Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘generazioni’

Conosci Dio? No, ma ho sentito parlarne

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Potremmo dire che Dio è, in effetti, la vera eminenza grigia. Tutti, o quasi, dicono che esiste. Un sofista direbbe che anche gli atei negandolo ne riconoscono la presenza. Ma ad avere un contatto diretto con lui è altra cosa. Ne parla Abramo e dobbiamo credergli. Possiamo immaginarlo ma non ne conosciamo le fattezze. Ha un attributo non da poco: vive nel presente che non ha passato e futuro. E come tale conosce già come e dove moriremo, se avremo dei figli e se costoro diventeranno, a loro volta, padri e madri e così via per migliaia di generazioni. Oggi la scienza moderna ci dice che se viaggiassimo alla velocità della luce anche noi fermeremmo il tempo. Dovremmo convenire, a questo punto, che sia al cospetto di un Dio tecnologico con un livello di conoscenza molto più evoluto del nostro. Se è così è sua la volontà di trasferirci nel regno dove esiste un tempo per vivere ed uno per morire. Il fine potrebbe essere più banale di quanto noi possiamo immaginare: ci permette di recitare una parte sul grande palcoscenico del mondo. E lui sta lì a guardarci mentre piangiamo e sorridiamo, soffriamo e facciamo soffrire, moriamo di fame e di sete mentre altri crepano per il troppo mangiare. E la morte come la vita diventano solo il tempo di cambiare casacca e ripresentarci sulla scena con altri vesti e con gli altri personaggi del copione. Scrive il filosofo cattolico Luigi Bagliolo: “Per causa del nostro imperfetto conoscere siamo costretti a complicare Dio che è assolutamente semplice, a frantumare in una infinità di concetti Colui che è assolutamente uno e identico, di una identità assoluta e purissima, ma nello stesso tempo ricchissima perché donatrice dell’identità di ogni cosa.” Pare che l’unico modo per diventare un grande attore o un cantante dall’ugola d’oro sia di recitare la parte di chi ama profondamente i propri simili. Di chi è pronto a sacrificare la vita per amore. E’ un modo che ci fa trascendere la nostra limitata soggettività dilatandola all’infinito. In pratica ci conquistiamo il posto tra chi viaggia alla velocità della luce uscendo di scena per affrontare altre imprese. Ritorniamo, semplicemente, al padre, ne ricomponiamo la sua immagine. Ecco il destino dell’essere umano, della terra, dell’universo che ci circonda e ci compenetra. (Riccardo Alfonso dal saggio “La conoscenza e la comunicazione”, Edizioni fidest)

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Regard alla guida dell’Ugei

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

«Rivolgo le miei più sentite congratulazioni a Daniele Massimo Regard per il prestigioso incarico che da oggi lo vede alla guida del Consiglio Direttivo dell’Unione giovani ebrei d’Italia.
In un momento come questo in cui episodi di cristianofobia, antisemitismo e islamofobia occupano le cronache delle pagine mondiali, è importante far ripartite il dialogo interreligioso proprio dai giovani, che sono il nostro futuro. La comunità ebraica rappresenta per l’Italia e per Roma una ricchezza da preservare e trasmettere alle nuove generazioni e siamo orgogliosi che da oggi i giovani ebrei italiani saranno rappresentati da un romano». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Teatro: “Piazza d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Roma 7 dicembre al Teatro India Via Luigi Pierantoni, 6 debutta “Piazza d’Italia” dal romanzo di Antonio Tabucchi per la regia di Marco Baliani. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Roma, si inserisce nel progetto “Fratelli di Storia” un articolato programma di appuntamenti dedicati al centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia  Un percorso teatrale importante per riflettere sulle nostre identità, sul percorso che ci ha portati fin qui, sulla memoria, sulle tappe, le date, le persone e i fatti che hanno permesso di essere l’Italia. Piazza d’Italia, il romanzo di Antonio Tabucchi, è il racconto di un’epopea famigliare attraverso le storie di tre generazioni di ribelli, che a loro volta si intrecciano con quelle degli altri abitanti del borgo toscano dove il tempo del romanzo si svolge, si percorre un arco storico di cento anni. Si passa così dallo sbarco dei mille alla prima grande guerra, al fascismo, all’arrivo dei nazisti che bruciano il paese, fino alla lotta di liberazione e agli anni sessanta della ricostruzione e della contestazione. La grande Storia fa da sfondo all’intreccio di piccole storie molto potenti, dense di accadimenti, di conflitti, di esperienze e umanità e che proprio per questo riescono con più forza a raffigurare lo scenario del tempo storico e del suo svolgersi. La sua ineluttabilità, nella vita minuta di Garibaldi, di Gavure o di Don Milvio, acquista la forma epica del Destino, insinua la possibilità che la Storia grande possa sempre scompaginarsi, per un gesto di rivolta, per un sogno, per un crocicchio inaspettato. Sono proprio queste storie e i personaggi che le veicolano a illuminare, riverberare e in parte riuscire a far comprendere sotto una luce nuova il tragitto accidentato del nostro paese dall’Unità d’Italia fino alla soglia degli anni sessanta. Il linguaggio con cui le narrazioni si dipanano ha la semplicità del sogno, le vicende si muovono in una leggerezza onirica dove un’antica antropologia fatta di oroscopi, e credenze governa il vivente con assai più imperio che non la pretesa razionalità del potere.   La scrittura di Tabucchi è visionaria, densa di immagini, di gesti e parole memorabili, di narrazioni e dialoghi improvvisi che aprono squarci commoventi e indimenticabili. Ho cercato di conservare nello spettacolo la coralità epica della scrittura di Tabucchi, proseguendo una ricerca di drammaturgia narrativa che caratterizza da anni il mio percorso. Ho tessuto l’arazzo di un albero genealogico, in un passaggio di testimone da padre in figlio, dentro un contenitore di racconti che si succedono nel tentativo di misurarsi con l’unica esperienza che giustifica la necessità del raccontare, il morire.
Lo spettacolo “Piazza d’Italia” si inserisce nell’ambito del progetto del Teatro di Roma  “Fratelli di Storia”, un variegato programma di incontri, visite guidate e spettacoli a cura di Marco Baliani, dedicati al centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia. Piazza d’Italia è lo spettacolo che conclude questo felice progetto che ha riscontrato moltissimo successo, infatti,  la messinscena che lo ha preceduto (sempre al Teatro India) La Repubblica di un solo giorno di Marco Baliani e Ugo Riccarelli, ha registrato nell’ultima settimana il tutto esaurito.

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Gianni Rodari e la freccia azzurra

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Torino, 1 – 12 dicembre (Unione Culturale Antonicelli, Via Cesare Battiti 4B)  L’inaugurazione della mostra alle ore 17.30 Interverranno: Alessandro Gaido (Presidente dell’Associazione Piemonte Movie), Maria Fares (Produttore esecutivo di Lanterna magica) e Maria Luisa Cosso (Presidente della Fondazione Cosso). Il tema del ritorno alla fantasia, come una delle principali chiavi educative per le nuove e le vecchie generazioni, viene proposto nella mostra “Gianni Rodari e La Freccia azzurra” con l’esposizione delle scenografie originali del film La freccia azzurra (1996, animazione, 90’) di Enzo D’Alò, tratto dall’omonimo racconto di Gianni Rodari e prodotto da Lanterna magica. Con questa mostra, l’Associazione Piemonte Movie di Moncalieri e la Fondazione Cosso di Pinerolo proseguono l’iniziativa “Gianni Rodari, per un ritorno alla fantasia”, percorso di laboratori didattici avviato all’inizio del 2010 e che vedrà la sua conclusione a primavera 2011, in occasione dei 90 anni dalla nascita ed i 30 dalla scomparsa dello scrittore piemontese.
Grazie alla sensibilità  di Lanterna magica, casa di produzione torinese specializzata in animazione, al contributo dell’Archivio di Stato di Torino, che conserva e mette a disposizione del pubblico queste opere d’arte, e alla collaborazione del Coordinamento Genitori Democratici, attivo promotore della pedagogia rodariana ed ente che lo stesso autore contribuì a fondare, il pubblico potrà ammirare, per la prima volta, circa un centinaio di disegni, bozzetti e studi preparatori di uno dei capolavori italiani della cinematografia per l’infanzia che ha ottenuto grande successo nei maggiori paesi europei e negli Stati Uniti.
L’allestimento della mostra, a cura di Federica Zancato e Letizia Caspani, illustra le diverse fasi di creazione di un film di animazione: scenografie, layout e brevi sequenze di animazione dei personaggi originali del film, che hanno come filo conduttore le parole di Gianni Rodari, una guida al visitatore attraverso un viaggio fantastico per conoscere il mondo della Freccia azzurra.

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La Meloni e le misure giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Un plauso al min. Meloni per l’impegno e l’audacia di portare avanti misure in sostegno dei giovani – è quanto dichiara Luciano Cavaliere Dirigente Nazionale Giovane Italia. E’ una bella risposta a chi lamenta scarsa attenzione alle politiche giovanili. A differenza di chi in passato non faceva altro che proporre la legalizzazioni di droghe e alimentare assistenzialismo e precariato il centro destra, quello vero, pensa alle nuove generazioni con misure su casa, lavoro, impresa e valorizzazione dei talenti.Chi parla di spot elettorale deve vergognarsi.

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Mostra “Gioventù Ribelle”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Roma 3 novembre 2010 alle ore 11.00 Complesso del Vittoriano Sala Zanardelli Ingresso Ara Coeli alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana.
La mostra “Gioventù Ribelle. L’Italia del Risorgimento” ospitata al Complesso del Vittoriano dal 4 novembre al 18 dicembre 2010 intende mostrare come le idee e le gesta di alcuni giovani protagonisti del nostro Risorgimento – da Goffredo Mameli a Luciano Manara, da Ippolito Nievo a Nino Bixio – riescano a parlare ancora oggi alle nuove generazioni combinando l’uso di nuove tecnologie, interazioni video, filmati, con cimeli originali, quadri, incisioni, e vere e proprie “reliquie” laiche.  La conferenza di inaugurazione della mostra sarà l’occasione per presentare al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ai mezzi di informazione e all’opinione pubblica, l’intero programma del Ministero della Gioventù, denominato “Gioventù ribelle”, un tributo alla generazione che 150 anni fa si fece levatrice del sogno di unità nazionale. Il progetto si snoda attraverso molteplici iniziative lungo tutto il 2011 e l’intero territorio italiano, ed è realizzato per coinvolgere i giovani di oggi in un viaggio appassionante nella memoria ma anche ricco di suggestioni per valorizzare il proprio presente.
La mostra, promossa dal Ministero della Gioventù, è realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità tecnica di Missione per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Museo Centrale del Risorgimento e si avvale del patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione. L’esposizione, curata da Marco Pizzo con la collaborazione di Emanuele Martinez, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando. L’ingresso è consentito fino alle ore 10.45

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Giovanni Paolo II e lo sport britannico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

«Auguro alla neonata Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport britannica, benedetta a Londra da Papa Ratzinger, e al suo presidente il professor Simon Lee, di “portare molto frutto” nella loro opera di educazione ed evangelizzazione delle giovani generazioni attraverso lo sport».
La Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, che collabora con la Sezione “Chiesa e Sport” del Pontificio consiglio per i Laici e con l’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana, attraverso il suo presidente Edio Costantini, saluta con interesse la nascita della sua omonima britannica che, Papa Benedetto XVI, durante il Suo viaggio apostolico in Gran Bretagna, ha inaugurato insieme al nuovo “Campo di addestramento sportivo” del St. Mary’s University College di Twickenham.
La prima tappa di questa collaborazione si concretizzerà nel mese di gennaio del 2011. La Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport italiana insieme a quella inglese, in collaborazione con la Sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici (Santa Sede) e la Catholic Bishops’ Conference of England and Wales, convocheranno a Roma, i “vertici internazionali e nazionali“ del Comitato Olimpico, dello sport professionistico, associativo cattolico, dilettantistico e dello sport per tutti, riuniti per un grande convegno sul tema: “Verso Londra 2012: i valori fondativi dello sport”.

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A Rimini Gold Age, incontri di generazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

(Centro Maderna) Rimini dal 15 al 18 ottobre l’edizione 2010 di Gold Age, forum nazionale degli Over50. E’ giunto ormai al suo decimo anno e organizzato da 50&Più Fenacom, l’associazione che dal 1974, anno della sua fondazione, è impegnata, sia agendo come interlocutrice con gli organi istituzionali che offrendo ai propri associati (oggi più di 330.000) convenzioni e servizi di vario tipo, a promuovere la figura dell’anziano come risorsa ancora in grado di contribuire efficacemente al benessere e allo sviluppo sociale. L’evento di Rimini vuole essere un momento di incontro dove istituzioni, enti, operatori ed aziende che operano nel settore della terza età si confronteranno sulle tematiche e le problematiche più attuali. In questa ottica il forum includerà la presentazione del rapporto Essere Anziano 2010, nonché tavole rotonde tra cui “Anziani e mass media” e “Vita buona, mondo tecnologico e scienza – Beni di comfort e beni creativi” e vari seminari. (Gold Age, settembre 2010)

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La logica dei valori

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Lettera al direttore. Benedetto XVI, in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, ha diffuso il suo messaggio, in cui si legge: “credo che l’impulso di andare oltre all’abituale ci sia in ogni generazione. È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande…La cultura attuale, in alcune aree del mondo, soprattutto in Occidente, tende ad escludere Dio…Voi giovani avete il diritto di ricevere dalle generazioni che vi precedono punti fermi per fare le vostre scelte e costruire la vostra vita”. I “punti fermi” cui hanno diritto i giovani, sono la fede in Dio, e i valori che provengono dal Vangelo. Io capisco che si possa dire ai giovani che i divertimenti, la ricchezza, il lusso, non sono le cose più importanti della vita, e che il desiderio di queste cose non debba allontanarli dalla fede in Dio e dai valori espressi dal Vangelo, però non comprendo perché il desiderio di un impiego sicuro, e quindi della possibilità di formare una famiglia, di crescere dei figli, di avere una casa propria, debba essere messo in relazione col fatto che la cultura attuale tenda ad escludere Dio. Semmai, la paura di non avere un avvenire, l’ingiustizia sociale, l’impossibilità di fare scelte, possono costituire una tentazione ad allontanarsi dai valori del Vangelo.(Francesca Ribeiro)

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E pensare che eravamo comunisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Roma 7 – 19 settembre 2010 (Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì ore 21:00 II Mercoledì ore 17:00  Sabato ore 17:00 e 21:00  Domenica ore 17:30 Lunedì riposo) teatro Margherita Via della Mercede, 50. di Roberto D’Alessandro con Pia Engleberth Maria Lauria Claudia Campagnola  Romano Fortuna Simon Tagliaferri quadri di scena  Stefania Foresi Una Produzione CTM –   I PICARI Una piacevole, agrodolce commedia che narra le vicende di una famiglia storicamente comunista alle prese con la crisi degli ideali politici e sociali della sinistra che perdono terreno nei confronti delle nuove tendenze consumistico-liberiste delle nuove generazioni. Giulia e Rinaldo si sono conosciuti negli anni settanta, nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia, dopo vent’anni è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione; Rinaldo invece è passato da Democrazia Proletaria via via fino al Partito Democratico, lavora nel suo studio professionale e vede, con rammarico, raffreddarsi il suo rapporto con la moglie sempre più lontana e distaccata. Nilde, la figlia ancora indecisa sul suo futuro, ha la passione per la pittura e riempie le pareti di casa di quadri multicolori che non riesce a vendere; Enrico, suo fratello, è fidanzato con la figlia di un avvocato di grido e guida macchine di grossa cilindrata. In famiglia c’egrave; anche Oba, il domestico di colore, ma laureato in filosofia, paziente e un po’ burlone e, infine a completare il quadretto familiare arriva anche la zia calabrese Maria con le sue piccanti specialità gastronomiche e le sue crisi matrimoniali. La notizia che Enrico, per compiacere il suocero ha deciso di candidarsi nelle liste del centro-destra manda su tutte le furie Giulia che caccia di casa il ragazzo. Solo un grave malore di Rinaldo ridimensionerà gli attriti riportando la pace e la comprensione in famiglia.  Uno spettacolo di amara attualità che fa riflettere e divertire come nella tradizione dei Picari. (roberto, e pensare)

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L’Italia da Roma in giù

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

Come possiamo chiamarla? Meridione o Sud? Sta di fatto che è un’espressione geografica ben distinta e che in un passato recente ha avuto il suo Regno delle due Sicilie” sotto la maestà dei Borboni. Ora, dopo essere passata dal Regno Sabaudo, è una repubblica. I nostri padri dissero: l’Italia è fatta ora resta da fare gli italiani. Ora gli italiani sono fatti ma sono rimasti con l’amaro in bocca. Chi si lamenta che il Nord deve anche supportare le passività del Sud ha pensato bene d’inventarsi persino un partito: la Lega nord. Il Sud, a sua volta, sta lì a guardare i tanti e autorevoli consulti che generazioni di classi politiche hanno richiesto per il suo rilancio e continua a sperare a dispetto del detto: chi di speranza vive disperato muore. Quella del Sud appare tanto una macchina che sa andare solo in folle. Non riesce ad ingranare nessuna marcia perché i tanti tecnici che chiama alzano il cofano, guardano dentro ed invece di metterci le mani si limitano a dotte concioni su quello che potrebbe essere il guasto e alla fine sono così infervorati che dimenticano la ragione della loro presenza. E’ questo quanto accade ai circa 400 movimenti che si richiamano al Sud e che vorrebbero, ognuno per conto proprio, avere il tocco geniale della rinascita meridionalista ma ciò che fa loro difetto è che lo dicono solo a parole e si sa “verba volant…”. Possibile, ci chiediamo, che dopo questo tornado di dotte concioni, di illustri rappresentanti della cultura e della politica che hanno sviscerato i mali e indicato i possibili rimedi per questa terra generosa e trascurata, nessuno è riuscito a trarne una risposta adeguata nel fare qualcosa di costruttivo? Possibile che continuiamo ad affidare solo ai sogni il futuro di queste terre? Lo facciamo con il ponte sullo stretto di Messina che se va bene lo vedremo svettare tra una quindicina di anni. E nel frattempo? Continueremo con linee ferrate e treni che hanno fermato la loro storia evolutiva ad almeno 50 anni fa. Qualcuno, a questo punto, sussurra al nostro orecchio: ci vorrebbe un Berlusconi del Sud. E’ evidentemente un indicativo di uno stile comportamentale che oggi fa difetto al Sud e suona persino come una beffa se si pensa ai tanti meridionali che ricoprono cariche istituzionali importanti eppure sono incapaci di determinare una svolta efficace alla loro area di riferimento, non per prevaricare ma per equilibrare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Progetto “donne del Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Catania. Presentato il progetto denominato “Donne del Sud” che il Movimento per il Sud ha creato per valorizzare e promuovere il modello sociale femminile delle donne meridionali.In una nota esplicativa, il Presidente Nazionale del Movimento per il Sud, il giurista catanese Antonino Calì, spiega: << il progetto è stato ideato per la promozione e la valorizzazione delle donne meridionali, capienti conservatrici di valori e di dignità, pilastri fondanti delle famiglie e specchio di eleganza ed educazione. La donna del Sud è un modello di donna da valorizzare oggi e un patrimonio da diffondere nelle future generazioni >>. Con tale progetto, il Movimento per il Sud invita tutte le donne del Sud d’Italia a riunirsi in incontri culturali, dibattiti, a scambiarsi opinioni ed idee e a condividere progetti che saranno sostenuti, per loro e per tutti, dallo stesso Movimento in qualsiasi sede.  Il progetto “Donne del Sud” potrà essere condiviso a pieno titolo presso tutte le sedi del Movimento per il Sud presenti in Italia e attraverso gazebo e meeting organizzati sinergicamente al Movimento per il Sud o appositamente per il progetto stesso. (donne del sud)

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Il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Il voto è segreto si sa e non è facile poter calcolare con precisione scientifica il gradimento che i giovani in luogo degli anziani hanno per certe formule politiche in luogo di altre. Sarebbe, tuttavia, interessante capire pur con sufficiente approssimazione e realismo, l’umore di un elettorato distinto per valenza anagrafica. La ragione è facile da intuire. Prendiamo ad esempio i Democratici di Sinistra. Taluni affermano che è un partito “sostanzialmente vecchio” ovvero formato in prevalenza da quelle generazioni, diciamo sino ai sessantottini, che hanno sognato il socialismo reale come scelta di governo del paese. Nostalgici, quindi, di un progetto riformatore. Esso è fondato su un’idea del comunismo liberatore dalla schiavitù del capitalismo e, soprattutto, dalle sue deformazioni. A costoro si è aggiunta una minoranza di “giovani” che potremmo definire più pragmatici che guardano alla socialdemocrazia e ne sono gli alfieri più convinti e che oggi si possono dire forza-guida di questo movimento. Ciò spiega, per taluni, la presenza di altri partiti più a sinistra formati sul nocciolo duro dei “nostalgici” e dei giovani che non riescono ad intravedere una diversa risposta all’attuale capitalismo negandone la sua stessa esistenza. Altri giovani ed altri nostalgici della vecchia guardia militano in partiti di segno opposto e che pure sono accomunati dal convincimento che questo capitalismo vada riformato se non cancellato del tutto. Ali estreme, quindi, che non accettano compromessi, ma che si battono per una società diversa dell’attuale. Sono, per definizione, le classiche minoranze che hanno in passato cambiato il volto della storia con le loro rivoluzioni spesso antesignane ed anticipatrici di una riforma della struttura dello Stato non sempre in concomitanza con l’evoluzione dei tempi. Una società, in buona sostanza, che sembra sia stata in grado di digerire il nuovo ed il diverso, in tempi successivi ed in conseguenza di altre rivoluzioni e guerre. In pratica si avverte una tendenza involutiva dello stesso sistema alla maniera di chi fa due passi avanti e tre indietro. E tra i fautori dei passi indietro vi sono gli stessi politici che trasformano le spinte innovative dei movimenti imbrigliandole in soluzioni burocratiche e formali di un certo spessore.

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Tagli alla difesa e alla sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

“L’efficienza operativa delle nostre forze di polizia e delle nostre forze armate non è un valore realmente importante per il governo. Dietro le operazioni di marketing governativo si vede con tutta nitidezza l’umiliazione delle tante professionalità impegnate nel comparto per la sicurezza degli italiani. Le forze armate, nello specifico, sono drammaticamente depotenziate nel proprio esercizio ordinario: un’intera generazione di professionisti dell’esercito e di volontari in sevizio permanente è mortificata e vede pregiudicato il proprio futuro”. Così il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando sui tagli alla Difesa. “Il Ministro La Russa non dimostra avere attenzione nei confronti delle Forze Armate, i tagli indiscriminati a ogni programma infrastrutturale necessario per la vita e la manutenzione delle caserme e dei mezzi militari testimoniano la mancanza di strategia per il ruolo che dovrebbe avere la Difesa e la mancanza di rispetto per i tanti militari, di ogni grado, che vi operano”. Nel concludere, l’esponente IdV ha auspicato, “in previsione della terza lettura della manovra alla Camera, un  segnale concreto di recupero e rilancio per la Difesa e per la vera sicurezza nel nostro paese”.

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Borsellino: un ricordo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

“Diciotto lunghi anni ci separano dalla morte violenta ed inaccettabile di un referente della legalità, Paolo Borsellino, a pochi giorni da un’altra violenta strage che coinvolse un altro uomo di giustizia  nonché amico, Giovanni Falcone. I nomi di questi inestimabili esempi di giustizia e di legalità, uniti al loro sacrificio, devono essere il vessillo di un futuro migliore in cui sia possibile credere che le fondamenta della società possano risiedere nel rispetto del prossimo e della legge”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, deputato del PdL. “Rinnovare il ricordo di quella strage e di tutte quelle in cui uomini e donne, esponendosi in prima persona contro la mafia ed il putridume che le ruota intorno, hanno perso la vita – continua – è un atto di dovere e di amore nei confronti dei nostri figli e delle generazioni che verranno, poiché soltanto attraverso la memoria ed il dialogo che l’accompagna è possibile creare una coscienza votata alla legalità e al rispetto non soltanto dello Stato ma anche – e soprattutto – della vita umana”. “Non dimentichiamo che soltanto l’edificazione di una reale cultura della legalità, basata su una conoscenza tangibile – spiega – unita ad un’emancipazione culturale dei giovani in particolare quelli che vivono in aree in cui i fenomeni malavitosi sono più evidenti, può conferire loro quella libertà per poter scegliere, poter costruire una società migliore, ed un futuro in cui questo cancro sociale, economico e politico noto come mafia possa essere concretamente debellato. Ed in questo percorso di rinascita noi, padri prima che referenti politici, abbiamo una grande responsabilità”.

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Fondi per giovani svantaggiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali/Pd Il disagio dei minori e degli adolescenti allontanati dalla famiglia resta, nella nostra società, non solo irrisolto, ma in gran parte ignorato e la critica situazione economica rischia di ribaltarsi violentemente sulle nuove generazioni creando nei prossimi anni importanti mutamenti socio-economici. Oggi il numero dei bambini che crescono in famiglie con gravi difficoltà economiche è molto alto e la percentuale dei ragazzi provenienti dai ceti inferiori che riescono a laurearsi è tra le più basse d’Europa. L’Italia è al terzultimo posto nella classifica dei Paesi Ocse per la povertà infantile, la percentuale dei bambini poveri nel nostro Paese è vicina al 20%. Molto scarse risultano altresì le possibilità di ingresso nel mercato del lavoro e i più penalizzati, in termini di opportunità, sono i giovani che crescono fuori dalla famiglia e fuori dal sistema di protezione all’infanzia. Questi giovani sono discriminati due volte: sul piano affettivo e sul piano dell  e opportunità di accesso al mercato del lavoro, perché spesso non hanno la possibilità di portare a termine il proprio percorso scolastico. I ragazzi e le ragazze di età prossima alla maggiore età, con importanti esigenze di supporto, ospitati nei presidi residenziali, in affido o in condizione di allontanamento forzato dalla famiglia, sono intorno ai 15.000.
Rilevando opportuno e auspicabile che lo Stato, nella sua attività di protezione sociale e promozione delle nuove generazioni, non continui a dimenticare proprio le fasce più svantaggiate e con meno opportunità per il futuro, con i senatori Emma Bonino e Marco Perduca, abbiamo presentato un ordine del giorno alla manovra economica,  che impegna il governo a costituire un fondo di garanzia per erogare finanziamenti di medio termine a soggetti svantaggiati (quali: già dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale; in stato di affidamento ad una famiglia; in stato di inserimento in una comunità di tipo familiare o, in ogni caso, in un istituto di assistenza pubblico o privato) di età prossima alla maggiore età per consentire loro: il completamento dei corsi di studio; l’avviamento di attività economiche; il perseguimento di forme di autonomia abitativa.

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“Nothing to lose” art-show

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2010

Milano Via Assab 1, “Nothing To Lose” art-showBiokip Gallery presenta: “Nothing to lose” art-show Maggio 2010 @ s.e. Assab One  L’insoddisfazione, l’ansia ed il malcontento che ci tengono compagnia oggi, figli dell’incertezza come unica certezza, non sono poi così diversi da quelli che hanno portato i giovani di un paio di generazioni fa a “fare il ‘68”.  In fondo, il mondo che si cercava di ri-costruire nel ’68 era basato su ideali e valori così solidi da rasentare l’utopico ma, a piantargli gli occhi dritti negli occhi a quel mondo ora, si fissa una realtà in cui davvero pochi se la cavano. Gli squali hanno ancora più fame di prima, il numero di pesci piccoli cresce giorno su giorno (come la sfiducia nel sistema); forse forse qualcosa è andato storto, e in più ci si aiuta di meno, ci si conosce di meno, ci si sorride di meno. Insomma, l’attuale situazione sociale sembra un flash-back del ’68: essere è avere, volere il potere, l’infinito finito di un trito dovere. I giovani del ’68 assomigliano ai giovani d’oggi, invischiati tra nepotismi, spintarelle, raccomandazioni e favoritismi vari, ma decisi e pronti a muoversi per cambiare le cose, che così non va, che così non si può.  Lo scopo della Biokip Gallery è di incanalare questo fermento così energico (senza prediche e sofismi, ma con ironia e complicità) nella retta via, quella scomoda e difficile, ma l’unica coerente e costruttiva.   La nuova esposizione della Biokip Gallery “Nothing To Lose” non vuole essere una vuota critica contro chi “ha fatto il ‘68”, né vuole generalizzare o banalizzare la generazione in questione. La coerenza, l’impegno, la voglia di fare-cambiare, l’energia creativa di certe persone (quelle che davvero “hanno fatto il ’68, protagoniste di rivoluzioni umane e culturali) sono solo da rispettare e da ammirare.   Piuttosto, ”Nothing To Lose” sarà una sorta di déjà vu creativo, un sogno rivelatore, oppure una “post eventum”, ma soprattutto l’invito, a tutti i giovani e non, di prendere solo il meglio del ’68 (che di buono ce n’è stato) per non ricommettere gli errori di ieri, così che oggi si possa sul serio cambiare il domani. In fin dei conti, sarà un inno alla speranza, una speranza ribelle e rumorosa, una speranza che non s’aspetta le cose cambino da sole, ma una speranza che s’ingegna in prima linea per (cercare di) migliorare la società in cui viviamo.
Il linguaggio artistico proprio della Biokip Gallery è una fusione di tecniche e stili differenti che crea un’innovativa armonia creativa. Artisti, grafici, illustratori e street-artist, fotografi e video-maker dai più disparati retroterra culturali lavorano fianco a fianco, mentre le tecniche di ognuno compensano e completano quelle dell’altro. Il risultato è un “satura lanx” artistico che parla con la voce di video installazioni interattive, papercut, effetti sonori in surround, parole, immagini ed installazioni di altri vari generi. (foto2)

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Obama sfida Wall Street

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

“Vi cito un articolo del Time Magazine che ho appena letto: “La settimana scorsa qualcosa sembra aver stravolto le banche di Manhattan. I banchieri si guardavano l’un l’altro con rabbia e sorpresa. Dicevano che una legge, appena approvata, avrebbe riversato contro le loro banche un sistema di regole che ritengono mostruoso. Che li avrebbe derubati del loro orgoglio professionale e avrebbe messo in ginocchio l’intera industria bancaria.”…. Questo era apparso nel giugno del 1933 sul Time Magazine. Il sistema che provocò tanta costernazione era il Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), l’ente che ha garantito con successo i risparmi e i depositi di intere generazioni di americani”   Questo è stato l’incipit del discorso, che il presidente Obama ha recentemente tenuto nella storica scuola di Ingegneria, Architettura e Arte “ Cooper Union” di New York, a pochi passi da Wall Street. Egli, suscitando applausi e risa, ha così magistralmente sintetizzato lo scontro in atto tra il suo governo e le banche e i loro lobbysti, che con “tentativi furibondi”, stanno cercando di sabotare la riforma finanziaria.  Come nel 1933, quando F.D. Roosevelt affrontò di petto le banche e le speculazioni che avevano gettato l’America nella Grande Depressione e nella disoccupazione di massa, oggi, molte banche rifiutano di accettare l’imposizione di regole, che garantirebbero stabilità all’economia e allo stesso mondo bancario.   Le regole di Obama, note come  “Volker Rule”, dal nome del capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, Paul Volker, già presidente della Federal Reserve nel periodo 1979-87, formano l’ossatura della riforma della finanza in USA. Prima di tutto, prevedono il divieto di futuri salvataggi (bailout) delle banche con i soldi dei contribuenti, attraverso l’imposizione di un limite alla dimensione delle banche stesse e ai rischi che esse possono sottoscrivere. Ciò impedirebbe il ricatto del “too big to fail”.  Il secondo punto, il più controverso, riguarda la trasparenza dei mercati finanziari ed il ridimensionamento e la regolamentazione dei derivati, a partire dagli OTC. Al riguardo Obama non ha risparmiato attacchi molto duri contro i “banditi” ed il “gioco d’azzardo”, che hanno manipolato milioni di persone, lasciandole poi sul lastrico e mandato in tilt l’intero sistema.  La riforma prevede anche la creazione di un’agenzia per proteggere i risparmiatori e i consumatori. Si garantisce, altresì, un maggiore potere di controllo e una maggiore capacità decisionale agli azionisti delle banche e delle società, in modo da ridimensionare l’abusato ruolo dei manager.  Queste regole sono in discussione al Congresso americano e meritano di essere approvate al più presto. Sarebbe opportuno che ciò accadesse anche in Europa. Non si comprende perciò i ritardi dei paesi europei. Forse, presi dalla morsa del debito sovrano della Grecia e del rischio di un suo contagio verso altri paesi, sottovalutano l’urgenza della riforma finanziaria.  Ci si chiede infatti a cosa serva il Financial Stability Board, istituito a suo tempo dal G20, se poi ogni singolo paese, anche se importante come gli USA, procede per proprio conto, ignorando che una finanza globale esige regole condivise e globali.  Eppure, si dovrebbe sapere che la crisi americana e quella europea sono figlie delle stessa madre. Vi sono forse delle manifestazioni differenti, ma le cartolarizzazioni sono uguali dappertutto, lo stesso vale per la speculazione, per i derivati, per i debiti.   I discorsi di Obama, importanti e finalizzati all’approvazione della riforma interna al suo paese, hanno questo limite. Ignorano, infatti, l’esigenza di uno stretto coordinamento con l’Europa e gli altri paesi, di fatto, indebolendo il ruolo del G20.    Certo vi sono anche delle responsabilità  dei governanti europei, che anziché accelerare sulla strada delle riforme, ritengono che il mercato sia capace di auto riformarsi. Essi infatti ancora confidano sulla capacità di valutazione delle agenzie di rating, che sono tornate prepotentemente a distribuire pagelle ai governi europei. Quelle agenzie di rating che, invece, negli USA sono oggetto di indagine della Sottocommissione del Senato, guidata dal democratico Carl Levin, che ha affermato: “Esse hanno permesso a Wall Street di lasciare la sua impronta sulle loro analisi, sulla loro indipendenza e sulla loro reputazione di serietà”. (Di Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista)

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“People Places & Things”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

Padova 3 maggio 2010 ore 21.00 Cinema Teatro Torresino è di scena il quartetto “People Places & Things”, capitanato dal batterista e compositore Mike Reed, con Tim Haldeman e Greg Ward ai sassofoni e Jason Roebke al contrabbasso. Mike Reed è una recente scoperta della sempre brillante scena jazzistica di Chicago. Trentacinquenne nato in Germania ma americano dell’Illinois, cresciuto in una cittadina vicino Chicago, rappresenta con chiarezza l’attuale “new wave” della Windy City; una cerchia di musicisti ben radicati nella tradizione della musica nera, ma con una evidente attitudine alla sua rielaborazione critica, per dar forma a nuovi linguaggi. I due sassofonisti Haldeman e Ward sono tra le voci più fresche di questa nuova generazione di musicisti, il bassista Roebke partecipa a molte avventure dei gruppi più all’avanguardia a Chicago.  L’obiettivo principale di “People Places & Things” è quello di studiare e reinventare parte di un repertorio poco conosciuto dal pubblico del jazz, quello cioè della scena di Chicago della seconda metà degli anni ’50. Dopo l’album di esordio che esplicitava con brillantezza i riferimenti al passato, è uscito lo scorso anno “About Us” che contiene invece materiale originale, scritto dai componenti del gruppo. Un disco in cui, accanto al lavoro egregio dei componenti stabili, brillano le collaborazioni di Jeff Parker, Jeb Bishop, David Boykin. “People Places & Things” si candida a diventare una formazione cardine del jazz del futuro.  Biglietti:  Interi 12 euro; Ridotti 10 euro; Studenti dell’Università di Padova 8 euro. http://www.centrodarte.it (people place)

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Coltivare la memoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Emozionati i i 140 studenti delle scuole medie romane nel corso della visita all’ex Campo di concentramento di Fossoli, organizzata nell’ambito del Viaggi della Memoria promossi dal Campidoglio. Questa mattina, accompagnati dall’assessore capitolino alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio, hanno visitato l’ex campo di concentramento a sei km dalla cittadina di Carpi, in Emilia Romagna, in cui si stima furono internati circa tremila ebrei e altrettanti oppositori politici. Durante la visita l’assessore Marsilio, assieme al Sindaco di Carpi, Enrico Campedelli, all’assessore alla Cultura con delega alla Memoria del Comune di Carpi, Alberto Bellelli, e alla direttrice della Fondazione ex Campo Fossoli, Marzia Luppi, ha deposto una corona sotto l’ulivo, piantato in segno di pace, al centro della “piazza dell’appello” del campo di concentramento, a ricordo di tutte le vittime della deportazione passate per il campo di Fossoli.  Il viaggio di studio assume inoltre un rilievo particolare in quanto il Comune di Roma ha aderito, nel mese di dicembre, alla “Fondazione ex Campo di Fossoli” per il recupero e la valorizzazione della memoria storica dell’ex campo di concentramento, diventando socio partecipante dell’associazione.  “La collaborazione con  la Fondazione Fossoli e il Comune di Carpi è iniziata lo scorso anno proprio in occasione del viaggio nella memoria – ha commentato l’assessore Marsilio – e indica la volontà di creare un percorso condiviso sulla Memoria, per riaffermare i valori di unità e di coesione nazionale.” “La visita a Fossoli così come il più ampio progetto dei viaggi della memoria dimostra il grande lavoro che l’amministrazione capitolina sta portando avanti per creare un percorso di approfondimento sui principali accadimenti storici del secolo scorso, anche di quelle tragedie a lungo taciute – ha proseguito Marsilio – il campo di Fossoli rappresenta, infatti, un “punto di unione” tra le memorie: da luogo della deportazione di migliaia di ebrei e oppositori politici, a campo che ospitò i profughi giuliano – dalmati” Ha concluso Marsilio: “Solo con una lettura condivisa della storia è possibile creare una riconciliazione sulla base di valori come il rispetto della persona, la democrazia, soprattutto all’indomani delle contestazioni avvenute in occasione dell’ anniversario della Liberazione. Lavorare sulla riconciliazione significa impegnarsi per promuovere una coscienza critica tra le giovani generazioni”

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