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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 60

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L’Italia non finanzia la diga di Gibe III

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2011

La CRBM accoglie con soddisfazione la notizia che il nostro ministero degli Esteri non concederà alcun prestito al governo etiope per la realizzazione della controversa diga di Gibe III, sul fiume Omo. La nostra cooperazione, quindi, non staccherà il previsto assegno di 250 milioni di euro, a copertura parziale del miliardo e mezzo necessario per far sorgere lo sbarramento.La comunicazione formale ricevuta dalla CRBM da parte delle autorità ministeriali afferma infatti che “…in ogni caso la procedura di concessione del credito d’aiuto di cui in oggetto si è interrotta. Il Governo etiope ha infatto rinunciato a dare ulteriore seguito alla richiesta di finanziamento a credito s’aiuto del progetto idroelettrico in esame”. La Farnesina è solo l’ultima delle entità che rinunciano a partecipare al progetto, attualmente in fase di realizzazione e che vede il coinvolgimento dell’impresa italiana Salini. Nei mesi scorsi già la Banca Mondiale, la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca Africana di Sviluppo avevano deciso di non finanziare il mega impianto idroelettrico. Sebbene queste istituzioni non abbiano espressamente indicato le nefaste conseguenze del progetto come motivazioni del loro mancato aiuto, è più che probabile proprio gli impatti socio-ambientali siano alla base della loro decisione. Qualora completata, infatti, la diga di Gibe III devasterebbe l’ecosistema della valle dell’Omo e del lago Turkana, in Kenya, mettendo a rischio la sicurezza alimentare di non meno di 500mila persone.

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No al progetto Gibe III in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Roma. Si intende contestare il possibile finanziamento di 250 milioni di euro della Cooperazione italiana al controverso progetto Gibe III in Etiopia.  La protesta è promossa da una coalizione internazionale che raccoglie Ong dall’Europa e dall’Africa e dai singoli cittadini firmatari della Campagna Stop Gibe 3. L’iniziativa è diretta a fermare la costruzione di una mastodontica diga che rischia di provocare ingenti danni ambientali e di minare la stessa sopravvivenza della popolazione della valle del fiume Omo, al confine tra Etiopia e Kenya. La campagna, infatti, in un breve lasso di tempo, è riuscita a ricevere l’adesione di centinaia di organizzazioni non governative in tutto il mondo e di migliaia di singoli. Nelle settimane scorse, inoltre, è stata indirizzata al governo italiano e al ministro Frattini una lettera ufficiale sottoscritta dalle maggiori Ong italiane per richiedere lo stop al finanziamento del progetto.  Sono molti i punti oggetto della contestazione, a partire dalla mancanza di trasparenza nei processi di assegnazione degli appalti, alla scarso beneficio che si avrà con la costruzione degli impianti, per finire con le ripercussioni che una struttura di questa portata avrà sul territorio e sulle popolazioni che vivono nella valle dell’Omo.“In un momento in cui il governo italiano azzera i fondi per la cooperazione e vara una manovra di pesanti tagli alla spesa pubblica, il possibile finanziamento di 250 milioni di euro per un’opera così controversa come Gibe III appare del tutto incomprensibile” ha dichiarato Caterina Amicucci della CRBM. “Ci auguriamo che alla fine prevalga la ragione, e il nostro ministero degli Esteri decida di non sostenere quest’opera dai nefasti impatti socio-ambientali” ha concluso la Amicucci.

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