Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘gianfranco fini’

Il governo ha perso senso realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2011

Gianfranco Fini, italian politician.

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“Calderoli, Frattini e tutti gli altri, attaccando il presidente Fini, dimostrano di aver perso il senso della realtà e quello delle Istituzioni, semmai l’avessero mai avuto. In qualunque posto al mondo, in una qualsiasi democrazia parlamentare, di fronte alla bocciatura sul rendiconto dello Stato, un Governo si sarebbe dimesso, solo qui questo non accade e nessun esponente dell’Esecutivo si prende la briga di analizzare oggettivamente lo sfacelo politico a cui stiamo assistendo”. Lo dichiara in una nota Roberto Menia, coordinatore nazionale di Fli.

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“Igino Giordani: da Montecitorio al Mondo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Chiara Lubich, smiling, surrounded by other sm...

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Roma 14 giugno 2011 – ore 14.30-15.45 Sala della Lupa – Palazzo Montecitorio Convegno promosso dalla Presidenza della Camera l’evento vuole ricordare la figura di Igino Giordani (1884-1980), ricca personalità del Novecento, deputato alla Camera del Parlamento Italiano dal 1946 al 1953, scrittore, giornalista, ecumenista e patrologo, che ha lasciato tracce profonde ed ha aperto prospettive profetiche a livello culturale, politico, ecclesiale, sociale. I lavori saranno presieduti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Il prof. Alberto Lo Presti, Direttore del Centro Igino Giordani, presenterà la figura politica e l’azione parlamentare di Igino Giordani. La Presidente del Movimento dei focolari, Maria Voce, traccerà l’apporto di Giordani al Movimento, di cui è considerato confondatore, e il profondo rapporto che lo ha legato a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento (1920-2008). A riprova dell’influsso che il pensiero e l’azione di Giordani continuano ad avere, una serie di testimonianze chiuderanno il convegno. Tra le altre, quelle dell’on. Park Sang-don, deputato dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud (contributo in video) e di alcuni giovani, italiani e di altri Paesi. Interverranno infine il sen. Giacomo Santini (PdL) e l’on. Letizia De Torre (PD) del Movimento politico per l’unità. Il Convegno sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera dei Deputati http://webtv.camera.it/portal/portal/default/default

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Fini a Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Palermo 8/6/2011 ll Presidente della Camera Gianfranco Fini oggi pomeriggio sarà a Villa Valguarnera a Bagheria, alle ore 17,30, per presentare il suo ultimo libro “L’Italia che vorrei”. Introdurrà l’incontro la Principessa Vittoria Alliata di Villafranca. L’evento è promosso da Rubettino editore, dall’Associazione Panaria Film e da Endas Sicilia. Il giornalista Rai Giancarlo Licata illustrerà i contenuti del libro conversando con il Presidente Fini. Interverranno all’incontro l’On. Nino Lo Presti, l’On Alessandro Aricò, l’On. Francesco Musotto, l’assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparma e i consiglieri provinciali Enzo Lo Meo e Antonio Riini. Cornice dell’evento, la splendida Villa Valguarnera, antesignana del neoclassicismo, che per questa occasione aprirà le sue porte al pubblico.

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Omofobia: bocciatura legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

Ieri la Commissione giustizia della Camera dei Deputati ha bocciato la proposta di legge Concia contro l’omofobia e la transfobia. Solo l’altro ieri, per le celebrazioni per la Giornata Mondiale contro l’omofobia Arcigay aveva chiesto al Parlamento “risposte degne di una grande democrazia”. Al nostro appello si era aggiunto quello delle più alte cariche dello Stato che, per bocca del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Senato Renato Schifani, e del Presidente della Camera Gianfranco Fini, avevano espresso la propria preoccupazione per l’omofobia e la transfobia nel nostro Paese e confermato la necessità di provvedimenti legislativi di contrasto, assicurando solidarietà alla comunità omosessuale e trans italiana. Arcigay stigmatizza la bocciatura di ieri come un fatto grave ed irresponsabile, degno del più arretrato e fondamentalista dei paesi. Non ci accontentiamo più di belle parole, che non si concretizzano poi in provvedimenti di legge. Attendiamo dal Parlamento, che probabilmente discuterà un provvedimento contro l’omofobia il 23 maggio prossimo, una spinta di orgoglio capace di eliminare da questo Paese la piaga dell’omofobia e della transfobia. A Pdl, Lega e Udc, che con il voto di oggi si allineano alla peggior destra integralista europea, chiediamo un gesto di responsabilità: accolgano l’invito del Ministro Carfagna e in aula votino a favore di una seria legge che colpisca violenza e pregiudizio. Da parte nostra non mancheremo di considerare tutti coloro che avversano questa norma di civiltà, ampiamente presente nella legislatura di tutti i paesi europei, “complici morali” di tutti gli atti di violenza, pregiudizio e discriminazione motivata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere che dovessero ancora avvenire in Italia. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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Manifestazione di Generazione Futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Bari 9 e 10 aprile presso Villa Romanazzi Carducci. L’on. Menia interverrà sabato 9 alle ore 19.30 all’interno del  dibattito “FLI del movimento giovanile di FLI. Alla chiusura dei lavori è previsto l’intervento del presidente  Gianfranco Fini.

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Il terzo polo non gode buona salute

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Francesco Rutelli

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Dopo gli iniziali entusiasmi ed anche la segreta speranza di rovesciare l’attuale maggioranza stanno emergendo le riflessioni sul poi di una formazione politica dove appare evidente che non vi è spazio non solo per i leader che l’hanno formata con le loro compagini: Fini con il Fli, Casini con lo Udc e Francesco Rutelli con l’Alleanza per l’Italia, ma anche per quello che dall’esterno si vocifera vi possa far parte come Montezemolo. Il ragionamento pare quello di chi si rende conto che se tra Fini e Casini un’alleanza è possibile, in quanto ruotano nella stessa area più di destra che di centro, appare, invece, più complessa la posizione di Rutelli data la sua vocazione di un centro che guarda a sinistra. Ciò significa che la partita con Berlusconi e il Pdl non è finita anche se quest’ultimo decide di lasciare la presidenza del Consiglio per essere più libero nel gestire il partito, ammesso che si trovi un espediente per evitargli i processi, e pare vi riesca sia con il varo della legge sul processo breve sia per trasferire al tribunale dei ministri il processo per concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile e lo scontato veto del parlamento alla richiesta di detto tribunale a giudicarlo. In questo senso sembra che si stia intavolando una trattativa “discreta” tra maggioranza ed opposizione pur di voltare pagina su questa intricata ed intrigante faccenda. A questo punto la posizione di Rutelli resta scomoda poichè non può ritornare sui suoi passi e avanti non ha sbocchi perché non credo possa mettere in conto un’alleanza con Berlusconi. I soliti ben informati paventano un’altra possibilità che è quella di formare un quarto polo per raccogliere i transfughi del Pd, dell’Idv e di altre formazioni politiche entro e fuori il parlamento. In questo modo avremmo un terzo polo per fare da stampella al Pdl-lega e un quarto con lo stesso scopo per il Pd. In questo modo il Pd non si troverebbe a disagio come accade ora tra lo scegliere l’alleanza con l’Idv da una parte e Rifondazione comunista dall’altra e la restante sinistra. Vi sarebbe, persino, un recupero delle forze di sinistra che l’attuale sminuzzamento vanifica un consenso elettorale che nel suo complesso potrebbe raggiungere il 7% dei votanti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo: Fini tra piano politico e umano

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

“E’ ormai abbastanza chiaro a tutti che l’on. Fini, nel suo rapporto con il Premier ha confuso il piano politico con quello umano” lo dichiara l’on. Americo Porfidia di Noi Sud “L’on. Fini ha avuto problemi personali con Silvio Berlusconi, ma questo – spiega Porfidia – non avrebbe dovuto determinare uno slittamento del suo percorso politico. La questione trova un’aggravante nel fatto che l’on. Fini ricopre la terza carica della Repubblica, e pur rimanendo in quella posizione è diventato guida di un gruppo parlamentare che sta condizionando le sorti del Paese. È uno scenario nuovo e inusuale al quale non so se dovremmo abituarci anche in futuro e con quali risultati. Noi non critichiamo l’on. Fini – prosegue Porfidia – per le sue incertezze dal punto di vista umano, ma per le pesanti incongruenze politiche. A mio avviso – conclude il deputato campano – il Presidente Fini avrebbe dovuto onorare il patto elettorale e quindi portare a compimento la legislatura, annunciando eventualmente il nuovo percorso politico per il futuro. In questo modo avrebbe operato per il bene del Paese salvando la dignità generale e l’impegno preso con i cittadini”

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Fini e la mela proibita nel paradiso di…

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Fini ha voluto dare un morso alla mela proibita, così, il padrone del rinnovato paradiso terrestre lo ha cacciato con l’infamante epiteto di traditore. Come nel precedente paradiso terrestre  l’ambizione sarebbe stata quella di assimilarsi a Dio stesso, contravvenendo al perentorio ordine di non toccare quel tasto, che sarebbe poi la mela proibita. Il tasto intoccabile era rappresentato dal divino attributo di infallibilità, che nel primo paradiso terrestre, aveva ragion d’essere essendo il Padreterno il firmatario dell’ordinanza; nel secondo, malgrado le analogie che si vorrebbero assimilare, non è il Padreterno il firmatario, ma solo la Sua pessima imitazione. Questa penosa imitazione di una divinità nascosta che si palesa al gregge per guidarne le sorti, transita indifferentemente dalle pagine  dei testi sacri per trarne spunti operativi; è così con le vergini che il Corano promette ai più fedeli, che  vengono ripescate e riproposte, ma non nel lontanissimo paradiso del cavaliere, ma molto più  materialmente  nelle sontuose dimore di Arcore, La certosa, Palazzo Grazioli  e, perché no,  Palazzo Ghigi, in attesa di trasferirlo anche  al Colle più alto  dei tanti paradisi per privilegiati servitori.
Ma quella mela avrebbe dovuto essere fatale a Fini e ai suoi seguaci scacciati da quella Via dell’Umiltà, che non rende onore al nome che porta; ma così non è stato: “Il paradiso terrestre non è più qui…!”  è la scritta che dovrebbe campeggiare sul grande portone che precede l’accesso ai siti del potere.Ora l’ex padrone dell’ex paradiso terrestre si ritrova solo e isolato nella stanza più alta di una delle sue dimore  e palleggia, penosamente, quella mela morsicata  e si chiede: “E ora che c…. (snip) ci faccio con questa mela?  Dove c…. (snip)  la metto?”.   Nessuno osa fornire la risposta che, spontaneamente, emerge sulle labbra degli astanti. (Rosario Amico Roxas)

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Gianfranco Fini inaugura “Più libri più liberi”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Roma 4 dicembre 2010 ore 11, Eur Palazzo dei congressi. Con il presidente Fini Umberto Croppi, Cecilia D’Elia (Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma), Marco Polillo (Presidente AIE), Enrico Iacometti (Presidente Piccoli Editori AIE). Sono presenti in Fiera 430 case editrici indipendenti con 16.000 titoli esposti, in programma oltre 300 eventi e 700 ospiti. La fiera resterà aperta sino all’8 dicembre prossimo. Gli ospitri che hanno confermato la loro presenza sono: Sandro Veronesi, Andrea Camilleri, Adriano Sofri Vito Mancuso, Lucio Dalla, James Hansen, Faso, Vladimir Luxuria, Alessandro Gassman, Francesco Pannofino, Antonello Fassari, Derrick De Kerckhove,
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini inaugurando la fiera ha, tra l’altro, detto: “Questa Fiera del Libro rappresenta una delle manifestazioni culturali ed editoriali più importanti che si svolgono nel nostro PaesE E ha soggiunto: “la piccola e media editoria – che in questa manifestazione trova il suo massimo appuntamento annuale – rappresenta una significativa risorsa per  il progresso civile del nostro Paese” perchè “senza le proposte che vengono ogni anno da tante piccole e medie aziende editoriali il panorama librario italiano non sarebbe così ricco, così vivace, così libero com’è attualmente. Tanti autori non avrebbero la possibilità di far conoscere il loro lavoro, la loro ricerca, al loro creatività. Tanti cittadini non potrebbero soddisfare al meglio i loro interessi. Avremmo tante opinioni e soprattutto tanti lettori in meno.” Fini si augura “che si arrivi a varare quanto prima, in Italia, una legge organica per il libro, come avviene in altri e importanti Paesi europei. Un legge – ha specificato – che regoli in maniera moderna tutta l’ampia materia legata alla diffusione e promozioni dei libri nonché gli incentivi necessari allo sviluppo dell’industria editoriale, il cui fatturato annuale ammonta a circa 3 miliardi e 400 milioni di euro”. “Essere competitivi in un sistema globale – ha poi concluso il Presidente della Camera – vuol dire non solo qualità nella produttività manifatturiera, ma anche nell’ambito della produzione delle idee. Ma è anche e soprattutto un fattore di civiltà. Un cittadino in più che diventa lettore di libri è una risorsa in più per la democrazia.” A seguire l’intervento di Andrè Schiffrin, il guru dell’editoria indipendente, una delle voci più autorevoli al mondo sul tema della libertà e pluralità d’informazione.
Più libri più liberi è un vero e proprio laboratorio per gli editori, un luogo dove confrontarsi, crescere, sperimentare nuove strategie a partire dagli scenari che emergono dai dati dell’indagine Istat 2010 che saranno presentati in anteprima nell’ambito del convegno La lettura e la sua ombra, (digITAL Café, alle 15). Le cifre dell’indagine Istat costituiranno poi anche il punto di partenza per la tavola rotonda Promuovere oggi il lettore di domani, sempre al digITAL Café alle 16.
Orari: sabato  e martedì 10 – 21, domenica, lunedì e mercoledì 10 – 20.
Biglietti: il prezzo del biglietto intero è di 6 euro. Ridotto è di 3 euro E’ gratuito per i ragazzi fino a 14 anni, per le classi accompagnate e per i visitatori professionali. Lunedì 6 e martedì 7 dicembre ingresso gratuito per gli studenti universitari.

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Gianfranco Fini alla XVI edizione Città del Libro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Campi Salentina 27 novembre alle ore 18.00 al Centro Fieristico nel cuore della Zona Artigianale in provincia di Lecce, Gianfranco Fini interverrà per presentare il suo libro “Il futuro della libertà”. Consigli non richiesti ai nati nel 1989”, edizioni Rizzoli. Tra libri e incontri con gli autori, mostre, concorsi per bambini e ragazzi, ben tredici laboratori rivolti agli istituti scolastici, con già oltre 7mila partecipanti, recital, live acustici e spettacoli di poesia in musica.
Il programma dettagliato sarà illustrato nella Conferenza stampa in programma per mercoledì 24 novembre alle ore 10, presso la Sala conferenze di Palazzo Adorno. Parteciperanno la Presidente della Fondazione Città del Libro, Maria Novella Guarino; la Vicepresidente della Provincia di Lecce, Simona Manca; il Presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete; l’assessore alle Attività Produttive e Politiche Comunitarie del Comune di Campi Salentina, Angelo Sirsi e la direttrice editoriale, Paola Ianne.  Inoltre sul portale SalentoWeb.Tv, media partner della XVI edizione della Città del Libro, sarà possibile trovare, il “making off” della Rassegna, un vero e proprio diario di bordo, con contenuti speciali, video e curiosità. (più libri..)

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Gianfranco Fini e la storia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

“Gianfranco Fini si propone come intransigente liquidatore del <berlusconismo> e leader di un nuovo centro destra dalle mani pulite. Di lui i suoi sostenitori hanno detto che sarà uno dei principali protagonisti della Terza Repubblica. Se i finiani andassero a rileggersi le cronache dei primi anni ’90 – e del passaggio tra la gloriosa Prima e la scalcinata Seconda Repubblica – troverebbero che, allora, gli eredi del Pci (con l’aiuto di una parte della magistratura) riuscirono a liquidare il <craxismo>, ma non furono in grado di annettersi il Psi. L’elettorato socialista, in grande maggioranza, trovò da solo la strada di Forza Italia e lì è rimasto. Achille Occhetto, il protagonista di quella stagione, lo stesso della <gioiosa macchina da guerra>, è ora un pensionato dimenticato da tutti. E se la storia si ripetesse tra qualche anno proprio con Fini?”

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Politica: I giorni del Condor

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Editoriale fidest. In questi ultimi mesi la politica italiana si presenta sullo scenario mondiale sotto forma di una telenovela volta a rappresentare un declino e un’ascesa di due leader che per quanto poco di carismatico avessero hanno catturato, anni fa, l’attenzione degli italiani e li hanno persino illusi all’idea di una rivoluzione liberale incruenta ma decisiva per una svolta epocale del paese dopo i fatti e i “misfatti” di mani pulite agli albori degli anni novanta. Il tutto, certamente, è iniziato qualche anno prima con la caduta del muro di Berlino. E’ questo il giro di boa che ha fatto mutare gli scenari mondiali e ha riverberato la sua ombra nelle realtà nazionali. L’Italia sembrò, in un primo momento non accorgersene più di tanto, se non ci fosse stato lo scossone di “mani pulite”. Di certo sarebbe rimasta più a lungo nel suo ovattato mondo fatto di intrallazzi, corruzioni, ricatti, voti di scambio, compromessi con la malavita organizzata, ecc. Allora si pensò ad un ripulisti generale ma si sottovalutò la capacità di una revanche dei “perdenti” con la logica del “camaleonte”. E per farlo occorreva un amalgama credibile nel nuovo impasto ripescando, all’occorrenza, un partito, il Msi, poi Destra Nazionale alla cui guida vi era il giovane delfino di Almirante, Gian Franco Fini, ambizioso quanto bastava, voglioso di uscire dall’isolamento in cui lo aveva cacciato la storia e capace di fare piazza pulita, all’occorrenza, di coloro che potevano adombrargli il passo. A seguire si accompagnò una forza come la Lega di Bossi capace di tenere saldo il contatto con la base e di catalizzarla dietro un sogno, se non proprio indipendentista di certo autonomista per ricavare il massimo profitto dallo stare insieme sotto la bandiera comune della nazione Italia. Con essi nacque un nuovo partito “Forza Italia” erede di molte e composite anime politiche: ex-dc diventati improvvisamente orfani del loro partito, ex-socialisti con il loro capo esiliato in Tunisia, ex-comunisti shoccati dal crollo dell’Urss e ex di tutto. Per tenerli insieme non occorreva un leader ma un organizzatore con molte risorse economiche, proprietario di emittenti televisive e di carta stampata e dalla faccia credibile e dalla parola facile e convincente. Così nacque il mito Silvio Berlusconi che da quel momento riuscì ad accumulare due fantastici primati da Guiness: l’essere il politico più inquisito del mondo ma anche il più abile non sfuggire alle grinfie della giustizia.
E agli italiani è subito piaciuto questo profilo di uomo capace di squinternare un sistema politico che sembrava ossidato e gli diedero fiducia così come accadde con Hitler in Germania e Mussolini in Italia. Questi ultimi erano dei dittatori, ma Berlusconi anche se lo avesse voluto non avrebbe potuto esserlo. I tempi erano cambiati. Ma si poteva fare qualcosa di simile, senza lasciarlo molto a vedere. Così nacque l’impero berlusconiano della politica e, bisogna dirlo, le opposizioni gli diedero un formidabile appoggio restando divise, litigiose, polemiche.
Ora siamo prossimi ad una nuova svolta. Fini è stanco di fare il delfino del capo e vuole la sua fetta di potere a Palazzo Chigi e non si contenta più di Monte Citorio. La Lega, a questo punto, si rende conto che perdendo il suo referente privilegiato rischia di essere risucchiata da altre forze politiche e cerca di salvare il salvabile, mentre all’interno del Pdl (nato dal recente matrimonio Forza Italia – destra Nazionale) c’è chi non riesce a ritornare alle origini e continua a sperare nel buon Silvio e altri, più ammanierati già preparano le valige per imboccare il nuovo corso.
Ora la situazione si sta facendo più complessa. Non sono tanto Fini e Berlusconi e giocarsi la partita politica, quanto gli stessi partiti come lo fu la Dc e il Psi negli anni novanta. Parliamo del pdl e del pd. Sono destinati a sfaldarsi per trasferire armi e bagagli verso un nuovo contenitore. Sarà con molta probabilità, per il centro destra, con Futuro e Libertà, l’Udc di Casini, gli amici di Francesco Rutelli, Walter Veltroni, ecc. e, sull’altro versante, ciò che resta della lega e della sinistra. Ma potremmo andare anche più in là condividendo l’idea del filosofo-politico Cacciari che considera oramai superate le collocazioni politiche con il metro tradizionale degli schieramenti: destra – centro – sinistra. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Incontro Bossi-Fini

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Il tanto atteso incontro si è fatto e per quanto i diretti interessati lascino poco trapelare su quanto si sono detti, netta si ha l’impressione che ognuno è rimasto sulle sue. D’altra parte molti segnali andavano in questo senso. Dalla parole di Berlusconi a Seul che affermava di avere “piccole difficoltà per il suo governo” al suo sottosegretario Gianni Letta che asseriva che gli spazi di trattativa erano molto stretti e ad altre dichiarazioni di esponenti politici di rilievo del Pdl che sembravano tutti preoccupati ad addebitare la responsabilità del fallimento a Fini. Gli irriducibili si sono fermati a sostenere a spada tratta la permanenza di Berlusconi al Governo, sia pure con un governo bis. Ciò che molti elettori non capiscono, in questo frangente, come sia possibile che una maggioranza di oltre cento deputati si sia trovata in minoranza. Si percepisce un malessere che non può essersi limitato ai fatti recenti. Fini può essere stato solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso già di per sé colmo. Dopo sedici anni di egemonia politica di Berlusconi coloro che ne escono malconci non sembrano tanto coloro che provengono da Forza Italia quanto il centro sinistra che a tutt’oggi non riesce ancora a trovare una leadership credibile e una forza capace di trasformarsi in maggioranza nel Paese e nel Parlamento. Berlusconi, sono in molti a crederlo, continuerà a governare ancora per diversi anni. Bisognerà capire, semmai, se lo fa in prima persona o per interposta, come potrebbe essere Fini o altri. Noi come Fidest avevamo proposto alla presidenza del consiglio una donna, Giorgia Meloni convinti che è possibile ricomporre una maggioranza scaturita della elezioni del 2008 attraverso un nome che potrebbe avere la capacità di sciogliere come neve al sole i contrasti esistenti e dare la possibilità, nel prosieguo, di un avvicendamento meno traumatico, ma tutto all’interno del centro destra, ovviamente. Non solo. Il problema della successione a Berlusconi credo sia stato già concordato in passato con Fini e solo la dura opposizione della Lega non ha reso possibile questo passaggio di consegne. Ciò ha provocato un irrigidimento delle parti e una svolta, con le elezioni anticipate che nessuno sembrava intenzionato proporre. I più stretti collaboratori di Berlusconi sono convinti, anche se non lo dichiarano apertamente, che la fase berlusconiana si avvia verso la sua naturale conclusione, ma non senza che il loro capo si assicuri l’immunità dai tanti processi che lo riguardano e che solo restando presidente del consiglio potrebbe scongiurare. (ar)

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Fini e i nuovi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

“L’analisi di Gianfranco Fini sui nuovi italiani è perfetta. Ma in Italia ci sono 932 mila minori, nati qui o arrivati da piccoli, che non si accontentano più di parole sagge: Futuro e Libertà abbia il coraggio delle proprie idee e ci aiuti a riaprire il capitolo della cittadinanza”. È quanto dichiara Andrea Sarubbi, deputato del Partito democratico e promotore con Fabio Granata della proposta di legge bipartisan sulla riforma della cittadinanza. “Non credo – prosegue Sarubbi – che il presidente della Camera stia recitando una parte: è profondamente convinto di ciò che dice sull’Italia del futuro, ed il tema della cittadinanza gli sta certamente a cuore. Ma adesso è il momento che i nodi vengano al pettine, anche a rischio di una crisi: i figli degli immigrati, stranieri di nome ma italiani di fatto, non potrebbero sopportare l’ennesimo annuncio senza conseguenze dirette in Parlamento”. “Il sostegno del Pd alla riforma – conclude Sarubbi – non fa neppure notizia, così come quello delle altre forze di opposizione, dall’Udc all’Italia dei valori. Ma è nella maggioranza che si gioca la partita, e non è una partita chiusa: oltre ai 37 deputati di Fli, infatti, alla Camera ci sono diversi parlamentari del Pdl piuttosto sensibili al tema dei minori. La soluzione è dunque a portata di mano, ma non sarà un colpo di vento a riportare la discussione al centro dei lavori parlamentari: ci vuole un atto di coraggio politico, anche a costo di sfidare i carri armati padani”.

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Fini richiamato alla coerenza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Antonio di Pietro in un suo articolo scrive a proposito di Fini: “sono passati più di due mesi da quando Gianfranco Fini, a Mirabello, si è scatenato contro i “tagli lineari indiscriminati” fatti da Berlusconi ed ha sollevato la questione morale. Poi, non contento, ha chiesto il rispetto della Costituzione e delle istituzioni dello Stato e infine, sul garantismo, ha spiegato che “mai e poi mai può essere considerato una sorta d’impunità permanente”. Tante voci si sono levate per sottolineare la rottura e la nuova scelta di campo del Presidente della Camera. Più prosaicamente io avevo chiesto che alle parole seguissero poi fatti concreti. Non mi sbagliavo. Perchè in questi mesi tante parole sono state ancora spese da Fini, ma di azioni coerenti con quanto detto, niente. I finiani hanno votato il Lodo Alfano retroattivo per Berlusconi, hanno espresso voto contrario all’autorizzazione a procedere per l’ex ministro del Pdl Pietro Lunardi, hanno sostenuto tutti i provvedimenti di Gelmini e Tremonti con i tagli alla scuola pubblica e all’Università, hanno sostenuto Berlusconi nella demolizione di ogni regola del diritto, nelle iniziative contro la libertà d’informazione e per la censura della Rete e nelle sue esternazioni volte a limitare l’indipendenza della Magistratura. Anche l’altro ieri Fini ha proseguito nella sua enunciazione di principi, pure condivisibili, al punto che, a volte, si ha il dubbio che li abbia copiati dal programma dell’Italia dei Valori. C’è ancora chi gli crede? Visto che siamo al capolinea della democrazia, credo che sia necessario consentire a chi vuole scendere di poterlo fare. E l’occasione, l’ultima ormai, Fini ed i finiani l’avranno alla riapertura del Parlamento, quando nel prossimo question time, sollecitato dall’Italia dei Valori, interpelleremo il ministro dell’Interno Maroni in merito alla telefonata arrivata alla questura di Milano da parte di Palazzo Chigi con riferimento alla ragazza minorenne Ruby. Vogliamo sapere se vi sia stato da parte del presidente del Consiglio, o di persone da lui incaricate, un vero e proprio abuso della sua funzione governativa, aggravato dall’aver fornito alla Questura false informazioni circa le generalità della ragazza stessa. Se le risposte non ci convinceranno, presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi. Per farlo avremo bisogno della firma di altri parlamentari: in quest’occasione peseremo le parole pronunciate anche l’altro ieri da Fini. Se lui ed il suo gruppo si tireranno indietro, dimostreranno, ancora una volta, la loro incoerenza. Se invece ci sarà la sfiducia, l’Italia dei Valori, dopo la caduta di Berlusconi, darà la disponibilità ad un eventuale governo tecnico, che abbia come primo e unico obiettivo quello di ridare la parola ai cittadini con una nuova legge elettorale. Insomma, l’importante è che il nuovo esecutivo non sia la solita furbata da prima Repubblica”.

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La destra di Fini e i problemi del Paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Dal palco del teatro Adriano a Roma, dove in passato ha primeggiato la figura di Giorgio Almirante segretario del Msi, Gianfranco Fini si è incontrato  con i comitati promotori di Futuro e Libertà. E’ stata una iniziativa mirata a richiamare a raccolto il popolo della destra che in questi ultimi anni si era sentito un po’ orfano di un partito che aveva tutte le intenzioni di cambiare casacca per indossare quella del Pdl. Ora siamo alla fase costituente di questo nuovo soggetto politico ma che si sente erede di un movimento che per anni ha rappresentato la destra italiana e di cui continua ad esserne la sua espressione più forte e convinta. Una destra che al passo della storia affianca l’esigenza di un rinnovamento del suo ruolo guida, della forza che le proviene da una cultura che ha saputo fare tesoro degli errori del passato per presentarsi all’attenzione dei contemporanei come un partito che ha forte il senso dello stato, la dignità del ruolo e la capacità d’esprimersi con una leadership affidabile. Una destra che sente l’imperativo di non doversi confondere con l’avventurismo e la vacuità delle promesse e degli annunci a fronte di una società che avverte forte il bisogno di una guida che volga la sua attenzione alla pacificazione degli anni, alla serenità del dibattito e, soprattutto, sappia ritrovare coerenza ed esprimere i reali bisogni del paese senza correre “la cavallina” dei falsi problemi, delle polemiche da strapazzo, delle cronache rosa. C’è bisogno di  ridare fiducia alla istituzioni oggi gravemente compromesse nel loro impegno e nella loro autorità. “”Ormai in Parlamento – ha osservato Fini – si lavora due giorni, non di più… Oggi le leggi non ci sono perché non ci sono i denari per finanziarle”. E invece “un grande partito nazionale” deve trovare le risorse per farle. “Questo lo dissi anche in quella direzione che poi fu l’anticamera del licenziamento. E’ possibile che i soldi si trovino solo quando la Lega batte i pugni sul tavolo per difendere 200 ultrà delle quote latte?”. E’ da qui il motivo di fondo con la rottura con il Pdl “diventato la fotocopia della Lega”. Il rischio oggi è che la gente non vada più a votare stomacata da una politica fatta di pettegolezzi e di inganni. Lo stesso problema giustizia di queste ore sta riducendosi in una questione personale e non si pensa minimamente a rilanciarla in termini culturali, in strumenti operativi per farla funzionare nell’interesse generale del paese. Da qui parte il messaggio rinnovatore, la nuova proposta di leadership, la nuova forza di cui Futuro e libertà si sente espressione di futuro e libertà nel paese. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Gianfranco Fini faccia rotta verso oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

“Come per qualsiasi leader che si rispetti, anche per il nostro Gianfranco Fini,  suggellare il proprio accreditamento internazionale è fondamentale proprio nei momenti più concitati della politica nazionale” – si legge in un editoriale del sito AreaNazionale. “Apprezziamo la scelta del presidente della Camera di intraprendere, dal 20 ottobre, un tour per le cancellerie del Vecchio Continente. Fini oggi dichiara di voler superare gli steccati dei vecchi posizionamenti e riperimetrare una Destra che sia di più ampio respiro rispetto al passato, questo viaggio in Europa rappresenta un’ottima vetrina. Auspichiamo, però, che a questa “classica” road map eurocentrica, faccia presto seguito un viaggio verso Oriente, affinché l’Italia non resti chiusa nei suoi atavici confini nazionali e nelle sue visioni non sempre proiettate alle sfide internazionali. Se l’Italia si farà promotrice di azioni concrete è probabile che riuscirà a svolgere una funzione di traino. L’Europa deve tornare a diventare capace di imparare dagli altri. L’abitudine ad essere i primi della classe non ha solo connotazioni positive e può, talvolta, rendere pericolosamente autoreferenziali.”

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Sicurezza: Fini e i tagli lineari

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

“Il Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, le esprime la più viva e non formale gratitudine per le parole pronunciate dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in merito ai tagli lineari che hanno colpito il Comparto Sicurezza”.  “E’ vivo e non formale il nostro apprezzamento – dice Franco Maccari, leader del Coisp – perché altrettanta sincerità e partecipazione abbiamo percepito nelle parole del Presidente Fini  che non ha fatto dei vaghi riferimenti alle Forze di Polizia, ma ha specificato i termini della questione”.  “Difendere i lavoratori – dice ancora il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – anche delle Forze di Polizia, eviterà che aumenti il divario sociale che per l’enormità delle dimensioni, creata anche dalla crisi economica  incombente, sta riproponendo all’Italia un modello che ricorda una società castale con enormi dislivelli democratici e sociali, che purtroppo sono solo l’anticamera di uno scontro”.  “Dopo averle manifestato la nostra gratitudine – dice Maccari rivolgendosi direttamente al Presidente della Camera Fini –  e averLe ribadito il nostro grazie, Le confermiamo il nostro sostegno in quella che ci rendiamo essere conto essere una battaglia per la difesa della dell’agibilità democratica della politica e dello Stato che significa garanzia di diritti uguali per tutti, convinti come siamo che Forze dell’Ordine fortificate nel loro lavoro fanno uno Stato più libero”.

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Fini alla sagra dell’uva di Marino

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Marino (Castelli romani) Daniele Priori e Valerio Lamorte, animatori del gruppo “Futuro e Libertà” di Marino e dei Castelli Romani danno il benvenuto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che visiterà la città di Marino domenica  3 ottobre 2010, in occasione dell’86° Sagra dell’Uva.
”La visita del presidente Fini -dichiarano Priori e La morte- ci inorgoglisce e ci rallegra. E’ bello e significativo che la terza carica dello Stato renda omaggio a una festa che è tra i simboli più belli e sentiti non solo del territorio dei Castelli Romani ma è una vera risorsa per l’Italia, considerando che la festa fondata da Ciprelli a Marino è la più antica in assoluto nel suo genere”.
”Per Fini si tratta inoltre di un piccolo ritorno a casa – prosegue la nota – giacché il presidente ha vissuto nella nostra città per oltre un decennio, rendendo più volte onore con la sua presenza alla Sagra dell’Uva. La visita di quest’anno è particolarmente significativa -concludono- perché la partecipazione di Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, rappresenterà l’omaggio dell’Italia intera a una festa che è riuscita nel tempo ad essere orgoglio dell’Italia nel mondo. Un messaggio di coesione nazionale che va a rafforzare i sentimenti di unità e solidarietà che devono animare ogni cittadino italiano. Per queste ragioni – conclude la nota di Fli Marino – salutiamo una volta di più con particolare affetto l’arrivo del presidente Fini in città”.

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