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Posts Tagged ‘generici’

Generici e Biosimilari: il Parlamento Ue spalanca le porte al “Day-1 Launch”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Legalizzare la produzione di generici e biosimilari durante il periodo di vigenza del certificato di protezione supplementare europeo del brevetto (Supplementary Protection Cerificate-SPC) per l’esportazione nei Paesi terzi dove esso non esiste o è già scaduto e consentire lo stoccaggio del prodotto negli ultimi due anni di vigenza del SPC per essere pronti a lanciarlo anche sul mercato interno il primo giorno utile dopo la scadenza (day -1 launch). È con queste due armi di pregio che il Parlamento europeo è intenzionato a dare l’ultima spallata ai paletti che frenano la competitività delle aziende farmaceutiche con sede nell’UE, rispetto agli altri protagonisti del settore off patent a livello mondiale.
Le misure sono contenute nel testo del Regolamento sulla Supplementary Protection Cerificate (SPC) manufacturing waiver approvato ieri dalla Commissione giuridica del PE con una sorta di plebiscito – 22 voti favorevoli e 1 contrario – e con il mandato ad avviare i negoziati trilaterali con Consiglio e Commissione. L’intenzione è quella di concludere i lavori nel Trilogo entro il mese di febbraio e arrivare all’approvazione finale, in plenaria, nel mese di marzo.Un passaggio cruciale e un importantissimo passo avanti rispetto alla versione licenziata appena una settimana fa dal Consiglio.“I parlamentari europei sono convinti che queste misure riaffermeranno l’attrattiva dell’UE come hub globale per gli investimenti nella ricerca farmaceutica innovativa, riducendo al contempo i costi e migliorando l’accesso ai medicinali generici e biosimilari all’interno dell’UE”, spiega il comunicato diffuso ieri dalla Commissione Giuridica del PE.Attualmente, il Supplementary Protection Cerificate (SPC) estende fino a ulteriori 5 anni la durata già ventennale dei brevetti farmaceutici europei, per consentire il recupero del tempo intercorso tra il deposito della domanda e l’ottenimento dell’AIC dei prodotti, creando – secondo la Commissione Juri – “barrriere legali non intenzionali per i produttori di generici e biosimilari con sede nell’UE, ponendoli in una posizione di svantaggio rispetto alle aziende extra-Ue non soggette a tali restrizioni”. E sono i dati a delineare l’entità dei danni che deriverebbero dalla delocalizzazione forzata cui sarebbero sottoposte le aziende per competere alla pari: “I mercati farmaceutici globali stanno subendo profondi cambiamenti e si stanno spostando verso una maggiore quota di mercato per i farmaci generici e biosimilari, con una domanda globale che raggiunge 1,1 trilioni di euro nel 2017. Con un tasso di crescita annuale del 6,9% entro il 2020, biosimilari e generici sono proiettati per rappresentare l’80% di tutte le medicine in volume e il 28% in valore”.

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Farmaci generici e biosimilari: un passo avanti dell’Ue verso la deroga alla produzione per l’export

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Passo avanti in Europa nell’iter legislativo per l’approvazione della Supplementary Protection Cerificate (SPC) manufacturing waiver, la riforma del certificato supplementare di protezione (SPC) dei brevetti farmaceutici che consentirebbe alle aziende italiane di competere alla pari con gli altri protagonisti del settore off patent a livello mondiale.
Nella seduta di ieri, infatti, il Coreper – il comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea, ovvero l’organo che prepara le determinazioni del Consiglio – ha raggiunto una posizione di compromesso sulla bozza di Regolamento che introduce una deroga al certificato di protezione complementare ai soli fini dell’export (SPC waiver).La normativa consentirebbe cioè ai produttori di generici e biosimilari con sede nell’UE di produrre una versione generica o biosimilare di un medicinale ancora protetto da SPC esclusivamente allo scopo di esportare in un mercato extra-UE dove la protezione è scaduta o non è mai esistita. Attualmente, invece, il Supplementary Protection Cerificate (SPC) estende fino a ulteriori 5 anni la durata già ventennale dei brevetti farmaceutici europei, per consentire il recupero del tempo intercorso tra il deposito della domanda e l’ottenimento dell’AIC dei prodotti, impedendo qualunque attività produttiva ai fini dell’export. La conseguenza è che le aziende europee sono così esposte ad una pesante concorrenza da parte dei produttori extra-Ue, non soggetti ad analoghe restrizioni, e costrette a delocalizzare gli impianti stringendo accordi vincolati con i Paesi ospiti.Secondo quanto previsto dalla bozza di Regolamento concordata ieri, la deroga per l’export dovrebbe dunque essere concessa quando:
• generici e biosimilari sono prodotti esclusivamente per l’esportazione verso Paesi terzi in cui la protezione del medicinale originale non esiste o è scaduta;
• il produttore ha fornito almeno tre mesi le informazioni richieste dal Regolamento sia alle autorità dello Stato membro di produzione sia al titolare del SPC;
• il fabbricante ha debitamente informato tutti coloro che sono coinvolti nella commercializzazione del prodotto del fatto che il prodotto può essere immesso sul mercato solo al di fuori dell’UE;
• il produttore ha apposto sulla confezione del prodotto il logo specifico previsto dal Regolamento, indicando chiaramente che è solo per l’esportazione.
Nei primi tre anni di entrata in vigore della normativa, però, la deroga potrà essere richiesta solo per i nuovi SPC, ovvero quelli richiesti a partire dalla data di entrata in vigore del Regolamento, successivamente potrà essere estesa anche a quelli di più vecchia data ma divenuti efficaci dopo l’entrata in vigore del Regolamento.A rimanere in sospeso è ancora la questione dell’on Day-1 Launch, contenuta nelle proposte emendative avanzate dall’ENVI, il Comitato per la salute del Parlamento Europeo: ovvero la possibilità per le aziende di produrre e stoccare i lotti prodotti in presenza di SPC nei propri magazzini per venderli nei paesi UE dal giorno successivo alla scadenza dell’SPC (Day-1 entry).
A fronte delle aspettative circa l’introduzione del Day-1 launch da parte del Parlamento Europeo, la mancanza di questa previsione sarebbe dannosa per le imprese, in particolare le PMI e per i pazienti europei, che sembra potranno però contare sul parere favorevole che Italia, Francia, Germania e Spagna sarebbero orientate a esprimere in modo compatto all’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo nella procedura del Trilogo che la presidenza rumena sembra intenzionata ad attivare in tempi stretti per arrivare all’adozione del testo in prima lettura.

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Parlamento europeo: Generici e biosimilari

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2016

psicofarmaciLa Commissione IMCO (Mercato Interno e Protezione dei Consumatori) del Parlamento Europeo ha approvato due emendamenti al Rapporto della europarlamentare italiana Lara Comi sulla “Single Market Strategy”, che chiedono alla Commissione Europea di adottare al più presto una “SPC waiver”, cioè una DEROGA, a certe condizioni e per certi fini, alla protezione brevettuale offerta dal certificato di protezione complementare (SPC). La misura, in particolare, consentirebbe alle industrie europee dei generici e biosimilari di produrre per l’esportazione verso i Paesi nei quali l’SPC sia già scaduto, oppure per lo stoccaggio in attesa della scadenza brevettuale.
“Si tratta di una misura – commenta Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici – che senza inficiare in alcun modo i diritti dei detentori dei certificati complementari di protezione, né richiedere sovvenzioni o sconti fiscali, potrebbe imprimere una netta accelerazione alla produzione industriale delle aziende europee del generico. Un recente rapporto, realizzato dalla società di ricerche Nomisma, ha stimato che questa misura, in Italia, potrebbe generare un fatturato aggiuntivo, prendendo in considerazione solo le molecole in scadenza di SPC tra il 2016 e il 2020, da un minimo di 149 milioni di euro a un massimo di 543 milioni di euro, per una produzione addizionale dai 5 ai 18 milioni di unità. Ma il dato più rilevante – prosegue Häusermann – come sempre avviene quando si parla di sblocco dei vincoli alla produzione, riguarda l’occupazione: la misura, che deve ora essere approvata dalla Commissione UE, potrebbe creare dai 5.600 ai 20.400 nuovi posti di lavoro, tra le assunzioni dirette delle nostre aziende e l’indotto che si svilupperebbe. Tra l’altro una produzione basata localmente permetterebbe ai generici di entrare più rapidamente in commercio nei paesi UE alla scadenza del brevetto, con ulteriori risparmi, per i servizi sanitari, che la Commissione stessa ha stimato nel 20% circa della spesa attuale. Una lunga lista di vantaggi ai quali non si contrappone alcuna difficoltà o rischio. Tutto ciò – conclude Häusermann – ci induce ad auspicare una rapida e incondizionata adozione degli emendamenti da parte della Commissione Europea anche con il supporto del Governo Italiano”.

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L’Italia? Non è un paese per generici

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

psicofarmaciAncora una volta si sta ricorrendo, nei confronti della spesa farmaceutica, alla politica dei tagli. Solo che oggi, con la nuova determinazione dei prezzi di riferimento in base ai raggruppamenti terapeuticamente assimilabili, si comprimono in modo insopportabile proprio i medicinali generici, che fino a oggi hanno garantito alle finanze pubbliche centinaia di milioni di euro l’anno di risparmi” dice il presidente di AssoGenerici, Enrique Häusermann. Secondo l’associazione, pur in assenza di significativi aumenti nell’utilizzo dei farmaci generici, si ricorre a misure di riduzione dei prezzi, di fatto mettendo a rischio la sostenibilità economica della nostra industria ed il suo ruolo di creare la naturale competizione sul mercato. Senza contare che non si pone mano al meccanismo del pay-back, che impone anche a chi genera risparmio di ripianare lo sfondamento dei tetti di spesa determinato dai farmaci a più alto costo e che ancora non sono stati rimossi quei vincoli, già vietati e censurati dall’Unione Europea, alla rapida entrata in commercio dei generici. Il recente ordine del giorno dell’Onorevole Giulia Grillo, approvato alla Camera nell’ambito del DDL concorrenza e che chiede al Governo di impegnarsi a rimuovere ostacoli come il Patent Linkage, come già più volte segnalato dall’Antitrust, dovrebbe immediatamente essere recepito ed attuato.“Vorremmo fosse chiaro che se non si cambia la rotta, su questa strada ci sia avvia a rendere l’Italia un mercato insostenibile per il generico, dove i margini ormai si valutano in centesimi di euro per confezione” spiega Häusermann. “E’ possibile che nel breve termine ci sia chi può sostenere questa situazione, ma non a lungo e, soprattutto, si rischia che il Servizio sanitario si trovi a dipendere da uno o due produttori soltanto. Con tutti i pericoli che derivano in termini di certezza nel tempo delle forniture. Né vale dire che la spesa farmaceutica sta di nuovo aumentando: al netto dei medicinali innovativi, quello cui assistiamo è anche l’effetto indotto dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche. Chiediamo che la nostra industria non venga più sottoposta a misure di questa portata che determina lo schiacciamento di un settore economico produttivo di valore che ogni anno garantisce sostenibilità al Servizio Sanitario Nazionale, un più ampio accesso alle cure ad una larga platea di pazienti e un importante impatto occupazionale per l’intero comparto industriale nazionale.

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Generici, in aumento la vendita della pillola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2012

Nell’ultimo anno c’é stato un incremento del 20% nei consumi della pillola generica. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata ieri a Milano da Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
Se si fa invece il confronto su base mensile, tra marzo 2012 e 2011, l’aumento sale al 29%. Numeri destinati a crescere con l’arrivo questo mese di pillole equivalenti di ultima generazione a base di drospirenone. A marzo 2012 le donne che usano la pillola genetica sono state il 12%. Come evidenzia l’indagine condotta su 600 donne tra i 18 e 40 anni, la pillola resta ancora la prima scelta come contraccettivo e per controllare irregolarità e dolori mestruali. Tuttavia per 1 su 5 l’acquisto della pillola è un problema economico, tanto che il 94% è favorevole al passaggio a un contraccettivo generico. La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani (46%), mentre sono più restie le donne adulte (38%), che la sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6 mesi (rispetto alle giovani, 31%). Il 42% delle donne ha un rapporto di grande fedeltà con la propria pillola a basso dosaggio (77%), che spesso è lei stessa a richiedere al medico (51%), e in genere sono tutte soddisfatte del proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti collaterali a lungo termine tanto da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione. (fonte farmacista33)

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Savona: intesa medici-farmacie sulla sostituibilità dei generici

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Sulla sostituibilità del generico a Savona è “gentlemen agreement” tra medici di famiglia e farmacisti. L’intesa, che verrà formalizzata nei prossimi giorni, nasce da una proposta di Fimmg e Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia e impegna le due professioni a garantire la continuità della confezione ad anziani, cronici e pazienti in politerapia. «In sostanza» spiega Gianmario Massazza, segretario provinciale della Fimmg «medico e farmacista si impegnano a non cambiare marca

Savona harbour

Savona harbour (Photo credit: Tiziano Caviglia (Rhadamanth))

del farmaco fino al termine della terapia, a prescindere dal fatto che la prima scelta sia stata dell’uno o dell’altro. Basta che il paziente porti con sé la scatoletta vuota o dica con quale prodotto aveva avviato la cura e quello gli verrà dato». L’intesa, che ora verrà mostrata a Snami e Smi (gli altri sindacati della Mg rappresentati nel savonese) per avere anche la loro adesione, mira a ridurre i problemi di compliance che gravano solitamente sui cosiddetti pazienti “fragili”. «Sappiamo da tempo quanto è importante, in certi casi, che colore e nome della scatoletta rimangano gli stessi» conclude Massazza «questo patto tra gentiluomini ha per obiettivo venire incontro agli assistiti attraverso una più stretta collaborazione tra le due professioni. Non mi pare un caso che un plauso all’iniziativa sia arrivato anche dalle associazioni dei consumatori». «La richiesta che ci arrivava dai medici» aggiunge dal canto suo Aldo Gallo, presidente di Federfarma Savona «era quella di tenere in considerazione i rischi cui vanno incontro anziani cronici e politrattati quando si trovano davanti anche una decina di confezioni. Abbiamo accettato di buon grado l’intesa perché la nostra prima preoccupazione è quella di ridurre al minimo errori e scambi nell’assunzione dei farmaci».(fonte farmacista33)

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Da fascia C fuori canale, calo prezzi e più generici

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

Bocconi University

Image via Wikipedia

Gli effetti che sarebbero derivati dalla liberalizzazione della fascia C nella sua prima versione non avrebbe portato a un aumento del consumo dei farmaci, ma a un abbassamento del prezzo di circa il 23-24% e a un incentivo del generico. A spiegarlo Francesco Longo, direttore del Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale) della Bocconi. «La liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta avrebbe riguardato non la loro prescrizione, bensì la loro distribuzione. La liberalizzazione non induce di per sé un aumento del consumo dei farmaci, ma facilita l’accesso al prodotto». Tanto più che, così come avvenuto per i farmaci da banco nelle parafarmacie, «ci sarebbe stata sempre la presenza di un farmacista» aggiunge Maurizio Bonati, responsabile del dipartimento di Salute pubblica dell’istituto Mario Negri. «Il luogo di vendita è solo un problema di mercato e la liberalizzazione avrebbe inciso sul prezzo». Un abbattimento che non sarebbe stato comunque molto consistente, «di circa il 23-24% e che non avrebbe incentivato un consumo dissennato dei farmaci». L’effetto che si sarebbe avuto invece, secondo Longo, soprattutto aprendo alla vendita nei supermercati «sarebbe stato quello di favorire i farmaci generici. La grande distribuzione è abituata infatti a mostrare tutta la gamma di prodotti, anche quelli medio-bassi, in questo caso i generici appunto. La farmacia invece generalmente mostra quelli più costosi e con una maggiore competizione sarebbe stata indotta ad offrire più generici».(fonte farmacista33)

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Sconti in farmacia per i generici

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Finalmente l’Italia si adegua alla media dei prezzi europei dei farmaci generici. Da oggi infatti, più di 4.000 farmaci equivalenti costeranno di meno per iniziativa dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene utile riportare per favorirne la divulgazione. Come è noto, infatti, i medicinali generici sono quelli definiti come “bio-equivalenti” (cioè con un comportamento nell’organismo del tutto simile a quella originale) ad un prodotto il cui brevetto è scaduto e del quale ha il medesimo comportamento. Le conseguenze dell’operazione “sconto in farmacia”, così la potremmo definire, saranno sia indirette in quanto ci potrà essere un risparmio totale stimato in oltre 700 milioni di euro per lo stato, sia dirette per gli evidenti vantaggi immediati per i cittadini che potranno avere gli stessi benefici dai farmaci generici, ma a prezzi più bassi. Chiaramente in tutto ciò sarà importante una campagna informativa adeguata per spingere i consumatori realmente bisognosi all’acquisto dei medicinali equivalenti che spesso vengono ritenuti, a torto, come meno sicuri o efficaci. La prova della disinformazione viene direttamente dalla statistica. Infatti, se nel Unione Europea la percentuale di vendita dei farmaci si assesterebbe intorno al 50%, arrivando a punte del 70% in paesi come la Germania, nel Belpaese vi è un crollo di tale percentuale che arriverebbe solo al 12%.

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Farmaco generico: c’è altro che il prezzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Prende il via il 24 febbraio la campagna informativa sul farmaco generico equivalente “Salute a tutti” promossa da AssoGenerici, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci equivalenti in Italia, con il patrocinio dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e il contributo delle aziende associate Almus, DOC, Dr Reddy’s, EG, Germed, Mylan, Sandoz e Teva.L’iniziativa prevede una campagna stampa e uno spot televisivo che dal 24 febbraio a fine aprile appariranno sui più diffusi periodici nazionali e sulle principali emittenti televisive, al fine di far conoscere ai cittadini che cosa sono i farmaci equivalenti e agli operatori sanitari i loro  punti di forza: medicinali che rispondono agli stessi criteri di qualità, sicurezza ed efficacia dei farmaci di marca corrispondenti (originatori) e che per questo rappresentano nei paesi dell’UE la quota maggioritaria delle prescrizioni.“In pratica tutto il mondo si cura con i generici e l’obiettivo della campagna – dichiara Giorgio Foresti – presidente di AssoGenerici – è far sì che anche in Italia si raggiunga lo stesso livello di ricorso al farmaco generico – equivalente che si registra nel resto d’Europa, superando pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere. Per ottenere questo risultato, però, bisogna innanzitutto dare un messaggio positivo e cioè che i medicinali equivalenti rispondono agli stessi criteri di qualità, sicurezza ed efficacia degli originatori. Non è soltanto una questione di prezzo, come si è cercato di far passare in questi anni, quasi si fosse di fronte a un farmaco di serie B”.L’impegno di AssoGenerici per la diffusione di una corretta cultura del generico ha trovato in questa occasione un forte all’alleato nell’Aifa “all’Agenzia del Farmaco va un ringraziamento particolare per aver sostenuto con il suo patrocinio la nostra campagna informativa” conclude Foresti “nella convinzione comune che solo attraverso un nuovo atteggiamento di forte promozione all’utilizzo dei farmaci equivalenti si può garantire maggiore accesso alle cure, assicurare un uso razionale delle risorse e investire nell’innovazione”.

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Milano: nuova sanità territoriale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale siglato dai Medici di Medicina generale e della Specialistica ambulatoriale, conferma l’inversione di tendenza del Sistema Sanitario Nazionale: parola d’ordine è valorizzare al massimo l’assistenza sul territorio, soprattutto per la gestione delle malattie croniche, che colpiscono gli over 65. Il ruolo fondamentale per attuare questa vera e propria riforma assistenziale spetta dunque ai medici di medicina generale e agli specialisti impegnati sul territorio.
A proposito di farmaci, durante il convegno si è parlato anche di generici e del loro ruolo per il contenimento della spesa. Come sottolinea infatti Giorgio Foresti, Amministratore Delegato di Teva Italia e Presidente di Assogenerici, “In Italia oggi solo il 10% delle unità di farmaci vendute è un generico, contro una media europea del 50%. Tali farmaci hanno già contribuito in modo importante alla riduzione della spesa sanitaria, come dimostrano i recenti dati diffusi da Federfarma, secondo i quali la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) da gennaio a ottobre 2010 ha fatto registrare una diminuzione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un aumento del numero delle ricette del 2,6%. Il risparmio per il sistema sanitario potrebbe però aumentare in modo determinante se questi farmaci fossero più diffusi: se le aziende produttrici avranno accesso a volumi di produzione maggiori, potranno contrarre in modo significativo il costo del prodotto, innescando un circolo virtuoso conveniente per il Sistema Sanitario.”

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Farmaci generici

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale: “Secondo I dati riportati dalla banca dati di IMS Health, in Europa i farmaci generici rappresentano quasi la metà delle confezioni di medicinali dispensate ai cittadini europei mentre in Italia la quota di mercato dei farmaci generici è inferiore al 20%. Nel 2009 gli Italiani hanno speso di tasca propria oltre 400 milioni di euro per coprire la differenza di prezzo tra il farmaco generico, rimborsato dal SSN al prezzo di riferimento ed il corrispondente farmaco di marca (nel solo primo semestre 2010 oltre 260 milioni di €). La ragione principale di tali discrepanze nelle quote di mercato sta nella variabilità dell’efficacia delle diverse politiche sanitarie nel favorire la penetrazione dei generici e nelle continue campagne denigratorie sulla qualità di tali medicinali. L’11 ottobre scorso è andato in onda, durante il TG1 delle 20, il servizio “Farmaci: occhio alla scadenza”, i farmaci generici venivano descritti come farmaci con una scadenza inferiore rispetto ai farmaci di marca e in sovrimpressione appariva inoltre la scritta “farmaci generici, vita più breve. Per queste ragioni, con il collega Perduca abbiamo rivolto un’interrogazione al ministro della Salute, per sapere: se quanto affermato nel servizio corrisponda al vero e, in caso contrario, se e in quale modo il Ministro intenda intervenire per porre rimedio ad affermazioni gravi che creano diffidenza nei pazienti verso i farmaci generici. Qui l’interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=1789”

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Farmaci: risparmi con i generici

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Se i medici prescrivessero più generici il Ssn potrebbe risparmiare tra i 640 e i 700 milioni di euro. La stima arriva dall’analisi condotta a luglio dall’Aifa in ottemperanza all’articolo 11, comma 7b, della Legge 122/2010, la cosiddetta Manovra estiva. Oltre a ridurre del 3,65% i margini della distribuzione intermedia, il provvedimento incaricava l’Agenzia di predisporre «tabelle di raffronto» sui consumi di generici nelle singole regioni, allo scopo di individuare le performance migliori e invitare le altre amministrazioni ad allinearsi. Nella sua analisi l’Agenzia si è limitata all’esame di quattro classi tra le più onerose per il Ssn: inibitori di pompa protonica, statine, Ssri e farmaci per il sistema renina angiotensina (Ace-inibitori e sartani). In ciascuna di tali categorie è stata individuata la Regione che vanta la soglia prescrittiva migliore e quindi l’entità del risparmio potenziale per le altre Regioni nel caso in cui si ottenessero le stesse medie. Come s’è detto, emergono cifre consistenti: nel caso dei Ppi, per esempio, se in tutto lo Stivale si prescrivessero generici come in Molise (86,2% dell’intera classe) si conseguirebbero risparmi per circa 230 milioni di euro; nelle statine, se tutti facessero come la Toscana (43,3%) si taglierebbe la spesa farmaceutica di circa 54 milioni di euro; negli Ace-inibitori non associati, imitare il Veneto (73,6%) significherebbe risparmiare circa 140 milioni di euro. Sommate tutte le cifre, si arriva a quei 640-700 milioni di cui s’è detto in apertura. Non sono pochi, soprattutto se si ricorda che la Manovra già citata ridurrà di 600 milioni il finanziamento 2011 per la spesa farmaceutica delle Regioni, già in difficoltà quest’anno per lo sfondamento dell’ospedaliera. Quello dell’Aifa, insomma, più che uno studio ha i toni dell’avvertimento: se i governi locali non vogliono cadere nel baratro del dissesto, comincino a lavorare sui generici perché di spazio per risparmiare ce n’è. Quasi inutile a dirlo: avvertiti anche i farmacisti. (fonte farmacista33)

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I farmacisti fanno risparmiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Oltre 500 milioni di euro risparmiati grazie ai farmacisti. È la cifra calcolata da PricewaterhouseCoopers e dall’Association of finnish pharmacies (Afp), secondo cui rivolgersi al presidio sanitario territoriale numero uno invece che al medico per consigli di salute generici, gesto che si unisce all’intervento dei farmacisti nella correzione di errori prescrittivi e nell’aderenza alle terapie, fa bene alle casse pubbliche. La ricerca è stata presentata ieri alla conferenza annuale della International Pharmaceutical federation (Fip) in corso a Lisbona (Portogallo). Erkki Kostiainen e gli esperti della Afp di Helsinki hanno deciso di quantificare l'”effetto farmacista” sulla spesa sanitaria finlandese e hanno così coinvolto 197 titolari di farmacie e sei centri medici per anziani nel Paese scandinavo. I risultati mostrano che i consigli chiesti ai farmacisti hanno reso evitabili 6,2 milioni di visite dal medico di medicina generale, 750 mila richieste di aiuto al pronto soccorso e 123 mila ricoveri notturni in ospedale l’anno. Il tutto per un totale di «565 milioni di euro l’anno – sottolineano gli autori dell’indagine – che sono stati spesi per altre importanti priorità del sistema sanitario nazionale. La maggior parte dei risparmi, circa 300 milioni, deriva dalle visite evitate dal medico, perché i farmacisti sanno risolvere i piccoli problemi di salute e anche consigliare quando sia il caso o meno di consultare un dottore».(fonte farmacista33)

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Farmaci generici

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Rappresentano già oggi un’indiscutibile opportunità di risparmio per il singolo e per la società, a prescindere dalle caratteristiche degli utilizzatori e dell’area terapeutica considerata, ma diventeranno una scelta addirittura obbligata nell’immediato futuro se si vorrà assicurare la sostenibilità dei sistemi sanitari nei prossimi decenni. Per far fronte alle esigenze di gestione farmacologica di una popolazione sempre più anziana e sempre più affetta da patologie croniche, in un contesto socio-economico che non si prospetta particolarmente florido, oltre a puntare su riduzione degli sprechi e appropriatezza prescrittiva, sarà infatti indispensabile sfruttare il più possibile la disponibilità di farmaci di efficacia comprovata e qualità garantita, ma caratterizzati da un prezzo più accessibile reso possibile dal venir meno della tutela di sfruttamento economico assicurata dai brevetti. I dati confermano che il mercato  italiano resta il più piccolo mercato a livello europeo per quanto riguarda i generici, tipologia di farmaci che nel nostro Paese rende conto di una quota minoritaria dei consumi, oscillante intorno al 10%. In un contesto economico come quello attuale, è quindi evidente la necessità di raggiungere lo stesso livello di diffusione dei medicinali equivalenti che si registra nel resto d’Europa. La diffusione media dei Paesi dell’Unione si attesta sul 30%, ma in alcuni Paesi quali il Regno Unito, la Germania, l’Olanda e la Danimarca, dove la tradizione del farmaco generico è particolarmente consolidata, si arriva fino al 50-70% del volume totale di vendita. (fonte:  Genericodiqualita.it)

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Spesa 2009, il generico arranca e il cittadino paga

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Il 2009? Un anno da dimenticare, almeno per i generici. Così dicono i dati sulla spesa farmaceutica pubblica elaborati recentemente da Assogenerici, l’associazione delle industrie produttrici di equivalenti. Dati che a prima vista indurrebbero all’ottimismo: degli 11 miliardi di euro spesi nell’ultimo anno dal Ssn per l’assistenza farmaceutica, quasi tre sono serviti all’acquisto di medicinali off patent (ossia non coperti da brevetto), una cifra dell’1,8% superiore a quella registrata nel 2008; ancora più brillante la performance dei generici puri (gli equivalenti con il nome della molecola sulla confezione), che nel 2009 si sono assicurati 781 milioni di spesa Ssn con una crescita del 10,8% sull’anno precedente. Come s’è detto però i dati offrono una lettura ingannevole: se gli equivalenti nel loro complesso e i generici in particolare hanno fatto segnare una crescita con il segno più, è soltanto grazie alle scadenze brevettuali che nel corso del 2008 e del 2009 hanno ispessito i ranghi delle molecole genericabili e, di conseguenza, il numero di confezioni dispensate. A valori, invece, è tutta un’altra musica: in termini di prezzi di realizzo industria, nel 2009 il mercato dei generici è calato del 5,6%. Per Assogenerici, la ragione dell’arretramento risiede principalmente nel decreto 39/2009, più noto come “decreto Abruzzo”, che a giugno aveva impartito una sforbiciata ai prezzi dei generici puri. Ma a incrociare i dati degli industriali con quelli di Federfarma (il sindacato dei titolari di farmacia), spunta anche un’altra colpa a carico del decreto: dalle rilevazioni dei farmacisti, infatti, emerge che nelle Regioni dove non è in vigore alcun ticket il contributo alla spesa farmaceutica pubblica versato dai cittadini è aumentato rispetto al 2008 dell’1-1,3%. Poiché in tali Regioni non c’è il ticket, la deduzione di Federfarma è che questa percentuale vada addebitata al decreto e alle conseguenti resistenze che nel secondo semestre hanno pesato sulla sostituzione in farmacia, con il risultato di costringere i pazienti a orientarsi sul farmaco più caro pagando di tasca propria la differenza di prezzo. (fonte doctor news)

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Controlli sui generici sono segno di rigore

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Ha ricevuto il consenso da AssoGenerici la decisione dell’Agenzia italiana del farmaco sui generici dell’omeprazolo: “E’ un fatto molto positivo che l’AIFA abbia revocato l’autorizzazione al commercio dei farmaci a base di omeprazolo i cui dossier registrativi presentavano delle irregolarità. Anche se dobbiamo osservare che non di soli generici si tratta: nell’elenco dei medicinali colpiti dal provvedimento figurano, infatti, anche alcuni farmaci copia, che generici non sono”. Sono state queste le prime osservazioni mosse da Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici alla notizia della determinazione dell’Agenzia del farmaco, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. “E’ la conferma che i controlli ci sono e sono rigorosi e che le aziende che non seguono le regole vengono adeguatamente sanzionate”, dice Foresti. AssoGenerici osserva con soddisfazione che così prosegue da parte dell’Agenzia del Farmaco la politica di collaborazione per ottenere che sul mercato siano presenti soltanto farmaci equivalenti non solo sicuri ed efficaci, ma anche con uno standard di qualità al di sopra delle critiche. “E’ comunque doveroso ricordare, come ha già fatto l’AIFA – conclude Foresti – che i medicinali tolti dal mercato non rappresentavano un rischio per la salute e, aggiungo, rappresentano una quota residuale del mercato degli equivalenti dell’omeprazolo in Italia”.

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Migliorare la sicurezza farmaceutica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Leamington Spa, Inghilterra, La formulazione a fiala singola è progettata per migliorare la sicurezza — Hospira, Inc. (NYSE: HSP), leader mondiale nei farmaceutici iniettabili generici, ha oggi annunciato il completamento della procedura decentralizzata (decentralised procedure, DCP) per il docetaxel generico e prevede di effettuare il lancio nella maggior parte dell’Europa da ora alla fine del 2010. Il farmaco per chemioterapia è una versione generica del Taxotere(R) di Sanofi-Aventis, che ha registrato vendite in Europa per circa 1,1 miliardi di dollari nel 2008. A differenza delle formulazioni del prodotto disponibili in precedenza, che richiedono ai sanitari di eseguire un processo in due fasi per la diluizione prima dell’infusione, il docetaxel di Hospira è fornito in una formulazione a fiala singola che è progettata per migliorare la sicurezza dei farmacisti. Il docetaxel di Hospira sarà prodotto nell’ambito della joint-venture della società con Zydus Cadila Healthcare, Ltd. Il docetaxel è un farmaco chemioterapico antimicotico, utilizzato principalmente per il trattamento del cancro alla mammella e del cancro alla prostata. È anche utilizzato nel cancro ai polmoni, nel cancro della testa e del collo e nell’adenocarcinoma gastrico. Le presentazioni di Hospira per il docetaxel comprenderanno fiale monodose da 20 mg, 80 mg e 160 mg. La fiala da 160 mg è una presentazione aggiuntiva, non disponibile per il farmaco originale.
La sede centrale della Società, che dà lavoro a circa 14.000 dipendenti, è a Lake Forest, Illinois (Stati Uniti). La sede centrale per Hospira in Europa, Medio Oriente e Africa si trova a Leamington Spa, Regno Unito. Maggiori informazioni su Hospira nel Regno Unito si trovano sul sito http://www.hospira.co.uk.

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Pochi controlli sui generici?

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Le autorità regolatorie europee dovrebbero effettuare più ispezioni per controllare l’applicazione delle Good Manufacturing Practices (Gmp) nei siti di produzione dei farmaci generici. E non solo in Paesi emergenti come la Cina e l’India, ma anche in Occidente, Italia compresa. “L’Agenzia europea dei medicinali (Emea), infatti, non compie nemmeno la metà dei controlli di cui invece si fa carico ogni anno la Food and Drug Administration (Fda) americana”. Lo ha evidenziato nella sua presentazione al 34esimo congresso nazionale della Società italiana di farmacologia (Sif), in corso a Rimini, Marcello Tonini, ordinario di Farmacologia all’università di Pavia. “Nel 2008 – dice l’esperto – la Fda ha effettuato oltre 2.200 ispezioni, rilevando diverse irregolarità nella produzione di medicinali equivalenti. Certo, per l’Agenzia statunitense è più facile in quanto rappresenta tutti gli Stati federali, mentre l’Emea deve dividersi i compiti con gli enti regolatori di ognuno degli Stati membri dell’Ue. Ma la parola d’ordine deve essere ugualmente ispezioni, ispezioni, ispezioni”. Se infatti i generici possono rappresentare una via di risparmio per l’economia sanitaria, è la qualità il fattore più importante in assoluto, non certo il prezzo. “Utilizzando buoni prodotti equivalenti, all’interno delle classi terapeutiche dove esistono ancora farmaci coperti da brevetto – ricorda Tonini – è possibile risparmiare dal 40% al 70%. Mentre se in una classe terapeutica non esistono più medicinali griffati, il risparmio non c’é. E questa è una cosa di cui non si parla mai. Come non si parla abbastanza della necessità di rispettare un altissimo livello di qualità” per sostituire in sicurezza un generico con l’originator.

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