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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘gioco’

Dacia Maraini: Fosco Maraini “Il gioco dell’Universo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia collana I libri di Fosco Maraini, pp. 196, 18 euro La nave di Teseo. Assente da molti anni dagli scaffali, torna in una nuova edizione un libro commovente: il dialogo immaginario tra un padre e una figlia, che ci dona i suoi occhi per poter vedere da vicino una delle figure chiave del Novecento italiano. “Ho portato a termine questo lavoro perché l’avevo promesso, ma quasi contro me stessa e il mio corpo riottoso. Non so come ho fatto. Mi addolorava risentire la voce di mio padre che saltava su dai suoi scritti quasi senza che me ne accorgessi. Mi addolorava piegarmi sulle sue parole scritte, riscritte, sulle sue citazioni, sui suoi eterni cataloghi. I quaderni pieni di ritagli incollati, i disegni e le fotografie mi costringevano a una continua forzata coabitazione con un fantasma.” Dacia Maraini.

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LeoVegas racconta le origini inaspettate del gioco

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Le origini dei più famosi giochi moderni spesso sono avvolte nel mistero, tanto che in molti casi è difficile risalire al loro sviluppo nel tempo. Per questo LeoVegas ha creato l’infografica “Paese che vai, gioco che trovi: storia e origini dei giochi più famosi”, che ripercorre le varie tappe storiche del gioco. Le prime testimonianze risalgono ai tempi dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma: durante le Olimpiadi nacquero le prime scommesse sportive, mentre i romani, oltre a giocare durante i Saturnali, crearono un gioco simile alla ruota della fortuna. Altre due tappe fondamentali in questo percorso storico sono la diffusione nell’India del VI secolo del Caturanga, l’antenato più simile ai moderni scacchi, e l’invenzione della carta nell’Asia del X secolo, fondamentale per la nascita del gioco di carte più antico al mondo, il Ganjifa.Bisogna però attendere il 1400 per le prime testimonianze di carte da gioco in Europa, dove arrivarono grazie agli scambi con il Medio Oriente: le carte come le conosciamo oggi, con mazzi da 52 carte e 4 semi, derivano infatti da quelle utilizzate dai Mamelucchi, soldati al servizio dei Califfi. Poker, roulette e blackjack: le origini di quelli che sono oggi i giochi-simbolo del casinò risalgono al periodo tra il XVI e il XVIII secolo tra Italia, Persia e Francia. Proprio nel nostro Paese è stato inaugurato nel 1638 il primo casinò, ovvero il Ridotto di Venezia. Infine, più recenti sono la nascita delle slot machine (fine ‘800) e delle video slot (anni ‘70) e lo sviluppo del Texas Hold’Em, che dagli anni ‘60 ha spopolato in tutto il mondo.Arrivando ai giorni nostri, l’ultima tappa di questo percorso storico ci porta alle piattaforme web e le app, nelle quali il gioco è diventato completamente digitale. Le nuove tecnologie hanno conosciuto una diffusa applicazione nel mondo del gioco, con l’obiettivo di regalare all’utente una user experience il più possibile coinvolgente e immersiva, che si concretizza appieno nella modalità live.

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Mostra “Il gioco del cavallo” di Tano Pisano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Siena. Artista poliedrico e versatile, l’artista Tano Pisano torna a esporre in Toscana.Nelle prestigiose sale di Palazzo Pubblico, a Siena, sta infatti per approdare Il gioco del cavallo, la nuova mostra personale di Tano Pisano, curata da Enrico Mattei, che si apre ai Magazzini del Sale di Siena sabato 19 settembre e proseguirà fino al prossimo 28 novembre 2020.In tutto saranno visibili circa 150 opere tra pitture, sculture, disegni, acquarelli, incisioni, ceramiche, meccani e mobiles (sculture in legno che si muovono).

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L’UE è fuori dal gioco?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

È netta l’impressione di quanti nutrono il ragionevole dubbio che le contese a livello geopolitico, che di volta in volta coinvolgono i cosiddetti big mondiali pro tempore: Trump, Xi Jinping, Ram Nath Kovind, Vladimir Putin altro non sono che una prova generale della lotta intestina che si sta sviluppando tra le nazioni del mondo. Dove vogliono andare a parare? Credo che la spiegazione si possa trovare nell’ansia di accaparrarsi le fonti energetiche del pianeta a vantaggio dei rispettivi paesi consapevoli che l’abnorme crescita della popolazione mondiale, il loro impoverimento e la saturazione della produzione industriale, e i danni provocati all’ecosistema ci porteranno ad una lotta disperata per la sopravvivenza.
A questo punto è vitale prepararsi anzitempo, ammesso che ve ne sia. E sarà anche una lotta tra continenti dove l’Europa appare sempre più in posizione subalterna al gioco dei “grandi del mondo” non riuscendo ad offrire di sé un’immagine coesa, determinata e lungimirante. Lo abbiamo constatato con la recente manfrina del Consiglio europeo che dopo quattro giorni di estenuanti trattative è riuscito a partorire un’idea unitaria che già è posta in discussione nel tentativo di volersi rimangiare il tutto. È che l’Ue ancora ragiona a livello di nazione dove prevalgono gli interessi dei singoli stati a danno degli altri. Non hanno una politica estera comune. Non hanno una giustizia comune. Non hanno una politica industriale comune. Un sistema fiscale comune e giocano a rimpiattino per propiziarsi i favori delle grandi multinazionali a colpi di sconti fiscali che alla fine penalizzano gli altri paesi. Dire che in questo senso l’Ue è sotto attacco è un semplice eufemismo. Quando capiremo che i piccoli stati che si chiudono a riccio per tenersi le loro ricchezze saranno prima o poi spazzati via con un sol colpo di ramazza, sarà troppo tardi. (Riccardo Alfonso)

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Il gioco della vita di Mazo de la Roche

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

In libreria dal 28 maggio. Collana Le strade. (Fazi Editore) Dopo Jalna, è in arrivo il secondo capitolo della saga canadese da undici milioni di copie vendute. La riscoperta di un appassionante ciclo di romanzi che a partire dagli anni Venti ebbe un successo clamoroso, con 193 edizioni inglesi e 92 edizioni straniere. All’epoca della sua prima uscita, la saga di Jalna, ambientata in Canada, fu seconda solo a Via col vento fra i bestseller. In questo secondo capitolo, la scomparsa dell’amata nonna Adeline darà luogo a una lotta per la spartizione dell’eredità, mentre Renny e la deliziosa Alayne potranno finalmente ufficializzare il loro amore.

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Garantire il benessere, la cura e il diritto al gioco dei bambini con disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

La Right Box, è stata ideata e realizzata dall’associazione L’abilità, e consegnata in queste settimane direttamente a casa di 200 famiglie di Milano grazie al supporto dei volontari.In questo periodo di emergenza sanitaria, in cui i bambini sono a casa tutto il giorno e in particolare i bambini con disabilità hanno subìto la brusca interruzione dei servizi a loro dedicati, la Right Box può essere un valido strumento a supporto dei genitori per sollevarsi dalla solitudine quotidiana e riprendere almeno in parte il percorso educativo riservato ai propri figli.La sospensione di ogni tipo di terapia e intervento sui bambini, uniti all’isolamento e al disagio delle famiglie nel far fronte alla complessa situazione, hanno portato l’equipe pedagogica de L’abilità a studiare con attenzione i bisogni dei singoli bambini, dedicando a ognuno di loro un contenuto specifico della “scatola giusta” che è quindi anche “su misura”.
A seconda dell’età e delle competenze e abilità dei bambini, la Right Box contiene giochi di manipolazione, da tavolo, di stimolazione sensoriale e adatti al rinforzo cognitivo. In tutto 200 scatole personalizzate per bambini e bambine da 2 a 10 anni con disabilità motorie, neuromotorie, intellettive e con disturbo dello spettro autistico che ogni giorno frequentano i servizi de L’abilità.
Il sito de L’abilità offre una sezione dedicata all’Emergenza Coronavirus con aggiornamenti sui provvedimenti e materiali utili scaricabili, redatti in linguaggio Easy to Read o coi simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa:
https://labilita.org/emergenza-coronavirus/

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Paolo Mezzadri: Il Gioco è il Tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Cortona (Ar) Inaugurazione sabato 8 dicembre 2018 ore 12.00 (8 dicembre 2018 – 10 gennaio 2019) Auditorium Sant’Agostino via guelfa 40. Giocare, forma assoluta e silenziosa di infinita creatività. Riscoprire il gioco “da adulti”, condividendo gesti fanciulli senza paura e senza timore. Abbandonarsi al gioco per ritrovare spirito ed attimi. Costruire senza nessun bisogno, senza schemi e regole. Per ricostruire parti di noi e condividere parti di altri. Il Gioco, il Tempo, le lettere e il viaggio. Si articola attraverso questi quattro temi la personale dell’artista Paolo Mezzadri. Quattro punti, quattro linee, quattro spazi, quattro dimensioni aperte e partecipative. Un viaggio tutto da definire poiché il viaggio sono i viaggiatori, coloro che si muoveranno, disegneranno e condivideranno con l’opera dell’artista la propria esperienza emozionale in un percorso ludico e attivo dove lo spazio diverrà territorio di un tempo intimo e personale.Ho iniziato ad usare il ferro per lavoro e non per passione. La passione è arrivata dopo, è arrivata quando per me il ferro era ancora un pezzo, un numero, semplicemente un grande contenitore con un codice, una targhetta e talvolta un ciclo di verniciatura. Spesso mi sono perso guardando pezzi tutti uguali…direi perfetti, anzi conformi, come spesso mi veniva detto. Tanto uguali e tanto perfetti da non avere un’anima. Disegnati per essere usati e non per essere guardati, per essere puliti e non per essere annusati. Il ferro per me profuma di nostalgia e quello arrugginito di storia. Inizio così il mio percorso nato con pezzi di scarto… immaginando e provando… sbagliando tantissimo, forse troppo, ma mai con metodo. (Paolo Mezzadri)

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Il gioco del suggeritore (Longanesi)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Torino Giovedì 6 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9, onato Carrisi porta al Circolo dei lettori il suo nuovo Il gioco del suggeritore (Longanesi). In collaborazione con Torino Crime. La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile – soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa, Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti.
Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato Giurisprudenza, si è specializzato in Criminologia e Scienza del comportamento. È regista oltre che sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto, La ragazza nella nebbia, dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente.

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Nuovo lancio del gioco Distiny 2

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Destiny 2 ha attirato legioni di fan entusiasti ed è stato giocato da milioni di giocatori in tutto il mondo dal suo lancio nel 2017. Ora il numero di fan è destinato a crescere ulteriormente giacché i nuovi guardiani potranno accedere al mondo di Destiny 2 a titolo del tutto gratuito da questo mese. Per festeggiare un intero anno di disponibilità della versione per PC, Bungie e Activision, in collaborazione con Blizzard Entertainment, hanno annunciato che dal 2 al 18 novembre tutti gli utenti della piattaforma di gaming Battle.net di Blizzard che non hanno ancora acquistato Destiny 2, o i nuovi membri di Battle.net, potranno ottenere il gioco in omaggio. Dovranno attivare Blizzard SMS Protect prima di richiedere la licenza per il gioco. Si può ottenere Destiny 2 all’indirizzo https://account.blizzard.com/gifts/.
I giocatori preesistenti di Destiny 2 per PC riceveranno un emblema esclusivo non rinvenibile altrove, che diverrà disponibile a dicembre in concomitanza con la ricorrenza del primo anniversario della disponibilità su Battle.net. I nuovi guardiani potranno inoltre provare la nuova modalità “Gambit” di Destiny 2: Forsaken dal 9 all’11 novembre 2018 durante il Fine settimana Gambit gratuito. Destiny 2 per PC funziona in Windows 7, Windows 8 e Windows 10. I requisiti minimi di sistema per il gioco per PC sono: Intel Core i3-3250, Intel Pentium G4560 o AMD FX-4350 insieme a GeForce GTX 660 2 GB, GTX 1050 2 GB o Radeon HD 7850. Sono inoltre richiesti una memoria RAM di 6 GB, uno spazio dell’hard drive (HDD) di 104 GB e la connessione a internet. (By http://www.DestinyTheGame.com/Battlenet/)

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Geni in gioco: le malattie genetiche rare, a partire dai banchi di scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Un laboratorio di ricerca virtuale per le scuole, che permette agli studenti italiani di affrontare un percorso interattivo che va dalla diagnosi alla terapia per una persona con una malattia genetica rara. Realizzato da Pearson Italia, leader nel settore education, per Fondazione Telethon, il kit “Geni in gioco” ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado sul tema delle malattie genetiche rare, a partire dai banchi di scuola. Il kit, interamente digitale e interattivo, è stato presentato oggi, venerdì 1 dicembre, durante l’evento “Porte Aperte” alle scuole del TIGEM, l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina a Pozzuoli (Napoli).
Ambientato all’interno di un laboratorio di genetica virtuale, navigabile da computer, tablet e smartphone, il kit consente di acquisire in modo coinvolgente competenze in biologia di base, genetica e anatomia attraverso quesiti da risolvere e pillole di approfondimento multimediali. Imparando a conoscere, inoltre, la condizione delle persone con malattie rare, le loro difficoltà quotidiane e i risultati della ricerca scientifica. L’intero percorso didattico si affianca al programma di genetica, anatomia e scienze delle scuole superiori, offrendo l’opportunità di ripassi e approfondimenti.
I progetti educativi Telethon proposti alle scuole rientrano in un protocollo d’intesa siglato tra Fondazione Telethon e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, rivolti ad alunni, genitori e docenti per sensibilizzarli sul tema delle malattie genetiche rare, del sostegno alla ricerca e della solidarietà. Con il kit “Geni in gioco” i ragazzi potranno vestire i panni del ricercatore all’interno di un laboratorio di genetica virtuale e imparare in modo divertente e stimolante. Per accedervi, gli studenti dovranno prima dimostrare di essere all’altezza del compito rispondendo ad alcune domande di base di biologia e genetica, corredate da approfondimenti e pillole di scienza che permettono di recuperare o introdurre nozioni e concetti. Dopo il test di verifica delle competenze di base potranno affrontare 27 percorsi di approfondimento, su altrettante malattie genetiche diverse e suddivisi in base alla parte del corpo umano maggiormente coinvolta, dall’apparato scheletrico a quello visivo, dal sistema nervoso a quello immunitario.Risolto il quiz, accederanno a una cartella clinica, potranno leggere una breve descrizione dell’anamnesi di un paziente e saranno guidati a individuare i sintomi più rilevanti con l’ausilio degli strumenti di laboratorio per poi verificare la diagnosi attraverso visite e analisi con gli strumenti del laboratorio virtuale. Infine, potranno scegliere la terapia (o la cura, dove, grazie alla ricerca, sia già disponibile) più adeguata tra le varie proposte.Al termine del percorso, i ragazzi potranno conoscere in che modo sostenere la missione di Fondazione Telethon ed essere protagonisti attivi al fianco della ricerca. Un’esperienza, quindi, che inizia nel mondo virtuale e può continuare in quello reale, intraprendendo studi scientifici o attraverso l’impegno concreto in attività di volontariato a sostegno della ricerca di Fondazione Telethon e dei pazienti in attesa di una cura.
Nel kit è disponibile una sezione di consultazione in cui approfondire le attività di Fondazione Telethon, i traguardi raggiunti in questi anni, e le storie di alcuni pazienti con malattie genetiche rare. Inoltre, è possibile consultare una piccola biblioteca scientifica sulle malattie genetiche, utile per organizzare eventuali attività di approfondimento.

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Giornata mondiale del gioco

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

napoliNapoli Sabato 27 maggio 2017, ore 10.00 – 14.00 Villa comunale lato Piazza Vittoria si celebrerà la Giornata Mondiale del Gioco. Promossa dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli – Servizi Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con la Ludoteca del Comune di Napoli e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, l’iniziativa trasformerà la Villa Comunale in un grande spazio ludico organizzato nelle nove aree tematiche Spazio Urbano, Scienza, Strada, Sana Alimentazione, Corpo, Arte, Mente, Sentimenti, Musica. L’evento rientra nell’ambito del programma Una Città per Giocare, un progetto di interventi condotti nelle dieci municipalità della città di Napoli, che verrà presentato durante la conferenza stampa di lunedì 22 maggio, alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli e proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti, fino al 30 giugno.
Una Città per Giocare è l’iniziativa portata avanti nelle dieci Municipalità di Napoli dall’Assessorato al Welfare in collaborazione insieme con la Ludoteca Comunale e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, che nel 2013 ha inaugurato Melagioco, il primo centro di cultura ludica in Regione Campania. L’intento è accrescere la diffusione di questa cultura e creare luoghi e momenti di aggregazione, partecipazione e cittadinanza attiva per adulti e bambini, perché per costruire una città amica dei più piccoli, è indispensabile che anche i grandi riscoprano il valore del gioco quale elemento sociale, di dialogo fra le generazioni e di recupero dei territori. Il progetto, che prevede interventi livello locale con la creazione di spazi e aree attrezzate per il gioco, avrà come vetrina un grande evento, organizzato a partire dalle ore 10.00 in Villa Comunale (lato Piazza Vittoria), in occasione della Giornata Mondiale del Gioco di sabato 27 maggio, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 su iniziativa di Freda Kim, presidentessa dell’Intenational Toy Library Association (ITLA), per affermare il Diritti al Gioco sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza. Una città per giocare, rappresenta è un progetto per i territori e tutte le realtà che vi operano. L’Obiettivo generale è dare un contributo allo sviluppo sostenibile di Napoli, in linea con le indicazioni dell’Agenda 21. Nelle nostre città, lo spazio ludico è stato circoscritto ad aree recintate, che creano una forte separazione fra le generazioni. La totale negazione ai bambini del contatto con la natura, o della possibilità di costruirsi il proprio spazio-tempo, inibisce la creatività. Gli Obiettivi specifici sono riqualificare un numero consistente di spazi-gioco e luoghi di incontro fra coetanei, promuovendo il concetto di vivibilità della città attraverso il gioco, riscoprire il proprio quartiere, favorire la nascita di reti formali e informali di promozione di percorsi di formazione-informazioni.

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Il riordino del gioco pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 9 aprile 2017

saparRoma mercoledì 12 aprile, alle ore 10:30, al Senato presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72 “Il riordino del gioco pubblico. Tra prospettive di riforma, necessità di innovazione e lotta alle dipendenze”. È questo il titolo del convegno.L’evento sarà introdotto dal Sen. Mario Mauro, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, e da Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative che in Italia rappresenta più di 1.700 imprese con un indotto di circa 200.000 lavoratori.
Interverranno Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Pietro Canuzzi, Dirigente Medico presso la Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, il Sen. Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze del Senato, l’On. Pietro Laffranco, componente della Commissione Finanze della Camera, e l’On. Massimo Corsaro, componente della Commissione Bilancio della Camera. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Baretta. (logo: sapar)

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Gioco e psicologia: La dipendenza ne Il giocatore di Dostoevskij

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli Martedì 14 marzo alle 11 nell’aula Piovani del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in via Porta di Massa 1, si terrà un incontro sul tema della ludopatia e della sua diffusione tra i ragazzi.
L’incontro, dal titolo Gioco e psicologia. La dipendenza ne Il giocatore di Dostoevskij, fa parte di un progetto più ampio, nato dalla collaborazione tra l’Università Federico II, la Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e la Commissione Scuola e Istruzione del Comune di Napoli; il progetto è stato pensato per mettere al centro della discussione le problematiche legate alla ludopatia e la necessità di fornire assistenza a tale dipendenza. Un tema più che mai urgente, al punto che l’Asl NA2 aveva aperto uno sportello di ascolto sul territorio, poi chiuso per mancanza di fondi.
L’incontro del 14 marzo vedrà gli interventi di Arturo De Vivo, Prorettore Università degli Studi di Napoli Federico II; Luigi Felaco, Consigliere comunale presidente della Commissione Scuola; Caterina Arcidiacono, docente di psicologia Sociale dell’Ateneo federiciano; Gabriele Russo, direttore artistico della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e regista dello spettacolo Il giocatore; Giancarlo Alfano, Presidente del Corso “Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria”; Francesco De Cristofaro, docente di critica letteraria e letterature comparate della Federico II; Valentina Boursier, ricercatrice di psicologia clinica; Fausta Nasti, psicologa psicoterapeuta esperta in dipendenze comportamentali, specializzata sul gioco d’azzardo.
Il progetto, legato al debutto de Il giocatore – il testo di Dostoevskij adattato per il teatro da Vitaliano Trevisan per la regia di Gabriele Russo che sarà in scena dal 14 al 26 marzo – darà agli studenti la possibilità, nei giorni di spettacolo di visitare, presso il Teatro Bellini, una mostra tematica ospitata all’interno del foyer. L’esposizione, dal titolo AZZARDO: non chiamiamolo gioco, promossa da Fondazione Exodus Onlus, Casa del Giovane, Movimento No slot, magazine Vita, Unilab e Anci, è costituita da 68 opere di vignettisti italiani che hanno scelto di utilizzare l’ironia contro il gioco d’azzardo.

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I giochi di prestigio dialettico del presidente del consiglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

aula senato“Poveri, poveri. I 500 milioni di euro annunciati ieri dal Premier sono semplicemente il frutto dell’ennesimo gioco di prestigio dialettico di Renzi”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Come ampiamente dimostrato, anche grazie a un dossier del senatore di Forza Italia Lucio Malan – continua –, i risparmi sul nuovo Senato sono irrisori: su un bilancio attuale di 540 milioni di euro, sarà tagliato più o meno l’8,8 per cento, ovvero soli 48 milioni di euro. Poco altro dall’abolizione del Cnel (circa 2,3 milioni di euro) e zero dal superamento delle Province, restano infatti le spese per il personale che andrà inevitabilmente ricollocato. Renzi mente sapendo di mentire e anche la Ragioneria dello Stato ha confermato che il risparmio nei conti del Senato, in conseguenza della riforma, è da stimare in circa 49 milioni di euro. Siamo lontani mille miglia – conclude Brunetta – dai fantasmagorici numeri del Premier. Poveri, poveri; poveri noi”.

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Ma Leonardo da Vinci giocava a scacchi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

scacchiscacchi2Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ne parla giovedì 8 settembre alle ore 18.30 presso lo Spazio Espositivo PwC Milano di viale Monte Rosa 91 in occasione dell’inaugurazione della mostra di Franco Rocco “La Via Geometrica. Da Scaccomatto agli Scacchi di Leonardo” (8-30 settembre). La mostra parte dalla riedizione del libro dell’architetto Franco Rocco “Leonardo e Luca Pacioli. L’evidenza” (Editore Due Torri, Bologna) che, partendo da una approfondita analisi del Manoscritto riconosciuto come preparatorio del De Ludo Scachorum o Schifanoia del famoso matematico Frà Luca Pacioli, dimostra l’indiscutibile contributo di Leonardo da Vinci alla sua stesura e nell’evoluzione del gioco degli scacchi.Il lavoro editoriale di Franco Rocco nasce infatti dal ritrovamento a Gorizia, fra i fondi storici della biblioteca del conte Guglielmo Coronini Cronberg, proprio del manoscritto sopra citato, databile con sicurezza fra il 1497 e il 1508.
In particolare Franco Rocco evidenzia l’aspetto inedito dei pezzi rappresentati sul Manoscritto rispetto a quelli su altri documenti dell’epoca, e dimostra come in molte pagine i tratti grafici di Leonardo da Vinci siano inconfondibili.Afferma Vittorio Sgarbi: “Sono anni importanti, quelli rinascimentali che portano alla fine del Quattrocento, anche per la storia degli scacchi, come ci informa Rocco: il gioco medievale si stava modernizzando nella forma detta “alla rabiosa”, prevedendo il cambio di alcune regole fondamentali. Il manoscritto di Gorizia prende atto proprio di questa evoluzione, presentando il gioco secondo due varianti, la vecchia e l’aggiornata. Fra le nuove regole c’è anche la possibilità dell’arrocco, che limita i margini di manovra della regina, fino a quel momento troppo superiori rispetto a quelli delle altre pedine. E’ Leonardo, riferisce Rocco, il primo ad alludere alla mossa scacchistica nel modo in cui normalmente la intendiamo, attraverso la soluzione di un rebus che compare nel scacchi1grande foglio 12692 di Windsor (1487-90 ca.)”In particolare, scrive Franco Rocco, negli antichi trattati le posizione dei pezzi sulle scacchiere erano indicate con il loro nome o con figure soltanto accennate, mentre nel Manoscritto pacioliano sulle scacchiere sono rappresentati pezzi veri dalle forme chiaramente distinguibili le une dalle altre, caratterizzate da proporzioni perfette, pezzi di un design ricercato ed elegante mai visto prima.Inoltre sulle 96 pagine del manoscritto, suddivise in 5 fascicoli, i pezzi sono disegnati in due maniere differenti: su 48 pagine tutte le figure hanno il contorno ben delineato e spesso ma non sempre sono colorate, mentre sulle altre 48 pagine le figure dei pezzi sono definite con la sola stesura del colore e sono senza contorno.
Franco Rocco dimostra infine come dei 114 problemi scacchistici presentati nel Manoscritto Leonardo ne abbia illustrati 58, dei quali ben 24 inediti, inventanti per il manoscritto, tutti da giocare con le nuove regole “a la rabiosa”, ovvero quelle ancora oggi in uso con la regina in grado di muoversi sulla scacchiera in ogni direzione.
La mostra milanese pone anche l’attenzione sul metodo con il quale Franco Rocco ha affrontato lo studio del Manoscritto, mettendo in evidenza il suo gioco di scacchi Scaccomatto, nel quale i pezzi neri in bronzo e i pezzi bianchi in bronzo argentato possono essere ricomposti secondo uno schema di incastri in due cubi che racchiudono tutte le 32 pedine del gioco.
L’esposizione è inoltre arricchita da una sezione video che, in realtà virtuale, presenta il minuzioso lavoro di ricerca sul De Ludo Scachorum, lo scomponimento e ricomponimento tridimensionale del cubo Scaccomatto, e un’altra opera fondamentale del lavoro di Franco Rocco: La Via di Colombo, una sfera composta da trentasette parti in legno e bronzo che può essere smontata lasciandosi guidare dalla simbologia incisa sulla sua superficie come addentrandosi in un labirinto.
La mostra è completata da due sculture in bronzo a cera persa: Giano e La Parola e il Gesto, sul tema della natura messa a rischio dal gesto dell’uomo. (scacchi)

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Cresce il gioco illegale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

azzardo“Sono tanti i temi all’attenzione del governo tra Camera e Senato, dal diritto alla cittadinanza alle Riforme costituzionali, mentre sullo sfondo verve, ai limiti dello scontro il dibattito sulle Unioni civili, atteso a breve nell’aula del Senato. Ma c’è un tema che meriterebbe per lo meno altrettanta attenzione e che invece sta diventando il convitato di pietra nel dibattito socio-istituzionale. Non se ne parla non perché non se ne colga la gravità ma perché evidentemente non si vogliono toccare interessi economici la cui portata sta crescendo vertiginosamente. I volumi del gioco d’azzardo stanno crescendo in modo documentabile per quanto attiene al gioco legale, in modo meno direttamente quantificabile per quanto riguarda il gioco illegale. Sono dati recenti che giungono anche dai Paesi confinanti come l’Austria, dove davanti all’aumento della tassazione che grava sul gioco legale, c’è stata una vera e propria impennata del gioco illegale”. Lo afferma l’on. Paola Binetti, di Area popolare, che continua: ”Non c’è dubbio che si tratti di equilibri molto delicati, che interagiscano profondamente tra di loro: politiche fiscali, politiche educative e politiche sanitarie devono trovare il loro punto d’equilibrio in modo condiviso. Ma è altrettanto vero che il gioco d’azzardo in Italia è tutelato non si sa bene da chi e non si sa come, è lasciato senza regole chiare e precise, con una ostilità precisa contro ogni forma di regolamentazione, che ne contenga almeno lo sviluppo, se non riesce a ridurne le dimensioni. Ma l’Azzardo crescendo come volume di gioco e quindi come fonte di guadagno, anche se non è chiaro chi sia a guadagnarci realmente, cresce anche come situazione potenziale di rischio per molti giovani, per classi sociali più fragili, per persone più esposte alle illusioni e quindi alle delusioni” Conclude l’On. Binetti: “Per la regolamentazione dell’Azzardo non è mai tempo: non ne ha voglia il governo; non ne hanno voglia i concessionari; non lo desiderano i commercianti; ma neppure gli enti locali e tanto meno i giocatori. Lo vogliono però le associazioni più sensibili alla coesione e alla inclusione sociale, lo vogliono le famiglie e lo vogliono anche coloro che intendono tutelare la salute dei cittadini prima ancora che si rendano conto dei rischi che stanno correndo”.

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Gioco d’azzardo online

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2015

azzardo“Nel 2014 la Polizia Postale ha monitorato 55.544 spazi di gioco online, effettuando 49.849 segnalazioni ai Monopoli. Nei primi quattro mesi del 2015, gli spazi monitorati sono stati 2.227, con 2.210 segnalazioni: è un dato che fa riflettere e che dimostra che il gioco online illegale è un fenomeno in aumento”. Come riporta Agipronews, sono i dati presentati dal vicequestore Alessandra Belardini, del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’ Interno, Servizio Centrale della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, nel corso del seminario “Ludopatie e gioco d’azzardo patologico nell’era di internet: si può ancora giocare in modo sportivo?”, organizzato dal dipartimento di Studi giuridici dell’Università La Sapienza di Roma. È in questo modo che, spiega Belardini, è possibile creare una “black list” dei siti illegali: “una volta individuato un sito che non rispetta le regole, parte la diffida della Polizia Postale all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per far adeguare il provider entro 30 giorni. Se questo non avviene, scatta la sanzione amministrativa e la chiusura del sito”. La situazione si complica quando si tratta di provider esteri: “In quel caso è necessario intervenire con una rogatoria, ma i tempi si allungano”. Anche se il gioco online è un prodotto facilmente accessibile, “la rete non va demonizzata, perché non crea la dipendenza da gioco. La rete potrebbe solo ingigantire un problema che già esiste”, ha sottolineato il vicequestore. “Purtroppo, però, non sono solo i maggiorenni a giocare: anche i minori sono a rischio dipendenza perché in alcuni casi riescono ad aggirare i blocchi utilizzando account e strumenti di pagamento dei genitori. Ecco perché è importante portare avanti nelle scuole programmi educativi sui rischi dell’azzardo”, ha concluso. MSC/Agipro

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Gioco azzardo: Rischio sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2015

azzardo“L’Italia è la patria del diritto, ma solo in teoria, perché nei fatti ci sono molte vistose contraddizioni, come accade in materia di giochi. Ci sono in Italia circa 7mila punti scommesse irregolari rispetto ai 12.700 delle reti dei concessionari. Questi ultimi sono in gran parte gestiti dalla Stanley-Bet, società con sede a Liverpool, convinta di poter fare il bello e il cattivo tempo, sulla base di una sentenza emessa nel 2012 dalla Corte europea di giustizia, in cui si sosteneva che la norma italiana fosse incompatibile con quella europea, in quanto discriminatoria. La sentenza, in pratica, considerava legali due diversi ‘circuiti’, in cui quello che si muoveva fuori dalle regole nazionali appariva in netta posizione di vantaggio”, lo afferma l’On. Paola Binetti, parlamentare di Area popolare.
” La posizione della Stanley-Bet si traduce in una aggressività che va oltre i limiti di una concorrenza leale, perché stravolge il sistema delle regole e giunge perfino a denunciare, citandole in giudizio per risarcimento danni, le Fiamme Gialle, che esercitano la loro attività di controllo, pretendendo totale immunità. Evidentemente l’obiettivo della Stanley-Bet è quello di mettere sotto scacco l’intera azione amministrativa dell’Agenzia e delle Forze di Polizia. Gli interessi economici in gioco devono essere enormi se una Azienda straniera per tutelarli giunge a sfidare lo Stato, dal momento che in Italia il sistema giochi è gestito in regime di monopolio dallo Stato. Ed è chiaro che in questo clima diventa sempre più frenetica la caccia al cliente, perché siano sempre più numerosi i giocatori, perché giochino sempre di più, e giochino in qualunque modo, anche in modo illegale.” “Fino a quando dovremo attendere una legge che tuteli i giocatori, mettendo argini forti e decisi alla penetranza sempre più capillare di gestori e concessionari, con giochi di ogni tipo compresi quelli on line? La pubblicità non accenna a diminuire e sollecita a giocare con promesse sempre più surreali; eppure qualcuno crede ancora che basti rivedere le norme sul fisco per venire a capo di questa pandemia nostrana. Ostinatamente ignora che abbiamo bisogno di una legge che stia prima di tutto dalla parte della gente per tutelarne la salute, come diritto primario, e non dalla parte dei monopoli” conclude.

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Gioco d’azzardo e giocatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

l 54% dei giocatori è nullatenente mentre un ulteriore 31% dichiara al fisco di guadagnare meno di 10mila euro all’anno. In pratica l’85% dei giocatori sono poveri e molti di loro hanno la social card. Un dato che strida con le giocate effettuate ogni anno di migliaia di euro dai “poveri possidenti” confrontate con le dichiarazione dei redditi presentatè.
A rivelarlo è la nuova indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani illustrata oggi a Bari nel corso del seminario “Riciclaggio, gioco d’azzardo ed evasione fiscale”.
“L’Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavoli da gioco, una media quasi 2.430 euro a persona, che vengono sottratti all’economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato in soli 3 anni da 860 mila unità a 4,2 milioni – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. – L’erario si preoccupa più di fare cassa che combattere l’evasione fiscale accertando i giocatori nullatenenti”.
I giocatori in Italia sono 33,2 milioni, di cui 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro di affari nel 2013 potrebbe superare i 100miliardi di euro all’anno, in forte crescita rispetto ai 85 miliardi di euro del 2012, ai 78 del 2011 e agli appena 16 del 2003.
Anche il coinvolgimento di giocatori di età inferiore ai diciotto anni ha subito nel 2013 un forte incremento pari al 14,6%, ed in soli 3 anni sono passati da 860 mila unità a 4,2 milioni: a questa fascia è attribuibile il 37% di tutte le giocate.
I giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e dalla Sicilia 50,7%. In ultimo posto tro viamo quelli del Trentino Alto Adige con il 31,9%.
L’Associazione Contribuenti Italiani propone che vengano introdotte serie misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale ed il riciclaggio come quella di applicare ogni anno il redditometro a tutti i giocatori previa identificazione degli stessi e di tutte le giocate, al fine di evitare non solo l’approccio dei minorenni, quanto anche il diffondersi di traffici illegali come il riciclaggio,l’usura e l’evasione fiscale, unitamente all’introduzione del divieto al gioco d’azzardo in tutti i luoghi pubblici.
Un’ulteriore proposta avanzata per combattere l’evasione fiscale e rilanciare l’economia del paese è quella di applicare su tutti i giochi legalizzati (IUG) un’imposta unica sostitutiva pari al 50% della vincita o di tassarle in dichiarazione dei redditi con l’aliquota ordinaria.
“Lo scopo delle istituzioni è quello di combattere l’evasione fiscale identificando tutti i finti poveri o nullatenenti – a fferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – non di certo quello d far cassa ad ogni costo chiudendo tutte e due gli occhi”.
Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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A margine di un incontro

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2013

Mi riferisco alla richiesta di Grillo per un colloquio con Napolitano e il gioco degli equivoci che è seguito nella stabilire una data e i rinvii conseguenti agli impegni paventati da entrambi che hanno spostato l’incontro, ma non senza caricarlo, mediaticamente, di ragioni banalizzate pensando a Grillo per sminuirlo agli occhi dell’opinione pubblica. Di là dei giochetti a uso mediatico resta il discorso di fondo. Ha ragione il capo dello Stato a dire che occorre smettere di polemizzare sulla tenuta dell’attuale governo, ma nello stesso tempo vuole farci dimenticare che alla radice del problema vi è il modo come si “governano” i partiti che oggi sono alla guida del paese e che si sono definiti di “larghe intese”. In altri termini la loro leadership si scontra con una diversa visione della politica che è percepita dai rispettivi elettori. E per essere più esplicito significa che mentre i capi propendono per gli inciuci la base continua a diffidare e a ragione. Non si può durante tutta la campagna elettorale dire peste e corna dell’avversario e poi, come se nulla fosse ritrovarsi insieme a governare e persino le critiche che si fanno non sono più credute perché non sanno essere conseguenti. Se si è seri occorre rompere e se non lo si è si continua come sta accadendo nel fare il gioco del tira e molla.
Oggi per quanto demonizzato il movimento cinque stelle è l’unica forza organizzata che è rimasta coerente con i suoi principi e proprio per questa ragione oggi si sta facendo di tutto per sminuirla agli occhi dell’elettorato e gli attacchi saranno sempre più duri e selvaggi perché fa paura ai mestatori del torbido. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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