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Posts Tagged ‘geriatria’

Geriatric oncology

Posted by fidest press agency su sabato, 6 dicembre 2014

tumoreUn tumore su due colpisce uomini e donne durante la terza età. Ma le sperimentazioni dei farmaci oncologici sono nel 99% dei casi svolte su persone con meno di 65 anni. “Dobbiamo cambiare le linee guida internazionali sulle malattie tumorali e riadattare terapie e cure al loro vero paziente target: l’anziano”. E’ questo l’appello lanciato oggi dagli oltre 300 specialisti riuniti nella Capitale per il 1ST Rome International Meeting in Geriatric Oncology. “Oncologo e geriatra devono spesso lavorare su un “terreno fragile” – afferma il prof. Guido Francini, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Università di Siena e presidente del convegno internazionale che si concluderà domani -. Un anziano, a differenza di un paziente giovane, soffre di tutta una serie di malattie come ipertensione, diabete, insufficienza renale o scompenso cardiaco. Per essere efficaci le terapie devono tener conto del “fattore età” e di tutte le problematiche che può avere una persona con più di 65 anni. Inoltre l’organismo, durante la vecchiaia, non riesce a tollerare determinate tossicità di alcuni farmaci oncologici”. Il 1st Rome International Meeting on Geriatric Oncology è organizzato dall’Università di Siena e di Roma Sapienza. Gode del patrocinio, tra gli altri, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e dell’adesione del Presidente della Repubblica. “Lo scopo principale dell’incontro internazionale è approfondire le nostre conoscenze sulla malattia oncologica nell’anziano – prosegue Francini -. Il congresso vuole sensibilizzare il personale medico e sanitario a un nuovo approccio clinico. Dobbiamo creare percorsi assistenziali specifici per i pazienti oncologici over 65. Per cercare di raggiungere questi ambiziosi obiettivi ci siamo avvalsi di un team composto dai più grandi esperti internazionali e nazionali in oncogeriatria”. Negli anziani, il rischio di ammalarsi di tumore è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. “Secondo le ultime previsioni demografiche, nel 2030 circa il 30% degli italiani avrà più di 65 anni – ricorda Francini -. In futuro dobbiamo aspettarci un aumento significativo del numero di neoplasie e di anziani colpiti. Contro il cancro sarà dunque necessaria una sempre più forte collaborazione tra oncologi e geriatri. Ma anche la prevenzione potrà avere un ruolo fondamentale. Il 40% dei tumori è evitabile seguendo stili di vita sani. Per evitare gravi problemi di salute durante la terza età è necessario fin da giovani non fumare, limitare il consumo di alcol, seguire una dieta sana ed equilibrata, svolgere regolarmente attività fisica e sottoporsi ad esami medici”.

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L’alimentazione in età avanzata

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

(Centro Maderna) Se da una parte i nutrizionisti continuano a promuovere una dieta più leggera e a basso contenuto di colesterolo per i quarantenni, chi ha superato i 70, ovvero le persone che normalmente sono molto più attente a quello che mangiano, paradossalmente dovrebbe sentirsi più libero da certe limitazioni. Secondo uno studio condotto da Hélène Payette, ricercatrice presso l’Istituto Universitario di Geriatria di Sherbrooke in Quebec, Canada, a 80 anni il colesterolo non è più un fattore così importante, dal momento che con buona probabilità la persona a quell’età ha già superato il rischio di malattie che ne possono derivare. E’ invece molto importante, per la Payette, che una persona in età avanzata mangi quanto necessario per sfamarsi e ricavi piacere da ciò che mangia. Recenti ricerche hanno mostrato infatti che, contrariamente a quanto si è sempre creduto, il peso ideale per gli anziani sarebbe superiore a quello dei giovani adulti: le persone anziane non obese, ma con un peso maggiore, vivono più a lungo, presentano un tasso di mortalità più basso e sono più resistenti alle malattie di quelle più magre. Un’alimentazione insufficiente o troppo povera nell’anziano porta inoltre ad una perdita della forza fisica con implicazioni sulla mobilità, l’autosufficienza e il sistema immunitario. (Cyberpresse.ca, 14 marzo 2011)

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Vitamina E e funzione cognitiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Mantenere alti i livelli di vitamina E nel sangue ha un effetto protettivo nei confronti del declino cognitivo nei soggetti anziani. Lo sostiene uno studio condotto dall’istituto di Gerontologia e geriatria dell’Università di Perugia – Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia, in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma, e pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease. In un comunicato l’azienda ospedaliera di Perugina, ha fatto sapere di aver ricevuto riscontri positivi nella comunità scientifica con apprezzamenti della stampa specializzata e non, a livello europeo ed extraeuropeo. «Il 70% dei casi di demenza si verificano in persone oltre i 75 anni d’età – ha spiegato Francesca Mangialasche, responsabile della ricerca –  ma il nostro studio suggerisce che la vitamina E può avere effetto protettivo anche negli ottantenni. La vitamina E è una famiglia di otto composti naturali, ma la maggior parte degli studi sull’Alzheimer hanno analizzato solo uno di questi componenti, l’a-tocoferolo. La nostra ipotesi è che tutti i componenti della famiglia della vitamina E possano avere un ruolo protettivo contro tale malattia». (fonte farmacista33)

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La “buona medicina” per i vecchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2010

Un caso clinico: Donna di 85 anni affetta da demenza lieve-moderata mai diagnosticata, con un buon livello di autosufficienza motoria. Cade accidentalmente in casa il giorno di Natale e si procura una lussa zione della spalla. Viene vista in  pronto soccorso (riduzione, bendaggio, antidolorifici) e dimessa al domicilio. A casa la signora rimane allettata e lamenta  dolore spalla, dolore all’ addome e manifesta delirium. La guardia medica prescrive del buscopan (i famigliari si sarebbero lamentati perché la guardia medica ha “messo solo una mano sulla pancia!”). Compaioni febbre, oligoanuria e vomito. Viene rivista dalla guardia medica  che prescrive del plasil per il vomito, del paracetamolo per la febbre e del lasix  per l’anuria. Persistono dolore addominale e sopore. I familiari decidono di recarsi in pronto soccorso dove vengono eseguiti TAC Cerebrale (atrofia cortico-sottocorticale ed esiti ischemici)e Rx addome diretto (coprostasi). Persiste anuria. La signora è assopita, non beve, è disidratata. Viene posizionato un  catetere vescicale che conferma la presenza di globo vescicale. Si decide per un ricovero in geriatria. Diagnosi: disidratazione in corso di febbre da IVU; ritenzione acuta di urina e coprostasi in paziente affetta da demenza, recentemente allettata per lussazione di spalla. Schematicamente si possono fare alcuni commenti: – ad ogni sintomo un farmaco (sono stati valutati i possibili rischi?)
– non si è ricercato la causa di una possibile complicanza, ma inseguito i soli sintomi; spesso il disagio ha cause semplici  – la paziente è affetta da demenza e quindi non viene visitata; nessuno parla con i famigliari  – la TAC (finalmente!) non si nega a nessuno; in questo caso però è inutile!
– la guardia medica è risultata marginale rispetto a diagnosi e cura. Dov’è il medico di famiglia?
– la geriatria è in grado di ricostruire un processo clinico. I reparti ospedalieri sono un supporto indispensabile al pronto soccorso Qualcuno suggerisce che questa non è geriatria, ma semplicemente buona medicina! E’ la solita questione: dovremmo ambire non ad una primogenitura sulle macerie cliniche, ma ad una capacità di insegnare (a chi vuole ascoltare) in modo incisivo una medicina delicata, attenta, precisa, tecnologica e moderna.  L’aumento progressivo e imponente del numero delle persone molto vecchie è destinato a porre ai servizi sanitari domande sempre più pressanti sulla linea di questo caso; la tematica formativa di medici e infermieri diviene quindi la vera emergenza. Ma, di fronte alla riduzione in senso assoluto del numero dei medici –peraltro sempre più attratti da professioni più “facili” rispetto alla cura dei vecchi- a chi saranno affidati gli anziani ammalati nei prossimi anni?  Come è avvenuto per altri paesi europei dovremo importare professionalità dall’Africa e dall’Asia; ancora una volta saranno i poveri a risolvere i problemi che noi ricchi non riusciamo ad affrontare con le nostre forze, come è avvenuto per le badanti. (Marco Trabucchi da una segnalazione di una collega) Articolo pubblicato su: http://www.nesti.org/post/1207125779/Geriatria%3A+la+%22buona+medicina%22+per+i+vecchi#more

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Geriatria per acuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma (Centro Maderna- Asca) Si terrà a Roma dal 4 al 6 febbraio il convegno organizzato dalla UOC Geriatria per Acuti intitolato ”L’anziano fragile e la cura ‘al centro’: medicina e la cultura della complessità ‘attorno’”. Il convegno si pone come obbiettivo l’implementazione delle conoscenze e delle competenze nell’ambito delle patologie più comuni negli anziani, e in particolare quelle più complesse e che causano una maggior fragilità. Verranno inoltre analizzati i vari modelli assistenziali, per migliorare le capacità del personale medico di interagire con le diverse figure professionali coinvolte nel percorso di continuità assistenziale. Il Dr. Giovanni Capobianco, presidente del convegno e direttore UOC di Geriatria per Acuti dell’Ospedale S. Eugenio di Roma – ha spiegato come “parlare di anziani fragili da differenti angolazioni, immaginare modelli di cura, sistemi di tutela sociale, programmi di partecipazione allo sviluppo della comunità, anche nelle fasi avanzate della vita, e’ un impegno complesso, perché complesse sono le tematiche che a tali processi sono sottese”. Ecco perché, a due anni dal primo convegno sugli anziani fragili intitolato ”L’Anziano fragile: tra diversa abilità e dipendenza”, la UOC Geriatria per Acuti ha sentito la necessità di organizzare un nuovo incontro per confrontarsi con il mondo della sanità, del sociale, delle istituzioni, del ”terzo settore”.

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A Casoli apre la Rsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Arrivano a Casoli i primi pazienti trasferiti dalla ex Paolucci di Chieti, a seguito del provvedimento del sindaco Francesco Ricci che ha ordinato la chiusura di alcune strutture del gruppo Villa Pini. Si tratta di dieci malati che saranno accolti nella Rsa, in via del Campo Sportivo,  ultimata di recente. Dotata di 20 posti letto, che saranno interamente occupati in questi giorni con l’arrivo di altri 10 pazienti sempre provenienti dall’ex Paolucci, la Rsa sarà gestita nell’immediato da personale infermieristico della Asl, individuato con un avviso interno e remunerato con l’istituto delle prestazioni aggiuntive, sempre nel rispetto delle garanzie contrattuali in quanto a turni di riposo e altro. Stesso discorso per i medici, perché al momento le attività saranno seguite dagli specialisti della Geriatria e Lungodegenza di Casoli.   Per i servizi, invece, quali pulizie e lavanderia, sono stati estesi i contratti di appalto in corso, mentre i pasti vengono preparati nella cucina dell’Ospedale di Casoli e trasportati nella Rsa nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza alimentare. Altri ricoverati nelle strutture psichiatriche del gruppo Angelini saranno trasferiti anche all’ospedale di Gissi, che ha riservato loro un intero piano dell’ospedale con 20 posti letto. Anche lì saranno ricoverati pazienti geriatrici, mentre altri 20 affetti da malattia mentale andranno a Guardiagrele, dove l’ospedale era già dotato di un servizio per la diagnosi e cura della patologia psichiatrica.

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