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Posts Tagged ‘futuro’

L’Italia di ieri e di oggi e con un futuro che tentenna

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

L’Italia sta dinanzi agli occhi del patriota o dello scettico, dell’apostolo o del Giuda, annebbiata dallo sconforto. E’ il Paese che non riesce più a identificarsi con i suoi abitanti. Siamo in questo modo tra due silenzi, il silenzio delle tombe e il silenzio delle stelle: e questa solennità la popoliamo della nostra discorde ed effimera loquacità.
I più non ricordano neppure, anzi non si accorgono, di quest’intima esistenza sacra e la contaminano nelle ambigue vicende giornaliere, sottomettendosi a ciò che trovano sulla terra. Non bisogna certo, con questo intendere, che nella vita occorra essere filosofi nel senso scolastico della parola, o credenti, o anche semplicemente idealisti e studiosi. No. Occorre avere soltanto una pratica coscienza del dovere, umile e disumana parola di magnificenza. In-somma proseguendo nei secoli, sempre più perdiamo il senso della sincerità della vita: l’artificio è misura. Ci reggiamo sui giochi di parole per mascherare l’assenza delle idee; ci aggiriamo sui falsi e contorti sentimenti come sui trampoli. La verità e la franchezza c’inducono ad affermare che l’unità d’Italia fu pagata con la moneta falsa delle promesse e degli inganni. Cavour a Plombiéres forza la mano a Napoleone III ventilandogli l’eventualità che se i mazziniani e i democratici italiani avessero preso l’iniziativa della guerra contro gli austriaci anche gli operai francesi sarebbero insorti contro Napoleone III e poi vi è, per la Francia, la possibilità di aprire ampi mercati in un’Italia unità sotto la bandiera sabauda, alias “cavourriana”. L’ingenuità, la profondità dell’ammirazione e della venerazione, ecco i sentimenti a noi conosciuti. Intanto la sincerità è, afferma Carlyle, la vera caratteristica dell’Eroe. Perciò non abbiamo più da qualche tempo degli eroi. Ne avremo? Maometto e Cristo, Dante e Goethe, Victor Hugo e Carlyle, Lutero e Cromwel, ecco i riassuntori di secoli titanici. Resta una speranza. Chi mai potrebbe negarla sia pure come ultimo gesto, ultimo respiro? La colomba nelle ore vespertine, tornava a Noè, portando un ramo d’olivo di virenti frondule, e Noè comprese che le acque sulla terra erano cessate, che si propagava l’impero della pace.
A messager, che porta olivo,
tragge la gente per udir novelle.
(Purgatorio)
Affinché si possa dire che è tornato:
Il dolce tempo che riscalda i colli
E che gli fa tornar di bianco in verde
Perché gli cuopre di fioretti e d’erba.
(Riccardo Alfonso)

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Il caso Italia tra un occhio che guarda al futuro e l’altro che fa l’occhiolino al passato

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

In altre parole ciò che è deteriore, in Italia, dipende dal fatto che ci troviamo al cospetto di un sistema ben oliato in grado di rendere tutto difficile, se non impossibile, ciò che non fa comodo ai padroni del vapore. Intendiamo con ciò affermare che la classe politica non è oggi in grado di avere la forza sufficiente per competere alla pari con i forti interessi di categoria. Il capitalismo italiano, per esempio, si è innestato nei secoli sulle reti di rapporti familiari. Ciò crea una forma di conservatorismo economico che non permette altri sbocchi. In questo modo ritorniamo sempre al punto di partenza con l’aggiunta di un’altra manciata di leggi che tendono sempre di più a confondere il quadro normativo, già complicato per suo conto, con le sue oltre duecentomila leggi e quattrocento mila regolamenti e disposizioni regionali, provinciali e comunali. Dovremmo considerarle una naturale gerarchia delle fonti, ma non è così. La voglia di chiarire, di spiegare, di precisare, è tale e tanta che alla fine si rischia di tradire non solo lo spirito della legge, alla quale i regolamenti puntigliosamente fanno richiamo, ma di alterarla e di confonderla. Una governance, quindi, volta a imporre una direttiva senza provocare cavillosità d’ordine amministrativo e procedurale è valida, ovviamente, solo se il suo fine è questo e non altro. In tal modo gli italiani si troverebbero al cospetto di un’autorità ben individuabile, disposta ad assumere pieni poteri ma nello stesso tempo “saggia” e “avveduta” nel calarsi nelle fattispecie pratiche. Oggi, per contro, il lobbismo è imperante. Prevalgono gli interessi corporativi rispetto a quelli competitivi. Ognuno cerca di far prevalere le proprie tesi ed è, persino, disposto a fondare un movimento o un partito o una corrente o una fazione, pur d’avere la sua porzione di “audience” tra chi bivacca nei saloni del palazzo. Il risultato è la paralisi politica e istituzionale.
Ecco perché talune “democrazie” sono o sono andate o andranno in crisi. Manca per esse, a un certo punto del loro divenire, il necessario raccordo tra il mandante e il mandatario. Il rischio è evidente: ognuno delle parti usa un linguaggio incomprensibile all’altra, sino a sfociare in un’aperta diffidenza per istituti nati e gestiti soprattutto per la tutela dei cittadini. Così abbiamo un fisco non giusto ma prepotente e vessatore. Così abbiamo una giustizia terribile con i deboli e timorosa con i forti. Così abbiamo una scuola che non riesce a educare per la vita e si arrampica sulla china accidentata delle utopie. Così abbiamo un governo del paese che non sa comprendere le attese e le aspirazioni di un popolo pur avendo da esso avuto il mandato per governare. Ecco perché si parla della crisi di un sistema. Ecco perché si discetta sulle incomprensioni, sul malessere, sulla rivolta di un popolo. Questi, e mi riferisco sempre all’Italia, non è stato nemmeno educato a stare unito per comune identità culturale e geografica d’ideali.
Vi è stata, semplicemente, la pretesa d’individuare un possibile territorio quale area per costituire una specifica sovranità nazionale, a prescindere. (Riccardo Alfonso)

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I secoli che sono riusciti ad aprire una porta sul futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Il XVIII secolo fu il periodo per una svolta significativa, sotto vari punti di vista, per gli Stati e per le popolazioni che vi vivevano. Sino allora le nazioni si erano accresciute tanto lentamente che mancava qualsiasi punto di riferimento per misurare il loro sviluppo. L’inversione di tendenza incominciò dalla metà del Settecento con un grande stimolo nella natalità. Da qui Malthus in Inghilterra, trasse le note deduzioni che consentirono agli storici d’oggi di parlare di una “rivoluzione demografica” dei tempi moderni. Basti pensare che in cinquanta anni la Prussia raddoppiò la sua popolazione. Da qui, probabilmente, partì l’ascesa dell’influenza prussiana dato che gli eserciti, che si schieravano, misuravano la loro potenza nel numero delle forze messe in campo oltre che dal perfezionamento sull’uso del cannone e, più in generale, sull’efficacia dei nuovi armamenti.
Va solo aggiunto che le battaglie di quel tempo mostrarono, almeno agli inizi, l’incapacità dei loro generali di saper cogliere al meglio l’innovazione tecnologica e l’ampiezza distruttrice e il modo d’impiegare tali risorse sul piano pratico. Solo chi seppe per primo rompere tali schemi ebbe la possibilità di sbaragliare l’avversario. Sono, infatti, da manuale le nuove tecniche militari introdotte dagli antichi prima dei romani, e poi da questi ultimi e ancora da Napoleone e ai tempi di Hitler, nella seconda guerra mondiale, e sino ai giorni nostri.
E’ da ricordare, a questo riguardo, che la più antica tattica di combattimento faceva di ogni uomo in armi, una torre metallica che si muoveva con difficoltà e lentezza sul terreno. Ogni guerriero combatteva individualmente, ma ben presto ci si rese conto che occorreva sostituire il guerriero “eroico”, ad armatura pesantissima, con soldati dotati di corazzature leggere sostituendo il cuoio al metallo nelle parti meno esposte. L’evidente debolezza del novello equipaggiamento individuale fu compensata da nuove regole che imponevano solidarietà e reciproco sostegno tra i combattenti mettendoli a spalla a spalla in modo che lo scudo del vicino, in qualche modo, lo riparasse mentre l’impiego di una lunga lancia gli serviva per tenere lontano l’avversario. Si fece, altresì, un uso più pratico della cavalleria per appoggiare e per affiancare la battaglia ingaggiata dalla fanteria. E’ un aspetto che non riguarda solo i combattimenti terrestri ma anche quelli marittimi e la maniera con cui, ad esempio, i musulmani attaccavano le coste italiane, dall’800 d.C. in poi, stabilendo delle teste di ponte, delle colonie, dei campi trincerati da utilizzare come punti di approdo e deposito delle loro rapine. La risposta degli aggrediti non si fece attendere. I paesi si trasformarono. Le terre si coprirono di castelli e di torri, le popolazioni aggredite e rapinate si difendevano non più in campo aperto ma dentro le città fortificate. Riecheggiavano in qualche modo, a distanza di secoli, le difese messe a punto lungo le coste della Normandia, nel XX secolo, dai tedeschi per scoraggiare un possibile sbarco degli alleati dalla vicina Gran Bretagna. In luogo dei castelli troviamo i bunker e dalle feritoie non ci si difendeva con gli archi e le frecce ma con le mitragliatrici mentre l’avversario faceva uso di lancia fiamme, di cariche di esplosivo montate su tubi di ferro e di bombe a mano, da infilare nelle strette aperture, per avere ragione della resistenza degli occupanti. In caso contrario sarebbe stato più difficile neutralizzare casematte corazzate realizzate con colate di cemento armato di grande spessore e ben camuffate per renderle poco visibili sia dal cielo sia al nemico mentre questi avanzava superando un dosso o si accingeva a raggiungere la cima di una collina. Possiamo, allo stesso modo, sostituire le teste di ponte e le colonie degli invasori al lancio di paracadutisti dietro le linee nemiche, e con il supporto dei partigiani, per scompaginare le retrovie e ridurre le potenzialità reattive nei confronti degli assalitori provenienti dal mare. Così mentre parliamo di combattimenti individuali e collettivi, di strategie militari, di tecniche sempre più sofisticate e messe a punto per disorientare il nemico come è accaduto con l’impiego da parte dei cartaginesi, ai tempi di Annibale, degli elefanti per frastornare i soldati romani che si disponevano in combattimento secondo la celeberrima testudo (testuggine), una formazione ritenuta impenetrabile, non possiamo dimenticare che la storia dell’umanità, sin dai suoi primordi, ha cercato di affermare il primato della ragione e dei suoi principi spirituali e, di conseguenza, ne ha legittimato la facoltà di comando politico e di sovranità. Tutto questo non è avvenuto in tempi brevi, ma si è proceduto per gradi e, sovente, con lunghe pause e persino con clamorosi arretramenti. (Riccardo Alfonso)

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Il futuro dell’agricoltura è senza dubbio nell’agroecologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Questo perché – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – attraverso di essa è possibile debellare l’inquinamento da ammoniaca (cresciuto dello 0,5% dal 2015 e del 2% dal 2014) e recuperare un rapporto sano e virtuoso con l’ambiente.Il settore primario – continua Tiso – deve rappresentare un modello di crescita e sviluppo da prendere ad esempio per il prossimo futuro, anche perché, se seguito dalla politica, ne ha tutte le opportunità per diventarlo.Come detto però – continua Tiso – per riuscire in questo processo il mondo agricolo ha bisogno che le istituzioni nazionali ed europee si assumano il coraggio di prendere scelte radicali, tra le quali quella di cancellare (anche in forma di allevamento) l’agricoltura intensiva e di non assegnare i contributi Pac alle aziende che superano i livelli di inquinamento consentiti dalla legge.Per noi di Confeuro – conclude Tiso – il vero connubio del futuro dovrà essere quello tra comparto agroalimentare e ambiente; ed è per questo che insistiamo con forza sulla necessità di puntare sull’agroecologia e su quelle risorse umane, spesso composte da under 40, che intendo intraprendere questo percorso.

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La micro imprenditorialità ha un futuro?

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Per noi può essere un modo per assicurarsi il futuro interpretando in misura innovativa, e non solo subalterna, il voler contribuire a costituire legami forti e di reciproco interesse con le imprese maggiori.
Sotto questo profilo la micro imprenditorialità può riproporsi nelle classi più giovani, le quali in assenza di un lavoro tradizionalmente inteso, potrebbero rivolgersi alla riscoperta delle professioni di una volta ma riesumandole in modo nuovo ed originale. Penso alla combinata turismo-artigianato-agricoltura.
Questo discorso vale soprattutto nel Meridione d’Italia, dove è più alta la disoccupazione giovanile e tale impulso può provenire da chi potrebbe mettere da parte lo scetticismo sul futuro della loro piccolissima impresa per indurre i figli a ricercare nuovi spazi operativi, gestionali e di mercato. E’ un discorso, se vogliamo, solo in apparenza complesso. Talvolta ci manca la volontà di non abbandonare la presa continuando a coltivare/dissodare un terreno socio-economico potenzialmente fertile e che potrebbe offrire, con i giusti fertilizzanti, nuovi germogli di vita imprenditoriale.
Quanto illustrato ha due soli sbocchi: o sono parole in balia del vento che le disperde e resteremo come i classici pifferi che andarono per suonare e furono suonati oppure sappiamo trovare la volontà e la determinazione di costruire un mondo rinnovato e migliore. Un mondo fatto di tante cose ma non certo a prescindere da una profonda ricerca dei valori spirituali e nella tenace determinazione in ciò che si crede e s’intende portare avanti. (Riccardo Alfonso)

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Il futuro si chiama nanotecnologia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Roma 11 – 14 Settembre 2018 ore 11 Via Eudossiana, 18 adiacente alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, a pochi minuti a piedi dal Colosseo. Una full immersione per discutere di nanotecnologie nelle sue molteplici sfaccettature; un mercato che negli ultimi anni ha registrato un’impennata esponenziale, grazie ai settori industriali a cui si rivolge e che coinvolgono inevitabilmente la vita di milioni di persone.Non è un caso che con il termine “Nanoscienze” si intenda l’insieme delle competenze derivanti da discipline diverse che vanno dalla fisica quantistica, alla chimica supramolecolare, alla biologia molecolare e alla scienza dei materiali, utilizzate con il fine di studiare i fenomeni e la manipolazione di materiali su scala atomica e molecolare.
Una disciplina, quella delle nanotecnologie, che parte dal lontano 1959, grazie all’ intuizione di Richard Feynman, premio nobel nel 1995 per la Fisica, ritenuto tutt’oggi il padre di questa affascinante scienza. In realtà, già dall’ antichità esistono delle testimonianze in tal senso, come la coppa di Licurgo di epoca romana, risalente al IV secolo. La coppa è costruita con vetro dicroico e mostra un colore diverso a seconda del modo in cui la luce passa attraverso di essa: rosso quando illuminata da dietro e verde quando illuminata frontalmente. Anche gli alchimisti medievali, attorno al 400 d.C., erano riusciti a realizzare dei vetri con colorazioni diverse grazie alla dispersione di nano particelle. Due esempi indicativi sono osservabili nella Basilica Santa Maria Novella a Firenze e la Cattedrale di Notre Dame a Parigi nelle quali le nanoparticelle conferiscono i colori giallo e rosso alle vetrate.Oggi le nanoparticelle, a volte in maniera del tutto inconsapevole, fanno parte della nostra quotidianità. Dalle migliori racchette al mondo realizzate con nano tubi di carbonio e nano particelle di silicio, ai materiali isolanti per le costruzioni, dalle luci a LED, alle applicazioni nel campo della chimica, della biologia e dell’elettronica, sono moltissime le applicazioni che vedono protagonisti i nanomateriali.L’arrivo delle nanotecnologie sta infatti cambiando anche le strategie di cura di alcune malattie, con l’introduzione di nuovi farmaci che sono studiati appositamente per colpire le zone malate. E proprio per le dimensioni ridottissime è possibile, sempre in campo medico, qualsiasi controllo della materia a livello delle molecole e degli atomi entrando nel corpo umano senza invasività e diagnosticando le malattie in modo più preciso, addirittua ricostruendo eventuali parte danneggiate. Insomma, oggi le nanotecnologie sono una realtà ben radicata nella nostra vita che, non solo identifica una tecnologia ben determinata nella ricerca e nello svuiluppo, ma promette una vera e propria innovazione in un futuro molto vicino.D’altra parte la ricerca di materiali in scala ridottissima permette di sfruttare alcune qualità della materia che non sarebbero state possibili fino a qualche anno fa. La domanda di materiali tecnologicamente sempre più avanzati da parte dell’industria è in continua crescita, lo stanziamento di importanti investimenti sia pubblici che privati sono la prova emblematica che questa scienza sia destinata a diventare uno dei carri trainanti per l’economia mondiale.

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Il futuro della medicina è già oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Terapia genica, terapie cellulari e ingegneria tessutale rappresentano una chance per le cure del futuro: prioritario garantire i diritti dei pazienti, regolamentarne l’applicazione e comunicare correttamente i progressi senza generare false speranze. Le terapie avanzate, ultima frontiera della biomedicina, che offre nuove opportunità per il trattamento di malattie e disfunzioni del corpo umano grazie ai progressi scientifici nel campo delle biotecnologie cellulari e molecolari, si affacciano sul mercato farmaceutico, portando però con loro delle questioni di ordine etico, di regolamentazione e accesso alle cure e di corretta informazione.Su questo tema di grande attualità si confrontano a Roma esperti e giornalisti al Corso di Formazione Professionale Continua “Comunicare la medicina delfuturo: le terapie avanzate tra aspetti etici, informazione corretta e responsabilità sociale del giornalista”, promosso dal Master della Sapienza Università di Roma SGP – “La Scienza nella Pratica Giornalistica”, con il supporto di Takeda Italia.

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“Il nostro sole. La nostra energia. Il nostro futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Lussemburgo. In occasione del Consiglio Europeo per l’energia in corso in Lussemburgo, attivisti di Greenpeace sono entrati in azione per chiedere ai ministri riuniti di rispettare gli impegni sul clima e il diritto dei cittadini a produrre in autonomia energia da fonti rinnovabili. Gli attivisti hanno accolto i ministri srotolando due striscioni con i messaggi (in inglese): “Il nostro sole. La nostra energia. Il nostro futuro” e “Rinnovabili = Azione per il clima”. Gli attivisti hanno inoltre aperto un sole gigante, composto da messaggi provenienti da centinaia di cittadini europei che chiedono all’Ue l’abbandono di combustibili fossili e nucleare, in favore delle fonti rinnovabili.L’incontro si svolge a due giorni dall’ultima sessione di negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea sulla Direttiva Ue per l’energia rinnovabile. Le posizioni di Parlamento e Consiglio sono molto distanti tra loro, con quest’ultimo che sta giocando al ribasso sugli obiettivi climatici e sta cercando di ostacolare la produzione di energia nelle mani dei cittadini. Mentre il nuovo governo spagnolo si è subito schierato in favore delle energie rinnovabili, c’è molta attesa per vedere quale sarà la posizione del governo italiano
appena insediatosi​, che potrebbe risultare decisiva per creare nuovi equilibri all’interno del Consiglio europeo.«Ci attendiamo che il nuovo governo, con Di Maio alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico, si schieri in favore di rinnovabili e generazione distribuita. Del resto, alcuni dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle in campagna elettorale sono stati proprio la difesa del clima e la produzione di energia nelle mani dei cittadini. È dunque il momento di essere coerenti e passare dalle parole ai fatti», dichiara Luca Iacoboni, Responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Nei prossimi giorni si deciderà il futuro energetico dell’Europa, e dell’Italia, per i prossimi dieci anni. Vedremo se il nostro Paese starà dalla parte dei cittadini e dell’ambiente o se continuerà a supportare le grandi aziende che inquinano il Pianeta e fanno profitti con i combustibili fossili», conclude.Attualmente alcuni Stati come Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda e Svezia hanno pubblicamente evidenziato l’urgenza di combattere i cambiamenti climatici e l’importanza di questo momento. Altri Paesi, tra cui Polonia, Ungheria e anche Germania, stanno invece chiedendo ulteriori sussidi per centrali a carbone e cercando di disincentivare la produzione di energia da parte dei cittadini. La posizione espressa dal Consiglio europeo sarà fondamentale in vista della imminente chiusura dei negoziati sulla Direttiva Rinnovabili. Il 13 giugno infatti è prevista l’ultima sessione di negoziazioni tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, il cosiddetto trilogo. Al momento le discussioni sono intense e le posizioni dei vari organi molto distanti tra loro, ma un cambio di rotta da parte dell’Italia può essere decisivo per modificare gli equilibri e chiudere un accordo che sia positivo per il Pianeta e per le persone che lo abitano.

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Eliminare il precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

di Eleonora Evi e Laura Agea, EFDD – M5S Europa. Al Parlamento europeo è successo qualcosa di importante che costituisce un mattone per migliorare la vita di milioni di cittadini in tutta Europa e, in particolare, in Italia. Ci siamo battuti per oltre un anno e mezzo col fine di approvare una risoluzione che parlasse di abuso dei contratti a termine e che combattesse, scrivendolo nero su bianco, l’immenso problema del precariato. È l’ennesimo schiaffo ricevuto dalle folli politiche dei Governi italiani – di centrodestra e centrosinistra, dal Jobs Act in giù – che in questi anni hanno contribuito ad acuire il problema, colpevoli di aver reso il lavoro tanto flessibile da non consentire più alle persone di poter vivere una vita serena e di progettare un futuro. Il tasso di natalità italiano – oltre che naturalmente i numeri duri e crudi sulla povertà, sulla disoccupazione e sull’abuso di contratti a termine – è un indicatore preoccupante, nonché una spia, che dovrebbe rendere evidente come il sistema Paese sia oggettivamente malato.La risoluzione riconosce che il problema del precariato è, appunto, una piaga che espone chi ne è vittima ad un’enorme vulnerabilità sul piano socio economico. Un testo che potete scaricare qui in italiano, che prende forma e sostanza dalle numerosissime petizioni provenute da lavoratori precari della scuola, della sanità, della pubblica amministrazione, ma anche dal settore privato. È infatti un dato inequivocabile che in Unione Europea i precari siano in costante aumento, numeri che potrebbero portare il tessuto sociale comunitario a sfaldarsi lentamente ma inesorabilmente. Come se non bastasse, le statistiche sono state gravemente incrementate dalla evidente incidenza delle politiche di austerità imposte dai burocrati di Bruxelles, attenti solo e soltanto ai conti pubblici e non alle necessità delle milioni di persone che stanno invocando aiuto.C’è poi un collegamento diretto tra il lavoro precario e l’assenza di misure efficaci per prevenire e sanzionare gli abusi in materia di contratti a tempo determinato (nelle loro varie forme, come nel caso dell’Italia). Da questo punto di vista la Commissione Europea ha una responsabilità diretta, perché ha perso tempo, ha accumulato ritardi nelle procedure e, di fatto, ha consentito la reiterazione nella violazione dei diritti dei lavoratori. A riprova di questo dobbiamo segnalare come siano anni che la Corte di Giustizia dell’UE conferma che la normativa sul lavoro debba vedere i contratti a tempo indeterminato come la forma comune, non l’eccezione. E che i contratti a tempo determinato siano riconducibili solo alle specificità di alcuni settori e per determinate attività.In Italia siamo arrivati addirittura al caso limite in cui i lavoratori investiti da una sentenza favorevole da parte del giudice del lavoro (che li riconoscono come vittime), vengono licenziati. Questo ovviamente è inaccettabile, una mostruosità tra le tante a cui stiamo assistendo. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro e dobbiamo farlo il più presto possibile, assieme alla stabilità e la dignità delle persone. E, soprattutto, è arrivato il momento di mettere in atto misure di protezione sociale realmente efficaci, come il reddito di cittadinanza, per fare sì che il tessuto sociale – già estremamente pronto da anni di folli politiche di austerità – non venga sfaldato. A dimostrazione della necessità e dell’urgenza per l’Italia di vedere implementate misure reali contro il precariato, eccovi i dati Eurostat sulla disoccupazione, che cala ovunque tranne che nel Bel Paese.

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Individuare i fattori chiave per il futuro della sanità in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Milano Lunedi 4 Giugno, ore 9.30-13.30, Aula Magna, Via Gobbi 5 si svolgerà il Convegno Nazionale “Valutare Aziende, Processi di cura e di ricerca” dell’Academy of Health Care Management and Economics, partnership nata nel 2010 su iniziativa di Novartis e SDA Bocconi.
L’appuntamento ha l’intento di proporre un focus su alcuni aspetti cruciali per il futuro della salute in Italia, per la stabilità e sostenibilità del sistema e per la sua efficacia nel rispondere alle esigenze di pazienti e cittadini. Con l’occasione, saranno illustrati i dati del lavoro condotto in questi otto anni di collaborazione, che ha coinvolto 40 aziende sanitarie e 10 regioni, durante i quali sono stati sperimentati con successo sul campo gli strumenti sviluppati dall’Academy.L’evento rappresenterà un’occasione di confronto per manager della sanità pubblica, accademici e rappresentanti delle istituzioni politico-sanitarie nazionali e regionali.

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Assolombarda prepara un futuro a misura d’impresa C’è da stare attenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Con un “libro bianco” di una settantina di pagine Assolombarda, l’associazione dei padroni che si sentono in Europa diretta da Carlo Bonomi, ha descritto quello che dovrà essere il futuro del lavoro, ma non solo.L’idea, in sé molto semplice, è quella di individuare gli accorgimenti da prendere per poter indirizzare a proprio vantaggio, a vantaggio delle imprese della punta meridionale del triangolo produttivo europeo, le trasformazioni che la tecnologia sforna in continuazione provvedendo a cambiare la realtà e i meccanismi di produzione.Non è un libro dei sogni, né tantomeno un elenco di desiderata irrealizzabili quello che si propone Assolombarda con il suo libro bianco. Piuttosto, anche per la tempistica con cui è stato editato, fa pensare ad un interessato e un po’ ordinatorio promemoria al prossimo governo che ha, tra i suoi maggiori attori, quella Lega ex nord ma pur sempre molto vicina ai produttori del nord.L’orizzonte è la partecipazione alla competizione internazionale all’interno del polo europeo, e fin qui lo sapevamo tutti, ma anche una lettura della nuova fase di globalizzazione che, esaurito ad esempio l’esperimento della delocalizzazione oggi punta ad un mercato del lavoro interno talmente deregolato da far impallidire i benefici di quella scelta ormai da abbandonare.
Non ci sono più orari di lavoro, non serve più il luogo di lavoro e pertanto non esiste nemmeno più il salario rapportato allo spazio e al tempo in cui il lavoro si dipana. Tutto è legato alla performance, a quanto si produce senza i lacci del tempo e dello spazio. Senza minimamente attardarsi a definire le forme del lavoro, la loro intensità e il loro valore. La discrezionalità di impresa è l’unico parametro possibile.Ma nel ponderoso studio di Assolombarda e di Adap c’è molto di più, c’è un’idea di società completamente soggetta all’interesse di impresa, dalla scuola delle competenze in cui addirittura si ipotizza che l’alternanza scuola lavoro abbia inizio dalle scuole elementari portando i bambini a visitare le fabbriche o in cui i dirigenti d’azienda debbano avere possibilità di docenza con pari dignità rispetto agli insegnanti fino ad una semplificazione e razionalizzazione del diritto del lavoro “che non sia pregiudizialmente ostile all’impresa”, così seppellendo per sempre la dovuta propensione alla salvaguardia del soggetto debole nelle controversie di lavoro.
Ma ce n’è per il welfare, che viene declinato in tutte le sue forme, da quello aziendale a quello contrattuale, in un’apoteosi destinata a seppellire per sempre il welfare universale; ce n’è per la contrattazione, che non può che essere principalmente, quasi esclusivamente si legge tra le righe, a carattere aziendale; ce n’è per gli ammalati, i cronici, i diversamente abili per i quali bisogna trovare il modo di renderli produttivi; ce n’è per le donne a cui viene proposta la sostituzione della maternità facoltativa con voucher per il pagamento di baby-sitter e asili nido; ce n’è per la rappresentanza dei lavoratori e delle imprese per la cui regolazione serve certamente una legge “…che può essere utile nella misura in cui non sostituisce le parti ma recepisce i loro accordi….”.Insomma ce n’è per tutti, in un mondo disegnato da loro per conquistare finalmente quello spazio di manovra indispensabile nelle nuove forme del lavoro e nelle pieghe in cui si dipana la fabbrica 4.0 ad accrescere enormemente i loro profitti basati sullo sfruttamento degli uomini e delle risorse del pianeta. C’è da stare attenti.

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Investire nelle persone, nella cultura e nell’istruzione è fondamentale per il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Le città e le regioni rispecchiano la diversità culturale dell’Europa e sono nella posizione migliore per trasformare il patrimonio culturale europeo in una risorsa strategica – è quanto hanno sottolineato i leader locali e regionali nel corso di un dibattito con Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport. Navracsics, che ha preso la parola durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, ha ricordato che il rafforzamento di un’identità europea comune e la promozione della coesione sociale ed economica figurano tra gli obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e costituiscono le condizioni per costruire l’Europa di domani.Nella proposta della Commissione in merito al prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, le azioni esistenti a sostegno della cultura e della creatività europee saranno integrate in un nuovo programma Europa creativa, con un lieve aumento del bilancio. La Commissione propone inoltre di raddoppiare il bilancio per il programma Erasmus+ e di potenziare il corpo europeo di solidarietà. Questi strumenti sono inclusi nel nuovo polo destinato a investire nelle persone, nella coesione sociale e nei valori, con una dotazione complessiva di 139,5 miliardi di euro.
Il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Karl Heinz Lambertz , ha dichiarato: “La cultura e l’istruzione devono contribuire a rafforzare il senso di appartenenza all’UE e il patrimonio culturale dev’essere considerato una risorsa strategica per l’Europa. Investire di più nel “soft power”, tra cui i giovani, l’istruzione e la cultura, è una garanzia di maggiore solidarietà e il miglior antidoto al rischio di disintegrazione della nostra comune identità europea. Queste priorità devono essere integrate nei diversi programmi del prossimo bilancio dell’UE”.Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha confermato che, per sfruttare lo slancio generato dall’Anno europeo del patrimonio culturale, la prossima settimana la Commissione europea presenterà delle nuove proposte sullo spazio europeo dell’istruzione e sull’istruzione e la cura precoci dei bambini, nonché una nuova strategia per la gioventù dell’UE e una nuova agenda europea per la cultura.

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“Il futuro dell’Europa”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

A quasi vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, sedici dalla moneta unica e undici dal Trattato di Lisbona il Polo del ‘900 propone un itinerario di dialoghi e ascolto intergenerazionale sul futuro del Continente. La domanda emergente è quale futuro per l’Unione Europea, in mondo in cui riemergono con prepotenza nazionalismi, populismi, frontiere e dazi: dalla Brexit all’isolazionismo di molti paesi dell’Europa orientale. Facendo memoria del pensiero e dell’azione dei padri fondatori delle istituzioni e dei maestri del pensiero europeo, una serie di iniziative proporranno mostre e incontri sulla costruzione di una idea d’Europa meno burocratica e appesantita da strutture e organismi. Un rapido processo di integrazione e unità politica e sociale in una comunità libera e con meno diseguaglianze in cui siano garantiti diritti e indicati doveri è l’orizzonte sul quale costruire una nuova cittadinanza.
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“Il Futuro delle biblioteche storiche a Torino e in Piemonte – Le buone pratiche per la valorizzazione di un patrimonio prezioso”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Torino lunedì 14 maggio alle 11.30, nello Stand istituzionale Città di Torino e Città metropolitana di Torino (ingresso Padiglione 1) “Il Futuro delle biblioteche storiche a Torino e in Piemonte – Le buone pratiche per la valorizzazione di un patrimonio prezioso”.
Partendo dall’esperienza del Biblotour nata da iniziativa della Regione Piemonte si presentano le realtà positive in atto, prima fra tutte la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso” che ha sede a Palazzo Cisterna, sede aulica della Città metropolitana di Torino, affrontando gli aspetti legati alla valorizzazione in futuro dei preziosi patrimoni locali di storia e cultura. Nel corso dell’incontro intervengono la consigliera della Città metropolitana di Torino delegata alla biblioteca storica di Palazzo Cisterna; Elena Borgi, responsabile della biblioteca e dell’archivio storico dell’Accademia delle Scienze e Eugenio Pintore, responsabile settore promozione beni librari e archivistici, editoria e istituti culturali della Regione Piemonte. Con questo ultimo incontro organizzato dalla Città metropolitana nello spazio dibattiti all’interno dello stand condiviso con la Città di Torino, si conclude con esito positivo l’obiettivo condiviso dall’amministrazione metropolitana, quello cioè di legare i vari appuntamenti da uno stesso fil rouge: la valorizzazione del patrimonio e delle realtà territoriali.

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Career & Open Day: “Appassionati al tuo futuro!”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Roma Mercoledì 9 maggio 2018, dalle ore 10.00 Università Europea di Roma in via degli Aldobrandeschi 190 si terrà un incontro sul tema “Appassionati al tuo futuro!” Durante questa giornata gli studenti, i laureandi e i laureati avranno la possibilità di entrare direttamente in contatto con prestigiose aziende al fine di approfondire la loro conoscenza del mondo del lavoro e ampliare il loro network professionale.“Grazie al Career & Open Day gli studenti, i laureandi e i laureati hanno la possibilità di orientare il proprio futuro professionale che si costruisce durante il percorso universitario”, spiega Liborio Desantis, Responsabile dell’Ufficio Orientamento e Job Placement dell’Università Europea di Roma. “L’incontro con le aziende e le associazioni aiuta a capire come stanno evolvendo alcune professioni tradizionali, ma anche per intercettare nuove opportunità di lavoro che si stanno delineando grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Conoscere le sue dinamiche nell’ambito del percorso universitario è utile per orientare le proprie scelte formative e professionali”.Il Career & Open Day dell’Università Europea di Roma si aprirà alle ore 10.00 con un intervento di Simone Sgueo, Responsabile risorse umane di S.O.S. Telefono Azzurro ONLUS.A seguire si terrà la premiazione dei finalisti del concorso “Made in UER – Raccontaci la tua storia”, un contest che valorizza le esperienze formative e professionali maturate dai laureati e dottorati UER con la finalità di consapevolizzare e trasmettere un messaggio di fiducia ai nostri attuali studenti.
A partire dalle ore 10.45 avrà inizio “The Voice Dev4”, un progetto che vede come protagonisti gli studenti dell’Eccellenza Accademica che presenteranno i project work su temi di estrema attualità svolti in collaborazione con S.O.S. Telefono Azzurro ONLUS, Bosch Spa e Dorna.
A seguire, alle 11.30, vi sarà la presentazione degli scenari occupazionali, al fine di illustrare le varie opportunità professionali legate ai corsi di laurea in Psicologia, Economia e Giurisprudenza.
Alle ore 13.00 si svolgerà l’Open Day dei corsi di laurea magistrale in Psicologia ed Economia e Management dell’innovazione e, a seguire, i colloqui di ammissione ai corsi di laurea.
L’evento si concluderà con l’apertura degli stand aziendali volto a dare la possibilità agli studenti, laureandi e laureati di entrare direttamente in contatto con le aziende per conoscerle ed effettuare dei colloqui di selezione.

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“La sfida del futuro è puntare tutto nel digitale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Perugia. “Internet ha cambiato le nostre vite in molti modi, ha aperto i nostri orizzonti, eliminato il concetto di spazio e allargato quello di tempo. Siamo di fronte a quotidiane sfide e trasformazioni che la rivoluzione digitale sta portando nel nostro mondo con l’occhio di chi è abituato a confrontarsi concretamente con l’innovazione. Un’innovazione che porta con sé grandi opportunità e grandi rischi, ma lascia comunque l’uomo al centro di tutto, con il suo libero arbitrio”. È questo, in estrema sintesi, lo scenario contemporaneo illustrato da Luca Tomassini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Vetrya, nella sua lectio magistralis “La formazione socioumanistica e le nuove professioni digitali” tenuta alla sala Goldoni di Palazzo Gallenga, sede dell’Università per stranieri di Perugia. Alla giornata dedicata alla formazione e al rapporto tra uomo e tecnologia sono intervenuti il rettore Giovanni Paciullo, Donatella Padua, docente di digital sociology all’Università per Stranieri e Italo Carmignani de “Il capo redattore de “Il Messaggero”.
Nell’articolata lectio lo “Human Touch” ha ripercorso l’evoluzione del digitale offrendo una sorta di istruzioni per affrontare la realtà contemporanea. “Dal lavoro allo studio, dall’economia, alla salute, alla cultura – ha spiegato Luca Tomassini – non c’è settore che non si stato toccato dall’avvento della rete, il cui scopo ultimo è rendere il mondo un luogo più accessibile e gestibile”.
Per Tomassini una delle frontiere dello sviluppo è “internet delle cose”, che consente di connettere tra loro gli oggetti della vita quotidiana. Un esempio è la domotica, che semplifica la vita e contribuisce al risparmio energetico: è la smart home, parte della building automation, cioè l’automazione degli edifici. Ma ci sono anche gli oggetti indossabili, come i Google glass o il personal awareness assistant, che funziona come un supplemento mnemonico. Il patron di Vetrya ha poi affrontato il tema dei social network riferendosi anche agli ultimi episodi di Cambridge Analytica sottolineando i rischi legati alla forza dei colossi del web e dalle tracce che si lasciano di sé su internet: “una volta che si è frequentato il web – avverte Tomassini – sarà difficile sparire dalla rete o dai suoi infiniti meandri. È l’uso che ne facciamo a caratterizzarla a vantaggio o svantaggio nostro e degli altri”.
Al termine della lectio il rettore Giovanni Paciullo ha conferito all’imprenditore Luca Tomassini la medaglia dell’Università per Stranieri di Perugia, un riconoscimento dell’ateneo di palazzo Gallenga ai promotori della cultura italiana nel mondo e della creatività che ne è significativa espressione. Negli anni scorsi erano stati assegnati a Inge Feltrinelli, Francesco Rutelli, Andrea Pontremoli, Carlo Rubbia, Giancarlo Menotti, Gae Aulenti, Ferruccio Ferragamo, Oscar Farinetti e Giorgio Ferrara.
“Un riconoscimento – ha detto il rettore Paciullo – ad un protagonista della rivoluzione digitale che ha anticipato e affrontato le grandi scommesse che quest’epoca pone all’umanità in termini di evoluzione, sviluppo e consapevolezza. Alla sua capacità di leggere il futuro in tempo reale e alla sua creatività scientifica nel trasmettere alle nuove generazioni i saperi e i linguaggi del mondo digitale”.

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Per il Molise UnFuturoEsiste: con il turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

di Andrea Greco, candidato presidente del Molise per il MoVimento 5 Stelle. Con Luigi Di Maio, abbiamo ricevuto un’onda di affetto e stima. Una giornata indimenticabile. Luigi sarà di nuovo qui con me la prossima settimana, ma adesso voglio parlarvi di uno dei punti fondamentali del nostro programma per garantire un futuro al Molise: lo sviluppo del turismo.Tutti i modelli virtuosi di sviluppo hanno in comune un aspetto: fanno leva su una risorsa distintiva che caratterizza con forza tutto il territorio e ne determina la vocazione in termini produttivi.La valorizzazione di tale risorsa funge da motore per la crescita, in grado di trainare anche gli altri settori dell’economia locale. In Molise, questa risorsa può essere individuata nelle peculiari caratteristiche ambientali della regione: un territorio a tratti incontaminato, con una bassa densità di popolazione, disseminato di piccoli borghi, innumerevoli sentieri, fiumi, laghi, colline, montagne e mare.Per sfruttare tutta questa ricchezza diffusa, la sfida diventa quella di trasformarla in un prodotto appetibile per il mercato. Beni naturalistici e ambientali, come un sentiero o un lago, sono “materie prime” che se non si trasformano in “prodotti”, come un percorso escursionistico o un parco, non risultano turisticamente fruibili e quindi non producono né reddito né lavoro.
Allo stesso modo, la presenza di tanti piccoli borghi e centri storici, abbandonati dai moltissimi molisani emigrati, rappresentano un patrimonio attualmente inutilizzato che invece di generare ricchezza per i cittadini spesso grava sui bilanci delle amministrazioni comunali. Alla luce di tutto ciò, appare chiaro come il turismo rappresenti una preziosa fonte di sviluppo sostenibile per la nostra regione.Per percorrere questa strada, il M5S ha deciso di mettere il turismo al centro delle politiche di sviluppo e di adottare, a questo scopo, un modello organizzativo integrato che dai dati comparati di altre realtà risulta determinante in termini di risultati.Gli obiettivi che il M5s si propone di perseguire, sono la gestione del territorio nella sua interezza, l’attribuzione, al turismo, di un ruolo strategico per lo sviluppo sostenibile dell’intera economia molisana. Ma anche l’adozione di un modello di turismo integrato, sostenibile ed inclusivo che, tenuto conto della trasversalità di questa materia, preveda un coordinamento con altri settori chiave (agricoltura, attività produttive, ambiente, lavoro, cultura).Dobbiamo organizzare in rete tutti gli stakeholders pubblici e privati nelle funzioni strategiche ed operative relative al turismo, creare un’offerta turistica altamente competitiva, puntando su target di mercato nazionali e internazionali per migliorare le performance turistiche dell’intera regione, e promuovere, nella cittadinanza, molisana la consapevolezza dei benefici derivanti da un modello di turismo integrato basato sulla cultura del territorio e dell’accoglienza. Bisogna, quindi, istituire un assessorato al turismo con una leadership forte, convincente e competente. Ed altrettanto importante sarà attuare interventi legislativi per finanziare la riqualificazione del patrimonio immobiliare di borghi storici e delle aree rurali da destinare a forme sostenibili di ricettività (alberghi diffusi, b&b, agriturismi, residenze d’artista).E, prima di tutto, dobbiamo creare un brand, con relativa immagine coordinata, da applicare a tutti gli strumenti promozionali, che sia la rappresentazione grafica e tangibile della personalità della destinazione turistica “Molise”  Sarà fondamentale la progettazione di un portale web unico (multilingue), con completezza di contenuti informativi, che sia il principale strumento di promo-commercializzazione della destinazione Molise e che funga da interfaccia operativa e di coordinamento fra la struttura regionale, le ipotetiche microaree e gli operatori turistici. Vogliamo cambiare per sempre le sorti di questa regione e renderla un territorio a 5 stelle. E, per farlo, il turismo sarà uno dei settori su cui punteremo. Da subito.Olivier Award a Daniela Barcellona (fonte movimento 5 Stelle)

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Neurofiction: un futuro verosimile?

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Milano da lunedì 9 a venerdì 13 aprile, ogni sera alle 20.00 con ingresso gratuito al Cinema Spazio Oberdan di Milano 5 film propongono scenari fantascientifici sul transumanesimo e animano il dibattito tra neuroscienziati, magistrati e filosofi, moderato da Viviana Kasam e Giancarlo Comi. L’evento promuove la tradizione divulgativa dei BrainForum di BrainCircleItalia ed è organizzato insieme a IRCCS Ospedale San Raffaele, Fondazione Cineteca Italiana e Hebrew University of Jerusalem – ELSC (il prestigioso centro di ricerca sul cervello della HUJ) e con il supporto di Roche e il Patrocinio del Comune di Milano.
5 giorni di proiezioni per avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori e giovani alla ricerca scientifica e “provocare” la riflessione sulla ricerca nel campo delle neuroscienze, affrontando temi di grande attualità attraverso celebri film, tra i quali: Frankenstein Junior di Mel Brooks che sarà accompagnato da un dibattito sulle possibilità, scientifiche e mediche, di effettuare un trapianto di testa e sulle profonde implicazioni etiche di un intervento di questo tipo; Ex machina di Alex Garland che esplorerà l’universo dell’Intelligenza Artificiale, e delle conseguenze che robot troppo intelligenti potrebbero comportare; The Manchurian Candidate di Jonathan Demme con cui si affronterà il tema della manipolazione della mente; Minority report di Steven Spielberg che servirà da spunto per le riflessioni di un magistrato e un criminologo circa la possibilità di prevedere il crimine. Sarà infine la realtà virtuale, e le sue connessioni con il mondo reale e le implicazioni sul cervello, la protagonista di un dibattito che seguirà la proiezione di The Congress di Ari Folman.
A introdurre i film gli interventi di scienziati di fama internazionale: Giorgio Metta, vice direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e direttore del “iCub Facility” nello stesso istituto, Alberto Priori, Professore di Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano, Fabio Babiloni, Professore di Fisiologia presso l’Università La Sapienza di Roma, Andrea Lavazza, ricercatore al CUI di Arezzo ed esperto di neurodiritto, Amedeo Santosuosso, giudice e docente di Diritto, Scienza e Nuove Tecnologie presso l’Università di Pavia, Roberto Cavallaro, Professore Associato di Psichiatria presso La Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Alberto Carrara, Professore di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – Università Europea di Roma, il filosofo Antonio Carnevale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Inoltre, ospite celebre quanto controverso, il prof. Sergio Canavero, neurochirurgo e professore dell’Harbin Medical University (Harbin, Cina), che dichiara di essere vicino a poter realizzare il trapianto di testa.Maria Grazia Mattei, Direttore di Meet the Media Guru di Milano, racconterà le ultime frontiere delle tecnologie digitali, che avranno Milano un polo di avanguardia, grazie al nuovo centro internazionale istituito da Fondazione Cariplo e che sarà da lei diretto.
“Cervello&Cinema” è un progetto che nasce dalla ormai decennale collaborazione tra Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia e organizzatrice dei BrainForum, e il professor Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale – INSpe e dell’Unità di Neurologia, Neurofisiologia Clinica e Neuroriabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. L’evento, che ha il patrocinio del Comune di Milano, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana, la Hebrew University of Jerusalem – ELSC e reso possibile dalla partnership con Roche che ha sostenuto anche la prima edizione del 2017. L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito fino ad esaurimento posti disponibili. Prenotazioni online al sito web: http://www.cinetecamilano.it/rassegna/cervellocinema.

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Car Sharing e Ride Sharing protagonisti della mobilità del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

La diffusione di innovative forme di mobilità condivisa, e in particolare di car sharing e ride sharing, è destinata a crescere significativamente nei prossimi anni in tutto il mondo. Gli italiani sono, in Europa, gli utenti più fidelizzati ai servizi di condivisione dell’auto e nei prossimi 12 mesi ci si attende un’ulteriore crescita di queste due nuove forme di mobilità nel nostro Paese. Già oggi il 61% degli utenti italiani dichiara di aver evitato o rinviato l’acquisto di un nuovo veicolo, grazie all’utilizzo di servizi di smart mobility, e dati simili si osservano anche in altri Paesi. Le Case automobilistiche stanno investendo in modo significativo in nuovi servizi di mobilità, ma i modelli di business di successo devono ancora essere individuati.Sono questi i principali trend che emergono dalla presentazione della società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Mobilità condivisa – verso l’era del robotaxi”, illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore tenutosi oggi a Milano. L’analisi propone un focus sullo sviluppo e sulle prospettive di crescita delle nuove forme di mobilità alternative all’acquisto dell’auto, car e ride sharing su tutte, proponendo un confronto della situazione nazionale con quella dei principali Paesi europei e non solo.
“Lo studio di AlixPartners lancia un messaggio chiaro: il modo di muoversi sta cambiando alla velocità della luce”, evidenzia Pierluigi Bonora – Promotore di #FORUMAutoMotive, “E gli operatori del settore sono sempre più chiamati a rivedere le loro strategie, magari messe a punto solo pochi anni fa, per adattarle alla nuova realtà. È una grande sfida che può favorire nuove partnership all’interno del settore, allargando la collaborazione anche a forze esterne. Tutto il mondo della mobilita è in fermento, tra alimentazioni alternative, guida autonoma e condivisione. Questo studio ci offre lo stato dell’arte del cambiamento in corso”.

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Una “Call for Speech” per la medicina del futuro e “Il tempo della cura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Bologna Dal 3 al 6 maggio 2018 la 4° edizione del Festival della Scienza Medica, l’appuntamento che vede protagonisti scienziati di fama internazionale, Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. La quarta edizione del Festival della Scienza Medica, in programma a Bologna sarà dedicata a “Il Tempo della Cura”. I progressi della scienza medica hanno portato l’aspettativa di vita in molti Paesi occidentali a ottanta anni e oltre. Questo risultato è al tempo stesso conseguenza e causa di un’attenzione crescente per la salute e la cura.
E lo fa anche lanciando una call for speech rivolta agli studenti di Scuole e Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Farmacia, biotecnologie e Scienze Motorie degli Atenei italiani, invitandoli a presentare le loro idee. Uno speaking corner di prestigio dal quale i medici di domani potranno presentare le loro visioni innovative su temi di attualità biomedica. Tra tutti i progetti inviati, i Membri del Comitato Scientifico del Festival ne selezioneranno sei, i cui autori saranno invitati a prendere parte all’iniziativa come relatori durante le giornate del Festival. L’iniziativa, resa possibile grazie al patrocinio e alla collaborazione della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, chiama gli studenti a elaborare un breve abstract (massimo 400 battute) sui seguenti argomenti:
Il ruolo del medico in una prospettiva futura di medicina personalizzata
La medicina e il fine vita
La corretta comunicazione su tematiche culturalmente controverse, quali le vaccinazioni
Il ruolo dello psichiatra e dei farmaci nella cura delle depressioni.
Il Presidente del Comitato Scientifico del Festival, Professor Fabio Roversi-Monaco, sottolinea come la Call for Speech sia “un’iniziativa di grande valore e significato culturale, in quanto essa ci consente di coinvolgere in modo attivo e significativo la componente giovanile, dagli studenti di Medicina ai giovani ricercatori”. Ciascun candidato, che dovrà avere come requisito l’essere in pari con gli esami del Corso di Laurea, potrà presentare domanda per una sola tematica: il termine per la consegna degli abstract è il 10 aprile 2018.

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