Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘giappone’

Giappone, buona stagione degli utili

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

A cura di Chantana Ward, gestore azionario Giappone di Comgest Anche in Giappone abbiamo assistito alla grande rotazione settoriale che ha favorito lo stile value rispetto al growth. In generale l’indice value ha overperformato il growth dell’8% dal mese di dicembre a causa del rialzo dei tassi di interesse e dei problemi legati alla supply chain e alle materia prime. Questa rotazione é avvenuta in Giappone come sugli altri mercati. D’altra parte, l’assenza di inflazione in Giappone rispetto agli altri mercati, la politica di tassi di interesse pari a zero e il controllo della curva dei tassi, riconfermato venerdi 18 marzo, con il continuo declino nei prezzi immobiliari, dovrebbe dimostrare che probabilmente questa rotazione si arresterà presto in Giappone.Nonostante la rotazione, il fondo é riuscito ad essere vicino al benchmark dalla fine di gennaio grazie ai buoni risultati delle società in portafoglio e alle reazioni positive degli annunci dei risultati di società come Uniqlo, Kode o Don Quijote. Il governo ha annunciato la riapertura delle frontiere per la prima volta in due anni, ad alcune condizioni. Si è trattato di un importante passo avanti a livello psicologico verso la normalizzazione dell’economia e, a nostro avviso, gli investitori possono ora sperare in una forte ripresa economica nel 2022.Siamo positivi su società come, Daifuku, che, nell’ultimo trimestre, ha registrato un aumento dell’utile operativo del 22% e un’espansione del portafoglio ordini del 17% (su base annua), in quanto l’infrastruttura di e-commerce giapponese e la domanda di robot per la manipolazione dei wafer di TSMC hanno continuato ad aumentare. Kosé ha previsto un aumento del 40% dell’utile operativo per il prossimo anno e ha ribadito il suo obiettivo del 15% di margine operativo a medio termine, dato che i suoi marchi di cosmetici di prestigio continuano a beneficiare della normalizzazione in Giappone e della crescente presenza in Cina. Nonostante l’impatto di Omicron sulla presenza dei consumatori nei negozi, Pan Pacific (gestore dei negozi Don Quijote) ha registrato una crescita dell’utile operativo del 5,5% lo scorso trimestre (su base annua) come risultato della sua eccellente politica di approvvigionamento.I più recenti risultati trimestrali di Shimano hanno evidenziato un aumento dell’utile operativo del 46% (su base annua) e l’azienda ha comunicato al nostro team un aumento della capacità produttiva del 20% per rispondere alla forte crescita della domanda.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Comgest: il Giappone può essere un riparo nella tempesta?”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

A cura di Richard Kaye, Gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest. La ripresa del Giappone è rimasta indietro rispetto alle altre economie sviluppate nel 2021, ma riteniamo che il 2022 prometta cambiamenti in meglio per l’economia giapponese e per gli investitori in azioni giapponesi. A differenza degli Stati Uniti, il Giappone sembra destinato a riprendersi senza che l’inflazione crescente spaventi i mercati. Se l’inflazione è qui per restare, crediamo che il Giappone offra un rifugio sicuro: ciò che si vede è ciò che si otterrà. Al momento, stiamo assistendo ad una normalizzazione dell’economia giapponese, grazie alle riaperture che hanno portato a buoni risultati in termini di utili delle società giapponesi. Il Giappone rimane un ricco terreno di caccia per gli investitori growth e per questo pensiamo possa essere un buon riparo nella tempesta. Grazie alla riapertura del Giappone, molti settori hanno ripreso rapidamente a crescere come il settore turistico, della ristorazione, cosmesi, dei negozi fisici e dei parchi divertimento. La gente è tornata a vivere una nuova normalità, ad andare nei ristoranti, a viaggiare e ad acquistare nei negozi. Alcuni dei settori e delle società a cui guardiamo positivamente sono la guida autonoma, che rappresenta un’area in grande crescita e che vanta tassi di innovazione molto alti. Qui troviamo Keyence, compagnia giapponese che sviluppa e produce sensori, sistemi di visione, lettori di codici a barre, marcatori laser, strumenti di misurazione e microscopi digitali.Nel business dei semiconduttori ci piace Hoya, che fornisce componentistica per Samsung e TSMC. Vi è poi il settore del gaming, in cui il Giappone è leader: qui troviamo Nexon, produttore di videogiochi specializzato in giochi online per PC e dispositivi mobili con prospettive rosee anche grazie alla crescita stimata degli utenti. Fanuc si trova in una posizione simile a Hoya come leader di mercato delle numerical controller interfaces ma produce anche robot. La società deve gran parte dei propri ricavi ai numerical controller. La tecnologia di Fanuc è utile e serve per macchinari che devono essere programmati e che si muovono su più assi; noi investiamo in questi temi di innovazione. La società soddisfa la richiesta di Cina e India.Tra i settori in crescita c’è anche quello medico con la diagnostica con Sysmex, società quotata a Tokyo, che sviluppa strumenti diagnostici, reagenti e relativi software. Sysmex ha una esclusiva tecnologia per effettuare diagnosi mediche, è il più grande player al mondo nelle analisi di sangue; possiede un metodo di testing veloce, economico e offre una grande gamma di soluzioni in questo settore. Ma anche lo sviluppo di nuovi medicinali come PeptiDream, società di biotecnologia con una ricca pipeline. Il settore biotech in Giappone è frizzante. La società lavora per studiare le molecole dei peptide e ha acquistato un grande slancio grazie a tutta una serie di agevolazioni concesse dallo Stato. Lavora con 7 delle 10 maggiori piattaforme che studiano i peptidi ed è coinvolta nei principali studi e ricerche di nuovi farmaci.Il Giappone sta anche vivendo una grande rivoluzione in ambito del FinTech, con un crescente utilizzo di pagamenti tramite carta di credito o pagamenti online abbandonando il contante. E qui troviamo GMO Payment Gateway, la più grande piattaforma di pagamenti elettronici. Il Giappone è stato tradizionalmente un paese basato sul denaro contante ed ora sta rapidamente modificando questo sistema anche grazie allo stimolo derivante dal Coronavirus e alla maggiore fiducia della popolazione verso le carte di credito. GMO rappresenta la più grande piattaforma cashless in Giappone e un re del fintech, che ha performato oltre il 25% di utili. Ci aspettiamo che espanderà il suo business anche all’estero. La nuova via della seta inizia in Giappone. Aziende con un passato di successo che sono leader mondiali della crescita sostenibile, sono ora scambiati a valutazioni basse da molti anni. Noi investiamo solo in società leader che sono pronte per aprirsi al mercato asiatico per una crescita futura. Per questi motivi pensiamo che il Giappone sia ben posizionato per essere un riparo nella tempesta. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I consumi privati guidano la crescita del Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

A cura di Jun Yamamoto, Portfolio Manager di PIMCO. Prevediamo che il PIL del Giappone tornerà ai livelli pre-pandemia entro la fine del 2022, con una crescita guidata principalmente dai consumi privati. Il tasso di vaccinazione è aumentato nel terzo trimestre del 2021 e ora i livelli di vaccinazione sono pari o superiori alla media delle nazioni sviluppate. Riteniamo che questo miglioramento della situazione dei vaccini contribuirà al consumo interno nel 2022, a condizione che i ricoveri per COVID siano limitati e che le restrizioni governative rimangano moderate. L’ampio pacchetto fiscale annunciato a novembre 2021 include sussidi in contanti ai privati, aiuti alle piccole e medie imprese (PMI) e un aumento dei salari per gli operatori per l’assistenza all’infanzia e gli infermieri, il che dovrebbe inoltre contribuire positivamente ai consumi. Per quanto riguarda i fattori esterni, i problemi relativi alla supply chain hanno pesato sulle esportazioni nette del Giappone nel 2021, ma ci aspettiamo un rimbalzo nella seconda metà del 2022. Vediamo anche un potenziale rialzo con un aumento del turismo in entrata. L’inflazione nel 2021 è stata contenuta, principalmente a causa del rebasing del paniere CPI del Giappone insieme alle politiche governative per ridurre le tariffe delle compagnie telefoniche. Guardando al futuro, il Giappone potrebbe affrontare una certa pressione inflazionistica dovuta all’indebolimento dello yen e all’aumento dei prezzi delle materie prime, che potrebbero spingere l’IPC oltre l’1% entro la metà del 2022; tuttavia, dato il nostro scenario di base che prevede una crescita salariale limitata, è improbabile che la sola inflazione spinta dai costi sia sostenibile. Inoltre, non ci aspettiamo che l’inflazione porti a una significativa azione di politica monetaria in Giappone nel 2022.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Export: Cia con JIEF, agriturismo e foodtech per attrarre il Giappone

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

Eccellenze agroalimentari Made in Italy e agriturismi, digitale e sostenibilità alimentare, gli asset del nuovo protocollo d’intesa, biennio 2022-2024, siglato tra Cia-Agricoltori Italiani e la Japan Italy Economic Federation (JIEF) per cogliere le nuove sfide post pandemia, grazie anche alla crescita dell’export agroalimentare italiano nel Paese del Sol Levante (+15% nel 2021 rispetto all’anno precedente). Oggi, in videoconferenza, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Tokyo, Gianluigi Benedetti, la firma sul rinnovo del partenariato da parte dei presidenti Dino Scanavino per Cia e Daniele di Santo per JIEF.Dal 2017, l’intesa tra Cia e JIEF, organizzazione della comunità imprenditoriale giapponese con interessi verso l’Italia, è motore di tante iniziative strategiche a sostegno e promozione delle aziende agricole e agroalimentari italiane, dagli incontri virtuali con i buyer fino all’ospitalità agrituristica per clienti nipponici, e guarda con attenzione al posizionamento sul mercato estero da parte del Giappone. Resta, di fatto, il 6° partner commerciale per l’Italia al di fuori dell’Europa con l’agroalimentare che, con il 30%, rappresenta la fetta più grande delle esportazioni totali nazionali per un valore, nel 2021, di ben 2,1 miliardi.Dunque, nella relazione tra Italia e Giappone, un potenziale socioeconomico importante da capitalizzare, interessante l’attenzione crescente per il vino, a tutela e valorizzazione del cibo nostrano, ancora di più tenuto conto della pandemia mondiale e dell’esigenza globale di lavorare per la ripresa. Per Cia e JIEF i prossimi passi saranno, quindi, concreti e mirati a rilanciare rapporti di sinergia istituzionale e a maturare su digitalizzazione, gestione del rischio in agricoltura, ricambio generazionale e promozione agrituristica, verso il grande appuntamento con Expo 2025 a Osaka.Nell’impegno, sottoscritto dalle due organizzazioni – che nel 2017 costruirono solide basi con la definizione di un memorandum condiviso – il sostegno, ancora più incisivo, alla ripresa delle relazioni e dei progetti Italia-Giappone dopo due anni di emergenza sanitaria, attraverso il vantaggio del BtoB online e il valore aggiunto delle aree interne d’Italia per lo sviluppo del turismo rurale post-Covid. Infine, la connessione tra imprese, mercati e istituzioni, confermata da Cia e JIEF, quale fulcro nell’epoca delle grandi opportunità con l’Italia che dovrà saper spingere le sue produzioni agroalimentari e le sue piccole e medie imprese agricole, cogliendo appieno il valore di PNRR, Pac e Green Deal Ue.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La riapertura del Giappone

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2022

Con i rendimenti globali e le notizie relative al Covid-19 che variavano in maniera incredibile, l’intero mercato ha oscillato da uno stile all’altro. Ciò è stato particolarmente evidente durante il primo trimestre, ma anche più tardi nel corso dell’anno, con molti partecipanti che sembravano competere come in un gioco a eliminazione – più di qualsiasi altro anno dei tredici anni in cui abbiamo gestito il fondo. Abbiamo capito che il nostro dovere era quello di proteggere il denaro dei clienti dal panico a breve termine. Tre temi generali sono stati evidenziati durante le chiamate e le riunioni che hanno avuto luogo con le nostre società in portafoglio dopo i loro annunci relativi agli utili. Sebbene i problemi relativi alla supply chain siano gravi, non stanno peggiorando. Le nostre aziende sono cresciute e stanno gestendo questa pressione attraverso il controllo dei costi, la sostituzione dei materiali e le scorte. Due settori, i semiconduttori e i macchinari, si trovano in un superciclo che potrebbe non essere più un ciclo a seguito della necessità di una tecnologia di chip più sofisticata e della grande capacità di veicoli elettrici. La riapertura del Giappone è tangibile, per esempio la crescita delle vendite dello stesso negozio di Pan Pacific è stata del 5,1% in ottobre e il CEO di Kosé ci ha informato che c’è stata una ripresa delle vendite di cosmetici. Anche l’utilizzo degli aeroporti è in aumento e Disneyland (Oriental Land Corporation) ha riaperto la sua “Christmas Parade”.Il Giappone rimane un ricco terreno di caccia per gli investitori growth. Il Giappone ha ospitato un’Olimpiade di grande successo nel mezzo della pandemia di Covid-19, ha cambiato il proprio leader, ha posto fine allo stato di emergenza dovuto al Covid-19 e ha riaperto la sua economia, tutto nella seconda metà dell’anno. In virtù di questo, ci aspettiamo che i raffronti nel 2022 saranno più facili rispetto a quelli delle economie occidentali, le quali hanno raggiunto più rapidamente una situazione di normalità. Allo stesso tempo, i facili confronti di crescita per le aziende cicliche e il rapido scambio di titoli bancari in linea con i rendimenti globali sono diventati meno evidenti. Più tardi nel corso dell’anno gli investitori hanno ricominciato a valutare la crescita sostenibile, un modello che ci aspettiamo continui man mano che gli utili delle nostre società si dimostreranno più sostenibili dei mercati in generale. L’investimento attivo in azioni giapponesi ha sbaragliato il resto del mondo per molti anni, battendo i principali indici globali, per l’ovvia ragione che il Giappone ha aziende leader a livello globale che sono spesso incomprese e quindi sottovalutate. Crediamo che ora ci sia un acquirente crescente e costante nell’investitore domestico che sarà in grado di colmare quel divario di valutazione. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

GAM: Cina e Giappone tra energia pulita e innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2021

I recenti interventi normativi in Cina sono in sostanza guidati dalla volontà del governo di assicurare la stabilità e la sostenibilità di lungo termine del paese. Per esempio, le politiche di prosperità comune sono progettate per garantire la stabilità sociale, che è il fondamento della crescita economica della Cina. Altre regole, compresa la legislazione antimonopolistica, hanno probabilmente un effetto motivante sulla popolazione a rimanere innovativa. Le restrizioni sul gioco d’azzardo, come ulteriore esempio, sono volte a promuovere valori sociali positivi. L’economia cinese si è infatti indebolita a causa di alcuni dei recenti inasprimenti normativi. Regole più severe sull’acquisto di case hanno portato a una prospettiva negativa dei prezzi degli immobili e a un rallentamento delle vendite, con il risultato che Evergrande, insieme ad alcuni altri piccoli imprenditori del settore immobiliare con un alto livello di indebitamento, è andato in default sul debito. I consumi sono deboli a causa delle prospettive caute dell’occupazione e del reddito, mentre le carenze di elettricità e le sporadiche chiusure locali dovute al Covid-19 hanno anche avuto un impatto sull’economia. In tale contesto di incertezza, si possono comunque trovare delle opportunità. Nel breve periodo, vediamo l’opportunità di incrementare i titoli growth più venduti prima che il sentiment migliori. Guardando più avanti, i piani di sviluppo economico della Cina sono molto concreti e forniscono una tabella di marcia per gli investitori. Innovazione, digitalizzazione ed energia pulita sono tra i chiari temi politici. Crediamo che investire in settori guidati da politiche di sostegno a lungo termine potrebbe rivelarsi gratificante per gli investitori nel tempo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Commento Comgest – Investire in Giappone

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

Il Giappone è una porta d’accesso alla crescita del continente asiatico con una serie di aziende di alta qualità, sia nell’industria dei semiconduttori, che nei marchi di consumo o nella domanda di attrezzature per l’automazione di fabbrica. E questo sembra il momento per investire in azioni giapponesi. Le dimissioni del premier Suga hanno posto fine a una percezione negativa legata alla gestione della crisi di Covid: gli investitori sono di nuovo disposti a investire negli interessanti temi azionari in Giappone.Per quanto riguarda le peculiarità del mercato in Giappone, oltre al continuo successo delle strategie azionarie Europa, World e paesi emergenti, abbiamo anche constatato un interesse crescente verso il nostro fondo Comgest Growth Japan, che permette di avere un’esposizione azionaria con stile Comgest indiretta verso l’Asia e la Cina. Continuiamo a pensare che i rendimenti azionari nel lungo periodo siano interessanti e che possano offrire una buona diversificazione. Il nostro stile di gestione permette di ottenere questo tipo di diversificazione ma con un approccio difensivo grazie alla qualità e crescita delle aziende in cui investiamo, generalmente meno esposte alla volatilità dei cicli economici.Il cambio di leadership è stato un catalizzatore chiave nel breve termine: il Giappone sta attraversando un cambiamento drastico, poiché le pressioni demografiche e sociali degli ultimi anni hanno creato un consenso politico per la riforma. Il Giappone ha un nuovo leader ora, e si concentrerà sulle riforme necessarie. Nel frattempo, i tassi di vaccinazione Covid in Giappone hanno raggiunto gli altri paesi occidentali e il prossimo trimestre sarà straordinario, perché la gente tornerà ad uscire, i negozi e i ristoranti sono di nuovo pieni e gli impiegati tornano alla loro routine.Il Giappone è la migliore piattaforma per catturare la crescita della Cina e dell’Asia – senza assumersi il rischio di quei mercati. Soprattutto, il Giappone sta comprando il Giappone. Gli investitori nazionali stanno tornando sul loro mercato dopo una generazione di assenza, e si stanno concentrando su aziende di qualità, ben governate e che coinvolgono gli azionisti. Principalmente i fondi pensione locali stanno comprando nel proprio mercato. Abbiamo 23 fondi pensione che investono nei nostri fondi azionari e vogliono investire nelle realtà locali che sono leader a livello globale.E nell’ambito della tecnologia, perché preoccuparsi della Cina e dell’eccesso di regolamentazione quando si può guardare alla fortezza Giappone. Ecco come cerchiamo di catturare la crescita della Cina attraverso la strategia azionaria Comgest Growth Japan: con un equilibrio tra il trend del cambiamento che sta attraversando il Giappone e la selezione di leader globali. Tra questi ultimi, Daikin offre un’esposizione alla tendenza globale verso una maggiore domanda di aria condizionata con una minore esposizione al rischio ambientale rispetto alle controparti statunitensi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ll Giappone torna a crescere

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

By Reiko Mito, Investment Director Azionario Giappone di GAM. Il Giappone ha visto una sorta di battuta d’arresto a breve termine, che può essere attribuita a una serie di fattori. Ci sono state preoccupazioni per i ritardi del programma di vaccinazione per il Covid-19 e per la normalizzazione economica e c’è stata un’opinione condivisa che la sovraperformance delle azioni giapponesi avesse fatto il suo corso all’inizio del 2021, quando la ripresa in Cina e negli Stati Uniti è stata più rapida del previsto. I problemi di governance di famosi marchi giapponesi come Toshiba e Mitsubishi Electric hanno turbato gli investitori, ma va notato che si tratta di questioni specifiche dell’azienda e che la governance generale sta migliorando. Un’ulteriore preoccupazione è l’incertezza politica sulla scia dell’annuncio del primo ministro Suga che si dimetterà alla fine del suo mandato, in mezzo alla pressione crescente dopo aver lottato per contenere i casi di Covid-19 nel paese. Abbiamo una serie di ragioni per credere che il Giappone si riprenderà dopo il ritardo di altri mercati globali. I guadagni trimestrali di giugno sono stati migliori del previsto e i fondamentali solidi saranno probabilmente rivalutati. Il programma di vaccinazione ha accelerato dalla fine di maggio e sta raggiungendo quelli dei principali paesi occidentali – la pressione sociale affinché la gente si vaccini rimane alta. Anche la ripresa della produzione basata sulla domanda interna, non solo esterna, è iniziata. Mentre un eventuale rapido aumento dei tassi d’interesse rimane un rischio, lo consideriamo improbabile; vale la pena ricordare che un graduale aumento dei tassi d’interesse è la prova di una solida ripresa economica. Continuiamo anche a tenere d’occhio qualsiasi potenziale rinascita degli attriti tra Stati Uniti e Cina. Stiamo già iniziando ad assistere a una ripresa, con il settore manifatturiero in particolare a guidare il mercato. La capacità di spostare le linee di produzione è stata la chiave; dopo il Covid-19, sono in corso cambiamenti strutturali per consentire un’ulteriore automazione della produzione e un’accelerazione degli investimenti in nuove tecnologie. Anche i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) stanno guadagnando sempre più attenzione in termini di gestione dei fornitori da parte delle aziende, con aggiornamenti della catena di fornitura che includono prestazioni ambientali e tracciabilità anticipate. La ripresa dei consumi dovrebbe iniziare seriamente nel quarto trimestre di quest’anno, quando le cene fuori e i viaggi, che rappresentano una gran parte delle spese delle famiglie, si riprenderanno dai livelli ridotti a causa della pandemia. Ci sono diverse opportunità d’investimento che riteniamo interessanti al momento. Vediamo una domanda repressa nel settore dei beni capitali per macchinari di produzione che contribuiscono all’ambiente, all’efficienza del carburante e al rendimento della produzione. Si sta verificando anche la trasformazione digitale, che dovrebbe effettivamente consentire alle aziende di aumentare la loro linea di profitto senza aumentare i costi fissi. La spesa in conto capitale è solida, il che suggerisce una crescita a lungo termine.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Capire Fukushima: La lotta del Giappone, il nucleare oltre gli stereotipi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Di Piergiorgio Pescali Casa editrice: Lekton, Catania Pagine: 337 Prezzo: 20 euro Il titolo di questo volume, Capire Fukushima indica già di per sé l’intento che la sua lettura si prefigge di ottenere. Comprendere come si è arrivati all’incidente della centrale giapponese impone innanzitutto uno studio a monte che deve includere i principi della fissione nucleare e, come ulteriore approfondimento culturale, la storia che ha portato gli scienziati a comprendere in funzionamento del nucleo atomico e delle radiazioni. Le conseguenze dell’incidente nucleare giapponese non sono solo materiali, ma anche morali, psicologiche; soprattutto le ultime due avranno sempre più peso via via che il tempo cancellerà le impronte lasciate dal terribile Grande terremoto del Giappone orientale e dello tsunami dell’11 marzo 2011. Le crepepsichiche e mentali si ripercuoteranno nella vita quotidiana per generazioni a venire, anche quando Fukushima sarà per molti solo storia. Per capire quello che è accaduto e continua ad accadere a Fukushima, il libro è diviso in due parti: una parte tratta il percorso storico che ha portato alla scoperta dei vari costituenti del nucleo e delle radiazioni e la teoria della fissione nucleare e delle radiazioni. La seconda parte entra nel vivo delle vicende che hanno segnato l’incidente: le concitate fasi in cui gli impianti di raffreddamento dei reattori si sono bloccati, i tentativi, purtroppo infruttuosi, degli operatori per evitare la fusione del nocciolo. I successivi capitoli sono il risultato di visite e indagini sul campo condotte anche personalmente dall’autore che individua i principali punti di contrasto tra i cittadini non solo con le autorità, colpevoli di aver nascosto i rischi effettivi dell’emergenza, ma anche con quelle associazioni che, senza alcuna evidenza scientifica, da una parte ingigantivano i problemi e i rischi radiologici (e non solo) mettendo a rischio le attività di intere famiglie in campo agricolo e ittico. La verità, oltre a non stare nel mezzo, non esiste. Fukushima ha mostrato tutta la limitatezza dell’uomo: l’incapacità di fronteggiare eventi eccezionali (che sono forse eccezionali in termini generazionali, ma non certo se considerati nell’arco di tempi geologici), di analizzare con obiettività scientifica qualunque tipo di situazione, la manipolazione, intenzionale o no, dei drammi collettivi e personali per promuovere idee preconcette. In questo campo, in particolare nel settore della comunicazione umana, Fukushima, come Chernobyl, come Bhopal, come migliaia di altri disastri non annunciati, ma prevedibili hanno invece permesso di sollevare problematiche tecniche e scientifiche prima forse troppo trascurate o addirittura ignorate. Questa è l’eredità che dobbiamo essere in grado di cogliere per garantire alle generazioni future un mondo più vivibile e meglio gestito. Piergiorgio Pescali è un ricercatore scientifico e giornalista e collabora con radio, riviste, quotidiani e network radiotelevisivi in Europa ed in Asia. Sud Est Asiatico, Corea del Nord e Giappone sono le zone geografiche che frequenta con più assiduità, anche se non disdegna il Medio Oriente e il Sudtirolo.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scarico nell’Oceano Pacifico di acqua radioattiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Tokyo. Greenpeace Giappone condanna con forza la decisione del governo guidato dal Primo ministro Suga di disporre lo scarico nell’Oceano Pacifico di oltre 1,23 milioni di tonnellate di acqua reflua radioattiva stoccata in cisterne della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Questa decisione ignora completamente i diritti umani e gli interessi della gente di Fukushima e in generale del Giappone e della parte di Asia che si affaccia sul Pacifico.La Tokyo Electric Power Company (TEPCO) può dunque avviare lo scarico di rifiuti radioattivi dalla sua centrale nucleare in mare. Secondo quanto è stato anticipato, ci vorranno due anni per preparare lo scarico.«Il governo giapponese ha ancora una volta deluso i cittadini di Fukushima», dichiara Kazue Suzuki della campagna clima ed energia di Greenpeace Giappone. «Il governo ha preso la decisione del tutto ingiustificata di contaminare deliberatamente l’Oceano Pacifico con acqua radioattiva. Ha ignorato sia i rischi legati all’esposizione alle radiazioni che l’evidenza della sufficiente disponibilità di stoccaggio dell’acqua contaminata nel sito nucleare e nei distretti circostanti. Invece di usare la migliore tecnologia esistente per minimizzare i rischi di esposizione a radiazioni immagazzinando l’acqua a lungo termine e trattandola adeguatamente per ridurre la contaminazione, si è deciso di optare per l’opzione più economica, scaricando l’acqua nell’Oceano Pacifico. Quanto deciso dal governo non proteggerà di certo l’ambiente e trascura l’opposizione su larga scala e le preoccupazioni di cittadini e cittadine di Fukushima, al pari di chi abita in tutto il Giappone. Greenpeace è al fianco della gente di Fukushima, comprese le comunità di pescatori, nei loro sforzi per fermare questi piani. Secondo sondaggi effettuati da Greenpeace Giappone, la maggioranza dei residenti di Fukushima e in generale del Giappone si oppone allo scarico di queste acque reflue radioattive nel Pacifico. Inoltre, la federazione nazionale delle cooperative di pesca del Giappone ha continuato a esprimere la sua completa opposizione a questa operazione.I relatori speciali delle Nazioni Unite per i diritti umani – sia nel giugno 2020 che a marzo 2021 – hanno avvertito il governo giapponese che lo scarico dell’acqua nell’ambiente viola i diritti dei cittadini giapponesi e dei suoi vicini, compresa la Corea. Hanno chiesto al governo giapponese di ritardare qualsiasi decisione sullo scarico in mare dell’acqua contaminata fino a quando non sarà finita la crisi del COVID-19 e non si terranno opportune consultazioni internazionali.Sin dal 2012 Greenpeace ha condotto una campagna contro i piani di scarico dell’acqua contaminata di Fukushima, presentando analisi tecniche alle agenzie delle Nazioni Unite, tenendo seminari con i residenti locali di Fukushima insieme ad altre ONG. E avviando petizioni contro gli scarichi sottoposte agli organi competenti del governo giapponese.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Governo: Coronavirus: tra Italia, Giappone e Germania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

Per avere una idea di come si diffonde il Coronavirus e il suo impatto sulla popolazione basterebbero alcuni dati. Vediamo. L’Italia ha avuto 1.068 morti per milione di abitanti, per un totale di circa 65 mila morti. Gli infettati sono stati 1.847.000. Il Giappone ha avuto 20 morti per milione di abitanti, per un totale di 2.562 morti. Gli infettati sono stati 177 mila. Come è possibile? Alcune risposte del popolo sono del tipo: siamo i più vecchi del mondo, oppure, siamo tanti e concentrati. La risposta è sempre nei numeri: a) l’aspettativa di vita in Giappone è di 83 anni; b) l’aspettativa di vita in Italia è di 82 anni. Non c’è, quindi, grande differenza tra il nostro Paese e il Giappone. a) In Giappone la popolazione ammonta a 126 milioni di abitanti. b) In Italia la popolazione ammonta a 60 milioni di abitanti. c) La densità della popolazione in Giappone è di 333 abitanti per kmq. d) La densità della popolazione in Italia è di 200 abitanti per kmq. La densità giapponese è maggiore di quella italiana. Come è possibile una situazione del genere? Occorrerebbe studiare il modello giapponese. Comunque, l’Italia ha il 400% di decessi in più della Germania, che ha una aspettativa di vita di 81 anni, vicina a quella italiana, e una densità della popolazione di 230 ab./kmq, superiore a quella italiana Come è possibile una situazione del genere? Qui non c’è da studiare. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Abenomics senza Abe

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

A cura di Sam Perry, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’Abenomics sarà in grado di sopravvivere dopo l’uscita di scena del suo ideatore? Alcuni investitori hanno qualche dubbio. Quando lo scorso 28 agosto il Primo Ministro del Giappone Shinzo Abe ha annunciato le sue dimissioni, le azioni sono crollate e lo yen è risalito sulla scia dei timori che il programma di rivitalizzazione dell’economia da lui creato – un mix di politica monetaria ultra accomodante, stimoli fiscali e riforme strutturali – possa andare in pensione con lui.Le politiche di Abe dovrebbero proseguire a prescindere da chi sarà il prossimo primo ministro, mantenendo quelle condizioni che avevano contribuito a indebolire lo yen, rafforzare le esportazioni giapponesi e far salire le azioni nazionali del 224% negli ultimi otto anni. Ovviamente, i mercati finanziari giapponesi sono destinati a essere volatili nelle prossime settimane, con l’intensificarsi della lotta per la successione ad Abe. Tuttavia, data la ferma maggioranza in Parlamento del partito liberaldemocratico, è difficile che il nuovo Primo Ministro attui drastici cambiamenti. Abbondano, di fatto, i candidati che propongono continuità.Tra i principali pretendenti figurano il segretario capo di gabinetto Yoshihide Suga e il Ministro della Difesa Taro Kono, entrambi forti sostenitori delle politiche di Abe.È ancora meno probabile che la politica monetaria subisca un cambio di direzione.Rinominato per un secondo mandato quinquennale che finirà nel 2023, il governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda manterrà la politica ultra-accomodante attuata poco dopo la sua nomina da parte di Abe. Nel tentativo di sconfiggere la deflazione, il capo della BOJ ha portato i tassi d’interesse a breve termine verso un minimo storico del -0,1% e mantenuto il rendimento delle obbligazioni a 10 anni attorno allo 0%. Ciò non significa che sarà del tutto inflessibile: Kuroda è fin troppo consapevole degli effetti collaterali negativi di alcune delle sue politiche, soprattutto per quanto riguarda le banche giapponesi, che hanno faticato ad accrescere i profitti quando la curva dei rendimenti si è appiattita. Le briglie della politica monetaria rimarranno comunque allentate sotto la sua guida e probabilmente anche oltre.Allo stesso modo, difficilmente la prossima amministrazione stringerà i cordoni della borsa fiscale. Quando Abe ha lanciato il pacchetto di stimoli da quasi 1000 miliardi di dollari per contrastare la crisi provocata dal coronavirus, alcuni membri del partito di governo hanno invocato una spesa ancora maggiore.Inoltre, non sarà fatta marcia indietro nel percorso intrapreso da Abe per migliorare gli standard della governance societaria delle aziende giapponesi.Il cambio di atteggiamento e comportamento del Giappone nei confronti dei fattori ESG (ambientali, sostenibili e di governance) è stato davvero stupefacente.Le riforme di Abe sulla gestione e sulla governance forse sono state imposte dall’alto, ma sono state accolte con entusiasmo dagli azionisti e dai manager aziendali.E, per quanto i miglioramenti a livello di governance siano ancora parziali, i cambiamenti avvengono a una velocità impressionante. Ad esempio, la percentuale di società quotate nella prima sezione della borsa di Tokyo che hanno due o più amministratori esterni nei loro consigli d’amministrazione è cresciuta al 91% nel 2018 rispetto al 18% nel 2013. Gli investitori domestici comprendono l’importanza di questo cambiamento. Al contrario, gli investitori esteri, la cui esposizione alle azioni giapponesi è scesa sotto i livelli del 2012, ignorano questo aspetto dell’Abenomics a loro rischio e pericolo. In seguito all’introduzione dei miglioramenti alla governance aziendale, il RoE delle società giapponesi è raddoppiato al 9,5% nel 2018 rispetto al solo 4% nel 2012 Sebbene il RoE negli Stati Uniti sia superiore, quest’ultimo è alimentato dal debito. Japan Inc, per contro, continua ad avere liquidità in abbondanza. E in una brusca pausa dalla malattia post-crollo prima di Abe, questa liquidità non è rimasta ferma. Incoraggiate dalle riforme dell’Abenomics, le società stanno cercando di utilizzare i loro fondi per la crescita e per migliorare i rendimenti per gli azionisti. Gli investitori di lungo termine, quindi, dovrebbero guardare oltre il rumore politico e concentrarsi sui cambiamenti strutturali che stanno avvenendo in Giappone.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il rapido mutamento della tesi valutativa ci porta a ridurre il giudizio sul Giappone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore di portafoglio, Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. Il vecchio adagio secondo cui “i soldi fanno girare il mondo” non è mai stato così calzante. Nel mondo degli investimenti, i soldi sono gli utili e i flussi di cassa societari, utilizzati per anni dagli analisti per valutare le aziende.
Cosa succede, tuttavia, quando questi soldi si prosciugano? È quanto abbiamo osservato nelle ultime settimane: le società di tutto il mondo, grandi e piccole, hanno subito una stretta di liquidità in quanto la spesa di consumatori e imprese si è per gran parte bloccata all’improvviso. Se a ciò si aggiunge la difficoltà di prevedere come evolveranno i contagi e come si riprenderanno i paesi dal Covid-19, l’unica previsione possibile è l’incertezza. Valutare le aziende è diventato molto più difficile.In mancanza di una chiara traiettoria dei flussi di cassa e degli utili societari e con molte aziende che riducono le proprie stime interne, alcune delle tecniche di valutazione più convenzionali come il rapporto prezzo/utili diventano complicate perché il denominatore è ignoto. Durante le recenti ondate di volatilità, tra i vari strumenti di analisi azionaria il valore contabile ci è stato di maggiore aiuto perché tende ad essere più statico. L’analisi del valore contabile punta sostanzialmente a determinare il valore realizzabile delle attività di un’azienda in caso di liquidazione, ossia quello che rimane agli azionisti in base al bilancio societario. Un rapporto prezzo/valore contabile pari a 1 implicherebbe che il mercato è disposto a pagare solo un importo equivalente al valore contabile della società. In altre parole, ritiene che l’azienda non sia in grado di accrescere le proprie attività in maniera significativa.A inizio marzo abbiamo applicato questo metro valutativo ai mercati azionari per cercare di calcolare i livelli ai quali le varie regioni avrebbero raggiunto valutazioni interessanti al punto da convincerci a impiegare il nostro budget di rischio. Durante la correzione dei mercati, il Giappone si è discostato sempre più dalla media e, a metà marzo, le quotazioni sono scese al di sotto di 1x il valore contabile, raggiungendo i minimi degli ultimi 20 anni o più (Figura 1). La storia ci insegna che i rendimenti prospettici a 12 mesi di distanza da tali livelli sono sbilanciati al rialzo (Figura 2), pertanto abbiamo potenziato la nostra esposizione alle azioni giapponesi.Tuttavia, con la volatilità sui picchi decennali i livelli valutativi chiave vengono raggiunti più frequentemente e l’incessante evoluzione della risposta economica e umana al Covid-19 fa sì che anche i fondamentali cambino di continuo.Nel caso del Giappone, il mercato azionario è riuscito a sovraperformare i listini azionari globali di un astronomico 13% nella seconda metà di marzo, rendendo le valutazioni relative meno appetibili nell’arco di un breve lasso di tempo. Sebbene sia ancora supportato dal miglioramento strutturale di lungo termine delle prassi di corporate governance, il Giappone è un mercato fortemente ciclico, con un’alta leva operativa e molto esposto alle chiusure improvvise dell’attività globale. Il margine d’intervento per l’introduzione di nuovi stimoli è inoltre ritenuto più esiguo rispetto agli altri paesi. E, a differenza di altre regioni, fino a una settimana fa non si è vista nessuna drastica riduzione delle aspettative sugli utili, uno scenario a nostro avviso irrealistico.Restando fedeli al nostro processo d’investimento, che consente di cambiare giudizio in caso di variazioni a livello valutativo e/o fondamentale, abbiamo ridotto il nostro posizionamento in Giappone da favorevole a neutrale, in ragione delle valutazioni relative più elevate e dell’indebolimento dei fondamentali nell’attuale contesto globale. Pur mantenendo una preferenza complessiva per le azioni (unitamente al credito di maggiore qualità), oggi appare prudente concentrare il rischio in aree meno cicliche e meglio posizionate per attraversare la tempesta.In questa crisi senza precedenti, sono gli operatori sanitari, non i soldi, a far girare il mondo. Tuttavia, i mercati rimangono aperti e continueranno ad emergere anomalie perché gli investitori tenteranno di calcolare l’impatto economico di questo blocco improvviso e senza precedenti del normale flusso di denaro.www.columbiathreadneedle.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giappone terra di geisha e samurai

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Monza, in Villa Reale (dal 30 gennaio al 2 giugno) Il meglio di due grandi collezioni private, unito per offrire un viaggio iniziatico in Giappone, paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per grandissima varietà e raffinatezza.Il percorso espositivo, messo a punto da Francesco Morena, propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dalla raccolta di Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale, alle quali si uniscono, in questa speciale occasione, alcuni kimono della raccolta di Lydia Manavello, collezionista trevigiana esperta conoscitrice di tessuti asiatici.
La mostra è prodotta da ARTIKA, con il Patrocinio del Comune di Monza. Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo numerosi aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese.
La parte centrale dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).
Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei, sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, è giunto nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di quest’ultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco.
Di grande fascino è la presenza lungo il percorso espositivo di un certo numero di kimono dalla Collezione Manavello, alcuni disseminati tra le sale, altri esposti in un unico salone in un allestimento piuttosto spettacolare che vuole dare giusto rilievo a questi notevoli manufatti artistici.
Una sezione della mostra è riservata al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò così molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupava senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che ha acquisito il nucleo esposto in mostra, il quale ha annotato in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.
L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fiera Ceatec 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Chiba, in Giappone. dal 15 al 18 ottobre. Con il supporto del marchio Maisart®* di Mitsubishi Electric, che include soluzioni tecnologiche di intelligenza artificiale, la visione dell’azienda prevede la creazione di valore con l’obiettivo di affrontare i problemi sociali grazie all’uso della tecnologia nelle categorie “Vita”, “Industria”, “Infrastrutture” e “Mobilità”. Nello stand si svolgeranno dimostrazioni di prodotti appartenenti alle 4 aree, inoltre, nell’ambito del tema “Mitsubishi Electric and Our Future – Society 5.0 and Sustainable Development Goals Seen from the Present” (Mitsubishi Electric e il nostro futuro – Society 5.0 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile visti dal presente) verranno presentati diversi prodotti, fra cui:
– Le nuove esperienze di acquisizione foto/video di realtà aumentata (AR) per l’uso sui social media e l’applicazione multilingue “SwipeTalk Air”
– “Life Solutions Concept” (Idee di soluzioni per la vita) presentato da Mitsubishi Electric
– Le soluzioni di riconoscimento vocale multilingue per sostenere e assistere i visitatori stranieri in Giappone
– La tecnologia IA “KOTSUMON” che permette di identificare sequenze di movimento specifiche nei video
– La segnaletica digitale di grandi dimensioni da implementare nei settori dell’intrattenimento e della comunicazione
– La concept car basata sull’esperienza EMIRAI4 per l’era della mobilità intelligente.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Van Gogh e il Giappone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

I prossimi 16, 17, 18 settembre (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it) la nuova stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti.
Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giappone: grappoli d’uva venduti all’asta per 10 mila euro circa

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

In Giappone, alcuni grappoli di uva del tipo Ruby Roman sono stati battuti all’asta per una cifra record di 1,2 milioni di yen, l’equivalente di oltre 9.800 euro, rendendoli i più costosi di sempre, da quando la varietà è stata lanciata sul mercato dodici anni fa. Coltivata nella prefettura di Ishikawa, nel Giappone centrale, con un basso livello di acidità e alto contenuto di zucchero, la qualità Ruby Roman risulta estremamente succosa e ogni chicco pesa almeno 20 grammi. Il vincitore dell’asta è il proprietario di tre ‘ryokan’, gli alberghi in stile giapponese, che ha comprato il contenuto tramite un intermediario al mercato di Kanazawa. Il maltempo dello scorso giugno aveva inizialmente fatto preoccupare i viticoltori locali, ma l’aumento delle temperature ha dissipato quei timori, e adesso l’unione di cooperative di Ishikawa prevede di vendere circa 26 mila grappoli di Ruby Roman entro la fine di settembre. Pur pagando tali somme, i giapponesi non guardano al costo di acquisto, in particolare quando offrono la frutta, un dono prezioso nell’arcipelago. Nei reparti dei grandi magazzini dedicati o negozi specializzati, le opere d’arte della natura sono esposte come gioielli, protette da una rete bianca. Spesso vendute singolarmente, mele, pere, pesche, uva presentano forme perfette e lasciano un gusto squisito al palato. Anche nei supermercati di base, la frutta è ancora costosa: una sola mela spesso costa l’equivalente di 2 euro. Eppure evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in Italia diciamo che la frutta è cara. Se amate la frutta e non potete farne a meno… beh, cominciate ad ipotecare casa vostra, come avviene in un qualunque supermercato “Tokyo food show”. Godiamo la frutta noi che possiamo!

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un sistema monetario parallelo in yuan?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

A ogni azione di solito corrisponde una reazione che, a volte, sorprende chi ha iniziato il contenzioso. E’ il caso della politica dei dazi e delle sanzioni di Trump: stanno determinando le condizioni per la nascita di un sistema monetario parallelo basato sullo yuan cinese utilizzabile sia per gli scambi commerciali sia come riserva monetaria. Soprattutto in Asia.Anche le sanzioni americane nei confronti di chi importa petrolio dall’Iran, di fatto, spigono in tale direzione. La Cina è il principale importatore di energia dall’Iran e continuerà a farlo. Il problema, di conseguenza, sorgerà al momento del pagamento in dollari.Ogni anno la Cina importa dal resto del mondo petrolio per 250 miliardi di dollari e altri 150 miliardi di merci, quali l‘acciaio, il rame, il carbone e la soia. Tutte queste commodity finora sono valutate e commerciate in campo internazionale in dollari.
Perciò anche la Cina li deve pagare con la valuta americana. Ciò dà alle autorità Usa un ampio margine di “manovra” su cosa la Cina compra e da chi. In verità, negli anni passati gli Usa non hanno mai nascosto l’intenzione e la capacità di usare questa leva per condizionare certi sviluppi in un’ottica geopolitica e geoeconomica. Ad esempio, hanno imposto delle forti sanzioni pecuniarie contro alcune banche non americane, come la Standard Chartered inglese e la BNP Parisbas francese, per aver fatto in passato delle operazioni finanziarie in dollari con le controparti iraniane, anche se le suddette banche non avevano violato alcuna regola dei Paesi in cui gli accordi erano stati stipulati. Lo stesso potrebbe oggi succedere per quelle banche, cinesi oppure no, che dovessero giocare un ruolo nei pagamenti in dollari per saldare contratti d’importazione del petrolio iraniano. Pensare di costringere gli importatori di petrolio iraniano, tra cui la Cina, il Giappone, l’India e la Corea del Sud, a cambiare il Paese di rifornimento, ad esempio approvvigionandosi dall’Arabia Saudita, alleata di Washington, potrebbe rivelarsi un grave errore di calcolo. Di fronte a questa situazione sta emergendo una serie di nuovi strumenti valutari internazionali alternativi al dollaro. Da un po’ di tempo Pechino lavora in questa direzione e si prevede per lo yuan un ruolo centrale. Prima di tutto, per incoraggiare l’utilizzo della sua valuta nazionale nei commerci, il governo cinese sta agevolando l’accesso ai finanziamenti in yuan attraverso organismi offshore con base a Hong Kong. In secondo luogo, per convincere chi esporta petrolio in Cina ad accettare pagamenti in yuan, Pechino intende dimostrare che i Paesi produttori potrebbero utilizzare gli yuan non solo per l’acquisto di beni cinesi.
Pechino, perciò, programma di offrire prodotti finanziari con un valore sicuro e stabile, facilmente monetizzabili, che potrebbero in futuro diventare, addirittura, un’alternativa ai bond del Tesoro americano. La Cina sta offrendo contratti future sul petrolio e sull’oro che, tra l’altro, permetterebbero agli interessati di creare una garanzia sul prezzo del petrolio ma anche di poterli convertire in oro.Il processo sembra lento ma è irreversibile. La Cina ha già convinto il Qatar ad accettare lo yuan per il pagamento di parte delle sue esportazioni di petrolio. Inoltre, come conseguenza dell’importante accordo pluriennale di acquisto di petrolio e gas russo per 400 miliardi di dollari da parte della Cina, lo scorso anno Mosca ha cambiato l’equivalente di 50 miliardi di dollari delle sue riserve monetarie in yuan. Pechino ha già siglato accordi di swap monetari con più di 30 Paesi, tra cui il Giappone e la Russia, che permettono di utilizzare per i commerci lo yuan, bypassando il dollaro. Si ricordi, ad esempio, che molti progetti di cooperazione tra Brasile e Cina sono già finanziati e regolati in yuan.
Proprio alla vigilia del G20 Russia e Cina hanno sottoscritto un accordo per l’utilizzo di strumenti finanziari in rubli e in yuan fino a coprire nei prossimi anni il 50% di tutti i loro commerci bilaterali. E’ da notare che allo stesso tempo i due paesi stanno espandendo enormemente le loro riserve in oro.La stessa realizzazione della “Belt and Road Initiative, la Nuova Via della Seta, e il ruolo di finanziamento dell’ Asian Infrastucture Investment Bank (AIIB), serviranno per l’internazionalizzazione dello yuan. Molti progetti infrastrutturali con i paesi asiatici coinvolti sono già stipulati nella valuta cinese.Al riguardo è molto interessante la lettura dell’ultimo bollettino della Banca Mondiale sull’economia dei paesi dell’Africa sub-sahariana, dove la presenza e la cooperazione della Cina è visibilmente molto elevata. La composizione per valuta dell’intero ammontare del debito pubblico e privato di quella regione sarebbe così suddivisa: soltanto il 5,7% in euro, il 62,4% in dollari e il 25% in altre monete. E in quest’ultima categoria lo yuan occupa la parte preponderante. I suddetti processi di portata globale avranno inevitabilmente effetti anche sull’Europa, che è chiamata a giocare un ruolo attivo e non subalterno ad altri interessi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il bucato diventa green al 100%: Arriva dal Giappone il sacchettino di magnesio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Il segreto è tutto nel magnesio. «A contatto con l’acqua il magnesio sprigiona bollicine di idrogeno e va a formare acqua alcalina ionizzata che riesce a pulire a fondo la biancheria senza l’uso di detersivi. Non c’è nulla di miracoloso, è una semplice reazione chimica». È una sintesi estremamente condensata quella che fa Giuseppe Re, amministratore di The Wellness Store. L’azienda con sede a Pezzana (VC) è l’importatore ufficiale di TerraWash, l’innovativo sacchettino che permette di fare il bucato senza l’uso di detersivi, con un impatto zero sull’ambiente. Il prodotto 100% green arriva dal Giappone e sta conquistando sempre più affezionati. «In circa un anno e mezzo di presenza in Italia, TerraWash è stato scelto da oltre 3.500 famiglie», aggiunge Re. «In Giappone, dove il prodotto è presente sul mercato da quasi sei anni, ammontano a oltre un milione i pezzi venduti. Segnali positivi arrivano anche dai mercati europei ed asiatici perché l’attenzione all’ambiente è un tema che sta sempre più a cuore».Premiato con l’Organic Innovation Gold Award al Natexpo 2017 di Parigi, il salone internazionale dei prodotti biologici, ha inoltre ricevuto al Sana 2017 di Bologna, il salone internazionale del Biologico e del Naturale, il premio “Blogger for Sana” come miglior novità nella categoria Green Lifestyle. Dopo il grande successo dello scorso anno, TerraWash rinnova la sua presenza a Fa’ la cosa giusta!, la più grande fiera italiana del biologico, che si terrà dall’8 al 10 marzo a Milano.«Il rispetto dell’ambiente deve necessariamente passare dalle scelte che facciamo ogni giorno, dallo stile di vita che seguiamo a ciò che mettiamo nel carrello del supermercato. E le nuove conoscenze e la tecnologia ci aiutano a fare dei passi in questa direzione. È così, per esempio, per quanto riguarda le auto: non è un mistero la virata che sempre più Stati stanno facendo per limitare le macchine a gasolio e incentivare la mobilità elettrica. Può essere così anche per quanto riguarda un gesto banale, quanto quotidiano, quale è quello di fare il bucato». Per Re è una questione di cambio di prospettiva: «Basta guardare alle nostre azioni da un punto di vista diverso per capire che possiamo fare molto per il nostro ambiente. TerraWash è un approccio differente al mondo del pulito». Un approccio dai molti vantaggi: «Ha un impatto ambientale praticamente quasi nullo – spiega -. Considerando 5-6 lavaggi a settimana, TerraWash ha una durata di circa un anno. Igienizza e pulisce i capi e mantiene pulita anche la lavatrice, evitando l’accumulo dei residui tipici dei detersivi; inoltre, rispetto ai detersivi tradizionali è dieci volte più efficace contro gli odori ed è ipoallergenico, quindi ideale per persone con pelle sensibile e per chi soffre di allergie e di sensibilità chimica multipla – MCS».
In concreto, TerraWash si presenta come un sacchettino che contiene palline di magnesio puro al 99,95%; non ci sono sbiancanti ottici, profumi, allergeni ed enzimi. Il suo utilizzo è estremamente semplice: è sufficiente inserirlo nel cestello della lavatrice insieme alla biancheria sporca e scegliere il programma di lavaggio. Ci sono però alcune accortezze da prevedere: in caso di macchie ostinate, è consigliato pretrattare il capo prima del ciclo di lavaggio per avere un risultato migliore; dato che TerraWash è inodore, per dare profumazione alla biancheria si può utilizzare qualche goccia di olio essenziale. Come i comuni detersivi, TerraWash alza il pH dell’acqua e l’acqua alcalina può essere aggressiva sulle proteine animali. Per cui, per capi in lana e seta viene consigliato l’uso di un detersivo specifico. TerraWash viene commercializzato online e in alcuni negozi selezionati ad un prezzo di circa 49 euro. Info: http://www.terrawash.it

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Il Giappone innalza il suo tasso di crescita potenziale”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

A cura di Daisuke Nomoto, Gestore di portafoglio senior di Columbia Threadneedle Investments Sebbene le prospettive per la crescita globale stiano diventando più incerte a causa degli attriti commerciali sino-americani e della forza gravitazionale esercitata dal rialzo dei tassi d’interesse, riteniamo che il continuo programma di riforme del Giappone finirà probabilmente per innalzare il tasso di crescita di lungo termine. Col tempo, ciò dovrebbe spingere al rialzo anche le quotazioni azionarie.Il Giappone sta introducendo tre corpus di riforme concepite per risolvere le debolezze strutturali e quelle attinenti al governo societario. Si tratta di:Riforma dell’immigrazione
Riforma dello stile di lavoro, Riforma della corporate governance.Per contestualizzare, riepiloghiamo brevemente la storia economica e i successi recenti del Giappone. Possiamo suddividere gli ultimi 40 anni in tre periodi: la straordinaria crescita degli anni ‘80, l’opprimente deflazione degli anni ‘90 e il periodo da fine 2012 ad oggi, caratterizzato dalle riforme strutturali della “Abenomics”. Dopo la lunga fase di deflazione seguita alla rapida crescita degli anni ‘80, molte società giapponesi si sono ripiegate su sé stesse. Piuttosto che investire nella crescita futura per generare rendimenti superiori, hanno fatto di tutto per proteggere le prerogative acquisite, prestando scarsa attenzione all’efficienza dell’allocazione del capitale. Tuttavia, dopo i 15 anni di crescita zero dal 1998 al 2013, le riforme del Presidente Shinzō Abe stanno finalmente dando i loro frutti e il PIL si sta avvicinando all’obiettivo del governo di JPY 600.000 miliardi.Le pressioni inflazionistiche non sono state abbastanza forti da oltrepassare il target del 2% della Bank of Japan (BoJ), ma gli indicatori economici suggeriscono chiaramente che la deflazione è stata sconfitta. Pur non escludendo la possibilità che la BoJ modifichi la sua politica monetaria per consentire al rendimento dei titoli di Stato giapponesi (JGB) decennali di salire lievemente, crediamo che rimarrà accomodante ancora per qualche tempo, mantenendo il tasso di riferimento a breve termine sul -0,1%. Ciò è in netto contrasto con la politica di inasprimento della Fed.
Il PIL è funzione sia delle dimensioni della forza lavoro che della produttività. Il Giappone è storicamente diffidente nei confronti dell’immigrazione, ma l’invecchiamento della sua popolazione rende urgente un potenziamento della forza lavoro tramite gli immigrati. In un primo momento, le politiche governative hanno cercato semplicemente di aumentare la partecipazione delle donne e dei cittadini più anziani al mercato del lavoro. Ma tali misure non sono bastate a colmare l’ampio divario tra domanda e offerta, ragion per cui il Giappone ha aperto sempre più le porte ai lavoratori provenienti dall’estero. Benché l’immigrazione sia sempre una questione controversa, per un paese che necessita immediatamente di più lavoratori per sostenere la crescita economica la deregolamentazione è uno sviluppo positivo.
Negli ultimi cinque anni, il numero di lavoratori esteri è aumentato dell’87% a 1,3 milioni, ma si tratta ancora del 2% appena della forza lavoro totale, contro il 17% circa degli Stati Uniti e l’11% del Regno Unito, a indicazione di un notevole margine di crescita residuo. A giugno 2018, il governo ha annunciato permessi di soggiorno per lavoratori qualificati con l’obiettivo di attrarre 500.000 nuovi lavoratori entro il 2025.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »