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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Stati Uniti d’Europa, Bolzano e giochi senza frontiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

“Giochi senza frontiere” è lo spettacolo a cui ci ha invitato l’amministrazione della Provincia di Bolzano con la sua decisione di cancellare dai suoi documenti la dizione “Alto Adige”, lasciando solo quella di Sud Tirolo (in tedesco, ovviamente: Südtirol). Comprensibili (dal loro punto di vista) le reazioni di alcune destre italiane, così come comprensibile la reazione del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che ha ricordato la Costituzione, etc etc.. Così come comprensibili le reazioni di quelli che hanno ricordato che lo statuto di autonomia di quella Provincia (leggi: vantaggi economici) che rende un orpello la loro Regione, ha un costo di italianità anche nel lessico. Sembra che gli amministratori bolzanini ci stiano ripensando… vedremo come andrà a finire.
A questo punto, visto che le azioni di riflesso fanno parte del genere umano, ci aspettiamo le iniziative della Valle d’Aosta e, perché no, i paesini calabresi in cui si parla albanese… ammesso che vogliano unirsi all’Albania… e poi, spostandosi oltre gli attuali confini, non dimentichiamo Nizza e l’Istria. Se valdostani e albanesi di Calabria non ci avessero pensato, glielo consigliamo: sai quanto scrivere e parlare ne verrà fuori… e, gira gira, qualche vantaggio ne trarranno. Ci sarebbero anche i sardi e – forse, visto che storicamente hanno molto meno manifestato intenzioni indipendentiste – anche i siciliani… ma quelle di queste isole ci sembrano storie molto diverse rispetto ai miasmi causati dalle decisioni dell’amministrazione di Bolzano.
Fatti e notizie del genere sono importanti perché servono a farci ricordare la nostra natura di Nazione Italia: un controsenso con alcune forzature geografiche, conseguenze di questa o quell’altra guerra dei secoli passati. Certamente i corsi storici hanno tempi molto più lunghi delle nostre vite individuali, e se cento o duecento anni (grossomodo il periodo in cui queste unioni o separazioni territoriali più o meno forzate di cui parliamo hanno avuto luogo) per noi viventi e scriventi ci sembrano eterni visto che ci transitano alcune generazioni, per quella che diventerà materia di studio storico dei nostri prossimi nipoti, è “robuccia”.
Ma è bene tener presente che c’è stato un evento storico che ha marcato e sta marcando tutto un lungo periodo non tanto lontano in cui italici, francesi, tedeschi, etc si scannavano tra di loro per un pezzo di terra e magari poi facevano pace scambiandosi qualche principessa tra figlioli: è l’Unione Europea. Un continente (con ancora alcune defaillance… ma la Svizzera…) che fino a pochi decenni fa aveva regni e popoli che si ammazzavano gli uni con gli altri, e che oggi, dopo l’Unione è tra le prime potenze economiche del Pianeta. Appunto: economiche. Ché per essere anche una potenza politica, al momento si batte ancora il passo. Ed è forse questo uno dei motivi che spinge gli amministratori di Bolzano ad indire questa sorta di “giochi senza frontiere”.
Noi futurologi ci immaginiamo una Federazione tipo “Stati Uniti d’Europa”, dove sortite come quella bolzanina verrebbero trattate come in California si fa per gli indipendentisti che vorrebbero quello Stato fuori della Nazione Usa. E altrettanto per quelli del Texas… e forse ce ne siamo persi qualcun altro. C’è un nome a tutto questo: cultura e folklore. Due manifestazioni del genere umano che hanno ogni legittimità di esistere, manifestarsi e, perché no, provare anche a diventare istituzione… non possiamo dimenticare quando, sempre in America del Nord, gli indipendentisti del Québec fecero un referendum per abbandonare il Canada… perso clamorosamente, per fortuna anche di quegli indipendentisti…
La nostra “futurologia” per ora batte il passo. Basti pensare alle vicende della Catalogna della penisola iberica, dove è notizia di questi giorni che si continuano a mettere in galera gli indipendentisti e che questi ultimi non si danno pace nonostante le batoste democratiche che hanno collezionato.
E quindi non ci stupiamo più di tanto per quanto accade “al di sopra del fiume Adige” o “a sud della regione austriaca del Tirolo”. Ci stupisce, ma non ci rassegniamo, continuando ad alimentare il desiderio che il tutto possa essere ben presto relegato a cultura e folklore. Sperando che un domani se, per esempio, alcuni operatori di marketing genovesi volessero far risorgere la serenissima repubblica, non dovrebbero sottostare alle minacce di anticostituzionalità del ministro italiano degli Affari Regionali, ma solo lanciare una nuova versione di giochi senza frontiere. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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I giochi pericolosi della guerra dei dazi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

L’ha detto recentemente anche Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea:“Nel protezionismo i mercati sembrano vedere molto di più che un danno all’economia. Potrebbero vederci un fenomeno molto più ampio che mette in dubbio l’intero ordine multilaterale raggiunto dopo la seconda guerra mondiale. Le incertezze sui dazi sono aumentate“. Il rischio, poi, è che la guerra dei dazi possa degenerare in guerra delle valute.
Le altalenanti minacce americane “dazi si-dazi no”, le ritorsioni, le sospensioni condizionate hanno creato l’instabilità che l’intero sistema economico mondiale sta pagando. Finora non ci ha guadagnato nessuno, non gli Usa, non la Cina e tanto meno l’Europa. L’Europa e, di conseguenza, anche l’Italia ci rimettono più di tutti.
Direttamente, quando i dazi sono imposti sui settori agroalimentari e dell’auto. Giustamente la Coldiretti teme che la “black list” americana colpisca pesantemente i prodotti agroalimentari del made in Italy che sono esportati fuori dai confini comunitari per ben 4,2 miliardi di euro. Dopo i settori dell’acciaio e dell’alluminio, il bersaglio numero uno dei dazi americani è quello dell’auto, in particolare le imprese automobilistiche tedesche. La Germania, com’è noto, esporta negli Usa auto per 42 miliardi di dollari. Il che significa un duro colpo anche per le imprese italiane della componentistica i cui prodotti sono esportati in Germania. La Germania, si ricordi, è il primo partner commerciale mondiale dell’Italia.
Poi indirettamente, poiché i dazi imposti alla Cina o al Messico colpiscono soprattutto prodotti altamente tecnologici, di cui molte parti provengono dall’Europa.
Inoltre, un’importante area di scontro è quella dell’aviazione civile, tra la Boeing americana e l’Airbus europea. Washington si lamenta dei sussidi erogati dall’Unione europea, dimenticandosi che tutti i suoi settori tecnologicamente importanti, militari e civili, godono da sempre di sostanziosi sostegni statali. Trump ha avuto l’ardire di portare la controversia persino davanti all’Organizzazione del Commercio Mondiale, la stessa istituzione che quotidianamente boicotta.
I dazi nei confronti della Cina, inizialmente del 10%, poi aumentate al 20%, su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi, potrebbero vedere una pericolosa escalation con dazi del 25% su altri 325 miliardi. Pechino ha annunciato le sue ritorsioni su 60 miliardi di dollari di prodotti americani. Per esempio, sulle importazioni di soia, che finora coprivano il 60% della produzione americana.Una delle aree di scontro più pericoloso verte intorno alle tecnologie informatiche, considerate di rischio per la sicurezza nazionale americana. Di conseguenza Trump si è mosso per il blocco verso l’azienda cinese Huawei e altre imprese simili. Come risposta, Pechino ha fatto subito sapere di voler sfruttare la sua posizione di principale esportatore mondiale di materiali delle cosiddette “terre rare” utilizzati per le tecnologie avanzate.
Si tenga inoltre presente che la Cina possiede obbligazioni del Tesoro americano per più di mille miliardi di dollari.Anche la minaccia di Trump di applicare il 5% di dazi su tutti i beni importati dal Messico, per poi alzarli fino al 25%, andrebbe a colpire, tra l’altro, i settori delle automobili, dei mezzi di locomozione e dei televisori, dove la componentistica europea è molto rilevante.
Il Messico è il terzo partner commerciale degli Usa con circa 265 miliardi di dollari di esportazioni di merci. Negli anni passati molti produttori americani vi hanno trasferito le loro fabbriche per sfruttare il basso costo della mano d’opera. Gli effetti dei dazi non penalizzeranno solo gli esportatori messicani ma anche gli importatori americani, che, poi, aumenteranno ovviamente i prezzi per i consumatori finali.
Poiché la questione è il blocco dei flussi immigratori, la guerra dei dazi diventa immediatamente una guerra sociale con conseguente destabilizzazione politica. Trump, però, non può ignorare che la questione immigrazione ha ragioni economiche e sociali profonde e dimensioni epocali.
Recentemente gli Usa hanno tolto anche l’India e la Turchia dalla lista dei partner commerciali privilegiati, costringendo persino Nuova Delhi, da sempre amica di Washington, a reagire con delle contromisure commerciali.
In America, comunque, cresce l’opposizione contro la politica dei dazi e c’è la campagna “Tariffs hurt the heartland”, sostenuta da 150 organizzazioni di vari settori produttivi, che lamenta come i dazi colpiscano il cuore del paese e rischino di generare la perdita di 2 milioni di posti di lavoro.
Non sfugge che l’intento di Trump sia di colpire l’Unione europea. A Londra ha esplicitamente invitato la Gran Bretagna a uscire dall’Ue e le ha offerto accordi commerciali superprivilegiati. E’ un atteggiamento che va ben oltre l’attitudine di Trump!
E’ chiaro, tuttavia, che sono in gioco le strategie della grande finanza e i corposi interessi geopolitici di quel sistema che si chiama, fin dai tempi del presidente Eisenhower, “il complesso militare industriale
Pur mantenendo strette relazioni con gli Usa, il nostro alleato storico, l’Ue dovrebbe sfidare certi disegni dell’unilateralismo di oltre Atlantico. Potrebbe, invece, diventare il perno principale per la creazione di un nuovo sistema monetario internazionale basato su un paniere delle monete più importanti e non soltanto sul dollaro. Così potrebbe svolgere un’importante funzione di equilibrio geoeconomico e geopolitico tra gli attuali grandi attori internazionali. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Riforma del settore giochi entro sei mesi per combattere illegalità e salvaguardare le entrate erariali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Tessera sanitaria obbligatoria per poter giocare alle slot e alle Vlt, modifiche alle terminologie per i Gratta e Vinci, l’istituzione di un logo “no slot” per i pubblici esercizi, aumento del PREU sulle Slot per finanziare l’assunzione degli Under 35. Come riporta Agipronews è quanto prevedono gli emendamenti al Decreto Dignità in materia di gioco approvati dalle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera. Il provvedimento del Governo, che nella formulazione originaria prevede il divieto alle pubblicità di gioco e un aumento del prelievo per gli apparecchi, attende il via libera definitivo in Commissione con il voto. del mandato ai relatori. Questi ultimi, prosegue Agipronews, dovranno poi riferire in Aula la prossima settimana. Una volta ottenuto l’ok della Camera il testo dovrà poi approdare in Senato.
Entro sei mesi, il Governo M5S-Lega avvierà la riforma del settore giochi, con l’obiettivo di contrastare il gioco illegale e patologico e salvaguardare le entrate: è quanto prevede una riformulazione dell’emendamento 1.011 Trano (M5S) approvata dalle Commissioni. Lo stesso emendamento, inoltre, stabilisce che su Slot e Vlt verrà applicato un altro aumento del prelievo unico (oltre a quello già previsto dal Decreto, per coprire i mancati introiti derivanti dal divieto di pubblicità) che porterà l’aliquota al 19,6% e al 6,65% dal 1° maggio 2019, al 19,68% e al 6,68% dal 2020, al 19,75% e al 6,75% dal 2021 e al 19,6% e al 6,6% delle somme giocate dal 2023.L’emendamento sulla tessera sanitaria, riferisce Agipronews, ha l’obiettivo di impedire l’accesso a slot e Vlt da parte dei minorenni, inoltre, a partire da gennaio 2020, è prevista la rimozione di tutti gli apparecchi che non si adeguano alle nuove disposizioni, pena una sanzione di 10mila euro per ciascun apparecchio.Ok in Commissione anche all’emendamento sui tagliandi Gratta e Vinci: la proposta è di sostituire il termine “ludopatia” con “disturbo da gioco d’azzardo patologico”, si chiede inoltre di eliminare i riferimenti ai premi “uguali o inferiori al costo della giocata” nella parte del tagliando in cui sono indicate le probabilità di vincita. Lo stesso emendamento introduce un’ulteriore stretta sui programmi radiotelevisivi: in previsione del divieto di pubblicità di gioco, si chiede che i programmi che ospitano messaggi pubblicitari di gaming “siano preceduti dall’avvertenza che il programma non è adatto ai minori”.Ancora sul settore slot, le Commissioni hanno approvato l’istituzione del logo “no slot” per i locali che non ospitano o disinstallano gli apparecchi da gioco. Il logo verrà istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’Osservatorio sul gioco patologico che ne definirà entro sei mesi le condizioni per il rilascio.RED/Agipr

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“Il centrosinistra continua a fare i propri giochi di potere”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e i sindaci Pd di Firenze e Prato, Dario Nardella e Matteo Biffoni – come apprendiamo dal comunicato dell’ufficio stampa regionale del 30 maggio – si sono incontrati nell’ufficio della presidenza per un vertice sull’emergenza rifiuti” afferma il Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.”Nemmeno con tanto stupore ormai – perché questo modo di procedere è tipico di un monocolore politico che per anni ha deciso le sorti dei cittadini toscani – prendo atto del fatto che Rossi, Nardella e Biffoni abbiano scambiato le sedi istituzionali per segreterie di partito al fine di discutere di aeroporto e inceneritori e di trovare un punto di incontro su questi temi che giova soltanto ai loro equilibri di potere. Ancora una volta pensano di prendere decisioni che potrebbero avere ricadute importanti sui cittadini, anche in termini di aumenti tariffari, senza coinvolgere nessuno, sulla testa delle persone, e nonostante l’ormai conclamato fallimento delle scelte politiche del Pd e della sinistra sui rifiuti in Toscana, tanto che proprio per gli errori di programmazione regionali, avallati dai piani interprovinciali targati Pd, stanno pagando un conto salato in bolletta i cittadini delle province di Pistoia, Prato e Firenze. Senza contare, infine, la svolta “miracolosa” del Presidente della Regione Enrico Rossi, che dagli inceneritori è passato al riuso senza minimamente fare i conti con questa fase intermedia in cui rischiamo di avere città invase dai rifiuti e bollette ancora più salate” è quanto dichiarato dal Senatore La Pietra sulla questione rifiuti in Toscana.

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All’Università di Parma la finale regionale dei Giochi della Chimica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Parma sabato 21 aprile, alle ore 9.30, al Nuovo Polo Didattico dell’Università di Parma in via Kennedy (angolo vicolo Santa Maria) si svolgerà la finale regionale dei “Giochi della Chimica”.
Alla gara, valida per la selezione della rappresentativa italiana che parteciperà alla cinquantesima edizione delle Olimpiadi internazionali della Chimica (in programma a Bratislava e Praga dal 19 al 29 luglio), parteciperanno 167 allievi provenienti da più di 10 istituti di istruzione superiore.Quest’anno la regione Emilia-Romagna guadagna il primo posto in Italia come numero di partecipanti, con un totale di 809 allievi provenienti da 50 scuole.I Giochi della Chimica, patrocinati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), sono stati inseriti dal MIUR tra le iniziative di valorizzazione delle eccellenze riguardanti gli studenti delle scuole secondarie superiori.

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I Giochi di Strada” per la legalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

giochi di stradaOstia stabilimento Village 31 luglio 2017,dalle 17.00 alle 20.00, si terrà la presentazione del libro “I Giochi di Strada” di Dora prof.ssa Cirulli- Presidente dell’Associazione, da anni impegnata nel recupero delle tradizioni ludiche regionali- presso lo Stabilimento Village di Ostia (Lungomare Toscanelli 197). Si tratta di un evento particolarmente significativo per il contesto e i contributi dei relatori, che andrà a sottolineare l’importanza dei giochi di una volta come strumento di prevenzione della criminalità e del degrado sociale: lo stabilimento Village infatti è un bene sequestrato alla criminalità (ricordiamo che ora il X Municipio di Roma Capitale è commissariato per infiltrazioni criminali, con la confisca di altri immobili e attività commerciali) ed è stato messo a disposizione dal Tribunale Penale di Roma per l’organizzazione di eventi culturali e per il sociale. I nuovi gestori del Village hanno creduto al rilancio dell’attività sotto il segno della legalità, con il sostegno della Regione Lazio e Roma Capitale, puntando su eventi che abbiano lo scopo di sensibilizzare i cittadini sulle politiche sociali messe in atto dalle istituzioni e diffondere un messaggio di speranza per il futuro: ASD Giochi di Strada da sempre infatti opera nelle periferie e nei contesti più “a rischio” offrendo con le proprie iniziative uno strumento di educazione “civica” per i giovani provenienti dalle classi più disagiate. Interverranno al dibattito: il dott. Domenico Vulpiani, Prefetto e dal 2015 Presidente della commissione straordinaria per la provvisoria gestione del Municipio X di Roma; il dott. Angelo Oliva, Amministratore Giudiziario; la dott.ssa Francesca Sebastiani, la dott. ssa Gabriella Saracino, direttore di Direzione Socio Educativo X Municipio, da anni impegnata nell’ambito delle Politiche sociali di Roma; la dott.ssa Cinzia Esposito,Direttore Apicale del X Municipio, con esperienza decennale nel settore Urbanistica della città. (foto: giochi di strada)

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Giochi, allarme di Banca d’Italia su on-line e VLT

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

Banca d'ItaliaRoma. Rischio di riciclaggio e di pratiche collusive utilizzate per giocare in modo concertato a danno di terzi, oppure per dissimulare trasferimenti di denaro. Sono questi i principali rischi connessi alle attività di gioco tramite Videolottery e gaming on-line sottolineati dal rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso la Banca d’Italia. In merito alle ispezioni nei comparti del traporto valori e dei giochi, infatti, il rapporto evidenzia che «gli accertamenti svolti sugli operatori di gioco hanno confermato la necessità di interventi normativi a fini antiriciclaggio, volti a responsabilizzare la rete distributiva degli esercenti e gestori e a mitigare i rischi insiti in alcune tipologie di gioco, quali le Video Lottery Terminal, in ragione dell’elevato utilizzo di contante sotto soglia e della scarsa tracciabilità delle operazioni». «La potenziale connessione con flussi di denaro contante di dubbia origine – aggiunge l’UIF nel rapporto – stata riscontrata anche alla base di alcune segnalazioni inoltrate da operatori di gioco e riferite ad anomale concentrazioni di incassi di ticket emessi da Video Lottery Terminal (VLT)». «Le peculiari modalità di funzionamenti di tali apparecchiature – aggiunge l’UIF – le rendono particolarmente vulnerabili al rischio di utilizzi impropri: l’utente può infatti attivare il gioco mediante diretto caricamento di banconote nella macchina e successivamente interrompere la sessione in qualsiasi momento, ottenendo la restituzione del credito residuo dietro presentazione di un ticket stampato direttamente dalla VLT. Ne consegue che, in linea teorica, tali apparecchiature offrono la possibilità di conferire apparente legittimazione a somme di denaro contante di origine ignota, garantendo la trasformazione in ticket al portatore, a loro volta liquidabili mediante bonifici o assegni circolari”.Per quanto riguarda, invece, le attività di gioco on line, il rapporto UIF segnala che «pratiche collusive poste in essere da clienti dediti ai cosiddetti skill games, giochi caratterizzati dalla prevalenza dell’abilità del giocatore rispetto alla componente aleatoria. Dette pratiche sarebbero utilizzate per giocare in modo concentrato a danno di terzi partecipanti al torneo, oppure per dissimulare trasferimenti di denaro».Le segnalazioni dell’UIF sono state commentate da Raffaele Curcio, presidente di SAPAR, l’associazione nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, la principale sigla associativa delle aziende di gestione di apparecchi da intrattenimento, con più di 1.700 associati e un indotto di circa 200.000 lavoratori. “Ringraziamo l’UIF e la Banca d’Italia – ha detto Curcio – per il lavoro svolto a tutela della legalità e contro ogni forma di abusivismo. Da parte nostra, non possiamo non sottolineare come nonostante studi e rapporti autorevoli continuino ad indicare tutte le criticità di alcune tipologie di gioco come le VLT e il gaming on line, si continua ad affrontare i temi del settore con un unico obiettivo: l’eliminazione della AWP, le piccole slot da 1 euro a giocata. Eppure, sono molti i segnali d’allarme che riguardano altre offerte di gioco, non solo più aggressive dal punto di vista del giocatore, ma anche più a rischio in termini di condotte illecite da contrastare con ogni mezzo. Ecco perché è necessario affrontare i temi del settore con serietà, lontani da ogni pregiudizio e, soprattutto, con l’obiettivo di raggiungere un punto di incontro tra tutela sociale, garanzie delle entrate erariali, lotta all’illegalità, difesa dell’attività aziendali e dei regimi occupazionali. La sola riduzione delle Awp, a cosa serve realmente?”

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Manovra: i provvedimenti sui giochi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

slot machinesCon 144 voti favorevoli, l’Aula del Senato ha votato la fiducia alla manovra, nel testo già approvato dalla Camera, che contiene alcune norme sui giochi, tra cui aumento del prelievo su slot e VLT, riduzione degli apparecchi di gioco sul territorio e raddoppio della tassa sulla fortuna. Queste, nel dettaglio, le misure:
È stata decisa una riduzione del numero delle slot nella misura del 34%. Gli apparecchi passeranno dai circa 400 mila attuali a 265 mila entro il 30 aprile 2018. Un primo scaglione di riduzione è previsto per il 31 dicembre 2017, quando le slot in esercizio dovranno essere al massimo a 345 mila.Aumento prelievo slot e Vlt – Il prelievo sulla raccolta delle slot passa dall’attuale 17,5% al 19%, mentre quello sulle Vlt, oggi al 5,5%, aumenta al 6%. Questi provvedimenti avranno effetto immediato a partire dall’approvazione della manovra.Le sanzioni – Nelle more del processo di riduzione, i concessionari che non rimuoveranno gli apparecchi entro 5 giorni lavorativi dalla comunicazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dovranno pagare 10 mila euro per ogni apparecchio.La tassa sulla fortuna – A decorrere dal 1° ottobre 2017, la tassa sulla fortuna – ovvero il prelievo sulla parte di vincita eccedente i 500 euro – passerà dal 6 al 12%. Va ricordato che la tassa si applica dal 2012 a Gratta&Vinci, Superenalotto, Win for Life, Videolottery. Restano esclusi Lotteria Italia, scommesse, poker e casino’ online, bingo e slot machine (per queste ultime la vincita non può mai superare i 100 euro). La manovra prevede anche l’aumento della ritenuta sulle vincite del Lotto: fissata oggi al 6%, passerà all’8%.
«L’innalzamento del prelievo sulle slot è stato sempre abbinato a un ritocco del payout»: con «tale automatismo, si è storicamente garantita almeno una parvenza di equilibrio di funzionamento del sistema, sicuramente fragilissimo, ma pur sempre idoneo a creare una opportunità di prosecuzione aziendale». Nella manovra appena approvata dal Senato, invece, «l’inasprimento del prelievo sulle slot non è stato, per la prima volta, agganciato a un abbassamento del payout, ma addirittura accompagnato dalla riduzione quantitativa degli apparecchi, mettendo a rischio la funzione stessa della finanziaria-bis, ovvero l’acquisizione di un gettito strutturale aggiuntivo rispetto a quello già pianificato nella ordinaria Legge di Bilancio». Lo rileva l’associazione dei gestori Astro, che nell’evento di lunedì 19 giugno, in programma a Milano all’hotel Principe di Savoia, informerà «la politica e i media dei rischi derivanti dall’assenza dell’automatismo preu-payout, che oggi produce un disallineamento di circa il 20% del margine operativo lordo (circostanza che basterebbe a far fallire per quasi tutte le altre industrie)».

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Assemblea capitolina approva il Regolamento sale da gioco e giochi leciti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

slot machinesRoma. “In Assemblea Capitolina questa maggioranza ha ottenuto oggi un risultato storico approvando il Regolamento sale da gioco e giochi leciti, che va a disciplinare le licenze e le autorizzazioni di competenza comunale relative all’esercizio di giochi leciti in conformità a quanto previsto dal TULPS e dalla Legge Regione Lazio n. 5 del 2013. Le tipologie di giochi trattate dal Regolamento sono quelle previste dall’art. 110 comma 6 del TULPS, ovvero new slot e Videolottery (VLT), giochi leciti esercitati in apposite sale pubbliche da gioco, sale dedicate, sale biliardi, agenzie per la raccolta di scommesse ippiche e sportive, agenzie di scommesse, sale bingo, alberghi, locande e pensioni, trattorie, osterie e ristoranti caffè, enoteche e bar con somministrazione di bevande alcoliche e non, stabilimenti balneari e piscine, rivendite di tabacchi e attività commerciali. Grazie a questo Regolamento Roma Capitale potrà garantire che la diffusione dei locali in cui si pratica il gioco lecito avvenga evitando effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica, nonché la dequalificazione territoriale e del valore degli immobili; sarà inoltre ristabilito il corretto rapporto con l’utenza, facendo in modo che il gioco non porti a pericolosi fenomeni di dipendenza. Questa amministrazione intende infatti prevenire il gioco patologico, anche mediante iniziative di informazione e di educazione e valorizzare le forme di aggregazione sociale e di gestione del tempo libero che stimolino la creazione di relazioni positive, la comunicazione e la creatività. A tal fine, abbiamo previsto una serie di prescrizioni: all’interno dei locali autorizzati a detenere apparecchi da gioco dovrà infatti essere esposto in modo chiaro e ben visibile un cartello contenente le indicazioni di utilizzo degli apparecchi in uso e il divieto di utilizzo degli apparecchi e congegni ai minori di anni 18 nonché per quei videogiochi che, per il oro contenuto osceno e violento, siano menzionati nella tabella dei giochi proibiti.
Il risultato ottenuto oggi in Aula è tanto più importante in quanto il fenomeno del gioco d’azzardo appare ormai profondamente radicato nel tessuto socio-economico italiano e della città di Roma, dove si sono moltiplicate le Sale da Gioco e di Bingo ed è sempre più frequente imbattersi in locali aperti al pubblico che, tra i vari servizi riservati alla propria clientela, offrono la possibilità di giocare d’azzardo; la dimensione del fenomeno in Italia ha assunto connotati assolutamente preoccupanti. La popolazione italiana totale è stimata in circa 60 milioni di persone, di cui il 54% giocherebbero d’azzardo almeno una volta l’anno. La stima dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2% (dati diffusi dal Ministero della Salute nel 2012).
Il M5s oggi lancia un segnale forte e chiaro nella lotta alla Ludopatia. Anzi, chiamiamola come si deve: Azzardopatia! E lo fa proprio dalla Capitale, città divenuta nei decenni una vera e propria Las Vegas italiana a causa dell’assenza di normativa che disciplinasse la distribuzione sul territorio delle slots e macchinette varie. Con l’approvazione del regolamento sulle sale slot il M5s riporta l’interesse e la tutela dei cittadini al centro dell’azione amministrativa. Auspichiamo che i governi nazionale e regionale non indugino oltre nell’adozione di misure serie che vadano a sostegno delle azioni degli enti locali”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri proponenti del M5S Sara Seccia e Nello Angelucci.

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Giochi: prelievo record dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

slot machinesDieci miliardi allo Stato su 18,5 miliardi di incasso netto. Un primato assoluto che fa segnare una crescita – secondo l’elaborazione Agipronews – del 24% rispetto agli 8 miliardi incassati dall’erario nel 2015. Conti alla mano, ci troviamo di fronte a un incremento di due miliardi ‘secchi’. Il prelievo di 10 miliardi destinati all’erario, rispetto ai 18,5 incassati dagli operatori, portano ad una aliquota reale del 54,5%. In sostanza, ogni 10 euro, 5,5 finiscono nella cassaforte statale. La voce che più contribuisce al gettito, pari al 58%, è quella degli apparecchi da intrattenimento (Slot e Videolottery), che versano complessivamente allo Stato 5 miliardi e 850 milioni di euro, dei quali, 4,6 provenienti dalle sole slot machine (+36% rispetto al 2015). Tale incremento è dovuto soprattutto ai provvedimenti del governo Renzi, in particolare al sensibile aumento della tassazione previsto dalla Legge di Stabilità del 2016 e in vigore dal 1° gennaio scorso: dal 13%, il prelievo erariale è passato al 17,5% degli incassi. Discorso analogo, ma in forma più attenuata, per le Videolottery, che versano allo Stato 1250 milioni (+13%) in virtù di un prelievo passato dal 5% al 5,5%. Tra le voci cardine del prelievo statale, spiccano il Gioco del Lotto con 1760 milioni e il Gratta e Vinci (1375), mentre dal Superenalotto arriva quasi mezzo miliardo di euro: 477 milioni.

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Giochi: lo scenario post referendum

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

slot machines«Si vedrà dopo il referendum»: la formula, ripetuta come un mantra, ha accompagnato nelle ultime settimane le previsioni sul futuro del settore giochi, tema di una delicata trattativa tra Governo ed Enti locali in Conferenza Unificata. Ora che il referendum ha spazzato via la riforma e messo in crisi l’esecutivo di Renzi, l’incertezza sull’evoluzione a breve termine non può che crescere.A rischio c’è l’intera architettura governativa di riordino del comparto, riassunta nella proposta che Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, ha presentato agli enti locali una ventina di giorni fa. Punti focali, ricorda Agipronews, la riduzione del 33% delle slot sul territorio nazionale entro un anno e il drastico calo dei punti vendita abilitati all’installazione delle macchine, a spese soprattutto di bar e tabacchi. Una proposta che da una parte aveva parzialmente ammorbidito l’intransigenza degli enti locali, tesi a proteggere le limitazioni al gioco stabilite dai loro regolamenti; dall’altra, era stata digerita, seppure a fatica, anche all’interno del settore. Tanto che nei giorni scorsi, lo stesso Baretta aveva annunciato l’inserimento della riduzione slot come emendamento governativo nella Legge di Bilancio.E ora? Tutto dipende da come si evolverà la crisi: un prolungamento del Governo Renzi per l’ordinaria amministrazione potrebbe consentire a Baretta di mandare in porto il progetto in extremis. Stesso dicasi per un esecutivo a guida “renziana”, vedi Padoan. Tutte le ipotesi che prefigurano una rottura netta con l’ultimo Governo potrebbero invece condurre la proposta-Baretta su un binario morto.Al riguardo, fra gli operatori del settore convivono umori differenti: per un verso, lo “spiaggiamento” del progetto governativo rimanderebbe sine die la temuta “fase due”, vale a dire la programmata, parziale o totale eliminazione delle slot da bar e tabacchi, di cui si parla esplicitamente nel testo di Baretta. Per altri versi, però, l’attuale situazione di “vacatio legis”, prosegue Agipronews, darebbe sempre di più mano libera a comuni e regioni, i cui regolamenti limitano fortemente il gioco sia dal punto di vista della collocazione (i “distanziometri”) che degli orari di apertura, e aumentare la confusione sul territorio.Più chiara la situazione relativa la legge di Bilancio, che contiene due provvedimenti riguardanti i giochi: il nuovo bando per il Superenalotto e la lotteria dello scontrino. Il testo, spiega Agipronews, ha già passato il vaglio della Camera e al Senato la maggioranza per l’approvazione definitiva non dovrebbe mancare. Ma bisognerà fare tutto molto in fretta, vista la situazione precaria dell’esecutivo, e sarà difficile condurre eventuali emendamenti a buon fine. Tradotto: l’inserimento della riduzione delle slot nella legge di Bilancio potrebbe trovare la porta sbarrata. MF/Agipro

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Angeli per un giorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

angeli-per-un-giornoRoma Domenica 16 Ottobre 2016 i volontari e gli amici di Angeli per un giorno, attività del Movimento Regnum Christi sostenuta dall’Università Europea di Roma, organizzano “Domenica in campo”, giornata di giochi e divertimento per bambini in situazioni di difficoltà, ospiti di case famiglia e d’accoglienza.Circa cento volontari e altrettanti bambini sono pronti a condividere ore spensierate di amicizia ed allegria.
La giornata inizierà alle ore 10.00 presso l’ASD Don Orione Boreale Roma Nord, in Via della Camilluccia 120, dove saranno allestiti spazi per i giochi, il pranzo e la Santa Messa presieduta da un sacerdote Legionario di Cristo.Dopo l’accoglienza dei bambini e dei volontari, ci sarà un momento di raccoglimento con la Santa Messa. Seguirà uno spazio dedicato ai giochi liberi in attesa del pranzo. Nel pomeriggio, oltre ai simpatici giochi organizzati dallo staff, atleti professionisti seguiranno i bambini con mini lezioni di scuola calcio e pallavolo.Gli “angeli” volontari sono principalmente amici e studenti dell’Università Europea di Roma che, accompagnati e formati da membri del Regnum Christi, già da molti anni, grazie ad Angeli per un giorno, regalano momenti di allegria ai bambini, organizzando pomeriggi di giochi, cinema e sport.Molti di questi ragazzi non si limitano ad essere “Angeli per un giorno”, ma portano avanti il loro impegno in modo continuativo. Chi lo desidera, infatti, può prolungare la propria collaborazione con le case famiglia, scegliendo liberamente quanto tempo dedicare ai bambini.Un ringraziamento speciale, in questo caso, va all’ASD Don Orione Boreale Roma Nord, che ha l’obiettivo di insegnare ai ragazzi la vera cultura sportiva, ossia la voglia di socializzare e di confrontarsi con i compagni, imparando a misurarsi in modo propositivo con gli altri.

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I genitori non giocano più con i figli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

“I genitori non sanno più giocare con i loro bambini, giocano di più con il computer o la palestra”. È un problema “culturale del nostro tempo”, spiega Anna Di Quirico, danza movimento terapeuta dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che conduce da 10 anni il ‘Laboratorio di Danza Movimento Terapia (DMT) genitore-bambino’. Il lavoro verrà presentato al XVII convegno nazionale dell’Istituto dal 21 al 23 ottobre a Roma. “I genitori accolti dall’IdO vivono però una sofferenza: i figli hanno una problematica di sviluppo evolutivo (relativa alla relazione e alla comunicazione) e, come padri e madri, si attivano soprattutto da un punto di vista prestazionale per spronare i loro bambini a dare risposte sempre più adeguate. Sembrano così tanto feriti da quella parola non detta e da quell’atteggiamento particolarmente rigido che puntano molto sulla performance- spiega la terapeuta- sia per la loro storia individuale che per il collettivo che funziona in questo modo. Il laboratorio dell’IdO, avvicinandoli al gioco e all’esperienza creativa attraverso gli stimoli offerti dall’arte, la danza e la giocosità, permette a questi adulti di imparare a rapportarsi al loro bambino in modo nuovo e diverso. Imparano a riappropriarsi di un ruolo prima impoverito, perché colui che bada alla prestazione si comporta più come un maestro che come un genitore”.
Il punto di partenza secondo Di Quirico “è mettere genitori e bambini in una situazione naturale, che crei un sentimento di fiducia. Non devono sentirsi giudicati – continua la danzamovimento terapeuta-, loro si portano dentro la paura di aver già sbagliato a causa del problema evolutivo presente nei loro bambini. Parliamo di problematiche di tipo affettivo, come l’incapacità di tollerare le frustrazioni, che si riversano poi in modo importante sulla comunicazione e possono causare anche ritardi nel linguaggio”.
Nel setting di gioco e movimento ogni bambino è accompagnato da uno solo dei genitori (mamma o papà). “Il primo passo che faccio come conduttore del gruppo è far sentire al genitore che il bambino sta facendo delle cose che hanno senso: quel legnetto preso in quel momento ha un significato, quel cuscino messo in quel modo ha un valore, così come quel particolare comportamento motorio ed espressivo. Il secondo passo è far sperimentare al genitore un atteggiamento particolarmente affettivo verso altri bambini, non direttamente con il proprio figlio. Nelle restituzioni verbali con i genitori- prosegue Di Quirico- questo poter sperimentare un sentimento che pensavano di non essere in grado di vivere, sia rispetto al diniego che a una tenerezza che non riuscivano a sprigionare, è molto importante perché poi saranno in grado di trasmetterlo al loro bambino e agli altri figli a casa”.
Un altro “grande” tema è l’autoregolazione: “All’inizio della terapia la relazione genitore-figlio è molto prestazionale. Il genitore bada alla prestazione del bambino, sta attento che faccia bene le cose. Successivamente, grazie al percorso che matura in una direzione sostenuta dal setting, il genitore punterà alla qualità affettiva con cui lui stesso si rivolge al suo piccolo. Da controllore intento a correggere diventerà un genitore che gioca”. Come incide sullo sviluppo di un bambino la mancanza di gioco? “I genitori che hanno partecipato al laboratorio mi hanno detto che questo tipo di percorso servirebbe a tutti i bambini delle scuole materne. Si sono resi conto che la giocosità apre i canali relazionali, sociali, affettivi e cognitivi. Hanno compreso che il gioco sarebbe una grande risorsa per tutta la scuola”. Di Quirico parla di giochi che liberano la funzione immaginativa: “Il gioco d’avventura, il gioco che incanala l’energia nell’immaginazione di miti, di personaggi fantastici che non devono essere quelli del Nintendo o della Playstation. Devono appartenere al mondo della fantasia che si produce liberamente nello stare insieme. I genitori lamentano che questa funzione viene molto trascurata nei percorsi educativi. Vengono proposti piuttosto giochi prestazionali come il mettere i blocchi in sequenza. Sono tutti giochi molto importanti- sottolinea la terapeuta- ma bisogna realizzarli all’interno di un flusso immaginativo”. In questi giochi di avventura solitamente Di Quirico è l’antagonista: “Posso essere un lupo o uno squalo in fondo al mare, dipende da quello che decidono i bambini a seconda dell’età. Immaginare gli animali è fondamentale a quest’età- precisa la danza movimento terapeuta- ed é un modo per avvicinarsi a riconoscere affetti ed emozioni. In genere c’è un animale buono accanto ad altri animali soccorrevoli tra di loro e io sono l’avversario (destinato naturalmente a soccombere!). Si gioca incanalando molto la forza, l’energia, utilizzando le trappole, gli espedienti e le soluzioni della favola classica. Ci sono momenti di gioco che possiamo chiamare immersione nell’immaginario e momenti di narrazione. È fondamentale per tutto il gruppo di genitori e bambini creare dei passaggi fra l’azione, la riflessione e la narrazione. La narrazione- ricorda l’esponente dell’IdO- avviene spesso attraverso disegni anche collettivi, il collage, oppure sono io a narrare la favola che loro hanno giocato. La narrazione permette al la mente dei bambini di formare un altro luogo psichico, perché il riflettere sull’esperienza vissuta li aiuta ad accedere a un processo simbolico che poi sosterrà la parola e gli apprendimenti futuri”.
Il laboratorio si compone di 5 genitori e 5 bambini di età compresa tra i due anni e mezzo e i 6 anni. “Hanno partecipato molto anche i papà- fa sapere Di Quirico-, abbiamo anche deciso di trovare dei buoni canali per trasferire e raccontare l’esperienza al genitore assente, così le scoperte fatte nel percorso sono subito condivise e giocate poi negli altri contesti familiari della quotidianità”.
Quali miglioramenti si riscontrano? “Nei bambini migliora la modulazione dell’energia, perché spesso c’è più energia di quella che serve. Migliora la flessibilità rispetto alla rigidità iniziale, si assiste a una progressiva diminuzione dell’inibizione, a un notevole incremento del linguaggio e a un processo che va verso la simbolizzazione. I genitori migliorano invece nel rimettere in gioco le loro risorse affettive- conclude- che erano state in qualche in modo ferite. Ritrovano la fiducia nell’essere un genitore sufficientemente buono”. Il convegno dell’IdO dal titolo ‘Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino’ sarà trasmesso in diretta streaming nazionale sul sito http://www.ortofonologia.it.

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Olimpiadi e politica: Un binomio inscindibile e intrinseco ai giochi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

olimpiadiIn tanti dicono che lo sport non c’entra nulla con la politica. Falso. Non solo perche’ ovunque nel mondo i patron delle squadre e e degli atleti piu’ accreditati sono sempre ammanicati con la politica (il caso Berlusconi/iIlan in Italia non e’ il solo…), ma perche’ sono le Olimpiadi in se’ ad essere un messaggio politico. Universalita’, fratellanza, giustizia, federalismo… sono forse queste le parole che meglio le qualificano, nella storia e oggi. Universalita’: una sorta di Onu in cui non si parla fino allo sfinimento ma si ottengono risultati. Fratellanza: tutti gli atleti e tutti gli spettatori/tifosi si riconoscono come sorelle e fratelli in una medesima arena fatta di tolleranza, vicinanza, solidarieta’ e curiosita’. Giustizia: tutti si sottomettono senza grandi discussioni o polemiche ai giudizi degli arbitri, ben supportati dalla tecnologia universalmente riconosciuta come valido e innegabile supporto. Federalismo: ognuno accetta con serenita’ ladifferenza dell’altro, e l’accetta come elemento pregnante, portante e valorizzante delle Olimpiadi in se’, che’ altrimenti non sarebbero. Il gesto dell’atleta di fioretto Elisa Di Francisca, medaglia d’argento, e’ stato forte e si e’ ben iscritto in questo quadro che abbiamo sopra delineato. Anche andando oltre. Quella bella bandiera della Ue con le stelline dorate sul fondo blu ha richiamato alla memoria del mondo l’importanza della Unione Europea, anche per coloro che guardano solo alle medaglia, visto che l’Ue e’ al momento il primo territorio istituzionale per conquiste, seguito dai “soliti” Usa e Cina. Bene, la Di Francisca ha rotto questo “solito”: ha dato un messaggio al mondo di come si puo’ e si deve vivere nella prospettiva di un futuro di serenita’ economica e politica. Verso gli Stati Uniti d’Europa -aggiungiamo noi.
Un gesto forte come quello del 17 ottobre 1968, quando -Olimpiadi a Citta’ del Messico- la premiazione dei 200 metri maschili divenne il simbolo delle lotte di emancipazione, liberta’ ed eguaglianza di tutti i neri del mondo: sul podio gli statunitensi Tommie Smith (primo) e il suo connazionale John Carlos (terzo) che alzarono un pugno al cielo vestito di un guanto nero (1). Era il 1968, nel mondo e soprattutto in Usa le lotte per l’uguaglianza dei diritti di tutti i diseredati si infiammavano con persone di tutti i tipi che partecipavano e dicevano la loro. I pugni neri di Smith e Carlos fecero il giro del mondo.
Oggi il sorriso della Di Francisca con quella bandiera ha fatto lo stesso il giro del mondo. Nel rispetto delle differenze delle epoche e dei problemi (molti dei quali sono sempre gli stessi…), come i pugni neri del 1968, la bandiera Ue e’ simbolo di come, con forza, razionalita’, giustizia, uguaglianza e liberta’ si possono e si devono affrontare i problemi del mondo. Facciamone tesoro.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Stop alla pubblicità dei giochi sulla tv generalista

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

pubblicità ingannevoleOvvero i canali da 1 a 9 del telecomando: è quanto prevede il decreto firmato dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda – in via di pubblicazione e che Agipronews ha potuto visionare – che chiarisce chi deve rispettare il divieto di trasmissione degli spot sui giochi previsto dalla legge di stabilità 2016.Gli spot sul gioco non potranno più andare in onda – nella fascia oraria tra le 7 e le 22 – sui canali generalisti della Rai (Raiuno, Raidue e Raitre), su quelli di Mediaset (Canale 5, Italia 1 e Retequattro), su La7, Tv8 (la ex Mtv), la NOVE (la ex Deejay Tv, di proprietà del gruppo Discovery Italia) e Rete Capri. Divieto assoluto anche per i canali tematici «indirizzati in via esclusiva o prevalente a un pubblico di minori», come ad esempio Rai Yoyo, Cartoonito e Boing.Gli spot, invece, continueranno ad andare in onda senza limiti sui media “specializzati”: via libera per i canali tematici (come quelli che si occupano di cultura, sport, musica, televendite), sulle piattaforme a pagamento, sulle emittenti locali e sui canali radiofonici. La manovra 2016 fissava anche le sanzioni (da 100mila a 500mila euro), già previste dal decreto Balduzzi del 2012, che saranno irrogate dall’Agcom «al soggetto che commissiona la pubblicità, al soggetto che la effettua» e «al proprietario del mezzo con il quale essa è diffusa». Secondo i dati del 2014 della società specializzata Ficom Leisure, le aziende di gioco hanno investito sui canali televisivi circa 50 milioni di euro, vale a dire la metà degli investimenti pubblicitari totali del settore. (fonte. MSC/Agipro)

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Giochi: E’ una pericolosità sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

giochi azzardo“Con tutti gli eventi ad alto rischio che si stanno creando in questi giorni vien fatto di pensare che la politica abbia molto in comune con il gioco dì’azzardo. E, come tutti i giochi di questo tipo, deve fare i conti da un lato con una pesante pressione fiscale che le sottrae risorse a torto o a ragione considerate come proprie e quindi come giù acquisite; dall’altro lato invece deve misurarsi con le illusioni e le speranze di chi dal gioco si attende la soluzione di tutti i suoi problemi, economici ma non solo.Tra questi c’è anche la gente che per inseguire un sogno, rovina se stesso e la propria famiglia; e crea un vulnus tutt’altro che indifferente nella società, chiamata a riparare i danni che la sua insana passione ha creato.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Anche oggi sulla Stampa vengono portati i risultati di una complessa indagine fatta sui giocatori patologici. L’accento è messo sulle iniziative con cui un team di professionisti e di volontari stanno cercando di ricondurre un numero crescente di persone che ormai ha sviluppato una vera e propria dipendenza, alle dimensioni di un gioco responsabile, magari passando attraverso una vera di vera e propria disintossicazione. Questo è uno di quei punti drammatici su cui il governo attuale non ha mai voluto aprire davvero gli occhi, concentrando il suo sguardo solo sugli aspetti fiscali: quanto ci guadagno io, e poco o nulla su quanto ci perdono i giocatori, soprattutto quando si ammalano, cosa che sta diventando sempre più frequente. Le sirene seduttive dei concessionari o dei grandi gestori poverotenderanno sempre a minimizzare il numero dei soggetti danneggiati dal gioco, finché un giorno qualcuno di loro, guarito dalla dipendenza non metterà in piedi una vera e propria class action contro di loro. Ma intanto il governo tace e ha nesso a tacere l’unica legge che aveva come suo obiettivo quello della prevenzione e della cura dei giocatori affetti da grave dipendenza. Il governo tace alla ricerca di risorse per sé, ma in questo caso non solo pecca di indifferenza verso i bisogni di queste persone, dimentica la gravità delle sue responsabilità, perché è lui che ha il monopolio del gioco legale e, chiunque gioca, gioca perché lui lo permette, lo facilita e promette cose che sa benissimo di non poter mantenere, con una pubblicità invasiva e capillare. Magari Renzi oltre che sulla Brexit troverà un pò di tempo per riflettere su questo tema di etica pubblica a forte impatto sulla popolazione”, conclude la Binetti. (n.r. A nostro avviso le cause andrebbero analizzate più a fondo. Non trascureremmo, ad esempio, le logiche consumistiche che ci inducono sempre più ad esaltare la figura di chi dispone di risorse economiche e quindi può permettersi di sguazzare nel superfluo e chi, ed è la maggioranza assoluta della popolazione, è costretto a restarvi ai margini e cerca in qualche modo d’uscirne e la possibilità che una vincita al gioco possa riscattarlo dalle sue precarietà diventa una tentazione facile d’assecondare e fino al punto da diventarne schiavo anche perché non gli resta altro.)

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Finale regionale dei Giochi della Chimica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

chimica1Parma. Sabato 30 aprile,dalle ore 9.30 alle ore 13, nella Sede Didattica di Ingegneria (Campus Universitario di via Langhirano), si terrà la finale regionale dei Giochi della Chimica, organizzata anche quest’anno dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma per gli studenti delle scuole superiori delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.Alla gara, valida per la selezione della rappresentativa italiana che parteciperà alla 48ª edizione delle Olimpiadi Internazionali della Chimica in programma a Tblisi (Georgia) dal 23 luglio al 1° agosto 2016, parteciperanno 140 allievi provenienti da più di 10 istituti di istruzione superiore delle tre province interessate.Nel dettaglio, parteciperanno alunni di 14 scuole: Liceo scientifico Bertolucci di Parma, Liceo scientifico Marconi di Parma, Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Parma, Istituto di istruzione superiore Giordani di Parma, Scuola per l’Europa di Parma, Istituto tecnico Berenini di Fidenza, Istituto tecnico Galilei di San Secondo, Liceo scientifico Moro di Reggio Emilia, Istituto d’istruzione superiore Zanelli di Reggio Emilia, Istituto tecnico Raineri di Piacenza, Liceo statale Colombini di Piacenza, Istituto tecnico Marconi di Piacenza, Liceo scientifico Respighi di Piacenza, Liceo classico Gioia di Piacenza.
Anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna si conferma al secondo posto per quanto riguarda i partecipanti, con un totale di 790 allievi provenienti da 57 scuole.I Giochi della Chimica, patrocinati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), sono stati inseriti dallo stesso MIUR tra le iniziative di valorizzazione delle eccellenze riguardanti gli studenti delle scuole secondarie superiori.

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Legge di Stabilità: circa 70 emendamenti sui giochi in Commissione Bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

camera deputatiSono oltre 3.500 gli emendamenti alla legge di stabilità presentati da parte dei gruppi in Commissione Bilancio alla Camera. La maggior parte è stata depositata dalle opposizioni ma ne è arrivato un numero consistente anche dai gruppi di maggioranza (444 dal Pd e 273 da Ap). Tra le proposte di modifica presentate, riporta Agipronews, circa 70 riguardano l’articolo 48 della manovra che prevede, tra le altre cose, un aumento del prelievo erariale su slot e VLT, una nuova sanatoria per le agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri, nuove gare per le scommesse, il bingo e il gioco online. Questo pomeriggio la Commissione tornerà a riunirsi mentre entro domani dovrebbero arrivare anche gli emendamenti del Governo. Le relatrici, Federica Chiavaroli (Ap) e Magda Zanoni (Pd), hanno già chiarito che un numero così elevato di emendamenti può trasformarsi in un “boomerang” e hanno richiamato le opposizioni a ridurre le proposte di modifica e a segnalare “i temi su cui concentrare la discussione” altrimenti, ha sottolineato Chiavaroli, si “farà un favore al governo” che finirà per “presentare un maxiemendamento”. FP/Agipro

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Giochi: Tutti gli emendamenti in commissione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

slot machinesROMA – Dall’aumento del prelievo su slot e VLT al divieto della pubblicità, oltre alla cancellazione della sanatoria per le agenzie collegate a bookmaker esteri e a un ritocco dei bandi di gara per scommesse, bingo e gioco online: come riporta Agipronews, sono queste le proposte di modifica presentate, in Commissione Bilancio, dai senatori di diversi schieramenti all’articolo 48 della legge di stabilità.
AUMENTO PRELIEVO SLOT E VLT – La senatrice Bencini (Misto), in diversi emendamenti, chiede di aumentare il prelievo fiscale sulle slot machine (da un minimo del 20% a un massimo del 50%, invece del 15% previsto dalla legge di stabilità) e di aumentare il prelievo sulle VLT (da un minimo del 10% a un massimo del 50%). Il senatore Endrizzi (M5S) chiede di ritoccare il prelievo erariale unico al 16% per le slot e al 6,5% sulle VLT. Anche il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Cor) propone di intervenire sul preu delle slot e delle VLT, portandolo rispettivamente al 20% e al 7,5%, e di incrementare del 7% il fondo istituito per il gioco patologico. Stesso discorso per SEL, che propone di aumentare il prelievo sulle slot al 16,5% e sulle VLT al 7%.
TASSA SULLA FORTUNA AL 9% – Più complesso l’intervento proposto dal senatore Giuseppe Ruvolo (AL) che oltre al preu per le slot al 16%, propone di aumentare la tassa sulla fortuna al 9%. Inoltre, per il gioco del lotto e per i gratta e vinci, chiede che la percentuale di ridistribuzione delle vincite sia pari al 3%. Per il lotto e per i gratta e vinci, poi, propone una riduzione degli aggi rispettivamente dell’1,80% e dello 0,90% “del totale della raccolta di gioco a decorrere dal 1° gennaio 2016”. Le maggiori entrate saranno poi “destinate al fondo per la cura del gioco patologico”.
APPARECCHI NON COLLEGATI – Sugli apparecchi da intrattenimento, il senatore Ruvolo (AL) propone sanzioni per i titolari di qualsiasi negozio, “circolo o locale aperto al pubblico” nel quale sono installate slot o altri apparecchi non collegati alla rete statale che consentono “l’esercizio di gioco con vincite in denaro, anche se proposto sotto forma di gioco promozionale”. Ognuno di questi soggetti , riporta Agipronews, dovrà pagare il prelievo unificato previsto e un’aliquota del 6 per cento “su un imponibile medio forfetario giornaliero di euro 3.000” per ogni anno di presunta operatività degli apparecchi, oltre a una sanzione amministrativa di 20.000 euro “di cui non è ammesso il pagamento in misura ridotta”. E’ inoltre prevista la sospensione della licenza e, in caso di reiterazione delle violazioni, la sua revoca; in questo caso il soggetto sanzionato “non può ottenere il rilascio di nuove autorizzazione per pubblico esercizio per 10 anni”.
PREU ANCHE A SOGGETTI PRIVI DI CONCESSIONE – Imporre il prelievo erariale unico anche alle società di giochi prive di concessione statale: lo prevede un emendamento del senatore Santini (PD). Il Preu, secondo la proposta, deve essere versato da “chiunque, in assenza di concessione e dei titoli abilitativi previsti, effettua con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, giochi con vincite in denaro, concorsi, pronostici o scommesse”. Viene inoltre proposto un prelievo massimo del 60% per gli apparecchi “che si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi di strumenti di pagamento elettronico”; un prelievo del 50% per apparecchi “che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento a un sistema di elaborazione della rete stessa”. Per scommesse (anche virtuali), giochi a quota fissa e a totalizzatore il prelievo proposto è del 20%, per il bingo il 42%.
SANATORIA CTD – Sopprimere il comma 3 dell’articolo 48 che prevede nuova sanatoria per le agenzie di scommesse collegate a bookmaker esteri. E’ quanto chiedono il senatore Endrizzi (M5S) e la senatrice Bencini (Misto). Endrizzi, poi, attraverso altre proposte di modifica chiede, “che i soggetti che non aderiscono alla procedura di regolarizzazione entro i termini previsti” sia “preclusa la possibilità di partecipare alla gara per l’attribuzione delle concessioni per la raccolta delle scommesse sportive, ippiche e non sportive”, prevista dalla manovra. Sempre sulla questione regolarizzazione-gara scommesse, la senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti, chiede che al bando possano partecipare i soggetti che aderiscono alla nuova sanatoria “purché la procedura di regolarizzazione sia avvenuta entro 30 giorni dell’entrata in vigore della legge”.
STABILE ORGANIZZAZIONE – La legge di stabilità prevede anche un intervento di banche e istituti di credito sui versamenti dei centri verso gli operatori esteri: dove è verificata la “stabile organizzazione” verrà applicata una “ritenuta d’acconto pari al 25 per cento” sugli importi “generalmente pagati con carte di credito e bonifici internazionali” dai gestori dei punti alle società estere: la senatrice Bencini chiede di innalzare la percentuale al 40%.
GARA SCOMMESSE – Sulla gara scommesse torna anche la senatrice Bencini chiedendo “di mettere a bando concessioni di cinque anni per 5 mila agenzia e 2 mila corner, e 500 diritti per bar e tabacchi”, mentre il senatore Endrizzi chiede , sempre all’interno del bando, sia specificato che “i punti vendita” devono essere ubicati “al di fuori dei centri storici e comunque ad una distanza non inferiore a 500 metri, misurata in base al percorso pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale”. Sempre il senatore grillino specifica, ancora modificando il comma che riguarda il bando scommesse, che “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli provveda alla pubblicazione annuale di tutti i dati raccolti relativi al comparto giochi”. Due emendamenti di Mauro (Gal) e Gualdani (AP) propongono, inoltre, che, “per assicurare la massima concorrenzialità e parità di condizioni tra i partecipanti” al bando scommesse, i Monopoli predispongano “uno schema di contratto tipo recante le clausole minime dei contratti di commercializzazione di giochi”. E’, simmetricamente, dovere dei partecipanti al bando comunicare “l’intervenuta risoluzione senza addebito di indennità di qualsiasi loro contratto di commercializzazione di giochi precedentemente in vigore in Italia”.
GARA BINGO E GIOCO ONLINE – Per quanto riguarda il bando del bingo, la senatrice Bencini chiede di abbassare a 100 il numero delle concessioni messe a gara, con una base d’asta di 400mila euro, per una durata di sei anni. Anche per quanto riguarda il gioco online, propone di abbassare il numero a 50 o 90 concessioni.
DIVIETO TOTALE PER IL GIOCO – La senatrice Bencini, sottolinea Agipronews, chiede anche di sopprimere l’intero articolo 48 e di introdurre il divieto totale per il gioco (tranne lotto, lotterie e totocalcio).
DIVIETO DI PUBBLICITA’ – Il senatore Endrizzi (M5S) , prosegue Agipronews, propone il “divieto assoluto di qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in rete di raccolta, sia fisiche sia online, con la previsione di una sanzione amministrativa da 50mila a 500mila in caso di violazione del divieto”. In un’altra proposta di modifica simile Endrizzi chiede che “i proventi derivanti dalle sanzioni” siano “destinati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco”. La stessa proposta è stata avanzata dalla senatrice Bencini (Misto).
ENTI LOCALI – Per quanto riguarda gli enti locali, il senatore Santini (PD) propone maggiore adesione, da parte di Regioni e Comuni, alle disposizioni statali in materia di gioco. “Nell’esercizio delle loro potestà normative e amministrative – si legge nell’emendamento – le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale”. Le intese tra Stato ed enti locali sono previste “in sede di Conferenza unificata”, attraverso la quale le Regioni possono accordarsi sulla distribuzione territoriali delle sale. In ogni caso, le intese dovranno “risultare tali da assicurare la possibilità di concessioni di gioco uniformi a livello statele e sull’interno territorio nazionale, nonché la salvaguardia dei loro valori patrimoniali”.
COLLABORAZIONE MONOPOLI – SVILUPPO ECONOMICO – Una collaborazione tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dello sviluppo economico per individuare e contrastare “comportamenti elusivi del monopolio statale dei giochi pubblici”: è la proposta del senatore Santini (PD) a proposito di concorsi e operazioni a premio. Ferme restando le attribuzioni al Ministero dello sviluppo economico, che normalmente gestisce tali concorsi, “spettano alla Agenzia anche le funzioni di controllo sulle attività che costituiscono, per la mancanza di scopi promozionali, elusione della riserva dei giochi pubblici”. Per semplificare i compiti amministrativi il Ministero dello sviluppo economico dovrà trasmettere all’Agenzia la comunicazione preventiva dei avvio dei concorsi a premio; entro trenta giorni, poi, l’Agenzia dovrà dichiarare l’eventuale “coincidenza tra il concorso a premio e una attività di gioco riservato allo Stato”.
CESSIONE RETE – Sempre il senatore Endrizzi (M5S) chiede anche la soppressione della parte della legge di stabilità che prevede la cessione gratuita della rete di gestione e raccolta del gioco all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla scadenza della concessione.
REATI CONNESSI AL GIOCO – Aggiungere al dipartimento della pubblica sicurezza la “direzione centrale per la polizia per la prevenzione e la repressione dei reati connessi al gioco d’azzardo”: lo propone il senatore Endrizzi (M5S). Per l’istituzione – specifica ancora l’emendamento – è autorizzata “la spesa di 10 milioni di euro nel 2016, 12 milioni di euro nel 2017 e 15 milioni di euro a decorrere dal 2018”. Il funzionamento del dipartimento, riferisce Agipronews, sarà disciplinato con decreto “del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della Giustizia, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti”.
IPPICA – “Il riordino urgente della disciplina delle scommesse ippiche a totalizzatore e a quota fissa, con l’adozione di uno specifico regolamento del Mef da adottarsi entro il 31 marzo 2016”: lo prevede un emendamento della senatrice Bianconi (AP). Una proposta di Marinello (AP), conclude Agipronews, prevede di stabilire il prelievo sulle scommesse sulle corse dei cavalli “all’8% del movimento netto”. Fino al 2018 e comunque “fino all’attuazione del riordino della disciplina sulle scommesse ippiche”, le risorse del settore “verranno integrate fino a un importo massimo pari al 3,50% della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai giochi con vincita in denaro”.
(FP/Agipro Chiara Vicario)

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Legge stabilità: A rischio incassi dai giochi

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

Le misure contenute per il settore giochi nella prima bozza delle legge di stabilità 2016 “sono completamente sbagliate e rischiano di mancare completamente gli obiettivi erariali previsti”. E’ quanto dichiara ad Agipronews Massimo Passamonti, presidente di Sscommessesullosport, l’associazione del settore aderente a Confindustria. “Lo scorso anno, con un approccio identico, lo Stato aveva previsto maggiori incassi dal settore per 1,7 miliardi, quasi del tutto mancati. Nella colonna degli introiti per il 2015 mancano 1,4 miliardi – continua Passamonti – e l’anno prossimo si rischia di non incassare l’intero importo previsto di 1 miliardo di euro. Con le gare per le scommesse aumenteranno i punti vendita sul territorio, quando Confindustria già da due anni propone una riduzione dell’offerta di gioco. Inoltre verranno offerti, tramite le gare, diritti per negozi e corner senza aver risolto il rapporto tra concessioni statali e territorio”. (fonte: PG/Agipro)

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