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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘Giorgio Almirante’

Via Almirante: prima si poi no

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Roma “Ma che brava questa Raggi che nel giorno dell’incontro per lo scandalo dello stadio della Roma, in cui emerge la corruzione grillina, si prende la sua rivincita contro la memoria di Giorgio Almirante, campione di onestà in politica. Raggi non decide contro i corrotti, solo contro gli onesti”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso. E in un altro commento si aggiunge: “Chi oggi si straccia le vesti per l’intitolazione a Giorgio Almirante lo fa in malafede per pregiudizio ideologico” lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone. “Oltretutto – ha proseguito – chi lo fa non sa che la Camera dei Deputati gli tributò uno dei massimi onori con la pubblicazione integrale di tutti i discorsi riconoscendolo come uno dei protagonisti della storia politica italiana. Quanto al sindaco Raggi qualcuno dovrebbe informarla del fatto che se il consiglio ha determinato una decisione non può esprimersi nuovamente sullo stesso tema con un atto di livello uguale, al di là del merito che è incommentabile”. “Devo infine ricordare – ha concluso Mollicone – che da Presidente della commissione toponomastica avviai l’iter per l’intitolazione, ma in quell’occasione fu il Campidoglio a non completarla”. E sull’altro versante si argomenta: “Con un tweet notturno la Raggi ha dichiarato che oggi stesso presenterà una mozione a sua prima firma per revocare l’intitolazione di una via di Roma a Giorgio Almirante. Alcune considerazioni. Primo: se non si è faziosi, e noi non lo siamo, bisogna plaudire a questa scelta, vigilando che non resti un annuncio”. Lo scrive su Fb il senatore Dario Parrini.” Secondo: di fronte alle enormità – prosegue Parrini – lo sdegno della politica e della società civile può molto. Protestare contro le cose assurde e inaccettabili è una virtù. Terzo: la retromarcia in extremis non cambia di un millimetro il significato politico di quanto è accaduto. Ho sempre trovato penosi e bugiardi i dirigenti del M5S che si proclamavano eredi di Pertini e Berlinguer. Questa vicenda mi rafforza nell’idea: parlare di Pertini e Berlinguer e votare intitolazioni ad Almirante è un’offesa all’intelligenza dei cittadini, che il prospettato cambio di decisione, pur apprezzabile, non rende meno grave”. (n.r. E’ possibile che in italia dopo 73 anni dalla fine della seconda guerra mondiale si debba ancora essere tanto rancorosi alzando degli steccati tra la destra e la sinistra e per giunta su un nome e per l’intitolazione di una strada? D’altra parte stiamo cercando d’uscire dagli steccati eretti dalle passioni ideologiche concependo l’idea che a dividerci non sono i partiti e nemmeno le idee che sostengono ma le logiche dell’avere e dell’essere: tra chi ha e chi è, tra il benessere e la miseria, tra la ricchezza e la povertà. Sono le disuguaglianze sociali che erigono muri sempre più alti e invalicabili e ci spingono gli uni contro gli altri e generano una guerra tra poveri e non un nome o una colorazione politica. Finché non ne avremo l’intima consapevolezza continueremo a battibeccare sui falsi problemi e a lasciarci sfuggire ciò che realmente ci divide e ci rende homo homini lupus.)

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Storie di vita e linguaggi ermetici: le memorie di un elettore

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

nenniDa “ragazzetto diciassettenne” marinavo la scuola per andare ad ascoltare presso la locale Corte d’Appello l’arringa del principe del foro che giungeva appositamente dalla “lontana Napoli”. Diventavo persino un baciapile per ascoltare le prediche che nella settimana santa famosi uomini di Chiesa degnavano, i miseri peccatori, della loro saggezza con frasi infarcite di citazioni latine. Nonostante ciò essi avevano il merito, non certo di convincermi, ma di far esplodere tutto il mio anti-clericalismo. Mi facevo un motivo d’onore nel ribattere punto su punto quelle pur “dotte” prediche ed apparentemente inoppugnabili. Un altro “diletto” era quello di partecipare ai comizi, in specie se l’atmosfera si riscaldava ed arrivavano da “fuori” i pezzi da novanta della politica nazionale, e la piazza fremeva per gli applausi e gli entusiasmi partigiani e gli zittii imposti agli oppositori che si facevano notare per i loro mugugni e fischi. I miei beniamini erano Almirante, Nenni e un parlamentare liberale locale, un certo Avv. Colitto. Ciascuno di essi militava in un partito politico diverso, ma avevano in comune una oratoria brillante e convincente che seduceva. Eppure non mi sentivo né missino, né liberale, né socialista. E da questo mio vagabondare, impegni scolastici permettendo, tra le aule di giustizia, i sagrati e le navate delle Chiese e le piazze
“mondane” delle mia città, trassi la prima lezione di vita appresa fuori dalle mura domestiche e il chiuso delle “segrete” scolastiche. Imparai che non sempre la verità è in ciò che si dice o nel modo come viene sostenuta. Nei Tribunali dell’uomo un innocente o un colpevole viene assolto o condannato se il suo difensore risulta convincente o meno, abile nell’insinuare un dubbio o maldestro nel tralasciare un elemento che potrebbe scagionarlo. Lo stesso fa il predicatore in Chiesa nell’esaltare il sacrificio di Cristo per l’uomo per poi perdersi dietro regole che lo umiliano e finiscono con il riverberare una luce ambigua sullo stesso Redentore. Ed il politico non è da meno. Egli fa prevalere gli interessi di parte alla ragione di tutti e in opposizione ai valori di più alto contenuto che pur dichiara di voler professare. Cosa potrei dire oggi dopo le decine di volte che sono andato a votare tra speranze e cocenti delusioni? E’ che la speranza continua a cercare una certezza e forse un giorno la troverà se si convincerà che il mondo non è perfetto ma siamo anche noi a renderlo instabile quando sentiamo le sirene e non ci turiamo le orecchie e guardiamo la realtà per quella che è e non per quella che vorrebbero farci credere. (Riccardo Alfonso)

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Elezioni a Roma, Meloni: “Una strada per Almirante”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2016

Una strada di Roma dedicata al leader del Movimento Sociale Italiano, nonché reduce della melonimussoliniana Repubblica Sociale di Salò, Giorgio Almirante. È la promessa, che per molti suonerà come provocazione, della candidata sindaco della Capitale Giorgia Meloni.
“Il 22 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Io sono qui per dire che, quando sarò eletta sindaco, uno degli impegni che mi prendo è quello di intitolare una strada di Roma a un uomo che è stato fondamentale nella storia della destra italiana e nella storia della politica italiana“.
Giorgia Meloni è intervenuta all’iniziativa “Ciliegiata, un voto tira l’altro”, organizzata dalle liste che sostengono la sua candidatura a sindaco e che si sta svolgendo in tutti i Municipi di Roma.
“Un patriota e una persona – continua Meloni – che amava gli italiani, che credeva nella democrazia e nell’onestà della politica. Esattamente come la sinistra in questi anni ha potuto intitolare ai suoi padri fondatori delle vie o delle piazze nella Capitale, vogliamo farlo anche con un uomo che è stato importante nella storia della destra“.
Immediata la reazione durissima su Twitter di Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Lo ripetiamo per chi lo avesse dimenticato: mai una via a Roma per chi come Almirante collaborò alla ‘Difesa della razzà senza pentirsene”.
Anche da Francesco Storace, che appoggia la candidatura di Alfio Marchini, parere negativo. “E la Meloni, alla vigilia delle elezioni, promette una strada ad Almirante… Davvero peccato. Avrei evitato speculazioni in campagna elettorale sul suo nome..“, scrive su Facebook il leader de La Destra. “Anche perché quando governavano Roma con la giunta di centrodestra se ne sono scordati mentre io lo chiedevo invano. E ora, in piena campagna elettorale, danno l’alibi a chi mette all’indice Almirante per la difesa della razza, dimenticando gli illustri ‘democratici’ che sottoscrissero quel manifesto. Nata nel ’77, la Meloni avrebbe fatto meglio a parlare delle buche di Roma come quando passa a piazza Venezia“.

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Il Parlamento e il popolo sovrano

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

Giorgio Almirante

Image via Wikipedia

I radicali da una parte e l’on.le Americo Porfidia dall’altra hanno stigmatizzato l’atteggiamento delle opposizioni che hanno disertato l’aula per non ascoltare la dichiarazione del Presidente del Consiglio. I primi hanno usato parole nobili richiamandosi al rispetto dell’uomo ed evocando un precedenti allorchè l’aula fu desertificata durante l’intervento dell’on.le Giorgio Almirante segretario dell’allora Movimento sociale italiano. In quella circostanza solo i radicali fecero eccezione. Il riferimento non è, tuttavia, piaciuto ad alcuni esponenti del Fli che si sentono idealmente eredi di quel partito. Per costoro è quasi offensivo fare un paragone tra Almirante e Berlusconi e detto francamente questa contrarietà è condivisibile. Almirante era un galantuomo. Molti politici di segno opposto lo stimavano e ho sentito personalmente l’on.le Andreotti osservare che se Almirante fosse stato di un altro partito di certo sarebbe diventato ministro. Oggi i ministri e i sottosegretari si scelgono per altri meriti: O tempora! O mores!. Per quanto riguarda le esternazioni dell’on.le Porfidia potremmo limitarci ad una battuta: chi semina vento raccoglie tempesta. Le istituzioni meritano, indubbiamente, rispetto, ma il rispetto si conquista attraverso l’opera di chi è preposto a tali incarichi. Non sono figure astratte che si muovono per virtù divina ma si identificano invariabilmente con coloro che le rappresentano. Ecco perché il giudizio critico che da più parti si scarica sul Parlamento, restando alla fattispecie, non necessariamente si riferisce al contenitore ma al contenuto e se questo contenuto è deteriorato logica vorrebbe che si rinnovasse per evitare che anche l’involucro finisse con l’essere danneggiato. Se ciò non avviene, non dobbiamo qui coprirci il capo di cenere e stigmatizzare le persone che non c’entrano in questo dissacramento, cerchiamo invece di togliere le istituzioni dall’imbarazzo di una coabitazione tanto compromettente. E se non siamo capaci allora ciò che è accaduto qualche giorno fa è pienamente giustificato anche se taluni promotori lo hanno fatto per calcolo e non per fede e rispetto per le istituzioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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