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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘Gazzetta Ufficiale’

Scuola: Concorso infanzia e primaria, pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il decreto autorizzativo del Mef relativo al concorso ordinario dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria per 16.959 posti complessivi è giunto in Gazzetta Ufficiale. Nel testo si specifica che le cattedre saranno così suddivise: “n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Secondo fonti ministeriali, il bando “potrebbe già “essere pubblicato la prossima settimana”. Si tratta di uno dei tre concorsi programmati dal ministero dell’Istruzione. Oltre a questo decreto, i docenti precari della scuola sono in attesa anche di un concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio e di uno ordinario. Entrambi per assumere docenti della secondaria di primo e secondo grado. Anief annuncia che quando il testo del concorso ordinario per quasi 17 mila posti verrà collocato nel bando ufficiale sarà immediatamente impugnato: tra le varie ragioni vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la discriminazione verso chi ha conseguito titoli all’estero e la scarsità di posti messi in palio, peraltro su due annualità. Sarà quindi operativo, con l’imminente uscita del bando, prevista oggi da Orizzonte Scuola, il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria: la selezione sarà aperta a tutti i candidati che sono in possesso dei titoli richiesti, anche se non hanno mai svolto un giorno di supplenza o già avuto esperienze di alcun genere all’interno della scuola.
Il concorso ordinario per infanzia e primaria prevede tre prove d’esame: una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. Le commissioni disporranno di 100 punti massimi: 40 si accrediteranno per la prova scritta; altri 40 per la prova orale; 20 per i titoli presentati dai candidati. L’ammissione al concorso sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. In alternativa, sarà ritenuto utile un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli già detti, della specializzazione sul sostegno svolto in Italia o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Inoltre, saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

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In Gazzetta Ufficiale il Decreto “Dignità”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Si prevedono, quindi, presto emendamenti Anief su riforma Buona Scuola e per aprire le GaE a tutto il personale abilitato. All’articolo 4 il “Differimento del termine di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali in tema di diplomati magistrale”, le cui sentenze verranno quindi “eseguite entro 120 giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”: si dà indicazione al Miur di poter soprassedere all’applicazione delle possibili sentenze negative emesse sul caso dei diplomati magistrale a seguito dell’adunanza plenaria, emessa dal Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre. A questo proposito, Anief torna ad esortare l’invio di repentine indicazioni, da parte dell’amministrazione centrale, rivolte agli Uffici Scolastici Regionali per evitare nuovi depennamenti prima della conversione in legge o un’applicazione diversificata della disposizione di “congelamento” delle sentenze fissate dal Consiglio dei ministri. Nel frattempo, il giovane sindacato non sta di certo a guardare: dopo avere ottenuto un’importante Risoluzione del Parlamento Europeo sul precariato, la 242 del 31 maggio scorso, ha visto ammessi due reclami collettivi al Consiglio d’Europa sui precari della scuole e sui diplomati magistrale e ha presentato ricorsi alla Cedu e alla Corte di Cassazione per l’annullamento per eccesso di giurisdizione della sentenza amministrativa denunciata.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Durante le prossime audizioni parlamentari, presenteremo una proposta organica emendativa di diversi parti della Legge 107/15 – che anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha oggi dichiarato di voler cambiare – ritenuti illegittimi e irragionevoli che riguarderanno complessivamente la riorganizzazione del sistema di reclutamento della docenza, del personale Ata, dimenticato dalla Buona Scuola, e dei dirigenti scolastici, costretti a 2mila reggenze, nonché dei Dsga per i quali non si realizza un concorso pubblico da quasi 20 anni. A seguito del Consiglio nazionale della prossima settimana, saranno comunicate le proposte di Anief che riguarderanno anche il Jobs Act.

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Scuola: Concorso a preside, a giorni in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

scuola1Secondo le anticipazioni, gli interessati devono essere di ruolo in scuole statali (confermati dopo l’anno di prova, cioè immessi in ruolo almeno nel 2016-17). Non possono partecipare, quindi, docenti attualmente in servizio nella scuola paritaria. Nemmeno possono partecipare docenti al momento non di ruolo. Una delle novità di questa selezione è che potranno parteciparvi anche i docenti di ruolo che raggiungono i cinque anni con il servizio da precari. L’Anief non ci sta: il Miur dovrà spiegare ai giudici per quale motivo un docente precario laureato con cinque anni di anzianità di servizio, non debba mettersi in gioco e partecipare al concorso. Anche perché ci sono precedenti in tribunale, su casi analoghi, che reputano l’assunzione a tempo indeterminato non fondamentale per essere ammessi. Come quello del Tar Lazio che, con la sentenza 5011/2014, mai sospesa dal Consiglio di Stato, ha dato il via libera ai candidati alla precedente selezione. Anche in quell’occasione fu l’Anief a patrocinare la causa giudiziaria. Ed oggi il giovane sindacato ha già predisposto un nuovo ricorso, per le stesse motivazioni.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al Miur sanno bene che a favore della partecipazione dei precari ai concorsi pubblici si è espressa anche la Corte di Giustizia europea con il procedimento C-177/10 dell’8 settembre 2011. Allo stesso modo, tuteleremo vicari, collaboratori, responsabili o fiduciari di plesso che hanno svolto questo ruolo per almeno tre anni anche non consecutivi, qualora il punteggio riservatogli non sia adeguato al lavoro profuso. Inoltre, sempre per i cosiddetti vice-presidi, è importante che sia riservato il 50% dei posti a bando. Così come nella quota riservata, inoltre, andrebbero collocati anche quegli aspiranti dirigenti scolastici che non sono stati ancora assorbiti a seguito della rinnovazione delle graduatorie del concorso bandito nel 2011.

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La Commissione Europea sceglie InfoCert per la marcatura temporale della Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

commissione europeaInfoCert, società del gruppo Tecnoinvestimenti SpA e una delle Certification Authority leader a livello europeo, annuncia che il suo servizio di Marcatura Temporale certificato eIDAS è stato selezionato dalla Direzione Generale dell’Informatica (DIGIT) della Commissione Europea per garantire la piena validità legale a tutte le pubblicazioni ufficiali divulgate in formato elettronico dall’Ufficio delle Pubblicazioni dell’Unione Europea.Tra queste, la Gazzetta Ufficiale (GU), fonte principale di informazione e aggiornamento legislativo dell’Unione Europea, dal 2013 disponibile in versione digitale (e-GU).Il DIGIT richiede la presenza di una firma digitale qualificata su tutte le pubblicazioni ufficiali dell’Unione Europea, unitamente a una marcatura temporale che certifichi data e ora di ogni documento.
InfoCert è tra i primi certificatori a livello europeo ad aver ottenuto la certificazione CSQA di Qualified Trust Service Provider proprio per il servizio di Marcatura Temporale e ha fornito al DIGIT le componenti “trust” richieste per rendere pienamente conformi al nuovo regolamento le firme digitali utilizzate dall’Ufficio delle Pubblicazioni dell’Unione Europea, che pubblica anche per conto della Corte di Giustizia dell’UE.Afferma Tom Vekemans, Head of DIGIT B.1 Unit (Architecture office, Consultancy, Innovation and Relationship Management): “La Commissione Europea è lieta di usare il servizio di marcatura temporale di InfoCert come uno dei suoi servizi di base, con il risultato di una maggiore sicurezza e praticità delle proprie attività online”.
Ma non solo: il DIGIT includerà la soluzione di marcatura temporale eIDAS compliant di InfoCert in tutti i certificati professionali rilasciati dall’Internal Market Information System (IMI) a sostegno dello sviluppo del business transfrontaliero in ambito UE. “Essere stati scelti dal DIGIT per garantire, con i nostri servizi, la validità legale delle pubblicazioni ufficiali dell’UE è per noi un grande motivo di orgoglio – dichiara Danilo Cattaneo, Amministratore Delegato di InfoCert – “Inoltre, conferma che le nostre soluzioni sono apprezzate in Europa da clienti estremamente esigenti e rafforza il ruolo di InfoCert quale Trust Service Provider di riferimento nell’Unione Europea”.
InfoCert è leader del mercato italiano dei servizi di digitalizzazione e dematerializzazione nonché una delle principali Certification Authority a livello europeo per i servizi di Posta Elettronica Certificata, Firma Digitale e per la conservazione digitale dei documenti. InfoCert è inoltre gestore accreditato AgID dell’identità digitale di cittadini e imprese nell’ambito di SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale).

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Cambia il processo civile: torna l’obbligo di negoziare una soluzione amichevole dal 20 settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

L’obbligo di cercare un accordo sembra un controsenso, ma chi sa usare la Mediazione può risolvere i problemi e ricostruire i rapporti deteriorati da anni di litigi e da questioni di principio.La Camera ha convertito in legge il Decreto “del Fare” il 9 agosto scorso, con legge di conversione 98/2013, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto. La L. 98/2013 impone di tentare la conciliazione della lite prima di rivolgersi al tribunale, a partire dal 20 settembre 2013, data in cui entrerà in vigore la nuova norma, che risolve i problemi e i dubbi interpretativi creati dalla sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale.Governo, Camera e Senato vogliono perciò che gli italiani imparino a risolvere le liti usando strumenti alternativi al giudizio, sia per migliorare le prestazioni della giustizia, sia per incentivare gli imprenditori, garantendo soluzioni rapide e certe ai problemi, sia per evitare al Paese di pagare multe salate nei confronti della UE per il mancato rispetto degli standard internazionali di amministrazione giudiziaria.La Mediazione è una delle tante Risoluzioni Alternative e Appropriate delle Controversie (RAC o ADR in inglese, Alternative Dispute Resolutions). Un mediatore ascolta le parti in lite, confronta le loro necessità, fa sfogare le loro emozioni negative, fa superare le questioni di principio, che spesso nascondono conflitti più profondi, e aiuta le persone a costruire una relazione basata sulla soluzione del problema, individuata con il contributo di tutti i partecipanti. La mediazione serve perciò a raggiungere risultati concreti, soddisfacenti e autodeterminati.La L. 98/2013 modifica il D.Lgs. 28/2010 sulla Mediazione Stragiudiziale Civile e Commerciale, reintroducendo l’obbligo di tentare la mediazione delle liti per problemi di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica e sanitaria, diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari.Le parti dovranno farsi assistere dagli avvocati durante la mediazione, per munire di efficacia esecutiva l’accordo di conciliazione, che così sostituisce una sentenza.Come funziona: chi vuole iniziare una causa deve prima contattare un Organismo di mediazione iscritto nel registro del Ministero della Giustizia, consultabile in http://www.giustizia.it/ giustizia/it/mg_1_10_4.wp l’Organismo organizza un incontro conoscitivo con le parti e con i loro avvocatile parti decidono al primo incontro di proseguire la mediazione o di andare in giudizio le parti non devono versare alcun contributo all’Organismo, se decidono di non negoziare, tranne 40,00 € a titolo di spese di avvio la mediazione dura al massimo tre mesi
il mediatore redige un verbale che dà atto dell’esito della procedura l’accordo di conciliazione acquisisce immediata efficacia esecutiva, se sottoscritto anche dagli avvocati, altrimenti vi provvede il presidente del tribunale il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che saboti la mediazione. Il testo coordinato del nuovo D.Lgs. 28/2010, aggiornato dalla L. 98/2013, è disponibile in http://www.iformediate.com, insieme alle altre norme sulle RAC, ad articoli e opuscoli.– (Osvaldo Duilio Rossi)

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In Gazzetta il delisting, fuori farmacia 230 medicinali

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Sono 230 i farmaci che, grazie al delisting stilato dal ministero della Salute, “lasciano” la fascia C e potranno essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione senza più obbligo di ricetta. La lista completa è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 aprile e comprende l’elenco dei farmaci di fascia C ad esclusiva vendita nelle farmacie su prescrizione medica, quelli “delistati” e altri 117 che provvisoriamente sono ancora vendibili solo con ricetta, «in attesa delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica dell’Aifa». In farmacia, con prescrizione ma a carico dei cittadini, restano 3.246 farmaci già esclusi dalla possibilità di essere “liberalizzati” dallo stesso decreto Salva-Italia (tra questi ad esempio i medicinali del sistema endocrino, quelli parenterali, gli stupefacenti) e altri 1.719 che, si è stabilito, non hanno le caratteristiche per essere commercializzati senza ricetta. Si potranno invece acquistare in parafarmacie e grande distribuzione 230 farmaci tra i quali medicinali contro l’herpes labiale (antivirali per uso topico a base di aciclovir), antinfiammatori da applicare sulla pelle, colliri antiallergici, antimicotici vaginali. Un delisting equilibrato secondo il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli che sottolinea come si debba « dare atto al Ministero della Salute e all’Aifa di aver operato la scelta dei farmaci che perderanno l’obbligo della prescrizione medica con molto equilibrio, tenendo presenti le effettive necessità del cittadino in termini di automedicazione, evitando fughe in avanti che pure qualcuno auspicava». Deluse, invece le parafarmacie che per voce del presidente del Forum nazionale, Giuseppe Scioscia, sottolineano come «la montagna abbia partorito un topolino». «Non capiamo» aggiunge Scioscia «quali criteri siano stati adottati per stilare una simile lista: questo “delisting” infatti porta in parafarmacia una manciata di prodotti in larga parte già nelle nostre disponibilità.(fonte: doctornews33)

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