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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘futuro’

Ciclo di incontri “Il futuro è uno spazio ospitale”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Roma Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8, Dal 20 gennaio al 25 maggio il Teatro Palladium ospita in collaborazione con la Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine – nata dall’omonima azienda italiana fra le prime dieci al mondo nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza – il ciclo di incontri “Il futuro è uno spazio ospitale”. Cinque appuntamenti per parlare alle nuove generazioni di futuro e innovazione con alcuni tra i più importanti esponenti del mondo scientifico, universitario e industriale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di incentivare la condivisione di conoscenze e opportunità, contribuendo alla divulgazione della cultura scientifica affinché sia a disposizione di tutti.Le conversazioni spazieranno dal tema dell’intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’intelligenza umana, allo spazio, che pone l’interrogativo dell’uomo su Marte, proseguendo con le implicazioni che la scoperta del bosone di Higgs ha per la scienza e la vita, fino alle energie del futuro e alla salute circolare.Protagonisti degli incontri sono: Roberto Cingolani (Chief Technology e Innovation Officer Leonardo), Eleonora Ammannito (Scientific Researcher ASI – Agenzia Spaziale Italiana), Fabiola Gianotti (Direttore Generale Cern), Valeria Termini (Professore ordinario di Economia politica – Università Roma Tre) e Ilaria Capua (Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University).Il primo appuntamento in programma lunedì 20 gennaio alle ore 18 affronta il tema dell’ intelligenza artificiale e intelligenza naturale. Siamo pronti a convivere con un’altra specie capace di decidere ma incapace di volere? Il digitale è una vera rivoluzione? Esistono davvero due intelligenze, naturale e artificiale? Quali saranno i codici del futuro? Proverà a dare una risposta Roberto Cingolani, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo da settembre 2019, dopo essere stato Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia dal 2005 al 2019.Programma:
•20 gennaio ore 18.00 – Roberto Cingolani, Chief Technology e Innovation Officer Leonardo – “L’altra specie: rapporti tra I.A. e intelligenza naturale”
• 24 febbraio ore 18.00 – Eleonora Ammannito, Scientific Researcher ASI – Agenzia Spaziale Italiana – “Andare su Marte: come, quando e perché”
• 23 marzo ore 18.00 – Fabiola Gianotti, Direttore Generale Cern – “Il bosone di Higgs: implicazioni per la scienza e per la vita”
• 27 aprile ore 18.00 – Valeria Termini, Professore ordinario di Economia politica – Università degli Studi Roma Tre – ”Dopo il petrolio: l’energia del futuro”
• 25 maggio ore 18.00 – Ilaria Capua, Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University – “Salute circolare”

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“Ricerca sulla musica del futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Roma 25 gennaio 2020, ore 18 Galleria MICRO viale Mazzini 1 Quattro musicisti, quattro compositori, quattro mondi diversi che dialogano tra loro, stabilendo correlazioni uniche e originali. Questo è lo spirito da cui ha preso vita Entanglement, collettivo di artisti, musicisti e compositori, che debutterà a Roma.Giordano De Nisi, pianista e compositore, Cristina Colaneri, pianista e compositore, Massimo Massimi, compositore, inventore di strumenti musicali e diffusori acustici, esperto di musica elettronica e Alessandro De Santis, compositore, coltivatore di suoni e di progetti musicali. Questi sono i nomi del progetto Entanglement, che intrecceranno i propri lavori, in “Ricerca sulla musica del futuro”.Mezzi e strumenti della musica di oggi e di ieri si fondono con l’innovazione e la tecnologia sperimentando un nuovo concetto e un nuovo linguaggio musicale attraverso tecniche esecutive non convenzionali e l’esplorazione di nuovi timbri e spazi sonori. La musica acustica, strumentale e vocale si fonde con l’elettronica proiettando l’ascoltatore in un mondo “altro” dove gli schemi tradizionali sembrano diluiti o dissolti.I brani saranno interpretati da Mary Rosada, soprano, Elena Nefedova, pianoforte, Gloria Elgamal, chitarra.“Il titolo della serata – spiega il M°Alessandro De Santis – mette a confronto nuovi linguaggi musicali diversi tra loro ma accomunati dallo stesso intento per la ricerca di nuove dimensioni musicali, di nuovi modelli espressivi. Proprio come nell’Entanglement, lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma come sovrapposizione di più sistemi”. Il concerto proporrà composizioni da camera, passando dalle liriche poetiche per pianoforte e voce a brani per strumenti solisti – pianoforte, chitarra – a lavori costruiti con l’elettronica, avvalendosi anche della partecipazione di strumenti dal vivo (Live Electronics).

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I cittadini saranno il fondamento della Conferenza sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Dopo un dibattito con Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione per la Democrazia e la Demografia, e Nikolina Brnjac, in rappresentanza della Presidenza croata del Consiglio, il Parlamento ha adottato una risoluzione che illustra la sua visione per la prossima Conferenza sul futuro dell’Europa.Commentando dopo la votazione, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato: “La Conferenza sul Futuro dell’Europa è una prima pietra dell’edificio di questa nuova Europa. È una priorità per noi in questo Parlamento, dobbiamo lavorare a stretto contatto con le altre istituzioni dell’UE, ma anche con i parlamenti nazionali, gli enti locali e regionali, la società civile e, soprattutto, con i cittadini per far sì che sia un successo.”Il testo è stato approvato con 494 voti favorevoli, 147 contrari e 49 astensioni.I deputati vogliono che i cittadini siano al centro delle discussioni su come affrontare le sfide interne ed esterne che non erano state previste al momento dell’adozione del trattato di Lisbona (la più recente riforma dell’UE). Cittadini di ogni estrazione, la società civile organizzata e i portatori di interessi a livello europeo, nazionale, regionale e locale devono essere coinvolti nella definizione delle priorità dell’UE, con un approccio dal basso verso l’alto, inclusivo, partecipativo ed equilibrato.Il Parlamento propone di istituire diverse agorà tematiche dei cittadini (forum tematici dei rappresentanti dei cittadini), e almeno due Agorà dei giovani, ognuna composta da 200-300 persone, con un minimo di tre per Stato membro. I rappresentanti delle agorà tematiche dei cittadini e dei giovani discuteranno le loro conclusioni nella plenaria della Conferenza con gli eurodeputati e i rappresentanti dei parlamenti nazionali, i ministri del Consiglio, i vicepresidenti della Commissione e i rappresentanti di altre istituzioni, organi e parti sociali dell’UE.
Oltre al patrocinio da parte delle tre principali istituzioni dell’UE, il Parlamento esorta il Consiglio e la Commissione a impegnarsi a favore della possibilità di eventuali modifiche del trattato. Infine, dovrebbe essere preso in considerazione l’introduzione di un meccanismo permanente di dialogo con i cittadini.

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Le diottrie che mancano per vedere il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

A volte mi domando il perché non riusciamo a vedere ciò che è ovvio? Prendiamo ad esempio i sistemi previdenziali e assistenziali italiani. Riconosciamo la necessità di trovare un lavoro da giovani e di andare in pensione intorno ai 65-67 anni. È un andazzo consolidato nel tempo ma che oggi presenta molte criticità. Eppure, continuiamo imperterriti a battibeccare per concederci qualche anno in più per la quiescenza. Non è questa la via da imboccare e lo sappiamo. Se intendiamo focalizzare la nostra attenzione solo su questo argomento dovremmo partire dall’insegnamento scolastico e pensare che esso vada orientato su finalità diverse. Il primo passo è quello di comprendere quali possono essere gli strumenti didattici per mettere i giovanissimi nelle condizioni di conoscere, di saper vivere in comunità e di considerare il lavoro non tanto e non solo come una condizione per vivere ma come un’opportunità per mettere a frutto la propria creatività e consentire loro nel corso della vita di poter correggere il tiro, come cambiare lavoro, concedersi una pausa, avere il tempo per un aggiornamento professionale o per scelte diverse. Oggi la gioventù non è solo insofferente ma anche umiliata dallo scarso realismo nelle scelte di vita che continuano ad essere imposte come capita a chi vive in famiglie poco abbienti e si limita a considerare il lavoro, uno qualsiasi, solo come un mezzo per sopravvivere. In tutto questo c’è disaffezione e si rischia di diventare asociali, cinici, agnostici. Perché non ci soffermiamo a riflettere su questo nostro presente, le ansie che procura, le afflizioni che genera e a capire che la frenesia del guadagno non ripaga di certo la nostra ansia di sentirci figli di una società che muta sembianze anche se vi remiamo contro. (Riccardo Alfonso)

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PMI italiane ottimiste sul futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

La ricerca SME Pulse, condotta da American Express su circa 3000 PMI a livello europeo in 12 Paesi, ha evidenziato risultati positivi riguardo la condizione delle Piccole e Medie Imprese italiane. L’indagine registra infatti una crescita sia a livello di fatturato che di utili, attestata nonostante l’instabilità politica ed economica, che si conferma come principale punto di svantaggio e incognita per la crescita economica del tessuto imprenditoriale italiano. Un buon indice di gradimento è stato espresso inoltre nei confronti dei servizi finanziari riservati alle attività, ritenuti complessivamente soddisfacenti.Lo studio ha riscontrato una crescita del fatturato tra lo 0.1% e il 2% durante lo scorso esercizio per il 65% delle Piccole e Medie aziende italiane, ed una stima per il prossimo anno tra il +2 e il +5% per il 69% di esse. È possibile individuare la medesima tendenza in merito all’utile netto, attestato per il 55% entro il 2% del fatturato, oltre che ad un miglioramento, nei prossimi tre anni, a livello di bottom line e net profit margin tra il 2 e il 5% del fatturato, per il 58% delle PMI.

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“Prossimi mesi decisivi per capire il futuro di specie ed ecosistemi minacciati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Un piano ambizioso per fronteggiare la grave crisi climatica ma non sufficientemente definito sulla tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Lo afferma la Lipu-BirdLife Italia nel giorno in cui la Commissione europea annuncia il suo atteso “Green Deal”. Il primo nel suo genere nella storia dell’Ue, che il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha promesso di finalizzare nei suoi primi 100 giorni di lavoro.Se sulla questione climatica il Documento europeo appare abbastanza ambizioso rispetto alle sfide poste dalla crisi, con target definiti e obiettivi integrati, molto più sfumata è la sezione relativa alla conservazione della biodiversità. Nonostante gli ormai numerosi, autorevoli e recenti studi pubblicati, che confermano una profonda crisi della diversità biologica, con un milione di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, il Green Deal non affronta adeguatamente il tema, rimandandolo in gran parte ad una strategia apposita prevista per il prossimo mese di marzo.“La natura in Europa è stata degradata oltre ogni limite – dichiara Claudio Celada, direttore Area Conservazione Lipu-BirdLife Italia – e per questo le risposte non possono più attendere. Occorrono obiettivi chiari, rigorosi e vincolanti sulla protezione degli ecosistemi e sul restauro ambientale, ai quali gli Stati membri dovranno necessariamente e scrupolosamente attenersi. Con il Green Deal la Commissione europea cita esclusivamente le foreste e gli ambienti di acqua dolce, non menzionando alcun altro degli ecosistemi che richiedono urgenti interventi di restauro al fine di combattere i cambiamenti climatici ed arrestare il declino della biodiversità”.
“Sul fondamentale tema dell’agricoltura, – continua Celada –il Green Deal evidenzia la ormai improrogabile esigenza di ridurre drasticamente l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti e promuovere l’agricoltura biologica. Viene tuttavia riproposto il mantra secondo cui il 40% della Politica agricola comune (Pac) contribuirà all’azione per il clima: qualcosa che la stessa Corte dei Conti europea ha fortemente messo in discussione.”In definitiva, il segno culturale che arriva dall’Europa con il Green Deal – conclude Celada – lascia aperta una speranza. Almeno formalmente, le grandi istituzioni internazionali stanno ponendo il problema ai massimi livelli. Tuttavia, tanto sul clima quanto sulla conservazione della natura la Commissione europea e tutti gli Stati membri, Italia inclusa, dovranno fare molto di più e molto meglio nei prossimi mesi, se davvero vogliamo tracciare una via d’uscita dalla crisi ecologica e garantire al Pianeta un futuro accettabile “.

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Diabete: Il futuro è addosso

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Milano, martedì 10 dicembre h. 11.30 Sala Terrazzo – Palazzo Giureconsulti – Piazza Mercanti, 2. Roche Diabetes Care Italy presenta la prima micropump ecologica per la terapia insulinica, pensata per garantire grande flessibilità adattandosi allo stile di vita e alle esigenze di chi la utilizza.Ne parleremo con: Emanuele Bosi, Primario dell’Unità di Medicina Generale indirizzo diabetologico ed endocrino-metabolico all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Medicina Interna all’Università Vita-Salute San Raffaele
Francesco Costantino, Responsabile di Diabetologia Pediatrica al Policlinico Umberto I di Roma
Massimo Balestri, Amministratore Delegato Roche Diabetes Care Italy. Modera: Emanuela Taverna, giornalista LifeGate
Per le persone con diabete, un’attenta autogestione e un costante monitoraggio della glicemia rappresentano un importante presupposto per raggiungere un controllo metabolico ottimale. L’obiettivo è sempre più vicino grazie alle nuove tecnologie che permettono di adattare la gestione del diabete alla vita delle persone e non la vita delle persone al diabete.

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Where are you going to live?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Dove andrai a vivere? Ho l’impressione che non sono pochi coloro che stanno ponendosi, o lo hanno già fatto o suppongo lo faranno, la domanda sul proprio futuro e quello che è sintomatico incominciano a configurarla da giovanissimi ma non ne sono immuni, al tempo stesso, i più anziani. Inizialmente ho pensato che si trattasse solo di una moda e come tale destinata a durare una stagione per poi rientrare nei ranghi della normalità. Ora non lo penso più e ritengo che si tratti di un problema più serio e duraturo nel tempo. Ne consegue l’interrogativo: perché? E sia chiaro non mi riferisco allo stimolo migratorio legato all’indigenza ma a quanti si sentono indotti ad evadere perché non riescono più a riconoscersi nell’ambiente in cui sono nati. Sono a volte le piccole cose che vanno in uggia e fanno montare sempre più il senso del diverso che non riesce a maturare dove predomina il conservatorismo mentre intorno si annuncia il risveglio di nuove sfide culturali e pratiche di vita e che i residenti non riescono a cogliere nella loro interezza. E non è solo, ovviamente, una questione anagrafica. La differenza e il conformismo sono trasversali. E non è nemmeno una mera diversità di opinioni. E’ qualcosa di più. E’ questa la spinta che porta ad evadere, ad esplorare mondi nuovi, a fare nuove conoscenze a saggiare un rapporto diverso tra coetanei e non solo. Forse il nomadismo è nato proprio da questa spinta ideale, da questa voglia di confrontarsi, di misurarsi, d’esplorare, di conoscere. E’ una sfida contro il tempo, le avversità della natura, le diffidenze degli autoctoni, le difficoltà di adattamento ma anche la consapevolezza di saper accettare la provocazione e di saperla gestire al meglio. A ben riflettere penso che sia l’unico modo per sentirsi realizzato e ad avere una visione della vita più appagante e motivata. (Riccardo Alfonso)

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Il futuro digitale dell’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Milano 13 novembre a partire dalle ore 9,30 presso il Sole 24 ore – Sala Bianchi – Via Monte Rosa, 91. Sarà un importante momento di confronto dedicato al futuro digitale del nostro Paese. Partendo dai dati del Rapporto “Il digitale in Italia 2019”, giunto alla 50 edizione, che verrà presentato per l’occasione e con proiezioni sino al 2021, ci si confronterà sul ruolo del digitale per la crescita del Paese. E ci si confronterà sulle scelte da fare per sciogliere tre nodi fondamentali: dare continuità alla trasformazione digitale delle imprese, rilanciare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, colmare il gap di competenze digitali. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Ministro per l’Innovazione Paola Pisano, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Presidente di Anitec-Assinform Marco Gay, il Presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, il Presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz e il Presidente del Sole 24 Ore Edoardo Garrone.

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“In Sardegna bisogna recuperare la capacità di guardare al futuro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Ne è testimonianza, il sistema di invasi presente sull’isola e che ora consente di affrontare meglio gli effetti dell’emergenza climatica. Ciò nonostante, in anni recenti, è stata fatta una scelta sbagliata, sottraendo la gestione dell’acqua irrigua a chi sa farlo, cioè i Consorzi di bonifica. Non ci stanchiamo di ripeterlo, perchè è un indirizzo, che sta penalizzando l’agricoltura sarda e che ha permesso alla regione di cogliere solo marginalmente le opportunità offerte dallo sblocco dei finanziamenti nazionali per circa un miliardo di euro. È stato fatto da certa politica un cattivo welfare che ha penalizzato moltissimi a favore di pochi. È ora tempo di cambiare!” A tornare sulla controversa questione è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto alla Conferenza Irrigua Regionale, promossa da ANBI Sardegna. I Consorzi di bonifica sono in prima fila nell’uso di strategie innovative per favorire il risparmio idrico e, più in generale, assumere un ruolo centrale nel rilancio dell’agricoltura sarda. Le nuove tecnologie, in particolare Internet ed i satelliti, hanno un ruolo centrale nella razionalizzazione del consumo idrico, rendendo facile agli enti consorziali di verificare, con certezza, quali terreni siano stati irrigati e contrastare i furti d’acqua. “L’utilizzo dei contatori idrici può consentire un risparmio d’acqua fino al 30% – sottolinea Gavino Zirattu, Presidente di ANBI Sardegna – ma per attuare queste soluzioni ci vuole una forte collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali. Diversi amministratori regionali restano stupiti quando sanno quello, che facciamo per le campagne sarde; eppure, l’agricoltura dovrebbe avere un ruolo centrale nelle politiche per l’isola e gestire l’acqua per le campagne vuol dire sostenere la vita di un territorio.” “L’acqua è centrale nella definizione di tutte le politiche: economia, opere pubbliche, ambiente, cambiamenti climatici, gestione dei flussi migratori – afferma Massimo Gargano, DG di ANBI – Negli anni siamo stati in grado di elaborare pacchetti di progetti esecutivi per i diversi governi, che si sono succeduti. Il nostro sforzo è stato riconosciuto ed oggi abbiamo finanziate opere per 1 miliardo di euro. La grande sfida, che stiamo affrontando, è quella di ridurre il divario tra le varie aree del Paese in un momento storico, in cui l’acqua è elemento cruciale di ogni politica. Ora abbiamo due priorità: a livello europeo, ottenere il riconoscimento dell’irrigazione come indispensabile asset produttivo ed ambientale per le agricolture mediterranee; sul piano interno, maturare la capacità di certificare il valore ecosistemico dell’efficiente utilizzo delle risorse idriche tramite i Consorzi di bonifica.” In Sardegna sono attualmente finanziati 5 interventi per un importo complessivo di quasi 39 milioni di euro per l’ottimizzazione della rete irrigua e che garantiranno circa 200 nuovi posti di lavoro.

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L’agricoltura del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

«L’agricoltura sta cambiando rapidamente: l’innovazione e la digitalizzazione saranno sempre più elementi necessari per rispondere a un nuovo corso che guarda alla sostenibilità e all’economia circolare come requisiti essenziali per produrre. Fieragricola, manifestazione internazionale che dal 1898 accompagna la filiera del settore primario, vuole aiutare i produttori a interpretare al meglio le esigenze di cambiamento». Queste le parole di Luciano Rizzi, area manager Agriexpo & Technology, di fronte a una platea di oltre 200 allevatori nella sede del Consorzio Agrario del Nordest a Mantova, durante un dibattito sull’economia circolare in agricoltura.Dalla quantità alla sostenibilità. L’evoluzione dell’agricoltura e, in particolare, della zootecnia, secondo il direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, Stefano Berni, ha seguito una parabola molto netta. «Negli ultimi 20 anni ci siamo concentrati sulle performance produttive, crescendo in termini di volumi e riducendo i costi unitari, grazie alla maggiore quantità di latte prodotto – ha sintetizzato Berni – Il prossimo decennio, invece, sarà orientato sul miglioramento della sostenibilità e del benessere animale, con un passaggio dall’economia lineare a quella circolare».Agricoltura e zootecnia di precisione. Una svolta arriverà dall’utilizzo dell’agricoltura e della zootecnia di precisione, ambiti relativamente ai quali l’offerta di Fieragricola 2020 si annuncia ampia e segmentata. Inoltre, nell’ambito delle stesse misure finanziarie legate alla Politica agricola comune sono destinate risorse specifiche, in grado di coniugare produttività, sostenibilità e redditività.
«Uno dei temi da affrontare in futuro riguarderà la proprietà dei big data, una mole di informazioni la cui proprietà ritengo debba rimanere in capo agli imprenditori agricoli», ha sostenuto Roberto Bandieri agronomo di Ruralset Modena.La filiera del Grana Padano. La filiera del Grana Padano è attenta alla sostenibilità da tempo. «Già da 12 anni abbiamo certificato un credito di 32mila tonnellate di CO2 e a metà del 2021 avremo l’esito finalizzato del progetto realizzato con il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica di Piacenza sulla riduzione degli impatti ambientali», ha rilevato Berni.
Il Consorzio Agrario del Nordest. Anche per il Consorzio Agrario del Nordest guidato da Ettore Prandini, la sostenibilità e l’attenzione al territorio sono driver di crescita imprescindibili. Quando si parla di benessere animale, riduzione dell’utilizzo dei farmaci in stalla, controlli di qualità sistematici per la valorizzazione delle produzioni agricole locali, l’alimentazione degli animali giocano un ruolo fondamentale. «Nell’ambito della valorizzazione del digestato e dei reflui zootecnici – ha reso noto il direttore generale del Consorzio Agrario del Nordest, Pier Luigi Guarise – partecipiamo al progetto LifeDop, finanziato dall’Ue e finalizzato alla sostenibilità ambientale nelle filiere del Grana ,e del Parmigiano Reggiano. Oggi siamo in grado di immettere il digestato nelle manichette per la fertirrigazione del mais, un risultato che unisce gli aspetti ambientali a quelli economici, con la riduzione dei costi di irrigazione e un migliore risparmio idrico per gli agricoltori».Assicurarsi è importante. In quest’ottica di rafforzamento delle aziende agro-zootecniche verso la specializzazione, assicurarsi diventa strategico. Lo ha ribadito Fabio Campoli di Cattolica Assicurazione, partner di Veronafiere: «Oggi il nostro gruppo annovera 15.000 imprese zootecniche assicurate, pari al 5,5% degli allevamenti, e puntiamo a crescere grazie a nuove offerte su misura».Comunicare e vendere al consumatore. In una società fortemente accelerata è essenziale raccontare i prodotti e la loro provenienza al consumatore. Ne è convinto Vincenzo Giuliani, responsabile acquisti dei “freschissimi” al banco taglio per Conad: «C’è molta sensibilità verso il benessere animale da parte dei consumatori. Basti pensare che le linee di prodotti animali senza antibiotici costano il 25% in più rispetto agli altri e le vendite sono decisamente al di sopra delle nostre aspettative».

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L’ospedale del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

È stato presentato questa mattina, nell’ambito della manifestazione “Forum della Salute” in corso a Firenze, l’Ospedale del Futuro. Il progetto, realizzato da Hospital Consulting – società leader nel mercato sanitario e ambientale – in collaborazione con CSPE – Centro Studi Progettazione Edilizia – e Teorema Holding, vuole ridisegnare il modo di pensare ma soprattutto di vivere la vita ospedaliera. Lo sviluppo tecnologico e scientifico impone di adeguare le nostre strutture mediche, che in Italia tra pubblico e privato superano le mille unità con una media di 3,6 posti letto ogni 1.000 abitanti (Fonte: Ministero Salute), per renderle al passo con le esigenze non solo dei pazienti ma anche degli operatori, attraverso un lavoro attento sull’utilizzo degli spazi.
“Il concetto dell’ospedale del futuro – dichiara Marisa Giampaoli, Amministratore Delegato e Presidente Hospital Consulting – parte dall’idea che un’organizzazione sanitaria non può più non tenere conto della necessità di avere una struttura flessibile, che tenga conto delle esigenze sanitarie e delle innovazione tecnologiche che variano velocemente nel tempo. Il modello che si propone composto di moduli funzionali e funzionanti si presta ad adeguarsi alle esigenze della cliente sanitario secondo una logica di partnership “win-win”.”Fruibilità della struttura, flessibilità organizzativa degli spazi interni e bassi costi di gestione sono i punti cardine alla base di questo nuovo progetto pensato per proporre una soluzione concreta, tanto per le opere pubbliche quanto per quelle private, che nei prossimi anni saranno chiamate a effettuare lavori di adeguamento e ristrutturazione. Questo “blue print” potrà essere utilizzato da clienti pubblici e privati che vorranno affrontare la propria innovazione. “Ottimizzare gli spazi in maniera appropriata – aggiunge Giampaoli – servirà per: gli operatori sanitari, che ad oggi affrontano lunghe camminate nei corridoi ospedalieri per raggiungere il paziente, organizzare la struttura con moduli che possano cambiare la propria utilità a seconda delle esigenze del momento e, infine, garantire un costo sostenibile e quindi una struttura architettonico-impiantistica in cui lo spazio non sia mai sovrabbondante o sovrastimato rispetto ai reali fabbisogni di utilizzo e alla corretta organizzazione del lavoro.”

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Dal Piemonte a Londra a confronto sulle sfide del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Amministratori piemontesi a Londra per “The governance of urban regeneration: a programme for new civic leaders”, la conferenza organizzata da Publica – Scuola ANCI alla University College London. Occasione di incontro e di confronto sulle esperienze di governo locale in materia di rigenerazione urbana, la conferenza ha visto la partecipazione di 40 amministratori provenienti da tutta Italia. All’evento hanno partecipato il vicepresidente di ANCI Piemonte Michele Pianetta, il vicesindaco di Pinerolo Francesca Costarelli, il vicesindaco di Piossasco Federica Sanna e il vicesindaco di Ronco Canavese Lorenzo Giacomino.Soddisfatto il vicepresidente all’Innovazione di ANCI Piemonte, Michele Pianetta: “Abbiamo vissuto un’esperienza formativa di alto livello. Il Piemonte ha potuto toccare con mano gli effetti positivi dell’esperienza di rigenerazione urbana messa in atto dalla città di Londra, da Camden Town a Kings Cross. Iniziative come questa ci fanno riflettere sulle sfide del futuro. Torniamo da Londra con una sensazione molto positiva, più ricchi e al tempo stesso felici di aver potuto presentare anche le piccole esperienze virtuose attuate in Italia e in Piemonte”.Primissima esperienza di formazione per Federica Sanna, vicesindaco di Piossasco: “Un’ottima occasione per conoscersi e scambiarsi idee. Le esperienze londinesi, seppur difficilmente replicabili nei nostri piccoli Comuni, possono offrirci spunti e occasioni di riflessione molto utili e importanti per lo sviluppo dei nostri territori”. Concetto ribadito dal vicesindaco di Pinerolo; Francesca Costarelli: “Torniamo in Italia davvero carichi: anche se in contesti e con dimensioni diverse, le sfide del futuro sono le stesse. Torniamo a casa con uno straordinario bagaglio di idee, di energie e di best practices che ci consentiranno di riflettere in modo attento e consapevole sulle sfide che ci attendono”.L’appuntamento di Londra ha inaugurato un nuovo format didattico – le Conferenze Internazionali – pensato per offrire agli amministratori locali italiani la possibilità di studiare e confrontarsi con altri giovani amministratori europei.
Molte delle politiche cruciali su smart cities, rigenerazione urbana e innovazione sociale hanno preso avvio dalle esperienze di singole municipalità. Da qui l’idea della conferenza, organizzata in collaborazione con il British Council, con l’obiettivo di affrontare i temi della rigenerazione urbana, della governance locale e del coinvolgimento delle comunità partendo dall’esperienza dell’area londinese. Durante la due giorni, i 40 amministratori italiani hanno fatto visita alla nostra Ambasciata, accolti dall’ambasciatore Raffaele Trombetta.

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Gli infermieri rivendicano il diritto al futuro del Servizio sanitario nazionale e della professione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Cosa vogliono gli infermieri? “Il diritto al futuro di un’assistenza accessibile, equa, sicura, universale e solidale – è scritto chiaro nella mozione – senza accettare più prese di posizione, deroghe o tempi di attesa con l’unico effetto di rimanere ancorati a un immobilismo pericoloso per l’assistenza e i diritti dei cittadini”.E proprio per questo i 450.000 infermieri considereranno come banchi di prova delle Istituzioni e della politica il Nuovo Patto per la Salute, la prossima Legge di Bilancio, e tutte le mozioni-provvedimenti legislativi e gli Accordi-Intese tra Stato e Regioni in corso di esame in Parlamento e in Conferenza Stato Regioni.“Solo questo – affermano – darà la vera misura della volontà di tutelare il nostro Servizio Sanitario Pubblico e di sostenere i diritti dei pazienti. Solo questo darà la misura della capacità di Governo e di attenzione al tema dell’effettività dei diritti dei pazienti”.Per ottenere il risultato “il Consiglio nazionale FNOPI chiede ufficialmente ai ministri competenti, quello della Salute in prima battuta e alle Regioni, che si affronti in tempi brevi questo tema in modo strutturato, attingendo alle evidenze e sottraendolo alla strumentalizzazione politica. I presidenti danno inoltre mandato alla presidenza della Federazione di rappresentarli ai tavoli di analisi e discussione, multi-istituzionali e anche multi-professionali, per giungere a un’organizzazione condivisa e reale dei servizi e dell’assistenza che non sia la facciata di un palazzo vuoto di contenuti innovativi e solo pieno di vecchi ricordi di un’attività ormai lontana dai bisogni reali, ma la base per costruzione di un nuovo e più efficiente modello di Servizio sanitario nazionale”. È una reazione decisa e determinata quella dei vertici delle professioni infermieristiche – infermieri e infermieri pediatrici – che rappresentano oltre 450mila iscritti, dei quali 270mila dipendenti del Ssn e oltre 115mila tra liberi professionisti e dipendenti di strutture assistenziali private che garantiscono ogni giorno l’assistenza ai bisogni di salute dei cittadini, soprattutto (ma non solo) ai più fragili (cronici, anziani, non autosufficienti, terminali ecc.).E lancia un preciso messaggio dopo lo stato di tensione interprofessionale che si è venuto a creare nelle ultime settimane/giorni, che invece di far avanzare il Servizio sanitario nazionale e i diritti dei pazienti, corre il serio rischio di attuare una regressione culturale dei rapporti tra professioni e delle politiche sanitarie pubbliche: “o si cambia, con coraggio e responsabilità, o si danneggia inesorabilmente il Servizio sanitario nazionale e non si va incontro ai reali bisogni dei cittadini”.L’obiettivo di tutte le professioni sanitarie, si legge nella mozione, deve essere dare ai cittadini ciò di cui hanno veramente bisogno, disegnando i nuovi modelli basati su ciò che deve necessariamente venire anche dopo la diagnosi e la terapia: l’assistenza continua e la continuità tra ospedale e territorio, fino al domicilio del paziente. E il presupposto di tutto è e deve essere che i processi vanno costruiti insieme mettendo a disposizione il proprio sapere, quello di ogni disciplina.
In questo senso, sostengono i rappresentanti della professione, mettere in dubbio modelli ormai internazionalmente riconosciuti nel mondo e anche dai nostri maggiori partner europei utilizzando e confondendo definizioni come task shifting, che riguardano tutte le professioni, crea confusione e destabilizzazione nel prezioso rapporto con i cittadini e con gli assistiti che tutte le professioni devono avere secondo le proprie caratteristiche.“L’obiettivo della professione infermieristica – si legge ancora nella mozione – non è altro che quello di rendere coerente l’esercizio professionale con le competenze acquisite costantemente nel corso degli anni, grazie ad uno specifico percorso di studi molto rigoroso e robusto, e in continua evoluzione.Non c’è alcun esproprio di professionalità o invasione di competenze altrui – sottolineano i 102 presidenti degli Ordini e il Comitato centrale della Federazione – atti questi che non devono essere nel pensiero di nessuno: nessun professionista vuole fare il lavoro di altri, nessun professionista che ha scelto una disciplina intende confonderla con quelle di altri”.
Non sostenere questo percorso vuol dire sprecare risorse e competenze secondo la mozione, negare lo sviluppo, l’innovazione e il cambiamento di cui ha bisogno il Ssn per allinearlo e metterlo in grado di rispondere di più e meglio alle nuove sfide, ai nuovi bisogni delle comunità. Vuol dire anche negare lo sviluppo che da oltre 25 anni ha caratterizzato nel settore dell’assistenza, la professione infermieristica: dalle lauree ai master di primo e secondo livello, dai dottorati di ricerca alla docenza universitaria, dalla dirigenza alla responsabilità assistenziale dei pazienti, a partire dai servizi di emergenza-urgenza fino all’assistenza domiciliare e terminale.

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Castelli, “Forze politiche si ascoltino di più. Possibile garantire un futuro migliore al Paese”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

“In Aula, intervenendo a nome del Governo, ho provato, con grande difficoltà, a replicare agli interventi dei colleghi Deputati sulla NADEF, la Nota di aggiornamento del DEF, che apre i lavori del Parlamento sulla prossima Legge di Bilancio.Capisco il “tifo da stadio”, che fa parte della dialettica politica, ma se solo le forze politiche si ascoltassero, capirebbero che hanno tutti parlato dell’urgenza di adottare politiche anticicliche, della necessita di un protagonismo italiano e della lungimiranza nella programmazione pluriennale, esprimendo posizioni anche molto comuni.
Investimenti, welfare e famiglia, lotta alle evasione e digitalizzazione, rappresentano i pilastri della programmazione che stiamo mettendo in campo. La lotta all’evasione sarà centrale, perché oltre alle risorse che abbiamo stanziato per la riduzione del cuneo fiscale, altre risorse derivanti dalla lotta all’evasione saranno utilizzate per questo.
Se solo ci si ascoltasse un po’ di più si comprenderebbe che molte cose potrebbero essere fatte, assieme, per garantire un futuro migliore a questo Paese“. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Libro di Livio Sacchi: Il futuro delle città

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Uscita prevista: 28 novembre. La città contemporanea è spesso considerata la causa prima dei problemi dell’uomo. Potrebbe, invece, diventare il luogo in cui l’uomo realizza una migliore qualità della vita?
Livio Sacchi – con uno sguardo critico rivolto alle migliori, e alle peggiori, soluzioni adottate nelle metropoli di tutto il mondo – osserva il rapporto in continua evoluzione tra l’uomo e lo spazio urbano, provando a immaginarne gli sviluppi del prossimo futuro. A Parigi come a Tokyo, a Milano e Roma come a Nuova Delhi e New York, parlare oggi di patrimonio culturale e architettonico, di centro e periferia, significa affrontare i temi della comunità e della cittadinanza, delle infrastrutture fisiche e digitali, di una globalizzazione inarrestabile e delle sue conseguenze.
Questi cambiamenti sempre più veloci, solo apparentemente incontrollati, sono la grande occasione per costruire, letteralmente, un mondo a misura dell’uomo e delle sue potenzialità. Ma occorre che la politica, sia a livello centrale sia locale, operi pensando al bene comune, pianificando e progettando l’avvenire delle città in cui viviamo, e quindi il nostro stesso futuro. (by La Nave di Teseo)

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La passione di Bayer nell’aiutare a migliorare il futuro delle persone con emofilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

Si conferma nella ricerca e negli investimenti verso nuove soluzioni terapeutiche. L’emofilia colpisce circa 400.000 persone in tutto il mondo ed è un disordine in gran parte a carattere ereditario, in cui una delle proteine necessarie per la coagulazione del sangue o è mancante o è ridotta. L’emofilia A è la forma più comune, in cui la coagulazione del sangue è compromessa per la mancanza o l’alterazione funzionale del FVIII coagulativo. I pazienti hanno frequenti sanguinamenti a livello dei muscoli, delle articolazioni o di altri tessuti, che possono causare nel tempo un danno permanente alle articolazioni. Le lesioni possono avere conseguenze gravi se non trattate adeguatamente, poiché la velocità di formazione del coagulo è più lenta nei pazienti affetti da emofilia rispetto agli individui sani. L’emofilia A ha una frequenza stimata di 1 su 5.000 maschi nati vivi, interessando persone in tutto il mondo. In Europa, l’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di oltre 30.000 persone. Ad esempio, oggi ci sono circa 4.000 persone affette da emofilia A in Italia, 3.500 in Germania e 13.000 negli Stati Uniti.

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Giovani in gara per l’Europa del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Ancona dal 27 al 29 settembre. Terza edizione dell’evento nato nel 2014 da un’intuizione del Comune di Ancona, come Giochi della Macroregione Adriatico Ionica. La manifestazione si è arricchita quest’anno aprendosi ai Paesi dell’area Baltica e Danubiana. Il Comune di Ancona ha partecipato a un bando per le migliori best practice europee tra i progetti sportivi che favoriscono la coesione dei ragazzi e l’inclusione sociale, riuscendo a intercettare un cofinanziamento di 500mila euro dal fondo europeo Erasmus+. Gli under 16 italiani dovranno vedersela con coetanei provenienti da Slovenia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Grecia, oltre che dalle new entries Danimarca, Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Austria, Romania e Bulgaria. Parliamo di circa 800 persone, allenatori e accompagnatori compresi, che arriveranno nel capoluogo marchigiano venerdì 27 settembre in tempo per la grande parata cittadina, evento inaugurale della tre giorni. Le squadre, bandiere al vento, attraverseranno corso Garibaldi, la via principale del centro cittadino dorico, in una festa di colori e amicizia. “Il finanziamento europeo ci ha portato le risorse essenziali per sostenere un’iniziativa che ha un onere molto consistente. Senza i soldi anche le più belle idee restano tali – dice il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli – Tutti questi giovani saranno una bomba di energia ed entusiasmo che ci aprirà al mondo. Un grandissimo evento frutto del lavoro di tanti e dimostrazione di capacità dell’amministrazione comunale di relazionarsi con tutti gli enti”. Per il loro soggiorno, tutte le squadre saranno ospitate in un grande resort galleggiante. Si tratta della nave Aurelia ormeggiata al Porto Antico con vista sull’Ancona storica: dall’imperiale Arco di Traiano alla cattedrale cittadina di San Ciriaco sulla sommità del colle Guasco. Al fianco degli atleti ci saranno anche circa 600 studenti delle scuole secondarie della provincia di Ancona che si adopereranno per fare da supporto alle squadre: come accompagnatori alle gare o per i momenti di svago, ma anche come guide turistiche alla scoperta delle bellezze storiche e architettoniche dell’importante cittadina adriatica. Sono 9 le discipline previste tra sport individuali e di squadra: atletica, beach volley, calcio, basket 3×3, pallamano, pallanuoto, rugby, taekwondo e tennis. Una manifestazione che ha trovato il sostegno convinto anche del campione del mondo di vela Alberto Rossi, presidente di Adria Ferries Holding, società che lega la sua attività di trasporti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico. Gli atleti in erba, oltre ad affrontare le gare, saranno coinvolti in attività di informazione ed educazione dedicate all’inclusione, alla parità tra donne e uomini, all’alimentazione sana, alla promozione del volontariato. Un’occasione per conoscersi, per stare insieme, per far crescere l’Europa e i suoi cittadini. Non mancheranno momenti di approfondimento con alcune iniziative collaterali. Piazza Cavour si prepara ad accogliere l’europarlamentare Simona Bonafè per l’incontro del Forum delle Città Adriatico Ioniche, dal titolo “Youth and sport for all in the Adriatic and Ionian region. Let’s get together”. La Mole Vanvitelliana ospiterà invece, venerdì 27 settembre alle ore 18, “thisABILITÀ”, convegno dedicato a sport e disabilità, mentre sabato 28 si parlerà di sport come strumento per abbattere le frontiere nell’incontro dal titolo “Polisport”.

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Il Gruppo AXA Italia ridisegna il futuro dell’assicurazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Oltre 100 studenti universitari sono stati selezionati per ridisegnare l’assicurazione del futuro insieme al Gruppo assicurativo AXA Italia, grazie alla nuova edizione dell’#AXAChallenge con l’Università Bocconi.Protagonisti della challenge saranno gli studenti del corso di Laurea Magistrale in Technology and Innovation Strategy dell’Università Bocconi, iscritti al corso – presieduto dal Rettore Gianmario Verona – sull’importanza della tecnologia e dell’innovazione per posizionarsi come Direttori Business Development del prossimo futuro.
Parte integrante del corso sarà la competition su cui gli studenti si sfideranno e per la quale AXA, storico partner dell’Università dal 2011, offrirà ispirazione strategica, case history, tutoring e inserimento in stage.Dieci squadre si sfideranno per tre mesi nella stesura di un business plan che riguarderà due ambiti chiave per la strategia di AXA Italia, ovvero la customer journey, cioè come migliorare la digital customer experience dei clienti AXA e la Inclusive Insurance, ovvero come rispondere a bisogni di target storicamente lontani dai bisogni assicurativi tradizionali, come ad esempio i giovani.Ad aprire il corso e a lanciare la challenge, insieme al Rettore Gianmario Verona, sarà Patrick Cohen, CEO del Gruppo AXA Italia, che ha ispirato gli studenti con una lectio dedicata alle nuove frontiere dell’insurance e dei servizi Beyond insurance, raccontando la strategia del Gruppo e dell’Italia e portando studi ed esperienze internazionali che stimoleranno la creatività dei ragazzi, invitandoli a ridisegnare il paradigma assicurativo per rispondere alle reali esigenze dei clienti di domani.“Trovarmi di fronte a questi giovani talenti, che saranno i manager di domani, è per me una grande occasione di arricchimento e sono certo che saranno in grado di stupirci, facendo leva sulla eccellenza del percorso formativo che hanno intrapreso e sulla loro creatività. Per noi di AXA è un onore rinnovare la storica partnership con Bocconi e contribuire ad un progetto che unisce formazione e tecnologia, due degli ingredienti che considero essenziali per guardare al futuro con fiducia”, ha dichiarato Patrick Cohen, CEO del Gruppo AXA Italia.

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Il futuro della retribuzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Il mondo del lavoro sta cambiando. Che si tratti di lavoratori, datori di lavoro o liberi professionisti, il desiderio di una maggiore velocità, sicurezza, flessibilità e benessere finanziario ha spinto le persone di tutto il mondo, indipendentemente dall’età o dalla nazionalità, a mettere in discussione convinzioni di lungo corso su come e perché lavorano e su come vengono pagate.Lo studio Global Future of Pay pubblicato dall’ADP Research Institute ha identificato una crescente domanda di nuove opzioni di pagamento, intervistando 4.000 dipendenti e 2.900 datori di lavoro in tutto il mondo. In un mercato del lavoro competitivo a livello globale, i datori di lavoro riconoscono la necessità di differenziarsi per attrarre e trattenere talenti, offrendo varie soluzioni di pagamento.Il boom delle opzioni di pagamento registrato negli ultimi 10 anni sta cambiando il modo in cui il consumatore paga per l’acquisto di beni e servizi. Piattaforme digitali e mobili come PayPal®, Venmo™ e Apple Pay® consentono al consumatore di gestire i pagamenti quotidiani su richiesta. Con un semplice tocco o clic, i consumatori possono effettuare operazioni di pagamento non solo. con le aziende, ma anche con la famiglia e gli amici. Grazie alle tecnologie più recenti, basta un semplice movimento del polso per pagare con un orologio smart o persino un sorriso, come nel caso del software di riconoscimento facciale “Smile to Pay” in Cina. Oggi, l’accredito diretto è la forma di pagamento più diffusa al mondo (in Italia la legge sulla tracciabilità lo rende obbligatorio). Circa l’80% dei datori di lavoro in America del Nord, Europa e America Latina pagano con accredito diretto e oltre l’80% dei dipendenti di queste zone lo utilizzano. Quando però fu introdotto negli anni ’70 fu accolto con resistenza e freddezza: l’idea di trasferire denaro tramite computer era un metodo poco conosciuto e non era scevro da preoccupazioni per la privacy e la tracciabilità dei pagamenti.
I dati della ricerca rivelano che i metodi di pagamento alternativi, presumendo che offrano lo stesso livello di sicurezza dell’accredito diretto, hanno buone probabilità di essere accettati e richiesti dai lavoratori nel prossimo futuro. Tuttavia, il conto bancario potrebbe essere escluso da questo futuro, dal momento che circa la metà dei lavoratori intervistati ha dichiarato che probabilmente non terrebbe un conto corrente o un conto di risparmio tradizionale se ciò non fosse necessario per ricevere gli accrediti dai propri datori di lavoro.
Negli ultimi anni, i datori di lavoro sono riusciti a fornire ai dipendenti strumenti informatici per il monitoraggio sanitario, al fine di migliorare il loro benessere e ridurre i costi per le cure sanitarie. Simili strumenti per la budgetizzazione e la tracciabilità finanziaria possono rappresentare una naturale estensione di questo sforzo e un’ulteriore apertura a nuovi metodi di pagamento, che possono includere strumenti migliori per tracciare, gestire e pianificare il modo in cui i dipendenti gestiscono e spendono il proprio stipendio. In un tale contesto, il supporto al benessere finanziario potrebbe rappresentare la prossima generazione di vantaggi sul posto di lavoro messo a disposizione da datori di lavoro con una visione lungimirante.

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