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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘garanzia’

Natale, consigli per il dopo acquisti: Garanzia e diritto di recesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Può accadere che un regalo di Natale non funzioni bene oppure sia della misura sbagliata. Ma il venditore rifiuta di sostituirli o di restituire quanto pagato (non si cambia nulla, manda il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.).
Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).Se un bene è guasto o non corrisponde a ciò che è descritto sulla confezione, ci si potrà avvalere di una di queste forme di garanzia:
1. Garanzia legale a carico del venditore (1). Il venditore, a sua scelta, dovra’ riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e’ valida 2 anni, ma il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi dalla scoperta.
2. Garanzia del produttore. Questa è una garanzia contrattuale, e per sapere cio’ che ci e’ dovuto dal produttore e quindi dai suoi centri di assistenza, si dovra’ leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione).Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
1. Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si può pretendere che il venditore lo cambi, a meno che non fosse stato pattuito al momento dell’acquisto (alcuni negozi, ad esempio, espongono cartelli in cui danno la possibilità di essere rimborsati entro alcuni giorni se non si è soddisfatti).
2. Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.) (2), la legge dà diritto al recesso entro 14 giorni dall’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalità di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, è comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r o PEC, o qualche altro mezzo scritto con conferma di ricevimento, ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata entro i 14 giorni successivi.Se il produttore o il venditore non rispetta questi diritti, è necessario intimare il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora (3) e fare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (4). Eventualmente, si dovrà ricorrere al giudice di pace (5) per ottenere il dovuto, senza bisogno di avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro. (fonte: Ufficio stampa Aduc)

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Garantire la sicurezza dei giornalisti, il pluralismo e la libertà dei media

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Gli Stati membri dovrebbero “creare e mantenere, di fatto e di diritto, un ambiente sicuro per i giornalisti”, hanno dichiarato i deputati giovedì.La risoluzione non legislativa presentata da Barbara Spinelli (GUE/NGL, IT) è stata approvata con 488 voti in favore, 43 contrari e 114 astensioni.I deputati chiedono alla Commissione europea uno stanziamento adeguato e permanente all’interno del bilancio UE per sostenere il Centro per il pluralismo e la libertà dei media e per creare un meccanismo di supervisione indipendente che valuti i rischi per il pluralismo e la libertà dei media in Europa.Invitano i Paesi UE a rafforzare il sostegno finanziario ai fornitori di servizio pubblico e ai giornalisti investigativi, astenendosi dal prendere parte alle decisioni editoriali. Tutti i finanziamenti pubblici erogati ai proprietari dei media dovrebbero essere regolarmente monitorati, aggiunge il testo. I deputati ribadiscono la loro richiesta di un trattamento IVA neutrale per tutti i media (ad esempio non discriminando tra testate cartacee e quelle online), come raccomandato già nella risoluzione del 2011.
Per proteggere i giornalisti dalla violenza, dovrebbe essere istituito un organismo di regolamentazione indipendente e imparziale che cooperi con le organizzazioni dei giornalisti e incaricato di monitorare e riferire in merito alle minacce subite. I giornalisti la cui libertà è messa a rischio hanno bisogno di procedure giuridiche efficaci per evitare l’auto censura.
I deputati sono preoccupati per l’aumento del cyberbullismo, del ‘revenge porn’ e degli abusi sessuali sui minori e ribadiscono che i media devono rispettare in pieno gli interessi e i diritti dei minori. Chiedono una legislazione che comprenda norme sull’individuazione, segnalazione e rimozione dai social media dei contenuti dannosi per la dignità umana.Il testo osserva che l’uso del termine ‘fake news’ non dovrebbe “mai mirare a minare la fiducia dei cittadini nei media e a screditare e criminalizzare le voci critiche”.Per promuovere e proteggere le informazioni obiettive, i deputati incoraggiano le società di social media e le piattaforme online a sviluppare strumenti che consentano agli utenti di segnalare potenziali notizie false, facilitare le rettifiche e consentire revisioni da parte di organizzazioni certificate, indipendenti e imparziali di controllo dei fatti.Infine, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre una direttiva anti-SLAPP (azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica) che protegga i media indipendenti da azioni legali volte semplicemente a farli tacere o a intimidirli.

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Roma Capitale e gli avvisi di garanzia sul neo assessore Lemmetti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

gianni lemmettiRoma Il neo assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti arriva nella Capitale con un avviso di garanzia per concorso in bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio e falso in bilancio. L’indagine è in corso. Lo ricorda il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, in un articolo dal titolo “Raggi e miraggi”. Per noi, come sempre, un indagato è innocente fino a sentenza definitiva.
Ma come e’ possibile applicare due pesi e due misure? L’assessore Muraro è stata fatta dimettere perché indagata, l’assessore al Bilancio De Dominicis è stato fatto dimettere, dopo un giorno, perche’ indagato, e lo stesso Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati, e candidato in pectore del M5S a capo del futuro governo, in un’intervista alla Stampa, alla domanda “Basta essere indagato per non potersi più candidare?”, risponde “Dipende dal tipo di reato. Se sei indagato per abuso d’ufficio, si”. Allora come la mettiamo con Lemmetti? (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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La rivalutazione degli immobili a garanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

casa-vivaMilano 23 marzo 2017 – ore 15 Milano, SDA Bocconi Aula AS03 – Via Roentgen, 1 La rivalutazione degli immobili a garanzia. La rivalutazione degli immobili a garanzia delle esposizioni è a pieno titolo un tema importante relativo alla mitigazione del rischio
anche in forza della recente normativa sulla vigilanza bancaria in attuazione della Direttiva Mutui.In tale ambito l’applicazione di modelli di valutazione immobiliare automatica (AVM – Automated Valuation Model) rappresenta una prassi consolidata in molti mercati avanzati, mentre in Italia sono la nuova frontiera delle tecniche valutative.Durante il convegno verranno messi in evidenza gli aspetti normativi cui gli istituti di credito devono attenersi,i principali aspetti metodologici dei modelli di valutazione automatica e gli ambiti di applicazione, prendendo spunto dalle best practice UK e da alcuni business case di primari istituti italiani.

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Unione Naz. Consumatori su garanzia 97 mln a Ryder Cup: vergognoso

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11La commissione Finanze del Senato ha permesso al Credito sportivo di concedere la garanzia per 97 milioni alla Ryder Cup di golf, che sarà ospitata dall’Italia nel 2022. “E’ vergognoso che in un Paese in cui si è raggiunto il primato di poveri, 4,6 milioni di poveri assoluti, per i quali il Fondo per la lotta alla povertà è stato incrementato nell’ultima Legge di Bilancio di appena 150 milioni, quando lo stesso ministro Poletti ne aveva chiesti almeno 500, si diano garanzie per 97 milioni per l’organizzazione di un evento sportivo, per quanto prestigioso. Evidentemente non si comprende quali sono le priorità di questo Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda che questa spesa era già prevista nell’ultima Legge di Bilancio, una legge nella quale ci sono ben 120 interventi di spesa. Un comma su cinque prevede un impegno per le casse dello Stato: dagli 83 milioni per le ciclovie turistiche ai 20 milioni di euro all’anno per le finali di coppa del mondo di Sci del 2020, dai 3 milioni per la biodiversità marina ai 2 mln all’anno per il fondo per le rievocazioni storiche, dai 20 mln per la promozione della lingua italiana all’estero (30 mln nel 2018 e 50 nel 2019) ai 4 mln all’anno per gli enti gestori di corsi di lingua all’estero. In totale un miliardo e mezzo (1,513 mln) nel solo 2017 per fondi ad hoc, che salgono a 1 mld e 689 nel 2018 e a 1 mld e 886 nel 2019. (L’emendamento passato in commissione è stato ritenuto nullo dal presidente del senato Grasso perché non attinente e in violazione del dettato costituzionale. Le opposizioni avevano ragione.)

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Raniero La Valle: Con Trump e la politica in pezzi teniamo ferma la garanzia della Costituzione

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2016

raniero-la-valleDiscorso tenuto il 9 novembre nell’Auditorium Fabia Gardinazzi di Viadana (Mantova). “Il 9 novembre al Centro Sociale di Salerno ho partecipato a un incontro sul referendum il cui titolo era: “Le ragioni del Sì, quelle del No, le ragioni del dubbio”.Il prof. Alfonso Conte che mi interrogava mi ha rivolto una domanda cruciale: “davvero se si vota Sì si innesca una deriva autoritaria, ed è a rischio la stessa democrazia? E si può pensare che un Renzi, che cita La Pira e vanta una formazione da scout, proponga una riforma che è contro i poveri e manca di lealtà verso la democrazia?”.A questa domanda ho risposto appellandomi alla terza delle tre ipotesi in discussione: le ragioni del dubbio.Non è certo che con la nuova Costituzione della Boschi e di Renzi si prepari un futuro autoritario e che la democrazia vada perduta. E’ vero, si diminuiscono le difese e si aprono dei varchi, ma non si può dare per certo che la democrazia perisca, né che, al contrario, essa continui e si rafforzi. Sulla scorta delle analisi dei maggiori costituzionalisti, è lecito il dubbio; anzi proprio il dubbio è la posizione più ragionevole.Ma il problema è: quando sono in gioco la democrazia, la pace sociale, i giusti rapporti tra il popolo e il potere, possiamo permetterci il dubbio? Noi sappiamo bene quanto questi valori, di recente acquisiti, siano costati, in lotte, dolori e sangue; sappiamo quanto sia vitale che mai più siano perduti e sappiamo che cosa essi valgano per noi e per i nostri figli, proprio i figli a beneficio dei quali si dice che sarebbero fatte “le riforme”. Possiamo giocare d’azzardo, mettere sul tavolo verde democrazia e libertà, nel dubbio scommettere che il potere non abusi dei suoi nuovi artigli, in nome di procedure più stringenti e spicciative?Se il dubbio non è rimosso (e non è nemmeno il cambiamento della legge elettorale che potrebbe scioglierlo) e la democrazia è a rischio, occorre far ricorso, al principio di precauzione che è quello che si deve adottare quando sono in gioco valori supremi, come la stessa vita. E’ questo ad esempio il principio che viene invocato nelle discussioni sul futuro della terra, quando si dibatte se davvero il sovvertimento climatico provocato dall’uomo possa mettere fine alla vita sulla terra: nel dubbio, e prima che l’irreparabile accada, responsabilità vuole che si faccia la scelta dettata dal principio di precauzione; devono essere bloccate o diminuite le possibilità stesse che ciò accada.Questa scelta di responsabilità tanto più deve essere fatta quando con l’elezione di Trump in America tutte le previsioni, anche le più scontate, sono saltate; il fallimento della globalizzazione (che è in realtà il nuovo nome del capitalismo), l’incapacità della politica a dare risposte al problema di 62 milioni di fuggiaschi, di profughi e di migranti gettati nel mondo, stanno provocando reazioni angosciose negli elettorati e hanno aperto una nuova fase nella storia del mondo, in cui tutto è possibile. Non sono colpite le ideologie, ma la vita, le case, gli ambienti vitali, il futuro delle persone. Guerra ed esodo, che ci sono sempre stati, stanno assumendo, con la loro pervasività universale, caratteristiche nuove e distruttive non solo delle cose, ma del nucleo più profondo della personalità umana.Una psicoterapeuta, adusa alla frequentazione di queste sofferenze, Anna Sabatini Scalmati, così ha evocato questi due fenomeni in una relazione a un convegno su “Psicoanalisi e luoghi del trauma sociale”, tenutosi il 22 ottobre a Lecce.
“Nelle aree di guerra – ha detto Anna Sabatini – la morte lavora all’ingrosso, conta il numero dei ‘colpiti’ con cifre a più zeri, annienta la vita psichica; i bombardamenti trasformano in cumuli di macerie i luoghi di culto; i monumenti – rimandi culturali eretti a memoria di eventi fondativi della comunità; le abitazioni civili, gli edifici che il contratto sociale ha eretto a protezione della vita: ospedali, scuole, palazzi della politica, istituti culturali, ecc…“La guerra mette tra parentesi l’interdetto delle tavole della legge, rende lecito l’uccidere, ottunde l’autorevolezza dei garanti metasociali, svilisce la Dichiarazione universale dei Diritti. Distrugge le infrastrutture: la rete idrica, elettrica, i ponti e le linee di comunicazione. Semina la terra con mine antiuomo, rende insicure l’agricoltura e la pastorizia: antiche, primarie fonti di sussistenza.“La guerra opacizza il lutto. Dei bombardamenti si conosce il numero approssimativo dei morti; ma il macroscopico oblitera il microscopico. Si piangono i singoli, non le migliaia; più il numero è grande, più l’individuo, la singolarità, l’unicità della sua esperienza, scompare.
E riguardo allo sradicamento di uomini e donne in fuga dalla loro patria, e al rifiuto di accoglierli, la relatrice dice:“Non indignarsi di fronte ai fatti che sbarrano la strada alle popolazioni in fuga da una morte certa ci spoglia di ogni innocenza. Tra le vittime e gli oppressori, sottolinea Escobar, ‘tra chi fa e chi guarda non c’è un confine netto, ma un’area grigia nella quale gli ‘innocenti’ rischiano di trasformarsi in complici. Si tratta di un rischio che riguarda tutti, e che a tutti tocca di valutare’.
“L’imponente flusso dei profughi dei nostri giorni avanza con rischi che l’intera comunità è chiamata ad affrontare affinché le diversità culturali non degenerino in metastasi sociali e non umilino con divieti paranoici – no al Burqa, no al Burqini – la comunità. Lo ‘spettro che si aggira per l’Europa’, non è l’umanità in cerca di salvezza, ma l’intolleranza verso l’altro, il diverso. Intolleranza che corrompe le coscienze, virus che con inattesa rapidità infetta intere nazioni e rende il vicino di ieri il nemico di oggi”. Resta la domanda: si può pensare che riformatori che vengono da tradizioni democratiche, da esperienze cristiane, da ideologie di sinistra, con le loro ostinate proposte di riforma vogliano mettere a rischio costituzionalismo e democrazia?
Respingendo qui la tentazione del dubbio, si può rispondere di no. Però spesso in politica c’è un’eterogenesi dei fini. Per calcoli sbagliati, o incauti, o un’insufficiente etica pubblica, si può aprire la strada a esiti non voluti. A vedere certe esibizioni sul referendum, soprattutto quelle televisive, si direbbe che questa riforma sia più frutto di ignoranza che di cattiveria. Ma questo rende ancora più doverosa l’adozione del principio di precauzione, e tanto più dopo la vittoria di Trump, che mostra che cosa succede quando a governare sono le banche e il denaro, e la gente cerca un’altra offerta politica. E se le offerte politiche alternative non sono all’altezza della sfida, come ultima difesa resta la Costituzione. Chi ha il potere e maldestramente lo usa, può finire, e condurre altri, dove non voleva. C’è una figura famosa in letteratura che è quella dell’apprendista stregone. Quando ero giovane non ero abbastanza colto da aver letto la ballata di Goethe L’apprendista stregone ispirata a un testo di Luciano di Samosata, però fui colpito dal film Fantasia di Walt Disney, in cui l’incauto apprendista per rubare il mestiere al maestro stregone mise in movimento delle forze incontrollabili che non fu più in grado di far rientrare nell’ordine. Anche se gli apprendisti stregoni sono in buona fede, basta un No per impedire loro di nuocere. (Raniero La Valle in avstract)

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Garanzia giovani: E’ un fallimento totale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

garanzia giovani“I dati presentati al Ministero del Lavoro sull’esito della campagna Garanzia Giovani rivelano il completo fallimento dell’operazione”, dichiara Guido Lutrario, dell’Esecutivo nazionale USB, dopo il presidio di protesta attuato questa mattina a Roma sotto il Ministero del Lavoro. “Del milione di giovani che si sono rivolti con speranza al progetto, solo 31mila sono stati raggiunti da una proposta di lavoro. Ma quello che non viene raccontato – sottolinea Lutrario – è che questi contratti sono stati stipulati prevalentemente a dicembre 2015 per sfruttare gli sgravi contributivi che non hanno alcuna relazione con l ‘efficacia di Garanzia Giovani “. “L’altro dato sconfortante – aggiunge il dirigente USB – è che ben 600 mila giovani, che hanno sostenuto il colloquio con il Centro per l’Impiego e sottoscritto un patto di servizio DID, non sono poi stati raggiunti da alcun tipo di proposta “.
“Cincischiare con percentuali incomprensibili e trascurare i dati assoluti serve soltanto a mascherare la sconfitta clamorosa della logica alla base del progetto, che riduce tutto il problema a favorire l’incontro tra domanda ed offerta. È arrivato invece il momento di utilizzare i fondi buttati in queste operazioni per creare lavoro vero e sostegno al reddito per i disoccupati e i precari a basso reddito “, conclude Lutrario. (foto: garanzia giovani)

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Rischio professionale da stress lavoro correlato: la qualità del lavoro alla Sapienza. Analisi e strumenti per l’innovazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 febbraio 2015

PROFESSOR-EUGENIO-GAUDIORoma mercoledì 4 febbraio 2015, ore 9.00 aula magna – palazzo del Rettorato piazzale Aldo Moro 5, Roma si svolge il convegno “Rischio professionale da stress lavoro correlato: la qualità del lavoro alla Sapienza. Analisi e strumenti per l’innovazione” organizzato dal Comitato unico di garanzia (Cug). L’incontro, aperto dai saluti del Rettore Eugenio Gaudio e da altre autorità accademiche, propone approfondimenti sulla gestione del benessere organizzativo in varie istituzioni, e più in particolare presenta il risultato di una ricerca condotta alla Sapienza nel 2014 e illustrata da Mariella Nocenzi, docente del dipartimento Comunicazione e ricerca sociale.
L’evento ha valenza formativa per il personale tecnico amministrativo della Sapienza che partecipa. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Una garanzia per i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Nel 2010, il Parlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio di creare una “garanzia europea per i giovani”, sulla base di progetti già esistenti in alcuni Stati membri come l’Austria, per offrire ai giovani il diritto a un lavoro, un apprendistato o una combinazione dei due, dopo 4 mesi di disoccupazione.Nella risoluzione, i deputati si compiacciono della decisione della Commissione di dare seguito alla loro proposta e di presentare al Consiglio un piano sulle garanzie per i giovani entro la fine del 2012. L’Aula chiede pertanto ai governi nazionali di adottare la proposta entro la fine del 2012.

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Rom e controlli sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Roma. “Ho inviato un esposto ai presidenti delle commissioni sanitaria, sicurezza e scuola di Roma Capitale, per chiedere loro che vengano effettuati dei controlli sanitari nei campi rom, in particolare ai bambini che frequentano la scuola. Chi vive in condizioni igienico sanitarie improponibili e non fa nulla per rimediarvi, chi mette tutti i giorni le mani nei nostri rifiuti, chi tratta, manipola o surriscalda metalli arrugginiti o chi inala i fumi della combustione di materiali plastici o di sostanze tossiche, prima di varcare i cancelli di una scuola deve dare garanzie di salubrità, sottoponendosi a quei test di ordinaria amministrazione che noi tutti facciamo per prevenire o curare le malattie”. Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI del Popolo della Libertà. “Mi sono state messe in bocca parole che non ho detto e sono stato anche accusato di avere dei pregiudizi – prosegue la nota – ma questa tiritera non regge. Infatti, non ho mai affermato che i nomadi hanno trasmesso malattie e, avendo chiesto un controllo sanitario per i bambini rom, credo di aver fatto solo il bene per loro, interpretando un concetto sancito della costituzione come interesse della collettività. Sto ricevendo decine mail da tutta Roma a supporto della mia richiesta, da parte dei genitori esasperati da questa situazione. Mi stanno anche segnalando che è un fenomeno diffuso che i bambini rom si presentino a scuola dopo oltre cinque giorni di assenza sporchi, maleodoranti e senza il certificato medico. Senza pulizia non c’è rispetto e senza rispetto non può esservi integrazione. Mi chiedo quindi: quale sarebbe la mansione delle associazioni vicine ai rom, se non riescono a garantire neanche che i bambini siano puliti e accompagnati da un certificato? Mi chiedo ancora: chi può dire che un bambino rom che si presenta a scuola con i capelli sporchi abbia i pidocchi? chi può negarlo? E se li avessero, chi li curerebbe? Più che assistenti mi sembrano dei parassiti. La gente è stufa. Ben vengano quindi i soldi spesi per i controlli sanitari, quelli sì che sarebbero spesi bene e a favore dell’integrazione – conclude Giudici – non quelli dati alle associazioni”.

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Appello al parlamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Il consiglio centrale di rappresentanza (co.ce.r.), riunito in seduta plenaria con i consigli intermedi di rappresentanza (co.i.r.), nel prendere atto del contenuto del decreto legge n. 27/2011 recante misure urgenti in materia di trattamento economico del personale delle ff.aa. e ff.pp., sensibilizza il parlamento ad una attenta analisi sul contenuto del citato decreto rispetto alle direttive già impartite dall’organo legislativo con gli ordini del giorno a garanzia della dinamica retributiva del personale militare, formulati nel mese di luglio u.s. nel corso della discussione parlamentare per la conversione in legge del d.l. 78/2010, contenente misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.  Nel merito si fa osservare che negli ultimi tempi si è assistito al varo di provvedimenti quali l’istituzione della “mini naja”, delle “ronde armate”, la costituzione dell’agenzia difesa spa ed altre proposte legislative con carattere estemporaneo e talvolta folcloristico, che comportano spese per decine di milioni di euro. Tutto ciò a fronte di pesantissimi tagli ai comparti difesa e sicurezza che annullano istituti economici propri di vitali strutture dello stato che vedono così gravemente compromesse le loro capacità di assolvere i propri compiti di istituto.  Il prelievo forzoso di oltre 700 mln. di euro destinati al riordino e riallineamento delle carriere non è stato inoltre dazio sufficiente a placare gli appetiti del tesoro. Infatti si va oltre. si spostano difatti assegnazioni di bilancio già allocate negli anni passati per il personale del comparto sicurezza-difesa spacciandole come elargizioni ex-novo di questo governo. Da un lato ci si appropria così di risorse per ristorare, comunque in   maniera non esaustiva, i   tagli prodotti dallalegge di stabilizzazione, dall’altro si affossa definitivamente la legittima e sentitissima aspirazione al riordino delle carriere quale riconoscimento di un già avanzato percorso di professionalizzazione.  questa rappresentanza militare chiede che vengano prese in seria considerazione tutte le possibilità  utili a rivedere spese e riduzioni finanziarie in un contesto generale e più equo che non penalizzi il personale oltre misura, anche perché la stessa legge di stabilizzazione fornisce gli strumenti giuridici per procedere attraverso rimodulazioni di bilancio, al   raggiungimento dei medesimi obiettivi. I rappresentanti del Cocer aeronautica chiedono, quindi, che in sede di conversione del citato decreto legge n.27/2011, il parlamento conformi il contenuto dell’atto governativo alla volontà sovrana precedentemente espressa dal legislatore in sede di approvazione degli ordini del giorno relativi all’argomento in questione.

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Il referendum spazzerà via il nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

“La moratoria sul nucleare approvata oggi dal Consiglio dei Ministri è considerata da Greenpeace una foglia di fico con la quale l’esecutivo tenta di confondere le acque per dare a intendere ai cittadini che del referendum di giugno non c’è più bisogno. “Il voto popolare del referendum segnerà la definitiva sconfitta dei piani di ritorno al nucleare in Italia e sanzionerà la sciatteria di questo esecutivo, che si muove più come un piazzista dell’atomo che come un’istituzione a garanzia e tutela della salute e del benessere del paese” sostiene Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia. E’ ormai appurato come l’opinione pubblica italiana sia fermamente contraria al nucleare. Secondo Greenpeace, il governo ha svolto per mesi un’azione di disinformazione nei confronti della cittadinanza; e ha colpito duramente il settore delle energie rinnovabili, per assecondare gli indirizzi di Enel e arricchire l’industria nucleare francese. “La tragedia di Fukushima – prosegue Barbera – li ha colti sul fatto: e ora che tutte le Regioni hanno espresso la loro contrarietà a ospitare nuove centrali, l’esecutivo non sa più dove andare a parare. Smettano pure d’arretrare confusamente dai loro piani: sarà il referendum a chiarire per sempre che l’Italia dice “no al nucleare” e che governo e lobby nucleari possono riporre definitivamente i loro insani progetti”.

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Prezzo dei libri

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali: “Con una legge all’esame oggi dell’aula si interviene nuovamente sulla disciplina del prezzo dei libri alzando dall’attuale 15% al 20 il tetto massimo degli sconti. Se c’era necessita’ di una norma che rivedesse la legge attualmente in vigore del 2001 doveva seguire il principio principio della garanzia della liberta’ di concorrenza contenuto nelle liberalizzazioni del 2006 di Bersani. Con questo ddl invece non solo si pone il tetto massimo di sconto al 20%, ma si pone anche limiti temporali agli sconti che non possono durare piu’ di un mese e mai a dicembre. I nostri emendamenti intervengono nella direzione auspicata dall’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha evidenziato come “l’intervento pubblico volto a conseguire un più efficiente funzionamento del mercato è giustificato quando i risultati dell’interazione concorrenziale sono carenti rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di interesse generale. In particolare, la regolamentazione si giustifica quando i benefici che da essa possono derivare sono superiori ai costi che essa impone”. L’Autorità ha rilevato che, oltre alle restrizioni all’accesso, persistono diffusi vincoli regolamentari al  comportamento degli operatori, come, ad esempio, il prezzo dei libri, e ha sottolineato che le disposizioni che limitano le possibilità di sconto delle librerie, apparentemente finalizzate alla protezione delle piccole librerie dalla concorrenza delle grandi, danneggiano i consumatori e impediscono l’introduzione di servizi innovativi che il mercato deve essere lasciato libero di promuovere. Pertanto, l’Autorità ha auspicato l’eliminazione di tutte le norme che prevedono prezzi minimi di vendita di beni e servizi, incluse quelle che introducono un tetto allo sconto dei libri. Con il primo emendamento si suggerisce la “liberalizzazione del prezzo dei libri”, ossia gli editori scelgono i prezzi, e i rivenditori sceglieranno tutti gli sconti che vogliono. Con il secondo facciamo opera di riduzionedel danno e quindi lasciamo la liberta’ di decidere quando realizzare le campagne promozionali, perche’ vietarle a dicembre, regalare un libro a Natale potrebbe diventare regala due libri e ne paghi uno! Infine, realizzato insieme all’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (Aduc) abbiamo predisposto un ordine del giorno per dare in prestito nelle scuole pubbliche i libri di testo agli studenti.

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Applicazione della garanzia legale ai telefonini

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Accogliendo le segnalazioni di ADICONSUM, Wind ha realizzato una nuova informativa, concordata con l’associazione, per informare i consumatori sui termini e le modalità di applicazione della garanzia legale sui prodotti acquistati nei negozi Wind Retail. Grazie a tale collaborazione, dal 7 febbraio tutti coloro che acquisteranno un prodotto in un negozio Wind Retail riceveranno lo scontrino inserito in un apposito pieghevole dove sono spiegate le  principali modalità per usufruire della garanzia legale che copre i c.d. difetti di conformità del bene, così come previsto dagli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo.
Per usufruire della garanzia legale il consumatore dovrà consegnare l’apparato presso il negozio Wind Retail dove lo ha acquistato, unitamente allo scontrino ed effettuare la scelta tra riparazione o sostituzione del bene difettoso  senza alcun costo. Se sostituzione o riparazione non sono possibili, il consumatore ha comunque diritto alla riduzione del prezzo o ad avere indietro una somma, commisurata al valore del bene, a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.

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Trasporti: domani sciopero 24 ore

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

26/1/2011. USB Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas hanno indetto per domani,   lo sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale, che sarà articolato nelle fasce di garanzia previste territorialmente. Lo sciopero è stato proclamato contro i tagli al trasporto pubblico locale previsti dalla manovra, che determinano pesanti ricadute sui livelli occupazionali, già annunciate dalle associazioni datoriali, e su qualità, quantità e costo del servizio per i cittadini, aprendo la strada a processi di privatizzazione del settore. “Il nostro non è uno sciopero qualunque – precisa Giampietro Antonini, della USB Trasporti – per noi la mobilità collettiva è un bene comune, che va non solo difeso ma potenziato. Vogliamo un trasporto pubblico locale che sia progettato sulle reali necessità dei cittadini, per combattere il traffico che strangola le nostre città e rispondere ai problemi energetici”. “Per  questo scioperiamo – prosegue Antonini – e chiediamo alla società tutta di sostenere la battaglia degli autoferrotranvieri che, con un contratto scaduto da ormai 2 anni, chiedono di investire nel tpl, ampliando in modo corretto i livelli occupazionali, impedendo i continui processi di privatizzazione del settore e reintenalizzando quanto fino ad oggi è stato svenduto ai privati, con i furti di denaro pubblico emersi dalle varie ‘parentopoli’di Roma, Venezia, Napoli”, conclude il dirigente USB”.

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Consob: “Auguri a Vegas”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

“Mi congratulo con il neopresidente della Consob, Giuseppe Vegas, per l’incarico ricevuto in considerazione dell’alta competenza maturata nel settore, sia come componente della Commissione Bilancio della Camera, che come sottosegretario di governo e viceministro all’Economia e alle Finanze. Sono certo che l’alta considerazione bipartisan di cui ha sempre goduto gli permetteranno di svolgere lo stesso eccellente lavoro anche in un ruolo di garanzia”. Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

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Garanzia di vendita negata e giustizia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

L’Antitrust ha avviato sette indagini per pratiche commerciali scorrette contro nove catene commerciali di prodotti di elettronica, informatica, tecnologia e elettrodomestici e imprese della grande distribuzione organizzata non specializzata. Il motivo e’ nel fatto che questi commercianti vanificano, non applicano e mistificano il diritto dei loro clienti a vedersi riconosciuta la garanzia legale di due anni prevista per i difetti di produzione e/o conformità. Dovremmo essere contenti dell’iniziativa, ma il passato non ci aiuta. Infatti gia’ lo scorso agosto l’Antitrust concluse una indagine identica e, pur riconoscendo il torto dei commercianti, non emano’ nessuna sanzione perche’ ottenne in cambio da queste aziende la promessa di non mentire e imbrogliare piu’. In materia abbiamo  esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Noi crediamo che l’Antitrust sia consapevole di questa situazione e per questo auspichiamo che questa volta, riconosciuto il torto, chi ha sbagliato paghi. Il diritto civile e penale ci insegna che se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo più altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. Attendiamo fiduciosi la conclusione di questa indagine dell’Autorita’. (fonte aduc)

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Avviso di garanzia al Sindaco di Parma

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

La Procura della Repubblica di Parma ha inviato sette avvisi di garanzia  ad importanti esponenti politici dello stesso Comune emiliano, l’ipotesi di reato prospettata è abuso d’ufficio. Le indagini riguardano tra gli altri il primo cittadino Pietro Vignali. “Siamo d’accordo con l’apertura dell’inchiesta in quanto già da tempo era evidente una palese violazione del decreto emesso da Brunetta, che prevedeva un giro di vite nel numero delle pubbliche assunzioni – così a tal riguardo dichiara Paolo Leporati, viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti – Nella città ducale erano previste 6 assunzioni, invece delle effettive 18 stipulate in un periodo che va dal 2005 al 2008, ognuna delle quali remunerata da stipendi d’oro valutati tra i 50.000 e i 200.000 euro”. In un periodo in cui di certo la politica non spicca per grandi dimostrazioni etiche e di fiducia, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, non perde l’occasione per lanciare un invito alla serietà: “Siamo di fronte ad un ingente danno inflitto alla cittadinanza perbene che attende che i funzionari pubblici si comportino come seri incaricati del popolo, e giorno dopo giorno, purtroppo è costretta a vedere la propria fiducia calpestata”. “Ricordando che qualche sussurro di una partecipazione del sindaco ai menage del premier emergerebbe da dichiarazioni di sedicenti escort – conclude Leporati – l’auguro che si può rivolgere al sindaco è quello di dimostrare la propria innocenza e finalmente concentrarsi sul lavoro necessario e urgente, tuttavia finora dimenticato, per Parma e la sua cittadinanza”.

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Garanzia di vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Sembra proprio che l’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, abbia deciso di caratterizzare i propri interventi non piu’ per sanzionare i comportamenti che hanno creato danni a chi si rivolge loro con specifiche e circostanziate denunce, ma per ricordare ai chi viola le norme quale sia la legge, strappando impegni perchè ciò non accada più. E’ cosi’ anche il provvedimento diffuso oggi dall’Autorita’ per “tirare le orecchie” a Mediaworld, Unieuro, MarcoPoloExpert, Euronics, Trony, Gre ed Estendo. Un”indagine avviata a gennaio perche’ questi esercizi commerciali facevano storie o applicavano male (a vantaggio loro, ovviamente) la garanzie di legge dei due anni che deve coprire i difetti di produzione e/o conformita’. E questo  nonostante sul campo ci siano stati migliaia di consumatori beffati, presi in giro, esasperati e coi propri diritti maltrattati. L’unico passaggio nella delibera in cui si parla di soldi, e’ alla fine delle stessa:
“Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”. In materia abbiamo maturato esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Non vediamo perche’ possa essere cosi’ anche in questo caso: certo, c’e’ la minaccia della futura sanzione se ribeccato o la sospensione se beccato ancora un’altra volta, ma non ci sembra che funzioni cosi’ il diritto civile e penale: infatti, se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo piu’ altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. (fonte Aduc)

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Intercettazioni: Coisp e Fini concordano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

“La difesa ostinata da parte del Governo del testo del ddl intercettazioni, che avrà certamente effetti disastrosi sulle indagini di polizia giudiziaria, dimostra che al di là delle dichiarazioni d’intenti il vero interesse è quello di massacrare le inchieste e neutralizzare Magistratura e Forze dell’Ordine sopprimendo di fatto uno strumento fondamentale nel contrasto alle attività criminose”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Non è certo la privacy dei cittadini che il Governo vuole difendere – continua Maccari – ma si vuole affermare la possibilità di delinquere con garanzia di impunità, soprattutto a vantaggio di una classe politica corrotta e arrogante. Una classe politica che non può tollerare di essere beccata con le mani nella marmellata e soprattutto esposta al giudizio del cittadino. Per questo restiamo convinti che il ddl vada ritirato e si debba mantenere l’attuale legislazione in materia”. “Eppure – dice ancora il leader del COISP – abbiamo il sospetto che dietro al pubblico scontro politico tra maggioranza e opposizione si nasconda una privata convergenza di interessi: perché il controllo di legalità in fondo non piace a nessuno. Non ci illudiamo, quindi: il ddl verrà approvato. A questo punto bisogna salvare a tutti i costi il salvabile, e la linea del Piave è rappresentata dalle proposte del presidente della Camera Gianfranco Fini: lo stralcio della norma transitoria che al momento prevede l’applicabilità anche ai processi in corso; lo stralcio del limite dei 75 giorni per la durata massima delle intercettazioni; la questione dei cosiddetti reati spia. La posizione di Fini è condivisibile e rappresenta un limite invalicabile. Diversamente il Governo si assumerà la responsabilità di sancire la fine delle inchieste su corruzione, mafia, terrorismo, che spesso partono da elementi venuti alla luce in indagini su fatti diversi o reati secondari, come usura, estorsione, traffici illeciti. Se fossero in vigore le norme che limitano così pesantemente le intercettazioni telefoniche e ambientali – conclude Maccari – oggi sarebbero liberi boss del calibro di Riina e Provenzano e ci sarebbero centinaia di latitanti in libertà”.

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