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Posts Tagged ‘futuro’

Per un futuro sostenibile, la Collezione “AQUA” by JAJO madeinitlay

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

JAJO madeinitaly nasce da un insieme di esperienze, ricordi e appunti, di Rosario Migliaccio, fashion designer e ricercatore di nuove tendenze nel campo del pret-à-porter donna/uomo. Un concept moda, nel quale il design viaggia di pari passo con l’artigianato made in Italy, outfits e accessori progettati pensando all’uomo e alla donna, che pur amando la praticità, sono alla ricerca di qualcosa che li possa contraddistinguere nel quotidiano.“AQUA” la collezione Spring/Summer 2021 firmata JAJO madeinitaly, prende spunto dal bisogno del designer di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla preservazione dell’acqua e della sua governance a livello globale. Un urban style composto da capi e accessori la cui trasparenza e la possibilità di trasformazione, ci ricongiungono all’elemento acqua. Impermeabili e giacche realizzati con tessuti trasparenti, felpe in cui predomina la limpidezza del bianco; abiti lunghi con stampe animalier: la giraffa e il maculato come simboli di bellezza, eleganza, intraprendenza e protezione dall’oscurità.Gli accessori, come al solito, sono trasformabili permettendo di utilizzarli secondo le proprie esigenze, o il proprio gusto. Il bianco domina la cartella colori, accompagnato dal nero, grigio perla, tabacco e tocchi di colori fluo per “accendere” i capi di una nuova luce.“Con questa collezione dichiara Rosario Migliaccio, vorrei porre l’attenzione sul problema dello spreco dell’acqua, un fenomeno purtroppo globalizzato che si ripercuote di conseguenza sull’ecosistema e sull’ambiente. Fonte di prosperità e risorsa primaria della nostra vita quotidiana, la sua vera forza è la trasformazione: nasce dalla sorgente e giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume. La sua preservazione, nel nostro futuro dipende da scelte precise, che possiamo compiere ognuno di noi … oggi” By Showroom & Press Office SPAZIO MARGUTTA Roma di Antonio Falanga_Grazia Marino

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Anbi: Il territorio e nuovi scenari di futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Qual è il valore aggiunto che un investimento in infrastrutture idrauliche apporta all’economia di un territorio? A calcolarlo, in vista della definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che ha combinato una serie di parametri inerenti gli incrementi indotti in termini di produttività agricola, produzione idroelettrica, capacità di acquisto, derivanti dagli interventi previsti dal Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese (858 progetti definitivi ed esecutivi, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 300 milioni di euro).Il beneficio economico, che ne deriva, è rilevante e suddiviso in due archi temporali: il primo è decennale e prevede una ricaduta economica pari a 38,7 miliardi di euro (16 al Nord; 5,8 al Centro; 16,9 al Sud); il secondo traguarda a 25 anni ed indica un ritorno economico pari a 97 miliardi (40 al Nord; 15 al Centro; 42 al Sud). “Lo scopo –precisa Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è di quotare indicativamente il valore della multifunzionalità degli investimenti proposti dal nostro Piano. Salvaguardata la funzione vitale dell’acqua, è tempo di pensare alla gestione idraulica ed irrigua come servizio ecosistemico per il territorio e non solo per l’agricoltura: dalla produzione di energia rinnovabile alla fruizione in termini di turismo sostenibile.”“Sono questi i nuovi scenari della moderna Bonifica – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – In questo quadro, nella mattinata di mercoledì 21 Aprile prossimo, Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, presenteremo, alla platea degli enti consorziali ed all’opinione pubblica, 5 nuove start-up nel corso dell’evento web “Il valore dell’acqua 4.0”, cui hanno già assicurato la partecipazione esponenti del Governo, del mondo della ricerca e delle imprese. Sarà un ulteriore tassello nel processo anche culturale, che porterà alla creazione della piattaforma Inno2hub, da noi promossa.”

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Conferenza sul Futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

Il 19 aprile alle 13.00, sala stampa della Commissione europea i copresidenti del comitato esecutivo presenteranno la nuova piattaforma digitale della Conferenza, uno spazio online per i contributi dei cittadini.La piattaforma digitale multilingue permetterà ai cittadini di Europa di contribuire direttamente alla Conferenza e di esprimere le loro opinioni su qualsiasi argomento che considerano importante per il futuro dell’UE.Alla conferenza stampa parteciperanno il co-presidente del comitato esecutivo per il Parlamento europeo Guy Verhofstadt (Renew, BE), la Segretaria di Stato portoghese per gli affari UE, a nome della Presidenza del Consiglio dell’UE, Ana Paula Zacarias, e la vicepresidente della Commissione per la democrazia e la demografia, Dubravka Šuica. Gli interventi degli oratori si focalizzeranno su come questo innovativo strumento digitale garantirà e faciliterà un dibattito aperto e inclusivo. Sarà possibile seguire la conferenza stampa in diretta sul centro multimediale del PE e su EbS.

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Il nostro futuro sta evaporando?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Di Giuseppe Bianchi. È sempre più frequente sentire parlare nei vari talk show televisivi di ricostruzione del Paese, di “rinascimento” da parte dei più creativi.Si capisce: il popolo è frustrato e disilluso. Occorre prevenire il suo disimpegno tenendo viva la prospettiva di un futuro migliore. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Che le cose non vadano come previsto. In tal caso la disillusione sarebbe difficilmente gestibile.Il fatto nuovo è il Governo Draghi e l’autorevolezza del Presidente del Consiglio. Ma non credo che abbia le capacità del Barone di Münchhausen di estrarre il Paese dal pantano in cui si trova facendo forza sulla sua sola autorità.Il ritorno alla normalità è un processo complesso che richiede una mobilitazione di tutti gli attori dello sviluppo, pubblici e privati, e il sostegno di un’opinione pubblica informata delle opportunità ma anche dei cambiamenti che si prospettano. In positivo, ci sono le risorse europee del piano Next Generation ma sono note le condizionalità interne che richiedono capacità programmatorie e gestionali. In negativo, abbiamo le promesse del precedente Governo Conte che nessun cittadino sarà lasciato indietro, alimentando attese che lo Stato non è in grado di soddisfare. Nonostante la terapia inflazionata di sussidi, bonus e garanzie pubbliche, la cui entità a fine d’anno porterà ad un deficit pubblico grosso modo equivalente alle risorse messe in campo del piano Next Generation a valere fino al 2026, il Paese è stremato, insicuro e socialmente in ebollizione per le insufficienti compensazioni monetarie ottenute dalle categorie economiche e dai ceti sociali più colpiti dalla pandemia.Si dirà che oggi è facile giudicare con il senno di poi ma è compito della politica avere lo sguardo lungo e di calibrare gli interventi di sostegno ai bisogni differenziati della collettività, soprattutto una volta superata la prima fase emergenziale della pandemia. Si diceva prima che ora abbiamo il nuovo Governo Draghi che può contare sulla disponibilità dei vaccini. La priorità è vaccinare per rimettere in moto la macchina della crescita economica ed occupazionale. C’è molta insistenza sulla ripresa degli investimenti pubblici con cui accompagnare la fuoriuscita del Paese dalla crisi sanitaria ed economica. Il Governo si sta impegnando per eliminare gli ostacoli normativi e burocratici che rallentano, nel nostro Paese, gli investimenti infrastrutturali necessari per recuperare una più forte competitività del sistema ma i risultati non sono certi e sicuramente non saranno a breve termine. Abbiamo un sistema di poteri pubblici (Governo, Parlamento) che rallenta le decisioni e un apparato pubblico imbrigliato da una ipertrofia normativa. Non è dato ancora sapere, almeno a livello di opinione pubblica, quali siano i progetti del Piano Next Generation, i loro tempi applicativi e gli investimenti sociali di accompagnamento per gestire i cambiamenti che si prospettano nella struttura occupazionale e nella gestione della salute pubblica.Un rapporto della Confindustria di questi giorni, più addentro alle segrete cose, stima un incremento del reddito dovuto all’attuazione del Piano Next Generation pari allo 0,7% nel 2021 e dello 0,6% nell’anno successivo ed un incremento dell’occupazione di 120 mila nuovi occupati. Ben poca cosa rispetto alle previsioni del Governo che contano su una crescita del reddito del 4,8% nel 2021 e del 4,2% nel 2022 e rispetto alle esigenze di occupazione di un mercato del lavoro che presenta tassi di disoccupazione allarmanti.Quali che siano le risorse pubbliche attivabili, rimangono centrali i fatturati delle imprese, che incorporano conoscenze e capacità occupazionali espansive. Decisiva sarà la quantità degli investimenti privati attivati nell’economia di mercato che presenta potenzialità di sviluppo lungo direttrici di una specializzazione settoriale già in essere, ma soprattutto nei settori innovativi, a più alto valore aggiunto, sostenuti dall’accesso alle nuove tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. E l’intensità dell’iniziativa di mercato dipenderà dalla capacità degli attori privati, finanza, imprese, lavoratori di attivare un circuito virtuoso di relazioni che garantiscano vantaggi reciproci nel gestire le sfide dell’innovazione.Il pessimismo della ragione viene temperato dalla constatazione che la pandemia in atto sta rimettendo in gioco gli equilibri tra Stato e mercato e le basi su cui gli attori privati hanno costruito il loro potere di rappresentanza collettiva. Lo stato di eccezione del Paese dovrebbe sollecitare un nuovo gioco cooperativo che faccia perno sugli interessi comuni per uscire dallo stallo dell’emergenza. Un processo che dovrebbe essere attivato dal Governo che promuove una “road map”, graduata e condizionata, di ritorno alla normalità così da stimolare le parti sociali e fornire il loro contributo. Sta crescendo la tensione sociale nelle piazze. Non è la rivolta dei bottegai che non pagano le tasse o dei lavoratori comunisti che sognano la rivoluzione sovietica di ottobre. Sono cittadini i cui destini di vita sono stati manomessi dalla pandemia. La politica è l’arte di rimettere in movimento la realtà. Chi ha responsabilità istituzionali, nei diversi ruoli, pubblici o privati, non può sottrarsi al compito di contribuire all’uscita dell’attuale stato di crisi. Siamo da troppo tempo in una situazione di letargo di vitalità, alimentato dalla paura del virus. L’incertezza nega il futuro perchè, come scriveva Seneca, “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Fonte http://www.isril.it

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Conferenza sul futuro dell’Europa: dal 19 aprile la piattaforma dei cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Nella riunione di mercoledì, il Comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa ha continuato i preparativi per il lancio dell’evento in preparazione di una cerimonia inaugurale il 9 maggio (Festa dell’Europa) Il Comitato esecutivo ha approvato la creazione di una piattaforma digitale multilingue che permetterà ai cittadini di tutta l’UE di contribuire alla Conferenza. Ha anche concordato il proprio metodo di lavoro e avanzato i preparativi per l’evento inaugurale durante la Giornata dell’Europa (9 maggio). A partire dal 19 aprile, grazie alla nuova piattaforma digitale multilingue, i cittadini di tutta Europa avranno la possibilità di esprimere le loro opinioni su qualsiasi argomento che considerano importante per il futuro dell’UE. Ciò permetterà ai cittadini – per la prima volta a livello europeo – di proporre le loro idee e commentare le proposte di altre persone, oltre a creare e partecipare ad eventi. La piattaforma sarà l’hub centrale della Conferenza, uno spazio dove raggruppare e condividere tutti i contributi, compresi gli eventi locali, gli incontri dei cittadini e le sedute plenarie.Un sistema sviluppato per la gestione dei feedback raccoglierà e analizzerà i punti principali sollevati, in modo che possano essere presi in considerazione anche durante gli incontri dei cittadini e le plenarie della conferenza. La piattaforma fornirà anche informazioni sulla struttura e il lavoro della Conferenza, così come delle risorse per gli organizzatori di eventi quali un catalogo degli eventi principali dove promuovere le loro iniziative a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. I cittadini potranno facilmente cercare gli eventi a cui desiderano partecipare grazie a una mappa. Inoltre, il Comitato esecutivo ha compiuto dei progressi significativi riguardo la preparazione di una cerimonia inaugurale della Conferenza, da tenersi il 9 maggio nel corso della Giornata dell’Europa (condizioni sanitarie permettendo). Il Comitato ha poi adottato il proprio metodo di lavoro e ha tenuto una prima discussione sulle regole per la composizione e il lavoro delle sessioni plenarie della Conferenza. Il Comitato esecutivo si riunirà di nuovo il 21 aprile, per finalizzare la discussione sulle regole e per affrontare gli altri aspetti necessari per l’organizzazione della conferenza.

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Scuole FAES Milano investono sul futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Milano. Scuole FAES Milano pensano al futuro e ripartono dalle nuove leve. Ha preso avvio in queste settimane, il Progetto Mentoring per le docenti junior della Scuola primaria e secondaria di primo grado Monforte, una decina di nuovi ingressi che saranno supportati da insegnanti senior in un percorso di formazione sistematico fatto di incontri quindicinali specifici one-to-one e di un confronto costante per fornire strumenti utili ad affrontare i primi anni di insegnamento. Una pratica, quella del mentoring, che per Scuole FAES è da tempo una consuetudine (così come la figura del tutor per sostenere e accompagnare ogni studente nell’iter scolastico), ma che ora è stata maggiormente strutturata per fare fronte al massiccio ricambio generazionale, dovuto al pensionamento di molte insegnanti “storiche” dell’istituto e al raddoppio delle sezioni avvenuto negli ultimi anni: gli studenti FAES infatti sono passati dai 765 del 2012 ai 1200 di oggi tra nido, scuola dell’infanzia e sezione primavera, primaria e secondaria di primo grado, licei. Il progetto parte dunque dalla definizione condivisa degli obiettivi, in parte personalizzati, e si articola in incontri individuali periodici che vanno via via identificando ambiti da valorizzare e da sviluppare: dalla gestione del lavoro in aula, scandito nei tempi e nei modi più opportuni al gruppo classe, alla correzione e valutazione delle prove, che deve sempre tenere conto dell’alunno come persona, alla programmazione dei contenuti e dei traguardi. Chi lo desidera può chiedere l’affiancamento della propria mentor durante alcune ore di lezione. Scuole FAES (Famiglia e Scuola), a Milano dal 1974 in via Amadeo, è un network di oltre 500 scuole nel mondo che segue un metodo basato su educazione personalizzata, didattica partecipativa, tutoring, alleanza scuola famiglia: grazie alla propria esperienza e alla partnership con le principali Università italiane e straniere, oltre che con un centinaio di realtà professionali e imprenditoriali di primo piano, promuove progetti di formazione, ricerca e innovazione per contribuire allo sviluppo dei contesti scolastici e alla loro valorizzazione, anche attraverso specifiche consulenze.

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Perché il futuro a volte ci fa paura?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

È una prospettiva inquietante ma realistica. Ci sconcerta, in pari tempo, l’atteggiamento di chi preferisce vivere nel presente, pur esaltando il futuro, perché predilige restare nella nicchia che si sono costruiti e che meglio li definisce. Il domani resterà un’incognita che costoro non si sentono d’affrontare. Significa lasciare il certo per l’incerto, il sicuro per l’insicuro, il benessere da qualcosa di vago e d’impreciso. Ecco perché l’oggi continua a pesarci e a restare fermo al suo presente senza consentirci di decollare per raggiungere una meta che è la somma della nostra maturità, del riscatto, della più genuina e autentica identificazione con la nostra morale interiore. È anche una paura atavica: hic sunt leones. Si guarda al futuro allo stesso modo del viaggiatore antico che scrutava i territori, inesplorati, con grandi timori e temeva di avventurarsi presagendo pericoli d’ogni genere. Per nostra fortuna abbiamo avuto in ogni mestiere dei pionieri. Esploratori capaci di superare le barriere fisiche e psicologiche e penetrare nel cuore delle cose, di scrutarle e di riportarci messaggi chiari, sulla loro natura, anche se il percorso non si è rivelato sempre cristallino e improntato alla ricerca pura, alla voglia di dare, senza ricevere in cambio, vantaggi economici e di carriera. È un prezzo che, in ogni caso, è stato pagato senza battere ciglio. Siamo consci che ogni progresso si porta dietro, come una zavorra, questo genere di pesi. Ciò non toglie valore alla scoperta, alla nuova via che è stata tracciata. Verrà il tempo che scrollerà di dosso i pesi superflui per puntare all’esclusivo valore che ci accomuna.Ci troviamo, anche in questa circostanza, a dover soppesare le logiche del presente con le ragioni del futuro. La caducità di chi vive per l’oggi e la saggezza di chi riesce a guardare oltre l’orizzonte. È come chi scruta la distanza davanti alla distesa di un oceano e chi lo fa sulla cima di una montagna. Il primo vede la linea dell’orizzonte più vicina, di quanto non lo è per l’osservatore che si porta sulle vette più alte del mondo. È una questione d’altezza e di profondità di discernimento. È anche la strada che ci conduce alla “grande sintesi” che rivela la sua intima essenza in termini dinamici, di una dinamica tutta animata da “telejois”, come direbbe Aristotile. Freccia che coglie nel segno come direbbe il poeta. Noi vediamo tutto ciò come pilotati da un vettore logico, come il bit informazionale e fisico come un’onda portante. In quest’orizzonte universale nascono la prospettiva e la proposta di un nuovo tipo di morale. Per chi cammina, per chi naviga, per chi vola, per chi scruta, per chi cresce, l’orientamento è parte funzionale e costituzionale. Così come dice, ed è il primo a scandirlo, il codice genetico. Co-dice non di carta ma di carne: costitutivo dell’essere là do-ve il principio d’identità non tollera contraddizione. Orientare la propria vita significa come prendere coscienza di sé, come accettarsi, come conoscersi e farsi riconoscere. Come l’esplorare il poter essere e come attuare il dover essere. Tutto intorno all’essere, che è nel divenire. I due aspetti, già contrapposti tra loro da due filosofie contrastanti hanno bisogno di una sintesi che li raccolga e li fondi. Quando riusciremo coralmente a prenderne coscienza l’augurio per l’umanità sarà quello che non possa essere troppo tardi per rinsavire. (Riccardo Alfonso)

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Conferenza sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Il gruppo ad alto livello sulla democrazia europea del Comitato europeo delle regioni (CdR), presieduto dal primo presidente del Consiglio europeo ed ex primo ministro belga Herman Van Rompuy, ha tenuto oggi la sua prima riunione. Il gruppo contribuirà ai lavori del CdR sulla Conferenza sul futuro dell’Europa. Il gruppo ad alto livello è un organismo consultivo indipendente, incaricato di sostenere il ruolo politico e istituzionale del CdR fornendo un’analisi politica strategica incentrata sulle sfide per gli enti locali e regionali in Europa, nel contesto della partecipazione del CdR alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Il gruppo ad alto livello ha il compito di rafforzare l’impatto e l’influenza che gli enti locali e regionali, attraverso il CdR, esercitano nel processo di elaborazione delle politiche europee, e di stimolare il dibattito sulla democrazia europea.Il Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato: ” Ringrazio i membri del gruppo ad alto livello per avere accettato l’invito. La loro competenza, la loro adesione ai valori dell’Unione europea e la loro profonda conoscenza delle sue dinamiche rappresentano risorse inestimabili che contribuiranno a massimizzare il contributo del Comitato alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Ogni membro del gruppo ad alto livello ha un profilo e una visione unici, che apporteranno un inestimabile valore aggiunto al nostro lavoro. La Conferenza non deve limitarsi a essere uno dei tanti concorsi di bellezza tra le istituzioni dell’UE, che ci lascia solo parole. Vogliamo e dobbiamo fare in modo che, dopo la Conferenza, la nostra Casa europea della democrazia sia ancora più solida in tutte le sue parti. La creazione del gruppo ad alto livello darà un contributo concreto a questo processo “.
Il presidente del gruppo ad alto livello Herman Van Rompuy ha dichiarato: ” Sono onorato della fiducia che il CdR mi ha dimostrato incaricandomi di guidare questo gruppo di importanti personalità. La nostra missione consiste nel presentare idee e proposte innovative e creative per rafforzare la democrazia europea e sviluppare un’Europa che protegge i suoi cittadini e conferisce loro potere. Gli enti locali e regionali possono contribuire a ripristinare la fiducia nella democrazia e dovrebbero essere maggiormente coinvolti nell’elaborazione delle politiche dell’UE. La Conferenza sul futuro dell’Europa offre un’opportunità unica per colmare il divario tra l’Unione europea e i cittadini che vivono nelle regioni, nelle città e nei villaggi, e dobbiamo riflettere su come rafforzare il nostro sistema democratico e costruire la fiducia attraverso un migliore coinvolgimento delle regioni e delle città. La Conferenza deve offrire soluzioni per una democrazia europea moderna che coinvolga i cittadini e fornisca risposte alle loro esigenze e preoccupazioni, con una visione condivisa per un futuro più resiliente e sostenibile “.Il gruppo ad alto livello procederà a uno scambio di vedute e collaborerà strettamente con i membri del CdR, in particolare con la Conferenza dei presidenti del CdR, l’Ufficio di presidenza, le commissioni tematiche e i membri della delegazione del CdR alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Esso interagirà inoltre con i giovani politici regionali e locali che partecipano all’iniziativa Young Elected Politicians (YEP) del CdR, al Forum europeo della gioventù e ad altri organi giovanili. Il suo lavoro e il suo impulso serviranno da base per il contributo del CdR alla Conferenza sul futuro dell’Europa, insieme ai dialoghi locali organizzati dai membri del CdR nelle regioni e nelle città dell’Unione europea, garantendo che la Conferenza abbia una risonanza anche al di là delle capitali nazionali.

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Al via la Conferenza sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Il MFE, insieme all’UEF accoglie con soddisfazione il raggiungimento di un accordo che finalmente apre l’opportunità di lavorare per una nuova Europa insieme ai cittadini. Per le forze che credono in un’Europa federale, sovrana e democratica è ora il momento dell’impegno e della mobilitazione. Nel salutare con sollievo l’avvio a lungo atteso della Conferenza sul futuro dell’Europa, il MFE, insieme all’UEF sottolinea l’importanza del momento storico e delle sfide politiche che l’Unione europea sta fronteggiando e ricorda la necessità che la Conferenza sia un momento di confronto per permettere ai cittadini, alla società civile, alle forze del lavoro e dell’impresa, insieme agli esponenti delle istituzioni nazionali ad europee, di confrontarsi e decidere come procedere per adattare le nostre istituzioni in modo da completare la costruzione di un’Europa federale, sovrana e democratica.“A questo proposito sarà fondamentale anche la riforma del sistema elettorale europeo, per uniformarlo, creare circoscrizioni pan-europee con le liste transnazionali, avviando la nascita di un vero spazio politico e di dibattito pubblico europeo”, conclude Sandro Gozi. “Ora è il momento del confronto e dell’azione, anche per superare i limiti della governance della Conferenza, che il Consiglio ha voluto indebolire con il principio del consenso che rende difficile raggiungere conclusioni efficaci. Serve un fronte comune di tutte le forze che credono in un’Europa sovrana e democratica, nel Parlamento europeo, nei Parlamenti e tra i governi nazionali, nella società civile. Si apre un processo che noi crediamo debba portare a costruire l’Europa federale di cui abbiamo bisogno. E Il tempo per farlo è ora: ora o mai più. Non sprechiamo questa opportunità”.

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Alitalia? Avrà un futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“Pur apprezzando l’interesse del nuovo Governo sul dossier Alitalia, l’impegno dell’esecutivo potrebbe non bastare. L’idea di una mini compagnia, con una flotta di aerei ridotta a 45 mezzi, un personale sotto organico con 4500 dipendenti, la vendita degli asset come richiesto dall’Europa e lo stanziamento che si assottiglia da 3 miliardi a 1 non sono di buon auspicio. Nei prossimi giorni il Governo incontrerà l’Ue e a Draghi ricordiamo che il rilancio di Alitalia non può prescindere da obiettivi ambiziosi, dal rilancio di Alitalia e dal potenziamento del trasporto, della logistica e dell’intermodalità, dal rafforzamento del segmento manutentivo e dalla tutela dei livelli occupazionali, seguendo peraltro numeri ampiamente confermati dalle altre compagnie europee. Non è vero in sostanza che ci sia un’eccedenza di personale, a meno che non si voglia ridimensionare o svendere la compagnia aerea. Dobbiamo mantenere un vettore nazionale autonomo e competitivo, moltiplicatore di turismo e commercio, cioè capace di contribuire alla creazione di nuova ricchezza”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Silvio Garattini: Il futuro della nostra salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il carico di difficoltà, errori e sofferenze che ha caratterizzato la pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha bisogno di profonde modifiche. Sul tema l’autore presenta un ampio spettro di proposte, spiegando al grande pubblico come dovremmo immaginare il futuro della nostra salute. In sintesi:
1. Occorre un completo cambiamento della mentalità. Il servizio della medicina deve occuparsi più della prevenzione che della cura.
2. Il SSN va sottratto alla politica, separandolo dal Ministero della Salute, che deve esercitare solo una funzione di controllo. Deve divenire una grande fondazione e poter utilizzare modalità di funzionamento privato senza avere necessità di lucro come la sanità privata.
3. Il nuovo SSN deve essere ancorato al territorio per evitare l’eccesso di ospedalizzazione.
4. Gli ospedali devono diminuire come numero ed essere utilizzati soprattutto per casi acuti. Occorre concentrare cardiochirurgie, neurochirurgie, trapianti d’organo, resezioni tumorali in relativamente pochi centri ad alta densità di interventi.
5. Il SSN deve essere sostenuto da una consulenza di tipo multidisciplinare, valorizzando gli IRCCS che devono fare da tramite in modo che diagnosi, terapia e riabilitazione siano coerenti con l’evidenza scientifica.
6. Il medico di oggi deve avere più tempo per studiare ed essere informato dalle case farmaceutiche solo attraverso incontri pubblici e trasparenti.
7. Il SSN è una delle attività più complesse che si possano immaginare e perciò ha bisogno di veri esperti e di adeguate risorse per la ricerca.
Silvio Garattini, Il futuro della nostra salute. Il Servizio Sanitario Nazionale che dobbiamo sognare, Edizioni San Paolo 2021, pp. 176, euro 17,00 In libreria dal 23 febbraio.
SILVIO GARATTINI è un notissimo scienziato e farmacologo italiano, fondatore presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – IRCCS. Frequenti i suoi interventi in televisione e sui giornali, anche in occasione dei recenti e attuali eventi legati alla pandemia da Covid-19.

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“Professioni 2030: il futuro delle competenze in Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

La ricerca, presentata durante l’evento digitale “L’occupazione in Italia nel 2030: quali competenze per il rilancio del Paese?”, sviluppa un modello predittivo su come cambierà il lavoro e le competenze in risposta al variare di macro-trend chiave, quali i cambiamenti ambientali, sociali, politici e tecnologici. Si basa su una struttura metodologica creata dall’Università di Oxford, oggi potenziata e adeguata grazie all’aggiornamento e all’integrazione di strumenti e metodi che hanno migliorato l’efficacia complessiva dell’acquisizione e gestione delle analisi degli esperti, nonché dell’algoritmo di machine learning.Prima della crisi, oltre il 25% delle figure professionali risultavano difficili da reperire da parte delle imprese italiane. La ricerca internazionale di ManpowerGroup sul Talent Shortage ha messo in luce come la mancanza di talenti sia duplicata nel corso dell’ultimo decennio e che i datori di lavoro italiani non riescono a trovare lavoratori con le giuste competenze. In tale scenario, secondo le stime OCSE, la crisi Covid-19 potrebbe inoltre causare una perdita di posti di lavoro compresa tra 1 milione e 200 mila e 1 milione e 400 mila.I risultati dello Studio di EY, Pearson e ManpowerGroup evidenziano come la transizione tecnologica e la crisi in atto avranno un ruolo chiave nel definire il futuro dell’occupazione, soprattutto come acceleratori dei processi di obsolescenza di competenze, mansioni e professioni. I processi di digitalizzazione e iperconnessione richiederanno profili di competenze compositi, in grado di gestire la complessità tecnica, tecnologica, organizzativa e gestionale. In tale contesto, sarà essenziale tanto l’up- e reskilling dei lavoratori, quanto la formazione di skills adeguate nei giovani che fanno per la prima volta il loro ingresso sul mercato del lavoro. A livello nazionale le previsioni occupazionali identificate dai modelli predittivi indicano che l’80% delle professioni presenti in Italia muterà quantitativamente nel prossimo decennio. Il modello prevede, innanzitutto, che più di un terzo della forza lavoro attuale svolge professioni che cresceranno nei prossimi dieci anni (circa il 36%), mentre tutte le altre rimarranno stabili (20%), o decresceranno (44%). Solo la metà delle professioni in crescita, tuttavia, saranno legate a vario titolo alla tecnologia: aumenteranno anche professioni legate alla cultura, alla comunicazione, ai servizi di cura (di carattere sanitario e non), all’insegnamento e alla formazione.Aumenteranno anche le professioni legate alla cultura, alla comunicazione, ai servizi di cura (di carattere sanitario e non), all’insegnamento e alla formazione. I dati mostrano che i trend di crescita dell’occupazione si concentrano nel settore terziario dei servizi alle imprese e alle persone. Al contrario, i trend più negativi si concentrano nei settori dell’industria e dell’agricoltura. (abstract)

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Esce il libro Verso…il futuro di Carlo Stasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

La casa editrice I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, è lieta di annunciare l’uscita dell’ultimo libro di Carlo Stasi, dal titolo “Verso … il Futuro”. Pur se nato nel cuore dell’Europa ed imbevuto di cultura europea, Carlo Stasi ha radici profondamente radicate nella sanguigna terra salentina. Ha sempre amato viaggiare, spinto da un’intensa passione conoscitiva e da una forte tensione creativa. Alla poesia ha affiancato la musica e la pittura intrecciando sonorità e motivi grafici nelle sue opere: una poesia “iconica”, “da vedere” per “leggere” e “riflettere”, dando “immagine alla parola” e “parola all’immaginazione”. Corredato da interventi critici di grandissimo rilievo e spessore, questo libro documenta e raccoglie 40 anni della produzione poetica visiva edita ed inedita di questo “artista della parola”. In questo libro si riesce a cogliere la poliedricità espressiva di Carlo Stasi, dove la parola e il segno sono soggetti ad un continuo lavorìo di separazione di segnali e contenuti che vanno oltre il Tempo e lo Spazio, perché divengono essi stessi Tempo e Spazio di una narrazione sui generis. Il visus (o la visione per mera esemplificazione) è la risultante di memorie associative in grado di classificare varie sfumature di sensibilità, tensione emotiva, pulsioni estetiche in categorie non predefinite, in grado di lasciare il lettore a se stesso, non nel senso di deriva e abbandono, ma di libertà immaginativa e di conseguenza espressiva in grado di concretizzare nuovi universi narrativi e poetici che rapiscono e ammaliano. VERSO…IL FUTURO! (pubblicazione corredata da un ricco apparato iconografico) di Carlo Stasi racconta di come l’autore vede, osserva e vive il mondo, il suo mondo, il nostro mondo attraverso il segno della parola e la parola del segno, raccontando di sensazioni, sentimenti unici e irripetibili che si fanno visioni che solleticano il cuore e lo spirito. Prefazione di Lamberto Pignotti. Interventi di Augusto Ponzio, Giovanni Dotoli, Richard Demarco, Vincenzo Guarracino, Susan Petrilli, Luciano Ponzio, Emilio Filieri, Andrea D’Urso, Donato Di Poce, Alessandro Laporta, Giuliana Coppola, Stefano Donno, Paola Scialpi, Mauro Marino, Chiara Evangelista, Nicola Salvatore, Salvatore Luperto, Maurizio Nocera, Carmen De Stasio, Paolo Vincenti, Antonietta Fulvio, Raffaele Messinese, Francesco Pasca, Massimo Pasca, Mario De Marco.

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Dal Presidente Draghi una visione condivisa del futuro della sanità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Il discorso al Senato del Presidente Draghi ha affrontato tutti gli aspetti cruciali per la ripartenza del paese, che non solo deve superare la crisi drammatica in cui in trova ma deve rapidamente attuare una serie di riforme che già erano urgenti prima della pandemia. L’innovazione tecnologica, la scuola, il riassetto del sistema produttivo e, naturalmente, la tutela della salute. Il Presidente Draghi ha giustamente posto l’accento sulla necessità di accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid, e ha sottolineato che non serve attendere che siano disponibili strutture ex novo ma è bene sfruttare a pieno regime gli spazi pubblici e privati già oggi a nostra disposizione. E’ una visione che condividiamo, e ribadiamo al Presidente che i 60mila farmacisti che esercitano nelle oltre 19mila farmacie sono da subito a disposizione”. Così il presidente della FOFI, Onorevole Andrea Mandelli, a commento delle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio svolte oggi al Senato.Per Mandelli, “la rete delle farmacie italiane rappresenta infatti una infrastruttura con una straordinaria capillarità sul territorio, già pronta e operativa perché ha al suo interno le professionalità necessarie, come stabilito dalla legge di Bilancio di quest’anno, per somministrare in sicurezza le vaccinazioni anti Covid alla popolazione generale”. In merito alla proposta di una riforma della sanità centrata sull’assistenza territoriale – un’altra delle priorità indicate nel discorso – il Presidente della FOFI ha sottolineato che “la farmacia dei servizi rappresenta già oggi un’esperienza assolutamente in linea con questa impostazione. Con i servizi assistenziali e sanitari erogati al suo interno ma anche al domicilio del paziente, questo presidio sanitario polifunzionale costituisce infatti un pilastro fondamentale di quella “casa come luogo principale di cura” indicata da Draghi come prospettiva futura di una sanità moderna, efficace e vicina al cittadino”.

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Il futuro della filiera zucchero in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Bruxelles. Sarà svolto da Areté lo studio della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea (DG Agri) sul futuro della filiera zucchero in Europa. L’obiettivo ambizioso è di analizzare la capacità e le strategie di adattamento messe in campo a tutti i livelli della filiera per rispondere ai profondi cambiamenti dettati dalla transizione “post quote” e dal mutare delle condizioni di mercato e di produzione nell’UE e nei Paesi terzi. Areté mette in campo per il progetto un team di oltre trenta esperti, di cui la metà dislocati nei principali Paesi UE toccati dallo studio, nonché in UK, Stati Uniti e Brasile. Un anno di lavoro che vede coinvolti alcuni tra i principali esperti del settore tra policy, mercati, prezzi e strategie aziendali.In che modo la filiera si è riadattata al mutato contesto politico; dove e come si è spostata la produzione, se e come si sono ricollocate o riconvertite le attività e concentrate le aziende; quanto l’intero sistema si è rivelato resiliente e potrà esserlo ancora di fronte alle sfide future, dettate dal contesto internazionale di mercato dello zucchero. Questi alcuni interrogativi a cui lo studio risponderà. In particolare, analizzerà quanto è accaduto e sta accadendo non soltanto nell’UE ma anche in alcuni Paesi terzi importanti produttori di zucchero, per dare risposta a questi quesiti ed indicare le strade che si sono rilevate efficaci per garantire la resilienza del settore e delle filiere.Una filiera, quello dello zucchero, profondamente scossa in tutta Europa dalla riforma del 2005 e dalla successiva abolizione delle quote avvenuta nel 2017. In Italia, negli stessi anni, il numero di zuccherifici si è ridotto da diciannove a due, mentre la produzione crollava dal milione e mezzo di ton della campagna 2004/05 alle 200mila di oggi. In Europa la produzione ha tenuto, ma a costo di una profonda ristrutturazione che ha comportato la chiusura di ben 85 impianti, con il numero di zuccherifici in attività sceso dai 189 del 2005 ai 104 attuali. Drastico l’impatto anche sull’occupazione (-42%, con circa 22mila unità perse), e sul numero di bieticoltori, che nell’UE si era dimezzato rispetto al periodo pre-riforma già nel 2013, passando da circa 300.000 a circa 150.000.“L’Europa e molti Paesi extra-UE hanno l’obbligo di sottoporre le misure di policy ad analisi preventiva e poi a verifica periodica, per valutarne efficacia ed efficienza ed accertarsi che stiano raggiungendo gli obiettivi desiderati, o modificarle ove necessario – spiega Enrica Gentile, CEO di Areté e responsabile della Policy Evaluation Unit – . Areté collabora moltissimo con le istituzioni europee e di diversi Paesi extra-UE, oltre che con tante importanti aziende del settore in Italia e all’estero, ma con le istituzioni italiane, fino ad oggi, è stato difficile. Confidiamo d’altro canto che in un momento in cui i policy-makers dovranno effettuare scelte importanti su come destinare le risorse (anche europee) e supportare resilienza e rilancio del settore, la cultura dell’analisi e della valutazione esterna diventi uno strumento consolidato anche in Italia”.

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Il futuro della Nazione passa per il rilancio di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2021

Le celebrazioni per il 150esimo anniversario della proclamazione di Roma Capitale d’Italia devono essere occasione per rifocalizzare l’attività parlamentare sull’attribuzione a Roma Capitale di poteri e fondi speciali, una posizione storica di Fratelli d’Italia, e su cui le forze politiche hanno trovato convergenza approvando un ordine del giorno presentato da Giorgia Meloni e Fabio Rampelli e sottoscritto anche da me e dalla collega Bellucci, insieme agli altri deputati e senatori componenti dell’Osservatorio Parlamentare per Roma. Le grandi metropoli globali sono normate come veri e propri “distretti”, come Berlino o Parigi. Roma merita più poteri e più fondi.”Così il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, componente dell’Osservatorio Parlamentare per Roma Capitale, già presidente della commissione Cultura di Roma Capitale.

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Apriamo un dibattito sul nostro futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Da anni, oramai, siamo portati a concentrare la nostra attenzione più sul presente e molto meno sul futuro. Siamo preoccupati per il clima ma nel momento in cui dovremmo prendere delle importanti decisioni ci dilunghiamo in noiosi e lunghi dibattiti che lasciano il tempo che trovano. Lo stesso accade se pensiamo al sociale, alla povertà nel mondo, alla salute, all’istruzione e all’evoluzione tecnologica in atto. Ci rendiamo “fumosamente” conto che dobbiamo mettere mano a un progetto d’ampio respiro se vogliamo che l’umanità non imbocchi il tunnel del non ritorno, ma anche in questo caso ci accontentiamo di qualche accenno come se quanto accade intorno a noi non ci riguarda direttamente eppure si riverberano in noi momenti di consapevolezza dei gravi errori che stiamo commettendo nel rendere le condizioni di vita sempre più precarie. Ma spesso queste riflessioni si rivelano un attimo fuggente prima di rituffarci nei problemi che ci legano al contingente: lo studio, il lavoro, la mobilità, il modo di tenere in piedi il nostro budget che inesorabilmente si assottiglia, l’assistenza sanitaria e via di questo passo. Una donna, che a giorni partorirà, mi confessava i suoi timori sul futuro del nascituro e si chiedeva se avesse fatto bene a volerlo e se non fosse stato solo il frutto del suo egoismo. Tutto questo dovrebbe indurci ad agire, a ricercare un cambiamento, a lavorare con impegno per realizzarlo all’istante. Si tratta, ovviamente, di un aspetto che va a monte del problema. Dovremmo da subito instillare nei nostri figli una visione della vita più votata ai valori e molto meno ai suoi aspetti edonistici nel senso del piacere immediato a prescindere. Se partiamo, infatti, dal concetto che l’umanità debba farsi carico di due diritti fondamentali quali il diritto alla vita e a vivere dovremmo comprendere sino in fondo il modulo di vita che si richiede. Come possiamo, infatti, garantire la vita per chi nasce nella povertà? Per chi è generato in una terra inospitale e gli è impedito di cercare luoghi diversi e spesso per via del colore della sua pelle? E allora ci chiediamo perché il diritto a vivere non garantisce a tutti, indistintamente, un’infanzia affrancata dalla miseria, un’istruzione e un’assistenza sanitaria adeguate? Un tetto sotto cui ripararsi e da adulto un lavoro sicuro e una vecchiaia serena? Perché anche nelle città dell’opulenza vi sono migliaia di persone che non hanno una casa e dormono sotto i ponti o nei rifugi d’emergenza? Perché un giovane deve tenderti la mano per chiederti un obolo per la sua sopravvivenza? E poi ci meravigliamo se una tale condizione suscita in alcune vittime uno stimolo alla rivolta, a riscattare la sua dignità umiliata con la violenza? Questo è un presente che non può avere un futuro senza suscitare la ribellione, senza generare instabilità e conflitti regionali cruenti. Dobbiamo proporci un avvenire diverso prima che sia troppo tardi per arrivarci. È la sola strada se vogliamo guardare i nostri figli e sorridere alla loro vita e al come cerchiamo di costruirla facendo ammenda dei nostri errori. (Riccardo Alfonso)

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Roma: due donne delle istituzioni che pensano come gestire il futuro della Capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Sono Virginia Raggi e Giorgia Meloni. Ad una lettera della Raggi La Meloni risponde sul Messaggero: ““Confermo la nostra disponibilità a collaborare e ad offrire il nostro contributo per il bene di Roma Capitale e dei romani. Mi consenta però di segnalarle l’estremo ritardo con il quale lei arriva a proporre l’istituzione di un tavolo di confronto sui poteri speciali e le risorse per la Capitale, un’iniziativa che noi sosteniamo da quasi cinque anni e che lei avrebbe dovuto far sua all’inizio della sua consiliatura. Questo non è avvenuto, e ancora oggi i tempi di avvio di questa iniziativa non sono chiari nella sua lettera, che non riporta una data di convocazione né un preciso cronoprogramma. E anche questo non fa ben sperare sulla reale volontà di raggiungere l’obiettivo”. E soggiunge: “Gli atti e le proposte presentate in Parlamento, in Regione Lazio e in Assemblea capitolina testimoniano il nostro lavoro e confermano che il nostro impegno per Roma c’è sempre stato e non mancherà mai. Ricordo – continua Meloni – che è sulla base della mozione di FdI approvata dall’Aula Giulio Cesare che Lei ha avuto la forza di andare dal presidente del Consiglio Conte per porre il tema, non più rinviabile, di dare a Roma lo status e la dignità che merita. Ed è sempre grazie a Fratelli d’Italia se nelle linee guida sul Recovery Plan è stato dedicato un focus a Roma Capitale”. Lei ha ragione quando sostiene che la legge di bilancio non ha previsto precipui impegni per Roma. Noi per primi ci saremmo aspettati che un governo sostenuto dai partiti che esprimono il Sindaco di Roma e il presidente della Regione Lazio colmasse questo vulnus, ma non è andata così. Ne abbiamo preso tristemente atto e abbiamo tentato di proporre delle soluzioni”. “È di Fratelli d’Italia, infatti, l’emendamento alla legge di bilancio con il quale si chiedeva la creazione di un fondo ad hoc per stanziare un miliardo di euro finalizzato a coprire gli interventi finalizzati al trasferimento dei poteri a Roma Capitale. Il Governo e la maggioranza, composta dal suo partito e da quello del presidente Zingaretti, lo hanno bocciato. Allora, abbiamo presentato un ordine del giorno ed è solo grazie alla nostra determinazione se alla Camera è stato approvato all’unanimità delle forze politiche. Ora il Parlamento e il Governo si sono assunti un impegno solenne, che deve essere rispettato perché Roma è la Capitale d’Italia e il suo futuro è una questione nazionale, che coinvolge le Istituzioni nazionali e non solo le forze politiche, sociali ed economiche romane. Sindaco, è ora di passare dalle parole ai fatti: il nostro contributo, il nostro impegno e le nostre proposte ci saranno sempre ma perdere altro tempo sarebbe un affronto a Roma e all’Italia. E noi non siamo disposti a farlo. La saluto e ricambio gli auguri di un felice anno nuovo” – conclude il presidente di Fratelli d’Italia. (n.r. Quando ci fu la candidatura della Raggi l’accogliemmo con entusiasmo perché vi intravedemmo una svolta al dominio incontrastato degli uomini e convinti come siamo stati che il “senso pratico femminile” sarebbe stato l’elemento in più per far uscire dal pantano in cui sera cacciata la Capitale. Ora potrebbero esserci non una ma due donne, anche se politicamente distanti tra loro, e se una ha lasciato qualche rammarico di troppo la Meloni saprebbe fare la differenza. E’ che Roma ha un passato politico turbolento e i romani, a loro volta, non sono stati sempre all’altezza della situazione dando a vedere il loro bisogno d’avere una guida politica ferma e decisa per fare delle scelte che potrebbero apparire a taluni impopolari ma che noi riteniamo necessarie. Manca, in altri termini chi dimostra con i fatti la capacità di dialogare con la gente, di cercare la collaborazione di tutti senza pregiudizi ideologici, senza badare solo al proprio ritorno politico. Vorremmo, questa volta, che le candidature fossero al di sopra dei colori politici ma che i politici si assumessero l’onere di sostenerle con un programma serio e fattibile. Non ci servono i nomi altisonanti, i politici “trombati” alla ricerca di una poltrona qualunque essa sia, ma di una città che possa essere amministrata con il cuore e la mente.)

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L’Europa chiede all’Italia un futuro più verde per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

La Commissione Europea ha reso pubbliche le raccomandazioni in merito ai contenuti dei Piani Strategici per la futura programmazione della Politica Agricola Comune (Pac) che gli Stati Membri, tra cui l’Italia, stanno redigendo. Questi documenti erano stati annunciati lo scorso 20 maggio dalla Commissione all’interno del documento sull’aderenza della Pac agli obiettivi del Green Deal pubblicato insieme alle due importanti strategie Biodiversità al 2030 e Farm to Fork.Nella comunicazione viene ribadita in primo luogo a tutti gli Stati Membri la necessità che il Piano Strategico Nazionale per la Pac sia in linea con il Green Deal, indicando in modo esplicito l’obbligo di riportare i target delle strategie F2F e Biodiversità declinati a livello nazionale nei Piani Strategici.La Commissione Europea, nel documento di lavoro destinato al nostro Paese, sottolinea i nodi dell’agricoltura italiana ancora da risolvere, sia sotto il profilo sociale che ambientale: dall’annosa questione dei titoli storici che impediscono una equa distribuzione del reddito, al calo della biodiversità delle aree agricole, all’utilizzo ancora eccesivo di pesticidi, fino all’insostenibile carico zootecnico in alcune aree del Paese.L’Europa chiede, quindi, al nostro Paese un impegno sostanziale, attraverso gli interventi del Piano Strategico Nazionale a favorire l’agricoltura biologica, ridurre l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti, diminuire le emissioni zootecniche, intervenire per migliorare il benessere animale e la conservazione della biodiversità negli agroecosistemi, per ridurre il rischio idrogeologico. Tutto ciò anche attraverso l’implementazione e la diffusione del sistema delle conoscenze in merito, sin qui sottovalutate in fase di definizione della politica agraria nazionale (un’analisi di dettaglio verrà resa disponibile nei prossimi giorni sul sito di CambiamoAgricoltura).«Questo documento ricalca molte delle richieste per una vera riforma della Pac contenute nel nostro decalogo reso pubblico già a luglio 2018» affermano le associazioni riunite nella Coalizione CambiamoAgricoltura. «Le raccomandazioni della Commissione Ue sono oggi importanti perché spingono il nostro Governo a redigere un Piano Strategico Nazionale della Pac post 2020 ambizioso e aderente alle sfide del futuro, in grado di correggere in parte le posizioni arretrate fino a ora assunte dall’Italia in sede europea sulle sfide ambientali e sociali della nuova Pac». Posizioni che, ricordano le Associazioni di CambiamoAgricoltura, hanno contribuito alle decisioni del Parlamento Europeo e del Consiglio Agrifish sugli emendamenti che hanno indebolito i regolamenti presentati a giugno 2018 dall’allora commissario all’agricoltura Hogan, come dimostra l’analisi svolta dalla Coalizione CambiamoAgricoltura, presentata in un documento e con una serie di infografiche scaricabili sul sito della Coalizione.Le Associazioni auspicano che la Commissione nel corso del trilogo riporti i regolamenti della Pac sulla strada del Green Deal, come affermato lo scorso mercoledì dalla Presidente Von der Leyen nel corso della Eu Agricultural Outlook conference.«Oggi, in coincidenza con la pubblicazione delle raccomandazioni della Commissione Ue, abbiamo inviato due lettere ai Ministri dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, e dell’Ambiente, Sergio Costa, chiedendo che il percorso di definizione del Piano Strategico Nazionale riparta al più presto con l’istituzione del tavolo di partenariato promesso, con un proattivo e caratterizzante contributo del Ministero dell’Ambiente in questo processo». Tale obbligo è richiamato dalla Commissione stessa nelle sue raccomandazioni.«Solo così» concludono le Associazioni «saremo certi che anche il nostro Paese farà la sua parte per operare la necessaria transizione ecologica dall’attuale modello agricolo dominante ad uno in sintonia con il Green Deal europeo».

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Quale è il nuovo modello assistenziale per affrontare il futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Martedì 15 dicembre 2020 – ore 14:30-16:00 sul tema “Il Covid-19 ha rilanciato la sfida delle cronicità”. L’evento è organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle associazioni di pazienti ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus e APMARR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS. Nel corso dell’incontro verrà presentata l’Indagine sulla gestione delle malattie reumatologiche durante la pandemia promossa da ANMAR e APMARR in collaborazione con il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS. L’argomento è di attualità dal momento che, proprio in questi giorni, il Governo sta esaminando la bozza di Recovery plan che dovrebbe destinare 9 miliardi alla Sanità, di cui 4,8 miliardi all’assistenza di prossimità e alla telemedicina, entrambi temi che riguardano direttamente i pazienti cronici. Il programma prevede gli interventi di: Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale di Telemedicina ISS – Istituto Superiore di Sanità Silvia Tonolo, Presidente ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici Antonella Celano,Presidente APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Roberto Gerli, Presidente Società Italiana di Reumatologia Fabiola Bologna, Deputato alla Camera – Commissione Affari Sociali e Membro dell’Intergruppo Innovazione Modera: Eleonora Pellegrini de Vera – Giornalista ed Executive Vice President di Weber Shandwick L’evento è realizzato con il contributo incondizionato di Galàpagos.

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