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Kiki Smith. What I saw on the road

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Firenze 15 febbraio – 2 giugno 2019 Palazzo Pitti, Piazza Pitti 1, Galleria d’arte moderna, Andito degli Angiolini. What I Saw on the road è la personale che le Gallerie degli Uffizi dedicano a Kiki Smith (Norimberga, 1954), una delle protagoniste dell’arte contemporanea, femminista militante, presente con la sua opera nelle più prestigiose istituzioni internazionali (dal MoMA di New York al Museum of Modern Art di San Francisco, dalla Haus Esters Museum di Krefeld alla Fundació Joan Miró di Barcelona) e vincitrice per acclamazione della 51ª Biennale di Venezia del 2005 con l’ installazione Homespun Tales.Kiki Smith coniuga le tecniche tradizionali (la fusione, la terracotta, l’arazzo, l’incisione) con la più sofisticata tecnologia digitale, e i suoi temi attingono alle fonti visive del Medioevo cristiano, della protoscienza sette-ottocentesca e di certo surrealismo, con risultati capaci di rappresentare ancora le ossessioni, le lacerazioni, le contraddizioni dell’umanità di oggi.Tematica centrale e pressoché esclusiva del suo discorso è stata fino a tutti gli anni ’90 la corporeità, e in particolare il corpo femminile in tutta la sua fragilità ma anche eroicamente capace di riscatto e ribellione. Più di recente la riflessione dell’artista si è allargata a considerare l’intero rapporto tra uomo, natura e cosmo: le immagini che ne sorgono hanno assunto i toni di una grazia pacificatrice che può essere una soluzione, un antidoto in tempi di odio e brutalità. Tutto questo si avverte nell’afflato quasi animistico di alcuni dei 12 arazzi jaquard nella mostra, ai quali – nelle sei sale del percorso espositivo – si affiancherà anche una selezione di sculture.

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Due bozzetti rispettivamente di Luca Giordano e Taddeo Mazzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

gallerie uffiziFirenze. Gli Uffizi, Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 Sala del Camino fino 15 ottobre 2017 presentano al pubblico con questa mostra due delle nuove acquisizioni più importanti operate nell’ultimo biennio: due bozzetti rispettivamente di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, preparatori di ben più ampie decorazioni ad affresco o su tela che si trovano in complessi monastici di Firenze e del contado. Legati il primo (di Luca Giordano) agli affreschi della cappella Corsini nella basilica fiorentina di Santa Maria del Carmine (1682) e il secondo (di Taddeo Mazzi) a una pala realizzata per la cappella dell’Antella presso il santuario di Monte Senario (1725-1726), essi ribadiscono lo stretto rapporto che unisce il museo fiorentino al territorio: le due piccole tele infatti richiamano grandi cicli decorativi che fanno parte del tessuto storico e artistico della città e dei suoi dintorni e rappresentano, inoltre, un invito a visitare luoghi di grande fascino ma meno noti al grande pubblico.Le qualità pittoriche presenti in entrambi i bozzetti confermano le ragioni della fortuna di un genere artistico apprezzato dal collezionismo per il formato ridotto e per quei caratteri di virtuosismo sintetico e di brio esecutivo propri delle opere ‘non finite’. «La prima di due mostre che aprono questo settembre e mettono sotto i riflettori i nuovi acquisti delle Gallerie degli Uffizi è dedicata a due “macchie”, “pensieri”, o “modelli”, uno del tardo Seicento, l’altro del primo Settecento, ovvero il periodo più caratteristico per la fortuna collezionistica di quel genere. Non è un caso: perché con essi si esemplifica molto bene uno degli aspetti cruciali del collegamento tra museo e territorio. Infatti, essendo parte del processo creativo all’interno della bottega dell’artista, dello sviluppo verso l’opera finale, pari ai disegni preparatori già collezionati da Giorgio Vasari nel suo leggendario Libro, il bozzetto si collega in maniera strettissima ad opere presenti in città e nei dintorni, opere che tuttavia non si possono spostare (come è il caso degli affreschi di una cupola) o non si devono traslocare (come è il caso di una pala d’altare dipinta per un insieme architettonico – decorativo)» (Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).
Per l’occasione, i due dipinti vengono accompagnati dagli autoritratti di Luca Giordano e di Taddeo Mazzi, presenti agli Uffizi già da epoca granducale, e da due ulteriori bozzetti storicamente in rapporto con le nuove acquisizioni. Nella Sala del Camino sono così esposti anche un altro bozzetto di Luca Giordano proveniente dalla Galleria Corsini – sempre riferibile alla volta affrescata della grande cupola della cappella del Carmine con la scena della ‘Dedicazione della Cappella’ – nonché uno studio per l’affresco della volta della navata della chiesa di Montesenario, dipinto nel 1718 da Anton Domenico Gabbiani, di proprietà invece delle Gallerie degli Uffizi.
Quando il pittore napoletano Luca Giordano ( 1632 – 1705) arrivò a Firenze nel 1682 per il suo secondo soggiorno in città era già un pittore celebre e ricercato. I cugini Bartolomeo e Neri Corsini, membri di una delle più eminenti famiglie fiorentine, gli avevano commissionato un’imponente opera ad affresco per decorare la grande cupola della cappella di famiglia nella basilica di Santa Maria del Carmine. Le pitture dovevano celebrare l’antenato Andrea Corsini, carmelitano e vescovo di Fiesole, che nel 1629 era stato canonizzato. Il soggetto scelto con Sant’ Andrea Corsini viene accolto nella gloria celeste dalla santissima Trinità fu sviluppato da Luca Giordano con piena sensibilità barocca dilatando pittoricamente lo spazio della cupola e popolandolo di una folla di personaggi raffigurati in una straordinaria varietà di pose e volti.Le fonti antiche ricordano che tre accurati bozzetti furono realizzati nei primi mesi del 1682 da Giordano come elaborazioni o ‘pensieri’ relativi agli affreschi della cupola. Uno di essi, proprio quello raffigurante la scena principale con il Santo Corsini che ascende al cielo, da molti decenni era considerato disperso. Ricomparso sul mercato antiquario in occasione della Biennale dell’Antiquariato del 2015, il bozzetto di Luca è stato nel 2016 acquistato delle Gallerie inv. G.A.A. 17849 e 1890/10701degli Uffizi per conservare al patrimonio pubblico questa preziosa testimonianza legata alla maggior impresa barocca degli ultimi decenni del Seicento a Firenze.Nativo di Palagnedra (Svizzera) Taddeo Mazzi venne accolto nel 1694, appena diciottenne, nella compagnia di San Carlo Borromeo di via dei Calzaioli, naturale riferimento per la cospicua comunità lombarda che a Firenze vedeva presenti altri artisti ticinesi, specialmente stuccatori. Con loro il pittore lavorò all’impresa decorativa della cappella dedicata a Manetto dell’Antella, presso il santuario servita di Monte Senario, dove realizzò gli affreschi della cupola e la pala d’altare il cui bozzetto è esposto in mostra. Per il piglio esecutivo della pittura raggrumata e veloce la teletta lo rivela efficace rappresentante della cultura figurativa fiorentina del primo Settecento, attento inoltre alla tradizione del secolo precedente come suggerisce la composizione arcaizzante, confrontabile con i dipinti di un’altra cappella legata sempre ai dell’Antella, alla Santissima Annunziata, chiesa appartenente al medesimo ordine dei Servi di Maria. Databile al 1726 l’opera si pone a chiusura di un’attività del Mazzi dedita in esclusiva a soggetti di argomento religioso, che lo documenta in contatto anche con l’ambiente del granduca Cosimo III e della figlia Anna Maria Luisa, Elettrice Palatina. Di quest’ultima, presso la villa della Quiete, si conserva un ritratto di mano dell’artista che la raffigura in veste di Sant’Anna: un omaggio al nome proprio della principessa e alle doti di devozione dell’ultima Medici, che volle legare a Firenze il patrimonio artistico della famiglia tutt’ora proprietà dei nostri museiLa mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Alessandra Griffo e Maria Matilde Simari, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: gallerie uffizi)

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Le Gallerie degli Uffizi anche nel corso del 2017 offrono al pubblico un prestigioso e variegato programma espositivo

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

palazzo-pittiFirenze. Palazzo Pitti Piazza Pitti, 1. Il programma ha debuttato il 10 gennaio con la mostra Fashion in Florence through Lens in the Archivio Foto Locchi a Palazzo Pitti nell’Andito degli Angiolini, aperta fino al prossimo 5 marzo, mostra fotografica dedicata alla moda tra gli anni ’30 e ’70 con l’intento di raccontare attraverso la forza dell’immagine la nascita del fashion a Firenze. Ha proseguito poi il 24 gennaio con l’apertura dell’esposizione Giorgio Castelfranco. Curatore, mecenate, difensore d’arte, aperta nella Sala del Camino della Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi fino al prossimo 26 febbraio. La mostra, che inaugura una tipologia di eventi espositivi di formato minore focalizzati su specifici aspetti, ha inteso celebrare Giorgio Castelfranco, protagonista della salvaguardia del nostro patrimonio in epoca fascista. Funzionario dell’allora Soprintendenza (con l’incarico di direttore delle collezioni di Palazzo Pitti), vittima delle leggi razziali, clandestino operatore per la libertà del Paese e per l’integrità delle sue ricchezze artistiche, Castelfranco fu anche un fautore e mecenate dell’arte contemporanea.
Le mostre in programmazione nei prossimi mesi dell’anno spazieranno dai temi rinascimentali a momenti cruciali del collezionismo mediceo, fino alla commemorazione storica del centenario della rivoluzione di ottobre, senza escludere rassegne personali di rinomati artisti contemporanei. Varie, inoltre, le opere restaurate e le nuove acquisizioni che saranno presentate al pubblico: iniziative di valorizzazione che narreranno la storia dei dipinti, talvolta a confronto con opere coeve, e nuove scoperte rese possibili in seguito ai restauri. “L’intenso e ricco programma espositivo che le Gallerie degli Uffizi offrono al pubblico nel 2017 pone un accento particolare sull’arte contemporanea – afferma Eike Schmidt, Direttore del museo. – Infatti, in questo settore la nostra collaborazione con il Comune di Firenze avrà modo di intensificarsi ulteriormente grazie all’ospitalità nelle nostre gallerie di alcune opere collegate alle due mostre organizzate rispettivamente dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Comune: la retrospettiva di Bill Viola a Palazzo Strozzi e la grande rassegna dell’arte italiana, Ytalia, al Forte Belvedere. A partire da quest’anno, inoltre, ogni marzo inaugureremo due esposizioni dedicate a donne artiste, una vissuta e attiva nel passato e l’altra nel presente. L’arte e l’architettura promosse tra Quattrocento e Cinquecento e il collezionismo mediceo, nelle sue diverse declinazioni, saranno al centro del nostro programmo espositivo. L’anno si concluderà con una serie di mostre incentrate su tre veri rivoluzionari nei loro rispettivi campi (Lutero, Leopoldo de’ Medici, Ejzenštejn) e con la prima grande esposizione in Europa sulla pittura giapponese di paesaggio e di natura compresa tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo). Con questo programma intendiamo dunque favorire una variegata proposta di temi e problematiche mantenendo costante la nostra ampia offerta culturale per tutto il corso dell’anno, e anzi rafforzandola proprio nei periodi in cui l’affluenza dei visitatori è minore.”

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Siglato accordo di collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e il Museo Puškin

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

firenzeFirenze. L’accordo è stato sottoscritto dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, e dalla Direttrice del Museo Puškin, Marina Loshak, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Mosca, Cesare Maria Ragaglini. La costituzione di questo osservatorio, esemplare caso di collaborazione fra due tra i più importanti musei russi e italiani, rientra nei compiti istituzionali delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Puškin, nel quadro della promozione e valorizzazione del proprio patrimonio e di una sempre più rilevante offerta e fruizione culturale a favore del pubblico italiano, russo e straniero. L’accordo tra il Museo Puskin e le Gallerie degli Uffizi si inserisce nel solco delle intense relazioni culturali tra l’Italia e la Federazione Russa notevolmente cresciute a seguito degli Anni incrociati della Cultura e della Lingua (2011) e del Turismo (2014) e prioritarie anche nell’attuale fase delle relazioni bilaterali, rafforzate dalla recente partecipazione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.La sigla dell’accordo di collaborazione tra le due istituzioni museali prevede la co-organizzazione della mostra scientifica, Raffaello e la Poesia del Volto, che si terrà nel Museo Puškin di Mosca dal 12 settembre all’11 dicembre 2016.Attraverso un percorso di straordinaria qualità artistica, l’esposizione presenterà per la prima volta al pubblico russo una selezione di alcune tra le più significative opere di Raffaello, la cui personalità e le cui opere hanno un significato particolare per la cultura della Russia, come testimoniato dagli studi e dalle citazioni dell’artista da parte di alcuni tra maggiori autori della sua letteratura, da Puskin a Dostoevskij e Tolstoj fino a scrittori e poeti di tempi più recenti.Il percorso espositivo della mostra è focalizzato sulla cosiddetta “poesia del volto” e, attraverso una scelta di opere provenienti esclusivamente da collezioni italiane, intende illustrare l’incarnarsi degli ideali di perfezione artistica maturati da Raffaello.
Infatti la mostra sarà caratterizzata, tra le altre opere, da capolavori quali l’Autoritratto conservato nella Galleria degli Uffizi, il Ritratto di Maddalena Strozzi, il Ritratto di Agnolo Doni e la Madonna del Granduca custoditi nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, e l’Angelo proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, che vengono interpretati nel contesto della poesia e poetiologia italiana e russa. Si tratta di un un’iniziativa sia interdisciplinare che interculturale.Sotto la direzione scientifica del Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, la mostra si avvale della curatela di Marzia Faietti (curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi) per la parte italiana, e di Viktoria Markova (curatrice di Pittura italiana al Museo Puskin) per quella russa.
Da sottolineare che la mostra su Raffaello costituisce inoltre la prosecuzione ideale del programma di esposizioni dedicate a grandi Maestri dell’arte italiana come Caravaggio, Tiziano, Lorenzo Lotto e Piero della Francesca, che negli ultimi anni in Russia hanno riscosso uno straordinario successo sia mediatico, sia di partecipazione del pubblico.La cultura – compresa l’arte, quindi – costituisce da sempre un pilastro dei rapporti tra Italia e Russia. Lo conferma ulteriormente il fatto che, contemporaneamente alla mostra dedicata a Raffaello, in un inizio di autunno moscovita tutto italiano, sono previste sia un’importante tournée (dal 10 al 16 settembre) del Teatro alla Scala al Bolshoj di Mosca (con un programma interamente verdiano che includerà tre rappresentazioni del Simon Boccanegra, due Messe da Requiem e un concerto sinfonico), sia un’altra mostra di elevato livello, sempre nel Museo Puskin, dedicata a Giovanni Piranesi (dal 19 settembre al 13 novembre), con oltre 100 opere dell’artista veneto. (foto: mostra)

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