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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

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Crisi del gas e del mercato elettrico

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2022

La crisi energetica che stiamo attraversando si accompagna all’attesa di una forte crescita delle fonti rinnovabili, mentre le fossili andranno verso un progressivo ridimensionamento per ridurre i rischi geopolitici e rafforzare l’indipendenza energetica. Efficienza energetica e più rinnovabili potranno ridurre i prezzi in futuro, ma occorrerà comunque ridisegnare il mercato elettrico per adeguarlo all’evoluzione della struttura industriale della generazione e delle infrastrutture in vista degli obiettivi di decarbonizzazione del sistema elettrico.Ma cos’è successo nel mercato dell’energia dal 2020 a oggi? Nel giro di due anni si è passati da prezzi del gas che erano ai minimi storici a causa della pandemia (8 €/MWh a fronte di una domanda elettrica al suo minimo da inizio secolo) ai record verso l’alto del 2021 e 2022, con quotazioni oltre i 100 €/MWh già prima della guerra in Ucraina, per triplicare ad agosto. Nei primi otto mesi di quest’anno, la domanda di energia elettrica è poi tornata ai livelli pre-Covid, con prezzi superiori a 100 €/MWh da luglio 2021 e oltre 200 €/MWh da ottobre e un picco di 540 €/MWh nell’agosto scorso. E oggi, fortunatamente, grazie anche al clima mite e al riempimento degli stoccaggi, si assiste a un nuovo drastico calo dei prezzi del gas, mentre il PUN giornaliero è tornato sotto i 200 €/MWh dopo quattro mesi. Dopo anni di dibattito si torna a parlare di come deve essere riformato il mercato elettrico, contemperando l’esigenza di contenere i costi delle bollette con quella di favorire la transizione energetica spingendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Althesys ha analizzato tre diverse opzioni teoriche di funzionamento del mercato elettrico: quello attuale di System Marginal Price (SMP), quello del Pay as Bid (PAB) e un terzo, che prevede la scissione in due diversi segmenti di mercato: uno spot con l’attuale meccanismo del SMP per la generazione termoelettrica e uno forward per le rinnovabili, con prezzo fisso nel lungo periodo. SMP sarebbe il meccanismo più costoso in tutti gli scenari di prezzo del gas, il PAB il più economico. Il modello di due mercati darebbe risultati intermedi e simili al SMP sono nel caso di bassi prezzi del gas. Le simulazioni forniscono indicazioni piuttosto chiare circa gli effetti sui prezzi, ma dovranno poi essere esaminati gli aspetti regolatori ed attuativi, anche alla luce del quadro normativo europeo. Se queste sono le ipotesi per il medio e lungo periodo, come affrontare l’emergenza oggi? Le misure messe finora in campo dall’Italia per fronteggiare il “caro bollette” sono state adeguate? Si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso e di migliore? Una risposta potrebbe arrivare dalle misure adottate in Spagna. Althesys ha analizzato anche cosa sarebbe successo se l’Italia avesse introdotto il Tetto al prezzo del gas per la generazione elettrica del tipo “TOPE” di Spagna-Portogallo. Secondo le stime svolte dal team diretto da Marangoni, il tetto al prezzo del gas avrebbe permesso di risparmiare il 21%-23% del costo di approvvigionamento elettrico, cioè tra i 15,7 e i 17,5 miliardi di euro. L’applicazione di questa misura non sarebbe, tuttavia, così semplice, comportando, tra l’altro, la necessità di non favorire le esportazioni a spese dei consumatori italiani, oltre alla compatibilità con le normative europee sugli aiuti di Stato.

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Energean trova 13 miliardi di metri cubi di gas naturale al largo delle coste israeliane

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2022

Energean PLC, società internazionale di esplorazione e produzione di idrocarburi, con particolare attenzione al gas naturale con interessi anche in Italia per l’acquisto dell’italiana Edison, ha annunciato una nuova scoperta commerciale di gas naturale di 13 miliardi di metri cubi al largo delle coste israeliane a seguito del suo pozzo di perforazione esplorativo soprannominato Zeus-1. Ha anche confermato la presenza di ulteriori 3,75 bcm nel suo sito di Athena. Queste scoperte hanno confermato i sospetti dell’azienda secondo cui la cosiddetta “area dell’Olimpo” situata tra i giacimenti di gas di Karish e Tanin sia voluminosa e commercialmente valida. “Dopo l’inizio della produzione dal nostro giacimento di Karish la scorsa settimana, sono lieto che il nostro programma di perforazione, che ora ha consegnato cinque pozzi di successo su cinque, continui a fornire valore, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento e la concorrenza energetica in tutta la regione” ha dichiarato Mathios Rigas, CEO di Energean. L’azienda sta ora pianificando i suoi prossimi passi per capitalizzare la generosità dell’area e prevede di aggiornare il mercato sui volumi totali di risorse all’interno dell’area dell’Olimpo, tenendo conto dei volumi aumentati sia in Zeus che in Athena, all’inizio del 2023. “Stiamo valutando una serie di potenziali opzioni di commercializzazione per l’area dell’Olimpo che sfruttano sia la nuova che la nostra esistente infrastruttura unica basata sul Mediterraneo, e prevediamo di impegnarci in un concetto di sviluppo nel primo semestre del 2023”, ha affermato. Inoltre, Energean ha spostato la sua piattaforma di perforazione Stena IceMax per iniziare a perforare nel suo sito di perforazione di Hercules, l’ultimo pozzo della sua campagna di perforazione del 2022. Energean ha acquisito a fine 2020 tutti gli asset italiani detenuti da Edison E&P, facendo di Milano la sede tecnica del gruppo. Il portafoglio italiano comprende tutte le attività, i titoli minerari e le partecipazioni societarie del settore idrocarburi in Italia per un totale di 40 licenze che generano una produzione di 10,3kboe al giorno. Gli asset principali sono: A) Ibleo Area, B) Vega C) Rospo Mare D) Clara North West E) Sarago Mare. Si tratta dell’ennesimo giacimento dall’inizio della crisi energetica del quale viene annunciata la scoperta, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci auguriamo però che queste novità possano portare effettivi benefici in capo a consumatori ed imprese poiché la situazione è davvero da “canna del gas”.

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Indispensabile riprendere le estrazioni del gas nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2022

“Abbiamo nel nostro mare un patrimonio energetico che potrebbe renderci indipendenti dal gas russo per anni. Basta riprendere le estrazioni bloccate dal Pitesai, piano redatto da Conte e vergato a febbraio scorso da Draghi. Le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio sono di grande conforto e prospettano un’Italia che si rimette in cammino, ricomincia a produrre e a rendersi autonoma, quindi libera. Un approccio pragmatico che taglia gli ideologismi e recupera il buon senso e consentirà alle aziende che operano nel settore estrattivo di riprendere e sviluppare le loro attività. Ancora di più si può fare modernizzando le centrali idroelettriche, scrivendo i decreti attuativi del DDL concorrenza in modo da mantenerne la gestione in Italia e attuando il meccanismo della riconduzione forzata attraverso il quale si potrà portare la produzione di energia rinnovabile e sovrana al 30% del fabbisogno nazionale. Ancora sul fotovoltaico occorre convocare i gestori di strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti e consorzi industriali per realizzare impianti che abbiano già reti di connessione e non abbiano bisogno di nulla osta ambientali. Più velocità e nessun danno paesaggistico. In pochi mesi possiamo fare moltissimo”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando le dichiarazioni del presidente Giorgia Meloni sull’energia nell’aula del Senato.

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Su gas e delibera Arera prossimo aggiornamento

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

Arera ha modificato la delibera n. 374 sul prossimo aggiornamento del mercato tutelato, previsto per giovedì, accogliendo parte delle proposte che l’Unione Nazionale Consumatori ha presentato. “Ora. “Ora, grazie a noi, sarà possibile avere anche nel mercato tutelato del gas fatture mensili, invece che bimestrali. Un passo avanti molto importante per evitare bollette insostenibili per le famiglie o possibili conguagli esagerati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, l’unica associazione di consumatori ad aver presentato delle osservazioni scritte alla delibera n. 374.”Non recepita, invece, la proposta che il prezzo del gas sia stimato ex ante mensilmente da Arera. Questo vuol dire che giovedì, in occasione dell’aggiornamento dei prezzi del mercato tutelato ci sarà solo il nuovo prezzo della luce, ma non quello del gas che, per il mese di ottobre, sarà reso noto da Arera solo ex post, entro il secondo giorno lavorativo del mese di novembre” prosegue Vignola. “A differenza di altre associazioni, l’Unc condivide la nuova metodologia di definizione del prezzo di Arera, perché in tal modo si potrà evitare di far pagare ai consumatori il prezzo folle del gas avuto nel mese di agosto che avrebbe mandato definitivamente in tilt i bilanci delle famiglie, e si potrà beneficiare di un immediato trasferimento degli effetti di eventuali iniziative nazionali ed europee. La nuova stima, infatti, sarà fatta sui prezzi del mese di fatturazione, ossia fattura di ottobre e prezzo Psv di ottobre” aggiunge Vignola.”Speravamo, però, di attenuare il problema di non poter far sapere con certezza alle famiglie, all’inizio del mese, prima di consumarlo, quanto costerà loro effettivamente il gas, con il rischio di avere poi conguagli insostenibili. Un pericolo per fortuna mitigato grazie al fatto che ora i venditori potranno fare fatture mensili, ma non del tutto eliminato” conclude Vignola.

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Bolletta gas: aumenti fino al 120%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Secondo le stime di Facile.it a partire da ottobre la bolletta del gas per i clienti del mercato tutelato potrebbe aumentare fino al 120% arrivando a sfiorare, per la famiglia tipo, i 317 euro al mese. Il dato emerge dalle simulazioni realizzate dal comparatore focalizzate sul nuovo metodo di calcolo introdotto dall’Arera; a partire da ottobre il costo della componente materia prima nelle bollette del gas sarà calcolato tenendo in considerazione la media mensile dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano (PSV) e non più le quotazioni internazionali (Ttf di Amsterdam). Una novità introdotta dall’Autorità proprio per far fronte al caro-energia.«Per capire l’effettivo aumento del prezzo del gas bisognerà attendere gli inizi di novembre, quando Arera pubblicherà il dato ufficiale relativo al PSV di ottobre», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «In ogni caso, questo aggiornamento tariffario riguarderà solo i circa 7 milioni di clienti che hanno un contratto di fornitura gas nel servizio di tutela; guardare alle offerte presenti sul mercato libero potrebbe, quindi, essere una soluzione per contrastare almeno in parte i rincari previsti per i prossimi mesi». Per arrivare al dato, Facile.it ha calcolato la spesa mensile di una famiglia tipo (consumi annui 1.400 smc) applicando i valori del mercato all’ingrosso italiano dello scorso mese (2,47 €/smc); se le condizioni rimarranno su questi livelli anche ad ottobre, ipotizzando che le altre voci di spesa in bolletta restino uguali, il costo per un solo mese di fornitura gas arriverebbe a 317 euro, vale a dire 173 euro in più rispetto ad oggi.

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La contraddizione tra i prezzi del gas in Europa e la caduta di quelli delle commodity

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. La guerra in Ucraina andava bene per spiegare l’aumento dei prezzi, ma diventa quasi un “imbarazzo” quando essi scendono. Quindi, nella narrazione dominante circa la crescente e galoppante inflazione odierna c’è qualcosa che non torna. Come mai gli indici internazionali delle commodity registrano delle diminuzioni dei prezzi negli ultimi mesi? Aiutano i dati forniti dal rapporto “Commodity Market Outlook”, pubblicato lo scorso aprile dalla Banca Mondiale, che analizza globalmente gli indici dei prezzi per tre maxi categorie: energia, prodotti agricoli e metalli in generale. Un indice è una sorta di paniere ponderato dei prezzi delle varie materie prime che ne fanno parte. Posto a 100 gli indici al primo gennaio 2020, cioè prima della pandemia, essi scendono per tutte e tre le categorie fino a luglio-agosto di quell’anno. Poi, durante il 2020, essi iniziano una progressiva salita fino a raggiungere al primo marzo 2022, quindi all’inizio della guerra in Ucraina, il livello di 216 per l’indice dei prodotti energetici, di 150 per quelli agricoli e 182 per i metalli.Se la discesa dei prezzi nei primi mesi del 2020 potrebbe essere spiegata con la restrizione della domanda dovuta ai lockdown produttivi e alle riduzioni dei consumi, diventa, però, molto difficile sostenere la stessa spiegazione per la seconda metà di quell’anno e per l’inizio del 2021 quando, invece, i prezzi salgono. Infatti, anche in quei mesi produzioni e consumi erano in ritirata. La ripresa degli ultimi mesi del 2021 e dei primi del 2022 non è sufficiente a spiegare l’aumento dei valori degli indici in questione. Gli scostamenti sono troppo grandi rispetto ai modesti cambiamenti nelle produzioni e nei consumi. Il rapporto della Banca Mondiale di aprile affermava che “la guerra in Ucraina ha causato gravi interruzioni dell’approvvigionamento e prezzi storicamente più elevati per una serie di materie prime. Per la maggior parte di esse, i prezzi dovrebbero essere significativamente più elevati nel 2022 rispetto al 2021. I prezzi non energetici dovrebbero aumentare di circa il 20% nel 2022″. Non è stato così. Il 2 agosto la Banca Mondiale ha riportato i dati più recenti sui prezzi delle commodity. A luglio, rispetto al mese precedente, i prezzi dell’energia in generale erano scesi di 1,3%, (quelli del petrolio del 10%, mentre quelli del gas in Europa erano saliti del 50%). I prezzi dei prodotti agricoli erano diminuiti del 7,4%, quelli del cibo di 8,5% e quelli dei metalli del 13,4%, in specifico lo stagno del 19,5%, il ferro del 17%, il rame e nichel ciascuno del 16%. Dai massimi di marzo il pezzo del rame è sceso del 30%. Un altro esempio: il Bloomberg Commodity Spot Index, che prende in considerazione contratti future per 23 commodity, lo scorso luglio è diminuito del 20% rispetto al mese precedente. L’andamento anomalo dei prezzi, sia in salita sia in discesa, può essere spiegato soltanto attraverso il ruolo negativo giocato dalla speculazione, in particolare dei future. Quando i mercati percepiscono un possibile futuro aumento dei prezzi, i future speculativi operano come dei moltiplicatori. Lo stesso avviene per le attese di riduzione dei prezzi. Chi acquista un future su un indice assume una posizione lunga (long), rialzista, e crede che i prezzi saliranno oltre quello di acquisto. Chi vende un future assume una posizione corta (short), ribassista, e ritiene che il prezzo di mercato dell’indice in scadenza sia più basso. Entrambi guadagnerebbero sulla differenza di prezzo. Il volume dei future può determinare le attese di crescita o di ribasso e di conseguenza gli andamenti del mercato. Com’è noto, i future speculativi non comportano la reale transazione delle merci trattate. Solo il 2% lo fa! Alla scadenza del contratto, o prima se è rinegoziato, è pagata soltanto la differenza. Nel frattempo, però, l’effetto della speculazione si è trasferito sui prezzi delle reali operazioni di compravendita. L’ultimo rapporto della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea rileva che anche i derivati otc ( non regolamentati e altamente speculativi) sulle commodity sono cresciuti di quasi il 30% durante il 2021. Nelle ultime settimane, i future hanno giocato al ribasso poiché ci si aspetta una recessione, con la diminuzione dei consumi e delle produzioni a livello globale. Il contratto fatto oggi prevede che domani la merce avrà un prezzo più basso. Mentre quasi tutti i future sugli indici delle commodity sono oggi ribassisti, quelli sul gas europeo negoziati a Amsterdam sono grandemente rialzisti. E’ l’eterna altalena che arricchisce pochi grandi speculatori e impoverisce le fasce della società e i Paesi più deboli. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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EU Gas Cap, Tax on Extra Profits and EU State of Alert

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

On 9 September 2022, a new meeting of the Council of Energy Ministers of the EU Council. On the table 3 discussions and possibly decisions: gas cap state of alert tax on unexpected extra profits on energy Member States are divided on these three von der Leyen’s proposals. Gas cap means two things: setting a price to be paid to EU gas supply companies and paying the difference by public authorities, or setting a maximum gas price that all EU countries are willing to pay to suppliers from third countries. The state of alert means imposing a 10% reduction in consumption in Europe (today the reductions are voluntary) and supplying gas and electricity to the countries that need them. The energy extra-profit tax is used to raise money to redistribute to the consumer.

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Costo del gas aumentato del 1000% e richieste ingiustificate da parte agricola nel bacino del sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

Napoli. Quanto accaduto negli ultimi mesi lasciava presagire che la campagna di trasformazione del pomodoro 2022 sarebbe stata caratterizzata da grandi difficoltà, ma la realtà che si sta presentando è di gran lunga peggiore. Il comparto è letteralmente in ginocchio a causa dei costi di produzione del tutto fuori controllo.L’incremento vertiginoso dei prezzi dell’energia è quello che balza subito all’occhio. Il costo del gasolio ha fatto lievitare quello del trasporto, ma più di tutto il resto stanno causando gravi problemi i rincari esponenziali, addirittura oltre il 1000%, del gas metano, il più utilizzato negli stabilimenti di produzione delle conserve di pomodoro. E ancora, l’acciaio, necessario per la produzione delle scatole che rappresentano il principale contenitore dei nostri prodotti, il vetro, la carta e le vernici per le etichette, cartone, plastica e legno per gli imballaggi secondari. Tutto sta registrando aumenti a doppia cifra.“E’ assolutamente necessario un intervento a tutela delle imprese da questa pericolosa deriva che presenta una evidente componente speculativa, – dichiara Giovanni De Angelis, Direttore Generale di ANICAV – in special modo per quanto riguarda il caro bollette. Bene il credito d’imposta, ma non è sufficiente. Pur consapevoli che questa sarebbe stata una campagna difficile non immaginavamo di arrivare a queste proporzioni. Le nostre produzioni si concentrano in 45/60 giorni e questi aumenti così repentini hanno un’influenza specifica non programmabile nella stagionalità breve che ci contraddistingue. Questa situazione è impossibile da sostenere soprattutto se si considerano le evidenti difficoltà che avremo nel trasferire questi aumenti alla grande distribuzione”.Inoltre, come se non bastasse, si aggiungono a peggiorare un quadro già pieno di difficoltà i tentativi di speculazione della controparte agricola nel bacino del centro-sud.“Quello che sta accadendo nel bacino centro-sud ci lascia davvero attoniti. – dichiara Marco Serafini, Presidente di ANICAV – Siamo costretti a subire le pressioni del mondo agricolo che, nonostante l’elevato prezzo medio della materia prima riconosciuto, con incrementi senza pari nella storia della nostra filiera, continua ad avanzare ingiustificate ed immotivate richieste di ulteriori aumenti che stanno mettendo a rischio l’intero comparto alimentando una spirale inflazionistica a tutto danno del consumatore finale. Non si riesce davvero a comprendere perché nel Nord Italia si possa rispettare per il pomodoro tondo il contratto a 108€/ton, malgrado la gravissima siccità che ha colpito quella zona, mentre al sud, nonostante un prezzo medio di riferimento di 130€/ton, si continua imperterriti a chiedere ulteriori aumenti di giorno in giorno! Tutto ciò non è accettabile!”.

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Prezzi: Unc, le città dove cibo, luce e gas sono più cari

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari annui per quanto riguarda 2 voci del paniere, cibo e bevande, e luce e gas, elaborando gli ultimi dati Istat relativi al mese di luglio. Se in Italia i prezzi dei Prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono saliti a luglio del 10% su base annua, determinando già una stangata pari in media a 564 euro a famiglia, in molte città è andata ancora peggio.A guidare la classifica della città peggiori è Cosenza dove per cibo e bevande si registra un rialzo del 13,1% rispetto a luglio 2021, +847 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media. Al secondo posto Viterbo, con un incremento dei prezzi del 12,8% e un aggravio annuo pari a 713 euro, al terzo Imperia dove mangiare costa il +12,7% in più, pari a 680 euro.Seguono Sassari (+12,4%, 569 euro), Ascoli Piceno (+12,2%, 664 euro), al sesto posto Catania (+9,5%, +551 euro), poi Verona e Terni (entrambe +11,5%, rispettivamente 621 e 690 euro), e Padova, Forlì-Cesena, Arezzo e Olbia-Tempio (+11,4% per tutte). Va considerato, poi, che le somme in euro si riferiscono a una famiglia media. La situazione per i nuclei più numerosi è decisamente peggiore. Per l’Italia si passa dalla media di 564 euro, a 769 euro per una coppia con 2 figli, 919 euro per le coppie con 3 o più figli. Analoga progressione vale anche per le singole città. Sull’altro versante, la città più risparmiosa per mangiare e bere è Bergamo, dove i prezzi crescono “solo” del 7%, pari a una spesa aggiuntiva di 400 euro. Medaglia d’argento per Cremona (+7,3%, +418 euro) e sul gradino più basso del podio Parma (+7,7%, +412 euro). Bene anche Como (+8,1%, 463 euro), Milano (+452 euro), Aosta e Piacenza (+8,3% per tutte e 3). Per Energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include gas, luce (mercato tutelato e libero), gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, se in Italia il rincaro a luglio è stato già spaziale, +59,2% il dato tendenziale, con una mazzata a famiglia pari in media a 798 euro su base annua, in alcune città si è avuto addirittura un raddoppio rispetto allo scorso anno. A vincere la classifica dei cittadini più bastonati è Bolzano, dove le spese per luce e gas decollano del 107,3% su luglio 2021, medaglia d’argento a Trento, +105,2%, anche qui oltre il doppio. Sul gradino più basso del podio Perugia (+65,9%).Seguono Terni (+65%), Teramo (+64,4%), al sesto posto Varese e Lodi (+63,6% per entrambe), poi Milano e Catania (+63,5% per ambedue). Chiude la top ten Brescia con +63,4%.Le città meno tartassate sono Genova (+51,1%), al secondo posto Reggio Calabria (+51,7%), medaglia di bronzo a Benevento (+51,8%). Tra le grandi città bene anche Napoli, all’ottavo posto delle virtuose con +52,6% e Torino che chiude la top ten delle migliori con +52,7%.

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I prezzi del gas si fissano in Olanda

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

By Mario Lettieri e Paolo RaimondiPrezzi dell’energia, guerra in Ucraina, inflazione. Spesso sono presentati come fossero eventi concatenati. Non è così. L’alta volatilità dei prezzi del gas ha una storia molto più lunga e complessa. Una delle cause principali dell’inflazione dei prezzi dell’energia è il mercato a termine del gas Ttf di Amsterdam. Il Ttf è stato istituito come parte del mercato energetico dell’Unione europea. Il Ttf (Title Transfer Facility) è un mercato virtuale (un hub) per lo scambio del gas naturale. Insieme al Nymex (New York Mercantile Exchange) e all’Ice (Intercontinental Exchange) di Atlanta, che è specializzato in contratti derivati otc sull’energia, è uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in Europa e in Italia. L’indice Ttf mensile è la media aritmetica delle quotazioni giornaliere riferite al mese di fornitura cioè quello precedente. Il valore è in €/MWh, megawattora, l’unità di misura convenzionale di tutte le fonti di energia. Le nostre bollette “traducono” i prezzi in €/Smc, cioè in standard metro cubo. Ma l’andamento dei prezzi non cambia. Ecco gli andamenti: il Ttf di aprile 2021 era 20,50 €/MWh, saliva a 63,5 €/MWh a settembre, per arrivare a 110,12 €/MWh a dicembre 2021. Scendeva a 83,03 €/MWh a gennaio 2022, s’impennava a marzo, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, fino a 125,42 €/MWh per poi scendere lentamente a 78,87 €/MWh lo scorso giugno. Il Ttf di agosto, riferito alle forniture di luglio, è già intorno a 110 €/MWh. Le spiegazioni ”oggettive” dell’impennata del 2021 indicherebbero le cause nella ripresa della domanda, dopo la flessione economica dovuta al Covid, e in una riduzione delle forniture da parte della Norvegia. Il che non regge per niente alla prova dei fatti, anche perché i prezzi dei future erano in grande salita già nella seconda metà del 2021.L’Olanda è uno snodo centrale per il mercato europeo che consente il trasferimento del gas tramite metanodotti tra Paesi come Francia, Germania, Norvegia, Italia e Gran Bretagna. Questo mercato spot, molto volatile come tutti i suoi simili, ha progressivamente sostituito i contratti bilaterali a lunga scadenza tra i Paesi. Esso consente non solo ai commercianti all’ingrosso, ma anche ai trader finanziari, di determinare il prezzo dei contratti a termine sul gas naturale. I prezzi future riguardano una consegna più lontana nel tempo e possono essere negoziati più volte prima della scadenza. Per esempio, i prezzi dei Ttf future per i mesi di fine anno sono di circa 200 euro per MWh.Le scommesse degli hedge fund sulla borsa Ttf hanno creato una scarsità artificiale di gas e portato i prezzi a un livello insostenibile, ben prima della guerra in Ucraina.Si è tornati all’equivalente dei famosi “barili di carta” di prima della grande crisi finanziaria del 2008, quando per un barile di petrolio fisicamente scambiato, sul mercato di New York si negoziavano 100 barili con contratti future. Alla loro scadenza, furono saldati pagando soltanto la differenza di prezzo, senza alcun movimento reale del prodotto. Tali contratti, in milioni, però, determinarono l’impressione di una domanda gigantesca rispetto a un’offerta limitata e, di conseguenza, l’attesa di un forte rialzo del prezzo del petrolio.“Osservare” il mercato, aspettando che risolva da solo il problema che ha provocato, è come affrontare la siccità e la mancanza d’acqua impegnandosi in una sciamanica “danza della pioggia”. Ci sono alcuni interventi immediati possibili, mente si lavora per diversificare i fornitori e le fonti di energia. Uno è senz’altro concordare a livello europeo un tetto massimo al prezzo di acquisto del gas. E’ quello che anche il governo italiano ha proposto. Gli interessi europei, nazionali e collettivi devono avere precedenza sugli “appetiti” privati di qualcuno. In secondo luogo, non è tollerabile che la speculazione detti le leggi ai governi. Al riguardo ci sono due mosse possibili: i contratti future vanno bene ma devono essere conclusi con un effettivo scambio delle merci trattate e, secondo, dovrebbero essere ammessi solo i trader che hanno effettivamente la copertura finanziaria dei contratti che sottoscrivono e non quelli che operano con una “leva finanziaria” costruita sui debiti. Altrimenti, i cittadini come possono accettare che i loro governi siano stati capaci di imporre la mascherina a tutti e, invece, non sono in grado di mettere la “museruola” agli speculatori, che minano le economie e la stessa autorità dei governi? Sarebbe un paradosso! Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Taglio del gas, a rischio la tenuta socio-economica dell’Italia per i prossimi 3 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2022

Uno studio dell’Unicusano, Roma Tre e altre università straniere ha dimostrato la stretta correlazione fra consumi energetici e PIL nel breve periodo: con il taglio del 15% prospettato dal Consiglio Europeo, l’Italia potrebbe veder svanita la ripresa economica. Una risposta potrebbe arrivare da nucleare e fonti rinnovabili. Per i prossimi tre anni potrebbe essere a rischio la ripresa economica dell’Italia. Se fosse approvata la decisione del Consiglio Europeo sul taglio dei consumi energetici, soprattutto di gas, per il nostro Paese si allontanerebbe la possibilità di un’uscita dalla crisi attuale. Con pesanti ricadute sul tessuto economico e sociale. Lo studio dell’Unicusano ha dimostrato la relazione bidirezionale tra consumo di energia e crescita economica per l’Italia in una serie temporale molto lunga: dal 1926 al 2008.Sempre secondo l’indagine dell’Unicusano, “nel lungo periodo è forte il flusso causale che va dal PIL ai consumi energetici: in quest’ottica qualsiasi politica di risparmio energetico – come l’aumento delle tariffe – di fronte a una politica di efficientamento energetico, non dovrebbe avere un impatto negativo sulla crescita economica”. Partendo quindi dalle due variabili “Consumo di Energia” e “PIL reale” e analizzandone le reciproche influenze in un arco di tempo così lungo, il team di professori universitari ha gettato le basi per riuscire un domani a prevedere i valori futuri del PIL reale. “Dimostrati gli effetti dei consumi energetici sulla crescita del PIL – continuano i professori– possiamo affermare che una politica volta alla riduzione del consumo di gas potrebbe generare una riduzione del PIL dell’Italia che va da 2,61–2,85 anni a un massimo di 3,5 anni. Quindi, una riduzione di gas – così come prospettato dal Consiglio UE – avrà quasi sicuramente un effetto avverso sulla ripresa economica del nostro Paese che verrà scontata nei prossimi anni”. La risposta, secondo gli economisti, potrebbe arrivare dalle fonti rinnovabili e dall’energia nucleare. “Le fonti rinnovabili oggi sono in grado di produrre poca quantità di energia, sono ancora legate a eventi imprevedibili e dipendono dalle condizioni metereologiche. È importante perciò investire su di esse per potenziarle e intraprendere un graduale svincolamento da gas, petrolio e carbone. In questo, è importante rilevare l’urgente bisogno del ritorno dell’Italia al nucleare, come dimostreremo in un nostro studio di prossima pubblicazione”.

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L’Arera modifica le modalità di aggiornamento del costo del gas

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

Apprendiamo con favore le modifiche introdotte da Arera in merito all’aggiornamento dei prezzi del gas a partire da ottobre. Si tratta di un importante passo avanti, che accoglie le nostre proposte per mettere al riparo da speculazioni il prezzo della materia prima.Infatti, l’aggiornamento sarà mensile e non più trimestrale, ma soprattutto sarà calcolato prendendo come riferimento la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano.Meglio tardi che mai, ma questo intervento non è ancora sufficiente a tutelare le famiglie dai rincari previsti per l’autunno.L’azione coordinata a livello europeo per l’acquisto della materia prima è fondamentale, così come la disposizione di un albo di fornitori che non si limiti ad essere un elenco, ma sia piuttosto la certificazione della sussistenza di requisiti e garanzie da parte delle aziende venditrici in termini di solidità, affidabilità, qualità del servizio e sostenibilità ambientale e sociale, know how industriale e serietà commerciale. Condividiamo, inoltre, l’appello di Arera ad armonizzare la fine del mercato tutelato del gas (prevista per gennaio 2023) con quella del mercato dell’energia elettrica (a gennaio 2024): anzi, sollecitiamo il Parlamento ad un intervento per prorogare entrambe le scadenze, viste le forti criticità di un mercato libero ancora pieno di ombre.Si tratta di un’operazione quanto mai urgente e necessaria, soprattutto alla luce della delicata fase che le famiglie stanno vivendo: in tal senso è fondamentale anche un maggiore controllo e la disposizione di sanzioni più severe per quanto riguarda il telemarketing aggressivo e fuorviante messo in atto da molte compagnie che minacciano letteralmente gli utenti, spingendoli a scegliere il loro servizio sul mercato libero.Riteniamo un segnale importante, infine, l’apertura di un tavolo permanente per gestire l’emergenza sul fronte energetico che vedrà a confronto l’Autorità e le Associazioni dei Consumatori: deve essere uno strumento utile per la tutela dei consumatori e non soltanto un’occasione di scambio di notizie e informazioni.

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Tassonomia: sì all’inclusione di attività dei settori del gas e del nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Il Parlamento europeo non ha respinto l’atto delegato sulla tassonomia della Commissione che prevede l’inclusione di specifiche attività energetiche dei settori del gas e del nucleare nell’elenco di attività economiche eco-sostenibili, comprese nella cosiddetta tassonomia UE.278 deputati hanno votato a favore del veto, 328 contro e 33 si sono astenuti. Per porre il veto alla proposta della Commissione sarebbe stata necessaria una maggioranza assoluta di 353 deputati. Se Parlamento e Consiglio non sollevano obiezioni alla proposta entro l’11 luglio 2022, l’atto delegato sulla tassonomia entrerà in vigore e si applicherà a partire dal 1° gennaio 2023. La Commissione ritiene che gli investimenti privati possano avere un ruolo nelle attività di transizione verde dei settori del gas e del nucleare. Ha proposto pertanto di classificare alcune attività energetiche collegate al gas fossile e all’energia nucleare come attività di transizione che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L’inclusione di alcune di queste attività è limitata nel tempo e dipende da specifiche condizioni e requisiti di trasparenza. Il regolamento sulla tassonomia fa parte del piano d’azione della Commissione sul finanziamento della crescita sostenibile e mira a promuovere gli investimenti verdi ed evitare l’ambientalismo di facciata (il cosiddetto “greenwashing”).

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Il balletto della politica per portare il gas israeliano in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2022

Nel 2016 fu lanciato un progetto per portare il gas israeliano in Italia e da qui in Europa. Esso prevedeva una prima pipeline da Israele a Cipro, una seconda da Cipro a Creta, con un approdo finale in Peloponneso. Da lì un altro tronco avrebbe portato il gas in Salento per allacciarsi alla rete italiana di metanodotti. Tale investimento era sviluppato da una joint venture 50/50 fra la greca DEPA S.A, e il gruppo italo-francese Edison S.p.A. Esso dovrebbe trasportare il gas in Italia attraverso il tronco Poseidon anch’esso a partenariato italiano. Il piano è stato dichiarato dalla UE progetto di interesse comune (PCI) e anche incluso nel progetto di sviluppo decennale della UE (TYNPD) La UE ha già finanziato gli studi preliminari con circa 35 m€. Per l’Italia questo potrebbe portare a una maggior diversificazione dei suoi fornitori di gas. Nell’incontro intergovernativo del 2017 a Telaviv, l’allora ministro Calenda aveva definito questo progetto “un fondamentale asse di sviluppo della strategia energetica complessiva del Mediterraneo”. Due anni dopo, un politico di tutt’altro orientamento, l’on. Salvini, in occasione della sua visita in Israele si dichiarò favorevole all’iniziativa e invitò le aziende italiane a parteciparvi. Ciò non fu gradito ai 5 stelle e l’allora Presidente Conte affermò “sicuramente in questo momento il governo non ha alcuna sensibilità per realizzare il tratto finale di Poseidon (che nel frattempo ha ottenuto tutte le approvazioni necessarie), come originariamente progettato. Poco dopo il ministro dello sviluppo economico Patuanelli il 2 gennaio 2020 in una lettera alla sua controparte greca esprimeva “le sue più sentite congratulazioni per il successo dell’iniziativa EastMed che l’Italia continua a sostenere”. Infine (temporaneamente) il governo italiano nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima presentato il 24 gennaio scorso scrive “Il progetto potrebbe non rappresentare una priorità, visto che gli scenari di decarbonizzazione possono essere attuati tramite le infrastrutture esistenti”. Un gigantesco guazzabuglio quindi, a cui si uniscono cambi di opinione a 360 gradi del nostro alleato americano che per ragioni tutte sue ritiene di avere il ruolo principale. Come andrà a finire?

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Gas. de Bertoldi (FdI): da governo continui ritardi e decisioni parziali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

“Il ministro Cingolani nei giorni scorsi rispondendo a una mia interrogazione ha finalmente aperto all’utilizzo dei giacimenti italiani di gas, ma limitandosi a quelli già in produzione invece di attivarsi per l’apertura di nuovi pozzi, che permetterebbero un importante incremento dell’autonomia energetica nazionale. Attendiamo, peraltro ormai da mesi, che il governo adempia all’impegno assunto con Fratelli d’Italia nell’ordine del giorno al dl Ucraina, con cui si era impegnato a riprendere le attività di ricerca e prospezione del gas. Insomma, ritardi continui e decisioni tardive e parziali confermano che il cosiddetto governo dei ‘migliori’ non riesce ad avere una linea chiara pure sul drammatico problema energia, e ciò proprio per la disomogeneità della propria maggioranza. E nel frattempo in Europa le decisioni sul tetto al prezzo del gas slittano ad autunno per il vergognoso ed interessato blocco di alcuni Paesi, che antepongono l’egoismo all’interesse comune. Così qualcuno ci guadagna, magari in Olanda, mentre le imprese ed i cittadini italiani pagano ed il nostro governo non riesce a farsi rispettare. È ormai chiaro a tutti che il tema energetico sarà la questione del futuro, e ciò nonostante non sentiamo la benché minima proposta del governo su temi come l’energia nucleare, e più in generale sulla progettazione di una reale politica energetica in ambito nazionale ed europeo”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Nuove regole UE per rifornire le riserve strategiche di gas prima dell’inverno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

Il nuovo regolamento, già concordato con i ministri dell’UE, prevede che gli impianti di stoccaggio del gas debbano essere riempiti almeno all’80 % entro il 1º novembre 2022 per proteggere i cittadini europei da eventuali shock di approvvigionamento. I Paesi UE e i gestori dovrebbero adoperarsi per raggiungere l’85 %.Per gli anni successivi il livello di riempimento è fissato al 90%. Nel testo, si sottolinea inoltre la necessità per i Paesi UE di diversificare le fonti di approvvigionamento del gas e rafforzare le misure di efficienza energetica.Il testo legislativo è stato approvato in via definitiva giovedì, con 490 voti favorevoli, 47 contrari e 55 astensioni.Ai sensi del regolamento, gli impianti di stoccaggio del gas saranno considerati infrastrutture critiche. Tutti i gestori degli impianti di stoccaggio dovranno ottenere una nuova certificazione obbligatoria per ridurre il rischio di interferenze esterne. Gli operatori che non ottengono tale certificazione dovranno rinunciare alla proprietà o al controllo di impianti di stoccaggio del gas nell’UE.Entro agosto 2022, la Commissione pubblicherà degli orientamenti sulle modalità di acquisto congiunto del gas, un meccanismo che potrà essere attivato da due o più Stati membri, su base volontaria.

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Gas. de Bertoldi (FdI): governo in ritardo su utilizzo nostri pozzi e giacimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2022

“La risposta del ministro Cingolani alla mia interrogazione sugli interventi per riattivare i pozzi di estrazione del gas presenti in Italia, giunta dopo ben tre mesi dalla mia richiesta, raccoglie soltanto in parte la mia soddisfazione. Verrebbe da dire meglio tardi che mai, soprattutto per le conclusioni della risposta che aprono finalmente ad un rinnovato utilizzo dei nostri pozzi e giacimenti, smentendo le ridicole ed anti scientifiche posizioni contrarie del Movimento 5 Stelle all’utilizzo del gas, confermate poi nell’operato del governo Conte che nel dl Semplificazioni bloccò persino le autorizzazioni alle imprese che già avevano avuto i permessi per le attività di ricerca e prospezione. Peccato che mentre Fratelli d’Italia da mesi si batte con emendamenti ed atti di sindacato ispettivo per l’urgenza di riattivare i nostri giacimenti, il governo ci arrivi solo ora quando le imprese ed i cittadini italiani hanno dovuto subire le pesanti conseguenze del rincaro energetico dovuto al vertiginoso aumento dei prezzi conseguente alla nostra non autosufficienza. Un governo davvero dei ‘migliori’ avrebbe dovuto anticipare la crisi energetica, che ricordo insisteva già lo scorso anno, e non arrivare a queste conclusioni dopo oltre nove mesi. Serve ora più coraggio anche per semplificare con effetto immediato le procedure autorizzative. Chiedo, quindi, un percorso straordinario per le concessioni che ineriscono il settore energetico, nonché per lo sfruttamento interno dei giacimenti minerari come il litio e le terre rare. Fratelli d’Italia sarà sempre pronta a supportare iniziative non demagogiche e populiste che siano nell’interesse nazionale. Non c’è più tempo da perdere presidente Draghi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Il gas cipriota che servirebbe

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2022

L’Unione europea è alla ricerca di fonti di approvvigionamento di gas alternativi a quello russo e una di queste è il gas cipriota. Sono 11 anni che Cipro ha scoperto un grande giacimento di gas al largo delle sue coste, ma i contrasti con Turchia e Grecia hanno reso non utilizzabile il deposito energetico.Ricordiamo che Cipro è divisa in due parti, una, più grande, filo greca, riconosciuta dalla Ue e l’altra, derivata dalla invasione turca del 1974, riconosciuta solo dalla Turchia. I contrasti derivano dalla richiesta di ripartizione dei profitti e dalle proposte contrastanti di far affluire il gas attraverso gasdotti greci o turchi. Neanche la guerra all’Ucraina della Russia ha convinto all’accordo, sicchè, un’importante fonte energetica rimane inutilizzata per contrasti tra Grecia e Turchia. La soluzione trovata da Cipro è quella di una pipeline che arrivi in Egitto, dove il gas verrebbe liquefatto per essere riesportato su navi in Europa. Il progetto dovrebbe realizzarsi entro il 2024-2025. Aggiungiamo che un altro importante giacimento di gas è stato trovato dall’Eni nell’area di mare di competenza dell’Egitto.Insomma, fonti alternative al gas russo ci sono. Attivarle significa rendere l’Ue meno dipendente, con relativi benefici economici per i consumatori europei. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Antitrust: Rustichelli, ok offerte solo scritte luce e gas

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

L’Antitrust ha chiesto oggi una norma che preveda che “il vincolo contrattuale sorga solo a seguito della conferma dell’offerta, da parte del consumatore, per iscritto” per le offerte commerciali di luce e gas.”Bene, non possiamo che sottoscrivere la proposta dell’Authority. Da tempo lo chiediamo, visto che le bollette di luce e gas restano un mistero irrisolto del nostro Paese e, indipendentemente dal telemarketing selvaggio, è impossibile capire in una telefonata se il contratto offerto è più vantaggioso oppure no” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Servono anche sanzioni con importi più elevati, che abbiano vera efficacia deterrente rispetto ai comportamenti scorretti. Per quanto riguarda poi il telemarketing selvaggio, servono indennizzi automatici per chi riceve telefonate nonostante sia iscritto al Registro delle Opposizioni” conclude Vignola

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Gas russo/Rubli. Sfascismo europeo e italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Mentre fonti Ue fanno sapere che nessuno Stato ha intenzione di pagare il gas russo in rubli… l’Ungheria fa sapere che rispetterà le condizioni russe per il pagamento in rubli. Nel contempo il ministro Renato Brunetta appare possibilista e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, plaude contro i rubli. L’evoluzione di posizioni è di vario tipo e non c’è da stupirsi di nulla. Le linee guida della Commissione Ue dicono che i clienti europei di Gazprom possono aprire un conto in euro presso Gazprombank senza violare le sanzioni, ma che la conversione deve essere effettuata dalla banca russa. La Commissione dovrebbe chiarire l’ambiguità di questa ndicazione il prossimo 2 maggio. Nel frattempo, secondo Bloomberg, dieci clienti europei di Gazprom hanno aperto conti correnti in rubli presso Gazprombank e quattro hanno già utilizzato il meccanismo di conversione del decreto. La Germania ed Eni stanno pensando di fare altrettanto.Chiaro il contesto? Ognuno fa da sé e non potrebbe essere altrimenti, visto che non abbiamo una politica europea energetica con uno Stato (federale) che ne imporrebbe il rispetto. Unione europea in prima fila per le sanzioni contro la Russia, ma non in grado di farle rispettare. Politica politicante. Vittime di questa situazione, i consumatori finali, saranno sacrificati alle capacità o meno dei propri governanti? Magari… già questo sarebbe un punto fermo. I consumatori si devono accontentare di ciò che capiterà e, a parte il condizionatore di quest’estate, non sanno cosa accadrà per il riscaldamento del prossimo autunno/inverno. Auspicando che lo sfascimo in atto a livello nazionale e comunitario possa trovare una composizione è bene che ogni consumatore cominci ad organizzarsi per proprio conto. Non certamente mettendo in ulteriore difficoltà il governo, come alcuni fanno con scioperi nei prossimi giorni, ma prendendo atto dello sfascismo e, con le diverse possibilità che il mercato offre, cominciare ad organizzarsi con il fai da te: Vista anche la buona stagione e la minore necessità di gas e un clima che facilita qualunque attività, è il caso – individualmente o a livello di condominio o gruppi ad hoc – di cominciare ad informarsi, fare preventivi, organizzarsi e fare partire lavori. Le opzioni sono molteplici e adattabili a diverse situazioni: la pratica base è che deve essere energia prodotta da altre fonti che non siano gas (soprattutto) ed elettricità. Produzione con impianti di diverso tipo, dalle stufe domestiche ai pannelli solari e turbine eoliche. La cosa importante è che,specialmente per sole e vento, essere consapevoli di doversi confrontare con amministrazioni che probabilmente non saranno all’altezza di urgenza e necessità, dovendo in questo caso farsi supportare dalla politica locale e non solo. François-Marie Arouet: http://www.aduc.it

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