Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘geopolitiche’

Geopolitiche dei media digitali. Contenuti, reti e modelli di business

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

Roma Lunedì 8 Maggio 2017, ore 16:00 / 10 Maggio 2017 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula 1D Via Chiabrera 199 Due lezioni di Glauco Benigni sui media globali Glauco Benigni è analista ed esperto di media globali, giornalista, scrittore e presidente e fondatore del WAC (Web Activist Community). Ha lavorato venti anni a “La Repubblica” e quindici anni in Rai. Tra i suoi libri: Re Media (1989), Apocalypse Murdoch (2003), YouTube. La storia (2008), Gli angeli custodi del Papa (2004) e Web nostrum. Lettera aperta ai nativi digitali (2015).

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Implicazioni geopolitiche e di mercato della vittoria di Trump

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaL’incertezza riguardo l’agenda politica di Trump e il possibile rafforzamento di provvedimenti protezionisti potrebbe incidere sul commercio globale e alla fine smorzare l’outlook economico globale, favorendo le obbligazioni rispetto alle azioni.È probabile che gli alleati Nato negli stati baltici entrino nel panico se Putin dovesse utilizzare la relazione amichevole con Trump per posizionare truppe nella regioneNel 2017 in Europa si terranno le elezioni in Francia, Olanda, Germania, Austria e forse Italia. In queste regioni numerosi partiti populisti sono al momento al potere o in rapida ascesa e potrebbero portare a ulteriore volatilità del mercato nel 2017.
Prevediamo un brusco calo del dollaro americano con il rialzo dell’incertezza sulle politiche commerciali ed estere.
La crescente volatilità degli scambi valutari è un altro aspetto negativo per la sterlina. Questa è correlata inversamente alla volatilità e probabilmente vedrà un sell-off rispetto alle maggiori valute. Lo yen giapponese e il franco svizzero saranno i grandi vincitori sotto la presidenza di Trump.Il peso messicano crollerà bruscamente perché il sentiment antimessicano di Trump probabilmente abbatterà l’ottimismo degli investitori sul futuro dell’Accordo nordamericano di libero commercio (NAFTA) e i benefici che il Messico otterrebbe dal libero commercio.
Il Presidente eletto Donald Trump ha criticato la politica monetaria accomodante e probabilmente cercherà un nuovo governatore con una visione più hawkish al termine del mandato della Yellen. E’ probabile che gli investitori reagiranno negativamente a questa incertezza sulla politica monetaria.Le azioni americane inoltre stanno scambiando con un premio del 50% rispetto alle loro valutazioni di lungo periodo cyclically adjusted, rendendole più vulnerabili a un sell-off. Alcune azioni di conseguenza potrebbero raggiungere il limite negativo (con un calo del 5%) e quindi sospendere il trading.La debolezza del dollaro americano potrebbe avvantaggiare lo S&P 100 considerato che il 50% dei ricavi proviene dall’estero, sebbene anche questi dovrebbero diminuire nel breve periodo.
La vittoria di Trump potrebbe determinare un rialzo dei prezzi dell’oro perché gli investitori cercheranno un asset rifugio in modo simile a quanto osservato durante la Brexit. I gold miners potrebbero trarre vantaggio in quanto hanno un beta di 2.4x il prezzo dell’oro.
Donald Trump ha promesso di spendere 500 miliardi di dollari americani per le infrastrutture, controllare sia la Camera che il Senato significa avere maggiori probabilità di poter realizzare queste proposte. I titoli industriali legati alle infrastrutture civili potrebbero trarre vantaggio dalle maggiori opportunità di progetti governativi con la Presidenza di Trump. (by Marcello Villa ecomunicare a cura di James Butterfill, Head of Research & Investment Strategy per ETF Securities.)

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Tunnel tra il Mar Rosso e Mar Morto

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

L’ambizioso progetto della Banca Mondiale, che porterà acqua dal Golfo di Aqaba/Eilat (Mar Rosso) al Mar Morto attraverso un tunnel sotterraneo che si snoderà per 180 chilometri nel deserto, si caratterizza per un’alta valenza ingegneristica ed ambientale.  “Siamo impegnati in un importante progetto di rilievo internazionale, che interessa una zona “calda” del medioriente, compresa fra Giordania, Israele e l’Autorità Palestinese. – dichiara l’Ing. Antonio Paruzzolo, AD di Thetis – Un programma che non solo ha importanti peculiarità sul versante tecnico ed ingegneristico, ma per il quale si prevedono rilevanti ricadute geopolitiche, sociali ed economiche sull’intera area. Attraverso la nostra esperienza, maturata in circa vent’anni di attività, anche l’Italia potrà mettere in campo il proprio know-how e dare un contributo per la realizzazione di un intervento di urgente priorità”. L’obiettivo del programma degli interventi è colmare il deficit idrico del Mar Morto, che si prevede in accentuazione entro il 2040, e generare un maggior apporto di acqua dolce – ottenuta tramite un impianto di desalinizzazione – a beneficio delle popolazioni giordane, israeliane e palestinesi. Il programma, tra la fase di studio e quella attuativa, prevede lo stanziamento di circa 20 miliardi di dollari da parte della Banca Mondiale. Nella squadra incaricata di studiare i possibili scenari sul preziosissimo e delicato ecosistema del Mar Rosso conseguenti la realizzazione del progetto, Thetis svolge un ruolo di primo piano. La società veneziana ha vinto fra diciotto competitor internazionali in gara ed opererà come team leader nei prossimi diciotto mesi in collaborazione con istituti ed esperti che da anni sono impegnati nello studio del Golfo di Aqaba: Interuniversity Institute for Marine Science in Eilat e Israel Oceanographic and Limnological Research (Israele), la Marine Science Station in Aqaba (Giordania) ed il Prof. S. Monismith della Stanford University (USA). I primi passi dello studio si muoveranno già nelle prossime settimane. Dopo la prima fase di raccolta dati, lo staff procederà all’avvio di una serie di misurazioni sul campo e all’elaborazione dei modelli per la valutazione degli effetti dell’opera sul Mar Rosso, ed in particolare sul Golfo di Aqaba/Eilat e trasmetterà una perizia alla Banca Mondiale. In questa delicata fase, Thetis metterà a frutto le sue consolidate competenze, maturate in anni di esperienza nell’ambito di progetti internazionali: l’azienda italiana è stata infatti protagonista anche dell’analisi per la valutazione delle sostenibilità delle isole nella Contea di Chongming (Cina), ha realizzato uno studio per la gestione della mobilità sostenibile a New Delhi (India) ed ha partecipato a numerosi progetti in paesi quali Croazia, Romania, Libia e Thailandia. (foto area)

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G8: L’inizio della fine?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

Editoriale Fidest Non pochi economisti e politologi hanno rilevato l’inadeguatezza di un meeting come quello tenuto a L’Aquila tra i “supposti” otto grandi. Oggi gli stati emergenti del Bric sono proprio quelli che non figurano tra gli otto. Pensiamo al Brasile, alla Russia, all’India e alla Cina. Sono proprio costoro a voler imporre il cambiamento dei rapporti di potere e lo fanno con il loro peso economico e strategie geopolitiche. Il bric oggi rappresenta il 40% della popolazione mondiale e il 25% del pil. Il loro contro altare al G8 vi è già stato il 16 giugno scorso a Ekaterinburg e con un incontro allargato con i leader dei governi dello Shanghai Cooperation Organization (SCO), che oltre alla Cina e alla Russia, come membri comprende anche il Kazakhstan, il Kirgystan, l’Uzbekistan e il Tajikistan, e India, Pakistan, Iran e Mongolia come osservatori. Giustamente il London economist, in un articolo del 20 giugno scorso, ne rilevava l’importanza e l’articolista si chiedeva se non fosse iniziata una forma di decoupling con una economia a “doppio binario” rispetto a quella di stampo occidentale. Il discorso non è campato in aria. Qui parliamo di mercati emergenti che mostrano tutta la loro autonomia anche in virtù della loro minore dipendenza dalle esportazioni (Brasile e India esportano meno del 15% del loro PIL e anche la Cina esporta meno di quanto si pensi). Dispongono, quindi, di un grande mercato interno, di una notevole diversificazione industriale e tecnologica, di programmi di investimenti statali nelle infrastrutture di tutto rispetto e la capacità di manovrare meglio il processo di liberalizzazione dei propri sistemi finanziari dopo la devastante crisi in Asia del 1997-8. Per dare una misura di tale impegno pensiamo alla Cina che nel novembre del 2008 lanciò un programma di 600 miliardi di dollari in investimenti, nonostante la caduta del 25% delle esportazioni e con una crescita del 6% dell’economia nel primo semestre di quest’anno. D’altra parte non a caso Obama ha cercato di potenziare il mercato dell’auto americano di fatto superato da quello cinese mentre 3 anni fa era al 50%. Che dire, poi, dell’India con livelli di crescita che si aggirano intorno al 4% per anno e che sta eccellendo in settori come il tessile, l’elettronica, le costruzioni navali, la chimica, l’acciaio e le comunicazioni. Li seguono la Russia e il Brasile che, dopo una crisi derivante per lo più dal calo dei prezzi delle materie prime, incominciano a decollare e si stanno portando, nelle quotazioni internazionali, su valori medio-alti. Abbiamo, quindi, quattro grandi paesi di riferimento: Cina, India, Russia e Brasile che già mostrano insofferenza all’attuale sistema monetario mondiale basato solo sul dollaro e ventilano la possibilità di avere una moneta alternativa, o, in subordine, un paniere multipolare di monete, e pensano a una riorganizzazione del Fmi con un ruolo più importante per i diritti speciali di prelievo. A questo punto che senso possiamo dare al G8 con paesi come l’Italia, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna? Essi potrebbero meglio esprimersi con una sola voce, se la Commissione europea l’avesse, e se si allargasse la misura con la Russia trasformando il vecchio continente in una forza economico-politica di tutto rispetto. In difetto gli scenari sarebbero sconsolanti se non altro per l’occidente europeo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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