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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘Giorgio Strehler’

Essere Giorgio Strehler

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

E’ un documentario di Matteo Moneta e Gabriele Raimondi, regia Simona Risi, prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni in collaborazione con Il Piccolo Teatro di Milano, Sky Arte e con il Comune di Trieste e il Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste. Sono Giorgio Strehler che vi parla, tra gli scettri e le corone, tra i ventagli e le spade… Inizia così, con la voce di Giorgio Strehler che si rivolge direttamente allo spettatore, il documentario dedicato al centenario della nascita di questo artista di cui si è detto e scritto così tanto. E proprio perché in tante occasioni il suo lavoro è stato rievocato, studiato e commentato, il modo migliore per renderlo vivo ancora una volta ci è sembrato proprio dare a lui la parola: Essere Giorgio Strehler, è dunque un percorso inedito, ricostruito attraverso sue interviste inedite o raramente ascoltate, con un taglio poetico e personale. La sua voce è l’io narrante: gli altri interventi sono ‘note a piè pagina’ che riprendono le sue parole per approfondire o chiarire alcuni punti del suo percorso, senza mai interrompere il suo racconto. Scelta sottolineata anche dalla regia che ha evitato di inquadrare in primo piano gli intervistati, ma di ambientarli in luoghi o alle prese con materiali teatrali. E’ uno Strehler inedito e più fragile, quello che ne esce, un uomo del suo tempo, ma sempre con una visione forte della cultura e della sua funzione in una democrazia.Essere Giorgio Strehler è un documentario con un accesso unico alla vita del grande regista, la cui ricchezza di contenuti è rappresentata da un altrettanto ricco approccio visivo: archivi rari o inediti, riprese in 4K, interviste con figure chiave della cultura del nostro Paese, ricostruzioni di scenografie e illusioni di luci realizzate per noi dagli stessi tecnici del Piccolo Teatro.A 100 anni dalla nascita dell’artista, e dopo oltre un anno di chiusura di teatri e sale cinematografiche, Essere Giorgio Strehler guida il pubblico all’interno di uno dei teatri più rivoluzionari della storia della cultura italiana, utilizzando lo stesso Strehler come guida d’eccezione.

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Cristina Battocletti: Giorgio Strehler Il ragazzo di Trieste

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Collana Oceani, pp. 448, 20 euro Con un racconto fotografico in 24 pagine. In occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Strehler, Cristina Battocletti racconta la leggenda del più grande regista teatrale del Novecento, che fondò assieme a Paolo Grassi il primo teatro pubblico italiano, il Piccolo, celebre in tutto il mondo; rivoluzionò le messe in scena di Goldoni e di Čechov, rese celebre in Italia Brecht e trasformò il mondo dell’opera. Le battaglie, gli amori, la vita del ragazzo di Trieste attraverso la voce di chi lavorò e gli fu vicino, da Riccardo Muti a Ornella Vanoni. In contemporanea in libreria anche la nuova edizione di Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste. A Trieste, il 14 agosto 1921, nasceva Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi del Novecento, fondatore del Piccolo Teatro di Milano assieme a Paolo Grassi nell’immediato dopoguerra. Di madre slovena, padre tedesco, nonni franco-balcanici, parlava quattro lingue e fu un europeista ante-litteram. Partigiano, laico, illuminista, rinnovò il modo di fare regia, cambiò veste alle opere di Goldoni, mentre Bertolt Brecht lo designò unico erede per la messa in scena dei suoi testi in Italia. Non si cimentò mai nel cinema, come il “rivale” Luchino Visconti, ma, da musicista, rivoluzionò il mondo dell’opera, aprendo una nuova via per l’interpretazione, tra gli altri, di Mozart e Verdi. Affascinante, colto, estroso e contraddittorio, un uomo di intense passioni artistiche e sentimentali. Cristina Battocletti narra la leggenda, le luci e le ombre di un personaggio iconico, dal palcoscenico alle battaglie politiche. Le vittorie e le sconfitte, gli amori, la vita del ragazzo di Trieste attraverso un racconto fotografico inedito e la voce di chi gli è stato più vicino, da Riccardo Muti a Ornella Vanoni, da Massimo Ranieri a Ottavia Piccolo, da Paolo Rossi a Milva. L’autrice originaria di Cividale del Friuli, è scrittrice, giornalista per la “Domenica” del “Sole 24 Ore” e critica cinematografica.

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Cristina Battocletti: Giorgio Strehler Il ragazzo di Trieste

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

Vita, morte e miracoli. Collana i Fari, pp. 224, 18 euro. Con un racconto fotografico in 24 pagine. In occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Strehler, Cristina Battocletti racconta la leggenda del più grande regista teatrale del Novecento, che fondò assieme a Paolo Grassi il primo teatro pubblico italiano, il Piccolo, celebre in tutto il mondo; rivoluzionò le messe in scena di Goldoni e di Čechov, rese celebre in Italia Brecht e trasformò il mondo dell’opera. Le battaglie, gli amori, la vita del ragazzo di Trieste attraverso la voce di chi lavorò e gli fu vicino, da Riccardo Muti a Ornella Vanoni. In contemporanea in libreria anche la nuova edizione di Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste. Cento anni fa, il 14 agosto 1921, nasceva Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi europei, fondatore del Piccolo Teatro di Milano assieme a Paolo Grassi nell’immediato Dopoguerra. Triestino, di madre slovena, padre tedesco, nonni franco-balcanici, dimostra il suo precoce genio dall’età di diciassette anni, quando, invece del liceo, frequenta di nascosto la scuola di recitazione a Milano. Partigiano, laico, illuminista, rinnovatore della drammaturgia goldoniana, interprete brechtiano per eccellenza, grande esegeta cechoviano, fu uomo di passioni artistiche e sentimentali celeberrime. Non si cimentò mai con il cinema, come il suo rivale Luchino Visconti, ma fu, da musicista, eccelso regista d’opera, dal Don Giovanni al Così fan tutte, che non vide mai andare in scena nella nuova sede del Piccolo Teatro, oggi intitolata alla sua memoria. Dopo frequenti contrasti con la giunta leghista milanese si era “dimesso” da italiano ed era andato a vivere a Lugano, dove morì il giorno di Natale del 1997. Quel giorno il teatro perse una parte fondamentale di sé, lasciando orfano chi nelle sue pièce aveva visto cambiare il mondo del teatro di prosa e d’opera.

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