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San Gallicano: l’infezione anale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

san gallicanoLa prevalenza dell’infezione anale da HPV risulta particolarmente elevata (72,8%) negli MSM e non sembra variare significativamente con l’avanzare dell’età. Infatti, sia l’infezione da qualsiasi genotipo di HPV, sia quella determinata da genotipi ad alto rischio oncogeno, come HPV16 e HPV 18, si mantengono su frequenze molto elevate. Sono questi i risultati più importanti di uno studio condotto dal gruppo di clinici e ricercatori della Dermatologia Infettiva e Allergologica del San Gallicano su 408 MSM e appena pubblicato sulla rivista Future Microbiology. “Vista la crescente incidenza del cancro anale tra gli MSM occidentali, questi risultati sono importanti, sottolinea Maria Gabriella Donà, coautore dello studio, perché aumentano le conoscenze su come l’infezione da HPV, chiamata in causa nell’insorgenza di questo tumore, circoli e si distribuisca in questa popolazione”. “Ad oggi, infatti, i dati sulla prevalenza età-specifica dell’HPV tra gli MSM sono da ritenersi scarsi e contrastanti, diversamente da quelli da tempo raccolti tra le popolazioni femminili a rischio di cancro della cervice uterina”.“Conoscere come si muove il rischio HPV lungo le diverse età, ci informa anche su come guidare gli interventi di prevenzione nelle popolazioni a rischio, afferma Massimo Giuliani, coordinatore dello studio, soprattutto quelli incentrati su programmi di prevenzione primaria”. “Il nostro studio, sostenuto da robusti dati comportamentali, ha permesso di dimostrare come la prevalenza dell’infezione non vari con l’età anche dopo controllo per le caratteristiche del comportamento sessuale degli individui arruolati, a riprova di un reale rischio di infezione da HPV tra gli MSM nel corso di tutta la vita sessuale, determinato da un elevato numero di partner sessuali anche in età avanzata e da una generale tendenza ad avere partner di tutte le età”.Studi come questo aprono nuove prospettive sulla possibilità di estendere anche alle popolazioni maschili, quelle strategie preventive contro l’infezione da HPV fino ad oggi riservate soprattutto alla popolazione femminile, sottolinea il Dr. Antonio Cristaudo, Direttore della Dermatologia Infettiva e Allergologica del San Gallicano e mostrano come il rischio di patologie HPV-correlate nel maschio sia realistico anche durante le età più avanzate.“La pubblicazione di questo lavoro sulla prestigiosa rivista Future Microbiology – spiega Aldo Di Carlo Direttore Scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano – dimostra l’ impegno del Centro MST del San Gallicano sul tema della prevenzione e dello screening delle malattie sessualmente trasmesse in soggetti a rischio. Si tratta di uno studio epidemiologico riguardante la presenza del l’HPV anale nei maschi che fanno sesso con i maschi (MSM). Sarà necessario ovviamente incrementare la casistica, tenendo anche presente, come sottolineano gli Autori, che probabilmente la maggior parte di queste infezioni ha carattere transitorio.”“Occorre peraltro sottolineare che Il nostro Ambulatorio, – prosegue Di Carlo – in accordo con le linee guida internazionali come la CDC, effettua regolarmente in questo gruppo di soggetti test importanti di controllo, quali la sierologia HIV, la sierologia sifilide, l’invito a vaccinarsi in caso di test negativo contro l’epatite A e B, mentre per quanto riguarda l’ incidenza di cancro anale in particolare nei soggetti MSM HIV positivi, gli stessi Autori in collaborazione con la UOC di Anatomia patologica e Citologia IRE hanno già pubblicato dati interessanti e innovativi riguardo l’ìmpiego della citologia anale.”

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Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

La compatibilità tra donatore di seme e futura mamma si può verificare. Il centro svizzero Procrea di Lugano, struttura sanitaria all’avanguardia nella procreazione medico assistita, ha introdotto un nuovo test che permette di aumentare le possibilità di successo, quindi di arrivare ad una gravidanza, per le donne che si sottopongono ad una fecondazione eterologa. «Si tratta di una nuova analisi genetica con la quale valutiamo alcune varianti del gene HLA-G», spiega Giuditta Filippini, biologa, responsabile del laboratorio ProcreaLab. «Questo test, che si basa appunto sulla determinazione del genotipo del gene HLA-G, permette di scegliere la combinazione migliore per la paziente. Infatti l’HLA-G è una proteina molto importante durante la fase di annidamento dell’embrione in quanto gioca un ruolo fondamentale nell’instaurare e mantenere la tolleranza immunologica tra embrione e mamma. Recentissime ricerche scientifiche hanno mostrato che alcune costellazioni genetiche tra i genitori biologici sono più favorevoli di altre; per questo abbiamo deciso di testare tutti i nostri donatori in modo da proporre alle pazienti quello più adatto».
Pur non avendo ancora dati statisticamente rilevanti, dall’applicazione di questo nuovo test ProCrea si aspetta un incremento di circa il 15 per cento dei successi ottenuti con fecondazione eterologa.
Stabilita la possibilità di donare il proprio seme, finora non c’erano elementi per considerare la compatibilità tra uno specifico donatore e una specifica paziente. «Un passaggio che, seppur non del tutto, è stato colmato con l’introduzione dell’analisi del gene HLA-G», continua la direttrice di ProCreaLab. «Per quanto questa proteina sia indispensabile per far attaccare l’embrione all’endometrio, non è però l’unico elemento a favorire questo delicato passaggio. L’HLA-G si è però rivelato importante: alcune costellazioni danno maggiori risultati positivi, ovvero portano più spesso ad una gravidanza; altre invece ostacolano questo processo. Mappare quindi l’HLA-G ci permette di avere un elemento per valutare una maggiore o minore compatibilità con la donna».
Almeno il 3 per cento delle coppie infertili per poter avere un figlio dovrebbe ricorrere alla fecondazione eterologa con seme di donatore maschile. Tra le coppie che si rivolgono a ProCrea, il 30 per cento si sottopone a questo tipo di trattamento.
ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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