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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘gioco azzardo’

“Su stop slot aspettiamo Renzi a prova fatti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

slot machines“Ogni tanto capita di leggere una buona notizia anche sul gioco d’azzardo: Matteo Renzi in una intervista ad un Magazine non Profit ha affermato che sul gioco d’azzardo sta per mettere a punto una misura che consentirà di togliere le slot dalle tabaccherie e dagli esercizi commerciali. Vedremo se è vero o se sono solo parole in libertà. Sono tre anni che la XII commissione della Camera ha votato all’unanimità un ddl che va in questa direzione e che non è mai giunto in Aula, per una ostinata opposizione della commissione Bilancio. Sono almeno due anni che PierPaolo Baretta, sottosegretario al Mef, sta provando a intervenire in materia di giochi e il flop della riforma fiscale in materia di giochi dà una esplicita conferma dell’insuccesso. E’ dell’anno scorso la legge finanziaria che aveva deliberato la riduzione di oltre il 30% delle macchinette entro il primo di gennaio 2016. Ma, come è noto, al 31 dicembre avevamo avuto un aumento significativo delle macchinette proprio nei bar, nelle tabaccherie e nella sale giochi. Dopo di che, di cavillo in cavillo, quella legge non è mai stata applicata. E il risultato finale è che la macchinette sono aumentate. Chissà che oggi la affermazione di Matteo Renzi non preluda davvero ad un cambio di ritmo e di valutazione sul gioco d’azzardo, recuperando buon senso e senso della legalità”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che di quella legge è stata relatrice in commissione.
“Sappiamo bene che l’attenzione si focalizza sulle Awp e non su altre tipologie di gioco, altrettanto diffuse in modo capillare, per un fatto fortemente simbolico. Le Awp, o Slot, sono macchine a bassa performance che consentono la giocata solo attraverso l’introduzione di una moneta da 1 euro e permettono vincite non superiori a 100 euro. Il target di riferimento in genere è lo studente o il frequentatore del bar o della tabaccheria che spende in gioco il resto della colazione o delle sigarette. Non è qui che si annida il giocatore patologico – prosegue Binetti – ma è questo il contesto tipico in cui il giocatore sociale acquisisce gli abiti che successivamente potranno, non dovranno fortunatamente, trasformarlo in giocatore abituale e in alcuni casi poi in giocatore patologico. E’ vero che la presenza di apparecchi nei bar e nelle tabaccherie contribuisce al bilancio dell’esercente e molti esercizi, senza la presenza di una o due slot sarebbero in difficoltà. Ma ciò che aiuta loro a mantenersi in equilibrio economico troppo spesso destabilizza i fragili bilanci personali o familiari dei giocatori. Vedremo se Renzi, senza cedere alla demagogia ma nemmeno all’ipocrisia, saprà fare questa piccola vera riforma che da tre anni sollecitiamo con il nostro disegno di legge in Parlamento, scontrandoci con un muro di gomma che ha creato in molti di noi un vero e proprio atteggiamento di sospetto. Speriamo che il premier questa volta non abbia parlato solo per tranquillizzare il suo interlocutore – conclude Binetti – ma abbia davvero capito il danno che si sta sistematicamente facendo con la dipendenza che si crea”.

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Cosa pensano gli italiani del Gioco

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

slot machinesLa S.I.I.Pa.C, “Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive”, fondata e presieduta dal Dott. Cesare Guerreschi ha commissionato all’Istituto di ricerca Quaeris un’analisi demoscopica che è stata realizzata nelle scorse settimane, col fine di comprendere l’opinione degli italiani rispetto al fenomeno del gioco d’azzardo. Si tratta probabilmente di una delle analisi più complete mai realizzate in Italia.
A proposito dei dati rilevati, che verranno presentati nei prossimi mesi in tutta Italia, il Professor Guerreschi ha commentato così: “Confermo la mia linea, rafforzato dal parere degli italiani, che è fondamentale impegnarsi nel fare una formazione seria e professionale del gioco d’azzardo patologico affinché vi sia una forma più concreta di prevenzione, ma è anche indispensabile che le Istituzioni stabiliscano delle nuove norme al passo con i tempi.
In particolare, dando un freno ai giochi più gettonati come Gratta e vinci, scommesse, lotterie e giochi on-line, sempre più pericolosi. – prosegue il noto Psicologo – Allo stesso modo è necessario trovare un metodo efficace per contrastare l’illegalità sempre più fiorente.
Noi restiamo dell’idea che i luoghi di gioco ad esso dedicati, come le sale VLT, siano i più sicuri, dal momento che i minori non possono accedervi, e perché dopo una corretta formazione dei gestori sarebbe più facile individuare i giocatori patologici.
Auguro buon lavoro a Stato e Regioni per il loro importante compito di questa settimana.”Tra gli italiani che giocano il 65% gioca ai Gratta & Vinci, seguono le lotterie e le scommesse sportive, poi il gioco on-line, il gioca carte, il bingo e le slot-machine con uno scarso 7%. Un dato preoccupante, per la prima volta rilevato grazie ad un’esplicita richiesta fatta, quello riguardante i Totem, macchine irregolari collegate ai casinò esteri e prive di controllo, ci giocano il 2,2% dei giocatori italiani.
Ci rincuora che il 92% degli italiani ritiene che sia importante che Comuni e Regioni svolgano attività di prevenzione del gioco d’azzardo patologico come informazione e formazione, anche a partire dall’età scolare.
Per quanto riguarda le attuali politiche di prevenzione del gioco, oltre l’85% degli italiani le boccia, principalmente per due motivi, da una parte l’offerta resta troppo capillare sul territorio e dall’altra vi sono ancora troppe persone affette da G.A.P.
Unica area del Paese in positivo, per quanto riguarda le politiche di prevenzione, risulta essere la Provincia Autonoma di Trento, infatti il 60% dei trentini ritiene efficaci le politiche in materia.
Bocciata invece la Provincia Autonoma di Bolzano, la più restrittiva d’Italia, dove gli altoatesini lamentano un aumento dei giocatori. In Italia solo il 15,9% delle persone crede che il gioco andrebbe vietato, mentre oltre il 62% vorrebbe una vera cultura del gioco. La maggioranza assoluta degli italiani entra più volentieri in un locale pubblico sprovvisto di slot-machine e oltre l’80% vorrebbe una riduzione del numero delle macchine presenti presso i pubblici esercizi, tra questi il 70% ritiene che il numero congruo sia di una slot soltanto, e un rimanente 34% a due.
Soltanto il 2,2% vorrebbe 3 o più slot per locale. Come avevamo già sostenuto, le restrizioni orarie sono una misura superflua, infatti circa la metà degli intervistati non ritiene utile stabilire delle fasce orarie per il gioco.
Tra sale dedicate al gioco, bar e tabaccherie, gli intervistati ritengono meno pericolose le sale, in quanto non accessibili ai minori. Un altro dato che anche in questi giorni dovrà mettere in guardia il Governo e gli Enti locali, è quello riguardante Gratti & Vinci e scommesse: in Italia infatti oltre un terzo dei cittadini (il 35,8%) crede che sia lecito che i minori acquistino questi prodotti. Infine un ultimo dato, ma forse il più allarmante: il 93% degli italiani ritiene che in Italia il pericolo del gioco d’azzardo illegale sia purtroppo reale.

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Gioco azzardo e tutela cittadini

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2013

“Bene il rifiuto da parte del Presidente del Consiglio delle dimissioni di Alberto Giorgetti. E’ un eccellente economista ed è stato un ottimo presidente di commissione; conosce bene il suo mestiere come tecnico e come politico” Lo afferma l’on. Paola Binetti il giorno dopo l’approvazione in Senato della mozione che prevede lo stop di un anno per l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo. Continua l’esponente centrista: “Il governo è andato sotto per una volta! A livello politico è certamente un insuccesso, ma a livello umano è un segno di sana consapevolezza di un parlamento che cerca di tutelare i cittadini”. Conclude il deputato: “Il governo troverà altre fonti per recuperare i fondi mancanti, magari limando quegli sprechi assurdi di cui tutti conosciamo esempi vistosi. Non è un caso che il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’Onorevole Giorgetti e ne ha ricevuto la piena disponibilità a proseguire nell’incarico”.

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Gioco d’azzardo e divorzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Il nostro Paese si colloca al secondo posto in Europa dopo la Finlandia per spesa pro capite per il gioco d’azzardo (mediamente 600 euro all’anno). Situazione che sta producendo seri danni all’economia di un numero crescente di famiglie italiane sempre più indebitate e schiave dell’usura. Il fenomeno è trasversale, coinvolge senza distinzioni di età, sesso, ceto sociale e collocazione geografica.
In merito l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente Nazionale Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, dice: “L’illusione di far quadrare i conti attraverso il gioco d’azzardo sta diventando una malattia nazionale. Inevitabilmente questa corsa al rischio per diventare ricchi sta determinando preoccupanti riflessi sulla tenuta di molte coppie di coniugi e conviventi. Il centro studi AMI calcola che tra il 6%-8% separazioni e divorzi siano causati dagli insostenibili debiti di gioco dell’uno o dell’altro coniuge. Alla crisi economica del Paese quindi si aggiunge quella, tutta intrafamiliare, causata dai debiti di gioco. E’ sempre più frequente il caso di persone unite in matrimonio o conviventi more uxorio affette da dipendenze da gioco d’azzardo che vendono di nascosto i beni di famiglia o prosciugano i risparmi di una vita per giocare o pagare i debiti contratti. Si tratta di vere e proprie tragedie familiari che vedono interi nuclei ridotti sul lastrico. Sovente la disperazione per la sopraggiunta miseria economica produce violenze intrafamiliari di ogni tipo (percosse, lesioni, sottrazione e vendita dei gioielli del coniuge, dei mobili di famiglia, dei regali di nozze, dell’autovettura e finanche oggetti dei figli). Insomma i costi sociali di questo fenomeno, che andrebbe immediatamente contenuto, rischiano di dare la spallata finale ad una istituzione, il matrimonio, che sta già attraversando un preoccupante periodo di crisi. Al danno della fine di molti matrimoni e di intere famiglie costrette ad una improvvisa indigenza si aggiunge la beffa di non poter ottenere dal coniuge giocatore d’azzardo nemmeno l’assegno di mantenimento o l’assegnazione della casa coniugale atteso che quest’ultimo quasi sempre è diventato un nullatenente, incapace di badare a se stesso ed ai propri familiari. L’impazzimento generale di molte famiglie è provato anche dall’episodio di ieri in cui due coniugi (moglie italiana, marito egiziano), presi da un momento di follia da gioco ed attratti dalle slot machine, hanno abbandonato due dei tre figli minori nell’auto sotto il sole”. Per Gassani “occorre sanzionare penalmente i comportamenti legati al gioco d’azzardo, anche quello lecito, che possono compromettere irrimediabilmente soprattutto i diritti economici e sociali dei minori. A fronte di tale emergenza sociale lo Stato deve rivedere le proprie posizioni in ordine ad una indiscriminata liberalizzazione del gioco d’azzardo che sta trasformando il popolo italiano, da sempre parsimonioso e risparmiatore (con grande vantaggio per l’economia nazionale) in un popolo disperato sul piano economico, personale, professionale e soprattutto familiare. Occorre trovare misure per individuare un tetto massimo di giocata pro capite, anche attraverso l’esibizione di documenti di identità. Vi sono casi infatti di lavoratori dipendenti che già dopo la prima settimana del mese hanno dilapidato lo stipendio a causa delle proprie scommesse”.

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Ludopatie: Minori e gioco d’azzardo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Interrogazione dell’On. Luigi Bobba (PD)  “Adottare iniziative per tutelare i minori ed evitare che possano essere soggetti a forme compulsive di gioco e investire  in campagne di comunicazione sia nelle scuole sia sui media, al fine di rendere i giovani consapevoli e responsabili relativamente ai rischi connessi al gioco d’azzardo”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione al Governo presentata dall’On. Luigi BOBBA (Deputato PD e VicePresidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati).  I giochi d’azzardo, pur essendo legali, possono innegabilmente rappresentare un rischio per coloro che, non riuscendo a controllare i propri impulsi, cadono preda di un vero e proprio vizio, che speso sfocia in una forma patologica detta ludopatia.  I casi di ludopatie sono in costante aumento a causa di vari fattori, tra cui l’incalzante pubblicità dei giochi, che assumono sempre nuove forme e modalità (lotterie istantanee e differite, poker online, superenalotto, win for live, e altre).  I dati di uno studio effettuato su 40.000 studenti, condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) attestano che dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi è aumentata dal 40 per cento al 47 per cento, e l’aumento maggiore coinvolgerebbe le ragazze, passate dal 29 al 36 per cento; i maschi passano invece dal 53 al 57 per cento. Tra questi studenti, nonostante il divieto di legge, circa 550.000 sono minorenni, corrispondenti al 43 per cento dei minori scolarizzati (dati 2009, in crescita rispetto al 38 per cento del 2008). Sempre secondo detto studio, i giochi in denaro maggiormente praticati dagli studenti, sono nell’ordine il «gratta e vinci» e le lotterie istantanee (34 per cento, dal 28 per cento del 2008), scommesse sportive (17 per cento), lotto e superenalotto (cresciuti dal 9 al 14 per cento). Per quanto riguarda i contesti di gioco, ai primi tre posti si trovano i locali pubblici non dedicati, come bar, tabaccherie, pub (32 per cento), case private (20 per cento) e sale scommesse (12 per cento). Il gioco virtuale (internet, telefono cellulare) è utilizzato nel 7 per cento, anche se una quota del gioco praticato nelle case private avviene tramite web.  La legislazione vigente vieta ai minori di partecipare a giochi d’azzardo con premi in denaro, ponendo delle sanzioni sui gestori, nel caso di scommesse sportive giocate online, nelle ricevitorie, nei casinò e nel caso del poker online, al fine di limitare l’utenza ai soli soggetti maggiorenni.

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Anche la BCE contro il gioco d’azzardo finanziario

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

E’ di qualche giorno fa la notizia che alcune tra le maggiori banche americane hanno fatto registrare grandi profitti nel terzo trimestre del 2009. La JP Morgan ha annunciato un surplus di 3,6 miliardi di dollari, mentre la  Goldman Sachs ha fatto registrare un profitto di 3,19 miliardi. Già all’inizio dell’anno, mentre il sistema bancario annaspava, la Goldman Sachs aveva sorpreso con un presunto profitto di 1,8 miliardi ottenuto rilanciandosi a capofitto nei mercati dei derivati finanziari.   La Bank of America, che aveva riportato un profitto di 3,2 miliardi nel secondo trimestre realizzato attraverso la vendita di partecipazioni in un banca cinese, è ricaduta in rosso per 2, 24 miliardi.   La Citi Bank, la seconda banca americana, è invece sempre mantenuta attiva attraverso le flebo di liquidità statale. Si ricordi comunque che, secondo la Federal Deposit Insurance Corporation creata dal Congresso USA, le banche americane fallite nel 2009 sono già 99.  Wall Street comunque esulta e il Dow Jones è risalito a oltre 10.000 punti, come a bei tempi della “bonanza” speculativa quando i lobbysti delle grandi banche pasteggiavano a ostriche e champagne.   Molti analisti adesso si arrovellano a sostenere che, se la crisi è iniziata oltre atlantico, è proprio da lì che sta ripartendo l’ottimismo della ripresa.  C’è da rallegrarsi veramente o è il caso di preoccuparsi per questi esaltanti resoconti finanziari?  Essi in verità contraddicono tutti gli altri dati.  A costo di essere tacciati come degli incorreggibili pessimisti, non vorremmo trovarci dinanzi a false aspettative e pericolose illusioni.   L’economia reale americana è profondamente malata.   Da 21 mesi a questa parte ci sono stati 7,6 milioni di nuovi disoccupati, di cui cinque da quando il presidente Obama è entrato nella Casa Bianca già assediata dalla crisi finanziaria lasciatagli in eredità.   L’ultimo ritocco statistico non è riuscito a nascondere il deficit di bilancio annuale che comunque ha raggiunto 1.400 miliardi di dollari, pari al 10% del PIL.  Non sembra che le banche possano fare grandi profitti dai settori produttivi che attualmente sono a dir poco allo sbando. Infatti il centro studi americano “Market Watch” riporta i dati della Fed che indicano come nell’ultimo trimestre ci sia stata una caduta del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nei crediti concessi dalle banche commerciali e un meno 28% nei crediti specificamente emessi alle attività produttive.   Un simile calo si registra anche per le carte di credito e i mutui immobiliari. Gli stessi titoli di stato, pur garantendo una maggior sicurezza, viaggiano con rendite misurate agli attuali bassi tassi di interesse. I T-bond, le obbligazioni del Tesoro a tre mesi, per esempio, a settembre hanno dato lo 0,12% di interesse, mentre la media è stata del 0,25% nei passati 10 mesi.  L’unica spiegazione per i profitti miliardari delle grandi banche americane sta in un loro ritorno al “tavolo verde” della vecchia speculazione in titoli tossici, in derivati e in quel sottobosco di “operazioni innovative” e “obbligazioni strutturate” che l’anno scorso hanno fatto saltare il banco della finanza globale.  Va quindi apprezzato che Jean-Claude Trichet, il presidente della Banca Centrale Europea, abbia in merito usato toni eccezionalmente forti alla conferenza di Francoforte organizzata dalla potente associazione delle Banche Popolari e Cooperative della Germania.  Ha accusato le banche di aver troppo praticato una “speculazione senza freni e il gioco d’azzardo finanziario“.  “La crisi globale è esplosa perché le banche hanno sottostimato i rischi sistemici, ha detto, e guardando davanti, il settore finanziario deve ritornare al suo ruolo tradizionale di fornitore di un servizio all’economia reale.”  E’ necessario un cambiamento di mentalità all’interno del mondo finanziario. Non sarà facile.Le banche europee e italiane non dovrebbero imitare il comportamento poco virtuoso delle “sorelle” americane. Se è vero che il sistema bancario è globale e che le regole per i mercati devono essere generali, è altrettanto vero che l’avvio di una corretta politica di crescita e di sviluppo successivamente potrà garantire all’Europa e all’Italia un solido sistema finanziario e una robusta struttura economica. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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