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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘geologi’

Giornata mondiale Terra, geologi: ancora troppi ritardi nel settore ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Il consumo di suolo in Italia è aumentato del 180% dagli anni ’50 ad oggi, ma il nostro Paese attende da tanti anni una legge per il suo contenimento. E la situazione non è rosea neanche a livello mondiale dove più del 75% del suolo del pianeta è estremamente degradato ed entro il 2050 potrebbe coinvolgere addirittura il 95% della superficie”. Questo il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione della 49esima edizione della Giornata Mondiale della Terra alla quale il CNG aderisce ogni anno. “Non soltanto suolo degradato, ma dobbiamo fare i conti anche con l’allarme deforestazione: ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta e se non cominciamo a fare qualcosa nel concreto, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta” denuncia Angelone.Quest’anno la manifestazione, che ha preso il via nel 1969 dopo il disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, è dedicata alla protezione delle specie animali minacciate di estinzione. Per il Tesoriere del CNG: “Stiamo vivendo una situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, a cominciare dal fatto che siamo ancora troppo legati ai combustibili fossili e ancora troppo poco alle fonti di energia rinnovabile. Dovremmo ridurre drasticamente – continua – le emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ecosistema e sfruttare le energie alternative, come per esempio la geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile e grazie ad essa si potrebbe soddisfare il 50% dei nostri consumi energetici”.Un gap italiano nel salvaguardare l’ambiente che è evidente anche a livello europeo. “Che il nostro Paese sia in ritardo dal punto di vista ambientale – spiega il geologo molisano – lo dimostrano anche le 17 procedure di infrazione dell’Unione europea a carico dell’Italia per sospetta violazione delle norme ambientali, la maggior parte delle quali legate alle discariche abusive, alla gestione dei rifiuti e al mancato trattamento delle acque reflue urbane”.

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Via della Seta: anche i geologi italiani e cinesi firmano un accordo di collaborazione bilaterale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

E’ stata dei geologi italiani una delle prime iniziative di cooperazione bilaterale Italia Cina dopo la firma dell’accordo governativo sulla Via della Seta. I geologi italiani hanno fatto una missione per promuovere la collaborazione con gli scienziati e professionisti cinesi e aprire nuove opportunità professionali. Si tratta del primo progetto di cooperazione dopo che Italia e Cina hanno firmato il memorandum d’intesa sulla ‘Belt and Road Initiative’, la nuova Via della Seta voluta da Pechino per connettere Asia, Europa e Africa. Con il supporto dell’Ambasciata italiana in Cina, si è svolta con successo la prima formazione geologica europea. Hanno preso parte a questo importante incontro, per formare il primo gruppo di geologi professionisti europei, il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Vincenzo Giovine, il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni e il Tesoriere CNG Domenico Angelone insieme a esperti del Ministero dello Sviluppo Economico e corrispondenti cinesi del China Geological Survey del Ministero delle Risorse Naturali, ed alcuni tra le più grosse multinazionali cinesi del settore minerario come il Gruppo Zijin Mining.
Sulla sinergia tra i geologi italiani e quelli cinesi interviene il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni: “La missione in Cina è stata estremamente proficua per la comunità dei geologi professionisti italiani per cercare nuove opportunità lavorative e professionalità a livello internazionale”. Luca Fraticelli – consigliere dell’Ambasciata italiana in Cina, ha affermato che “la sinergia tra i governi cinese e italiano ha fornito uno spazio più ampio per una futura collaborazione. La cooperazione riguarda principalmente gli standard minerari e la formazione di geologi professionisti”. Wang Kun, vice direttore del China Geological Survey, ha dichiarato durante la cerimonia di apertura che il sistema di certificazione delle qualifiche geologiche professionali è altamente autodisciplinato ed è il risultato dello sviluppo dell’economia di mercato. “La qualifica di geologi professionisti – spiega Kun – può migliorare il mercato del lavoro attraverso il reciproco riconoscimento e la cooperazione tra i due Paesi. Con lo sviluppo dell’economia di mercato cinese, c’è più richiesta di lavoro per i geologi specialmente in Cina, è quindi necessario sfruttare appieno le risorse e i mercati”. La cerimonia di apertura ha visto la presenza delle più importanti organizzazioni cinesi nel settore Mining, tra cui la China Mining Associazion e la China Mining Environmental Union.

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Geologi soddisfatti per il ripristino del Servizio sismico e geologico in Molise

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Grande soddisfazione da parte del Consiglio Nazionale dei Geologi e dall’Ordine dei Geologi molisani per il ripristino del Servizio sismico e geologico in Molise. La notizia si apprende da un post su Facebook dell’assessore all’Urbanistica e Pianificazione territoriale della Regione Molise, Roberto Di Baggio in cui si legge: “Nella seduta di giunta tenutasi ieri sera (18 dicembre, ndr), abbiamo deliberato il ripristino del Servizio Geologico senza ulteriori costi per la Regione”. La soppressione delle strutture dirigenziali del Servizio tecnico sismico e geologico del IV Dipartimento era avvenuta con la delibera n. 26 del 30 gennaio 2017 da parte della Giunta regionale del Molise, con il conseguente trasferimento delle funzioni al Servizio di Protezione civile regionale e, due mesi dopo, era stata sospesa la delibera di giunta che aveva cancellato il Servizio sismico e geologico in Molise, gli unici uffici dedicati alla messa in sicurezza del territorio.
“È un primo passo verso quel cambio culturale che auspichiamo da sempre, un segnale di oculatezza politica che segue decenni di arretramento per scelte mai in linea con le reali esigenze del territorio – afferma Domenico Angelone, tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi –, una decisione prontamente recepita dall’istituzione regionale che fa seguito a un’incalzante azione di sensibilizzazione che il CNG, insieme all’Ordine regionale da tempo sta operando sia in Molise che nel resto del Paese, a favore di una maggiore prevenzione dai rischi naturali e di una maggiore sicurezza dei cittadini”. “Limitare i disastri è possibile – continua il geologo molisano – monitorando il territorio continuamente con presìdi territoriali geologici e con l’impiego di tecnici dotati di una formazione culturale e accademica specifica, partendo proprio dalle strutture regionali e dagli uffici geologici ad essi connessi”. “Siamo indotti a pensare che l’atto deliberativo sia l’inizio di un nuovo cammino, che possa proseguire con il potenziamento della pianta organica mediante l’assunzione dei geologi, e che la Regione Molise continui ad essere da esempio, con l’istituzionalizzazione del tanto declamato geologo di zona” – conclude Angelone.
Secondo i dati racconti dal Consiglio Nazionale dei Geologi, una regione su due in Italia è sprovvista del Servizio geologico, il quale è presente (oltre al Molise), in: Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta. Nelle altre regioni, non citate, o è stato soppresso o non è mai esistito. Giancarlo De Lisio, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise commenta: “I geologi molisani apprendono con soddisfazione la notizia del ripristino del Servizio geologico regionale, un atto tanto atteso e auspicato dall’Ordine, un atto che potrebbe essere da apripista ad una nuova stagione di programmazione e sviluppo territoriale che parta dal rispetto delle geo-pericolosità in una Regione territorialmente tanto vulnerabile. Ne va della sicurezza della popolazione molisana e del suo territorio. Aspettiamo – dichiara De Lisio – l’ufficialità dell’annuncio social, si tratta comunque di un risultato positivo dell’azione dell’Ordine dei Geologi del Molise che si è tanto prodigato nel mettere in rilievo gli effetti negativi che la chiusura di questo fondamentale presidio territoriale avrebbe avuto per la nostra Regione”.

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Giornata mondiale della Terra, i geologi: degrado del suolo provocato dall’attività antropica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

L’allarme è già stato lanciato: il 75 per cento del suolo sul pianeta è fortemente degradato ed entro il 2050 la percentuale potrebbe raggiungere il 95 per cento costringendo 4 miliardi di persone a vivere in terre prive d’acqua. I dati emergono dal primo rapporto mondiale sul degrado del suolo condotto da Ipbes, la “piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici” avviata nel 2012 dall’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Un fenomeno preoccupante di cui dobbiamo tener conto anche (e non soltanto) nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della Terra (Earth day) istituita il 22 aprile 1970 proprio per evidenziare l’importanza delle risorse naturali alla base della sopravvivenza sul pianeta.“Le cause sono ovviamente tutte da ricercare nell’attività antropica dove l’uomo crea e distrugge allo stesso tempo” dichiara Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Ormai le criticità riguardano ampie fasce della superficie terrestre, caratterizzata da una gestione non sostenibile che, in alcuni casi, ha raggiunto dei punti di non ritorno. Non a caso, l’obiettivo 15 dell’Agenda 2030 dell’Onu è quello di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre” conclude il Presidente CNG.Ad aumentare significativamente il ritmo di erosione del suolo è la deforestazione che è responsabile del rilascio di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. La distruzione delle foreste da parte dell’uomo avrebbe molteplici conseguenze negative: innanzitutto una drastica riduzione di assorbimento di anidride carbonica; repentini e continui cambiamenti climatici; una perdita della biodiversità ed estinzione di numerose specie vegetali e animali oltre che un considerevole aumento dei rischi idrogeologici.

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50° anniversario Terremoto Belice, i geologi: la prevenzione è l’unica strada da seguire

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

fabio tortorici“Sono passati cinquant’anni dal terremoto del Belice che, colpendo la Sicilia centro-occidentale, ha fatto registrare 296 vittime e la distruzione di interi centri abitati (Montevago, S. Ninfa, Salaparuta, Gibellina, e S. Margherita Belice). Nel 1968, la zona colpita non rientrava tra quelle definite ‘sismiche’ nella classificazione del territorio italiano di quel periodo: il 98% dei fabbricati realizzati in muratura ordinaria subì ingenti rovine, mentre quel 2% costruito in cemento armato registrò danni marginali pur non essendo vigente alcuna norma antisismica”. Queste le parole di Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, ricordando il violento sisma che, tra la notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968, distrusse i paesi della Valle del Belice. “In questi anni sono stati fatti grandi passi in avanti riguardo alla classificazione sismica della nostra nazione e l’evoluzione delle norme antisismiche ha contribuito gradualmente ad aumentare la sicurezza delle nuove costruzioni – afferma il geologo siciliano -, purtroppo però permane il problema della messa in sicurezza dei fabbricati realizzati in assenza o con vecchie norme antisismiche. La prevenzione è l’unica strada da seguire; oggi gli studi di microzonazione sismica e di risposta sismica locale permettono ai geologi di fornire nelle fasi di progettazione (oltre che nelle previsioni urbanistiche) una lunga serie di elementi che giocano un ruolo imprescindibile nella sicurezza del territorio e dell’edificato”. Il Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi prosegue: “Numerosi studi hanno valutato che, dal terremoto del Belice a quello del 2012 in Emilia Romagna (quindi senza contabilizzare i danni dei recenti terremoti che hanno colpito il centro Italia), per le ricostruzioni si sono spesi 120 miliardi di euro, a fronte di una media di 2.4 miliardi l’anno con cui lo Stato avrebbe potuto rendere sicuro il patrimonio edilizio del Paese. La stima del Dipartimento della Protezione Civile, per i danni causati da disastri naturali, parla addirittura di una media di 3.6 miliardi l’anno spesi per le ricostruzioni. Da sempre i geologi lanciano il loro grido di allarme sulla tangibilità che ‘prevenire costa meno che curare’, ma ancora la sensibilità sul rischio sismico, sia della politica sia dei cittadini, non è abbastanza matura, trascurando che oltre 12 milioni di immobili dovrebbero essere interessati da opere di adeguamento e risanamento e che la popolazione coinvolta nel Paese supera 24 milioni di vite”.A ricordare il violento sisma anche Antonio Alba, consigliere del CNG: “È un trauma ancora vivo nella mente di tutti i siciliani, nelle aree conosciute come sismiche si può e si deve fare di più: innanzitutto preparando la popolazione ad un eventuale evento sismico, inoltre tutti i comuni si devono dotare di studi di microzonazione sismica. Un plauso va alla Protezione Civile regionale che si sta attivando per realizzare questo importante progetto che interessa tutti i comuni con grado di sismicità 1 e 2, per impedire che tragedie come quelle di 50 anni fa, che hanno colpito la Valle del Belice, si ripetano in maniera così devastante”. (foto: fabio tortorici)

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Allarme geologi: Ci sarà sempre meno acqua dolce

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

Massimiliano FazziniFazzini –Università Camerino e Ferrara: “Nella stagione invernale 2016 – 2017, sui rilievi nazionali è mediamente caduto il 60 per cento di neve in meno. Avremo sempre meno acqua e di peggiore qualità. In Italia preoccupante il fenomeno di ingressione del cuneo salino, meno acqua dolce. Zero termico a 3600 metri. Puglia, Sicilia e Sardegna devono mettere in campo processi di desalinizzazione utilizzando così l’acqua del mare. I comuni del Centro Nord hanno elaborato Piani di Adattamento ai Cambiamenti, mentre al Sud è tutto fermo. Giorni siccitosi aumentati del 15 per cento. Avremo eventi sempre più irregolari ”.
“Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito, in Italia, ad un aumento della temperatura media di circa 1.1°C ma nell’ultima estate abbiamo registrato un’ulteriore “impennata” di oltre 2 gradi rispetto alla media climatica del periodo di riferimento 1971 – 2000. Se questo segnale non dovesse essere un’eccezionalità ma confermarsi tale, significherebbe che potremmo essere dinanzi ad un’ ulteriore accelerazione del riscaldamento globale del pianeta. Sempre durante l’ultima stagione estiva, la temperatura del mare, in Italia, ha raggiunto valori di oltre tre gradi rispetto alle medie dell’ultimo ventennio. Ci dobbiamo abituare ad estati con ondate di calore intense e prolungate di origine subtropicale continentali e quadri termometrici che oggi appaiono come eccezionali tra circa 20 anni rappresenteranno la normalità, con un cambiamento radicale del nostro stile di vita. Cambieranno ad esempio le stagioni turistiche ed agricole. Durante le future estati, con ogni probabilità avremo sempre meno acqua a disposizione e di questo dovremo essere consapevoli perché dal momento in cui l’ acqua da fusione delle nevi sarà meno abbondante e si infiltrerà meno nelle falde acquifere più superficiali e le precipitazioni piovose saranno sempre più intense e meno persistenti, la risorsa idrica sarà evidentemente meno abbondante e di qualità organolettiche peggiori. Già adesso, in molte aree pianeggianti prossime alle coste, specialmente nella pianura veneta ed emiliana, nella Capitanata pugliese e nel Campidano sardo, stiamo assistendo al fenomeno di ingressione del cuneo salino che porterà ad una minore disponibilità di acqua per l’irrigazione delle aree adibite ad uso agricolo con ovvie ripercussioni sulla loro produttività”.
E’ l’allarme lanciato dal climatologo Massimiliano Fazzini, Docente dell’Università di Camerino e Ferrara, ricercatore, importante studioso di tali fenomeni ed esponente dell’Associazione Nazionale dei Geomorfologi Italiani. Fazzini sta conducendo da due decenni importanti studi al riguardo.

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Geologi Unicam ad Accumoli

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

geologi unicamgeologi unicam1Camerino. L’Università di Camerino ha voluto fin da subito mettere a disposizione dei territori colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto le competenze e le professionalità dei propri ricercatori.
Poche ore dopo il sisma, infatti, i geologi del Corso di laurea in Geologia, coordinati dal prof. Emanuele Tondi, si sono recati in area epicentrale per i rilievi geologici, per poter comprendere quale sia stata esattamente la faglia che ha causato il terremoto e per registrare tutti quei dati che sono necessari per comprendere al meglio le dinamiche di quanto accaduto.Il prof. Tondi e il dott. Marco Materazzi hanno poi incontrato nella mattinata di oggi il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, Comune con il quale la Scuola di Scienze e Tecnologie ha attivo da qualche anno un accordo di collaborazione per progetti e ricerche.
“Il Sindaco Petrucci ci ha chiamati – ha affermato il prof. Tondi – perché hanno necessità di avere la presenza di geologi per gestire questa prima fase di emergenza. Ci siamo subito attivati e stamattina abbiamo avuto la prima riunione ad Accumoli. Lavoreremo in collaborazione con i geologi della Regione Lazio per individuare le aree più idonee in cui poter posizionare i moduli abitativi e poter collocare il materiale crollato, ed altri aspetti geologici”.Unicam ribadisce dunque la propria mission che la vede al servizio del territorio e mette a completa e totale disposizione le proprie competenze: massima disponibilità ed impegno sono stati espressi oltre che dai geologi, dagli architetti e dagli ingegneri del corso di laurea in Architettura e dai veterinari, come pure dall’intera comunità universitaria. (foto: geologi unicam)

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Soddisfazione espressa dal Consiglio Nazionale Geologi e dalla Conferenza dei Presidenti degli ordini

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

Il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Conferenza dei Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi nell’incontro del 29 luglio 2016 hanno preso atto con estrema soddisfazione della delibera del CdA EPAP, Ente Previdenziale, con la quale EPAP non aderisce all’investimento proposto dal Governo e denominato “ATLANTE 2”, ritenendo che, in un momento di grave crisi del mercato del lavoro professionale, le casse di previdenza non possano essere, con il loro patrimonio fondato sui risparmi degli iscritti, un “salvagente” per il sistema bancario nazionale, anche in considerazione dell’elevato rischio di tale operazione. Il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Conferenza dei Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi condividono appieno la scelta dell’Ente di “valutare autonomamente altre forme di investimento per la salvaguardia del sistema e del tessuto sociale e dell’economia reale del Paese, nel pieno rispetto della normativa generale, delle procedure in essere e dell’adeguatezza e della sostenibilità economico-finanziaria”.
Il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Conferenza dei Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi ringraziano il Presidente Stefano Poeta e tutti i componenti degli organi amministrativi dell’EPAP per la loro attenzione a questo tema che in questi giorni non poche preoccupazioni ha destato negli iscritti.

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La carta per l’Italia dei geologi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

tettonica(Fidest) Si tratta di un pacchetto di proposte che i geologi italiani hanno presentato al Governo affinché si faccia carico, responsabilmente, del rischio idrogeologico che passa dalla risorsa acqua alle bonifiche dei suoli e ancora dal rischio sismico al geoturismo, dall’energia alla professione e a tutti i temi riguardanti la pianificazione. Vi è, inoltre, la necessità d’informare il cittadino dei piani di emergenza comunali per porlo nelle condizioni di comportarsi di conseguenza in caso di emergenza. Non dimentichiamo che almeno il 50% delle vittime le abbiamo dalla mancata conoscenza dei pericoli incombenti e sul modo come proteggersi.
Ci rendiamo conto che per i politici italiani questo discorso non è di facile accettazione non perché manca loro la consapevolezza della fragilità del territorio nazionale quanto l’incapacità di assegnare le opportune risorse per la prevenzione mentre trovano più comodo, per motivi elettoralistici, promettere provvedimenti salvifici nel momento in cui la catastrofe ha compiuto la sua opera distruttrice. Alla base vi è, se non soprattutto, un aspetto culturale. La scuola in primis dovrebbe preparare le nuove generazioni alla conoscenza del proprio territorio e i rischi che potrebbero derivarne se non s’interviene in tempo utile. E a farlo potrebbero essere proprio i geologici che con le loro strumentazioni e per la conoscenza storica del suolo sanno misurare con apparecchi di precisione le condizioni di salute delle aree più a rischio.
Per Ann C. Pizzorusso, una geologa nuovayorchese che ha scritto, tra l’altro, un interessante libro titolato “Twittando da Vinci”, “L’Italia è nel mezzo di ciò che può essere paragonato a un incidente stradale, in cui le placche geologiche rappresentano delle auto che si scontrano tra loro. Le giganti placche (africana e eurasiana situate rispettivamente sul basso tirreno e sul canale di Sicilia) si spingono tra loro costringendo l’Italia a muoversi in direzione antioraria. Le placche più piccole, detta Adria anatoliana, (poste a Sud est della Sicilia e della Calabria al largo del Mar Ionio) provocano terremoti ed eruzioni perché si scontrano tra loro e sono soggette a subduzione, (quest’ultima zona è situata lungo la fascia costiera a Nord e al centro del mar Adriatico) mentre le faglie provocano il movimento e la spaccatura nella terra”. Ne deriva che le aree di collisione accertate interessano tutto il quadrante a Sud delle Alpi, tagliano la parte meridionale della pianura padana e si portano sulla costa adriatica generando quattro zone di collisione: quella emiliana, la pugliese a sud del Gargano, l’Arco calabrese al largo del mar Ionio e siciliana nei pressi dell’Etna.
E tutto questo è da mettere in conto se ci limitiamo ai rischi sismici mentre altre insidie si nascondono dietro l’angolo con la presenza di vulcani attivi dall’Etna al Vesuvio e dai campi Flegrei allo Stromboli. E, dulcis in fundo, dobbiamo aggiungere i dissesti idrogeologici in gran parte dovuti alle improvvide opere dell’uomo che ha edificato dove non doveva e ha disboscato in maniera sconsiderata favorendo lo smottamento e le frane dei terreni collinosi e montani e l’esondazione di torrenti e fiumi.
Mi sembra vi sia materiale sufficiente perché la classe politica italiana, nel suo insieme, si renda finalmente conto che non vi sia futuro senza prevenzione. Come ha affermato Francesco Peduto “La Carta per l’Italia che è stata consegnata al Governo è il fattivo e responsabile contributo che i geologi vogliono dare alla costruzione dell’Italia del futuro.” E che noi possiamo chiamare “sicurezza” per i nostri figli e nipoti poiché le forze della natura e le debolezze umane non servano come alibi per le calamità che potrebbero abbattersi sull’Italia rendendoci tutti partecipi e responsabili del nostro modo di essere e divenire. Tutte le proposte dei geologi sono su http://www.congressonazionalegeologitaliani.it (foto dal libro di Ann C. Pizzorusso “Twittando da Vinci”)

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Friuli: terremoto

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2016

Rischio-sismico“Quarant’anni fa il terremoto del Friuli, un sisma di magnitudo 6,4 della scala Richter, ancora una volta ricordiamo le vittime e, per una volta, anche una ricostruzione esemplare, passato alla storia come il “modello Friuli”.Ma è anche il caso di porci una domanda: e se succedesse ancora, lì o in qualsiasi altro posto d’Italia? ”. Lo ha dichiarato , Francesco Peduto , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “E’ anche il caso, in occasione di questa ricorrenza, ricordare le tante cose che restano ancora da fare a proposito del rischio sismico.I geologi, in occasione del congresso nazionale che si tenuto solo qualche giorno fa, per rispondere alle esigenze del territorio – ha proseguito Peduto – e del paese fisico, hanno presentato un progetto che è insieme una sfida ed una proposta che sarà consegnata al governo ed al parlamento, “LA CARTA PER L’ITALIA” – GEORISCHI E GEORISORSE: UN PIANO PER IL PAESE DEL DOMANI – la quale contiene anche un documento specifico sul tema del rischio sismico, con analisi delle criticità e le azioni necessarie per superarle.C’è ancora molto da fare, in particolare, a livello normativo. Abbiamo un Dipartimento di Protezione Civile Nazionale all’avanguardia, ma la protezione civile a livello locale presenta tante falle. Piani di protezione civili spesso solo virtuali, e poi non è più sopportabile che, noi abbiamo ancora vittime in percentuali variabili tra il 20% e il 50% per condotte errate in occasione di eventi sismici. Non capisco perché in Giappone quando avviene un terremoto tutti sanno esattamente cosa fare e noi non possiamo insegnare agli italiani, magari a partire dalle scuole, il comportamento corretto. Ed un riordino normativo dovrebbe prevedere anche “la certificazione sismica degli edifici” e l’adozione del “fascicolo del fabbricato”, che i geologi chiedono da anni, l’unico strumento che ci consentirebbe di conoscere il reale stato di salute degli edifici, a partire da quel grandissimo patrimonio edilizio storico che l’Italia si ritrova e che dovrebbe imparare a preservare meglio”.

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A Napoli il Congresso Nazionale dei Geologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

campi flegrei2Napoli 28 – 30 Aprile. “Si stima che tre milioni di italiani vivano in zone a elevata sismicità, soprattutto lungo la dorsale appenninica del Centro e Sud Italia (dalle Marche alla Calabria fino alla Sicilia), quasi 21 milioni in aree a media sismicità, più di 15 milioni e mezzo in aree a bassa sismicità e circa 20 milioni in aree a sismicità minima”. Lo ha affermato Domenico Angelone, Consigliere Nazionale dei Geologi, alla vigilia del Congresso Nazionale in programma a Napoli con la presenza, per la prima volta di un parterre politico davvero importante. “In Italia le risorse economiche impiegate negli ultimi cinquant’anni per i ripristini e le ricostruzioni post-evento dei terremoti, ammontano a circa 145 miliardi di euro. A ciò – ha proseguito Angelone – si devono aggiungere le conseguenze non traducibili in valore economico sul patrimonio storico, artistico, monumentale, nonché il pesantissimo contributo in vite umane. Nonostante ciò le istituzioni da sempre hanno investito pochissimo nella conoscenza del territorio e ancor meno nella prevenzione, ed anche quando si è investito in conoscenza, le risultanze sono state spesso disattese
Negli ultimi 230 anni si sono susseguite ben 40 leggi a tutela del corretto costruire eppure ogni terremoto, puntualmente, si trasforma in catastrofe”.Dopo la tragedia de l’Aquila del 2006 anche se lentamente e con molta fatica sono stai avviati i primi passi verso una politica di prevenzione e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio. “Con il Decreto Abruzzo – Programma nazionale di prevenzione del rischio sismico – Convertito in legge 77/2009 – ha dichiarato Nicola Tullo , Presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo – per la prima volta è stato istituito un Fondo con risorse statali per finanziare attività di prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale. La Stato, riconoscendo nella microzonazione sismica un tassello fondamentale nella prevenzione e nella riduzione del rischio sismico ai fini della pianificazione territoriale, della progettazione sismica, della pianificazione dell’emergenza e della ricostruzione post-sisma, ha deciso di co-finanziare un programma per permettere a tutti i comuni a media ed alta sismicità di poter eseguire studi di microzonazione sismica dei centri abitati.Si è dato, così, avvio ad un grande cantiere di “conoscenza geologica del territorio” che sta impegnando numerosi geologi in tutta Italia, anche se in maniera disuniforme e talvolta con ritardi, con affidamenti a soggetti diversi dai geologi liberi professionisti, con la difficoltà di tanti comuni di co-finanziare gli studi.Come sono altrettanto disuniformi, le procedure per il rilascio delle autorizzazioni sismiche che vedono tante regioni operare ancora in regime “di deposito”, con uffici titolati al rilascio delle autorizzazioni diversi e, nella stragrande maggioranza delle regioni, con una assurda assenza di geologi negli organi di controllo.
Il Congresso 2016, sarà l’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione e di avanzamento degli studi di microzonazione sismica e di CLE, in rapporto alle varie OPCM che si sono susseguite e lo stato delle “autorizzazioni sismiche” nelle varie Regioni al fine di poter formulare delle proposte concrete per uniformare i comportamenti e le procedure, utilizzare compiutamente i risultati degli studi per la prevenzione del rischio sismico, valorizzando sempre di più a figura del geologo”. Info e programma su http://www.congressonazionalegeologiitaliani.it

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Conferenza stampa dei geologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2016

climate_changeRoma Giovedì 17 marzo – ore 10 e 45 – presso sala conferenze della Stampa Estera a Roma in via dell’Umiltà 83- c. Conferenza stampa dei geologi. Interverranno
Francesco Peduto – Presidente Consiglio Nazionale Geologi
Francesco Russo – Presidente Geologi Campania
Vincenzo Morra – Dipartimento Scienze della Terra Federico II di Napoli – esperto Campi Flegrei
Andrea Reale – sindaco di MINORI – noto centro della Costiera Amalfitana patrimonio UNESCO
Elisabetta Erba – Presidente della Società Geologica Italiana
Sandro Conticelli – Presidente Nazionale dei Corsi di laurea in Geologia
I rischi vulcanici ed ambientali visti dallo spazio – La fragile Italia – vulcani – terremoti – frane – beni culturali . Durante la conferenza stampa in programma Giovedì 17 Marzo alle ore 10 e 45 presso la sala conferenze della STAMPA ESTERA a Roma in via dell’Umiltà , i geologi illustreranno nel dettaglio lo stato dell’arte del Pianeta con particolare riferimento ai georischi esistenti in Italia dai vulcani , con Campi Flegrei , Vesuvio , Marsili , al dissesto idrogeologico che sta duramente colpendo siti culturali e naturali famosi nel mondo , saranno presenti i sindaci della Costiera Amalfitana , senza dimenticare i terremoti ma allo stesso tempo anche le risorse . Ci saranno esponenti importanti dalla massima autorità quale il neo Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , Francesco Peduto , al Presidente dei Geologi della Campania , Francesco Russo , dal sindaco di Minori , Andrea Reale , al Presidente Nazionale dei Corsi di Laurea in Geologia , Sandro Conticelli , dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II di Napoli con il professore Vincenzo Morra esperto dei Campi Flegrei, al Presidente della Società Geologica Italiana , Elisabetta Erba .
IL 7 Aprile sarà proprio la Costiera Amalfitana ad ospitare la comunità scientifica che lancerà un forte allarme sul mancato rispetto per le Scienze della Terra in Italia e per il PIANETA . DATI , STUDI , RICERCHE IMPORATNTI non mancheranno anche nel corso della conferenza stampa del 17 Marzo a Roma , alle ore 10 e 45 , presso la sede della Stampa Estera in via dell’Umiltà 83al termine della quale sarà possibile accreditarsi al Press Tour programmato per il 6 e 7 Aprile in Costiera Amalfitana. Avremo esponenti importanti del mondo scientifico come l’astronauta italiano Luca Parmitano , il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi ,Francesco Peduto, il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania , Francesco Russo, la professoressa Elisabetta Erba , Presidente della Società Geologica Italiana che è la più antica società nel campo della geologia italiana risalente al 1882 . il mondo accademico – scientifico e quello parlamentare ed istituzionale .Un evento al quale si stanno già accreditando giornalisti provenienti anche da fuori Italia. Terremo un’importante press tour. Alla stampa di tutto il mondo verranno aperte le porte dell’Antica Roma con la visita alla Villa Romana per vedere mosaici , affreschi e tutto questo in Costiera dove i giornalisti avranno l’opportunità di vedere le attività territoriali ed incontrare grandi personalità delle Scienze della Terra. L’astronauta che ha fotografato il PIANETA, il maggiore Luca Parmitano illustrerà materiale fotografico unico ed avremo anche il Presidente dell’ISPRA , Bernardo De Bernardinis.

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Nasce la Piattaforma Geotermica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

Il coordinamento è stato costituito a Roma da Associazioni, Enti, Ordini professionali che in Italia si occupano della materia geotermica, in particolare quella a larga diffusione delle pompe di calore e degli usi diretti.
Gli aderenti al tavolo di coordinamento si pongono due obiettivi principali: la richiesta di procedimenti autorizzativi semplificati ed omogenei su scala nazionale e regionale e l’emanazione di adeguate politiche di incentivazione e divulgazione tra il pubblico e gli opportuni livelli politici ed amministrativi. Per questo fine la piattaforma offre la sua disponibilità a supportare e collaborare con tutti gli enti interessati.Coordinatore della Piattaforma sarà Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.”Questa tecnologia rinnovabile sostenibile ed efficiente – ha affermato Graziano – è certamente quella con la filiera che coinvolge maggiormente le imprese e i professionisti italiani (produttori delle pompe di calore e componenti, industria delle perforazioni, geologi, progettisti ed installatori), perciò incentivare e promuovere la geotermia favorisce la crescita economica ed occupazionale del nostro Paese”.Il coordinamento nazionale si è dato, tra le varie priorità, anche quella di definire in maniera chiara, imparziale e scientifica e con rigore scientifico quali sono i vantaggi e le criticità dello sfruttamento delle risorse geotermiche per usi diretti, tra cui l’impiego delle pompe di calore geotermiche per la climatizzazione.Aderiscono alla Piattaforma Geotermica:
AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione), AIRU (Associazione Italiana Riscaldamento Urbano), ANIGHP (Associazione Nazionale Imprese Geotermia Heat Pump), ANIPA (Associazione Nazionale Idrogeologia e Pozzi per Acqua), ANISIG (Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche), CNG (Consiglio Nazionale dei Geologi), CNPI (Consiglio Nazionale dei Periti Industriali), FINCO (Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni), ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile), UGI (Unione Geotermica Italiana)

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Geologi e difesa territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

“I geologi sono disponibili ad un’ azione di “volontariato” in difesa dell’ambiente aderendo al progetto di Legambiente, a tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini. E’ chiaro però che non possiamo dare ai giovani una sensazione di costante precariato, ma dobbiamo investire su di loro per formare una coscienza del territorio”. Lo ha affermato, Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , sposando pienamente il progetto di Legambiente riguardante la realizzazione del “Servizio volontario per la prevenzione del rischio idrogeologico” “In questi giorni , proprio dalle zone alluvionate , dalla Liguria , dalla Sicilia , dalla Toscana – ha proseguito Graziano – sono arrivate immagini particolarmente significative . Abbiamo visto tanti giovani che erano all’opera e abbiamo visto il come si sia mobilitata la parte migliore del Paese con volontari intervenuti per dare una mano . Questi ragazzi hanno scavato il fango , hanno aiutato a pulire e sono intervenuti anche nelle situazioni più delicate dando una mano importante . Credo che l’Italia debba cominciare da loro . Credo che questo Paese abbia il dovere di investire in questa nuova generazione, che vuole conoscere e sapere, ma che soprattutto è capace di creare nuovi modelli di comportamento che sensibilizzino tutta l’opinione pubblica al rispetto per l’ambiente. Dunque il Consiglio Nazionale dei Geologi aderisce al progetto di Legambiente di mobilitazione temporanea di 10.000 giovani in difesa e per la manutenzione dei nostri corsi d’acqua, necessariamente supportati e coordinati dagli esperti del territorio. Alluvioni , frane , dissesto idrogeologico : dovremo ormai convivere con questi eventi climatici estremi che come detto anche da Vittorio Cogliati Dezza, non sono più fenomeni eccezionali. Dovremo conviverci così come accade in altri Paesi. Dobbiamo iniziare dai giovani rendendoli parte attiva di una rete del volontariato in difesa del territorio”

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Dissesto idrogeologico in Calabria

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2011

Quanto è accaduto in queste ultime ore ha mostrato ancora una volta la fragilità idrogeologica del territorio calabrese. Questo evento segue quelli che hanno colpito in maniera drammatica la Calabria per tre inverni consecutivi dal 2008 al 2011, con perdita di vite umane e danni che hanno superato il miliardo di euro”. Interviene sugli ultimi eventi Francesco Violo , Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria.
“Tale condizione segna pesantemente questo territorio in termini di impatto sociale ed economico. La frequenza crescente con cui si susseguono questi tipi di eventi – ha proseguito Violo – determina la necessità di affrontare la materia senza perdere altro tempo, con un approccio decisionista che apra davvero una stagione nuova con l’attuazione di un piano straordinario di difesa del suolo che predisponga con urgenza, tutti gli strumenti capaci di mitigare gli effetti devastanti di questi fenomeni naturali”.E duro è il Presidente Nazionale , Gian Vito Graziano che da oggi sarà a Bruxelles per partecipare al vertice di tutti i consigli nazionali dei geologi dei vari Paesi europei“Oramai siamo in guerra contro il dissesto idrogeologico e continuiamo a non fare assolutamente nulla . E’ una lotta impari . Per fronteggiare e vincere questa guerra dobbiamo assolutamente puntare sulla prevenzione e dobbiamo farlo presto. A Bruxelles affronteremo anche il problema del dissesto idrogeologico – ha affermato Gian Vito Graziano – e dei cambiamenti climatici che non riguardano solo l’Italia . Porteremo l’esperienza del Presidio Territoriale in Sicilia per uno scambio di buone pratiche . Nonostante i morti, nel messinese è stato evitato il peggio perché in questa situazione drammatica i geologi dei presidi territoriali sono riusciti a mettere in salvo famiglie che non volevano inizialmente lasciare le loro abitazioni. Ringrazio questi geologi e non da Presidente ma proprio da cittadino italiano, siciliano quale sono, perché stanno veramente facendo un’opera meritoria.

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Calamità: la rabbia dei geologi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Characteristic Coastal Stretch of Cinque Terre.

Image via Wikipedia

“Evento imprevedibile? Pioggia eccezionale? Se un evento si ripete in Liguria ormai regolarmente da tre anni ed addirittura due volte in dieci giorni vuol dire che dobbiamo prenderne atto e imparare a conviverci. Ormai queste ”bombe” d’acqua possono colpire ogni parte del territorio ligure e, purtroppo , il risultato sarebbe lo stesso” . Non trattiene la rabbia, Giuliano Antonielli, geologo ligure, Consigliere Nazionale dei Geologi , lui che sin da quando era Presidente dei Geologi liguri si sgola da anni con tutti gli altri suoi colleghi , Gian Vito Graziano in testa, per ribadire costantemente e senza mai stancarsi che prevenzione , attenzione al territorio ed informazione sono le vere “vie di fuga”. “Ancora una volta siamo qui a ripetere che bisogna cambiare l’approccio con questo territorio fragile e che non è più rimandabile una seria politica ambientale . Manca anche una giusta informazione verso la popolazione. Nei cittadini manca la consapevolezza del rischio – ha proseguito Antonielli – e non e’ accettabile che in una grande città come Genova dove da giorni si sapeva di un allerta 2 si muoia per un alluvione. La corretta gestione dell’ambiente e la sicurezza della popolazione passa soprattutto attraverso una nuova cultura del territorio già invocata più volte in passato e che non ci stancheremo mai di invocare”.

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“Fino All’Ultima Goccia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2011

Acqua

Roma 18/19 Ottobre – Ore 10 – Conferenza Stampa Ore 11 – Piazza Capranica 101  Forum Nazionale sull’Acqua organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. “Nel Lazio fortunatamente non si hanno problematiche relative a carenze idriche, in quanto il fabbisogno viene sufficientemente garantito da sistemi idrogeologici, contenuti sia in sequenze carbonatiche che vulcaniche, che ospitano enormi “reservoir” acquiferi ed offrono ampie disponibilità. Di fatto però la fornitura diretta e finale alle utenze subisce un drastico decremento, con forti riduzioni di erogazione e limitazioni di utilizzo, per effetto di due concause. La prima è di natura infrastrutturale ed endemica, diffusa più o meno su tutto il territorio nazionale e risiede nell’elevatissimo grado di fatiscenza e scarsità di manutenzione delle reti di distribuzione, con percentuali di perdita che, nei casi di alcuni vecchi impianti comunali della nostra Regione, raggiunge anche il 75%”. Lo dichiara Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, alla vigilia dell’importante
“La seconda causa, particolarmente sentita nelle zone della Regione Lazio dove le falde freatiche sono ospitate in sequenze magmatiche – ha proseguitoTroncarelli – è quella legata alle alte percentuali di arsenico e fluoro presenti nelle acque destinate al consumo umano. Come, ad esempio, nei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani, dove circa il 65% dei campioni analizzati dai diversi enti ha presentato concentrazioni di arsenico superiori a 10 mg/l, che rappresentano la concentrazione massima ammissibile (CMA) per le acque destinate al consumo umano, stabilita dalle norme comunitarie. Questi valori non sono in aumento rispetto al passato poiché non dipendono dalle attività umane ma dalla naturale “contaminazione” che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Tuttavia, direttive europee hanno ridotto nel tempo i limiti di accettabilità della concentrazione di questi elementi nelle acque le quali, quindi, oggi risultano “non a norma”. Questo non ha destato affatto preoccupazione tra gli amministratori regionali e locali che invece di predisporre, in generale, programmi seri e a lungo termine per perseguire un’efficace politica di prevenzione e tutela della qualità dell’ambiente e della salute pubblica ed in particolare della salubrità delle acque destinate all’uso idropotabile, non hanno trovato di meglio che l’inerzia assoluta, movimentata solo da una lunga serie di richieste di deroghe inoltrate alla Comunità Europea. Con l’ultima deroga, che scadrà il 31.12.2012, provvedimento tipicamente italico, era stato chiesto di innalzare di 5 volte (!!) la CMA rispetto ai limiti europei, portandola a 50 mg/l.

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Forum mondiale sulle frane

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

macchina utilizzata dalla Protezione Civile

Image via Wikipedia

Roma Forum Mondiale sulle Frane organizzato dalla Fao. “Ben 485.000 sono le frane censite in Italia, ed è forse una stima per difetto, 5.581 comuni, pari al 68,9% del totale presentano aree a rischio idrogeologico elevato, negli ultimi 80 anni si sono succedute 11.000 frane e 5.400 alluvioni e secondo l’ultimo dossier di Legambiente ogni anno in Italia vengono consumati circa 500 kmq di suolo, che equivale a dire che ogni 4 mesi sul territorio della nazione nasce un’altra Milano”. Lo ha ricordato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. “Chiediamo dunque allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio – ha continuato Graziano – che ricostruisca la filiera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le base di una riforma urbanistica e che faccia tesoro di quelle
Molta è la strada da percorrere, soprattutto in un momento di evidente decadimento del sistema politico ed istituzionale e di grande crisi economica globale, ma spero che i governi di tutto il mondo, e non solo quello italiano, comprendano che investire in difesa del suolo, investire in geologia, aiuta ad uscire dalla crisi, perchè crea risparmi economici notevoli rispetto alle spese del post-emergenza e soprattutto definisce modelli di comportamento per tutti i cittadini”.
“Assistiamo anche, quasi senza più indignarci, alla distruzione del nostro patrimonio edilizio – ha continuato il Presidente – anche quando questo ha un elevato valore architettonico e/o archeologico, come nel caso di Pompei.
E intanto permettiamo che continuino a dilagare le violenze sul territorio, fatte di incendi, di abusi edilizi, di piani regolatori dissennati, di assenza di manutenzione, che creano sì le condizioni perché si compiano altri disastri, ma che di fatto accettiamo con sempre meno indignazione.
“Credo che nessuno abbia delle ricette di sicuro effetto – ha affermato Graziano – ma di certo occorre partire dal concetto di “emergenza”. Il dissesto idrogeologico mette a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini, dunque è una emergenza e come tale va affrontato.Quando in Sicilia il problema dell’acqua e quello dei rifiuti assunse livelli di preoccupazione particolarmente elevati, il governo regionale varò una struttura d’emergenza, poi trasformata in agenzia regionale.
Se i Governi nazionale e regionale ritengono che gli oltre 30 morti del messinese, aggiunti ai tanti altri della Valtellina, di Sarno, di Soverato, cui si aggiungono i più recenti crolli di Pompei e l’alluvione del Veneto, abbiano fatto superare la soglia della fatale accettazione del problema e dunque si siano superati i limiti per un Paese cosiddetto civile, vadano allora oltre le condivisibili dichiarazioni rilasciate a poche ore dalla tragedia ed affrontino il dissesto idrogeologico come una emergenza, mettendo in campo le risorse economiche e strutture d’intervento che, prima di tutto, sappiano fare sistema tra le diverse competenze (Ambiente, Protezione Civile, Geni Civili, Forestale, ecc.).
Il problema investe, lo abbiamo visto, l’intero territorio nazionale ed anche Roma non è esente da rischi idrogeologici e da fenomeni di dissesto idrogeologico come le frane, anche se meno eclatanti, localizzate soprattutto lungo i margini occidentali dell’alto di Monte Mario – Gianicolo , o interessanti i versanti più acclini delle valli , approfondite dal reticolo fluviale , anche queste innescate spesso dall’intervento dell’uomo”. Graziano ha sottolineato l’importanza del protocollo di intesa firmato tra Ordine dei Geologi del Lazio e la Protezione Civile che “consentirà di avere il geologo di città. I geologi sono le vere sentinelle del territorio – ha proseguito Graziano – che spesso, in Italia , vengono considerate poco . Quanti Comuni, quanti Enti in Italia hanno il geologo nella loro pianta organica? La risposta la possiamo dare subito, perchè di geologi nelle amministrazioni pubbliche ne abbiamo pochi”.

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Gestione equilibrata delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

A Ottobre Il Primo Forum Nazionale sull’Acqua, organizzato dai geologi. Le perdite della rete idrica causano un costo industriale stimato in più di 200 milioni di euro all’anno ed un mancato ricavo per il sistema Italia di oltre 3 miliardi di euro l’anno. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. Ed i geologi scendono in campo con una forte campagna di sensibilizzazione sul tema acqua con il Primo Forum Nazionale dal titolo Fino all ultima goccia, voluto ed organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. L’evento si svolgerà nel mese di Ottobre a Roma. L’acqua è una risorsa di importanza vitale ha proseguito Graziano – cui sono indissolubilmente legate la storia dell’umanità e la vita stessa del pianeta.
Una nuova coscienza deve guidare le scelte operative per una gestione equilibrata delle risorse idriche, in un contesto sempre più condizionato da problematiche pressanti: fabbisogno crescente, cambiamenti climatici, inquinamento, desertificazione. Dunque l’acqua potabile è un bene esauribile che va salvaguardato ha concluso Graziano- per questa ragione i Geologi si riuniscono a Roma, consapevoli dell’importanza della cultura geologica in questo ambito.

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A Budapest i geologi italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2011

Budapest 21/5/2011. “A Budapest, in sede europea daremo un contributo all’affermazione della qualifica europea di geologo”. Lo ha annunciato oggi , Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi a pochi minuti dal vertice europeo in programma da domani a Budapest e che vede la presenza di tutti i Consigli Nazionali dei Geologi di tutti i paesi europei . Graziano incontrerà i rispettivi Presidenti di tutti i Consigli e di tutte le Associazioni di categoria presenti in tutti gli Stati membri della Comunità Europea. Inoltre l’impegno del Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani sarà anche su un altro fronte , quello riguardante principalmente la professione “Sarebbe un passo in avanti molto importante per la nostra professione – ha proseguito Graziano – che ai geologi italiani venga riconosciuta la propria qualifica fuori dai confini nazionali”. Inoltre l’impegno del Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani sarà anche su un altro fronte, quello riguardante principalmente le fonti energetiche. “Abbiamo a cuore anche la questione dell’energia alternativa – ha concluso Gian Vito Graziano – considerati i grossi passi in avanti compiuti nel nostro Paese nel campo della geotermia e l’attenzione che la Comunità Europea rivolge a questo tema” Sul tavolo di Budapest, Graziano cercherà di portare anche un altro tema importante, quello della prevenzione dai rischi naturali, incontrando, tra gli altri, anche i colleghi spagnoli recentemente coinvolti da un evento sismico di rilevanti conseguenze e tentando di sviluppare specifici protocolli d’intesa.

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