Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘giorgio napolitano’

Brunetta: “Da Napolitano solo sterile polemica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

napolitanoDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il fatto che quattro grandi partiti convergano su una riforma della legge elettorale, fatto mai accaduto nella nostra storia repubblicana, rappresenta un momento istituzionale alto, e dispiace che il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, non colga l’importanza di questo passaggio parlamentare, ancora potenziale.L’accordo in corso tra Partito democratico, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega Nord porta dentro uno straordinario valore politico, di condivisione e pacificazione, che trascende le mere convenienze di parte delle quali parla l’ex inquilino del Quirinale.
Forse Napolitano – che, evidentemente, in questa fase si fa portavoce di minoranze miopi e rancorose – preferirebbe una legge elettorale fatta a colpi di fiducia da parte di un partito, il suo Pd, che ha in Parlamento una maggioranza incostituzionale? Sarà degno di La Palice, ma molto meglio avere una legge elettorale di stampo europeo, come il modello tedesco, che pasticci maggioritari in odore di incostituzionalità e di furberie opportunistiche.Che alternativa propone Giorgio Napolitano? Il doppio Consultellum? Il Verdinellum? Cos’altro?In questo delicato momento della nostra vita repubblicana il presidente emerito della Repubblica ha il dovere di essere propositivo, non solo di criticare. Se vuole dare il suo alto contributo, indichi un modello alternativo della stessa valenza politico-istituzionale, e praticabile in Parlamento.In caso contrario le esternazioni dell’ex Capo dello Stato sono solo sterile polemica e inutile rappresentanza di interessi, questi sì di parte, ed estremamente minoritari nel Paese”.

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Napolitano sul voto differito o subito e le priorità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

napolitano“Al di là delle continue e inutili offese di Salvini, sulle parole del presidente Napolitano le forze politiche dovrebbero aprire una seria riflessione. C’è chi dice che la legislatura dipende anche dalla spinta del Governo nel dare le risposte ai problemi del Paese: vero, ma se il principale partito di maggioranza si trova in congresso permanente a mezzo stampa e ogni giorno finisce col delegittimare il governo di cui ha la golden share, allora è chiaro che questa azione risulta molto difficile”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Marotta.
“Riteniamo piuttosto non si debba perdere di vista l’interesse primario dei cittadini, che potrebbe essere compromesso da una nuova sfiancante campagna elettorale senza la garanzia, tra l’altro, di avere assicurato, dopo eventuali elezioni anticipate, un sistema governabile. E in quel caso sarà di nuovo caos. Per questo – prosegue Marotta – non bisogna paralizzarsi, ma procedere in maniera spedita sia nella riforma elettorale quanto nel provare a dare soluzioni alle emergenze del Paese e, per quel che mi riguarda, portando avanti la riforma del processo penale e civile”.

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Cambia il processo civile: torna l’obbligo di negoziare una soluzione amichevole dal 20 settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

L’obbligo di cercare un accordo sembra un controsenso, ma chi sa usare la Mediazione può risolvere i problemi e ricostruire i rapporti deteriorati da anni di litigi e da questioni di principio.La Camera ha convertito in legge il Decreto “del Fare” il 9 agosto scorso, con legge di conversione 98/2013, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto. La L. 98/2013 impone di tentare la conciliazione della lite prima di rivolgersi al tribunale, a partire dal 20 settembre 2013, data in cui entrerà in vigore la nuova norma, che risolve i problemi e i dubbi interpretativi creati dalla sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale.Governo, Camera e Senato vogliono perciò che gli italiani imparino a risolvere le liti usando strumenti alternativi al giudizio, sia per migliorare le prestazioni della giustizia, sia per incentivare gli imprenditori, garantendo soluzioni rapide e certe ai problemi, sia per evitare al Paese di pagare multe salate nei confronti della UE per il mancato rispetto degli standard internazionali di amministrazione giudiziaria.La Mediazione è una delle tante Risoluzioni Alternative e Appropriate delle Controversie (RAC o ADR in inglese, Alternative Dispute Resolutions). Un mediatore ascolta le parti in lite, confronta le loro necessità, fa sfogare le loro emozioni negative, fa superare le questioni di principio, che spesso nascondono conflitti più profondi, e aiuta le persone a costruire una relazione basata sulla soluzione del problema, individuata con il contributo di tutti i partecipanti. La mediazione serve perciò a raggiungere risultati concreti, soddisfacenti e autodeterminati.La L. 98/2013 modifica il D.Lgs. 28/2010 sulla Mediazione Stragiudiziale Civile e Commerciale, reintroducendo l’obbligo di tentare la mediazione delle liti per problemi di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica e sanitaria, diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari.Le parti dovranno farsi assistere dagli avvocati durante la mediazione, per munire di efficacia esecutiva l’accordo di conciliazione, che così sostituisce una sentenza.Come funziona: chi vuole iniziare una causa deve prima contattare un Organismo di mediazione iscritto nel registro del Ministero della Giustizia, consultabile in http://www.giustizia.it/ giustizia/it/mg_1_10_4.wp l’Organismo organizza un incontro conoscitivo con le parti e con i loro avvocatile parti decidono al primo incontro di proseguire la mediazione o di andare in giudizio le parti non devono versare alcun contributo all’Organismo, se decidono di non negoziare, tranne 40,00 € a titolo di spese di avvio la mediazione dura al massimo tre mesi
il mediatore redige un verbale che dà atto dell’esito della procedura l’accordo di conciliazione acquisisce immediata efficacia esecutiva, se sottoscritto anche dagli avvocati, altrimenti vi provvede il presidente del tribunale il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che saboti la mediazione. Il testo coordinato del nuovo D.Lgs. 28/2010, aggiornato dalla L. 98/2013, è disponibile in http://www.iformediate.com, insieme alle altre norme sulle RAC, ad articoli e opuscoli.– (Osvaldo Duilio Rossi)

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Scommesse su Berlusconi e tenuta governo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2013

L’altro Ieri la condanna, in futuro probabilmente la grazia da Giorgio Napolitano. È questa, dopo la sentenza della Corte di Cassazione, l’opzione più probabile dei bookmaker internazionali, che hanno aperto le scommesse sugli scenari dopo la sentenza su Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. E secondo la sigla “b2875”, nonostante il Quirinale in passato abbia escluso qualsiasi procedimento in atto, la grazia per l’ex Premier si gioca solo a 1,65. Tra le altre ipotesi in ballo, riferisce Agipronews, il voto del Senato sulla decadenza della carica di parlamentare: il suo “esilio politico” è piazzato a 1,80. Nel videomessaggio diffuso ieri, il Cavaliere (tra l’altro si punta anche sulla perdita di tale titolo, opzione da 20,00) ha promesso di tenere duro, ma i quotisti danno come probabile anche il suo ritiro dalla scena politica, bancato a 2,20. Le quote salgono ancora man mano che si analizzano altre conseguenze: un’altra condanna da un tribunale italiano, entro il 2013, è a 2,85, a 3,45 l’ipotesi che Berlusconi deciderà di scontare la sua pena affidandosi ai servizi sociali.
Nonostante la condanna, i bookmaker non vedono per il momento il pericolo che il Partito Democratico rompa l’alleanza di Governo, possibilità data a 6,00. Infine, i quotisti pensano già al successore di Silvio Berlusconi alla guida del centro destra e come candidato ideale alle prossime elezioni vedono sua figlia Marina, su cui si gioca a 1,85. A un soffio da Guido Barilla (a 1,95), altro nome che sta circolando. Decisamente meno appetibile la candidatura di Angelino Alfano, piazzata a 10,00. AG/Agipro(Francesca Perrone)

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Crisi e versione “Napolitano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

“E’ giusto e soprattutto condivisibile il richiamo del presidente della Repubblica Napolitano ai partiti e alle istituzioni sulla necessità di mettere al primo posto la crisi e la condizione economica del nostro Paese. In particolare negli ultimi giorni sono affiorate pericolose divergenze all’interno della larga maggioranza e dentro i singoli schieramenti politici che sostengono il Governo di Enrico Letta. Non ci possiamo permettere alcuna turbolenza politica, la stabilità dell’Esecutivo è fondamentale. Per questo rinnoviamo il nostro invito alla responsabilità a cui dar seguito anche con misure urgenti ed efficaci per rimettere in moto la nostra economia: fisco e credito vanno posti in cima all’agenda”. Così il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, sulle dichiarazioni rilasciate oggi dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, secondo cui quello che «deve anche oggi avere il primo posto nella nostra attenzione collettiva», per le istituzioni e per i partiti, «è la criticità delle condizioni economiche e sociali del nostro Paese».

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Governo “coeso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl: “Condivido pienamente le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’Italia ha fortemente bisogno di stabilità e di un governo coeso nella sua azione riformatrice. In un momento storico particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo, con una crisi economica e sociale senza precedenti, questa grande coalizione deve mettere in campo tutte le energie disponibili per far cambiare rotta all’intero Paese. Anche e soprattutto in quest’ottica la cabina di regia di oggi ha compiuto importanti passi in avanti per dare quello ‘shock’ di cui l’economia ha fortemente bisogno”. Napolitano, quindi, ha indicato la strada a noi tutti. In nome della stabilità si devono accettare le parole del ministro Alfano sul caso Ablyazov, si deve accettare che i processi a Berlusconi siano congelati, si devono accettare le stesse esternazioni critiche di Brunetta e le sue intermittenze critiche che un giorno sono blande e le altre sono ultimative e lo stesso Pd deve essere nient’altro che la cinghia di trasmissione del governo vietando ai suoi uomini e donne di criticarlo perché questo semmai spetta al Pdl. Abbiamo anche scoperto che Berlusconi ha in pratica due partiti e mezzo: il suo Pdl e poi il Pd e una parte della Lega. Buon appetito caro Silvio. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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A margine di un incontro

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2013

Mi riferisco alla richiesta di Grillo per un colloquio con Napolitano e il gioco degli equivoci che è seguito nella stabilire una data e i rinvii conseguenti agli impegni paventati da entrambi che hanno spostato l’incontro, ma non senza caricarlo, mediaticamente, di ragioni banalizzate pensando a Grillo per sminuirlo agli occhi dell’opinione pubblica. Di là dei giochetti a uso mediatico resta il discorso di fondo. Ha ragione il capo dello Stato a dire che occorre smettere di polemizzare sulla tenuta dell’attuale governo, ma nello stesso tempo vuole farci dimenticare che alla radice del problema vi è il modo come si “governano” i partiti che oggi sono alla guida del paese e che si sono definiti di “larghe intese”. In altri termini la loro leadership si scontra con una diversa visione della politica che è percepita dai rispettivi elettori. E per essere più esplicito significa che mentre i capi propendono per gli inciuci la base continua a diffidare e a ragione. Non si può durante tutta la campagna elettorale dire peste e corna dell’avversario e poi, come se nulla fosse ritrovarsi insieme a governare e persino le critiche che si fanno non sono più credute perché non sanno essere conseguenti. Se si è seri occorre rompere e se non lo si è si continua come sta accadendo nel fare il gioco del tira e molla.
Oggi per quanto demonizzato il movimento cinque stelle è l’unica forza organizzata che è rimasta coerente con i suoi principi e proprio per questa ragione oggi si sta facendo di tutto per sminuirla agli occhi dell’elettorato e gli attacchi saranno sempre più duri e selvaggi perché fa paura ai mestatori del torbido. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Carceri: Napolitano e il Parlamento

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2012

Carcere di Regina Coeli

Carcere di Regina Coeli (Photo credit: Wikipedia)

Dichiarazione di Irene Testa Segretario dell’Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto La giustizia italiana, per violazione di ogni termine di durata dei processi e di norme legali per la detenzione, da troppi anni versa in una condizione, essa stessa, di flagrante criminalità ormai “professionale”, come testimoniato dall’ormai triste primato di condanne della Corte europea e dei richiami internazionali contro l’Italia. Unici strumenti di legge ravvisabili per interrompere tale flagranza nel più breve tempo possibile, continuano a essere provvedimenti di amnistia e di indulto che da tempo invochiamo. E’ più che mai opportuno e necessario che il
Presidente Napolitano invochi e suggerisca alle Camere tali mezzi divenuti imprescindibili per il ripristino immediato dello Stato di diritto prima di rendersi sempre più complice, per una sorta di “omissione di soccorso”, del crimine che sempre più consistentemente è consumato.

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Istituzioni: un giorno al Quirinale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Arriva il Presidente

Arriva il Presidente (Photo credit: Air Force One)

Incontro del Presidente Napolitano con una delegazione di alunni per il programma “Istituzioni. Un giorno al Quirinale” di Rai Educational Palazzo del Quirinale. Accomodatevi prego…Ragazzi Buongiorno…D.Cosa pensava alla nostra età dell’arte della politica? PresidentePensavo che la politica fosse un impegno a cui nessuno si può sottrarre: questo non significa che tutti debbano fare politica a tempo pieno; però una parte della propria giornata, del proprio tempo, della propria attenzione va rivolta alla politica come impegno collettivo generale dei cittadini.
Domanda: Signor Presidente, noi giovani per la politica proviamo sfiducia e disinteresse perchè assistiamo a liti fra politici che vengono accusati di perdere credibilità. Secondo lei come si può eliminare questa lontananza e farci appassionare?
Presidente: E’ un grande problema, perché se i giovani rimangono lontani dalla politica questa andrà sempre peggio. Ci sono alcune lettere di ragazzi, giovanissimi condannati a morte dai tedeschi durante la Resistenza: hanno lasciato dei messaggi molto belli. Uno di questi scrisse: ‘Quello che il fascismo voleva farci credere era che la politica è una cosa sporca, che quindi non bisogna occuparsene … Però se ne occupavano loro. Questo significava lasciare la politica nelle loro mani. Ma la politica siamo noi stessi’. I partiti devono il più possibile aprirsi a forze nuove, e queste devono avere la capacità di svolgere il loro ruolo e produrre il necessario cambiamento dei partiti, del quadro politico.
Domanda: Signor Presidente, lei nel discorso di fine anno ha detto che l’Italia uscirà più viva dalla crisi economica. Ma cosa possiamo fare noi ragazzi. Cosa si può fare per uscirne?
Presidente: Non è la prima volta che l’Italia affronta una situazione di crisi. Noi abbiamo – come sapete – un debito pubblico che è pari al 120% della nostra ricchezza nazionale. Per tenere in piedi questa montagna di debito, dobbiamo piazzare i nostri buoni del Tesoro e pagarci gli interessi. Pensate che in un anno, l’anno scorso, più di 70 miliardi di euro, che avrebbero potuto essere spesi per fare tante cose – per costruire strade, porti o per incrementare lo sviluppo industriale del Mezzogiorno – hanno dovuto essere versati per pagare gli interessi sul nostro debito.
Domanda: Io nel mio tema mi sono immaginata come se fossi Presidente della Repubblica. Ma può una donna diventare Presidente? E come mai non ce n’e’ mai stata una fino ad adesso?
Presidente: Alla domanda “Come mai non è accaduto?”, dovrei rispondere che non lo so. Nel senso che da deputato ho partecipato all’elezione di molti presidenti della Repubblica e mi sono sempre trovato a dover scegliere fra candidati uomini. Più le donne si faranno sentire, prima arriverà – mi auguro presto – il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a Presidente della Repubblica e potrà essere eletta.
D.Signor Presidente, lei si è mai spiegato perché quasi tutti i Presidenti della Repubblica vengono da Napoli?
PresidenteMi sono spiegato forse perché ne sono venuti tre, io sono il terzo, su undici presidenti: De Nicola, Leone e chi vi parla vengono da Napoli; Einaudi, Scalfaro e Saragat vengono dal Piemonte; Ciampi e Gronchi dalla Toscana. Quindi non è che vengono quasi tutti da Napoli.
D.Signor Presidente le volevo chiedere, quando finirà la sua carica da Presidente della Repubblica Lei pensa di ricandidarsi?
Presidente C’è stata una tua collega che molto gentilmente si è preoccupata della mia stanchezza! Effettivamente la stanchezza c’è, e poi non si deve mai ritenere di essere insostituibili. Sono una persona che ha lavorato molto, ha avuto molte soddisfazioni, molte responsabilità, ma sono una persona molto avanti negli anni. E’ necessario passare la mano, è necessario che si facciano avanti altri anche per la carica di Presidente della Repubblica. Quindi, dopo il maggio del 2013 ci potremo vedere di nuovo, quando vorrete, ma sarà da privato cittadino.

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Napolitano e il dissesto idrogeologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Un profondo plauso alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano arriva dai geologi italiani presenti ieri a Vernazza. “Il Presidente Napolitano ha indicato nella lotta al dissesto idrogeologico una priorità per questo Paese. Pur consapevole del momento di grandissima difficoltà economica, il non intervenire per mettere in sicurezza il territorio significa aumentare il debito pubblico. Solo attraverso investimenti sul territorio si può creare sviluppo”. Lo ha affermato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. Graziano ha ricordato la straordinaria apertura di Napolitano “dal quale siamo stati ricevuti in udienza al Quirinale nello scorso mese di Febbraio, circostanza quella in cui consegnammo al Presidente un appello – ha proseguito il Presidente dei geologi italiani – firmato da moltissimi esponenti della comunità scientifica, ma anche da semplici cittadini, per un nuovo Risorgimento delle Scienze della Terra. In quella sede il Presidente Napolitano ha voluto che i geologi fossero presenti all’incontro, svoltosi ieri a Vernazza, uno dei tanti luoghi in Italia duramente colpiti dalle alluvioni.
Condividiamo le parole del Presidente Napoletano- ha continuato Graziano – quando egli ha afferma che il nostro è uno Stato che fa sentire la sua presenza nell’ora dell’emergenza, dove tutti quanti a vario titolo collaboriamo con abnegazione – dai cittadini ai professionisti, ai giovani, alle istituzioni, ai sindaci, alle Forze dell’ordine, con un sistema operativo ben rodato e che nel futuro funzionerà sempre meglio, ma non è uno Stato all’altezza della situazione nelle situazioni ordinarie, quando promette risorse ed invece poi le taglia e quando dimentica di affrontare e cercare di risolvere un problema così grave quale il dissesto idrogeologico”. Graziano è stato chiaro nel sottolineare che “assistiamo invece ad una preoccupante scarsa sensibilità da parte di un Parlamento, che troppo spesso dimentica di dover affrontare con decisione il tema della prevenzione e della difesa del suolo.

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Misure sul lavoro e problemi agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2012

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

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Lunedì prossimo 9 Gennaio il Presidente del Consiglio, Mario Monti, incontrerà, come al solito fa notare il Presidente della Confeuro Rocco Tiso, i tre moschettieri del sindacato italiano, Cgil, Cisl e Uil, a cui si è aggiunto negli ultimi anni il D’Artagnan Ugl. Comprendiamo benissimo che le misure sul lavoro siano determinanti e come sia evidente che l’obiettivo del Governo, che sta lavorando in tempi strettissimi, resta quello di trovare un’intesa con sindacati ed imprese, come anche sollecitato da Giorgio Napolitano nel suo messaggio di fine anno. Ci si rende anche conto, prosegue Tiso, che malgrado l’apertura del Professore al dialogo con le parti sociali, i tempi restano contingentati. E non solo perché è l’Unione europea a chiederci la riforma del mercato del lavoro. Monti vuole arrivare al prossimo Eurogruppo del 23 gennaio con i provvedimenti approvati nero su bianco. Dunque l’incontro previsto con le parti sociali rischia di trasformarsi in un mero vertice illustrativo da parte del governo il cui obiettivo è quello di trovare delle regole uniche per i lavoratori, cancellando quindi anni di flessibilità che hanno portato al monsttrum di 46 contratti atipici indeterminati. Tenuto conto di tutte queste considerazioni, ribadisce infine il Presidente Confeuro, non possiamo esimerci dal porci il solito interrogativo: perché l’agricoltura continua ad essere marginalizzata, quando invece dandole uno spazio nella pur intasata agenda dell’esecutivo, si potrebbe dare un imput notevole alla nostra arrancante economia? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Il discorso del Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Repubblica Metro Stop, Rome

Molti, moltissimi hanno approvato il discorso del Presidente della Repubblica: “L’Italia può e deve farcela…. I sacrifici sono inevitabili, per tutti, e non saranno inutili. Gli italiani devono accettarli per assicurare un futuro ai propri figli…”. A me ha fatto rabbia e tristezza ad un tempo. Non si offenda Giorgio Napolitano, ma io in queste parole non posso non vedere dell’ipocrisia, ovviamente inconsapevole (potrebbe essere altrimenti, considerata la moralità della persona?). Inconsapevole, innocentissima ipocrisia. Sacrifici per tutti? O forse non capisco? Sarebbe così gentile il nostro amato Presidente da spiegarci in concreto in che cosa consisteranno i sacrifici dei ricconi del nostro bel Paese? Un giorno di vacanza in meno? Una barca un po’ più piccola? Una villa più modesta? Un gioiello in meno? Un appartamento un po’ meno lussuoso? Così potrò fare un confronto con i sacrifici di chi non riesce a pagare le bollette della luce e del gas prima della scadenza, oppure non riesce a pagarle neppure dopo la scadenza. A me viene in mente, sempre senza offesa, il noto “Armiamoci e partite!”. (Attilio Doni) (Condivido in pieno la riflessione che è stata portata alla nostra attenzione. Il presidente, forse, non poteva dire diversamente anche se da più parti l’invito rivoltogli era quello di essere più “sobrio”. Non si può, infatti parlare di sacrifici se è solo una parte del paese e, guarda caso, proprio quella che più ha dato e meno ha ricevuto e continua a subire. Da parte mia l’ho già scritto alla vigilia del discoro asserendo che per protesta non lo avrei ascoltato in quanto già sapevo che avrebbe urtata la mia sensibilità Riccardo Alfonso). precedente qui

 

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La sovranità compromessa del popolo italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

Quirinale 1

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«È forte l’indignazione per la ricostruzione giornalistica del Wall Street Journal, che affonda le sue radici in un clima ostile, simile a quello che si respira a Bruxelles, verso la sovranità del popolo italiano. Dopo la smentita del Quirinale, che sinceramente mi fa sentire sollevata, mi aspetto ora un pronunciamento del presidente del Consiglio, Mario Monti, che possa chiarire la curiosa affermazione rilasciata ieri, secondo la quale la sua nomina sarebbe stata fatta per tranquillizzare l’opinione pubblica tedesca e che oggi rischia di dare credito alle notizie riportate dal quotidiano statunitense». È quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.

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Napolitano: un discorso che non ascolterò

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

English: President Giorgio Napolitano with Gia...

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Il Presidente della Repubblica in queste ore, di certo, sta limando il suo discorso alla nazione. Posso già pensare, se non altro perché le sue esternazioni le ha in qualche modo rese note con i suoi recenti interventi sia attraverso la carta stampata sia televisivi, che esalterà il sacrificio degli italiani e avvalorerà la tesi della ineluttabilità della manovra di recente approvata dal Parlamento. Poi ci darà una spolverata di ottimismo dichiarando che il nostro futuro sarà più sereno.
Da parte mia ho già deciso di non ascoltarlo. Lo faccio per solidarietà per quanti sono le vittime di una manovra tanto sbilanciata nei confronti delle classi più deboli e che ha trovato proprio nel Presidente della Repubblica il sostenitore più convinto.
Ma sia chiaro. Non dico che non occorresse fare qualcosa a fronte di una situazione resa critica dalla pessima gestione di un esecutivo inetto e pasticcione e che alla fine, per quanto troppo tardi, è stato costretto a gettare la spugna. Dico soltanto che tutto il dispositivo del provvedimento è stato orientato verso soluzioni più facili come quella di colpire i percettori di redditi da lavoro il cui prelievo fiscale è alla fonte. Ma si sono chiesti Monti e lo stesso Napolitano cosa significa per gli italiani che hanno un reddito inferiore a 1500 euro al mese (e si calcola che siano ben 30 milioni) vedere un’addizionale irpef dei comuni che, con effetto dal primo gennaio del 2011, li costringerà a pagare mediamente oltre 300 euro annue in aggiunta alla precedente imposizione? Che per i possessori di una modesta abitazione ci sarà un’aggiunta di 480 euro annui e che tutte le altre tasse saliranno di conseguenza: immondizia, luce, gas, telefono e persino il canone Rai.
Sarebbe credibile se coloro che si preparano a fare i loro annunci televisivi esordissero dicendo: “italiani ci vergogniamo di ciò che abbiamo fatto e nel fare ammenda abbiamo già pronto un provvedimento che inasprendo le leggi ci permette di combattere seriamente la corruzione per recuperarne almeno il 70% e per recuperare un altrettanto 70% delle evasioni e per colpire i capitali degli italiani depositati in Svizzera e di quelli scudati portando il recupero fino al 10%. E vi promettiamo che da questo ricavato il 50% servirà per ridurre l’imposizione fiscale e il restante per stimolare la ripresa economica”. Ma queste cose non sono state dette nella conferenza Monti né lo saranno da Napolitano perché in Italia per chi vive modestamente vale il detto: “cornuti e mazziati” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Intervento del Presidente Napolitano in occasione presentazione auguri del Corpo Diplomatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

Italiano: Roma - Palazzo del Quirinale

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Palazzo del Quirinale. “Lasciate che vi accolga con un rinnovato invito alla fiducia. Fiducia nei fermenti di democrazia e di libertà che animano i popoli ; nella prospettiva di rinnovata cooperazione fra le nazioni; nella determinazione dei Governi e delle Organizzazioni Internazionali nel rispondere a prove e difficoltà spesso non prevedibili.Fiducia giustificata dai fatti. Di fronte a una crisi finanziaria senza precedenti nella decennale storia della moneta unica, l’euro, l’Unione Europea – a cominciare dai capi di governo degli Stati membri – ha dedicato intensamente le sue energie alla difficile ricerca della via del risanamento, della disciplina fiscale, del rilancio della competitività. Un’impegnativa missione dell’Alleanza Atlantica, fondata sulle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di Sicurezza, sostenuta dalla Lega Araba, con attiva partecipazione dell’Italia, ha efficacemente assistito il popolo libico che si riappropriava delle proprie sorti. La solidarietà internazionale ha risposto con genuina partecipazione ai disastri, naturali e non, che si sono abbattuti sul pianeta. Penso, in particolare, alla tragedia umanitaria dello tsunami di Fukushima, ma anche all’insensata strage di Oslo e Utoya. E colgo l’occasione per rinnovare agli Ambasciatori di Giappone e di Norvegia i sentimenti di cordoglio e di amicizia che il popolo italiano ha provato nelle tragiche vicende che hanno colpito i loro paesi.E oggi desidero esprimere la nostra solidarietà alle vittime dell’immane disastro che ha colpito il popolo filippino ; prego l’Ambasciatore di farsene interprete col Presidente Aquino anche a nome di tutti i presenti in questa sala.L’Italia è convinta che le sfide che affrontiamo oggi, spesso di carattere planetario, esigano una risposta concertata e multilaterale: dai cambiamenti climatici all’esigenza di assicurare a tutta la popolazione mondiale standards decorosi di condizioni di vita e di rispetto della dignità umana ; dalle gravi turbative economico-finanziarie alle minacce alla sicurezza e alla pace. I processi di modernizzazione e crescita economica non possono prescindere dalla tutela delle minoranze, dal rispetto della libertà fondamentali – fra cui resta essenziale quella di religione e di coscienza – e dei diritti umani. I soggetti più deboli – in primis donne e bambini – e, più in generale, le giovani generazioni meritano speciale tutela. I giovani sono i protagonisti indiscussi delle rivendicazioni di libertà e di giustizia sociale alle quali abbiamo assistito e continuiamo ad assistere, in modo particolare, in molti Paesi arabi. Siamo estremamente preoccupati del deteriorarsi della situazione in Siria. L’Italia appoggia le iniziative della Lega Araba e incoraggia l’azione del Consiglio di Sicurezza per far cessare le violenze contro la popolazione e disinnescare le tensioni che minacciano anche la stabilità dei paesi vicini.Lasciate che mi soffermi soprattutto sulle due scosse, ancora lontane dall’essersi sopite, che hanno dominato la scena internazionale toccando da vicino l’Italia. La crisi fiscale e finanziaria dell’area euro ha una portata destabilizzante di cui è difficile misurare i limiti. Investe le radici dell’Unione Europea, minaccia la stabilità economica e il benessere del mondo intero. L’Europa ha intrapreso l’arduo cammino per uscirne, da ultimo con le ulteriori misure del Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre, alla cui credibilità le misure varate dal nuovo Governo italiano e in via di rapida approvazione da parte del Parlamento hanno dato un contributo non indifferente, col sacrificio di tutti. Abbattimento del debito pubblico e riforme strutturali potranno liberare nuove energie d’imprenditorialità e d’innovazione e ridare impeto alla crescita produttiva e all’occupazione nel nostro Paese. Ma se l’Italia fa – come, ne sono certo, farà – la sua parte, più in generale il percorso che porta all’uscita dalla crisi è europeo e sovranazionale. E l’impatto va ben oltre i confini dei 17 o dei 28 : se per l’Europa la posta in gioco è altissima, le ricadute interessano il mondo intero. Ogni fantasia di scorciatoie nazionali è pura illusione.L’ansia che ci ha accompagnato dall’estate scorsa non si è dissipata, ma abbiamo la coscienza, in Italia e nell’Unione, di avere individuato i passi essenziali da compiere per disinnescare una crisi che non nasce in Europa ma viene da lontano. E’ bene ricordarlo. Dal 2008 si è fatta impellente la necessità di un nuovo sistema di governance economica globale. Questa è la sfida che il G20 sta affrontando con alterni progressi mentre, per l’Europa, specie per l’Eurozona, si è venuto ponendo sempre di più il problema di rafforzare disciplina fiscale e istituzioni comuni. Il nuovo “Accordo Internazionale” – non solo a 17, forse a 26 – annunciato a Bruxelles (e di cui resta peraltro da chiarire il raccordo col quadro comunitario) si propone di sottoporre ad una sovranità condivisa bilanci nazionali e coordinamento delle politiche economiche. Questo processo deve andare di pari passo con la difesa immediata della stabilità finanziaria dei paesi dell’area (euro), e in sostanza con il rafforzamento ancora insufficiente del firewall necessario per tutelare i debiti sovrani e salvare la moneta unica.Su un punto non vi devono essere dubbi : l’irrinunciabilità dell’euro e la determinazione di difenderlo. Sia perché pilastro dell’integrazione europea, punto di arrivo di una lunga e meditata evoluzione; sia perché la stabilità dell’economia mondiale è strettamente legata alla tenuta della moneta unica. Anche paesi non appartenenti all’Eurozona chiedono all’Italia e all’Europa di salvaguardare l’euro. In quanto ai leaders dei paesi che vi hanno aderito, essi non possono dimenticare che la moneta unica ha apportato benefici notevoli e duraturi a tutte le economie, grandi e piccole, che ne fanno parte. Con l’intuizione lungimirante del mercato unico l’Europa precorse i tempi della globalizzazione. La direzione di marcia non è cambiata, ma il ritmo è diventato incalzante. Nessun singolo paese europeo, per quanto grande ed efficiente, può competere con successo nel contesto di grandi economie emergenti e dinanzi al disegnarsi di macro-regioni sovranazionali. La nostra visione del progetto europeo non può limitarsi alla sua dimensione monetaria, finanziaria, economica. Il tessuto comunitario a 27, ormai a 28, va salvaguardato e rafforzato dando piena attuazione al Trattato di Lisbona. Penso alla politica estera e di sicurezza comune; all’immigrazione e all’asilo ; alla Carta dei diritti fondamentali, al patrimonio di principi e di valori, al diritto comune su cui l’Unione europea poggia e deve costruire il suo futuro. L’allargamento, in quanto processo euro-atlantico, ha avuto il merito storico di stabilizzare le fragilità che attraversavano il cuore del nostro continente. Richiede ora di essere portato a termine nei Balcani occidentali e con gli altri paesi dei quali abbiamo accettato, in buona fede, la candidatura. Le cooperazioni rafforzate si inseriscono in un’architettura unitaria che rinsaldi il comune progetto europeo. L’Europa rimane una; immaginarne due o ancor più significherebbe scivolare su un piano inclinato al fondo del quale non rimarrebbe alcuna Europa. Noi europei abbiamo la responsabilità di proseguire con coraggio e volontà politica unitaria nella costruzione di un’Europa sempre più integrata, sulla scia dell’appartenenza a un filone comune di storia, cultura e umanità, pur nella pluralità che è ricchezza fondamentale del nostro continente. La scomparsa di Vaclav Havel, ispiratore e protagonista, da Praga, di un risveglio democratico di coscienze e di popoli che ha pacificamente unificato il nostro continente, ci richiama alle più alte ispirazioni e motivazioni del progetto europeo.Un grande europeo, che aveva ben presente il legame indissolubile tra unità nazionale del suo Paese e l’unità europea, Willy Brandt, affermò a proposito della riunificazione nazionale tedesca che “deve unirsi ciò che ha radici comuni”. E’ urgente oggi trasmettere la stessa visione all’opinione pubblica europea coinvolgendo nel dibattito Parlamenti, forze sociali, autonomie regionali e locali e, soprattutto, le generazioni più giovani – quelle che non hanno conosciuto l’Europa divisa, e considerano la sua unità, con i successi via via conseguiti, una grazia ricevuta anziché una conquista tanto visionaria quanto faticosa. A Nord, il problema dell’indebitamento pubblico covava sotto le ceneri; a Sud, la ventata del “risveglio arabo” ha colto tutti di sorpresa. Ne abbiamo tuttavia percepito subito l’impulso al rinnovamento e al progresso democratico : di qui le simpatie, l’incoraggiamento e l’attivo sostegno dell’Italia, dell’Europa e di molti paesi qui rappresentati. Nel Mediterraneo abbiamo assistito sia a cambiamenti traumatici che ad annunci e inizi di riforme volti a rispondere tempestivamente alla domanda di allargamento della partecipazione politica e del consenso sociale. La prospettiva da perseguire non può che essere : rafforzamento delle istituzioni, trasparenza democratica, governi rappresentativi e responsabili. Il percorso è accidentato e si presenta irto di passaggi difficili ma abbiamo fiducia nella capacità di paesi e governi di affrontarli e superarli via via con coraggio. La storia europea è tutt’altro che estranea a quest’esperienza.Mediterraneo e mondo arabo sono stati teatro dei recenti cambiamenti, ma il rinnovamento sociale e politico non conosce compartimenti stagni geografici o culturali e attinge largamente ad esperienze come quella europea. La globalizzazione non è solo un fenomeno di economia, produzione e commerci. Nel mondo contemporaneo, al di là di barriere artificiali e confini nazionali, circolano liberamente anche le idee ; popoli e società civili condividono aspirazioni e aspettative, le notizie viaggiano all’istante in una fitta rete di comunicazione senza filtri. Il “risveglio” in paesi amici e a noi vicini ha scosso la comoda equazione fra immobilismo e stabilità : una stabilità non fondata sul consenso, sullo Stato di diritto e sul rispetto della dignità umana e delle minoranze è apparente e illusoria. A maggior ragione quando regimi – al di là delle enunciazioni retoriche – ricorrono alla repressione anziché al dialogo e alla riforma. Perché prenda avvio il processo democratico è essenziale che le elezioni possano svolgersi in un contesto di consolidamento istituzionale, di stabilizzazione, o di graduale transizione. Lo stesso esercizio democratico del voto ha per effetto di rasserenare il clima interno e di disinnescare le divisioni settarie.La sicurezza delle nostre nazioni, la stabilità, la prevenzione dei traffici illegali e dell’immigrazione clandestina restano preoccupazioni fondate dell’intera comunità internazionale, delle sponde “Nord” come delle sponde “Sud” di un mondo in cui queste demarcazioni diventano sempre meno nette. La settimana scorsa ho ricevuto qui la gradita visita del Presidente libico, Jalil, e sono stato confortato dalla sua risolutezza nel voler affrontare questi problemi in stretta collaborazione con l’Italia e con i paesi vicini. Dobbiamo pensare a quanto ci unisce e non a quanto ci divide, nelle identità e nelle tradizioni. Nel rinnovamento in corso dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo è nostro auspicio anche che l’Islam giochi un ruolo aggregante e positivo. Il nuovo scenario mediterraneo chiama in causa l’Europa. L’Unione non può pensare di isolarsi dai fermenti di rinnovamento della regione, né di appaltarne la gestione ai soli paesi europei che si affacciano a Sud. All’Europa i popoli mediterranei chiedono una nuova, operante e concreta, partnership e un dialogo franco e articolato, senza preclusioni ideologiche. La responsabilità è comune. Condividiamo interessi e sfide demografiche e sociali; condividiamo un’unica frontiera. Finora le nostre reazioni non sono state all’altezza del momento storico che questa parte del mondo sta vivendo. Devo esprimere un apprezzamento per l’attenzione prestata dalla Presidenza polacca dell’Unione a questa tematica, ma i risultati non sono ancora soddisfacenti. Con i vicini del Sud mediterraneo l’Italia e l’Europa condividono anche la piaga della disoccupazione e della mancanza di opportunità professionali per i più giovani. E’ a questi giovani, animati dalla speranza nel rinnovamento civile e sociale, che dobbiamo restituire il senso di appartenenza ad una comunità e la fiducia nel futuro, offrendo loro l’ accesso ad un’istruzione adeguata e alla formazione professionale, attraverso intensificati programmi di scambi universitari e di percorsi formativi. L’investimento sui giovani è un investimento nella pace, una scommessa che dobbiamo vincere per intravedere un mondo migliore.Signore e Signori Ambasciatori,Europa e Mediterraneo hanno dominato l’attualità internazionale più recente, ma l’Italia continua ad essere protagonista attivo e propositivo della più ampia realtà mondiale. Né l’Europa può rivolgere lo sguardo solo all’interno dei propri confini e problemi. Per restare polo d’attrazione competitivo, lo stesso Mediterraneo deve aprirsi all’ingresso di altri partecipanti dal resto del mondo. Il Partenariato di Deauville del G8 va in questa direzione : la mobilitazione di risorse e strumenti nuovi va rafforzata, così come vanno allargati i temi di cooperazione : ambiente, sicurezza energetica, flussi migratori, accesso ai mercati. Gli equilibri economici mondiali – cui non potrà non seguire un riallineamento anche politico – si spostano e i centri di gravità si moltiplicano. Nel 2050 l’Europa rappresenterà soltanto il 6% della popolazione mondiale. L’emergere di Asia e Pacifico è in qualche modo un ritorno ad una distribuzione più equilibrata di risorse e capacità : nella storia dell’umanità la quota dell’Asia nella produzione della ricchezza è stata molto superiore rispetto all’Europa fino all’inversione degli ultimi 3-4 secoli. L’Oriente ha saputo adottare alcune esperienze occidentali essenziali per la crescita come l’economia di mercato, la promozione della scienza e di nuove tecnologie, l’istruzione diffusa, innestandole sui valori tradizionali, garantendo la fine dall’indigenza per centinaia milioni di persone, infondendo orgoglio nel lavoro e ampliando le libertà personali. Come ha ben detto il Presidente Obama al Parlamento australiano ” l’Asia è fondamentale per la crescita in America” – e, aggiungo io, in Europa – “e definirà in larga misura se il secolo davanti a noi sarà segnato da conflitti o dalla cooperazione”.E l’Asia non è sola. Si affiancano le grandi realtà di crescita economica, di progresso politico e sociale e di creatività culturale delle Americhe. Si stanno finalmente liberando e dispiegando le grandi potenzialità del continente africano. Tutti gli attori internazionali, qui ben rappresentati, devono oggi trovare un terreno di incontro sulle tematiche globali: cambiamenti climatici, regolazione dei mercati, sviluppo sostenibile, terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa. In questa nuova fase storica dobbiamo evitare contrapposizioni e tensioni, e non ripiegare su forme di sterile isolazionismo protezionistico. Signore e Signori Ambasciatori,il richiamo a un contesto internazionale d’inquietudini, fermenti e speranze non mi fa dimenticare che nell’anno appena trascorso l’Italia ha celebrato il 150° Anniversario della sua Unità. Abbiamo auspicato il Vostro coinvolgimento in questa solenne ricorrenza avendo ben a mente il percorso dall’Italia unitaria in questi centocinquanta anni e le mete che ci attendono. La nascita dello Stato nazionale italiano nel 1861 rappresentò un fatto di grande rilievo nella storia dei movimenti nazionali e dei moti di libertà in Europa e per l’evoluzione degli equilibri continentali. Dalla metà del secolo scorso, l’Italia ha saputo trovare il suo posto e assumersi le sue responsabilità nella comunità internazionale, in modo particolare come paese fondatore, insieme con i suoi principali vicini, di un’Europa integrata e unita. Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare nuove sfide, in un’epoca di radicale e incessante cambiamento della realtà mondiale. Si tratta di sfide comuni che dobbiamo saper raccogliere e vincere insieme. Ebbene, l’Italia farà la sua parte: perché avanzi nel mondo la causa della pace, dei diritti umani, della democrazia, di un equilibrato, equo, sostenibile sviluppo economico e sociale globale. Lo farà nei fori multilaterali, lo farà nella fedeltà agli impegni e alle alleanze, lo farà nelle missioni militari di pace, lo farà nel processo di unità e integrazione europea. Desidero esprimere la mia sentita riconoscenza a tutti Voi per le innumerevoli testimonianze di amicizia e di simpatia ricevute, per le iniziative celebrative, a molte delle quali ho avuto il piacere di partecipare, per il Vostro contributo ai festeggiamenti del 150° Anniversario svoltisi in tutta Italia. Ricordo con particolare gratificazione la presenza a Roma il 2 giugno scorso di molti Capi di Stato o di Governo e Alte Cariche istituzionali, a riprova di un moto universale di simpatia per la nostra nazione. Molti di voi si sono impegnati personalmente affinché i vostri paesi fossero rappresentati qui al più alto livello possibile. Ve ne sono grato. Il popolo italiano ha colto in questo gesto di amicizia un riconoscimento delle qualità migliori che sa di possedere e una rinnovata fiducia nella sua capacità di superare le prove più difficili che le pone la storia.Talvolta, l’identità del nostro Paese si staglia meglio fuori dai confini nazionali : nelle nostre numerose collettività saldamente ancorate all’idea d’Italia ; nel plauso e nell’apprezzamento delle popolazioni dei Paesi dove si trovano e operano i nostri militari; nella qualità del made in Italy; nel ricco ventaglio delle iniziative di cooperazione, delle missioni archeologiche e di restauro, delle istituzioni scolastiche, scientifiche e educative ; nell’attività missionaria dei religiosi italiani nel mondo, in particolare attraverso le strutture della Chiesa Cattolica. Ma quest’anno, grazie a una partecipazione massiccia della popolazione nelle nostre piazze e strade, grazie a un’estrema varietà e molteplicità di iniziative di base, l’Italia ha riscoperto una coscienza unitaria e nazionale che è sopravvissuta in passato a prove difficili e saprà vincere le sfide impegnative che ci stanno davanti”.

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Assisi: Napolitano al concerto di Natale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Assisi “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parteciperà al XXVI Concerto di Natale, che si terrà sabato 17 dicembre alle 11.00 presso la Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi e che verrà trasmesso su Rai 1 il 25 dicembre dopo il messaggio Urbi et Orbi del Papa. Un evento storico in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia che vedrà il Capo dello Stato far visita alla Tomba di San Francesco Patrono d’Italia. Per questa importante occasione verrà mostrato al Presidente il Cantico delle Creature di San Francesco tra i primi componimenti poetici di lingua italiana. Lo comunica attraverso il sito http://www.sanfrancescopatronoditalia.it il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà accolto dal Custode del Sacro Convento, padre Giuseppe Piemontese, e dal Ministro Generale dei francescani conventuali, padre Marco Tasca.

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Maria Fosco nominata ”Ufficiale” dal Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2011

'Shiny Avenues', United States, New York, New ...

Image by WanderingtheWorld (www.LostManProject.com) via Flickr

La vice presidente dell’Italian American Museum di New York, Maria Fosco, originaria di Orsogna (Chieti), è stata insignita dell’onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La notizia è stata accolta con grande orgoglio a Orsogna, il cui sindaco, Alessandro D’Alessandro, si è congratulato con Maria Fosco per la nomina, che «premia un attento lavoro di valorizzazione della cultura italiana negli Stati Uniti d’America e di rafforzamento dei legami culturali tra i due Paesi. L’impegno della dottoressa Fosco – prosegue il sindaco – è la dimostrazione più evidente di come sia rimasta solida l’identità della comunità orsognese negli Stati Uniti, anche tra quanti non sono nati in Italia».
Maria Fosco è infatti nata e cresciuta ad Astoria, nel quartiere Queens di New York. E’ figlia di Filomena e Antonio, emigrati da Orsogna alla fine degli anni Cinquanta. La Fosco ha frequentato l’Hunter College della University of New York e si è laureata nel 1985 in Storia, con specializzazione in Affari Internazionali. Nel 1986 è entrata nello staff dell’Italian American Institute, di cui è oggi vice presidente e membro del consiglio di amministrazione, nella posizione di Director of Administration and Community Programs. Dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, Maria Fosco si è impegnata a nome dell’Italian American Institute per raccogliere 110mila dollari da devolvere alle popolazioni colpite dal sisma, consegnati al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

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Congratulazioni al presidente Monti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Mario Monti, President of Università Bocconi a...

Image by FriendsofEurope via Flickr

La Federazione CONASFA, che unisce i farmacisti non titolari, formula al senatore Mario Monti le congratulazioni per la designazione a Presidente del Consiglio ed augura un proficuo lavoro nell’interesse del Paese in questo grave momento.
CONASFA auspica che il nuovo Governo, che speriamo nasca in tempi brevi, manifesti verso i Farmacisti l’attenzione che merita una Professione che si impegna ogni giorno per la tutela della salute dei cittadini e che non può essere considerata solo un costo. Auspichiamo che le farmacie divengano sempre più dei presidi del SSN, attraverso i quali
incrementare l’assistenza erogata alla popolazione.A questo proposito ci permettiamo di presentare all’attenzione del Presidente appena designato la nostra proposta di riordino del servizio farmaceutico, che prevedendo l’aumento del 30% del numero delle farmacie, permetterebbe di fornire il servizio nelle aree che oggi ne sono prive, e garantirebbe l’attribuzione delle concessioni non a chi appartiene a una famiglia di Titolari di farmacia come avviene ora, ma ai professionisti più preparati e meritevoli a garanzia di un servizio migliore

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Opening ceremony of the College of Europe

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

Giorgio Napolitano

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Bruges, Wednesday 26 October 2011 at 2.30 p.m. (Concert Hall) Mr Giorgio Napolitano, President of the Italian Republic, will deliver the opening address Mr Íñigo Méndez de Vigo, Member of the European Parliament and President of the Administrative Council of the College of Europe, will preside over the ceremony. Mr Paul Demaret, Rector of the College of Europe, will present ‘The College of Europe in 2011-2012’ and will then recall Marie Skłodowska-Curie, Patroness of the Promotion 2011-2012. Once the official ceremony is over, President Giorgio Napolitano will meet the Italian students, who are studying at the College, on stage. Live-streaming is foreseen. A similar ceremony took take place at the Natolin (Warsaw) campus of the College of Europe in the presence of José M. Durão Barroso, President of the European Commission. The College of Europe organises a formal reception after the opening ceremony to which press are invited. http://www.coleurope.eu.
Over the past 62 years, the College of Europe has built an extensive reputation in the field of European studies, and is thus the leading place for those wishing to study, understand and literally ‘live’ Europe.
make keynote speeches aimed at furthering the European debate.
The College of Europe, founded in 1949 and based in Bruges and Natolin (Warsaw, Poland), was the first and is one of the most reputed institutes of European postgraduate studies, which prepares individuals from over 50 countries to work and live in an international environment. The College of Europe offers study programmes in EU international relations and diplomacy studies, economics, interdisciplinary studies, law and politics & administration. Read more: http://www.coleurope.eu.

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Delegazione commissione Affari Costituzionali in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2011

President Giorgio Napolitano greeting onlooker...

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Una delegazione della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, guidata dal suo presidente Carlo CASINI, è in Italia fino a venerdì 21 ottobre. Il programma della visita, che si svolge tra Firenze e Roma, prevede incontri con il presidente della Repubblica, Giorgio NAPOLITANO, con alcuni ministri e autorità nazionali. Oltre al presidente Carlo CASINI, della delegazione fanno parte altri due eurodeputati italiani: Roberto GUALTIERI (S&D) e Potito SALATTO (PPE).La visita italiana della delegazione parlamentare rientra nel progetto di una serie di viaggi negli Stati membri che hanno come fine quello di uno scambio di opinioni sul tema della democrazia europea e della sovranità nazionale. Prima tappa in Italia, mercoledì 19 ottobre, Firenze, dove la delegazione incontra il Presidente dell’Istituto Universitario Europeo, Josep BORRELL FONTELLES, insieme ai professori e agli studenti.Durante la mattina di giovedì 20 ottobre i deputati incontrano, a Roma, il ministro degli Affari esteri, Franco FRATTINI, la ministra degli Affari europei, Anna Maria BERNINI e il ministro dell’Economia, Giulio TREMONTI. Nel pomeriggio è previsto un colloquio con i rappresentanti dei Centri d’informazione europea in Italia, (Europe Direct), e a seguire, con quelli dell’ASPEN Institute e della fondazione ASTRID. Tutti gli incontri si svolgono nella sede dell’Ufficio informazione dell’Europarlamento a Roma.

La giornata di venerdì 21 ottobre è dedicata all’incontro con il presidente emerito della Corte Costituzionale italiana, Antonio BALDASSARRE e con il presidente della Repubblica, Giorgio NAPOLITANO. Un incontro con la stampa per fare un bilancio della visita, è previsto sempre venerdì 21 ottobre alle 13,30 presso la sede dell’ufficio informazione del Parlamento Europeo, sala delle Bandiere, via 4 novembre 149 a Roma.

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