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Il gioiello della corona di Paul Scott

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

In libreria dal 17 settembre Collana Le strade Fazi Editore. Paul Scott, vincitore del Man Booker Prize paragonato a Tolstoj e Proust, torna dopo molti anni nelle librerie italiane con Il gioiello della corona, il primo volume della sua opera più celebre, The Raj Quartet, definito il Guerra e pace anglo-indiano. Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico di grande impatto che mostra in maniera dirompente il razzismo, l’ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due Paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra, gioiello e corona, stretti nel soffocante abbraccio imperiale.

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Il gioiello della corona di Paul Scott

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

In libreria dal 17 settembre Collana Le strade. Paul Scott, vincitore del Man Booker Prize paragonato a Tolstoj e Proust, torna dopo molti anni nelle librerie italiane con Il gioiello della corona, il primo volume della sua opera più celebre, The Raj Quartet, definito il Guerra e Pace anglo-indiano. Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico di grande impatto che mostra in maniera dirompente il razzismo, l’ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due Paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra, gioiello e corona, stretti nel soffocante abbraccio imperiale.

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Il gioiello della corona di Paul Scott

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

In libreria dal 17 settembre Collana Le strade. Paul Scott, vincitore del Man Booker Prize paragonato a Tolstoj e Proust, torna dopo molti anni nelle librerie italiane con Il gioiello della corona, il primo volume della sua opera più celebre, The Raj Quartet, definito il Guerra e Pace anglo-indiano. Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico di grande impatto che mostra in maniera dirompente il razzismo, l’ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due Paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra, gioiello e corona, stretti nel soffocante abbraccio imperiale.

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Un gioiello contemporaneo ricco di valore artistico e di contenuti simbolici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Los Angeles. Yvone Christa, firma internazionale del bijou d’autore, nasce qui, dall’estro delle due stiliste svedesi Yvonne Clamf e Christina Söderström. Dai loro nomi di battesimo creano un brand che conosce il successo immediato quando uno sceneggiatore cinematografico rimane coinvolto dal fascino delle loro prime collezioni e chiede alle due designer di farle indossare alle star di due grandi serie tv: “Beverly Hills” e “Melrose Place”.
L’amore per l’arte, la passione per la moda, il design e l’architettura danno vita a una linea di gioielli unica che conquistò subito gli States, vetrina cult di tutte le nuove tendenze. Ogni singolo pezzo viene creato a mano secondo l’antica tecnica della filigrana veneziana, i sottili fili d’argento vengono modellati su forme esclusive e trattati con una finitura particolare che dona al gioiello una patina antica.La grande sensibilità delle designer sta nel calibrare le forme per realizzare gioielli leggeri dal gusto un po’ rétro e iperfemminili. Con l’ausilio di perle, pietre semipreziose e zirconi vengono creati monili dalle mille sfumature.La natura, in tutte le sue forme è ricca fonte d’ispirazione: la perfezione di una rosa, di un’orchidea, di un tulipano. Di un petalo o di uno stelo, ma anche gli insetti, le gocce di rugiada o le nuvole. Tutto ciò che colpisce l’occhio sensibile e attento delle designer viene tradotto in un linguaggio di sottili fili d’argento.Le creazioni di YVONE CHRISTA hanno conquistato stelle di prima grandezza. Attrici, artisti, top models, politici, persino reali. Lo stile della griffe newyorchese ha fatto ormai il giro del mondo… Le designer hanno fatto anche collaborazioni con importanti musei d’arte internazionali. Il National Museum di Stoccolma, commissionò a Yvone Christa la collezione “The Butter Cup” in occasione di una mostra sui gioielli degli Zar di Russia. La National Gallery of Art di Washington D.C. incaricò il duo di realizzare la collezione “Forget Me Not” su ispirazione di un dipinto di Van Huysum. I gioielli di Yvone Christa sono in vendita presso le boutique di diversi musei d’arte.
Il mito di un’artista inconfondibile stimola la creatività delle stiliste di Manhattan che, nel 2002, disegnano una linea di accessori gioiello che diventa nel tempo una vera e propria icona della “costume jewellery’” è l’affascinante Frida Kahlo Collection, che offre colori, sentimenti, emozioni di quello stile di vita della Grande Mela Anni ’40 che ha segnato il percorso artistico della pittrice. I grandi orecchini bohémien, cult della collezione, sono espressione del carattere femminile, sintesi di una donna che sa imporre la propria personalità. Forme leggere e filigrana lavorata ad arte, la margherita in fiore, la mezzaluna intarsiata e la pioggia di vibranti pietre e perle colorate inquadrano, tra tradizione e innovazione, un gioiello contemporaneo ricco di valore artistico ma soprattutto di valori simbolici. Per quella donna firmata Yvone Christa NY che non sfiorisce mai… http://www.yvonechrista.com

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A Tutto Colore! L’Universo fiorito di Ken Scott tra Moda e Gioiello

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Casalmaggiore (CR) Inaugurazione e conferenza stampa: sabato 21 Aprile ore 16.00 Periodo: 21 Aprile – 10 Giugno 2018 Via Porzio 9 nel centro storico, a pochi passi dalla centrale Piazza Garibaldi Orario: da martedì a sabato: 10.00-12.00 / 15.00 – 18.00; domenica e festivi: 15.00- 19.00. Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50. Gratuito per le scolaresche, i possessori dell’Abbonamento Musei Lombardia e, per tutti, la prima domenica del mese.
A Tutto Colore! L’Universo fiorito di Ken Scott tra Moda e Gioiello è la prima inedita mostra, a cura di Bianca Cappello e Samuele Magri presso il Museo del Bijou realizzata in collaborazione con la Fondazione Ken Scott di Milano, che racconta attraverso i gioielli l’esplosivo e affascinante mondo di fantasia e colore di George Kenneth Scott, in arte Ken Scott, noto stilista americano, innamorato dell’Italia e adottato da Milano dagli anni cinquanta del Novecento. Personaggio estroverso e poliedrico, amatissimo dal jet set internazionale e dagli intellettuali che a più riprese lo hanno definito il “Maestro dei Fiori Stampati” e il “Giardiniere della Moda”. Artista, stilista e genio creativo che ha caratterizzato, con i suoi colori e la sua gioia, i tessuti e la moda Made in Italy negli anni sessanta e settanta.
Per i suoi abiti, indossati dalle donne più belle del mondo, Ken Scott pensava a gioielli grandi e coloratissimi che potessero completare e competere con le sue stampe audaci e divertenti. Per farlo si è appoggiato ai più grandi nomi della bigiotteria italiana degli anni sessanta e settanta tra cui l’azienda milanese Coppola E Toppo, la designer contessa romana Luciana De Reutern e la maestra fiorentina dei bijoux in acrilico e resina Angela Caputi.
Al Museo del Bijoux di Casalmaggiore, in oltre 300 oggetti in esposizione, una mostra racconta per la prima volta nel mondo l’arte di Ken Scott attraverso un’importante selezione degli splendidi ed inediti gioielli sartoriali realizzati, tra gli altri, da Coppola E Toppo, Luciana De Reutern e Angela Caputi, per le sfilate evento di Ken Scott.
A fare da cornice alla luce e al colore dei gioielli ci sono i tessuti stampatissimi, i foulard e gli abiti abbinati ai gioielli che trasportano i visitatori nell’Universo Fiorito di Ken Scott e nella sua Primavera dell’Anima.

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Splendida Persia: visioni nel Gioiello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

BijouCasalmaggiore (CR) Via Porzio 9, dal 25 novembre 2017 al 28 gennaio 2018 Inaugurazione Splendida Persia, visioni nel Gioiello Mostra curata di Bianca Cappello e Sogand Nobahar il 25 novembre ore 16.00 Conferenza stampa 18 novembre ore 11.00 al Municipio di Casalmaggiore. Iran e Italia, tradizioni millenarie e linguaggi contemporanei che si fondono nell’emozione di un viaggio nel gioiello, nel tempo e nello spazio. Splendida Persia, visioni nel Gioiello mette in mostra, in prima visione in Italia, un’esclusiva selezione di gioielli che appartengono alla storia della Persia e all’influenza del suo magico fascino nell’oreficeria e nel gioiello di ricerca iraniano contemporaneo, rilevandone l’eco che ha avuto nella grande bigiotteria italiana dagli Anni Sessanta a oggi. Il percorso della mostra si snoda tra un prezioso nucleo di gioielli e perle antichi provenienti dalla regione dell’antica Mesopotamia che mostra gli antipodi della cultura con i suoi simboli e i suoi materiali, espressione della variegata e millenaria tradizione persiana. La produzione di gioielli contemporanei di alcuni tra i principali designer iraniani che reinterpreta temi e simboli della tradizione persiana arabo-islamica, ma anche zoroastrica e apotropaica popolare. Un’inedita selezione di gioielli fantasia Made in Italy dagli anni ’60 agli anni Bijou1Duemila, creati da grandi firme della bigiotteria italiana e ispirati all’iconografia, ai colori e alla poesia persiana. Inoltre i gioielli concettuali di un gruppo di giovani studenti talentuosi del corso di Design del Gioiello dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano che hanno realizzato opere di grande suggestione e forza vitale. Il tour espositivo si arricchisce infine di una serie di scatti inediti tratti dal reportage documentario in Iran del fotografo Federico Wilhelm che analizza il paesaggio naturale, artistico e sociale dell’Iran contemporaneo, nel particolare e delicato passaggio dalla radicata e millenaria tradizione alla contemporaneità. La mostra è inserita nel calendario di iniziative del progetto Stupor Mundi – Iran. Catalogo: Bianca Cappello e Sogand Nobahar, Splendida Persia, Visioni nel Gioiello, edizioni Universitas Studiorum, 2017
Orario: da martedì a sabato: 10.00-12.00 / 15.00 – 18.00; domenica e festivi: 15.00- 19.00. Chiuso Natale e Capodanno. Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50. Gratuito per le scolaresche, per i possessori dell’Abbonamento Musei Lombardia e, per tutti, la prima domenica del mese.

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“Sirenity” il gioiello della città di Sorrento

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

Sorrento 17 aprile alle 17 e 30 allo storico Bar Fauno di piazza Tasso, ritrovo esclusivo di sorrentini e stranieri sarà presentato un prezioso pendente in oro, diamanti e zaffiri realizzato da Nardelli Gioielli su disegno di Carmen De Bernardo, giovane jewelry designer diplomata alla scuola di designer del Tarì e vincitrice del concorso “Un Gioiello per Sorrento” Premio Cristina Poli. La forma è quella di una sinuosa sirena stilizzata che si slancia tra le onde del mare avvolta per metà da una rete di pescatori. C’è chi sostiene, infatti, che il nome di Sorrento derivi proprio da loro, dalle sirene che ammaliavano i naviganti con il loro dolce canto aggirandosi tra gli isolotti dei Galli e le sponde della Costiera. Durante la presentazione il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo e i vertici della Nardelli Gioielli illustreranno nei dettagli la raffinata novità agli operatori economici e alle istituzioni.
E’ prevista la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Federalberghi, Costanzo Iaccarino, del presidente dell’Ataps, Ugo di Maio, del presidente dell’Ascom, Francesco Parisi e dei deputati Raffaele Lauro, Nello Di Nardo e Antonio Palagiano.
L’occasione sarà propizia per l’annuncio dell’inizio di “Sirenity – Un Gioiello per Sorrento in Tour”, che dopo il mitico bar Fauno vedrà il prezioso ciondolo fare essere per tutta l’estate nelle vetrine dei più prestigiosi alberghi della Terra delle Sirene. Dall’Hilton Sorrento Palace al Bellevue Syrene passando per l’Imperial Tramontano, il Grand Hotel Excelsior Vittoria, il Grand Hotel Royal, il Grand Hotel Ambasciatori, il Grand Hotel Riviera, il Grand Hotel Cocumella, l’Hotel Plaza e la Maison Tofani.

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“Gioiello del re sole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Bologna 10 settembre 2010, dalle ore 9.30 alle ore 12, presso il Santuario di Santa Maria della Vita (via Clavature 10 ) verrà esposto  il prezioso “Gioiello del re sole” con cui Luigi XIV Re di Francia ricambiò l’omaggio della  “Felsina pittrice” dedicatagli dal Conte Cesare di Malvasia. La miniatura del Gioiello del Re Sole è contornata da una cornice in argento dorato su cui è incastonato un doppio giro di diamanti di dimensioni differenti, alcuni dei quali molto grandi. La cornice è poi completata da un gruppo di gemme disposte a forma di corona culminante nel giglio di Francia. Si tratta di un oggetto raro e pregevolissimo sia per il valore venale ad esso intrinseco, sia per l’importante memoria storica che racchiude: il gioiello fu infatti donato dal Re Sole al celebre storico ed erudito bolognese Carlo Cesare Malvasia in segno di gratitudine per avergli dedicato la sua opera Felsina Pittrice nel 1678.
In occasione della riapertura del Santuario di Santa Maria della Vita (dalle ore 10) verrà inoltre aperta al pubblico la mostra Vedute della Cupola di Santa Maria della Vita. Sessanta incisioni dedicate al Santuario: una raccolta di sessanta lavori dedicati dall’Associazione Liberi Incisori (ALI) a questo grande monumento cittadino e all’opera d’arte custodita sotto la sua cupola, il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca. La mostra rimarrà aperta dal 10 settembre fino al 17 ottobre 2010, dal martedì alla domenica, ore 10-12 e 15-19. Il volume fotografico contenente tutte le foto delle incisioni e le biografie degli artisti sarà infine presentato al pubblico presso l’Oratorio (via Clavature 8) il prossimo 2 ottobre alle ore 18, in concomitanza con la Festa del Quadrilatero.
La nascita di Luigi XIV di Borbone, Re di Francia e Navarra detto Re Sole (5 settembre 1638 – 1 settembre 1715), avvenne dopo 23 anni di matrimonio tra Luigi XIII e Anna d’Austria. Non aveva ancora compiuto cinque anni quando ereditò il trono di Francia ma non prese realmente in mano il governo fino alla morte del suo primo ministro, il Cardinale Mazarino, avvenuta nel 1661. Luigi, che è noto anche come il Re Sole, governò sulla Francia per oltre settant’anni. Più di qualsiasi altro monarca francese ed europeo. Sposò l’infanta di Spagna Maria Teresa d’Austria (1638-1683), figlia di Filippo IV Asburgo e di Elisabetta di Francia da cui ebbe cinque figli. Durante il suo regno la Francia fu la dominatrice e il modello culturale dell’intera Europa; si deve al Re Sole la trasformazione della monarchia francese in monarchia assoluta in funzione di una precisa strategia volta a ridurre il potere della nobiltà, fino ad allora sempre pronta ad interferire nelle scelte politiche della corona (la cosiddetta Fronda). La frase che gli viene spesso attribuita, «L’État, c’est moi!» («Lo Stato sono io!»), è molto probabilmente apocrifa, giacché il suo regno fu contrassegnato da grandi progressi nel diritto pubblico, proprio nella distinzione tra la persona fisica del re e lo Stato, mentre più veritiera appare l’altra frase celebre attribuitagli sul letto di morte: «Je m’en vais, mais l’État demeurera toujours» («Io me ne vado, ma lo Stato resterà sempre»).
Il Conte Carlo Cesare Marchese di Malvasia (Bologna, 1616 – Bologna, 1693) nacque da nobile famiglia bolognese e in giovinezza fu allievo dei pittori Giacinto Campana e Giacomo Cavedone. In gioventù combatté sotto la guida del cugino Cornelio Malvasia senatore bolognese e generale dell’esercito del Papa Urbano VIII.

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A Natale il gioiello è prêt-à-porter

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Gioielli di qualità che seguono le tendenze della moda. Grande successo dei negozi DinoC, che nonostante la crisi hanno una clientela in espansione. Il segreto: grandi marche, scelte di tendenza e un occhio al portafoglio L’azienda Dino Ceccuzzi è riuscita a creare un marchio della distribuzione nel settore del gioiello, diventando punto di riferimento per gli amanti del lusso e del buongusto. Oggi il gruppo, composto da Dino Ceccuzzi e Dino C, conta tre negozi a Busto Arsizio (Va), due a Varese, uno a Roma e uno a Como, per un totale di una ventina di collaboratori. Arrivata alla terza generazione con la figlia Alessandra, la famiglia Ceccuzzi ha fatto della qualità il proprio punto di forza.

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In mostra a Roma il gioiello contemporaneo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Roma 6 ottobre, alle ore 12, presso la sede di Roma della Regione del Veneto, in via del Tritone 46 (IV piano), saranno presentati Mostra e convegno nella conferenza stampa, in programma presenti: l’Assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio; la Dirigente attività culturali del Comune di Padova Mirella Cisotto; la Soprintendente ai beni storico-artistici del Veneto Anna Maria Spiazzi; il Camerlengo dell’Università degli Orefici Stefano Scortecci e il Console Conservatore Corrado Di Giacomo; La Dirigente dell’U.P. Attività culturali e spettacolo Maria Teresa De Gregorio e il Dirigente regionale  della  Direzione  Sede di Roma Paolo Bellieni per la Regione del Veneto. Al convegno dell’8 ottobre sono previsti interventi dei rappresentanti dell’Università degli Orefici, di gioiellieri, orafi e galleristi, artisti ed esperti provenienti da varie parti d’Italia. La Mostra è a cura di Mirella Cisotto, Corrado Di Giacomo, Anna Maria Spiazzi e, per la Regione del Veneto, Simonetta Olivieri.7 ottobre sarà aperta al pubblico dal 9 al 17 ottobre, presso l’Università e Nobil Collegio degli Orefici Gioiellieri ed Argentieri dell’Alma Città di Roma (in Via di Sant’Eligio,7). Giovedì 8, sempre presso l’Università degli Orefici di Roma, antica istituzione della Capitale, riconosciuta da Papa Giulio II nel 1508, si terrà il convegno dal titolo “Dalla tradizione al futuro, passando per il presente”.  La “Scuola orafa di Padova – conosciuta a livello internazionale come la “Padua’s Gold School” – rappresenta, da  oltre 50 anni,  un fenomeno unico in Europa.  E’ nata dall’esperienza professionale e artistica di alcuni maestri (Mario Pinton, Francesco Pavan, Giampaolo Babetto), che si riconoscevano in uno stile anticommerciale e antidecorativo, basato sulla purezza delle forme, la misura della materia, l’equilibrio delle proporzioni e la sperimentazione di nuovi materiali e tecniche. Accanto all’oro e all’argento, si usano infatti l’acciaio, il titanio, il rame, il ferro, pietre, spesso non preziose, vetri, legni e resine, smalti, terre e pigmenti, stoffe e tessuti, plastiche, materiali poveri o riscoperti dopo secoli come il niello, lega metallica di colore nero, usata come intarsio nell’incisione dei metalli. In occasione della mostra, a rappresentare la Scuola di Padova sono stati chiamati 17 autori, scelti tra le maggiori personalità artistiche nel campo della gioielleria contemporanea.

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“Felsina Pittrice“

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

gioiello del reBologna) 10 settembre 2009, dalle ore 9 alle ore 12, presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita (via Clavature 8  verranno esposti  la copia originale dell’opera  “Felsina Pittrice“  dedicata dal Conte Cesare di Malvasia a Luigi XIV Re di Francia e  il prezioso “Gioiello del re sole” con cui Luigi XIV Re di Francia ricambiò l’omaggio  La miniatura è contornata da una cornice in argento dorato su cui è incastonato un doppio giro di diamanti di dimensioni differenti, alcuni dei quali molto grandi. La cornice è poi completata da un gruppo di gemme disposte a forma di corona culminante nel giglio di Francia. Si tratta di un oggetto raro e pregevolissimo sia per il valore venale ad esso intrinseco, sia per l’importante memoria storica che racchiude: il gioiello fu infatti donato dal Re Sole al celebre storico ed erudito bolognese Carlo Cesare Malvasia in segno di gratitudine per avergli dedicato la sua opera Felsina Pittrice nel 1678.  Il Malvasia, a sua volta, attraverso il proprio testamento redatto il 22 dicembre 1692, rese erede de “la cosa più preziosa che io abbia in questo mondo” l’Arciconfraternita di Santa Maria della Vita, con l’esplicito vincolo di esporlo al pubblico il 10 settembre di ogni anno in memoria di una guarigione da lui ottenuta per intercessione della veneratissima Madonna della Vita, immagine riaffiorata alla luce, per l’appunto, il 10 settembre 1614 in occasione di una generale ripulitura della chiesa. Il re è  rappresentato con un’ampia parrucca arricciata e una corazza con collare e spalline a teste di leone, e porta a tracolla la sciarpa azzurra dell’Ordine di Saint Esprit. Il ritratto è attribuito a Jean Petitot (1607-1691).  La cornice fornisce poi un eloquente esempio della produzione delle manifatture orafe francesi al tempo del Re Sole.
La nascita di Luigi XIV (5 settembre 1638 – 1 settembre 1715), avvenne dopo 23 anni di matrimonio tra Luigi XIII e Anna d’Austria. Non aveva ancora compiuto cinque anni quando ereditò il trono di Francia ma non prese realmente in mano il governo fino alla morte del suo primo ministro, il Cardinale Mazarino, avvenuta nel 1661. Luigi, che è noto anche come il Re Sole, governò sulla Francia per oltre settant’anni. La frase che gli viene spesso attribuita, “L’État, c’est moi!” (“Lo Stato sono io!”), è molto probabilmente apocrifa, giacché il suo regno fu contrassegnato da grandi progressi nel diritto pubblico, proprio nella distinzione tra la persona fisica del re e lo Stato, mentre più veritiera appare l’altra frase celebre attribuitagli sul letto di morte: «Je m’en vais, mais l’État demeurera toujours.» (Io me ne vado, ma lo Stato resterà sempre).
Il Conte Carlo Cesare Marchese di Malvasia (Bologna,1616 – Bologna, 1693) nacque da nobile famiglia bolognese e in giovinezza fu allievo dei pittori Giacinto Campana e Giacomo Cavedone. (gioiello del re)

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