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Andrea Catarci presenta il libro “Generazione di rimessa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

EUROMA2 (Roma) 20 settembre alle ore 17.00 Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico ospita Andrea Catarci per la presentazione del suo nuovo libro “Generazione di rimessa”, edito da Derive Approdi. Insieme all’autore saranno presenti Andrea Santoro, già Presidente del Municipio Roma IX e la giornalista Viola Giannoli, che farà da moderatrice dell’incontro letterario.
Euroma2, con questa iniziativa, in linea con la propria filosofia di diffusione di valori sociali, culturali, educativi, vuole offrire ai propri Clienti ed a tutti coloro che avranno piacere di essere presenti, un momento di approfondimento letterario ed una pausa di riflessione all’insegna della cultura ed allo stesso tempo della rilassatezza. La presentazione del libro sarà in particolare l’occasione per meglio conoscere un’epoca, quella degli anni ’80, spesso affrontata con superficialità e in modo sbrigativo.Attivista, scrittore, nonché ex Presidente del Municipio VIII di Roma, Andrea Catarci in questo secondo libro, dopo “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano”, pubblicato nel 2017, ripercorre, parlando in prima persona, le vicende della Sua Famiglia, partendo da un piccolo paese a nord di Roma e dagli anni protetti fra le mura domestiche, sino al progressivo contatto con il mondo esterno, agli anni della vita nella metropoli romana, ai primi lavori, alle esperienze sentimentali, dall’intesa forte in gruppi giovanili e squadre di calcio, fino alla diffusione delle droghe, per giungere all’evento che ha lasciato traccia nelle cronache di quegli anni: la battaglia di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986, quando nelle campagne del Viterbese i Comitati antinucleari tentarono il blocco della costruzione della centrale. Una battaglia campale, così definita dallo stesso autore, impressionante per un ragazzo di diciassette anni, ma che è la dimostrazione che quella generazione di rimessa ha saputo ottenere una vittoria storica. Un anno più tardi infatti, complice sicuramente anche il clima creatosi dopo Chernobyl, la centrale venne chiusa.Il libro offre uno spunto di riflessione su un preciso periodo storico; l’Autore attinge ai ricordi per raccontare gli anni Ottanta, spesso considerati come gli anni di una generazione individualista, gli huppies, che hanno fatto del consumismo la loro bandiera, l’epoca della Milano da bere, del disimpegno e dello spreco, del benessere individuale ad ogni costo. Catarci, attraverso una ricostruzione vivida ed una narrazione diretta, riscatta i giovani di allora riconoscendone la combattività e determinazione ed individuandoli come una “Generazione di rimessa”, capace di prese di posizioni forti rispetto alle tendenze dell’epoca.

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Inaugurazione Microscopio Confocale ultima generazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Roma 2 Luglio 2019 dalle ore 11:00 alle 12:00 c/o i Laboratori di Imaging al piano – 2 Via Elio Chianesi, 53 inaugurazione Microscopio Confocale ultima generazione. Il programma prevede l’Illustrazione delle caratteristiche del microscopio confocale, dei risultati ottenuti e di quelli attesi per la ricerca scientifica a cura dei ricercatori, alla presenza di: Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele – Fondazione Roma
Direttore Generale Francesco Ripa di Meana, Istituti Fisioterapici Ospitalieri
Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico Istituto Nazionale Tumori Regina Elena
L’analisi delle immagini sempre più accurate ha garantito nel tempo l’evoluzione della diagnosi e della terapia. Oggi grazie alla microscopia confocale è possibile ottenere un’immagine tridimensionale della cellula o di un tessuto e delle sue strutture interne (cromosomi, mitocondri, ecc.) senza danneggiare il campione stesso.Le tecniche e gli strumenti di imaging consentono di determinare la relazione tra struttura cellulare e attività sia in cellule fissate che in cellule vive, fondamentali per comprendere i meccanismi molecolari responsabili del complesso funzionamento cellulare sia in condizioni normali che tumorali. Molti sono gli studi già condotti dal Regina Elena utilizzando l’imaging e la preziosa microscopia a fluorescenza e confocale. Grazie alla donazione della Fondazione Roma è oggi disponibile un nuovo microscopio di ultima generazione dotato di risoluzione, sensibilità e velocità lineari non riscontrate negli altri sistemi attualmente sul mercato e 4 volte superiori a quelle finora in uso.

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La lettura attraverso la lente generazionale: La stampa come fil rouge

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 Mag 2019

Da una parte i Millennials, il gruppo demografico di chi è nato tra il 1983 e il 1999, la prima generazione ad essere cresciuta con Internet e le nuove tecnologie; dall’altra i Baby Boomers, nati tra il 1946 e il 1963, la generazione ad oggi con il più alto potere d’acquisto. Audipress – l’indagine ufficiale di riferimento per la lettura di quotidiani e periodici – ha analizzato quanto sono distanti nella loro relazione con la stampa queste due generazioni, attraverso un’elaborazione dei dati 2018/III, in un percorso di esplorazione dei comportamenti di lettura della popolazione italiana che si svilupperà nel corso del 2019.I Millennials sono comunemente ritenuti portatori di valori, atteggiamenti, attitudini, comportamenti multimediali profondamente diversi rispetto alle generazioni precedenti, in particolar modo in relazione ai loro «genitori» Baby Boomers. Se è vero che i siti di informazione digitali sono la principale fonte di notizie per la maggior parte degli under 35, sta emergendo anche in vari mercati internazionali che i giovani non hanno dimenticato la carta e che apprezzano anche fonti informative “non algoritmiche”. L’iperstimolazione multipiattaforma a cui siamo sottoposti segna una diffusa tendenza a riprendersi il controllo delle fonti, della qualità dell’informazione e dell’attendibilità. E si tratta di un atteggiamento intergenerazionale.“I dati Audipress mostrano che il gusto informativo e la capacità di selezionare le fonti più valide e attendibili nascono e si rafforzano in buona parte in famiglia e proprio in questo ambito si trasferisce anche l’abitudine alla lettura”, commenta il Presidente di Audipress Ernesto Mauri. I Millennials che lavorano e vivono ancora in famiglia leggono di più rispetto ai coetanei che non vivono più con i genitori (65% vs 59.6%) e tra i Baby Boomers chi vive con figli legge mediamente di più di chi vive da solo (65.3% di chi vive con figli Millennials vs 61.8%).
Se tra i Baby Boomers i livelli di lettura aumentano al crescere del reddito familiare e del segmento sociale di appartenenza, tra i Millennials la lettura sembra essere un’abitudine più trasversale, meno influenzata da questi parametri sociali e più omogenea sul territorio, superando le tradizionali dinamiche geografiche. I giovani mostrano di apprezzare soprattutto i mensili (il 27.5% ne legge almeno uno al mese vs il 19.7% dei Boomers), mentre i Boomers sono più vicini alla lettura dei quotidiani (33.7% vs 27.2% dei Millennials, nel Giorno Medio).Emergono peculiarità coerenti con i diversi profili generazionali anche considerando le frequenze di lettura e la fonte di provenienza. Per i Millennials la lettura è un po’ meno sistematica e fedele in termini di frequenza (con una differenza maggiore tra le due generazioni soprattutto per quotidiani e settimanali, con circa 10 punti percentuali di distanza nella fruizione ad alta frequenza), in linea con un approccio trasversale a diverse fonti di informazione, in una dieta mediatica varia e funzionale alle proprie esigenze. Si conferma per questa generazione anche un approccio più strumentale al consumo della copia, spesso letta in condivisione con familiari o amici, in casa o fuori casa, a conferma anche della maggior attitudine allo sharing.
Il documento completo “Millennials vs baby Boomers”, elaborato da Doxa sulla banca dati Audipress 2018/III, è disponibile sul sito http://www.audipress.it nella sezione News.

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Mariam Batsashvili: la pianista tra le promesse migliori della sua generazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

Roma sabato 17 novembre alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” i concerti della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presentano la venticinquenne pianista georgiana Mariam Batsashvili, già a pieno titolo tra le promesse più luminose della sua generazione. Ha ricevuto il primo importante riconoscimento a livello internazionale al prestigioso Concorso per pianoforte Franz Liszt di Utrecht 2014, dove ha vinto il primo premio assoluto ed il premio della critica: in quell’occasione è stato scritto di lei che «trasforma ogni frase musicale in qualcosa di speciale» e che è «un’artista completa» dal «tocco meraviglioso» e ricco di «sincera emozione». In seguito della vittoria a quel concorso, si è esibita con le principali orchestre sinfoniche e ha tenuto recital in oltre trenta paesi, tra cui Cina, Nord e Sud America, Sud Africa e Europa (tra l’altro ad Amsterdam, Londra, Parigi, Vienna, San Pietroburgo, Mosca, Stoccolma, Budapest, Amburgo, Milano, Barcellona, Bruxelles, Lisbona). È stata scelta come Bbc New Generation Artist 2017-19.Mariam Batsashvili inizierà il suo concerto don la Ciaccona in re minore di Bach nella celeberrima trascrizione di Busoni: presentare la musica di Bach in rielaborazioni di vario genere è un filo rosso che ritorna in molti altri concerti della stagione della IUC. Dal periodo barocco si passa a quello classico col Rondò in la minore K 511: composto da Mozart simultaneamente al Don Giovanni, è un capolavoro piccolo solo per dimensioni, una pagina affascinante pervasa da una tensione passionale nuova, che preannuncia il romanticismo. Questo Mozart non è infatti lontano dalle atmosfere dell’Improvviso in fa minore op. 142 n. 1 di Schubert, con cui la pianista georgiana si addentra nel romanticismo vero e proprio, proseguendo con un brano di Chopin che oscilla tra poesia e virtuosismo qual è l’Andante spianato e grande polacca brillante op. 22. Mariam Batsashvili non perde occasione di affermare: «La musica di Franz Liszt ha sempre avuto un fascino particolare per me» e lo confermano i brani di questo compositore che eseguirà anche in questa occasione: la famosissima Rapsodia Ungherese n. 12, per la quale confessa una speciale predilezione, e la poco nota Fantasia su temi de Le Nozze di Figaro e Don Giovanni, che Liszt era solito eseguire a memoria e che non mise mai interamente su carta: ma ora è stata ricostruita sugli schizzi originali dal pianista e studioso lisztiano Leslie Howard.

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I millennials? Una generazione rivoluzionaria e pronta al cambiamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Gig Economy (ovvero il modello economico basato sul lavoro indipendente, libero e temporaneo) e Job Hopping (ovvero l’attitudine a “saltare da un lavoro all’altro”) sono state un po’ le parole d’ordine che costellavano il nuovo approccio dei millennials al mondo del lavoro. Qualcosa è cambiato. Anche in seguito alla situazione attuale evidenziata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) che registra un drastico calo (del 53% circa) delle retribuzioni dei lavoratori della Gig Economy negli ultimi cinque anni, sembra che i millennials stiano rileggendo il loro approccio alla luce di un deciso pragmatismo. Pur mantenendo una inossidabile fiducia nel futuro: il 74% degli intervistati è convinto che il mercato del lavoro migliorerà. Ultraconnessi e con una visione olistica del lavoro: per i millennials sarà la tecnologia a restituire umanità alla ricerca di un’occupazione.
Proprio perché il loro habitat naturale è digitale, anche la ricerca di un impiego, per il 77% degli intervistati, parte da un dispositivo mobile. Immediato e diretto, il mobile recruitment permette di aprire direttamente un contatto dialettico con il potenziale datore di lavoro e spoglia l’intero processo da quei rituali obsoleti e burocratici legati all’invio di curriculum, attese infinite e freddi colloqui “da copione”. I giovani del terzo millennio concepiscono il lavoro come un naturale proseguimento di quel cammino di crescita intrapreso tra i banchi di scuola, al punto che, per il 65%, l’esperienza aziendale viene messa davanti, come valore, anche al conseguimento di un diploma universitario. E da essa si aspettano molto: l’85 % degli intervistati privilegia un ambiente di lavoro fertile e stimolante a condizioni retributive vantaggiose e, in generale, pensa che le soft skills non siano un aspetto collaterale, ma che contino quanto le competenze tecniche.
Una generazione pronta a “tirarsi su le maniche” da subito e guardando al lungo periodo.
Il progetto che i Millennials sentono l’urgenza di realizzare è quello di una vita indipendente e non più ancorata al supporto della famiglia d’origine. Per questo ritengono molto importante la stabilità economica (il 52%) e la crescita professionale. Priorità non necessariamente legate all’esigenza di formare un nuovo nucleo famigliare (citata come obiettivo solo dal 10% degli intervistati). L’aspetto però forse più inatteso, è che i giovani lavoratori sono oggi consapevoli che tutto ciò è poco compatibile con il “nomadismo professionale”. Per questo il 72% dichiara di voler restare nella stessa azienda per più di cinque anni. Al contrario, un percorso di carriera ancorato al job hopping (ovvero cambiare lavoro più o meno ogni sei mesi) interessa solo al 14% della popolazione sondata. Infine, pur tenendo in grande considerazione valori come work-life balance, flessibilità e smart working, i millennials cercano un contratto full-time (63%) e, possibilmente, stabile.
Un ritorno al futuro? Sembrerebbe di sì. La percezione del mondo professionale di quella classe di popolazione che, entro il 2020, rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale non ha rinunciato al sogno della modernità e agli impulsi rivoluzionari della cultura digitale iper-connessa, in continuo movimento e “always -on”. Però, crescendo, i millennials, stanno focalizzando meglio il proprio progetto professionale e di vita. Hanno vissuto sulla propria pelle la “grande crisi” degli ultimi dieci anni e hanno capito l’importanza di contestualizzare tale progetto all’interno di un quadro socioeconomico che forse si evolve a una velocità diversa da quella dei loro sogni e delle loro aspirazioni iniziali. E dato che, quella dei millennials, è una generazione incline al cambiamento (perché è cresciuta in un mondo che negli ultimi 30 anni ha subito una trasformazione maggiore di quella registrata nel corso di un secolo intero), non ha paura di cambiare idea. Anche se significa recuperare, pur rileggendoli con la grammatica contemporanea, alcuni valori chiave di chi li ha preceduti. http://www.cornerjob.com

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I nuovi Over 65, la prima generazione Senior digitale che progetta un futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2018

Una volta li chiamavano “anziani” o “terza età”. Persone che hanno già vissuto gran parte della loro vita, magari appagati seppur non sempre in grado di avere ancora un ruolo attivo nella società. Ma questa fotografia è ancora attuale? Oggi, secondo l’Istat, gli Over 65 sono circa 13.672.000, pari al 22,6% della popolazione attuale, e sono destinati a crescere (34% entro il 2050), ma sono molto cambiati rispetto ai loro coetanei di soli vent’anni fa. Non chiamateli anziani, insomma. E’ quanto emerge dalla ricerca “Over 65: una vita a colori” commissionata da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1], e realizzata da AstraRicerche su un campione di oltre 700 Senior tra i 65-85enni, per analizzare come vivono la loro ‘nuova età’ nel terzo millennio e come hanno modificato il loro stile di vita e le loro abitudini in diversi ambiti: dalla salute al rapporto con la tecnologia, dalla famiglia alla vita sociale e allo svago.I risultati sono sorprendenti. Chi pensa che i Senior non siano tecnologici deve innanzitutto ricredersi: amano la tecnologia e la utilizzano, tanto che la ricerca è stata realizzata completamente on-line tramite smartphone, tablet e pc (tra le prime in Italia su questo target), sfatando questo luogo comune e rendendoli a tutti gli effetti la prima generazione di “Over 65 digitali”. Non solo. Dalla ricerca emerge una figura ben diversa rispetto a qualche decennio fa: i Senior odierni si definiscono dinamici e attivi e, oltre alle faccende domestiche e alla cura della casa, non rinunciano alle attività che li rendono felici, come viaggiare (54,2%), prendersi cura di sé (49,1%), praticare attività ludico-sportive (45,7%) o culturali (43,4%). C’è chi frequenta un corso di ballo, chi è iscritto a corsi di natura artistica, chi va a teatro o chi preferisce studiare. Hanno forti valori e ideali (per il 56,2%) e uno «sguardo al futuro» più che al passato, con una vita ancora da vivere. Si reputano curiosi (47,8%), ottimisti (44,1%), capaci di invecchiare serenamente (60,8%) e alcuni sono desiderosi di fare nuove esperienze (29,6%). Se la maggior parte si augura in futuro di poter fare le stesse attività che svolge oggi, c’è, infatti, anche il 35,2% che auspica di poterle fare con maggiore serenità e il 4,5% addirittura di ampliarle nei prossimi 5 anni prevedendo più viaggi (+13,7 p.p. al 67,9%), più attività ludico-sportive (+4,9 p.p.) e culturali (+6,4 p.p.). In sintesi, è prima generazione di questa fascia d’età che progetta concretamente un futuro. Non mancano, però, dei lati più critici, come il basso livello di felicità e il sentirsi poco ammirati, la possibilità che loro condizione di salute possa peggiorare, oltre che considerarsi un peso per le casse dello stato (ma non per le famiglie).
Tra gli aspetti realmente fondamentali per i Senior emerge come non vogliano essere un peso per gli altri. Al primo posto segnalano, infatti, la lucidità e la buona condizione mentale (73,7%), che supera paradossalmente l’essere in salute e la buona condizione fisica (68,2%), mentre l’altro grande desiderio è quello di essere indipendenti (64,5%), in modo da provvedere autonomamente a se stessi. Solo una minima parte indica l’essere accudito. La serenità e la stabilità (51,6%) predominano sull’essere ben inseriti in un contesto familiare e sociale (37,5%): quasi a dire, “meglio sereni che accompagnati”.

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Tulipier americano: un suono nuovo per una nuova generazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

TulipierTulipier1Freshwater, Australia. Vedendo le tavole orizzontali realizzate in solido legno di tulipier, sfalsate in larghezza, che scorrono attorno al palcoscenico del Performance Theatre del Freshwater Senior Campus, si potrebbe presumere correttamente che questa non sia la creazione di una società standard di pannelli acustici. Il design è stato infatti ideato e creato del giovane designer di arredi Ben Percy da 3 metri cubi di tulipier americano. Percy ha volutamente cercato un legno che fornisse una varietà di colori e toni tale da creare interesse sullo sfondo del teatro da 300 posti. I lampi di viola e nero in alcune sezioni del muro e il grigio sporco che ne attraversa altre, hanno portato a risultati straordinari e sono stati, a detta di Percy, uno degli elementi più discussi del design. Il tulipier è stato finito con un olio trasparente per valorizzarne il colore naturale. La sostenibilità del tulipier americano è stata un fattore chiave nella scelta del materiale “Penso sia fondamentale un’idea di design che resista oltre la singola generazione – soprattutto in un ambiente come questo, dove i giovani australiani stanno creando valori e idee per il loro futuro ” ha commentato il designer. Non avendo competenze sui requisiti tecnici dei rivestimenti acustici, il primo passo di Percy è stato quello di fare una “tonnellata di ricerca”, come lui la descrive. Questo ha portato alla struttura ondulata della superficie per ridurre al minimo le superfici piane e rompere le onde sonore in modo da ridurre il Tulipier2riverbero quando il palcoscenico è in uso. Percy ammette che il progetto l’ha spinto al di là della sua comfort zone “Volevo creare qualcosa che riportasse al mio background da designer di arredi. Ho usato quindi le tecniche del design di arredi piuttosto che della pannellatura, come laminazione e piegatura del legno” “Sono rimasto entusiasta della facilità con cui il legno si taglia e si lavora in generale” aggiunge Percy “Ho preso in considerazione anche altre specie di legno come l’acero duro americano che sarebbe stato veramente bello, ma troppo complicato per questo progetto”.Il palcoscenico ha fornito un immediato miglioramento all’acustica del teatro, che viene regolarmente utilizzato per concerti e proiezioni della scuola, ed è messo anche a disposizione di aziende esterne per conferenze ed eventi. I pannelli di tulipier americano sono stati installati con l’aiuto dell’impresa locale Altone Constructions.
Il tulipier americano è commercialmente una delle specie di legno di latifoglia americano più prolifica dei boschi di latifoglia statunitensi ed è unica del Nord America, essendo stata eliminata in Europa dall’ultima era glaciale. Il tulipier è caratterizzato da un venatura poco pronunciata rispetto ad altre specie come il frassino e la quercia, è più simile all’acero di carattere ma è anche più scuro. Tuttavia, c’è comunque una differenza marcata tra l’alburno e il durame del tulipier: l’alburno è bianco crema mentre il durame può variare da giallo pallido e marrone e persino verde, a porpora in casi estremi. Il legno diventa più scuro in base al tempo che rimane esposto alla luce UV, e il colore verde diventerà marrone. Il legno del tulipier è dritto con una trama media e fine. (foto: tulipier)

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Oracle presenta la nuova generazione di applicazioni cloud

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

Oracle_headquartersCinisello Balsamo (MI). Crescere più velocemente, differenziarsi dalla concorrenza, servire al meglio i clienti: tutto questo è possibile grazie alle nuove funzionalità e alle innovazioni che Oracle ha introdotto nella sua offerta Oracle Cloud Applications. Con Oracle Cloud Applications Release 13, Oracle rende ancora più amplia la suite di applicazioni cloud più estesa, dettagliata e in rapida espansione disponibile sul mercato. Le innovazioni presentate oggi migliorano l’esperienza degli utenti e offrono loro strumenti di lavoro più potenti, quale che sia la loro area di appartenenza: customer experience, finance, risorse umane, supply chain.“Il nostro obiettivo è aiutare aziende di ogni dimensione a trasformare le loro funzioni di business più importanti, per sostenere la crescita e la competitività” commenta Steve Mieranda, executive vice president of application development di Oracle. “Con la più recente versione di Oracle Cloud Applications, introduciamo nell’offerta centinaia di novità. In particolare, abbiamo migliorato in modo significativo la nostra suite per la gestione della supply chain, con applicazioni che aiuteranno a creare supply chain intelligenti, connesse e centrate sul cliente. Inoltre, presentiamo una nuova soluzione che arricchisce l’esperienza che le aziende possono offrire ai loro clienti eliminando le barriere fra le funzioni di vendita e il servizio al cliente. Nella nuova versione abbiamo anche migliorato l’esperienza utente complessiva e apportato cambiamenti recependo le indicazioni e i suggerimenti espressi dai nostri clienti soprattutto nelle aree risorse umane e finance”.Oracle Cloud Applications è una suite di applicazioni completa e pienamente integrata che permette di ottenere più agilità e ridurre i costi. Questa versione introduce nuove funzionalità e miglioramenti nell’offerta di Oracle Supply Chain Management (SCM) Cloud, Oracle Customer Experience (CX) Cloud Suite, Oracle Enterprise Resource Planning (ERP) Cloud e Oracle Human Capital Management (HCM) Cloud. Inoltre, Oracle ha migliorato l’esperienza utente complessiva per chi utilizza le Oracle Cloud Applications, così da aiutare i clienti a personalizzarla e ottenere ancora più produttività, visibilità e collaborazione.

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Epilessia tumorale e cura con farmaci di nuova generazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

epilessiaIl 35-70% delle persone con neoplasia cerebrale soffre di epilessia tumorale e necessita di un approccio multidisciplinare per una cura ottimale sia dell’epilessia che del tumore. E’ quindi importante che i pazienti siano presi in carico da centri di riferimento regionali dove è disponibile un team multidisciplinare. E’ importante, altresì, che tutti i centri specialistici “facciano rete” e che i piccoli centri siano in stretto contatto con quelli nazionali. Il trattamento d’elezione per l’epilessia secondaria a tumori cerebrali è rappresentato dagli antiepilettici di nuova generazione, tuttavia particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle donne per la particolare suscettibilità agli effetti collaterali degli antiepilettici. Questi i risultati di un recente studio di coorte retrospettico multicentrico nazionale, pubblicato su Plos One, condotto dal gruppo di studio Epilessia e Tumori Cerebrali della Lega Italiana Contro l’Epilessia-LICE, coordinato dal Centro per la cura dell’ Epilessia tumorale dell’Istituto Regina Elena di cui è responsabile Marta Maschio in collaborazione con il Centro Epilessia dell’Ospedale S.S. Giovanni e Paolo di Venezia, diretto da Francesco Paladin.
In Italia esistono numerosi centri dedicati alla cura dell’ epilessia. 35 sono quelli aderenti al gruppo di studio sull’Epilessia secondaria a tumori cerebrali. L’obiettivo dell’ ultimo lavoro scientifico del gruppo, è stato quello di sistematizzare ed organizzare le informazioni sul numero dei pazienti con epilessia da tumore cerebrale afferenti ai vari centri in Italia e sul tipo di cura che ricevono.
Sono stati coinvolti oltre 800 pazienti tutti in trattamento con antiepilettici e seguiti per almeno un mese, provenienti da 26 centri su tutto il territorio nazionale.
“I risultati dello studio – spiega Marta Maschio – hanno evidenziato che il tumore più frequente era il glioblastoma. Quasi il 50% dei pazienti al termine del follow-up era ancora in terapia con il primo antiepilettico ricevuto e il 75% era libero da crisi. Il fattore prognostico più favorevole è stato l’ utilizzo di antiepilettici di ultima generazione, non induttori enzimatici. E’emerso inoltre che le donne, rispetto agli uomini, tendono a interrompere più frequentemente il primo farmaco a causa proprio degli effetti collaterali.” “I pazienti con epilessia da tumore cerebrale – conclude Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena – sono spesso costretti a prendere molte terapie, che possono essere gravate da possibili effetti collaterali che influenzano negativamente la percezione della qualità della vita. E’quindi importante che lo studio abbia valutato anche gli effetti collaterali nella scelta di un antiepilettico, non considerando solo l’efficacia come fondamentale criterio di scelta.”

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Boehringer Ingelheim investirà 11 miliardi di euro in Ricerca

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

 Germania, Boehringer Ingelheim1 ha annunciato oggi, alla conferenza stampa tenutasi a Berlino, una nuova strategia di Ricerca & Sviluppo e un piano quinquennale d’investimenti in Ricerca & Sviluppo. Nell’arco dei prossimi cinque anni, l’azienda si impegna a investire nel suo nuovo programma di Ricerca & Sviluppo un totale di 11 miliardi di euro, di cui 5 miliardi in Ricerca & Sviluppo preclinici e 1,5 miliardi in collaborazioni con partner esterni. L’azienda punta a sviluppare terapie rivoluzionarie di nuova generazione e mantenere la sua eccellente posizione competitiva. La nuova strategia di Ricerca & Sviluppo abbraccia la cosiddetta “open innovation” con collaborazioni esterne che uniscono al meglio le capacità e l’esperienza di Boehringer Ingelheim e la ricerca in nuovi ambiti emergenti per la scoperta di nuovi farmaci. Elemento centrale della nuova strategia è la maggior focalizzazione su collaborazioni con partner esterni, mantenendo una robusta organizzazione di Ricerca & Sviluppo interna. Questo approccio consentirà all’azienda di sviluppare ulteriormente la propria forza e la lunga esperienza nelle aree terapeutiche core e, al contempo, espanderne i confini, attingendo alla ricchezza di ricerche originali in ambito biomedico a livello internazionale attraverso l’open innovation.
L’open innovation è diventata una parte fondamentale della scoperta farmaceutica. L’organizzazione di Ricerca & Sviluppo di Boehringer Ingelheim collabora con la più ampia comunità scientifica per inserire nelle proprie attività una gamma di opportunità innovative.In primo luogo, lo fa attraverso accordi bilaterali di collaborazione con ricercatori del mondo accademico e aziende biotecnologiche, che offrono importanti punti di partenza per progetti di scoperta farmaceutica. Boehringer Ingelheim ha avviato diverse nuove collaborazioni di ricerca in ambiti scientifici stimolanti con partner che sono leader mondiali nei rispettivi settori.Ne è un esempio la nuova collaborazione con la University of Texas MD Anderson Cancer Center che, alle conoscenze di quest’ultima sui fattori potenzialmente coinvolti nel tumore del pancreas, unisce l’esperienza nella scoperta e nello sviluppo farmaceutico di Boehringer Ingelheim.
Sempre di questi giorni l’azienda ha anche annunciato nuove collaborazioni con quattro importanti partner scientifici per arricchire la Ricerca & Sviluppo con nuovi approcci terapeutici per chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Si tratta delle collaborazioni con l’Icahn School of Medicine del Mount Sinai, il Massachusetts General Hospital, lo Scripps Research Institute e il Weill Cornell Medicine. Queste quattro collaborazioni sono volte a individuare e convalidare nuovi possibili target terapeutici e biomarcatori per rispondere a importanti bisogni insoddisfatti di terapia per coloro che soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali, quali il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Boehringer Ingelheim ha, inoltre, da poco stipulato accordi in esclusiva con la coreana Hanmi Pharmaceuticals per lo sviluppo di una terapia mirata anti-EGFR di terza generazione per il tumore polmonare, e con la californiana Circuit Therapeutics per applicare la tecnica dell’optogenetica al fine di individuare nuove terapie per disturbi psichiatrici e malattie cardiometaboliche.In secondo luogo, lo fa attraverso partnership pubblico-privato, quali lo Structural Genomics Consortium (SGC- consorzio per la genomica strutturale), l’Innovative Medicines Initiative (IMI) e il G-protein coupled receptor (GPCR) Consortium (consorzio dedicato ai recettori accoppiati a proteine G). Queste partnership rivestono un ruolo sempre più importante nella ricerca farmaceutica per la loro capacità di mettere insieme i migliori ricercatori del mondo accademico e dell’industria in un ampio ambito pre-competitivo. Boehringer Ingelheim partecipa già attivamente a due di queste partnership pubblico-privato di successo e recentemente ha aderito anche al Consorzio GPCR.In terzo luogo, lo fa attraverso iniziative di crowdsourcing con organizzazioni quali InnoCentive e BioMed X InnovationCenter al fine di trovare ricercatori con idee brillanti, per affrontare sfide mediche rilevanti. Boehringer Ingelheim e BioMed X Innovation Center hanno recentemente annunciato che stanno accogliendo in un centro d’eccellenza accademico a Heidelberg, eminenti ricercatori a cui forniranno opportune infrastrutture e una mentorship per lavorare su nuovi approcci epigenetici alla broncopneumopatia cronica ostruttiva.Inoltre, Boehringer Ingelheim investe nell’Istituto di Patologia Molecolare di Vienna, per sostenere la ricerca di base e una rete internazionale di ricercatori, elementi essenziali per lo sviluppo di ricerche originali. Infine, il venture capitalfund di Boehringer Ingelheim, istituito nel 2010, con un impegno iniziale di capitale di 100 milioni di euro, attualmente investe in un portafoglio di 13 start-up diverse che lavorano su nuovi approcci per lo sviluppo di possibili terapie future.
Nel 2014, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,3 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 19,9 percento del suo fatturato netto.

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IBM: realizzati i primi chip con processo produttivo a 7 nanometri

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2015

cognitiveI ricercatori IBM, in collaborazione con i Colleges of Nanoscale Science and Engineering del SUNY Polytechnic Institute, hanno realizzato i primi chip funzionanti, con processo produttivo a 7 nm (nanometri).Questo risultato è stato raggiunto grazie all’esclusiva partnership pubblico-privato di IBM con lo Stato di New York e all’alleanza per lo sviluppo congiunto di GLOBALFOUNDRIES, Samsung e altri fornitori di apparecchiature, ed è frutto dell’investimento quinquennale da 3 miliardi di dollari nella ricerca e nello sviluppo dei chip annunciato da IBM nel 2014. Nell’ambito di questo progetto i ricercatori IBM che lavorano presso il NanoTech Complex del SUNY Poly ad Albany stanno espandendo i limiti della tecnologia dei chip verso la frontiera dei 7 nm per far fronte alle nuove sfide introdotte dalle tecnologie del cloud computing, dei Big data e del cognitive computing.Sviluppare una tecnologia a 7 nm è stata una delle grandi sfide del settore dei semiconduttori. Raggiungere dimensioni così ridotte, attraverso i processi tradizionali, portava finora ad un degrado delle prestazioni del chip che vanificava i benefici attesi dalla riduzione delle dimensioni: prestazioni più elevate, minore fabbisogno di energia e riduzione dei costi (per fattori di scala). I microprocessori che utilizzano la tecnologia a 22 nm e 14 nm sono quelli che troviamo oggi nei server, nei data center cloud e nei dispositivi mobili; la tecnologia a 10 nm è ormai una tecnologia matura, ma i 7 nm erano finora rimasti fuori dalla portata per una serie di barriere tecnologiche fondamentali. Molti hanno messo addirittura in dubbio la possibilità di realizzare chip di dimensioni così ridotte ottenendo i vantaggi attesi.Un chip di prova a 7 nm, con transistor funzionanti, è stato realizzato mediante processi e tecnologia sperimentate per la prima volta dai ricercatori IBM. Lo sviluppo ha richiesto l’introduzione di una serie di innovazioni mai realizzate nel settore, come i transistor con giunzioni miste silicio-germanio (SiGe) e l’integrazione cognitive1della litografia ultravioletta estrema (EUV) a più livelli.Grazie all’introduzione delle giunzioni SiGe, a processi innovativi per impilarle al di sotto dello spazio di 30 nm ed alla piena integrazione della litografia EUV a più livelli, IBM è riuscita a realizzare miglioramenti vicini al 50 per cento rispetto alla più avanzata tecnologia dei 10 nm di oggi. Questi sforzi potrebbero tradursi in un analogo miglioramento del rapporto potenza/prestazioni per la prossima generazione di chip che verranno impiegati nell’era dei Big data, del cloud e del mobile.
La pietra miliare della realizzazione di gate a 7 nm è una conseguenza del tradizionale impegno della IBM nell’innovazione nell’area del tecnologie di produzione dei semiconduttori. Tra le tappe più importanti del passato: l’invenzione o la prima realizzazione di DRAM a cella singola, l’uso del rame per le interconnessioni, le tecnologie “Silicon on Insulator” e “High-K Dielectric”, i microprocessori multi-core, la litografia a immersione, le giunzioni SiGe, l’uso di DRAM integrata nei chip, lo stacking in 3D e “Air Gap Insulator”.IBM e SUNY Poly hanno stretto una partnership di successo, riconosciuta a livello internazionale presso il NanoTech Complex di Albany, del valore di molti miliardi di dollari, il cui programma Center for Semiconductor Research (CSR) dell’istituto, del valore di 500 milioni di dollari, coinvolge anche le società leader mondiali nel campo della nanoelettronica. Il CSR è un programma di collaborazione congiunto, multi-fase e a lungo termine dedicato ad attività di Ricerca e Sviluppo per la tecnologia dei chip che offre anche borse di studio e borse di ricerca agli studenti presso l’università per contribuire all’evoluzione della nanotecnologia. (foto: cognitive)

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Farmaci ancora più intelligenti per fermare la crescita delle cellule tumorali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 ottobre 2014

ricercatoreLa ricerca della Sapienza individua nuovi bersagli molecolari per il controllo della formazione dei vasi sanguigni, aprendo la strada a strategie innovative nella regolazione dell’angiogenesi in importanti patologie. L’angiogenesi è il normale processo di formazione dei vasi sanguigni che avviene nel corso dello sviluppo embrionale o nella riparazione di una ferita. Una formazione indesiderata di nuovi vasi sanguigni e una sua anomala crescita può verificarsi anche in alcune patologie, per esempio nella degenerazione maculare della retina o nei tumori solidi, come quelli del polmone o del seno. Nelle neoplasie tale fenomeno rappresenta la maggiore causa di progressione tumorale e di sviluppo di metastasi.
Il fattore centrale che stimola le cellule endoteliali a formare nuovi vasi sanguigni, è la proteina VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) prodotta anche dalle cellule tumorali. Molte terapie antitumorali cosiddette intelligenti, si basano attualmente proprio sulla completa inibizione delle funzioni biologiche del VEGF per interrompere la vascolarizzazione e quindi “l’alimentazione” di alcuni tumori solidi. Questo tipo di approccio clinico però non ha dato finora i risultati sperati. Uno studio coordinato da Antonio Filippini dell’Università Sapienza e da Antony Galione della Oxford University ha identificato un meccanismo alla base della generazione dei vasi sanguigni, precedentemente sconosciuto.
I risultati, pubblicati dalla rivista internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA), hanno dimostrato che è possibile inibire selettivamente una specifica catena di reazioni attivata dal VEGF, provocando il blocco dell’angiogenesi.
Il meccanismo individuato in questa ricerca permette infatti di fermare più a valle e in modo specifico la proliferazione e migrazione delle cellule endoteliali, senza interferire con altre funzioni essenziali della proteina. Infatti, bloccando l’attività complessiva del VEGF si innescano una serie di “contromisure” causate dall’inibizione di tutti i recettori e di tutte le reazioni effettrici che annullano o attenuano gli effetti dei farmaci anti-angiogenici.
La ricerca apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci ancora più intelligenti di quelli attuali. “Sarà fondamentale valutare – spiega Antonio Filippini – gli effetti dell’inibizione di questo specifico pathway, che ha fornito brillanti risultati in modelli sperimentali, nell’angiogenesi tumorale e in pazienti oncologici”. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Anatomiche Istologiche Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore della Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e il Dipartimento di Farmacologia della Oxford University in Inghilterra. Del gruppo di ricerca della Sapienza fanno parte Annarita Favia, Guido Gambara, Elio Ziparo, Fioretta Palombi e Antonio Filippini.

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Verso una nuova generazione di biocarburanti più puliti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2013

Nuove norme per limitare la produzione di biocarburanti tradizionali e accelerare il passaggio a una nuova generazione di prodotti ricavati da altre fonti, come alghe e alcuni tipi di rifiuti, saranno discusse martedì per poi essere votate mercoledì. Queste misure mirano a ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute al crescente utilizzo dei terreni agricoli per la produzione di colture di biocarburanti.
In una relazione redatta da Corinne Lepage (ALDE, FR) entro il 2020, la quota dei biocarburanti di prima generazione prodotti a partire da colture non dovrebbe superare il 5,5 % dell’energia utilizzata nei trasporti e i biocarburanti di seconda generazione dovrebbero contribuire almeno per il 2%.Nel progetto legislativo, inoltre, si chiede che siano prese in considerazione le emissioni di gas a effetto serra dovute al crescente utilizzo dei terreni agricoli per la produzione di biocarburanti piuttosto che per colture alimentari. Questo cambiamento indiretto dell’utilizzo dei terreni (ILUC) potrebbe, infatti, annullare parte dei benefici ambientali derivati dall’uso dei biocarburanti.La commissione per l’energia, che ha contribuito al progetto di relazione, sostiene un tetto massimo del 6,5% per i biocarburanti di prima generazione, ed è contraria all’inclusione dell’ILUC nel testo.

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Almeno tu nell’universo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Ancora un’altra anteprima al Giffoni Film Festival con “Almeno tu nell’universo”, opera prima del 22enne Andrea Biglione e che sarà presentato alla platea della Cittadella del Cinema il prossimo 20 luglio. Da un soggetto di Luciano Martino e di Luca Biglione e con musiche originali di Paolo Jannacci, il film segue le storie di Marco e Andrea, ventenni, molto amici ma molto diversi tra loro. Sarà l’amore a cambiare entrambi. “Almeno tu nell’universo”, racconta una storia d’amore che è al tempo stesso ritratto generazionale dei giovani d’oggi che, spesso, si trovano a dover affrontare problemi anche più grandi di loro.
Nel cast Mauro Meconi/Marco (il Fierolocchio di “Romanzo Criminale – La Serie”di Sergio Sollima), e Giuseppe Maggio/Andrea (già idolo delle teen “Amore 14” di Federico Moccia). Con loro Giulia Elettra Gorietti, Chiara Gensini, Agnese Nano, Andrea Roncato, Enzo Salvi, Mariano D’angelo, Maurizio Mattioli. Almeno tu nell’universo sarà nelle sale il 26 agosto distribuito da keyfilms.

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“L.O.S.T. in Family?”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2011

Fidenza, 12 giugno 2011 alle ore 16.00 a presso i locali dell’ex Macello, ad un incontro sul tema “L.O.S.T. in Family?” (L.OS.T. > Laboratorio per Orientarsi tra Sentimenti e Trasgressioni) l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Parma promuove l’attività della Rete provinciale per le famiglie – quale ambito di partecipazione, riflessione e confronto tra Associazioni e realtà che a vario titolo si occupano del sostegno e del benessere della famiglia nel nostro territorio, finalizzata alla promozione della Famiglia quale attore delle politiche sociali – invitandovi per il giorno Tale momento rappresenta l’occasione per assistere in anteprima lo spettacolo realizzato nell’ambito di due Laboratori Teatrali realizzati dall’Associazione Culturale Mirandola di Salsomaggiore con un gruppo di genitori e ragazzi sul tema del futuro della Famiglia, ma anche per potersi confrontare, insieme e tra generazioni diverse, sui temi importanti relativi l’educazione ed il proprio futuro come persone e famiglie. Questo appuntamento si pone in continutià a a conclusione del percorso iniziato con le Conferenze provinciali della famiglia che si sono poste l’obiettivo di stimolare una riflessione ed un confronto critico sugli aspetti caratterizzanti il presente ed il futuro della famiglia, coinvolgendo sia gli adulti che i ragazzi, per costruire percorsi culturali e sociali a misura di famiglia.

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MT Roadshow: Argentina protagonista a Napoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

Napoli, 19 maggio, incontro tra operatori argentini e agenti di viaggio napoletani in programma all’Hotel Royal Continental di Napoli con inizio alle ore 18.00. Il Roadshow BMT, organizzato dalla Progecta, rinnova il gemellaggio Napoli – Argentina. Due popoli uniti da un legame indissolubile, che neanche le acque dell’oceano sono riuscite mai a subissare. Lo stesso tifo per il campione Diego Armando Maradona, il medesimo amore per il ritmo del tango, ma soprattutto un sentimento senza fine trasmesso di generazione in generazione, scritto nei geni di chi ha lasciato la patria campana negli anni tra la fine dell’800 e il secondo dopoguerra del secolo scorso, e che ancora oggi spinge molti di loro a programmare almeno una vacanza durante l’anno nella terra sudamericana per riabbracciare amici e parenti. E proprio di viaggi e nuove mete si parlerà domani Il Roadshow, in collaborazione con INPROTUR (Istituto Nazionale di Promozione Turistica dell’Argentina), sarà interamente dedicato alla scoperta delle bellezze del Paese Sudamericano: enormi distese di mare e terra che lasciano nei turisti un’emozione senza pari. Durante l’incontro gli agenti di viaggio di Napoli e provincia, potranno confrontarsi direttamente con i tour operator, compagnie aeree e di navigazione argentine per aggiornarsi sugli itinerari da proporre ai loro clienti. A rispondere alle loro domande ci saranno i responsabili di: Cruceros Australis, Amichi Viajes, Eurotur, Gador Viajes, Helling’s Travel, Petrabax Argentina, Quarum Travel, Quimbaya Tours, Rotativo Express, Alto Calafate, Esquina Carlos Gardel, Sabor a Tango, Aerolineas Argentinas. Il Roadshow sarà anche l’occasione per presentare il nuovo marchio “l’Argentina Palpita con te”. Napoli è la seconda tappa del tour. Dopo il successo di ieri che ha visto coinvolte le adv di Palermo, la terza ed ultima tappa vedrà protagonisti gli agenti pugliesi che si ritroveranno venerdì 20 maggio al Palace Hotel di Bari. http://www.progecta.org

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Contro la violenza politica

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Roma alle 21.30 di stasera, i militanti dei movimenti giovanili di Pdl e Pd daranno vita all’iniziativa “Un brindisi contro gli agguati” per le strade e i locali notturni del Municipio XI, con partenza dal rione Garbatella. Lo fanno contro il clima di tensione venutosi a creare in alcuni quartieri della Capitale negli ultimi mesi, culminato nella violenta aggressione al giovane ricercatore universitario nel quartiere San Paolo. «Esiste una generazione, a destra e a sinistra, che rifiuta categoricamente la logica della violenza e vuole isolare chi al confronto politico preferisce lo scontro fisico. La nostra iniziativa vuole essere un messaggio positivo: per noi le differenze politiche sono motivo di crescita e rappresentano una ricchezza per la comunità cittadina. Vogliamo dimostrarlo attraverso questo esempio virtuoso di collaborazione e condivisione tra diverse forze politiche che ogni giorno si misurano sul terreno delle idee». Lo annunciano in una nota congiunta Marco Perissa, consigliere Pdl del Municipio XI e segretario del Consiglio nazionale della Giovane Italia, e Michele Nacamulli, consigliere Pd del Municipio XI e dirigente nazionale dei Giovani Democratici.

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Veterani di una guerra di nessuno

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Mag 2011

E’ accaduto un’altra volta che un giovanissimo abbia fatto “piazza pulita” del proprio coetaneo: di certo non ci sono professionisti del crimine dietro questo schiantarsi della ragione, c’è solamente una periferia invisibile, un territorio esistenziale dimenticato per il carico delle sue eredità. Un bullismo che combatte altre schiere di pari, un disagio relazionale demenzialmente carismatico, una generazione di maledetti per vocazione, che irrompe negli spicchi di città lasciati senza custodi educazionali. Una colonna di impavidi per età, per inesperienza, per solitudine, che imperversa nelle mancanze altrui, a cominciare da quelle della strada, dove non esiste più regola, né valore, figuriamoci ideale, il disvalore non è più solo la spiegazione acculturata di una negatività, è soprattutto ciò che campeggia sui sellini degli scooter mal allineati ai margini della via. Ragazzi e ragazze cadono, colpevoli di non essere duri e prepotenti a sufficienza, o perché turisti innocenti di una sera. Rileggo le cronache, gli sforzi letterari per rendere meno ostico il messaggio che traspare, ma in queste morti c’è poco spazio per qualsivoglia letteratura noir, romanticismo o nostalgia criminale di altri tempi. Tanti anni fa raccontai della sofferenza che ho provato per il raglio di un mulo ferito a morte, un raglio che ti penetra sottopelle, ti grida dentro le ossa, fino a farti impazzire per non ascoltarlo più. La gente discute delle ferite, delle lacerazioni, della morte inaccettabile, a me tornano in mente le parole scritte dal mio amico Erri: “ La vergogna del sangue, vergogna che paralizza più dell’ira”. Troppo facile risolvere e concludere la tragedia con una sentenza, con un’altra condanna del colpevole, troppo semplice e scontato l’epitaffio. Mi viene più fisico e dunque meno caritatevole il disagio per quella vergogna che dovrebbe assalire; “intero il corpo e la mente, per tanto sangue offeso e umiliato. Vergogna del dolore e vergogna del sangue “. Quando la vergogna entra nelle case disabitate dal cuore, non c’è più giustificazione né risposta che possa bastare. Se c’è vergogna che bussa alla tua porta, non è miracolo di qualche seduta di psicoanalisi, piuttosto è capolinea, è ultima stazione concessa alla cecità dell’esser contro sempre e comunque. E’ ghigliottina per ogni colpevole accettazione di un folklore metropolitano che genera cultura dei totem e del branco. Quando le nocche delle dita sono sbucciate, e nelle orecchie stride il rumore dei denti spezzati, è davvero il momento di mettersi lo zaino in spalla, cacciandovi dentro le armi di offesa e di difesa della propria ottusità e delle proprie miserie, in codici d’onore presi a calci dalla storia. Adesso c’è chi piange, chi colpevolmente volge le spalle da un’altra parte, chi tenta inutilmente di esorcizzare il male con qualche parentesi a effetto, senza però denunciare le morti per difetto. Quando un giovane si schianta nella propria disumanità, c’è la torsione delle emozioni, c’è soprattutto a farla da padrone la rampa di lancio dell’innamoramento del “ sono tosto “, forse c’è pure lo spinello, quello deposto come un fiore, e l’altro da fumare, comunque droga sbagliata. Violenza che diventa simbolo di un associazionismo diverso, ma assai ben conosciuto, dove il fumo e l’alcol che scendono ai polmoni si tramutano in propellente che lega a filo doppio i clan di bambini adulti. (Vincenzo Andraous)

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“MS: Future treatments and new goals”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Vienna, 12 -13 Novembre 2010 Serono Symposia International Foundation riunirà alcuni tra i massimi esperti internazionali nel campo della Sclerosi Multipla per discutere gli sviluppi futuri nel trattamento di questa patologia che offrirà ai pazienti una migliore qualità di vita. L’obiettivo dell’incontro è quello di fornire ai partecipanti un aggiornamento sui target farmacologici, sull’efficacia e sulla sicurezza della nuova generazione di terapie orali nella Sclerosi Multipla, oltre che di evidenziare ciò che può essere realisticamente ottenuto grazie all’impiego di questi nuovi trattamenti. L’incontro è suddiviso in quattro sessioni. Nel corso delle prime tre sessioni si discuterà del ruolo delle cellule immunitarie nella Sclerosi Multipla e della sfida che attende i medici legata alle terapie orali sperimentali che potrebbero venire introdotte nei prossimi anni. Queste nuove terapie non sostituiranno quelle attualmente disponibili, e che fino ad oggi hanno rappresentato un’arma insostituibile conto la Sclerosi Multipla, ma saranno combinate con esse in complessi protocolli terapeutici  che offriranno opzioni innovative per trattamenti personalizzati sulla base delle caratteristiche sia del paziente sia della patologia. Alla luce di ciò, la quarta ed ultima sessione del simposio prevede un gruppo di discussione che aprirà un dibattito su come potrà cambiare, di pari passo nel corso dei prossimi anni, la gestione dei pazienti. Il nostro obiettivo – ha concluso Professor Giancarlo Comi – è la personalizzazione del trattamento e questo richiede un uso intelligente di tutti i dati prognostici e un’approfondita conoscenza del profilo di rischio-beneficio di ogni terapia. Questo evento si propone, pertanto, di accrescere le conoscenze in questo ambito al fine di fornire al paziente la migliore terapia possibile”.
Serono Symposia International Foundation è un’organizzazione no profit con sede a Ginevra (Svizzera), che da circa 40 anni, promuove eventi di altissimo livello scientifico nelle aree della Neurologia, Medicina della Riproduzione, Oncologia, Endocrinologia, Dermatologia, Immunologia e Genetica. La missione di Serono Symposia International Foundation è quella di fornire Educazione Continua in Medicina rivolta a medici, ricercatori, infermieri, farmacisti e ad altri professionisti della sanità, attraverso strumenti sempre più aggiornati ed efficaci per migliorare la qualità dell’approccio verso il paziente ed aumentare gli esiti favorevoli delle cure a cui è sottoposto. Serono Symposia International Foundation può oggi vantare l’organizzazione di oltre 1500 congressi scientifici internazionali, la realizzazione di più di 500 pubblicazioni con le più importanti case editrici scientifiche a livello mondiale e di oltre 35  corsi online.

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A Monteriggioni rivive Ava dei Lambardi

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Monteriggioni 21 agosto  alle 21:30 presso i Giardini di Fontebranda, nel suggestivo castello di Monteriggioni, andrà in scena La bella historia della Contessa Ava e delle sue ancelle, spettacolo promosso e organizzato dal Comune di Monteriggioni con la partecipazione del Monte dei Paschi di Siena.  “Un’occasione per far rivivere personaggi del passato, sia storici sia fantastici, e tramandarne la memoria alle nuove generazione. Proprio Ava dei Lambardi infatti, donna realmente vissuta intorno all’anno 1000, è la protagonista di una delle leggende più amate della cultura popolare del territorio”, spiega Rosanna Giannettoni, assessore alla cultura del Comune di Monteriggioni, che ha voluto mettere insieme per l’occasione artisti di eccezione come Massimo Andaloro, coreografo e ballerino per vent’anni solista al MaggioDanza fiorentino, Paola Lambardi, attrice già nota per le interpretazioni di personaggi medievali, e Inchanto, gruppo musicale le cui sonorità attingono alla musica rinascimentale e folk irlandese, bretone, occitana.   E Massimo Andaloro, che nello spettacolo coinvolgerà due allieve della sua scuola Genia Ballet aperta di recente proprio a Monteriggioni, rappresenta una grande novità sia per la sua provenienza dalla danza contemporanea e la sua estranietà alle atmosfere medievali, sia per la scommessa di portare per la prima volta la danza all’interno del castello.  Lo spettacolo, secondo appuntamento della rassegna “Incanti al Castello”, sarà  ad ingresso gratuito. (monteriggioni)

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