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La dichiarazione di Sea Shepherd Global riguardo al massacro da parte del Giappone di 333 balenottere minori

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

Nisshin MaruNonostante i nostri sforzi tesi a ostacolare nuovamente il massacro delle balene nell’Oceano del Sud, la flotta baleniera giapponese ha raggiunto la propria quota auto-assegnata, uccidendo 333 balenottere minori.Oggi Sea Shepherd piange la perdita di queste balene. Abbiamo convocato una riunione di emergenza del consiglio direttivo globale ad Amsterdam questo weekend, per esaminare la nostra strategia di difesa delle balene nell’Oceano del Sud. Rilasceremo una dichiarazione più dettagliata lunedì mattina. Eravamo consci delle sfide sin dall’inizio della campagna – il raddoppio dell’area di caccia e la quota ridotta, che sarebbe stata più facile raggiungere – ma abbiamo fatto il nostro meglio nonostante le avversità perché era la cosa giusta da fare. E, come sempre, lo abbiamo fatto da soli. Quanto è accaduto ci ricorda che questo inutile massacro di vita marina continuerà, a meno che i governi smettano di formulare vane dichiarazioni di disapprovazione e inizino ad agire per porre il Giappone di fronte alle proprie responsabilità. (foto: Nisshin Maru)

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Il Galilei di Roma vola ai mondiali di robotica in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

premioRoma. Nella sala della Protomoteca del Campidoglio si è conclusa la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione della RomeCup, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale. I vincitori per le categorie Soccer, Cospace Rescue e On Stage partecipano ai mondiali di robotica in Giappone. In tre giorni di gare sono scesi in campo 142 team formati in 44 scuole di 16 regioni italiane e in due paesi europei, Germania e Paesi Bassi. In gara anche 4 team interscolastici allenati nella Palestra dell’Innovazione.
Al termine delle fasi finali delle gare, che si sono svolte oggi, 17 marzo, nella Protomoteca in Campidoglio, sono stati consegnati i premi ai team vincitori delle nove categorie in gara. Hanno vinto:
XI Trofeo Internazionale Città di Roma di Robotica
– Rescue Primary: Spoltore Insieme, IC Spoltore (Pescara)
– Rescue Secondary: Team Giorgi BR, IIS Giorgi di Brindisi
– Explorer Junior: Scossa, IIS A. Ruiz di Roma
– Explorer Senior: Hulk 2, IIS Cicerone di Sala Consilina
Selezioni nazionali RoboCup 2017
– Soccer Open League: Mega Hertz 2, IIS Cobianchi di Verbania
Raggi-Michilli– Soccer Light Weight: Spqr 3, IIS G. Galilei di Roma
– Cospace Rescue: Sonny, IIS Archimede di Catania
– On Stage Primary: Explosivi, ADS Dream puzzle di Brescia
– On Stage Secondary: HumanDroid, IIS Cobianchi di Verbania
Le squadre vincitrici delle selezioni nazionali RoboCup Junior andranno a Nagoya, in Giappone, dal 27 al 31 luglio 2017, per partecipare ai mondiali di robotica.
Ha proclamato i vincitori Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale. Hanno consegnato i premi in denaro l’onorevole Gemma Guerrini, presidente della Commissione delle Elette di Roma Capitale, l’ingegnere Daniele Nardi, professore ordinario di Intelligenza artificiale alla Sapienza Università di Roma, Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale e Monica Montella, consigliere di Roma Capitale. Per le squadre anche una piccola sorpresa per incoraggiare e sostenere la scelta di una formazione futura in campo scientifico e tecnologico, donata dalla macroarea di Ingegneria dell’Università di Studi di Roma Tor Vergata, che quest’anno ha ospitato i primi due giorni della manifestazione. Ha consegnato i simpatici gadget Daniele Carnevale, ricercatore in Ingegneria dell’automazione.
Ora la RomeCup continua nelle scuole e nel Robotic Center della Palestra dell’Innovazione, dove si svolgono laboratori quotidiani per studenti di tutte le età e anche workshop di orientamento universitario con il robot sociale Nao. E nel Fab Lab, costruito secondo le indicazioni del MIT’s Center for Bits and Atoms, i progettisti possono costruire pezzi personalizzati o assemblare robot unici e originali, interamente auto costruiti. (foto: premio, Raggi-Michilli)

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PharmaMar e Chugai Pharmaceutical stipulano un accordo di licenza e commercializzazione del PM1183 in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2016

madridMADRID e TOKYO /PRNewswire/PharmaMar (MCE: PHM) ha annunciato oggi la firma di un accordo esclusivo di licenza, sviluppo e commercializzazione con Chugai Pharmaceutical Co. Ltd. (TSE: 4519) per il suo terzo farmaco antitumorale di origine marina PM1183 (lurbinectedina) in Giappone. In base all’accordo PharmaMar riceverà un pagamento anticipato di €30 milioni, oltre a fasce di royalty a due cifre. Avrà inoltre diritto a dei pagamenti in linea con i progressi dello sviluppo e con le fasi della commercializzazione, potenzialmente nell’ordine di oltre €100 milioni.PharmaMar continuerà a svolgere le attività di sviluppo clinico per le prime due indicazioni del PM1183 (il cancro dell’ovaio resistente al platino e il carcinoma polmonare a piccole cellule ) in Giappone, mentre Chugai effettuerà pagamenti scaglionati all’avvio dello studio e sarà responsabile della registrazione. Inoltre Chugai deterrà i diritti di sviluppo clinico in Giappone per determinare ulteriori indicazioni e potrà contribuire allo sviluppo globale. PharmaMar manterrà i diritti di produzione esclusiva della lurbinectedina e fornirà il principio attivo a Chugai.Il PM1183 è il terzo farmaco antitumorale di PharmaMar ed è attualmente in sviluppo per il trattamento di diversi tipi di tumori solidi. L’azienda ha di recente completato il reclutamento dei pazienti per uno studio di Fase III sul cancro dell’ovaio resistente al platino. Nel mese di agosto è stato invece avviato un trial cardine di Fase III sul carcinoma polmonare a cellule piccole.Luis Mora, Managing Director della Oncology Business Unit di PharmaMar, ha dichiarato: “Stiamo per stringere la nostra seconda alleanza strategica con Chugai per la commercializzazione di un composto antitumorale di origine marina. Con questo accordo contribuiremo alla vendita del PM1183 in Giappone. Nel frattempo continueremo lo sviluppo clinico della molecola e compieremo i passi previsti dalla legge per ottenerne l’approvazione negli anni a venire.” “Entrambe le aziende condividono l’obiettivo di portare il PM1183 – un innovativo farmaco di origine marina – ai pazienti giapponesi, in modo da poter contribuire al loro trattamento” afferma Tatsuro Kosaka, Representative Director, President e Chief Operating Officer di Chugai. “Chugai è impegnata nel mettere a disposizione dei pazienti sempre medicine innovative. Ci auguriamo di ottenere l’approvazione in base ai risultati clinici ottenuti finora e a quelli futuri.”

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Progetto: Inchiostri e luci

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2016

giapponeRoma mercoledì 23 novembre 2016, ore 16,00 Sala conferenze “Diego Carpitella” Piazza Guglielmo Marconi 8/10 Roma. Un progetto Inchiostri e Luci, per le celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, per tracciare un percorso che dalle immagini arriva all’immaginario, attraverso la presentazioni di tre libri.In questo caso l’immaginario è quello che vede nel Giappone un paese per alcuni versi simile all’Italia. Un passato importante che si struttura e vive come una tradizione ancora presente nella vita. A volte questo passato di tradizioni sembrerebbe impedire o ostacolare qualunque innovazione che in seguito viene accettata con la rottura degli schemi facendo dei due paesi dei precursori della contemporaneità e del futuro.E il Giappone è sicuramente all’avanguardia per molti aspetti della vita in generale. Quindi, guardare al Giappone e all’Italia, pur con le rispettive specificità, significa anche avere un’immagine di come sarà o potrà essere il futuro di tutti.Yamato (F.lli Palombi Editori) di Anna Imponente e Maria Dompé Okurimono (F.lli Palombi Editori) di David JabesTutte le foto del mondo tranne una (Edizioni Progetto Cultura) di Vittorio Pavoncello. Saranno presenti gli autori A conclusione della presentazione Percussioni Giapponesi Scuola Taiko di Rita Superbi. (foto: giappone)

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Russia e Giappone lavorano per realizzare a Vladivostok la porta per unire l’Eurasia all’area dell’Oceano pacifico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

giapponeNon deve sorprendere se la dichiarazione finale del recente summit del G20 tenutosi a Hangzhou in Cina sia la solita retorica piena di belle parole e buone intenzioni. Come al solito sono gli Usa, anche con il sostegno non sempre entusiasta dell’Ue e dei Paesi europei, a dettarne il contenuto. Ciò stride non poco con gli interventi propositivi e concreti di alcuni altri attori, non ultimi la Cina, la Russia e il Giappone.
Il presidente cinese Xi Jinping, alle mere enunciazioni, ha contrapposto i grandi progetti in corso di realizzazione, i corridoi di sviluppo infrastrutturale della Silk Road Economic Belt, che collegheranno l’Oceano Pacifico a quello Atlantico e all’Europa, e quelli della 21st Century Maritime Silk Road, la strada marittima che collegherà la Cina all’India e oltre. E’ importante rilevare che in merito l’Asian Infrastructure Investment Bank è già molto attiva con le sue grandi linee di credito. Nelle sue parole Xi ha legato la realizzazione di questi grandi progetti e la costruzione di numerose zone di libero scambio sul territorio cinese con l’intenzione di rendere il renminbi una forte moneta internazionale nel quadro di un necessario miglioramento della governance economica globale.
Presentando il programma “Blueprint on Innovative Growth” il presidente cinese ha delineato con chiarezza i settori prioritari del nuovo sviluppo globale, tra cui «l’innovazione, una nuova rivoluzione scientifica e tecnologica, la trasformazione industriale, l’economia digitale e l’interconnessione delle reti infrastrutturali». Per chiarire lo stato reale dell’economia produttiva cinese egli ha ricordato che, nel primo semestre dell’anno, essa è cresciuta del 6,7%.
La pochezza e la scarsa portata del summit balzano con nettezza se si considerano i risultati del Forum Economico di Vladivostok tenutosi il giorno prima tra il presidente Putin, il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il presidente della Corea del Sud, la signora Park Geun-hye e l’ex pm australiano Kevin Rudd.
Putin ha presentato il suo programma più ambizioso, quello di trasformare il Far East nel centro dello sviluppo sociale ed economico della Russia. Tra i progetti illustrati ci sono la realizzazione congiunta di un “super ring” di infrastrutture energetiche che metterà in relazione Russia, Cina, Corea e Giappone, la costruzione di infrastrutture di trasporto trans-euroasiatiche e regionali, quali i corridoi Primorye 1 e 2 che collegheranno le regioni cinesi del nord e i porti russi, nonché la costruzione della sezione russa della nuova Via della Seta che dovrebbe collegare la Cina all’Europa. Putin ha lanciato ai suoi interlocutori l’idea di realizzare un polo internazionale per le scienze, l’istruzione e le tecnologie sull’isola di Russky di fronte al porto di Vladivostok dove si prevede anche una grande zona di libero scambio.
Sono progetti concreti di indubbia rilevanza che sollecitano ulteriori coinvolgimenti, anche europei, per accelerare la ripresa della crescita globale. Per simili grandi lavori la Russia ha già creato un Far East Development Fund che concederà prestiti al tasso di interesse del 5%, meno della metà del tasso di sconto della Banca centrale russa. Certamente è importante l’accordo siglato con la grande Japan Bank for International Cooperation per finanziare i progetti relativi al porto di Vladivostok che vedono la partecipazione di imprese giapponesi. Tra le altre iniziative concrete c’è il fondo di sviluppo russo-cinese per investimenti nel settore agroalimentare.
L’importanza delle joint venture russo-coreane, in particolare quelle negli investimenti di Vladivostok, è stata sottolineata dalla presidente coreana, signora Park, anche in vista dell’apertura del passaggio artico della Northen Sea Route. Ha ricordato inoltre che la politica di isolamento è fondamentalmente sbagliata. Lo dimostrano le esperienze del passato come quella della Grande Depressione quando l’aumento dei dazi da parte di molti Paesi provocò una riduzione del 40% del commercio in 4 anni.
Dal resoconto del Forum emerge tuttavia che l’intervento politico più pregante sembra quello pronunciato da Shinzo Abe che ha detto: «Trasformiamo Vladivostok nella porta che unisce l’Eurasia con il Pacifico». In verità i rapporti e le joint venture tra i due Paesi si sono fortemente consolidati tanto che il governo giapponese ha creato uno specifico Ministero per la cooperazione economica russo- giapponese.
Al Forum di Vladivostok l’Unione europea e i Paesi europei erano totalmente assenti. Il Giappone invece sta dando una grande lezione di politica, non solo economica. Certo, sotto la pressione americana aderì alle sanzioni contro la Russia, ma ora Tokyo si muove in modo del tutto indipendente. Il continente euroasiatico è per metà europeo, come evidenzia il nome. È lecito chiedere quando l’Europa si emanciperà e assumerà il ruolo che dovrebbe naturalmente avere rispetto ai nuovi scenari economici e geopolitici che si stanno profilando?
(di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista) (fonte:www.societalibera.org)

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Grande successo in Giappone per la Turandot

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

turandotNara (Giappone) Oltre 4000 spettatori hanno assistito alla Turandot di Giacomo Puccini messa in scena dal Teatro Comunale di Bologna a Nara, antica capitale del Giappone, il 22 e il 24 settembre. Grande successo, quindi, per la tournée del Teatro felsineo, che ha allestito l’opera nello spettacolare scenario del palazzo imperiale Heijō, oggi patrimonio UNESCO, evento unico nella storia di questo luogo. Con la tournée giapponese, organizzata dalla Sawakami Opera Foundation, il Teatro Comunale ha partecipato alle celebrazioni del 150° anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Giappone.Applausi per l’Orchestra e il Coro del Comunale, diretti dal giapponese Hirofumi Yoshida, per il regista Alessio Pizzech, per lo scenografo e costumista Davide Amadei e per il cast formato da Norma Fantini (Turandot), Ian Storey (Calaf), Scilla Cristiano (Liù) e Kenji Saiki (Timur).“È una grande emozione mettere in scena Turandot per una celebrazione così carica di valori simbolici – commenta il regista Alessio Pizzech – pensando che il 25 agosto del 1866 Italia e Giappone firmavano il Trattato di amicizia e di commercio e che dopo 150 anni questi due popoli continuano a rispettarsi e a incontrarsi nel commercio ma anche nell’arte, nella musica. Turandot rappresenta non solo il punto di arrivo del percorso artistico di Puccini ma allo stesso tempo ci invita a vedere possibili sviluppi nella sua arte compositiva; proprio in quest’opera il compositore elabora infatti forme musicali e drammaturgiche che lo collocano in un contesto storico musicale più ampio di quello italiano. Un grande ruolo hanno i colori dei costumi dei protagonisti, che accompagneranno la tavolozza timbrica della musica di Puccini e le sfaccettature caratteriali dei personaggi. La luce naturale che scema verso il tramonto e si interseca con quella artificiale e teatrale aiuterà a sottolineare la presenza luminosa della natura che incombe sull’uomo.” (foto: turandot)

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A Vladivostok Russia e Giappone lavorano insieme. E l’Europa?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

giapponeNon deve sorprendere se la dichiarazione finale del recente summit del G20 tenutosi a Hangzhou in Cina è la solita retorica piena di belle parole e buone intenzioni. Come al solito sono gli Usa, anche con il sostegno non sempre entusiasta dell’Ue e dei Paesi europei, a dettarne il contenuto.
Ciò stride non poco con gli interventi propositivi e concreti di alcuni altri attori, non ultimi la Cina, la Russia e il Giappone.
Il presidente cinese Xi Jinping, alle mere enunciazioni, ha contrapposto i grandi progetti in corso di realizzazione, i corridoi di sviluppo infrastrutturale della Silk Road Economic Belt, che collegheranno l’Oceano Pacifico a quello Atlantico e all’Europa, e quelli della 21st Century Maritime Silk Road,la strada marittima che collegherà la Cina all’India e oltre. E’ importante rilevare che in merito l’Asian Infrastructure Investment Bank è già molto attiva con le sue grandi linee di credito.
Nelle sue parole Xi ha legato la realizzazione di questi grandi progetti e la costruzione di numerose zone di libero scambio sul territorio cinese con l’intenzione di rendere il renminbi una forte moneta internazionale nel quadro di un necessario miglioramento della governance economica globale. Presentando il programma “Blueprint on Innovative Growth” ha delineato con chiarezza i settori prioritari del nuovo sviluppo globale, tra cui “l’innovazione, una nuova rivoluzione scientifica e tecnologica, la trasformazione industriale, l’economia digitale e l’interconnessione delle reti infrastrutturali”.
Per chiarire lo stato reale dell’economia produttiva cinese egli ha ricordato che, nel primo semestre dell’anno, essa è cresciuta del 6,7%. La pochezza e la scarsa portata del summit balzano con nettezza se si considerano i risultati del Forum Economico di Vladivostok tenutosi il giorno prima tra il presidente Putin, il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il presidente della Corea del Sud, la signora Park Geun-hye e l’ex pm australiano Kevin Rudd.
Putin ha presentato il suo programma più ambizioso, quello di trasformare il Far East nel centro dello sviluppo sociale ed economico della Russia. Tra i progetti illustrati ci sono la realizzazione congiunta di un “super ring” di infrastrutture energetiche che metterà in relazione Russia, Cina, Corea e Giappone, la costruzione di infrastrutture di trasporto trans-euroasiatiche e regionali, quali i corridoi Primorye 1 e 2 che collegheranno le regioni cinesi del nord e i porti russi, nonché la costruzione della sezione russa della nuova Via della Seta che dovrebbe collegare la Cina all’Europa. Putin ha lanciato ai suoi interlocutori l’idea di realizzare un polo internazionale per le scienze, l’istruzione e le tecnologie sull’isola di Russky di fronte al porto di Vladivostok dove si prevede anche una grande zona di libero scambio.
Sono progetti concreti di indubbia rilevanza che sollecitano ulteriori coinvolgimenti, anche europei, per accelerare la ripresa della crescita globale. Per simili grandi lavori la Russia ha già creato un Far East Development Fund che concederà prestiti al tasso di interesse del 5%, meno della metà del tasso di sconto della Banca centrale russa. Certamente è importante l’accordo siglato con la grande Japan Bank for International Cooperation per finanziare i progetti relativi al porto di Vladivostok che vedono la partecipazione di imprese giapponesi. Tra le altre iniziative concrete c’è il fondo di sviluppo russo-cinese per investimenti nel settore agroalimentare.L’importanza delle joint venture russo-coreane, in particolare quelle negli investimenti di Vladivostok, è stata sottolineata dalla presidente coreana, signora Park, anche in vista dell’apertura del passaggio artico della Northen Sea Route. Ha ricordato inoltre che la politica di isolamento è fondamentalmente sbagliata. Lo dimostrano le esperienze del passato come quella della Grande Depressione quando l’aumento dei dazi da parte di molti Paesi provocò una riduzione del 40% del commercio in 4 anni.Dal resoconto del Forum emerge tuttavia che l’intervento politico più pregante sembra quello pronunciato da Shinzo Abe che ha detto: “Trasformiamo Vladivostok nella porta che unisce l’Eurasia con il Pacifico”. In verità i rapporti e le joint venture tra i due Paesi si sono fortemente consolidati tanto che il governo giapponese ha creato uno specifico Ministero per la cooperazione economica russo- giapponese.Al Forum di Vladivostok l’Unione europea e i Paesi europei erano totalmente assenti, evidenziando ancora una volta, come sottolineato anche da Romano Prodi, “il momento più basso del cammino dell’Europa verso il processo di armonizzazione tra gli Stati”. Il Giappone invece sta dando una grande lezione di politica, non solo economica. Certo, sotto la pressione americana aderì alle sanzioni contro la Russia, ma ora Tokyo si muove in modo del tutto indipendente.
Il continente euroasiatico è per metà europeo, come evidenzia il nome. E’ lecito chiedere quando l’Europa si emanciperà e assumerà il ruolo che dovrebbe naturalmente avere rispetto ai nuovi scenari economici e geopolitici che si stanno profilando? (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Concorso Amici agli Antipodi e il Contest Cosplay

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

Bracciano CosplayBracciano Cosplay1Bracciano. La pizza e il sushi, il tricolore e la bandiera del Sol Levante, il tutto condito da strette di mano e simboli di pace. Questi alcuni elementi a confronto che hanno caratterizzato le opere vincitrici del concorso “Amici agli Antipodi: un disegno per il Giappone”, organizzato nell’ambito del Progetto Bracciano.Co per il coordinamento del Consorzio Lago di Bracciano per celebrare i 150 anni delle relazioni di amicizia Italia-Giappone. Premiati da una giuria selezionata in tutto sei concorrenti, tre per la scuola media tre per le scuole elementari del territorio. Visibilmente commossi gli interessati ed i genitori alle premiazioni che si sono tenute domenica 10 luglio all’anfiteatro ai “Soldati” di Anguillara in riva al lago in occasione del Cosplay Contest che nella stessa giornata, sempre nell’ambito Bracciano.Co, ha portato sul lago per un giro in battello e variopinte comparsate nei tre Comuni rivieraschi decine di appassionati del genere che trae ispirazione dai manga giapponesi.
Bracciano Cosplay2Per le elementari il primo premio è andato a Flavia Laera che “ha centrato – spiegano le motivazioni – con chiarezza il disegno, il tema del rapporto tra i due mondi esaltando il concetto della vicinanza nelle differenze”. Al secondo posto, sempre per le elementari, Francesco Patricelli che “ha trattato il tema con creatività dando una rappresentazione originale e personale al di fuori dell’iconografia corrente”. Terza classificata Ilenia Capasso che “In modo semplice ma chiaro, ha affrontato il tema dell’amicizia tra i due popoli dando una caratterizzazione dell’iconografia giapponese nella maniera, nello stile delle moj”.
Per le scuole medie i premi sono andati a Emily Federica Musciacchio, prima classificata, che “Ha espresso in modo chiaro la vicinanza tra i due popoli, tra le due culture. Le linee – si legge nelle motivazioni – sono chiare così come l’impaginazione”, a Elena Georgescu, seconda classificata, che “Grazie al forte impatto cromatico e alla capacità tecnica, è riuscita a risolvere il tema dei due mondi, a Elisa Bonanni che “ha sintetizzato, a mo’ di logo, l’unione tra le due culture in maniera chiara ed evidente ancorché essenziale e minimalista”. Tutti i premiati hanno ricevuto un diploma ed un cappellino della manifestazione.
Nella stessa giornata nell’ambito del progetto Bracciano.Co il territorio del lago di Bracciano ha vissuto per la prima volta il suo cosplay ufficiale anche grazie alla collaborazione con la associazione di settore Epicos. I cosplayer, salpati dal molo degli Inglesi di Bracciano, sede del Consorzio Lago Bracciano, hanno navigato sul lago a bordo del battello, sono approdati nei comuni di Trevignano e Anguillara per poi partecipare ad un contest. A miglior personaggio maschile “Raffaello”, il personaggio delle tartarughe ninja interpretato da Andrea Mallus. Miglior personaggio femminile è stata Giulia Berardi nei panni di Janna di League of Legends. Migliore coppia Iris Afasia e Samuel Quinci interpreti di Joker e Harley Quinn.
Prossimo appuntamento con Bracciano.Co il 5 agosto alle 21 con il concerto della cantante Hiromi Maekawa a bordo della motonave Sabazia II in navigazione notturna sul lago.

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Il Giappone di Fosco Maraini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

fosco maranifosco marani1Cisano di San Felice del Benaco (BS) 30 luglio – 2 ottobre 2016 Inaugurazione: sabato 30 Luglio 2016 ore 18.00. Fondazione Raffaele Cominelli Negli spazi del palazzo benacense si svilupperà un percorso che metterà in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focalizzerà sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).La mostra sarà realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.
fosco marani2fosco marani3All’interno del palazzo Cominelli verrà esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri documenti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mostrano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati alcuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi. L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.
L’esposizione sarà incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.
Nella prima sala verranno raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.
La seconda sala sarà dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya – dell’arcipelago delle Nanatsu-to – e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel fosco marani41954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.
Nell’ultima sala verrà data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: saranno esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji – i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese. “La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimonianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.
Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato interamente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi – Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significativi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi. Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00 Ingresso libero (foto: fosco marani)

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Il prof. Vescovi al Congresso mondiale WFLD – World Federation for Laser in Dentistry in Giappone

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

NagoyaIl 15° Congresso della WFLD (World Federation for Laser in Dentistry ) verrà ospitato nel luglio di quest’anno in Giappone, nella città di Nagoya, e la nostra Università sarà ampiamente rappresentata in questo importantissimo evento internazionale. Il prof. Paolo Vescovi del Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T. della nostra Università, terrà una lecture nella plenary session sulle recenti applicazioni del laser nella prevenzione e terapia delle osteonecrosi mascellari farmacoindotte e il prof. Marco Meleti tratterà l’impiego dell’autofluoresecenza nelle chirurgia delle ossa mascellari. La dott.ssa Ilaria Giovannacci porterà i risultati di uno studio condotto sui vantaggi intra- e postoperatori del laser nella chirurgia estrattiva dei terzi molari, la dott.ssa Diana Cassi esporrà un caso di carcinoma del labbro inquadrato con le tecniche di autofluorescenza e la dott.ssa Cinzia Barbieri mostrerà i vantaggi delle gestione delle patologie parodontali affrontate con il supporto del laser.Nel Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T. della nostra Università, diretto dal prof. Marco Vitale, è presente da circa due anni il Centro Universitario di Odontoiatria diretto dal prof. Mauro Bonanini. In questo centro è operativo il Reparto di Patologia e Chirurgia Orale Laser il cui responsabile è il prof. Paolo Vescovi, che unitamente alla prof.ssa Maddalena Manfredi, al prof Marco Meleti e allo staff rappresentato dai dottori Giovanni Mergoni, Amin Sarraj, Ilaria Giovannacci, Maura Mureddu e Giovanna Giunta, svolge attività clinica, didattica e di ricerca nell’applicazione della tecnologia laser.
L’Università di Parma si è posta assolutamente all’avanguardia in questo campo. Per gli studenti in odontoiatria del nostro Ateneo già dal 2005, sono previste negli ultimi tre anni di corso lezioni ed esercitazioni pratiche con il laser. Dal 2008 è stato stilato un accordo tra alcune sedi universitarie della Comunità Europea per un progetto comune di formazione specialistica degli odontoiatri all’impiego del laser, il master EMDOLA (European Master Degree in Oral Laser Applications). Si tratta di un progetto didattico innovativo che ha visto coinvolte più sedi universitarie europee: la Francia con l’università di Nizza, il Belgio con Liège, la Germania con Aachen, la Spagna con Barcellona, l’Italia con Parma e Roma e la Romania con Timisoara, unite in un programma formativo comune. Il prof. Paolo Vescovi, Presidente Nazionale della SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia), rappresenta l’Italia dal 2008 come Country Rep nel consiglio mondiale della WFLD (World Federation for Laser in Dentistry). La WFLD è stata fondata nel 1988 ed ha raccolto i principali specialisti mondiali del laser nelle differenti branche dell’Odontostomatologia e attualmente i rappresentanti di 54 stati.
Un’ulteriore prova quindi della validità della Scuola Parmigiana e dell’Equipe del prof. Paolo Vescovi che ha curato in questi anni numerosi progetti in collaborazione con altre università europee ed internazionali e che rafforza la promozione in Italia e all’Estero del nostro Ateneo e della nostra Città. (foto vescovi)

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Caccia alle balene in Giappone: il no del PE

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2016

baleneStrasburgo Parlamento europeo. Dibattito: mercoledì 8 giugno. I deputati chiederanno alla Commissione e ai ministri dell’UE di condannare la decisione del Giappone di riprendere la caccia alle balene, decisione che prevede l’uccisione di 333 esemplari di balenottera rostrata solo nel periodo 2015-2016. Sulla base delle interrogazioni orali a Consiglio e Commissione si terrà un dibattito in Plenaria mercoledì.Nel 2014, la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) aveva ordinato al Giappone di interrompere la macellazione annuale di balene nell’oceano Antartico.
Nel novembre 2015, l’Agenzia giapponese per la pesca ha notificato alla Commissione internazionale per la caccia alle balene di aver ripreso la caccia nell’ambito di un nuovo programma di 12 anni, che permetterebbe l’uccisione di 333 balenottere rostrate durante la stagione 2015-2016 e un totale di quasi 4.000 balene nell’intero periodo.Nelle interrogazioni si evidenzia che “nel riprendere la caccia alle balene, il Giappone sta chiaramente ignorando la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) del 31 marzo 2014, che aveva disposto lo stop al massacro annuale delle balene nell’Oceano Antartico. La ICJ ha concluso che la caccia non è, come sostiene il Giappone, perpetrata a fini di ricerca scientifica”.

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150° Italia-Giappone

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

tokyo-japan.“Le mostre su Botticelli e Leonardo Da Vinci, che hanno aperto ufficialmente le celebrazioni del 150esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, sono altamente rappresentative della cultura e dell’identità italiana apprezzata in tutto il mondo. Leonardo e Botticelli sono espressione di un florido periodo della nostra storia ma, soprattutto, della nostra italianità. Sono quel made in Italy di cui andiamo fieri, che tutto il mondo apprezza e che dobbiamo far conoscere”. A dirlo è Dorina Bianchi, viceministro ai Beni culturali che si trova a Tokyo in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone.Per l’occasione il viceministro ha visitato le mostre su Botticelli, presso il Museo d’Arte Metropolitano di Tokyo a Ueno, e su Leonardo Da Vinci, presso il Museo Metropolitano Tokyo-Edo. In serata prenderà parte, come rappresentante delle istituzioni italiane, al concerto diretto dal Maestro Muti presso il Tokyo Bunka Kaikan.“Le celebrazioni dell’anniversario – conclude – sono un modo per conoscere reciprocamente e ancora più a fondo le nostre culture così diverse ma così simili e vicine. Italia e Giappone sono legate da una amicizia profonda che si è consolidata nel tempo non solo sul piano economico e culturale ma anche in tutti i settori della cooperazione bilaterale”.

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Giappone: Contaminazione radioattiva

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

Grizzly

A Grizzly Bear catches a fish in a river in the Great Bear Rainforest in British Columbia, Canada.

TOKYO (GIAPPONE) Gli impatti ambientali del disastro nucleare di Fukushima Daiichi avranno effetti per secoli su foreste, fiumi ed estuari. È quanto emerge da “Radiation reloaded”, nuovo rapporto diffuso oggi da Greenpeace Giappone, secondo cui gli elementi radioattivi a lunga vita sono stati assorbiti da piante e animali, riconcentrati tramite le catene alimentari, e trascinati a valle verso l’Oceano Pacifico da tifoni, da inondazioni e dallo scioglimento della neve.«Il Programma di decontaminazione del governo giapponese non avrà quasi nessun impatto sulla riduzione del rischio ecologico legato all’enorme quantità di radioattività emessa nel disastro nucleare di Fukushima», afferma Kendra Ulrich, senior campaigner nucleare di Greenpeace Giappone. «Già oltre 9 milioni di metri cubi di scorie nucleari sono sparsi su almeno 113 mila siti nella Prefettura di Fukushima. Questo mentre il governo Abe vuol far passare la favola che cinque anni dopo l’incidente nucleare la situazione stia tornando alla normalità. E, purtroppo per le vittime, ciò significa che gli viene raccontato che possono tornare in sicurezza in ambienti in cui i livelli di radiazione sono spesso ancora troppo elevati e circondati dalla una pesante contaminazione».Con

foresta

Great Bear Rainforest in Canada. Creek in the woods. Great Bear Regenwald in Kanada. Ein Bach flisst durch einen Wald.

il rapporto lanciato oggi, basato su un grande volume di ricerche scientifiche indipendenti effettuate nelle zone colpite nell’area di Fukushima, l’organizzazione ambientalista denuncia anche la posizione profondamente sbagliata dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e del governo Abe, sia in termini di rischi di decontaminazione che di rischi per l’ecosistema. Lo studio si basa inoltre sulle analisi dell’impatto ambientale della catastrofe nucleare di Cernobyl, per trarre un’indicazione del possibile futuro delle aree contaminate in Giappone.Le analisi mostrano come evidenti i seguenti impatti ambientali:
· Elevate concentrazioni di radioelementi riscontrate nelle nuove foglie e, almeno nel caso del cedro, anche nel polline;
· Aumento di mutazioni nella crescita degli abeti con l’aumento dei livelli di radioattività;
· Mutazioni ereditarie riscontrate nelle farfalle tipo Pseudozizeria maha, Dna danneggiato nei vermi nelle zone altamente contaminate e riduzione della fertilità nella rondine comune;
· Diminuzione dell’abbondanza di 57 specie di uccelli nelle aree a maggiore contaminazione, evidenziata da uno studio di quattro anni;
· Elevati livelli di contaminazione da cesio riscontrati nei pesci d’acqua dolce di importanza commerciale;
· Contaminazione radiologica degli estuari che rappresentano uno degli ecosistemi più importanti.
«Ancora non si vede la fine di questa drammatica vicenda per le comunità di Fukushima», continua Ulrich. «Quasi 100 mila persone non sono tornate a casa e molti non saranno mai in grado di farlo. La maggior parte dei cittadini si oppone al riavvio dei reattori nucleari, e molti di essi chiedono lo sviluppo delle fonti rinnovabili, le uniche opzioni sicure e pulite in grado di soddisfare le esigenze del Giappone. Il governo giapponese dovrebbe mettere gli interessi dei suoi cittadini prima di ogni altro», conclude.
Dal marzo 2011 ad oggi Greenpeace ha condotto 25 indagini radiologiche su Fukushima. Nel 2015, si è concentrata sulla contaminazione delle montagne boscose nel distretto di Iitate, a nord-ovest della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Sia le analisi di Greenpeace che ricerche indipendenti hanno dimostrato come la radioattività si muova dai bacini montani contaminati, fino a entrare negli ecosistemi costieri. Il fiume Abukuma, uno dei più grandi del Giappone, che scorre in gran parte attraverso prefettura di Fukushima, nei primi cento anni dopo l’incidente potrebbe scaricare in mare 111 TBq di Cesio-137 e 44 TBq di Cesio-134.Attualmente un team di ricercatori di Greenpeace Giappone sta studiando la contaminazione radioattiva dei sedimenti oceanici e alla foce del fiume sulla costa di Fukushima. L’indagine sottomarina è condotta da una nave di ricerca giapponese, con l’appoggio della Rainbow Warrior. Il disastro di Fukushima rappresenta il più grande rilascio di radioattività nell’oceano. Insieme all’incidente nucleare di Cernobyl è l’unico di livello 7 mai verificatosi sinora. (foto: foresta, Grizzly)

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Il Giappone tra i “Best in Travel 2016” per Lonely Planet

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

giapponeAl numero 2 della classifica delle 10 destinazioni da non perdere per il 2016 secondo Lonely Planet c’è il Giappone, meta ideale per chi cerca un’esperienza di viaggio davvero fuori dall’ordinario: nessun altro Paese al mondo incarna infatti l’idea di armonia tra passato e futuro, tra tradizione e modernità, quanto il Sol Levante. E se la scommessa giapponese di ospitare le Olimpiadi del 2020 ha fatto salire la temperatura e oggi Tokyo è in nuovo e grandissimo fermento, il resto del Paese conserva un’eleganza fuori dal tempo, in grado di sedurre anche il viaggiatore più esigente. Con i suoi oltre 3.000 km di estensione, il Giappone è un Paese complesso, che offre grandi attrattive in tutte le stagioni: ecco i nostri suggerimenti.
1. Foliage in autunno e fioriture in primavera In primavera e autunno la natura offre uno spettacolo davvero straordinario.
Durante i mesi primaverili le chiome dei sakura (i ciliegi) si caricano di fiori bianchi e rosa, tingendo l’intero Paese; durante questo periodo, i giapponesi fanno hanami, si recano cioè nei giardini e nei parchi pubblici per godere in compagnia dello spettacolo della fioritura. Una sorta di rito collettivo carico di poesia, che si ripete anche in autunno con il momijigari, la caccia alle foglie rosse. L’hanami e il momijigari si muovono lungo tutto l’arcipelago: l’hanami iniza ad aprile nella parte sud dell’arcipelago e termina a fine maggio in Hokkaido, all’estremo nord; il momijigari fa il percorso inverso e tinge di rosso e o ro il Giappone tra i primi di ottobre e l’inizio di dicembre.
2.Pellegrinaggi nella zona di Kumano Nella zona di Kumano, prefettura di Mie, ci sono alcuni magnifici itinerari di pellegrinaggio, dove scintoismo e buddismo si fondono in armonia con l’ambiente naturale: una foresta intrisa di mistero e spiritualità, avvolta in un’atmosfera senza tempo. Nakahechi, la strada di montagna che collega Tanabe a Kumano Hongu Taisha, è ancora oggi il percorso più popolare: seguendo i sentieri lastricati disseminati di piccole statue in pietra, ci si addentra in un bosco fitto, con altissimi alberi e cuscini di muschio, per giungere infine al grande tempio scintoista. http://www.tb-kumano.jp/en/
3.Sciate indimenticabili in Hokkaido. Semplicemente la neve polverosa migliore del mondo! L’inverno in Hokkaido è il sogno per gli amanti del freeride e del fuoripista: in questa zona del Giappone, durante la stagione fredda, cadono dagli 8 ai 15 metri di neve, che si mantiene polverosa e soffice grazie alle basse temperature. Qui le montagne non sono particolarmente alte (circa 2.000 m) e si scia persino a partire dai 300-400 m, con vista sul mare! Durante l’inverno inoltre, dal 5 all’11 febbraio, a Sapporo si svolge il famoso Snow Festival: in centro città vengono costruiti interi edifici e gigantesche statue in ghiaccio e neve, che di sera vengono illuminati da luci colorate. Uno spettacolo magico!
4.Snorkeling in Okinawa. Le isole più meridionali del Giappone sono sconosciute ai più, ma è un vero peccato: l’arcipelago è infatti caratterizzato da spiagge bianche e acque trasparenti, protette dalla barriera corallina; meta ideale per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling, Okinawa è anche la patria di molti dei centenari che vivono nel paese. Un gioiello tutto da scoprire.
5.La sorpresa delle Alpi giapponesi Anche in Giappone ci sono le Alpi! Le Alpi giapponesi sono una serie di catene montuose situate lungo la isola dello Honsh? e, tra le valli e i picchi ricoperti di verdissima erba, ci sono alcuni piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato: imperdibili Shirakawa go e Gokayama, caratterizzati da abitazioni tipiche costruite in stile gassho-zukuri, dal tetto in paglia, dichiarati nel 1995 Patrimonio mondiale dell’umanità, e gli antichi borghi feudali delle città di Takayama e Kanazawa, immersi in un’atmosfera magica, lontana anni luce dalla frenesia di Tokyo. (foto: giappone)

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Giappone: due appuntamenti da non perdere

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2015

tokyo-japanIl 30 ottobre si riunisce il comitato della Bank of Japan (BoJ), e sebbene questo appuntamento non abbia catalizzato l’attenzione del mondo finanziario quanto l’ultima riunione della Federal Reserve il 17 settembre, gli investitori istituzionali iniziano a prestarvi sempre più attenzione per valutare le prospettive dell’economia giapponese.
Ormai è opinione comune che gran parte dei movimenti nei prezzi delle attività finanziarie sia causato dalle scelte di politica monetaria e, essendo il Giappone un’area geografica che da inizio anno molti investitori hanno sovrappesato nel proprio portafoglio, quest’appuntamento assume nel contesto attuale particolare rilevanza.
Più avanti, il prossimo 16 novembre, verrà pubblicato invece il primo dato preliminare del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il terzo trimestre del 2015; due trimestri consecutivi di crescita del PIL negativa definiscono tecnicamente un’economia in recessione e dato che l’ultimo dato disponibile, ossia la seconda stima preliminare per il secondo trimestre, è stata negativa (-0,3% su base trimestrale), l’attenzione per le prossime pubblicazioni sarà ancora più importante (verrà anche rivisto il dato definitivo per il secondo trimestre).
Come già detto, il rischio che il Giappone entri in recessione tecnica c’è. Nella prima parte dell’editoriale, abbiamo accennato a diverse pubblicazioni preliminari del dato sul PIL e quando si parla di questa nazione, è di fondamentale importanza tenere a mente questa particolarità dei dati sul PIL.Se il dato sarà molto negativo, non vi saranno molti dubbi riguardo le sorti dell’economia giapponese.
Se invece il dato sarà poco direzionato, allora si potranno trarre poche conclusioni a riguardo. Storicamente infatti l’errore di stima è stato notevole. Le stime di crescita negativa tra i dati del PIL rilasciati tra il secondo trimestre del 2002 e il quarto trimestre del 2013, sono state poi riviste in positivo in un secondo momento in ben nove su 47 osservazioni (19%); se restringiamo il campione solo alle osservazioni minori (crescita annualizzata inferiore in valore assoluto all’1,5%), questa percentuale sale fino al 53% (nove su 17 osservazioni). Quindi le probabilità che anche il dato sul secondo trimestre (-1,2% su base annua) venga poi rivista al rialzo sono tutt’altro che scarse.
Anche gli ultimi dati sul Giappone rendono difficile una stima chiara sulla direzione dell’economia.La produzione industriale quest’anno è diminuita del 4%, soprattutto a causa dei primi cinque mesi dell’anno.Il mercato del lavoro e gli investimenti continuano a migliorare, seppur abbiano mostrato un certo rallentamento nel mese di agosto.
Le nuove offerte di lavoro, gli ordini di macchinari del settore privato e i nuovi cantieri non residenziali continuano a mostrare tassi di crescita interessanti.Nel settembre 2015 il tasso di disoccupazione era pari al 3,4%, in linea coi valori di inizio anno nonostante l’aumentata partecipazione al mercato del lavoro. Questo dato permette di rilevare segnali incoraggianti.
Dal punto di vista della domanda interna, le vendita al dettaglio, le immatricolazioni di nuove macchine e l’indicatore di fiducia dei consumatori sono più alti rispetto ai rispettivi valori di inizio anno ma più bassi rispetto a maggio, riflettendo la stessa dinamica mostrata dal PIL (aumentato nel primo trimestre e diminuito nel secondo).Il tema centrale per capire le prossime mosse della BoJ è la dinamica dell’inflazione: l’obiettivo della banca centrale è portare l’inflazione al 2% nel breve periodo. Attualmente la crescita dei prezzi al consumo rasenta lo zero e rende difficile il raggiungimento di quest’obiettivo. Questo, unitamente al rischio di una crescita del PIL ancora negativa, potrebbe alimentare le speranze di chi spera che il 30 ottobre venga annunciato un ulteriore ampliamento dei programmi di Quantitative Easing.
La famosa Abenomics (la svolta politica lanciata dal presidente Abe due anni e mezzo fa per rilanciare l’economia nipponica) ha per ora esaurito il suo potenziale.
Le tre frecce (leva monetaria, leva fiscale e riforme strutturali) non hanno dato i risultati sperati in termini di prezzi, salari e output. Recentemente il primo ministro ha annunciato tre nuovi pilastri per rilanciare l’economia: crescita del 22% del PIL nominale, aumento del tasso di natalità e sostegno ai lavoratori con figli. Nessun focus sulla politica monetaria. Tuttavia questi obiettivi sono stati accolti con relativa freddezza nel mondo finanziario. Con l’inflazione prossima allo zero diventa molto complesso avere ulteriori stimoli monetari e di conseguenza agire in modo restrittivo sulla polita fiscale per ridurre il disavanzo.
Due eventi tuttavia fanno ben sperare. Dopo una estate con ben pochi eventi di cui rallegrarsi, a inizio anno è stato siglato, dopo 10 anni di trattative, il Trans-Pacific Partnership che coprirà il 36% del commercio mondiale. Entrando nel trattato, il Giappone abbasserà le tariffe di importazione sul 95% dei beni importati; il vantaggio in termini di crescita dell’export, investimenti in capitale e consumi sarà molto maggiore della perdita di produzione domestica dovuta a maggiori importazioni. Ci vorranno degli anni per procedere con tutte le modifiche regolamentari, ma i vantaggi sono indubbi. Il timing per l’economia giapponese non sarebbe potuto essere più propizio, visto che ha resuscitato il sentiment dei mercati azionari – che sono stati la base del consenso politico del Primo Ministro – e ha reso più imminenti il piano di riforme già avviato, dal cambiamento della corporate governance per rendere le aziende più attrattive per gli investitori esteri, alla riforma del settore agricolo per incrementarne la produttività. Altro elemento che fa essere ottimisti sulle sorti del Giappone è la recente quotazione di Japan Post Bank, Japan Post Insurance e Japan Post Holding. Le tre operazioni permetteranno al governo di raccogliere 11,7 miliardi di dollari; si tratta dell’operazione giapponese di Offerta Pubblica più alta dal 1998. In modo straordinariamente simile alla realtà italiana, il governo spera di fare leva su questa operazione per scuotere i mercati azionari e accelerare l’agenda di riforma. Una volta privatizzata, Japan Post sarà obbligata a focalizzarsi sulla creazione di valore per gli azionisti, incrementando nel frattempo anche la trasparenza della gestione, ripensando ai suoi investimenti. Avendo investito al momento 300 trilioni di Yen (2,5 trilioni di dollari) prevalentemente in titoli di stato giapponesi, l’impatto sul mercato azionario di quest’operatore può essere enorme. (fonte: estratto da MoneyFarm.com a cura del team di asset allocation di MoneyFarm SIM)

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Si spegne l’ultimo reattore nucleare in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

E’ stato spento l’ultimo reattore nucleare ancora funzionante in Giappone. Dopo il disastro di Fukushima, il reattore di Tomari è l’ultimo dei 54 presenti sull’arcipelago ancora in funzione: oramai per meno di 24 ore.
Greenpeace chiede al Governo giapponese di cogliere l’opportunità di un Paese denuclearizzato per ascoltare finalmente i suoi stessi esperti e il popolo giapponese che chiede di tenere spenti i reattori e di concentrare ogni sforzo per aumentare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili. “È importante che il popolo giapponese venga preservato da ulteriori rischi relativi al nucleare mentre centinaia di migliaia di persone continuano a subire gli effetti del disastro di Fukushima – sostiene Junichi Sato, Direttore esecutivo di Greenpeace Giappone. – Un Giappone senza nucleare è un Giappone più sicuro. Per garantirsi un futuro di prosperità, il nostro Paese deve rottamare il nucleare a vantaggio delle rinnovabili”.
Nel settembre 2011, pochi mesi dopo il disastro di Fukushima, Greenpeace ha pubblicato lo scenario energetico “Energy [R]evolution – Japan” [1] che dimostra come il Paese possa fare a meno del nucleare e raggiungere comunque gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 con efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili e migliore gestione della domanda energetica.”Anche se tutti i reattori sono spenti, in Giappone non ci sono problemi di produzione elettrica. Il picco di domanda estivo può essere gestito aumentando l’efficienza e con un’oculata gestione della produzione e del risparmio energetico – aggiunge Sato. – Il disastro di Fukushima ha dimostrato che i reattori nucleari giapponesi, e le istituzioni che li gestiscono non sarebbero in grado di sopportare un altro grosso terremoto, che gli esperti ci predicono per i prossimi anni. Semplicemente, non vale la pena di correre questi rischi quando sappiamo con certezza che le alternative sono a portata di mano”.Oltre al convegno a Veronafiere, durante i tre giorni del Verona Forum Stone sono in calendario una serie di incontri B2B per far conoscere ai grandi distributori russi le eccellenze locali dei consorzi della Valpantena e della Valpolicella, grazie a visite alle aziende storiche e iniziative didattiche.
Venerdì 18 maggio, alle ore 15, al Centro Servizi Marmo di Volargne è in programma il seminario tecnico “L’utilizzo della pietra naturale: casi di impiego per facciate ventilate”, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona. Si prosegue in serata, nell’auditorium di Sant’Ambrogio di Valpolicella con un momento conviviale per gli ospiti a base di cucina tipica veronese e musica dal vivo.
Sabato 19 maggio, sempre nel Centro Servizi Marmo alle ore 10.30, un altro convegno dal titolo “Il valore della formazione per il rilancio del territorio”, realizzato insieme a Cgil- Cisl-Uil di Verona, con il patrocinio del CPN e del Centro di Formazione Professionale del Marmo di Sant’Ambrogio (Cnos-Fap San Zeno).
Durante le giornate di venerdì 18 e sabato 19 maggio, fino alle ore 16, porte aperte per conoscere da vicino la realtà delle aziende del marmo veronesi: in ciascuna presente anche una cantina del Consorzio Strada del Vino Valpolicella per offrire una degustazione dei propri prodotti. Le aziende sono: Alberti & Alberti S.R.L., Bauce Bruno & C. S.R.L., Graniti Marmi Affi S.R.L., Grein Italia S.R.L. e Marmi Zenatelli S.R.L.

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Chiude il reattore n.2 di Ikata in Giappone

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Con la chiusura del reattore n.2 di Ikata, avvenuta la scorsa notte, oggi in Giappone rimangono in funzione solo 5 reattori dei 54 esistenti. Nonostante un inverno piuttosto rigido, la chiusura del 90 per cento del nucleare giapponese non sta provocando alcuna carenza di energia elettrica nel Paese. “È chiaro che il Giappone non ha bisogno del nucleare, una fonte insicura e rifiutata dalle persone – sostiene Junichi Sato, direttore di Greenpeace Giappone – Greenpeace ha denunciato la totale inadeguatezza delle simulazioni sulle quali si basano le procedure di sicurezza dei reattori, con una Commissione di sicurezza nucleare che riceve donazioni dal settore energetico. Oltre agli scandali dell’industria nucleare, è chiaro che il sistema di controllo nucleare è totalmente insufficiente” – aggiunge Sato. “Senza una adeguata comprensione delle cause dell’incidente di Fukushima, e senza una revisione appropriata delle procedure e dei piani di emergenza per ogni singolo reattore, nessuna centrale in Giappone dovrebbe venir riaccesa.

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Un successo per il vino italiano in tour in Giappone

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

Enoteca Italiana dopo la Cina sbarca in Giappone per la promozione del Made in Italy. L’Ente Nazionale Vini, che associa più di 700 aziende di tutte le regioni italiane, è stata incaricata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per organizzare e promuovere il vino italiano all’interno di Italian Wine Week a Tokio (dal 21 al 27 novembre). Un successo che ha visto la presenza di oltre 4000 partecipanti tra stampa di settore, importatori, distributori e sommelier da tutto il Giappone.“Siamo davvero soddisfatti e gratificati per questi risultati che portano il vino italiano sul podio. La grande varietà delle produzioni italiane e la loro qualità sono fattori che consentono posizionamenti su diverse fasce di mercato. – afferma Fabio Carlesi, segretario generale dell’Ente Vini – Inoltre il buon rapporto qualità/prezzo e la capacità di soddisfare le esigenze ed i bisogni di un ampio spettro di consumatori sono un altro dei fattori positivi che caratterizzano il vino italiano. I mercati internazionali apprezzano inoltre i nostri vini legati a forti valori della tradizione e della cultura dei territori di produzione che essi esprimono. Negli ultimi venti anni il nostro vino ha conquistato posizioni importanti sul mercato giapponese grazie al grande successo della cucina e della ristorazione italiana. Oggi lo sforzo che bisogna fare è quello di promuoverlo, farlo conoscere e apprezzare nelle sue migliori espressioni in abbinamento al cibo e alle varie cucine giapponesi: è una sfida che può dare soddisfazioni e successo proprio in virtù della grande varietà che il vino italiano offre”.L’Enoteca Italiana con 80 aziende di vino selezionate nell’ambito della manifestazione giapponese ha organizzato tre seminari: “I benefici del bere responsabile nella dieta mediterranea e nello stile di vita Italiano”; “Il vino racconta La storia d’Italia” e “Le strade del Vino e l’Enoturismo”. Ad ogni seminario, al quale hanno partecipato più di 60 operatori, è stata presentata una selezione di vini suddivisa per tipologie, denominazione e territorio.L’iniziativa è nata con l’obiettivo di illustrare agli operatori del settore la varietà e qualità dei vini italiani, di stimolarne l’interesse, introducendo ed educando il consumatore giapponese alla ricca varietà qualitativa della produzione italiana. Alla promozione hanno preso parte 15 Consorzi, enti e oltre 190 etichette. Sono state organizzate, inoltre, 24 eventi presso le più prestigiose location di Tokyo, inclusa la Residenza dell’Ambasciata. Italian Wine Week diventerà un appuntamento fisso dell’autunno giapponese e si terrà d’ora in avanti con cadenza annuale la seconda settimana di novembre.

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Il Giappone intende passare alle rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

A seguito delle dichiarazioni del Primo Ministro giapponese Naoto Kan, e del suo impegno per costruire “una società che non dipenda più dall’energia nucleare”, Greenpeace chiede ai leader mondiali di ascoltare con attenzione il messaggio del Primo Ministro e di impegnarsi per una società libera dal nucleare. «Questa è l’unica risposta sensata al disastro nucleare di Fukushima, e manda un messaggio chiaro a tutto il mondo: l’unico futuro energetico possibile è quello basato sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica» commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia. Le dichiarazioni di Naoto Kan seguono la decisione della Germania di uscire dal nucleare e ribadiscono che questa energia è intrinsecamente pericolosa, incontrollabile e non sostenibile. Mentre in Germania già 370 mila persone lavorano nel settore delle energie rinnovabili, in Italia il comparto occupa 140 mila persone, che potrebbero raddoppiare nei prossimi dieci anni. «Il Governo italiano continua a minacciare questo settore energetico strategico. La Lega Nord annuncia agguati alle rinnovabili nella manovra economica in via di approvazione. Questo orientamento è in chiaro contrasto con la tendenza dei Paesi più industrializzati e tradisce la volontà espressa dai cittadini con il voto al Referendum di investire in fonti di energia pulite, sostenibili e non pericolose» conclude Barbera.

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Europa solidale con il Giappone

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Il Parlamento europeo ha espresso la propria solidarietà al popolo giapponese e al suo governo a seguito del devastante terremoto, dello tsunami e dell’incidente nucleare, in una risoluzione adottata oggi. I deputati hanno anche invitato l’UE e gli Stati membri a fornire tutta l’assistenza e il sostegno necessari al Giappone. I deputati invitano l’UE e gli Stati membri a fornire al Giappone e alle regioni interessate tutto il supporto umanitario, tecnico e finanziario necessario, elogiando la decisione di aver attivato immediatamente il meccanismo di protezione civile per coordinare l’assistenza d’emergenza. Nella una risoluzione comune, presentata da tutti i gruppi politici, adottata giovedì per alzata di mano, i deputati esprimono la loro solidarietà al popolo giapponese e al suo governo, dopo il “devastante terremoto e lo tsunami” e il “gravissimo incidente nucleare”, che “costituisce una nuova minaccia”. Hanno infine sottolineato il coraggio e la determinazione del popolo giapponese e delle autorità nell’affrontare la situazione.

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