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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘g7’

G7 and the new geopolitical, social, economic and financial balances

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

The recent meeting of the G7 seen with the magnifying glass of the national media, due to the debut of the new president of the council Giuseppe Conte, leaves us perplexed on how the theme was developed as the importance of the event certainly did not concern, however appreciable, the figure of our president of the council but the dramatic turn that is taking what was considered a stabilized relationship of strength among the countries that continue to consider themselves the Deus ex machina on the world stage. Instead, reality seems to start on a different path and there is no worse blind than those who do not want to see. If at this point we consider, with pragmatism, when it is happening around us we have to take note that a new world order is being consolidated, which sees on the horizon the appearance of other subjects such as Russia, China and India whose economic force and political influence have opened up new scenarios by tarnishing those represented up to now by Community Europe, the US, Canada and Australia. Not only. Although it may seem absurd it was precisely the globalization that inflicted the mortal blow on that part of the world that calls itself “West”. Or better to say to a globalized model that frees the exchange of goods and production but without solving the logic of unit prices of products that reverberate on one hand the low cost of labor and technology and on the other the reckless Western response in the pursuing the reduction or non-adjustment of wages to the cost of living and work protection that, among other things, limits the purchasing power and favors goods imported from countries where the standard of living is much lower. At this point Trump has the merit of having taken, as they say, the bull by the horns and embarked on a path that we should have already taken. And we do not hypocritically try to get scandalized. Even in the 27 EU countries wage differences cause companies to move from one country to another. It would not happen if a company is imposed on those companies, which want to return goods produced elsewhere. So let’s stop feeling diminished if our prime minister has a hand on less than the so-called “greats of the earth” and think of those who are becoming truly such as Putin, Xi Jinping and Ram Nath Kovind. They are not in the G7 but their countries are worth much more on the world stage. (Riccardo Alfonso)

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G7 e i nuovi equilibri geopolitici, sociali, economici e finanziari

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Il recente meeting del G7 visto con la lente d’ingrandimento dei media nazionali, per via del debutto del neo presidente del consiglio Giuseppe Conte, ci lascia perplessi sul come il tema sia stato sviluppato in quanto l’importanza dell’evento non riguardava di certo, per quanto apprezzabile, la figura del nostro presidente del consiglio ma la svolta drammatica che sta assumendo quello che si riteneva un rapporto di forza stabilizzato tra i paesi che continuano a considerarsi il Deus ex machina sulla scena mondiale. La realtà invece sembra incamminarsi su una strada diversa e non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere. Se a questo punto consideriamo, con pragmatismo, quando sta accadendo intorno a noi dobbiamo prendere atto che è in via di consolidamento un nuovo assetto mondiale che vede all’orizzonte la comparsa di altri soggetti quali la Russia, la Cina e l’India la cui forza economica e influenza politica hanno aperto nuovi scenari appannando quelli rappresentati sino ad oggi dall’Europa comunitaria, dagli Usa dal Canada e dall’Australia. Non solo. Per quanto possa sembrare assurdo è stata proprio la globalizzazione a infliggere il colpo mortale a quella parte del mondo che si definisce “occidente”. O per meglio dire ad un modello globalizzato che rende libero lo scambio di merci e di produzioni ma senza risolvere la logica dei prezzi unitari dei prodotti che riverberano da una parte il basso costo della manodopera e delle tecnologie e dall’altra la sconsiderata risposta occidentale nella rincorsa alla riduzione o mancato adeguamento dei salari al costo della vita e delle tutele sul lavoro che, tra l’altro, limitano il potere d’acquisto e favoriscono le merci importate dai paesi dove il tenore di vita è grandemente più basso. A questo punto Trump ha il merito d’aver preso, come si suole dire, il toro per le corna e intrapreso un percorso che già da tempo avremmo dovuto imboccare. E non cerchiamo ipocritamente di scandalizzarci. Persino nei 27 paesi dell’Ue le differenze salariali provocano i trasferimenti delle aziende da un paese all’altro. Non accadrebbe se a quelle imprese, che vogliono far rientrare le merci prodotte altrove, venga imposto un dazio. E allora smettiamola al sentirci diminuiti se il nostro presidente del consiglio ha stretto una mano di meno ai cosiddetti “grandi della terra” e pensiamo a quelli che stanno diventando davvero tali come Putin, Xi Jinping e Ram Nath Kovind. Non sono nel G7 ma i loro paesi valgono molto di più sulla scena mondiale. (Riccardo Alfonso)

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G7 a Torino: scontri e aggressioni alla Polizia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

torino5g“G7 a Torino, violenza dei contestatori e poliziotti feriti. Ci risiamo. Anche quest’anno torna, puntuale, il consueto e immancabile ‘autunno caldo’, che segue, del resto, a una ‘estate calda’, e prima ancora una ‘primavera calda’ e prima ancora un ‘inverno caldo’. Sono ormai immancabili e ineludibili marce, cortei, e scoppi di dissenso su una mole di questioni che diventano problemi di ordine pubblico a causa del vuoto che lascia la politica. Le conseguenze sono disastrose: i problemi rimangono e si ingigantiscono, e noi continuiamo a pagare sulla nostra pelle, ogni volta con i feriti di turno. Siamo sinceramente stufi di tutto questo. Stufi di andare ogni giorno alla ‘guerriglia’, in qualunque occasione, in qualunque stagione, e sempre senza tutele, ma con la consapevolezza che se non finiamo in ospedale magari finiamo in tribunale, pronti ad essere aggrediti, dileggiati, odiati senza avere alcuna colpa se non quella di portare la divisa”. Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo i diversi scontri avvenuti in occasione del G7, a Torino, dove la Polizia ha dovuto rispondere con cariche alla violenza dei manifestanti, e si sono registrati diversi danni, fra l’altro con cassonetti dati alle fiamme e lancio di petardi, e due agenti sono rimasti feriti mentre tre persone sono state fermate. “Noi – insiste Pianese – restiamo puntualmente presi fra chi non ci tutela legislativamente e ci usa, e la folle mancanza di senso civico quando non il pervicace atteggiamento di illegalità di chi si cela dietro a una presunta manifestazione del dissenso per esercitare violenza e criminale libero arbitrio a danno degli appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati solo a svolgere il proprio lavoro. Continuare così non si può. E’ ora che ciascuno riprenda a fare la sua parte, svolgendo il proprio ruolo con lo stesso senso del dovere che contraddistingue gli appartenenti alle Forze dell’ordine, i soli rimasti ad adempiere ai propri compiti con orgoglio e con onore, a qualsiasi costo e nonostante tutto”.

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Il Coisp dopo le parole del Capo della Polizia sulla perfetta riuscita del G7

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

franco gabrielli“Un impegno di straordinaria importanza, delicatezza e difficoltà come il G7 ha trovato un altrettanto straordinaria risposta delle Forze dell’Ordine a cui esprimiamo orgogliosi la nostra massima soddisfazione, facendo eco al riconoscimento già tributato dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, e dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli. La Forze che compongono il Comparto Sicurezza sono e restano il fiore all’occhiello dell’Italia intera, sempre e comunque, nonostante tutto, e siamo grati al nostro Capo per la sua volontà di ribadire questa cosa alla ‘sua gente’ ed anche a tutti gli altri ad ogni occasione”. Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, facendo eco ai commenti del Capo della Polizia a seguito del perfetto svolgimento del G7 a Taormina. “Con altrettanta convinzione – aggiunge Pianese – ci uniamo al Prefetto Gabrielli con feroce critica nei confronti non solo dei pochi sciocchi che hanno pensato di poter riuscire a creare qualche problema di ordine pubblico in un’occasione la cui riuscita poteva e doveva essere solo un vanto per il nostro Paese, e così è stato; ma soprattutto nei confronti di chi ha sollevato le solite sterili e strumentali critiche, che tuttavia non hanno gettato alcuna ombra sul volenteroso ed impeccabile lavoro di donne e uomini in divisa. A loro – conclude il Segretario Generale del Coisp – ribadiamo i nostri complimenti, ancora una volta onorati che il Ministro ed il Capo lo abbiano fatto pubblicamente perché i cittadini non sempre sanno quale sacrificio stia dietro a una macchina che opera così fedelmente e perfettamente, ed inoltre perché la condivisione, la comprensione e l’apprezzamento altrui è la più grande gratificazione su cui dobbiamo poter contare”.

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La fotografia Alinari celebra il G7 della Cultura a Firenze

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

g7 alinari1Firenze. Con un “banco ottico”, apparecchiatura fotografica ottocentesca, lo staff Alinari ha realizzato, nella Sala della Musica di Palazzo Pitti, una fotografia celebrativa del primo G7 della Cultura inaugurato oggi a Firenze, a cui hanno preso parte, oltre al Ministro Franceschini, i suoi colleghi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, nonché il commissario europeo per la cultura ed il segretario generale dell’Unesco.
La fotografia verrà sviluppata e stampata in analogico secondo le tecniche artigianali dell’800, garantendo la massima qualità ed il prestigio propri di Alinari.
Una copia della fotografia, consegnata a tutti i partecipanti, entrerà anche negli Archivi Alinari che, con un patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, conservano e valorizzano la memoria del nostro Paese e del mondo intero e, da oltre 150 anni, producono e tramandano al futuro comunicazione per immagini.
La “Cultura come strumento di dialogo tra i popoli”: medium privilegiato, che non conosce barriere o limiti, la fotografia racconta da quasi 180 anni la storia, i popoli, l’arte, la cultura, il paesaggio, il lavoro. La società Alinari è protagonista di questo racconto dalla metà dell’800.

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Rilanciare lotta contro povertà al prossimo G7

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

poveroUna macchina che può e deve accelerare la sua trasformazione per arrivare pronta al prossimo G7 a presidenza italiana. E’ il ritratto della nuova cooperazione emerso nel corso dell’incontro “2017, anno di sfide: l’Italia fra riforma della cooperazione e presidenza G7”, organizzato oggi a Roma da ActionAid per promuovere il dibattito tra opinion leaders di istituzioni, società civile e settore privato e fare il punto sulla riforma in vista del prossimo G7 a guida italiana.In occasione dell’incontro, ActionAid ha presentato lo studio “La cooperazione italiana allo sviluppo a due anni dalla riforma: innovazioni, evidenze e criticità” per analizzare le potenzialità, tutte da esplorare, dei nuovi meccanismi. A due anni dalla Legge 125 che ha rifondato il sistema della cooperazione allo sviluppo, ruoli e relazioni tra nuovi e vecchi attori sono ancora da perfezionare; la collaborazione tra non profit e settore privato non è ancora passata ad una fase operativa e le imprese devono comprendere come potranno cogliere le opportunità di investimento offerte dalla cooperazione allo sviluppo.C’è inoltre un problema di risorse umane: l’Agenzia è ancora priva delle figure professionali necessarie a svolgere tutte le funzioni previste dal suo mandato. Mancano, infatti, le modalità per favorire il reclutamento di personale dotato delle competenze necessarie per rinnovare l’efficacia e l’efficienza delle attività di cooperazione.“Ci auguriamo che molti nodi vengano sciolti dal Governo nei prossimi mesi anche in vista del G7 a presidenza italiana. Chiediamo al Governo e al Parlamento di confermare la volontà di ridare centralità alla cooperazione internazionale allo sviluppo, sostenendo fino in fondo il processo di riforma, e di confermare il trend positivo di crescita dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo. E’ necessario incrementare le voci di spesa che generano realmente uno sviluppo nei paesi partner, mentre dal punto di vista geografico dovrebbero essere incrementati gli aiuti ai Paesi Meno Avanzati. Oggi è emersa una chiara volontà dei vari attori di lavorare insieme per obiettivi comuni”, ha dichiarato Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia.La riforma della cooperazione assume ancora più importanza in vista del G7 che l’Italia è chiamata a organizzare nel 2017. Per ActionAid il vertice deve tornare a un formato che permetta di discutere e prendere decisioni importanti sulle grandi questioni che riguardano lo sviluppo globale, all’interno del solco tracciato dai processi multilaterali internazionali. Per discutere temi come finanza per lo sviluppo, salute globale, ambiente e cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile e diritti delle donne è necessario prevedere almeno due giorni di incontri e discussioni. Altrettanto importante sarà ripristinare la sessione speciale con i paesi Africani, così come l’opportunità di svolgere un dialogo strutturato con la società civile.

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Greenpeace responds to the G7’s Communique on climate change

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

greenpeace

Ise-Shima. The Ise-Shima G7 Leaders’ Communique does not reflect the urgency of the climate crisis we face, nor is it consistent with the momentum around the world since the Paris Agreement. Clearly, Japan has held back the rest of the G7 from the action the Paris Agreement requires. “The Ise-Shima Communique fell short of what’s needed on climate change,” said Jennifer Morgan, Executive Director of Greenpeace International. “We’re glad to see the G7’s support for ratification of the Paris Agreement this year, but we expected a more ambitious response to the climate crisis, with specific details of how and when G7 leaders themselves intend to act. “The first assessment of all countries’ climate commitments takes place in 2018, and we challenge the G7 to produce plans for a transition to 100% renewable energy by then. The promise to implement existing climate pledges early is welcome, but these should be quickly strengthened to much more ambitious pledges.” Last year in Elmau, G7 leaders were bold in committing to do their part to decarbonise the global economy over the course of this century, while aiming for a transformation of the energy sectors by 2050 in order to hold temperature rises to below 2C and reduce emissions to zero. That sent an important signal to global investors and the fossil fuel industry that the transformation is under way and full decarbonisation is inevitable. Since then, the world agreed to pursue the goal of limiting temperature rises to 1.5C. The G7 should have responded by recognising this means a transition to 100% renewable energy by 2050 at the latest.Nuclear energy is not the answer to the climate crisis, and it’s disappointing to see the G7 leaders suggest that nuclear energy can significantly contribute to the reduction of greenhouse gas emissions.“This idea is being pushed by the Japanese government and other pro-nuclear countries in support of their own agendas,” said Hisayo Takada, deputy programme director at Greenpeace Japan. “Nuclear will not be a significant part of the energy mix in Japan again. Prime Minister Abe is using the climate crisis to promote his own short-sighted commitment to this outdated and risky technology.”

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Incontro tra primo Ministro del Giappone Abe e i giovani del J7 Summit

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

giapponeSi è svolto a Kuwana (Giappone) il Junior 7 Summit, vertice giovanile dei paesi membri del G7, a poche settimane dall’appuntamento annuale del G7 che si riunirà il 26 e il 27 maggio prossimi a Ise-Shima. I 28 giovani delegati, tutti studenti tra i 15 e i 18 anni hanno incontrato il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, “padrone di casa” del J7 e presidente del G7.La delegazione Italiana è composta da 4 raggi e ragazze, selezionati dall’UNICEF Italia in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri: Giulia Ambrosiani, 18 anni, di Sauze D’Oulx (Alpi Cozie); Mariano Maresca, 18 anni, di Napoli; Silvia Race, 18 anni, di Napoli; Michele Valentini, 15 anni di Roma. Il Junior Summit 2016 è stato organizzato dal Governo giapponese allo scopo di favorire il dialogo internazionale tra i giovani provenienti dai 7 Stati membri.
I giovani delegati del J7 hanno discusso i temi all’ordine del giorno del prossimo G7, raccogliendo i risultati delle loro ricerche e discussioni in una risoluzione denominata “Kuwana Junior Communique”. La risoluzione è stata consegnata oggi al premier Abe che, in qualità di presidente di turno del G7 lo consegnerà agli altri 6 Capi di Stato e di Governo.«Al G7 di Ise-Shima del mese prossimo discuteremo apertamente e sinceramente, più di quanto immaginiate. E vorrei mandare un messaggio chiaro per contribuire allo sviluppo forte e sicuro per l’economia mondiale» ha dichiarato ai giovani il premier Abe. «Ho saputo che avete discusso attivamente degli argomenti più importanti come i cambiamenti climatici, la crescita economica, il benessere personale e la parità tra i generi. Se voi, prossima generazione che porterà sulle spalle il mondo, affronterete con determinazione i problemi di oggi, il futuro del mondo sarà sicuramente luminoso. Noi, leader del G7, dobbiamo prendere atto di queste vostre risoluzioni».

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G7: Una passerella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

g7Il G7, ovvero il Gruppo dei 7, cioe’ la riunione dei Paesi occidentali piu’ il Giappone, si e’ concluso con un nulla di fatto. Il tema principale riguardava l’ambiente e l’unica decisione presa e’ stata quella di contenere l’innalzamento termico entro i due gradi con la decarbonizzazione entro fine secolo e la riduzione dei gas entro il 2050. Tempi lunghi che non interesseranno piu’ gli attuali attori del vertice. L’altro argomento e’ stata la crisi ucraina e, non a caso, pochi giorni prima del vertice, sono ripresi gli scontri tra ucraini e filorussi, quindi l’occasione per minacciare ulteriori sanzioni. Anche la crisi greca e’ stata argomento di discussione. Si e’ ribadito che la Grecia deve restituire i debiti, magari con ulteriori dilatazioni, ma deve dare qualcosa in cambio che, a nostro parere, non e’ proprio disponibile a dare. Esempio? Far pagare le tasse agli armatori greci (seconda flotta mercantile al mondo) che hanno un’Iva agevolata e che non pagano tasse sui profitti generati all’estero e alla Chiesa Ortodossa (guarda un po’).Insomma, un G7 da passerella. Potevamo risparmiarcelo.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (Photograph: Sven Hoppe/dpa/Corbis)

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“G7: Go for 100% Renewables”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2015

Garmisch-Partenkirchen_(Luftbild)Garmisch Partenkirchen, Germany. As the G7 meeting gets underway in Elmau, Greenpeace activists from Germany and Austria early this morning laser-projected a 1000 meter-wide message onto the Zugspitz massif near the summit which read: “G7: Go for 100% renewables!” to demand a global energy transition from world leaders.At the G7-meeting, host Chancellor Merkel has put climate change high on the agenda Monday morning.Greenpeace head of international climate politics, Martin Kaiser, said:“Now is the moment for Merkel to mark the beginning of the end of coal and oil. It is only by the G7 agreeing on their complete phase out of coal and oil by mid-century that she can regain her reputation as the “Climate-Chancellor’.”In 2009, at the G8 summit in Italy the G7, including Russia, had committed themselves to a 80% reduction of greenhouse gas emissions by 2050 from 1990 emissions. Directly before the summit in Elmau, Merkel called on the G7 to contribute to the success of the COP21 global climate agreement happening at the end of the year in Paris.“The only way that Elmau can be seen as a success is when Obama, Abe and Harper show some responsibility to our planet and take their feet off of the throat of a climate agreement. This means an unequivocal commitment and support for competitive renewable energy technologies. Nuclear energy and carbon capture and storage are risky and misleading pipe-dreams if you want a climate-safe future,“ added Kaiser.

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Dibattito sul prossimo G7 in Germania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2015

Mercoledì, I deputati discuteranno con la Commissione i preparativi per il 41° vertice del G7 che si terrà in Baviera il 7 e 8 giugno. Sviluppo e tutela ambientale sono tra i temi che saranno affrontati G7-Brusselsdai leader dei sette paesi più industrializzati – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – e l’UE. La Russia è stata sospesa dal G8 lo scorso anno, a seguito dell’annessione della Crimea.La politica di sviluppo è un tema prioritario per l’UE e il 2015 è stato designato Anno europeo per lo sviluppo. Gli obiettivi di sviluppo del millennio scadranno alla fine di quest’anno e il vertice delle Nazioni Unite, che si terrà a New York nel settembre prossimo, dovrebbe adottare una nuova agenda per lo sviluppo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno del G7, figurano economia e politiche estera e di sicurezza. La Presidenza tedesca spera di avanzare nei negoziati per ottenere un accordo globale sul clima, in vista della conferenza sul clima delle Nazioni Unite, prevista per fine 2015. (nella foto il G7 dello scorso anno)

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