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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Sarà Anna Tatangelo il volto della campagna LILT FOR WOMEN

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

tatangeloRoma. La Conferenza stampa di presentazione della campagna è fissata per il 25 settembre p.v., presso il “Marriott Park Hotel”, Via Colonnello Tommaso Masala 54, Roma. Con la head “Fai prevenzione: proteggilo anche tu!” la Tatangelo, fotografata in un abbraccio protettivo a seno nudo, invita tutte le donne a proteggersi dal big killer numero uno per il genere femminile, il tumore al seno.
L’ abbraccio simboleggia il gesto più intimo per dire: “Mi voglio bene, per questo mi prendo cura della mia salute”, e l’invito a tutte le donne a fare altrettanto. “La prevenzione deve diventare uno stile di vita” – dichiara Anna Tatangelo – “tutte/tutti noi dobbiamo capire che basta poco: ritagliarsi del tempo con appuntamenti fissi, calendarizzati, per controllare la nostra salute e vivere meglio, e, soprattutto, non rischiare di accorgerci troppo tardi del male”.
“Scoprendo un carcinoma al di sotto del centimetro, la probabilità di guarire sale di oltre il 90% e questo permette altresì di poter eseguire interventi conservativi, che non provocano sensibili danni estetici alla donna, a beneficio quindi dell’integrità del seno, simbolo della femminilità”, dichiara il prof. Francesco Schittulli, Presidente Nazionale LILT e chirurgo senologo. (foto: tatangelo)

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“Paola Marzano – Il Linguaggio Segreto di un Gesto”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

paola marzano1Gallipoli, Ex Mercato Coperto Piazza Imbriani – Centro Storico, Gallipoli (Lecce), dall’uno al 30 agosto 2015. Vernissage 1 agosto ore 19. E’ un progetto artistico itinerante voluto dalla Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, presentato per la prima volta presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, in seconda battuta a Cerveteri, luogo di ritrovamento del gruppo scultoreo.
Attraverso un’osservazione attenta e una lettura simbolica, per troppo tempo elusa, taciuta o sottovalutata, della gestualità dei due Sposi intenti, secondo l’interpretazione ufficiale, a versarsi unguenti profumati, l’artista riconosce e svela la presenza di Mudra, movimento delle mani tipico di danze sacre indiane.
Sostiene l’artista “A tutt’oggi il mondo storico – archeologico italiano disconosce le origini Orientali etrusche riconosciute, invece, dalla maggior parte degli storici di tutto il mondo. E qui si apre il dibattito sulle origini della stessa civiltà Occidentale la cui paternità non può essere attribuita solo a Greci e Romani. Lo stesso David Herbert Lawrence nel suo libro di viaggio del 1932 “Etruscan Places” si meraviglia che, delle numerose “pietre falliche” presentipaola marzano all’ingresso delle tombe etrusche, non sia mai stato scritto nulla, sottovalutate dagli archeologi che le hanno definite semplicemente cippi, ma che in realtà collegano gli Etruschi alle civiltà arcaiche orientali. Per questo motivo ho deciso di sposare l’ipotesi più antica di Erodoto sulla matrice orientale etrusca, e la lettura del Sarcofago è stata subito molto chiara: tre Mudra sono riprodotti esattamente nelle mani delle due figure e corrispondono a tre divinità induiste.”
In questa mostra, dunque, sarà possibile apprezzare come la gestualità parli del rispetto e della considerazione di cui godeva la donna nella società etrusca, dell’amore reciproco fra i due Sposi, uniti nella vita e nella morte come le divinità induiste Brahmā e Sarasvati sono uniti nell’eternità.
Simbolismo, apparenza, ermetismo, Velo di Māyā hanno da sempre permeato la produzione artistica di Paola Marzano che osserva, ragiona e contempla i fenomeni della realtà cercando di coglierne le verità celate. Per questo nell’installazione site specific, come quinte teatrali dal forte effetto scenografico, scenario di finzioni e messaggi da riconoscere e svelare, si aprono alla vista cinque tendaggi di grandi dimensioni, frutto di rielaborazioni digitali, in cui coesistono fotografia, paola marzano2disegno e grafica al computer. In proiezione un video che ripercorre lo studio scoprendo la simbologia presente nei lavori.
E ancora la Marzano puntualizza: “È una ricerca che non trova precedenti in campo artistico, riporta l’attenzione sulla matrice orientale etrusca e sulle contaminazioni culturali. Penso che questo mio contributo, anche sulla scia di quanto sostiene la maggior parte degli storici nel mondo, potrebbe fornire ulteriori elementi in tal senso”.Dunque i visitatori della mostra avranno l’opportunità di farsi una propria idea sull’argomento, riflettendo sugli spunti che Paola Marzano ha scelto di condividere utilizzando il linguaggio artistico come mezzo universale di comunicazione. E potrebbe rivelarsi una sorta di caccia al tesoro nel tentativo di individuare ulteriori elementi, anche minimi dettagli, che possano ancor di più avvalorare questa suggestiva tesi.La mostra sarà aperta da un dibattito al quale parteciperanno importanti esponenti della cultura e delle istituzioni quali Francesco Errico (Sindaco di Gallipoli), Luigi La Rocca (Soprintendente Archeologia della Puglia), Carmelo Cipriani (Critico e Storico dell’Arte), Teresa Chianella (Presidente Pari Opportunità Comune di Gallipoli), Memè Micale (Presidente Fidapa Sez. di Gallipoli) moderato dalla giornalista e conduttrice televisiva Maria De Giovanni.
Paola Marzano è nata a Gallipoli (Lecce) nel 1975. Artista di Arti Visive, docente di Disegno e Storia dell’Arte. Nel 1998 si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Nel 2000 si trasferisce a Roma, soggiornando alternativamente a Cortina d’Ampezzo dal 2005 al 2009. Nel 2010 cura scenografie televisive per Magnolia Fiction, si occupa di scenografie teatrali, installazioni e performance finalizzando la sua attuale ricerca artistica al dialogo tra più linguaggi. È Preside della sezione “Eventi Artistici” della “Norman Academy” USA; Presidente dell’U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani) di Roma – Galleria La Pigna; già curatrice della rubrica Arte di Anci Rivista (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. (foto: paola marzano)

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Abolizione della Pena di morte in Tunisia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

La Tunisia ha abolito la Pena di morte. È il primo paese del Nord Africa a prendere questa decisione. Il nuovo corso tunisino inizia con un significativo gesto di apertura e di promozione dei diritti umani. La Comunità di Sant’Egidio, da molti anni impegnata nella battaglia per l’abolizione della pena di morte nel mondo e nel continente africano, saluta la storica decisione del nuovo Governo tunisino come un importante gesto di apertura e di difesa e promozione dei diritti umani.  Si tratta di un passaggio storico in quell’area del continente africano e indica un metodo: la necessità di prevenire divisioni e di favorire un vero e profondo processo di riconciliazione nazionale devono fare a meno dalla pena di morte e rispettare la vita, anche dell’avversario e di chi si ritiene colpevole di un crimine. E’ la base per la fine della violenza, anche a livello della società civile. La Comunità di Sant’Egidio si augura che l’esempio della Tunisia, come quello del Togo e del Gabon che in Africa, grazie anche al lavoro della Comunità, hanno ultimamente abolito la pena capitale, possa incoraggiare altri paesi africani sulla via dell’abolizione della pena capitale, ed avviare l’Africa a divenire il secondo continente, dopo l’’Europa, senza la pena di morte. Il Consiglio dei ministri tunisino ha approvato il 4 febbraio 2011 una serie di convenzioni internazionali e di protocolli non vincolanti riguardanti, in particolare, l’abolizione della pena di morte, la lotta contro la tortura e la protezione delle persone contro le scomparse forzate.  Attualmente in Tunisia i condannati a morte per impiccagione sono 130, tra cui quattro donne. L’ultima sentenza è stata eseguita nel mese di ottobre del 1991. Le condanne a morte vengono tramutate nell’ ergastolo duro.

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Danneggiate statue Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Palermo  Via della libertà. Il Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, Giuseppe Siviglia, sindaco di San Giuseppe Jato, e tutti gli otto sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio, condannano il vile gesto di chi ha danneggiato le statue di Falcone e Borsellino. Il Presidente del Consorzio, Giuseppe Sivigilia, dice inoltre:”Ci auguriamo che un simile gesto sia stato effettuato da semplici inresponsabili, poichè a 18 anni dalla strage di via d’Amelio e a pochi giorni dalla vigilia dell’attentato, un azione del genere diventa la riprova del momento difficile e di tensione che si sta attraversando, ma ciò nonostante,  – sottolinea Sivigilia – non saranno questi segnali ad intimidire la società e chi da tanti anni lotta per la legalità – e conclude – non sarà questo a scoraggiarci, perchè la volontà di voler combattere la mafia ci renderà più forti e ci darà la forza di continuare ad andare avanti”.

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Teramo: un altro suicidio in carcere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

“Il mondo delle Istituzioni e della politica non possono rimanere insensibili all’ennesimo suicidio di un detenuto in carcere, il 22° dall’inizio dell’anno. Un italiano tossicodipendente di 38 anni, con posizione giuridica “giudicabile” e detenuto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, si è infatti tolto la vita nel carcere di Teramo. Per quello che ci è dato sapere, ha lasciato due lettere (una alla convivente e l’altra alla famiglia) nelle quali avrebbe spiegato le ragioni dell’insano gesto. La triste, drammatica e periodica regolarità con cui avvengono questi suicidi in carcere impongono una ferma presa di coscienza. C’è bisogno di quella larga convergenza parlamentare che fece approvare quell’indulto del 2006, esperienza fallimentare che fece uscire di galera più di 35mila persone senza però prevedere un contestualmente ripensamento della politica della pena. Auspichiamo dunque che si dia seguito con celerità alle parole dette il 16 aprile scorso dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per affrontare e risolvere il sovraffollamento delle carceri e i tragici casi di suicidio nei penitenziari, e cioè varare un decreto legge che preveda che coloro ai quali manca solo un anno di detenzione vengano consegnati alla detenzione domiciliare. Potrebbe essere un primo importante passo”. E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, alla notizie dell’ennesimo suicidio in carcere.
“A Teramo sono detenuti più di 380 detenuti per 230 posti letto regolamentari e mancano più di 15 unità di Polizia penitenziaria in organico. Ed oggi abbiamo, come è noto, più di 67mila detenuti in strutture carcerarie con una capienza regolamentare di poco superiore ai 43mila posti letto. Tutto questo va a tutto discapito della dignità umana dei reclusi, che deve’essere comunque garantita, ma soprattutto delle difficoltà operative e lavorative delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, sotto organico di oltre 6mila unità.  Già il Piano carceri del Governo prevede di introdurre la possibilità di detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e di messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità. Altrettanto importante è che il Governo acceleri le procedure per assumere i 2mila Agenti di Polizia Penitenziaria, previsti nel Piano carceri. Ma se davvero si vuole risolvere l’emergenza penitenziaria con l’auspicabile contributo di tutte le forze politiche parlamentari bisogna “darsi una mossa”: senza se e senza ma”.

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Il brindisi di mezzanotte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Non c’è crisi economica che tenga, al brindisi di Capodanno non si rinuncia, ne sono convinti 9 italiani su 10. Per il 57%, infatti, l’alzare i calici allo scoccare della mezzanotte rappresenta ancora un gesto benaugurale a cui non rinuncerebbe per niente al mondo. Ma con chi brinderanno la notte del 31 dicembre? Gli italiani si “divideranno” tra partner (27%), famiglia (24%) o amici (23%) e in questa “occasione” uno su tre esprimera’ buoni propositi per il 2010, ma sono molto più numerosi (71%) quelli che al fatidico “cin-cin” chiuderanno gli occhi ed esprimeranno sogni e desideri per i prossimi 12 mesi: dall’uscita dalla crisi economica alla vincita al super enalotto per gli uomini, dall’incontro con l’amore della propria vita a una “fuga” all’estero per le donne. E se potessero brindare con un personaggio famoso dello spettacolo, della politica o dell’imprenditoria, con chi lo farebbero? Le donne sognano Clooney, ma c’e’ anche chi sogna di brindare con Obama. Gli uomini? Al primo posto Belen, ma c’e’ anche chi sceglierebbe Silvio Berlusconi. Ai partecipanti all’indagine promossa da Pasqua vigneti e cantine e’ stata sottoposto un elenco di 200 nomi di personaggi celebri di settori differenti  (spettacolo, finanza, politica, scienza, ecc.). Le donne  vorrebbero brindare, in un romantico Capodanno tete a tete, con George Clooney (81%), ma moltissime al bel George preferirebbero il fascino  il potere di Obama (73%). Al terzo posto un bellissimo di casa nostra, ovvero Riccardo Scamarcio (42%), ma c’e’ anche chi sceglierebbe una donna, e per la precisione Simona Ventura o Veronica Lario (rispettivamente il 52% e il 39%). Non manca chi incrocerebbe i calici con Jhonny Depp (35%) o con il Premier, Silvio Berlusconi (46%) o per par condicio con Pierluigi Bersani (26%). Non manca chi vorrebbe brindare con Ezio Greggio (22%) o con Maria De Filippi (21%). E gli uomini? Al primo posto Belen (77%), seguita da un’altra bellissima del piccolo schermo, ovvero Elisabetta Canalis (64%). Al terzo posto il Premier, Silvio Berlusconi (58%), seguito da un’altra bellissima di casa nostra (anche se da esportazione), ovvero Monica Bellucci (49%). Quinto posto per Ilary Blasi  (39%), seguita da Michelle Obama (31%) e da Carla Bruni (29%). Chiudono la top ten Rita Levi Montalcini (25%), l’allenatore dell’Inter, Mourinho (23%) e la conduttrice di Grande Fratello, Alessia Marcuzzi (21%)

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Spettacolo africano del Burkina Faso

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

Le TigreBologna 12 Novembre alle ore 21, al  Teatro Tivoli, via Massarenti 428,  la Compagnia Théâtre Evasion del Burkina Faso, presenta “Le tigre”, da “La storia della tigre” di Dario FO. Regia di Luca G. M. FUSI e Ildevert Meda. Assistente alla regia Noël Minoungou. Con: Charles Wattara e Gérard Ouedraogo. Lo spettacolo è in lingua francese. Un eccezionale autore italiano Due attori – conteur burkinabé La lingua francese, italiana, bambarà La pantomima, il gesto  Una regia intercontinentale   Un cocktail strepitoso per uno spettacolo seriamente esilarante. Siamo in una Cina immaginaria, un luogo lontano, come tutti i luoghi che si raccontano nelle fiabe e nei proverbi, un paese afflitto da una guerra terribile. Si parla della Cina, ma possiamo essere in Liberia, Costa d’Avorio, Afghanistan, Bosnia, Darfour… insomma, un qualsiasi luogo ove uomini sparano su altri uomini, dove si massacrano innocenti, dove donne e bambini diventano obiettivi militari.  Dario Fo ci fa guardare attraverso gli occhi di un soldato, ferito, che viene lasciato indietro dai suoi commilitoni e rimane solo, sofferente, in una terra che non conosce. Un terribile acquazzone lo costringe a rifugiarsi in una grotta, apparentemente disabitata. Il testo di Dario Fo è un assoluto capolavoro: esilarante, concreto, poetico e mai banale. La messa in scena ne segue pienamente i canoni e gli avvenimenti, ma ne sviluppa le immagini in pantomima adattando lo spettacolo ad un immaginario africano.  Lo spettacolo racconta una storia improbabile, come improbabile è la storia del nostro incontro, Luca e me; un incontro che si può già raccontare attraverso le sue peripezie, collaborazioni, scambi, leggendolo nell’impronta indelebile che ha lasciato nelle nostre anime. (le tigre)

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Manifestazioni contro la povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Roma 12 ottobre, sala stampa estera, ore 11 conferenza stampa di presentazione. Lo sport italiano sarà protagonista di “Stand Up! Take Action 2009”: l’iniziativa, che si terrà dal 16 al 18 ottobre, vede l’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti tra i soggetti promotori, insieme a Campagna del Millennio, Caritas e WWF. Alla conferenza stampa nazionale Interverranno: Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp; Marta Guglielmetti, Coordinatrice della Campagna del Millennio delle Nazioni Unite; don Vittorio Nozza, Direttore di Caritas Italiana; Michele Candotti, Direttore Generale WWF Italia. Milioni di persone, in Italia e nel mondo, durante queste tre giornate faranno il gesto di alzarsi in piedi e stringeranno un nodo per ricordare e chiedere ai governi di rispettare le promesse non ancora mantenute di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, eliminare la povertà estrema e combattere i cambiamenti climatici raggiungendo un accordo equo, efficace e ambizioso alla Conferenza sul Clima di Copenhagen che  si terrà a dicembre. “L’Uisp promuove Stand Up, la più grande mobilitazione mondiale contro la povertà, con la consapevolezza che lo sport sociale e per tutti possa dare un contributo concreto al suo successo – dice Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp –  per ricordare ai governi la promessa di eliminare la povertà, combattere i cambiamenti climatici e realizzare gli obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015. Nelle attività Uisp del prossimo weekend, in molte città italiane, alzare le mani e fare il nodo sarà un gesto naturale per migliaia di praticanti: atleti, ginnasti, pallavolisti, calciatori, ciclisti, bambini e anziani impegnati nei nostri corsi e così via”.

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Non sempre la vita è sacra e inviolabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, la vita degli embrioni è sacra e inviolabile. Guai a chi li tocca! La vita dei malati terminali che desiderano andarsene in santa pace, pure è sacra e inviolabile. Più inviolabile ancora di quella degli embrioni…La vita dell’aggressore, nel caso della legittima difesa, pure è sacra, però è violabile, nel senso che se sta per uccidermi, posso tranquillamente farlo fuori prima che compia l’insano gesto. La vita dei soldati che difendono la patria dall’ingiusto aggressore pure è sacra, però si può inviarli al fronte col rischio di morire, e quindi in qualche modo è violabile. Sacra ma violabile, infine, è anche la vita dei militari mandati a morire in Afghanistan, col rischio di saltare in aria per un attentato, senza neppure la possibilità di difendersi. Insomma: il principio della sacralità e inviolabilità della vita non è assoluto, come sostiene spesso la Chiesa, ma relativo. Vale la pena ricordare che da un punto di vista morale, il principio può venir meno solo nei casi di estrema necessità; quando si è costretti a scegliere il male minore. (Veronica Tussi)

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Cristo hic et nunc

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Lettera al direttore Gentile direttore, a consolazione di tutti i divorziati risposati o conviventi, che si vedono rifiutare l’eucaristia dalla Chiesa,  vorrei dimostrare che Cristo hic et nunc, sarebbe dalla loro parte. Gesù, infatti, nell’ultima Cena, spezza il pane e lo offre ai discepoli tutti, compreso chi si trovava in una situazione di peccato ben più grave di quella di un divorziato risposato: Giuda. Se glielo avesse negato, certamente gli evangelisti lo avrebbero riferito. Quando disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me» (cf Luca 22,19), non pose nessuna condizione alla distribuzione del pane spezzato. Giovanni riferisce che il Signore lavò i piedi anche a chi non capiva il suo gesto: «Arriva dunque a Simon Pietro. Gli dice: Signore, tu mi lavi i piedi? Gli rispose Gesù: Ciò che io ti faccio, tu ora non lo sai; lo comprenderai in seguito (Gv 13,6-7). E lavò i piedi anche a chi non era puro (cf Gv 13,11). Nel miracolo della moltiplicazione dei pani, Gesù, dando incarico agli apostoli di distribuire alla folla pane e pesci, non disse loro di fare discriminazioni di sorta: «Ma Gesù rispose: Non è necessario che se ne vadano; voi date loro da mangiare» (Mt 14,16). La Chiesa, negando l’Eucaristia a chiunque la chieda, agisce in modo diverso da Cristo e in modo diverso dagli apostoli. (Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione cattolica)

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Perduca (Radicali) contro la Libia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2009

Dichiarazione di Marco Perduca, co-Vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento, Senatore nel gruppo del Pd: “Dopo la presidenza della Commissione diritti umani, il turno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, per non parlare dei conque miliardi di euro del “grande gesto” date al Governo Berlusconi con l’esplicito accordo di Massimo D’Alema a Gheddafi, adesso ci si appresta ad eleggere la Libia alla presidenza dell prossima Assemblea generale dell’Onu. Il prescelto per l’onore sarebbe il Ministro libico per gli affari africani Al Triki, quello che all’inizio dell’anno invitava gli stati africani a ritirarsi dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale contro il mandato di arresto spiccato nei confronti del Capo di Stato sudanese Al Bashir per I crimini commessi in Darfur. Contro questa ennesima onorificenza al regime del colonnello Gheddafi vanno ravvivati immediatamente i “democracy caucus” previsti dalla comunita’ delle democrazie a cui l’Italia partecipa in veste di membro del comitato di pilotaggio. Questi infatti erano nati per opporre nelle varie elezioni all’Onu paesi democratici alle dittature. In caso contrario si dica chiaramente in campagna elettorale europea che PdL e PD continuano coi piccoli scontri di giorno per perseguire uniti “obiettivi strategici” la notte”.

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