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Convegno a Gerusalemme sulle nuove sfide antropologiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

Gerusalemme. L’11 e il 12 dicembre 2019, nel Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme, dalle 9.00 alle 19.00, si terrà il convegno internazionale “Le nuove sfide antropologiche: tra memoria e visione del futuro”, organizzato nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.L’obiettivo è quello di tracciare un’immagine, quanto più precisa, della realtà sociale ed etica contemporanea in relazione alle nuove sfide antropologiche, frutto degli sviluppi teorici e pratici della scienza e della tecnologia.Particolare attenzione sarà dedicata all’esperienza della memoria collettiva e individuale, offerta dalla ricerca archeologica, e alle prospettive etiche rivolte al futuro.L’incontro sarà aperto dai saluti di Padre Pedro Barrajón LC, Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Padre Juan Solana LC, del Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme.Seguirà l’intervento introduttivo del Prof. Guido Traversa, Delegato per la Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.Le sezioni tematiche tratteranno questi argomenti: “Intelligenza artificiale. Problematiche etiche, filosofiche e giuridiche”; “Postumanesimo. Confini possibili e legittimi. Limiti etici del miglioramento tecnologico della conoscenza”; “Ricerca scientifica in archeologia come esperienza di vita, storia e memoria”; “Relazione uomo-ambiente. Il potenziamento delle aree interne per la coesione economica e sociale. Il bene comune come un universale concreto”; “Dialogo interreligioso e teologico. Il corpo e l’esperienza sociale”. L’incontro si concluderà con l’intervento di Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.

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Gerusalemme: riaperta dopo 1950 anni la via del pellegrinaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

via pellegrinaggio gerusalemme.jpgBy Ugo Volli. L’archeologia è sempre affascinate, perché ci consente di toccare con mano dove in in qualche misura anche come vivevano popolazioni antiche di cui abbiamo solo notizie letterarie o storiche: si possono vedere i fori in cui parlava Cicerone, le tombe gigantesche dei Faraoni più grandi, una città della costa anatolica che fu bruciata tremila e cinquecento anni fa e forse è davvero Troia, i resti imponenti dei Sumeri, degli Ittiti, degli antichi imperi indiani e sudamericani…Ma ci sono delle volte in cui l’archeologia parla al cuore e alla mente degli uomini contemporanei, quando i resti ritrovati corrispondono perfettamente ad antichi riti e narrazioni e permettono di capire meglio l’eredità dei secoli. E’ il caso innanzitutto di Gerusalemme e di altri luoghi della Terra di Israele, dalla Tomba dei Patriarchi a Hebron ai luoghi delle battaglie e degli eventi raccontati nei testi della tradizione ebraica. Sono luoghi che hanno un senso insieme religioso e storico, perché riguardano eventi del passato che sono oggetto della memoria religiosa dell’ebraismo. Così il Tunnel di Hezekya, l’acquedotto dell’ottavo secolo prima della nostra epoca che aveva lo scopo di portare acqua in città in previsione dell’assedio assiro, che poi avvenne; o la “casa bruciata” nel quartiere ebraico della Città Vecchia, una dimora probabilmente aristocratica, che porta i segni dell’incendio appiccato dai romani dopo la distruzione del Secondo Tempio.
Oggi a questi reperti e ai molti altri, di cui naturalmente il principale è il Muro Occidentale che sosteneva la spianata del Tempio estesa artificialmente da Erode, se ne è aggiunto un nuovo, il percorso (o tunnel, perché oggi in buona parte è sotterraneo) dei pellegrini. Della sua esistenza si sapeva da tempo, da quando il grande archeologo Dan Bahat scoprì i gradini che portavano i pellegrini al Tempio nell’area a Sud dell’attuale moschea di Al Aqsa, fuori dalle mura di Solimano. Quel che è accaduto nei giorni scorsi è l’inaugurazione del tratto finale del percorso dei pellegrini, che dalla “piscina” (in realtà vasca di raccolta) di Siloam, nella valle di Ghinnom (dove i pellegrini potevano praticare l’immersione rituale per purificarsi), saliva attraverso la “città di Davide” fino al Tempio.E’ difficile sopravvalutare l’importanza di questo percorso per chi non conosce qualcosa della tradizione ebraica. Il pellegrinaggio (anzi la “salita” fisica e spirituale) era obbligatoria nelle tre feste di Pesach (Pasqua), Shavuot (le Settimane o “Pentecoste) e Shavuot (la festa delle Capanne). Ci sono irimasti i “salmi dei gradini” che i pellegrini cantavano, sappiamo che vi era una decima da spendere a Gerusalemme in queste occasioni, gli storici antichi parlano di milioni di pellegrini che si radunavano in città, tanto – negli ultimi periodi del Tempio – da obbligare i romani occupanti a spostare la guarnigione dalla loro capitale Cesarea. Non è possibile non emozionarsi a questa notizia per chi si senta erede di questa tradizione. Basta sapere che dalla conquista di Davide alla distruzione di Tito per più di mille anni questo rituale è stato ripetuto da re, profeti, maestri, gente comune; e che poi è stato vagheggiato da tutte le generazioni ebraiche, a partire dai saggi del Talmud che si avventuravano nelle rovine, come si racconta all’inizio del trattato Berakhot e che discutevano a partire da quale età dei figli i padri fossero obbligati a portarli al pellegrinaggio, a Maimonide e Nachmanide, da Luria e Cordovero fino a Herzl e ai liberatori di Gerusalemme di cinquant’anni fa,e. E anche per i cristiani questo percorso ha molto senso, perché certamente fu seguito da Gesù, dai suoi apostoli e dai primi seguaci.Ma naturalmente Gerusalemme è investita dalla guerra propagandistica che i palestinisti fanno contro Israele. Sopra quel che era la città di Davide, il nucleo civile più antico della città, oggi vi è il sobborgo arabo di Silwan (in realtà fondato pochi decenni fa, riutilizzando il nome biblico di Siloam). Il lavoro degli archeologi è contrastato in tutti i modi dai palestinisti e paradossalmente anche dall’Unesco, che ogni anno approva mozioni per condannare gli scavi archeologici che recuperano il passato della città. L’apertura del tunnel, alla presenza dell’ambasciatore americano è stata duramente contestata dalla Giordania (che nei diciott’anni in cui occupò Gerusalemme, dal ‘48 al ‘67, distrusse tutte le sinagoghe e usò le lastre tombali millenarie dei cimiteri ebraici per lastricare le strade) e dall’Autorità Palestinese, che l’ha qualificata come “attività di giudaizzazione nella Gerusalemme est occupata“. Giustamente l’inviato americano in Medio Oriente Greenblatt ha definito tali affermazioni “ridicole”, e ha aggiunto:“Non si può ‘giudaizzare’ ciò che mostrano la storia e l’archeologia. Si può solo prenderne atto e smettere di fingere che non sia vero. La pace può essere costruita solo sulla verità”. (foto: via del pellegrinaggio a Gerusalemme)

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Nel cuore di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Roma. “Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme”. È il tema del seminario che si è tenuto all’Università Europea di Roma per analizzare le relazioni fra gruppi diversi e i modelli di ecumenismo.
La professoressa Renata Salvarani, coordinatrice dell’incontro e docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma ha spiegato: “Le società globali contemporanee hanno bisogno di conoscere le dinamiche delle relazioni complesse fra i gruppi diversi che le compongono: la ricerca sui modelli di convivenza e di coesione è un obiettivo importante degli studi storico religiosi.Gerusalemme e il suo cuore cristiano, l’insieme del Santo Sepolcro, è un esempio di massima complessità: cinque differenti comunità principali vi celebrano da secoli giorno e notte, trovando un modo di dividere spazi e tempi, mantenendo una sostanziale unità”.“Un’analisi storica delle dinamiche religiose a partire da un approccio laico può dare un contributo scientifico carico di potenzialità positive anche sul piano sociale, nella prospettiva della formazione di giovani aperti ai cambiamenti e alla realizzazione consapevole di contesti integrati”. Nel corso del seminario sono state presentate le iniziative che l’Università Europea di Roma realizza a Gerusalemme, dove ha un polo di studio presso il Notre Dame Pontifical Institute.
Fra queste, nel mese di luglio viene proposta la summer school “On the footsteps of Jesus”, dedicata al tema del Gesù storico, con la partecipazione di professori dello Studium Biblicum Franciscanum e della Hebrew University, rivolta a studenti universitari e ricercatori, nonché all’aggiornamento degli insegnanti.

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Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma Mercoledì 12 dicembre 2018, alle 15.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà la tavola rotonda “Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme”, con ingresso libero.“Gruppi religiosi, identità e appartenenze diverse convivono negli spazi urbani, si delimitano e si confrontano trovando forme di regolazione dei conflitti”, spiega la Prof.ssa Renata Salvarani, coordinatrice del convegno e docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma.La docente ha recentemente pubblicato il volume “Il Santo Sepolcro a Gerusalemme” (edito da BAMS), una guida alla visita del complesso che racchiude il luogo della Resurrezione, spazio di ecumenismo vissuto nella quotidianità dalle comunità cristiane che vi officiano (Latini, Greci, Armeni, Ethiopi, Copti).“Spazi sacri, spazi liturgici, spazi di culto diventano i luoghi della differenza e della condivisione”, afferma la Prof.ssa Salvarani. “La storia del Mediterraneo offre innumerevoli casi che illuminano i meccanismi dialettici di queste coesistenze. Fra tutti, Gerusalemme è stata ed è terreno di difficili quanto mirabili interrelazioni. Il suo cuore cristiano, il complesso del Santo Sepolcro, è un esempio di ecumenismo vissuto giorno per giorno, nella scansione dei riti, dei gesti e delle preghiere. Ciascuno mantiene la propria unicità, consapevole di appartenere a un’unità più alta”.Di questi temi si parlerà nella tavola rotonda all’Università Europea di Roma.Introduce l’incontro Padre Gonzalo Monzon, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale all’Università Europea di Roma.Intervengono: Padre Pedro Barrajón, Rettore dell’Università Europea di Roma, la Prof.ssa Mary Melone, Rettore della Pontificia Università Antonianum, e il Prof. Giuseppe Buffon, docente di Storia della Chiesa nella Pontificia Università Antonianum.Discute il tema il Prof. Ennio Sanzi del SISR (Società Italiana di Storia delle religioni). Coordina la Prof.ssa Renata Salvarani, docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma.Conclude il Prof. Guido Traversa, Docente di Filosofia Morale all’Università Europea di Roma. Nel corso dell’incontro saranno anche presentate la Summer School e le iniziative dell’Università Europea di Roma a Gerusalemme.

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Israele è l’unica certezza per la libertà di tutti a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

gerusalemmedi Giulio Meotti e riportato da Emanuel Baroz. Gerusalemme è stata divisa solo per diciannove anni. Ecco che cosa accadde dal 1948 al ’67. Per la prima volta in un millennio di storia non rimase un solo ebreo nella Città vecchia. Fu un Isis ante litteram.
Nel gennaio 1964, quando Papa Paolo VI vi arrivò per la prima, storica visita di un pontefice nella moderna Gerusalemme, la città era divisa dal filo spinato. Si chiamava “kav ironi”, la linea arbitraria di divisione della città. I cecchini giordani erano piazzati sui tetti, mentre i campi minati erano ovunque nella “no man’s land”, in ebraico “shetah hahefker”, lunga sette chilometri. L’unico passaggio fra le due parti della città, quella israeliana e quella giordana, era attraverso la celebre Porta di Mandelbaum, dal nome dei coniugi Esther e Simcha Mandelbaum, proprietari della casa dove passava il confine. C’erano quartieri, come Abu Tor, con case che avevano un ingresso nella sezione giordana e uno in quella israeliana. I muri dividevano la città anche dentro le abitazioni. Ma mentre Paolo VI e il suo entourage furono in grado di attraversare liberamente Gerusalemme per pregare nei luoghi religiosi cristiani, israeliani ed ebrei potevano solo guardare dall’altra parte del filo spinato le mura della Città vecchia e, là sotto, sognare il Muro del pianto, il luogo più sacro al mondo per l’ebraismo. Allora, quando la Città vecchia era Judenrein, nessun Papa o Palazzo di vetro ha mai chiesto “l’internazionalizzazione di Gerusalemme”. Quando altri tre pontefici (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco) sono tornati a far visita a Gerusalemme, hanno trovato una città aperta a tutte le tre religioni, senza barriere, né fili spinati, né cecchini, né campi minati o discriminazioni su base religiosa. Una città dove chiunque può venire a pregare e omaggiare il proprio Dio. E’ facile imbattersi oggi in musulmani salafiti arrivati dall’Arabia Saudita per visitare la Spianata delle moschee. Ora che gli Stati Uniti si sono decisi a riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele, da più parti si riscopre un’ansia di ridividere quella città.
La storia dimostra non soltanto che una grande città divisa non funziona (Nicosia, Berlino, Belfast per citarne alcune). Ma soprattutto che il migliore destino di una città mista come Gerusalemme è quello di essere garantito soltanto dagli ebrei, per due motivi. Il primo è che il pluralismo funziona soltanto in una democrazia e Israele è l’unico paese democratico in una mezzaluna che va dal Nord Africa fino all’Asia minore. La seconda è che il rispetto delle minoranze non esiste nel mondo arabo-islamico.
Adesso si vorrebbero riportare le lancette della storia a quel terribile periodo, i diciannove anni perduti di una Gerusalemme atterrita e buia. E che divisa non deve tornare a esserlo più. (Fonte: Il Foglio, 9 Dicembre 2017)

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L’Orient Hotel apre a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

Orient HotelL’Orient Hotel è stato appena aperto a Gerusalemme nel celeberrimo quartiere denominato “German Colony”, in una posizione centrale e molto ricercata nel cuore di Gerusalemme, a poca distanza da tutti i siti storici di Gerusalemme, con la Città Vecchia a soli 1,6 km.L’Orient Hotel è l’ultimo nato della Isrotel Exclusive e il primo Isrotel a Gerusalemme, mentre gli altri sono a Eilat, Mar Morto, presso la Foresta del Carmelo, Tel Aviv, presso il cratere di Ramon nel deserto del Negev e nell’alta Galilea. Orient Hotel1Nella progettazione dell’Orient Isrotel Exclusive la sua corrispondenza con l’affascinante storia del quartiere e con la storia della città di Gerusalemme hanno avuto grande enfasi. Il quartiere della German Colony fu abitato nel XIX secolo fino al XX secolo dai membri di nazionalità tedesca della società dei Templari.Il design dell’hotel riprende motivi tradizionali di Gerusalemme e elementi moderni che combinano pietre, legno e vetro per ottenere un look distintivo unico nel panorama urbano di Gerusalemme.I giardini dell’hotel comprendono due edifici del 1880, di epoca Templare.
Le camere in questi edifici, le Colony Rooms includono caratteristiche come pavimenti verniciati, vasche in rame e mobili antichi.All’interno del complesso troverete una piscina all’aperto sul tetto e una piscina coperta presso il centro benessere. L’ampia area termale del famoso marchio Carmel Forest Spa comprende anche saune, un hammam, una vasca idromassaggio e un ampio menù termale composto da decine di trattamenti di bellezza e corpo, disponibili in loco.Sia il ristorante principale che il bar della lobby sono Kosher. Possibilità di parcheggio sotterraneo e di un centro business. L’hotel offre anche un centro conferenze, adatto a eventi privati o aziendali con un massimo di 950 persone che comprende locali per riunioni multifunzionali.“L’offerta alberghiera in Israele continua a crescere per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente e che desidera visitare Gerusalemme in totale confort, con servizi di qualità davvero elevata” ha dichiarato Avital, direttore del’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia. “Israele è sempre più vicina e sempre più Italiani scelgono Gerusalemme per una vacanza City Break. Le distanze davvero ridotte tra le due principali città, Gerusalemme e Tel Aviv, consentono di vivere una straorinaria esperienza in pochissimi giorni!” ha concluso Avital. (foto: Orient Hotel)

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Gerusalemme: attentato

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

gerusalemmeL’attentato di oggi alla Spianata delle Moschee, dove mi trovavo 48 ore fa in occasione della mia visita come Presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, conferma che il conflitto israelo-palestinese non può essere derubricato a guerricciola di provincia ma costituisce ancora oggi un elemento di forte instabilità nella regione mediorientale”. Così Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare.”La comunità internazionale – aggiunge – non può abbassare la guardia di fronte a una situazione nella quale il terrorismo, in questo caso Hamas, ancora dimostra di poterla fare da padrone. E deve assolutamente evitare dichiarazioni velleitarie e ideologiche come quelle dell’Unesco. La massima solidarietà agli amici israeliani ma anche a chi, all’interno della componente palestinese, magari in modo minoritario, ancora crede e lavora per la pace”.

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Turismo israeliano

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 Mag 2017

gerusalemmeAd aprile 2017 Israele ha registrato l’arrivo di 349.000 turisti, con un aumento del +38% rispetto all’anno precedente. Nel periodo gennaio-aprile 2017, si registrano 1.09 milioni di ingressi, un aumento del +28% rispetto al 2016.
Da gennaio 2017, il turismo ha portato 6 miliardi di NIS (€ 1.518.890.000 circa) nelle casse dell’economia israeliana. Il turismo è un motore in continua crescita che ha raggiunto risultati record grazie all’aumento dei budget di marketing e allo spostamento delle politiche internazionali di marketing di Israele.
Il ministro del Turismo, Yariv Levin, ha dichiarato: “Con una politica ben definita si vedono i risultati. Ogni mese stiamo registrando dei risultati eccezionali che dimostrano i progressi fatti nell’industria del turismo e il contributo notevole che porta all’economia e alla forza lavoro in Israele. Si tratta di una tappa importante che è parte di un tendenza positiva che ha ormai scavalcato i risultati di più di un anno e mezzo fa. Spero, e sono convinto, che continuando a lavorare così, raccoglieremo i frutti di questo investimento”.
Ad aprile 2017 i turisti italiani sono stati 10.200, il +47% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; mentre se si considera il primo quadrimestre (gennaio – aprile) sono 30.700 gli italiani che hanno visitato Israele, in crescita del +34% rispetto allo scorso anno. Grande soddisfazione del direttore generale per l’Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo, Avital Kotzer Adari: “Siamo orgogliosi e soddisfatti dei risultati di questo primo trimestre e del mese di aprile, in maniera particolare. Il mercato italiano è di grande importanza per Israele e l’attrazione che la nostra terra turismo israelianoesercita sugli italiani si riconferma forte e in continua crescita. Sia che si voglia creare un viaggio dedicato allo spirito, allo sport, alla movida, alla scoperta della natura, Israele permette di sperimentare tutti questi aspetti: una destinazione unica a cui il mercato italiano sta dando risposta entusiastica con arrivi in crescita e fermento del sistema turistico che sostiene la destinazione con nuovi voli e programmazioni in espansione. Siamo certi che i risultati soddisfacenti continueranno ad entusiasmarci”.
Focus aprile 2017Si registra un aumento del 38% dei turisti ad aprile 2017 rispetto ad aprile 2016 e un aumento del 21% rispetto ad aprile 2015. 309.000 turisti hanno raggiunto il paese in aereo, un aumento del 36% rispetto ad aprile 2016 e del 21% rispetto ad aprile 2015. 40.000 turisti hanno raggiunto Israele via terra, di cui 34.000 attraverso la Giordania e circa 6.000 dall’Egitto: un aumento del +56% rispetto ad aprile 2016 e del +22% rispetto ad aprile 2015. Sono stati circa 24.000 i visitatori giornalieri ad aprile 2017, in aumento del +27% rispetto ad aprile 2016 e del +13% rispetto ad aprile 2015.
Focus gennaio – aprile 2017. A gennaio-aprile 2017, si registra l’ingresso di 1.09 milioni di turisti, un aumento del +26% rispetto allo stesso periodo nel 2016 (850.000) e del +22% rispetto al 2015. 964.000 turisti sono arrivati in aereo, il +24% in più rispetto allo stesso periodo nel 2016 e il +22% in più rispetto al 2015. (foto: turismo)

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Unesco contro Israele

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 Mag 2017

gerusalemme-porta-dei-leoniL’assemblea ha approvato un’altra risoluzione, dopo quella dell’Ottobre scorso, che ancora una volta ignora i legami storici fra ebrei e Gerusalemme respingendo la sovranità dello stato ebraico su qualunque parte di Gerusalemme. Da sottolineare la data scelta per la votazione, che quest’anno coincide con Yom ha Atzmaut, la Giornata della Festa per l’Indipendenza dello stato di Israele.
La risoluzione è stata adottata dal Comitato Esecutivo Unesco con 20 paesi a favore, 22 astenuti e 10 contrari. Hanno espresso voto contrario gli Stati Uniti, l’Italia, il Regno Unito, i Paesi Bassi, la Lituania, la Grecia, la Germania più il Paraguay, l’Ucraina e il Togo. Fra gli astenuti, i paesi UE Estonia, Francia, Slovenia e Spagna più Haiti, Repubblica Dominicana, Messico, Saint Kitts e Nevis, Kenya, Trinidad e Tobago, Albania, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Mozambico, Uganda, Argentina, India, El Salvador, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Nepal. Hanno votato a favore della risoluzione un solo paese UE (la Svezia), i sette stati arabi presenti Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan più Iran, Malesia, Mauritania, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Bangladesh, Pakistan, Vietnam, Russia, Cina, Brasile, Nicaragua e Ciad.
La risoluzione critica duramente il governo israeliano anche per vari progetti nella Città Vecchia di Gerusalemme e nei luoghi sacri di Hebron, e chiede di porre fine al “blocco” israeliano sulla striscia di Gaza senza menzionare gli attacchi contro Israele dalla striscia di Gaza controllata da Hamas.
L’ambasciatore d’Israele all’Unesco Carmel Shama-Hacohen ha detto che il numero di paesi contrari o astenuti rappresenta un “successo significativo” rispetto ai soliti voti alle Nazioni Unite. Secondo l’ambasciatore, gli stati arabi che avevano cercato di edulcorare il testo nella speranza di ricevere un più ampio sostegno europeo sono rimasti spiazzati quando hanno visto che l’unico paese UE che ha votato a favore è stata la Svezia.
Particolarmente significativa la dichiarazione del ministro degli Esteri italiano Alfano che nella mattinata aveva così annunciato il voto contrario alla risoluzione:
“Ho dato precise istruzioni di voto al rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unesco: votare ‘no’ contro l’ennesima risoluzione politicizzata su Gerusalemme, tra l’altro nel giorno di un’importante festa nazionale israeliana. La nostra opinione è molto chiara: l’Unesco non può diventare la sede di uno scontro ideologico permanente in cui affrontare questioni per le cui soluzioni sono deputate altre sedi. Coerentemente con quanto dichiarato a ottobre noi, dunque, voteremo contro la risoluzione, sperando che questo segnale molto chiaro venga ben compreso dall’Unesco”. (Fonte: Israele.net, 2 Maggio 2017)

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Riapre l’Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

edicola del santoGiusto in tempo per la Pasqua, turisti e pellegrini potranno ammirare di nuovo l’Edicola del Santo Sepolcro, che custodisce la tomba di Gesù, nella città vecchia di Gerusalemme. Dopo circa un anno di intensi lavori di restauro, l’intera struttura è stata consolidata per prevenire ed evitare danni dovuti a scosse di assestamento o violenti terremoti nella regione, come ad esempio l’ultimo che ha colpito la città nel 1927 e che l’aveva fortemente danneggiata. Il restauro è stato curato da un team specializzato della National Technical University di Atene.
l’Edicola, in marmo e calcare, è una struttura del XII secolo edificata su dei resti del IV secolo, posti al centro della Chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Il restauro del reliquiario ha richiesto particolari cure, dopo anni di esposizione ad agenti atmosferici come acqua e umidità nonché all’esposizione ai fumi delle candele. Per la prima volta dal 1857, le comunità ortodosse, armene e francescane hanno finalmente raggiunto un accordo per la detenzione della custodia della Basilica, essenziale per procedere con i lavori di restauro. Gli ultimi lavori di consolidamento della Anástasis, infatti, risalivano a quelli progettati dagli inglesi nel 1947, che non riuscirono a portarli a termine proprio per via del mancato accordo tra le tre comunità cristiane.
A ottobre 2016, il team di restauro è entrato nella cripta del santuario, la camera mortuaria di Cristo, e ritrovato una lastra di marmo che ricopriva il letto su cui era stato posto il corpo di Gesù. Hanno scoperto poi altre due lastre di marmo: una datata al periodo Crociato del XIV secolo, e un’altra più antica, in marmo grigio, che proteggeva il letto funerario. Il mortaio sulla lastra risale, invece, al IV secolo, quando fu costruita la Chiesa per ordine dell’imperatore romano Costantino.
Visitatori e pellegrini, per la prima volta, potranno ammirare anche la pietra nuda dell’antica cripta attraverso una finestrella che è stata creata nelle mura di marmo del reliquiario.”L’edicola del Santo Sepolcro, il cuore della cristianità, ora risplende dopo un restauro di mesi che ne riconsegna la bellezza alla cristianità tutta. Un’occasione unica per recarsi in Israele in vista soprattutto delle prossime festività pasquali, alla scoperta della Terra dove tutto ha avuto inizio. Gerusalemme sa sempre stupire con le sue proposte turistiche. Il turista potrà scoprire i tesori di questa città unica al mondo, sempre al centro di un percorso turistico in Israele. Gerusalemme è sempre più vicina all’Italia con oltre 65 voli diretti nel periodo estivo e può essere visitata anche per pochi giorni, come city break” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. (edicola del santo)

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Gerusalemme città unica da 4000 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

gerusalemmeHo spesso il privilegio di guidare visite a piedi nelle zone adiacenti il Muro Occidentale (“del Pianto”) di Gerusalemme. Si tratta di un muro che faceva parte del complesso del Secondo Tempio ebraico costruito originariamente nel VI secolo a.e.v., ristrutturato e ampliato dal re dei Giudei, Erode, nel I secolo a.e.v..
Prima di iniziare le mie spiegazioni, mi piace sapere da dove provengono le varie persone che partecipano al tour. La Città Santa attrae da tutto il mondo persone di ogni tipo, lingua, religione e provenienza. A tutti chiedo: “Da dove viene?”. Alcuni indicano solo il paese e a quel punto chiedo di specificare da quale città o regione. Ogni volta che qualcuno dice di venire da Berlino, immediatamente chiedo: “Berlino est o Berlino ovest?”. La risposta che ricevo immancabilmente, spesso accompagnata da un sorriso ironico, è del tipo: che domande! Oggi esiste una sola Berlino.
Giusto, una sola e unica Berlino. Berlino ricevette la sua prima Carta Comunale nel XIII secolo, il che ne fa una città vecchia di circa 800 anni. In tutta la sua storia, Berlino è rimasta divisa i due parti solo per 44 anni come conseguenza di un’occupazione militare: alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, con un settore che sarebbe diventato Berlino ovest e l’altro Berlino est. Dopo 44 anni, nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, la città di Berlino è tornata nuovamente a essere un’unica città, Berlino tout-court. Così, quando si chiede a una persona se provenga da Berlino est o Berlino ovest, la risposta giustamente è che c’è una sola e unica Berlino. Sono passati 27 anni da quando il muro di Berlino è caduto, e ad ogni anno che passa la divisione fra le due parti di Berlino passa sempre più dalla realtà di fatto alla storia passata.
Ora, prendiamo l’antica città di Yerushalayim (Gerusalemme). E’ una città con circa 4.000 anni di storia. Tremila anni fa, ai tempi di re David, venne strappata dall’anonimato e trasformata, da allora in poi, nella capitale politica e religiosa della nazione ebraica. Non è mai stata la capitale di nessun altra entità statale, con l’unica possibile eccezione del Regno Crociato per circa 88 anni (dal 1099 al 1187). Non è mai stata capitale di nessun impero, stato, dinastia e neanche provincia musulmana. E’ stata quasi ininterrottamente abitata da ebrei, che da almeno 150 anni costituiscono la maggioranza della sua popolazione.
Gerusalemme è un’unica città. Per migliaia di anni non c’è stata nessuna Gerusalemme est o ovest. Invece, nel secolo scorso, Gerusalemme è rimasta divisa fra una parte est e una parte ovest, ma solo per 19 (diciannove) dei suoi 4.000 anni di storia. Quella divisione fu la conseguenza di un’occupazione militare illegittima da parte della Giordania, che aveva illegalmente e aggressivamente attraversato il fiume Giordano per invadere il paese originariamente destinato dalla comunità internazionale agli ebrei come loro sede nazionale. Durante quei 19 anni di occupazione illegale, agli ebrei di qualunque parte del mondo non venne permesso di visitare i loro luoghi santi nella parte occupata della città, in spregio del diritto internazionale e in violazione degli accordi armistiziali firmati dalla Giordania stessa. Il plurisecolare cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi venne sistematicamente profanato; le antiche sinagoghe e la maggior parte degli edifici dell’antico quartiere ebraico della Città Vecchia vennero sistematicamente distrutti dagli occupanti illegali.
Per fortuna, dopo 19 anni Gerusalemme venne di nuovo riunita. Accadde quando la Giordania si aggregò alla coalizione di paesi arabi che si apprestavano a distruggere lo stato ebraico. Nonostante i ripetuti appelli israeliani a non entrare in guerra contro Israele (che doveva già vedersela con l’aggressione di egiziani a sud e siriani a nord), i giordani aprirono le ostilità attaccando e bombardando gli ebrei a Gerusalemme. Ma le cose andarono diversamente dai loro piani e con la clamorosa vittoria israeliana della guerra dei sei giorni (giugno ‘67), Gerusalemme venne riunificata e restituita alla sovranità ebraica dopo tanti secoli di dominazioni straniere. Fu anche la prima volta dopo secoli che venne ripristinata la possibilità per le persone di qualunque origine e fede di venire a Gerusalemme e godere di piena libertà di culto. Sono passati cinquant’anni da quando Gerusalemme è tornata unica. È ora di smetterla di dire “Gerusalemme est” e “Gerusalemme ovest” come se la illegale e immorale occupazione e divisione durata 19 anni avesse una qualunque legittimità. Non c’è mai stata una città chiamata Gerusalemme est o una chiamata Gerusalemme ovest: di Gerusalemme se esiste una sola. (Fonte: Jerusalem Post, 25 Gennaio 2017) Israele.net Emanuel Baroz, (foto: gerusalemme)

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4 giovani uccisi, 16 feriti da terrorista arabo alla guida di un camion a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

gerusalemme-terrorismoGerusalemme. Quattro giovani reclute delle Forze di Difesa israeliane – tre donne e un uomo – sono state uccise, altre 16 ferite (fra cui almeno tre in modo molto grave) quando un terrorista arabo alla guida di un camion con targa israeliana ha deliberatamente investito, domenica, un gruppo di soldati appena scesi da un autobus sulla Promenade Haas-Sherover, la popolare passeggiata nel quartiere Armon Hanatziv che offre una famosa vista panoramica da sud della città di Gerusalemme.
Prima di essere colpito e mortalmente ferito dalla reazione dei militari e della loro guida civile, il terrorista è riuscito a invertire la marcia ed è tornato a travolgere una seconda volta i giovani già feriti. L’attacco è stato filmato dalle telecamere di sicurezza. E’ stato necessario l’intervento di una gru per estrarre alcune delle vittime da sotto il camion.
L’attentatore, in possesso di patente di guida israeliana, è stato identificato come un 28enne originario del quartiere di Gerusalemme est Jabel Mukaber, adiacente ad Armon Hanatziv.
Le reclute erano in visita nella capitale nel quadro di un programma culturale delle Forze di Difesa israeliane volto a far conoscere ai soldati di leva i siti più importanti della storia nazionale.
Pur non rivendicando direttamente l’attentato, Hamas lo ha celebrato lanciando su Twitter l’hashtag #TruckIntifada e distribuendo dolciumi per le vie di Gaza. Su Facebook, un portavoce di Hamas, Hazaem Qassem, ha lodato l’attentato definendolo “eroico”. Un altro portavoce, Fawzi Barohoum, ha dichiarato che Hamas “accoglie con favore la coraggiosa operazione a Gerusalemme” definendola una “reazione naturale ai crimini di Israele contro la nostra terra e i luoghi santi”. Le Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno affermato che l’attentatore era un ex detenuto scarcerato da Israele. Un comunicato del gruppo lo definisce mujahid (combattente della jihad). Intervistata da Quds News a proposito di quello che il network palestinese definisce “l’attacco anti-occupazione di oggi”, una sorella del terrorista ha risposto: “Allah lo ha scelto per questo martirio. Ringraziamo Allah per questo: è il più bel atto di martirio”. (Emanuel Baroz)

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Unesco e l’astensione dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

unesco“Quali sono le motivazioni del voto di astensione espresso dal rappresentante dell’Italia sulla grave risoluzione UNESCO che nega lo storico rapporto ebraico con Gerusalemme, omette deliberatamente la protezione e la libertà di culto e di accesso che Israele garantisce ai luoghi santi nella Città Vecchia di Gerusalemme, e deforma la realtà accusando Israele di danneggiare l’integrità della Città Vecchia e, per di più, allontana la pace e dialogo tra israeliani e palestinesi?”. È quanto ha chiesto Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, componente della Commissione Esteri, in un’interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.“La risoluzione UNESCO – spiega – dimentica l’ondata di attacchi indiscriminati contro civili israeliani che continua sino ad oggi, iniziata nell’ottobre 2015 sul Monte del Tempio, e la fragilità di una
situazione che richiede controlli e sorveglianza. È gravissimo che la risoluzione, che interviene su uno dei punti centrali del conflitto tra israeliani e palestinesi, sia stata approvata con il voto di astensione del nostro Paese, che significa dichiararsi incapace di esprimere un giudizio su quanto affermato nella risoluzione”. “Tale documento – aggiunge – nega il legame millenario degli ebrei con la Città vecchia dove sorge il Muro del pianto, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo e, tra l’altro, nel testo presentato, i luoghi santi della Città Vecchia sono indicati solo con il nome arabo; “Ciò che rende ancora più grave e inaccettabile il voto del rappresentante italiano – sottolinea Cirielli -, che appare fortemente contradditorio con la linea dell’Italia tesa ad affermare le radici Giudaico Cristiane della Civiltà europea, è che tutti gli altri Paesi appartenenti all’Unione Europea hanno espresso voto contrario alla risoluzione”. “È, però, sebbene giusta nel merito, ancora più grave la smentita della posizione ministeriale da parte del premier Renzi – conclude Cirielli -. Una cosa senza precedenti. L’Italia è allo sbando”.

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Negata la verità storica sul Monte del Tempio di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

gerusalemmeLa Comunità di Sant’Egidio disapprova la recente risoluzione della Commissione dell’Unesco “Programme and External Relations” sulla “tutela del patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est”. La scelta di usare esclusivamente la denominazione “Nobile santuario”, che in arabo indica la moschea di Al-Aqsa, e ignorare il termine ebraico “Monte del Tempio”, contraddice la vocazione dell’organismo internazionale deputato a tutelare il patrimonio culturale del mondo, denotando finalità politiche. Il testo, adottato dalla Commissione dell’Unesco, nonostante la perplessità della stessa Direttrice generale, Irina Bokova, nega il legame millenario del popolo di Israele con i luoghi dove sorgeva il Tempio. In questo modo, oltre ad offendere la sensibilità religiosa di milioni di ebrei, vengono ignorati elementi storici e archeologici inconfutabili, che non mettono in discussione la santità della stessa area per i credenti delle altre religioni. Gerusalemme, il cui nome significa “città della pace”, non sia più strumentalizzata a fini politici, ma diventi luogo di incontro e coabitazione in una rinnovata ricerca della pace che passi attraverso il necessario dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani.

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Pablo Picasso in Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

picassoGerusalemme Museo d’Israele di Gerusalemme dal 19 novembre 2016. La mostra di recente apertura al Museo d’Israele di Gerusalemme Pablo Picasso: Drawing Inspiration evidenzia l’evoluzione artistica, le sperimentazioni e la maestria di Picasso dall’inizio del 20° secolo fino al 1970. L’esposizione è caratterizzata da diverse centinaia di opere della collezione del Museo d’Israele, integrata da prestiti notevoli provenienti dai maggiori musei di tutto il mondo.
Organizzata in ordine cronologico, rispecchia la capacità dell’artista di esprimersi simultaneamente attraverso una varietà di stili – dai Periodi Blu e Rosa al Cubismo; dal Neoclassicismo al Surrealismo; da un naturalismo vivido alle forme distorte e astratte – e segue la sua costante reinterpretazione di motivi preferiti come ad esempio le donne, l’artista, lo studio, il modello, il Minotauro e la corrida. La passione creativa degli ultimi anni di Picasso si è espressa attraverso una fretta febbrile, riflettendo il suo desiderio inesauribile per la vita e sfidando intensamente la sua caducità e fugacità.
Celebrato per la sua sorprendente creatività, la sua costante capacità di reinvenzione e la personalità intrigante, Pablo Picasso (1881-1973) – forse l’artista europeo più influente e di successo del 20° secolo – incarna la sua epoca, con i suoi enormi cambiamenti storici e politici, i movimenti d’avanguardia e le nuove forme d’arte. Mentre lui ha assorbito le tradizioni del passato e ha tratto ispirazione dai suoi contemporanei, la sua arte rimane essenzialmente originale e innovativa. I dettagli biografici forniscono le informazioni chiave per interpretare la sua opera, che costituisce un diario intimo della sua evoluzione personale e artistica. I suoi rapporti complicati con le donne – che sono picasso1state le sue somme muse e modelle – sono diventati il principale soggetto della sua arte, fomentando la sua immaginazione e proclamando i cambiamenti nel suo stile.
Evidenziando le opere grafiche di Picasso, questa esposizione dimostra l’interesse e la straordinaria versatilità per il disegno e per l’incisione che l’artista ha avuto durante tutta la sua vita e offre una rara opportunità di osservare e studiare il processo creativo del maestro. Picasso ha datato meticolosamente le sue stampe, particolarmente le sue serie, per poter seguire da vicino lo sviluppo della sua arte. Le opere in mostra, realizzate in tutte le più importanti tecniche di stampa – acquaforte, incisione, puntasecca, acquatinta, litografia e linoleografia – attestano l’abilità tecnica fenomenale di Picasso mentre esemplificano il motto spesso attribuito a lui: “impara le regole come un professionista in modo da poterle infrangere come un artista”.
La mostra si concentra sulle stampe e disegni che rivelano la sua costante attrazione per questi mezzi e attestano la sua versatilità e la sua formidabile abilità tecnica nell’usarli. Le stampe della Vollard series, una delle più importanti serie di stampa dei tempi moderni, sono esposte nella mostra per la prima volta. La spinta creativa di Picasso non diminuì con la sua età. La mostra comprende una selezione di stampe da Suite 347, realizzate quando l’artista aveva 86 anni e che richiesero più di sette mesi di lavoro – offrendo uno sguardo nel flusso di coscienza dell’artista. (foto: picasso)

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Stagione della Cultura di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

gerusalemmeSi svolgerà quest’anno dal 27 luglio al 4 settembre 2015 con una serie di festival ed eventi che celebreranno Gerusalemme, permettendo alla città di confrontarsi e raccontare la sua complessa e stimolante storia, con l’aiuto dell’arte e della creatività locale e internazionale. Il programma culturale ospiterà opere artistiche uniche che metteranno in risalto Gerusalemme e le sue diverse facce, vivaci e multidimensionali. Tra i punti salienti:
· Il Festival “In-House”: produzioni originali nelle più affascinanti case della città.
· Knock Knock: una intima sorpresa teatrale per i molti partecipanti in un hotel.
· Il Festival “Sotto la montagna” sale fino al Monte del Tempio.
· “Punto di contatto” scatenerà decine di artisti nel Museo di Israele per una frenetica notte di tensione, con esperienze artistiche in una sola volta.
· Il Festival della Musica Sacra di Gerusalemme ritorna in un formato esteso con dozzine di musicisti provenienti da tutto il mondo che si recheranno a Gerusalemme per celebrare le proprie tradizioni attraverso una vasta gamma di stili, generi artistici e voci.Direttore Artistico — Italy Mautner Direttore Esecutivo — Naomi Bloch Fortis
Il Festival In-House: 27-31 luglio (Direttore artistico Dafna Kron) Quest’anno, il Festival In-House amplierà l’idea di cosa costituisce ancora di più una casa ed esplorerà il significato di “casa” negli spazi pubblici.
Nel progetto HaKol Galui, per esempio, inviteremo i partecipanti (in collaborazione con il dipartimento di architettura dell’Accademia Bezalel di Arte e Design) a un affascinante lavoro sul suono tra le case abbandonate del villaggio Lifta dove i palestinesi hanno vissuto prima di lasciare il posto agli immigrati dallo Yemen e dal Kurdistan. Oggi l’area è frequentata principalmente dagli ultra-ortodossi che vengono a fare il bagno nelle sorgenti naturali, persone senza fissa dimora che sono alla ricerca di un tetto a cielo aperto sopra le loro teste, e rappresentanti di proprietà immobiliari senza scrupoli.
Renana Raz riesaminerà l’udienza relativa al ricorso presentato contro l’insegnante Adam Verete che è stato postato su Facebook da uno dei suoi studenti. Questo evento chiave – che ha suscitato domande circa i limiti e il ruolo di educatrice della democrazia, e se la libertà di parola esista davvero o meno- è trattato attraverso una affascinante e straordinaria terapia artistica che si terrà all’Istituto di Democrazia Israeliano.
Contact Point: 6 agosto (Direttore Artistico: Renana Raz) La frenetica notte dell’ Arte e delle Persone al Museo d’Israele ritornerà ancora questa estate per il sesto anno consecutivo. Per una magica e folle notte, decine di artisti assumeranno il controllo del museo e le opere d’arte si staccheranno dalle pareti rotolando direttamente nei cuori dei visitatori. Quest’anno nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario del museo vi presenteremo, oltre a molti nuovi elementi, anche alcuni punti di contatto che sono stati prodotti appositamente per il cinquantenario, tra cui la “La Mostra delle mostre che non sono mai state”, in cui sveleremo le esposizioni che non abbiamo mai realizzato, e i “Cataloghi”, in cui i cataloghi che sono stati pubblicati dal museo negli ultimi 50 anni saranno utilizzati per realizzare nuove opere. I biglietti sono già in vendita. Il programma completo e la lista di partecipanti sarà pubblicata presto.
gerusalemme1Knock Knock: 9-13 Agosto (Direttori Artistici: Dafna Kron, Michal Vaknin)
Di notte. Una camera d’albergo nel centro di Gerusalemme. Vi avvicinate al banco della reception, fate il check-in e ricevete la vostra chiave. Questo è il primo passo di un’esperienza teatrale unica che porterà il pubblico insieme ad attori, musicisti, cuochi, camerieri, ballerine, presentatori e registi a creare esperienze intime, sorprendenti e molto speciali. Sentitevi liberi di lasciarvi andare, perdervi, scatenarvi, nascondervi, o immergere voi stessi nel pensiero.
I biglietti saranno presto in vendita.
Frontline: 16 – 20 Agosto (Direttore Artistico: Gilly Levy) Frontline è alla sua terza edizione. Il Festival, che supera ogni definizione, è orgoglioso di presentare la scena musicale indipendente di Gerusalemme che suona una musica che mai avete sentito prima e fa del suo meglio per far decollare il beat alternativo di Gerusalemme, quello che sta suonando sotto il radar, proprio qui in questo momento, nonostante la pazzia caratteristica della città. Dopo il primo anno in cui abbiamo volto uno sguardo retrospettivo ai pionieri musicali di Gerusalemme (gli attuali leader nel settore della musica israeliana), e il secondo anno in cui abbiamo mappato la scena della musica contemporanea, il Festival si sta trasformando in una importante e creativa piattaforma che co-produce le commissioni e le produzioni originali, come ad esempio un concerto del geniale artista elettronico, Gilbert, che interpreterà una tastiera d’epoca con un sintetizzatore mostruoso o uno psichedelico groove project di Marki Funk.
gerusalemmeSotto la Montagna: 23-28 Agosto Il Festival “Sotto la Montagna” del New Public Art si concentrerà quest’anno sul più grande e più importante palcoscenico della storia, il Monte del Tempio. Attraverso una serie di opere d’arte commissionate cercheremo di controbilanciare e ricaricare un luogo che ha già assistito a eventi (dal sacrificio di Isacco, all’ascensione del profeta Maometto al cielo e l’assassinio del re Abdullah) e per trasformare la sua instabilità politica e nazionalista in un’esplosione di arte. Circa 20 artisti stanno attualmente lavorando a speciali produzioni creative per il festival, tra cui il designer Hed Mayner, il regista teatrale Yonatan Levy, e il videoartista Yael Bartana.
Il Festival della Musica Sacra di Gerusalemme: 30 agosto – 4 settembre (Direttore Artistico: Omer Krieger)
Mentre l’estate volge al termine, le notti diventano chiare e l’aria è frizzante e fresca, il Festival della Musica Sacra di Gerusalemme riempie la città più complessa e santa nel mondo con un’atmosfera paradisiaca. Dall’interno delle mura della Città Vecchia, dalle vivaci piazze, dal centro di una città rigenerante e dagli spazi incantati sotto un cielo stellato, scaturisce la festa che invita i popoli e le religioni del mondo a venire a Gerusalemme per celebrare se stessi .
Il Festival di Musica Sacra di Gerusalemme è molto più di un festival di musica. Si tratta di un festival che trasforma Gerusalemme in un luogo in cui in maniera utopica viene offerta la possibilità, anche solo per una settimana, per irrompere attraverso la realtà quotidiana della città in un luogo che ospita artisti e pubblico di tutto il mondo con uno spirito di uguaglianza e rispetto; un luogo di pellegrinaggio in cui una nuova realtà può essere costruita sulla base del passato e del presente.
Giunto alla sua quarta edizione, il Festival della Musica Sacra di Gerusalemme di quest’anno raggiungerà un nuovo grado di approfondimento con un suono armonioso, aperto, coinvolgente ed intenso che potrebbe provenire solo da Gerusalemme. Il Festival riunisce produzioni originali transatlantiche che presentano la musica come strumento di unione delle persone. Ospita musicisti di tutte le religioni che collaborano in performance che potrebbero accadere solo nel centro di una città che è tanto familiare con incontri apparentemente impossibili, in quanto è con mura fortificate e umilmente offre un palcoscenico all’aperto che sia rispettoso di tutto ciò che è considerato sacro agli occhi degli artisti e alle orecchie del pubblico.
Quest’anno il festival, che dura una settimana, si svolgerà in cinque località e comprende 25 esibizioni con una lunga ed emozionante lista di musicisti e artisti provenienti da 16 paesi: Jonny Greenwood (UK) e Shye Ben Tzur in un debutto internazionale che unisce Oriente e Occidente in Rajasthan, Shuli Rand eseguirà canzoni registrate dal guru della laicità, Meir Ariel, Marco e Piris Eliyahu guiderà il Maqam Ensemble, il pianista Omri Mor suonerà con il leggendario batterista algerino, Karim Ziad, Mohammad Reza Mortazavi (Iran) e Zohar Fresco (Israele) suoneranno la batteria insieme sullo stesso palco, Itamar Doari comparirà in una performance esclusiva con il meglio del Flamenco spagnolo, e Max Romeo, uno dei padri fondatori del reggae, illuminerà Sion
“Gerusalemme, a sole 4 ore di volodall’Italia, offre esperienze indimenticabili sia per una vacanza tradizionale sia per uno strarodinario City Break. Gerusalemme non finisce mai di stupire, con la sua offerta sempre nuova e rinovata” ha dichiarato Avital Kotzer Adari direttore Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. (foto: gerusalemme)

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Bambina israeliana uccisa a coltellate in casa nel sonno da terrorista palestinese

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

bambina uccisaGerusalemme. Una ragazzina israeliana di tredici anni è morta dopo essere stata accoltellata nel suo letto da un terrorista palestinese di 17 anni che si era introdotto nella sua casa a Kiryat Arba, insediamento alla periferia di Hebron, nei territori contesi.
Il terrorista ha anche ferito gravemente un 31enne, membro del servizio di sicurezza interno dell’insediamento, prima di essere colpito a morte. Il ferito e’ stato portato all’ospedale Hadassah di Gerusalemme. La ragazza invece, con diverse coltellate in tutta la parte superiore del corpo, era stata trasferita allo Shaare Zedek Medical Center, ma e’ stata dichiarata morta poco dopo l’arrivo in ospedale. Secondo la stampa israeliana, l’aggressore e’ stato identificato come Mohammed Taraireh, proveniente dal villaggio di Bani Na’im, vicino Kiryat Arba. Si tratta di un parente dell’uomo che aveva compiuto un attacco con la sua auto nello stesso insediamento, a marzo. Intanto un altro terrorista palestinese munito di coltello ha ferito gravemente due israeliani a Netanya oggi pomeriggio, prima che la polizia riuscisse ad ucciderlo. Dall’ottobre scorso, 37 cittadini israeliani e due americani sono stati uccisi in attacchi terroristici di matrice arabo palestinese con coltello, armi da fuoco oppure investiti deliberatamente con autovetture in Israele e all’interno dei territori contesi. (Fonte: AGI, 30 Giugno 2016 by Emanuel Baroz)

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Il Cardinale Giuseppe Betori arcivescovo di Firenze in Terra Santa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2016

terra santaSiamo tutti nati qui”. Con questa frase di profondo significato ha esordito S.E. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, porgendo il Suo saluto ad Amir Halevi, direttore generale del Ministero del Turismo di Israele che con grande gioia ha ricevuto Sua Eminenza e ben altri 14 ospiti nella sede del Ministero del Turismo di Israele a Gerusalemme.”Abbiamo costruito questo viaggio dal profondo del nostro cuore” ha dichiarato Alessandra Rimondi, direttore di Petroniana Viaggi che si è occupata della organizzazione tecnica del viaggio stesso e che ha voluto accompagnare personalmente in Israele la delegazione.
“Insieme alla Custodia di Terra Santa abbiamo lavorato per organizzare questo momento di incontro presso la sede del nostro Ministero del Turismo di Israele” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia “nella consapevolezza che un viaggio in questi luoghi riesce a regalare una esperienza irripetibile che arrichisce per sempre la vita di chi qui giunge e chi qui già si trova”.”Un grande privilegio per il nostro Ministero del Turismo poter accogliere il terra santa1Cardinale Betori insieme a nove vescovi toscani, tra cui S.E. Monsignor Cetoloni Rodolfo, Vescovo di Grosseto” ha continuato Avital.All’inizio della riunione, il direttore generale del Ministero del Turismo di Israele Amir Halévy si è voluto congratulare con la delegazione in arrivo inoltrando anche attraverso i francescani presenti calorosi e personali auguri per il lavoro che il nuovo Cusotde della Terra Santa, padre Francesco Patton, si accinge a compiere.Il direttore generale ha poi voluto sottolineare l’importanza del pellegrinaggio come un ponte tra le religioni, mezzo insostituibile per la promozione del dialogo in questa area sottolineando il desiderio del Minsitero del Truismo di Israele di accrescere e di rafforzare le relazioni amichevoli tra la Santa Sede e lo Stato di Israele.Il cardinale Betori ha ringraziato per l’ospitalità il direttoe generale del Ministero del Turismo e tutto il suo staff e ha sottolineato come il diaologo e l’incontro siano di fondamentale importanza per accrescere il numero dei pellegrini in Terra Santa. Quando rientra in Italia il Cardinale Betori ha intenzione di contattare il Consiglio dei vescovi d’Italia al fine di continuare nella promozione dei pellegrinaggi provenienti dall’Italia nella consapevolezza che la riduzione dei pellegrinaggi è causata fondamentalmente dalla non facile situazione economica in Italia e dalle tensioni internazionali che danneggiano tutti. Un messaggio profondo e di forte significato quello di Sua Eminenza che ancora di più comprende il profondo significato del santo viaggio nella terra dei nostri padri, dove tutti siamo nati.All’incontro erano presenti anche il patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal, e padre Ibrahim Faltas della Custodia di Terra Santa. (foto: terra santa)

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Jerusalem Light Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2016

Jerusalem Light FestivalGerusalemme, dal 25 maggio al 2 giugno ritorna l’atteso appuntamento annuale con il Jerusalem Light Festival, una kermesse della luce che attrae, ogni anno, centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo. Per 9 giorni, le splendide e storiche stradine della capitale israeliana vengono illuminate da luci d’artista, creando un’atmosfera magica. Grazie alle numerose installazioni luminose, prodotte da artisti locali ed internazionali, il mix tra antico e moderno, tra tradizione e arte contemporanea è un’esperienza da non
perdere. Come per le passate edizioni, anche quest’anno saranno allestiti quattro percorsi, distinti tra loro da un colore dominante, che scorteranno i visitatori tra le installazioni dislocate sia all’interno che intorno alla Città Vecchia. Di imponenti dimensioni, le strutture luminose prevedono proiezioni in 3D, sia di luci che di video, che andranno ad animare le mura della Città Vecchia. Inoltre, il Light Festival darà ai visitatori anche l’opportunità di acquistare lavori degli artisti, che saranno esposti presso una fiera d’arte, e di visitare alcune attrazioni che rimarranno aperte anche la sera in occasione del festival. (foto: Jerusalem Light Festival)

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