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Posts Tagged ‘genitorialità’

Genitorialità e Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Prosegue anche quest’anno “Genitori si può, anche con la Sclerosi Multipla”, il progetto lanciato nel 2015 da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, con protagoniste cinque giovani coppie desiderose di diventare genitori, anche in presenza di una diagnosi di sclerosi multipla (SM).La campagna viaggia sul web attraverso http://www.genitoriconsclerosimultipla.it: più di un sito, un vero e proprio progetto di affiancamento pratico per rispondere ai principali interrogativi che si pongono le coppie che desiderano avere un figlio.Medici e specialisti forniscono risposte alle persone con SM che stanno per prendere l’importante decisione di diventare genitori.Ma c’è di più: la condivisione di storie ed esperienze di altre persone dimostra che anche se affetti da SM si può dare tutto l’amore e le cure di cui un figlio necessita.Due le principali novità che saranno d’aiuto alle coppie che hanno intrapreso o vorranno intraprendere questo percorso.
Quest’anno Merck ha voluto fortemente inserire un percorso di scrittura autobiografica nel progetto, coinvolgendo la dott.ssa Maria Chiara Signorini, esperta di arteterapia.La scrittura di sé rappresenta un’esperienza particolarmente utile in una fase delicata della vita come quella dell’attesa della genitorialità; essa vuole rappresentare una sorta di viaggio, in grado di aiutare a scoprire sé stessi e il proprio partner.All’interno del sito, gli utenti potranno scaricare il quaderno degli esercizi per la scrittura autobiografica, pensato per tutte le coppie che vorranno intraprendere questo percorso introspettivo verso la consapevolezza di sé.

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“In tema di genitorialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

giustizia“La sentenza della Corte d’Appello di Trento finalmente ci libera dall’ossessione del biologico e rimette al centro l’interesse dei bambini e delle bambine”: così Gabriele Piazzoni commenta la sentenza storica del tribunale trentino che ha riconosciuto la piena genitorialità ad una coppia di padri che hanno fatto ricorso alla gestazione per altri. “I giudici si sono espressi con chiarezza, assumendo alla lettera il legame genitoriale descritto nel certificato di nascita dei piccoli, e affermando che il vincolo genitori figli è costituito non tanto dal legame biologico, ma dalla volontà dei genitori di accudire e crescere un bambino o una bambina, provvedendo alle sue esigenze ed assumendosi la responsabilità di occuparsene. La Corte ha riconosciuto il diritto di quei bambini alla piena tutela del loro legame con i genitori, in quanto loro inalienabile diritto. il Legislatore mediti su questa sentenza e rifletta sulla necessità di una riforma del diritto di famiglia che rimetta davvero al centro i bambini e le bambine, compresi quelli la cui famiglia risulta ancora in parte invisibile allo Stato. Una riforma che riconosca la complessità e la molteplicità dei legami familiari, aprendo a tutti i tipi di famiglia in grado di provvedere alla cura dei bambini e delle bambine e liberandoli da ingiusti calvari giudiziari, che in molti casi, e ci auguriamo d’ora in avanti in tutti, non fanno che ribadire la meta che il Parlamento non ha avuto ancora il coraggio di raggiungere”, conclude Piazzoni.

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Lavoro: l’Italia è un Paese per neo genitori?

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

genitorialitaDividersi tra lavoro e famiglia o dover scegliere. E’ la difficile situazione che tanti neo genitori si trovano a dover affrontare, cercando di conciliare orari, disponibilità economica ed esigenze del bambino. Ma l’Italia è un Paese che aiuta i neo genitori lavoratori ad avere figli? Prendendo in considerazione i congedi e le remunerazioni, secondo l’analisi dello Studio legale Daverio & Florio, che in Italia rappresenta Innangard, il network internazionale specializzato nel diritto del lavoro, emerge come il sistema giuridico italiano, rispetto ad alcuni Paesi, è a tutti gli effetti tutelante, soprattutto per le donne.Se la Gran Bretagna offre alle donne maggiori tutele per quanto riguarda congedi e retribuzioni, l’Italia è senza dubbio all’avanguardia rispetto ad altri Paesi come Francia, Spagna, Olanda, Germania. Non è così invece per i neo papà italiani, dato che al momento gli spettano solo due giorni: un numero nettamente inferiore rispetto ai francesi, agli spagnoli e agli irlandesi.La ricerca ha messo a confronto esclusivamente la situazione sui congedi e sulla remunerazione in Italia e in vari altri Paesi (Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Irlanda, Olanda, Australia e Argentina), e non considera le politiche di welfare pubbliche e private.“Nonostante il pensiero comune, il sistema italiano tende a tutelare la donna sul lavoro sia durante la gravidanza sia dopo il parto – commenta Bernardina Calafiori, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio -. Oltre al congedo obbligatorio di 5 mesi, periodo superiore a quello concesso da altri Paesi, pensiamo anche ai controlli prenatali in gravidanza, che il datore di lavoro deve concedere, o al divieto di licenziamento sino al compimento dell’anno di vita del bambino. Ma se l’Italia è allineata con l’Europa per le tutele femminili, c’è tanto da fare per i neo papà, anche se, grazie alla Legge di Stabilità pubblicata il 21 dicembre 2016 sulla Gazzetta Ufficiale, la durata del congedo aumenterà a 2 giorni per il 2017 e a 4 per il 2018.”
Nel nostro Paese alle neo mamme spettano cinque mesi di congedo obbligatorio (circa 21 settimane) retribuiti totalmente, a cui si possono aggiungere, su richiesta ed entro i 12 anni di età del figlio, ulteriori sei mesi (quasi 26 settimane) retribuiti al 30%. Inoltre, sono concessi permessi per allattamento pagati fino a un anno di età del bambino. Al rientro dalla maternità il datore di lavoro è tenuto a riaffidare la posizione, i compiti e le funzioni svolte prima del congedo. Per quanto riguarda le tutele in caso di licenziamento, esiste un periodo di protezione che va dall’inizio della gravidanza fino a un anno di vita del bambino. In tal caso la lavoratrice, qualora venisse licenziata, dovrà essere reintegrata.Tra le nazioni esaminate, meglio solo il Regno Unito, che dà diritto a 52 settimane, di cui 26 obbligatorie e 26 aggiuntive, a prescindere dall’anzianità di servizio. La retribuzione, obbligatoria per le prime 39 settimane, è del 90% per le 6 settimane iniziali mentre per le successive 33 settimane lo stipendio non può superare i £ 139.58 a settimana.In Francia sono di norma solo 16 settimane, ma le tutele aumentano nel caso la lavoratrice madre abbia più di due figli (26 settimane) o se partorisca gemelli (34 settimane). In questo periodo si riceve un’indennità determinata sulla media degli ultimi tre mesi di stipendio, diminuito del 21%, ma non può superare i 3.218 euro. Le neomamme possono ottenere fino a tre anni di “congedo protetto” con sovvenzioni per baby-sitter a domicilio e assistenza ai bambini.Anche in Spagna le settimane sono 16 e retribuite integralmente: di queste solo sei sono obbligatorie e da godere dopo il parto, le altre sono a discrezione della lavoratrice.
16 settimane obbligatorie nel sistema olandese pagate al 100%, a cui si possono aggiungere, fino agli 8 anni del bambino, ulteriori 26 settimane non remunerate.In Germania le settimane di congedo sono solo 14, di cui 6 prima della data prevista del parto e 8 dopo la nascita del bambino. In caso di gemelli le settimane dopo il parto diventano 12. Per quanto riguarda lo stipendio, deve essere di almeno dello stesso importo calcolato sulla base di una media di 13 settimane di salario o degli ultimi 3 mesi prima della gravidanza.
Spostandosi in altri continenti, come cambia la situazione? In Argentina sono previsti 90 giorni obbligatori (quasi 13 settimane), coperti completamente a livello economico, a cui è possibile richiedere un periodo non pagato di 3/6 mesi (quasi 13/26 settimane).
In Australia la lavoratrice ha diritto a una remunerazione solo se prevista da contratti individuali / collettivi. Dopo il parto sono previsti ben 12 mesi (circa 52 settimane) più altri 12 mesi (circa 52 settimane) non pagati. Tra i diritti della lavoratrice madre quello di chiedere la modalità di lavoro flessibile.
I Paesi Europei offrono in genere maggiori tutele a livello di congedi, anche se in Italia il testo della Legge di Stabilità 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 dicembre 2016, prevede che la durata del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è di 2 giorni per il 2017 e 4 giorni per il 2018, che possono essere goduti anche in via non continuativa. Nel Regno Unito, dove i neo papà che abbiano maturato almeno 26 settimane di lavoro consecutivo hanno diritto a una o due settimane di congedo, è allo studio la possibilità di far condividere i permessi parentali anche ai nonni che ancora lavorano. La Francia prevede invece per il padre 3 giorni facoltativi alla nascita e 11 consecutivi a scelta (diventano 18 in caso di parto plurigemellare o di adozione); la Spagna 13 giorni di congedo che dal 2017 potrebbero passare a 4 settimane; l’Irlanda 2 settimane di congedo (a partire dal mese di settembre 2016). La Germania, al contrario, prevede solo un giorno, salvo eccezioni previste da accordi individuali o collettivi. (foto: genitorialità)

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La Procreazione Medicalmente Assistita per soddisfare il desiderio di genitorialità

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

maternitaNel 2014 in Italia le coppie che hanno fatto ricorso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per avere un figlio sono state 70.826 per un totale di 16.041 gravidanze e 12.720 bambini nati. I dati sono dell’Istituto Superiore di Sanità che chiarisce che la fertilità, definita come assenza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari, interessa più del 15% delle coppie. Non solo. Circa un quarto di tutte le patologie oncologiche si verifica durante l’età riproduttiva e i pazienti guariti dalle neoplasie rischiano di vedere compromessa la propria fertilità. Questi alcuni dei dati emersi durante il workshop “Procreazione Medicalmente Assistita. La soddisfazione del desiderio di genitorialità, anche per i pazienti oncologici” che si è svolto oggi in Senato, Sala Santa Maria in Aquiro a Roma.
“Il 15% di infertilità di coppia vuol dire, su scala mondiale, che sono infertili milioni di soggetti. In Italia più di 2 coppie su 10 hanno problemi di infertilità e il 15-20% di esse lo scopre a circa due anni dal matrimonio e la metà di loro si rivolge ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita. – Così interviene il Prof. Annibale Volpe, Past Presidente della Sidr (Società Italiana della Riproduzione) che aggiunge: “Per una coppia, in generale, la probabilità di ottenere una gravidanza spontanea è stimata intorno al 25% ogni mese, e nell’arco dei primi 12 mesi di rapporti non protetti è il 90%. Il picco si ha tra i 20 e i 25 anni col 30-35% di possibilità di gravidanza. Tale percentuale oltre i 35 anni sarà del 20% e oltre i 40 anni sarà inferiore al 10%”.Teva, una delle principali aziende farmaceutiche mondiali e più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, ha commissionato un’indagine* a livello europeo dal titolo “Listening in: IVF and Fertility in Europe (LIFE)”, che ha rilevato un’elevata accettazione delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e di congelamento degli ovuli sia per ragioni mediche che legate allo stile di vita. L’indagine ha chiesto a più di 6000 uomini e donne in Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Regno Unito il loro parere sui trattamenti per la fertilità. Il primo dato rilevante è che il 93% degli intervistati pensa che la fecondazione in vitro FIVET-ICSI dovrebbe in qualche modo essere sovvenzionata con fondi pubblici, anche alla luce del fatto che per il 58% nei prossimi anni ci sarà un aumento di richieste. In Italia i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) ricomprendono la Procreazione Medicalmente Assistita, sia quella omologa sia quella eterologa. L’aggiornamento arriva dopo 15 anni dall’approvazione della Legge e con l’ingresso della PMA nei LEA l’infertilità è riconosciuta come una patologia.Oggi circa il 10% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore è in età fertile e in futuro, anche grazie all’integrazione di tecniche diverse, una percentuale di queste, potrebbe tornare a sperare di diventare madre anche attraverso una gravidanza spontanea. Oggi si può preservare la fertilità con la crioconservazione degli ovociti e successivamente intervenire con la PMA. Secondo l’indagine Teva il congelamento degli ovuli è considerato favorevolmente dalla maggioranza degli intervistati, sia per ragioni mediche (84%) (in Italia 78%) che non (60%) (in Italia 57%). Ma l’infertilità ha tante cause e quando una coppia cerca un figlio che non arriva, di solito è la donna la prima a sottoporsi a indagini e cure, anche se in circa un terzo dei casi è il maschio la causa dell’infertilità. Un altro ostacolo è la paura, lo stress, l’essere messi ogni volta di fronte alle proprie difficoltà, porta quasi il 50% delle coppie ad abbandonare il percorso prima del termine dei cicli previsti.“Come azienda farmaceutica siamo impegnati nella ricerca e nell’innovazione per la salute in generale e in particolare per quella della donna. – Così la dottoressa Enrica Bucchioni, Direttore Medico di Teva Italia – “Vogliamo garantire l’accessibilità alle cure e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e in quest’ottica studiamo soluzioni terapeutiche nuove che rispondano a queste esigenze. L’indagine Teva LIFE rispecchia l’impegno a lungo termine di Teva per la salute delle persone e per migliorare la nostra conoscenza delle questioni chiave che hanno un impatto sulle decisioni e sugli esiti legati alla loro salute. Per noi curare il presente vuol dire sostenere il futuro. Un approccio che considera la persona a 360 gradi, soprattutto quando si parla di donne. Condividiamo progetti interdisciplinari su aree terapeutiche specifiche con un focus particolare sulla contraccezione e la fertilità, e iniziative volte alla prevenzione e alla promozione di stili di vita corretti”. L’iter legislativo per la revisione della Legge 40, del 19 febbraio 2004 da sempre al centro di articolati dibattiti fino a sentenze di incostituzionalità è ancora in fase di discussione nelle Commissioni parlamentari competenti. E’ importante arrivare ad una chiarezza normativa e ad una certificazione dei Centri di PMA in Italia. La Procreazione Medicalmente Assistita riuscirà ad aumentare il numero di genitori?

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Fecondazione eterologa: Nasce la prima associazione italiana per la donazione altruistica e gratuita di gameti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 giugno 2014

fecondazioneDopo la sentenza della Consulta, arriva il primo passo concreto verso la fecondazione eterologa: l’Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti (AIDAGG), la prima associazione nel nostro Paese che nasce con l’obiettivo di promuovere, in primo luogo tra le persone fertili, la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana. L’Associazione si propone, inoltre, di sensibilizzare la popolazione, i medici e i pazienti con attività di informazione e formazione.
Oggi l’annuncio, durante il convegno “La tutela della salute per le coppie infertili e sterili dopo le sentenze della Corte Costituzionale”, in corso a Roma nella sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio.“La donazione di gameti è un’azione di alto valore sociale e morale”, sottolinea Laura Volpini, Presidente AIDAGG. “È il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di ‘condivisione’ di un crescente problema sociale, l’infertilità, che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia, consentendo, alle coppie che non hanno altre possibilità procreative, di veder rispettato anche per loro il diritto alla genitorialità”.
Un passo importante, dunque, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile che ha eliminato il divieto di fecondazione eterologa e che attende pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli operatori del settore attivi da anni nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), così come i pazienti stessi, sottolineano che non esiste un vuoto normativo post sentenza, da più parti evocato con il solo scopo di allontanare il momento di piena operatività della fecondazione eterologa. L’eliminazione del divieto è stata possibile, infatti, proprio perché esiste già una disciplina normativa in grado di regolamentare questa tecnica di PMA: la legge 40/2004 stessa e i decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 in materia di donazione di organi.

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Vernissage collettiva “150 souvenirs d’Italie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Roma 12 Aprile 1 maggio 2011 inaugurazione 12 aprile alle ore 18 Via dell’Arco di San Calisto, 40 Trastevere Galleria Atelier degli Artisti. Questa mostra è un’occasione per realizzare un dialogo tra gli artisti ed il pubblico. Saranno presente 150 opere di 150 artisti nazionali ed internazionali, sia emergenti che affermati. I generi ospitati comprendono la pittura, la fotografia e le video installazioni. Il ricavato del 20% o 100%, delle opere vendute saranno devolute in beneficenza, ai bambini del centro di sostegno alla genitorialità della comunità di Sant’Egidio Roma. L’occasione della mostra è offerta dalle celebrazioni commemorative dei 150 anni dell’Unità d’Italia, occasione che ha suggerito il titolo “150 souvenirs d’Italie”. La celebrazione dell’Unità d’Italia ha suscitato interesse e polemiche. Entrambe le conseguenze sono importanti per una maturazione dell’identità collettiva del popolo italiano. La rinnovata attenzione al senso di un comune cammino di civiltà è necessaria per elevarsi al di sopra delle contingenti frammentazioni generate dagli eventi politici ed economici; anche la rivisitazione della storia del Risorgimento, progressivamente liberata dalla struttura rigida di un’interpretazione poco incline ad affrontare i lati meno luminosi del cammino unitario è sicuramente preziosa per un salto di qualità culturale e anche di educazione civica. In questo processo si inserisce anche la proposta artistica portata avanti dall’Atelier degli Artisti Roma, che intende avvantaggiarsi della grande libertà insita nella creazione artistica per ricercare uno sguardo nuovo, fresco, riguardo all’onda lunga di fatti che non debbono essere archiviati come monumenti sterili ma hanno ancora una grande vitalità sociale e politica. L’auspicio degli organizzatori è che i numerosi contributi possano offrire allo spettatore un’immagine corale nella quale le singole individualità non temono di fondersi in un progetto più grande.

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Genitorialità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Lettera a direttore. C’è una cosa in particolare di mio padre che vorrei ricordare, una cosa molto semplice ma anche molto importante. E’ il suo modo di fare il genitore.  Quando ero piccolo ed eravamo io e lui era padre per me, quando c’erano altri ragazzi invece era padre per tutti.. nessuna preferenza, sguardo particolare, favore, tutti sulla stessa barca, nel bosco o su un campo di calcio.. tutti fratelli, tutti con le stesse regole e con le stesse opportunità di merito.  Questa cosa era molto diffusa tra gli adulti del secondo ‘900 perché essendo molti padri mai tornati dalle guerre era frequente il prendersi carico di bambini e ragazzi meno fortunati, ma non solo.. era anche un modo di esercitare quei valori della Costituzione Italiana appena scritta, valori di fratellanza e unità dove a caro prezzo si era visto il lato oscuro del possesso e dell’individualismo spinti agli eccessi.  Condividere i figli e donare la genitorialità non era dunque solo atto di compassione e bontà ma anche spessore di persone lungimiranti che avevano intuito il significato complesso dell’esistenza e che niente era tuo per sempre tanto meno una vita nascente di cui eri custode assieme ad altri e soprattutto coltivatore per il futuro.  Negli occhi di chi ha avuto un padre così e ne ha capito il significato si può  ancora vedere la convinzione di chi sa che l’amicizia, l’apertura, la trasparenza e l’onestà sono l’unico modo per andare d’accordo, mettere insieme delle regole comuni e costruire una società che rispetti sia l’individuo (uomo e donna) che la collettività e la sua necessaria coesione e straordinaria forza umana.  Oggi vedo spesso mamme (e talvolta mammi) che invece trattano i propri figli in modo troppo esclusivo, egocentrico, privilegiato, materiale, fanno continue differenze con i figli degli altri (da come vestono a come sono educati a come vanno a scuola o guadagnano) e invece che parlare con le altre mamme e trovare amicizia e punti d’incontro, si chiudono nella critica, nel bisbiglio, ma soprattutto chiudono i loro figli prematuramente tra le mura altissime dello scetticismo, del mal pensare, della sfiducia, quasi come se il successo del prossimo fosse l’insuccesso proprio, il progresso di uno stato il regresso di un altro.. ed insinuano lentamente nelle giovani menti una domanda, una posizione di scelta.  Ma è una domanda stupida e ottusa, che non ha senso farsi ed incentivare: l’unico progresso possibile è quello mio e del prossimo assieme, degli individui e della collettività, del mio stato e di quello accanto, chi sceglie o vuole scegliere sbaglia perché i due piani sono legati e non possono che progredire e regredire assieme.   I genitori del futuro dovranno perciò essere più aperti alla condivisione, pensare più globalmente, consapevoli di crescere i figli in una grande unica città dai mille quartieri, che è il mondo. Ci sono regole da riscrivere è vero, ma anche altre da preservare come questa semplice che ho appena raccontato e che è bellissima perché ti permette di essere ovunque e di poter sempre incontrare uomini e donne che ti fanno sentire a casa tua, perché sebbene lingua, colori o usanze posano essere diverse, l’essere genitori o figli è sempre la stessa cosa.   La conoscenza viene soprattutto quando faccio lo sforzo di cercarla: se non la cerco non sarò libero, se non la dono non sarà libero il mio mondo. (Fabio Barzagli resp. portale nazionale http://www.infanzia-adolescenza.info)

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