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Posts Tagged ‘gestori’

Columbia Threadneedle Investments al 23° Premio Alto Rendimento sul podio dei migliori gestori esteri

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Columbia Threadnedle Investments, gruppo specializzato nell’attività di asset management leader a livello globale, sale sul podio tra i vincitori del 23° Premio Alto Rendimento. In questa edizione, nella sua versione digitale, Columbia Threadneedle Investments ritira virtualmente il premio nella categoria ‘Fondi Esteri – Miglior gestore’. Una nuova conferma per la società di gestione che consolida i successi ottenuti in questi anni in cui ha sempre più creduto nel ruolo centrale degli investimenti responsabili e nell’importanza della ricerca.Il secondo riconoscimento è andato al comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies AE EUR, che ha ottenuto il Premio Alto Rendimento nella categoria “Migliore fondo azionario internazionale Small Cap”, per il terzo anno consecutivo. Il comparto, gestito da Scott Woods, è un azionario globale che investe almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni globali di società a piccola capitalizzazione, dall’elevata qualità e potenzialità di crescita, ma che si ritengono sottovalutate dal mercato. In particolare, si focalizza su quelle con un’imprenditorialità più marcata, attive in specifiche nicchie di mercato, che possono generare rendimenti potenzialmente rilevanti.“In Columbia Threadneedle Investments abbiamo un obiettivo: il successo dei nostri clienti. Ci impegniamo a ottenerlo grazie a un approccio d’investimento unico nel suo genere che si fonda su quattro pilastri: prospettive globali, che ci consentono di avere una conoscenza completa di ciò che accade in tutto il mondo, qualità della ricerca, grazie al lavoro di team composti da oltre 450 professionisti, investimento responsabile, con l’ausilio di strumenti proprietari di analisi che abbiamo sviluppato internamente, e miglioramento continuo, per ricercare sempre le più interessanti opportunità da offrire ai nostri clienti” – ha dichiarato Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. Scott Woods, gestore del comparto basato a Londra, ha concluso: “Si tratta di un nuovo significativo riconoscimento, fonte di grande soddisfazione per me e per tutto il team, che premia il nostro approccio di gestione in un momento storico complesso a livello globale. Il comparto, a partire dal lancio, ha sempre ottenuto solidi rendimenti corretti per il rischio. Questo perché puntiamo ad offrire, anche e soprattutto in momenti di alta volatilità del mercato, ritorni elevati e sostenibili grazie a un portafoglio di alta qualità, composto da small cap brillanti”.Il Premio Alto Rendimento è attribuito dal Sole 24 Ore alle Società di Gestione e ai Fondi Comuni d’investimento che si sono distinti per i risultati conseguiti, nonché per l’impegno e la professionalità nel prendersi cura degli investimenti, ispirandosi al fondamentale valore della tutela del risparmiatore. Il premio, vera e propria pietra miliare per chi deve decidere dove investire i propri risparmi, viene assegnato sulla base dei criteri e della metodologia della società di analisi indipendente Cfs Rating, partner storico. http://www.columbiathreadneedle.it

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SecuTix per supportare i gestori dei beni culturali

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

E’ il fornitore europeo di tecnologia specializzato nel ticket engagement, arriva in Italia con la propria piattaforma multicanale in Cloud per supportare i gestori dei beni culturali, i professionisti dello sport e dello spettacolo che desiderano pianificare la ripartenza degli eventi nel 2021, accogliendo il pubblico in sicurezza e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale.Progettata per essere integrata con soluzioni di automazione delle vendite, altre soluzioni complementari di ticketing e applicazioni digitali di terze parti, la piattaforma SecuTix consente infatti agli organizzatori di eventi di interagire direttamente con il proprio pubblico su tutti i canali possibili e di ottenere il pieno controllo della distribuzione dei biglietti venduti attraverso box office, ticket shop, call center, partner e distributori.
SecuTix è presente in 11 paesi e gestisce annualmente oltre 70 milioni di biglietti; tra i suoi clienti ci sono Opéra National de Paris, Centre Pompidou, Teatro Real de Madrid. Il primo cliente italiano di SecuTix è La Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica.

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Willis Towers Watson: gli asset ESG frenano il calo della crescita dei maggiori gestori patrimoniali a livello mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Secondo l’ultima ricerca Global 500 del Thinking Ahead Institute di Willis Towers Watson, gli asset gestiti con approccio ESG (Environmental, Social, and Governance) sono aumentati del 23,3% nel 2018 nei portafogli dei 500 maggiori gestori patrimoniali del mondo, a differenza degli asset under management (AUM), che sono diminuiti del 3% rispetto all’anno precedente. Le attività gestite secondo i principi ESG sono aumentate del 17,8% nel corso dell’anno corrente.La ricerca è stata condotta in collaborazione con Pensions & Investments, uno dei principali quotidiani internazionali di investimento.
La sostenibilità e l’importanza della cultura nella gestione concreta delle società di investimento sono state le principali aree d’interesse nel 2018. Il report evidenzia che congiungere la cultura alla strategia, ai valori, alla vision e alla mission, è diventata una sfida e un’opportunità fondamentale di leadership. Un obiettivo di fondo più forte, al di là del perseguimento della sola crescita e del profitto, viene visto come un fattore di differenziazione in un settore sovraffollato che si trova ad affrontare un ambiente difficile. L’interesse dei clienti per gli investimenti sostenibili, inclusi gli azionisti con diritto di voto, è aumentato nell’83% delle aziende intervistate.
La ricerca ha inoltre rilevato che circa 242 nomi che erano presenti nell’elenco dei primi 500 gestori patrimoniali al mondo del 2008 non sono presenti nell’elenco del 2018. Mentre l’ultimo decennio è stato un ambiente piuttosto favorevole per i gestori patrimoniali, con mercati in crescita e forti margini di profitto, la maggior parte degli osservatori si aspetta una più grande pressione nei prossimi anni a causa della crescente attività normativa, della compressione delle commissioni e dell’elevato costo della tecnologia. L’81% dei gestori di fondi ha dichiarato di aver aumentato le risorse destinate alla tecnologia e ai big data, mentre il 57% dei manager intervistati ha dichiarato di aver registrato un aumento del livello di controllo normativo.BlackRock rimane il più grande asset manager nella classifica, posizione che ricopre dal 2009. Nel frattempo, Vanguard e State Street completano la top 3 per il quinto anno consecutivo.

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Rimborsi fatturazione a 28 giorni: i gestori rispettino le disposizioni AGCom

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

La annosa vicenda della fatturazione a 28 giorni sembrava in via di risoluzione con il pronunciamento con cui, nel luglio scorso, il Consiglio di Stato ha confermato l’automatismo dei rimborsi stabilito da AGCom per Fastweb, Vodafone e WindTre. Purtroppo, però, i gestori telefonici hanno dimostrato di non voler rispettare il criterio stabilito dall’Authority e continuano imperterriti ad esortare i clienti a presentare – tramite una telefonata, un fax, una PEC, una mail, un messaggio di posta ordinaria o attraverso il sito web – specifica richiesta per la restituzione dei giorni illegittimamente erosi. Vogliamo ribadire che non è necessario presentare alcuna richiesta per ottenere il rimborso e vogliamo anzi dissuadere gli utenti ad aderire ad una indicazione non corretta degli operatori, in merito alla quale è peraltro in corso un processo sanzionatorio proprio da parte dell’Autorità Garante per le Comunicazioni.Infatti assecondando la logica che subordina il rimborso alla presentazione di una richiesta si rischia di legittimare questa inaccettabile procedura.La diffusione di indicazioni inesatte sulla questione costituisce potenzialmente un enorme vantaggio economico per le aziende: la presunta necessità di presentare richiesta di rimborso può finire di fatto per indurre molti utenti a desistere.Gli sportelli della Federconsumatori continuano a ricevere richieste di informazioni e di assistenza, anche perché la vicenda si è ormai trascinata oltre ogni ragionevole ed accettabile tempo di attesa. Per non venire meno al giusto principio della restituzione automatica noi continuiamo a dire loro di aspettare.A tale proposito ricordiamo che si attende ancora la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di luglio del Consiglio di Stato nonché il pronunciamento analogo in merito ai rimborsi per i clienti TIM.Quanto tempo devono ancora aspettare gli utenti per ottenere il rimborso dei milioni di Euro incassati dalle aziende con questo comportamento?

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Tlc. Bollette 28 gg. Gestori devono rimborsare. Come non farsi fregare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Il Consiglio di Stato sulla vicenda delle bollette con cadenza ogni 28 giorni e non mensile, ha dato ragione all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) contro Fastweb, Wind Tre e Vodafone: ora i gestori devono rimborsare quanto prelevato illegalmente agli utenti stornando il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti (https://www.aduc.it/notizia/tlc+bollette+28+gg+consiglio+ stato+ragione+agcom_135972.php). Gli indennizzi dovrebbero essere automatici… ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo visto con chi abbiamo a che fare. Questi ultimi sono le compagnie Tlc che già da alcun mesi stanno cercando di fregare gli utenti proponendo loro servizi che, per il loro costo, dovrebbero essere economicamente compensativi di quanto hanno illegalmente prelevato con la vicenda dei 28 giorni. Servizi che, a parte la valutazione individuale sulla utilità e sul gradimento (spesso si tratta di aumento di Ciga per servizi di Rete in cui gli utenti sono già ampiamente soddisfatti di quelli che hanno a disposizione), vengono proposti in bolletta dicendo che se non arriva la disdetta entro un tot tempo saranno automaticamente approvati. Metodo che non va affatto bene, sia per la delibera AGCOM che a suo tempo aveva rilevato l’illegalità e, a maggior ragione, per la sentenza odierna del Consiglio di Stato. Occorrerà quindi essere molto vigili sulle prossime bollette e rispedire al mittente queste proposte indecenti, chiedendo anche di essere rimborsati per i danni. Questo, nel caso, ciò che dovrebbe essere fatto, nell’ordine:
1. inviare un’intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni: http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non si riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della propria Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il proprio giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all’Agcom utilizzando il formulario GU14.

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Regolamentazione centri estetici

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Dopo oltre un ventennio di attesa arriva il decreto interministeriale (ministero dello Sviluppo economico e ministero della Salute) che regolamenta i centri estetici disciplinandone ogni aspetto ed obbligando i gestori ad adeguarsi alle nuove direttive contenute nel regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 luglio e quindi vigore già dal 30 luglio.
Il decreto ha infatti colmato un vuoto normativo che durava da più di vent’anni relativamente a questo settore, non a torto considerato borderline tra la medicina e la pratica estetica ed in particolare dalla legge n. 1 del 1990, che aveva avviato la prima disciplina della professione di estetista ma lasciava una serie di lacune che dovevano essere colmate da specifiche norme d’attuazione che sono tardate ad arrivare. Va specificato che l’atto regolamentare non ha innovato nulla circa i requisiti necessari per svolgere la professione di estetista ma ha stabilito le direttive da seguire – dai macchinari alle procedure – per chi vuole fare impresa in questo settore e tutelando in maniera decisiva la sicurezza di operatori e utenti. In particolare relativamente due aspetti sono stati messi sotto la lente dei ministeri: abbronzatura artificiale e trattamenti con utilizzo di apparati laser. Per tali ragioni è stato aggiornato il vetusto elenco delle apparecchiature “estetiche” riportato nella legge 1 dell’ormai lontano 1990 e, soprattutto, ha fornito per ognuna di esse, una scheda tecnico-informativa con finalità di utilizzo in campo estetico, modalità di esercizio, cautele d’uso e conoscenze specifiche per l’utilizzatore di ciascuna tipologia di apparecchio È noto, infatti, che i macchinari utilizzati nei centri di bellezza, a seconda del tipo di energia irradiata, possono esporre il cliente e, in alcuni casi, l’operatore che le utilizza, a varie tipi di pericoli (elettrico, meccanico, termico, da radiazioni, da vibrazioni), con potenziali rischi relativamente allo stato di salute di chi si espone, in termini di danni immediati o, in alcuni casi, a lungo termine.
Ora i gestori – conclude Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – si dovranno adeguare e dovranno adottare numerose misure che riguarderanno obblighi di sicurezza ed informativi che non erano previsti prima dell’emanazione della norma

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Telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Allegria, stop alle telefonate selvagge dei televenditori di Adsl, pay tv, pentole e abbonamenti vari. Gli operatori del settore si sono ufficialmente impegnati a non far squillare i telefoni degli italiani dalle 9,30 di sera in poi. In più si obbligano a non contattarci per più di una volta al mese. Fantastico impegno, quello assunto da Asstel, che raggruppa i principali gestori di call center e gli operatori telefonici, i principali responsabili del martellamento telefonico che va avanti da lustri: Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G, Fastweb, BT Italia, Tiscali, Colt, Brennercom, Welcome, Sky-Telecare, Almaviva Contact, E-Care, Comdata, Visiant. Si tratta degli stessi soggetti che in questi anni hanno beneficiato di un privilegio degno di una casta nobile: l’impunità sostanziale rispetto agli abusi, grazie all’autorizzazione di Parlamento e Governo a poter continuare a ‘delinquere’, utilizzando delle banche dati illegali. Ed in seguito il ribaltamento della normativa, dal prossimo anno per evitare di essere disturbati dovremo iscriverci ad un registro gestito indirettamente da una fondazione fondata dagli stessi gestori telefonici. Infine. Ma che razza di impegno è quello di promettere che oltre le 21.30 non faranno più telefonate? Come se non arrecasse fastidio una telefonata alle 21.25, quando ho appena messo a letto il bambino di un anno, di un venditore che propone l’affare del secolo, che nel 90% dei casi si concretizza in una quasi truffa. (Domenico Murrone, responsabile Aduc-Tlc)

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Spiagge e diritti bagnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Con un reddito delle famiglie italiane che secondo i dati Istat è diminuito del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2009 – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – ci attendiamo che la scelta di migliaia di famiglie per trascorrere i giorni feriali si limiterà, laddove è possibile, a raggiungere il mare vicino casa.  Ma anche così i problemi non sono finiti, poiché ogni anno si assiste allo scontro tra bagnanti e gestori degli stabilimenti balneari sull’accesso alla spiaggia. I primi chiedono di poter accedere alla battigia passando dentro lo stabilimento balneare; i secondi, illegalmente, poiché in realtà sono concessionari (tra l’altro a bassissimo costo) di un bene pubblico,nella maggior parte dei casi  lo negano oppure lo consentono, ma dietro pagamento.
Adiconsum propone un vademecum a tutela dei bagnanti, nel quale si ricorda che:
1. L’accesso alla spiaggia è libero e gratuito. È fatto obbligo agli stabilimenti di consentire il transito alla battigia. L’impedimento o la richiesta di un pagamento rappresentano una violazione della legge e vanno denunciati alle Autorità.
2. La battigia, cioè la striscia di sabbia di 5 metri dove arriva l’onda, è a disposizione di tutti. Si tratta, infatti, di un’area esclusa dalla concessione, sulla quale il concessionario non può vantare alcun diritto. Tutti vi possono transitare, ma non vi possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni o sdraio, poiché deve essere garantito il passaggio.
3. La pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune.
4. È stabilito, per legge, un equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere. Queste ultime devono essere intercalate tra uno stabilimento e l’altro e non collocate nelle aree più lontane e disagiate. Segnalare il non rispetto del suddetto equilibrio ai sindaci e alle Regioni.
5. I prezzi sono liberi e dovrebbero essere rapportati alla qualità dei servizi. Purtroppo questo troppo spesso non accade. L’unica possibilità per contrastare i prezzi elevati è decidere di non usufruire dello stabilimento.
6. In caso di violazioni gravi, quali la cementificazione della spiaggia o il non rispetto di obblighi derivanti dalla concessione, è prevista anche la revoca di quest’ultima. Il non rinnovo della concessione può essere attuato anche nei casi in cui la continuità ininterrotta degli stabilimenti in concessione comprima in modo intollerabile il libero accesso alla spiaggia e al mare.
7. In caso di violazione dei diritti dei bagnanti rivolgersi alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Capitaneria di porto e alle sedi di Adiconsum riportate sul sito http://www.adiconsum.it

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Registro per chi non vuole essere disturbato

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Il ministro dello Sviluppo Economico ha dato il via libera al registro su cui gli utenti di telefonia potranno iscriversi per non ricevere telefonate pubblicitarie. Si mette cosi’ fine all’illegalita’ dello Stato  che, da febbraio 2009, col decreto “Milleproroghe” (n.207 del 2008), in attesa di questo registro, violando la direttiva europea 2002/58/CE, aveva consentito ai gestori di telefonare a tutte le ore possibili e immaginabili per proporci ogni cosa? No, perche’ il provvedimento e’ draconiano. Prima di tutto perchè la violazione della direttiva europea e’ consentita “sino ai due mesi successivi all’istituzione del registro”, quindi per tutta l’estate i gestori continueranno a telefonarci, ma soprattutto perchè -come letteralmente dice il comunicato del ministero dello Sviluppo- “nel momento in cui (ndr l’abbonato) farà richiesta di inserimento nel ‘Registro pubblico delle opposizioni’, l’operatore sara’ tenuto ad evadere tale richiesta nel più breve tempo possibile”. Che vuol dire “nel piu’ breve tempo possibile”? Conoscendo il modo di fare degli gestori telefonici italiani nell’applicazione delle normative (quelle previste dalle leggi Bersani, che esistono da piu’ di tre anni, sono sistematicamente disattese) siamo piu’ che sicuri che per non ricevere telefonate indesiderate non solo bisognera’ iscriversi a questo registro, ma bisognera’ intimarglielo con diffide varie… per chi avra’ tempo e denaro per farlo. Se il legislatore avesse voluto certezza del diritto e non regalare la privacy degli utenti della telefonia ai loro gestori, aveva due possibilita’: la prima -la migliore- istituire un registro non per chi non vuole essere disturbato (tecnicamente opt-out) ma per chi vuole ricevere queste telefonate pubblicitarie (opt-in) (come a suo tempo stabili’ il Garante della Privacy); – la seconda, non dare discrezione (“nel piu’ breve tempo possibile”) ai gestori telefoni sui tempi per prendere atto che l’utente xxy non vuole ricevere telefonate, ma prevedere multe salate per quei gestori che non lo fanno. Ma questo e’ forse il libro dei sogni di un’associazione come la nostra che crede che le leggi e le norme debbano essere impostate con certezza dei diritti, a partire da quelli di utenti e consumatori, e non che questi debbano essere sempre alla merce’ delle aziende. Vedremo gli sviluppi. Noi siamo pronti a dare battaglia in sede giudiziale e legislativa.

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Rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

Adiconsum accoglie con soddisfazione la decisione della Corte Costituzionale – dichiara il Segretario Generale Paolo Landi – che elimina l’IVA dalla Tassa di Igiene Ambientale, un balzello inaccettabile che da tempo andava eliminato. Adiconsum ha però forti dubbi che le somme trattenute negli anni a danno degli utenti, verranno rimborsate e purtroppo teme che una “leggina” interverrà per “sanare” la situazione, a danno dei cittadini. Adiconsum – dichiara Giordano – dice NO a provvedimenti legislativi che eliminino il diritto al rimborso del maltolto e chiede alle Società di gestione e riscossione della TIA di applicare le normative esistenti, restituendo le somme dovute ai contribuenti attraverso l’emissione di note di variazione delle fatture precedentemente emesse, così come previsto dal decreto istitutivo dell’Iva. Adiconsum ha chiesto un incontro urgente a Confservizi per definire le nuove modalità di fatturazione da parte delle aziende gestori del servizio.

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Energia e Tlc

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Tra le tante altre cose, il cosiddetto disegno di legge sullo Sviluppo approvato definitivamente dal Parlamento il 9 luglio e fiore all’occhiello del Governo, all’articolo 21 prevede trasparenza contrattuale e tariffaria nelle offerte di gestori elettrici e di telecomunicazione: I gestori dei servizi dell’energia elettrica, del gas naturale e delle telecomunicazioni forniscono all’utente indicazioni trasparenti circa le offerte proposte sul mercato, affinché sia possibile per il cliente interessato dall’offerta di servizi effettuare valutazioni e confronti, anche in relazione ad eventuali offerte alternative di altri gestori. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni predispongono le disposizioni regolamentari necessarie per l’attuazione delle misure di cui al comma 1.Peccato che ci siano leggi in vigore, che gia’ impongono la trasparenza tariffaria, con tanto di successive disposizioni applicative da parte delle Authority. Peccato non siano rispettate, col beneplacito sostanziale delle Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e per l’energia e il gas. Ora arriva una nuova legge e ulteriori disposizioni. Repetita iuvant. No, e’ un vezzo italiano: se una legge non è rispettata o non viene fatta rispettare, se ne fa un’altra.

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Sciopero dei benzinai

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Nell’incontro con il Sottosegretario Saglia i consumatori hanno sollecitato un insieme di provvedimenti per evitare il ripetersi di aspetti speculativi per una maggiore trasparenza sui prezzi delle benzine. In particolare nell’incontro, presenti anche gli altri soggetti (Unione Petrolifera, associazione dei benzinai, sindacati, ecc.), il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, ha sollecitato provvedimenti nel G8 per evitare il ripetersi di speculazioni finanziarie sul costo del petrolio nonostante la caduta dei consumi: • l’assunzione da parte delle compagnie petrolifere di norme trasparenti sull’adeguamento delle variazioni del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del petrolio, che devono essere le stesse sia quando il prezzo sale sia quando scende, evitando le consuete speculazioni; • l’esclusione delle variazioni giornaliere del prezzo dei carburanti, e questo per attenuare l’impatto delle variazioni sull’inflazione. È noto, infatti, che quando il petrolio scende non produce riduzioni di costi sull’economia. La proposta è che le variazioni avvengano periodicamente (es. una volta al mese), così come già avviene per l’elettricità e il gas. In merito allo sciopero dei benzinai, motivato dal non rispetto degli impegni assunti dal Governo, Adiconsum denuncia lo scandalo delle royalty che i consumatori pagano sulla benzina e sugli acquisti negli autogrill. È assurdo che il gestore abbia un compenso di 4 cent/litro e sullo stesso litro la società autostrade possa beneficiare di royalty fino a 20 cent. È assurdo, perché le autostrade sono un servizio pubblico gestito in concessione dalle società autostrade. Basterebbe ridurre quindi il peso di queste royalty per rispondere positivamente alle richieste dei gestori.

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In Italia due ombrelloni su tre si aprono da soli

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

L’Italia è il Paese europeo con la più alta evasione fiscale, avendo raggiunto ad oggi il 22,7% del PIL. Dall’analisi dei dati indicati negli studi di settore, emerge un nuovo record: “In Italia due ombrelloni su tre si aprono da soli”. E’ questa la nuova stima diffusa stamane a Capri nel corso del convegno “Tax Compliance ed evasione fiscale” da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, che con “Lo Sportello del Contribuente” monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale, in continua crescita. “Stagione che viene evasori che trovi. Dopo i nullatenenti con lo Yacht, a stupirci con i propri virtuosismi sono i gestori degli stabilimenti balneari” – dichiara Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti. it Associazione Contribuenti Italiani – “Dall’analisi dei dati fiscali emerge che sulle spiagge italiane i bagnini sono un miraggio ed in due casi su tre i gestori non rilasciano la ricevuta all’atto del pagamento”. Nella top ten degli evasori “marittimi” troviamo località turistiche come Rimini, con il 71%, Ischia con il 70%, Positano con il 68%, Capri con il 68%, Riccione con il 67%, Forte dei Marmi con il 66%, Alassio con il 65%, Gallipoli con il 65%, Milano Marittima con il 64% e Taormina con il 62%. “Di fronte a un fenomeno così pervasivo quale è l’evasione fiscale – conclude Carlomagno – è necessario da un lato riorganizzare l’amministrazione finanziaria rendendola più efficiente e dall’altro migliorare i servizi resi ai contribuenti dalla pubblica amministrazione con la tax compliance”.

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Sviluppo banda larga

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

A fronte di toni da “rinascimento tecnologico”, il piano del governo per lo sviluppo della rete Internet in banda larga e’ un pianino. Il sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani ha si’ promesso banda larga minima di 2 mega a tutti gli italiani entro il 2012, ma ha rimandato a tempi futuri e indefiniti il cablaggio a banda larghissima (connessioni a partire da 50 mega) e la definizione dell’assetto proprietario della rete dell’ultimo miglio, oggi di Telecom Italia. Al contrario e’ stata ribadita la strategicita’ dell’italianita’ di Telecom Italia. “Il nostro interesse e’ che Telecom rimanga un’azienda italiana”, ha detto Romani. Una promessa al vento, visto che Telecom Italia ha gia’ oggi come suo principale azionista effettivo Telefonica, il gestore spagnolo, con cui Telecom Italia e’ in forte competizione nell’importante mercato del Sudamerica. Quanto annunciato e’ tutto il contrario di quanto gli utenti italiani, famiglie ed imprese, necessiterebbero. Per mantenere una parvenza di italianita’, a Telecom Italia continueranno ad essere assicurati privilegi anticoncorrenziali. Visto anche lo stato di salute finanziaria di Telecom Italia e la poca voglia di investire degli azionisti italiani. E’ la classica politica del tirare a campare, per salvare capre e cavoli (italianita’ e investimenti), il Paese perdera’ l’uno e l’altro e ci ritroveremo tra qualche anno con Telecom Italia sempre in precario equilibrio (finanziario e societario), e fortemente in ritardo nelle infrastrutture di rete. Un mix che non favorira’ neppure la crescita sana di altri gestori, che continueranno a fare concorrenza all’ex monopolista (che ancora controlla ben oltre il 50% del mercato), emulando le balle rifilate ai clienti. La pavidita’ del governo, non e’ prudenza, ma una politica suicida che fara’ molte vittime, a cominciare dallo sviluppo economico ed occupazionale. Altro che rinascimento tecnologico. (fonte Aduc)

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TLC pratiche commerciali scorrette

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

Adiconsum valuta positivamente la sanzione dell’Antitrust alle società telefoniche in merito alle “musichette”, ma resta l’esigenza dell’azione collettiva per garantire anche un risarcimento alle vittime In questi ultimi anni i consumatori hanno ripetutamente denunciato l’attivazione da parte dei gestori dell’abbonamento tramite lo scarico di loghi e suonerie come pratica commerciale scorretta. Una pratica le cui vittime erano soprattutto i più giovani che si trovavano addebitati sul proprio telefonino i costi di un abbonamento che non avevano richiesto.  La sanzione è, però, soltanto un deterrente nei confronti delle imprese e non comporta il diritto ad alcun risarcimento automatico per il consumatore. Alla luce della legislazione vigente nel nostro Paese, il consumatore singolo, per ottenere il risarcimento  deve ricorrere al giudice con gli inevitabili costi della giustizia ordinaria.  Questo ripropone ancora una volta l’esigenza dell’azione collettiva in grado di risarcire dalle frodi e dalle truffe i consumatori che ne sono stati vittime.

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