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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘germania’

Istruzione: In Germania salgono a cento le scuole chiuse a tre settimane dalla riapertura

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Mentre i contagi si attestano tra 1,5 e 2 mila unità. Ecco quello che potrebbe succedere in Italia. Pacifico (Anief): bisogna riaprire in condizioni di massima sicurezza e serenità attraverso norme che chiariscono la responsabilità del personale dirigente, docente, educativo e amministrativo in attesa di un provvedimento ad hoc che riveda la politica di dimensionamento su classi, plessi, organici e di reclutamento sul precariato e sulla mobilità dei neo-assunti. “L‘Italia deve guardare con estrema attenzione all’esperienza che stanno vivendo gli altri Paesi dove la scuola è ripresa già nel mese di agosto. L’alto numero di contagi che si sta registrando negli istituti scolastici in Europa non può essere ignorato e deve essere un monito per alzare i livelli di sicurezza nel nostro Paese, altrimenti si mette a repentaglio la salute di 10 milioni tra alunni e personale”: a dirlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief commentando la notizia che in Germania, dove negli ultimi giorni sono tornati in classe 9 Länder su 16, sono già più di cento gli istituti scolastici chiusi e a cui vanno aggiunti gli asili. Le chiusure sono state necessarie in particolare nelle zone più densamente abitate e l’alto numero di contagi si è realizzato nonostante “tutti gli alunni e il personale delle scuole tedesche” abbiano avuto “normalmente l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza di un metro e mezzo e di portare le mascherine all’interno degli istituti, ma non durante le lezioni”.Tolleranza zero sul fronte sicurezza. Giovedì scorso, riporta la stampa, il Tribunale amministrativo superiore di Münster ha respinto una richiesta urgente di tre alunni del distretto di Euskirchen che avevano fatto ricorso contro le nuove regole, stabilendo che il provvedimento è «proporzionato» ai rischi e non costituisce un pericolo per la salute degli studenti. «Lo so che è faticoso. lo è per tutti, ma al momento non c’è alternativa alla mascherina» ha detto la ministra dell’Istruzione Anja Karliczek. Nella maggior parte dei casi rilevati, sono state trovate solo singole persone infette, tra alunni, insegnanti o personale scolastico, e sono state disposte quarantene cautelative. «Le scuole non sono focolai. Le infezioni di solito vengono portate negli istituti dall’esterno», ha confermato Sandra Scheeres, responsabile berlinese per l’Istruzione. «È meglio l’obbligo di mascherina piuttosto che richiudere le scuole» ha sintetizzato nei giorni scorsi la cancelliera Angela Merkel.

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Allarme neonazismo in Germania, sciolte le forze speciali Ksk

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

La Germania sta profondendo ogni sforzo fronteggiare la deriva di estrema destra e neonazista che sta infettando la società tedesca.Dopo la messa al bando negli ultimi mesi di gruppi che si richiamavano al Terzo Reich (Combat 18 e Nordadler), il governo di Berlino ha preso una decisione clamorosa: sospendere fino a ottobre e sciogliere parzialmente le Ksk, le forze speciali perché al suo interno si è riscontrata la presenza di unità nostalgiche e neonaziste.Il provvedimento è stato preso dalla ministra della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, arrivato dopo la sparizione di 48mila munizioni e 62 chili di esplosivo dall’arsenale di questo corpo speciale.Kramp-Karrenbauer che in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung spiegato:
“Chi lavora per il Ksk ha capacità uniche ed è in grado di svolgere operazioni altamente specializzate. Più di altri soldati della Bundeswehr deve impegnarsi per la nostra costituzione e per l’ordine democratico e liberale. Non possiamo tollerare compromessi”.Per capire l’importanza della decisione, dobbiamo sapere chi sono e cosa fanno le Ksk.Secondo la pubblicistica sono simili ai Navy Seals americani e nel loro passato miliare hanno annoverato combattimenti contro i criminali di guerra nell’ex Jugoslavia e i talebani in Afghanistan. Due conflitti significati che hanno interessato i governi di mezzo mondo negli ultimi due decenni per le forze speciali, nate nel 1996, che già in passato avevo avuto legami con l’estrema destra.Correva l’anno 2003, quando il comandante Reinhard Guenzel venne cacciato per esternazioni antisemite ed estremiste. Nulla da riscontrare fino al 2017, anno in cui la carriera di un ufficiale era stata salutata con saluti hitleriani e balli neonazisti.
Altro episodio nel 2019, protagonista un tenente colonnello che aveva attaccato lo Stato, reo secondo lui di aver perso il controllo dei profughi.La decisione del governo tedesco dimostra che la Germania sta facendo molto per combattere i rigurgiti nostalgici e neonazisti nella società e nei suoi apparati.

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Corridoio turistico Italia-Germania

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

Arriva dalla Germania il maggior numero di turisti stranieri che visita il nostro Paese per vacanza: in media, negli ultimi anni, sono state oltre 58 milioni le presenze dei turisti tedeschi in Italia, pari al 28% del totale dei visitatori stranieri. Quest’anno, tuttavia, le limitazioni agli spostamenti determinate dall’emergenza sanitaria ancora in corso rischiano di bloccare questo grande flusso.
La Fondazione Think Tank Nord Est ha stimato quanto vale il contributo della Germania all’economia turistica del nostro Paese e, di conseguenza, quali sono i rischi legati al mancato superamento del blocco attualmente in corso. Da giugno a settembre, infatti, in tutta Italia sono in pericolo circa 35,6 milioni di pernottamenti ed una spesa sul territorio di quasi 4 miliardi di euro.
La regione con le maggiori criticità è il Veneto: nei prossimi 4 mesi rischia di mettere a repentaglio 11,2 milioni di presenze di turisti tedeschi, che rappresentano più di un terzo di tutti i visitatori stranieri. Anche il Trentino Alto Adige teme un forte contraccolpo, in quanto da giugno a settembre gestisce in media 9,3 milioni di pernottamenti di ospiti provenienti dalla vicina Germania, pari a circa il 63% del totale dei turisti stranieri. In Toscana e Lombardia il mercato tedesco per la prossima estate vale quasi 2,8 milioni di notti, mentre in Emilia Romagna e Sardegna circa 1,6 milioni di presenze. Ma i turisti tedeschi sono presenti in massa in tutte le regioni italiane: in Friuli Venezia Giulia sono in dubbio 900 mila pernottamenti, circa 830 mila in Piemonte e Liguria.
In Veneto, il blocco delle vacanze dalla Germania penalizza maggiormente la città metropolitana di Venezia, con oltre 6 milioni di pernottamenti a rischio, prevalentemente nelle località balneari. Anche in provincia di Verona c’è molta preoccupazione, in quanto sono in forse circa 4,3 milioni di presenze dei turisti tedeschi, soprattutto lungo le sponde del Lago di Garda. Nel rodigino il mercato tedesco vale circa 335 mila notti nei prossimi 4 mesi, mentre in provincia di Padova si stimano circa 238 mila presenze in pericolo. Meno forte il rischio nel bellunese (quasi 100 mila pernottamenti in forse), in provincia di Treviso (61 mila) e nel vicentino (41 mila).
“La stagione turistica balneare in partenza nei prossimi giorni si preannuncia molto difficile – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – a causa delle restrizioni ancora in vigore sugli spostamenti. In particolare, preoccupa il blocco dei turisti tedeschi, in quanto rappresentano la quota principale dei visitatori stranieri che raggiungono il nostro Paese, specialmente d’estate. A ciò si aggiunge il ritardo nella riapertura dei confini con l’Austria. Gli operatori turistici stanno preparando le strutture per accogliere in massima sicurezza i loro ospiti: è quindi fondamentale definire quanto prima dei protocolli sanitari standard tra i Paesi europei, al fine di agevolare la ripartenza dell’industria delle vacanze, che vale il 13% del Pil italiano.”

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Germania, Hezbollah e le minacce dell’Iran: cosa c’è dietro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

La decisione della Germania di mettere al bando Hezbollah ha provocato le ire dell’Iran, che ha minacciato il governo di Berlino. È l’estrema sintesi di una questione molto più complessa, che dallo scacchiere mediorientale si intreccia con le politiche dell’Ue e con la sicurezza nazionale di diversi paesi europei.Per dipanare la matassa dobbiamo porci la domanda: perché l’Iran minaccia la Germania per il divieto a un’organizzazione terroristica del Libano?
Risposta scontata, ma solo per i più attenti: Teheran si serve di Hezbollah come strumento di pressione e influenza in Medio Oriente e in Europa, in quell’ottica di espansione che lo porta a fare lo stesso con Kataib Hezbollah in Iraq, con gli Houti in Yemen e con il sostegno a molte attività di terrorismo internazionale, guerriglia, traffici e criminalità che arrivano in America del Sud.
Che Hezbollah sia un braccio armato della Repubblica islamica è stato confermato da Hassan Nasrallah, attuale segretario generale del gruppo terroristico libanese: “Hezbollah, le sue entrate, le sue spese, tutto ciò che mangia e beve, le sue armi e i suoi razzi provengono dall’Iran”.Entrando ancora di più nello specifico, la distinzione fra ala militare e ala politica di Hezbollah da parte di molti paesi dell’Ue è sempre stata contradetta dagli stessi Hezbollah, come nel 2012 quando il vice segretario generale, Naim Qassem, disse: “Non abbiamo un’ala militare e una politica”.Riassumendo: per sua stessa ammissione non c’è distinzione fra ala politica e ala militare di Hezbollah, che vengono finanziati e utilizzati per la propria politica dall’Iran.Iran che per attaccare la Germania ha fatto scendere in campo anche il giornale Vatan.Emrooz, che in un articolo ha rivolto un durissimo attacco contro la cancelliera tedesca Angela Merkel ritenuta “peggio di Hitler” e contro l’ambasciatore tedesco a Teheran, Michael Klor-Berchtold, additato come “spia sionista”.Frasi sprezzanti che aiutano a capire ancora meglio il motivo per cui Teheran abbia minacciato conseguenze alla Germania per la messa al bando di Hezbollah.Andiamo ancora più a fondo e leggiamo come il divieto è stato commentato dall’ammiraglio Ali Shamkhani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano:“Una nuova sorpresa, i fornitori di armi di distruzione di massa all’ex dittatore iracheno Saddam Hussein sono diventati difensori dei diritti umani e chiamano il movimento di resistenza Hezbollah ‘terrorista’ per paura dei loro amici israeliani uccisori di bambini”.Tralasciando la bieca propaganda anti-israeliana riguardo ai bambini, cosa c’è dietro le parole dell’esponente politico iraniano?C’è la consapevolezza della collaborazione tra Israele e alcuni paesi europei, nel caso specifico la Germania, riguardo attività di intelligence e di sicurezza nazionale dei singoli stati.A rivelarlo è stato un funzionario israeliano:“La mossa è il risultato di molti mesi di lavoro con tutti gli interlocutori in Germania. Ai responsabili dei servizi si chiede di presentare le prove di un coinvolgimento legale diretto e comprovato che lega l’organizzazione a chiara attività terroristica, ed è quello che abbiamo fatto”.Il servizio segreto dello Stato ebraico, il Mossad, ha raccolto informazioni dettagliate sulle attività terroristiche di Hezbollah sul suolo tedesco, fra cui la presenza di una serie di depositi nella Germania meridionale appartenenti al gruppo terroristico libanese (centinaia di chilogrammi di nitrato di ammonio, usato per la fabbricazione di esplosivi) e il riciclaggio di denaro sporco con trasferimenti di milioni di euro che nel tempo sono finiti nei conti bancari appartenenti a Hezbollah.Quindi da una parte abbiamo l’Iran che si serve di Hezbollah per attività terroristiche e di riciclaggio in Europa e dall’altra Israele, che aiuta i singoli paesi europei a difendersi da questa minaccia.È ancora così difficile capire chi appoggiare e chi no?

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La Germania ha vietato tutte le attività Hezbollah

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

La Germania ha vietato ogni singola attività di Hezbollah, classificandolo come organizzazione terroristica senza fare distinzioni fra ala militare e ala politica. A darne comunicazione è stato in un tweet Steve Alter, portavoce del ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer.Nel dicembre scorso il parlamento tedesco aveva approvato una mozione che esortava l’esecutivo di Berlino a vietare le operazioni di Hezbollah in Germania, facendo leva sulle sue “attività terroristiche”, in particolar modo quella in Siria, paese in cui il gruppo terroristico ha combattuto al fianco dei militari del presidente Bashar al Assad.Gli 007 tedeschi hanno rilevato che in Germania si trovano poco più di mille membri e sostenitori di Hezbollah, che al momento non sono riuniti in un’organizzazione vera e propria.La decisione di Berlino è stato salutata con favore dagli Stati Uniti, che hanno colto l’occasione per invitare gli altri stati dell’Unione europea a prendere lo stesso provvedimento, dicendosi pronti a collaborare “per negare” a Hezbollah “qualsiasi spazio di operazione” nel Vecchio Continente.L’ambasciatore americano a Berlino, Richard Grenell, ha affermato che la decisione del governo tedesco è lo specchio della volontà dell’Occidente di far fronte alla minaccia che rappresenta il gruppo terroristico Hezbollah, aggiungendo che allo stato attuale. “Non può essere consentito di utilizzare l’Europa come rifugio sicuro per sostenere il terrorismo in Siria e Medio Oriente”.
Già in agosto la Germania aveva dato prova di voler fronteggiare tutto ciò che ruotava attorno al gruppo terroristico libanese sciita,

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“Il mondo chiede più democrazia non meno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Sono le parole del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli pronunciate giorni fa e che riprendo con una riflessione perché sono convinto che abbiamo eretto un simulacro intorno a talune parole svuotandole, in pratica, del loro reale significato. In questo caso, sia chiaro, non da chi le ha pronunciate ma da chi dovrebbe farne un uso quotidiano nel suo agire politico ed istituzionale. Ciò mi fa dire che esistono due linguaggi distinti, e a volte incomunicabili, se pensiamo a cosa è l’Europa e cosa vorremmo che fosse. Non dimentichiamo che l’idea di un’Europa unita aveva per i padri costituenti un primo importante obiettivo: provvedersi di un salvacondotto per evitare in futuro lo scatenarsi di altre guerre mondiali che avessero il proprio innesco in Europa. Ma non abbiamo fatto i conti con i singoli stati e i loro retrogusti. La Germania, ad esempio, che ha provocato due guerre mondiali perdendole, ora sembra rifarsi con il suo potere finanziario ed industriale e volendo avere la pretesa di considerarsi democratica nella logica del primus inter pares ma in pratica sfalsandone il significato per restare “primus” senza “pares”. Oggi questo scollamento comportamentale lo avvertiamo ancora di più in quanto stiamo vivendo una stagione di cambiamenti radicali della società che è divenuta complessa e frammentata con la conseguente crisi dei tradizionali partiti di massa e della loro capacità di rappresentare settori ben definiti della stessa società. A questo punto dovremmo dire che la parola “democrazia” resta ma a quale prezzo? L’abbiamo svilita ed umiliata facendoci perdere la visione di una forma di governo in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti e dello stesso ruolo di stimolo e di pragmatismo delle opposizioni. A questo punto, mi chiedo, dobbiamo continuare a parlare di democrazia senza ridicolizzarla? (Riccardo Alfonso)

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Inaccettabile che sorti Italia ed Europa siano decise dalla Germania

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

«La Corte Costituzionale tedesca richiama la BCE contro il piano di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi causata dal Coronavirus. Solo a Fratelli d’Italia sembra inaccettabile che le sorti dell’Italia e dell’intera Europa siano decise in totale autonomia dalla Germania attraverso la sua Corte Costituzionale? Abbiamo sempre posto il problema di una architettura europea distorta, nella quale l’Italia ha ceduto ogni sua sovranità nazionale alla UE mentre Francia e Germania utilizzano proprio la UE per perseguire i propri interessi nazionali a discapito degli altri Stati membri, Italia soprattutto. I fatti di questi giorni ci danno ragione, ancora una volta. La trappola che la Germania, con i suoi vassalli, sta preparando è molto chiara: senza un intervento imponente della BCE che acquista titoli di Stato, l’Italia (come altri Stati membri) sarà costretta a far ricorso al MES, il famigerato Fondo Salva Stati, aprendo così le porte alla Troika e al commissariamento della nostra Nazione. Il Governo italiano si faccia sentire. La BCE non è proprietà tedesca, è anche dell’Italia, visto che ne possediamo il 14% e visto che le abbiamo delegato il potere di emettere moneta. In questa fase di emergenza la BCE deve fare quello che fanno tutte le banche centrali del mondo: immettere liquidità e acquistare illimitatamente titoli di Stato, altrimenti non sappiamo cosa farcene di questa BCE e di questa Unione Europea. Se ad altri sta bene vivere da servi dei tedeschi, problemi loro, noi difenderemo con ogni mezzo la libertà e la sovranità del popolo italiano». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Lavoratori deportati in Germania II Guerra Mondiale. Diritto al risarcimento

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Dopo il crollo del muro di Berlino e la riunificazione tedesca è riemersa la questione di come la Germania Federale, successore legale del Deutsche Reich, avrebbe dovuto risarcire i danni derivanti dai crimini commessi durante la seconda guerra mondiale contro la popolazione e gli ex deportati, civili e militari. L’Italia, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 con gli alleati, ha dissolto l’esercito ed ha pure dichiarato guerra alla Germania nazionalsocialista. Così, molti soldati italiani sono stati deportati dalle truppe tedesche in campi di prigionia e lavoro in Germania (i c.d. Internati Militari Italiani, IMI). Stessa sorte è toccata a molti combattenti partigiani e civili italiani. In altri casi, come è noto, la popolazione è stata vittima di terribili rappresaglie con centinaia di morti. La maggior parte delle vittime (sopravvissuti o parenti) non ha mai ottenuto un risarcimento per le sofferenze patite.
Nel 1998, il Sig. F., che era stato catturato in Toscana e deportato in Germania come lavoratore coatto, rappresentato dall’avv. RA Joachim Lau, ha citato la Repubblica Federale Tedesca davanti al Tribunale di Arezzo per ottenere il riconoscimento della responsabilità della Repubblica federale tedesca per i danni che aveva subito.
La Germania si è difesa adducendo che, in quanto stato sovrano, essa godrebbe dell’immunità giurisdizionale rispetto alla giurisdizione italiana. Dopo due gradi di giudizio, la domanda di F. è stata finalmente accolta con la nota sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 5044/2004. Per la prima volta, nella storia del diritto internazionale moderno un giudice nazionale italiano ha riconosciuto a un singolo cittadino il diritto al giudice per ottenere il risarcimento del danno provocato da uno stato estero durante la seconda guerra mondiale.
La giurisprudenza italiana ha proseguito il percorso intrapreso con alcune battute di arresto dovute all’intervento della CIG. Per maggiori dettagli si veda qui. (https://www.jolau.com/il-diritto-al-risarcimento-dei-lavoratori-forzati-italiani-deportati-in-germania-durante-la-seconda-guerra-mondiale/).Infine però, la Corte Costituzionale si è pronunciata in materia e, con la sentenza n. 238/14, ha confermato che il “diritto al giudice”, di cui all’art. 24 della Costituzione, prevale (c.d. contro-limite) sulla prerogativa dell’immunità giurisdizionale degli stati stranieri, a maggior ragione quando chi agisce in giudizio è vittima di gravi violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra.
Purtroppo è passato molto tempo dai fatti e le vittime della deportazione spesso sono decedute senza veder riconosciuta la loro sofferenza e la responsabilità della Germania in sede giudiziaria. Il diritto al risarcimento e la possibilità di farlo valere giudizialmente spetta però anche agli eredi delle vittime.Dopo l’evoluzione giurisprudenziale sopra accennata, svariati processi di merito si sono conclusi con il definitivo accoglimento delle domande di risarcimento delle vittime o dei loro eredi. Fino ad oggi, il danno riconosciuto a ogni vittima varia dai 30 ai 100 mila Euro.Per avere informazioni dettagliate sui documenti necessari per proporre la domanda giudiziale, sulla possibilità di partecipare ad un’azione congiunta di risarcimento e sui costi del giudizio è possibile rivolgersi allo Studio legale Lau scrivendo una e-mail a questo indirizzo: risarcimento@jolau.com (Aaron Jorgos Lau, legale, consulente Aduc)

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Coronavirus, Germania e antisemitismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Sono i vertici di un pericoloso triangolo che ha preso forma nel paese. A lanciare l’allarme è stato il governo di Berlino, preoccupato dell’aumento di messaggi sui social media che puntano il dito contro Israele, ritenuto responsabile di aver “creato” il virus come “arma biologica” e contro gli “oscuri poteri ebrei” che starebbero approfittando della pandemia per conquistare “il dominio globale”.Un fenomeno quello dell’antisemitismo, che in Germania ha continui rigurgiti e sui cui è intervenuta Anja Karliczek, ministra dell’Istruzione, che parla di:“Un’ostilità anti-ebraica inaccettabile e spaventosa che ancora esiste in Germania e che mette in pericolo la pace sociale”.Sulla stessa lunga d’onda Felix Klein, il responsabile dell’esecutivo tedesco per la lotta all’antisemitismo, il quale afferma che le teorie anti-ebraiche:“In periodo di crisi come questo hanno molta fortuna: gli ebrei diventano ancora una volta i capri espiatori. Queste teorie, combinate con fantasie di violenza, possono diventare estremamente pericole, come dimostrano i casi dell’assalto alla sinagoga di Halle e la strage di Hanau”.Klein sottolinea ancora che:“Nelle ultime settimane sempre più spesso ambienti della destra radicale hanno cercato di strumentalizzare la crisi da coronavirus per i loro obiettivi, speculando su ‘progetti segreti’ del presunto capitalismo finanziario ebraico oppure del Mossad”.La Germania non è il solo paese in cui il coronavirus è stato collegato agli ebrei e a Israele.In Turchia, Fatih Erbakan, il leader del movimento neo-islamista Yeniden Refah Partisi, vicino a Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che “sebbene non vi siano prove concrete, il sionismo potrebbe benissimo essere dietro il coronavirus”.“Un piano sionista” è stato tirato in ballo anche in Iran, dove la catena televisiva iraniana in lingua inglese Press TV, che è proprietà della Irib, tv di Stato iraniana, mentre negli Stati Uniti l’FBI ha fatto sapere che:“I membri di gruppi estremisti che sono positivi sono stati incoraggiati a diffondere il virus nelle comunità israelitiche e tra gli agenti di polizia”.La verità è solo una. Chi è affetto da antisemitismo non fa altro che ricondurre i mali del mondo allo Stato d’Israele e agli ebrei, ovviamente senza prove.

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Governo. Coronavirus: Italia e Germania

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

In Italia infettate circa 6 milioni di persone, in Germania 600 mila. Sono le stime dell’Imperial College, una università britannica. Come mai? Abbiamo una costituzione fisica più debole dei tedeschi? No. E’ un problema di programmazione, organizzazione e di rapide decisioni.I piani di emergenza, in caso di pandemia, sono stati predisposti dall’istituto tedesco Robert Koch fin dal 2005, 15 anni fa.Prima ancora che l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarasse lo stato pandemico, l’istituto Koch lavorava con il governo tedesco per rallentare i contagi; azione che si è tradotta in meno morti, minori ricoveri e maggiori disponibilità delle strutture sanitarie per i malati. In Italia, il Governo Conte ha dichiarato l’emergenza sanitaria il 31 gennaio 2020 e cosa hanno fatto gli esponenti politici di primo piano? Nicola Zingaretti girava per l’Italia e rilanciava MilanoNonSiFerma, prendendosi l’infezione virale (è guarito e facciamo auguri), Matteo Salvini rilanciava “apriamo tutto” e Giorgia Meloni invitava i turisti in Italia dove “c’è il sole”.
L’errore fondamentale del Governo è di aver seguito e non prevenuto l’evolversi del contagio da Coronavirus, che è particolarmente infettivo. Vale a dire che, nel corso del tempo, sono stati emessi provvedimenti sempre più restrittivi quando il problema andava affrontato subito con provvedimenti risolutivi.Ecco il perché della differenza dell’evolversi della infezione tra Germania e Italia.Qualche citrullo, ce ne sono a iosa, ha paventato l’ipotesi che la Germania nascondesse i dati della diffusione della infezione.Non è così.La soluzione sta nella programmazione, nell’organizzazione e nelle decisioni veloci ed efficienti, il che è mancato nel nostro Paese. Speriamo che questo momento tragico, che stiamo vivendo, sia utile per decisioni future.
Speriamo, ma abbiamo dubbi visto che circolano rivendicazioni etniche (siamo italiani) e storico-geografiche (siamo il Bel Paese), che non risolvono.A proposito, si sta programmando il dopo Coronavirus? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Stati virtuosi? Germania e Olanda arricchiti su nostre spalle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Oggi Germania e Olanda dicono che non vogliono condividere a livello europeo, attraverso gli eurobond, le misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Dicono che loro, Stati virtuosi, non devono farsi carico dei debiti degli Stati “cicala” come l’Italia. Peccato però che Germania e Olanda si siano arricchiti negli ultimi 20 anni sulle spalle degli altri Stati membri, soprattutto l’Italia, grazie alla moneta unica. E ad affermarlo non sono i pericolosi patrioti di Fratelli d’Italia, ma il Centre for European Politics, un think-tank tedesco che ha pubblicato uno studio sul tema”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI. “Da un lato ci sono Germania e Olanda, continua il senatore di FdI, che hanno tratto enormi benefici dall’euro, guadagnando complessivamente quasi 1.900 miliardi la prima, e 346 miliardi la seconda. Dall’altro, figurano quegli Stati che hanno perso ricchezza, in primo luogo l’Italia, la Nazione più danneggiata dall’euro, con una perdita di ricchezza di oltre 4.300 miliardi in 20 anni, più di 200 miliardi l’anno. ‘Grazie’ all’euro, ogni italiano ha perso in media circa 74mila euro, mentre ogni tedesco ne ha guadagnati 23mila e ogni olandese 21mila. Altro che Stati virtuosi e Stati cicala”.“È tempo di dire basta a questo drenaggio di ricchezza dall’Italia ai furbi Paesi del Nord. L’Italia faccia capire a questa gente che la pacchia è finita” conclude il senatore Fazzolari.

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La Germania vuole imporci il MES

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“La Merkel ha appena fatto sapere che non è disposta a concedere l’accesso al Fondo “ammazza Stati” senza condizionalità, svelando – qualora ce ne fosse bisogno – qual è il vero piano della Germania: approfittare dell’emergenza coronavirus per commissariare l’Italia, imporre il rigore tedesco alla nostra economia ed espropriare le sue aziende e i suoi asset strategici. L’emergenza Covid-19 sta mostrando a tutto il mondo il vero volto della UE a trazione tedesca. Spero che sia chiaro il messaggio a tutti gli europeisti di casa nostra: è ora che prendano definitivamente atto anche loro della situazione. A questo punto non rimane che andare all’Eurogruppo e pretendere immediatamente la restituzione dei soldi che l’Italia ha versato al MES. Abbiamo un’emergenza sanitaria e una crisi economica da affrontare: il Governo italiano alzi la testa e risponda oggi stesso alla cancelliera tedesca».È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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La Germania ha messo sotto osservazione l’ala più radicale del partito di estrema destra

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Si tratta di Alternative für Deutschland. L’ha annunciato Thomas Haldenwang, capo dell’Ufficio federale della Protezione della costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz), ovvero i servizi segreti interni della Germania:“Sappiamo dalla storia della Germania che l’estremismo di destra non distrugge solo le vite umane, distrugge la democrazia. L’estremismo di destra e il terrorismo di estrema destra sono al momento il più grande pericolo per la democrazia in Germania”.A finire nel mirino degli 007 tedeschi è la fazione del partito chiamata Der Flügel (L’Ala), che secondo le stime di Haldenwang arriverebbe a settemila unità, circa il 20% dell’interno partito, alla cui guida c’è Björn Höcke, leader del partito in Turingia, stato della Germania Centro-orientale.In una riunione dell’Ala, Björn Höcke aveva criticato i “moderati” del suo partito, giocando con il termine “trasudati” che in tedesco si dice Ausgeschwitz, termine molto simile al campo di sterminio nazista dove morirono più di un milione di persone:“Quelli che non sono all’altezza di vivere il compito che ci siamo dati, cioè l’unità, dovranno essere tutti trasudati via”. Un’ex deputata di AFD, uscita per la deriva a destra del partito, ha raccontato che Höcke studia con una certa frequenza i discorsi di Göbbels, il capo della propaganda della Germania nazista, per interiorizzarne i concetti e attualizzarli nei suoi discorsi politici.Sull’osservazione da parte dei servizi dell’ala più radicale di Alternative für Deutschland, Spiegel ha incaricato l’istituto Civey di condurre un sondaggio.Secondo una grande maggioranza di tedeschi, la decisione annunciata da Thomas Haldenwang è corretta: circa il 67% degli intervistati trova la decisione “chiaramente corretta”, circa il 9% la considera “piuttosto corretto”.Come detto da Thomas Haldenwang l’estremismo di destra nel corso della storia ha distrutto la democrazia e ha ucciso milioni di vite umane ed è attualmente il più grande pericolo per la democrazia in Germania e di conseguenza per l’Europa.

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Blitz della polizia contro i neonazisti in Germania

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

L’operazione delle forze dell’ordine tedesche si è concentrata nello Schleswig-Holstein, nella Bassa Sassonia e nel Brandeburgo. A renderlo noto sono stati i procuratori e le stesse forze di polizia, che hanno messo sotto torchio 12 persone di età compresa fra i 19 e 57 anni, appartenenti al “Circolo ariano della Germania”.Secondo le ricostruzioni degli inquirenti il gruppo avevo lo scopo di compiere azioni violente a sfondo razziale ed era guidato da Bernd Tödter, per anni il capo della scena di estrema destra di Kassel “Sturm 18”, organizzazione bandita dal ministero nel 2015.
Bernd Tödter è un 45enne irascibile e molto violento con un passato criminale alle spalle: negli Anni 90, uccise un senzatetto assieme a un’altra persona.Nell’estate scorsa è tornato nella sua città natale di Bad Segeberg, che si trova nello Schleswig-Holstein, il più settentrionale dei 16 stati federati della Germania.Secondo il noto giornale tedesco Spiegel, Tödter ha anche mantenuto contatti con Stephan Ernst, che si dice abbia assassinato il politico locale della CDU Walter Lübcke il 2 luglio 2019.Sempre secondo le informazioni date da Spiegel, il blitz avrebbe avuto una falla.
Il blitz della polizia, durato tutta la notte, ha portato al sequestro di un numero significativo di documenti e di dispositivi elettronici. A Gottinga gli agenti di polizia antisommossa, guidati da un investigatore locale, hanno confiscato telefoni cellulari, dispositivi elettronici e varie altre prove e li hanno accuratamente imballati in una scatola.Tornati alla stazione di polizia, gli agenti della città della Bassa Sassonia, hanno scoperto di aver dimenticato la scatola con le prove di fronte all’appartamento del sospettato. Quando gli investigatori sono tornati in loco, la scatola era sparita.Il procuratore generale, Stephanie Gropp, ha dichiarato che nessuna prova è scomparsa e che l’“incidente” verrà risolto.

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Coronavirus: Governo tedesco stanzia 550 miliardi in aiuto all’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Il Governo tedesco, tramite la sua portavoce Angela Merkel, ha comunicato un maxipiano per rimediare ai danni del Covid-19 stanziando almeno 550 miliardi di euro per aiutare l’economia del Paese a sopravvivere la crisi causata dalla pandemia di Covid-19. Sono misure senza precedenti per la Germania. Lo Stato mette infatti a disposizione crediti illimitati alle imprese, con un valore minimo annunciato di 550 miliardi di euro, e senza un tetto massimo. La Cancelliera ha aggiunto che in caso di necessità il Governo è pronto a preparare altri fondi per combattere questa crisi. «Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione» ha dichiarato Olaf Scholz, Ministro delle finanze. Principalmente, i miliardi messi a disposizione dal Governo serviranno a compensare la riduzione del salario per coloro che sono costretti al lavoro ridotto, e per garantire crediti agli imprenditori in crisi di liquidità. La somma verrà stanziata mediante la KfW, la grande banca per lo sviluppo. L’effetto delle dichiarazioni del Governo tedesco è ancora più forte se messo a confronto con il nostro Paese. Giuseppe Conte, il Premier italiano, ha infatti comunicato mercoledì un aiuto all’economia di 25 miliardi di euro. Chiaramente, il contesto sociopolitico ed economico attuale è molto importante e non si possono fare determinati paragoni, l’Italia è infatti in crisi da lungo tempo, ed è anche il Paese al momento più colpito dal Covid-19. Malgrado ciò, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello lo “Sportello dei Diritti”, le misure attuate in Italia danno un’idea di quanto la Germania stia impiegando in aiuto alle sue imprese.

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Strage di Hanau

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime del gravissimo attentato di Hanau e manifesta la sua solidarietà alla comunità turca che vive in Germania. Non si può assistere impotenti di fronte ad atti di violenza così orribili nei confronti di una minoranza, che ci riportano a momenti bui della storia. L’Europa deve difendere i suoi valori di pace, tolleranza e integrazione sui quali si è rifondata dopo la fine della seconda guerra mondiale. Per questo lanciamo un appello a fermare con convinzione la propaganda di odio razzista e xenofobo, che ormai dal web e dalle parole è cominciata a passare tragicamente ai fatti.
Colpire una comunità, come quella turca, che contribuisce, come molte altre, di origine diversa, al benessere e allo sviluppo della Germania e dell’Europa, solo perché “straniera”, oltre ad essere un crimine grave, contribuisce a chiudere le porte al futuro del nostro continente. Occorre al contrario seminare parole di pace, facilitare occasioni di incontro, favorire ogni iniziativa che porti ad una maggiore integrazione e puntare sulla diffusione di una cultura che si basi su questi valori, a partire dalle giovani generazioni.

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Terrorismo in Germania

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Dopo l’attentato del dicembre 2016 in un mercatino di Berlino, il livello di allerta si è alzato senza più riabbassarsi. Sono numerose, infatti, le operazioni antiterrorismo ordinate dalle autorità tedesche per tentare di arginare quella che appare come una vera e propria deriva.Ultima in ordine di tempo, quella effettuata nei distretti berlinesi di Hellersdorf, Hohenschönhausen, Spandau e Köpenick, a Ludwigsfelde nel Brandeburgo, a Hagen nella Renania settentrionale-Vestfalia e ad Arnstadt in Turingia.Il blitz della polizia tedesca ha portato all’arrestato di cinque ceceni, di età compresa dai 23 ai 28 anni, che secondo le indagini stavano preparando attentati, uno nei quali alla Nuova Sinagoga di Berlino: l’edificio si trova sull’Oranienburger Strasse, una strada del centro città. Venne costruita nel XIX e fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale, per poi esser ricostruita – anche se solo parzialmente – negli Anni 90.La presunta cellula terroristica, sotto osservazione delle autorità tedesche dal settembre 2019, aveva girato numerosi filmati attorno al luogo di preghiera ebraico.Secondo le prime ricostruzioni, la polizia tedesca è intervenuta solo dopo che i presunti terroristi pensavano di esser riusciti ad aggirare i controlli. La sensazione di poter agire in sicurezza e passare quindi alla fase operativa del piano si è ritorto contro ai cinque ceceni, che sono stati arrestati dalle forze dell’ordine di Berlino.Il blitz, avvenuto martedì scorso, è l’ennesima conferma della penetrazione del terrorismo islamico in Germania e del pericolo che corrono gli ebrei del paese, stretti nella morsa dell’antisemitismo sia di natura islamica che di natura relativa all’estrema destra.

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La Germania conquista nettamente l’ottava edizione dello Snow Rugby di Tarvisio

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

La Germania conquista nettamente l’ottava edizione dello Snow Rugby di Tarvisio: tre squadre tedesche, infatti, sono salite sul podio tra torneo maschile e femminile; i vincitori nel torneo maschile sono stati i Bayern Barbarians Monaco, compagine abilissima nel gioco alla mano e con delle strutture decisamente concrete nelle situazioni offensive, mentre al terzo posto si sono assestati i Chuckies Monaco- Il torneo femminile, invece, è stato dominato dalle ragazze del Chuckies Brides Monaco, squadra esperta per quanto riguarda il rugby sulla neve, con fisicità notevoli e una capacità importante nel mettere pressione alle avversarie e recuperare il pallone, quindi la fonte di gioco. Discorso diverso per i migliori giocatori del torneo: da una parte il titolo è stato vinto da Marco Cavicchia del Rugby Ladispoli, mentre nel “femminile” la miglior giocatrice è stata Alessandra Menotti delle Aspidi on Ice, squadra rivelazione della manifestazione, classificata al secondo posto. “Sono orgoglioso e felice di come questa edizione ha preso forma- commenta Alberto Stentardo, organizzatore dell’evento tarvisiano e presidente dell’Alp Rugby Tarvisio – abbiamo avuto grandi numeri – 32 squadre, record di sempre ndr – e sul campo da gioco ho visto un livello sempre più alto, segnale importante in chiave futura. Il nostro torneo deve rimanere aggregante, ma non deve tralasciare il gioco e devo dire che in questa edizione lo spettacolo è stato davvero di alto livello. Il futuro? Per ora voglio godermi il successo di questa edizione, poi quanto prima dovremmo già iniziare a pianificare il futuro, lo Snow Rugby di Tarvisio 2021”.

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Bernhard Schlink: Il lettore

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Germania, fine anni Cinquanta. Mentre il paese cerca di archiviare definitivamente gli orrori della guerra, il quindicenne Michael Berg cerca di lasciarsi alle spalle i giorni maledetti della sua adolescenza. Svanita l’itterizia che lo ha costretto a letto per un intero inverno, ora può avventurarsi di nuovo per le strade della sua città, e raggiungere la casa di Hanna Schmitz, la sconosciuta trentenne che lo ha soccorso un giorno d’ottobre in cui, di ritorno dalla scuola, la malattia si era fatta sentire con violenza.
Occhi azzurri, capelli biondo cenere, il volto spigoloso ma femminile, Hanna Schmitz esercita un’attrazione fatale sul ragazzo. Nella sua casa, un modesto appartamento in cui la stanza più grande è la cucina, Michael riceve la sua iniziazione alla vita sentimentale. Un’iniziazione fatta di travolgente passione e pudori, interrotti di tanto in tanto da uno strano rituale imposto dalla donna: la lettura ad alta voce da parte del ragazzo dei classici della letteratura tedesca. Un giorno, però, Hanna svanisce nel nulla senza lasciare traccia, gettando Michael nella più cupa disperazione. Alcuni anni dopo, il ragazzo, divenuto studente di legge, la rivede in un’aula di tribunale in cui si celebrano i cosiddetti Auschwitzprozesse… in veste di imputata. Apparso per la prima volta in Germania nel 1995, Il lettore è uno dei romanzi fondamentali della narrativa tedesca contemporanea. Tradotto in più di cinquanta lingue, vincitore di numerosi premi letterari – tra gli altri, il Premio Grinzane-Cavour in Italia, dove fu pubblicato nel 1996 con il titolo A voce alta –, trasposto con successo sullo schermo da Stephen Daldry (The Reader, con Kate Winslet e Ralph Fiennes), il libro viene riproposto oggi in una nuova traduzione che ne conferma il carattere di vero e proprio «evento letterario» (Der Spiegel), capace di segnare un passaggio importante nella trattazione della Shoah. Traduzione di Chiara Ujka 200 pagine €16,00. neri Pozza Editore
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Olga (Neri Pozza 2018) e Il lettore (Neri Pozza 2018).

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Il lavoro sporco di pulizia etnica della Germania e la buccia di banana polacca

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

La Polonia divenne, per gli occidentali, la classica goccia d’acqua che fece traboccare il vaso della tolleranza per le politiche annessioniste della Germania Hitleriana. Spinse gli anglofrancesi a un gesto clamoroso di rivolta in opposizione a un dialogo, con i nazisti, sino allora mantenuto su livelli molto concilianti e permessivi. Vennero ad un ultimatum e ad una dichiarazione di guerra che sembravano interessare a ben pochi e meno che mai ai diretti interessati. I francesi erano tranquilli dietro la loro linea Maginot e i tedeschi, lo stesso, giacché si stava profilando una “guerra” di posizione e non di movimento. Diventava l’occasione propizia per far lavorare le diplomazie e per studiare onorevoli percorsi per ristabilire la pace in Europa.
Forse a peggiorare le cose vi concorse il patto russo-tedesco per la spartizione della Polonia. Stalin, d’altra parte, non nascondeva la sua ammirazione per Hitler nonostante che li dividesse, in modo radicale, la loro concezione ideologica e il loro modo di esprimere una presenza nel mondo esclusiva e dominante.
Una simpatia non certo ricambiata da Hitler il quale già pensava di rabbonire gli inglesi e i francesi per poi spingersi in una sorta di guerra santa contro i sovietici.
Non vi riuscì e allora cercò di piegare le resistenze anglo-francesi con una spettacolare offensiva che in poche settimane mise in ginocchio la Francia e, in pratica, annientò l’armata inglese inviata sul continente per dare il suo appoggio agli alleati francesi. Questo fu anche il trionfo di una tecnica militare innovativa, rispetto al passato. (Riccardo Alfonso)

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