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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘generazioni’

Oggi esiste un rapporto diverso tra generazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il vecchio può ricordare, il giovane no; questi non ha ancora maturato l’esperienza necessaria per tuffarsi in rimembranze che vanno oltre la sua memoria. L’esempio, a mio avviso, più bello lo trovo in narrativa quando l’autore consente ai suoi personaggi di ritrovarsi, da una parte, con il ricordo di un vecchio narratore delle sue storie personali e, dall’altra, di un bambino o di un giovane che ascoltano.
Il più vecchio rammenta i momenti più belli e più tristi e l’altro assorbe, nella sua memoria, la notizia che gli proviene da tali ricordi e diventano a loro volta altrettante rimembranze da rilanciare ai figli e nipoti. Lungo questo percorso la chiave di lettura è rivolta alla sensibilità di chi legge, interpreta e ricompone il messaggio trasmesso e ricevuto con le sue storie personali, con le sue esperienze vissute.
Questo passaggio orale del ricordo e della memoria tra il vecchio e il giovane oggi, nella vita vissuta, si è attenuato di molto. Per riscaldarsi si fa spesso a meno del caminetto per sostituirlo con altri marchingegni moderni. L’ascolto è sovente affidato ai messaggi che provengono dall’etere e captati dalla radio e dalla televisione. Più di recente si è aggiunto Internet che i giovani lo navigano con crescente interesse e competenza e traggono da esso conoscenze ed anche esperienze sempre più stimolanti nel bene e nel male. Il vecchio diventa sempre più, a questo punto, un personaggio da confinare nell’immaginario del letterato o nella concretezza dei ricordi dei “tradizionalisti”.
Sta di fatto che è un qualcosa che non si vive più in prima persona; ma diventa appannaggio della narrativa. A essa, se non altro, va il merito di una ricostruzione storica di un’antica tradizione che si perde nella notte dei tempi. Da qui i nostri padri, che non avevano la possibilità di trasmettere le loro conoscenze con un testo scritto, ritrovavano il necessario raccordo generazionale con la trasmissione orale affinché ciò che era stato fatto non fosse obliato.
E’ un modo di distinguersi, di riscattarsi, di trionfare sulle forze del male. E’ un passo che può farlo solo chi è giunto al tramonto della vita e sa apprezzare, nel ricordo, la bellezza e la soavità di un’alba. Lo fa più di quanto non gli accadesse da giovane quando era distratto da altri interessi che lo allontanavano dalla meditazione, da un ripiega-mento su se stesso, dalla ricerca di differenti valori.
Se vogliamo il vero dramma dell’essere umano si spiega proprio nella sua incapacità, da giovane e nell’età matura, di riservare una parte del tempo a se stesso, alla scoperta del proprio io, a ricercare comportamenti coerenti con la sua morale interiore.
Nel giovane predomina l’impazienza, la voglia di conoscere e di farlo in fretta, e il che lo rende maldestro su quanto, invece, va colto con ponderazione. Il tutto è pervaso dall’ansia di raggiungere traguardi prima degli altri, costi quel che costi, e nel nutrire insofferenza per chi si sofferma su cose che urtano i suoi istinti di predatore.
Gli manca l’opportunità e il tempo per una vita intensa di meditazione e si rassegna più facilmente agli innumerevoli cicalecci.
Non si accorge che la vita è così poco capace di penetrare e d’intendere, se noi non vogliamo intendere e penetrare con convinzione e determinazione.
Molta colpa va attribuita alla quotidiana dispersione che facciamo per inseguire la fugacità e per amare l’illusione. (Riccardo Alfonso)

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Pensionati? L’asso nella manica per le giovani generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 maggio 2018

I pensionati in Italia stanno vivendo un momento delicato. Gran parte di loro è attanagliata da assilli economici e il loro futuro, per quanto breve possa essere se non altro per ragioni anagrafiche, non è visto con ottimismo. Eppure possiamo ancora diventare qualcosa di più dei “scaldapanchine” ed essere portatori di un messaggio di speranza e di fiducia per un futuro migliore per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Basta crederci. Sappiamo bene che sono tante le cose che non vanno e che ci sentiamo impotenti, nel nostro piccolo, a porvi rimedio. Ma la forza potremmo averla se riusciremo a trovare la possibilità di stare insieme, di scorgere un punto in comune, una voglia di lasciare alle generazioni future una società migliore, più egalitaria.
Il primo passo potrebbe essere quello di avviare un dialogo costruttivo con i giovani per renderli consapevoli che il passato, per poterci insegnare qualcosa, non è tutto da buttare alle ortiche. Pensiamo alla politica. Allora i vecchi di oggi erano i giovani di allora, pieni di passioni politiche e voglia di crescita e di benessere diffuso. E i frutti non sono mancati ottenendo maggiori diritti, un lavoro garantito e una previdenza e un’assistenza generalista. Poi le cose sono andate progressivamente guastandosi e ora ci troviamo in una fase acuta sul piano esistenziale. La situazione sembra sfuggirci di mano eppure la democrazia ci offre un’opportunità di riscatto anche se si è costretti a dover fare i conti con la disinformazione sempre più martellante e ossessiva sino a disorientarci. Come fare? La risposta può essere semplice e complessa al tempo stesso. Il tutto si basa sull’offerta politica e cosa ci attendiamo da essa in termini pragmatici. Significa, in altri termini, che non basta un voto per farsi ascoltare, poiché il tutto si basa sui numeri e allora che aspettiamo ad unirci e a marciare compatti? Lo slogan sta tutto qui: noi richiamiamo l’attenzione su due diritti: alla vita e al vivere. Che senso può avere se difendiamo il primo e avversiamo il secondo creando un’area di privilegio solo per pochi? (Riccardo Alfonso)

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Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

E’ drammatico il solo pensarlo ma qualche dubbio serpeggia in proposito. E’ quanto leggiamo sull’abbandono scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, ma in massima parte dalle superiori all’università. E’ quanto i media ci informano che vi sono giovani che rinunciano a cercare lavoro, che diventano asociali e preferiscono vivacchiare o scendere in strada solo per menar le mani. Sono, forse, una minoranza ma vi sono. Questo spaccato di una società che non riesce a scuotere i giovani, a difendere i suoi valori e a trasfonderli alle nuove generazioni è una comunità di perdenti. In tutto ciò il mondo degli adulti si carica di una pesante responsabilità. Tagliare i ponti con la speranza, concentrare le luci della ribalta solo sugli idoli dal guadagno facile, costi quel che costi, è senza dubbio un esempio degradante che non porta a nulla di buono. E’ che abbiamo troppo insistito sul valore della vita mettendo in secondo piano quello del diritto a vivere. Due diritti che non possono essere disgiunti. Coloro che vengono al mondo non possono essere imprigionati dalla logica di chi li giudica per il paese in cui sono nati, per l’essere figli di persone non abbienti, per una cultura che premia chi ha e non chi è. Non siamo riusciti a dimostrare che la società per essere amata deve presentarsi con esempi virtuosi, con impegni seri, con un rigoroso rispetto per i propri simili. Bisogna dare un senso ai contenuti: perché si studia, si lavora e si vive in comunità? Diciamolo e ditelo con un’istruzione che ripaga l’impegno, con un lavoro che conferisce dignità a chi lo esercita e che il vivere insieme significa anche porgere la mano al nostro vicino con un sorriso. (Riccardo Alfonso)

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Essere giovani e diventare vecchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

anzianiLa questione giovanile è un tema generazionale che si ripete di continua senza soluzione di continuità. Ero un giovane, anni fa, e mi furono dette, praticamente, le stesse cose e che i miei coetanei ripetono pappagallescamente ai giovani di oggi. Mi chiedo se è mai possibile concepire una politica per i giovani e con i giovani che non si traduca in una farsa. Ma vado ancora più in là. Mi domando se davvero possa esistere questa politica generazionale come l’altra suggestione che si chiama di genere. La verità è che la nostra società è infarcita di falsi, di ipocrisie, di prese in giro. Credo che la faccenda, a questo punto, dovrebbe essere impostata in modo diverso. Prendiamo, ad esempio, la staffetta. Ognuno è incaricato di correre per una frazione dell’intero percorso ingegnandosi di passare il testimone, che attende al punto d’incontro, per proseguire la corsa sino al traguardo finale. Ha forse importanza se tra i concorrenti vi è uno più giovane e, un altro, meno giovane? L’importante è che si più veloci per battere la squadra avversaria. Nella società civile si sta verificando la stessa cosa ad eccezione, forse, della politica. E’ una questione di garretti e di intelligenza. E’ di sapere con pragmatismo cosa vogliamo e cosa possiamo fare per dare alla società l’impronta del nostro tempo. Ogni epoca si presenta con prospettive di cambiamento interessanti ma oggi il processo si sta accelerando e ciò ci impone d’imprimere una maggiore velocità ai mutamenti che vorremmo introdurre, ma dovremmo avere anche la determinazione di porre mano ai cambiamenti senza guardare in faccia agli interessi di parte, alle logiche corporative. Ci siamo mai chiesti la vera ragione perché le riforme che contano non decollano pur discutendone da decenni? Da allora ad oggi sono passate almeno due generazioni di giovani ma sono servite a qualcosa? Probabilmente non avevano né lo sprint del velocista né la resistenza del maratoneta. In altri termini occorre non farsi sedurre dalla logica dei rinvii e pretendere che si faccia subito ciò che si promette. E questo è un aspetto, e chiedo scusa della mia intrusione da “vecchietto” che preme sia ai giovani sia a meno giovani. (Riccardo Alfonso)

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“Costruire un’Europa migliore con i cittadini per le generazioni future”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

norciaNorcia, 4 settembre 2017, ore 18.00 Piazza San Benedetto. Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ed il Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, Tibor Navracsics, terranno a Norcia il dialogo con i cittadini intitolato “Costruire un’Europa migliore con i cittadini per le generazioni future”.
Il Presidente Tajani ed il Commissario Navracsics discuteranno con il pubblico degli aiuti dell’UE per la ricostruzione delle regioni terremotate, del corpo europeo di solidarietà e delle altre iniziative dell’UE per i giovani, delle iniziative programmate nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale e del Libro bianco sul futuro dell’UE.
Scopo dei dialoghi è avvicinare i cittadini alle Istituzioni europee dando loro la possibilità di esprimere la loro opinione sulle politiche dell’UE e di ottenere delle risposte dirette su questioni che toccano la loro quotidianità.
Il dialogo si terrà il 4 settembre 2017 alle ore 18.00 in piazza San Benedetto.
Il dialogo sarà moderato da Gigi Donelli, giornalista di “Radio24”.

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Ajyal Youth Film Festival qatarino

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

ajyal-youth-filmDoha Capitale del Qatar fino al 5 dicembre 2016 quarta edizione dell’Ajyal Youth Film Festival. Promosso e organizzato dal Doha Film Institute, il Festival anche quest’anno riunirà per sei giorni diverse generazioni (‘Ajyal’ in arabo significa appunto “generazioni”) attraverso attività ed eventi pensati per ispirare e stimolare l’interazione creativa tra giovani e appassionati di cinema di tutte le età. Oltre ai film in competizione, suddivisi in tre sezioni e valutati da giovani giurati di età compresa tra gli 8 e i 21 anni, il festival proporrà proiezioni speciali, omaggi tematici, panel interattivi, cinema sotto le stelle, attività per le famiglie e un Hub Creatività. Il filo conduttore su cui si concentra quest’anno l’Ajyal è il cambiamento sociale positivo, con 70 film provenienti da 33 Paesi in cui si trattano temi diversi, dall’emancipazione delle donne alla crisi finanziaria, volti a ispirare e stimolare la riflessione dei giovani su problemi reali e rilevanti che li riguardano a livello globale. Tra le attrazioni di questa edizione il “Geekdom exhibition”: una esperienza senza precedenti per la comunità che, come in una macchina del tempo, potrà riunirsi e rivivere la propria infanzia attraverso giochi, musica, cartoni animati e film.Anche quest’anno il Giffoni Experience ha collaborato attivamente alla realizzazione del Festival qatarino nel cui team creativo è entrato a far parte, in qualità di consulente, il Vicedirettore Manlio Castagna. A Doha sarà inoltre presente, in occasione dell’evento, una qualificata delegazione del team Giffoni Experience composta da Gianvincenzo Nastasi (Coordinatore Dipartimento Produzione), Tony Guarino (International Relations & Programmer), Luca Tesauro (CEO Giffoni Innovation Hub), Jacopo Gubitosi (Strategie aziendali e innovazione), Antonino Muro (team Giffoni Innovazione), Claudia Gottero (Executive Chairman – dPixel), Norma Falivene (Giffoni Multimedia Valley). A loro il compito di portare avanti il prestigioso sodalizio con il Doha Film Institute, con cui è sempre vivo il confronto e il dialogo interculturale, per creare nuove e innovative prospettive di collaborazione.
Al Katara Cultural Village porteranno la loro esperienza anche i giffoners Ilaria, Carlo junior, Alessandra e Maria Vittoria che, accompagnati da Giusy Rago dell’ufficio Giurie del GEX, rappresenteranno la giuria di qualità del GEX tra i giovani giurati dell’Ajyal Youth Film Festival. (foto: Ajyal Youth Film)

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“Trasmettere i valori di generazione in generazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

università europea romaRoma domenica 2 ottobre 2016, alle 17,00, nella sede dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA) in via degli Aldobrandeschi 190 si terrà un incontro, organizzato da “Crescere in Famiglia” su “Trasmettere i valori di generazione in generazione”. Interverrà Guido Traversa, Professore di Filosofia morale all’Università Europea di Roma e coordinatore accademico e docente del Master in consulenza filosofica e antropologia esistenziale dell’APRA.
L’incontro, con ingresso libero, fa parte delle attività della Settimana della Famiglia 2016, promossa dal Forum delle Associazioni Familiari del Lazio insieme al Vicariato, Centro per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Roma.
Nel mondo di oggi sembra sempre più difficile riuscire a comunicare ideali e valori ai giovani. All’educazione della famiglia si aggiungono spesso i tanti messaggi lanciati dai mezzi di comunicazione: televisione, internet, social network, musica, riviste per ragazzi.
I mass media possono essere una risorsa preziosa per i giovani se ben utilizzati. Se, invece, sono utilizzati in modo non corretto, rischiano di diventare “educatori supplenti” e prendono il posto della famiglia.
I genitori, a volte, sono impegnati nel lavoro e non riescono a trascorrere tempo sufficiente con i propri figli. In molti casi sono i nonni a doversi occupare dell’educazione dei nipoti, con la loro saggezza ed esperienza.
In questo clima di difficoltà, il buon esempio dato in famiglia è quello che conta. E’ la strada più importante da percorrere, per cercare di accompagnare i giovani e trasmettere loro i valori fondamentali che sono scritti nel cuore di ogni essere umano: l’amore, la solidarietà, l’amicizia, la cultura dell’incontro, del dialogo e dell’accoglienza degli altri, come pure la sincerità, la fortezza, l’equilibrio che si possono sviluppare per farli crescere più forti e consapevoli. (cfr. il libro “Tieni la rotta”, Strumenti per educare i figli ai valori, di Pilar Varela e Lourdes Santos, Effatà Editore per Crescere in Famiglia)
L’obiettivo dell’incontro è suscitare dibattito, proporre spunti di riflessione e offrire strumenti concreti da riportare nelle proprie realtà. Di questo si parlerà nell’incontro organizzato da “Crescere in Famiglia”, in un’atmosfera amichevole da “caffè in famiglia”, con nonni, genitori e figli.

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Mostra fotografica “Auschwitz dopo Auschwitz”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

Auschwitz I concentration camp

Image via Wikipedia

Torino Sarà inaugurata domani, martedì 24 gennaio, presso l’aula del Consiglio Provinciale (in piazza Castello 205). La mostra sarà visitabile sino a venerdì 3 febbraio, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14, il martedì e giovedì dalle 9 alle 18. Inoltre la Provincia patrocina e sostiene le iniziative programmate in numerosi Comuni del territorio e la mostra “Qui non ci sono bambini – Infanzia e deportazione. I disegno di Thomas Geve”, che sarà inaugurata giovedì 26 gennaio alle 18 al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, in corso Valdocco 4/A a Torino, rimanendo aperta al pubblico sino al 13 maggio. All’allestimento della mostra ha dato il suo sostegno il Comitato provinciale per la valorizzazione degli ideali della Resistenza, dei principi della Costituzione repubblicana, della pace, della solidarietà dei diritti umani e della libertà. Mercoledì 25 alle 18 al Cinema Nazionale di via Pomba, sarà inoltre proiettato il film “Thomas Geve. Nient’altro che la vita”, di Wilhelm Rösing, evento anche questo patrocinato dalla Provincia. “Le iniziative del Giorno della Memoria intendono sensibilizzare le giovani generazioni sulla necessità che mai abbiano a ripetersi gli orrori del nazismo, dell’antisemitismo e della Shoà. – sottolineano il Presidente della Provincia Antonio Saitta ed il Presidente del Consiglio Provinciale Sergio Bisacca – E’ un’occasione importante per una riflessione da parte delle giovani generazioni sui pericoli che, ancora oggi, incombono sulle nostre società democratiche. Razzismo, antisemitismo, xenofobia, paura e odio verso gli immigrati sono incubi che, da un momento all’altro, possono tornare a generare mostruosità come quelle che l’Europa dovette sopportare durante la Seconda Guerra Mondiale. L’esempio delle pulizie etniche durante la guerra nella ex Jugoslavia è troppo vicino per consentirci di abbassare la guardia”.

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Giovani oggi e lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Parma Sala Baganza 17 giugno 2011 – Ore 21.00 Centro Feste Forum tra giovani e meno giovani su Cultura del lavoro: come sta cambiando e come sfida le nuove generazioni ad una diversa elaborazione. Con il contributo di vecchi e nuovi lavoratori e di: Angela Calo’ – Segretaria Confederale Cisl Matteo Galloni – Responsabile Gruppo Giovani Cgil Parma Paolo Graziano – Docente Associato Bocconi Lorenzo Pietralunga – Giornalista La Sera Di Parma

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Nuovo patto tra generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Roma – Italia 2 giugno 2011 <<Occorre cogliere l’occasione di questa giornata affinché l’intero Paese si riconosca in un insieme di valori e principi comuni, che rappresentano la base di un sentimento di appartenenza collettiva. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di ricordare le proprie radici>>. Ad affermalo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme in occasione della Festa della Repubblica. <<Serve trasmettere ai giovani – continua Lentino – quella necessità di Unità Nazionale che purtroppo negli ultimi tempi è mancata. Oggi occorre rifondare un patto tra generazioni per ridare slancio al nostro Paese e per salvaguardare quanto in passato sia stato conquistato, in tema di diritti, da parte dei cittadini>>. <<Dobbiamo fare in modo – conclude il segretario di Giovani Insieme – che l’Italia ritorni a credere nei suoi giovani e che quest’ultimi ritornino a credere nel loro Paese>>.

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Una nuova frontiera per la farmacologia?

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

In altri termini dopo aver avuto generazioni di persone che hanno associato il loro star bene ad una pilloletta, ad una cialda, ad un liquido iniettato in endovena, intramuscolo, ad una flebo, possiamo immaginare questi stessi soggetti o i loro figli e nipoti buttare alle ortiche tutte queste metodiche e convincersi che la salute possa passare da un’altra strada? Lo possono fare, ad esempio, evitando minori ansietà, nello stabilire un ciclo alimentare virtuoso, nel fare lunghe passeggiate, nel rendere le metropoli più vivibili, nel garantire un’aria salubre, nel lavorare di meno e fare più sport ecc.? D’altra parte la medicina dei nostri antenati era sovente più fatta di erbe mediche e di un uso più sapiente dei prodotti alimentari che di derivati da processi chimici da laboratorio. Oggi si usa e si abusa di un farmaco. Le malattie esantematiche sono prevenute con i vaccini. Appena la febbre sale un esercito di pillole sono pronte a debellarla. Un dolore reumatico o un’artrosi si blocca con il cortisone e via di questo passo. Si dice che le società farmaceutiche hanno tutto l’interesse ad avere una popolazione di malati cronici per vendere i loro “salva vita”. Ma se è vero non dovremmo scandalizzarci più di tanto. D’altra parte tutto il sistema economico è fondato sulla logica delle produzioni e dei consumi. Vi sono, tuttavia, dei beni primari considerati tali in quanto il loro uso è fondamentale per l’esistenza umana come l’acqua, il cibo, l’aria che respiriamo, un tetto dove ripararsi dalle intemperie, una scuola dove istruirci. E le medicine diventano anch’esse primarie per tenerci in salute ma con una sola differenza ed è che non lo è più la natura a darceli direttamente ma li facciamo passare dai laboratori e dai loro alambicchi, modifichiamo, a volte le loro molecole e finiamo con il procurare effetti collaterali indesiderati ed è logico presumere che i loro “difetti” diventino una manna dal cielo per le società farmaceutiche in quanto permettono loro di fabbricare altre medicine di contrasto. Oggi se si va dal medico e riscontra un qualcosa che non va nella nostra salute è pronto ad prescriverci una serie di medicine, esami clinici, visite specialistiche ecc, Non pensa ai prodotti omeopatici, alla fitoterapia, ad una intelligente dieta alimentare, ad una diagnosi più personale e meno strumentale. E il paziente, a sua volta, se non riceve la sua buona dose di medicine non si sente sicuro. Il tutto diventa un circolo vizioso che prima o poi deve essere spezzato per evitare che la nostra società si trasformi in una società di farmaco dipendenti. E’ tempo, oramai di pensarci seriamente e di agire di conseguenza prima che il nostro destino diventi quello del malato cronico a vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Noi e le prossime generazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Tocchiamo con mano gli effetti della globalizzazione che l’Occidente, pilotato dal criminale Bush, ha imposto al pianeta. Purtroppo si tratta di globalizzazione nucleare, alla quale non è possibile opporsi essendo stata scatenata una reazione irreversibile e incontrollabile. Quando si esaurirà la carica di potenza che sta dilagando in Giappone…? Nessuno sa indicarlo, neanche per approssimazione. I più ottimisti sperano nell’intervento della Natura, con piogge torrenziali in grado di neutralizzare il calore generato dalla reazione e catena, ignorando che proprio la pioggia e i venti favoriranno la dilatazione della contaminazione atomica. Gli interessi privati hanno surclassato gli interessi pubblici, e questo è il risultato; le lobby giapponesi dell’energia hanno mentito anche al governo, nascondendo i reali pericoli  cui si andava incontro, e così sono stati allentati i costosi controlli per migliorare la redditività economica degli impianti. Lascio solo immaginare cosa sarebbe accaduto in questa Italia corrotta. Ora i sondaggi hanno costretto questo governicchio a fare retromarcia circa le precedenti affermazioni, ma non certo per convinzione, bensì per la costatazione della volontà popolare che avrebbe penalizzato i fautori del nucleare, sancendo una sconfitta storica e definitiva. Anche l’inutile Prestigiacomo, la prima a rilanciare la volontà del governo di “!andare avanti”, ha dovuto mordersi la lingua, rischiando di intossicarsi. Ora il mondo intero è in balia degli eventi, non sapendo come neutralizzare quelle forze della natura che ha scatenato per carpirne i benefici immediati. Non esistono distanze di sicurezza, anche perché la carica nucleare è così intensa che anche a diluirsi percorrendo grandi distanze, rimane mortale, se non nell’immediato presente, nelle conseguenze dell’immediato futuro. Nessuno ha voluto guardare alle prossime generazioni, alle quali stiamo lasciando un pianeta mortale, ispirati tutti dalla ben nota e amara battuta  di Woody Allen: “Perché mai dobbiamo pensare alle prossime generazioni? Cos’hanno fatto le prossime generazioni per noi, per meritarlo?”(Rosario Amico Roxas)

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Giovani e mass media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Roma 20 marzo 2011, alle 17.00, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà un incontro organizzato da “Crescere in Famiglia” sul tema dei rapporti tra i giovani e i mezzi di comunicazione: giornali, televisioni, radio, Internet, social network, musica, cinema, fumetti, cartoni animati… Sono tanti i messaggi che i ragazzi ricevono, oggi, dai mass media. Come aiutare le nuove generazioni ad orientarsi in questo mondo? Ne parleranno lo psicologo Ettore De Monte e il giornalista Carlo Climati nel seminario “Mezzi di comunicazione: una strada da percorrere insieme”. L’iniziativa fa parte del ciclo di incontri “Il mondo degli adolescenti: comunicare per essere liberi”, aperti contemporaneamente a giovani e adulti su temi che sono spesso vissuti in maniera conflittuale. La finalità è quella di proporre alle due diverse generazioni un tema sul quale confrontarsi, partendo, però, da una base formativa comune. L’intento è di offrire alcune chiavi di lettura per interpretare i reciproci messaggi sul modo di vivere ciascuna tematica, al fine di facilitare la comunicazione e la comprensione dei rispettivi atteggiamenti, utilizzando un linguaggio costruttivo e propositivo. E’ anche un modo per vivere, insieme, una domenica diversa e una bella esperienza di formazione che potrà coinvolgere l’intera famiglia. Una speciale attenzione è rivolta alle “domande mai fatte”, quelle che i giovani hanno più difficoltà a porre. Gli adolescenti che desiderano porre domande ai relatori possono dialogare apertamente con loro durante l’incontro. Oppure, nei giorni precedenti, possono inviare le loro domande in forma anonima, via e-mail o tramite i referenti di “Crescere in Famiglia” che sono presenti in alcune scuole o associazioni. In questo modo i giovani potranno togliersi alcuni dubbi ed iniziare a creare un dialogo anche su quei temi che comportano più difficoltà ad esprimersi.Gli altri incontri del ciclo sono: “La nostra alimentazione. Da problema a risorsa” (si è tenuto il 6 marzo 2011) e “Emozioni e sentimenti: la bellezza dell’adolescenza” (sarà il 3 aprile 2011).

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“Meraviglia Italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Sanremo – Il Forum Nazionale dei Giovani promuove il progetto “Meraviglia Italiana”, nell’ambito delle iniziative che sono in programmazione per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con il patrocinio della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro della Gioventù e del Ministro del Turismo. Attraverso tale proposta il Forum Nazionale dei Giovani, che è l’unica organizzazione rappresentativa delle giovani generazioni italiane (con 75 organizzazioni al suo interno, per una rappresentanza di circa 4 milioni di giovani), intende favorire la nascita di un importante percorso culturale e turistico. È stata infatti avviata una selezione per individuare le 1.000 meraviglie italiane, scelte tra i siti paesaggistici e culturali, le manifestazioni della tradizione popolare ed i beni culturali.  Una selezione che, attraverso l’impegno di una giovane giuria, porterà al conferimento del bollino “Meraviglia Italiana”, con il conseguente inserimento nel portale “meravigliaitaliana.it” attualmente in fase di realizzazione, ed alla promozione del “Meraviglia Italiana Tour”, un tour itinerante che toccherà nei mesi centrali di quest’anno tutte le regioni italiane. <<Il Festival della Canzone Italiana – ha dichiarato Carmelo Lentino, Consigliere del Forum Nazionale dei Giovani delegato alla Cultura e Turismo – promuove la cultura italiana in tutto il mondo, ed è per questo che riteniamo che questa manifestazione rappresenti il momento migliore per presentare il progetto “Meraviglia Italiana” al grande pubblico. Il tour che realizzeremo – prosegue – sarà un’occasione per valorizzare tutti gli aspetti culturali che il nostro bel Paese ci offre, ed è anche per questo che abbiamo deciso di legarlo alla musica e all’arte, auspicando che i giovani artisti che in queste serate si esibiscono all’Ariston accettino di entrare a far parte di questa carovana>>.

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Mostra: Memoria variabile

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2011

Milano 3 marzo 2011 dalle ore 18.30 Galleria Milano Via Manin  13 – Via Turati 14 (Periodo espositivo: da venerdì 4 marzo a sabato 9 aprile 2011 Orari di apertura: da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00) Progetto di Gigliola Foschi a cura di Gigliola Foschi e Carla Pellegrini
Le opere presenti in questa esposizione testimoniano come l’attenzione dell’arte recente per il tempo e la memoria sia un fenomeno sempre più significativo e diffuso a livello internazionale.  E al contempo evidenziano come la produzione artistica delle ultime generazioni, in cui è centrale il recupero di documenti d’archivio, trovi le proprie premesse nelle opere di alcuni autori che anagraficamente potrebbero esserne i padri, se non – in qualche caso – addirittura i nonni.
Il loro operare anacronistico, sempre con lo sguardo rivolto all’indietro, non è  mai un gratuito gioco con la storia personale o collettiva.  Essi sono consapevoli che il passato è laggiù, sprofondato in un tempo remoto, e che per farlo rivivere debba essere rivisitato, ripensato, rigiocato, scompaginato. Paradossalmente anacronistiche e inattuali, tali opere partono da tracce del passato per far incontrare il “già avvenuto” con l’“adesso”. Producono esperienze aperte che turbano la nostra percezione in un gioco incessante di piccole alterazioni e cancellature, aggiunte o spostamenti che stimolano l’osservatore a entrare nell’intimità delle opere e a creare nuove narrazioni, immerse in un tempo complesso, né attuale, né davvero inattuale.  Queste opere insomma, pur nella loro ricca diversità progettuale e poetica, s’impegnano a “riunire il prima, il durante e il dopo”, come auspicava Marcel Duchamp.
La mostra presenta lavori video, fotografie e installazioni dei seguenti autori:  Vincenzo Agnetti, Gianfranco Baruchello, Maggie Cardelús, Martina Della Valle, Rä di Martino, Laurent Fiévet, Meri Gorni, Paolo Inverni, Vladimir Kupriyanov, Lena Liv, Fabio Mauri, Marcelo Moscheta, Davide Mosconi, Daniel Pitín, Catherine Poncin, Kurt Ralske, Moira Ricci, Sylvie Romieu, Eric Rondepierre, Indre Serpytyte, Mirko Smerdel, Aldo Tagliaferro, Dubravka Vidovic, Ciro Vitale, Roger Welch.  Il titolo della mostra è un omaggio all’opera di Aldo Tagliaferro “Memoria variabile” 1973.

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Capire e raccontare la Chiesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Roma 9 febbraio 2011, ore 18.00 Libreria Paoline Multimedia – Via del Mascherino, 94.  In collaborazione con Rai Vaticano e la Libreria Paoline Multimedia, sarà presentato il libro La Chiesa di carta. I vaticanisti raccontano, di Rodolfo Lorenzoni e Ferdinando Tarsitani, pubblicato dalle Paoline con la Presentazione di Joaquin Navarro-Valls Il libro raccoglie le molte e variegate esperienze di giornalisti vaticanisti della televisione, delle agenzie e della carta stampata. Dai veterani alle nuove generazioni. Un lungo passo che racconta come si è trasformata la Chiesa in questi anni: il rapporto con i media, l’impronta data da Giovanni Paolo II e il pontificato di Benedetto XVI.  Attraverso il raccontarsi dei vaticanisti è possibile capire quanto e come sia cambiata la comunica-zione dentro e fuori la Chiesa.  Interverranno al dibattito:  Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo religioso della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo di Terni; Marco Simeon, Direttore delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai-Radiotelevisione Italiana, Responsabile di Rai Vaticano; Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della sera: Moderatore: Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1.

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Conosci Dio? No, ma ho sentito parlarne

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Potremmo dire che Dio è, in effetti, la vera eminenza grigia. Tutti, o quasi, dicono che esiste. Un sofista direbbe che anche gli atei negandolo ne riconoscono la presenza. Ma ad avere un contatto diretto con lui è altra cosa. Ne parla Abramo e dobbiamo credergli. Possiamo immaginarlo ma non ne conosciamo le fattezze. Ha un attributo non da poco: vive nel presente che non ha passato e futuro. E come tale conosce già come e dove moriremo, se avremo dei figli e se costoro diventeranno, a loro volta, padri e madri e così via per migliaia di generazioni. Oggi la scienza moderna ci dice che se viaggiassimo alla velocità della luce anche noi fermeremmo il tempo. Dovremmo convenire, a questo punto, che sia al cospetto di un Dio tecnologico con un livello di conoscenza molto più evoluto del nostro. Se è così è sua la volontà di trasferirci nel regno dove esiste un tempo per vivere ed uno per morire. Il fine potrebbe essere più banale di quanto noi possiamo immaginare: ci permette di recitare una parte sul grande palcoscenico del mondo. E lui sta lì a guardarci mentre piangiamo e sorridiamo, soffriamo e facciamo soffrire, moriamo di fame e di sete mentre altri crepano per il troppo mangiare. E la morte come la vita diventano solo il tempo di cambiare casacca e ripresentarci sulla scena con altri vesti e con gli altri personaggi del copione. Scrive il filosofo cattolico Luigi Bagliolo: “Per causa del nostro imperfetto conoscere siamo costretti a complicare Dio che è assolutamente semplice, a frantumare in una infinità di concetti Colui che è assolutamente uno e identico, di una identità assoluta e purissima, ma nello stesso tempo ricchissima perché donatrice dell’identità di ogni cosa.” Pare che l’unico modo per diventare un grande attore o un cantante dall’ugola d’oro sia di recitare la parte di chi ama profondamente i propri simili. Di chi è pronto a sacrificare la vita per amore. E’ un modo che ci fa trascendere la nostra limitata soggettività dilatandola all’infinito. In pratica ci conquistiamo il posto tra chi viaggia alla velocità della luce uscendo di scena per affrontare altre imprese. Ritorniamo, semplicemente, al padre, ne ricomponiamo la sua immagine. Ecco il destino dell’essere umano, della terra, dell’universo che ci circonda e ci compenetra. (Riccardo Alfonso dal saggio “La conoscenza e la comunicazione”, Edizioni fidest)

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Regard alla guida dell’Ugei

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

«Rivolgo le miei più sentite congratulazioni a Daniele Massimo Regard per il prestigioso incarico che da oggi lo vede alla guida del Consiglio Direttivo dell’Unione giovani ebrei d’Italia.
In un momento come questo in cui episodi di cristianofobia, antisemitismo e islamofobia occupano le cronache delle pagine mondiali, è importante far ripartite il dialogo interreligioso proprio dai giovani, che sono il nostro futuro. La comunità ebraica rappresenta per l’Italia e per Roma una ricchezza da preservare e trasmettere alle nuove generazioni e siamo orgogliosi che da oggi i giovani ebrei italiani saranno rappresentati da un romano». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Teatro: “Piazza d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Roma 7 dicembre al Teatro India Via Luigi Pierantoni, 6 debutta “Piazza d’Italia” dal romanzo di Antonio Tabucchi per la regia di Marco Baliani. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Roma, si inserisce nel progetto “Fratelli di Storia” un articolato programma di appuntamenti dedicati al centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia  Un percorso teatrale importante per riflettere sulle nostre identità, sul percorso che ci ha portati fin qui, sulla memoria, sulle tappe, le date, le persone e i fatti che hanno permesso di essere l’Italia. Piazza d’Italia, il romanzo di Antonio Tabucchi, è il racconto di un’epopea famigliare attraverso le storie di tre generazioni di ribelli, che a loro volta si intrecciano con quelle degli altri abitanti del borgo toscano dove il tempo del romanzo si svolge, si percorre un arco storico di cento anni. Si passa così dallo sbarco dei mille alla prima grande guerra, al fascismo, all’arrivo dei nazisti che bruciano il paese, fino alla lotta di liberazione e agli anni sessanta della ricostruzione e della contestazione. La grande Storia fa da sfondo all’intreccio di piccole storie molto potenti, dense di accadimenti, di conflitti, di esperienze e umanità e che proprio per questo riescono con più forza a raffigurare lo scenario del tempo storico e del suo svolgersi. La sua ineluttabilità, nella vita minuta di Garibaldi, di Gavure o di Don Milvio, acquista la forma epica del Destino, insinua la possibilità che la Storia grande possa sempre scompaginarsi, per un gesto di rivolta, per un sogno, per un crocicchio inaspettato. Sono proprio queste storie e i personaggi che le veicolano a illuminare, riverberare e in parte riuscire a far comprendere sotto una luce nuova il tragitto accidentato del nostro paese dall’Unità d’Italia fino alla soglia degli anni sessanta. Il linguaggio con cui le narrazioni si dipanano ha la semplicità del sogno, le vicende si muovono in una leggerezza onirica dove un’antica antropologia fatta di oroscopi, e credenze governa il vivente con assai più imperio che non la pretesa razionalità del potere.   La scrittura di Tabucchi è visionaria, densa di immagini, di gesti e parole memorabili, di narrazioni e dialoghi improvvisi che aprono squarci commoventi e indimenticabili. Ho cercato di conservare nello spettacolo la coralità epica della scrittura di Tabucchi, proseguendo una ricerca di drammaturgia narrativa che caratterizza da anni il mio percorso. Ho tessuto l’arazzo di un albero genealogico, in un passaggio di testimone da padre in figlio, dentro un contenitore di racconti che si succedono nel tentativo di misurarsi con l’unica esperienza che giustifica la necessità del raccontare, il morire.
Lo spettacolo “Piazza d’Italia” si inserisce nell’ambito del progetto del Teatro di Roma  “Fratelli di Storia”, un variegato programma di incontri, visite guidate e spettacoli a cura di Marco Baliani, dedicati al centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia. Piazza d’Italia è lo spettacolo che conclude questo felice progetto che ha riscontrato moltissimo successo, infatti,  la messinscena che lo ha preceduto (sempre al Teatro India) La Repubblica di un solo giorno di Marco Baliani e Ugo Riccarelli, ha registrato nell’ultima settimana il tutto esaurito.

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Gianni Rodari e la freccia azzurra

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Torino, 1 – 12 dicembre (Unione Culturale Antonicelli, Via Cesare Battiti 4B)  L’inaugurazione della mostra alle ore 17.30 Interverranno: Alessandro Gaido (Presidente dell’Associazione Piemonte Movie), Maria Fares (Produttore esecutivo di Lanterna magica) e Maria Luisa Cosso (Presidente della Fondazione Cosso). Il tema del ritorno alla fantasia, come una delle principali chiavi educative per le nuove e le vecchie generazioni, viene proposto nella mostra “Gianni Rodari e La Freccia azzurra” con l’esposizione delle scenografie originali del film La freccia azzurra (1996, animazione, 90’) di Enzo D’Alò, tratto dall’omonimo racconto di Gianni Rodari e prodotto da Lanterna magica. Con questa mostra, l’Associazione Piemonte Movie di Moncalieri e la Fondazione Cosso di Pinerolo proseguono l’iniziativa “Gianni Rodari, per un ritorno alla fantasia”, percorso di laboratori didattici avviato all’inizio del 2010 e che vedrà la sua conclusione a primavera 2011, in occasione dei 90 anni dalla nascita ed i 30 dalla scomparsa dello scrittore piemontese.
Grazie alla sensibilità  di Lanterna magica, casa di produzione torinese specializzata in animazione, al contributo dell’Archivio di Stato di Torino, che conserva e mette a disposizione del pubblico queste opere d’arte, e alla collaborazione del Coordinamento Genitori Democratici, attivo promotore della pedagogia rodariana ed ente che lo stesso autore contribuì a fondare, il pubblico potrà ammirare, per la prima volta, circa un centinaio di disegni, bozzetti e studi preparatori di uno dei capolavori italiani della cinematografia per l’infanzia che ha ottenuto grande successo nei maggiori paesi europei e negli Stati Uniti.
L’allestimento della mostra, a cura di Federica Zancato e Letizia Caspani, illustra le diverse fasi di creazione di un film di animazione: scenografie, layout e brevi sequenze di animazione dei personaggi originali del film, che hanno come filo conduttore le parole di Gianni Rodari, una guida al visitatore attraverso un viaggio fantastico per conoscere il mondo della Freccia azzurra.

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