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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘genere’

Bigenitorialità e parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

La bigenitorialità è legge dal 2006, ma ancora i tribunali non riescono proprio a farsela andar giù. Con pronunce altalenanti, infatti, o di riffa o di raffa, emerge sempre un genitore di serie A e uno di serie B (generalmente il genitore di sesso maschile).
A volte, invece, la superiorità genitoriale di genere femminile è a tal punto postulata che non si sente neppure il dovere di argomentare il perché si chiedano o si concedano provvedimenti sui figli, squilibrati verso l’altro genitore.
Né, del resto, gli stessi giudici sentono vigente un obbligo motivazionale relativo alla suddetta falsa applicazione della legge.
Oppure lo hanno fatto con delle pseudo motivazioni:
1) la bigenitorialità è un principio che va declinato, di volta in volta, non garantendo “parità” di tempi per l’uno e l’altro genitore, ma garantendo solo un imprecisato continuativo “rapporto” con entrambi. Ma che vuol dire, se ciò non prevede poi la parità dei tempi di permanenza dei figli con ciascuno?
Per molte corti, infatti, bigenitorialità può voler dire ad esempio, che se io padre vedo mia figlia di 5 anni una volta alla settimana, dovrei esser a posto, avendo comunque ottemperato al diritto dovere di essere padre, ed avrò con lei un “rapporto al pari della madre”. Molte altre corti hanno fatto persino di peggio, “garantendo” al padre e al figlio una frequentazione di un giorno ogni quindici
2) l’infondato principio psicologico della maternal preference
3) l’esigenza di non “sballottare” il minore, che comporta, chissà perché, sempre la prevalenza della domiciliazione presso la madre, anziché presso il padre.
A ben vedere, nessuna di queste, che chiamo pseudo motivazioni non a caso, ha alcuna ragionevole logica, e di certo non trova in sé la forza di privare il figlio della presenza stabile, paritaria, sebbene turnaria, del genitore che, guarda caso, è sempre il padre.Il risultato è preservare lo status quo. Lo status che vede e vuole confinare il ruolo della donna principalmente nell’ambito familiare (del resto è un lavoro a tempo pieno fare il genitore, soprattutto di figli in età scolare). E che per farlo talvolta mal utilizza l’artificio del ritenerla “migliore” dell’uomo, più adatta, più devota, meno impegnata altrove ecc. Con la conseguenza che il padre si sentirà meno padre, meno bravo, meno devoto, più impegnato altrove ecc…
Il risultato è che i figli cresceranno in questo terreno culturale stereotipato, con i simboli e gli esempi della genitrice collocataria e prevalente, e del genitore delle “visite”.
Credo sia importante, lo dico da avvocata, da madre e da figlia di genitori separati negli anni 80, che i padri colgano l’opportunità della separazione per essere – e se del caso diventare- a pieno genitori di serie A. Ancor più importante che, al contempo, le madri accettino di avere un co-genitore al proprio pari e le conseguenze anche economiche del mantenimento diretto.Per far questo anche la magistratura dovrà applicare con rigore le norme disattese in punto di bigenitorialità, chiamiamola “perfetta”, non lasciando tracce del passato nelle generazioni di oggi. Sono sfide psicologiche e culturali senza le quali, però, non potrà esistere alcuna vera parità di genere. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Libro bianco “Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Il volume fa un quadro sull’evoluzione e l’applicazione della Medicina di Genere contemplando diversi ambiti – clinico, farmacologico, accademico, sanitario – ed è pubblicato nell’anno di emanazione del Piano nazionale per l’applicazione e diffusione della Medicina di genere, primo in Europa. L’evoluzione verso la medicina di precisione è fondamentale per garantire le migliori cure al singolo paziente e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.L’approfondimento clinico conferma che le donne soffrono di depressione da 2 a 3 volte più degli uomini, ma meno di malattie cardiovascolari (3,5 vs 4,9%) che però rappresentano la loro prima causa di morte. Quanto ai tumori il loro sistema immunitario più reattivo le predispone a migliori outcome terapeutici. Una speciale attenzione è rivolta alla medicina del lavoro: con la riduzione del gap lavorativo, è importante considerare le differenze genere specifiche rispetto al rapporto ambiente di lavoro e salute. Le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro riguardano maggiormente gli uomini (72,1 vs 27,9% e 67,1 vs 32,9% rispettivamente) anche se gli infortuni in itinere, durante il tragitto, coinvolgono più spesso il genere femminile (22,7 vs 10,4%).
La diversità tra uomo e donna si può riflettere in diverse condizioni di salute. Le donne, ad esempio, soffrono di depressione da 2 a 3 volte più degli uomini, non solo per fattori biologici, quali il ciclo ormonale e l’effetto degli estrogeni, ma anche sociali, come il multitasking femminile e il conseguente stress e la violenza di genere. Al contrario, le malattie cardiovascolari, considerate quasi esclusivamente appannaggio del sesso maschile, che in effetti ne è più colpito rispetto alle donne (4,9 vs 3,5%), rappresentano la prima causa di morte delle donne (48 vs 38% per gli uomini). Alla base, c’è innanzitutto un impatto maggiore di alcuni fattori di rischio, quali fumo e diabete che ne causa una prognosi peggiore. Seppur le donne fumino in media meno degli uomini (14,9 vs 24,8%), a loro basta fumare un terzo delle sigarette dell’uomo per avere lo stesso rischio cardiovascolare; inoltre, la donna con diabete ha un rischio cardiovascolare superiore del 44% rispetto all’uomo con pari compenso glicemico. Anche la maggior prevalenza femminile di malattie autoimmuni ed endocrine (da 2 a 50 volte più frequenti nelle donne), depressione e stress associato al nuovo ruolo sociale della donna concorrono al maggior impatto delle malattie cardiovascolari.Questi alcuni dei dati che emergono dal Libro bianco “Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione”, realizzato da Fondazione Onda grazie al supporto di Farmindustria, presentato oggi a Roma. “La Medicina di genere si basa sulle diverse caratteristiche biologiche, ma anche fattori ambientali, socio-relazionali, economici e culturali, che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione di uomini e donne. La Medicina di genere non va intesa come una branca della Medicina, ma come un approccio da applicare a tutte le discipline mediche, tra le quali anche la Medicina del lavoro” afferma Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda.
Nel nostro Paese l’approccio della Medicina di genere è ormai consolidato. È presente, infatti, la rete italiana per la Medicina di genere, nata dall’alleanza del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di genere con il Centro di Riferimento sulla Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità e il Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG), che promuove grazie al coinvolgimento di Società Scientifiche, Istituzioni, Medicina Generale e Collegi Professionali programmi attività informative e formative sulla Medicina di genere rendendo l’Italia uno dei Paesi con una maggiore sensibilità al tema. Un ulteriore elemento che pone il nostro Paese all’avanguardia in Europa, è l’adozione del Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di genere, nato dall’impegno congiunto del Ministero della Salute e del Centro di riferimento per la Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di promuoverne la diffusione basandosi su 4 principi (approccio interdisciplinare, ricerca, formazione e aggiornamento professionale, informazione).
“La Medicina di precisione è nata e si sta sviluppando insieme al numero di informazioni genetiche e molecolari via via disponibili – dice Alessandra Carè, responsabile Centro di riferimento per la medicina di genere, Istituto Superiore di Sanità. L’identificazione di molecole che, quando deregolate, possono predisporre e/o causare l’insorgenza di una patologia, rappresenta infatti uno step indispensabile per sviluppare farmaci in grado di colpire in modo specifico ed efficiente le proteine bersaglio, con maggiore efficacia, minori effetti avversi e, di conseguenza, una riduzione dei costi. Da non trascurare per un approccio terapeutico veramente ‘su misura’, sono le possibili differenze di sesso e genere presenti in molte malattie. Sebbene siano già stati ottenuti risultati importanti, in particolare in oncologia, la strada da percorrere per individuare la terapia giusta per ciascun paziente sarà ancora lunga e richiederà un grande impegno da parte di tutti noi”.

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Contrasto alla violenza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Roma martedì 26 novembre presso la Cgil Nazionale in corso d’Italia 25 alle ore 16.30 è l’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil. All’indomani della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Fp Cgil vuole riflettere su un aspetto specifico, ovvero il crescente utilizzo di forme di violenze verbali, esplicitate in diverse modalità, nella vita privata come in quella pubblica, tanto sul lavoro quanto nei piccoli ambienti di vita personale. Per farlo la categoria che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici della Cgil promuove un confronto con la partecipazione di Susanna Camusso, responsabile politiche di genere per la Cgil; Monica Martinelli, fondatrice della casa editrice Settenove per la prevenzione della violenza di genere; Graziella Priulla, sociologa e saggista, già docente all’Università di Catania nel Dipartimento di scienze politiche e sociali; Serena Sorrentino, segretario generale Fp Cgil Nazionale. A moderare la discussione Flavia Fratello, giornalista de La7. L’iniziativa, grazie a Radio Articolo 1, verrà trasmessa in diretta Facebook dalle 16.30 di martedì 26 novembre sulla pagina della Funzione Pubblica Cgil Nazionale e su quella della web radio della Cgil.

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Medicina di genere e Medicina di precisione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Roma, 27 novembre ore 11.30 Palazzo Theodoli Bianchelli – Sala Conferenze – Piazza Parlamento 19 Onda presenta il libro bianco, realizzato grazie al supporto di Farmindustria, dedicato quest’anno alla Medicina di genere e alla Medicina di precisione. La Medicina di genere si basa sulle diversità tra donna e uomo che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione. La presa di coscienza delle differenze tra i generi nell’ambito della salute ha ottenuto un nuovo importante risultato con il Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, uno dei presupposti della Medicina di precisione che tiene conto delle peculiarità, genetiche e non solo, di ogni persona. Nasce così la possibilità di una medicina su misura grazie anche a terapie personalizzate, più rispondenti alle specifiche esigenze del singolo paziente, quindi più efficaci e sostenibili. Intervengono:
On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, On. Fabiola Bologna, Capogruppo della Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati, Sen. Paola Boldrini e Sen. Maria Rizzotti, Membro Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica, Alessandra Carè, Responsabile Centro di riferimento per la medicina di genere, Istituto Superiore di Sanità, Roma Francesca Merzagora, Presidente Onda Raffaella Michieli, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Venezia Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria.

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La parità di genere ha bisogno di atti concreti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

L’Italia è al 70° posto sul tema del Gender Gap come rilevato dal World Economic Forum 2018; se si considera la sola equità retributiva, l’Italia indietreggia addirittura al 118° posto su un totale di 149 Paesi. Molte aziende si stanno attrezzando per diminuire il cosiddetto Gender Gap con specifiche iniziative di promozione della parità di genere su diversi fronti critici: l’accesso al lavoro, la retribuzione, la carriera, la maternità e l’equilibrio vita privata-lavoro. Il tema centrale, in questo senso, per incentivare le pari opportunità nelle aziende è la certificazione. Da poco più di un anno in Italia è attiva l’iniziativa di Winning Women Institute, la prima società italiana che rilascia il cosiddetto Bollino Rosa a quelle organizzazioni che, dopo un severo percorso di valutazione, garantiscono e si distinguono per la sussistenza di determinati standard. L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di aziende, come atto concreto verso il superamento strutturale anche nel nostro Paese del Gender Gap. Da questo punto di vista la legislazione islandese è un role model unico al mondo.
In occasione del Festival del lavoro 2019, in un workshop promosso da Winning Women Institute, dal titolo “La certificazione delle pari opportunità. Le prime aziende certificate in Italia e il caso dell’Islanda”, sull’esempio della vitale democrazia islandese, riconosciuta come il paese più pro-gender a livello globale, si discuterà con l’ex ministro islandese promotore della specifica norma in Islanda, Thorsteinn Víglundsson ed Enrico Gambardella, Presidente di Winning Women Institute, dell’opportunità di introdurre anche in Italia una legge che incentivi la certificazione delle aziende sul tema delle pari opportunità. Parteciperanno alla tavola rotonda, tra gli altri, anche Paola Corna Pellegrini, Ceo di Allianz Partners e Presidente del Comitato Scientifico di Winning Women Institute, Roberto Maroni, già Ministro dell’Interno e del Welfare e già Governatore della Lombardia e Árni Kristinsson, Managing Director di BSI Islanda.
In Italia molte aziende si stanno distinguendo per l’introduzione di attività e iniziative in tale senso. Le prime 9 aziende che hanno già ricevuto la Certificazione della Parità di Genere di Winning Women Institute, il cosiddetto Bollino Rosa, sono: cameo, GRENKE, Alés Groupe, Biogen, Allianz Partners, Amgen, Sanofi, Sas e Ipsen. Oltre a ricevere un riconoscimento per gli standard raggiunti in termini di pari opportunità, con le loro testimonianze ed interventi contribuiranno ad arricchire il workshop promosso presso il Festival del Lavoro 2019.

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La violenza non ha genere

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

la violenza non ha genere“Aderendo alle celebrazioni della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, vogliamo ribadire il nostro disprezzo verso qualsiasi forma di maltrattamento, perpetrato non solo nei confronti delle donne, ma anche di qualunque altro soggetto che sia Vittima di abusi di potere, soprusi e forme di controllo o coercizione tali da condizionarne la normale vita di relazione e le libertà psico-fisiche, sessuali, economiche e religiose.
Non facciamo alcuna distinzione tra le Vittime, per noi la violenza non ha genere, proprio come recita lo slogan che abbiamo scelto per la campagna nazionale che è „Prima le Persone“.Anche le donne uccidono, e sempre perchè la storia d’amore è finita, per vendetta o per un sentimento non più ricambiato; le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, e il fenomeno emerge solo grazie all’iniziativa di pochi giornalisti d‘inchiesta e a fatti di cronaca atroci che fanno rimbalzare una specifica notizia sui giornali.Il concetto della cosiddetta “violenza di genere” è diventato un sinonimo che va sempre ad identificare una prevaricazione esclusivamente maschile, come se l’uomo fosse destinato a ricoprire solo il ruolo di carnefice e la donna quello di Vittima.Esiste, invece, anche una violenza della donna sull’uomo che si manifesta con caratteristiche, motivazioni e azioni considerate tipicamente proprie del “femminicidio”, ma fa meno clamore, innanzitutto perchè non viene denunciata, in secondo luogo perchè il più delle volte gli stessi uomini faticano a riconoscersi nel ruolo di Vittima.Si debbono perciò investire tempo e risorse per incoraggiarli a far emergere il fenomeno, almeno tanto quante energie si sono spese per la donna, senza pregiudizi e senza eccezioni.Per questo, sebbene i dati siano sicuramente più sfavorevoli per le Vittime di genere femminile, è sbagliato parlare di “femmicidio”.
Riteniamo, dunque, che il 25 novembre sia una ricorrenza dove mettere al centro il valore dell’identità di ogni persona, la relazione tra uomini e donne, il rispetto della dignità umana.Abbiamo pertanto voluto estendere il concetto da “donna” a “persona”, perchè i cittadini e la politica devono prestare attenzione a tutte le possibili Vittime di tutte le forme di violenza, uomini compresi, certi che la risposta deve trovarsi in un concetto armonico di società, di coppia e di famiglia – vero fulcro della comunità umana – che dalla nostra locandina emerge come punto di forza (in blu) contro legami pericolosi (nastro nero) ai quali bisogna dare un taglio“ (forbice).“ Queste le dichiarazioni di Cinzia Pellegrino – Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI AN – nell’avviare la campagna nazionale che aderisce alle manifestazioni del 25 novembre.

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Genere e sessualità nella letteratura di Roma Antica: un’introduzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Lunedì 5 Giugno 2017, ore 10:00 / 9 Giugno 2017 Dipartimento di Studi Umanistici, Sala riunioni dell’Area di Studi sul Mondo Antico Via Ostiense 234/236.Il prof. Marco Formisano, Università di Gent (Belgio) terrà un ciclo di lezioni su Genere e sessualità nella letteratura di Roma Antica: un’introduzione. Programma:
Introduzione a genere e sessualità nella cultura e letteratura di Roma antica. – Una sessualità romana: Cornelio Nepote e Valerio Massimo.
Mercoledì 7 giugno ore 10-12, Sala Riunioni (Area di Studi sul Mondo Antico) – Lo stupro in Ovidio. – La donna ‘attiva’: Cicerone, Pro Caelio. – Invettiva: Marziale, Seneca, Gellio. – Catullo.
Venerdì 9 Giugno, ore 10-12, Sala Riunioni (Area di Studi sul Mondo Antico) – ‘Parler femme’ in Plauto e Virgilio. – Genere e sessualità nel cristianesimo: Passio Perpetuae et Felicitatis

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Festa delle donne e la violenza di genere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 marzo 2017

otto marzoLa relazione della Commissione Europea sulla violenza di genere ha individuato le cause poste alla base di un fenomeno esteso che riguarda l’intero pianeta, ma che in Europa assume contorni più preoccupanti visto il livello di legislazione avanzata sui Diritti Umani rispetto ad altre Nazioni.Costume, tradizione e religione, sono questi i fattori che lo studio promosso dalla Commissione Europea ha individuato come responsabili della violenza sulle donne.Segno evidente che le legislazioni, di per sé, non sono sufficienti se non sono accompagnate da progetti culturali che possano effettivamente incidere su fenomeni così radicati come il costume, la tradizione e la religione.L’Unione Europea ha espresso degli “Orientamenti” specifici ponendo particolare attenzione alle politiche di prevenzione che possano arginare tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne e delle bambine.In Italia il costume, la tradizione e la religione sembrano fenomeni irrinunciabili e nessuno mette in relazione questi tre elementi con i femminicidi che si consumano al ritmo di uno ogni tre giorni, o con la violenza domestica tanto diffusa quanto silente.Anche l’Italia aveva avviato un progetto scolastico di prevenzione sulla discriminazione di genere, ma poi i mantenuti del Vaticano, con le loro logiche criminali, hanno lasciato credere alla popolazione che si volesse insegnare ai bambini la masturbazione, inventando una fantomatica teoria gender che ha avuto come principale oppositore Bergoglio.Gli italiani, disposti a credere a qualunque menzogna purché pronunciata dal monarca confinante, sono andati dietro alle castronerie bergogliane, e abbiamo perso l’ennesima occasione di civiltà.L’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul che focalizza alcuni rimedi quali, ad esempio, l’istituzione di linee telefoniche apposite per la segnalazione degli abusi, di luoghi di rifugio e protezione, servizi medici, legali e di consulenza.Si tratta di rimedi rispetto alla violenza già consumata mentre la sfida è sulla “cultura” che porta gli uomini ad essere violenti.Non si focalizzano abbastanza le circostanze che concretizzano una reale prevenzione nei confronti degli autori.Non sarà sufficiente soltanto una legislazione a favore delle vittime se nel contempo non si creeranno centri di ascolto anche per gli uomini violenti.Non sarà sufficiente se non si avvieranno nelle scuole i progetti contro la discriminazione di genere.La forza comunicativa di una protesta estesa è una occasione di riflessione non comune e non consueta.Buon 8 Marzo di lotta da Democrazia Atea a tutte e a tutti. (La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea) (foto: otto marzo)

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L’economia di genere altera le strategie di business

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

mercato globaleL’economia femminile si sta affermando come una forza potente e si prevede che il reddito femminile globale raggiungerà quota 24 trilioni di dollari entro il 2020 – cifra che supera le entrate generate dalle economie della Cina o degli Stati Uniti. L’ascesa delle donne a posizioni di leadership esecutiva porta i venditori a riesaminare i loro approcci di business“Entro il 2025 le donne cambieranno il paesaggio della forza lavoro, con un tasso medio di partecipazione che raggiungerà il 40% e potenzialmente altri 250 milioni di donne lavoratrici”, afferma Oliva Price-Walker, Principal Consultant del gruppo Visionary Innovation di Frost & Sullivan. “Ciò colmerà il divario di genere nel tasso di partecipazione al lavoro del 25%, il che, a sua volta, avrà un enorme impatto economico sia nei paesi in via di sviluppo sia nelle economie sviluppate.”
Lo studio intitolato “The Next Frontier of Growth—Women as Corporate Customers” fa parte del servizio Visionary Innovation (Mega Trends) <http://ww2.frost.com/research/visionary-innovation? Lo studio rivela che le aziende di proprietà di donne rappresenteranno oltre il 40% delle imprese registrate in tutto il mondo entro il 2020, il che si traduce in un vasto mercato di clienti aziendali donna. La regione Asia-Pacifico avrà la più grande forza lavoro femminile e i millennials rappresenteranno la più grande percentuale di lavoratori di sesso femminile nel 2025; l’Africa continuerà ad essere in testa per l’imprenditoria femminile.La Norvegia sta lavorando per raggiungere la parità di genere nella forza lavoro e ha la più alta percentuale di donne (il 42%) nei consigli di amministrazione nel 2014-2015. È stato osservato che le aziende con almeno una donna nel consiglio di amministrazione hanno un rendimento migliore del 10% rispetto alle aziende senza donne nel consiglio di amministrazione. Inoltre, le aziende con almeno il 30% di donne in posizioni dirigenziali hanno in media un aumento del 25% nei tassi di profitto.
“Le donne hanno dominato il mercato globale controllando quasi 31 trilioni di dollari di spesa dei consumatori nel 2014 e si prevede che questa cifra aumenterà fino a quota 43 trilioni entro il 2020”, osserva Price-Walker. “Ciò probabilmente causerà un enorme cambiamento nei comportamenti dei consumi e degli acquisti e aprirà nuove opportunità per le aziende che trattano beni di consumo e servizi. Le aziende che meglio si adattano a questo nuovo segmento di acquirenti sono destinate a crescere nel prossimo decennio.” Altri argomenti correlati trattati nel servizio Visionary Innovation GPS di Frost & Sullivan sono: she-conomy, Gen Y e middle bulge. Tutte le analisi comprese nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.

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Sodexo in prima linea per la parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

sodexoPromuovere un sostegno concreto, duraturo e strategico del capitale umano a favore della parità di genere nel mondo del lavoro. È questo l’obbiettivo della campagna internazionale “HeForShe”, ideata dall’ente delle Nazioni Unite per la parità di genere e l’empowerment femminile UN Women, di cui si è ampiamente discusso in Senato in occasione del convegno “HeForShe: ancora insieme verso la parità di genere”. All’importante appuntamento ha preso parte anche Sodexo, gruppo internazionale francese presente in 80 paesi, leader mondiale nei servizi che migliorano la Qualità della Vita, che ad oggi conta 425.000 dipendenti, di cui ben il 54% sono donne. Un impegno che non si ferma al solo sostegno delle donne che lavorano in azienda, ma che si sviluppa e cresce costantemente grazie a numerose iniziative che sono valse a Sodexo numerosi riconoscimenti a livello internazionale.
“La parità di genere in Sodexo non è un trend da cavalcare o una trovata di comunicazione estemporanea per far parlare di noi. Nell’azienda che qui rappresento, l’attenzione al tema delle pari opportunità si declina innanzitutto come inclusione femminile nel mondo del lavoro. Un tema che per noi di Sodexo non è disgiunto dal business ma al contrario è una leva per stare sul mercato in modo sostenibile e vincente: basti pensare che da quest’anno la massima carica di Sodexo nel mondo è ricoperta proprio da una donna, ovvero Sophie Bellon, Presidente del CDA del Gruppo – ha spiegato alla platea Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits&Rewards Services – Ma anche i numeri parlano chiaro: a livello internazionale, le donne che lavorano per la nostra azienda rappresentano il 54% del totale della forza lavoro e compongono il 30% del senior management”.Ai numeri, seppur molto positivi e incoraggianti, s’accompagnano anche azioni concrete che nel corso del tempo hanno riscosso ampio successo: “L’istituzione dello SWIFT, ovvero il forum internazionale composto da 35 donne per supportare le strategie aziendali di gender diversity, e la sottoscrizione dei Principi per l’Empowerment delle donne stilati dalle Nazioni Unite sono solo alcune delle iniziative che hanno permesso a Sodexo di entrare nella top10 mondiale delle aziende promotrici di queste politiche e di ricevere importanti riconoscimenti internazionali, tra cui quello della Casa Bianca – ha proseguito Sergio Satriano – Ma non è tutto: abbiamo organizzato seminari e workshop a tema, tra i quali “Spirit of Inclusion”, aderito ad iniziative come la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne e al progetto Sodalitas Social AWARD, così come la collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) per offrire a tutte le donne una giornata formativa sull’alimentazione sana, all’interno del progetto SmartFood, allo scopo di accompagnare le donne in un percorso di prevenzione contro il cancro. Sodexo, sostenuta anche dalle recenti politiche ed interventi di defiscalizzazione promossi dal Governo, ha da anni una grande ambizione: quella di creare cultura positiva intorno al tema della qualità della vita in azienda. Grazie alla grande esperienza relativa ai temi del Welfare aziendale, del work life balance, conciliazione vita privata e lavoro per le donne, Sodexo contribuisce da oltre 50 anni alla sensibilizzazione di aziende e consumatori sui valori di diversità e inclusione”. (Matteo Gavioli)

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Primo Bilancio di Genere dell’Università di Napoli Federico II

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli martedì 7 giugno alle 9.30 nell’Aula Pessina Università di Napoli Federico II. apriranno i lavori il Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, e il Direttore Amministrativo, Francesco Bello, nonché l’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Marciani (Regione Campania) e la delegata PO Simona Marino (Comune di Napoli), la presidentessa del CUG UNINA, Tina Giancola, e la coordinatrice scientifica di GENOVATE, Ofelia Pisanti. Dopo un intervento introduttivo a cura di Luisa Pulejo dell’Università di Messina, Antonella Liccardo, coordinatrice del gruppo del BG di genovate@unina presenterà il Bilancio di Genere della Federico II. Seguirà la tavola rotonda “Il bilancio di genere come strumento trasformativo nell’Università”, introdotta e moderata da Barbara De Micheli della Fondazione Giacomo Brodolini, con la partecipazione della statististica Linda Laura Sabbadini, Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana, Romana Frattini del CUN, e Maria Carmela Agodi, Chair del Research Network Europeo ESAGender. Il Rettore Manfredi chiuderà i lavori. La presentazione rientra tra le iniziative collaterali di ‘Buon compleanno Federico II’

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Parlamento europeo: Strategia per la parità di genere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

parlamento europeoLa risoluzione non vincolante approvata martedì chiede che la nuova strategia post-2015 dell’UE per la parità di genere sia dotata di obiettivi chiari, azioni concrete e un monitoraggio più efficace per progredire nella lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro, nell’istruzione e nel processo decisionale.Il Parlamento evidenzia, inoltre, che sono necessarie azioni specifiche per rafforzare i diritti delle donne disabili, migranti, appartenenti a minoranze etniche, delle donne Rom, delle donne anziane, delle madri single e le LGBTI.La risoluzione è stata approvata con 341 voti favorevoli, 281 contrari e 81 astensioni.La relatrice, Maria Noichl (S&D, DE), ha sottolineato che, “malgrado le nostre differenze interne, i deputati si sono concentrati sul nostro obiettivo centrale: raggiungere finalmente una reale parità di genere in Europa”. Ha quindi aggiunto che “la risoluzione costituirà una base buona, equilibrata e che guarda in avanti per una nuova strategia dei diritti delle donne e per la parità di genere di tutte le donne e uomini nell’Unione europea”.I deputati invitano la Commissione a proporre nuove leggi che contengano misure vincolanti per proteggere le donne dalla violenza e invitano tutti gli Stari membri a ratificare al più presto possibile la Convenzione di Istanbul. Una particolare attenzione – sottolineano – deve essere dedicata alla nuove forme di violenza contro le donne, come le cyber-molestie, il cyber-stalking e il cyber-bullismo. Inoltre, il fenomeno della femminilizzazione della povertà potrebbe portare a un aumento del traffico di sesso femminile, dello sfruttamento sessuale e della prostituzione forzata. Gli Stati membri dovrebbero quindi trovare il modo di scoraggiare la domanda e mettere in atto programmi per abbandonare la prostituzione.Un’adeguata maternità, paternità e adeguati congedi parentali sono necessari per aumentare i tassi di occupazione femminile. I genitori hanno bisogno anche di servizi di qualità per l’infanzia a prezzi accessibili, che siano compatibili con il tempo pieno lavorativo sia delle donne sia degli uomini.I deputati sottolineano l’importanza delle forme di lavoro flessibili che permettere alle donne e agli uomini di conciliare il lavoro e la vita familiare secondo le proprie scelte.
Gli Stati membri devono lottare contro il lavoro precario e sommerso delle donne, poiché contribuisce all’aumento della povertà tra le donne. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero adottare misure appropriate per ridurre il divario della retribuzione tra i generi e quello pensionistico.I deputati chiedono al Consiglio di raggiungere al più presto una posizione comune sulle quote per le donne, in quanto questo sistema si è dimostrato efficace nei Paesi che hanno già introdotto le quote obbligatorie. Invitano inoltre le autorità nazionali e comunitarie a garantire l’uguaglianza all’interno dei loro organi decisionali, proponendo sia un candidato di sesso femminile sia uno di sesso maschile per le posizioni di alto livello.Il Parlamento chiede servizi di qualità e facilmente accessibili nei settori della salute sessuale e riproduttiva e il diritto a contraccezione e aborto sicuri e legali, sostenendo il diritto delle donne al controllo del proprio corpo. Programmi di educazione sessuale dovrebbero essere creati nelle scuole.
I deputati invitano gli Stati membri a promuovere un’immagine equilibrata e non stereotipata delle donne nei media e nella pubblicità.La lotta contro il bullismo e il pregiudizio contro le persone LGBTI nelle scuole dovrebbe essere parte degli sforzi dell’UE per combattere gli stereotipi di genere. L’istruzione e la responsabilizzazione svolgono un ruolo importante nella lotta contro gli stereotipi di genere e nel porre fine alla discriminazioni di genere.
L’UE dovrebbe fornire un modello per la parità di genere e per i diritti delle donne all’interno e all’esterno dei suoi confini. La prospettiva di genere e la lotta contro la violenza di genere dovrebbero essere integrate nella politica estera, di sviluppo e commerciale dell’UE.Il Parlamento invita la Commissione a promuovere l’uso del mainstreaming di genere, il bilancio di genere e la valutazione dell’impatto di genere in tutti i settori e per ogni proposta legislativa, a tutti i livelli di governo.Allo stesso modo, gli Stati membri dovrebbero introdurre la dimensione di genere nei loro bilanci, al fine di analizzare i programmi di governo e le politiche, il loro impatto sulla ripartizione delle risorse e il loro contributo alla parità tra uomini e donne.

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Contrastare la violenza di genere

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2015

campidoglioRoma – Si terrà lunedì 25 maggio 2015, dalle ore 17 alle 19, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio il convegno finale del progetto “Contrastare la violenza di genere: azioni e strategie” a cura dell’Associazione Genere Femminile. Sensibilizzare sull’importanza di promuovere la parità di genere, l’educazione alle differenze, l’uguaglianza dei diritti; di contrastare espressioni stereotipate che facciano prevalere la superiorità o l’inferiorità di un sesso sull’altro; di combattere la violenza, le discriminazioni e i pregiudizi collegati, questi gli obiettivi del progetto.Le azioni sono state realizzate presso Istituto Magistrale Statale “Giordano Bruno” di Roma a febbraio scorso.La scuola ha rappresentato il luogo ideale per fornire modelli alternativi. Per fermare la violenza e per rapporti più sani ed equilibrati tra i generi occorre partire anche dalla scuola vista come occasione di cambiamento sociale e culturale.Il convegno finale del progetto permetterà di fare il punto sulle azioni e le strategie per contrastare la violenza di genere.
Porterà i saluti istituzionali l’On. Francesco D’Ausilio, Consigliere dell’Assemblea Capitolina.

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I deputati europei chiedono maggior impegno per la parità di genere

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2015

parlamento europeoNella risoluzione non legislativa approvata martedì, il Parlamento chiede che siano migliorate le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini. Nonostante i progressi ottenuti per colmare la disuguaglianza di genere, molto resta ancora da fare per ridurre il divario retributivo, applicare le pari opportunità alle carriere professionali, rimediare alla mancanza di indipendenza economica delle donne, migliorare l’equilibrio lavoro/vita, compresi il congedo di maternità e paternità e proteggere i diritti alla contraccezione e all’aborto.

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Violenza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2013

English: Piazza Roma in Carbonia, Sardinia, It...

English: Piazza Roma in Carbonia, Sardinia, Italy. On the left the city hall, on the right the clock tower of Saint Pontian church Italiano: Piazza Roma a Carbonia. Sulla sinistra il municipio, a destra il campanile della chiesa di San Ponziano. (Photo credit: Wikipedia)

Pellegrino (Morrighan Donne): “Prevenzione e certezza della pena per evitare casi come quello di Carbonia”«Il problema della violenza di genere necessita prima di tutto di interventi di tipo culturale, non soltanto repressivi. Esso è frutto di una mentalità sbagliata che va cambiata. Bisogna inoltre sostenere concretamente i servizi sociali, l’educazione scolastica, i programmi di prevenzione e soprattutto i centri antiviolenza che troppo spesso vengono abbandonati a se stessi dalle Istituzioni competenti, fatta eccezione per qualche piccolo finanziamento spot che spesso rappresenta solo velleitari tentativi propagandistici e nulla più.Un esempio positivo e al quale plaudiamo, può essere il maxiemendamento sulla Legge di Stabilità che trasferisce 3 milioni di euro alla Provincia dell’Aquila per creare, in accordo con il Comune, un centro per le donne dove si svolgano iniziative contro situazioni di marginalità causate dalle violenze di genere e sui bambini.Ma se le pene fossero realmente certe e commisurate, non accadrebbero episodi come quello di Carbonia, dove un uomo condannato per l’omicidio di una donna nigeriana, esce dal carcere e inizia a perseguitare molestare e, sembra, aggredire un’altra donna. Ecco perché è di fondamentale importanza impegnarsi sul fronte della prevenzione e della certezza della pena, per evitare di intervenire tardivamente e rischiare la reiterazione del crimine».Lo dichiara in una nota Cinzia Pellegrino, Presidente Nazionale di Morrighan Donne.

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Rappresentanza di genere

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

“L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un disegno di legge che introduce disposizioni finalizzate ad assicurare le pari opportunità per l’elezione dei consigli comunali e provinciali costituisce un passo in avanti importante per l’uguaglianza dei diritti nel nostro paese. E’ importante, comunque, che l’impegno non resti a metà strada e che trovi conferma con l’attenzione dell’Esecutivo sulla proposta di legge che riguarda la partecipazione femminile nei CDA e nei consigli di sorveglianza delle società quotate”. Così Alessia Mosca, deputato del PD, promotrice della proposta di legge bipartisan sulle cosiddette “quote rosa”, segretario della Commissione Lavoro e vice presidente di Trecentosessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Posizioni di genere aziendali

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

“Dall’UE arriva l’ennesima spinta all’approvazione di una legge che garantisca la presenza del genere meno rappresentato nei luoghi decisionali. Proprio oggi, infatti, la commissaria UE alla giustizia ha reso noti i nomi delle due imprese, la francese Guerlain e la spagnola Fes Consulting Empresarial, che per prime hanno sottoscritto il protocollo ‘Woman on the Board Pledge for Europe’, in cui si impegnano a portare la presenza femminile nel loro consiglio di amministrazione al 30% nel 2015 e al 40% nel 2020. Si tratta di un segnale molto importante anche per l’Italia, se pensiamo che, domani, il testo preparato con Lella Golfo sarà di nuovo in esame in Commissione Finanze della Camera. Stavolta, il governo non potrà più fermare il percorso della proposta e sarà chiaro a tutti se vuole impegnarsi veramente, ritirando la parte di emendamento ancora valido, cioè di eliminare la decadenza come forma di sanzione, e rinunciasse a impuntarsi sulla maggiore gradualità nel raggiungimento della quota del 30%. Confido fortemente in una presa di responsabilità da parte del governo, che permetta al nostro Paese di allinearsi ai paesi più evoluti, dotandosi di una legislazione che imponga ai Consigli di Amministrazione delle società quotate in Borsa, di destinare almeno un quinto delle posizioni al genere meno rappresentato a partire dal 2012, e almeno un terzo dal 2015”. Così Alessia Mosca, deputato PD, segretario della Commissione Lavoro alla Camera e promotrice della proposta di legge bipartisan sulle quote di genere nei CdA delle aziende quotate dal sito di Trecentosessanta, l’Associazione di Enrico Letta, di cui è vicepresidente.

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Una madre e l’orientamento di genere

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Dichiarazione di Imma Battaglia, presidente Di’Gay Project: “Il fatto che il giudice Alessandro Dagnino abbia scritto nella sua ordinanza che “la relazione omosessuale di una madre non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli” è molto importante. Dimostra ancora una volta quanto sia necessario continuare a lavorare sulla cultura dell’uguaglianza e lottare contro qualunque tipo di discriminazione. In questo percorso possono certamente aiutarci giudici lungimiranti e capaci di trovare nella nostra Costituzione la chiave dei diritti civili”.

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Devadāsī: l’eguaglianza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma, al 1° dicembre 2010 (Opening, ore 18.30) al 7 gennaio 2011 (Orario di visita: dal martedì al venerdì ore 18.00/20.30 o su appuntamento, tel. 334 2906204 – ingresso libero)  via Braccio da Montone 93 Galleria Whitecubealpigneto – Opening “Devadāsī”, di Giordana Napolitano Artefice del progetto, la Galleria Whitecubealpigneto che, traendo ispirazione da Malevich, mette a disposizione il proprio spazio: un quadrato bianco e uno sfondo bianco che si lasciano modellare di volta in volta dall’opera dell’artista. Seconda tappa di questo ciclo di mostre sarà DEVADĀSĪ, coraggioso progetto artistico di Giordana Napolitano che contribuisce alla riflessione sul 3° Obiettivo di Sviluppo del Millennio: promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne. Il testo critico è di Sguardo Contemporaneo. Media partner dell’iniziativa è Radio Popolare Roma. L’arte della Napolitano si distingue perchè mette al centro la donna e il suo diritto a vivere pienamente tutte le sue dimensioni, inclusa quella sessuale. La donna di cui parla l’artista è una donna che acquisisce una nuova forte consapevolezza di sé e ha il coraggio di affermarla, che non è più disposta ad essere oggetto, ma soggetto nella società e nell’intimità. Queste riflessioni trovano piena espressione nelle opere esposte, tele realizzate con la tecnica a olio e pastelli a olio, ispirate alle Devadāsī, le sacerdotesse-cortigiane che ballavano all’interno dei templi indù e che erano ritenute veicolo di spiritualità attraverso la danza e l’atto sessuale. Dopo l’indipendenza dal dominio inglese, della tradizione è rimasta la parte peggiore: non più donne provenienti da caste privilegiate, le devadāsī di oggi appartengono quasi tutte alla casta degli Intoccabili e sono donne che sin da bambine sono costrette dalle proprie famiglie a prostituirsi. Nonostante sia stata dichiarata fuorilegge, questa pratica continua a esistere perchè collegata a una sorta di precetto religioso, che maschera quello che è in realtà puro commercio di corpi di bambine.

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Diego Valente: Personale di pittura

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Roma fino al 24/10/2010 Via Raffaele Persichetti, 3 Museo di Via Ostiense – Porta San Paolo In mostra dal 12 ottobre 2010, presso il Museo della Via Ostiense – Porta San Biagio in Roma, la personale del pittore Diego Valente. L’artista, nato a Corigliano (Cs) nel 1925, vive e opera fin dal 1942 a Roma, dove presso l’Università, ha frequentato la facoltà di Architettura.  I suoi lavori sono caratterizzati da un forte ed esclusivo impianto astratto-formale, dove il colore e’ l’artefice principale della composizione, trascurando ogni significato di concretezza e realismo delle cose in genere. La pittura di Valente soddisfa certe sue esigenze interpretative ed esistenziali, ponendo anzitutto la sua attenzione verso cio’ che puo’ essere rappresentato, trasformando il vero con ampia libertà, esaltando la forma e il colore.
È Accademico degli Incisori d’Italia. Ha fatto parte negli anni ’60 della Galleria del Vantaggio di Roma di Giuseppe Sciortino, con Casorati, Paulucci, Manzio, Saetti, ed altri. Nel 1969 e’ stato invitato al 182° Salon des artistes Francais – Parigi, al Grand Palais di Parigi all’80° Salon des Artistes Independants, dove le sue opere erano esposte accanto a quelle di Bonnard, Vlaminck, Ruault, Signac e Matisse. (diego valente)

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