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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘generico’

Fimmg: poca informazione su generico, più facile scelta brand

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

È la poca informazione da parte dei produttori di generici che non permette al medico di «approfondire bene la conoscenza di questi farmaci». È quanto sostenuto da Giacomo Milillo, segretario della Fimmg commentando sia i dati sulla quota di mercato del comparto (17%), sempre inferiore a quella degli Usa (80%) e della media europea (55%), sia la diffidenza dei medici e di pazienti rilevata da due recenti ricerche americane. «I produttori di farmaci generici non fanno molta inf ormazione» chiarisce Milillo «il medico non può quindi approfondire bene la conoscenza di questi farmaci e dei loro effetti collaterali che possono essere diversi, perché bisogna sempre ricordare che dire che sono equivalenti a quello con brand non significa dire che sono uguali». E aggiunge: «Il medico ha necessità di avere piena contezza di quello che ha prescritto, per questo alla fine è più facile che la scelta ricada su farmaci che già conosce». Obiezioni a cui Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici risponde ribadendo che «se le case farmaceutiche produttrici di farmaci equivalenti vogliono continuare a vendere prodotti che costano mediamente il 60% in meno di quelli di marca, non potendo sacrificare la qualità devono per forza rinunciare a investire in ricerca, visto che le molecole che utilizzano sono state già scoperte, e in informazione medico scientifica», e invitan do i medici a prendere in considerazione la possibilità di «informarsi da soli». Secondo Foresti, la diffidenza dei pazienti è giustificabile dall’introduzione «un po’ forzosa giustificando la scelta soltanto con un risparmio economico, ma quella del medico no, anzi deve essere proprio lui a dissipare ogni timore prescrivendo sin da subito un farmaco generico laddove possibile». E conclude: «La norma della doppia dicitura in ricetta, principio attivo più eventualmente nome del farmaco, introdotta di recente da Balduzzi mi sembra giusta: è un primo passo per educare i cittadini».(fonte frarmacista33)

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Farmaco generico equivalente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

Ha preso il via la seconda edizione della campagna informativa sul farmaco generico-equivalente “Salute a tutti”, promossa da AssoGenerici, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci equivalenti in Italia, con il patrocinio dell’Agenzia Italiana del Farmaco, e il contributo delle aziende associate ABC Farmaceutici, Actavis, Almus, Aurobindo Pharma, DOC Generici, EG, Mylan, Pensa Pharma, Dr Reddy’s, Sandoz e TevaL’iniziativa, avviata lo scorso anno, prevede uno spot televisivo che da oggi fino al 24 marzo andrà in onda sulle reti Mediaset, per informare i cittadini su questi medicinali che rispondono agli stessi criteri di qualità, sicurezza ed efficacia dei corrispondenti farmaci di marca, che nei paesi Europei rappresentano da tempo la quota maggioritaria delle prescrizioni.
“Oggi più che mai” ha dichiarato Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici, “in un momento di grande attenzione delle Istituzioni nei confronti del farmaco generico-equivalente in seguito al DL Liberalizzazioni, siamo felici di poter dare un contributo di informazione sul settore. Ci auguriamo che questo possa accelerare quel percorso culturale di diffusione di un nuovo atteggiamento nei confronti del farmaco generico da parte degli operatori sanitari e dei cittadini nella consapevolezza che il ricorso all’equivalente può rappresentare uno strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica italiana, a vantaggio dell’innovazione”. “Obiettivo della campagna – conclude Foresti – è far sì che anche l’Italia raggiunga lo stesso livello di ricorso al farmaco equivalente che si registra nel resto d’Europa, superando barriere culturali che non hanno più alcuna ragion d’esistere. Anche quest’anno un grande ringraziamento va all’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco, da sempre prezioso alleato nella diffusione di una corretta cultura del farmaco”.

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Per i medici scatta l’obbligo di indicare il generico in ricetta

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

È confermata nel decreto sulla Liberalizzazione uscito dal Consiglio dei Ministri la norma che obbliga il medico a indicare in ricetta, accanto alla prescrizione, la dicitura «o farmaco equivalente se di minor prezzo», con l’unica eccezione per la presenza «di ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico». L’obbligo è previsto dal momento in cui è immesso in commercio un farmaco generico e si estende anche alla specificazione dell’inesistenza del farmaco equivalente. La norma aveva fatto infuriare i medici già nel momento in cui è circolata in bozza. Secondo i sindacati della medicina generale in particolare si tratterebbe di un provvedimento che mina la loro autonomia e libertà prescrittiva.(fonte farmacista33)

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Influenza e bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

In ambito pediatrico sono disponibili diversi farmaci equivalenti spesso utilizzati per la cura di malattie legate alle infezioni respiratorie ricorrenti o alle sindromi influenzali.  Nel caso dei farmaci a prescrizione, quali per esempio gli antibiotici pediatrici, l’utilizzo del generico evita alla mamma di pagare un sovrapprezzo al momento dell’acquisto in farmacia. Per i farmaci a carico della famiglia, inoltre, come nel caso degli antinfiammatori, l’equivalente può arrivare a costare almeno un terzo in meno del corrispondente farmaco di marca. Anche per alcuni prodotti senza obbligo di prescrizione, i costi del generico sono decisamente inferiori al prodotto originale.
Ma quali sono le domande più frequenti della mamme? “Nel caso di antibiotici, – spiega Mele – alcune mamme temono che, cambiando il farmaco di marca con il generico, si esponga il bambino alle allergie. A questo proposito è importante ricordare che il principio attivo dell’antibiotico generico è identico a quello del farmaco di marca. Poiché le allergie si riscontrano generalmente verso il principio attivo, se un bambino è allergico a un dato principio attivo lo è sia per il farmaco di marca sia per quello equivalente. E naturalmente vale il contrario.”
Le mamme più informate ribatteranno però che i farmaci generici possono variare gli eccipienti ossia degli ‘ingredienti secondari del farmaco’. “Gli eccipienti  – continua il pediatra – presenti nei farmaci generici sono gli stessi presenti in molti farmaci di marca, poiché devono essere utilizzati solo quelli approvati dagli organi di controllo. Inoltre, casi di allergie agli eccipienti sono rarissimi.”
La figura del pediatra, quale consulente anche in questo ambito di cura, diventa fondamentale. “Purtroppo però – spiega Mele – al momento c’è una scarsa propensione, da parte dei pediatri, a prescrivere farmaci equivalenti, dovuta soprattutto a poca conoscenza di questi farmaci. Proprio a tale proposito, la FIMP è al lavoro per creare un programma di formazione su questo settore, reso possibile anche dalla partnership con aziende produttrici, per dare il via ad un percorso di informazione continua e formazione. Tale progetto sarà presentato, a maggio, al Primo Congresso Mondiale sulle Cure Primarie che si terrà a Tel Aviv, sotto l’egida dell’Ambasciata Italiana in Israele e con il supporto di Teva, l’azienda leader mondiale nella produzione di farmaci generici.

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Farmaco generico: il suo cammino

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Milano 13 Dicembre 2010 – ore 9.30 – 12.45 Circolo della Stampa, Sala Montanelli Convegno Farmaco generico, un cammino lungo dieci anni. Fulcro dell’incontro, organizzato con il patrocinio di Assogenerici e il grant incondizionato di Teva-ratiopharm, sarà una tavola rotonda che coinvolgerà Istituzioni, aziende, medici, farmacisti e associazioni consumatori. Nel corso del Convegno verrà inoltre presentato ufficialmente e distribuito ai partecipanti il libro “Farmaco generico, un cammino lungo dieci anni. I protagonisti si raccontano”, edito dal Gruppo 24 Ore.
Risale al 2001 la prima normativa italiana che ha, di fatto, ufficializzato l’introduzione del farmaco generico nel nostro Paese. Da allora sono trascorsi dieci anni, contraddistinti da un lento e difficile percorso di affermazione del medicinale equivalente, in uno scenario sanitario in continua evoluzione. Un percorso in cui si è dovuto spesso combattere contro forti resistenze e pregiudizi a livello culturale, che relegavano i farmaci generici al ruolo di prodotti con una qualità inferiore rispetto al medicinale “griffato”.  Un cammino decennale a volte contrastato, dunque, ma sicuramente avvincente. Una nuova pubblicazione nell’ambito della collana “I libri de Il Sole 24 Ore Sanità” lo ripercorre nelle sue tappe fondamentali, dagli esordi fino ai giorni nostri, attraverso la diretta testimonianza dei suoi protagonisti.  Oggi, attraverso l’impegno di Istituzioni, classe medica, rappresentanti del mondo scientifico e associativo, sta nascendo a poco a poco una vera “cultura del medicinale equivalente”, che sta guadagnando sul campo la fiducia degli italiani ed è ormai entrato a far parte del linguaggio e dell’uso comune, grazie anche alle importanti campagne di informazione e sensibilizzazione susseguitesi in questi anni.

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Finanziaria:Tagli pericolosi e inefficaci

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Mag 2010

AssoGenerici giudica controproducenti le misure di contenimento della spesa farmaceutica presenti nella manovra economica approvata dal Consiglio dei Ministri di ieri. “Soprattutto, riteniamo che non sortiranno alcun effetto rilevante al fine della riduzione della spesa. Infatti non serve prevedere una diminuzione del prezzo dei farmaci generici del 12% quando questi rappresentano una quota minoritaria del mercato, che da sempre oscilla attorno al 10%” dice il presidente Giorgio Foresti. “Discorso diverso sarebbe se in Italia i generici rappresentassero una parte rilevante del mercato, come accade in Gran Bretagna e in Germania”. Per AsssoGenerici ancora una volta ci si limita ad agire sul prezzo senza promuovere la diffusione del generico, che da sola garantirebbe un contenimento certo della spesa. Nella manovra manca qualsiasi misura atta a promuovere il mercato del generico. “E’ vero che si prevede la comparazione della spesa farmaceutica delle Regioni per individuare la quota ottimale della prescrizione di farmaci equivalenti” spiega Foresti “così da stimolare le Regioni in cui la prescrizione è più bassa, ma per farlo ci si affida a uno strumento, la tessera sanitaria, la cui presenza è poco più che simbolica”. Quanto alle “gare AIFA” che dovrebbero stabilire il prezzo dei generici di ciascuna specialità, prefigurate nel testo, rischiano di non essere un rimedio: “dovunque sono state applicate” conclude il presidente di AssoGenerici “hanno portato a un depauperamento del comparto farmaceutico e, alla fine, alla fuga dal mercato di una parte importante di aziende. Ci auguriamo che nel corso dell’iter parlamentare della manovra vengano apportati i dovuti correttivi, e si passi a cercare la razionalizzazione della spesa attraverso interventi strutturali”.

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Spesa 2009, il generico arranca e il cittadino paga

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Il 2009? Un anno da dimenticare, almeno per i generici. Così dicono i dati sulla spesa farmaceutica pubblica elaborati recentemente da Assogenerici, l’associazione delle industrie produttrici di equivalenti. Dati che a prima vista indurrebbero all’ottimismo: degli 11 miliardi di euro spesi nell’ultimo anno dal Ssn per l’assistenza farmaceutica, quasi tre sono serviti all’acquisto di medicinali off patent (ossia non coperti da brevetto), una cifra dell’1,8% superiore a quella registrata nel 2008; ancora più brillante la performance dei generici puri (gli equivalenti con il nome della molecola sulla confezione), che nel 2009 si sono assicurati 781 milioni di spesa Ssn con una crescita del 10,8% sull’anno precedente. Come s’è detto però i dati offrono una lettura ingannevole: se gli equivalenti nel loro complesso e i generici in particolare hanno fatto segnare una crescita con il segno più, è soltanto grazie alle scadenze brevettuali che nel corso del 2008 e del 2009 hanno ispessito i ranghi delle molecole genericabili e, di conseguenza, il numero di confezioni dispensate. A valori, invece, è tutta un’altra musica: in termini di prezzi di realizzo industria, nel 2009 il mercato dei generici è calato del 5,6%. Per Assogenerici, la ragione dell’arretramento risiede principalmente nel decreto 39/2009, più noto come “decreto Abruzzo”, che a giugno aveva impartito una sforbiciata ai prezzi dei generici puri. Ma a incrociare i dati degli industriali con quelli di Federfarma (il sindacato dei titolari di farmacia), spunta anche un’altra colpa a carico del decreto: dalle rilevazioni dei farmacisti, infatti, emerge che nelle Regioni dove non è in vigore alcun ticket il contributo alla spesa farmaceutica pubblica versato dai cittadini è aumentato rispetto al 2008 dell’1-1,3%. Poiché in tali Regioni non c’è il ticket, la deduzione di Federfarma è che questa percentuale vada addebitata al decreto e alle conseguenti resistenze che nel secondo semestre hanno pesato sulla sostituzione in farmacia, con il risultato di costringere i pazienti a orientarsi sul farmaco più caro pagando di tasca propria la differenza di prezzo. (fonte doctor news)

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Laurea “breve”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Dalle riflessioni di un genitore: “Mio figlio quattro anni fa, durante il suo primo anno accademico, ha scelto il vecchio ordinamento ed ora è al quinto anno di psicologia ma con ancora 8 esami da sostenere e, quindi, diciamo con un prevedibile paio d’anni di fuori corso. Ed è crisi. A 23 anni pensa di vivere per conto suo ma non trova lavoro e si accontenta di piccoli incarichi. Tutto ciò lo allontana sempre di più dal percorso universitario e lo sospinge verso la deriva della “rinuncia” con esami che “salta” o con esami che supera con un misero “18”. A questo punto mi chiedo se avesse scelto la laurea breve avrebbe potuto disporre di un titolo che gli avrebbe permesso di aspirare ad un percorso lavorativo meno generico e probabilmente con una gamma di opportunità maggiori. Mi sono chiesto, altresì, ma gli altri coetanei di mio figlio cosa stanno facendo in proposito? Personalmente ne conosco pochi e, diciamo, due di essi non hanno avuto dubbi di sorta. La prima, una ragazza, si è laureata dopo i quattro anni di università in economia e commercio con 110 e lode, il secondo ha scelto la laurea breve ed in luogo dei 3 anni l’ha ottenuta in quattro ed ora prosegue negli studi universitari. Gli altri tre sono ancora al chiodo ma con la possibilità di uscirne prima di mio figlio anche se allo studio hanno affiancato un lavoro in part-time. In tutti ho avvertito un certo “affanno esistenziale” anche se in misura ed intensità diversa e più che altro legato al rapporto tra la vita accademica e le possibili risposte dal mondo del lavoro. In altri termini si accorcia sempre di più il tempo per i giovani che dallo studio vogliono, anzi pretendono, delle risposte precise ed immediate e che mal digeriscono i lungi anni di formazione senza controbilanciarli con l’opportunità di un lavoro che possa renderli contestualmente indipendenti. Ecco perché mi convinco, sempre di più, che l’attuale curricolo di studi debba essere ulteriormente abbreviato e ridotto all’essenziale. Vorrei che fosse sostituito da un “aggiornamento professionale” continuo che permetta ai giovani di crescere contemperando le due fondamentali esigenze esistenziali che vanno dalla scuola come formazione di base alla vita come formazione di stabilità e opportunità di successo professionale costruito sulla pratica professionale oltre che dalla teoria e dal metodo, ovvero per “laureare l’esperienza”.

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