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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘genesi’

Scoperta la genesi del diabete

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

È stato fatto dall’équipe di ricerca condotta dal professor Saverio Cinti un altro importante passo verso la conoscenza della patogenesi del diabete, che affligge 350 milioni di persone nel mondo, 33 milioni in Europa, uccide un europeo ogni due minuti e costa circa il 15% del costo sanitario globale. Già nel 2005 il gruppo di lavoro aveva scoperto che l’infiammazione che caratterizza il tessuto adiposo, implicata nella patogenesi del diabete di tipo 2, è dovuta alla morte degli adipociti obesi. Del 2008, poi, è la scoperta che gli adipociti viscerali sono più fragili e quindi più propensi alla morte di quelli del sottocutaneo, offrendo così una possibile spiegazione al fatto che l’accumulo di grasso viscerale (più frequente nel sesso maschile) è più pericoloso per le conseguenze metaboliche di quello sottocutaneo (più frequente nel sesso femminile).Ora, il più recente, importante step consiste nel riconoscimento del meccanismo che porta alla morte gli adipociti obesi. Si tratta di un tipo particolare di morte che può essere indotta da diversi fattori patogeni, interni o esterni alle cellule. Questo tipo di morte cellulare si chiama piroptosi (perché è associata a una vivace reazione da parte dell’organismo che spesso implica la presenza di febbre). Infatti a differenza dell’apoptosi, modalità più nota di morte cellulare programmata, la piroptosi evoca una risposta infiammatoria indotta dall’attivazione di una reazione molecolare cellulare (inflammosoma) che implica l’attivazione di un enzima specifico (caspasi 1). La caspasi 1 a sua volta attiva e promuove la secrezione di citochine infiammatorie, quali IL1beta e IL 18. Queste possono provocare danni che vanno dalla interferenza funzionale con il recettore insulinico (provocando il diabete tipo 2), alla possibilità di attivazione di meccanismi di auto immunità e, forse, anche di stimolo alla degenerazione neoplastica. Il diabete di tipo 2 è la più diffusa complicanza dell’obesità (circa l’ 85% dei pazienti con diabete di tipo 2 sono obesi) ed è noto che i soggetti obesi hanno una maggiore propensione (circa 2-3 volte rispetti a soggetti magri) al carcinoma dell’esofago, della mammella e del colon.Questi dati aprono nuove prospettive per la prevenzione e il trattamento di queste malattie, come per esempio l’uso di antiinfiammatori specifici. Inoltre, il riscontro di cristalli di colesterolo, che di per sé può attivare il meccanismo dell’inflammosoma che porta alla piroptosi, negli adipociti obesi e stressati potrebbe indicare che aspetti dietetici particolari (a esempio con grassi o altri componenti che favoriscano la cristallizzazione del colesterolo) potrebbero essere più predisponenti di altri per l’infiammazione del tessuto adiposo degli obesi e le conseguenti gravi complicanze legate all’obesità.Le tappe che porterebbero alla morte per piroptosi della cellula adiposa obesa, suggerite dai risultati del lavoro, potrebbero essere le seguenti:
1-Rigonfiamento della cellula adiposa per il bilancio energetico positivo (accumulo di energia)
2-Relativa carenza di ossigeno per allontanamento fisico dai vasi capillari e modificazioni della matrice extracellulare
3-Sofferenza cellulare (stress) evidenziata 1) a livello strutturale da alterazione di organuli cellulari, accumulo di glicogeno e calcio, comparsa di cristalli di colesterolo; 2) a livello biochimico da accumulo di radicali liberi e comparsa di molecole markers di stress cellulare.
4-Produzione di molecole che attirano i macrofagi (MCP1)
5-Attivazione del meccanismo molecolare che porta alla piroptosi (inflammasoma) con comparsa negli adipociti di molecole markers di tale processo (caspasi 1, ASC, IL 1beta, IL 18)
6-Morte della cellula adiposa con produzione di voluminosi detriti (in primis, le grandi gocciole lipidiche)
7-Formazione di caratteristiche reazioni isto-patologiche (crown-like-structures, CLS) deputate al riassorbimento dei detriti: i macrofagi circondano i detriti e li riassorbono
8-La difficoltosa eliminazione dei detriti degli adipociti implica nel tessuto adiposo obeso una cronica permanenza dei macrofagi delle CLS con continua e sostenuta produzione di citochine, che si sommano a quelle prodotte dalle cellule adipose stressate e che determinano resistenza periferica all’insulina e diabete di tipo 2. Lo stato flogistico cronico del tessuto adiposo infiammato, infine, rappresenta un milieu favorente la degenerazione neoplastica dei tessuti epiteliali concomitanti (es.: mammella e colon).

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Diabete: Italia U.S.A. strategia comune

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

Washington, Studiare non solo le basi genetiche, ma soprattutto i determinanti geografici e sociali, e in particolare le loro interazioni, all’origine della pandemia del diabete di tipo 2: questi gli obiettivi di un ambizioso progetto di ricerca sviluppato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, in collaborazione con Università di Roma Tor Vergata e Università di Ginevra, che sarà presentato oggi all’Ambasciata italiana di Washington DC, USA, nell’ambito delle manifestazioni celebrative dell’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti. “Siamo orgogliosi di avere collaborato all’organizzazione di questo evento, nella convinzione che tale progetto di ricerca potrà contribuire alla prevenzione e alla cura del diabete”, ha sottolineato l’Ambasciatore Claudio Bisogniero. “Nel contesto del 2013: Anno della Cultura Italiana negli USA, iniziative come questa mettono in evidenza – ha aggiunto l’Ambasciatore – l’importante valore aggiunto offerto dall’Italia nei campi della medicina, dell’alta tecnologia, e della scienza”.Oltre 24 milioni di persone con diabete negli USA, 4 milioni in Italia: nei due Paesi risiede il 7,5% di tutte le persone con diabete del mondo – Supera i 370 milioni la conta delle persone con diabete sulla Terra; i sistemi sanitari hanno speso 471 miliardi di dollari per curarlo nel 2012 – Da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, Università di Roma Tor Vergata e Università di Ginevra il via a un innovativo progetto di ricerca in geomedicina.“Il progetto di ricerca applica le conoscenze e la pratica della geomedicina, una nuova disciplina che indaga i rapporti e le implicazioni dell’ambiente, in senso lato, con la genesi delle malattie”, spiega Francesco Dotta, Segretario generale della IBDO Foundation e Direttore della UOC di Diabetologia del Policlinico Le Scotte di Siena. “E’ un progetto innovativo, che studierà il fenomeno in un’area pilota, la Regione Basilicata, che con il 6,9 per cento della popolazione colpito da diabete è una delle regioni Italiane in cui più si sta diffondendo la malattia.” “La nostra ricerca vuole appunto approfondirne il perché”, precisa. Dotta aggiunge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è particolarmente interessata a questo progetto e sta valutando di applicarne i principi di indagine in altre aree del mondo.Si tratta di uno dei molti esempi di collaborazione internazionale nella ricerca medica che parte dal nostro Paese, ed è proprio di questo che si discuterà nel convegno “Quality of care and quality of cure in diabetes – Scientific, social, economic and policy approach” organizzato dall’Ambasciata d’Italia. “D’altronde, la scuola diabetologica italiana e quella statunitense sono unanimemente riconosciute come particolarmente avanzate – prosegue Dotta – e non è un caso che autorevoli diabetologi ed esperti di politica sanitaria italiani si riuniscano oggi a Washington con gli omologhi colleghi americani per discutere come studiare, ma soprattutto affrontare in spirito di piena collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico un problema di sanità pubblica che diventa ogni giorno più drammatico.”Secondo i dati della International Diabetes Federation (IDF), sono 371 milioni le persone con diabete nel mondo, il 5 per cento della popolazione terrestre: di queste oltre 24 milioni risiedono negli USA e 4 in Italia, nel complesso il 7,5 per cento di tutte le persone con diabete nel mondo. Inoltre, nel 2012 il diabete ha assorbito risorse per 471 miliardi di dollari.“Tra le manifestazioni organizzate per celebrare l’Anno della cultura italiana negli USA – dichiara Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente della IBDO Foundation – assume particolare importanza l’evento organizzato dalla nostra Ambasciata a Washington”. “Il tema scelto, infatti, è di particolare rilevanza poiché il diabete costituisce una sfida per i sistemi sanitari a livello mondiale sotto l’aspetto sociale, economico, non solo strettamente sanitario”. “Al convegno oltre agli illustri esperti americani parteciperanno per l’Italia i massimi esperti dell’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, il think-tank nato per iniziativa dell’Università Tor Vergata cui hanno aderito centri di ricerca nazionali ed internazionali, società scientifiche e numerose Istituzioni”.(Sandro Lomonaco)

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Il lupo e il cielo spinato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Cagliari 12 giugno 2010 ore 21.00  Fueddu e gestu  Teatro civico in Castello-Cagliari Prima Nazionale  Il lupo e il cielo spinato. la favola nera di Esther H.  di e con Francesca Falchi  installazioni Fabiola Ledda costumi Edith Maria Delle Monache Musiche originali Ennio Atzeni  regia Giampietro Orrù  I diari di Etty Hillesum sono costituiti da otto quaderni ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile. Raccontano la storia di una donna di Amsterdam di 27 anni e coprono due anni, il 1941 ed il 1942, anni in cui gli ebrei olandesi dovettero fare i conti, anch’essi, con la persecuzione razziale messa in atto dal nazismo. Francesca Falchi ha studiato e lavorato sulla genesi del testo per due anni, dando corpo e parole al flusso di coscienza che precede la sintesi dei diari della Hillesum, creando uno spettacolo nel quale Etty in prima persona, racconta i suoi turbamenti personali, la sua evoluzione spirituale, le sue amicizie, i suoi amori sullo sfondo del genocidio perpetrato da Hitler e dai suoi. La drammaturgia, tratta da un testo integrale di 132 pagine, verrà composta in diretta dall’attrice seguendo il flusso delle sensazioni del momento, creando uno spettacolo differente ogni sera. In scena 4 installazioni opera dell’artista Fabiola Ledda rappresentano metaforicamente i momenti salienti della vita della giovane: scene-simbolo che raccontano in maniera essenziale ed efficace il suo rapporto con la famiglia, la natura, se stessa, lo studio, l’amato Spier, Dio, il campo di Westerbork, il nazismo. (il lupo,etty)

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A proposito di “nessuno tocchi Caino”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, Alberto Arbasino scherza simpaticamente su La Stampa (12 agosto) a proposito del famoso «nessuno tocchi Caino», e si chiede: “Già, ma chi? Dove stava «nessuno»? In località vicine, abitate da comunità già esistenti? E create da chi?”. E sembra ignorare che da molto tempo ormai gli studiosi protestanti e cattolici sono d’accordo, riguardo ai primi versi della Genesi,  nel ritenere che l’autore bilblico non intendeva assolutamente fare una cronaca della creazione, né una descrizione delle condizioni esteriori dell’uomo delle origini. Altrimenti ne deriverebbe che l’uomo sarebbe stato creato per ultimo stando a Gen 1, 1-2, 4a e per primo stando a Gen 2,4b-7; la luce al primo giorno (1,3), e il sole e  la luna al quarto (1,14 -19); che Caino e Abele, figli dei primi uomini, attendendessero alla coltivazione dei campi e alla pastorizia, attività riscontrabili solo qualche millennio prima di Cristo; che Caino costruisse una città (4,17); che il serpente prima che il Signore lo condannasse a strisciare sul ventre (3,14), avesse zampine…E mi fermo perché l’elenco è lungo. Purtroppo con un po’ di ritardo è stato ascoltato il buon Galileo, il quale ripeteva che la Scrittura vuole insegnare come si va in cielo e non come va il cielo. (Veronica Tussi)

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Ecosostenibilità e mobilità dolce in valle isarco

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Le OdleS. MaddalenaBressanone e Chiusa, nuova guida escursionistica.  Sostenibilità a 360° gradi con escursioni adatte anche per i diversamente abili grazie al ‘sentiero natura soft di Zannes’: il primo sentiero naturalistico dell’Alto Adige completamente percorribile anche su sedia a rotelle. Lungo circa tre chilometri con un percorso circolare ben concepito che attraversa prati coltivati, boschi intatti, pascoli fioriti ai piedi dell’imponente gruppo dolomitico delle Odle. Ha un’inclinazione massima dell’otto per cento ed è attrezzato con un rivestimento speciale antiusura e antiscivolo, perfetto per far sentire i disabili a proprio agio e adatto anche ad anziani, famiglie con bambini e passeggini al seguito.  Ci sono 14 punti di sosta con tabelle che informano sulla genesi e sulle peculiarità naturalistiche della zona; in alcune stazioni le notizie sono anche in scrittura Braille per non vedenti. O ancora, sempre all’insegna della mobilità dolce, da provare i percorsi segnalati all’interno del Nordic Fitness Park della Val di Funes. E’ il più grande parco per Nordic Walking dell’Alto Adige con i suoi 100 km di sentieri e offre da inizio maggio a fine ottobre corsi settimanali di questa disciplina, ottimo metodo anti-stress… http://www.valleisarco.info http://www.studiobottonelli.it (odle, la maddalena)

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