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Sua Maestà il Re di Giordania ad Assisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Assisi 29 marzo 2019 Sua Maestà il Re di Giordania, Abdullah II, farà visita, accompagnato da Sua Maestà la Regina di Giordania, Rania, alla Basilica di San Francesco d’Assisi per ricevere in dono, dai frati del Sacro Convento, la Lampada della pace di San Francesco per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l’accoglienza dei rifugiati”. All’incontro di Assisi saranno presenti anche la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, ha sottolineato che la lampada di San Francesco verrà consegnata dal Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, a Sua Maestà il Re Abdullah II che “in Medio Oriente e in tutto il mondo ha distinto sé stesso e il Regno Hascemita di Giordania attraverso la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse, la riforma del sistema educativo e la libertà di culto, e allo stesso tempo ha dato ospitalità e un rifugio sicuro a milioni di rifugiati. Queste sono le ragioni per le quali abbiamo deciso di premiare Sua Maestà con la Lampada della Pace”.Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta oggi alle 11.30 nella sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia, hanno partecipato i frati del Sacro Convento, l’Ambasciatore del Regno Hascemita di Giordania in Italia, Fayiz Khouri, l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, il Portavoce dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, Fabrizio Micalizzi, e il Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.Durante l’incontro è stato annunciato dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, il cartone animato sul Santo di Assisi che andrà in onda sulle reti Rai. “Un film d’animazione per ragazzi e famiglie, con attenzione particolare al pubblico che va dai 7 ai 14 anni – ha dichiarato il direttore Luca Milano -. Il film parte dall’incontro avvenuto nel 1219, ottocento anni fa, tra san Francesco e il Sultano d’Egitto. Da lì a ritroso, il film d’animazione presenta i momenti essenziali della vita del Santo di Assisi ai ragazzi d’oggi. Il film, avviato in produzione da Rai Ragazzi con uno studio di animazione torinese, sarà pronto per la trasmissione sulle reti Rai a fine 2019 e verrà quindi distribuito internazionalmente”.

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Gerusalemme città unica da 4000 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

gerusalemmeHo spesso il privilegio di guidare visite a piedi nelle zone adiacenti il Muro Occidentale (“del Pianto”) di Gerusalemme. Si tratta di un muro che faceva parte del complesso del Secondo Tempio ebraico costruito originariamente nel VI secolo a.e.v., ristrutturato e ampliato dal re dei Giudei, Erode, nel I secolo a.e.v..
Prima di iniziare le mie spiegazioni, mi piace sapere da dove provengono le varie persone che partecipano al tour. La Città Santa attrae da tutto il mondo persone di ogni tipo, lingua, religione e provenienza. A tutti chiedo: “Da dove viene?”. Alcuni indicano solo il paese e a quel punto chiedo di specificare da quale città o regione. Ogni volta che qualcuno dice di venire da Berlino, immediatamente chiedo: “Berlino est o Berlino ovest?”. La risposta che ricevo immancabilmente, spesso accompagnata da un sorriso ironico, è del tipo: che domande! Oggi esiste una sola Berlino.
Giusto, una sola e unica Berlino. Berlino ricevette la sua prima Carta Comunale nel XIII secolo, il che ne fa una città vecchia di circa 800 anni. In tutta la sua storia, Berlino è rimasta divisa i due parti solo per 44 anni come conseguenza di un’occupazione militare: alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, con un settore che sarebbe diventato Berlino ovest e l’altro Berlino est. Dopo 44 anni, nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, la città di Berlino è tornata nuovamente a essere un’unica città, Berlino tout-court. Così, quando si chiede a una persona se provenga da Berlino est o Berlino ovest, la risposta giustamente è che c’è una sola e unica Berlino. Sono passati 27 anni da quando il muro di Berlino è caduto, e ad ogni anno che passa la divisione fra le due parti di Berlino passa sempre più dalla realtà di fatto alla storia passata.
Ora, prendiamo l’antica città di Yerushalayim (Gerusalemme). E’ una città con circa 4.000 anni di storia. Tremila anni fa, ai tempi di re David, venne strappata dall’anonimato e trasformata, da allora in poi, nella capitale politica e religiosa della nazione ebraica. Non è mai stata la capitale di nessun altra entità statale, con l’unica possibile eccezione del Regno Crociato per circa 88 anni (dal 1099 al 1187). Non è mai stata capitale di nessun impero, stato, dinastia e neanche provincia musulmana. E’ stata quasi ininterrottamente abitata da ebrei, che da almeno 150 anni costituiscono la maggioranza della sua popolazione.
Gerusalemme è un’unica città. Per migliaia di anni non c’è stata nessuna Gerusalemme est o ovest. Invece, nel secolo scorso, Gerusalemme è rimasta divisa fra una parte est e una parte ovest, ma solo per 19 (diciannove) dei suoi 4.000 anni di storia. Quella divisione fu la conseguenza di un’occupazione militare illegittima da parte della Giordania, che aveva illegalmente e aggressivamente attraversato il fiume Giordano per invadere il paese originariamente destinato dalla comunità internazionale agli ebrei come loro sede nazionale. Durante quei 19 anni di occupazione illegale, agli ebrei di qualunque parte del mondo non venne permesso di visitare i loro luoghi santi nella parte occupata della città, in spregio del diritto internazionale e in violazione degli accordi armistiziali firmati dalla Giordania stessa. Il plurisecolare cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi venne sistematicamente profanato; le antiche sinagoghe e la maggior parte degli edifici dell’antico quartiere ebraico della Città Vecchia vennero sistematicamente distrutti dagli occupanti illegali.
Per fortuna, dopo 19 anni Gerusalemme venne di nuovo riunita. Accadde quando la Giordania si aggregò alla coalizione di paesi arabi che si apprestavano a distruggere lo stato ebraico. Nonostante i ripetuti appelli israeliani a non entrare in guerra contro Israele (che doveva già vedersela con l’aggressione di egiziani a sud e siriani a nord), i giordani aprirono le ostilità attaccando e bombardando gli ebrei a Gerusalemme. Ma le cose andarono diversamente dai loro piani e con la clamorosa vittoria israeliana della guerra dei sei giorni (giugno ‘67), Gerusalemme venne riunificata e restituita alla sovranità ebraica dopo tanti secoli di dominazioni straniere. Fu anche la prima volta dopo secoli che venne ripristinata la possibilità per le persone di qualunque origine e fede di venire a Gerusalemme e godere di piena libertà di culto. Sono passati cinquant’anni da quando Gerusalemme è tornata unica. È ora di smetterla di dire “Gerusalemme est” e “Gerusalemme ovest” come se la illegale e immorale occupazione e divisione durata 19 anni avesse una qualunque legittimità. Non c’è mai stata una città chiamata Gerusalemme est o una chiamata Gerusalemme ovest: di Gerusalemme se esiste una sola. (Fonte: Jerusalem Post, 25 Gennaio 2017) Israele.net Emanuel Baroz, (foto: gerusalemme)

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Siria: aiuti per 75.000 persone bloccate al confine tra Siria e Giordania

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

siriaIl Direttore generale del World Food Programme Ertharin Cousin, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake e il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni William Lacy Swing hanno annunciato oggi il completamento di un’operazione di soccorso in cui sono stati garantiti ad oltre 75.000 persone alimenti e aiuti umanitari.“Oggi WFP, UNHCR, IOM e UNICEF hanno concluso un’operazione di soccorso urgente per garantire razioni di un mese di cibo e rifornimenti igienico sanitari ad oltre 75.000 persone bloccate su un terrapieno al confine tra la Siria e la Giordania.” “Senza avere la possibilità di superare il confine o di tornare indietro, la situazione che stanno affrontando donne, uomini e bambini si fa sempre più disperata. Rifugiati in tende di fortuna, affrontano le dure condizioni del deserto – con temperature che raggiungono fino a 50 gradi – e le improvvise tempeste di sabbia, senza avere né cibo a sufficienza, né abbastanza acqua per sopravvivere. Sono estremamente urgenti anche le cure mediche salvavita. Le donne incinta, i bambini, i più anziani e i malati sono i più vulnerabili.”Ringraziamo il Governo del Regno Hascemita di Giordania per il supporto dato per questa delicata operazione. Confidiamo in ulteriori sforzi affinché le persone sul terrapieno possano essere raggiunte con aiuti umanitari, in tempo per salvare le loro vite.”

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Ratifica dell’Accordo fiscale Italia-Panama ed altri importanti accordi internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2016

panamaRoma Camera deputati. L’On. FitzGerald Nissoli, nell’Aula di Montecitorio, è intervenuta per dichiarazioni di voto favorevoli del suo Gruppo parlamentare su alcune importanti ratifiche di accordi internazionali. Nello specifico sono state approvate, dalla Camera dei Deputati, le ratifiche concernenti:
la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Panama per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.
l’Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Regno hascemita di Giordania in materia di lotta alla criminalità; l’Accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall’altra; l’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Armenia sulla cooperazione e sulla mutua assistenza in materia doganale.
In particolare, l’On. Nissoli, per quanto concerne la Convenzione fiscale tra Italia e Panama ha sottolineato “il problema dell’evasione fiscale riveste, come è emerso anche di recente nella vicenda dei cosiddetti Panama Papers, un carattere di particolare gravità per la sua illegalità oltre che per il disvalore sociale e per la stigmatizzazione anche sul piano etico che lo contraddistinguono. Mai come in questi tempi – ha fatto notare la deputata – si è avvertito con urgenza la necessità di una fattiva collaborazione tra i Governi dei Paesi interessati al fenomeno dell’evasione fiscale nell’operare un sistematico ed organizzato scambio di informazioni di natura fiscale, e nel promuovere la trasparenza dei rispettivi ordinamenti giuridici”. Pertanto, l’on. Nissoli, annunciando il voto favorevole alla ratifica, ha evidenziato l’importanza dell’Accordo perché vi è “la previsione di uno scambio di informazioni molto ampio, che riguarda anche le informazioni detenute da una banca o da un’istituzione finanziaria, in linea con gli orientamenti internazionali che prevedono sostanzialmente la fine del segreto bancario”.

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Giordania: migliori opportunità di accedere al lavoro per i rifugiati siriani

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

ginevraGinevra. L’UNHCR accoglie con favore una serie di misure recentemente adottate dal governo della Giordania, che potrebbero facilitare in modo significativo le opportunità di trovare un lavoro legale per i rifugiati siriani. Tali misure rappresentano progressi importanti per favorire l’autosufficienza dei rifugiati e potrebbero avere come risultato la possibilità di accedere al lavoro legale in Giordania per circa 78.000 siriani nel breve termine, e per altre migliaia di persone negli anni a venire.La più recente di queste misure, lanciata all’inizio di questo mese, è un “periodo di grazia” di 90 giorni durante i quali i datori di lavoro nel settore informale possono ottenere gratuitamente i permessi di lavoro per i rifugiati siriani, e pertanto regolarizzare il loro impiego. Potenzialmente, questo mette i rifugiati siriani sullo stesso piano dei lavoratori migranti che sono autorizzati a lavorare in settori come l’edilizia, l’agricoltura, il settore dei servizi, l’idustria alimentare e delle bevande, l’ingrosso e in alcune fabbriche. La temporanea esenzione dalle tasse (che variano tra i 170 USD e 1.270 USD a seconda del settore) rappresenta un’importante incentivo: molti rifugiati siriani sono progressivamente caduti in povertà e mentre continua la guerra nel loro paese aumenta per loro il rischio di iniziare a lavorare illegalmente. Per i datori di lavoro, il nuovo periodo digrazia consente di regolarizzare i lavoratori siriani ed evitare le severe multe, tra i 280 USD e 2.100 USD che erano precedentemente perviste e che hanno causato fino ad ora la chiusura di circa 70 attività.
Dall’inizio di marzo, le autorità giordane hanno anche consentito ai rifugiati siriani di ottenere il permesso di lavoro presentando i documenti rilasciati dall’UNHCR ai richiedenti asilo e le carte di identità del Ministero degli Interni della Giordania. Precedentemente, per avere il permesso di lavoro bisognava invece presentare il passaporto e la prova ufficiale di ingresso legale nel paese. Poichè la maggior parte dei siriani non ha un passaporto ne’ un documento di ingresso legale, a molti era preclusa l’opportunità di lavorare. Le autorità hanno ora rimosso questo requisito, aprendo la strada per un impiego regolare a migliaia di siriani.
Per lungo tempo l’UNHCR ha promosso un maggiore supporto alla Giordania e ad altri paesi che ospitano rifugiati, che include un migliore accesso ai fondi per lo sviluppo e a prestiti a tasso agevolato. Nelle nuove misure in supporto della Giordania, un importante fattore è l’impegno della Banca Mondiale a fornire alla Giordania prestiti di 300-400 USD milioni quasi allo 0% di interessi, legati ad indicatori come la concessione di permessi di lavoro per i rifugiati siriani.Questi sforzi volti ad aumentare le opportunità di auto-sostentamento per i rifugiati siriani seguono anche la Conferenza di Londra di febbraio sulla crisi in Siria. Questa si era concentrata sull’urgente bisogno di aumentare l’accesso alle opportunità di lavoro e di educazione per i siriani, anche attraverso il rafforzamento della collaborazione con il settore privato per consentire ai rifugiati e alle comunità locali di condividere il progresso economico.
Inoltre, l’UNHCR, come partner nel programma “Better Work Jordan” gestito dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro sta svolgendo un ruolo fondamentale nel milgiorare l’accesso al lavoro dei rifugiati, e all’inizio di questo mese ha lanciato un progetto pilota per aiutare 2.000 siriani ad ottenere un lavoro nel settore dell’esportazione degli articoli di abbigliamento. Stiamo anche organizzando fiere settimanali del lavoro per i rifugiati siriani nei centri comunitari vicino alle zone industriali più rilevanti, tra cui Irbid e Zarqa. È previsto che i primi rifugiati cominceranno a lavorare nelle fabbriche di abbigliamento a partire dalla prossima settimana.
In Giordania sono oltre 640.000 i rifugiati siriani registrati dall’UNHCR, di cui oltre l’85% vive al di fuori dei campi. Un recente studio ha mostrato che 9 siriani su 10 che risiedono al di fuori dei campi, vivono al di sotto della soglia di povertà della Giordania pari a 68 JOD pro capite al mese (equivalenti a 87 USD).

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