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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

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Il G20 delle imprese passa dal coordinamento della Germania a quello dell’Argentina

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 novembre 2017

buenos airesBuenos Aires. Race e Paganini (Competere): ora bisogna implementare i risultati del vertice di Amburgo, lavorare ad un mercato aperto e concorrenziale che sia un beneficio per tutti e trovare le soluzioni alle sfide globali attraverso la cooperazione internazionale. “Il B20 è fondamentale per un G20 efficace che gestisca la globalizzazione”, hanno affermato Jürgen Heraeus e Daniel Funes de Rioja, l’attuale e il futuro Presidente del dialogo aziendale G20 Business 20 (B20), prima del passaggio di consegne dei lavori del B20 a Buenos Aires. La cerimonia ufficiale di consegna, un mese prima di quella del G20, avrà luogo il primo novembre 2017 presso il Ministero degli Esteri argentino.”Possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato come B20 Germania”, ha dichiarato Heraeus. Con sette tasks force e un’iniziativa, più di 700 rappresentanti del settore hanno potuto sviluppare raccomandazioni politiche congiunte che sono state consegnate al cancelliere tedesco Angela Merkel al vertice B20 nel maggio 2017. “Il vertice G20 di Amburgo è stato un successo parziale, visto il difficile clima negoziale. Siamo tuttavia delusi che il G20 abbia fatto poco più che assicurare lo status quo di molti settori, come nel commercio internazionale”, ha proseguito Heraeus. “Il G20 deve ora mantenere gli impegni di Amburgo”, ha dichiarato il presidente del B20 Germany. Heraeus, che sarà accompagnato dal B20 Sherpa Stormy-Annika Mildner, rappresenterà tre associazioni di imprese tedesche, inviate dal governo a presiedere il dialogo tedesco B20: la Federazione delle industrie tedesche (BDI), la Confederazione dei datori di lavoro tedeschi, Associazioni (BDA) e l’Associazione delle Camere di Commercio e Industria Tedesche (DIHK).”Come B20 Germania, ci schieriamo dalla parte dei mercati aperti e regolamentati. Al tempo stesso vogliamo assicurarci che i benefici della globalizzazione vengano diffusi all’interno della società. Dobbiamo investire di più nell’istruzione e nell’educazione”, ha aggiunto Funes de Rioja. Il B20 Argentina sarà guidato da Funes de Rioja in qualità di Presidente, designato dal governo argentino.
Daniel Funes de Rioja è l’ex presidente dell’Organizzazione internazionale dei datori di lavoro (IOE) e ha anche partecipato al processo B20 in Germania come co-presidente della task force per l’occupazione e l’istruzione. Sarà assistito da sei sedi operative – ADEBA, BCBA, CACS, CAMARCO, SRA e UIA – come co-presidenti. I B20 Sherpa Carolina Castro (Sherpa esecutivo) e Fernando Landa (Policy Sherpa) sono incaricati di mettere in piedi il B20. “Questa è una grande opportunità per la nostra regione e per il nostro paese, tenendo conto del processo di trasformazione che sta attraversando l’Argentina e delle riforme strutturali che il governo sta mettendo in atto per affrontare le sfide di un’economia aperta, del processo di globalizzazione e dell’integrazione intelligente”, ha detto Funes de Rioja. A rappresentare l’Italia al B20 il Segretario Generale di Competere Roberto Race.
“Il B20 condotto dalla presidenza tedesca- dichiara Race- ha ottenuto importanti risultati nel settore del commercio, dell’ambiente, della competitività, della sanità e dell’innovazione, ci auguriamo vengano perseguiti con altrettanto impegno anche in Argentina” afferma Roberto Race, Segretario Generale di Competere. “Come Competere ci impegneremo anche durante il mandato argentino a produrre analisi e policy paper per quantificare le trasformazioni sociali e il progresso tecnologico raggiunto”. Mandiamo un in bocca al lupo all’Argentina”.

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“Italia e Germania tra Ottocento e Novecento”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

chiostro_insubriaComo Martedì 31 ottobre a partire dalle 10.00 nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, in Via Sant’Abbondio 12 a Como, si terrà il convegno internazionale “Italia e Germania tra Ottocento e Novecento” organizzato dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria con il patrocinio del Centro Italo-Tedesco per l’Eccellenza Europea “Villa Vigoni”.
Durante l’incontro, suddiviso in due parti, si approfondiranno l’evoluzione degli ordinamenti italiano e tedesco dalla prospettiva storica, giuridica e culturale. Nella prima sessione si parlerà nello specifico di giurisdizione superiore e fondazione interna dell’Impero tedesco (1879-1899), della codificazione italiana e tedesca, della circolazione del modello pandettistico, del linguaggio giuridico tedesco tra Ottocento e Novecento e dei riflessi del dibattito post-unitario sull’unicità della Corte di Cassazione nei lavori dell’Assemblea costituente. La seconda sessione sarà invece dedicata ad alcune riflessioni comparatistiche su religione e nazione in Germania e in Italia, ai problemi di unificazione amministrativa nei due paesi e alla questione degli orfani della Prima Guerra Mondiale e il giudice delle tutele.Al Convegno parteciperanno studiosi dell’Università degli Studi dell’Insubria e tedeschi, tra i quali il Prof. Martin Löhnig dell’Università di Regensburg, il Prof. Dian Schefold dell’Università di Brema e la Dott.ssa Christiane Liermann del Centro Italo-Tedesco per l’Eccellenza Europea “Villa Vigoni” e Barbara Pozzo, Valentina Jacometti, Lino Panzeri, Paolo Bernardini e Cristina Danusso dell’Università degli Studi dell’Insubria. Le conclusioni saranno affidate a Dian Schefold dell’Università di Brema. Modera Gabriella Mangione dell’Università degli Studi dell’Insubria. Ingresso libero. (foto: chiostro_insubria)

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In Germania matrimonio egualitario e in Italia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

berlinoBerlino. “Un’ottima notizia, che lascia il nostro Parlamento col cerino in mano”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta la notizia dell’approvazione da parte del Parlamento tedesco della legge che istituisce il matrimonio egualitario. “Tutto il dibattito sulle unioni civili in Italia – osserva Piazzoni – è stato caratterizzato dal mito del cosiddetto “modello tedesco”, cioè delle civil partnership che la Germania introdusse nel 2001. Va detto che il voto finale che ha introdotto le unioni civili in Italia mancò clamorosamente anche quell’obiettivo: il “modello tedesco”, infatti, comprendeva anche la stepchild adoption, che l’Italia invece ha perso per strada. Un anno dopo, la Germania mette in soffitta le civil partnership e punta dritto al matrimonio egualitario, con una maggioranza parlamentare ampia e un dibattito di soli 38 minuti. Anche l’Italia, un anno fa, avrebbe potuto puntare dritto al matrimonio egualitario, liberando il nostro Paese da un ritardo che è una pesante zavorra, non solo nella vita delle persone lgbti ma anche nella cultura dell’uguaglianza e dei diritti. Invece quel ritardo e quella disuguaglianza tornano ad essere evidenti e nella mappa dei Paesi in cammino verso il pieno riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, l’Italia continua a essere tra i Paesi in coda. Il nostro Parlamento allora deve farsi carico di questa responsabilità e mettere in campo una strategia efficace per uscire dal guado della diseguaglianza. L’obiettivo è uno solo, lo ripetiamo da sempre: matrimonio egualitario, per tutte e tutti. Tutto ciò che sta al di sotto, la cronaca ce lo dimostra, non può essere considerato un modello, semmai soltanto una tappa intermedia”, conclude Piazzoni.

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Germania: “Una congiuntura economica favorevole non è motivo di compiacimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

germaniaLa Bundesverband der deutschen Industrie (Federazione dell’Industria tedesca) (BDI) mette in guardia dalle conseguenze politiche della situazione congiunturale positiva. “La buona situazione economica non è un motivo sufficiente per riposare sugli allori”, ha affermato Dieter Kempf, presidente della BDI, martedì a Berlino. “Il nostro successo dipende anche dal basso tasso di cambio dell’euro, dal prezzo contenuto del petrolio e da una politica monetaria espansionistica della Banca Centrale Europea, tutti fattori su cui possiamo influire in maniera molto ridotta.” Kempf ha chiesto ai partiti tedeschi progetti concreti durante la campagna elettorale che rendano la Germania “a prova di futuro” in considerazione dei rischi globali. Le eccedenze di bilancio della Federazione, dei Länder e dei comuni offrono un certo margine per investire di più nel futuro e nella formazione.” Per l’anno in corso la BDI prevede una crescita dei risultati economici reali di circa l,5 percento. “Ancora una volta il motore della congiuntura tedesca è il commercio estero”, ha dichiarato Kempf. “Nonostante l’incertezza per gli USA e per la Brexit, il fondamento e il futuro per una Germania economicamente forte restano i mercati mondiali.”Il Presidente della BDI ha espresso preoccupazioni in merito alle intenzioni del Presidente statunitense Donald Trump. “Divieti di immigrazione, uscita dall’accordo di libero scambio, minaccia di dazi doganali punitivi o uscita dall’accordo di Parigi sul clima: questa politica contraddice quello che finora aveva caratterizzato la partnership transatlantica con gli Stati Uniti.Alla Germania e all’Europa il Presidente della BDI ha richiesto un maggiore impegno a livello mondiale per un ordinamento economico globale caratterizzato da regole chiare e da franchezza. In considerazione della crescita degli investimenti cinesi in Germania, Kempf si è espresso a favore della parità di trattamento delle imprese straniere in Cina. “La Cina deve prendere sul serio la sua apertura dei mercati. In Germania non vogliamo rendere più difficile agli altri l’accesso al mercato. Gli investimenti esteri vanno a beneficio di tutti noi.” Nelle trattative sulla Brexit, Kempf ritiene che in particolare il governo britannico abbia la responsabilità di limitare il danno per l’economia e i cittadini sui due lati del canale. “Il Primo Ministro Theresa May dovrebbe tenere presente che l’approccio duro alla Brexit è stato sconfessato.” Sarà soprattutto l’economia britannica a soffrire della separazione.Per quanto riguarda riforme necessarie nell’UE, le modifiche dei trattati europei non devono essere un tabù, ha sottolineato il Presidente della BDI. “L’Europa ha bisogno di più disciplina nelle riforme e nella politica di bilancio, e di istituzioni europee più forti, con un proprio bilancio per l’eurozona e un Ministro delle Finanze dell’euro.”
Il Presidente della BDI ha consigliato a Germania e Francia di promuovere congiuntamente il mercato interno europeo. “Il forte sostegno al Presidente Emmanuel Macron lo dimostra: si possono guadagnare punti con argomenti a favore dell’Europa. Dobbiamo prolungare questo momento, ad esempio nello sviluppo del mercato interno digitale o di un mercato interno energetico totalmente integrato.” L’effettivo collegamento in rete della distribuzione elettrica in Europa comporterebbe annualmente più di dodici miliardi di Euro in incrementi dell’efficienza.Rivolgendosi ai partiti tedeschi, la BDI ritiene che i campi principali d’intervento debbano essere le imposte, l’energia e la digitalizzazione. Per quanto concerne la politica fiscale, la Germania dovrebbe affrontare la maggiore concorrenza fiscale internazionale. Sono necessari incentivi fiscali per la ricerca e lo sviluppo, come quelli esistenti in 28 dei 35 stati dell’OCSE. Anziché abbassare le tasse a pioggia, il Presidente della BDI ha chiesto riforme fiscali strutturali e una triangolazione delle entrate fiscali da record. “La nostra proposta è destinare un terzo delle eccedenze agli investimenti, un terzo alla formazione e un terzo alle riforme fiscali strutturali”, ha dichiarato Kempf.Sarebbe necessaria una discussione intensiva sul futuro finanziamento della trasformazione energetica: “Continuare come finora previsto nella legge sulle energie rinnovabili (EEG) non porta a nessun risultato. I costi devono scendere.” Per le imprese dell’industria, il 96 percento delle quali paga la sovrattassa EEG, hanno la massima priorità i costi. Il Presidente della BDI non è favorevole al taglio delle imposte sull’energia. Essa “svanirebbe, senza rafforzare la competitività dell’industria”.Per quanto riguarda lo sviluppo capillare di un’infrastruttura efficace a banda larga, il Presidente della BDI ritiene la situazione preoccupante: “Circa due terzi di tutti i posti di lavoro nell’industria sono situati in campagna. Neppure un’impresa su tre dispone dei 50 megabit al secondo di cui necessita.” Un aumento medio di un punto percentuale nella velocità di connessione comporterebbe una crescita del prodotto interno lordo di circa due miliardi di euro all’anno.Per la Giornata dell’Industria tedesca, circa 1500 ospiti del mondo dell’economia e della politica si sono incontrati nella Konzerthaus di Berlino sulla Gendarmenmarkt. Relatori ospiti sono stati la cancelliera tedesca Angela Merkel (CDU), il Presidente della SPD e il candidato cancelliere Martin Schulz. Altri oratori erano il Presidente del Bündnis 90/Die Grünen e della FDP, Cem Özdemir e Christian Lindner e inoltre Alexander Dobrindt (CSU), Ministro federale dei trasporti e dell’infrastruttura digitale. Partner della Giornata dell’Industria tedesca è Deloitte.
La Federazione dell’Industria tedesca (BDI) è l’organizzazione è l’organizzazione ombrello dell’industria tedesca e dei servizi connessi con l’industria. Rappresenta 36 associazioni di categoria e oltre 100.000 imprese con circa otto milioni di dipendenti. L’adesione è volontaria. 15 organizzazioni negli stati regionali rappresentano gli interessi dell’industria a livello regionale.

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Brevetti: Italia e Germania sono più vicine grazie alla collaborazione tra Università di Trieste e GLP Intellectual Property Office

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

brevetti_t1Dai rapporti commerciali alla proprietà intellettuale, l’Italia rafforza il legame con la Germania. Nell’ambito del progetto “Sistemi multilivello delle fonti e tutela della proprietà industriale in ambito europeo” dell’Università di Trieste è stato pubblicato il volume “Das italienische Gesetzbuch für das gewerbliche Eigentum. Codice della Proprietà Industriale Italiano”, curato dal professore Angelo Venchiarutti con la collaborazione dello studio GLP, per gli editori Giappichelli e Nomos. Un testo in tedesco e in italiano, unico nel suo genere, che non solamente raffronta i due sistemi giuridici per evidenziarne somiglianze, differenze e peculiarità, ma vuole essere un utile strumento per avvicinare ulteriormente i due Paesi in un ambito strategico per lo sviluppo e la crescita.
«L’Italia ha delle strettissime relazioni economiche con la Germania. Insistere sul tema della proprietà intellettuale è creare un volano per la crescita», premette Davide Petraz, Managing Partner di GLP, studio che da 50 anni opera nel campo della tutela della proprietà intellettuale a livello internazionale (ha sedi a Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo). «La collaborazione con l’Università di Trieste ci ha portato a sviluppare quest’opera che va in una duplice direzione: da una parte la condivisione delle informazioni, dall’altra fornire uno strumento completo agli operatori del settore».
La scelta della Germania non è stata casuale. Con oltre 112 miliardi di euro di interscambio commerciale (Istat 2016), la Germania è il primo partner commerciale per l’Italia. Inoltre ha molto da insegnare all’Italia: è il primo Paese in Europa – e il quinto a livello mondiale – per deposito dei brevetti. Ben 67mila quelli depositati nel 2015; a fronte di un’Italia ferma sotto quota 10mila (fonte WIPO). «Le relazioni economiche che coinvolgono i due Paesi riguardano prevalentemente i settori della meccanica e dell’elettromeccanica. Sono settori ad alto valore aggiunto e ad elevata innovazione, dove la proprietà intellettuale riveste un ruolo fondamentale», aggiunge Petraz. «Siamo fermamente convinti che la proprietà intellettuale rappresenti uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi».Nella convinzione che in questo campo sia necessario un cambio culturale, «redigiamo e mettiamo gratuitamente a disposizione pubblicazioni specifiche, organizziamo e promuoviamo eventi, corsi e seminari al fine di trasmettere l’importanza di spostare l’attenzione sul piano intellettuale del lavoro industriale». Continua: «Questa pubblicazione vuole favorire un’attualizzazione e un’armonizzazione delle legislazioni dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare di Italia e Germania, storicamente interdipendenti per molti fattori. Infatti, attraverso un diretto parallelismo bilingue è possibile far emergere in maniera più chiara e diretta le somiglianze, le differenze e le peculiarità che ci sono fra il sistema giuridico italiano e quello tedesco, al fine di arricchirli entrambi, dove possibile, con nuovi spunti».La traduzione del Codice della Proprietà Industriale è stata effettuata dal Dr. Matthias Probst, con il coordinamento della Prof.ssa Lorenza Rega e la revisione del Prof. Michael Lehamn del Max Planck Institute für Innovation und Wettbewerb di Monaco.
GLP – Fondata da Gilberto Luigi Petraz nel 1967 a Udine e gestita oggi dai figli Davide e Daniele, GLP è tra le prime cinque aziende italiane nel settore della tutela della proprietà intellettuale. Con sedi Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo, conta più di 70 dipendenti, un portafoglio di oltre 7mila clienti con all’attivo più di 90mila casi trattati a livello nazionale e internazionale. Dal 2003 al 2007 ha detenuto il primato mondiale per numero di Modelli Comunitari depositati; un suo brevetto è stato preso a modello dall’Epo (Ufficio Brevetti Europeo) quale esempio di brevetto ben scritto. GLP ritiene la proprietà intellettuale uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un sistema economico prima, e di un sistema Paese poi. http://www.glp.eu

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Nuove possibilità di entrare nel mercato del lavoro tedesco

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

amburgoAmburgo – Con il lancio di http://www.employland.de, piattaforma online in lingua tedesca e inglese, la start-up di Amburgo Employland crea nuove modalità per entrare nel mondo del lavoro in Germania. Questa innovativa sinergia fra agenzia per l’impiego e servizi legali facilita sensibilmente le possibilità di trovare lavoro in Germania per tutte quelle professioni regolamentate, come assistenti agli anziani, insegnanti, tecnici e molte altre. Employland si occupa del riconoscimento della qualifica e, nel caso di cittadini non UE, anche del permesso di soggiorno. Hans-Christian Bartholatus, fondatore e amministratore del nuovo portale online, ha dichiarato: “Abbiamo creato la piattaforma Employland con l’intento di spianare la strada per l’accesso al mercato del lavoro tedesco, ancora estremamente ricettivo, a personale qualificato con o senza laurea. Già adesso assistiamo ad una penuria di personale specializzato e questa situazione è destinata ad aggravarsi nell’immediato futuro. Non solo la ricerca di un impiego, ma, spesso, anche l’iter burocratico, necessario per il riconoscimento delle qualifiche, rappresentavano dei veri e propri ostacoli. Ed è proprio qui che entra in campo il nostro servizio Ready-to-work: aziende in Germania contattano direttamente il personale qualificato registrato sulla nostra piattaforma, mentre i nostri competenti avvocati offrono supporto durante l’intera procedura fino all’entrata in servizio.” Per poter assicurare il proprio elevato potenziale economico, la Germania ha bisogno di personale internazionale altamente qualificato. Sulla base dell’andamento demografico, lo IAB1 calcola che sia necessario l’arrivo di 400.000 persone ogni anno per poter mantenere costante il potenziale di forza lavoro anche a lungo termine.

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Il gruppo Euro&Promos sbarca in Germania

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

binicottiÈ partita dal più grande mercato europeo, la Germania, l’internazionalizzazione del gruppo Euro&Promos, l’azienda di Udine che negli anni ha conquistato il mercato nazionale, diventando una delle principali realtà italiane nel settore dell’integrated facility management con circa 6000 dipendenti e oltre 100 milioni di euro di fatturato complessivo.Dal 1 novembre 2016 è attiva Euro&Promos Germany con sede a Monaco di Baviera che si è già fatta notare ottenendo l’affidamento delle attività logistiche, di rifinitura e di controllo qualità di un importante gruppo metalmeccanico italiano. L’azienda era già cliente del gruppo friulano e ha chiesto a Euro&Promos di estendere i propri servizi anche a una delle sedi estere.“Si tratta del primo approccio verso lo sviluppo commerciale in Germania – spiega il responsabile di Euro&Promos Germany, Massimiliano Cotti Cometti – ed è la nostra prima commessa all’estero per un valore di diversi milioni di euro. Il knowkow e le importanti referenze che Euro&Promos ha in Italia – continua – ci hanno portato inevitabilmente verso l’Europa e, visti anche i feed back positivi, siamo convinti che nel prossimo futuro ci possano essere sviluppi interessanti, con l’acquisizione di nuovi clienti”.
L’apertura della sede tedesca deriva da una precisa strategia aziendale: “La nostra volontà di crescita – chiarisce il presidente di Euro&Promos, Sergio Bini – è molto chiara e l’espansione in Europa è per noi un obiettivo imprescindibile. Il mercato tedesco offre diverse opportunità sia nel campo degli appalti pubblici, sia in quello delle commesse private – conclude – e per questo lo riteniamo assai importante, così come guardiamo con interesse a tutti i Paesi del centro-Europa”.
Euro&Promos è una delle più importanti realtà italiane nel settore Integrated Facility Management. L’azienda ha sede a Udine, è presente in tutta Italia con circa 6.000 dipendenti e si occupa di logistica, pulizie, energia, ecologia, laundering, servizi sociali alla persona, informazione e relazione. http://www.europromos.it (foto: bini,cotti)

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Musica Elettronica: da UK e Germania, Raime e Digitalism

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

digitalismRoma 9 e 10 dicembre ore 22.00 Quirinetta, Via Marco Minghetti 5 Due giorni esplosivi per conoscere da vicino la scena internazionale.
Raime è musica strumentale, nella tradizione delle produzioni della metà degli anni ’90, ma con un suono contemporaneo e con un’attenzione puntualissima (quasi ossessiva) al dettaglio. Suoni industriali a volte, ma anche morbidi e con vaghi groove, per un disco calmo e nervoso, un flusso continuo di suono, quasi una traccia unica che dal vivo il duo inglese manipola e che porterà una ventata di techno contemporanea a Roma, in una serata che ha fatto della ricerca contemporanea il suo scopo: LSWHR.Psichedelia, elettronica, sperimentazione: sono questi invece i tratti di Digitalism, direttamente dalla Germania, che al Quirinetta il 10 dicembre portano il terzo album Mirage, nato dalla lunga esperienza live nei club di tutto il mondo.
Le influenze di Daft Punk e Cassius rimangono (quando iniziarono a farsi notare i Digitalism erano quasi considerati appartenenti alla scena francese del french touch), ma in Mirage c’è anche psichedelia, voglia di sperimentare e voglia di ricercare. Digitalism, dopo essere stati fomentatori di party con singoli potenti e pensati espressamente per la pista da ballo, si avvicinano al pop pur mantenendo il loro sound tipico che sa di Francia.Digitalism, infatti, suonano dal vivo da oltre dieci anni, “Jence” Moelle e Ismail “Isi” Tüfekci fanno “ballare il mondo” e ora, dopo il Mirage Live Tour che li ha portati in tutta Europa, in America, Australia e Giappone, hanno deciso di dedicarsi ai club più intimi, in cui il contatto con il pubblico è più stretto e il party più elettrico. Costo del biglietto Raime 10 euro, Digitalism 15 euro. (foto: digitalism)

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Convegno-dibattito sulle migrazioni italiane e i nuovi dati sulla Germania

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

stoccardaStoccarda il pomeriggio del 7 ottobre, con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia, un convegno per commentare i nuovi dati sull’emigrazione italiana (in particolare su quella diretta in Germania) e sulla sua componente qualificata. L’iniziativa ha trovato spunto nell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, che di recente ha curato il volume Le migrazioni qualificate in Italia: ricerche, statistiche e prospettive con il supporto del Centro studi e ricerche Idos. In tale occasione, la pubblicazione verrà messa a disposizione dei partecipanti, insieme al capitolo sull’emigrazione italiana che apparirà nella prossima edizione del Dossier Statistico Immigrazione.Al 1° gennaio 2016 i connazionali all’estero, iscritti all’Anagrafe degli italiani dei residenti all’estero (Aire) sono risultati 4.811.163 (ma secondo le anagrafi consolari, più immediate nel registrarne la presenza, bisogna aggiungere altre 400.000 persone, andando così ben oltre i 5 milioni). Degli iscritti all’Aire quasi 2 milioni vivono nell’Unione Europea (1.954.511, meno quindi dei cittadini comunitari che risiedono in Italia, che sono 1.517.023). La quota di connazionali che vivono in Germania, rispetto all’intera Unione, è superiore a un terzo (700.855). I due terzi (66,0%) degli italiani che si trovano in Germania sono effettivamente emigrati. È un valore più alto di qualche punto rispetto alla media che si riscontra tra gli italiani nell’Ue e di 11,5 punti rispetto alla generalità degli iscritti all’Aire (52,5%). In molti altri paesi, che nel passato hanno costituito lo sbocco per la nostra emigrazione, è maggiore l’incidenza delle nascite sul posto e delle acquisizioni di cittadinanza. In Germania, invece, solo una quota ridotta di italiani è nata sul posto: 195.094 persone pari al 27,8%, di oltre 10 punti percentuale inferiore alla media. Da un lato queste differenze portano a ricordare che tra i protagonisti dei grandi flussi migratori indirizzatisi dall’Italia in terra tedesca nel dopoguerra, appena un quinto si è insediato stabilmente sul posto e questa elevata rotazione ha influito negativamente sul processo di integrazione. Le nuove generazioni, protagoniste dell’attuale inserimento, sono state tuttavia in grado di confrontarsi con queste difficoltà e ad esse si affiancano i nuovi migranti dall’Italia, fortemente attratti dalla Repubblica Federale Tedesca.Non sono ancora disponibili le disaggregazioni dei dati Istat sugli italiani che nel 2015 si sono cancellati dalle anagrafi comunali per recarsi all’estero: è stato anticipato solo che sono stati complessivamente 102.259.Sono, invece, più articolate le informazioni ricavabili dall’Aire sulle persone registrate come provenienti dall’Italia: tra quelli spostatisi nel 2015 e quelli che, emigrati negli anni precedenti, hanno provveduto tardivamente a questo adempimento, si è trattato di 107.529 italiani iscritti all’Aire per emigrazione (la quota maggiore dei 207.209 italiani iscrittisi all’Aire nel 2015 anche per altri motivi come nascita all’estero e acquisto della cittadinanza italiana). Il numero maggiore degli italiani registrati come emigrati si è recato in Germania (16.568) e nel Regno Unito (16.528), mentre in Svizzera e in Francia si tratta rispettivamente di 11mila e 10mila unità e, oltreoceano, i valori più alti riguardano l’Argentina e gli Stati Unititi con 5mila unità e il Brasile con 6mila unità. Si ipotizza però, non senza fondamento, che ad emigrare dall’Italia siano molti di più di quelli ufficialmente registrati come emigrati.
L’on. Laura Garavini ha così puntualizzato il significato del convegno: “Ho insistito sull’organizzazione di un convegno dedicato ai flussi migratori di oggi e alla sua componente qualificata. Questa occasione sarà utile per conoscere i nuovi dati e riflettere sugli intrecci che si determinano tra emigrazione e immigrazione: bisogna, infatti, riuscire ad occuparsi di quanti arrivano in Italia senza trascurare gli italiani nel mondo. Dei nuovi flussi verso l’estero sono in prevalenza protagonisti gli italiani con un livello di istruzione superiore. Strategie più adeguate a livello formativo e anche informativo aiuteranno, in prospettiva, a far sì che questi flussi si configurino nel futuro non come una fuga bensì come opportunità a favore sia della Germania che dell’Italia e, principalmente, dei diretti interessati”.

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È il surplus dell’economia tedesca il killer dell’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

mario-draghi2Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “A margine della riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, il presidente Mario Draghi ha oggi invitato la Germania a ‘usare i suoi margini di bilancio’, vale a dire il suo surplus. Cioè di fare i compiti a casa e rispettare i Trattati. Significa che la Germania dovrebbe reflazionare, quindi ridurre la pressione fiscale, aumentare la domanda interna, i consumi, gli investimenti, i salari, le importazioni, rilanciando conseguentemente la crescita per sé e per tutti i paesi dell’eurozona.
È il surplus dell’economia tedesca il killer dell’Europa. Un assassino conosciuto da tutti, che ha cominciato a essere tale con l’avvento dell’euro, e che da allora ha avuto un andamento crescente, in particolare negli anni della crisi.L’Europa a trazione tedesca non ha volutamente colto, sbagliando, che l’eccesso di virtù (surplus) produce più danni dell’eccesso di deficit. E le misure per fronteggiare la crisi che ne sono derivate non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, piuttosto che risolverla.
Se la Germania reflazionasse da subito, questo creerebbe un virtuoso clima di crescita, aumenterebbe virtuosamente il tasso di inflazione, e si ridurrebbe il divario tra il rendimento dei Bund e e quello dei titoli di altri debiti sovrani.Il surplus della Germania ammonta a circa 300 miliardi di euro. Dimezzarlo significa mettere in circolo almeno 150 miliardi di euro. Che diventano 200 se anche gli altri paesi in surplus (Olanda, Svezia e Danimarca) fanno lo stesso.
Il risultato sarebbe una spinta positiva, di almeno un punto, alla crescita di tutta l’area euro, che troverebbe uno slancio che dalla creazione della moneta unica non ha mai avuto, tornando competitiva rispetto alle altre economie mondiali. Migliorerebbero anche le performance della Bce di Mario Draghi, con i suoi Quantitative easing, in quanto la politica monetaria tornerebbe a trasmettersi all’economia reale”.

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Merkel: Chi semina vento, raccoglie tempesta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

La sconfitta della cancelliera tedesca Angela Merkel dimostra quanto i maggiori partiti europei siano a una distanza siderale dalle reali esigenze dei popoli. Che sono due: sicurezza e lotta all’immigrazione selvaggia, lavoro e sviluppo economico. Questa Europa a trazione tedesca non garantisce né gli uni né gli altri ed è solo interprete di interessi economico-finanziari. L’attuale invasione migratoria produce l’impoverimento dell’Africa e l’arricchimento del solito circuito di delinquenti e soloni”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Ma cosa vuole questa Germania?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

germaniaNel 1933. Dopo aver vinto le elezioni, i nazisti smisero di pagare i debiti e le riparazioni dovute. Negli anni successivi cominciarono ad invadere i loro vicini, non dimenticando mai, appena arrivati, di svuotare le casseforti degli altri.
Nel 1953, dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania ha nuovamente battuto cassa per non pagare il suo debito.
Il 27 febbraio 1953, la conferenza di Londra, ha infatti deciso l’annullamento di circa i due terzi del debito tedesco (62,6%). Il debito di prima della guerra è stato ridotto da 22,6 a 7,5 miliardi di marchi e il debito del dopoguerra è stato ridotto da 16,2 a 7 miliardi di marchi.
Nel 1990 il Cancelliere di allora,Helmut Kohl, si è rifiutato di applicare l’accordo di Londra del 1953 sui debiti esterni della Germania là dove veniva previsto che le riparazioni destinate a rimborsare i disastri causati durante la seconda guerra mondiale dovevano essere versati alla riunificazione; pertanto la riunificazione della Germania è stata pagata dalle stesse nazioni danneggiate dalla follia bellica della Germania di Hitler; un solo esempio chiarisce l’arcano tedesco: tenuto conto dell’inflazione dopo il 1945, la Germania ha un enorme debito con la Grecia che è stato calcolato in 162 miliardi di euro.
Ora è il momento dei reich Merkel che ha dichiarato sotto falso nome, la terza guerra mondiale all’Europa, ma senza schierare panzer o V/1 e V/2, bensì le banche tedesche fornite dall’arma di distruzione di massa che è diventato lo spread.
E’ la Germania la ragione prioritaria dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE; non che la casa mi dispiaccia, perché anche la “perfida Albione” ha sempre preteso dall’UE un trattamento pieno di eccezioni.
L’UE si potrà salvare solo se tutte le nazioni che la compongono saranno poste sul medesimo piano, senza pretese pan germaniche per quanto riguarda la Germania o esigenze di primato da parte inglese.Ma, al di fuori della Francia, non c’è altra nazione in Europa con un premier in grado di fare la voce grossa, per far valere diritti e doveri in modo paritario. (Rosario Amico Roxas)

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Brunetta a Weidmann: surplus Germania produce più danni di deficit

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Caro Weidmann, la solidarietà tra i paesi dell’eurozona di cui parli è violata in primis dalla tua Germania. Oggi un minimo sforamento del rapporto deficit/Pil oltre il 3% espone gli Stati alla pubblica deplorazione, senza possibilità di appello, come avviene per i Paesi del Sud, mentre il surplus della bilancia commerciale, di cui beneficia la Germania da anni senza alcuna redistribuzione, viene considerato elemento di virtuosità. Al contrario, mentre un rapporto deficit/Pil eccessivo produce conseguenze tendenzialmente solo per il paese che lo genera, i surplus commerciali hanno effetti negativi devastanti sulle economie di tutti gli Stati dell’area monetaria unica.
Mentre con le monete nazionali, infatti, a un aumento eccessivo del surplus commerciale di un paese seguiva sempre la rivalutazione della sua moneta, che significava un riequilibrio quasi automatico della bilancia commerciale; con la moneta unica lo Stato che consegue il surplus gode dei benefici derivanti da quest’ultimo, mentre il costo della rivalutazione della moneta ricade su tutti i paesi dell’area unica. In un’ottica di Europa solidale, quella che tu auspichi, pertanto, diventa prioritario sanzionare quest’ultimo comportamento, piuttosto che concentrarsi solo sul rapporto deficit/Pil. Ne deriva un cambio di prospettiva nelle regole europee: l’eccesso di virtù (surplus) produce più danni dell’eccesso di deficit. La modifica dei Trattati dovrà partire da questa consapevolezza”.

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La prossima settimana al Parlamento Europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

parlamento europeoLa prossima settimana gli eurodeputati saranno impegnati in diverse delegazioni in Turchia, Italia, Germania, Arabia Saudita e Qatar.
Turchia/rifugiati.
Due delegazioni della Commissione Bilanci e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni saranno in Turchia. I deputati del Bilancio parleranno dell’uso dei fondi europei di preadesione con le autorità turche, indagheranno sull’uso delle misure UE di supporto per i rifugiati dalla Siria e Iraq e visiteranno un campo profughi. Anche gli eurodeputati della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni visiteranno un campo profughi e altri progetti di supporto per i rifugiati, incontreranno interlocutori turchi, Ong internazionali e altri partner per valutare la situazione da vicino. (Lunedì e martedì)
Germania/Rifugiati
Da mercoledì a venerdì la “Commissione Diritti della donna e uguaglianza di genere” invierà una delegazione a Monaco per incontrare le autorità locali bavaresi e visitare un centro che ospita alcune rifugiate e un altro campo profughi in cui studiare le modalità di accoglienza per i richiedenti asilo .
Italia/Traffico di esseri umani.
Una delegazione della Sottocommissione SEDE farà visita all'”Operazione navale Sofia” e incontrerà il Ministro dell’Interno italiano e Membri del Parlamento italiano per discutere del supporto UE alle operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare e imparare dall’esperienza italiana come condurre tali operazioni. (Da lunedì a mercoledì)
Arabia Saudita e Qatar
Da lunedì a mercoledì una delegazione della “Commissione Affari esteri” si recherà in Arabia Saudita e a Doha, in Qatar , per discutere delle relazioni fra l’UE ,l’Arabia Saudita e il Qatar e per discutere della situazione nei paesi arabi vicini.

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Una proposta di formazione e apprendistato in Germania per i giovani europei

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2016

berlinoSiete interessati a un periodo di formazione professionale e di apprendistato in Germania? Se avete tra i 18 e i 27 anni, siete cittadini europei e siete in possesso di un diploma di scuola media superiore allora può fare al caso vostro il programma MobiPro del Ministero del lavoro della Germania, che offre attività di formazione professionale con tirocinio e apprendistato in Baviera e Renania settentrionale-Vestfalia. È il messaggio diffuso dal servizio Eures dell’Agenzia Piemonte Lavoro, che il 2 e il 3 febbraio a Torino effettuerà le selezioni: chi è interessato a candidarsi deve inviare il proprio cv a eures@cittametropolitana.torino.it entro il 31 gennaio 2016. Sono 8 i profili ricercati dai tedeschi: tecnici dei servizi di ristorazione, cuochi, parrucchieri, elettricisti, meccanici, meccatronici, autisti e receptionist. L’apprendistato previsto dal programma di mobilità formativa MobiPro è basato sul sistema duale, vale a dire pratica e formazione retribuita in azienda e formazione nella scuola professionale.
Per partecipare al reclutamento del 2 e 3 febbraio non è richiesta la conoscenza del tedesco o dell’inglese: è in programma una fase di preparazione linguistica intensiva gratuita a Torino e un percorso di orientamento alla professione in Germania. Chi supererà il livello B1 di lingua tedesca alla fine del corso avrà la possibilità di partire per un tirocinio di 4-6 settimane in un’azienda tedesca.
E se al termine azienda e tirocinante si trovano bene insieme, verrà stipulato un contratto di apprendistato che, a seconda della professione scelta, durerà dai 3 anni ai 3 anni e mezzo.

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Sonnenbatterie entra nel mercato italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

sonnenbatterieWildpoldsried. Sonnenbatterie lancia un segnale nuovo a chi si accinge ad entrare nel mondo dell’autoconsumo. Il nuovo sistema di accumulo della linea eco, con una capacità utilizzabile di 2 kWh e una vita operativa extra-lunga con 10.000 cicli di carica, si rivolge in modo specifico alle utenze domestiche con un basso consumo energetico. Il nuovo modello Sonnenbatterie offre alle utenze unifamiliari un’opportunità economicamente conveniente per potersi assicurare un’autonomia energetica a lungo termine. L’accumulatore Sonnenbatterie eco, prodotto in Germania dall‘omonima azienda tedesca, è un sistema di immagazzinamento integrato e completo. Tutti i componenti come l’inverter, i moduli batteria, la centralina intelligente e il touch-display sono alloggiati in un armadio-involucro e perfettamente integrati tra loro. Anche tutte le procedure di misurazione per il controllo dell’impianto fotovoltaico e il calcolo del consumo domestico sono già contenute nel sistema. A ciò si aggiunge l’ampia gamma di contenuti del portale online, disponibile per pc, tablet e smartphone, naturalmente gratuito, che dà la possibilità a ogni cliente di ottenere dettagliate informazioni sulla propria produzione di energia elettrica e i relativi consumi. Non sono necessari ulteriori apparecchiature o congegni per accumulare l’energia prodotta, quindi nessun costo celato o accessorio.»Con il nuovo modello base a costo estremamente contenuto completiamo la nostra gamma di prodotti« ha dichiarato l’Ad di Sonnenbatterie Christoph Ostermann. »In particolare per le piccole utenze domestiche, ma anche per i nuovi edifici ad alta efficienza energetica e con un ridotto consumo di corrente, questo accumulatore è molto interessante in quanto i modelli fino ad ora sul mercato proponevano soluzioni di portata troppo grande. A questo tipo di clienti offriamo adesso un sistema di accumulo completo e personalizzabile a tutti gli effetti«.
Grazie alla sua lunga vita operativa con 10.000 cicli di carica l’accumulatore Sonnenbatterie può essere caricato e scaricato più volte durante l’arco di una giornata, diventando così il completamento ideale per piccoli impianti fotovoltaici. Anche per quanto riguarda la flessibilità l’accumulatore è all’avanguardia: si può potenziare in qualsiasi momento aggiungendo liberamente altri moduli batteria di 2 kWh ciascuno, arrivando quindi ad avere un sistema di accumulo capace di accumulare fino a 16kwh.Inoltre l’azienda Sonnenbatterie GmbH estende e amplia ulteriormente le sue condizioni di garanzia. Da subito Sonnenbatterie concede una garanzia di 10 anni su tutto il sistema di accumulo offrendo ai clienti e agli installatori un vantaggio e una sicurezza senza precedenti.
L’accumulatore Sonnenbatterie è stato introdotto sul mercato nel 2010 e da allora diverse migliaia di installazioni di questo tipo sono state messe in opera in Germania e in altri paesi europei.Sonnenbatterie sbarca in Italia con diversi centri ufficiali Sonnenbatterie Center. Oggi la rete di concessionari Sonnenbatterie in Italia conta circa 25 aziende ed è destinata a crescere nei prossimi mesi, diventando sempre più capillare per poter gestire le sempre più numerose richieste provenienti da clienti finali e da società di installazione interessateNei prossimi mesi la divisione commerciale selezionerà altre società per poter coprire totalmente il mercato italiano e fornire cosi un servizio sempre più tagliato sulle reali esigenze dei clienti finali, che oggi, pur avendo un impianto fotovoltaico, vogliono tagliare ulteriormente la propria bolletta elettrica, diventando sempre di più autonomi energeticamente.Il nuovo modello Sonnenbatterie è disponibile da subito. Ulteriori informazioni su http://www.sonnenbatterie.it
La Sonnenbatterie GmbH è l’azienda leader sul mercato tedesco dei sistemi di accumulo intelligenti al litio. La clientela è prevalentemente formata da utenze domestiche, ma anche da aziende agricole e industriali che utilizzano accumulatori con capacità dai 2 kWh ai 16 kWh. Sonnenbatterie GmbH, è il pioniere sul mercato in forte crescita degli accumulatori decentrati e vanta una lunga e comprovata esperienza nelle tecnologie di accumulo energetico tramite batterie e nelle energie rinnovabili. Trattandosi di un sistema di accumulo intelligente, facilmente integrabile nella rete e soprattutto duraturo, il prodotto Sonnenbatterie riesce a soddisfare tutti i requisiti per insediarsi da protagonista nel mercato dell’energia elettrica. L’azienda Sonnenbatterie GmbH sviluppa e produce i suoi sistemi di accumulo nella sede principale di Wildpoldsried, in Baviera. (foto: sonnenbatterie)

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Le rivelazioni sulle emissioni diesel ‘truccate’ di Volkswagen potrebbero far arretrare il Gruppo per gli anni a venire

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

Volkswagen“Il Gruppo Volkswagen (VW), la casa automobilistica più grande al mondo, è stato accusato di aver falsificato i risultati delle emissioni con l’Environmental Protection Agency (EPA) negli Stati Uniti. Questo riguarda 482.000 modelli diesel del segmento medio che sono stati dotati di un software detto “defeat device”, il quale è stato in grado di ridurre le emissioni fino al 40% durante la prova delle emissioni rispetto al normale utilizzo. Dopo la rivelazione, Martin Winterkorn, AD del Gruppo Volkswagen, ha dovuto scusarsi per aver ingannato i clienti sui risultati EPA. Ciò ha sollevato un’ondata di domande il merito al rinnovo del suo status di amministratore delegato e a quale impatto le rivelazioni avranno sugli investimenti per 7 miliardi di dollari programmati nel mercato statunitense per aumentare le vendite. Dal 2012 VW sta lottando nel mercato statunitense. Le vendite negli Stati Uniti rappresentano oggi solo il 6% del fatturato del gruppo. Il significato di questa rivelazione tuttavia ha già visto i prezzi delle azioni crollare del 22% dal momento che il Gruppo potrebbe essere sanzionato per 18 miliardi di dollari, per non parlare dell’impatto mediatico negativo.”

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Grecia: Accordo De profundis

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

europa-261011-c“Non è staro un successo per l’Europa. Morti, feriti, un mese di trattative, tensione, mercati in altalena. Che Europa è questa, che per risolvere il problema di un paese che pesa 1,5 per cento del Pil dell’Eurozona ci mette tanto tempo con tante tensioni e con tanti rischi?”.  Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Il rischio era di perdere la Grecia, di avere un buco nel Mediterraneo, di aprire alle influenze del fondamentalismo, di cancellare qualsiasi equilibrio all’interno della Nato. Dentro tutto questo cosa fa l’Europa? Si comporta in maniera regionalistica, comanda Schauble, comanda la Merkel, comanda la Germania”.  “Io direi che questo accordo più che per Tsipras è un de profundis per l’Europa, per l’Europa solidale, per l’Europa dei nostri padri, per l’Europa di De Gasperi, di Adenauer, per l’Europa che volevamo. Ieri sera sentendo le notizie avevo quasi paura di questa Europa. Questa Europa fa paura. E’ questa l’Europa che volevamo?”, si è chiesto Brunetta.

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Renzi: Servus servorum Merkel

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

merkel angela“Il nostro Renzi è stato assente per tutta la trattativa, non ha avuto alcun coraggio di dire alla Germania ‘rispetta tu le regole per prima, spendendo il tuo surplus’. Con questa Europa non si va da nessuna parte e io non me la prendo con il folklore di Varoufakis, di Tsipras, il referendum, un piccolo paese si difende come può, anche dai propri errori, anche dalla propria storia. Il problema è l’Europa, il problema è l’Europa tedesca, l’Europa egoista, del nord, che non può andare avanti”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Io avevo proposto che si dimettesse anche Schauble, alla pari di Varoufakis, perché così avrebbe aperto una prospettiva diversa. E ricordo l’estate-autunno del 2011, con il nostro governo, allora c’erano Merkel e Sarkozy, non il morbido Hollande, con la quinta colonna interna del Pd e del peggior presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto, Giorgio Napolitano”.
“In questa trattativa Renzi non è mai stato della partita, non ha mai toccato palla, è stato convocato solo all’ultimo momento. Dicono che abbia litigato con un olandese, forse volante”, ha aggiunto Brunetta.

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Dibattito sul prossimo G7 in Germania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2015

Mercoledì, I deputati discuteranno con la Commissione i preparativi per il 41° vertice del G7 che si terrà in Baviera il 7 e 8 giugno. Sviluppo e tutela ambientale sono tra i temi che saranno affrontati G7-Brusselsdai leader dei sette paesi più industrializzati – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – e l’UE. La Russia è stata sospesa dal G8 lo scorso anno, a seguito dell’annessione della Crimea.La politica di sviluppo è un tema prioritario per l’UE e il 2015 è stato designato Anno europeo per lo sviluppo. Gli obiettivi di sviluppo del millennio scadranno alla fine di quest’anno e il vertice delle Nazioni Unite, che si terrà a New York nel settembre prossimo, dovrebbe adottare una nuova agenda per lo sviluppo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno del G7, figurano economia e politiche estera e di sicurezza. La Presidenza tedesca spera di avanzare nei negoziati per ottenere un accordo globale sul clima, in vista della conferenza sul clima delle Nazioni Unite, prevista per fine 2015. (nella foto il G7 dello scorso anno)

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