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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Giappone terra di geisha e samurai

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Monza, in Villa Reale (dal 30 gennaio al 2 giugno) Il meglio di due grandi collezioni private, unito per offrire un viaggio iniziatico in Giappone, paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per grandissima varietà e raffinatezza.Il percorso espositivo, messo a punto da Francesco Morena, propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dalla raccolta di Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale, alle quali si uniscono, in questa speciale occasione, alcuni kimono della raccolta di Lydia Manavello, collezionista trevigiana esperta conoscitrice di tessuti asiatici.
La mostra è prodotta da ARTIKA, con il Patrocinio del Comune di Monza. Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo numerosi aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese.
La parte centrale dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).
Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei, sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, è giunto nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di quest’ultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco.
Di grande fascino è la presenza lungo il percorso espositivo di un certo numero di kimono dalla Collezione Manavello, alcuni disseminati tra le sale, altri esposti in un unico salone in un allestimento piuttosto spettacolare che vuole dare giusto rilievo a questi notevoli manufatti artistici.
Una sezione della mostra è riservata al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò così molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupava senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che ha acquisito il nucleo esposto in mostra, il quale ha annotato in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.
L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

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Geisha: l’arte, la persona

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

Roma 26 luglio – 30 ottobre 2018 Museo delle civiltà Piazza Guglielmo Marconi 14 19 luglio 2018, alle 19:00 – Anteprima della mostra e incontro con Maria Teresa Magliozzi, esperta di fumetto e animazione giapponese: Lo shoujo manga e i suoi legami con l’arte classica giapponese
25 luglio 2018, alle 18:30 – Inaugurazione della mostra con la curatrice Loretta Paderni e i fotografi Fabrizio e Federico BonifaziIl mondo femminile attraverso gli oggetti raccolti in Giappone dallo scultore palermitano Vincenzo Ragusa tra il 1876 e il 1882.I materiali esposti, accompagnati dalle immagini delle cortigiane ritratte da Suzuki Harunobu nei volumi della serie “Ehon seirō bijin awase” (Libro illustrato a paragone delle bellezze delle Case Verdi), raccontano l’ukiyo, il mondo fluttuante della cultura e della società di Edo, il suo culto per la bellezza unito alla consapevolezza dell’effimera realtà della natura umana.Le giovani donne mostrano con grazia eterea come si prendevano cura del proprio corpo, il trucco del viso, le elaborate acconciature dei capelli, l’abbigliamento e gli accessori del vestiario che le rendevano così affascinanti agli occhi dei clienti.Rivelano la dedizione al perfezionamento delle arti indispensabili per la loro attività di intrattenitrici nei banchetti: la musica, la danza, la composizione floreale (ikebana), la conoscenza della poesia e della calligrafia, strumenti di una seduzione più sottile ma altrettanto necessaria per la conquista della notorietà.I momenti di ozio e di svago, i passatempi preferiti, il fumo, la lettura, la compagnia degli animali domestici, i giochi, completano il quadro di un mondo celato agli sguardi indiscreti dal sottile ma invalicabile schermo dei silenziosi pannelli scorrevoli.
Il mondo femminile delle geisha rivive anche nelle foto di Fabrizio e Federico Bonifazi (Compagnia della foto), che accompagnano il percorso espositivo tra tradizione e modernità. Quasi tutto ciò che circonda la figura della geisha è cambiato nel corso degli anni, ma la tradizione rimane salda alle regole di un tempo: abbigliamento, acconciatura, trucco, musica, danza e canto.

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Singolo dei Geisha “Arriva Vale” dedicato a Valentino Rossi

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

valentino rossiI Geisha, la Rock Band emiliana, in questi giorni sono in promozione con un singolo dedicato a Valentino Rossi, il brano di chiama “Arriva Vale” ed è un chiaro cenno d’affetto della Band per il loro beniamino e per una sua pronta guarigione.Quattro minuti di pura energia, un rock graffiante e un video fatto di chitarre vibranti che si muovono all’interno del circuito di Misano. Tutto ciò è stato fatto per l’amore della musica ma anche per la simpatia nei confronti di un campione che riesce a far sorridere gli italiani ogni volta che entra in pista.I Geisha sono al loro terzo Album e il singolo “Arriva Vale” è estrapolato proprio da quest’ultimo lavoro, uscito in un momento particolare per Valentino, bloccato in casa per la riabilitazione della gamba e, chiaramente, la Band emiliana ha pensato che per consolarlo e per tenere accesi i riflettori su di lui sarebbe stato carino omaggiarlo con quello che loro sanno fare meglio; una canzone! E’ nato quindi questo brano che possiamo considerare una sorta di serenata sotto il balcone di casa del campione…ma a suonare non abbiamo i “mariachis” ma una vera e propria Rock/Band fatta di pura energia, che corre a latere con il nostro campione.Musica e Sport si uniscono, in simbiosi per augurare a Valentino un pronto rientro in pista, infatti, si parla della sua partecipazione al Gran Premio di Aragon per il prossimo 24.Settembre. Una guarigione record, tipica delle gesta di “Vale”, che merita quindi una canzone dedicata a lui.Il singolo è già in rotazione nelle principali radio italiane e la Band già propone il brano nei loro concerti, e ogni volta c’è un ovazione tra il pubblico, segno che la popolarità di Vale non si ferma con una gamba rotta. Nei prossimi mesi uscirà il secondo singolo e poi sotto Natale sarà la volta dell’Album al completo. Un percorso interessante quello che stanno portando avanti i Geisha, che inizia con questo “Tributo” e che va a completarsi poi con una collaborazione con un’artista internazionale a Natale. (foto: valentino rossi)

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Mostra: geisha e samurai

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Torino 11 maggio 2010 alle ore 12, presso la Sala Marmi di Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12,) il sindaco di Carmagnola Gian Luigi Surra e l’assessore alla cultura e al turismo della Provincia di Torino Ugo Perone presenteranno in una conferenza stampa la mostra “Geisha & Samurai. Lo specchio di una civiltà” che inaugura il 22 maggio 2010 la riapertura del Palazzo Lomellini di Carmagnola dopo i recenti restauri.  La mostra, realizzata in collaborazione con l’Associazione Galileo Ferraris di Chivasso, è composta da una prestigiosa selezione di opere (xilografie, calligrafie, armature, spade, Kimono e fotografie d’epoca) e condurrà i visitatori attraverso un affascinante percorso tra simboli, arte, usi e costumi della nobile civiltà giapponese. Il respiro internazionale di questa mostra di carattere etnografico ben si accosta con l’obiettivo di rendere Palazzo Lomellini- Arte contemporanea, (che dopo impegnativi ed accurati lavori di restauro, riapre al pubblico e riprende la sua attività nell’ambito del circuito CarmagnolaMusei), un centro d’eccellenza per l’accoglienza di mostre a carattere nazionale e sopranazionale.

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