Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Siciliani giovani: Uno sguardo al futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

L’Italia ha dato al mondo il fascismo e la mafia, ma anche l’antimafia e la resistenza: Mussolini e Andreotti, ma anche Pertini e Borsellino. Non rimuoviamo la vergogna e non dimentichiamo l’onore.Noi non abbiamo sogni, non lamentele, non critiche da fare – ora – ai politici che ci hanno portato qui: ci sarà tempo per parlarne. Ora bisogna semplicemente guardarci in faccia, decidere – ciascuno – cosa vogliamo fare e agire di conseguenza. Qua ai “Siciliani” la cosa è semplice: noi lotteremo contro il potere mafioso che ha, riammazzando Falcone, riconquistato Palermo.Ai nostri amici antichi, ai vecchi compagni di strada, diciamo che noi siamo sempre qui, e saremmo più forti se ci fossero anche loro. Ai nostri giovani amici, che amano le belle idee ma non hanno tempo per lavorarci, diciamo che oggi è il momento in cui, col rischio e la fatica, possono diventare davvero uomini e donne. Il popolo siciliano, coi suoi acclamati mafiosi e i suoi buffoni, attraversa oggi uno dei momenti più bassi della sua storia. L’Italia, cent’anni dopo, ritrova la sua povera tana nella paura degli altri e nell’egoismo. “Eppure – diranno gli storici – non eravate soli. Fascisti voi, ma fascisti pure paesi civilissimi come gli svedesi”. I russi e i fratelli ucraini, che morirono in massa per fermare il nazismo, hanno svastiche e rune nelle loro file. L’America che combattè per liberare i neri e stroncare Hitler ha molti che rimpiangono la schiavitù e il razzismo. L’ignoranza del povero e l’egoismo del ricco si sposano, a nord a sud, per infelicitare la vita. A questo buio che si allarga per coprire il cielo, opponiamo i nostri semplici corpi e la nostra vita. Vogliamo vivere, studiare, crescere, lavorare, viaggiare, amare, essere amati, fidarci dei nostri padri, sorridere ai nostri figli: tutto qua. E siamo decisi a muoverci per non dover rinunciare a tutto questo.Sicilia buco del mondo, Sicilia dei morti di mafia, Sicilia dei ragazzi di Fava e di Borsellino. Sicilia feroce e povera, Sicilia di dignità e di bandiere. Sicilia con la valigia di cartone, Sicilia con la lupara e le bombe. In questo piccolo mondo, nella disgrazia di oggi e nell’amore di ieri, si concentra tutto. E non servono più parole.

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Andiamo a votare guardando al presente e pensando al futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it ci ha resi partecipi di una sua approfondita riflessione sugli eventi politici odierni che riteniamo interessante per noi elettori che domani andremo a votare ma anche per chi pensa di astenersi per convincersi del contrario: “Questa campagna elettorale non solo è stata pessima nei contenuti e deprimente nella modalità, ma anche molto noiosa per via di pronostici che ne hanno reso prevedibile l’esito, come un libro giallo che svela il nome dell’assassino già alla prima pagina. Mi sbaglierò – e nel caso farò pubblica ammenda – ma ho sempre avuto l’impressione, e a maggior ragione ce l’ho oggi alla vigilia del voto, che invece il romanzaccio della politica italiana sia pronto a riservarci molte sorprese. Che usciranno direttamente dalle urne, ma anche e soprattutto da quel che accadrà subito dopo. E provare ad ipotizzarle, queste sorprese, può indurre chi ha delle certezze su cosa fare domenica (beati loro) a farsi qualche domanda, ma anche aiutare chi è ancora incerto a decidere se andare ai seggi e, nel caso, scegliere chi votare. Provo a schematizzare informazioni e ragionamenti. 1) Da quando nei giorni scorsi è scattata la cosiddetta “tagliola”, cioè la regola (assurda) che vieta la pubblicazione di sondaggi nelle ultime due settimane prima del voto, nella Roma affamata di indiscrezioni su quel che succederà è cominciata a circolare sotto traccia una quantità industriale di ricerche demoscopiche, vere e tarocche, attendibili e fasulle. Al di là del malcostume, che Antonio Polito ha giustamente fustigato sul Corriere della Sera, il fatto che i numeri riportati per ciascun partito siano significativamente diversi l’uno dall’altro, ben oltre la classica forchetta di quattro punti, la dice lunga sulla capacità divinatoria dei sondaggi. Di conseguenza, evitiamo di farcene condizionare al momento del voto. D’altra parte, non sarebbe la prima volta che le urne smentiscono le previsioni della vigilia. 2) Si continua a ragionare sulle percentuali di voto, mentre la cosa più importante è l’attribuzione dei seggi. E per effetto dei complicati marchingegni della legge elettorale, per di più con modalità di conteggio diverse tra Camera e Senato, non è detto che le due cose – percentuali e seggi – vadano di pari passo. Per esempio, un 10% concentrato territorialmente può rendere in termini di numero di parlamentari più di un 15% equamente spalmato su tutto il territorio nazionale. Questo vale soprattutto per i seggi assegnati con il sistema maggioritario (uninominale), che ammontano (escludendo dal calcolo i parlamentari eletti all’estero) a 147 deputati su 392 e a 74 senatori su 196. 3) Finora, l’ipotesi che la maggioranza assoluta dei seggi toccherà alla coalizione di destra-centro (cominciamo a chiamare le cose con il loro vero nome), sondaggi a parte, è derivata da un dato incontrovertibile, e cioè che sul fronte opposto la coalizione non c’è. Anzi, ci sono tre forze in competizione tra loro. E che, di conseguenza, la gran parte dei collegi uninominali, dove basta un voto in più per vincere, non può che andare a chi si presenta unito. 4) Nel concreto, se è vero che i 5stelle stanno recuperando una parte del consenso che sembravano aver perduto, e se è altresì fondata l’ipotesi che tale recupero si stia concentrando al Sud – cosa fondata nella misura in cui per lo più si tratta di un “voto di scambio legalizzato” derivante dai percettori del reddito di cittadinanza, appunto concentrati in alcune zone del Meridione – ne deriva che su una parte di quel 37% di seggi che sarà assegnato con l’uninominale Conte è più competitivo di quanto non si sia fin qui immaginato. A scapito del destra-centro. 5) È difficile dire con esattezza di quanti seggi stiamo parlando, ma una cosa potremmo dare per acquisita: mentre alla Camera lo spostamento non inciderà sul risultato finale, al Senato – la cui base di calcolo è regionale – l’effetto potrebbe essere significativo. Naturalmente molto dipenderà da quanto Giorgia Meloni e alleati prenderanno al proporzionale: più sarà alta la percentuale, meno servirà all’apporto della quota uninominale. Per esempio, se la somma della coalizione con il proporzionale fosse 42%, al maggioritario dovrebbe conquistare almeno il 65% dei seggi (cioè 48 su 74 al Senato) per avere la maggioranza. Ma sarebbe risicata, e quindi fragile. Mentre per essere al riparo dalle transumanze parlamentari sempre in agguato, al Senato la maggioranza deve raggiungere quota 115-120 (su 200, non contando i senatori a vita). Il che significherebbe conquistare oltre l’80% dei 74 seggi uninominali. E al Sud ci sono 31 di quei 74 collegi. Ora, la remontada di Conte, supponendo che sul piano nazionale lo attesti al 17-18% dei voti, ma concentrati da Roma in giù (nel 2018 al Sud prese il 43% dei voti e conquistò l’83% dei seggi), è difficile ma non impossibile che metta in minoranza il destra-centro (sempre di Senato stiamo parlando, ma è lì che si gioca la partita vera). Tuttavia, può anche ridurgli da comoda a ristretta la maggioranza. Con tutto quel che può significare sul piano degli equilibri parlamentari. 6) Il significato politico di una tale circostanza è evidente: Conte potrà dire di aver salvato il Movimento ormai ex grillino, potrà intestarsi il ridimensionamento (parziale o totale) del destra-centro e, consigliato dal suo amico Massimo D’Alema, potrà mettere in difficoltà Enrico Letta. Specie se il risultato del Pd dovesse rivelarsi deludente e comunque non distante da quello dei 5stelle. Questo spingerà le componenti del Pd da sempre in sintonia con Conte e che hanno maldigerito il mancato accordo elettorale con i 5stelle ad aprire un fronte di immediato raccordo politico-parlamentare con l’avvocato del popolo, costringendo Letta a scegliere tra l’abdicazione a favore di una linea politica non sua o la resa, con relative dimissioni. È presto ora per dire cosa accadrà, ma è possibile che tra le sorprese del dopo elezioni ci sia anche una frattura tra le due anime dei Democratici, con una aggregazione a sinistra (butto lì un po’ di nomi: Conte, D’Alema, Bersani, Fratoianni, Bettini, Orlando, forse Zingaretti, ma anche Landini e Santoro) e un’altra riformista che metta insieme la parte più moderata del Pd con il duo Calenda-Renzi e i tanti fuoriusciti (vedrete quanti…) da Forza Italia. Scenario che non si verificherebbe, o comunque avrebbe tempi lunghi e una gestazione molto complessa, se invece i 5stelle stessero ben sotto il 15% e il Pd ben sopra il 20%. 7) La scena del comizio unitario di Meloni, Salvini e Berlusconi nella romana piazza del Popolo non tragga in inganno. Quella del destra-centro è solo una coalizione elettorale che ha retto faticosamente alle forzature della propaganda ma che non potrà trasformarsi in una duratura coalizione politica. Lo rendono impossibile la palese diversità di vedute su quasi tutti i temi dell’agenda politica, l’incompatibilità assoluta dei due leader maggiori e l’ormai evidente inconsistenza del terzo (diciamo per ragioni anagrafiche, giusto per evitare polemiche). Ma soprattutto, a fare da discrimine c’è la posizione su Putin e il sostegno (anche militare) all’Ucraina da parte di Salvini e di Berlusconi (delirante l’ultima uscita sull’argomento), che Meloni, salvo suicidarsi prima ancora di cimentarsi al governo, non potrà avallare e che comunque troverà nel presidente della Repubblica una barriera insormontabile. Così come l’Europa non potrà non chiedere conto alla leader di FdI del suo rapporto con Orban: l’Italia nel contesto comunitario è il terzo lato dell’asse franco-tedesco, o entra nella banda di Visegrád? 8) Ma c’è un altro fattore, fin qui non considerato dagli osservatori, che agiterà le acque nel destra-centro. L’accordo sottoscritto al momento della formazione del cartello elettorale ha previsto una partizione dei seggi “sicuri” (lo so che è brutto da dirsi, ma purtroppo quella schifezza di legge elettorale che abbiamo consente, anzi implica, questa spartizione decisa a tavolino dai capi partito) basata su una previsione di rapporti di forza che probabilmente le urne non confermeranno. Nel senso che FdI avrà più voti del previsto, mentre Lega e Forza Italia meno, o forse anche decisamente meno. Ergo, Meloni risulterà sottorappresentata e gli altri due sovrarappresentati. E questo fatto non potrà che aggiungere fibrillazione a fibrillazioni, favorendo il passaggio da un fronte all’altro dei parlamentari eletti. Senza contare che, se tutto questo si verificasse, significherebbe che Salvini e Berlusconi avrebbero registrato un risultato politico deludente, e che, di conseguenza, potrebbero aprirsi due fronti sanguinosi: la resa dei conti nella Lega e la grande fuga da Forza Italia. Casino nel casino. 9) Ultimo elemento di valutazione riguarda il cosiddetto Terzo Polo. I lettori di TerzaRepubblica sanno da quanto tempo predico la necessità di un polo terzo nel senso non solo di non schierato né a destra né a sinistra, ma anche di radicale contestatore del bipolarismo italico. Dunque, per essere credibile chi si fregia di questo titolo non può diventare tale all’ultimo momento solo perché non è riuscito (poco importa di chi è la colpa) a fare gli accordi giusti con una delle due parti in gioco. Purtroppo, invece, questa è la storia del duo Calenda-Renzi, matrimonio dell’ultima ora tra due che si odiano e che faranno un’enorme fatica a restare insieme anche se avranno, come è probabile, un buon successo. Detto questo, è fallace l’obiezione che si fa comunemente circa il fatto che il consenso dato a loro è un “voto inutile”. Sia perché non essendoci più il bipolarismo viene meno l’assunto. Sia perché, per tutte le ragioni che ho esposto fin qui, è alta la probabilità che il 26 settembre ci si presenti uno scenario a dir poco complicato e che in quel contesto una forza intermedia potrà risultare preziosa. Scrivevo il 2 marzo del 2018, alla viglia delle scorse elezioni politiche: “La campagna elettorale è stata pessima. Anzi, paradossale, con i partiti che hanno fatto a gara a chi promette di più in un clima di assoluto scetticismo e generale indifferenza che ha reso quelle lusinghe inutili se non addirittura controproducenti. Lo spettacolo di liste di candidati piene di mezze figure e di dilettanti allo sbaraglio è stato a dir poco indecoroso. La sensazione più diffusa nel paese è che l’esercizio del voto, complice una legge elettorale maledetta, sia inutile…”. Quattro anni e mezzo dopo non ho da cambiare una virgola, salvo considerare che al peggio non c’è mai fine e che il passare del tempo ha aggravato la crisi del nostro sistema politico e istituzionale. Tema nodale su cui l’imbarazzante silenzio generale è stato rotto solo dalle voci di due Grandi Vecchi, entrambi presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Giuliano Amato e Sabino Cassese: il primo ha definito la nostra “una democrazia malata, che certo non possiamo curare con l’autoritarismo”. Il secondo ha denunciato la perniciosità della legge elettorale con cui voteremo, che “ha introdotto nel nostro ordinamento una formula sbagliata che costringe le forze politiche sia a competere sia a cooperare, con i risultati schizofrenici che sono sotto gli occhi di tutti”. Capisco, cari lettori, che di fronte alla cruda verità di queste parole possiate avere la voglia, domenica, di restare a casa. Ma non risolvereste niente. Il nostro paese è in seria difficoltà, e la guerra e le sue varie conseguenze non potranno che aggravarla nei prossimi mesi. È dunque necessario sforzarsi di fare una scelta. Quale non spetta a me dirlo. Posso solo richiamare alla vostra memoria le analisi che qui vi ho offerto e consigliarvi di evitare estremisti, populisti, sovranisti-nazionalisti, giustizialisti. Si dirà: ma così non ci rimane nessuno. In effetti… Ma forse, applicando la regola del “meno peggio”, qualcosina si trova. Buon voto.”

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Le incognite del futuro sono maggiori di quelle di quando eravamo giovani noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

By Donato Speroni, Nel suo intervento alla Luiss di Roma, sul tema “Una politica economica a misura dei giovani”, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha mostrato piena consapevolezza delle difficoltà che le nuove generazioni devono affrontare e ha esortato ad acquisire pensiero critico e nuove competenze. Prepararsi al futuro è una grande sfida e non a caso, tra le proposte del decalogo presentato dall’ASviS alle forze politiche e discusso nell’incontro di lunedì 12, quella relativa alla creazione di un istituto per il futuro ha avuto grande attenzione. Che significa studiare il futuro? Stiamo uscendo (speriamo) da una crisi totalmente imprevista, la pandemia, che ha segnato tutto il mondo per oltre due anni. Ne viviamo un’altra, anch’essa imprevista, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, che comunque vada cambierà la geopolitica. Ne incombe un’altra ancora, la crisi climatica, che politici e opinione pubblica faticano ad affrontare nella sua ormai sicura gravità. Ci viene detto che il ghiacciaio antartico Thwaites, grande quanto la Florida, potrebbe sciogliersi rapidamente provocando un aumento dei mari da uno a tre metri e noi non facciamo un plissé. Ma è solo un esempio tra i tanti. Sappiamo che le risorse idriche saranno sempre più preziose (ne abbiamo parlato nel focus di futuranetwork di questa settimana), ma sono oggetto di manovre geopolitiche più che di uno sforzo congiunto per utilizzarle al meglio. Forse siamo diventati più resilienti, pronti (o rassegnati?) a sfide che riteniamo inevitabili, ma non si può dire che siamo sereni. Uno studio appena pubblicato dalla Gallup (Blind Spot: The Global Rise of Unhappiness and How Leaders Missed It) ci parla della “crescita globale della infelicità”. Ma attenzione: l’insieme di “rabbia, stress, tristezza, dolore fisico e preoccupazione”, cioè le componenti dell’infelicità, ha cominciato a crescere nell’insieme dei Paesi indagati fin dal 2011, quindi ben prima della pandemia. (abstract)

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Scuola: Voce agli insegnanti per immaginare la mensa del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Gli insegnanti, grazie alle loro conoscenze e competenze, ricoprono un ruolo cruciale per la crescita dei bambini e secondo CIRFOOD sono alleati importanti nel creare un contesto educativo in pausa pranzo, durante la quale apprendere corretti comportamenti nutrizionali e imparare a condividere con i compagni il piacere di stare a tavola. Alcuni dati salienti emersi dall’indagine: Per il 60% degli insegnanti il pasto a scuola rappresenta un momento di relazione e piacere, un’importante occasione di convivialità (55%) e educazione (43%) per i più piccoli. La relazione con gli alunni durante il pasto è considerata uguale (52%) e – per il 40% degli insegnanti migliore – ovvero più felice e positiva, rispetto alle ore di lezione, anche grazie a un confronto ancor più empatico dato dalla libertà di chiacchierare, di muoversi e di socializzare. Per i docenti, la pausa pranzo a scuola costituisce un contesto all’interno del quale i bambini possono socializzare fra loro (96%), accrescere la propria autonomia (91%) e trovare momenti di collaborazione con gli altri (80%). Il pasto a scuola rappresenta anche un’occasione educativa (88%) e un’opportunità di crescita e sviluppo dei bambini (84%). Secondo i docenti la mensa del futuro dovrà valorizzare ulteriormente gli aspetti educativi della pausa pranzo e in particolare quelli legati alla sostenibilità. I docenti, infatti, valutano positivamente le iniziative che prevedono l’introduzione di bag antispreco per dare una seconda vita agli alimenti non consumati a tavola e l’uso di brocche o erogatori di acqua per ridurre l’utilizzo della plastica

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Festival del Futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Verona. Torna nel 2022 con un programma più ampio e interessante, una più potente piattaforma tecnologica e una rinnovata formula ibrida. Giunto alla quarta edizione, l’evento si svolgerà dal 24 al 26 novembre nelle sale del Palazzo della Gran Guardia di Verona, nella centralissima Piazza Bra, e sarà preceduto da due eventi preparatori che avranno luogo a Vicenza e Brescia. Il Festival, promosso dal Gruppo editoriale Athesis, da Harvard Business Review Italia e dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d’Impresa, potrà essere seguito in presenza ma anche in streaming, come negli anni passati in cui oltre mezzo milione di visitatori unici – manager, imprenditori, studenti e ricercatori – ha seguito i lavori. Il programma prevede la partecipazione di oltre 60 esperti di altissimo profilo, che affronteranno i temi più attuali in tutti i principali campi d’indagine: tecnologia, economia, finanza, lavoro, società, sanità, geopolitica, alimentazione, energia e ambiente.Ad anticipare la manifestazione di novembre saranno i due eventi Aspettando il Festival del Futuro. Il primo dei due appuntamenti, dal titolo L’industria che verrà – Dall’AI al 3D: ricerca, automazione, fattore umano, si terrà mercoledì 28 settembre presso LABA, Libera Accademia Belle Arti di Brescia; il secondo, intitolato H/2O Idrogeno & Acqua – Da risorsa da proteggere a risorsa del futuro è in programma invece per mercoledì 26 ottobre a Vicenza.

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Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2022

Da anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che lasciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto. Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Ma spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi timori sul futuro del nascituro e si chiedeva se avesse fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo. Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione su-scita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. È la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

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I bambini ascoltano e prevedono quando succederà nel futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2022

Padova. Quando percepiamo suoni o individuiamo immagini l’attività del cervello non è tutta utilizzata per elaborare le caratteristiche fisiche e i significati che ne scaturiscono. Al contrario solo una piccola parte della nostra attività cerebrale (dall’1 al 5 % circa) si “mobilita” in risposta ad eventi esterni, nel restante 95% il cervello è continuamente coinvolto nel formulare predizioni probabilistiche sugli eventi che si potrebbero verificare nell’ambiente.Queste ipotesi vengono poi sistematicamente, e spesso inconsapevolmente, confrontate con la realtà in maniera da arrivare a una corretta interpretazione di ciò che si è sentito o veduto. Ma da che età siamo in grado di predire ciò che accadrà nell’ambiente a seconda di ciò che percepiamo? Il team di ricercatori dell’Università di Padova nello studio dal titolo “Face specific neural anticipatory activity in infants 4 and 9 months old” pubblicato sulla rivista «Scientific Reports» ha per la prima volta risposto a questa domanda. Supponiamo che qualcuno bussi alla nostra porta. Prima ancora di conoscere chi entrerà sappiamo che si tratta di una persona e non, ad esempio, di un cane. Successivamente, una volta che il soggetto ha varcato la soglia, il nostro cervello si organizzerà in modo da focalizzarsi su alcuni elementi cruciali per l’interazione sociale come l’espressione del viso, la postura del corpo e l’intonazione della voce per capire, in un batter d’occhio, se l’interlocutore è una persona amichevole o no. Il cervello funziona quindi in maniera predittiva, ma, cosa più importante, è in grado di pre-attivarsi innescando network neurali specifici sulla base della natura dello stimolo atteso. Ipotizzare cosa riserva il futuro ci permette di ottimizzare le nostre risorse mentali e fisiche per reagire meglio e più velocemente agli eventi, aumentando le nostre probabilità di sopravvivenza. Ovviamente non si tratta di premonizione, ma di processi che si basano su eventi fisici naturali come, ad esempio, la regolarità sensoriale di alcuni stimoli ambientali (un ritmo musicale o un movimento ripetitivo) o l’apprendimento associativo tra situazioni che tendono a presentarsi insieme (il “toc toc” alla porta e la successiva comparsa di un viso).«Questo ciclo continuo di predizione-verifica-aggiornamento è noto in letteratura come predictive brain e definisce il sottile equilibrio che regola l’interfaccia tra il nostro mondo interiore e tutto ciò che è esterno a noi. Nonostante la significativa importanza del nostro cervello predittivo – dice il Professore Giovanni Mento del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli studi di Padova e primo autore dello studio – nessuno studio finora aveva investigato il suo sviluppo nei primissimi mesi di vita. In questa ricerca è stata ricostruita l’attività cerebrale in tre classi di soggetti – adulti, bambini di 9 mesi e piccoli di 4 mesi – a partire dalla loro attività elettrica corticale (EEG) durante la presentazione di volti o di oggetti rispettivamente preceduti da una voce umana o da suoni non umani. I risultati suggeriscono che anche nel gruppo dei bambini di 4 mesi si rileva un’attivazione neurale che rispecchia la capacità di anticipare l’evento a seconda del suono sentito. In altre parole, il semplice suono di una voce umana è in grado di pre-attivare i circuiti neurali coinvolti nella percezione visiva dei volti circa un secondo prima di vederli comparire su uno schermo».«È la prima dimostrazione scientifica che i bambini molto piccoli possono prepararsi all’incontro di stimoli socialmente rilevanti come nel caso dei volti attivando i meccanismi neurali sottostanti che serviranno ad elaborare i volti ancora prima della loro effettiva presentazione – sottolinea la Professoressa Teresa Farroni, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socialiazzazione dell’Università di Padova che ha supervisionato il progetto di ricerca –. Questa competenza precoce costituisce un prerequisito fondamentale nello sviluppo dell’essere umano al fine di garantire fin da subito la possibilità di comunicare con altri consimili».

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Leonardo, presagi dal futuro: tra storia e fantasy

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

Gli autori, Valerio Di Piramo e Cristian Messina, hanno studiato bene il periodo storico in cui visse Leonardo da Vinci. Ambientato nel XV secolo, il romanzo esamina la vita del giovane Leonardo, mettendolo di fronte a un mistero inspiegabile proprio nel periodo in cui il più grande genio dell’umanità si sta formando nella bottega di Andrea Verrocchio; qui avviene l’incontro con il famoso scienziato, cartografo e astronomo Paolo Dal Pozzo Toscanelli, incontro che cambierà la vita di entrambi.La narrazione di Messina e Di Piramo, noti autori e registi teatrali che insieme provano a solcare la strada della letteratura, si sviluppa proprio negli anni tra il 1474 e il 1478, quelli in cui del giovane Leonardo si perdono le tracce nelle cronache fiorentine. L’insolito ritrovamento di un vecchio libro con delle misteriose parole incise sulla copertina, l’incontro di Leonardo e Cornelius e il disegno di una misteriosa macchina, sono l’incipit di un romanzo che si sviluppa dentro le leggiadre movenze del fantasy, inserito in un contesto storico che i due autori descrivono minuziosamente: la Firenze di Lorenzo e Giuliano dei Medici e i loro rapporti con il cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI.Firenze di fine 1400, è dunque il contesto storico da cui si dipana una narrazione avvincente e intrigante, esattamente come fu per Manzoni la Milano del 1630. Dalle quartine di Nostradamus si diparte un fantastico racconto che, per mezzo di una misteriosa macchina, trasporta i protagonisti in vari momenti storici del futuro. Il racconto narra storie chiare e decisive che avvengono in varie epoche. Dal viaggio di Cristoforo Colombo nelle Americhe alla Rivoluzione francese di Robespierre; dalla fumosa Londra di Isaac Newton alla ingloriosa fine del Terzo Reich di Adolf Hitler, per finire in un mondo ormai ridotto alla catastrofe, dove l’umanità è minacciata ed è quindi costretta a sopravvivere giorno dopo giorno. Tutte le vicende sono narrate con rigorosa attenzione ed un occhio sempre rivolto ai reali fatti storici; le pagine finali restituiscono al lettore una nuova visione dell’intero romanzo, dove tutti i misteri dei viaggi temporali hanno finalmente ragione di esistere. Il libro, dunque, altro non è se non una meravigliosa avventura immersa nella magia del tempo; pur lasciando aperti alcuni interrogativi, restituisce alla dolcezza degli occhi di un bambino la salvezza dell’umanità, in una storia avvincente e fantasiosa. E se per Manzoni la fede rappresenta la strada verso la giustizia e la redenzione morale, per gli autori è la forza dell’uomo e dei suoi valori ad essere portatrice di un messaggio di speranza per la salvezza dell’umanità. Il libro “Leonardo, presagi dal futuro” è disponibile su Amazon.

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L’irriverente sfascista disegna il futuro prossimo con il governo di centro destra

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

By Vincenzo Donvito Maxia. Non sappiamo se rifaranno un governo o si andrà ad elezioni e, quindi, per esempio, alcune cose in sospeso di cui c’è tanto bisogno, tipo legge concorrenza, andranno alla prossima legislatura. L’irriverente non è un politologo, ma un semplice osservatore. Che si impegna a fare alcune ipotesi per un governo con nuova maggioranza, facendo tesoro dei motivi per cui – sembra – sia stato sfiduciato Mario Draghi. Vediamo bene, per esempio, il capoccia dei tassisti ai Trasporti e il boss dei balneari al Turismo. A Roma niente termovalorizzatore (tra i “casus belli” per la caduta del governo Draghi), il Sindaco viene mandato a casa e la città commissariata (decisione del nuovo ministero Interni espressione del nuovo governo) con un 5Stelle che usa i fondi del Pnrr (sperando che a Bruxelles non se ne accorgano) per una vagonata di Tir che mandano i rifiuti all’impianto di ossicombustione di Gioia del Colle (Ba) considerato una vera alternativa dai grillini che, però, avendo fatto male i calcoli (o non avendoli fatti – non riescono a farli smaltire occupando la cittadina pugliese con tir e rifiuti in ogni angolo: l’impianto è piccolo e sperimentale.Il senatore leghista Simone Pillon al dicastero della Famiglia, ex-aequo Salute, e condiziona l’esistenza del governo al ritorno della pratica abortiva a reato contro la stirpe, divieto dei rapporti omosex fra maschi e istituzione di cliniche nordcoreane per cura obbligatoria a chi manifesta tendenze o simpatie lgbtqi+.Conferma, invece, per il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, sì che possa continuare con meno intoppi le politiche di accordi economici con la Russia di Putin. Novità al ministero degli Esteri, Matteo Salvini che, forte della sua toccante e proficua esperienza fatta in passato al ministero degli Interni, deve solo proseguire. A Salvini viene anche affidato ex-aequo il nuovo ministero dell’Immigrazione.Presidente del Consiglio, per la prima volta una donna, l’on. Giorgia Meloni, con a capo del suo gabinetto l’esponente di Forza Nuova Roberto Fiore, che svolge anche le funzioni di ministro dell’Interno: primo provvedimento la chiusura di tutte le case del popolo e Società di Mutuo soccorso (SMS) (molto diffuse in Toscana ed Emilia Romagna), sostituendole con centri Casa Pound.Alla pubblica Istruzione e Università la sen. Daniela Santanché.Inattesa la nomina dell’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio a cui, dopo una scissione dal suo nuovo partito nato durante il governo Draghi, viene affidato il dicastero per i rapporti col Parlamento, unificato con un nuovo dicastero per i rapporti con l’Ue.La novità assoluta del governo è la nomina di un “papa re” che, nelle riunioni presso la sua dimora di Arcore, riunisce i ministri e sottosegretari per le verifiche del caso. In proposito, ma manca ancora una conferma, circola voce che Silvio Berlusconi verrà nominato al ministero di Cultura e Spettacolo.Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it (n.r. Riprendiamo questo articolo di Aduc con qualche perplessità. Forse perchè continuiamo ad illuderci che votare significa fare delle scelte sagge sul modo di governare e di affidare i vari dicasteri non per “censo” o regole spartitorie ad uomini e donne validi e altamente qualificati.)

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Il futuro della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Una grande conquista ottenuta dalla Medicina di Laboratorio è sicuramente la realizzazione di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test porta la firma di Synlab Italia e Maurizio Ferrari, Chief Medical Officer Synlab Italia, lo ha anticipato alla Midsummer School di Tivoli. “Synlab Italia ha partecipato ad una ricerca con il Mount Sinai Hospital di New York e un gruppo di Singapore per la messa a punto di un test molecolare per valutare la risposta T cellulare nei pazienti che hanno avuto contatto con il virus del Sars-Cov-2. È un test rapido e di biologia molecolare che verrà offerto in questi giorni a chi lo vorrà eseguire e sarà molto importante anche per valutare le nuove vaccinazioni. Questo test permette non solo, come quelli classici, di misurare la quantità di anticorpi che la persona ha prodotto dopo la vaccinazione o dopo il contatto con il virus, ma fornisce anche informazioni sulla immunità cellulare, che è molto importante e che ha una memoria più lunga rispetto a quella anticorpale. Quindi sicuramente, questo test porterà un beneficio nella comprensione anche dell’evoluzione di questo tipo di pandemia”. “Tutto ciò ha portato a nuovi approcci diagnostici con definizione sempre più precisa delle patologie, ha permesso anche di avere marcatori prognostici e anche di guidare nuovi approcci terapeutici per arrivare ad una “terapia personalizzata”. “Il paziente vuole che venga fatta la diagnosi sempre più precisa, più rapida e che definisca in modo sempre più preciso di quale malattia è affetto. Siccome sappiano che l’eterogeneità delle malattie è estrema più avremo dati che ci permettono di chiarire la patologia da cui è affetta una persona, tanto più questa persona potrà fare anche terapie più mirate, terapie personalizzate, terapie che funzioneranno sempre più con una diminuzione degli effetti collaterali. Quindi una migliore vita per i pazienti”. “La medicina sarà sempre più integrata, ci saranno dati clinici, dati di laboratorio, ci saranno anche i dati dell’imaging che, valutati congiuntamente con sistemi computerizzati molto performanti, permetteranno di migliorare la diagnosi e quindi la salute delle persone. È chiaro che avremo bisogno di un’informatica sempre più efficiente e sempre più potente. Inoltre, aggiungo che anche il modo di ricevere i dati cambierà, li vedremo online e sui nostri telefonini. In conclusione si può affermare che la Medicina di Laboratorio avrà un futuro brillante e contribuirà a migliorare lo stato di salute dei pazienti”.

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La geopolitica ha un futuro?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

Vincenzo Olita non si sottrae ad una sua visione futuristica che attende il nostro pianeta ma nell’attesa che concretizi il suo pensiero in un articolo provo, sulla base dei segnali che già si avvertono di prospettare uno scenario possibile. Il problema è innanzitutto legato all’eccesso di popolazione che un tempo faceva grande una nazione e ora diventa un peso sempre più gravoso. Le tecnologie che incalzano, la robotica e la ricerca spasmodica di controllare le fonti energetiche ed alimentari a danno delle parti avverse sono altrettanti nodi gordiani difficili da sciogliere. Allorchè centinaia di milioni di persone in tutto il mondo hanno fame e sete diventano una micidiale arma destabilizzante sia nel provocare emigrazioni di disperati fuori controllo sia nell’aggravare la situazione negando loro una qualsivoglia forma di equa ripartizione delle risorse, Il rischio che la situzione possa sfuggire di mano è decisamente dietro l’angolo. La guerra che Putin ha scatenato ha colto questi segnali e li ha messi in conto per destabilizzare le economie e i sistemi politici occidentali. Ha ritenuto che fosse giunto il momento opportuno con un’Europa messa in ginocchio da una pandemia sempre più aggressiva, da milioni di emigranti che premono alle sue frontiere e dalla forte dipendenza dalle fonti energetiche russe che rischiano, se i rubinetti saranno chiusi, di mettere in ginocchio il sistema produttivo industriale e dei commerci che già oggi devono subire l’inflazione che appare fuori controllo anche per opera dei soliti speculatori. E l’Europa è quella dei mercanti che stanno già facendo la fila per blandire lo zar russo e disposti a svendersi anche l’Ucraina pur di salvare i loro commerci. In questo senso Putin ha ragionato bene e una guerra aggressiva e distruttiva non solo di beni ma anche rivolta agli abitanti di quel paese diventa un monito per quanti intendono contrastarlo e l’Europa non solo comunitaria non può permettersi la devastazione sistematica del suo apparato industriale. E ora mi appare profetico quanto mi disse un giornalista ucraino sul finire dello scorso secolo: L’Urss non è morta. Potrà attendere anni ma alla fine ritroverà il nuovo zar capace di riprendersi gli stessi territori che ha dovuto cedere e anche con gli interessi. Allora non fu merito della paventata civiltà occidentale ma di una lotta interna e di potere del sistema comunista. D’altra parte è più facile per Putin e al suo gruppo dominante offire le sue risorse energetiche in cambio di un sistematico controllo degli strumenti produttivi e di trasformazione europei. La democrazia, d’altra parte, ha un prezzo che non tutti in europa si sentono di difendere se va a ledere gli interessi commerciali e affaristici della sua leadership economica e finanziaria. (Centro studi politici della Fidest Direttore Riccardo Alfonso)

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Indagine: “Il futuro della finanza” realizzata da ANDAF

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Stiamo entrando in una nuova era della finanza. L’emergenza sanitaria e il conflitto in atto hanno ridisegnato le priorità delle organizzazioni sempre più alle prese con un’attenta pianificazione del budget sul lungo periodo, su un’approfondita analisi dei dati e su una gestione del rischio che deve garantire adeguati flussi di cassa anche in periodi d’incertezza. Questi e molti altri temi dell’attualità finanziaria sono stati al centro dell’evento Workday Elevate che si è svolto nella giornata di lunedì 6 giugno a Palazzo Mezzanotte a Milano. La manifestazione è stata organizzata da Workday, azienda multinazionale leader nelle applicazioni cloud aziendali per la gestione finanziaria e delle risorse umane. Numerosi gli argomenti economici sul tavolo discussi dal gotha della finanza italiana (erano presenti oltre 200 C Level ed executive delle più grandi aziende italiane) e raccontati attraverso la ricerca “Finanza del Futuro” realizzata da ANDAF e dalla sezione Lombardia (Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari) sempre in collaborazione con Workday. Lo studio ha messo in luce differenti preoccupazione dei dipartimenti finanziari: se, da una parte, la crisi ha messo sotto pressione i CFO, impegnati non solo a fornire numeri e bilanci ma a dare vere e proprie indicazioni operative sul business aziendale, dall’altra è stata vista come un’opportunità per ridisegnare il modello operativo dell’organizzazione finanziaria all’insegna di flessibilità, velocità e un uso migliore dei dati a disposizione.Il 66% degli intervistati della ricerca ritiene che lo spostamento della gestione finanziaria verso una soluzione cloud native fornirà maggiore agilità ai team dei CFO. “Dobbiamo entrare nell’ottica che i CFO oggi hanno un nuovo ruolo strategico contraddistinto da leadership e da una forte collaborazione con i direttori HR e CIO: per questo hanno bisogno di nuovi strumenti digitali, veloci e in grado di fornire in real time report e insight su come si sta evolvendo il business aziendale – spiega Federico Francini, country manager Workday per l’Italia – Durante i periodi complessi, infatti, è difficile prevedere l’andamento del flusso di cassa aziendale: l’incertezza aumenta la necessità di una pianificazione più dinamica, ma questo è possibile solo con strumenti gestionali che possono aiutare l’azienda ad adattarsi velocemente ai nuovi scenari di business”. Il ruolo del CFO sta evolvendo sempre di più in un business partner che fornisce analisi approfondite dei dati e supporta il business aziendale.

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“Meritarsi il futuro: la scuola delle conoscenze e la sfida del domani”

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Maggio 2022

Si è tenuto presso la Sala Zuccari-Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica, il convegno organizzato da Fratelli d’Italia “Meritarsi il futuro: la scuola delle conoscenze e la sfida del domani”. Hanno portato i saluti iniziali i capigruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani. Ha introdotto il dibattito il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi; sono intervenuti poi il senatore Riccardo Nencini, l’on. Paola Frassinetti, il sen. Antonio Iannone, l’on. Federico Mollicone, l’on. Maria Teresa Bellucci, l’on. Valentina Aprea. Presenti ancora il prof. Antonio Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale Presidi, e i rappresentanti delle sigle sindacali Anief, Gilda-Unams, Cisl, Snals, Ugl Scuola, Snadir, FederAta, First Federazione. Modera l’on. Carmela Bucalo, responsabile Scuola di FdI. È intervenuto Marcello Pacifico, che ha parlato delle ingiustizie che spesso colpiscono Ata e docenti: “vogliamo parlare della questione card, non data ai precari e al personale Ata? Oggi in corte di giustizia europea abbiamo vinto, lo stato italiano deve risarcire i precari con mezzo milione di euro; noi stiamo tutelando coloro che decidono di ricorrere e ottenere ciò che gli spetta di diritto. Parliamo di una formazione fatta senza risorse, si fa cassa sempre a discapito dei lavoratori della scuola, soprattutto se precari. Questa è una scelta sbagliata. Le soluzioni ci sono. Perché non si permette ai precari di ottenere una abilitazione? Chi insegna ogni giorno nelle nostre scuole ha diritto a mettersi in gioco rispetto a un ruolo. Così si sta distruggendo la scuola. Per quanto riguarda il sostegno, se ci sono non specializzati che insegnano è per colpa dello stato che non permette a tutti di specializzarsi sul sostegno”.

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Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Il quadro geopolitico odierno e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore, come gli accumuli e l’idrogeno, sono alcuni degli elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC.Alcuni punti chiave, in anteprima •Il 2021 è stato un anno di ripresa per il settore delle energie rinnovabili: in Italia valgono 10,6 GW e 8,2 miliardi di euro; solo il 30% dei progetti è però già autorizzato. Il fotovoltaico resta primo tra le tecnologie. •L’impennata dei prezzi elettrici ha reso sempre più competitivi eolico e fotovoltaico, malgrado gli aumenti dei costi delle materie prime. Nel 2021 il valore medio del LCOE per l’eolico onshore in Europa cresce (+13,4%) per la prima volta rispetto all’anno precedente. In aumento anche i ricavi (+23% sul 2020), il che rende più profittevoli gli investimenti. •Eolico offshore e agrivoltaico si stanno sviluppando anche in Italia, favorendo la crescita delle installazioni più sostenibili e convenienti. •Lo sviluppo delle rinnovabili richiederà crescenti investimenti nelle infrastrutture di rete e negli accumuli per mantenere l’adeguatezza e sicurezza del sistema elettrico italiano. •In tutta Europa crescono le iniziative e gli investimenti nell’idrogeno verde, che tuttavia costituisce ancora una scommessa sul futuro la cui sostenibilità economica non pare ancora scontata nonostante il mutato scenario energetico.

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Alan Friedman: Il prezzo del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2022

Perché l’Italia rischia di sprecare l’occasione del secolo collana i Fari, pp. 400, 20 euro. Qual è il futuro dell’economia italiana? Quanto sarà profondo il danno che la guerra in Ucraina apporterà alla ripresa, e quale sarà l’impatto dell’emergenza energetica sulla transizione ecologica? Le riforme di Draghi basteranno per modernizzare il paese in cinque anni? E quali sono i rischi per l’economia dopo le elezioni del 2023? Ecco alcuni dei quesiti a cui risponde Alan Friedman nel ritratto vivido e profondo di un paese al bivio, una nazione travolta prima dalla pandemia e poi da una situazione geopolitica radicalmente mutata. L’Italia ha le abilità e i mezzi per riemergere più forte dopo anni di crisi, ora deve dimostrare di volerlo davvero. Questi sono alcuni dei quesiti che pone Alan Friedman in Il prezzo del futuro, il primo di tre libri che il giornalista e saggista statunitense pubblicherà con La nave di Teseo. Il prezzo del futuro è una guida per evitare i pericoli e le trappole di un percorso accidentato e imboccare la strada giusta, ma anche per riflettere sul passato e cercare di non ripetere gli stessi errori. Alan Friedman affronta i temi cruciali dell’attualità, tastando il polso dell’economia italiana e interrogando la politica, con un occhio sempre attento ai mutamenti della società. Porta il lettore faccia a faccia con quattro ex premier, otto ministri del governo Draghi e svariate figure chiave del mondo della finanza italiana e internazionale, senza aver paura di allargare il raggio della sua indagine a Bruxelles e a Washington, con interviste ai funzionari di massimo grado della Commissione europea e dell’amministrazione Biden. Ne scaturisce un racconto vibrante e reale, che rivela sotto una luce inaspettata non solo i processi decisionali che modellano la vita quotidiana della popolazione, ma anche le persone, gli uomini e le donne, che queste scelte le fanno ogni giorno.

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Un futuro a prova di cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

A cura di Pauline Grange, gestore investimento responsabile e Jess Williams, analista, investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. La crisi climatica è ormai una realtà in molte parti del mondo. La quantità di eventi meteorologici estremi registrati nel 2021 è stata eccezionale in base a qualsiasi parametro. Le interruzioni lungo le catene produttive sono dovute anche alle condizioni meteorologiche: le inondazioni che hanno colpito Europa, Stati Uniti e Cina hanno colpito le attività logistiche e produttive. La temperatura media globale si sta rapidamente avvicinando a 1,5 °C. I governi si stanno rendendo conto della necessità di proteggere città e popolazioni dagli effetti del cambiamento climatico e di modernizzare le infrastrutture per isolare meglio le città dall’emergenza climatica, accelerando gli investimenti per scongiurare gli scenari peggiori.Poiché si prospetta un aumento delle alluvioni, dovremo rendere città e infrastrutture a prova di esondazione: un recente rapporto pubblicato dalla First Street Foundation rivela che quasi il 25% delle infrastrutture critiche degli Stati Uniti (utility, aeroporti, porti, ecc.) è a rischio di inondazione. D’altro canto, episodi di siccità sempre più gravi metteranno sotto pressione i nostri sistemi idrici e questo, abbinato alla crescita demografica, significa che la scarsità di acqua sarà un problema a cui dovranno far fronte sempre più paesi. Ciò richiederà massicci investimenti per aggiornare le reti idriche obsolete e promuovere il riciclo delle acque reflue. Riteniamo che questo straordinario sforzo di investimento in infrastrutture ed edifici possa creare un super ciclo pluriennale di investimenti di cui molti sottovalutano la portata. In questo momento è quindi fondamentale investire in aziende posizionate per beneficiare dei flussi di capitale green attesi sul mercato.

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Il Futuro del Business Travel

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

Dopo la lunga fase pandemica, che ne aveva causato l’arresto, riprendono con grande slancio i viaggi di affari. Ma come tornare a viaggiare in un contesto profondamente cambiato? Il futuro del business travel sarà sempre più improntato da digitalizzazione, sicurezza, efficienza e sostenibilità, gestendo in anticipo tutti i fattori di incertezza. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro “Il Futuro del Business Travel: L’evoluzione dei processi organizzativi aziendali per i viaggi di lavoro: digitalizzazione, sicurezza, efficienza e sostenibilità” appena organizzato da Confindustria Toscana Sud insieme a Open World Travel, Gattinoni Travel Group, Sicuritalia e Air France. “Chi si occupa di organizzazione di viaggi deve oggi integrarsi con tutti i processi aziendali che riguardano la pianificazione e autorizzazione di una trasferta e per questo motivo deve supportare l’impresa nella preparazione di una travel policy che definisca in anticipo gli standard e le linee guida per il viaggio, garantendo un’armonizzazione delle decisioni e una semplificazione delle autorizzazioni. Questo può essere sostenuto anche da un’attività di coaching all’interno delle imprese che formi i reparti interessati in tema di trasferte di lavoro” ha detto Fernando Donati (Amministratore Delegato di Open World Travel). Nel 2020 il business travel in Italia aveva perso il 63%, passando da 20,6 miliardi a 7,6 miliardi di euro. Precisi segnali di ripresa si sono manifestati soltanto a partire da febbraio di quest’anno. I dati di Assaeroporti confermano che a febbraio 2022 il traffico passeggeri negli aeroporti italiani, con 7.132.420 passeggeri, è cresciuto, limando la differenza rispetto ai valori pre-pandemia a solo – 38,3%. Nel corso del webinar si è parlato di travel risk management, di come garantire la sicurezza fisica e il benessere del lavoratore in viaggio, attraverso il rispetto delle normative e la definizione del duty of care all’interno della travel policy. Infine, segnali positivi sono arrivati da Giovanni Carani (Account manager corporate di Air France-Klm) che ha presentato una ricca programmazione di voli dagli aeroporti italiani a partire dalla stagione estiva, ed ha illustrato i passi avanti in materia di sostenibilità e comfort dei nuovi aeromobili, nonché i vantaggi dei programmi corporate rivolti alle aziende.

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Quale futuro per la professione infermieristica

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

Il futuro della professione infermieristica dei prossimi venti anni per gli oltre 456mila infermieri iscritti agli ordini provinciali si disegna ora. Oltre gli Stati Generali della professione infermieristica che prevedono una consultazione trasparente a cui tutti gli infermieri possono partecipare e che, avviati da poco meno di due settimane hanno già raccolto l’opinione di migliaia di professionisti, si è attivata l’8 febbraio una Consensus Conference che da ora fino a giugno prevedrà un confronto tra le principali istituzioni nazionali e i rappresentanti di alcune associazioni infermieristiche. Obiettivo della Consensus conference sarà l’elaborazione di un position sulla politica della FNOPI in merito allo sviluppo professionale e della formazione. I principali temi discussi saranno: le nuove esigenze del Sistema Sanitario Nazionale per gli infermieri alla luce dell’evoluzione normativa degli ultimi mesi e dai cambiamenti introdotti dal PNRR, con uno sguardo oltre l’emergenza pandemica; l’evoluzione della professione infermieristica e le modifiche delle organizzazioni sanitarie in risposta ai nuovi bisogni di salute della popolazione; la revisione dell’assetto formativo infermieristico in risposta all’emergente fabbisogno formativo di base e specialistico. Su questi argomenti tre gruppi di lavoro della Consensus Conference, a partire dall’8 aprile metteranno a punto un documento di intenti e prospettive che sarà validato da un panel di esperti e istituzioni del settore, ed enti di ricerca, università, ministeri, Regioni, associazioni infermieristiche e cittadini. Il position fornirà un punto di vista condiviso sugli input necessari per ridisegnare la professione infermieristica in Italia anche attraverso la modifica di norme primarie e percorsi formativi universitari e di specializzazione.

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Conferenza sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

Bruxelles. La Plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa dell’8-9 aprile ha discusso le proposte concrete dei gruppi di lavoro. I Presidenti e i portavoce di nove gruppi di lavoro della Plenaria hanno presentato alla plenaria della conferenza le loro proposte consolidate e raggruppate per temi. Le proposte, basate principalmente sulle raccomandazioni fatte dai panel dei cittadini europei, sugli input dei panel nazionali e sulle idee raccolte nella piattaforma digitale multilingue, sono state discusse da tutti i membri della plenaria. I deputati hanno affermato che la Conferenza è un esercizio di apertura e democrazia senza precedenti e lodato il lavoro dei cittadini europei. Hanno poi promesso che il Parlamento europeo farà in modo che le proposte dei cittadini siano prese sul serio. Molti deputati si sono detti d’accordo con la richiesta dei cittadini di modifiche ai trattati e hanno chiesto una convenzione per discutere il tema. Un certo numero di deputati ha suggerito di rafforzare i poteri del Parlamento europeo per coinvolgere maggiormente i cittadini nel processo decisionale dell’UE. In particolare, hanno evidenziato, come richieste principali, il diritto all’iniziativa di bilancio, il diritto di controllo dell’esecutivo attraverso commissioni d’inchiesta, e una piena competenza nel campo della politica estera e di sicurezza. I deputati hanno anche chiesto che le scuole includano l’educazione dei bambini ai valori europei, alla democrazia e alla storia, e al funzionamento dell’UE. Per quanto riguarda le diverse aree politiche, i deputati hanno chiesto un sistema sanitario più forte, che garantisca un livello minimo di assistenza, e un equo accesso alla digitalizzazione per tutti i cittadini, indipendentemente da dove vivono nell’UE. Hanno infine sottolineato l’importanza di una forte dimensione sociale come parte della transizione verde, e la promozione dell’apprendimento delle lingue e della diversità culturale e linguistica.

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Futuro dell’Europa: dibattito in Plenaria sulle proposte dei gruppi di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2022

Strasburgo venerdì 8 e domenica 9 aprile 2022 (incluse le riunioni preparatorie dei gruppi di lavoro e dei caucus politici) presso il Parlamento europeo.Questa sessione plenaria darà seguito al lavoro svolto il 25-26 marzo dalla sessione precedente e dai nove gruppi di lavoro, in cui sono state discusse le proposte preliminari dei gruppi di lavoro.La Plenaria presenterà le proposte finali al Comitato esecutivo, che redigerà una relazione in piena collaborazione e trasparenza con la Plenaria stessa. Per maggiori informazioni sulla composizione, lo scopo e il lavoro della Plenaria, e per scaricare tutti i documenti pertinenti (compreso l’ordine del giorno) del prossimo fine settimana, è possibile consultare la pagina web della Plenaria della Conferenza.La relazione finale della piattaforma digitale multilingue, basata sui contributi dei cittadini raccolti fino al 20 febbraio, è disponibile online.I cittadini possono ancora presentare contributi sulla piattaforma, per permettere al dibattito di continuare online. I contributi presentati dopo il 20 febbraio potranno essere inclusi in una relazione finale dopo il 9 maggio.

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