Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘futuro’

Cultura della pace per la sicurezza delle generazioni future

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

colomba paceRoma Mercoledì 22 Novembre 2017, ore 10:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159 Conferenza internazionale per la presentazione di “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace” International conference for the presentation of the “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace”
Il processo di globalizzazione comporta tante opportunità come i rischi e le sfide, particolarmente esigenti per le giovani generazioni.In questo contesto, le università, le istituzioni governative, le ONG e la società civile in tutto il mondo devono intensificare scambi, dialoghi, relazioni e sviluppare sforzi per una cultura della pace come fattore chiave per raggiungere non solo una maggiore e migliore comprensione tra i popoli, ma anche prospettive più realistiche in termini di obiettivi educativi per la formazione di nuove generazioni di leader, di fronte alle sfide che un mondo comune di pace porta con sé.The globalization process entails as many opportunities as risks and challenges, particularly demanding on young generations.
In this context, Universities as well as Governmental institutions, NGOs and civil society worldwide need to intensify exchanges, dialogues, relations and develop efforts for a culture of peace as a key-factor for reaching not only a greater and better understanding between peoples, but also more realistic prospects in terms of educational goals for the formation of new generations of leaders, in face of the challenges that a shared world of peace carries with it.Nota del Prof. Luigi Moccia, Centro di eccellenza Altiero Spinelli

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Cooperazione internazionale: Il nostro futuro nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

luca pietromarchiRoma Lunedì 6 Novembre 2017, ore 10:00 Università degli Studi Roma Tre Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue – Aula 10 Via Ostiense 234/236 Incontro tra il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro, e gli studenti al fine di stimolarli verso un futuro professionale nel mondo della cooperazione internazionale. L’incontro costituisce una importante tappa del percorso compiuto presso le università italiane dal viceministro Mario Giro, dal direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo del MAECI e dal direttore generale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Laura Frigenti, e si inserisce nell’ambito del progetto “Cooperazione internazionale – Il nostro futuro nel mondo”, che comprende una serie di “Giornate d’orientamento sulle opportunità di lavorare con la Cooperazione Internazionale”, in cui gli studenti universitari sono i protagonisti di un confronto diretto e informale. Nel corso dell’incontro, il viceministro illustrerà tutte le opportunità di lavoro che la cooperazione internazionale offre ai giovani oggi e le modalità di partecipazione per accedere alle borse di studio offerte dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) che verranno assegnate nel 2018 e raccoglierà spunti utili per la preparazione del Primo Forum Nazionale della Cooperazione che si terrà a dicembre 2017.Programma:
10:00 Luca Pietromarchi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre Saluto e introduzione.
10:10 Mario Micheli, Delegato del Rettore per la Cooperazione allo Sviluppo La Cooperazione allo Sviluppo a Roma Tre.
10:20 Mario Giro, Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Cooperazione Internazionale: il nostro futuro nel mondo
10:50 Testimonianze di giovani attivi nel mondo della cooperazione, in collegamento dai paesi beneficiari
11:00 Dibattito e confronto con gli studenti. Modera Francesca Caferri, Caporedattore Esteri di Repubblica
11.40 Riflessioni di Pasquale De Muro, Alessandro Volterra e Massimo Ghirelli, Università degli Studi Roma Tre
11:50 Conclude Claudio Giovanardi, Presidente della Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue dell’Università degli Studi Roma Tre.

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Il pensiero, le cose, il futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

il pensiero(saggistica Vol. 6) (Italian Edition) Kindle Edition di Riccardo Alfonso. Tutto sembra ruotare intorno all’intelletto e alle sue capacità di progettazione e di crescita. Accade quando le facoltà psichiche elaborano pensieri a volte semplici e altri complessi. Lo fanno quando i processi sono sottoposti a regole ben precise, frutto dei nostri studi e delle nostre ricerche.
Lo fanno se il pensiero si avvale dei canali sensoriali che rasentano il razionale e si tuffano, senza un salvagente, nel mare magnum dell’esoterismo che percorre le vie della telepatia e della chiaroveggenza, della precognizione e della percezione.
Il nostro tentativo è di comprendere l’universo attraverso una realtà meno limitata e una certezza priva di dubbi. In noi vi è forte la sensazione che dietro il mondo che percepiamo esista una realtà molto diversa dal concetto psicologico che c’è più familiare.
I fenomeni psichici, in questa fattispecie, sembrano rappresentare un’opportunità da tenere ben da conto se non altro perché essi germinano e si maturano in un “ambiente” più vicino alla sorgente della nostra vita. D’altra parte noi siamo consapevoli d’essere immersi in un mondo più grande di quanto non sembri e da questa prospettiva noi ci sentiamo più dei mortali legati ai propri sensi, quali ci vuole uno stadio meccanicistico della scienza. E’ come dire che non si nasce e non si vive invano. Dobbiamo logicamente presupporre che vi è abbastanza spazio perché qualcosa della nostra personalità e quella del mondo “vivente” continui dopo che i sensi hanno cessato di funzionare. E’ un’evenienza da non trascurare. Non vorrei dare delle certezze, di là del ragionevole, ma semmai indicare un tracciato di probabilità meno accidentato sulla sopravvivenza della nostra indole dopo la morte. Di certo posso dire che è un terreno ancora inesplorato e la scienza, così come oggi la conosciamo, non credo ci possa aiutare più di tanto. Forse una possibilità esiste scandagliando la pratica esoterica, anche se l’indagine resta molto aleatoria e i fenomeni rilevati non tutti sembrano assumere una valenza probatoria, di là di ogni ragionevole dubbio.

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Il futuro dell’umanità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

marco cappatoMilano Lun 23 ottobre ore 18:30 La Feltrinelli, Piazza Piemonte. Il caso dj Fabo è l’inizio di una nuova lotta su cui si giocail futuro dell’umanità. E che va oltre il testamento biologico. Dall’antiproibizionismo ai diritti dei disabili, dalla libertà scientifica a quella sessuale: una difesa appassionata del nostro diritto alla libertà. Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”.
Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella.
Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale –, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”. (Sabrina Antonini)

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Il futuro delle finanze dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

commissione europeaBruxelles. La Commissione ha pubblicato la settima relazione sulla coesione, che fa il punto sullo stato delle regioni nell’UE, trae insegnamenti dal ricorso ai fondi per la coesione durante gli anni della crisi e definisce il contesto della politica di coesione dopo il 2020. Analizzando lo stato attuale della coesione economica, sociale e territoriale dell’UE, la relazione esamina l’Unione approfonditamente: l’economia europea è in ripresa ma permangono disuguaglianze tra i vari Stati membri e al loro interno. Gli investimenti pubblici nell’UE sono ancora inferiori ai livelli precedenti la crisi ma le regioni e gli Stati membri hanno bisogno di ulteriore sostegno per affrontare le sfide individuate nel documento di riflessione sul futuro delle finanze dell’UE: la rivoluzione digitale, la globalizzazione, i mutamenti demografici e la coesione sociale, la convergenza economica e i cambiamenti climatici. Corina Crețu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha dichiarato: “La relazione mostra con chiarezza che l’Unione ha bisogno di maggiore coesione. Sebbene sia passata, la crisi ha evidentemente lasciato cicatrici in molte regioni, che avranno bisogno della politica di coesione per affrontare le sfide di oggi e di domani.” Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha commentato: “La relazione del 2017 sulla politica di coesione mostra che sono necessari investimenti significativi affinché l’attuale ripresa economica possa proseguire. Tali interventi sono essenziali per cambiare le cose a favore delle nostre economie, della nostra forza lavoro e dei cittadini dell’Europa”.
La relazione non condiziona la proposta definitiva della Commissione ma alimenta la discussione sulla politica di coesione dopo il 2020. Essa suggerisce una politica di respiro europeo finalizzata a tre obiettivi principali: gestire la globalizzazione, non lasciare nessuno indietro e sostenere le riforme strutturali. Negli ultimi due decenni la politica di coesione ha portato a risultati concreti in tutte le regioni dell’UE, costituendo un’importante fonte di investimenti. Ha creato direttamente 1,2 milioni di posti di lavoro nell’UE negli ultimi 10 anni, mentre in molti Stati membri crollavano gli investimenti pubblici che avrebbero dovuto sostenere la crescita.Il divario economico tra le regioni ha ripreso lentamente a ridursi. Il documento di riflessione sul futuro delle finanze dell’UE ha aperto la discussione chiedendo se la politica di coesione debba ora concentrarsi solo sulle regioni meno sviluppate. Come mostra la relazione, le regioni stanno crescendo, ma non allo stesso ritmo. Molte regioni il cui livello di ricchezza è prossimo alla media dell’UE sembrano bloccate in una “trappola del reddito medio”. Alcune hanno sopportato i costi della globalizzazione senza però ricavarne vantaggi, spesso con forti perdite di posti di lavoro e senza riuscire a compiere la trasformazione industriale. Avranno bisogno di ulteriore sostegno finanziario per promuovere la creazione di posti di lavoro e i cambiamenti strutturali.La relazione evidenzia inoltre che il livello attuale degli investimenti è insufficiente a raggiungere gli obiettivi di produzione energetica a partire da fonti rinnovabili e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra fissati per il 2030. Tutte le regioni dell’UE avranno quindi bisogno di maggiori finanziamenti per realizzare la decarbonizzazione.
Gestire la globalizzazione: per non perdere posizioni nell’epoca della globalizzazione le regioni devono modernizzare le proprie economie e creare valore. Poiché solo una manciata di regioni dell’UE possono svolgere oggi un ruolo di locomotiva, sono necessari ulteriori investimenti in innovazione, digitalizzazione e decarbonizzazione. Oltre ai finanziamenti è necessario incoraggiare collegamenti efficienti tra i centri di ricerca, le imprese e i servizi.Non lasciare nessuno indietro: alcune regioni rischiano di perdere gran parte della popolazione mentre molte città subiscono la pressione delle moltissime persone in arrivo in cerca di prospettive migliori, tra cui migranti. Se da un lato l’occupazione nell’UE ha superato i livelli precedenti, dall’altro il tasso di disoccupazione, specialmente tra i giovani, è ancora superiore ai valori precedenti la crisi.
Per contrastare la disoccupazione, aiutare le persone a sviluppare le proprie competenze e a creare imprese, combattendo al contempo l’esclusione e la discriminazione, saranno necessari ulteriori investimenti. Essi saranno decisivi per la coesione sociale della nostra Unione nel futuro.
Sostenere le riforme strutturali: migliorare la pubblica amministrazione dà impulso alla competitività e alla crescita e massimizza l’impatto degli investimenti. Come il documento di riflessione, la relazione sulla coesione riconosce che può essere necessario rafforzare il collegamento tra la politica di coesione e la governance economica dell’UE per sostenere riforme che creino un ambiente favorevole alla crescita.
All’inizio del 2018 sarà lanciata una consultazione pubblica sulla futura politica di coesione. Nel maggio 2018 sarà presentata la proposta della Commissione per il quadro finanziario pluriennale (QFP), cui seguiranno le proposte per la politica di coesione dopo il 2020.

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Stato dell’Unione: sfruttiamo lo slancio attuale per definire un futuro ambizioso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Portrait of Antonio TajaniIl Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha dato il benvenuto al Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, al Collegio dei Commissari e alla Presidenza estone del Consiglio per il dibattito annuale sullo “Stato dell’Unione”. Ha poi delineato le aspettative dei cittadini europei per una maggiore cooperazione tra le istituzioni dell’UE e gli Stati membri in materia di migrazione, terrorismo, crescita economica e diritti sociali.La stabilità di bilancio, il numero più alto di sempre di persone in occupazione e la ripresa economica aprono una finestra di opportunità per un’ambiziosa riforma dell’Unione europea, fondata sulla libertà, sulla parità dei diritti e sullo Stato di diritto, ha dichiarato Juncker. Juncker ha annunciato proposte per un ministro delle Finanze europeo, l’immigrazione legale, la cyber sicurezza, i diritti dei lavoratori, il commercio internazionale e l’Unione della difesa.
Il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE) ha evidenziato le preoccupazioni delle persone, come la paura della globalizzazione: “abbiamo bisogno di un’economia sociale di mercato”, e anche di “garantire le nostre frontiere per fermare l’immigrazione clandestina”. La gente è anche preoccupata per la Turchia, che “non può diventare membro a pieno titolo dell’UE”. “Abbiamo bisogno di un’Unione europea di difesa per difendere lo stile di vita europeo”, ha aggiunto.
Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT) ha proposto di “colpire tutte le multinazionali che hanno frodato il fisco obbligandole a restituire tutto” e di adottare misure “contro lo sfruttamento dei giovani” e una “children guarantee: non un bambino deve rimanere senza educazione, senza casa”. Sulla migrazione, Pittella ha chiesto di “avere il coraggio di aprire canali legali”, non soltanto chiudere le rotte illegali.
Jean-Claude JunckerSyed Kamall (ECR, UK) ha affermato che, se vuole davvero proteggere i cittadini, “l’Europa non può essere protezionista”. Affinché l’economia europea prosperi, “dobbiamo creare maggiori opportunità e non più norme”, sottolineando che “i piani di crescita dell’UE non creano posti di lavoro, le imprese creano occupazione”.
Secondo il leader dell’ALDE Guy Verhofstadt (BE), il discorso di Juncker era “pieno di visione e ambizione per il 2019”, grazie anche al fatto che la “primavera populista” si è arrestata in Austria, nei Paesi Bassi e in Francia. Ha poi sottolineato che la maggioranza dei cittadini dell’UE vuole azione europea e che l’UE è necessaria “per far fronte ai governi della destra alternativa”.
Patrick Le Hyaric (FR), vicepresidente del gruppo GUE/NGL, ha suggerito a Jean-Claude Juncker di “trasformare il fondo che gli ha dato il nome in un grande fondo sociale e ambientale”. C’è urgente bisogno di “costruire un’Unione che combini l’umanesimo sociale e il progresso ecologico”, ha aggiunto.
european parliamentPhilippe Lamberts (BE), co-presidente del gruppo Verdi/ALE, ha suggerito a Juncker quello che avrebbe dovuto dire: “ridurre le disuguaglianze”, “limitare il nostro impatto ecologico ai limiti imposti dalla natura”,”congelare l’entrata in vigore del CETA” e “eliminare il glifosato e rafforzare la definizione degli interferenti endocrini”.
“Non avete imparato nulla dalla Brexit”, ha affermato Nigel Farage (EFDD, UK), che ha criticato la proposta del Presidente Juncker di approfondire l’integrazione europea” senza “il consenso del popolo”. Farage ha poi paragonato l’UE ai regimi passati: “il modo in cui lei tratta l’Ungheria e la Polonia deve ricordare loro come era vivere sotto i comunisti sovietici”.
Harald Vilimsky (ENF, AT) ha detto che il suo gruppo non vuole che l’euro “fallimentare” sia utilizzato da altri paesi e si oppone a un’Unione della difesa e alla libera circolazione dei lavoratori all’ interno dell’UE. Le frontiere interne devono essere mantenute per fermare i “milioni di africani e arabi che invadono l’Unione”, ha concluso.

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Cresce l’attenzione attorno al futuro di Atac

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

atac-romaI dipendenti della società romana tra le più importanti a livello europeo nella gestione del servizio pubblico del trasporto sono in agitazione essendo l’azienda coinvolta nel piano di ristrutturazione e razionalizzazione sfornato dall’Assessore uscente Colomban. Per questo motivo l’USB ha convocato per il prossimo 29 settembre uno sciopero cittadino, chiamando alla partecipazione le organizzazioni e le associazioni e i movimenti del territorio, per difendere il carattere pubblico delle aziende di interesse collettivo e per far comprendere a questa amministrazione che i problemi della città non sono i lavoratori, né tanto meno i poveri e i migranti, ma la mala gestione della politica e dei dirigenti che fino ad ora hanno amministrato i servizi nella nostra città. Anche i lavoratori delle aziende degli appalti scenderanno in piazza, in solidarietà ai lavoratori Atac e per denunciare attraverso le loro testimonianze, gli effetti nefasti della privatizzazione dei servizi pubblici.Come per i lavoratori della società Corpa, che non percepiscono da due mesi lo stipendio. USB ha già rivolto un appello a tutti i consiglieri comunali chiedendo un voto di responsabilità nei confronti dei cittadini e dei lavoratori non accettando l’ipotesi del concordato, una scelta a scatola chiusa che esautora l’amministrazione comunale dalle future decisioni sul destino dell’azienda.

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Europa: Quale futuro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

europeLondra. Abitano nel vecchio continente, ma alla vecchiaia pensano poco. Solo il 35% degli europei possiede investimenti, una percentuale tra le più basse a livello mondiale: inferiore di dieci punti a quella globale (45%) e quasi la metà dell’Asia (64%). Meglio fanno anche Stati Uniti (51%) e Australia (46%).E’ il risultato della nuova edizione della Global Investment Survey 2017 realizzata da Legg Mason, uno dei principali gestori globali diversificati. L’indagine, arrivata alla quinta edizione, è stata realizzata in 17 Paesi e ha raccolto i dati di 15.300 investitori.Il 17% degli europei ammette di “non preoccuparsi del domani, ma solo dell’oggi”, sia nella gestione delle finanze che nella vita in generale, con picchi del 21% in Spagna e del 20% in Germania. Dietro questo atteggiamento, un mix di pessimismo, materialismo e ignoranza. Il 32% di loro spiega di non potersi permettere di risparmiare o di investire, per cui “tanto vale non pensarci”, il 22% sceglie di spendere subito i soldi e divertirsi, piuttosto che metterli da parte, e il 14% confessa di non saper pianificare a lungo termine.Tra gli europei che non si preoccupano del futuro, sono pochi quelli che hanno quest’atteggiamento perché tanto possono fare affidamento sui figli e sul coniuge, o sull’aiuto dello Stato. Opzioni che considera rispettivamente solo il 5% e il 14%, mentre negli Stati Uniti – di solito ritenuti più individualisti – il numero di chi può permettersi di pensare solo al presente grazie al partner o al welfare è più elevato (19% e 23%).Un altro 46% degli europei, invece, ha buone intenzioni: vorrebbe pianificare di più, senza per ora riuscirci. Nel loro caso, incentivi fiscali (23%), una promozione al lavoro o un aumento della busta paga (36%) potrebbero spingerli a risparmiare di più e investire.Una volta che si smette di lavorare, per tutti gli europei l’obiettivo è avere una buona pensione (60%), mantenere il proprio standard di vita (59%), viaggiare (55%) e aiutare la famiglia, per esempio pagando l’educazione scolastica dei nipoti (51%). Quest’ultimo dato varia molto di paese in paese: conta poco in Gran Bretagna (43%) e molto in Italia (60%).A sorpresa, gli italiani sono i più previdenti tra gli europei, dopo gli svedesi: il 42% investe – una percentuale decisamente superiore alla media europea del 35% – e il 74% possiede del risparmi. Solo un italiano su cinque dice di pensare esclusivamente al presente e il 59% afferma di volersi impegnare di più per il proprio futuro. Per questi ultimi la differenza la fanno, ancora una volta, le tasse: il 35% degli italiani sarebbe spinto a investire o risparmiare maggiormente se ci fossero degli incentivi fiscali.
Legg Mason è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 753.3 mld USD al 31 luglio 2017. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

povertàDa anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che lasciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto.
Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Ma spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi timori sul futuro del nascituro e si chiedeva se aveva fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo.
Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione suscita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. E’ la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

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Il futuro della Rai

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

Rai: sede di roma“Ho apprezzato le parole del dg Rai Mario Orfeo nell’intervista a La Repubblica, soprattutto per quanto riguarda la razionalizzazione e l’efficientamento del servizio che devono consentire alla tv pubblica di battere la concorrenza” queste le parole del deputato di Ap e vicepresidente della commissione di vigilanza Rai, Giorgio Lainati che prosegue: “In quest’ottica rimane molto importante il ruolo delle personalità che con le loro qualità artistiche e professionali rappresentano un valore aggiunto sia sul piano degli ascolti che della raccolta pubblicitaria. Importantissimo inoltre, prosegue Lainati, sarà anche il nuovo contratto di servizio che cominceremo ad esaminare a fine settembre in commissione di vigilanza e dove saranno affrontati punti irrinunciabili per offrire ai milioni di abbonati Rai, delle certezze in termini di qualità e di impegno, su informazione, cultura ed intrattenimento. Sarà proprio il tema dell’informazione, nelle mani di Orfeo e della Maggioni, il valore aggiunto della tv pubblica. Anche la realizzazione di un canale che trasmetterà in lingua inglese, si inserisce nel non più rinviabile processo di modernizzazione per presentare al mondo il meglio dell’Italia e per incrementare il turismo verso il nostro Paese”, conclude Lainati.

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Energia: il futuro è qui

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

sotto l'ombrelloneLignano pineta. Il settore dell’energia è in continua crescita, soprattutto nel comparto delle energie rinnovabili, tant’è che solo in Italia si attendono investimenti pari a 9 miliardi annui per i prossimi tre decenni. Tutto ciò porterà alla creazione di sempre più posti per laureati e diplomati in materie tecnico-scientifiche (meccanica, elettronica, informatica, agraria, biologia, chimica, ecc.), ma anche per venditori e commerciali. Opportunità di lavoro che, tuttavia, i giovani potranno cogliere se sapranno formarsi nel modo migliore (fondamentale l’inglese), scegliendo i corsi di studi adeguati, mettendo in campo passione e disponibilità a impegnarsi per crescere e imparare.Lo hanno sostenuto i tre esperti intervenuti al terzo appuntamento di Economia sotto l’Ombrellone all’Aurora Beach – Summer Fruit & Bar di Lignano Pineta il cui tema era: “L’energia comparto del futuro: occupazione tra produzione e vendita”. Massimo Berka general manager di Biogaservizi, Roberto Pilat di Sky Gas&Power e Marco Tam presidente del Gruppo Greenway hanno risposto alle domande del moderatore Carlo Tomaso Parmegiani e del pubblico delineando le prospettive di un settore sempre più fondamentale per la vita di tutti noi.
«Le potenzialità di sviluppo nei prossimi anni delle energie cosiddette verdi sono notevolissime -ha affermato Tam-. La Germania, ad esempio, ha già deciso di uscire progressivamente dalle produzioni di energia più inquinanti per sportarsi verso quelle più ecologiche. Nel contempo, nelle case di tutti noi il ruolo dell’elettricità sarà sempre crescente e sostituirà progressivamente l’uso del gas, così come nei mezzi di trasporto ci sarà un forte aumento dei motori elettrici a scapito di quelli che utilizzano carburanti fossili. Per cui le prospettive di sviluppo per gli impianti in grado di produrre elettricità in modo ecocompatibile e carbon free sono davvero molto interessanti e il nostro Paese può giocare un ruolo fondamentale viste le importanti competenze sviluppate nella costruzione di impianti di produzione di energie rinnovabili come fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse, biometano».
Sulla stessa linea Berka: «Le prospettive di sviluppo del settore sono molto interessanti e, d’altra parte, i numeri lo confermano: secondo diverse rilevazioni, il comparto dell’energia verde è in grado di generare posti di lavoro pari a 15 volte quelli generati dalla produzione di energia con metodi inquinanti. Vedo solo due ostacoli potenziali: uno diffuso in tutto il mondo, ossia il cosiddetto effetto “nimby” per cui nessuno vuole gli impianti di produzione vicino a casa propria, mentre le produzioni ecosostenibili dovranno per forza vedere un grande aumento del numero di impianti; l’altro tipicamente italiano, ossia la burocrazia esasperante per cui oggi, ad esempio, per un impianto a biomasse ci possono volere le autorizzazioni di circa 50 enti diversi il che ovviamente rallenta i tempi di realizzazione, aumenta i costi e conseguentemente rende le energie verdi meno competitive e meno attraenti per gli investitori».
Economia sotto l’Ombrellone si chiude mercoledì 23 agosto, ore 18.30, con l’incontro: “Investire in un mondo che cambia, fra crisi bancarie e crescita delle Pmi” Mario Fumei – Private Banker Pierluigi Lotti – Consulente Finanziario Gilberto Bassi – Partner Manager Copernico Sim. (foto: sotto l’ombrellone)

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I giovani nel confronto con la storia ed il loro futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

emigrazione-giovani-italiani-esteroSe andiamo a ritroso nel passato, o se ci avventuriamo nel futuro, sull’onda delle simulazioni proposte dagli scrittori fantascientifici o anche e solo dagli esperti analisti che partono da eventi presenti e vi costruiscono possibili scenari tra dieci ed anche 20-30 anni a venire, ci accorgiamo che non sempre esiste una novità, tanto sconvolgente, da farci cambiare totalmente le attuali abitudini di vita e di relazione tra popoli ed etnie. Il tema ricorrente sembra essere quello della mancata valutazione dei problemi dello sviluppo delle aree deboli ed in ritardo e che hanno provocato e continuano a provocare oggi, come continueranno a farlo in futuro, enormi squilibri di crescita che attraversano le economie e le realtà nazionali e continentali. Questo perché le logiche che dominano le politiche economiche secondo la dottrina capitalistica, che va per la maggiore, non sembrano voler cedere il passo a quelle più attente a combattere i divari, che, una volta storicamente determinatisi, sono difficili da contrastare e ridurre, se non con impegni assai cospicui e duraturi di risorse investibili. Questo volersi dare carico di una redistribuzione delle opportunità terrestri secondo criteri di equanimità e di giustizia a prescindere dai profitti che verrebbero a mancare, non sembra una scelta percorribile né oggi né domani come non lo è stato in passato. In questa misura si rende impraticabile ora, e sempre, un pareggiamento tendenziale delle convenienze poiché non è possibile individuarla tra chi produce beni e da essi vuol trarne, vendendoli a terzi, il massimo profitto. E può ottenerlo solo da chi ha un reddito adeguato per acquistare tali prodotti. Così si lasciano morire milioni di malati di aids del terzo mondo perché non hanno i soldi per procurarsi le medicine, così si lasciano morire di sete e di fame quelle popolazioni che non hanno i mezzi per sviluppare una produzione agricola adeguata, e via di questo passo. Non solo. Nelle aree del cosiddetto “benessere” restano delle sacche di povertà e di emarginazione dove le risorse destinate al riequilibrio restano modeste e finiscono con il vanificare di fatto ogni spinta verso la crescita o, per lo meno, la riduzione del divario tra le regioni più ricche e quelle meno dotate. Mancano la buona volontà, il coraggio politico ed il senso di responsabilità di quanti dovrebbero sentirsi in prima fila a sostenere una visione del mondo fondata sulla pace e sull’unificazione dei rispettivi destini. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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“Da Raggi e M5s interesse per bigliettazione ma non per futuro azienda”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

datacenter1“La bigliettazione di Atac sembra essere stato l’unico cruccio della giunta a 5 stelle in un anno di governo. Il 2 settembre 2016 – l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo dichiarava:’ oggi abbiamo individuato il nuovo amministratore unico di Atac, sarà l’ingegnere Manuel Fantasia, risponde ai requisiti per riuscire a portare a termine gli obiettivi del programma M5s in tema trasporti. In particolare ci aiuterà ad attuare una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda la bigliettazione.’ Il 15 settembre dello stesso anno, nel giorno dell’investitura dell’ingegner Fantasia il sindaco Raggi ci teneva a sottolineare che ‘prima di tutto dovremo riorganizzare Atac. Una delle mission sarà rivoluzionare la bigliettazione. Stiamo lavorando per avere un e-ticket, un biglietto elettronico ricaricabile che permetterà di muoversi su bus, metro e tram’. Un interesse quasi morboso che non può destare qualche sospetto.Tutti attenti alla nuova bigliettazione dell’azienda capitolina e come dichiarato dal dimissionario D. G. Rota anche il presidente della commissione mobilità Enrico Stefàno non perdeva occasione per proporgli società specializzate in bigliettazione. Raggi, Meleo, Fantasia e Stefàno così attenti alla bigliettazione quanto distratti su bilanci e piani industriali. Un anno di chiacchiere e attenzioni per società di bigliettazioni, promozioni e assetti interni. L’Atac a 5 stelle: 4 manager silurati, nessun piano industriale, bilancio in alto mare e sempre più profondo rosso. Con il rischio paventato dall’assessore Mazzillo che ad essere travolta sia l’intera amministrazione capitolina.”Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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In California il treno del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

san franciscoRoma-Milano in 25 minuti attraverso una capsula in un tubo a bassissima pressione grazie alla levitazione magnetica. Un sogno di Elon Musk che potrebbe diventare realtà, come lo sta diventando negli Stati Uniti d’America dove Bipop Gresta, padre di Hyperloop transportation technologies, 46 anni di Terni, è riuscito a costruire la prima capsula di 8 chilometri che collegherà in appena 36 minuti San Francisco a Los Angeles.
A Bipob Gresta, ospite d’onore alla John Cabot University di Roma, sarà affidata la chiusura dei lavori del convegno internazionale che si sta svolgendo nell’ateneo americano ‘Beyond the Humanism’, organizzato dal docente di Filosofia Stefan Lorenz Sorgner.

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Il centrodestra rappresenta un ritorno al futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

renato-brunetta“Perché la formula di Berlusconi del ‘94 del centrodestra unito di governo fu allora la formula del futuro, che fu sempre maggioritaria dal ’94 fino a ieri”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Ricordiamo che quella formula ha vinto tutte le elezioni, anche quando le ha perse nel ‘96 per la defezione della Lega o come con la vicenda Prodi del 2006 o nel 2013, per poche migliaia di voti. Il centrodestra ha perso quando si è presentato disunito come nel ’96. Ha perso una volta per 24 mila voti, una volta per 138 mila. E la sinistra quasi vinse, ma non vinse, perché non si vince con 24 mila voti di differenza.L’elettorato di centrodestra, che nelle sue varie formulazioni è un elettorato moderato, è sempre stato maggioranza in Italia dal secondo dopoguerra. E non è stato maggioranza solo quando si è diviso.E’ stato, nella seconda Repubblica, Berlusconi a inventarsi la doppia alleanza con la Lega e con Fini e da allora questa formula, che è sempre la stessa, è maggioritaria nel Paese. Non è maggioritaria solo quando si divide oppure quando ci sono, come nel 2011, congiure internazionali.Non dimentichiamo che nel 2008 il centrodestra vinse quasi con il 48% dei voti. Quindi quando il centrodestra vince, vince alla grande e quando vince la sinistra o il centrosinistra vince per 24 mila voti”.

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Dibattito sul Futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

europaBruxelles. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Mi incoraggia molto vedere così tante persone impegnate nel dibattito sul futuro dell’Unione europea, che la Commissione ha avviato il 1° marzo 2017 con il Libro bianco. Sono già state espresse diverse opinioni e il dibattito è sostenuto da un forte slancio positivo. In settembre presenterò la mia visione , ma in realtà il futuro dell’Europa sarà concepito da voi. Siete voi che scrivete il libro di storia di domani. Continuate quindi ad impegnarvi e fare sentire le vostre voci”.La Commissione ha prospettato cinque scenari di possibile sviluppo per l’UE per il prossimo decennio, generando un ampio dibattito sostenuto dalle istituzioni politiche e dalla società civile in generale. Finora, più di 270 000 cittadini hanno partecipato a più di 1 750 eventi organizzati o sostenuti dalla Commissione. I partecipanti on-line sono, inoltre, molti di più (vedi cifre). Nei prossimi mesi continueranno ad essere organizzati manifestazioni e dibattiti, e i cittadini possono inoltre apportare il loro contributo diretto su questo sito https://ec.europa.eu/commission/give-your-comments_en
I cittadini sono inoltre invitati a continuare a esprimere le proprie opinioni, in particolare prima del discorso annuale sullo stato dell’Unione del 13 settembre 2017, quando il Presidente Juncker delineerà la sua visione per il futuro dell’Europa.
Informazioni generali​Il 1º marzo 2017, con il Libro bianco sul futuro dell’Europa, la Commissione ha avviato un dibattito paneuropeo che consentirà ai cittadini e ai leader di definire una visione per l’UE a 27. Il Libro bianco presenta cinque scenari per l’evoluzione dell’Unione di qui al 2025:”Avanti così”: l’UE a 27 continua ad attuare il suo programma positivo di riforme;”Solo il mercato unico”: l’UE a 27 si concentrerebbe sul mercato unico, perché i 27 Stati membri non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di settori;
“Chi vuole di più fa di più”: l’UE a 27 continua secondo la linea attuale, ma gli Stati membri che lo desiderano possono aumentare la cooperazione in ambiti specifici;
“Fare meno in modo più efficiente”: i lavori sono diretti principalmente al raggiungimento di maggiori risultati in tempi più rapidi in alcuni settori selezionati, intervenendo meno in altri;”Fare molto di più insieme”: gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.
Gli scenari contemplano una serie di possibilità, i cui esiti variano a seconda del settore interessato. Sono di natura illustrativa, e non si escludono né si completano a vicenda.

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Proposta Renzi sul deficit troppo rischiosa per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

cottarelli“L’Italia ha un debito così alto che credo sia rischioso indebitarsi ulteriormente e non credo neanche che possa servire a far ripartire l’economia italiana, vista l’incertezza legata al futuro della finanza pubblica.” Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, intervistato da Sebastiano Barisoni a Focus Economia su Radio 24, commenta così la proposta di Renzi di portare il deficit dell’Italia al 2.9% per 5 anni e spiega: “Abbiamo un debito molto elevato, trovare come via d’uscita per l’economia italiana un ulteriore indebitamento, a me sembra un po’ rischioso. Non mi sembra la soluzione ai problemi dell’economia italiana. Se fossimo un paese con un debito più basso sarebbe una cosa diversa. Ci sono paesi che hanno spazio fiscale come la Germania che anzi non spendono abbastanza, potrebbero avere un deficit più alto”.
“In aggiunta – ha concluso Cottarelli – per ridurre il rapporto debito /pil la storia ci dimostra che non basta far crescere il denominatore, ossia il pil ma deve ridursi anche il numeratore ossia il debito. Per non parlare – ha concluso Cottarelli – del fatto che con un deficit al 2,9% qualunque shock economico inatteso anche di matrice esterna ci porterebbe oltre quella soglia con un immediata reazione dei mercati finanziari”

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Il futuro del trasporto aereo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

malpensaMilano. Quali saranno i prossimi trend di cambiamento che influenzeranno il mercato del trasporto aereo in Italia e quali opportunità e rischi dovranno affrontare travel manager e viaggiatori d’affari? A questi argomenti è stato dedicato il webinar “Il futuro del trasporto aereo”, organizzato da Carlson Wagonlit Italia (CWT) – leader globale specializzato nella gestione dei viaggi d’affari e di meeting ed eventi – per una community virtuale di travel manager aziendali connessi in Rete. A condurre la riflessione Andrea Giuricin, CEO – TRA Consulting, Adj. Prof. Management dei trasporti – Università Milano Bicocca, noto esperto del settore. «Anticipare le tendenze di un settore chiave come quello aereo e capire come possono impattare il business travel è fondamentale per le aziende per poter pianificare le strategie di travel management – ha sottolineato, in apertura, Antonio Calegari, VP & Country Director CWT Italy & Greece –. Ecco perché accanto agli studi internazionali proposti dal nostro CWT Travel Management Institute riteniamo utile proporre un focus specifico sul mercato italiano che offra spunti concreti da mettere in pratica e da condividere anche tra la Travel Management Company (TMC) e l’azienda cliente».Tra i principali elementi dell’evoluzione dello scenario, Giuricin ha indicato:
Il mercato del trasporto aereo in Italia è cresciuto molto dalla liberalizzazione del 1997, passando dai 53 agli oltre 134 milioni di passeggeri trasportati in un anno nel 2016; tuttavia l’Italia resta uno dei Paesi europei dove è meno sviluppato.
Gli attori del mercato sono cambiati: le compagnie low cost sono ormai protagonisti affermati, come indica la presenza nei primi tre posti di due compagnie (Ryanair prima ed easyJet terza) accanto al vettore nazionale. Questa è una tendenza comune al mercato europeo: lo share raggiunto dalle compagnie low cost in Italia è pari al 49% (dati Enac), dato in linea con la media europea.All’interno dei ricavi ancillari – che mostrano un andamento in forte crescita -, quelli legati ai servizi “in-flight” rappresentano per le principali low cost una percentuale molto contenuta, mentre restano predominanti il bagaglio e la selezione del posto.
Gli operatori del lungo raggio stanno cambiando. È già attiva la presenza delle low cost che offrono voli di lungo raggio, Norwegian Airlines in primis, e i servizi a basso costo per le lunghe tratte potranno aumentare ancora, grazie all’avanzamento tecnologico che consente anche a velivoli di “piccola” taglia, più facilmente acquistabili da parte dei vettori, di effettuare voli transatlantici, pur se limitatamente alla costa Est degli Usa, e non più solo di medio raggio. Si potrà dunque assistere a una diminuzione delle tariffe intercontinentali su certe tratte e, con il tempo, anche alla sostituzione di quei vettori che saranno incapaci di tenere la concorrenza. Le difficoltà di Alitalia sono la conseguenza di più fattori. In particolare, non risultano tanto legate, come viene spesso ripreso dai media, agli eccessivi costi – che invece sono nella media o più bassi di altre compagnie di linea (6,5 centesimi di euro per available seat/chilometro, rispetto agli 8 di Lufthansa o ai 10,5 di Air France-KLM) – ma piuttosto all’incapacità di generare importanti ricavi dalla tratte a lungo raggio, che sono quelle più profittevoli, e al load factor non sufficientemente alto (in media del 76,2% contro l’80% di Lufthansa, l’85% di Air France-KLM, il 92% di EasyJet e il 93% di Ryanair). Sulle performance di Alitalia ha pesato anche negativamente l’incapacità di mantenere alto il traffico sull’hub di Roma Fiumicino a causa dell’elevata competizione operata dalle low cost, come Ryanair e Vueling, che sullo scalo romano hanno introdotto numerose tratte e frequenze, interessanti anche per i business traveller.
La personalizzazione dei servizi, anche grazie alle app e al mobile, è un trend che continuerà ad affermarsi sia nell’esperienza a terra che in volo. La disponibilità di un’unica app che racchiude i diversi servizi utili al business traveller, quale quella offerta da un provider come la TMC, diventa un elemento importante per migliorare la user experience.Nel corso della sessione di Domande & Risposte aperte, Giuricin ha affrontato rapidamente anche altri temi, confermando per esempio la validità delle tariffe corporate negoziate da parte delle aziende quale strumento per garantirsi una solida base di collegamenti a tariffa conveniente con le compagnie chiave per ogni azienda, ed evidenziando i possibili scenari che si aprono con il riassetto di Alitalia dal prossimo autunno.

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Il futuro delle finanze dell’UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

europeIl gruppo di esperti indipendenti sulla politica di coesione ha presentato oggi la propria relazione finale per un quadro dei fondi UE semplificato dopo il 2020. Benché i risultati della politica di coesione dell’Unione siano indubbiamente positivi, l’attuale molteplicità di norme non sempre rende la vita facile agli enti locali che si occupano della gestione dei fondi dell’UE o alle imprese che desiderano richiedere un finanziamento dell’UE. La semplificazione è dunque fondamentale e la Commissione europea dovrebbe valutare come facilitare ulteriormente l’accesso ai fondi europei nel quadro di bilancio post 2020.È questo il messaggio principale che il gruppo ad alto livello sulla semplificazione si propone di far confluire nel dibattito sul futuro delle finanze dell’UE, avviato dalla Commissione il 28 giugno con un documento di riflessione dedicato, l’ultimo di una serie di cinque documenti di riflessione pubblicati a seguito della presentazione del Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa il 1° marzo.
Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “I cittadini si aspettano che l’UE faccia di più, ma il bilancio dell’UE è in calo. Per risolvere questo problema dobbiamo mettere a frutto ogni euro speso. E regole più semplici aiutano a spendere meglio.” Corina Creţu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha dichiarato: “Poche regole semplici si traducono in risultati migliori e meno errori. Concentriamoci su ciò che conta: migliorare la vita dei cittadini in tutta Europa.” Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha affermato: “Sfruttando tutte le opportunità di semplificazione sarà possibile risparmiare tempo e denaro, che potranno essere utilizzati invece per promuovere la convergenza sociale in tutta Europa.”
Il Presidente del gruppo ad alto livello Siim Kallas ha dichiarato: “Semplificare l’accesso ai fondi di coesione dell’UE e le modalità per impiegarli contribuirà certamente ad avvicinare i cittadini all’Unione.” Secondo il gruppo la struttura attuale delle norme è efficace, ma è necessario fare un po’ di ordine. Il regime di gestione concorrente dovrebbe essere mantenuto per garantire la fiducia reciproca e l’appropriazione degli obiettivi comuni in materia di crescita e occupazione. Ma le norme più semplici sono quelle il cui numero è limitato: il gruppo suggerisce quali contenuti sopprimere o ridurre drasticamente. Bisognerebbe armonizzare le norme dei diversi fondi e strumenti dell’UE per quanto riguarda gli aiuti di Stato, gli appalti pubblici e i metodi di rimborso dei costi, in modo da agevolare le sinergie e consentire ai beneficiari di presentare domanda presso diverse fonti di finanziamento dell’UE per uno stesso progetto. Se si applicassero ad esempio le stesse regole nel quadro della politica di coesione e del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), si agevolerebbe l’accesso al sostegno per le piccole imprese. Dovrebbe essere messo a disposizione degli Stati membri e delle regioni un quadro ancora più semplice, a condizione che soddisfino alcuni criteri: sistemi di gestione e di controllo affidabili, cofinanziamento nazionale rilevante per incentivare una gestione sana della spesa, identificazione delle principali riforme strutturali da attuare ed enfasi su un numero limitato di settori prioritari per produrre risultati.
Il gruppo suggerisce dunque di limitare le norme dell’UE alle priorità strategiche di investimento e ai principi di spesa. I finanziamenti dell’UE sarebbero erogati tramite i meccanismi amministrativi nazionali esistenti e l’attività di audit della Commissione sarebbe limitata. Lo Stato membro e la Commissione si accorderebbero sulle riforme strutturali da realizzare e sui risultati concreti che danno diritto ai rimborsi.
La semplificazione si è già dimostrata uno strumento molto valido: il Commissario Oettinger ha presentato oggi tre relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’UE per l’esercizio 2016. Uno degli insegnamenti che se ne possono trarre è che le norme dell’UE semplificate favoriscono l’utilizzo efficace e corretto dei fondi UE da parte delle autorità locali, degli agricoltori e delle imprese. Nella stessa ottica, nel settembre 2016 la Commissione ha proposto di semplificare le regole in base alle quali gli Stati membri e gli altri beneficiari ricevono i finanziamenti dell’UE.
La Commissione europea ha istituito il gruppo ad alto livello nel 2015 allo scopo di individuare le opportunità per eliminare le inutili complessità delle norme della politica di coesione, in vista sia della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, a cui il gruppo ha contribuito in misura significativa, sia della riflessione sul quadro di bilancio post 2020. Il Presidente del gruppo ad alto livello, Siim Kallas, è stato Vicepresidente della Commissione europea responsabile per gli Affari amministrativi, l’audit e la lotta antifrode e responsabile per i Trasporti. Oltre alle conoscenze acquisite sui fondi dell’UE, i mandati esercitati da Siim Kallas come Primo ministro e Ministro delle Finanze dell’Estonia gli hanno consentito di sviluppare una prospettiva unica su come abbinare al meglio il sostegno finanziario dell’UE alle riforme sul terreno per realizzare la crescita economica. I dodici membri del gruppo ad alto livello rappresentano le autorità nazionali e regionali e il settore privato. Hanno tutti esperienza personale nella gestione dei fondi dell’UE e idee innovative per riformare il sistema.

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“Agricoltura del domani: le alternative concrete per il futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

locandina.pngRoma. 14 luglio, dalle 15 alle 19,30, in sala della Lupa a Montecitorio. Ci sono diverse teorie su cosa mangeremo nel futuro: dagli insetti alla carne artificiale creata in laboratorio, per far fronte alla crisi alimentare globale provocata da modelli industriali e di consumo insostenibili a cui si aggiunge la sfida di una popolazione mondiale di 9 miliardi di persone nel 2050. Prima di pensare a nuovi alimenti da consumare, bisogna innanzitutto liberare quelli attuali dai pesticidi, rendendoli ecosostenibili, rispettosi della biodiversità e della salute umana. Durante il convegno i nostri portavoce, insieme agli esperti del settore, spiegheranno come avviare questa trasformazione attraverso un percorso di medio-lungo termine a partire da alcune soluzioni concrete già in uso.Per garantire standard qualitativi al consumatore, che predilige sempre più un Made in Italy di qualità (nell’ultimo anno solo in Italia sono aumentati del 20% i prodotti biologici venduti), occorre cambiare il paradigma su cui si regge l’attuale modello di produzione, che favorisce le lobby dell’agrochimica e la grande industria a scapito degli agricoltori, sempre più poveri. Una situazione che rischia di aggravarsi con gli accordi internazionali di libero scambio già in vigore o in via di approvazione, come il Ceta.
Interverranno:i parlamentari 5stelle Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Mirko Busto, Elena Fattori e Paolo Parentela; Patrizia Gentilini, medico oncologo di ISDE- Medici per l’Ambiente; Alberto Mantovani, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità ed esperto dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare;
Carlo Grignani, professore di Agronomia all’Università di Torino;
Simone Vieri, professore di Economia all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Fabio Taffetani, ordinario di botanica, direttore Orto botanico, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Politecnica delle Marche
Paolo Maria Mosca, risicoltore ed agronomo sperimentatore che ci parlerà della risicoltura sostenibile e biologicaPasquale De Vita – CREA FoggiaGiuseppe Cilento – Presidente Cooperativa agricola Nuovo CilentoGiusto Giovannetti, microbiologo al CCS Aosta. Domenico Tringale, direttore di Aam Terra Nuova, moderatore dell’evento. (foto: locandina)

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