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Posts Tagged ‘gay’

Gay men and lesbian women less likely to be employed in a leadership position due to the sound of their voice

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

londonLondon. Gay men and lesbian women face discrimination when seeking leadership positions due to the sound of their voice, a new study in the Archives of Sexual Behaviour has found. The study, carried out by researchers at the University of Surrey, also found that people thought gay men should be paid less than their heterosexual counterparts. During this study researchers presented voice samples of gay and heterosexual speakers and pictures, devoid of any background features and other characteristics, to a heterosexual sample group. Participants were not informed of the sexual orientation of the person but allowed to freely guess from the voice or face of the individual. The sample group were asked to form impressions about applicants for the fake position of CEO and evaluate the employability of candidates by responding to five statements (which were rated on a scale of one to five) and to report the amount of monthly salary they considered adequate. The process was then repeated with lesbian candidates.Researchers discovered that participants perceived men and women who they considered to be gay or lesbian, as inadequate for a leadership position.For male candidates, auditory and not facial features impacted on whether they were deemed suitable for the role. Researchers discovered that having a heterosexual- rather than a ‘gay- sounding’ voice created the impression that the speaker had typically masculine traits, which in turn increased their perceived suitability for the role and the chance of receiving a higher salary.Lesbian candidates were associated with a lack of femininity and identified as gender non-conforming and received less positive evaluation than heterosexual counterparts.Dr Fabio Fasoli said: “These results demonstrate that the mere sound of a voice is sufficient to trigger stereotyping denying gay- and lesbian-sounding speakers the qualities that are considered typical of their gender.“It is revealing, that despite all the work to lessen discrimination against the LGBT community, people subconsciously type cast an individual before getting to know them. This study highlights that it can be a real problem in the workplace and for people’s career prospects.”In another study participants were also asked to listen to the voices of two different speakers who pronounced a single sentence of neutral content and then requested to evaluate the speakers’ likely personality traits and personal interests (i.e. sports and fields of study). The traits and interests were manipulated in order to be recast characteristics/interests perceived to be “typically masculine” (e.g., football) and “typically feminine” (e.g., dance). In addition, participants were asked which of the speakers they would choose as an acquaintance. Similarly to the first study this was repeated with lesbian candidates.Researchers discovered that participants attributed more feminine traits to the gay than to the heterosexual speakers and lesbian speakers were more likely to be associated with masculine than to feminine characteristics. Interestingly, this happened without any mention of sexual orientation of the speakers demonstrating that vocal cues can lead to unfair stereotyping.When asked which of the speakers’ participants would choose as an acquaintance for an interaction, researchers found that male participants were more likely to avoid male gay-sounding speakers, suggesting a subtle impact of voice on social exclusion of gay individuals.Dr Fasoli added: “What is most concerning about this study is the subconscious behaviour intention of participants, where heterosexual male participants avoided choosing a gay male as an acquaintance.“This study demonstrates that unacceptable levels of discrimination, be they subconscious or conscious, still exists in our society, and we need to do more to tackle the discrimination faced by the LGBT community.”

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Omofobia in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

Bruxelles, Parlamento europeo.I deputati discuteranno la lotta contro l’omofobia in Europa con rappresentanti del Consiglio e della Commissione e voteranno una risoluzione giovedì. Una proposta di legge UE per garantire la parità di trattamento fra le persone indipendentemente dall’orientamento sessuale, l’età, la religione o la disabilità è stata approvata dal Parlamento nell’aprile del 2009, ma è da allora bloccata dal Consiglio dei Ministri. La Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia (IDAHO), che ha avutoluogo il 17
maggio, mira a promuovere il rispetto dei diritti di gay e lesbiche in tutto il mondo. La commissione per le libertà civili ha tenuto un’audizione su questo tema a marzo

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No ai gay: imam e vescovi a braccetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Dopo i vescovi, che su “Avvenire”, nei giorni scorsi, ci hanno tenuto a far sapere che nelle prossime elezioni amministrative si dovranno sostenere solo coloro che valorizzano la famiglia “nel ‘format’ fondato sul matrimonio uomo-donna sancito dalla Costituzione” ora è il turno di un imam assumere una posizione omofoba ed entrare a gamba tesa nella vita politica del nostro Paese. Ali Abu Shwaimache ha invitato oggi l’elettorato a non votare esponenti gay di partito perché quella omosessuale infatti sarebbe “una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica”. Né valgono le rassicurazioni dell’imam che fortunatamente, ha spiegato di non avere chiesto ai fedeli, bontà sua, “di essere contro gli omosessuali”. Ai rappresentanti di entrambi i fondamentalismi, che hanno trovato finalmente sintonia sull’esclusione delle istanze gay e lesbiche dalla dibattito politico e delle persone omosessuali e transessuali dalle istituzioni, ricordiamo che l’Italia non è una teocrazia bensì una Repubblica laica e aconfessionale. Chiediamo quindi agli elettori di votare alle prossime amministrative coloro che, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e dal proprio credo religioso, sappiano garantire una convincente prospettiva nell’amministrazione del futuro delle nostre città. Da parte nostra continuiamo a guardare alla politica come uno spazio aperto a tutti e tutte e respingiamo in nome della laicità della Repubblica ogni invadenza confessionale e religiosa nella vita politica finalizzata a limitare la libertà e i diritti e a trascinarci lontano dall’Europa e dalla Democrazia. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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Joshua, nigeriano perseguitato perché gay

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Arcigay, EveryOne, organizzazione per i diritti umani, e l’Associazione radicale Certi Diritti, fanno appello al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna perché sia conferito con estrema urgenza lo status di rifugiato a Joshua J., 28enne nigeriano e omosessuale. Entro giovedì 12 maggio prossimo Joshua deve lasciare il territorio nazionale perché la commissione territoriale sull’asilo di Caserta ha respinto la sua richiesta obiettando che in Nigeria non sono riscontrabili abusi concreti nei confronti di persone omosessuali da parte del Governo o delle autorità. In realtà in Nigeria il codice penale prevede fino a 14 anni di detenzione per omosessualità e negli stati federali del Paese nei quali è applicata la Sharia la pena per gli omosessuali è di 100 frustate per gli uomini non sposati, e di 1 anno di prigione e la morte per lapidazione per gli uomini sposati, anche se vi sono casi di omosessuali non sposati mandati comunque al patibolo. Proprio per questo Joshua è fuggito dalla Nigeria, dove rischia torture e morte, nel 2008, dopo che la famiglia musulmana del ragazzo con cui aveva avuto una relazione lo ha scoperto e, minacciandolo di morte, lo ha denunciato alle Autorità di polizia. A febbraio del 2008 un articolo del Nigeria Observer ha pubblicato la sua foto e un mandato di cattura in cui la polizia fissa una taglia per la consegna di Joshua alle autorità. Alla richiesta d’asilo era stata allegata la traduzione giurata con fotocopia del quotidiano nigeriano dove la polizia, al momento della fuga del giovane dalla Nigeria, aveva pubblicato il mandato di cattura per atti omosessuali con tanto di foto e nome di Joshua. Sul caso di Joshua è stata presentata un’interrogazione al Senato Da Giuseppe Valditara di FLI che per ora non ha ottenuto una risposta. “Siamo quindi a chiedere – spiegano i rappresentanti delle associazioni – “che il Governo italiano attivi immediatamente, attraverso il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Pari opportunità, tutte le procedure necessarie per scongiurare il ritorno coatto di Joshua J. in Nigeria, che lo metterebbe in serissimo pericolo di vita”.

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Il mondo non è gay?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Importanti risultati, di queste ore, conseguiti nel riscatto della cultura omosessuale, in vista delle imminenti elezioni amministrative, sensibile banco di prova delle tensioni politiche degli italiani. A quanto pare, infatti, brillantemente superata, dalla comunità islamica milanese, la fatwa lanciata dall’imam della moschea di Segrate (MI), Ali Abu Shwaima, tra i fedeli votanti della città di Milano e provincia, contro il gay Vendola promotore della lista S.E.L, politicamente “marchiato” della condizione di omosessuale. Al pari, matura e tollerante con la galassia Gay, è altrettanto la proposta elettorale del Carroccio, notoriamente machista e celodurista, del candidato Stefano Guida (ex attore di film hard e gay dichiarato) alle prossime amministrative bolognesi. Fatti che, se da una parte incoraggiano dall’altra attestano la confusione imperante (tra questioni culturali, ideologiche e religiose) e che impediscono i doverosi distinguo, tra vita pubblica e privata delle persone e che lasciano trasparire l’assenza del discernimento e dello spirito critico necessari (al di là delle posizioni strumentali), per operare le necessarie ed impellenti scelte etiche e di campo. E, in ultimo, non poteva mancare, ciliegina sulla torta, la citazione all’irriverente Angelo Quattrocchi, con il suo libro “No no no! Ratzy non è gay!” (Edizioni Malatempora), autore, forse, della più grossa e paradossale provocazione, degli ultimi tempi, che la storia cattolica ricordi…

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Arcigay: contro tutte le discriminazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Alla presenza di diverse sigle dell’associazionismo lgbt italiano tra cui Arcigay, è stato firmato un protocollo di collaborazione nella lotta a tutte le discriminazioni tra Unar, l’ufficio nazionale anti-discriminazioni del  Ministero delle Pari opportunità e Oscad, l’Osservatorio sulla sicurezza contro gli atti discriminatori incardinato nel Dipartimento della pubblica sicurezza, Direzione centrale della polizia criminale . L’atteggiamento di apertura di polizia e carabinieri rispetto alla lotta e alla prevenzione delle discriminazioni di gay, lesbiche e transessuali rappresentano una assoluta novità, impensabile fino a pochi anni fa, e la riflessione del Capo della Polizia Antonio Manganelli sull’esigenza di rilanciare gli aspetti della prevenzione e della repressione spiegano il rilevo strategico della sinergia tra i due enti. Antonio Manganelli, a cui va il ringraziamento dell’associazione per l’impegno nella lotta alla discriminazione, nel corso dell’incontro ha anche sottolineato la necessità di una legislazione specifica che offra strumenti di contrasto a tutte le discriminazioni. Da questo punto di vista ricordiamo al Legislatore che in Italia non esistono tutele legislative per la discriminazione che colpisce gay, lesbiche e trans e che Arcigay sostiene da anni l’estensione della legge Mancino all’omofobia e alla transfobia. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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Bormio accoglie il turismo gay

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Il turismo Gay è in piena espansione e le destinazioni più rinomate fanno a gara, con delle offerte ad hoc volte a soddisfare le esigenze di sport, relax e wellness, per raggiungere un target di mercato emergente. La “Magnifica Terra”, di per sé ricca di questi elementi turistici, con 3 stabilimenti termali, un comprensorio sciistico all’avanguardia e un sistema paese di ottima vivibilità a 1.225 metri s.l.m. e con un centro storico d’immensa ricchezza architettonica, si annovera tra le destinazioni atte a soddisfare a pieno le aspirazioni di vacanza di omosessuali, lesbiche e transessuali. Per consolidare tale sinergia, il Presidente Nazionale Arcigay Paolo Patanè sovraintenderà alla conferenza stampa organizzata congiuntamente a Bormio Turismo il giorno 02 Aprile a Bormio – ore 10.30 presso sala conferenze Società Impianti Bormio, via Battaglion Morbegno 25, per sottolineare l’importanza di una collaborazione operativa tra le due organizzazioni da sviluppare nel medio-lungo termine e anche per sostenere e rilanciare la settimana bianca “Gay-Friends” in programma dal 10 al 17 Aprile. http://www.bookbormio.com

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Maratona di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

Roma 20 marzo 2011, i volontari di Europride Roma parteciperanno visibilmente alla Maratona di Roma e diffonderanno materiale informativo relativo al pride europeo che renderà Roma Capitale gay europea dall’1 al 12 giugno. Gay, lesbiche e trans, in marcia fianco a fianco a tutti cittadini, offriranno un segno tangibile di come visibilità e orgoglio gay uniscano tutte le cittadinanze e anticiperanno il grande momento di rivendicazione civile, sociale e politica che sarà per tutto il Paese Europride 2011. La partecipazione a Maratona di Roma assume particolare valore perché per il terzo anno consecutivo, su ogni maglietta distribuita ai partecipanti alla maratona sarà riportata la scritta “Vinciamo ogni discriminazione”, grazie al Dipartimento per le Pari Opportunità e UNAR, l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Lo stesso messaggio e il medesimo spirito di inclusione saranno centrali nelle rivendicazioni portate in piazza a Roma da gay, lesbiche, trans e eterosessuali di tutta Europa nel giugno prossimo. L’appuntamento è per domani, alle ore 9 in via dei Fori Imperiali.(Stefano Bolognini, ufficio stampa Europride Roma 2011)

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Coppie gay nel censimento 2011

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

L’Istat ha presentato al Garante il progetto di censimento 2011, che partirà il  9 ottobre prossimo,  e che censirà, esattamente come tutte le altre forme di convivenza, anche le coppie gay, previa approvazione del garante stesso.  L’Istat, con la formulazione “coppia convivente dello stesso sesso”,  ha dato coraggiosamente seguito all’impegno assunto dopo un incontro con l’associazionismo gay del marzo 2010. Proprio sull’assenza delle coppie gay dal censimento Arcigay ha  condotto una battaglia politica decennale, accompagnata e fortemente sostenuta dal sito Gay.it. La notizia ci riempi di piacere, ed è una svolta epocale nell’approccio del nostro paese all’affettività di gay e lesbiche perché per la prima volta, attraverso lo strumento del censimento, lo Stato italiano, attesta un interesse a conoscere e quantificare il fenomeno. Con il prossimo censimento cominceremo finalmente a costruire un quadro chiaro di quante coppie conviventi potrebbero usufruire di giuste leggi di piena parità e uguaglianza. Arcigay auspica che il Garante alla privacy accolga il netto segnale proveniente da ISTAT dando il via ad una stagione di piena parità per i cittadini qualunque sia il loro orientamento sessuale. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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No ai matrimoni gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

L’ordinanza della Corte Costituzionale la n° 4/2011 ripropone il tema del riconoscimento e della tutela giuridica delle coppie omosessuali escludendo l’illegittimità delle norme del codice civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso sesso. Ne dà notizia Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.  Secondo i giudici non è possibile celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in quanto le leggi attualmente vigenti in Italia lo escludono.  L’illegittimità costituzionale è confermata da una serie di norme del codice civile che impediscono le nozze gay (gli articoli incriminati erano: 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis e 231).  Ha fatto bene, insomma, l’ufficiale dello Stato civile del Comune di Ferrara a rifiutarsi di procedere alla pubblicazione di matrimonio richiesta dalle parti private.   La Consulta conferma la linea affermata nella sentenza 138/10 e nell’ordinanza 276/10. Ritenendo suprefluo sollevare la questione di legittimità con riferimento ai parametri individuati negli articoli 3 e 29 della Costituzione: rispetto al principio di eguaglianza l’Alta corte osserva che le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio; l’articolo 29, poi, si riferisce alla nozione di matrimonio definita dal codice civile come unione tra persone di sesso diverso e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica. Nel promuovere il giudizio di legittimità il Tribunale rimettente sottolinea il rapido cambiamento dei costumi sociali avvenuto negli ultimi anni e l’affermarsi, accanto alle unioni tradizionali, di altre forme di convivenza che – seppure minoritarie – aspirano comunque a una tutela; una protezione che, tuttavia, l’ordinamento giuridico al momento non consente: la Consulta ribadisce l’interpretazione dell’articolo 29 della Costituzione secondo cui «la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio». La Consulta interviene su di un tema delicato sul quale senza alcun dubbio occorre un intervento improcrastinabile del legislatore che sappia cogliere l’evoluzione della società italiana.

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Asilo in Italia per un gay

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Il Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani, e l’associazione radicale Certi Diritti lanciano un appello urgente al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Antonio Guterres affinché sia conferito al più presto in Italia lo status di rifugiato a Joshua J., 28enne nigeriano e omosessuale. Joshua è fuggito dalla Nigeria, dove rischia torture e morte, nel 2008, dopo che la famiglia musulmana del ragazzo con cui aveva avuto una relazione lo ha scoperto e, minacciandolo di morte, lo ha denunciato alle Autorità di polizia. Joshua è stato più volte soggetto a decreti di espulsione, che è stato costretto a non ottemperare: tornare nel Paese d’origine per lui significherebbe venire imprigionato fino a 14 anni, subire la condanna a 100 frustate e rischiare di essere ammazzato dalla tribù integralista cui appartiene la famiglia del coetaneo con cui ha avuto rapporti sessuali, in linea con i principi della Sharia. Il ragazzo, attualmente ospitato in provincia di Teramo, dove svolge saltuariamente l’attività di ambulante in spiaggia, dopo essere stato arrestato perché inottemperante ai provvedimenti di allontanamento, ha presentato, il 2 novembre scorso, richiesta di asilo come rifugiato. “Joshua è ricercato dalla polizia nigeriana perché omosessuale” spiegano i co-presidenti di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau e il segretario dell’associazione radicale Certi Diritti Sergio Rovasio. “A febbraio del 2008 un articolo del Nigeria Observer ha pubblicato la sua foto ed emesso un mandato di cattura in cui la polizia fissa una taglia per la consegna di Joshua alle autorità.  Chiediamo infine a senatori e deputati di adoperarsi in prima persona affinché il diritto di asilo del giovane omosessuale sia garantito, presentando interrogazioni sulla vicenda in Parlamento”.

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Firenze contro l’omofobia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Firenze 20 ottobre 2010, ore 16.30 palazzo Medici Riccardi sala del consiglio “4 stagioni” via Cavour 1 intervengono: Franco Grillini: consigliere Regione Emilia Romagna e presidente onorario Arcigay; Alessandro Cresci: vicepresidente commissione provinciale pari opportunità; Francesco Piomboni :presidente Arcigay Firenze; Matteo Pegoraro: vicepresidente Arci Gay Firenze; Alessandra Fiorentini: membro commissione Pari Opportunità Provincia di Firenze; Sabatino Clementini: consigliere IdV Provincia di Firenze e vicepresidente del Consiglio Provinciale.

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Le “chicche” del cattolico Giovanardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Carlo Giovanardi ha affermato, senza ovviamente uno straccio di prova, che nei Paesi dove sono consentite le adozioni gay “è esplosa la compravendita di bambini e bambine”, e, sempre senza uno straccio di prova, che affidare un bambino ad una coppia gay significa “fare una violenza sul bambino stesso. Si crea un diverso dagli altri, lo si candida all’infelicità”. I commenti sono superflui. Ma perché meravigliarsi delle uscite infelici del cattolico ministro? Ci siamo dimenticati delle precedenti? Il giorno 22 marzo 2006 partecipava alla trasmissione Ottoemezzo, dedicata ad un tema difficile e delicatissimo: l’eutanasia infantile. Il problema serio e grave riguardava la giustezza o meno di accelerare una morte certa ed inevitabile di un neonato affetto da malattia inguaribile ed in preda a dolori insopportabili. Bene, lui se ne uscì con questa frase: “Finché c’è vita c’è speranza”. Il 13 maggio 2006, poiché Follini e Tabacci,  contrariamente alle indicazione del partito avevano votato per l’elezione del Presidente della Repubblica, li definì “traditori e immorali”. Il 19 dicembre dello stesso anno, nella trasmissione di Bruno Vespa, affermò candidamente che un medico aveva il dovere di tenere in vita Welby, così come ogni medico aveva il dovere di salvare un suicida che si getta dalla finestra e resta vivo. Il 9 novenbre 2009, riguardo al povero Stefano Cucchi:  “E’ morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”. Il 26 febbraio 2010, riguardo ad una trasmissione di Annozero: “Una Tv di Stato ha fatto la propaganda della droga. Sembrava una specie di fumeria d’oppio”. Perché qualcuno si stupisce ancora? (Miriam Della Croce)

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Donazione sangue gay

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

“Rifiutare la donazione di sangue da parte degli omosessuali è un atto odioso perché sulla base di pregiudizi privi di fondamento scientifico esclude una parte della popolazione da un atto di solidarietà civile e sociale preziosissimo perché può salvare vite umane”, così Rebecca Zini, responsabile salute di Arcigay, a commento del rifiuto alla donazione di sangue di un omosessuale del centro trasfusionale del Gaetano Pini di Milano. “La normativa italiana sul tema è chiarissima”, continua la Zini: “un decreto di Umberto Veronesi dell’aprile 2001 aveva cancellato l’assurdo divieto alle persone omosessuali di donare sangue perché non è l’orientamento sessuale, ma i comportamenti di una persona ad essere determinanti nel valutare la possibilità di donare”.”Al policlinico si è ancora al medioevo per quanto riguarda la questione hiv-aids” aggiunge Marco Mori, presidente Arcigay Milano CIG: “Da anni in Europa si è passati da una considerazione di categorie a rischio ad un ragionamento, lungimirante, sui comportamenti. Le persone che donano devono essere consapevoli di ciò che fanno e hanno fatto, non devono rendere conto del genere dei loro partner per donare il sangue. I medici devono pensare alla salute collettiva, non a giudicare sulla base di una morale omofoba, perché alla fine chi ci rimette sono i riceventi, che non hanno il sangue che gli serve, e questo per il pregiudizio di qualcuno” “Purtroppo quella di oggi non è la prima segnalazione di rifiuto che giunge ad Arcigay e sarebbe ora che le autorità sanitarie si impegnino in tutte le strutture ospedaliere a combattere questa odiosa discriminazione.

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La Consulta sul matrimonio gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Con soddisfazione accogliamo la notizia che la Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay dichiarando inammissibili e infondate le questioni sollevate» afferma Francesco Belletti, presidente del Forum. «Ovviamente bisognerà attendere la pubblicazione delle motivazioni per conoscere l’esatta portata della pronuncia, ma intanto non possiamo non sottolineare che sulla questione fondamentale posta dai ricorsi sembra pienamente confermato il principio costituzionale di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. E di questo dovrà tener conto il legislatore qualora decida di mettere mano alla materia: quale che sia il nome, Pacs, Dico o Didore, la Costituzione non permette alcuna equiparazione alla famiglia delle unioni di fatto, omo o eterosessuali che siano. «Era questo che chiedeva il Family Day ed è questo che ribadiamo oggi» conclude Belletti. «Si tratta di riaffermare che è interesse prioritario della società puntare sulla famiglia stabile, riconosciuta e riconoscibile».

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Cassazione: dire gay a qualcuno è reato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Dire ‘gay’ a qualcuno e’ reato: lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha confermato la multa di 400 euro per ingiuria inflitta a un vigile che aveva scritto a un collega, con il quale vi era rivalita’ per diventare comandante dei vigili urbani, denunciando il suo essere gay. La Cassazione ha stabilito che l’espressione e’ da censurare perche’ ha un intento denigratorio ed esprime riprovazione per le tendenze omosessuali. Un reato d’opinione che e’ stato sancito tale grazie all’esistenza nei nostri codici di leggi che i giudici applicano. E’ questo uno dei grandi scogli del nostro sistema politico, sociale e civico. Fintanto che non si capirà che la libera espressione di un’opinione non può essere sancita con la legge, il nostro non potrà dirsi un Paese libero. Anche per le affermazioni più imbarazzanti, come potrebbe essere con questa sentenza: la libertà o è tale o non è..
La Costituzione recita al primo comma dell’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Questo principio e’ pero’ disatteso con procedimenti penali come quello di cui parliamo. Se questo accade nelle aule di giustizia, non ci si puo’ lamentare se poi accade in tanti altri luoghi, come il web. L’oscuramento di forum e blog, o di interi siti per la presenza anche di un solo commento ritenuto offensivo, e’ abituale. Con la sentenza  si e’ scatenata la reazione delle organizzazione per i diritti dei gay che, con l’eccezione del presidente dell’Arcigay, si sono schierate nell’esaltazione della pronuncia della Cassazione. Ci domandiamo se il ‘political correct’ debba essere liberticida. Secondo noi questa voglia di reprimere e punire il ‘diverso’ (cioe’ colui che la pensa in modo opposto al proprio) non e’ molto diversa da quella di chi usa la parola ‘gay’ come un’offesa.

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