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Individuati i geni che anticipano il ‘debutto’ del diabete di tipo 2

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Il diabete di tipo 2 (DT2) è una malattia complessa ed eterogenea che insorge in età adulta, generalmente dopo la quinta decade di vita. Ma negli ultimi anni sta aumentando il numero di individui con esordio precoce della malattia. A preoccupare è il fatto che i soggetti con diabete a insorgenza precoce mostrano un quadro clinico più aggressivo, che si associa dunque ad un rischio maggiore di complicanze croniche e di morte prematura, rispetto ai pazienti con esordio più tardivo. Mentre è noto il contributo di fattori di rischio ambientali e stile di vita sbagliato nell’anticipare la comparsa della malattia, poco si conosce del suo background genetico. Ma è ipotizzabile che i pazienti con diabete di tipo 2 ad esordio precoce abbiano un maggior ‘carico genetico’ rispetto agli altri e che questo possa contribuire all’anticipazione della malattia. “Il nostro studio – spiega la dottoressa Serena Pezzilli, Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo – ha valutato il ruolo nell’esordio precoce del DT2 sia delle varianti rare e potenzialmente patogenetiche nei geni responsabili del diabete monogenico, sia di quelle comuni (SNPs) precedentemente associate al rischio di DT2 da studi sull’intero genoma (GWAS). Utilizzando l’approccio degli ‘estremi di fenotipo’, da un totale di 9,712 pazienti, appartenenti ad una serie di casistiche di pazienti adulti affetti da DT2 raccolte grazie alla collaborazione tra diversi centri diabetologici universitari e ospedalieri del Centro-Sud Italia e dell’area urbana di Roma, abbiamo selezionato per uno studio caso-controllo 300 pazienti con età di esordio precoce, cioè uguale o inferiore ai 35 anni (casi) e altri 300 pazienti con un’età di esordio tardiva, cioè uguale o superiore ai 65 anni (controlli). Il DNA di questi 600 pazienti è stato sottoposto a risequenziamento di nuova generazione dei 27 geni noti per essere responsabili di diabete monogenico e alla genotipizzazione di 22 GWAS-SNPs associati a DT2, utilizzati poi per la definizione di uno score di rischio genetico (GRS). “I risultati ottenuti dall’analisi delle varianti rare e potenzialmente patogenetiche – continua la dottoressa Pezzilli – hanno evidenziato che queste aumentavano del 71% il rischio di esordio precoce della malattia. Questo aumento del rischio era tanto maggiore quanto minore era la frequenza delle varianti, arrivando al punto che varianti rarissime (presenti in una persona su 50.000 o meno) aumentavano di più di sei volte il rischio dell’insorgenza precoce del DT2. Ognuna delle varianti comuni che influenzano la suscettibilità al DT2, aumentava in media la probabilità di un esordio precoce della malattia del 20%. I nostri dati mostrano per la prima volta una notevole influenza di entrambe le tipologie di varianti genetiche (varianti rare e varianti comuni di suscettibilità al DT2), nell’aumento del rischio di insorgenza precoce della malattia. Nonostante lo studio necessiti di replicazione su casistiche numericamente più ampie, questa osservazione riveste carattere di particolare rilevanza nella comprensione del background genetico che sottintende il DT2 ad esordio precoce, di cui ad oggi si conosce ben poco”. “Per quanto di recente diversi studi abbiano focalizzato l’attenzione e caratterizzato da un punto di vista clinico il diabete di tipo 2 ad esordio precoce – commenta la professoressa Sabrina Prudente, Coordinatore Unità di Ricerca Malattie Metaboliche e Cardiovascolari, Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo – il nostro studio rappresenta il primo contributo nella comprensione del suo background genetico. Questa tipologia di studio è fondamentale per poter individuare precocemente gli individui a più alto rischio. Ciò consentirà, in un futuro non troppo lontano, di implementare strategie mirate atte a prevenire e/o ritardare l’insorgenza della malattia, secondo un approccio definito ‘medicina di precisione’ in grado di massimizzare l’efficacia e ridurre i costi economici e sociali degli interventi medici”. “Stiamo cominciando a capire meglio che la diagnosi di ‘diabete mellito di tipo 2’ comprende una ampia ‘gamma’ di patologie – commenta il professor Agostino Consoli, presidente eletto SID – che, pur avendo tratti comuni e complicanze simili, differiscono nella loro eziologia, patofisiologia ed evoluzione. Questo studio aggiunge importanti elementi di differenziazione ‘genetica’ che ci aiuteranno a classificare ancora meglio la patologia”.

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Alfonso Leoni: il genio ribelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Faenza. Dal 1 ottobre al 19 gennaio il MIC di Faenza dedica una mostra a una meteora dell’arte e della ceramica, indiscusso talento e innovatore, per celebrare i 40 anni della sua scomparsa. Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle, purtroppo prematuramente scomparso. Ad Alfonso Leoni, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, è dedicata la prossima grande mostra del MIC di Faenza. Un lungo lavoro di ricerca, a cura di Claudia Casali, in collaborazione con l’Archivio Leoni, che raccoglie per la prima volta in una antologica tutto il lavoro dell’artista, con l’obiettivo di analizzare la ricca e intensa produzione dedita non solo alla ceramica ma anche ai diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura).
Nonostante Alfonso Leoni viva in provincia (studia arte e ceramica all’Istituto d’Arte Ballardini in cui, dal 1961, divenne anche docente di Arti Plastiche) la sua ricerca artistica è costantemente controcorrente, proiettata al nuovo: a scardinare la ceramica da meri aspetti tecnici e funzionali per elevarla a materia scultorea. Leoni è figlio del proprio tempo. Un periodo quello di fine anni ’60 e ’70 di lotte e contestazioni che in arte si traduce in neoavanguardia: pop art, nuovo realismo, happening, performance e minimalismo. Si aggiorna sull’arte contemporanea e guarda a Fontana, a Leoncillo e allo stesso tempo all’arte giapponese. Capisce che gestualità, azione e imperfezione (la wabi-sabi, bellezza dell’imperfetto della filosofia buddhista) sono temi quasi intrinsechi al suo mezzo prediletto: l’argilla.La sua produzione esplora le possibilità di altri materiali come la carta, la pittura e il metallo anche applicate al design arrivando, a volte, a soluzioni precorritrici dei tempi. Ricordiamo il Premio Faenza del 1976. Le “Vetrine archeologiche” una sorta di ready made che confonde la diacronia della storia in un’operazione che, in piccolo, ricorda quella realizzata da Damien Hirst nel 2017 con la mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Venezia o la pratica, oggi molto comune, di riutilizzare materiale di scarto come gli sfridi di lamiera per realizzare sculture o riciclare fogli di carta e cancellare pagine di patinate riviste di moda.
E poi il design applicato all’industria. Avvia la collaborazione prima con le Maioliche Faentine, poi con le tedesche Villeroy & Boch e Rosenthal, che riconobbero immediatamente il suo talento, fornendo atelier e assistenti per realizzare le sue innovative idee.

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Massimo Teodori: Il genio americano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Il movimento Black Lives Matter può essere una grande opportunità per gli Stati Uniti. Ne è convinto Massimo Teodori, tra i maggiori americanisti italiani, in questi giorni in libreria con il suo ultimo libro, edito da Rubbettino «Il genio americano. Sconfiggere Trump e la pandemia globale», il quale ha così commentato le recenti vicende d’oltreoceano:
Per Massimo Teodori «Il comportamento razzista verso i neri dei distretti di polizia, emerso con gli assassini di Floyd a Minneapolis e Brook ad Atlanta, ha aggravato la crisi materiale e morale che divide l’America dopo la pandemia. Le elezioni sono alle porte: il razzismo potrà essere arginato da una grande protesta nonviolenta piuttosto che da saccheggi e incendi rabbiosi. La violenza chiama sempre altra violenza. I leader e i personaggi neri (come James LeBron) esortano i loro fratelli a registrarsi in massa per pesare sul voto presidenziale. L’atteggiamento ambiguo di Trump nei confronti dei razzisti può essere sconfitto solo da una larga partecipazione elettorale dei non-bianchi che in maggioranza votano democratico. Se la liberaldemocrazia del “Genio americano” prevarrà sul populismo autoritario, gli effetti positivi si faranno sentire su tutto l’Occidente e non solo sugli Stati Uniti».Insomma, se gli afroamericani concluderanno la loro protesta antirazzista andando a votare, la democrazia liberale potrà sconfiggere il populismo autoritario di Trump e ancora una volta il «Genio americano» trionferà.Con l’irruzione del Covid-19, le presidenziali USA 2020 sono divenute ancora più rilevanti non solo per l’America ma per tutto l’Occidente. La più ricca nazione del mondo rivela il suo lato debole: né la forza delle armi né la potenza del dollaro sono in grado di affrontare la sfida del momento. La democrazia americana ha saputo resistere a guerre, crisi sociali e tentativi autocratici: saprà ora battere Trump e risollevarsi dalla pandemia? La sua forza è il Genio americano che poggia sul Rule of Law e sul Bill of Rights. Dal 1790 il cuore della nazione batte al ritmo del voto presidenziale che anche quest’anno sceglie il suo leader. America First ha generato molti abusi di potere. In passato altri movimenti (nativismo, maccartismo, militarismo) hanno convertito il patriottismo in nazionalismo e l’amore per la propria comunità in razzismo, senza tuttavia rendere l’America illiberale se non per limitati periodi. Finora la nazione ha trovato gli antidoti per resistere alle involuzioni e difendere il suo regime di libertà. Cosa accadrà alle presidenziali di novembre di fronte all’irruenza di Trump e alla prova del Covid-19? Massimo Teodori con l’esperienza dello storico individua i dilemmi del momento: egemonia finanziaria o rispetto dei diritti umani? Populismo o democrazia? Se sarà confermato, l’attuale Presidente potrebbe trasformare in senso illiberale le istituzioni con un danno per l’Occidente democratico. Se Joe Biden andrà alla Casa bianca, gli Stati Uniti potrebbero riprendere la strada maestra, interna ed estera, tracciata dal Genio americano.Massimo Teodori, professore di Storia e istituzioni degli Stati Uniti, è autore di Storia degli Stati Uniti e sistema politico americano, il manuale in materia più diffuso in Italia. È stato parlamentare radicale per tre legislature, distinguendosi per le battaglie sui diritti civili. Da opinionista collabora con radio, tv e giornali italiani ed esteri. Questo è il suo cinquantesimo volume: tra i precedenti di americanistica ricordiamo i bestseller Maledetti americani (2002) e Benedetti americani (2003), Raccontare l’America (2005), Obama il grande (2016), Ossessioni americane (2018). Ha vinto numerosi premi, ed ha ricevuto, primo in Italia, la “Menorah d’oro”. Con Rubbettino ha pubblicato Risorgimento laico (2011).

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Massimo Teodori: “Il genio americano”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Sconfiggere Trump e la pandemia globale”, pp. 132, € 14,00 A quanto pare il Covid non interromperà il rito laico delle elezioni presidenziali americane, le cinquantanovesimo della storia del paese yankee. Ma com’è l’America che si prepara alle urne? E quale America ne verrà fuori? A descrivere la situazione attuale e costruire alcuni possibili scenari futuri è Massimo Teodori, tra i più noti americanisti italiani, nel libro, edito da Rubbettino, «Il genio americano. Sconfiggere Trump e l’economia mondiale», in libreria da questo giovedì (14 maggio).Alle presidenziali del 3 novembre l’America affronterà una prova decisiva per il suo futuro e per il destino dell’Occidente. All’impatto della pandemia la nazione più ricca del mondo ha rivelato una società tormentata e divisa tra l’opulenza privata e lo squallore pubblico che tiene fuori dal “sogno americano” i deboli e i poveri. Trump, abusando del potere, ha accentuato le disuguaglianze sociali a favore dei bianchi e contro gli immigrati soprattutto di colore. Il nativismo populista di America First ha allontanato il paese dalla tradizione liberale. Massimo Teodori, tra i massimi conoscitori della politica e della storia americani, in «Genio americano», scrive che al fondo del sistema politico-istituzionale degli Stati Uniti vi è una riserva di antidoti all’autoritarismo – Rule of Law, Checks and Balances, Bill of Rights – con al vertice il presidenzialismo che ogni quattro anni restituisce la sovranità ai cittadini impedendo ai presidenti malintenzionati di consolidarsi al potere. Massimo Teodori, con l’esperienza dello storico e la chiarezza del saggista, fornisce tutti gli elementi per comprendere la realtà degli Stati Uniti di ieri e di oggi; e individua le alternative provocate dall’irruenza di Trump e dallo shock del Covid-19: egemonia finanziaria o rispetto dei diritti umani; egoismo individuale o responsabilità pubblica; società chiusa o liberaldemocrazia pluralista.Se vince l’attuale presidente, prevarranno le prime alternative; se è eletto l’antagonista democratico, è possibile che da oltre Atlantico giunga un nuovo messaggio di speranza per l’Occidente liberale.
Massimo Teodori, professore di Storia e istituzioni degli Stati Uniti, è autore di Storia degli Stati Uniti e sistema politico americano, il manuale in materia più diffuso in Italia. È stato parlamentare radicale per tre legislature, distinguendosi per le battaglie sui diritti civili. Da opinionista collabora con radio, tv e giornali italiani ed esteri. Questo è il suo cinquantesimo volume. Ha vinto numerosi premi, ed ha ricevuto, primo in Italia, la “Menorah d’oro”. Con Rubbettino ha pubblicato «Risorgimento laico» (2011).

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Orazio Borgianni, un genio inquieto nella Roma di Caravaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Roma Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane, 13 Apertura al pubblico: maggio – novembre 2020 Mostra a cura di Gianni PapiApertura al pubblico: 5 marzo – 30 giugno 2020 La mostra – la prima esposizione monografica dedicata all’artista – si focalizza sulla sua stagione romana, tra il primo e il secondo decennio del XVII secolo, periodo in cui Borgianni crea i suoi maggiori capolavori. Saranno presentati circa venti dipinti autografi provenienti da importanti musei e collezioni, italiani e stranieri, accanto all’Autoritratto e alla Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta della collezione delle Gallerie Nazionali. In mostra anche una serie di opere di pittori, tra i maggiori protagonisti della scena romana, per i quali l’influenza di Borgianni fu significativa e talvolta decisiva, tra questi Antiveduto Gramatica, Giovanni Lanfranco, Carlo Saraceni, Giovanni Serodine, Simon Vouet. Intero 12 € – Ridotto 2 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni)

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Libro di Vittorio Sgarbi: Il genio dell’imperfezione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Uscita prevista: 14 novembre. Nel cinquecentesimo della morte di Leonardo, sulla scia di uno spettacolo che ha registrato i teatri di tutta Italia, Vittorio Sgarbi compone un ritratto inedito di Leonardo, raccontandone le imprese e le opere, il contesto artistico in cui è cresciuto e la straordinaria risonanza che ha avuto lungo i secoli, fino a Duchamp, fino a Dalì, fino a noi.
“Perché noi sentiamo Leonardo così vicino e così presente e vivo? È un artista che può determinare soggezione, perché nessuno dubita che Leonardo abbia un genio che lo rende diverso dagli altri uomini; però, quella di Leonardo è una diversità che non comporta lontananza e distacco. Questo accade, credo, perché Leonardo è un artista imperfetto. Leonardo assomiglia a noi uomini che non siamo geni assoluti. Ciò che caratterizza Leonardo è un continuo sforzo di capire il mondo, di sperimentare ma senza mai arrivare a compimento e senza mai scegliere una disciplina in cui manifestare o portare a compimento tutta la sua capacità. Il tentativo in lui è stato sempre più urgente che non la realizzazione. Il pensiero più forte e importante che non la realizzazione. Leonardo è il genio dell’imperfezione, un geniale dilettante. Forse è questo a rendercelo così vicino: sapere che in fondo ha sbagliato.” Vittorio Sgarbi. (by La Nave di Teseo)

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Leonardo e i suoi libri. La biblioteca del Genio Universale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

Firenze 6 giugno – 22 settembre 2019 Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1 Come lavorava Leonardo? La risposta migliore ce la danno i suoi manoscritti. Leonardo non era un “omo sanza lettere”. Non gli bastava l’insegnamento diretto della maestra Natura: aveva anche bisogno del dialogo con gli autori, antichi e moderni. Nel tempo, era diventato un appassionato lettore, cacciatore e collezionista di libri. E i libri, per lui, non erano solo oggetti: erano affascinanti ‘macchine’ mentali, da costruire e smontare, con i loro ingranaggi (parole, pensieri, immagini). Alla fine della sua vita, arriverà a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario per un ingegnere-artista del ‘400.La biblioteca di Leonardo è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio, perché si tratta di una biblioteca ‘perduta’: un solo libro è stato finora identificato, il trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, con postille autografe di Leonardo.Per la prima volta, la mostra presso il Museo Galileo di Firenze, tenterà la ricostruzione di questa biblioteca, in un percorso cronologico che racconta l’incontro di Leonardo con il mondo dei libri e della parola scritta: i documenti della famiglia Da Vinci, i primi grandi libri del giovane Leonardo (Dante, Ovidio), i grandi maestri (Alberti, Toscanelli, Pacioli). Saranno esposti manoscritti e incunaboli identificati con i testi utilizzati da Leonardo, affiancati da applicazioni multimediali che consentiranno di sfogliarli e confrontarli con i codici autografi. Verrà inoltre ricostruito lo studio di Leonardo con gli strumenti di scrittura e da disegno da lui utilizzati. L’intera biblioteca di Leonardo, grazie al lavoro di un’équipe internazionale di specialisti, sarà pubblicata online nella biblioteca digitale del Museo Galileo e costituirà una risorsa inestimabile per lo sviluppo degli studi vinciani.
La mostra, a cura di Carlo Vecce, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Commissione per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, Accademia Nazionale dei Lincei e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Mostra: Totò genio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 aprile 2017

totòNapoli 13 aprile – 9 luglio 2017 Palazzo Reale Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino) Convento di San Domenico Maggiore. Presentazione stampa: mercoledì 12 aprile ore 11.00 Teatro di Corte, Palazzo Reale, Napoli
In occasione del cinquantenario della scomparsa del grande Antonio de Curtis, in arte Totò, avvenuta il 15 aprile 1967, e nell’ambito delle celebrazioni che si terranno in suo ricordo, la città di Napoli ospita la mostra monumentale Totò Genio, voluta dall’Associazione Antonio de Curtis, promossa e co organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con le maggiori istituzioni culturali del paese, l’Istituto Luce, il Polo Museale della Campania – Palazzo Reale, la RAI, la Siae – Società italiana degli Autori ed Editori, con il contributo di Rai Teche e dell’Archivio Centrale dello Stato.Curata da Alessandro Nicosia, che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra è prodotta da C.O.R, Creare Organizzare Realizzare.Il catalogo ufficiale, realizzato da Skira, è introdotto da una prefazione di Goffredo Fofi.La mostra ospitata a Napoli è la prima grande antologica dedicata a Totò e vuole mettere in luce la grandezza di uno dei maggiori interpreti italiani del Novecento: un viaggio indietro nel tempo, attraverso l’arte universale di Totò, figura poliedrica che ha giocato la sua vita gomito a gomito con l’arte dello stupore.
Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro – genito Gagliardi De Curtis Di Bisanzio, più brevemente Antonio de Curtis e conosciuto al grande pubblico come Totò, è stato uno dei maggiori artisti italiani, simbolo dello spettacolo comico in Italia, un artista a tutto tondo, attore di teatro e di cinema (sono 97 i film da lui interpretati) ma anche poeta e autore di canzoni.
Proprio in virtù del forte legame che univa Totò a Napoli, si è scelto di ospitare questa grande mostra nella città da lui tanto amata, come prima tappa di un lungo progetto itinerante nazionale e poi internazionale. Tre i luoghi prescelti per mettere insieme i tanti tasselli di un grande mosaico che rappresenta l’arte di Totò: il Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino), Palazzo Reale e il Convento di San Domenico Maggiore. All’interno di questi prestigiosi spazi si snoda il percorso delle mostre nella mostra, che ripercorrono e raccontano attraverso centinaia di documenti tra fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi, manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito, la vita, l’arte e la grandezza del Principe Antonio de Curtis.
totòLa mostra ospitata all’interno del Convento di San Domenico Maggiore permetterà di scoprire nuovi importanti aspetti della figura del grande artista, attraverso diverse sezioni. In questa parte dell’esposizione verrà raccontato un Totò più “privato” attraverso 250 fotografie che lo ritraggono nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane e che mostrano le sue passioni, come quella per gli animali.
Nella prima sezione Totò e il cinema, allestita nel Piccolo Refettorio, verranno esposti manifesti, locandine e fotobuste dei 97 film che hanno visto protagonista Totò e che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico.
Totò e la pubblicità racconta un aspetto meno noto della sua carriera; come molti altri personaggi del cinema e della televisione, ha fornito la propria testimonianza diretta sulla qualità dei prodotti italiani. Negli anni è stato testimonial di diversi prodotti, come nel 1957, quando insieme a Franca Faldini è stato protagonista della pubblicità della Lambretta, oppure ancora nel caso della Perugina, che lo scelse come volto per pubblicizzare il famoso Bacio. Nessuno mi ricorderà è la frase con cui, pochi giorni prima della sua scomparsa, Totò chiuse un’intervista. In questa parte della mostra vengono raccontati i suoi funerali, che furono tre, il primo a Roma, il secondo a Napoli e il terzo nel Rione Sanità a Napoli, in cui era nato. Attraverso fotografie, filmati storici provenienti dall’Archivio Luce e dalla Rai, giornali e ricordi, viene data testimonianza del sentito e meraviglioso addio che Napoli ha rivolto al suo più grande artista. (foto. totò)

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Consegna al ministro Franceschini il primo volume di “Caravaggio, genio d’Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

caravaggiocaravaggio1Il Presidente e l’Amministratore Delegato della casa editrice UTET Grandi Opere, Fabio Lazzari e Marco Castelluzzo, insieme all’Amministratore Delegato di Cose Belle d’Italia, Mauro Gilardi hanno consegnato oggi al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, la prima copia del volume Caravaggio, genio d’Europa per la collana di UTET Grandi Opere “Visioni impossibili”, nell’ambito della quale sono già stati pubblicati analoghi volume dedicati a Giotto, Beato Angelico e Botticelli.
Il volume è stato affidato alla cura di Rossella Vodret, autrice di numerosi studi su Caravaggio e curatrice di molteplici mostre caravaggesche, già Soprintendente speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma dal 2009 al 2012. Il volume è corredato da 125 immagini fotografiche a altissima definizione e da 10 tavole applicate realizzate con stampa a getto d’inchiostro a 12 colori su tela prodotta dalla cartiera tedesca Hanehmuhle con particolari di alcuni dipinti. In allegato è disponibile la scheda editoriale completa, una foto dell’incontro e l’immagine della copertina del volume.
“Editoria e arte, due grandi eccellenze italiane, si incontrano in questo volume che illustra, grazie a una stampa a altissima definizione, il fascino e la maestria di uno dei più grandi autori della storia dell’arte europea. Rigore scientifico, narrazione efficace, cura editoriale e apparato iconografico rendono il libro un prezioso tassello della opera critica dedicata a Caravaggio”. Così il Ministro Franceschini al termine dell’incontro.
La pubblicazione è il frutto della collaborazione tra diverse realtà editoriali, quali UTET e FMR, e il gruppo Cose Belle d’Italia. (foto:
caravaggio)

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Raffaele Morini: Enrico Mattei

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Enrico Mattei raccontato da un amico e stretto collaboratore, Raffaele Morini, presidente nazionale del Centro Studi Internazionali dedicato al fondatore dell’Eni, che ne descrive l’infanzia, le imprese durante la Resistenza, la mirabolante ascesa professionale e la nomina, nel 1945, a commissario straordinario dell’Agip, con l’incarico di liquidarla. Attraverso scritti e documenti, Raffaele Morini ripercorre la storia di quel «partigiano dal fare burbero» che era Enrico Mattei, mettendo in luce l’uomo e il suo genio e indagando sul mistero della sua morte. Pagine 344 Euro 18,00 Codice 14068C EAN 978-88-425-4214-8

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Il genio di Salvador Dalì

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2011

Otranto – Castello Aragonese 28 maggio – 25 settembre 2011 Inaugurazione: venerdì 27 maggio ore 18. Un grande evento culturale al Castello Aragonese di Otranto. Nel 2011 ospiterà il genio di Salvator DaIì, mostra che si preannuncia ricca di novità e che conta, per la prima volta, sull’esposizione di sculture di grande dimensione. Il corpo della mostra comprende 5 sculture originali in bronzo, una scultura di grandi dimensioni in bronzo (3,5×1,20×0,90 m). Il contenuto artistico e lo spessore culturale dell’esposizione è supportato da un’accurata selezione di 54 litografie originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica di uno dei più importanti artisti del nostro secolo.
Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell’arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all’opera anche l’uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico (dalì)

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Il genio di Salvador Dalì

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

The elephant from Salvador Dalí's Dream Caused...

Image by Secret Pilgrim via Flickr

Castello Aragonese di Otranto (Le) dal 28 maggio al 25 settembre (ingresso 6/4 euro) i ospita “Il genio di Salvador Dalì”. La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il Castello apre le porte a uno dei più importanti artisti contemporanei del ‘900, affermandosi come punto di riferimento per l’arte e la cultura a livello nazionale e internazionale. La mostra – che sarà  inaugurata il 27 maggio alle ore 18.00 – accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni – h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro litografie originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero del “Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica. Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell’arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all’opera anche l’uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico.  La curatrice Alice Devecchi  lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una storica dell’arte nel campo della progettazione di allestimenti di mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti multimediali per esposizioni, cura di mostre.

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Accardo celebra il genio di Paganini

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Salvatore Accardo playing during his prize-giv...

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Teatro Regio di Parma 16 marzo 2011, ore 20.00  A celebrare il genio del mitico Paganini il grande violinista Salvatore Accardo torna , al Teatro Regio di Parma per un eccezionale concerto che vedrà talenti affermati affiancarsi al grande solista nell’appuntamento realizzato in occasione dell’inaugurazione del XIII Festival della Chitarra “Niccolò Paganini”.  Con il violino del grande Salvatore Accardo saranno Giampaolo Bandini alla chitarra, Laura Gorna al violino, Francesco Fiore alla viola e Cecilia Radic al violoncello ad avvicendarsi sul palco per l’esecuzione di alcune celebre pagine da camera paganiniane: il Terzetto per violino, violoncello e chitarra in re maggiore, il Quartetto per archi n.1 in re minore, le Venti variazioni sul Carnevale di Venezia nella trascrizione per violino e chitarra, op.10 e il Quartetto per violino, viola, violoncello e chitarra n.14.  Indissolubile il nesso che lega Parma e il mitico violinista, sepolto nel cimitero della città. A Parma Paganini vi soggiornò due volte ed in entrambi i casi in importanti momenti della sua vita: la prima appena tredicenne quando si recò in città per approfondire i suoi studi musicali, la seconda quando, ormai famoso in tutto il mondo, fu nominato sovrintendente per la musica di corte da Maria Luigia che voleva a capo della sua orchestra il più acclamato musicista del tempo.

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“Caravaggio: La bottega del genio”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Roma, 22 dicembre 2010 – 29 maggio 2011 Palazzo Venezia – Sale del ‘400 (piano terra) Via del Plebiscito 118 Conferenza stampa: martedì 21 dicembre, sala altoviti, ore 12.30. Il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, presenta una mostra del tutto inedita e in forma sperimentale e didattica per ricostruire la bottega di Caravaggio nelle cosiddette “Sale Quattrocentesche” di Palazzo Venezia. La mostra, dal titolo “Caravaggio. La Bottega del Genio”, ideata da Rossella Vodret e curata da Claudio Falcucci, è organizzata dalla società Munus e ha come main sponsor Banca Etruria. L’idea nasce dal fatto che, nonostante l’imponente bibliografia su Caravaggio, la sua tecnica esecutiva – cioè in che modo Caravaggio realizzava i suoi splendidi capolavori – è ancora un mistero, oggetto ancora oggi di studi approfonditi e specialistici. Per cercare di capire meglio i suoi processi creativi ed entrare nei meccanismi delle sue composizioni e del suo singolare approccio alla realizzazione delle sue opere di sconvolgente modernità, sarà presentata nelle “Sale Quattrocentesche” un’ipotesi di allestimento dello studio di Caravaggio negli anni romani. Alla mostra sarà abbinato un ciclo di conferenze, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio, a Palazzo Venezia, con cadenza settimanale, ideato da Rossella Vodret e curato da Marco Cardinali e da Maria Beatrice De Ruggieri. In esso, i curatori della mostra e i membri del comitato di studio avranno modo di spiegare e illustrare i processi creativi e tecnici di Caravaggio. Nell’iniziativa della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma rivivrà la sperimentazione ottica del grande artista lombardo e prenderà forma il suo modo di osservare la realtà, nella speranza di poter così afferrare con qualche certezza in più le motivazioni più profonde del suo “GENIO”. (caravaggio)

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Design: il “genio” del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Cciaa di Udine  Ognuno degli oggetti esposti nella mostra “Udesign”, nella chiesa di San Francesco, riassume in sé quella doppia dimensione sempre più necessaria per consentire a un’impresa di essere competitiva: quella locale – sono tutti prodotti di aziende, anche piccole e piccolissime, della provincia di Udine – e quella globale – sono tutti prodotti di aziende aperte al mondo e all’internazionalizzazione. L’iniziativa, finanziata dalla legge regionale 1/2005 e portata avanti congiuntamente agli enti camerali di Gorizia, Pordenone e Trieste, prevede anche incoming di operatori stranieri del settore e attività d’orientamento pre-competitivo, in cui le imprese, grazie all’aiuto di un esperto, possono verificare il loro grado di “preparazione” su un carattere, quello del design, che non è solo forma, bensì vera sostanza, forza del prodotto ed esempio di cultura e specialità nel mercato globale, come hanno sottolineato nell’introduzione l’assessore comunale Luigi Reitani e il componente di giunta camerale Franco Buttazzoni. A confrontarsi sul rapporto tra territorialità e mondo nel design-pensiero, moderati dalla presidente dell’Associazione per il disegno industriale (Adi) Fvg Adriana Cruciatti, un team di indiscusso valore: l’architetto Anna Lombardi, curatrice di Udesign; l’architetto Paolo Coretti, l’architetto e designer Enrico Franzolini e il filosofo del design Virginio Briatore. Se la Lombardi, partendo proprio dai prodotti, ha messo in evidenza la tradizione di design nel Dna della storia industriale friulana di ieri e di oggi, come qualità e base fondante del successo anche per il futuro, Coretti – che peraltro ha applicato le istanze del design ad alcuni settori dell’artigianato locale, tra cui il mosaico di Spilimbergo e la pietra piasentina – ha evidenziato come la particolarità della produzione locale e la sua specialità siano elementi vincenti nel contesto internazionale. Coretti ha portato l’esempio di ceramiche tradizionali, in cui l’introduzione progressiva di piccole innovazioni, prima di decoro e poi di forma, ha permesso anche alle piccole aziende artigiane produttrici di affermarsi e rafforzarsi sul mercato con i caratteri dell’arte, della creatività e dell’originalità. Enrico Franzolini è stato poi chiamato a illustrare il suo significativo percorso professionale: è stato infatti tra i primi progettisti di valore a occuparsi di design per il settore del mobile, in particolare per il distretto della sedia, cominciando con un approccio orientato all’arte scaturito dalla sua prima formazione e passione, che ha da subito legato alla necessità di creare oggetti funzionali. Interessanti gli esempi portati da Franzolini, come la celebre sedia “Gina” e le sue varianti: testimonianza che l’applicazione di accorgimenti di design consente anche di incidere sulla produzione, riducendo per esempio i costi – usando materiali più leggeri – o introducendo importanti innovazioni pratiche (come l’impilabilità della sedia, pur mantenendo l’originalità della linea e dunque la specialità del prodotto). A tracciare i percorsi possibili per l’industria, dal Made in Italy al “Km 0”, è stato infine Virginio Briatore, studioso dei linguaggi contemporanei che si occupa prevalentemente del Life Design ed è fra i fondatori della prima Facoltà italiana per il design a Bolzano. Un ragionamento con tante questioni aperte, su un doppio binario: uno che conduce il “nome” italiano, l’idea italiana, la cultura e il life-style italiani nel mondo; l’altro opposto, ossia la tendenza sempre più attuale a preservare e valorizzare il buono della “filiera corta”, anche nel settore del design.

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Caffescienza a Firenze

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

Firenze 14/10/2010 ore 21:00 Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303 L’uomo è più un genio o un computer? Curatore: Franco Bagnoli  con Andrea Guazzini, Institute for Informatics and Telematics (IIT – CNR Pisa) Emiliano Santarnecchi,  Dip. di Neuroscienze dell’Università di Siena Esistono molti concetti di uso comune che tutti noi frequentemente utilizziamo essendo certi del loro reale significato. Tra questi certamente concetti quali intelligenza e creatività sono tra i più inflazionati. Tutti sembriamo certi di sapere che cosa realmente siano, nonché capaci di stabilire un netto confine tra di loro: ‘Luigi è intelligente perché va bene a scuola’, ‘Francesco è creativo perché fa dei bei quadri’, ‘sicuramente Luigi e Francesco sono persone molto diverse’. La realtà come sempre è molto più complicata. Gli ultimi cento anni hanno visto proprio il tentativo di definire sperimentalmente che cosa fossero intelligenza e creatività; molto interessante è sapere che discipline quali la statistica hanno visto la luce proprio durante questo tentativo, evidenziando tuttavia ulteriormente la difficoltà di catturare la loro vera natura. L’approccio classico allo studio dell’intelligenza ha previsto l’isolamento di capacità specifiche e indipendenti, e la conseguente costruzione di particolari strumenti, chiamati reattivi mentali, atti a misurarne le prestazioni nei singoli individui. Tale approccio trattava di fatto la mente umana come una scatola nera, osservandone il comportamento senza indagarne i meccanismi fondamentali. Dopo essere arrivata ad identificare 150 diversi ‘fattori di intelligenza’ la psicologia ha rimesso in discussione tale paradigma cercando altre definizioni. Il settore della psicologia che principalmente ed operativamente si occupa della misurazione, classificazione e valutazione delle capacità intellettive è la neuropsicologia; terra di confine tra la tecnica della misurazione, la teoria della mente e gli aspetti evolutivi/patologici del cervello. Da un lato la messa a punto di strumenti che partono da diversi paradigmi teorici e dall’altro la verifica della loro applicabilità nella pratica clinica, hanno permesso alla neuropsicologia di individuare alcune definizioni largamente condivise dell’intelligenza ma anche di metterne in discussione molte altre. Infine, la creatività ha da sempre esercitato un fascino particolare nell’immaginario collettivo, ma sotto il microscopio della psicologia sperimentale appare tuttora indistinguibile da altre capacità cognitive di ordine superiore. Sebbene tale sfida sia tuttora aperta, è stato necessario sviluppare nuovi concetti teorici complessi, quali quello di sinestesia, al fine di individuare anche per questa grandezza una definizione operativa. Risulta a questo punto evidente, come l’effimera dicotomia tra uomo processatore di informazioni o genio creativo rischia di apparire molto più spinosa delle nostre più ingenue attese. http://www.caffescienza.it

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Tutti gli errori del Presidente

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Di Sergio Talamo. Di Silvio Berlusconi bisogna parlare seriamente. Lo scontro quindicennale fra teorici del Caimano e fan del Superuomo ha sempre impedito di vederlo per ciò che in realtà è stato. Uno scontro che Berlusconi stesso ha alimentato, perché aveva interesse a costruire un nuovo Muro modello ’48: di qua io, di là tutti gli altri, i nemici, i comunisti. Chi non si è schierato nei due eserciti era chiamato, con disprezzo, “terzista”: ma come, è in gioco la democrazia e tu fai il dottor sottile? Oggi per fortuna qualcosa è cambiato. Oggi si inizia a capire. Né un mostro né un genio infallibile. Berlusconi è un uomo politico che ha avuto grandi intuizioni e che in molti settori ha innovato. Che però ha fallito i suoi grandi obiettivi di liberalizzazione del paese. Che però da circa un anno sbaglia ogni mossa, costruendo da solo il suo declino. Già. Ciò che non appare chiaro ai  più, e certamente ai suoi pasdaràn, è che Silvio da un bel po’ di tempo compie un errore politico dietro l’altro. Si lascia guidare da istinti che con la strategia c’entrano poco. E provocano danni a tutti: al suo paese, al suo  partito, persino a se stesso. E in un leader non c’è nulla di più allarmante dell’autolesionismo. Altro che accuse di mafia. Il vero problema del Cavaliere è una crisi  politica provocata solo da lui. Finché si trattava  di fronteggiare le campagne di Repubblica su Noemi, Patrizia & le altre, dimostrava ancora buona tempra. E a quell’epoca – è bene ricordarlo – riceveva la solidarietà sincera di tutta la sua coalizione e di tutti coloro che non vogliono vedere il voto popolare invalidato dal fango mediatico.
Poi sono arrivate le critiche politiche di Fini. Da allora, Berlusconi ha come perso la testa, inanellando una serie incredibile di passi falsi.  Dalla difesa di Scajola, subito ritrattata, al ministro-lampo Brancher. Dal ministero dello Sviluppo lasciato vuoto a Gheddafi “dono del  Signore”, fino alla copertura di Cosentino e Verdini che – lasciamo stare eolico, P3 e camorra – avevano provato a usare un dossier (ci risiamo!) contro il candidato alla presidenza della Campania  del loro stesso partito.
Sul caso-Fini, poi, il capolavoro. Il presidente della Camera è stato attaccato ed insultato in tutti i modi, poi processato per direttissima in contumacia ed espulso per il famoso reato di “controcanto”. Una new entry nei manuali di scienza politica occidentale, direte voi. Macché: un reato gravissimo, degno della cacciata, mica come Ciarrapico che insulta gli ebrei.
Risultato finale: il dissenso parziale di un’area interna al partito è stato trasformato in un nuovo partito, numericamente consistente, decisivo per il governo, favorendo peraltro la formazione  di un’area moderata e riformista fortemente concorrenziale con il Pdl. Errore nell’errore: le elezioni anticipate, inizialmente viste come il toccasana, in base ai sondaggi si sono rivelate un azzardo. Nel frattempo la Lega ha acquisito nel centrodestra un peso mai avuto, e il Pdl ha gestito un mercanteggiamento di parlamentari che mette il governo alla mercè dei peones: lo stesso errore che 3 anni fa si rimproverava a Prodi.
È questo, oggi, il problema dei problemi. Una sindrome distruttiva che ha portato il Pdl alle corde, il governo alla paralisi (a dispetto della positiva azione di alcuni suoi ministri) e la legislatura sull’orlo del baratro. È vero: al paese non farebbe bene, oggi, spegnere la luce. Ma come si fa, se il premier e gran capo del Pdl non cambia atteggiamento?
Prendiamo il discorso alla Camera. Tutti si sono concentrati sui numeri della fiducia. Ma il vero punto politico è un leader che ripete come fossero nuovi gli stessi temi degli scorsi 15 anni; la riforma della giustizia e la separazione delle carriere, la riduzione delle tasse, le infrastrutture al Sud, il federalismo che non spacca il paese… annunciare questi come gli obiettivi del futuro è simbolo di un fallimento.
Siamo all’ultima chiamata. Oggi che persino Ignazio La Russa chiede accordi politici per “consolidare la maggioranza dei 342”, oggi, Cavaliere, vuole dar retta finalmente a Giuliano Ferrara e decidersi a “entrare in politica”? (fonte Newsletter Ffwebmagazine)

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La Notte di Caravaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Roma, 17-18 luglio 2010 Caravaggio conferma le cifre record da rockstar: all’una di notte 20000 ingressi alla Galleria Borghese con code ancora lunghissime e un’ora di fila fuori le chiese Santa Maria del Popolo, Sant’Agostino e San Luigi dei Francesi. Una intera notte per far rivivere il genio universale di Michelangelo Merisi, attraverso un itinerario che illumina i capolavori del Maestro custoditi nei musei e nelle chiese di Roma, la città in cui visse per 14 anni e che conserva il più alto numero di suoi capolavori.
Roma, i romani e i turisti rendono così omaggio a Caravaggio in occasione del  IV centenario della morte, avvenuta a porto Ercole il 18 luglio 1610.  Per ripercorrere la storia e celebrare la vita straordinaria e turbolenta dell’artista, quattro grandi capolavori del Caravaggio, provenienti dalle collezioni di, Palazzo Barberini (Giuditta con la testa di Oloferne, Narciso), Galleria Corsini (San Giovanni), e Pinacoteca Capitolina (San Giovanni) sono stati esposti nei saloni della Galleria Borghese a completare i cinque quadri già in collezione Borghese.
Per l’intera notte, la Soprintendenza ha organizzato gratuitamente delle visite guidate e messo gratuitamente a disposizione delle navette dedicate (con partenze organizzate dalla Galleria Borghese) ai luoghi dell’evento.

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Mostra Genio contro Genio

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Roma, 8 luglio 2010 ore 12.00 Complesso del Vittoriano Sala delle Mostre temporanee Via San Pietro in Carcere. La mostra “Genio contro Genio – Il richiamo della pittura”, ospitata al Complesso del Vittoriano fino al 3 agosto 2010, vuole far conoscere l’universo artistico di B.Zarro attraverso circa cinquanta opere monumentali che ci accompagnano in un percorso denso di rimandi al mondo inconscio e di simboli: acrilici, installazioni, lavori creati attraverso materiale di riciclo dal quale l’artista attinge per la loro creazione – ante e porte, cartoni e cartoline, foto e poster, giornali e riviste. La provocazione a cui fa riferimento il titolo della mostra allude ad un possibile confronto, ed in fondo un dialogo, con i maestri del passato – molti dei quali sono stati esposti nello stesso luogo – e le loro tematiche. B.Zarro è uno degli artisti più estrosi del panorama italiano contemporaneo. Porta la sua arte e le sue performances in giro per il mondo, espone in spazi aperti ed insoliti, luoghi collettivi, di cultura ma anche di passaggio, come stazioni, alberghi, foyer e viali; spesso ha suscitato clamore attraverso i suoi giochi di provocazione, sbalordimento ed ironia.

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Lampi di genio in tv

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Milano  14 giugno Ore 12.00 Centro di Produzione Tv Rai Corso Sempione, 27 –  Conferenza stampa per la presentazione di Lampi di genio in tv La scienza e le grandi scoperte raccontate dai protagonisti, da Gutemberg a Marconi, da Edison a Lorenz. Dieci puntate firmate Rai Educational con Luca Novelli e i suoi disegni animati per scoprire i “lampi di genio” che hanno cambiato la Storia  Interverranno: Massimo Ferrario – Direttore Cptv Rai Milano Luca Novelli – Conduttore e autore di “Lampi di Genio in Tv” Renzo Salvi – Capo Progetto Rai Educational  In onda su Raitre, sabato 26 giugno ore 8.30

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