Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘gelli’

Gelli, “Bene Speranza su potenziamento sanità territoriale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

“In questo ultimo anno e mezzo la pandemia da Covid ha reso evidente due cose: l’importanza di avere un forte Sistema sanitario pubblico e quella di avere una sanità territoriale funzionante e pienamente integrata. Su quest’ultimo punto c’è ancora molto da fare, soprattutto in diverse regioni italiane. La crisi deve diventare un’opportunità non solo per potenziare la sanità territoriale, come giustamente auspicato dal ministro Speranza, ma anche per ripensarla e renderla adeguata alle sfide che ci attendono”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, ha commentato le parole del ministro Speranza oggi in visita a Prato e a Firenze.”Abbiamo urgenza di migliorare la formazione del personale che lavora sul territorio, implementare i processi di digitalizzazione e gli investimenti in nuove tecnologie che rendano possibile la presa in carico a domicilio delle cronicità e poter contare un management preparato anche alle nuove sfide tecnologiche e pronto a ‘rischiare’ su modelli innovativi di assistenza. Su questo a breve uscirà un lavoro che abbiamo messo a punto come Fondazione Italia in Salute per proporre alla politica nuove idee per la sanità territoriale di domani”, conclude Gelli

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Covid, Gelli “Rischio terza ondata dietro l’angolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

“Bene Speranza nella sua informativa a richiamare alla prudenza. Purtroppo non possiamo permetterci di abbassare la guardia in un momento molto delicato dal punto di vista epidemiologico. La curva dei contagi sta tornando a salire, e le varianti iniziano a diffondersi sempre più sull’intero territorio nazionale. Il rischio terza ondata è dietro l’angolo. Nel prossimo Dpcm si dovranno mantenere chiusure mirate e tempestive, magari anche a livello sub-regionale, per contrastare in maniera decisa la comparsa di queste varianti, in particolar modo quella brasiliana e sudafricana”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute.”Anche le notizie emerse questa mattina dal confronto tra Governo e Regioni sembrano confortanti. L’intento è quello di mantenere il sistema di classificazione del rischio a ‘colori’, evitando nuove rischiose aperture nell’attuale contesto epidemiologico. Trovo inoltre molto condivisibili diversi punti della relazione di maggioranza approvati ieri in Parlamento. Tra questi segnalo la possibilità di deroga sui brevetti per liberalizzare la produzione dei vaccini contro il Covid in modo da renderli universalmente disponibili a tutti, e la possibilità di vaccinare familiari e caregiver dei pazienti fragili in modo da proteggerli a 360°. Il primo obiettivo della campagna deve essere quello della salvaguardia della vita e della protezione dei più deboli”, conclude Gelli.

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Covid, Gelli: “Sui vaccini ritardi allarmanti. Il Governo tuteli la cittadinanza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

“Gli ultimi rinvii della Pfizer gettano ombre preoccupanti sulle tempistiche dei vaccini. Rischiamo di veder slittare tutto il cronoprogramma delle somministrazioni, considerando che i ritardi di queste prime settimane sono già stati importanti. Se le istituzioni europee non trovano il modo d’incrementare subito le dosi, saremo vulnerabili al virus ancora per gran parte del 2021”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, in merito alle problematiche emerse recentemente con l’azienda americana Pfizer. “L’Italia si era mossa molto bene, anche rispetto agli altri Paesi d’Europa. Adesso, però, da 80 mila vaccinati al giorno siamo passati a meno di 30 mila. E in diverse regioni assistiamo a un immobilismo forzato, visto che le scorte in magazzino sono destinate ai richiami. Il vaccino è una tutela per la salute pubblica e servono risposte decise, anche in sedi legali: i ritardi sono un fatto grave che non può essere sminuito”.”La situazione attuale – prosegue il presidente – ha fatto prendere coscienza, come non mai, che vanno diversificate le aziende produttrici, nella speranza che intanto Moderna aumenti la distribuzione e che AstraZeneca ottenga a fine gennaio le autorizzazioni dall’Ema. In attesa delle forniture, ci sono due strade su cui lavorare: la cooperazione interna tra Regioni e il ciclo di richiami. La copertura dal virus è un bene pubblico. E dovrà essere garantita, ora come nei prossimi mesi, attraverso una ripartizione equa su tutto il territorio nazionale. In più, occorre un’organizzazione solida che assicuri nei giusti tempi la seconda dose, senza la quale non si può avere una protezione efficace dal Covid”.

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Vax Day, Gelli “Giornata storica, si raggiunga presto immunità di gregge”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2020

“Quella di oggi è una giornata storica. Finalmente l’Europa ha dato il via alla campagna di vaccinazione contro il Covid. Diventa così concreta la possibilità di sconfiggere questo virus e lasciarci prossimamente alle spalle questi lunghi mesi di sacrifici e lutti. Si partirà dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili per poi estendere a tutta la popolazione la possibilità di conseguire l’immunità. Ora da parte del Governo ci vorrà la massima attenzione per far sì che non vi siano ritardi e che si riesca nel più breve tempo possibile a raggiungere la fatidica soglia dell’immunità di gregge. Altro compito delicato sarà poi quello di convincere e rassicurare la popolazione sulla sicurezza ed efficacia di questo vaccino.” E’ quanto scrive su facebook il presidente della Fondazione Italia In Salute Federico Gelli. Clara D’Acunto

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Sicch: approvare Ddl Gelli, contenzioso medico-legale, è priorità

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

cuore“Tra gli impegni della Sicch – Società Italiana di Chirurgia Cardiaca – nei prossimi anni, prioritario sarà quello di continuare e potenziare l’attività della task force medico-legale, ormai un esempio anche per le altre società scientifiche. Il problema del contenzioso medico-legale va risolto perché lede il diritto alla salute dei cittadini e costa alla comunità delle cifre folli. Per questo auspichiamo che il Ddl Gelli sulla responsabilità medica riesca ad essere approvato in tempi brevi. Saremo impegnati anche nel portare avanti il nostro progetto del consenso informato unico per tutte le cardiochirurgie italiane, in modo da semplificare e migliorare la comunicazione tra medico e paziente. L’ultimo, ma non meno ambizioso obiettivo è quello di arrivare ad una definizione condvisa dei criteri di selezione dei C.t.u., i consulenti tecnici d’ufficio, perché non è accettabile che le perizie per i tribunali vengano affidati a medici che, per quanto preparati, spesso non sono specialisti della materia. Infine, la Sicch continuerà a puntare sui giovani, sia attraverso corsi formativi e borse di studio, sia con un sempre maggiore coinvolgimento nella vita societaria”. Lo ha detto il neo presidente della Sicch (Società Italiana Chirurgia Cardiaca) Francesco Musumeci, nel corso del primo direttivo dopo il congresso.

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Il filo che collega Gelli a Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2016

giannulibroDi Aldo Giannuli. 43 anni fa il maestro venerabile della loggia P2 Licio Gelli ordinò che si scrivesse uno studio di riforma della Costituzione e delle istituzioni. Era lo schema R, che dopo verrà trasformato nel Piano di Rinascita Democratica. Per la verità lo schema R, molto meno conosciuto del piano di Rinascita Democratica, era molto più radicale e più esplicito e presenta singolari analogie con il piano di riforma costituzionale voluto da Renzi. Non sto dicendo che c’è una prosecuzione della P2 di cui Renzi farebbe parte, non è questo, io sto dicendo soltanto una cosa con questo libro: che c’è una cultura politica che ha messo radici in questo Paese, che avuto in Licio Gelli il suo promotore, e che poi ha continuato a farsi strada un po’ per volta conquistando anche settori di sinistra fino a imporsi. Prima con la riforma elettorale del 1993 che ha travolto il sistema proporzionale e con esso i partiti organizzati sul territorio, e dopo ha creato man mano nuovi partiti sotto forma di club riuniti intorno a una corte personale, come quella di Arcore o adesso quella del Giglio magico di Renzi. Per Renzi, come per Gelli, si vota non tanto per eleggere un Parlamento quanto per eleggere il governo, che è quasi un dittatore temporaneo che opera senza limiti. Forse Renzi, che è uomo più di azione che di pensiero, più d’istinto che di studio, non è consapevole di questa somiglianza fra il suo progetto è quello della P2. Restano però le incredibili similitudini e restano soprattutto tre elementi di forte analogia fra quello che è stato la P2 è l’attuale fenomeno del Giglio magico: in primo luogo una cultura politica con molti elementi di contatto; in secondo luogo la comune origine sociale e geografica dei due movimenti che si presentano come fenomeni toscani legati al giro delle piccole banche in conflitto gellicol grande capitale (vorrei ricordare che la banca dell’Etruria nacque su impulso proprio di Licio Gelli nel 1971); e in terzo luogo, un giro di amicizie anche non italiane, fra cui si annoverano molti amici israeliani, la destra repubblicana americana e in particolare Michael Ledeen, personalmente vicino alla P2 e oggi molto amico di uomini della giro stretto renziano.E sulla base di queste similitudini, io credo che si possa dire che c’è un filo che forse inconsapevolmente porta da Gelli a Renzi passando per Berlusconi. Quello che è comune al progetto di Gelli e al progetto di Renzi è una cultura politica di base che vede come centrale il governo, a scapito del Parlamento e del potere giudiziario. si immagina un governo che sia l’unico elemento decisore, con un Parlamento -e quindi di riflesso con una minoranza una opposizione ridotta ai margini- e con un potere giudiziario sempre più condizionato. Un potere privo di controlli o comunque con controlli assai ridotti, e a loro volta condizionabili.Si dice che la riforma di Renzi sia una riforma di tipo presidenziale: è vero solo fino a un certo punto. Perché gli Stati Uniti hanno un ordinamento presidenziale che sicuramente privilegia l’esecutivo rispetto al Parlamento, ma che ha molti contrappesi, ha molti meccanismi di limitazione del potere, che invece nella riforma renziana scoloriscono sempre di più. In secondo luogo, vorrei ricordare una cosa: io non credo che questa riforma sia il punto di arrivo, io credo che questa riforma sia semplicemente la premessa per la nuova riforma. L’azzeramento sostanziale del Senato, insieme ad altre norme, rende di fatto molto più facilmente aggirabile l’articolo 138 che è quello sulla revisione costituzionale, e nello stesso tempo serve a riscuotere attraverso il referendum un via libera per un’ulteriore revisione della Costituzione.Quello che sarà in pericolo, se dovesse vincere il sì, è tutta la prima parte della Costituzione della quale la banca americana JP Morgan ha chiesto esplicitamente il superamento, perché concede troppi diritti e troppe libertà ai governati. Per una volta la propaganda del sì non dice completamente una bugia quando dice “la riforma attendeva da 40 anni”, effettivamente attendeva da 40 anni. Ma chi la attendeva?
Ad attendere quella riforma da 40 anni c’era la P2 e suo piano di rinascita democratica, che risale appunto a 40 anni fa. Non certamente l’opinione pubblica o i lavoratori di questo paese. (fonte: blog 5 stelle di Grillo) (foto: giannulibro)

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