con loro, non lo ha effettuato a causa della pandemia. Anche in questo caso vale la frase “Niente è e sarà più come prima”. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il futuro di istruzione e ricerca post Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Potenziamento del sistema scolastico e dei processi di apprendimento grazie alla tecnologia per migliorare la didattica in presenza e abilitare quella a distanza. Snellimento ed efficientamento delle attività burocratiche. Garantire l’inclusione e la partecipazione di tutti gli studenti. Aumentare i livelli occupazionali giovanili post-laurea. Trasformare le competenze della ricerca in un asset strategico per migliorare il Sistema Paese e attirare capitale estero.Devono essere questi gli obiettivi delle nuove politiche di innovazione della Scuola e della Ricerca Universitaria, due grandi leve a disposizione per rilanciare la nostra economia e puntare a una crescita più virtuosa e sostenibile. Per realizzare questi obiettivi sono due le priorità: spingere sulla virtualizzazione ed ibridizzazione dei modelli scolastici e continuare a promuovere la ricerca, una distintiva eccellenza italiana.
Il nuovo Coronavirus ha sconvolto la vita di tutti. E finché non ci sarà un vaccino efficace, non si può escludere la possibilità di un ritorno a forme di lock-down. Un’ipotesi spiacevole, che, però, si può trasformare in opportunità di promozione della virtualizzazione del sistema scolastico. Senza una copertura nazionale delle infrastrutture digitali, non si può garantire il diritto all’istruzione che, in questi mesi, è stato reso possibile proprio grazie alle tecnologie digitali (il Piano Nazionale Scuola Digitale 2020 prevede la messa a disposizione di €1,1mld per migliorare la connessione alla rete delle scuole e formare il personale alla didattica digitale). Come è noto, infatti, durante la pandemia non tutti hanno avuto le stesse possibilità di accedere alle tecnologie e alla connessione. In certe zone, il digital divide ha intensificato le diseguaglianze sociali preesistenti. Pur non avendo difficoltà specifiche con il mondo digitale e valutando positivamente l’impatto della scuola durante il lockdown, quasi il 40% dei Gen-Z ha avvertito una nuova forma di stress, amplificata da un modello didattico completamente a distanza (Deloitte Millenial Survey, 2020), senza tener conto della percezione degli insegnanti. Che si torni o meno a un nuovo lockdown, è chiara la necessità di sviluppare modelli scolastici ibridi, in cui il mondo digitale e quello tradizionale convivono e si completano e in cui il rapporto umano tra insegnate e alunno è al centro dell’esperienza formativa. I nativi digitali, infatti, chiedono più investimenti per ridurre il “digital divide”, ma ribadiscono che niente può sostituire le relazioni umane (The future We Want, Unicef, 2020). Sostanziali passi in avanti devono essere fatti: l’intensità della R&S in Italia è stata pari all’ 1,39% del PIL, ben al di sotto della media EU di 2,06%, del 3% di Germania e Svezia (Istat, 2020). A tal fine è essenziale non solo incentivare la collaborazione delle università pubbliche con le aziende private tramite l’istituzione di centri di ricerca e poli innovativi, ma anche investire in talenti specializzati, che al momento scarseggiano. Come dimostrato dai dati dell’esclusiva ricerca dell’Osservatorio della Fondazione Deloitte, in Italia quasi un’azienda su quattro (il 23%) non riesce a trovare i profili professionali STEM di cui ha bisogno. Nel nuovo contesto Covid, investire per valorizzare il capitale umano è una sfida strategica da cogliere e vincere per il futuro del Paese.

Posted in scuola/school, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Perché il futuro a volte ci fa paura?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

È una prospettiva inquietante ma realistica. Ci sconcerta, in pari tempo, l’atteggiamento di chi preferisce vivere nel presente, pur esaltando il futuro, perché predilige restare nella nicchia che si sono costruiti e che meglio li definisce. Il domani resterà un’incognita che costoro non si sentono d’affrontare. Significa lasciare il certo per l’incerto, il sicuro per l’insicuro, il benessere da qualcosa di vago e d’impreciso. Ecco perché l’oggi continua a pesarci e a restare fermo al suo presente senza consentirci di decollare per raggiungere una meta che è la somma della nostra maturità, del riscatto, della più genuina e autentica identificazione con la nostra morale interiore.
È anche una paura atavica: hic sunt leones. Si guarda al futuro allo stesso modo del viaggiatore antico che scrutava i territori, inesplorati, con grandi timori e temeva di avventurarsi presagendo pericoli d’ogni genere.
Per nostra fortuna abbiamo avuto in ogni mestiere dei pionieri. Esploratori capaci di superare le barriere fisiche e psicologiche e penetrare nel cuore delle cose, di scrutarle e di riportarci messaggi chiari, sulla loro natura, anche se il percorso non si è rivelato sempre cristallino e improntato alla ricerca pura, alla voglia di dare, senza ricevere in cambio, vantaggi economici e di carriera.
È un prezzo che, in ogni caso, è stato pagato senza battere ciglio. Siamo consci che ogni progresso si porta dietro, come una zavorra, questo genere di pesi.
Ciò non toglie valore alla scoperta, alla nuova via che è stata tracciata. Verrà il tempo che scrollerà di dosso i pesi superflui per puntare all’esclusivo valore che ci accomuna.
Ci troviamo, anche in questa circostanza, a dover soppesare le logiche del presente con le ragioni del futuro. La caducità di chi vive per l’oggi e la saggezza di chi riesce a guardare oltre l’orizzonte.
È come chi scruta la distanza davanti alla distesa di un oceano e chi lo fa sulla cima di una montagna.
Il primo vede la linea dell’orizzonte più vicina, di quanto non lo è per l’osservatore che si porta sulle vette più alte del mondo. È una questione d’altezza e di profondità di discernimento.
È anche la strada che ci conduce alla “grande sintesi” che rivela la sua intima essenza in termini dinamici, di una dinamica tutta animata da “telejois”, come direbbe Aristotele. Freccia che coglie nel segno come direbbe il poeta. Noi vediamo tutto ciò come pilotati da un vettore logico, come il bit informazionale e fisico come un’onda portante. In quest’orizzonte universale nascono la prospettiva e la proposta di un nuovo tipo di morale. Per chi cammina, per chi naviga, per chi vola, per chi scruta, per chi cresce, l’orientamento è parte funzionale e costituzionale. Così come dice, ed è il primo a scandirlo, il codice genetico. Co-dice non di carta ma di carne: costitutivo dell’essere là do-ve il principio d’identità non tollera contraddizione. Orientare la propria vita significa come prendere coscienza di sé, come accettarsi, come conoscersi e farsi riconoscere. Come l’esplorare il poter essere e come attuare il dover essere. Tutto intorno all’essere, che è nel divenire. I due aspetti, già contrapposti tra loro da due filosofie contrastanti hanno bisogno di una sintesi che li raccolga e li fondi. Quando riusciremo coralmente a prenderne coscienza l’augurio per l’umanità sarà quello che non possa essere troppo tardi per rinsavire. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La sfida del digitale, un ponte verso il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In un momento storico di transizione spiegare un po’ meglio il concetto di innovazione. Sono stati gli intenti di Marco Degli Angeli, consigliere del M5s di Regione Lombardia, che presso palazzo Pirelli, sede del consiglio regionale, ha fatto il punto della situazione: “L’emergenza sanitaria – ha spiegato il consigliere – ha spinto le persone ad avere un approccio più smart nei confronti dell’innovazione digitale. La vera sfida, adesso, è quella di non fare un passo indietro”.Infatti, se la parola d’ordine è trasformazione digitale, l’obiettivo è quello di avviarsi verso un’evoluzione tecnologica continua, capace di abbracciare le esigenze dei cittadini, ma soprattutto di ogni modello di business. In tal senso è necessario che la Politica intervenga con azioni mirate per questo motivo, chiosa il consigliere “regione Lombardia deve farsi promotrice di una innovazione etica, sostenibile e alla portata di tutti”.Questi sono i tre punti cardine su cui Degli Angeli pone l’accento e che, soprattutto, si pongono alla base della metamorfosi digitale: costruire un ecosistema dell’innovazione che sappia valorizzare talento, risorse economiche e sia in grado di lavorare con efficacia sui fattori Abilitanti. Accelerare la realizzazione di banda ultra larga, del cloud nazionale e accentramento dei data server della PA.Innovazione non è solo tecnologia, In tal senso il consigliere Degli Angeli, ci tiene, pone l’accento su un punto fondamentale: “Quando si parla di innovazione – spiega – si parla prima di tutto di cultura dell’innovazione, intesa con il termine latino di colere, coltivare”. Un concetto trasversale, che declinato nella sua accezione pratica, per Degli Angeli significa far nascere all’interno delle coscienze dei cittadini, ma soprattutto delle pubbliche amministrazioni, la consapevolezza dei vantaggi che l’innovazione può portare. “Per far si che questo si avveri – specifica il consigliere pentastellato – è importante che si mettano in campo tutti gli strumenti necessari per ultimare questa trasformazione”.Più che un’assioma, quella di Degli Angeli è una verità per niente scontata. Fare Innovazione Digitale, infatti, non significa solo utilizzare le nuove tecnologie in quanto tali, ma partire da queste per ripensare e semplificare un processo produttivo e creativo. Significa, soprattutto, erogare nuovi beni e servizi con lo scopo di migliorare e ridisegnare la declinazione della parola innovare. “Sotto questo punto di vista – spiega Degli Angeli – fondamentale, in Lombardia, sarà l’istituzione dei Soggetti aggregatori per il Digitale, i SAD, uno degli obiettivi della nostra azione politica”.Una strategia di sviluppo, oltre che una semplice azione politica che, va specificato, è stata ben accolta dalla Giunta lombarda tramite la recentissima approvazione dell’ordine del giorno a firma di Degli Angeli. Un risultato, quest’ultimo, che accompagnerà le pubbliche amministrazioni verso l’attuazione dell’Agenda Digitale, secondo i piani dell’Unione Europea.
Migliorare e migliorarsi. Scoprire soprattutto nuove pratiche inerenti ai sistemi produttivi e ad una gestione più fluida delle amministrazioni pubbliche. “Innovare – precisa Degli Angeli – significa non guardarsi allo specchio, ma guardare al di fuori della finestra creando nuove opportunità”Riassumendo il concetto, innovare significa creare il diritto all’innovazione. “Un diritto fondamentale – asserisce Degli Angeli – che deve passare attraverso una semplificazione burocratica e del sistema normativo. Dobbiamo – conclude Degli Angeli – sfidare l’innovazione e soprattutto il futuro”. Come? Attraverso un sistema normativo moderno capace di semplificare, notarizzare e rendere la vita dei cittadini più semplice.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il passato, il presente e il futuro uniti da un anelito di fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

E noi, che siamo proiettati nel futuro, non possiamo fare altro che rivolgerci al nostro passato, andare a indagare lungo i suoi tratti impervi, per capire se riusciamo a cogliere qualche segnale rivelatore.
A volte mi chiedo: perché la fede ha avuto tanto successo nell’essere umano di tutti i tempi? La sua verità, a mio avviso, è molto semplice. Ci ha insegnato, o meglio ci ha ricordato, i valori di sempre che hanno la loro importanza se riusciamo a guardare al nostro simile con amore. A respingere l’odio e il rancore che nutriamo.
La fede può essersi personificata in tante Chiese, in numerosi rituali, ma il suo fondo non ha distinzioni d’alcun tipo. Proprio per questo motivo è necessario uscire dai ristretti confini imposti dalle ritualità e dalle regole di un vivere da cristiani o da ebrei, da musulmani o da induisti o da buddisti per ritrovarci uniti nel messaggio comune, nel Padre di tutti. Il giorno in cui il cristiano, che sente il bisogno di andare a pregare in un luogo Sacro, si reca alla vicina sinagoga o tempio indù o moschea e altrettanto fa chi appartiene a un’altra Chiesa ed entra nelle cattedrali del cattolicesimo e in quelle dei protestanti, noi ci sentiremo, con più forza e determinazione, figli del nostro futuro, figli di una fede che non ha bisogno d’aggettivi o d’altri significati. È senza dubbio un bel dire, ma non è facile ai teologi di tutti i tempi, che hanno impiegato il loro ingegno per distinguere la propria religiosità dalle altre e a conferirle un primato esclusivo, dover oggi ammettere che di là dell’appartenenza a una Chiesa esiste una fede che li unisce.
Tale ricerca all’unità dalle diverse forze che compongono l’universo, e lo presiedono, è ben rappresentata dagli esseri viventi. In essi vi è il fuoco della vita. È un qualcosa che ha dimensioni e spazi definiti, ma proviene da ambiti e spazi indefiniti. (Riccardo Alfonso)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Se stiamo ai dati statistici che ci pervengono, da ciò che vediamo e dalle conversazioni che facciamo, dobbiamo rilevare un certo disagio giovanile che ci preoccupa. Osserviamo una generazione che tende a chiudersi in sé stessa, a non riuscire a percepire i valori della vita e nei casi più gravi ad estraniarsene del tutto scaricando le proprie tensioni ed emotività nel cinismo, nella cultura del consumismo fine a se stesso: Io ho e quindi sono un vincente, tu non hai e sei un perdente. E fino a diventare un giudizio senza appello.
Ma ciò che ci appare più grave è quanti, nel mondo degli adulti, non ne intercettano il malessere cercando in qualche modo di comprendere le ragioni e tentare d’invertire la tendenza. In alcuni casi la spiegazione s’indirizza nella nostra incapacità d’essere coerenti con le scelte di vita che facciamo allorché predichiamo bene e razzoliamo male. In questa misura finiamo con il mostrare il lato peggiore del nostro modo di vedere e pensare. In pratica non diamo certezze ma seminiamo dubbi e ambiguità. Facciamo, ad esempio, del lavoro non un tramite per realizzarsi ma un sistema che tende a sfruttarti e a schiavizzarti. Indichiamo la politica come un obiettivo per ottenere risultati sfruttando le ingenuità degli elettori con false promesse invece di pensare al bene comune. Abbiamo trasformato l’insegnamento scolastico e l’ottenimento di un titolo banalizzandolo e trasformandolo in un qualcosa privo di significato se poi, ad esempio, vi sono diplomati e laureati che finiscono nel calderone dei call center, o a fare i precari, o a svolgere lavori saltuari o a restare disoccupati. Che fine, ci chiediamo, hanno fatto gli studi di greco antico, di latino al cospetto di un mercato del lavoro che ti chiede qualcosa d’altro? Ora che i politici, ancora una volta, si preparano ad affilare le loro lingue per ammannirci le solite promesse da marinaio cosa possono attendersi dai giovani e anche dai meno giovani se non il loro sdegnoso ritirarsi sull’Aventino perdendo forse quello che sarà l’ultimo treno per una società di giusti? (Centro studi politici e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Sassoli: Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo dai suoi cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo ed esclusivamente dai suoi cittadini nel quadro della normale dinamica democratica e nel rispetto delle libertà, non sarebbero tollerabili interventi esterni nella crisi che attraversa il paese”.“I timori di una escalation di attività repressive e militari sono molto forti e a quanti credono di poterci dividerci voglio dire subito che non vi sono europei tranquilli: tutti gli europei sono preoccupati, allarmati e i nostri sentimenti saranno confermati anche nelle conclusioni di questo Consiglio”.“Penso siate tutti d’accordo che sia nostro compito fare il possibile per fermare questa violenza, e consentire che i responsabili rispondano delle loro azioni davanti alla giustizia”. A Minsk e nelle altre città, cittadine e cittadini si battono per valori che conosciamo bene, perché sono a fondamento della nostra Unione: dignità della persona, rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia”. “Ritengo che sia nostro dovere, non solo come vicini e amici, ma soprattutto come rappresentanti di istituzioni democratiche aiutare i cittadini bielorussi nel loro cammino verso la loro autodeterminazione e decidere con fermezza le conseguenze per coloro che commettono violenza”. “Dobbiamo farlo, non solo perché le nostre opinioni dell’est e dell’ovest dell’UE, si aspettano questo da noi, ma anche perché non sarebbe tollerabile restare spettatori inermi o distratti su quanto accade ad un popolo amico al di là della nostra frontiera”. “Abbiamo un compito: sostenere la richiesta dei cittadini di poter svolgere al più presto nuove elezioni e garantire che gli atti di violenza e tortura siano accertati e puniti”.“Dobbiamo insistere attraverso tutti i canali affinché i prigionieri arrestati dopo il 9 agosto vengano rilasciati, riabilitati e risarciti”.“L’adozione di misure sanzionatorie è un importante strumento a disposizione dell’Unione Europea e il Parlamento invita il Consiglio a farvi ricorso al più presto per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l’opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini”.“Siamo profondamente preoccupati per la violazione dei diritti umani e crediamo che l’unica via da seguire sia quella del dialogo con tutti gli attori nazionali e internazionali per trovare una soluzione pacifica”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

È drammatico il solo pensarlo ma qualche dubbio serpeggia in proposito. È quanto leggiamo sull’abbandono scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, ma in massima parte dalle superiori all’università. È quanto i media ci informano che vi sono giovani che rinunciano a cercare lavoro, che diventano asociali e preferiscono vivacchiare o scendere in strada solo per menar le mani. Sono, forse, una minoranza ma vi sono. Questo spaccato di una società che non riesce a scuotere i giovani, a difendere i suoi valori e a trasfonderli alle nuove generazioni è una comunità di perdenti. In tutto ciò il mondo degli adulti si carica di una pesante responsabilità. Tagliare i ponti con la speranza, concentrare le luci della ribalta solo sugli idoli dal guadagno facile, costi quel che costi, è senza dubbio un esempio degradante che non porta a nulla di buono. È che abbiamo troppo insistito sul valore della vita mettendo in secondo piano quello del diritto a vivere. Due diritti che non possono essere disgiunti. Coloro che vengono al mondo non possono essere imprigionati dalla logica di chi li giudica per il paese in cui sono nati, per l’essere figli di persone non abbienti, per una cultura che premia chi ha e non chi è. Non siamo riusciti a dimostrare che la società per essere amata deve presentarsi con esempi virtuosi, con impegni seri, con un rigoroso rispetto per i propri simili. Bisogna dare un senso ai contenuti: perché si studia, si lavoro e si vive in comunità? Diciamolo e ditelo con un’istruzione che ripaga l’impegno, con un lavoro che conferisce dignità a chi lo esercita e che il vivere insieme significa anche porgere la mano al nostro vicino con un sorriso. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il futuro degli investitori italiani dopo il Covid: forte incertezza sulla pensione

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Sono tanti gli interrogativi che gli investitori si pongono dall’insorgere dell’emergenza Covid: da quali siano le scelte di investimento più oculate o vincenti a quali siano le prospettive per il proprio futuro finanziario. Se l’investitore digitale appare sicuramente più evoluto, c’è ancora un nodo da sciogliere che crea non poche incertezze, a tutti i livelli: la pensione. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, su un campione di circa 1.380 investitori residenti in Italia (estratto dal database di clienti e utenti Moneyfarm – circa 200 mila individui – tra le persone con almeno un piano di investimento attivo) che ha fotografato l’impatto della pandemia sulle prospettive degli investitori digitali. Quello dell’investitore digitale si conferma un pubblico attrezzato per affrontare momenti critici sui mercati, più vaccinato a quella paura che abbiamo visto provocare due reazioni opposte ma in fondo uguali nella loro irrazionalità: la fuga dai mercati (panic selling) e la corsa al fai-da-te su piattaforme di trading online. Per l’80% degli intervistati la volatilità sui mercati degli ultimi mesi ha rappresentato un’opportunità e non un rischio. La tendenza a tenere liquidità sul conto corrente per il 75% di questo campione è diminuita o rimasta invariata; il 70%, anzi, ha investito o intende investire l’extra-risparmio che ha accumulato durante il lockdown. Tra coloro che vogliono investire o hanno investito anche la scelta degli strumenti è interessante, con i prodotti del risparmio gestito (58%) a farla da padrone; il 7% mostra interesse per attività speculative come il trading online e solo l’1% del campione dichiara di orientarsi verso i Titoli di Stato, sottopeso quest’ultimo che denota una certa consapevolezza dell’importanza di minimizzare, attraverso la diversificazione degli strumenti in portafoglio, il rischio Paese a cui questi investitori sono già esposti con il loro lavoro e le loro proprietà immobiliari. Il 97% del campione dichiara inoltre che durante l’emergenza Covid non ha disinvestito né ha diminuito la frequenza dei suoi versamenti nei piani d’investimento che ha in corso, dimostrandosi quindi consapevole di un’altra regola d’oro per investire in modo efficiente: mantenersi coerente ai propri obiettivi di lungo termine. È evidente che stiamo parlando di un investitore evoluto, che pondera accuratamente le proprie scelte d’investimento in base alla propria propensione al rischio e orizzonte temporale.Anche quando guardiamo all’impatto negativo dell’epidemia Covid sulle prospettive degli investitori, la previdenza resta in testa (38%), superando il lavoro (34%) e gli investimenti (33% – anche qui si nota una chiara tendenza per le donne a percepire meno sicurezza in ambito lavorativo, con un 40%). L’incertezza della pensione deriva soprattutto da una sfiducia generalizzata nel sistema previdenziale pubblico: il 69% dichiara poca o nessuna fiducia. Il dato colpisce perché riferito a un segmento della popolazione particolarmente avvezzo agli investimenti. Emerge, ancora una volta, come la scelta previdenziale sia ancora in molti casi problematica (anche per investitori con maggiori risorse), specialmente al di fuori del posto di lavoro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pessimismo sul futuro delle aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Per i primi sei mesi dell’anno il network di consulenza internazionale Grant Thornton indica un deciso calo dell’ottimismo da parte delle aziende italiane (-10%) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con solo il 23% delle aziende ottimiste sulla ripresa. La performance italiana segue il trend di forte peggioramento su scala mondiale (-16%) che tocca il livello più basso dalla crisi dell’Eurozona del 2011-2012. Anche in Europa si inasprisce l’ottimismo che, in linea con il dato globale, diminuisce del 16% rispetto al 2° semestre dell’anno, con solo il 29% di imprese positive.Una quota importante di aziende, pari al 65%, si aspetta che il Covid-19 avrà un impatto negativo sui ricavi nel 2020 che, secondo le aziende intervistate, diminuiranno in media a livello globale del 9,7% nel 2020 a causa degli effetti della pandemia. Andando a focalizzare i diversi livelli di perdita, in Italia lo scenario di previsione non sembra così scoraggiante, infatti, è di solo il 2,7% il numero di imprese che vede gli impatti del Covid come causa di perdita economica superiore al 50%, per l’11,3% rappresenta una perdita tra il 20 e il 29%, mentre la quota maggiore, il 32,7%, si aspetta una perdita minore, compresa tra l’1 e il 9%. Fa ben sperare un 4,7% che immagina un aumento dei ricavi del 10%.L’attuale contesto di crisi ha determinato un forte picco di incertezza economica: il 66% delle aziende identifica l’incertezza come un vincolo aziendale (con quasi 1 su 3 aziende che lo identifica come un “grave” vincolo). In Italia il dato sale al 68% (+19% rispetto al secondo semestre del 2019) mentre in Europa rimane più basso al 59% (+14%).Tra i fattori più limitanti per la crescita vi è anche la carenza di ordini, dichiarata come vincolo dal 57% delle aziende italiane, che supera di poco il dato globale al 55% (più basso quello europeo al 51%). Il crollo della domanda, elevati livelli di incertezza e preoccupazioni per la disponibilità finanziaria sono tutti elementi che in egual misura contribuiranno a ridurre le intenzioni di investimento.In Italia, diminuisce (-18%) il numero delle imprese che pianificano di investire nella qualità dei prodotti e servizi, con solo il 29% delle imprese che prevede di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. Dati negativi anche sulla crescita dell’export, sul quale la percentuale delle imprese ottimistiche è più che dimezzata passando dal 38% del 2019 al 16% di quest’anno.A causa delle conseguenze della crisi in atto, molte aziende (quasi il 50%) stanno prendendo in considerazione l’implementazione di misure di sicurezza sul lavoro in vista della ripresa, un sentiment forte anche in Italia (quasi il 35%) e in Europa (38%). Rimarrà alta l’attenzione verso il mantenimento del flusso di cassa: a livello globale il 40% delle aziende ha iniziato a pianificare le risorse necessarie per la fase di rilancio, in Italia il 19% e in Europa il 30%. Oltre a sensibilizzare le imprese sulla necessità di maggiore tecnologia e trasformazione digitale nelle prossime strategia aziendali (Italia 31%, Europa quasi il 36% e nel mondo circa il 46%), la pandemia da Covid-19 ha evidenziato l’importanza di una migliore flessibilità delle organizzazioni (riconosciuta dal 30% delle imprese italiane, 40% europee e 46% globali) e dei processi di gestione delle crisi (circa 25% delle imprese italiane, 31% europee e 42% globali).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anche in Italia pessimismo sul futuro delle aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Per i primi sei mesi dell’anno il network di consulenza internazionale Grant Thornton indica un deciso calo dell’ottimismo da parte delle aziende italiane (-10%) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con solo il 23% delle aziende ottimiste sulla ripresa. La performance italiana segue il trend di forte peggioramento su scala mondiale (-16%) che tocca il livello più basso dalla crisi dell’Eurozona del 2011-2012. Anche in Europa si inasprisce l’ottimismo che, in linea con il dato globale, diminuisce del 16% rispetto al 2° semestre dell’anno, con solo il 29% di imprese positive.
Una quota importante di aziende, pari al 65%, si aspetta che il Covid-19 avrà un impatto negativo sui ricavi nel 2020 che, secondo le aziende intervistate, diminuiranno in media a livello globale del 9,7% nel 2020 a causa degli effetti della pandemia. Andando a focalizzare i diversi livelli di perdita, in Italia lo scenario di previsione non sembra così scoraggiante, infatti, è di solo il 2,7% il numero di imprese che vede gli impatti del Covid come causa di perdita economica superiore al 50%, per l’11,3% rappresenta una perdita tra il 20 e il 29%, mentre la quota maggiore, il 32,7%, si aspetta una perdita minore, compresa tra l’1 e il 9%. Fa ben sperare un 4,7% che immagina un aumento dei ricavi del 10%.Tra i fattori più limitanti per la crescita vi è anche la carenza di ordini, dichiarata come vincolo dal 57% delle aziende italiane, che supera di poco il dato globale al 55% (più basso quello europeo al 51%). Il crollo della domanda, elevati livelli di incertezza e preoccupazioni per la disponibilità finanziaria sono tutti elementi che in egual misura contribuiranno a ridurre le intenzioni di investimento.In Italia, diminuisce (-18%) il numero delle imprese che pianificano di investire nella qualità dei prodotti e servizi, con solo il 29% delle imprese che prevede di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. Dati negativi anche sulla crescita dell’export, sul quale la percentuale delle imprese ottimistiche è più che dimezzata passando dal 38% del 2019 al 16% di quest’anno.
A causa delle conseguenze della crisi in atto, molte aziende (quasi il 50%) stanno prendendo in considerazione l’implementazione di misure di sicurezza sul lavoro in vista della ripresa, un sentiment forte anche in Italia (quasi il 35%) e in Europa (38%). Rimarrà alta l’attenzione verso il mantenimento del flusso di cassa: a livello globale il 40% delle aziende ha iniziato a pianificare le risorse necessarie per la fase di rilancio, in Italia il 19% e in Europa il 30%. Oltre a sensibilizzare le imprese sulla necessità di maggiore tecnologia e trasformazione digitale nelle prossime strategia aziendali (Italia 31%, Europa quasi il 36% e nel mondo circa il 46%), la pandemia da Covid-19 ha evidenziato l’importanza di una migliore flessibilità delle organizzazioni (riconosciuta dal 30% delle imprese italiane, 40% europee e 46% globali) e dei processi di gestione delle crisi (circa 25% delle imprese italiane, 31% europee e 42% globali).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

È evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure, cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente. Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito.
I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. La memoria non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Covid-19: Gli italiani guardano al futuro con più ottimismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Si preparano alla “piena normalità”. In evidenza una forte volontà di riprendere appieno la vita sociale, tornare a viaggiare, fare gli acquisti nei negozi e nei centri commerciali. Questi sono i risultati che emergono dalla seconda edizione della ricerca “Mindset COVID-19” realizzata in sette Paesi (Italia, Germania, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Cina e Sud Corea) da TRUE Global Intelligence (Omnicom PR Group) – a circa tre mesi dalla prima rilevazione.Il nuovo ottimismo degli italiani va di pari passo con l’attenzione e la valutazione critica delle azioni intraprese dalle istituzioni e dalle aziende durante la pandemia; ecco in dettaglio cosa emerge dai dati.Visione più ottimistica nei confronti della fine della pandemia: ci si aspetta di tornare alla piena “normalità” a ridosso delle prossime feste natalizie, ma c’è ancora grande attenzione alla salute e alla sicurezza.
Dopo una profonda crisi del sistema sanitario e un conseguente impatto drammatico sul sistema economico del Bel Paese, gli italiani tornano ad avere più ottimismo nei confronti del futuro:
il dato del ritorno alla normalità è il più positivo rispetto alle stime degli statunitensi (29 settimane), dei tedeschi (33 settimane) e dei britannici (34 settimane);
quasi all’unanimità (il 98%) gli italiani sono disposti ad indossare dispositivi di protezione individuali come le mascherine negli spazi pubblici per salvaguardare la salute e la sicurezza propria e degli altri;
secondo il 56% degli italiani, dispenser di mascherine e gel igienizzanti gratuiti negli spazi pubblici consentirebbero di salvaguardare meglio la salute, insieme a una pulizia approfondita degli spazi interni e, per il 41%, grazie al proseguimento dello smart working;
in più, anche in Italia – seppur in misura minore rispetto agli altri Paesi – una maggiore diffusione dei pagamenti touchless è una scelta delle aziende che i consumatori apprezzano in risposta alla fase Covid-19. In particolare: il 31% in Italia, il 38% in Germania, il 53% in UK, il 48% in Sud Corea e il 53% in Canada.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Da anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che lasciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto.
Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi timori sul futuro del nascituro e si chiedeva se aveva fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo.
Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione suscita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. È la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

«La ricetta per il futuro sulla pandemia è impegnarsi politicamente»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

È l’appello lanciato dal professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus, nel corso del webinar “Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Cosa pensano gli italiani e cosa consigliano gli esperti” promosso dal centro di ricerca Engage Minds Hub della Cattolica, campus di Cremona.«Anche per noi scienziati – ha detto Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. Se la decisione politica non viene basata sull’istruzione, sull’alfabetizzazione, sulla messa in sicurezza e sui comportamenti corretti corriamo il rischio di ricadere nella stessa situazione a breve. Se questo terremoto non ci ha insegnato qualcosa»«Dobbiamo impegnarci politicamente e invito tutte le persone di buona volontà a farlo. Questo significa distogliere purtroppo un po’ di tempo e di risorse dai lavori scientifici per far sì che le nostre intuizioni, le nostre evidenze, le nostre proposte vengano recepite, perché se no si tornerà a ricostruire sulla stessa falda e questo genererà nuovi terremoti e nuove paure». Secondo il professor Ricciardi «questo fa la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni».
«Impegnarsi politicamente, non c’è altra ricetta», ha affermato Ricciardi. «Io vengo da una università in cui questo incoraggiamento viene direttamente dal Papa. Francesco ha detto: “Se volete che le cose cambino, i cristiani, i cattolici devono diventare rivoluzionari. Io non arrivo a dire tanto, ma bisogna impegnarsi a cambiare le cose».Ricciardi ha concluso il suo intervento con uno sguardo all’Europa: «In Italia ci stiamo giocando un campionato del mondo in condizioni di difficoltà: il 17 e il 18 luglio al Consiglio d’Europa si giocherà una partita decisiva sul Recovery Fund. L’Italia non ci arriva molto bene: il “liberi tutti” della pandemia è come l’“abbassiamo le tasse” sul fronte fiscale: è come sventolare un panno rosso davanti ai Paesi rigoristi del Nord-Europa. Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Flazio trasforma il futuro digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Catania 23 Giugno 2020, la nuova evoluzione nel mondo digitale inizia da qui, grazie a SiteBuilder.L’innovazione della piattaforma che, per le sue caratteristiche peculiari, spinge il mercato verso la digitalizzazione e facilita il marketing online, annuncia l’evoluzione nel mondo della creazione di siti web.Il White Label Website Builder è una piattaforma rivolta a Telco, Web Agency e Freelance che vogliono integrare un tool di creazione di siti web con il loro ecosistema.Da tempo adottato come soluzione innovativa da importanti Telco come Telecom Italia e Tiscali, ciò che si vuole comunicare attraverso la nuova identità visiva e il nuovo sito web è il ruolo da protagonisti ricoperto dai Partner del Sitebuilder² nel processo di trasformazione digitale delle imprese.
L’idea alla base del nuovo logo è rendere esplicita l’anima del sitebuilderbuilder: combinare insieme aziende, risorse e idee differenti consentendo di far più velocemente un passo avanti verso la digitalizzazione del mercato.Il nuovo design e i nuovi contenuti riflettono la continua innovazione del SiteBuilder² di Flazio. Un cambiamento dettato dalla volontà di trasmettere ciò che siamo diventati: una soluzione innovativa e solida per tutti i Partner che si offrono di costruire esclusivi e performanti siti web per i propri clienti.Il nuovo sito web non lascia nulla al caso. Il tool di creazione di siti si rivolge a diverse tipologie di Partner, ciascuno dei quali ricerca opportunità differenti. Sono stati dunque profilati i contenuti con lo scopo di mettere in risalto i benefici rilevanti per ciascun target.L’infrastruttura comprende al suo interno un Pannello di Gestione clienti attraverso il quale è possibile non solo gestire i clienti attuali e potenziali ma anche definire tutti gli aspetti dell’offerta.Con una sola Regola, “No Code”, il potente editor consentirà di realizzare in pochi minuti straordinari siti web e performanti e-commerce.Tutto è racchiuso in un nuovo design che comunica la proiezione verso il futuro e un evoluzione continua: un SiteBuilder² che cambierà il mercato digitale!
Cambiano il logo e l’identità visiva ma i valori, le risorse e la mission rimangono i medesimi. SiteBuilder propone una soluzione innovativa, che consente di avere una propria piattaforma del tutto personalizzata per catapultare le imprese nel futuro: il mondo digitale.
Flavio Fazio, Ceo di Flazio.com precisa: “Costruire il futuro digitale delle imprese è il nostro obiettivo e lavoriamo ogni giorno per offrire, in un mercato sempre più iperconnesso e in evoluzione, soluzioni solide, all’avanguardia e alla portata di tutti.
L’innovazione è il cuore pulsante del SiteBuilder², la condivisione di risorse è il motore che ci spinge a trasformare il futuro delle imprese in digitale.Traduciamo i bisogni in soluzioni flessibili e innovative che permettano ai nostri Partner e ai loro clienti di raggiungere i propri obiettivi di crescita”. https://www.sitebuilderbuilder.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Senza storia non c’è futuro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

E’ l’iniziativa che Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, sta portando avanti da diversi giorni presidiando fisicamente in ogni città d’Italia i simboli della nostra storia e della nostra cultura. “Condanniamo fermamente – dichiara Fabio Roscani, Presidente di GN. le azioni oltraggiose compiute su statue di intellettuali, politici e persino di personaggi dell’Antica Roma, poiché considerati da alcuni simboli di razzismo. Nel pieno rispetto delle regole, continueremo a proteggere, finchè sarà necessario, i simboli della storia per difendere il futuro delle giovani generazioni da un anacronistico revisionismo storico, pregno di ideologismo e mistificazioni che vuole abbattere, deturpare e censurare simboli e figure consegnate all’eternità”. Lo comunica nota dell’ufficio stampa di Fratelli d’Italia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe iniziare “nell’autunno 2020”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

In una risoluzione adottata con 528 voti favorevoli, 124 contrari e 45 astensioni, il Parlamento dichiara che “10 anni dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, 70 anni dopo la dichiarazione Schuman e nel contesto della pandemia di Covid-19, i tempi siano maturi per ripensare l’Unione europea”. I deputati aggiungono che “il numero di crisi rilevanti che l’Unione ha attraversato dimostra la necessità di riforme istituzionali e politiche in molteplici settori della governance.”Il Parlamento ribadisce inoltre la posizione già espressa nella sua risoluzione del gennaio 2020, sottolineando che la voce dei cittadini dovrebbe essere al centro di ampie discussioni su come affrontare le sfide interne ed esterne, che non erano previste al momento della stesura del Trattato di Lisbona.Riconoscendo che la Conferenza è stata ritardata a causa della pandemia COVID-19, i deputati chiedono alle altre due istituzioni dell’UE di impegnarsi a “raggiungere, prima della pausa estiva, un accordo”. Pur accogliendo con favore la disponibilità della Commissione ad andare avanti in modo rapido, il Parlamento si rammarica che il Consiglio non abbia ancora preso posizione.I deputati hanno discusso la Conferenza la Segretaria di Stato Nikolina Brnjac, in nome della Presidenza croata del Consiglio, e la Vicepresidente della CE per la democrazia e la demografia Dubravka Šuica, mercoledì, durante la sessione plenaria. Potete rivedere il dibattito cliccando qui (dalle 19.05).La Conferenza sul futuro dell’Europa sarà organizzata dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione e durare due anni. Il Parlamento vuole che i cittadini di ogni estrazione, i rappresentanti della società civile e le parti interessate a livello europeo, nazionale, regionale e locale siano coinvolti nella definizione delle priorità dell’UE in linea con le preoccupazioni dei cittadini in un approccio dal basso verso l’alto, trasparente, inclusivo, partecipativo ed equilibrato.Inoltre, i deputati insistono su un processo di partecipazione aperta ai cittadini per stabilire lo scopo e la portata della Conferenza, e chiedono un seguito significativo alle sue conclusioni, compreso un impegno esplicito da parte delle tre principali istituzioni dell’UE a favore di riforme sostanziali, compresa potenzialmente una revisione dei trattati dell’UE.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »