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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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“Serve intelligenza per gestire l’immigrazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

immigrati“Bisogna ragionare sulla sostenibilità. Il buonismo produce razzismo. I buonisti sono complici dei trafficanti di esseri umani”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Minniti è una persona seria, che fa bene le cose della quali è esperto. Qualche mese fa gli ho consigliato di chiudere i porti contro l’immigrazione incontrollata e per regolare le Ong. Ha fatto trapelare un’ipotesi di questo tipo e pochi giorni dopo ha ricevuto attacchi assurdi dal suo Pd. Nelle ultime settimane sono bastate nuove regole di ingaggio nei confronti delle Ong, è bastata un po’ di fermezza in più per ottenere un calo drastico degli sbarchi nei nostri porti”.
Per quanto riguarda “I fatti di Roma di qualche giorno fa? Da una parte sola, dalla parte della polizia. Sempre. Questo Paese non ha futuro se non ritrova un’etica della legalità”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Non è possibile che a Roma ci siano cento palazzi occupati. Non è possibile che in tutta Italia ci siano per ogni centro cinque, sei, dieci centri sociali che operato in totale illegalità.Se Minniti ha detto che non ci saranno altri sgombri senza alternative abitative, beh, questa è una follia. È un’istigazione ad occupare le case”.

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Come gestire il diabete nell’anziano

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

diabete_21-300x224Roma. La prevalenza del diabete tipo 2 aumenta con l’aumentare dell’età; 1 persona su 5 oltre i 75 anni è affetta da questa condizione. E visto che nei 65enni con diabete l’aspettativa di vita può essere di oltre 15 anni, è bene essere rigorosi nella gestione di questa condizione, per evitare di incorrere nelle sue temibili complicanze. Sbagliato, insomma, ‘accontentarsi’ o rassegnarsi solo perché si è avanti con gli anni.
Ma la gestione del diabete tipo 2 nell’anziano deve seguire regole ad hoc. Fondamentale è l’attenzione alla dieta e all’attività fisica; i farmaci vanno somministrati tenendo sempre presente il grado di funzionalità renale; gli obiettivi glicemici, soprattutto in presenza di fragilità o di utilizzo di farmaci a rischio ipoglicemia devono essere meno stringenti. Infatti, se un diabete mal controllato aumenta del 48% il rischio di demenza, particolarmente temibile in questa fascia d’età, l’ipoglicemia (nell’anziano intesa come valori inferiori a 70 mg/dl) può provocare cadute, fratture, aumenta il deficit cognitivo, il rischio cardiovascolare e quello di essere ricoverati. Un vero flagello insomma. Dieta mediterranea e attività fisica aerobica, alternata a esercizi di resistenza e di stretching sono parte fondamentale del trattamento; necessario anche evitare la sedentarietà, alzandosi dal letto o dalla sedia ogni 90 minuti al massimo. L’educazione all’automonitoraggio della glicemia è molto importante anche in questa fascia d’età, ma andranno scelti glucometri con numeri grandi o on messaggio vocale per le persone con problemi di vista. L’obiettivo da raggiungere anche nell’anziano è un’emoglobina glicata inferiore al 7 per cento, ma in caso di fragilità o di impiego di farmaci a rischio ipoglicemia, si può alzare l’asticella fino all’8 per cento.
La metformina resta il farmaco di prima scelta, a meno che non ci sia un’insufficienza renale di grado elevato o uno scompenso cardiaco importante. Tra gli altri anti-diabetici orali la scelta dovrebbe cadere su quelli non a rischio ipoglicemia, quali gli inibitori di DDP-4, da preferire alla repaglinide e alle sulfoniluree, che andrebbero al contrario evitate perché possono dare ipoglicemie gravi (soprattutto la glibenclamide).In un position paper scritto a quattro mani dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) e dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), tutte le raccomandazioni su come gestire al meglio questa condizione nell’anziano. “Il position paper su ‘Personalizzazione del trattamento dell’iperglicemia nell’anziano con diabete tipo 2’ – commenta il professor Giorgio Sesti presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) – è il primo documento su questo importante tema redatto dalla Società Italiana di Diabetologia e dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg). Contiene una serie di raccomandazioni fondate sulle evidenze scientifiche che aiutano i medici specialisti e non specialisti a orientarsi correttamente nella gestione clinica del paziente diabetico anziano anche alla luce del nuovo ricco arsenale terapeutico per il trattamento della malattia diabetica. E’ un tema particolarmente rilevante perché in Italia i dati dell’Osservatorio ‘Arno Diabete Anziani’ frutto della collaborazione Cineca-Sid, pubblicato la scorsa settimana sul sito della Sid, dimostrano che il 65 per cento dei soggetti diabetici ha più di 65 anni. Oggi, l’aspettativa di vita di un 65enne con il diabete è di oltre 15 anni, un lasso di tempo sufficiente affinché un inadeguato trattamento del diabete possa tradursi in un peggioramento della prognosi in termini di morbilità e qualità della vita. Questo documento offre utili indicazioni a gestire la patologia con un approccio terapeutico pro-attivo e non improntato alla rassegnazione considerando che trattiamo persone che hanno ancora molti anni di vita davanti a sé”.
Dal 5 Aprile 2017 sui siti della Società Italiana di Diabetologia (Sid) e della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) sarà dunque possibile consultare il testo del position paper congiunto su ‘Personalizzazione del trattamento dell’iperglicemia nell’anziano con diabete tipo 2’. “Questo documento – sottolinea il professor Nicola Ferrara, Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) – è frutto dell’intensa collaborazione tra le due società che, ognuna con le proprie competenze ed il proprio background, hanno fatto ogni sforzo per raggiungere il massimo consenso ed arrivare ad una posizione ufficiale unica. Il testo del documento è particolarmente articolato: partendo dall’epidemiologia e dalla definizione di ‘anziano fragile’, ci si sofferma su aspetti assolutamente centrali nel trattamento del diabete come la valutazione nutrizionale, la composizione corporea, l’intervento nutrizionale, l’attività fisica e la complessità del trattamento farmacologico. Attenzione viene posta, inoltre, all’ipoglicemia, particolarmente rilevante e pericolosa nel soggetto anziano ed alla gestione del paziente ricoverato complesso. Spero che il documento possa essere utile ai soci (e non solo) delle nostre società e possa ritenersi un primo momento di una collaborazione che spero lunga e proficua. In questo senso desidero sottolineare come le due società scientifiche,con grande umiltà e senso dell’obiettivo comune (il miglior trattamento del paziente anziano), siano riuscite in tempi relativamente brevi a trovare una sintesi ed una posizione ufficiale unitaria”.

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Rabbia e dolore: come gestirli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

edi sallvdoriViviamo in un’epoca che ha fatto della felicità e del rifiuto del dolore il suo mantra. Eppure stiamo sempre peggio. Un indicatore sono i dati di vendita di ansiolitici e antidepressivi la cui vendita è triplicata in dieci anni solo negli Stati Uniti e che in Italia rappresentano il 12% della spesa farmaceutica pari a 25,5 miliardi di euro l’anno. Da ogni parte subiamo pressioni ad essere felici, ci sentiamo obbligati a fingere ma questo provoca un ulteriore disagio, uno scollamento tra ciò che ‘sentiamo’ e ciò che mostriamo agli altri. E allora tendiamo a rimuovere, un atteggiamento che non fa bene. Ce lo spiega la dottoressa Edi Salvadori, Psicopedagogista e Counselor Relazionale EAC: “le emozioni rimosse, accantonate e irrisolte non spariscono ma si ripresentano sotto altre forme, come sintomi e disagi fisici. Rabbia e dolore sono emozioni primarie spiacevoli, certo, ma che possono essere utilizzate in modo costruttivo. Innanzitutto dobbiamo imparare a riconoscere il contesto in cui emergono e la loro durata. Se sono arrabbiato perché ho subito una ingiustizia o triste perché è finita una relazione ho una reazione normale e le emozioni tenderanno ad affievolirsi nei giorni o nelle settimane successive. Questo perché siamo programmati per tendere ad uno stato di equilibrio. Quando accade qualcosa lo elaboriamo e se non possiamo cambiarlo, tendiamo ad ‘adattarci’. Uno studio interessante ha esaminato lo stato d’animo di un campione di soggetti che avevano vinto alla lotteria: intervistati a due settimane dall’evento si erano dichiarati molto più felici di prima, ma a un anno lo stato d’animo era sovrapponibile al periodo precedente la vincita. Il nuovo status economico aveva influito sull’umore solo nelle prime settimane. Questo significa che gli eventi possono modificare il nostro umore ma che in breve si torna alla normalità. Se però rabbia e dolore diventano costanti e perdurano modificando in peggio la nostra vita e le nostre relazioni allora siamo in presenza di un disturbo”. Per evitare che le emozioni diventino pervasive dobbiamo imparare ad affrontarle e guardarle in faccia, contrastando la tentazione di nasconderle sotto al tappeto come la polvere. “Prendiamo un foglio di carta e una penna e rispondiamo a queste domande:Per cosa stiamo soffrendo davvero?Che cosa ci fa veramente arrabbiare? Cosa ci farebbe stare meglio?
Cosa mi ha insegnato questa vicenda? A queste domande dobbiamo dare risposte brevi e chiare. Poi chiudiamo il foglio in un cassetto e lo riprendiamo dopo qualche giorno, rileggiamo e ci chiediamo: mi sento meglio? Perché? In questo modo decidiamo di dedicare uno spazio mentale alle emozioni e creiamo un rapporto di dialogo con noi stessi e con le parti sgradite della nostra esistenza ma limitiamo l’esposizione al momento che decidiamo noi, manteniamo il controllo, non siamo in balia. In questo modo non subiamo l’esposizione cronica e tossica alle emozioni con segno meno” continua Salvadori.“Quello che facciamo è passare attraverso il dolore, ci connettiamo con le nostre parti vulnerabili e non ‘subiamo’ il dolore ma lo accogliamo, perché anche questi sentimenti sono utili nel nostro percorso purché rimangano limitati nel tempo. Questo approccio fa parte del ‘counseling’ una relazione di aiuto in cui l’esperto aiuta la persona a scoprire le sue risorse e trovare una soluzione nei momenti di difficoltà. Il counselor non dà risposte, ma aiuta la persona a trovare le proprie”.
Prima di entrare nel merito di come il nostro corpo può esprimere il disagio emotivo, attraverso il disagio fisico, è importante fare una distinzione in merito a quattro forme di rabbia: la rabbia primaria adattiva repressa: nasce da una situazione reale di violazione, ma viene repressa usando diverse strategie, dal crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza, alla minimizzazione, dalla razionalizzazione al lamento.
• la rabbia primaria disadattiva: quando non svolge più il compito di proteggerci da un’ intrusione, ma si evidenzia come prima risposta ad una situazione che ci ricorda una situazione pregressa in cui avevamo vissuto la stessa emozione
• la rabbia secondaria: l’espressione della rabbia segue una emozione diversa, e serve come scarico o copertura di tale emozione. Per esempio il padre che si arrabbia vedendo il figlio attraversare di corsa la strada è prima passato attraverso la paura di vederlo investito.
• la rabbia strumentale: esprimere rabbia è un mezzo efficace per controllare gli altri e indurre l’ambiente a piegarsi ai propri voleri. Il problema è che gli altri reagiranno di solito con amarezza, risentimento e distacco.
Se ci soffermiamo a riflettere sullo scompenso energetico, che si viene a creare nel corpo e, nello specifico, a livello del terzo centro energetico ( si trova tre dita sopra l’ombelico) in conseguenza di una di queste forme di rabbia, i sintomi più comuni possono essere il dolore alla nuca, fragilità e strappi muscolari, difficoltà digestive o bruciore agli occhi. Se vogliamo tentare un approccio olistico, possiamo provare ad alleviare rabbia e sintomi con rimedi usati sin dall’antichità (vedere seguito).
Per quanto riguarda la tristezza questa è correlata sia al secondo (si trova tre dita sotto l’ombelico), che al quarto centro energetico ( in mezzo al petto) e, anche in questo caso, gli incontri di Counseling possono essere di auto, per il superamento di uno stato emotivo, che può favorire l’indebolimento del sistema immunitario, rendendoci più sensibili alle aggressioni di virus e batteri e, quindi, di tutti i disturbi stagionali, come tosse, mal di gola, malattie da raffreddamento, ma anche herpes labiale, insonnia. Disturbi che non solo
diventano più frequenti ma che faticano a guarire.
Dobbiamo imparare a riconoscere le emozioni e ricondurle all’esistenza ad esempio di disagi relazionali, eludere il problema non è la soluzione perché il nostro corpo è intelligente e porta alla nostra attenzione ciò che non ci fa stare bene sotto forma di disagio fisico.

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Lampedusa: Non basta il “ghe pensi mi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Beach oh Rabbit's Island in Lampedusa (Italy)

Image via Wikipedia

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani Nonostante il tentativo del Presidente del Consiglio di tranquillizzare con il consueto  “ghe pensi mi”,  è evidente che il Governo non potrà gestire i flussi dal sud del Mediterraneo proseguendo con la sua logicadetentiva. Molte delle tendopoli da distribuire nelle varie Regioni italiane, infatti,  saranno in realtà utilizzate come CIE temporanei, cioè strutture in cui gli immigrati non richiedenti asilo verranno reclusi. È questo il motivo delle difficoltà del Piano d’emergenza, perché per organizzare nuove carceri a cielo aperto  ci vuole tempo, denaro e soprattutto forze dell’ordine che tengano sotto controllo decine di migliaia di persone. Maroni lo ammetta. Ancora una volta aver scelto il modello emergenziale al fine di garantirsi deroghe a leggi e regolamenti, non è servito a nulla, anzi. Lo stato d’emergenza è stato dichiarato lo scorso 12 febbraio, con la nomina dell’ennesimo Commissario straordinario, ma si continua a improvvisare. E a compiere degli assurdi, come affidare la mediazione con la Tunisia al finanziere Tarak Ben Ammar

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Certificazione Iso per Enel

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

Enel Servizi srl, la società che gestisce le attività immobiliari e di facility, i servizi informatici, di formazione, di amministrazione e di acquisti per il Gruppo Enel, ha conseguito la certificazione ISO 14001 per gli oltre 1.000 immobili gestiti dal Gruppo che si va ad aggiungere a quella già ottenuta nel 2009 per il parco auto, l’ICT (Information Communication Technology) e gli acquisti. Il sistema ambientale consente di gestire con maggiore efficienza i consumi energetici (energia elettrica, combustibili per le mense e per il riscaldamento), di acqua e l’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti dell’intero patrimonio immobiliare e delle sedi Enel. Il miglioramento ambientale, una gestione più efficace degli adempimenti normativi in materia ambientale, la riduzione degli sprechi e dei costi, sono tra i principali vantaggi della certificazione, che saranno oggetto di programmi divulgativi e formativi per tutto il personale Enel. Nell’ambito della gestione ambientale vengono attuate, inoltre, politiche di mobility management (acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico, acquisto di abbonamenti al car sharing e al bike sharing, organizzazione di un
servizio di car pooling nella città di Roma) e attività volte a ottimizzare la corretta gestione del parco auto aziendale, sia attraverso la selezione di modelli di automobili che generino minor impatto ambientale, che mediante corsi di guida sicura e sostenibile per l’ambiente

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Valorizzazione dei territori montani e rurali

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Un patto per permettere ai comuni rurali e montani di non abbandonare le attività di promozione e sviluppo del territorio. E’ sicuramente un periodo difficile per i piccoli comuni montani e rurali della Toscana, i tagli fatti dal Governo nella finanziaria 2010, rischiano di far diventare gli enti locali veri e propri terminali passivi orientati a gestire per la normale amministrazione i pochi soldi a disposizione. In una situazione di questo genere comuni ed enti locali rischiano di tralasciare completamente tutte quelle attività legate alla promozione ed allo sviluppo del territorio.
Per evitare che questo accada, UNCEM Toscana e Res Tipica e Città del Bio hanno firmato questo’oggi un protocollo d’Intesa che ha come scopo quello di trovare una strada per valorizzare le risorse dei diversi territori. UNCEM, Res Tipica e Città del Bio sostengono la necessità di ridefinire ruolo, competenze e funzioni dei comuni nella prospettiva di una valorizzazione delle risorse dei diversi territori. Una particolare attenzione viene data, in questo senso, all’agricoltura, alle produzioni agroalimentari, alla biodiversità come fattore primario di sviluppo per i territori rurali e montani e una straordinaria opportunità di promozione delle filiere locali e del turismo enogastronomico. Il protocollo d’intesa Propone un percorso democratico, che coinvolga insieme all’Uncem e a Res Tipica, la Regione, le Associazioni di Categoria, i Comuni e le Associazioni dei Comuni per individuare, risorse,priorità e progetti, nella promozione regionale dei territori rurali e montani. In particolare, Res tipica e Uncem dopo lo scioglimento dell’APT possono contribuire, insieme alle associazioni di categoria, alla costruzione del nuovo sistema di promozione del turismo toscano, in cui trovi spazio adeguato lo sviluppo rurale.

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Prevenzione per gestire il rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Roma. “La neo eletta Renata Polverini sblocca i fondi del Ministero dell’Ambiente contro il dissesto idrogeologico che colpisce varie strade della capitale, finanziamenti che serviranno anche a ripristinare la viabilità in via Giannetto Valli, una delle arterie del quartiere Portuense spesso chiusa al traffico veicolare in quanto interessata da continue voragini provocate dalle numerose cavità sotterranee che ne caratterizzano il sottosuolo” – lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori e Augusto Santori, rispettivamente Presidente della commissione sicurezza del comune di Roma e Consigliere del Pdl del  XV Municipio, che plaudono allo stanziamento di 10 milioni di euro a difesa del suolo pubblico. “L’accordo di programma firmato dalla Regione Lazio e dal Ministero dell’ Ambiente contro il rischio idrogeologico è un chiaro segnale di come Stato e Regione siano unite nella lotta alle lungaggini operative, il più delle volte causa di gravi drammi prodotti da mancati interventi sul suolo e sottosuolo: frane, esondazioni, dissesti morfologici e sprofondamenti . Lo stanziamento di fondi contro il dissesto idrogeologico mostra a chiare lettere la volontà dell’amministrazione regionale di scongiurare il ripetersi di drammi prodotti dalla mancata attenzione legata alla salvaguardia  e manutenzione dell’ambiente circostante. A tal proposito sarebbe quanto mai necessaria una mappatura volta ad individuare le  zone a rischio idrogeologico su tutto il territorio della città di Roma per pianificare preventivamente interventi finalizzati alla minimizzazione dell’impatto degli eventi e coordinare al meglio una immediata risposta delle istituzioni” – concludono gli esponenti del Pdl.

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Gestire le relazioni nel quotidiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

(Centro Maderna)  Viviamo in un’epoca in cui tutto è mirato al successo, all’essere perfetti, a possedere qualità vincenti. Possediamo innumerevoli strumenti di comunicazione, eppure mai come al giorno d’oggi l’uomo si sente così solo, immerso, e perso, in un mondo dove potenzialmente tutto è alla portata di tutti. Questo libro nasce dall’intento di restituire la comunicazione agli individui come risorsa quotidiana, base sicura per far emergere nella vita di tutti i giorni forza d’animo, competenza, autostima, benessere e armonia. Con il preciso obiettivo di consolidare la sicurezza interiore e il senso di connessione e potenziare la capacità di relazionarsi, il testo offre delle linee guida per migliorare la vita della persona e la qualità dei rapporti con gli altri.(Dal sito dell’editore)Menditto Maria, “Comunicazione e relazione. Come gestire dialoghi e legami nel quotidiano”, Erickson, Gardolo (TN), 2010, 332 pp.

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Diabete: conoscere per imparare a gestirlo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Arriva anche in Italia un corso pratico rivolto ai malati per migliorare l’auto-gestione del diabete. Si svolgerà ai primi di luglio sull’esempio del Mastering your diabetes del Diabetes reasearch institute (Dri) di Miami. Lezioni ed esercitazioni, per imparare a gestire la malattia nella sua quotidianità, si terranno in contemporanea a Milano all’ospedale Niguarda, e a Palermo presso l’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione), grazie a due istituzioni non profit, la Fondazione italiana diabete e l’associazione Insieme per il diabete, collegate al Dri Network. Il corso, pratico e interattivo, è basato sull’analisi dei profili glicemici e sul metodo della conta dei carboidrati che ha l’obiettivo di ridurre il rischio di complicanze legate a questa malattia cronica, potenzialmente debilitante e, spesso, fatale. (fonte farmacista33)

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Medici di famiglia: per gestire meglio i pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 maggio 2010

Un nuovo strumento di lavoro per il medico di medicina generale. Si chiama Mille GPG (General Practice e Governance) e permette di effettuare con rapidità e semplicità analisi approfondite dei dati registrati nella cartella clinica: per monitorare i risultati di cura in termini di salute, costi e sicurezza. È già disponibile per 18.000 camici bianchi di tutta Italia ed è stato illustrato a Firenze nel corso di un master dedicato al tema. “Il medico di famiglia – spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e responsabile del progetto – non può più lavorare attraverso interventi ‘puntuali e tra loro scoordinati’, ma ha bisogno di chiedersi e di sapere, per esempio, quanti sono i pazienti con particolari patologie, le loro comorbilità, come essi sono trattati, se hanno raggiunto determinati obiettivi di salute, se hanno criticità gestionali (e quindi se corrono particolari rischi clinici) e quali sottogruppi generano costi elevati o comprimibili con una migliore strategia assistenziale. Mille GPG rappresenta un sistema innovativo per il controllo di gestione dello studio del medico di famiglia”. Contiene più di 70 indicatori riferiti a 16 patologie, soprattutto croniche, elaborati con il supporto degli specialisti di queste aree. Ogni medico non solo può valutare se stesso nel corso del tempo, ma può anche confrontare la propria attività con quella degli altri utenti.  “Questo strumento di gestione – continua Bignoli – consente, mediante i dati registrati nella cartella clinica informatica, trasformati prima in indicatori di processo ed esito e poi in informazioni leggibili, di operare nella consapevolezza delle proprie azioni”. Oltre agli indicatori di performance, sarà infatti possibile far emergere criticità clinico-gestionali che potrebbero mettere a rischio i pazienti per interventi carenti, inappropriati o errati. “Grazie alla diffusione di GPG, destinato presto a diventare una suite complessa di programmi gestionali per il medico di medicina generale – sottolinea Claudio Cricelli, Presidente della SIMG – siamo già oggi in grado di definire la soglia di efficienza del medico rispetto alla globalità del suo lavoro oltre che per singola patologia. Da settembre cominceremo a comunicare i costi standard definiti come ‘costi dell’efficienza’ ed intesi come impiego ottimale di una singola unità monetaria € per unità convenzionale di outcome prodotta”. È possibile utilizzare il software (realizzato da Millewin) con un apposito CD oppure collegandosi al sito http://www.millegpg.it.

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Rincari RC auto?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2010

I prezzi delle polizze RC auto continuano a salire e l’Antitrust apre un’indagine conoscitiva per ricostruire il reale andamento di prezzi e costi del settore. Nonostante l’introduzione, da ormai tre anni, del risarcimento diretto, i consumatori sembrano non averne tratto vantaggio.  Secondo Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it, “i comparatori di prezzo sono strumenti utili e imparziali, capaci di aiutare a garantire chiarezza e trasparenza e la Commissione Europea lo ha recentemente confermato affidando proprio ad Assicurazione.it il modulo sulla trasparenza nei confronti dei consumatori allo European Consumer Summit 2010 di Bruxelles. Quello che manca, spesso, è la forza di cambiare comportamenti radicati e prendere in mano una situazione che si percepisce e difficile da gestire autonomamente, da un’indagine che abbiamo recentemente condotto, ad esempio, molti italiani non approfittano delle agevolazioni introdotte dal decreto Bersani: nonostante il 75% sappia di poter ottenere la classe di merito del convivente, per esempio, solo il 7,5% ne approfitta. Insomma, risparmiare sull’assicurazione auto oggi è possibile, specialmente tramite i comparatori online” In momenti di mercato tanto delicati, il supporto di strumenti come Assicurazione.it diventa fondamentale per avere una visibilità a 360° delle offerte proposte dalle diverse compagnie. E i numeri sembrano proprio confermare questa tendenza, basti pensare che sono più di 1,5 milioni gli italiani che confrontano i preventivi online prima di acquistare la propria polizza risparmiando fino a 500 euro per ciascuna polizza.

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Recupero crediti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Roma 16 novembre dalle ore 9,15  presso la Sala Conferenze di Palazzo Marini, in Via del Pozzetto l incontro  Ripartire dai Valori per gestire e recuperare i crediti in tempi di crisi, promosso da Unirec   Unione Nazionale delle Imprese di Recupero, Gestione e Informazione del Credito, aderente a Confindustria e Adiconsum, Associazione Difesa Consumatori e Ambiente. L’Osservatorio Imprese e Pubblica Amministrazione ha aderito con convinzione a questo incontro che vedrà la sottoscrizione, per la prima volta in Italia, di un protocollo d intesa tra aziende che si occupano di gestire e recuperare i crediti e consumatori, al fine di promuovere iniziative positive per la diffusione di una corretta cultura del credito, per la costituzione di un  tavolo permanente  e la costituzione di un Ente bilaterale che promuoverà studi, ricerche e formazione per operatori e cittadini e che costituirà un Fondo di solidarietà, capace di dare respiro economico a famiglie indebitate in condizioni particolari, come una famiglia colpita dalla morte sul lavoro del capofamiglia o in caso di grave invalidità. Una iniziativa che in un periodo di crisi economica come questo rappresenta una assunzione di responsabilità sociale davvero importante da parte delle imprese che si occupano di gestione del credito. Oggi gli operatori del settore sono ben consapevoli del nuovo ruolo che è affidato loro, che deve essere fondato non già sul semplice  recupero, ma sulla capacità di dialogare.

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Il peso delle incomprensioni, tra Usa e europei

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Editoriale fidest. L’arrivo alla casa bianca di Obama ha probabilmente abbassato il tono delle diversità d’opinione e anche di comportamento tra gli statunitensi e gli europei, ma non crediamo che possa aver fugato del tutto i pregiudizi da entrambe le parti. A lungo gli europei in questi ultimi anni hanno parlato di terrorismo, prendendo spunto dal supposto interventismo bellico americano nei confronti dei paesi “canaglia”, per approfondire quel solco esistente per un modo di gestire la politica estera nei rapporti con i Paesi che si presumono ostili alle politiche occidentali. Eppure, ad un certo livello di giudizio, siamo stati molto simili agli americani. Non dimentichiamo che il 4 novembre del 1922, ad appena sette giorni dopo la marcia su Roma, il Daily Telegraph di New York scriveva in toni entusiastici sul Duce e che alla camicia rossa di Garibaldi era succeduta quella nera di Mussolini e che fra i due fenomeni il più forte e il più notevole era il secondo. Due anni dopo il Morning Post (19/3/1924) così scriveva: “Dobbiamo confessare che Mussolini è stato il salvatore del suo Paese”. Ed ancora un anno dopo sul New York Herald (7 ottobre del 1925) si scriveva a caratteri cubitali: “La sua opera continua ad essere una delle meraviglie del XX secolo”. E per anni si andò avanti di questo passo. Si partiva dal concetto che le dittature potevano essere amiche, se ossequienti ad interessi economici condivisi, o nemiche se si distaccavano da questo cliché. Ciò ha portato a sottovalutare non la portata di una dittatura ma a comportamenti contraddittori che comprendevano la complice acquiescenza per talune violazioni dei diritti umani come il minore dei mali possibili. Lo stesso è accaduto con Saddam Hussein in Iraq. Questi è stato un dittatore a lungo gradito dai politici americani perché è servito a fare la “sporca guerra” all’Iran e a consentire ai vari businessmen di fare i loro affari a dir poco spregiudicati. Poi il rais è caduto in disgrazia divenendo un soggetto poco malleabile per certi affari. Si pensò prima d’impartirgli una salutare lezione e poi, considerato che non aveva capito l’ammonimento, di liquidarlo del tutto. Se poi tutto questo ha comportato la morte di decine di migliaia di civili ha poca importanza. Se la politica estera gli americani la governano sempre e comunque con un occhio di riguardo ai propri interessi capitalistici e di profitto, non potranno sempre contare con quella parte dell’Occidente che deve ancora farsi perdonare una politica imperialista che gli stessi statunitensi osteggiarono in nome della democrazia e della libertà di autodecisione e di autogoverno dei popoli. Ora che questa maturità, o se vogliamo, consapevolezza, è stata raggiunta dagli europei, anche in virtù delle critiche americane, non è possibile tollerare un modello di democrazia che si trasforma in cieca logica imperialistica nei rapporti internazionali in quei Paesi dove prevalgono indirizzi ostili agli interessi economici americani. E’ così che il maestro americano sia diventato un cattivo discepolo per i pedagoghi europei e ad Obama ora tocca anche il compito di far ritornare il suo paese ai fasti del grande maestro. Ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Banca dati per i disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Roma, Campidoglio. È stata presentata, presso la Sala Blu del XIV Dipartimento dell’Assessorato alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale, la Banca Dati per i lavoratori disabili. Alla presentazione era presente anche il Dott. Nicola Cavallone, direttore della III U.O. – Formazione Professionale, e la referente per la formazione dei disabili Erminia Bianchini. Si tratta di una piattaforma informatica attraverso la quale si può rilevare e aggiornare periodicamente il percorso formativo che continua negli anni preservando il mantenimento e la tutela della formazione dei ragazzi e le loro competenze.  In particolare la Banca Dati permette agli operatori del Centro di Formazione Professionale che si fa carico del disabile di gestire e seguire, attraverso il Piano Formativo Individualizzato (PFI), gli elementi che distinguono  e qualificano  il percorso dell’allievo disabile non solo durante la sua formazione ma anche dopo il conseguimento del diploma. I PFI, così come previsto dalla legge 104/92, saranno aggiornati continuamente e resi disponibili al monitoraggio a cadenza trimestrale. I dati inseriti nella banca sono protetti dal diritto alla privacy e per visionarli sarà necessaria una chiave d’accesso che sarà consegnata solo agli operatori autorizzati; su richiesta, tutti i Centri di Formazione dove si svolgono corsi per disabili potranno collegarsi alla Banca.

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E’ possibile gestire i domini.tel in 11 lingue

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Telnic Limited (http://www.telnic.org), Registry Operator per il nuovo dominio di primo livello (TLD) focalizzato sulle comunicazioni, oggi ha annunciato che, oltre a essere in grado di visualizzare i domini .tel in 11 lingue sul web, a partire da oggi stesso i clienti possono anche gestirli in tali lingue.  Con oltre 200.000 domini .tel registrati dal momento in cui sono stati messi a disposizione del pubblico, il 24 marzo, clienti in tutto il mondo stanno sfruttando i vantaggi del dominio .tel; le lingue adesso supportate sono inglese, arabo, cinese, francese, tedesco, italiano, giapponese, coreano, portoghese, russo e spagnolo.  “Da venditori di kebab a Algeri a studi di dermatologia a New York ad alberghi in Vietnam, tutti sono soddisfatti dei domini .tel, e siamo molto lieti di essere in grado di offrire il dominio .tel a molte più persone in tutto il mondo” ha detto Justin Hayward, Direttore comunicazioni Telnic Limited. “Il dominio .tel è una tecnologia innovativa che semplifica e riduce il costo delle pubblicazioni in Internet nell’ambito dello spazio personale di un individuo e vogliamo eliminare quanti più ostacoli possibili per dare modo a quante più persone possibili di sfruttarla.”  Unitamente al pannello di controllo sono state tradotte anche le guide d’uso; l’utente che ha registrato un dominio .tel accede al pannello di controllo tramite operatori con certificazione ICANN o fornitori di servizi .tel e per visualizzarlo, insieme alle guide, nella lingua prescelta, deve semplicemente modificare le impostazioni del browser.
Fondata nel 2000, Telnic Limited è una società registrata in Inghilterra che agisce in qualità di Registry Operator e Sponsoring Organization.

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